Oggetto del Consiglio n. 1013 del 11 febbraio 2015 - Resoconto
OGGETTO N. 1013/XIV - Interpellation: "Organisation du projet "École VdA".
Président - Pour l'illustration, la parole à la Conseillère Certan.
Certan (ALPE) - Merci Monsieur le Président.
Parlons du projet École en Langue VdA, un projet d'école plurilingue qui, je dirais, a duré le temps d'une saison, qui est resté à l'état embryonnaire et nous ne savons pas si l'embryon maintenant est congelé ou s'il sera abandonné à soi-même.
Nous avons soutenu, comme ALPE, et nous le remarquons dès le début l'idée présentée par un groupe de parents valdôtains de promouvoir un projet pilote, un projet d'une école réellement plurilingue de prévalence francophone et anglophone et avec le concept d'un enseignant en langue. Nous avons soutenu aussi l'idée de prévoir une expérimentation pour deux ou au moins un petit nombre de classes pour différentes raisons. La première je l'ai énoncée déjà dans une interpellation du mois de septembre et par une prise d'acte très claire; je disais alors (et je vais reprendre les mots) que: "C'est un enseignement pédagogique, d'un point de vue pédagogique aussi, différent et alternatif. Il est évident que ce modèle d'école n'est pas contraire ou fermé au multilinguisme, aux langues de l'immigration, aux langues régionales. Il n'est pas contre le renforcement de la cohésion sociale, bien au contraire, il favorise le dialogue interculturel et surtout il permet de maîtriser parfaitement les deux langues, la langue française et l'italienne seraient sur un pied d'égalité réellement, d'un côté l'italienne est apprise dans le contexte social qui, nous devons en prendre acte, est italophone de prévalence, tout en considérant l'exposition aux médias, aux journaux, aux télés, aux langues parlées et entendues dans la journée. Il y a un plurilinguisme qui tend à une prévalence quand même italophone, c'est une prise d'acte peut-être pas toujours intéressante, mais c'est ainsi et, de l'autre côté, la langue française qui serait langue d'immersion à l'école pendant la journée", donc on pourrait affirmer que le bilinguisme serait réel. En plus il y a eu le passage à mon avis très intéressant d'insérer aussi la langue anglaise d'une façon assez forcée, mais quand même ponctuelle, donc ça pourrait être extrêmement intéressant. La deuxième raison c'est parce que ALPE est habituée à écouter les citoyens toujours, pas seulement quand cela nous convient ou nous décidons que ça nous convient, et à notre avis la requête du groupe des parents était très intéressante elle était à exploiter et à évaluer. Il y a une autre raison qui est liée à l'offre et à l'enrichissement qu'une expérimentation - naturellement si elle est positive - pourrait porter à tout le territoire et à toutes les écoles.
Assessore, non possiamo che ricordarle che eravamo stati purtroppo anche buoni profeti, sia nella nostra interpellanza di settembre, dove le ricordavamo i tempi strettissimi, sia nei nostri interventi in commissione; l'avevamo sollecitata a lavorare in stretto contatto non solo con la sua cellule technique, ma con tutti gli insegnanti, perché, come tutte le categorie di lavoratori professionisti, devono essere coinvolti nelle scelte, soprattutto quando queste sono innovative e li coinvolgono in prima persona. Credo che un progetto di questo tipo non poteva prescindere da una prima messa in comune con gli insegnanti. È successo quello che le avevamo detto in commissione: questo progetto, che necessitava appunto di essere discusso, perfezionato e realizzato non solo con i genitori, attraverso grandi conferenze che sono state sicuramente arricchenti, interessanti, doveva però essere discusso con gli operatori del settore. Mi permetto di dirle, Assessore, che un progetto così non poteva essere calato dall'alto ai Collegi docenti. Lei non è d'accordo, però sa benissimo che sono arrivati attraverso i Dirigenti e sono stati portati ai Collegi attraverso i Dirigenti, e all'ultimo momento alcuni Collegi non ne hanno neanche discusso, credo che sia arrivata la risposta direttamente solo dai Dirigenti, ma andava costruito con i Collegi docenti. Ci volevano grandi risorse umane, di questo ce ne rendiamo conto, perché non andava trattato, a nostro avviso, solo da un punto di vista tecnico. È stato perfetto farlo da un punto di vista tecnico, la cellule technique ha lavorato sicuramente bene, ma quando si parla di "scuola" non può essere solo tenuto conto dell'aspetto tecnico e, a nostro avviso, questo è stato un errore fatale per il progetto.
