Oggetto del Consiglio n. 318 del 18 dicembre 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 318/XIV - Reiezione di risoluzione: "Riorganizzazione di un numero minimo di cantieri idraulico forestali sull'intero territorio regionale".
Presidente - Chi intende prendere la parola? Il Consigliere Nogara, ne ha facoltà.
Nogara (UVP) - Merci Président.
Bene, dopo poco più di un mese ci ritroviamo a parlare di operai idraulico-forestali. Vorrei ricordare che, in seguito all'articolo 14 del comma 24bis del decreto legge 78 del 31 maggio 2010, e alla sentenza della Corte costituzionale n. 173 del 2 luglio 2012...ecco, qui mi vorrei fermare subito un attimo per farvi...non so...questa mattina abbiamo parlato tantissimo di Corte costituzionale...tutta la maggioranza compatta ha affermato che una sentenza di una Corte costituzionale bisognava assolutamente seguirla.
Ecco, noi abbiamo qua la sentenza della Corte costituzionale che ci dice che gli operai idraulico-forestali, qui, in Valle d'Aosta, potevano essere assunti; perciò la decisione che è stata presa a suo tempo è stata una pura decisione politica e non una decisione dettata da una legge o quant'altro. Questa, secondo me, dopo tutta la discussione che abbiamo avuto in mattinata, oggi, è una cosa molto importante, perché quanto ci dice la Corte costituzionale...afferma appunto che non c'era nessun motivo per lasciare a casa circa 650 operai forestali. Oltre ad averli lasciati a casa senza motivo, ci troviamo ad aver creato un disagio sociale, un disagio sociale molto importante che lo ritroviamo soprattutto...in questi mesi, noi abbiamo girato molto, parlando anche con queste persone...ce lo troviamo soprattutto in Bassa Valle: in Bassa Valle, e soprattutto nei cantieri idraulico-forestali, dove un gran numero di addetti - che erano appunto demandati a questi lavori, erano iscritti in queste liste - di punto in bianco si son trovati senza lavoro, oppure si son trovati a dover lavorare un paio di mesi all'anno...magari ci sono anche dei nuclei familiari dove c'è sia la moglie che il marito che lavoravano in questi cantieri, e, di colpo, si son trovati in questa situazione. Un'importante perdita di professionalità, perché anche come avevo già spiegato diverse volte, questi operatori avevano acquisito una professionalità molto importante, per loro e per noi, perché svolgevano un lavoro molto importante all'interno del territorio valdostano e per l'ambiente della Valle d'Aosta.
Una cosa ancora più importante...sono i problemi di natura ambientale che si potrebbero creare dal fatto che queste maestranze non operano più sul territorio. Qui, Assessore Testolin...si ricorda che l'ultima volta - adesso esattamente la data non me la ricordo - che abbiamo parlato di cantieri idraulico-forestali, lei mi ha detto che le affermazioni che avevo fatto, in un Consiglio precedente, non erano così catastrofiche, che c'era solo un lavoro che era stato fatto male nella Valle del Gran San Bernardo, ma per il resto era stato tutto fatto bene, diciamo... Ecco, mi son preso la briga di girare un po', mi son preso l'elenco dei lavori che sono stati fatti sul territorio della Valle d'Aosta e ho girato un pochino. Le elenco un po' di lavori che ho trovato...ma non è tanto il fatto di lavori non fatti bene, perché, per carità, succede tutti i giorni, nei lavori pubblici, dappertutto, che ci possano essere dei lavori non fatti bene...però qui c'è un pericolo imminente, e questo mi sento di dirglielo anche un po' come tecnico in questo settore.
