Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 992 del 27 gennaio 2015 - Resoconto

OGGETTO N. 992/XIV - Interpellanza: "Individuazione di soluzioni per garantire in futuro il finanziamento alle strutture socio-assistenziali".

Presidente - Per l'illustrazione, la parola al Consigliere Gerandin.

Gerandin (UVP) - Merci Président.

Vede, Assessore, noi eravamo convinti di aver finalmente creato un clima di collaborazione o quanto meno di confronto proficuo all'interno delle commissioni. Avevamo provato a lavorare in un senso propositivo, nel senso di provare a condividere quelli che erano...in quel momento difficile dal punto di vista economico, su questo non c'è ombra di dubbio, perché è chiaro che il momento è assolutamente difficile, però pensavamo che alla base di questo dialogo, di questo confronto proficuo all'interno delle commissioni ci fosse un minimo di coerenza. Devo con molto rammarico prendere atto che...io non so, lei ha detto che non si sente, non si riconosce, qualcuno glielo ha detto, un colpo al cerchio un colpo alla botte, oppure, come giustamente ha detto la collega Fontana, che lei ogni tanto è un po' in confusione. Io non lo so qual è il vero motivo, ma di certo nel suo comportamento c'è qualcosa che stride, perché lei in commissione viene, ci racconta una storia e poi all'atto pratico, quando si tratta di deliberare, ne racconta un'altra, quando si presenta all'incontro col CELVA, col Consiglio permanente, ne racconta una terza. È un po' difficile capire qual è l'effettiva verità, le dico questo perché mi pare - deve darmene atto - che in quella riunione, in quella commissione consiliare sono state manifestate tutta una serie quanto meno di preoccupazioni legate al fatto di questo modello, di questa nuova riclassificazione per quello che riguarda le strutture socio-assistenziali e semi-residenziali. È stato detto che questo modello avrebbe probabilmente portato anche a dei sacrifici piuttosto dolorosi o quanto meno da condividere nel percorso e in quelle che sono le indicazioni da fare agli enti gestori.

Ora, in quella riunione, in quella commissione lei ci ha detto alla presenza del suo funzionario che, per quello che riguarda il discorso delle risorse finanziarie disponibili, tenuto conto della drastica riduzione che c'era a bilancio regionale, si garantivano esclusivamente i finanziamenti per una quota per le sole strutture protette, vale a dire per posti letto identificati, quantificati in 518. Mi è stato detto in quel contesto che rimanevano fuori da questo processo riorganizzativo una serie di strutture minori che all'interno di quell'atto che lei ha presentato in Giunta - è un deliberato di Giunta - e soprattutto ha presentato al CELVA venivano classificate come strutture alberghiere familiari. Ora, dopo l'incontro che lei ha avuto al CELVA, noi leggiamo...con somma soddisfazione...il rappresentante, quello che si occupa di sociale all'interno del direttivo del CELVA, effettua delle dichiarazioni dicendo: "l'Assessore Antonio Fosson ci è venuto incontro e ci ha detto che la riorganizzazione delle microcomunità sarà operativa solo a partire dal 2019". Allora i casi sono due: o nel frattempo lei è stato così bravo e ha trovato tra le pieghe del bilancio delle risorse così importanti da garantire il finanziamento fino al 2019 di tutte quelle che sono le strutture esistenti, oppure qualcosa non torna, perché chiaramente non si possono avere, diciamo, delle versioni diverse all'occorrenza, perché lei è stato chiarissimo in commissione: ci ha detto che, oltre ai famosi finanziamenti per i 518 posti di quelle che sono le strutture protette, nulla ci sarà per quello che riguarda le altre strutture. Le rileggo il passaggio? Allora, quindi la risposta è...le rileggo il passaggio, è verbalizzato...la risposta quindi è che potremmo finanziare solo le protette, perché è ovvio che se questi sono i dati, questo è il budget, per altre non ci sono risorse. Allora, questo è quanto ci ha dichiarato in commissione. Allora, noi vogliamo capire qual è la verità, perché non può avere delle verità secondo l'occasione. Neanche lei può pensare di andare a rassicurare gli enti gestori, in questo caso sono le ex Comunità montane, le tranquillizzate dicendo: "non cambierà niente fino al 2019", salvo poi magari svegliarvi, magari verso fine anno, dicendo: "beh, Signori, soldi non ce ne sono, per cui quello che avete speso avete speso, il resto chi si è visto si è visto".