Insieme alla collega Morelli abbiamo partecipato alla presentazione del progetto, e devo dire che è stata una presentazione à deux volets, perché, sapendo anche che comunque c'erano state delle assemblee sindacali degli insegnanti che avevano comunque in qualche modo bocciato questo progetto, e anche molti Collegi docenti che si erano espressi contro, la prima parte della presentazione è stata molto interessante, come di un progetto che comunque poteva vedere la luce e che aveva une issue, pareva veramente che ci fosse...cosa che ci ha lasciato comunque buone speranze, perché, ripetiamo, noi non siamo stati contro il progetto. Rincresce però che l'altro volet della presentazione sia stato...vabbè, noi abbiamo preparato il contenitore, abbiamo preparato tutta la scatola, il progetto è pronto, ma adesso deve essere preso in carico da qualcuno, la scatola è pronta, è tutta infiocchettata, e chi vuole prenderla...e lì è cascato l'asino, perché di fatto non c'è nessuna Istituzione che in effetti si è dimostrata disponibile a prendere in carico questo progetto. Rincresce perché è un progetto pilota, ripeto, che poteva essere realmente un'opportunità per la scuola valdostana, che non si è mai tirata indietro di fronte alle novità, non si è mai tirata indietro di fronte alle sfide, ma che ha sempre chiesto di essere rispettata e di essere concernée.
Noi, come movimento, abbiamo sempre sostenuto questo progetto. Adesso vogliamo sapere, attraverso questa interpellanza, qual è lo stato dell'arte ad oggi, perché abbiamo letto, riletto, abbiamo visto di tutto, e vorremmo capire da lei qual è lo stato dell'arte ad oggi, quali sono poi le sue intenzioni per i prossimi anni, se è possibile per lei fare una previsione, perché capisco che qua sia anche difficile prevedere oltre i sei mesi. Sappiamo per certo che dal 2015-2016 il progetto non partirà e quindi vedremo cosa succederà per il 2016-2017. A questo punto vorremmo sapere come pensa di reimpostare questo lavoro, se crede che abbia ancora un senso e com'è il suo percorso di programmazione della scuola valdostana per i prossimi anni scolastici. Attendo la sua risposta e poi riprendo l'argomento dopo. Grazie.
Si dà atto che dalle ore 11,26 assume la presidenza il Vicepresidente Rosset.
Rosset (Président) - A demandé la parole l'Assesseur Rini, pour la réponse.
Rini (UV) - Grazie Presidente.
Io credo che spesso si è soliti ringraziare da questi banchi i colleghi per l'opportunità che certi atti di sindacato ispettivo offrono per darci anche l'opportunità di fare chiarezza in merito a certi argomenti. Bene, io credo che questa sia davvero l'occasione per ringraziare i colleghi, adesso la collega Certan, e poi, in un altro punto successivo, il collega Donzel, che ci danno l'occasione anche per fare un po' di chiarezza su questo tema, che, come ben sappiamo, ha sicuramente ricoperto un ruolo importante in questi giorni ed è stato al centro dell'attenzione anche mediatica. Ecco, il fatto che sia stato al centro della discussione mediatica, ma non solo, credo che sia e debba essere riconosciuto un fatto estremamente positivo, perché il progetto ha avuto - e questo dobbiamo dircelo - l'innegabile merito di riportare al centro del dibattito - e qui, tengo a sottolinearlo, non solo delle scuole, ma anche a livello culturale e politico - il nostro sistema scolastico e una parte del nostro sistema scolastico in particolare, che è proprio quello della natura bi-plurilingue che da sempre lo contraddistingue.
