Oggetto del Consiglio n. 320 del 18 dicembre 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 320/XIV - Approvazione di risoluzione: "Impegno del Governo regionale a promuovere un incontro con il Consiglio permanente degli Enti locali per rivedere il regolamento di applicazione della TARES".
Presidente - Per l'illustrazione, la parola alla collega Fontana.
Fontana (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
I gruppi PD-Sinistra VdA, UVP, ALPE e Movimento Cinque Stelle portano all'attenzione di questo Consiglio le problematiche della TARES. I regolamenti comunali di applicazione della TARES sul territorio valdostano suscitano numerose perplessità e manifestazioni di protesta in ordine dell'oneroso impatto sulle fasce sociali più deboli, cittadini e piccole-medie imprese, e alla mancanza di una regolamentazione uniforme per tutti i Comuni della regione. Pertanto, in molti Comuni, a seguito della legge n. 124 del 28 ottobre 2013, sono stati previsti nei regolamenti applicativi della TARES riduzioni e sconti che riguardano sia le utenze private, sia le attività commerciali. Inoltre, alcuni cittadini valdostani hanno segnalato di aver rilevato degli errori sull'importo da pagare. Nei prossimi mesi i Comuni dovranno applicare anche la nuova tassa nazionale denominata IUC, andando così a inasprire ulteriormente il carico fiscale dei cittadini e delle attività commerciali, che già vivono questo periodo di crisi con grave difficoltà.
Vogliamo impegnare il Governo regionale a rendersi promotore di un incontro con il Presidente del Consiglio permanente degli Enti locali, al fine di valutare la possibilità di rivedere, nel rispetto della normativa di riferimento, il regolamento di applicazione della TARES, per renderlo meno impattante nei confronti delle fasce sociali più deboli e del tessuto produttivo valdostano e dare un importante strumento a disposizione degli amministratori locali per una ricaduta più omogenea e meno impattante possibile sulla popolazione valdostana. Grazie.
Presidente - Grazie, collega Fontana. Apriamo la discussione generale. Chi intende intervenire? La parola al collega Gerandin.
Gerandin (UVP) - Merci Madame la Présidente.
Questa risoluzione ha un significato per noi particolare, nel senso che la vorremmo utilizzare per fare un po' di chiarezza. C'è stato veramente...si è parlato tanto, ecco, di questa TARES, ci sono state varie lamentele. Senza strumentalizzare quello che è stato il percorso, noi avremmo voluto provare a ricostruire questo tipo di percorso e capire fino a dove c'era discrezionalità per incidere su questa TARES. Allora è corretto dire, per quello che riguarda questa TARES, che è un'imposta che nasce dal Governo italiano che ti impone comunque una copertura...diciamo imponeva una copertura al 100 percento per quelli che erano i costi riferiti non solo ai rifiuti, ma a tutti quelli che sono dei servizi...diciamo dallo spazzamento strade, dalla pulizia, alla pubblica illuminazione, e chi più ne ha più ne metta, per cui è una tassa che da tassa sui rifiuti è diventata una "tassa sui servizi", come viene comunemente chiamata. In un primo tempo c'era la necessità di coprire per il 100 percento questi importi, questi costi totali di servizio, non era più discrezione del Comune coprire con una quota...diciamo di risorse proprie.
Le modalità di copertura, vale a dire gli importi relativi alle attività, alle abitazioni o quant'altro, riferiti al metro quadro, erano dettate da un decreto del Presidente della Repubblica, il n. 158 del 27 di aprile del 1999 (era un decreto che fissava una serie di allegati in cui erano già predefinite queste tariffe). Ora il prosieguo è stato che è uscita un'importante novità per quello che ci riguarda, vale a dire la legge n. 124 del 28 ottobre 2013 - che la collega Fontana citava prima - nella quale si introducono delle importanti novità, nel senso che, pur mantenendo l'obbligo di copertura di questi costi, lasciava un minimo di discrezionalità ai Comuni, vale a dire nel limite del 7 percento, la possibilità di poter contribuire con risorse proprie e alleggerire un po' quello che era il costo totale di questa TARES, ma introduceva anche un concetto importante con il quale si diceva che per la copertura del costo si poteva applicare quello che era lo schemino, quelle che erano le percentuali fissate dalla TARES che dicevo prima, oppure si poteva, per il solo 2013, ancora fare riferimento alla vecchia TARSU, vale a dire rimodulare quelli che erano i criteri di determinazione della tariffa, permettendo degli spazi di decisione per scegliere che cosa supportare, cosa privilegiare sul proprio territorio, e questo è...diventava poi prettamente una scelta politica. Si potevano dunque introdurre dei correttivi per salvaguardare le famiglie con figli e le attività economiche per le quali queste percentuali erano delle percentuali...diciamo molto penalizzanti, che erano dei parametri che arrivavano a triplicare, quadruplicare, quintuplicare quella che era la tassa pagata prima e, in alcuni casi, minacciavano anche il futuro dell'attività.