Non solo, nel sistema in cui avevate pensato e così ci avete detto in finanziaria in merito ai 115 euro, che sono la quota capitaria che è stata concordata...ci è stato detto che la Regione sarebbe intervenuta per circa il 51 percento, vale a dire 59 euro, il 40 percento era quello che era stato stimato a carico degli utenti e dei familiari, l'8 percento era a carico dei gestori. Le ricordo, Assessore, che avete tagliato totalmente il trasferimento alle Comunità montane, non più un euro alle ex Comunità, zero il trasferimento, rispetto ai 3 milioni che davate prima, dove potevano attingere eventualmente per compensare l'8 percento avete tagliato tutti i trasferimenti. Ora, che sia chiaro che anche finanziando i 518 posti l'8 percento sarà a carico in questo caso non più delle ex Comunità montane, dei Comuni, l'avete detto questo? Perché mi risulta che ci sono stati dei Consigli dei sindaci dove qualcuno ha detto: "no, non è vero, i trasferimenti alle Comunità ci sono ancora seppur ridotti, chiamate la funzionaria, vi confermerà che ci sono". Mi dispiace perché questi Sindaci probabilmente sono stati poco attenti quando hanno approvato il bilancio regionale, perché il trasferimento è zero. Allora non potete giocare al gioco dei tre campanelli secondo chi è l'interlocutore. Voi avete il diritto di dire quelle che sono le risorse, quelli che sono i finanziamenti, i posti letto, le strutture che verranno finanziate, e basta, non potete illudere di più la gente. In più dovete dire che, oltre al minor trasferimento che c'è stato, le minori risorse che ci sono disponibili, minori risorse disponibili che ci sono per quello che riguarda il settore del sociale che lei gestisce, i Comuni, e dico i Comuni, dovranno accollarsi anche l'8 percento. Io non so se l'avete detto al CELVA questo. Questo le chiedo, io voglio capire qual è la verità che lei ha raccontato al CELVA.

Detto questo, mi farebbe veramente piacere una volta per tutte avere un rendiconto esatto su quello che finanzierete, come mi piacerebbe capire se lei al CELVA...tenuto conto che finanzierete solo più le protette, se avete detto ai vari rappresentanti, a quelli che erano presenti che le strutture di Arvier, Cogne, Saint-Christophe, Gressoney-Saint-Jean, Issogne, che è già chiusa per fortuna, Arnad e altre ancora non percepiranno più un trasferimento neanche di un euro, perché non ci sono risorse disponibili. Soprattutto vorrei capire, sulla base di questo suo piano, modello riorganizzativo, legato sicuramente a problematiche di carattere economico, di questo ne siamo tutti consci, però quello che non accettiamo, Assessore, è che lei non abbia il coraggio di dire la verità e soprattutto di avere una verità unica, ci dica la stessa cosa quand'è in commissione, quand'è in Giunta e quand'è a colloquio coi Sindaci.

Presidente - Per la risposta, la parola all'Assessore Fosson.

Fosson (UV) - Guardi, su questo io in commissione mi sono espresso ed è tutto verbalizzato e mi dispiace per quelle dichiarazioni riferite al CELVA. Io non sono andato alla riunione generale del CELVA, ma ho incontrato i responsabili delle Comunità montane, perché, come lei sa, la prima delibera sulle classificazioni non è stata votata dal CELVA. Caro Gerandin, quindi lei lo sa che io non cambio versione, che è una, ma si fa quello che si può fare, come sa anche lei essendo stato quattro anni e mezzo al CELVA, perché questo piano, che è transitorio, deve essere comunque condiviso dal Consorzio Enti locali e in questo periodo lei lo sa il tema anziani non è facile. La posizione è chiara ed è questa che dirò adesso e facendole avere tutte le cose che chiede.

Tra l'altro, le ricordo che noi siamo venuti in V Commissione per una richiesta di confrontarci su un argomento che non è un argomento facile, perché l'ha detto anche lei: siamo in una fase di grande restrizione delle risorse, però siamo anche in un passaggio, in un periodo di transizione, perché sono stati ottenuti diversi punti fermi che prima non c'erano, cioè ad esempio il costo ottimale che adesso, dopo un lavoro molto ampio, è stato correlato ai rendiconti.

Non avevamo una classificazione delle strutture, come lei sa, perché si rimandava di volta in volta.

