Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 984 del 27 gennaio 2015 - Resoconto

OGGETTO N. 984/XIV - Interpellanza: "Esame da parte della competente commissione consiliare della problematica relativa alla manutenzione e messa in sicurezza dei torrenti della regione".

Presidente - La parola al collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Riprendiamo un tema che è stato oggetto di discussione da parte del nostro gruppo già nel settembre del 2013. Non so se vi ricordate facemmo un'iniziativa che si proponeva di sollevare il tema dei rischi derivanti dalla scarsa manutenzione dei nostri corsi d'acqua, torrenti e canali irrigui, con particolare riferimento, all'epoca, alla situazione dei torrenti Comboé e Saint-Barthélemy. Nel caso del torrente Saint-Barthélemy ricordo che l'allarme sui pericoli di un'insufficiente manutenzione dell'alveo fu lanciato da un gruppo di abitanti evidentemente preoccupato che si ripetessero delle situazioni come quella del 2000. Nel 2009, tra l'altro, il collega Donzel discusse un'interpellanza relativa ai mancati interventi di ordinaria manutenzione degli alvei dei torrenti, si riferiva in quella specifica iniziativa al torrente Comboé. A rileggere le risposte che mi sono andato a cercare, fornite in aula con un tono assolutamente tranquillizzante dall'ex Assessore Marco Viérin...sostanzialmente disse che era tutto sotto controllo e che la presenza di vegetazione nell'alveo dei torrenti era addirittura benefica tanto per la qualità dell'acqua, che risulterebbe meglio ossigenata, quanto per l'effetto freno sul deflusso dell'acqua. Dicevo che, a rileggere le risposte apparentemente tranquillizzanti fornite dall'ex Assessore Viérin, ci si chiede come mai oggi sempre un gruppo di cittadini, questa volta di un frazione di Arnad, senta il dovere di denunciare il rischio di esondazioni di un torrente: parliamo del torrente Va. Qui devo dire che la persona interpellata da La Stampa, un abitante della zona di questo torrente, nella sinistra orografica del torrente, un certo Marco Joly, ha circoscritto ulteriormente il fenomeno usando il termine tecnico debris flow - non so se si pronuncia così - intendendo con questo le colate di fango e di altri detriti dovute a temporanea ostruzione del canale di trasporto. Leggo da internet che le colate detritiche, appunto i debris flow, consistono in miscugli di materiali fini (sabbia, limo, argilla) e grossolani (ghiaia e massi) contenenti una quantità variabile di acqua a cui si associano spesso tronchi d'alberi e altri detriti vegetali. Tra l'altro, questa massa ha un movimento, dicono, anti-newtoniano, cioè non segue la linea di massima pendenza, quindi non è neanche prevedibile in linea di principio qual è la sua direzione. "Queste colate - leggo sempre da internet - hanno un'elevata capacità erosiva e distruttiva". Il Signor Joly - sicuramente più esperto di me in materia, anche perché risulterebbe direttamente interessato - paventa il rischio che si ripetano accadimenti come quelli già visti nel 1978 dagli abitanti della zona. Racconta infatti che l'esondazione dei torrenti Prouve e Va in quell'occasione demolì abitazioni, attività commerciali, ponti...insomma, fece un disastro. Dicevo che il Signor Joly in quest'intervista dice che teme che si ripetano i fatti del 1978, in quanto questi fenomeni pare abbiano dei tempi di ricarica che durano 30-35 anni, dovuti evidentemente allo stratificarsi sul fondo del torrente di depositi e di residui di varia natura che - aggiungo io - se non rimossi periodicamente, possono intasare il bacino e favorire appunto le colate detritiche.

Ora, al di là del caso specifico, che non credo sia l'unico in Valle d'Aosta vista anche la quantità di interpellanze e di iniziative fatte su questo tema, l'articolo ci dà lo spunto per ritornare ancora una volta sul tema della manutenzione dei nostri torrenti e canali e delle connesse risorse economiche. "Mancano i soldi" scrive l'articolista, interpretando il pensiero del Sindaco di Arnad, il Signor Pierre Bonnel, il quale lamenta i continui tagli di risorse che impediscono al Comune di intervenire nella pulizia ordinaria dei torrenti. L'Assessore comunale ai lavori pubblici, il Signor Ivo Joly, intervistato anch'esso da La Stampa, rimanda la palla all'Amministrazione regionale, la quale, secondo lui, dovrebbe essere lei ad occuparsi della messa in sicurezza degli alvei dei torrenti. E l'Amministrazione regionale, nella figura del suo Dirigente Valerio Segor - che è Dirigente della struttura Assetto idrogeologico dei bacini montani dell'Assessorato delle opere pubbliche, non dell'Assessorato dell'ambiente, solo perché La Stampa lo ha riportato come Dirigente dell'Assessorato dell'ambiente - si dichiara a conoscenza del problema idrogeologico del Paese, ma ammette la mancanza di risorse finanziarie disponibili. Tra l'altro, il Dottor Segor chiude l'intervista con una dichiarazione che direi è preoccupante: "dobbiamo intervenire sanando i danni che sono stati fatti nel tempo da altri", quindi mi piacerebbe anche sentirlo in audizione per farci spiegare chi avrebbe provocato dei danni e in che modo, perché credo sia doveroso per noi accertare se danni sono stati provocati e soprattutto di chi è la responsabilità.

