Oggetto del Consiglio n. 989 del 27 gennaio 2015 - Resoconto
OGGETTO N. 989/XIV - Interpellanza: "Notizie in merito alla sottoscrizione da parte dell'Azienda USL di un nuovo accordo per la gestione della clinica di Saint-Pierre".
Presidente - Per l'illustrazione, la parola alla Consigliera Fontana.
Fontana (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Siamo venuti a conoscenza della decisione dell'Azienda sanitaria locale della Valle d'Aosta di sottoscrivere un nuovo accordo con la clinica privata di Saint-Pierre, in cui si prevede l'erogazione di un ulteriore milione di euro rispetto ai 6 milioni iniziali. Appreso che il milione di euro aggiuntivo sarebbe frutto dei risparmi derivanti dalla soppressione di 15 posti letto di assistenza lungoterapica fino ad ieri esistenti presso la struttura pubblica di Antey-Saint-André; preoccupati dal fatto che ancora una volta pare che si tolgano energie al servizio pubblico per dirottarle al comparto privato, ma ancor più dal fatto che questa decisione viene adottata da un Direttore generale dell'Azienda sanitaria che fino al 2012 svolgeva il ruolo di Direttore generale presso proprio la struttura privata che oggi risulta beneficiaria del finanziamento pubblico; considerato che nello stesso tempo dallo stesso Direttore generale nel rispetto, a suo dire, delle esigenze di risparmio aziendale...sono state adottate dall'Azienda sanitaria pubblica azioni di contenimento della spesa, com'è stato più volte ribadito penalizzando gli utenti, ma da qualche tempo anche i dipendenti, ai quali è stata rivista al ribasso l'erogazione del servizio mensa, vogliamo sapere dall'Assessore: "se è vero che il Direttore generale dell'ASL ha in animo di sottoscrivere un nuovo accordo con la ISAV per la gestione della clinica di Saint-Pierre, a quali condizioni e a quali nuovi costi per la sanità pubblica valdostana; qual è il parere dell'Assessore regionale alla sanità rispetto a questo nuovo onere; come si giustifica il fatto che a proporre questa convenzione sia un ex dirigente della clinica della stessa società che gestiva la clinica di Saint-Pierre nel 2012, motivo per il quale, stante il decreto legislativo n. 39 del 8 aprile 2013, non avrebbe potuto accedere alla selezione per il Direttore generale dell'USL". Grazie.
Presidente - Per la risposta, la parola all'Assessore Fosson.
Fosson (UV) - Grazie Presidente.
La ringrazio per quest'interpellanza, perché mi permette di fare chiarezza anche rispetto ad un articolo giornalistico che diceva delle cose inesatte. L'articolo diceva: "un milione di più a Saint-Pierre", le lamentele quindi non le hanno poste solo a lei, ma anche a me. Poi l'articolo diceva anche che il servizio si spostava da Saint-Oyen. Le preciso quindi che non diamo un'aggiunta di alcun soldo a Saint-Pierre, anzi le farò vedere come c'è la possibilità, l'opportunità addirittura di risparmiare. Provo a parlare in termini semplici, che tutti ci capiscano: 500 mila euro sono i soldi che noi davamo alla riabilitazione di Antey; con una delibera - la n. 1274 del 19 dicembre 2004 - la Comunità montana Monte Cervino ha accettato che Antey riceva 10 utenti della comunità di Torgnon. La comunità di Torgnon ha spostato, appunto, 10 malati alla RSA di Antey, dove dei 20 letti ne sono rimasti 10 di lungodegenza. Io questo l'avevo già annunciato e ne avevamo già parlato anche in commissione; noi non potevamo avere due centri di riabilitazione, con qualità anche un po' diverse: uno ad Antey e uno a Saint-Pierre. Antey l'avevamo fatto quando la struttura riabilitativa di Saint-Pierre non esisteva. Allora con una procedura già annunciata, dieci di questi letti di riabilitazione che erano ad Antey sono stati spostati nella riabilitazione di Saint-Pierre, che non raggiungeva i numeri per cui era stata autorizzata, col rischio addirittura che anche quella di Saint-Pierre chiudesse.