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

Abbiamo finalmente una classificazione delle strutture che è una fotografia, com'è stato detto, che finalmente c'è rispetto alla quale il CELVA ha chiesto non di cambiare il finanziamento, ma di avere la possibilità fino al 30 dicembre del 2018 di ristrutturare o di mettere a norma le strutture rispetto all'iter autorizzativo. Il discorso è quello di spostare il periodo dell'autorizzazione. Sulle risorse poi c'è un percorso, e questo mi sembra di averlo detto in commissione e, se non l'ho detto, mi dispiace, perché le risorse sono 17 milioni e 500 mila, però su questo, sapendo che è un periodo di transizione e sapendo che è un periodo di grande difficoltà, abbiamo detto che avremmo aggiunto dei fondi del finanziamento nazionale e in questo momento le posso dire, perché la certezza di avere i fondi non è arrivata da molto, che metteremo sugli anziani 600 mila euro e ho detto anche in commissione che stavamo facendo una verifica con tutti i responsabili delle Comunità montane sull'organizzazione del SAD la qui quota rispetto ai 17 milioni e mezzo è pari a 7 milioni. Avevamo visto che nell'organizzazione del SAD c'era una grande differenza di indicazioni delle assistenti sociali, per cui pensiamo che con questa riorganizzazione e con questo protocollo, che sottoporremo alle Comunità montane o all'Unité des Communes, dovremo stabilire degli altri criteri. Come detto, dai 17 milioni e mezzo pensiamo di portare a casa 600 mila euro in più attraverso il fondo nazionale politiche sociali e pensiamo anche dopo questa riorganizzazione di portare degli ulteriori fondi. Ci stiamo lavorando e dobbiamo lavorarci insieme e dobbiamo lavorare con le Comunità montane e questo è il percorso che si sta facendo. Finita la classificazione, basata sulla fotografia, abbiamo in questi giorni già stabilito degli incontri serrati con tutte le Comunità montane, perché la delibera, se lei la legge bene, al punto 3 dice: "di stabilire che il costo ottimale unitario sarà applicato, in questa prima fase, esclusivamente alle strutture pubbliche gestite dagli Enti locali (e non alle strutture private...). Per un'aggiunta che ha fatto lei, c'è scritto tra parentesi - con le modalità definite con successiva deliberazione...". Noi cioè il finanziamento e la sua modalità di erogazione non li abbiamo ancora definiti, perché non li possiamo definire noi da soli.

La nostra indicazione, ma è anche l'indicazione del CELVA, è di finanziare non più a seconda della non autosufficienza del paziente, ma a seconda della tipologia della struttura. La nostra intenzione è di proporre al CELVA di finanziare soltanto le strutture protette, con un'eccezione che ho spiegato, mi sembra, in commissione, perché ci sono alcune strutture ancora familiari, che non avranno un'autorizzazione, ma che sono in attesa della conclusione della struttura protetta. Il caso ad esempio è quello di Pré-Saint-Didier o La-Thuile che attendono Morgex; altro esempio è Aosta che attende il Bellevue. Queste strutture hanno malati n1 e n2, ma non le chiuderemo per ora. Altra cosa sarà, per esempio, per Gressoney, che ha Gaby con 10 posti chiusi, o Saint-Christophe, che ha Gressan con 10 posti chiusi. Su questo la nostra indicazione precisa sarà di non finanziare più questi posti, per i quali noi abbiamo gli stessi fondi dell'anno scorso, ma forse arriveremo ai 19 milioni. Non abbiamo ancora il conto finale di quanto abbiamo portato a casa con le nuove rette, perché non ci sono ancora arrivati i dati conclusivi. La nostra proposta è di finanziare solo le protette con questa cifra, portando la discussione al CELVA, con una partecipazione media delle famiglie che è di 45 euro e con il nostro finanziamento che è di 65-70 euro, perché, come lei sa benissimo, gli altri anni noi le finanziavamo in questo modo: 65 euro l'anno scorso per i posti coperti da persone con non autosufficienza; 52 euro per gli autosufficienti di secondo livello e 28 per il terzo livello.