Vengo qui al nocciolo dell'interpellanza per chiederle, Assessore - credo che sarà l'Assessore ai lavori pubblici che mi risponderà -, se il tema ricorrente della manutenzione dei corsi d'acqua non possa...anzi non debba essere affrontato e approfondito compiutamente in commissione, così come aveva proposto l'ex Assessore Marco Viérin. Si ricorda quando disse che sarebbe stata interessante e opportuna un'audizione con i tecnici in modo da chiarire ogni dubbio e da tranquillizzare la gente e gli amministratori locali? Poi le vogliamo chiedere, Assessore, se esiste un piano di monitoraggio delle opere idrauliche nella nostra regione; presumo di sì visto che già l'Assessore Viérin ci aveva detto che esiste un controllo costante, ma fa bene anche sentirselo ripetere siccome i cittadini hanno manifestato una preoccupazione. Soprattutto le chiediamo, Assessore, se un tema importante come quello del governo del territorio debba soggiacere a bilanci sempre più risicati, a scelte politiche che direzionano risorse altrove a discapito...anzi direi in danno del territorio e quindi dei cittadini che il territorio lo abitano e lo vivono giorno per giorno. Quando delle persone, quando dei cittadini si sentono rispondere che la manutenzione e la messa in sicurezza dei nostri corsi d'acqua è limitata dai tagli ai finanziamenti agli Enti locali, ma anche dai tagli ai bilanci regionali, credo che si pongano il problema di cosa ci stiamo a fare noi politici e della ragione delle scelte che operiamo. I dati sono qua, i dati sono molto espliciti: il governo del territorio nel 2010 aveva 101 milioni di stanziamento, nel 2011 70 milioni, nel 2012 60 milioni, nel 2013 60 milioni, nel 2014 36 milioni, nel 2015 23 milioni. Parliamo di quattro volte meno gli stanziamenti, anzi ancora di più rispetto a quelli che solo quattro anni fa venivano considerati come necessari. Magari all'epoca c'erano ancora degli strascichi rispetto ad interventi post alluvione, ma, come vedete, il trend è comunque un trend che ad un certo punto, soprattutto in quest'ultimo anno e nell'anno precedente, "interrompe" diciamo...una discesa e una curva regolare. Guardate, colleghi, che questa politica del contenimento dei costi lì dove bisognerebbe invece investire creando anche lavoro, tra l'altro...il Dirigente Segor ha detto: "in questo caso specifico la mancanza di risorse ha addirittura obbligato la Regione a rinviare alcuni interventi già programmati", cosa vuol dire questo? Vuol dire che, se erano programmati, è perché probabilmente erano indifferibili e urgenti.

Dicevo che questa politica di riduzione dei costi e di conseguenza il rinvio di importanti lavori di messa in sicurezza o di manutenzione è causa di effetti nel brevissimo termine. Il caso affrontato l'altro giorno, l'altra seduta sulla processionaria, è un esempio lampante di come una scarsa manutenzione o di una sottovalutata manutenzione delle nostre risorse naturali possa avere delle ricadute negative visibili anche sulle persone e nel brevissimo termine. Che sia quindi un'occasione quest'interpellanza per ripensare anche il tema della destinazione delle risorse economiche per non ritrovarci poi - e qui concludo - a doverci rimpallare le responsabilità tra amministratori locali e regionali dovesse succedere un patatrac come quello che purtroppo è successo in Liguria ed è un esempio che è ancora fresco. Grazie.

Presidente - Grazie collega. La parola all'Assessore Baccega.

Baccega (SA) - Sì, grazie Presidente.