Ciò che tuttavia mi sembra sia sfuggito è che, il fatto della mancata attivazione del progetto sperimentale École en Langue VdA dal prossimo mese di settembre, non deve essere assolutamente considerato un arretramento o, ancor peggio, un ripensamento della politica linguistica condotta dall'Assessorato, anzi, d'ora in avanti sarà riproposto con maggiore forza e convinzione. Qui mi pare innanzitutto doverosa una grande distinzione: un punto fermo è il bi-plurilinguismo (poi magari dopo entrerò nel dettaglio), e un altro volet è il progetto sperimentale École en Langue VdA, e qui - ci tengo a dirlo - mai ho pensato e mai abbiamo pensato che i due progetti potessero coincidere. Il plurilinguismo nelle scuole si basa su due pilastri fondamentali, quindi andando ad analizzare il primo domaine, che è un po' quello che avevamo anche cercato di specificare durante la Conferenza stampa di presentazione per quanto riguarda il pilastro del plurilinguismo, le nostre due lingue ufficiali, l'italiano e il francese e, dall'altro lato, il potenziamento della lingua inglese e, dicevo, su questi due pilastri fondamentali innanzitutto la vigilanza dell'effettiva applicazione del bilinguismo nelle Istituzioni scolastiche, e poi, naturalmente, l'aumento delle ore della lingua inglese, che per noi è, rimane e rimarrà non solo prioritario, ma anche fondamentale.
Tutt'altra questione è l'immersione linguistica, offerta come opportunità in più attraverso proprio il progetto sperimentale École en Langue VdA. Quello che abbiamo cercato di fare...e qui mi assumo anche le responsabilità se non sempre la comunicazione è stata efficace, se non sempre è stata puntuale, se non tutto è stato fatto molto probabilmente come in realtà doveva essere fatto...dicevo, qua si è trattato di offrire una chance in più, un progetto su cui i promotori si sono spesi con attenzione e impegno, e per questo io li ringrazio. La condizione, com'è stato ricordato, era però l'adesione volontaria, ovviamente direi, delle Istituzioni scolastiche. Con un decreto assessorile abbiamo provato ad abbozzare, e con questo decreto si è promossa la sperimentazione e si è inteso proprio proporre un quadro della stessa, fissando alcuni dei principi cardine, ma lasciando libertà alle Scuole di adattare queste linee generali alla tradizione pedagogica, alle risorse professionali, alla volontà di aderire alla sperimentazione di ogni singola istituzione scolastica. Questo sta a significare che mai abbiamo inteso questo come un atto d'imperio - e, se così è stato, lo ripeto, l'ho già fatto, ce ne scusiamo - bensì di una proposta di sperimentazione accompagnata da una serie di misure volte a facilitarne l'applicazione, quali la formazione linguistica dei docenti che è stata indicata peraltro da più parti come una delle criticità ostative alla concretizzazione del progetto, la creazione di un centro di risorse e la produzione di materiali didattici adeguati.
Il 3 febbraio scorso, si è svolto un incontro pubblico nel Salone del Palazzo regionale, alla presenza peraltro di molti di voi, colleghi, di genitori, di personale scolastico. In tale sede è stato confermato l'interesse, questo terrei anche a ricordarlo, perché qua non ci sono pro e contro, non c'è chi vuole in qualche modo boicottare, non credere nel progetto, anzi, io credo che questo fatto sia da sottolineare: le Istituzioni scolastiche hanno confermato il loro impegno, il loro interesse per il progetto che vede appunto il bi-plurilinguismo alla base e, soprattutto, è stato confermato ancora una volta che le resistenze che i Collegi delle Istituzioni hanno manifestato non sono - e ci tengo a dirlo - assolutamente aprioristiche, ma basate su argomentazioni legate alla necessità di approcciare con solide basi metodologiche l'insegnamento in lingua, in luogo del solo insegnamento della lingua. La necessità di veicolare dei contenuti disciplinari in lingua è infatti improcrastinabile; in questo senso, peraltro, è notizia fresca di questi giorni, si è espresso negli ultimi giorni il Ministro Giannini preannunciando la volontà di introdurre l'insegnamento di scienze in inglese già in IV e V elementare. E questa è la direzione, secondo noi, in cui operare per non aumentare ovviamente ulteriormente il carico orario dei nostri studenti.
Noi siamo quindi certi che le Istituzioni scolastiche aderiranno e con noi cercheranno di percorrere questo percorso di forte richiesta di implementare l'insegnamento in lingua che viene dalla comunità, e l'Amministrazione continuerà a supportare le Istituzioni scolastiche nella progettazione delle iniziative conseguenti. Non a caso, parallelamente agli incontri e agli approfondimenti che venivano condotti in merito al progetto sperimentale, non è mai cessata l'azione dell'Assessorato per consolidare il plurilinguismo del nostro sistema scolastico.