I primi 500 mila euro è quindi la cifra che noi spendevamo ad Antey e adesso spendiamo a Saint-Pierre, quindi la stessa cifra per mantenere lo stesso numero di pazienti in riabilitazione. I cinque posti a cui lei di riferisce non erano di riabilitazione, bensì di lungodegenza e continuano ad esserci ad Antey; per esempio, la frattura del bacino che non si può mobilizzare e che non dà luogo alla fisioterapia, sarà trattata ad Antey. Per quanto riguarda gli altri dieci posti di Torgnon, anche con la soddisfazione di tutti gli abitanti, il personale è stato spostato e nessuno è andato a casa. In merito agli altri 500 mila euro, se lei legge bene la delibera, la clinica di Saint-Pierre ha chiesto ai responsabili di aumentare la mobilità attiva: prima erano 1.250.000 euro per soddisfare il bisogno extra regionale, adesso invece diventano 1.750.000 euro per soddisfare sempre un bisogno extra regionale. La clinica cioè ci ha chiesto, segno anche di un buon funzionamento, di poter ospitare più malati che vengono a fare la riabilitazione da fuori. Perché? Perché la mobilità, che per le altre Regioni è passiva e per noi è attiva, viene pagata di anno in anno dallo Stato, direttamente alle Regioni; quindi se la mobilità attiva è maggiore di 500 mila euro rispetto a 1.250.000 euro, le altre Regioni ce la pagano, e noi quella cifra la riconosciamo alla clinica di Saint-Pierre. Il milione a cui lei fa riferimento deriva da 500 mila euro che noi spendevamo ad Antey e dagli altri 500 mila euro che Saint-Pierre deve produrre con una mobilità attiva maggiore rispetto alle altre Regioni.
Nella delibera - e questo come le dicevo è il vantaggio - è stato previsto che di questa mobilità attiva in più il 10 percento viene introitato dalla Regione Valle d'Aosta, cioè in quest'accordo 175 mila euro vengono all'ASL della Valle d'Aosta per tutti i servizi, quindi non è un dare più soldi ma è una riorganizzazione e soprattutto è una mobilità dall'esterno passiva per le altre Regioni e attiva finalmente per noi, che permette alla clinica di avere più pazienti e quindi dare anche più lavoro ai valdostani. Il 25 percento dell'importo del finanziamento alla clinica di Saint-Pierre avviene con mobilità attiva per noi, cioè malati che da fuori vengono a farsi curare e questo nella delibera è indicato bene. Il contratto comunque non è ancora stato firmato; hanno dovuto fare questa delibera che le dicevo, perché è cambiato l'ente erogatore, cioè non si paga più ad Antey, ma si paga a Saint-Pierre, però il contratto non è ancora stato firmato, perché devono esserci prima delle linee guida della Regione, che, come lei sa, devono essere emanate entro il 30 di gennaio di ogni anno.
Io sul fatto del Direttore generale, che abbia una compartecipazione o un interesse le dico che questo lo vedremo, aspettando che l'Anticorruzione Nazionale, che ha accettato di rivedere il procedimento, si esprima di nuovo a breve. Ricordo come ha anche detto lei che in ogni caso il Direttore generale ha lasciato la struttura di Ivrea il 1° luglio del 2012, quando è stato richiamato a fare il Direttore amministrativo della Regione Valle d'Aosta (ha lasciato questa struttura per venire a lavorare in Valle d'Aosta) rescindendo quindi il suo rapporto e, quando noi siamo arrivati con la nuova legislatura, lui era già Direttore amministrativo da diverso tempo, anche perché in precedenza l'Azienda aveva cambiato tre direttori amministrativi.
L'ultima cosa che mi permetto di dire è che io penso, oltre al fatto che tutto si può migliorare sicuramente, che la struttura di riabilitazione di Saint-Pierre sia un importante servizio per i pazienti valdostani, perché prima, se si ricorda, la riabilitazione veniva fatta ad Albenga, fuori regione, sempre in una struttura privata. Se andiamo a vedere in altre realtà quasi tutte le strutture di riabilitazione - io penso a Veruno, penso a quella di Cuorgnè in Piemonte - sono gestite da strutture private. Da quando è arrivata l'ISAV, i malati che andavano a fare riabilitazione ad Albenga, non vanno più ad Albenga, ma restano in Valle d'Aosta. Alcuni Consiglieri hanno provato direttamente la qualità del tipo di riabilitazione e questa, mi permetta, è diventata per noi anche una grande occasione di occupazione. Ripeto, prima mandavamo i nostri pazienti nel privato, ad Albenga, cioè ad esempio una persona operata di anca facendole fare riabilitazione a 300 chilometri di distanza. C'è poi sempre il milione e 8 nel bilancio per il recupero di mobilità passiva di ortopedia, cioè i malati che andavano a farsi operare fuori, che invece vengono a farsi operare qui da diversi anni.
Sicuramente quindi la clinica di Saint-Pierre ha permesso al sistema pubblico regionale con la sua ortopedia di guadagnare in mobilità attiva, guadagnando quest'anno 175 mila euro che rappresenta per noi un passo in avanti. Grazie.
Presidente - Per la replica, la collega Fontana.