Allora, mi son trovato nel Comune di La Thuile, son andato a vedermi il taglio colturale che era stato fatto su a La Thuile, vicino all'Area Conecofor, che è un'area in cui appunto vengono fatti dei rilievi costantemente per vedere la "sanità", diciamo così, delle foreste: lavoro chiuso, son state lasciate piante di importanti dimensioni sul letto di caduta, nel senso che son state tagliate le piante, il lavoro è chiuso, e le piante sono rimaste lì (le voglio far presente che fare un lavoro del genere vuol dire che se questa primavera non vengono tolte immediatamente dal letto di caduta, rischiamo di avere un attacco parassitario IPS, tipografo, bostrico...o come volete chiamarlo, è matematico che succeda una cosa del genere). Antey: previsto esbosco gru a cavo, effettuato solo il taglio, l'esbosco non si sa quando si farà (anche qui rischio di attacco di bostrico). La Salle: esbosco con gru a cavo, materiale eccedente non esboscato; una ditta che aveva ripreso quel lavoro si era anche resa disponibile per esboscare questo materiale che non era stato esboscato, abbiamo detto di no e lì è rimasto tutto il materiale, sempre in foresta. Jovençan, Brin: previste due linee con gru a cavo, una si fa e l'altra non è prevista; stanno ancora valutando la scelta, cosa fare, io son andato su a vedere e non sanno se esboscare con la gru a cavo, se andare su con i trattori, comunque è già stato tagliato qualcosa e c'è sempre lo stesso pericolo. Gressan: qui hanno fatto un ottimo lavoro, qui è stato fatto un lavoro col processore, son andato a vedere, è stato fatto un bellissimo lavoro, non sono stati fatti danni. Veramente questa ditta ha lavorato molto bene. Lillianes: linee gru a cavo, al massimo si raggiungono i 4-5 metri per il passaggio delle gru a cavo, son piccole gru a cavo, ma anche quelle grosse, son 4-5 metri lo spazio che si taglia...ecco, qui ci sono le linee di 15 metri di larghezza, potrebbe esserci quasi una pista di sci che passa. A Gressoney c'è un problema anche lì. Poi arriviamo a Etroubles, quello che mi ha spiegato lei, e sono andato a rivedermelo. E poi sono andato a Brusson, proprio di fronte all'area attrezzata...guardando le delibere che sono passate venerdì, in Giunta, ho scoperto che è l'unico posto dove...c'è stata una delibera dove si chiedono i danni alla società che ha preso i lavori...sì, vengono chiesti i danni...ecco, voglio specificare che questa ditta ha fatto dei lavori di taglio ed esbosco con gru a cavo, ed è una ditta che...non sto a dire il nome, però finisce con "Costruzioni Edili"...tanto per spiegare con che attenzione, in questo momento, si danno i lavori a delle ditte per lavorare in bosco, dove si devono fare dei lavori delicati.
Vi voglio dire ancora un'altra cosa: noi, spesso, proprio quando c'erano degli attacchi forti di bostrico, di IPS tipografo, facevamo queste cose qua, nel senso che si tagliavano le piante d'autunno, si lasciavano in primavera, perché si chiamavano "piante esca" e, in primavera, dovevano essere assolutamente esboscate, scortecciate, bruciate le cortecce altrimenti partivano degli attacchi importanti di questo scolitide...per spiegarvi i problemi grossi, enormi, che potremmo avere in primavera se questi problemi non vengono risolti. In più abbiamo ancora, per fortuna - io dico "per fortuna" - una disponibilità di mezzi che sono nei nostri capannoni, e abbiamo ancora la disponibilità di personale tecnico e amministrativo che ha sempre gestito i cantieri forestali.
Ecco, io volevo sensibilizzare l'aula per questi problemi, perché qui non si vuole dire: "basta con i lavori dati a queste ditte private", qui si vuole solo dire di prendere, di rifare, di costituire di nuovo un minimo di cantieri forestali sparsi in tutta la Valle per poter intervenire in casi così importanti per il nostro ambiente naturale. Io penso che vi ricordiate tutti cos'è successo nel 2000, l'alluvione, e penso che sappiate il ruolo importantissimo che hanno avuto i cantieri idraulico-forestali nella sistemazione del dopo-alluvione; ma, grazie al lavoro di questi cantieri forestali e di questi cantieri idraulico-forestali, i danni si sono limitati, perché altrimenti sarebbero stati molto più importanti di quelli che sono stati! È per questo motivo che noi vi chiediamo - ma mi sembra una richiesta giusta e normale - di poter almeno affiancare, a quest'esternalizzazione che si vuol dare, anche un certo numero di cantieri forestali. E questo ve lo chiedo soprattutto per...termino subito...per il nostro ambiente naturale, perché vi assicuro che se voi...ormai son 3-4 anni che non c'è una grande attenzione al nostro ambiente...se girate, i letti dei torrenti, gli scarichi dei rus, i boschi, i nostri boschi, sono stati un po' abbandonati. Per non avere grossi problemi, sia fitosanitari che idrogeologici, vi chiedo davvero di vedere se è il caso di poter di nuovo riaprire ma - io dico in parte, con la finanza a disposizione - di nuovo i cantieri idraulico-forestali. Grazie.
