Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 701 del 24 settembre 2014 - Resoconto

OGGETTO N. 701/XIV - Interpellanza: "Istituzione della figura del "veterinario di fiducia" a supporto delle aziende zootecniche".

Presidente - La parola al collega Fabbri.

Fabbri (UVP) - Grazie Presidente.

Io sarò brevissimo in modo da soddisfare la sua premura. La nostra interpellanza nasce dall'esame dell'opportunità che l'istituzione della figura professionale del veterinario di fiducia, altrimenti detto anche veterinario aziendale, porterebbe alle nostre aziende zootecniche valdostane, che avrebbero in tale figura un consulente a 360 gradi per i problemi sanitari delle loro aziende. È una figura che già in qualche modo esiste qui in Valle d'Aosta, da circa 20 anni infatti gli allevatori sono seguiti dai veterinari convenzionati con l'ANABORAVA in numerose funzioni sanitarie. Si tratta semplicemente di investire queste figure e di ampliarne l'azione in altri settori che stanno diventando sempre più importanti per ottimizzare i risultati aziendali. Oltre le azioni già svolte e cioè l'assistenza zooiatrica con conseguente reperibilità del veterinario, lotta alla mastite, assistenza genetica alla riproduzione, il nuovo professionista, la nuova figura professionale che verrebbe individuata in questo veterinario di fiducia potrebbe intervenire in numerosi altri importanti aspetti della funzione sanitaria, e non solo sanitaria, dell'azienda zootecnica. Tra le altre cose potrebbe occuparsi di sanità animale, con l'azione a supporto dei piani di profilassi e di vaccinazione volontaria, si potrebbe occupare del benessere animale nell'aiuto alla gestione dell'allevamento, un migliore utilizzo del farmaco, con conseguente diminuzione della spesa annessa e connessa, soprattutto in questo periodo, in cui purtroppo il famoso contributo che i nostri allevatori ricevevano dalla Regione per queste spese di tipo farmaceutico...non sono più state finanziate quest'anno e quindi questa è una gestione estremamente importante per quella che è l'azienda zootecnica. Oltre a questo, la qualità degli alimenti destinati all'alimentazione animale...consulenza all'allevatore nella tenuta dei registri, altro tema estremamente delicato vista l'importanza anche dal punto di vista legale di questi...e quindi sanzionatorio dell'errata tenuta di questi registri e tutto questo in ottemperanza di quello che è stato disposto dal regolamento CEE 852 del 2004.

Altro importante aspetto che potrebbe seguire questa figura professionale è quello della collaborazione col Servizio veterinario USL nei casi in cui necessita un pronto intervento veterinario e nei casi in cui ci siano delle emergenze sanitarie. Io penso che in un momento in cui...non sono io la persona più adatta forse a sostenere una cosa del genere, qui ci sono dei colleghi molto più esperti di me in questo...io però penso che in un momento in cui la qualità organolettica ed igienica dei prodotti lattiero-caseari è l'atout vincente per riuscire ad imporre sui mercati nazionali ed internazionali le nostre eccellenze agro-alimentari e, come dicevo, lattiero-casearie, è importantissimo garantire quello che è l'aspetto igienico-sanitario degli alimenti e quindi potremmo veramente alla fine della filiera, con l'aiuto di queste figure professioniste, avere dei prodotti che siano un'eccellenza del nostro agroalimentare.

In quest'ottica di cui dicevo questa nuova figura del veterinario aziendale può essere veramente un grandissimo aiuto per l'allevatore e produttore alimentare. Naturalmente sia i nostri allevatori che i produttori si stanno sempre più rendendo conto dell'importanza di quello che dicevo prima, per cui io penso che l'introduzione di questa nuova figura professionale potrebbe essere veramente di grande aiuto per il rilancio della nostra zootecnia e per la nostra industria lattiero-casearia. La via di questa...della possibilità di avere questa nuova figura professionale è già stata raggiunta tramite un protocollo di intesa tra le organizzazioni veterinarie e gli operatori del settore. È già operativa in altre Regioni, non si tratta che con dei procedimenti amministrativi di regolamentare ed istituire questa figura. Grazie.

Presidente - Grazie collega Fabbri. La parola all'Assessore Fosson.

Fosson (UV) - Sì, grazie Presidente.

Sì, è un problema che stiamo analizzando attentamente. Conosciamo e vogliamo affrontare il problema del cosiddetto "veterinario di fiducia" o "veterinario aziendale", io ne avevo già parlato come risposta ad un'interpellanza del Consigliere Nogara. Questa prospettiva genera, e lei lo ha detto giustamente, molte aspettative, anche se in una Regione che ha delle specificità come la nostra, lei lo cita nell'interpellanza, correttamente, la realtà è di aziende agricole molto piccole, per cui non ci sono 100 o 200, 1.000 mucche, ma magari c'è un'azienda con 10 capi e dunque dobbiamo capire cosa vuol dire avere un veterinario aziendale, soprattutto chi lo paga, perché poi il problema fondamentale è questo. Anche se, questo è vero, ci sono delle nuove competenze, attribuite ancora agli allevatori, soprattutto nel nuovo Patto della salute si prevede che alcune norme di prevenzione (lei ha citato i registri, ma anche norme proprio di igiene alimentare, di biosicurezza) sono imposte dai nuovi regolamenti comunitari, per cui fare l'allevatore adesso è sicuramente ancora più difficile. Questa figura dovrebbe essere un po' un consulente che sostiene l'allevatore negli adempimenti richiesti, quindi sicuramente una figura utile, di interfaccia. È poi una figura che si colloca tra il veterinario pubblico, che incombe spesso sugli allevatori, e questo veterinario di fiducia in pratica difende gli allevatori.