Fontana (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Comincio dall'ultima frase da lei detta: che la clinica di Saint-Pierre è una clinica che dà un servizio eccellente, non l'ho mai messo in dubbio, è eccellente, è un buon servizio, va bene, diciamo anche di eccellenza, perché bisogna dire che chi va in quella clinica si trova bene, io voglio ribadirlo, perché io non ho niente contro la clinica. Vado però veramente in confusione...io sono un Consigliere e so come funzionano i lavori e mi metto nei panni dei cittadini...l'anno scorso avete tolto 300 mila euro alla clinica di Saint-Pierre, perché, in base alla spending review, bisognava risparmiare, poi si dice: "bisogna razionalizzare". È vero, abbiamo affrontato questo problema, ricordo che il collega Gerandin glielo aveva anche fatto notare, perché noi abbiamo le nostre cliniche, diciamo che le dobbiamo chiudere e andiamo a sostenere il privato. È questo che io non riesco a capire, cioè abbiamo speso tantissimi soldi per avere queste strutture, poi si decide che per razionalizzare noi le dobbiamo chiudere. Mi sembra però che non ci sia coordinamento in queste cose, l'abbiamo detto...adesso non mi ricordo, sarà un mese fa, nemmeno ne abbiamo discusso e voi già avete fatto questo, l'avete chiuse, avete spostato...vabbè, questo parte dal 1° di gennaio, non ci era stato detto niente, si era detto che, quando si sarebbero fatti questi cambiamenti, almeno ci sarebbe stata la cortesia di poterne discutere...invece ci troviamo sempre a cose fatte.
Mi dà l'impressione che tante volte lei, Assessore, non sappia quello che fa il Direttore oppure prende atto al momento che sono fatte le cose, perché veramente c'è un po' di confusione, da una parte diciamo ai cittadini: "guardate, ci sono 20 milioni di euro in meno e dobbiamo arrangiarci, ci sono i tagli, bisogna stare attenti a come si..." e poi diamo...adesso va bene, lei mi ha detto che sono 500, io avevo capito un milione, perché era stato scritto così, poi ho visto la delibera...poi nello stesso tempo facciamo cose che, secondo me, prima di farle bisognerebbe avere un pochino di attenzione, perché sennò veramente non si capisce niente. Io cioè capisco che lei dia le sue ragioni, però una persona normale che vede queste cose dice: "come, mi aumentano i ticket!", ci sono problemi sulle piccole cose - che non voglio ritornarci che più volte noi glielo abbiamo fatto notare -, si riduce il personale, ci sono quelle problematiche giustamente, come diceva il collega, che manca personale, poi dove si fanno delle scelte, sicuramente sono scelte politiche, le risorse si trovano. Allora, veramente o si fa veramente un piano...noi avevamo detto, l'abbiamo già affrontato sulla questione dell'ospedale...abbiamo chiesto più volte: cosa facciamo della vecchia Maternità? Cosa facciamo del Beauregard? Lei addirittura quella volta ha detto: "si potrebbe anche vedere che al Beauregard si potrebbe fare una clinica di riabilitazione". Ci sono cioè mille idee, ma poi alla fine mi sembra che ci sia una confusione enorme, io penso che, alla luce di queste cose, forse sia meglio fare veramente una commissione e vedere cosa si vuol fare veramente della sanità. Non si possono togliere risorse al pubblico per fare queste scelte, poi non sono contraria alla clinica, ci mancherebbe altro, però preferivo vedere un po' di risolvere anche i problemi che abbiamo nella nostra sanità, cioè ci sono problemi dappertutto: sul personale, sui servizi e ancora siamo all'inizio dell'anno e non abbiamo visto niente, perché il bello viene adesso. Allora, io mi chiedo: vogliamo fare un ragionamento su questo? Tutti i soldi cioè spesi adesso sulle strutture che abbiamo aperto...c'è stato un momento che, se non si avevano queste strutture, non si andava avanti. Adesso di strutture attrezzate noi ci ritroviamo che non sappiamo che cosa fare, questi sono sprechi, Assessore! Poi, per carità, se si è d'accordo ad andare in quella direzione...io non condivido. Penso che ci debba essere una discussione per vedere veramente cosa si vuol fare della sanità pubblica, come si può riorganizzare il territorio, io partirei da lì e poi si vede anche che cosa si vuol fare per le strutture pubbliche. Non trovo cioè giusto che ci devono rimettere i dipendenti, le strutture pubbliche per andare incontro alle strutture private. Con questo non voglio parlare male, perché glielo ho detto anch'io l'altra volta che è una struttura che dà risposte, però vediamo di fare chiarezza, perché delle volte lei fa una grande confusione davvero, non vedo che ha un'idea chiara di quello che si vuol fare, perché...
(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)
...sì, però la clinica di Antey c'era già prima di quella, era una nostra clinica...
(nuova interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)
...ho capito, però mi piacerebbe capire un pochino meglio, magari in una seduta in commissione vediamo di chiarire. Grazie.
Presidente - Punto 20 all'ordine del giorno.