Presidente - Grazie Consigliere Nogara. Altri intendono prendere la parola? La discussione è aperta. Consigliere Donzel, ne ha la facoltà.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Certo che nel dramma del lavoro che stiamo vivendo in Valle d'Aosta, presentare una risoluzione che fa riferimento a una sentenza della Corte costituzionale che delegittima alcune scelte fondate proprio su un'interpretazione che poi la Corte ha smentito, è davvero drammatico! Io penso che in questi anni molti di questi lavoratori abbiano saputo far fronte con le loro energie, da soli: rispondere al fatto che erano stati buttati fuori dai cantieri in violazione di tutte le norme e senza alcun rispetto...come avviene in altri settori, per esempio per chi è dipendente di un'azienda privata o per chi è un dipendente pubblico...qui, in questo caso, si sono trovati dall'oggi al domani in mezzo a una strada e senza un lavoro. La clausola sociale sappiamo che ha risposto, su 810 che erano occupati nel 2010, a circa 250 persone, non di più, e quindi siamo ben lontani dall'aver trovato la soluzione a questo tipo di lavoro.
Ma c'è un dato più drammatico, che non è riportato nella mozione. Il dato più drammatico è che vengono...per questi lavori che così bene il collega Nogara ha evidenziato, di grande importanza, sia per la salute dei nostri boschi, sia per la protezione che ne deriva dalla tutela del nostro territorio...ecco, abbiamo appreso in modo sconcertante che sono stati di nuovo pesantemente tagliati i fondi per la cantieristica forestale, quindi non solo si è...come dire? appaltato all'esterno a ditte esterne, alcune migliori, altre invece un po' improvvisate in questo campo, ma, oltre ad aver appaltato fuori, si è nel tempo ridotta la quantità di denaro che veniva messo a diposizione per questo tipo di attività.
È quindi evidente il senso della mozione, che si muove su due assi: uno, è quello che non possiamo immaginare di far finta di niente che, in un capannone regionale, un enorme quantitativo di mezzi è abbandonato all'invecchiamento senza essere utilizzato, tra l'altro nel giro di 4-5 anni è anche un mezzo che...efficiente quanto volete, ma perde la sua efficacia. Io vorrei capire chi è che pagherà i danni, chi è che pagherà i danni del non utilizzo di mezzi che erano funzionanti...no? Anche questo è un problema! ...quando fuori di qui ci sono centinaia di persone che potrebbero utilizzarli con competenza, perché le competenze non si sono completamente smarrite, abbiamo ancora operai in grado di attivarsi! Abbiamo detto di non ripetere gli errori del passato, di distinguere fra quelli che sono i lavori socialmente utili e quelli che invece sono i lavori che devono essere eseguiti da maestranze specializzate. Certo, dovete solo far fare un passo indietro alle vostre logiche clientelari che sempre mettete in atto quando vi frulla il posto di lavoro...eccetera, però si può fare, eh! Si può, lo fanno in altre regioni, utilizzano i cantieri forestali in altre regioni, sono riusciti a gestirli, non è che tutto è stato privatizzato dappertutto in Italia! Questo "innamoramento" della privatizzazione che ha preso di colpo...poi, guarda caso, l'innamoramento della privatizzazione ha preso soprattutto i cantieri forestali, perché uno dice: "han privatizzato dappertutto"...no, i cantieri forestali dovevano essere privatizzati, perché si immaginava di dare chissà quali denari alle società private! Adesso invece la scoperta: anche per quegli imprenditori che sono venuti a darci lezioni in commissione: "bisogna far così...cosà", eccetera, la scoperta è che non ci sono neanche più fondi!
Allora, ecco il secondo asse...uno, è l'asse del ragionamento sul lavoro e sul recuperare e non lasciar perdere delle professionalità che ancora ci sono e bisogna in qualche modo rimettere in atto e, l'altro, è: ma abbiamo deciso di abbandonare i nostri boschi? Abbiamo deciso...dopo che per anni avete pubblicato fior di libri sull'importanza della coltivazione del bosco, del rimetterlo in salute e quant'altro, dopo che siamo andati a fare visite d'ispezione anche in altri Stati, siamo andati addirittura in Svizzera a vedere l'importanza della cura delle foreste di protezione per difendere i nostri villaggi per quanta importanza è la cura dei versanti che sono sulle nostre strade, perché, se non si curano bene i boschi che si trovano appunto sulle strade o si interviene in malo modo, possono esserci anche gravi tragedie, e sono avvenute queste tragedie, sono avvenute queste tragedie! Non posso citare qui i casi, ma vi assicuro che ci sono stati casi dove l'incuria, o un intervento non opportuno su un bosco ha determinato spostamenti di massi che hanno causato danni enormi a persone che viaggiavano in auto su queste strade. Quindi sono fatti acclarati sui quali bisogna intervenire opportunamente; per farlo bisogna recuperare delle risorse e decidere che questo è un settore dove bisogna investire. Ecco il senso di questa mozione ed ecco perché, come l'abbiam fatto in tutti questi anni...sentendoci fare delle promessine, delle mezze promesse, delle varianti, eccetera...noi insistiamo pervicacemente nel dire che fu sbagliata quella scelta del 2010, ma ancora più sbagliata è la pervicacità, quasi l'arroganza con cui si continua a difendere una scelta che è palesemente sbagliata agli occhi di tutti, che in nessuna parte d'Italia viene attuata in questa modalità. Va scisso un percorso di privatizzazione di alcune attività da un percorso che, invece, deve ritornare gestito in modo efficace, pubblico e trasparente!