Quest'interpellanza ci dà l'opportunità intanto di informare il Consiglio rispetto ai quesiti posti dal Consigliere Guichardaz, ma soprattutto di rassicurare gli abitanti che abitano lungo la riva del torrente Va rispetto alle preoccupazioni, peraltro che possono essere fondate rispetto ad un articolo di giornale che paventa una serie di perplessità. Per chiarire meglio le questioni, la stazione forestale di Verrès nelle annuali verifiche sulle condizioni delle opere idrauliche segnalava già nel 2013 che il torrente Va aveva una presenza di vegetazione in alveo, in particolare nel tratto superiore del torrente e a fronte del tratto terminale che è urbanizzato e che è oggetto di periodiche pulizie. Contestualmente anche l'Amministrazione comunale di Arnad segnalava la necessità di un decespugliamento nel tratto terminale, questo nel 2013 e, nell'ambito della formazione del piano lavori dei cantieri forestali, l'Assessorato dell'agricoltura e risorse naturali con la struttura Sistemazioni montane, con la quale c'è una collaborazione fattiva, ha eseguito interventi di taglio di vegetazione selettivi e parziali sul torrente Va e sui suoi rami affluenti: due volte nel 2009, nell'aprile 2010, nel marzo 2012 e nell'aprile 2014, proprio per rispondere alle esigenze e alle segnalazioni del 2013, prevalentemente in corrispondenza degli attraversamenti. Dai riscontri dei tecnici della struttura Sistemazioni montane la vegetazione esistente allo stato attuale non pregiudica il deflusso idraulico ordinario e di piena del corso d'acqua.

Per rispondere al secondo quesito, confermo quanto già espresso nella nota del 2013 sul fatto che la situazione è costantemente controllata dalle strutture regionali competenti che programmano gli interventi e dal Corpo forestale della Valle d'Aosta; c'è grande attenzione, le stazioni forestali hanno tra i diversi compiti quello di monitorare lo stato delle opere idrauliche sui territori di loro competenza. La bonifica che viene fatta annualmente è trasmessa alle strutture competenti dell'Assessorato dell'agricoltura e risorse naturali e dell'Assessorato delle opere pubbliche e comprende l'esito delle ricognizioni sia sui corsi d'acqua principali che sulla rete idraulica minore e irrigua attraverso l'analisi dei manufatti e della presenza di vegetazione. Queste operazioni di controllo determinano, sulla base delle eventuali criticità riscontrate, la stesura di un piano di interventi sulla base delle priorità che i tecnici evidenziano.

Per rispondere al terzo quesito, posso anticipare che è imminente adozione da parte della Giunta regionale del programma di previsione triennale dei lavori pubblici, quindi triennio 2015-2017, che verrà sottoposto all'approvazione del Consiglio regionale. Esso conterrà interventi di manutenzione dei corsi d'acqua principali e secondari, che verranno poi puntualmente individuati dalla Giunta regionale attraverso l'approvazione del successivo piano operativo 2015. Va detto peraltro che il piano operativo dei lavori pubblici per il 2014, che è stato approvato intorno al mese di agosto, ha già anche dato un'identificazione molto precisa della volontà della Giunta regionale di operare nel campo della manutenzione in generale e di quella dei corsi d'acqua nello specifico. Nel settore della manutenzione dei corsi d'acqua è stato approvato il finanziamento di due interventi specifici di manutenzione dei corsi d'acqua e delle opere di sistemazione idraulica: il primo per i bacini cosiddetti "principali", Dora Baltea e torrenti principali delle vallate, con 13 affidamenti per 1.673.000 euro e il secondo per i torrenti più piccoli con 9 affidamenti per euro 1 milione e 646, laddove in ogni affidamento si interviene su più corsi d'acqua. Una delle componenti principali di questi lavori è costituita anche dal taglio delle vegetazioni cresciute negli alvei o che si trova in condizioni di precario equilibrio lungo le sponde. Allo stato attuale sono già stati individuati 16 interventi fra i quali anche quello sul rio Va di Arnad. Anche l'Assessorato dell'agricoltura e risorse naturali con le sue due strutture operative attua interventi di controllo e pulizia sulla vegetazione in alveo, in particolare, in ottemperanza alle disposizioni della legge regionale n. 67, sulla base delle segnalazioni delle predette stazioni forestali e delle amministrazioni comunali, ha sempre inserito interventi di taglio vegetazioni in alveo eseguiti dalle proprie squadre forestali in amministrazione diretta.

La modifica degli aspetti organizzativi e, ahimè, ovviamente anche una riduzione di risorse; è chiaro che dal 2010 in cui avevamo una capacità di spesa di 1 miliardo e 700 siamo scesi ad una capacità di spesa del 2015 di 970 milioni...un minimo di ottimizzazione va fatta, vanno verificate le priorità e si interviene sulle priorità. Si è imposto quindi, rispetto al passato, una programmazione di interventi di taglio vegetazione in alveo più selezionata, agendo sulle situazioni più critiche o su situazioni di criticità idrauliche verificate.