En effet, par lettre circulaire du 28 janvier 2015, le Surintendant aux écoles a demandé à chaque Établissement de transmettre un compte rendu des initiatives qui seront mises en œuvre dans son établissement scolaire pour la promotion du plurilinguisme au cours de l'année scolaire 2015-2016. Je vous annonce que déjà différentes Institutions ont donné des réponses ponctuelles sur les actions qu'elles vont mettre en œuvre à partir de l'année prochaine. En plus, par lettre circulaire du 5 février 2015, la Surintendance aux écoles a demandé aux Établissements scolaires la liste des enseignants qui sont intéressés à la formation d'anglais qui devrait se dérouler de mars à août 2015, selon la modalité mixte, en présence et en ligne. Cette formation s'adressera à 75 enseignants au maximum, elle sera personnalisée sur le niveau du départ de l'enseignement et adaptée en fonction de ses progrès. Un bilan de compétence à la fin du parcours permettra de vérifier le niveau atteint. Une deuxième phase de formation aura lieu de septembre 2015 à février 2016 et concernera les enseignants qui ont participé à la première phase et qui souhaitent poursuivre leur parcours, ainsi que d'autres enseignants qui remplaceront les éventuels.
Pour ce qui est de la deuxième question: "quelles sont les intentions pour l'avenir", pour ce qui est des intentions de l'Assesseur et du Gouvernement pour l'avenir, je signale que l'Assessorat compte poursuivre l'accompagnement des initiatives qui seront mises en œuvre par les Établissements scolaires pour la promotion du plurilinguisme à travers avant tout des activités de formation linguistique et méthodologique pour l'enseignement en anglais, l'élaboration d'outils pédagogiques spécifiques, le suivi et l'évaluation de ces initiatives, l'affectation d'assistants de langue anglaise.
In conclusione, se mi è permesso...è stato ricordato il lavoro che è stato fatto in V Commissione...ecco, io vorrei ricordare che sono stati importanti quei passaggi, e credo che ci fosse anche una condivisione pressoché totale. Ricordo che in quella sede le uniche osservazioni che erano state poste alla nostra attenzione erano state poste, a onor del vero, e va ricordato, dal collega Donzel, osservazioni che poi effettivamente sono contenute nelle osservazioni delle Istituzioni scolastiche e che quindi dovremo farcene carico. Io prendo un impegno affinché davvero con serietà si affrontino le criticità che effettivamente il collega Donzel aveva esplicitato in V Commissione. Altre osservazioni, in quella sede, se devo dire la verità, non ne avevo sentite. La partecipazione all'interno della cellule technique era ampia, ovviamente i tempi erano ristretti, e questo è stato sicuramente un primo limite, e c'erano dei Dirigenti scolastici in rappresentanza anche degli insegnanti. Abbiamo provato a elaborare questa bozza, abbiamo però recepito con estremo rispetto - e vi dirò di più, condividendo anche tanti passaggi - le osservazioni provenienti da coloro che vivono la scuola in prima persona. Credo che al di là di questa grande distinzione, che secondo me è proprio venuta a mancare sulla differenza tra un piccolo progetto sperimentale che niente voleva essere se non un'offerta in più...faccio un esempio: in questi giorni, a chi mi chiede o quando pensiamo che ci sia un indirizzo musicale, un indirizzo sportivo, poteva esserci, a mio modo di vedere, anche un indirizzo di immersione linguistica...ci lavoreremo.
Vi dico però quello che è il sogno, l'avevo già detto durante la presentazione del progetto: io spero che nei mesi prossimi ci attenda una grande sfida, la scuola valdostana dovrà affrontare un grande percorso, tutti insieme dovremo affrontarlo, ed è la rivisitazione delle adaptations. Io spero davvero che tutti insieme saremo in grado, anche partendo dagli errori che sono stati fatti fino adesso, non abbiamo paura di dirlo, che all'interno proprio della rivisitazione delle adaptations possano essere contenuti tutti gli elementi affinché questo progetto possa essere superato dai fatti, ovvero con una giusta e rigorosa applicazione di quello che è il nostro bilinguismo ricordando che già tante Istituzioni scolastiche lo stanno facendo e, dall'altro, l'imprescindibile rafforzamento della lingua inglese.