Quindi assolutamente io penso che ci siano le condizioni per dare questa risposta, e soprattutto guardo l'Assessore...non si distragga, abbiam parlato tantissimo di agricoltura, ma non si distragga, qui sono venute meno le risorse proprio nel pezzo della cantieristica forestale, di interventi proprio sulle foreste, cioè...è anche quella una sua competenza, e quindi da questo punto di vista bisogna rispondere al più presto!
Presidente - Grazie Consigliere Donzel. La parola al Consigliere Chatrian che ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.
Assessore Testolin, durante il primo Consiglio, affrontando la finanziaria 2014-2016, con il nostro lavoro...diciamo della minoranza, in prima battuta, e poi di tutto il Consiglio...un aiutino gliel'abbiamo dato, nel senso che qualche soldino è stato impegnato, o quanto meno allocato, per dare delle risposte al suo Assessorato...risposte che non avevano avuto contezza nel 2013 e del 2012, nonostante le centinaia di pratiche istruite, inevase e senza copertura, cioè senza soldi. Il pressing che noi abbiamo fatto, e che in parte avete accolto, è servito, quindi l'azione che noi abbiamo messo in campo è servita.
Ho fatto questa premessa perché volevo poi entrare nella verifica di questo triennio 2010-2013. Innanzitutto possiamo dire tranquillamente: la scelta fatta allora, modificata in parte nel 2012-2013, ha dato dei pessimi risultati! Non è solo Chatrian o il gruppo di ALPE a dirlo, non sono solo i colleghi della minoranza, ma sono sotto gli occhi di tutti. Gli esempi che ha citato il collega Nogara penso parlino da soli. Detto questo, dato che la verifica non ha una valutazione sufficiente, con questa mozione vorremmo impegnare lei, il Governo, la maggioranza e tutto il Consiglio, a rivedere il percorso. Noi pensiamo che perseverare forse non aiuti il settore, forse se vi sono degli sbagli, dei punti di debolezza, tanto vale provare a raddrizzarli. Vi diamo una nuova possibilità.
Con questa mozione vi diamo un assist a nostro avviso interessante. Diverse persone, in questo triennio, in questi anni 2010-2013, hanno cercato con difficoltà, qualche d'uno ha trovato impieghi alternativi... Il percorso che vorremmo affrontare insieme con voi, col Governo, con la maggioranza, è di trovare delle soluzioni alternative e, soprattutto, dare delle priorità, priorità che devono essere divise in due: priorità alle imprese, da una parte, e quindi quel modello che avete messo in campo due anni fa, di esternalizzare e, l'altro asse, quello di dare delle risposte interne come pubblico, e quindi rivedere, reinventarsi, ristrutturare quelli che sono i cantieri forestali.
Collega Assessore Testolin, ci son delle cose probabilmente che, dopo una verifica puntuale...probabilmente dobbiamo tutti fare un passo indietro, cioè ci son delle cose di cui è il pubblico che deve occuparsene, ci sono dei settori ai quali solo il pubblico può dare delle risposte, ci son delle cose la cui compensazione può arrivare solo esclusivamente dal pubblico: questo penso sia proprio il tema centrale di questa nostra mozione. Ci sono meno risorse sul capitolo destinato ai cantieri esterni o interni, quindi questo è un dato di fatto. Dato che la coperta è più corta, noi siamo convinti che le priorità debbano ritornare all'interno dell'Amministrazione regionale e debbano ritornare all'interno dell'Ente pubblico, rivisto, ristrutturato, rimodulato, ma che deve riprendersi un attimo la situazione in mano, deve ridare delle linee non solo strategiche, ma di impostazione, soprattutto deve ridare delle certezze. In questi mesi, stiamo parlando...per chi amministra, chi comunque legifera, chi in questo momento ha avuto un incarico dagli elettori...di creare delle condizioni per il bene comune: ecco, penso proprio che sia questo uno dei temi fondamentali. Avete sbagliato, i risultati sono pessimi sul territorio - lo sapete anche voi - e probabilmente dobbiamo rimodulare quella che è stata la programmazione e quello che è stato comunque il percorso che avete messo in campo in questo triennio.
