Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 337 del 15 gennaio 2014 - Resoconto

OGGETTO N. 337/XIV - Interrogazione: "Ristrutturazione e riadeguamento strutturale dello stabile ex Maternità di Aosta".

Président - Pour la réponse, la parole à l'Assesseur Viérin Marco.

Viérin M. (SA) - Merci.

Sì, molto sinteticamente, i lavori riguardanti questo manufatto sono stati ultimati nel 1998, quindi oltre 15 anni fa, e in particolare si può dire che il piano sottotetto è stato interessato da lavori di rifacimento della copertura (delibera di Giunta 9780 del '94) ed è stato approvato il relativo collaudo statico in data 4 novembre del '98, in quanto lo stesso presentava, a suo tempo, un evidente stato di degrado. Il tetto è stato realizzato a due falde, anziché ad un'unica falda inclinata verso il cortile interno com'era prima, ai fini di una migliore illuminazione del locale sottostante e di un eventuale sfruttamento degli spazi nel futuro. Il sottotetto è stato quindi lasciato, a suo tempo, volutamente come vano tecnico, grezzo, senza alcun intervento di finitura, e le aperture sono state protette con tamponature specifiche in plexiglas.

È chiaro che il futuro utilizzo a scopo eventualmente abitabile del sottotetto dovrebbe necessariamente comportare adeguamenti dei solai, sulla base chiaramente di valutazioni di necessità future, formulate dagli Assessorati competenti, che in questo caso potrebbero essere certamente patrimonio in sanità. Quindi è stato un intervento che è stato eseguito 15 anni fa, in sintesi, e allora fu fatto un ragionamento di intervenire con una diversa copertura, presupponendo che eventualmente in futuro, ad eventuali nuove necessità, si sarebbero potuti spendere i soldi dopo, non subito.

Président - La parole, pour la réplique, au collègue Guichardaz.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Intanto grazie Assessore per i chiarimenti.

La questione dell'utilizzo degli spazi, ubicati al terzo piano dell'ex Maternità, è già stata oggetto d'interpellanza della collega Fontana nella scorsa legislatura e, leggendo la risposta dell'ex Assessore Lanièce, oggi nostro Senatore, devo dire che mi veniva un po' da sorridere, se non addirittura da ridere. Le motivazioni del blocco, se così lo si può definire, di ogni tipo di intervento presso il terzo piano dell'ex Maternità, erano sostanzialmente dovute al fatto che in ballo c'erano: la costruzione della nuova sede del Dipartimento di prevenzione, la costruzione del nuovo ospedale (e lì mi è venuto da ridere), la ristrutturazione della palazzina di via Guido Rey, n. 3 (palazzina di cui parlava prima l'Assessore Fosson, quella per capirsi, dove ci saranno gli ambulatori per la libera professione). Decisioni che, secondo il Senatore Lanièce (allora Assessore), avevano una priorità assoluta e non consentivano di ultimare i lavori del terzo piano. L'Assessore Lanièce giustificava gli interventi parziali effettuati al terzo piano degli stabili come interventi minimali di messa in sicurezza.

Le chiedo, gentile Assessore, se lei si è mai recato a dare un'occhiata al terzo piano dell'ex Maternità? Chi li definì locali non idonei - ho qua il resoconto dell'interpellanza - ad uso sanitario, mi piacerebbe che oggi mi dicesse - purtroppo non l'abbiamo qua - se sono più idonei quelli in cui avete trasferito il Dipartimento di prevenzione. A proposito, l'Assessore Fosson avrebbe dovuto fornirmi una serie di dati circa l'agibilità dei locali, che sto ancora aspettando, e spero che arrivino presto. Si parla di sicurezza di locali inagibili, cioè di un cantiere, nell'interpellanza e nella risposta all'interpellanza, ma devo dire che io non ho avuto alcun problema ad avventurarmi in quei meandri, anzi la porta era aperta, direi apertissima, era spalancata, e quasi mi invitava ad esplorarli quei locali. Lì per lì temevo di trovarmi in mezzo a un cantiere, a dei calcinacci, a delle travi penzolanti e pericolanti, ma, spinto dalla curiosità e dalla necessità di documentare l'interrogazione, mi sono avventurato a rischio e pericolo mio, con il caschetto e i calzari antinfortunistici, e...che cosa ho trovato? Locali perfettamente asciutti, certo polverosi, nessun calcinaccio, il tetto non intonacato, ma assolutamente sano, addirittura velux moderni a perfetta tenuta stagna e, soprattutto, ho notato che le cosiddette "opere minimali di sicurezza" sono delle vere e proprie opere effettuate per rendere più agibile il piano. Per quanto riguarda l'altezza, i travi di cemento armato sono stati rialzati e l'altezza del soffitto è quasi di 4 metri, quindi assolutamente oltre le altezze minime richieste dalle normative...parliamo di centinaia, per non dire oltre un migliaio di metri quadrati di superficie calpestabile, perfettamente sana, per nulla abbandonata; tra l'altro arriva in più punti l'ascensore, vi sono le scale di collegamento interno e anche la scala di sicurezza, con l'aggiunta di un ulteriore piano, potrebbe tranquillamente e senza grandi spese essere elevata.

Se facessimo fare una perizia da qualche perito indipendente, sono convinto che ci stupirebbe raccontandoci quanti pochi soldi occorrerebbero, sempre in proporzione agli spazi e al mancato utilizzo (perché è più di vent'anni che quello spazio non è utilizzato, e quello è un costo) ci vorrebbero per rimettere a posto le tre ali della Maternità. Abbiamo un patrimonio disponibile che non viene utilizzato con la scusa che prima o poi bisogna terminare opere fantasmagoriche e sovradimensionate. Ed è per questo che mi sono chiesto e vi chiedo, dopo aver ispezionato il luogo, per quale motivo non è stata fatta lì la sede del Dipartimento di prevenzione, o anche semplicemente perché continuate, Assessore, lei lo ha puntualizzato, ad affittare sedi per Assessorati o porzioni di Assessorati quando abbiamo dei locali praticamente pronto uso. E se parliamo del Dipartimento di prevenzione, perché spendere oltre 6 milioni di euro per un capannone riadattato, tra l'altro in una delle più brutte zone della Plaine, a 20 metri dalla pista di decollo dell'aeroporto (alla faccia del rischio aeroportuale!) di fronte al compattatore, in un posto dove non arrivano neppure gli autobus e soprattutto a più di 7 chilometri dal capoluogo? E mi chiedo, e vi chiedo (e qui concludo): se l'intenzione doveva essere quella di restituire ad altri usi che non fossero sanitari la struttura, si è comunque utilizzato il piano dismesso del Dipartimento per uffici, ambulatori e altre strutture USL? Non si poteva fare con l'ultimo piano dell'ex Maternità un'operazione del genere? Si sarebbero evitati traslochi peraltro imponenti e probabilmente si sarebbe anche molto risparmiato e ci si sarebbe evitati l'accollamento di una struttura che oggi "fa acqua da tutte le parti" nel vero senso della parola. Grazie.

Président - Point 14 à l'ordre du jour.