Oggetto del Consiglio n. 991 del 27 gennaio 2015 - Resoconto
OGGETTO N. 991/XIV - Interpellanza: "Adozione di provvedimenti per ristabilire correttezza nelle relazioni sindacali all'interno dell'Azienda USL".
Presidente - Per l'illustrazione, la parola al Consigliere Guichardaz.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Parliamo spesso in quest'aula di problemi riguardanti la sanità e non sempre questi problemi sono relativi a disservizi, tipo i tempi di attesa lunghi, i pasti insufficienti o non qualitativamente adeguati, lenzuola cambiate poco frequentemente, eccetera, ad esempio, la volta scorsa abbiamo affrontato la questione della proroga dei termini dell'appalto del servizio di preparazione e somministrazione dei pasti per gli utenti dipendenti dell'USL e fra un po', tranne novità, continueremo la discussione sulla risoluzione presentata lo scorso Consiglio sulla revoca dell'incarico affidato dalla Giunta regionale al Direttore generale dell'USL per una presunta inconferibilità. Qualche tempo fa, per rimanere sulle questioni procedurali - quindi per dimostrare che noi non parliamo solo ed esclusivamente di problemi che non vanno bene nei servizi -, si ricorderà, Assessore, che abbiamo discusso delle modalità di rendicontazione di alcune spese interamente sostenute dall'USL a titolo di rimborso alla Federazione dei volontari del soccorso. Con l'ultima finanziaria abbiamo addirittura presentato un emendamento, accolto poi, affinché le rendicontazioni delle spese da parte dei fornitori dell'USL fossero puntuali, precise e circostanziate, insomma, abbiamo avuto bisogno di scriverlo su una legge.
Il nostro sistema sanitario regionale, insomma, vuoi anche per la sua complessità e per il fatto di rivolgersi a tutti i cittadini indistintamente è oggetto di attenzioni costanti che vanno spesso al di là della mission istituzionale dell'USL, che è quella di corrispondere un servizio universale a favore dei cittadini. Spiace quindi dover perdere tempo e spiace dover far perdere tempo anche ai colleghi e all'Assessore per questioni che potrebbero tranquillamente essere evitate se solo chi di dovere si applicasse a rispettare le procedure, le regole e le normative: spiace perdere tempo, perché con tutti i problemi che esistono ci si deve concentrare anche sul mancato rispetto del sistema delle relazioni sindacali, che a discesa diventa anche un problema di mancato rispetto di norme e disposizioni vigenti e conseguentemente motivo di tensione tra lavoratori e i suoi rappresentanti, situazioni che sarebbero da evitare in un momento come questo, in cui sarebbe opportuno che tutti camminassero nella stessa direzione.
Premetto che sono piuttosto sensibile all'argomento delle relazioni sindacali, essendomi occupato per quindici anni di sindacato proprio nell'ambito dell'USL. In questo lungo periodo della mia vita di sindacalista e di lavoratore dell'USL posso assicurare che tensioni e problemi ne dobbiamo dovuti affrontare ben più di uno, io per primo sono stato convocato varie volte dal responsabile delle sanità in V Commissione, ma non mi è mai capitato di vedere un sistematico e scientifico e voluto by-passamento...non so se si dice così, o scavalcamento delle regole fissate attraverso accordi sindacali, che vorrei ricordare sono il frutto di mediazioni, di contrattazioni, di colloqui, di dialoghi e quindi alla fine la sintesi delle necessità dell'una e dell'altra parte. Non mi è quasi mai capitato, dicevo - e, tra l'altro, il precedente Direttore generale dell'USL non è che si possa dire che fosse proprio un paladino delle ragioni dei lavoratori -, di sentire di una sistematica violazione di accordi e di regole per una presunta urgenza di affrontare e di risolvere dei problemi. Già, perché pare che questo sia un po' il refrain adottato dalla Direzione strategica per giustificare alcune delle cose che abbiamo scritto nella premessa dell'interpellanza. Per chi non l'avesse letta si parla di