Noi però abbiamo tutto un altro tipo di organizzazione: ecco perché, quando ne parliamo con altre Regioni ci dicono che c'è l'ANABORAVA, cioè una struttura con 20 veterinari pagati quasi totalmente o in modo significativo dalla Regione, che fanno una battaglia di prevenzione, una lotta alle mastiti e che comunque sono un supporto. Bisognerebbe armonizzare sicuramente le due figure cioè il veterinario di fiducia dovrebbe sostituire quello dell'ANABORAVA?...punto interrogativo...dico "punto interrogativo" perché anche a livello ministeriale è stato aperto un tavolo nel mese di dicembre 2013, a cui anche noi partecipiamo, in cui si cerca di definire, dal punto dal vista giuridico, normativo, la figura del veterinario di fiducia, cioè definirne le competenze, definire quali sono i ruoli, anche quali sono le sue possibilità di interagire o comunque di porsi in dialogo col veterinario aziendale. Questo tavolo si è riunito quest'anno tre volte e aspettiamo i risultati. Noi abbiamo fatto un incontro con i veterinari dell'ANABORAVA sull'argomento, quindi io direi in sintesi che bisogna definire se questa è un'opportunità, anche perché non vorremmo che fosse un nuovo carico economico imposto agli allevatori, che già in questo momento sono vessati da molte norme e poi che lamentano i troppi controlli dei veterinari. Soprattutto, secondo me, dobbiamo mettere su due piatti della bilancia, da una parte queste figure dei veterinari dell'ANABORAVA, in attesa, comunque, che ci sia un regolamento giuridico ufficiale del Ministero, e dall'altra parte il veterinario di fiducia che noi non vorremmo imporre alle piccole aziende che già hanno dei costi importanti decidendo così che non potrebbe essere più utile il servizio dell'ANABORAVA. Io penso che la logica sia quella di verificare con molta attenzione cosa viene fuori dai tavoli del Ministero e dalla riunione degli Assessori, dopodiché, insieme ai veterinari e all'Associazione degli agricoltori, vedere se percorrere questa nuova strada in una realtà, come ha detto, ripeto, ancora lei, di aziende estremamente piccole, per cui il veterinario di fiducia potrebbe gravare sui costi.

Dico ancora di più: abbiamo costituito un tavolo anche se non istituzionale, per raccogliere le esigenze degli allevatori che erano molto precise, soprattutto quelle di incontrarsi tutti insieme periodicamente. Ecco, è stato istituito un tavolo e ci sarà la prima riunione. Nel mentre non avevo ancora visto l'interpellanza ma il 30 di settembre ci incontreremo noi, l'Assessore competente all'agricoltura, i veterinari dell'USL e le associazioni di allevatori. Va detto anche che ha chiesto di partecipare a questo incontro la Coldiretti...per verificare insieme a tutti i soggetti convocati tutte le piccole difficoltà che ci sono. Questo è un grosso argomento, e come le dico, secondo me, va un po' tarato sulla nostra realtà e su quello che già stiamo dando e facendo.

Presidente - La parola al collega Fabbri.

Fabbri (UVP) - Grazie.

Già è molto positivo il sapere che c'è un'evoluzione in questo senso, che quindi ci saranno delle discussioni, dei tavoli di lavoro, in modo da vedere se questa figura professionale è adattabile alla nostra realtà. Secondo me, proprio perché i nostri allevamenti hanno delle tarature piccole, è ancora più necessaria questa figura qui..."c'est l'argent qui fait la guerre", è sempre così che si dice, però in questo caso, da quello che posso intravvedere io, poi naturalmente posso pure sbagliarmi, non è tanto...come possiamo dire? è una prestazione professionale libera: nel momento in cui l'allevatore ha bisogno di questa figura, ricorre a questa figura, che, come giustamente ha detto lei, può essere anche un difensore d'ufficio dal punto di vista sanitario, quando purtroppo i nostri allevatori sono oberati, lo sappiamo, da mille incombenze burocratiche. Diciamo che è la parte pubblica che dovrebbe sollevare, seguire questi allevatori, forse non lo fa così sollecitamente e allora potrebbe intervenire questa figura. Ho qui un decreto del Direttore del Servizio di sicurezza alimentare della Regione Friuli mi sembra...il Friuli Venezia Giulia con un decreto ha istituito questa figura professionale, che non pesa assolutamente sul pubblico e che l'allevatore si paga quando ha bisogno, cioè è una specie di difensore pubblico veterinario nell'ambito assistenziale, ma non solo un difensore, anche uno che consiglia, che fa ottimizzare l'azienda, che magari in qualche modo...come possiamo dire? rende l'azienda più competitiva, in questo senso, certamente purtroppo lo sappiamo che le finanze pubbliche non sono in grado più di supportare in questo senso, però io penso che l'allevatore che ha la concezione...come possiamo dire? imprenditoriale potrebbe veramente apprezzare questo tipo di figura. Grazie.

Presidente - Punto 26 all'ordine del giorno.