Ora noi abbiamo voluto sottolineare questo perché nel sistema Valle d'Aosta ci sono stati dei Comuni che hanno preso...diciamo questa grande opportunità che veniva data da questa legge, la "124" e hanno pensato di rimodulare, in modo da incidere meno su quelle categorie che ho citato prima. Altri Comuni hanno deciso di mantenere il discorso TARES e sono quei Comuni che abbiamo visto ultimamente, i cui cittadini si sono, a mio parere, a nostro parere, giustamente ribellati, perché quando una tassazione è una vessazione...a volte c'è necessità di farsi sentire. Devo dire che la cosa che ci ha meravigliato un po' di più è che comunque un grande lavoro di raccordo era stato fatto all'interno del CELVA, nel senso che questo percorso normativo era stato evidenziato, c'erano le varie possibilità di intervenire, di rimodulare...ecco, "rimodulare" è una parola che è diventata molto di moda in questo periodo...c'era la possibilità di rimodulare la tariffa per cercare di creare meno danni possibili. È chiaro, è chiaro...sia ovvio, non vogliamo nasconderci dietro al fatto che comunque qualcuno avrebbe dovuto pagare, su questo non c'è ombra di dubbio. Si poteva magari evitare di incidere pesantemente, ma non era a discrezione dei Comuni, la discrezione dei Comuni c'era a seguito di...c'era la legge 124 per chi ne aveva la possibilità. Qui, alcuni, eventualmente, hanno dovuto fare i conti anche col Patto di stabilità...c'era la possibilità di eventualmente accollarsi questo 7 percento. Dicevo: quello che ci è parso un po' più strano è che...diciamo che qualcuno ha preso veramente questa opportunità e ha rimodulato, e altri, invece, hanno continuato e sono andati avanti, probabilmente per un discorso di comodità degli uffici, per non rifare le bollettazioni, o quant'altro.
Allora la nostra mozione aveva un significato particolare: quello di dire che nel prosieguo, nel prossimo futuro, noi avremo l'assoluta necessità di vedere dov'è possibile creare delle regole, delle regole condivise a monte, comunque dei regolamenti che siano molto chiari, che diano chiaramente la possibilità di manovra dal punto di vista politico, dare tutte le indicazioni per le scelte politiche che rimangono in capo agli Amministratori dei Comuni - questo ci teniamo a sottolinearlo - ma che cerchino di creare il meno possibile disagio. Va aggiunto però a questo che il futuro dev'essere un futuro che, tenuto conto di tutto, andrà su questa tariffazione. Bisogna far attenzione, cercare di far scendere i costi, ecco, perché ci tengo a sottolineare che sul totale dei costi che i Comuni pagano 647.213 sono dati, una parte, 265.000 euro per il lavoro del 4° lotto e 381 mila per il costo del personale, che grava sulla tariffa. Allora su questo bisognerà fare un ripensamento, cercare di far diminuire questi costi comuni.
Concludo con un inciso, che ribadiamo: noi riteniamo un'occasione veramente persa quella di non aver provato ad agganciarci al Trentino e a Bolzano per avere una fiscalità locale diversa; ecco, questo noi ve lo ricorderemo, ve lo ricorderemo ad ogni passaggio che riguarda la tassazione locale, perché significa che su quella famigerata "IUC", di cui si parla a partire dal 2014, realtà come Trento e Bolzano avranno la possibilità di dettare le regole che vorranno, e saranno delle regole che nessuno potrà imporre, non saranno assoggettate alla schizofrenia dello Stato, ma saranno loro che detteranno le regole e potranno dire, eventualmente, su chi incidere, quali categorie vogliono eventualmente privilegiare, o altro.
È un'opportunità persa: noi questo lo ribadiremo all'infinito, è un'opportunità che...l'ho detto parlando con un collega...io penso che in un futuro breve porterà, in realtà come Trento e Bolzano, anche la possibilità di poter dire allo Stato che il Patto di stabilità sugli Enti locali loro lo decideranno come vorranno, fatto salvo l'ammontare che inciderà sul Patto di stabilità dello Stato. Penso di essere buon profeta e, se succederà, ne riparleremo, perché sarà veramente una conquista che non ha pari, non ha pari per quello che riguarda il sistema degli Enti locali, delle Autonomie locali.
Presidente - Grazie. La parola al collega Assessore Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Sì, grazie.
Per una richiesta e una considerazione.
La richiesta sarà quella di avere 5 minuti di sospensione per poter elaborare un contributo da parte della maggioranza rispetto a questa risoluzione, che ha sicuramente tutta una serie di aspetti che sono condivisibili.