trasferimenti di personale fatti senza attivare l'apposita procedura sottoscritta con i sindacati, che stabilisce, tra l'altro, un ordine di priorità, quindi prima devono essere interessati i lavoratori con i contratti atipici, poi quelli con minore anzianità e via andando; di richieste di part-time rifiutate per l'opposizione del primario del dipartimento...del direttore di dipartimento, e anche qui l'accordo sindacale, avendo collaborato a scriverlo anch'io, prevede che, in caso il primario o il direttore di dipartimento dia un parere negativo, si deve comunque procedere alla concessione del part-time affiancando magari il lavoratore o trovandogli un'altra collocazione oraria, perché si dà precedenza in questo caso alla necessità, visto che avevamo limitato il part-time solo ed esclusivamente ad alcune necessità di assistenza di bambini piccoli, parenti non autosufficienti, eccetera. Si parla dell'ipotesi di sopprimere il servizio di vigilanza professionale nella struttura complessa Psichiatria, sostituendolo con personale avente qualifica di commesso, quando sappiamo, siccome ne abbiamo discusso per anni con il precedente Direttore, che questo tipo di servizio dev'essere fatto da persone che hanno delle competenze specifiche in questa materia, non devono essere dei picchiatori, ma sappiamo che abbiamo a che fare con un'utenza spesso ricoverata anche coattivamente.
Si cita nell'interpellanza il caso famoso e clamoroso del servizio della mensa aziendale, servizio completamente stravolto rispetto anche agli accordi assunti con la Regione, oltre che ai capitolati di appalto. Ne abbiamo parlato la volta scorsa, poi magari, Assessore, se ci aggiorna, si cita la riorganizzazione del servizio di segreteria, stampa, centralino e via dicendo della radiologia, organizzazione operata da un giorno all'altro, trasferendo senza alcun criterio dipendenti da altri servizi e, tra l'altro, i lavoratori che operavano in questi uffici di segreteria, lavoratori di una nostra partecipata, che è l'INVA, sono stati rinviati ad INVA e INVA li ha dovuti ricollocare per quanto possibile, altri sono addirittura rimasti a casa. Tutte cose fatte senza che ci sia stata una preventiva discussione, una preventiva consultazione delle organizzazioni sindacali o comunque consultazioni fatte non con le modalità specificate negli accordi sulle relazioni sindacali.
I problemi citati sono solo la punta dell'iceberg di una situazione ben più grave, che dice della mancanza di una volontà reale di intrattenere rapporti di reciprocità con tutte le organizzazioni sindacali e dico "tutte", perché non basta avere dei rapporti di collaborazione o particolari affinità con alcune organizzazioni sindacali, ma è necessario che le relazioni siano fatte alla luce del sole e soprattutto che riguardino tutte le rappresentanze sindacali presenti nell'azienda e le RSU in primis, essendo queste riconosciute da tutti i lavoratori, compresi i non iscritti. Ricordo che le RSU sono le rappresentanze sindacali unitarie, sono elette da tutti i lavoratori a tempo indeterminato aventi diritto al voto e quindi rappresentano tutti i lavoratori indipendentemente da un'iscrizione o da un'appartenenza ad un sindacato. Lo dico, perché qualche tempo fa le RSU, assieme ad altre due organizzazioni sindacali rappresentative di un buon numero di lavoratori in USL, hanno denunciato una situazione problematica sicuramente per i lavoratori, ma senza risparmiare critiche anche alla conduzione dell'azienda, hanno rilevato problemi riguardanti la quantità e la qualità dei pasti somministrati agli utenti, problemi di cambio regolare delle lenzuola, che la collega Fontana ha poi ripreso e discusso in una delle sue iniziative, problemi sulla qualità dell'assistenza. Le RSU hanno anche denunciato una sostanziale differenza di trattamento tra alcuni direttori di struttura e gli altri lavoratori in quel comunicato che poi è stato ripreso e a cui anche l'USL credo abbia dato una risposta.
