Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1018 del 11 febbraio 2015 - Resoconto

OGGETTO N. 1018/XIV - Interpellanza: "Apertura di un tavolo di lavoro fra tutti i soggetti portatori di interesse per la risoluzione della problematica della sovrapproduzione di energia elettrica".

Presidente - Punto 17 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al Consigliere Roscio.

Roscio (ALPE) - Grazie Presidente. Buongiorno colleghi.

Brevemente, non mi vorrei dilungare, anche perché sulla questione della produzione di energia idroelettrica con la caduta dell'acqua ne abbiamo già dibattuto in passato, in più occasioni, con nostre iniziative, non ultima anche quella dell'ultimo Consiglio, dove i Consiglieri del Movimento Cinque Stelle avevano portato un'iniziativa in cui abbiamo discusso del superamento dei prelievi su alcune subconcessioni, superamenti che avevano avuto delle ricadute come danni economici sia per la Regione, ma anche per il Consorzio irriguo della Bassa Valle.

Noi riteniamo che la questione della produzione sia complessa e meriterebbe un approfondimento più ampio, ma com'è già stato ricordato dallo stesso Assessore, che ci ha già detto che il piano di tutela delle acque deve essere riaggiornato a breve e ha preso anche in esame la moratoria che scadrà alla fine dell'anno sulle nuove subconcessioni, abbiamo avuto modo di ascoltare che è intenzione di non rinnovare la moratoria, bensì di andare a risolvere la questione con l'adozione di zone di tutela sulle zone particolarmente a rischio, e questo verrà realizzato, secondo quello che abbiamo avuto appunto modo di intendere, nella revisione del piano di tutela delle acque. Probabilmente il problema non è semplice, perché si tratta di conciliare interessi e sensibilità che sono molto diverse, come la produzione sostenibile di energia, la necessità di non fare danni ambientali e di mantenere gli ecosistemi per il futuro, ma accanto a questo ci sono anche gli interessi legati all'agricoltura, legati alle aspirazioni legittime di chi fa l'imprenditore e, inoltre, c'è la questione della produzione, di quale tipo di produzione deve avvenire.

Noi oggi sappiamo che gran parte della produzione legata all'idroelettrico in Valle d'Aosta è pubblica, legata alla società CVA; bisognerà trovare per il futuro delle modalità per mantenere, e perché no? per migliorare questo impiego e l'utilizzo dei proventi a favore della collettività valdostana, diversamente da come spesso è stata utilizzata in passato. Ecco, noi vorremmo evitare in questa sede un dibattito ideologico che risulterebbe sterile o, peggio, un dibattito strumentale. Dalle dichiarazioni dell'Assessore Baccega, nel corso dello scorso Consiglio, abbiamo avuto notizia della costituzione di un tavolo tecnico di confronto, un tavolo dove partecipano la Regione da un lato e i produttori dall'altro, e questo era volto a cercare di trovare una soluzione, appunto per non ripetere più questi problemi della sovrapproduzione.

Un assunto di base che vorremmo fare è che chi fa l'imprenditoria, cioè chi produce energia elettrica anche da idroelettrico, non è per forza qualcuno di cui non ci si può fidare, ma spesso un imprenditore che aspira legittimamente a fare i propri interessi; ovviamente questo va fatto nel rispetto delle regole, e i comportamenti scorretti o le abitudini scorrette, com'è stato rilevato, vanno sanzionate, va fatta un'azione preventiva, prevedendo adeguati controlli strumentali per evitare che si ripetano situazioni di questo genere, vanno recuperate le somme e vanno comminate le sanzioni, se del caso.

Nonostante queste premesse, noi riteniamo che il tavolo, così com'è stato annunciato, sia comunque sbilanciato, perché all'interno di quel tavolo gli interessi sono solo dei produttori. Siccome gli interessi e le sensibilità su tale questione sono molto diversi, riterremmo che a quel tavolo dovrebbero partecipare tutti i portatori di interesse; "tutti i portatori" vuol dire una rappresentanza degli agricoltori, dei Consorzi, dei Comuni, della Sezione ambientalista, non solo i produttori. Ecco, per questo nella nostra interpellanza noi chiediamo sostanzialmente due cose: la prima sono i controlli, perché solo con i controlli puntuali si può riuscire a capire, si possono fare delle verifiche per evitare che si violino le regole che ci sono adesso, e l'altra è che noi vorremmo che a quel tavolo di confronto fatto per risolvere il problema partecipino tutti i portatori di interesse e venga anche data comunque una sorta di condivisione per la commissione competente. Grazie per la risposta, Assessore.

Presidente - Per la risposta, la parola all'Assessore Baccega.

Baccega (SA) - Grazie Presidente. Anch'io ringrazio lei, Consigliere Roscio, perché con questa interpellanza noi riusciamo a fare chiarezza attraverso le risposte, dando anche al Consiglio nuove informazioni rispetto a una tematica che ormai ci vede impegnati da parecchi mesi.