Rispondendo al quarto quesito, vorrei assicurare, sentito anche il collega Testolin, che c'è ampia disponibilità da parte nostra e da parte dei tecnici dei due Assessorati per affrontare questa tematica con dati più concreti, magari in commissione.

Presidente - Grazie Assessore. La parola al collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente, grazie Assessore.

Prendiamo atto delle parole tranquillizzanti, quindi la prossima interpellanza, oltre a citare l'ex Assessore Marco Viérin, citeremo anche l'Assessore Baccega e le sue, diciamo, rassicurazioni. Ho voluto fare quest'interpellanza anche per mettere in evidenza lo scollamento che esiste tra sensibilità sia amministrative che all'interno della stessa dirigenza regionale, cioè che un dirigente regionale ammetta che qualcuno ha fatto degli errori in tempi in cui evidentemente c'erano soldi...quindi, quando io parlo di responsabilità, è anche per cercare di capire che cosa intendesse il dirigente quando afferma...e fa un'affermazione grave, perché un'affermazione che finisce sul giornale... È vero che i giornalisti magari su una questione del genere creano un caso, creano un interesse di tipo giornalistico, ma quando un giornalista - tra l'altro, l'articolo è molto ben architettato e costruito bene, dà anche delle informazioni, secondo me, interessanti - riporta le dichiarazioni di due amministrativi e di un dirigente che dicono: "non ci sono soldi, non si riesce a fare manutenzione, non si riesce ad entrare con la pala meccanica dentro il rio, il torrente Va, mentre invece l'altro torrente - che era quello che nel 1978 aveva subito e aveva originato quella famosa colata di fango - è stato imbrigliato, gli hanno fatto una pavimentazione...", eccetera, beh, un minimo di preoccupazione probabilmente ci deve essere.

L'altra cosa che posso dire che è vero...lei dice: "c'è un minimo di razionalizzazione", beh, ma voi avete ridotto di quattro volte tanto le risorse sul governo del territorio. Su tutta la questione, la partita dell'assetto idrogeologico...è vero che contemporaneamente avete più o meno mantenuto una costanza nel finanziamento degli Enti locali, ma se il Sindaco dice che non ci sono soldi, che probabilmente i soldi devono essere utilizzati per altro...siccome questa è competenza, da quello che ho capito io, dell'Amministrazione regionale, mi pare che già la volta scorsa la manutenzione degli alvei l'ex Assessore Viérin aveva detto essere di competenza e di pertinenza della Regione...è bene che davvero ci si metta intorno ad un tavolo.

A me poi interessa così personalmente avere anche delle informazioni ulteriori magari in commissione da parte dei tecnici per capire laddove è possibile mantenere una manutenzione ottimizzata, razionalizzata e laddove è assolutamente necessaria. Qua parlano di piante di 5 metri dentro quest'alveo. Mi ricordo quando il collega Donzel aveva raccontato, tra l'altro, con dovizia di fotografia dei particolari la questione del Comboé, si era fatto tutto un ragionamento sui centimetri, si diceva che fino a 10 centimetri c'è la flessibilità necessaria addirittura a fermare il flusso dell'acqua e che oltre è necessario tagliare. Allora, questi accertamenti sono stati fatti, è stato monitorato in questo senso? Tra l'altro, qua parliamo di un fenomeno idrogeologico che è diverso, perché queste colate detritiche sono colate che, come dicevo prima, non seguono delle leggi fisiche prestabilite, fanno galleggiare addirittura i massi in superficie, cioè il masso e il vegetale non può fermare delle colate che hanno un impatto e una forza, diciamo, anche di spinta che è superiore sicuramente a quello di una semplice esondazione d'acqua. Questo quindi è un fenomeno che, a mio parere, va tenuto in considerazione, magari minimizzando, perché ovviamente la popolazione che vive a margine di un torrente o di un fiume, ed è memore di situazioni che si sono ripetute e che si ripetono periodicamente nel tempo, qualche paura è legittimo che ce l'abbia. Chiediamo davvero di prestare attenzione a quest'argomento e poi di dare gambe a quella offerta che fece l'Assessore Viérin, quindi di convocare un tavolo tecnico in commissione giusto per avere ulteriori delucidazioni. Grazie.

Presidente - Colleghi, facciamo ancora un'iniziativa. Punto 15 all'ordine del giorno.