Essendo stato Coordinatore delle RSU dell'USL per diversi anni, posso dire che, prima di fare denunce di questo genere, le rappresentanze sindacali unitarie, proprio per il loro carattere plurale, apartitico, non appartenente necessariamente a delle sigle sindacali, fanno delle valutazioni molto, ma molto attente, soprattutto se riguardano fatti extra sindacali, come la qualità dell'assistenza e dei servizi. Non ho quindi motivi per pensare che in USL il sistema delle relazioni sindacali non sia compromesso a discapito - e questo lo posso dire con una certa consapevolezza avendo appunto maturato una certa esperienza in tal senso - del necessario clima di pace sociale che una fase così delicata dovrebbe avere come base di partenza per davvero ripartire e per dare un senso anche ad un sistema delle relazioni che non può essere alterato e che deve essere assolutamente positivo. Grazie.
Presidente - Per la risposta, la parola all'Assessore Fosson.
Fosson (UV) - Sì, grazie.
La sua iniziativa specifica è un'iniziativa rispetto al mondo sindacale e della contrattazione con l'azienda, che ha visto, lei lo diceva correttamente, nel tempo diverse difficoltà, incomprensioni, eccetera. Ora, se il passato non è stato facile, è chiaro che il presente presenta ancora più difficoltà, perché, da una parte, c'è chi ha una responsabilità di mantenere l'equilibrio di bilancio e, dall'altra parte, chi ha la giusta responsabilità di difendere chi all'interno lavora. Certo che non è solo l'RSU del comparto, ma ho visto anche l'altro giorno il comunicato del sindacato medico, che denuncia la mancanza della LPA e della sicurezza nel senso che in un momento di grande difficoltà come questo i problemi ci sono, lo dicevo anche prima e i problemi vanno affrontati insieme. Io non vorrei passare come quello che dà un colpo al cerchio e un colpo alla botte, come sono stato definito, ma lei lo sa, conosce il mondo sindacale meglio di me, ci siamo confrontati, quando lei aveva un ruolo sindacale quando io ero Assessore. Lei sa quanto io tenga proceduralmente proprio al confronto. Direi che è cambiato anche un po' il mondo sindacale: d'ora in poi non farò più delle riunioni informali coi sindacati, le farò sempre formali. Lei però sa quante volte sono state convocate le rappresentanze sindacali da noi, quando è stato richiesto un incontro, lo si è sempre svolto. Il piano aziendale ad esempio, non è mai stato così condiviso in passato e direi che molti suggerimenti del mondo sindacale sono stati accettati, come la riorganizzazione della Gastro, così come lo spostamento del Reparto d'estate dell'Urologia, confrontandoci ampiamente. Ricordo inoltre che stiamo lavorando sul nuovo ISEE proprio insieme alle OO.SS. e le dico che in un momento difficile come questo la volontà di un rapporto e di un confronto serio c'è. Sperando proprio che si lavori in una certa direzione, perché la nostra sanità è sicuramente in un equilibrio molto precario adesso, con le minori risorse che abbiamo, a cui non eravamo abituati e, mantenere tanti servizi come abbiamo è una situazione complessa, come anche mantenere tutta l'occupazione che abbiamo. In merito alle consulenze che avevamo, lei citava INVA; da essa noi vogliamo del personale specializzato. In merito a tutto ciò io penso che un corretto confronto sindacale ci sia e secondo me non c'è confusione, come diceva la Consigliera Fontana prima, ma c'è un'autonomia dell'azienda rispetto alle azioni svolte dall'Amministrazione regionale.
Sulla mensa le osservazioni fatte, anche dal Presidente che è intervenuto, relative a ulteriori tre anni di proroga di contratto senza un appalto, anche a noi non è sembrato giusto ed è stato modificato. Sul regolamento del part-time, anche a me ha stupito, per il fatto che uno abbia un part-time basato su una situazione che aveva 20 anni prima e che poi si è modificata completamente è una cosa su cui dobbiamo interrogarci. Sono s'accordo che l'assenso del primario, in merito all'autorizzazione, è un errore sicuramente interpretativo per quello che posso capire.