Come ho avuto modo di comunicare nel Consiglio scorso, Confindustria Valle d'Aosta richiedeva di disciplinare le maggiori produzioni energetiche rispetto a quanto autorizzato normalmente, derivanti dalle eventuali sovrabbondanze di acqua che possono determinarsi in alcuni periodi dell'anno, anni ricchi di precipitazioni (possiamo citare tranquillamente il 2014, che è stato un anno piuttosto ricco di precipitazioni). Ho ovviamente sottolineato che ad agosto si era costituito questo tavolo tecnico, composto da rappresentanti tecnici dei produttori e del Dipartimento, proprio per illustrare le esigenze di Confindustria, non tanto per creare problematiche di approfondimento. E quindi c'è stato un incontro appunto con il Dipartimento della difesa del suolo e delle risorse idriche competente per la gestione delle subconcessioni di derivazione d'acqua. È stato quindi convocato successivamente uno specifico gruppo di lavoro con i tecnici delle Strutture degli Enti regionali che partecipano ai procedimenti istruttori delle domande di derivazione di acqua pubblica per esaminare, sotto il profilo tecnico, la richiesta della Confindustria e le ipotesi delle soluzioni possibili...qui non c'era Confindustria, qui non c'era Confindustria! Il gruppo di lavoro, guidato dal Coordinatore del Dipartimento programmazione, difesa del suolo e risorse idriche, è composto dai rappresentanti delle seguenti Strutture regionali: la Struttura Affari regionali, demanio e risorse idriche, Tutela dei beni paesaggistici e architettonici, Flora fauna caccia e pesca, Risparmio energetico e sviluppo fonti rinnovabili, Pianificazione e valutazione ambientale, dal Consorzio regionale per la tutela e l'incremento dell'esercizio della pesca in Valle d'Aosta e, infine, dall'ARPA Valle d'Aosta; quindi credo una rappresentanza a tutela di tutti gli interessi, dove a questo tavolo non ci sono ovviamente i produttori. Questo gruppo di lavoro tecnico si è riunito due volte, il 9 e il 21 gennaio 2015, valutando dal punto di vista tecnico e delle esigenze di carattere generale la richiesta di Confindustria, sia sotto il profilo amministrativo e, soprattutto, sotto il profilo ambientale. Le conclusioni sono in fase di stesura.

Rispondendo al 1° quesito, ripeto e sottolineo quanto ho già detto in altre occasioni: tutte le derivazioni di acqua a scopo idroelettrico sono sottoposte alla verifica dei quantitativi di energia prodotta e quindi delle portate prelevate sulla base dei dati di produzione dichiarati. Si sta però lavorando per acquisire i dati di produzione direttamente dal soggetto distributore di energia elettrica. Il controllo del deflusso minimo vitale richiede invece la necessità di operare sul campo per misurare le portate e, oggi, questo avviene solo a seguito delle puntuali segnalazioni del Corpo forestale valdostano. Anche in questo caso si stanno approfondendo e studiando soluzioni che possano permettere un controllo più esteso e puntuale.

Rispondendo al quesito n. 2: "se si intende aprire il tavolo a tutti i portatori di interesse", com'è stato già evidenziato, si può notare che la richiesta è stata esaminata da tutti i portatori di interesse che sono abitualmente coinvolti nell'istruttoria delle domande di autorizzazione di una derivazione di acqua pubblica e che hanno potuto discutere sull'argomento in modo indipendente dai rappresentanti di Confindustria.

Noi riteniamo che l'acqua sia certamente un bene comune e, come tale, debba essere utilizzato al meglio nel rispetto del minimo deflusso vitale dei corsi d'acqua, ma là dove è possibile e nell'ambito delle procedure previste dalle norme possa essere sfruttata anche in termini di produzione di energia con la possibilità e la determinazione di effettuare ancora più controlli per avere misurazioni più precise possibili. Peraltro di tutti questi argomenti avremo un approfondimento in commissione, nella commissione competente, come da impegni già presi; ho ancora sentito il Presidente Isabellon che mi ha confermato che sarà sicuramente calendarizzato.

Nel frattempo, posso confermare che è intenzione di mantenere la moratoria, che scade a giugno, fino all'approvazione del nuovo piano di tutela delle acque, il quale avrà un percorso piuttosto intenso con il coinvolgimento ovviamente di tutti gli attori che potranno dare il loro contributo, ma soprattutto che potranno arrivare ad una determinazione che preveda la possibilità di dare delle risposte a tutti i quesiti che vengono posti.

Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Roscio.

Roscio (ALPE) - Grazie Presidente. Grazie Assessore per le precisazioni e anche per i toni della risposta.

Se ad alcune nostre richieste non possiamo che dire di essere soddisfatti, nel senso che sul fatto che partecipino tutti questi portatori di interesse non possiamo che essere d'accordo, due piccole note bisogna farle. Mi risulta che l'unica istanza presentata ad oggi sia proprio quella dei produttori, quindi noi partiamo da una richiesta ben precisa fatta dai produttori...quindi attendiamo gli sviluppi, perché ha detto che le conclusioni sono in fase di stesura da questo gruppo di lavoro...diciamo che le premesse sono sbilanciate a favore dei produttori, e bisogna poi vedere se questo tavolo di lavoro, nella redazione delle conclusioni, ha fatto delle valutazioni che abbiano tenuto in conto anche esigenze di altri, non solo di questi...quindi su questo dobbiamo aspettare.

Per quanto riguarda la parte dei controlli, forse la parte più preoccupante è proprio quella sul deflusso del minimo vitale, che è quella che poi va a creare veramente dei danni; su quello siamo felici che si cerchi di incrementare l'operato del Corpo forestale. Dobbiamo però rimarcare che certe cose sono successe in passato e quindi, su questo, vorremmo più garanzie. Soprattutto la sollecitazione è anche di cercare di lavorare in maniera puntuale e fare anche i controlli strumentali del caso per evitare che vi siano dei danni...ripeto: mantenendo l'idea che i produttori, laddove lavorino bene, fanno solo il loro lavoro, perché non è quella la questione. Accogliamo anche in maniera soddisfacente il fatto che ci sarà un passaggio in commissione e ci sarà l'apertura a poter lavorare nell'adeguamento del piano di tutela delle acque. Su questo credo che dovremo per forza ritornare per vedere tutte queste conclusioni e la prosecuzione dell'iter. Grazie.

Presidente - Punto 18 all'ordine del giorno.