Presidente - Grazie Assessore. Per la replica, chiede la parola la Consigliera Certan; ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Sì, grazie Assessore.
Facciamo chiarezza. La prima considerazione che mi viene da fare, è che questi 400 genitori che hanno firmato questa richiesta di progetto hanno avuto un merito: quello di permettere di fare chiarezza e riportare in auge, come ha detto lei, il tema del bi-plurilinguismo nella scuola, e poi di fare chiarezza tra la politica linguistica, che è il pilastro per la scuola, per il futuro della scuola valdostana e un progetto, che doveva essere un piccolo progetto sperimentale, di immersione linguistica. È già un merito, però questo allora denuncia una mancanza di programmazione nella scuola o comunque vuol dire in questo momento che manca una programmazione chiara della scuola...ci fa piacere che, magari, in questo periodo questa si stia defilando.
Rimango un po' più perplessa quando lei dice: "forse non è stato capito quali erano veramente le intenzioni, era semplicemente un progetto che poteva essere un'opportunità, un'opzione in più...ecco, noi non abbiamo mai detto di non essere stati d'accordo, anzi, le abbiamo sempre detto che noi abbiamo sostenuto questa idea dall'inizio, nonostante, le ricordo, siano state fatte delle precise domande e delle precise osservazioni dalla sottoscritta, perché le avevo detto: "è necessario che nella cellule technique ci siano gli insegnanti e ci siano i logopedisti", se ben lei si ricorda. Perché quando si parla di educazione bi-plurilinguistica bisogna avere anche l'apporto dei logopedisti, a mio avviso, e lei ci ha risposto: "ci sono i Dirigenti scolastici e non ce n'è bisogno", questa è stata la sua risposta! Per noi, invece, questa poteva anche essere una via nuova da esplorare, una via, non un'opzione in più. Poteva essere una via...no, è chiaro che è a livello sperimentale, l'abbiamo sempre detto che in due mesi non poteva essere messa per tutte le scuole, soprattutto in quei termini, ma poteva essere una via da esplorare e poi da avviare magari e, perché no? veramente in tutte le scuole. Noi non abbiamo mai sostenuto scuole elitarie, ma scuole di sperimentazioni o progetti di sperimentazione, sì. Anzi, una delle motivazioni per le quali noi eravamo d'accordo era proprio perché partiva dal pubblico e poi non erano dei genitori...sappiamo che ci sono già stati in Valle d'Aosta degli altri tentativi da parte di privati, chiaramente anche di genitori che avevano provato a trovare delle soluzioni alternative di scuola... Noi, invece, siamo stati molto più contenti che questo sia stato proposto dall'Assessorato e che potesse essere l'Assessorato ad occuparsene, però tenendo poi conto che da un punto di vista...non basta, ripeto, gliel'ho già detto prima, non basta preparare poi solo il contenitore e non occuparsi del contenuto, sicuramente un bel pacco fa sempre una bella figura, ma se poi è vuoto non porta a niente! Questo è il nostro più grande rammarico, perché il fatto che abbia riportato il dibattito nei vari Collegi docenti e il fatto che magari possa essere utile questo dibattito anche per i prossimi mesi per les adaptations et les révisions des adaptations ci fa piacere, però ci sembra un po' limitativo.
Non ho sentito, nelle varie previsioni per il futuro, nominare l'Università, io credo che una delle priorità che andrebbero prese in questo momento in carico è non solo di rivedere les adaptations per la Scuola primaria, perché sappiamo che tutte le riforme partono dalla Materna, poi arrivano alle Primarie, poi cambia il Ministro, e altre scuole, altri ordini di scuola le riforme non le fanno più e si riprende e si riparte...bravo Presidente! Quindi noi crediamo che per esserci veramente una nuova...e poi lei, che ha lunga esperienza, ha visto tante riforme iniziare, partire e poi...ne ha viste tante e tante, di riforme...
Credo che la programmazione della politica plurilingue non possa passare se non da una Università; visto che in Valle d'Aosta abbiamo anche questa opportunità, non può non passare dall'Università. Credo che vada rivista anche la politica plurilingue dell'Università, perché è da lì che escono gli insegnanti che poi dovrebbero essere anche i primi operatori di questa nuova scuola, e vedremo che forma prenderà. Grazie.
Presidente - Grazie. Proseguiamo con il punto 13 all'ordine del giorno.