Sul vigilante mi permetto di dire che non è così; questa figura nessuno la toglierà mai di notte, analogamente al pronto soccorso. Di giorno abbiamo pensato di utilizzare il personale che avevamo, cioè i commessi, perché la funzione del vigilante di giorno è aprire e chiudere la porta, e questo lavoratore come lei sa benissimo, non ha una funzione di azione fisica, perché ci si basa anche sulla sua divisa come deterrente. Abbiamo provato per questi due mesi solo di giorno ad affiancare il vigilante con dei commessi, che abbiano la funzione di aprire e chiudere la porta in Psichiatria, ma nessuno ha mai pensato di toglierlo di notte.
Direi anche che in questo momento di grandi difficoltà economiche stiamo facendo una revisione organizzativa che coinvolge l'area professionale di cui è competente il SITRA, anche attraverso un'indicazione nell'atto aziendale da parte dei sindacati, operazione che penso dovrebbe poi facilitare i rapporti con le OO.SS.. Io quindi dico che da parte mia c'è l'invito insistente a confrontarsi in questo momento ad avere delle relazioni sindacali precise. Ho insistito sull'azienda affinché subito dopo Natale, perché ho avuto anch'io la percezione di queste difficoltà, si facesse un incontro che si è svolto il 18 gennaio. In tale sede sul regolamento per la mobilità interna dell'azienda, ci può essere condivisione sul merito, per cui certi spostamenti, anche se auspico che tutti ci mettano un po' di loro, perché sennò in questo periodo veramente le difficoltà aumentano. Le garantisco comunque che questa sua indicazione è la stessa mia indicazione di istituire sempre di più un confronto corretto con tutto il mondo sindacale. Quando noi pensiamo e parliamo di confronto sindacale, non pensiamo al confronto con qualche sigla per escluderne delle altre. Ci sono all'interno del mondo sindacale anche diverse sensibilità e bisogna mettere tutti insieme o cercare di confrontarsi con questa realtà.
Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Guichardaz.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Grazie Assessore.
Io riconosco, insomma, il suo scrupolo nel coinvolgere le organizzazioni sindacali, questo non posso che riconoscerglielo, i tempi in cui ero rappresentante sindacale abbiamo avuto ben più di una riunione. Il problema è che poi operativamente chi diciamo governa i fenomeni all'interno dell'azienda è la Direzione generale. Se la Direzione generale, per una presunta urgenza e indifferibilità di certe decisioni, io prima citavo quella dell'INVA, l'INVA è un caso clamoroso, anni fa si è deciso di mettere nella segreteria, nell'ufficio stampa, il centralino, il personale INVA per una scelta di non so che genere, tra l'altro, è una scelta molto più onerosa che non mantenere il personale interno, io mi ricordo la contestai allora, perché questo voleva dire aumento dei costi e spostamento del personale in quel momento in organico, si è fatta quella decisione, dopo dieci anni oggi si torna indietro. Sarebbe interessante che si spiegasse il perché, visto che il sistema delle relazioni presuppone un confronto preventivo. Tra l'altro, INVA è una società in house, è una società partecipata, noi tiriamo via personale per mettere magari gente con Obiettivo lavoro, di cui bisogna addirittura pagare l'aggio. Allora c'è qualcosa che non torna, avendo INVA, tra l'altro, un contratto che è quello dei metalmeccanici, a 40 ore, meno oneroso rispetto a quello che dovranno applicare i lavoratori interinali. Allora, qua c'è veramente una discordanza tra il dire e il fare, se il dire è risparmiamo o ottimizziamo e poi dopo abbiamo dei costi aggiuntivi c'è qualcosa che non mi funziona. Quando si sostituisce il personale e si trasferisce da un posto all'altro, senza comunicare al personale, che lo viene a sapere il giorno prima per il giorno dopo, non è solo