La considerazione, che poi magari avremo modo di esplicitare sperando in un accordo, è che da nessuna parte il Governo regionale, o il Consiglio regionale, vuole immaginare di andare a sostituirsi all'Autonomia degli Enti locali, e credo che anche Elso condivida questo discorso, perché sicuramente il ragionamento fatto è un ragionamento che dobbiamo fare in punta di piedi, poiché in questi giorni probabilmente siamo andati un po' sopra le righe. Sicuramente, se l'occasione è un'occasione per fare il punto su una serie di fattori, credo che sia un'occasione buona, perché immagino che i provvedimenti adottati da parte dei Comuni, condivisibili oppure no, siano stati presi perché c'erano delle esigenze, e sicuramente non tutti i Comuni sono uguali. Credo che Elso, siccome è grande conoscitore della "54", della "48" a suo tempo sappia che sono stati fatti e concepiti dei criteri anche nella finanza locale, che Aosta la trattavano in un modo, gli altri Comuni in un altro, e qui, ovviamente, non vorremmo trovarci ad avere un'ingerenza.
Vi chiediamo quindi due minuti di sospensione per una breve riflessione di maggioranza, che vorremmo poi condividere con i proponenti.
Presidente - Accordiamo quindi questa richiesta di sospensione a cui seguirà, se me lo concedete, colleghi, anche una breve riunione dei Capigruppo per poter concordare, vista l'ora, la conclusione e lo svolgimento dei nostri lavori.
Il Consiglio è sospeso.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 19,49 alle ore 20,05.
Rini (Presidente) - Riprendiamo i lavori. Devo dire che, anche in questo caso, la pausa è stata fruttuosa, si è arrivati ad avere un testo condiviso, con delle modifiche. Pregherei...Assessore, vuole leggere il testo così come modificato, così possiamo procedere alla votazione? Prego, Assessore Baccega.
Baccega (SA) - Grazie Presidente.
In materia di TARES purtroppo sono stato coinvolto fin dal mese di dicembre 2012, quando abbiamo dovuto applicarla al Comune di Aosta; questo è stato l'ultimo regalo che il Governo Monti fece agli italiani e, da questo punto di vista, condividiamo anche l'esposizione e la filosofia del collega Gerandin.
Comunque la risoluzione è in questi termini: il Consiglio regionale, ovviamente, "impegna il Governo regionale a rendersi promotore di un incontro con il Consiglio permanente degli Enti locali nella commissione consiliare competente al fine di valutare la possibilità di rivedere, nel rispetto della normativa di riferimento, il regolamento di applicazione della TARES per renderlo, qualora fattibile, meno impattante nei confronti delle famiglie e delle imprese valdostane in una logica di equità". Si conclude qui la risoluzione. Avremmo stralciato: "dare un importante strumento a disposizione"...insomma, il confronto avviene in commissione e dove viene approfondito e vengono approvati e indicati tutti gli indirizzi per andare in una logica di contenimento. Se va bene...grazie.
Presidente - Grazie Assessore. La parola alla collega Fontana.
Fontana (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
A nome di tutta la minoranza, accogliamo questa modifica che va nella direzione che avevamo preventivato noi, proprio perché si parla di equità, e questo ci fa piacere. Grazie.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Roscio.
Roscio (ALPE) - Grazie Presidente.
Solo due battute, a nome del gruppo ALPE, per esprimere una parziale soddisfazione, nel senso che con l'accettazione di questo testo condiviso si va innanzitutto a cercare un dialogo e una condivisione, che è sempre una cosa positiva, entra finalmente il discorso dell'equità, che è una cosa effettivamente importante, come ha già ricordato la collega Fontana, anche perché forse il problema maggiore della TARES fino ad oggi era proprio l'iniquità, nel senso che nessuno pagava in base al conferito e alla qualità del conferito, ma in base ad altri parametri, come si è già detto stamattina, non sto a ripetermi...ma a parametri stimati più che misurati, e questo è un male.
Vorrei solo ricordare una cosa: noi paghiamo una storia che si fa sentire oggi, perché il "decreto Ronchi", già dal '97, prevedeva l'introduzione di sistemi tariffari, cosa che ancora oggi sono lontani da venire! Quindi è vero che lo Stato ha fatto dei pasticci mischiando tassa sui rifiuti con tariffa...con i servizi indivisibili, di spazzamento, illuminazione pubblica, servizio di sgombero neve, e quindi ha creato veramente un po' di confusione...ma è altrettanto vero che noi non siamo stati in grado di fornire ai cittadini un servizio efficiente ed economico. Ben venga, comunque, il momento del confronto. Grazie.
Presidente - Grazie collega. Possiamo mettere in votazione? Non ho altri iscritti a parlare. La votazione è aperta. Colleghi, votate. Tutti hanno votato? Possiamo chiudere la votazione.
Presenti: 31
Votanti: 31
Favorevoli: 31
Il Consiglio approva all'unanimità.
Passiamo al punto 27.04.