In questo momento quindi andiamo verso un cambiamento globale, non volendo più finanziare le strutture n1, mentre quelle n2 e n3 le finanziamo con i criteri nuovi legati al costo ottimale. La quantità di denaro che ci vogliamo mettere è quella che ho ripetuto all'inizio e presenteremo in questi giorni al CELVA questa possibilità: 45 euro i parenti, 65 o 70 euro sarà l'importo che erogherà la Regione. Gli utenti n1 erano il 12 percento, su 520 utenti, circa 50-52 malati e calcolando anche che non finanziamo più il vuoto per pieno, arriviamo a finanziare 400-470 posti in strutture protette. Tutto ciò non è titubanza, ma è il progetto che noi vogliamo portare al CELVA, e io sono anche d'accordo, come le ho già detto l'altra volta, di portarlo prima in commissione, pensando che è un anno di transizione e che questo nuovo percorso dei costi ottimali, della riduzione dei posti con le chiusure delle piccole comunità, che hanno una struttura alberghiera, debba avvenire con un accordo. Questo è quello che proponiamo con chiarezza, poi quello che riusciamo a realizzare chiaramente dipende anche dal rapporto che noi avremo con l'Ente locale.

Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Gerandin.

Gerandin (UVP) - Merci Président.

Io non penso che poi alla fine sia quest'aula, sia i cittadini o comunque i valdostani, o gli interlocutori, gli amministratori locali si meritino una discussione dove...i numeri che lei ha dato li ha inventati di sana pianta, perché leggo quello che ci ha detto in commissione: "i 115 euro sono così formati: 51 percento della Regione - qua ci ha detto il 58...non mi ricordo quanto ci ha detto - il 40 percento dagli utenti - lei ci ha detto: il 45 - l'8 percento dai gestori - l'8 percento dai gestori significa in questo caso...le ho spiegato il passaggio, saranno i Comuni, per cui dovrete chiedere ai Comuni, se sono 11 milioni e rotti, quattro conti, l'8 percento, un milione per finanziare questo... Allora è questo che io dico...io vengo da un mondo dove i grandi numeri non c'erano mai, però bisognava cercare di far tornare i conti, soprattutto bisognava cercare di avere dei dati corretti, precisi e credibili. Ho premesso: il momento non è facile e l'ho premesso e lo ripeto, di certo non abbiamo bisogno di qualcuno che improvvisi e che i numeri li cambi ogni volta che si pone un problema, ma veramente non possiamo cambiare i numeri!

Di quel fondo nazionale...ha il fondo nazionale, io mi auguro che ci siano tutte queste risorse, ma un giorno le chiederò quant'è l'ammontare del fondo nazionale e cosa finanzia, perché ho la vaga impressione che questo fondo nazionale...ce lo ha spalmato in tutte le salse, quando c'è qualcosa da finanziare, le badanti o qualcosa: fondo nazionale. Bene, io sono contento che lei ha trovato un canale preferito che è un pozzo senza fine del fondo nazionale, ma le chiederò quant'è l'ammontare e soprattutto cosa finanzia, perché mi pare veramente che questo fondo nazionale ormai sia diventato il salvatore della patria.

Detto questo, io le dico solo una cosa, e su questo penso che troveremo un accordo, una quadra, perché è un ragionamento di buon senso, io le dico esclusivamente una cosa: va bene, qualcuno le ha chiesto di procrastinare al 2019, okay, va bene, la messa in sicurezza e l'adeguamento, però, Assessore, la matematica è talmente semplice, su questo non possiamo non essere d'accordo, che se avete 518 posti da finanziare, se anche ne mettono a posto di più da qua al 2019, non avrete i soldi per finanziarli. Volete dirlo questo? Per evitare ancora magari agli Enti locali o ai gestori di fare delle spese inutili, perché apriranno delle strutture, adegueranno delle strutture senza avere le risorse. Allora questo io le chiedevo, lei deve dire la verità, deve dire com'è la situazione, deve evitare di continuare a fare quel buonismo in cui lei rincuora tutti e vanno bene tutti: "sì, tanto poi ci aggiustiamo, qualcosa arriva, da qualche parte finanziamo". Basta allora, diciamo la verità com'è!

Detto questo, Assessore, io su questo delle sue rassicurazioni ne prendo atto, sono convinto che siano magari anche dette in buona fede, perché lei veramente vuol portare avanti questo, ma, tenuto conto che qualche dubbio mi permane, io su questo tornerò ancora, noi torneremo ancora, magari con un impegno che la impegni un po' di più rispetto a questo. Grazie.

Presidente - Punto 23 all'ordine del giorno.