un problema di relazioni sindacali, è proprio un problema di relazioni interpersonali, cioè vienimi a spiegare perché un lavoratore dopo trent'anni viene preso da un posto e messo in un altro, perché c'è l'indifferibile necessità. Allora, se c'è un'indifferibile necessità, prima operiamo con i lavoratori più giovani, quelli magari a tempo determinato e via dicendo, dopodiché prendiamo i lavoratori che hanno trent'anni di anzianità in un posto. Ciò che sta avvenendo adesso sulla mensa, c'è questa nevrotizzazione, come dicevamo, della necessità di risparmiare, sì, ma non è che perché devi risparmiare 100 mila euro...mi proroghi di dodici anni la mensa e in più mi peggiori il servizio. Adesso mi fa piacere che sia cambiato, che insomma il dibattito a qualche cosa ogni tanto serve, però il servizio era peggiorato notevolmente, cioè si erano tolte un certo numero di portate, si era messo un pasto unico durante...cioè ma che modalità di contrattare è quella! Allora, io quello che voglio dire è che in un momento come questo, in cui io sono il primo a dire che è necessario fare un punto fermo sulle risorse, risparmiare...non possiamo più permetterci di dare i servizi di prima, questo sono il primo ad ammetterlo, sulla questione dei ticket mica noi siamo masochisti da dire: "mettiamo i ticket per le prestazioni inappropriate o per il pronto soccorso". C'è anche una collaborazione su questo, ma se poi dopo i bastoni tra le ruote ce li mette il sindacato, perché viene sollecitato da una dirigenza incapace...
Presidente - Colleghi, un po' di silenzio, per cortesia.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - ...allora probabilmente questa Dirigenza va richiamata e, a mio parere, se i lavoratori vengono continuamente stuzzicati, visto che sono quelli che collaborano a mantenere il servizio in piedi, pur in mancanza di risorse e in presenza di risorse ridotte, beh, forse devono essere coinvolti attraverso le loro rappresentanze, attraverso un sistema di relazioni, che alla fine cerchi di mediare diversi interessi, perché sono diversi interessi, siccome ho fatto il sindacalista per anni, so benissimo che quelli che ci sono adesso non sono lì per spaccare necessariamente o per rompere le scatole, sono persone che hanno anche la capacità di arrivare ad una mediazione per il bene dell'azienda, conciliando anche però le esigenze dei lavoratori. Sul part-time l'abbiamo riscritto l'accordo, abbiamo tolto il part-time dato a capocchia sul 25 percento, abbiamo messo part-time solo dato a persone con figli sotto una certa età, con disabili, e via dicendo. Lo mantengono per due anni, perché sull'accordo, l'ho scritto io, il mantenimento è di due anni, lo mantengono quelli pregressi perché era un diritto acquisito prima che ci fosse la modifica dell'accordo, perché non si possono modificare, ma d'ora innanzi questi part-time che sono stati rigettati non sono per quelli che l'avevano di diritto, ma sono stati rigettati per quelli che avevano un disabile a casa, una persona aveva quattro figli e via dicendo. Sono dovuti tornare indietro, perché lì i sindacati si sono opposti e hanno minacciato di ricorrere. Adesso c'è una minaccia di esposto all'Ispettorato del lavoro per la questione del cumulo delle ore degli straordinari da parte di un'organizzazione sindacale, con il rischio di un articolo 28 per comportamento antisindacale, che comunque creerebbe dei problemi, perché? Perché l'azienda non riunisce ogni tre-quattro mesi, come deve da regolamento, le organizzazioni sindacali per discutere della destinazione del plus orario, del surplus e degli straordinari, ma allora o questa dirigenza è capace a dirigere, o è capace solo a tagliare, allora li mettiamo a fare i ragionieri e riprendiamo una dirigenza che però è capace di dialogare con tutti.
Presidente - Punto 22 all'ordine del giorno.