Questa mozione, se volete, magari nell'impegno è persino,...come posso dire? con delle briglie larghe, generico, ma volutamente, perché vorremmo fare questo percorso assieme, vorremmo rivedere il modello assieme, c'è la possibilità. Dicevo prima: i lavoratori sono diminuiti rispetto al 2010-2011 per tanti motivi, perché certi lavoratori hanno cercato lavori in altri settori. Bene, forse è arrivato il momento che il pubblico debba dare delle risposte a questi lavoratori, ma non solo, deve dare delle risposte al nostro territorio, non solo, deve dare delle risposte anche a tutti quei mezzi che per tre anni, per tre anni son stati inutilizzati, è stato un costo per l'Amministrazione regionale. Non avete ancora iniziato il percorso di alienazione, non avete ancora le idee chiare? Benissimo, Assessore Testolin, vi diamo nuovamente un assist per dire: "rivediamo il modello, rivediamo insieme".
Noi siamo a disposizione, da subito, per andare in commissione e darci delle priorità, darci una strategia e creare le condizioni per un percorso alternativo, dato che i risultati non sono così soddisfacenti. Chiederei anche al collega Consigliere Borrello se, a seguito della dichiarazione del Governo regionale su questa mozione, fosse possibile convocare subito una commissione; in modo da fare lo stato dell'arte, il punto della situazione, e...perché no? modificare, a questo punto, l'impianto da voi messo in discussione nel 2010, che ha dato dei pessimi risultati. Grazie.
Presidente - Grazie Consigliere Chatrian. Altri Consiglieri intendono prendere la parola? Non ci sono altre richieste? Possiamo chiudere la discussione? Consigliere Bertschy, a lei...
Bertschy (UVP) - Sui cantieri della forestale ho l'impressione che si sia chiusa un po' la scatola, messi dentro gli operai che son rimasti...et voilà ...senza nessuna analisi dei risultati che questa scelta ha comportato sotto il profilo umano e sociale per tante famiglie, per tante persone, senza fare un'analisi di quali problemi questa scelta ha comportato in certi territori, dove l'occupazione è fortemente in difficoltà.
Il collega Nogara citava la Bassa Valle...l'altro giorno, c'erano almeno un centinaio di persone che non è che ci hanno chiesto di farsi sentire, semplicemente ci hanno chiesto di provare a prendere in esame i problemi che stanno vivendo. Si sono dette tante cose sui cantieri: "il posto per - qualcuno ha usato anche termini forti - i pelandroni"...ce ne sarà stato qualcuno; "il posto per quelli che non sapevano cosa fare nella vita"...ce ne sarà stato qualcun altro...generalmente ci si è dimenticati di dire che, grazie ai cantieri, e l'hanno detto i miei colleghi prima, si sono fatti tanti lavori e sistemati tanti problemi in Valle d'Aosta! Certo, come tutti i lavori, probabilmente sarebbe stato meglio controllare un po' meglio, assumere forse un po' meno, fare un po' più attenzione a quello che c'era da fare; però dei malfunzionamenti, delle difficoltà e dei problemi che hanno creato i cantieri se n'è parlato tanto e dei benefici meno; soprattutto chi oggi paga una scelta così forte, e forse qualche errore, sono le persone che si sono ritrovate dall'oggi al domani senza una via d'uscita.
Si è poi anche cercato di mettere in contrapposizione l'impresa privata con i cantieri forestali, ecco, chi teneva per i cantieri forestali diventava il nemico delle imprese private e chi teneva per le imprese private diventava il nemico dei cantieri forestali. Si è studiata questa benedetta "clausola sociale", i tre mesi di lavoro, come nelle peggiori delle condizioni: ti presto una persona "per tre mesi", anche bloccando questa clausola sociale in uno schema talmente rigido che...non so se avrebbe funzionato in qualsiasi altro posto! Gli imprenditori potevano assumere delle persone e farle lavorare esclusivamente per il lavoro che avevano appaltato dalla Regione: quindi due ore e mezza...se pioveva fuori non potevano più far niente perché magari il cantiere si spostava da un'altra parte e loro dovevano star fermi nel cantiere che avevano appaltato. Chi ha pensato questa roba qui si faccia un piccolo esame di coscienza, perché probabilmente non ha più capacità di capire come si lavora in un'impresa.
E allora noi non vogliamo creare conflitto tra gli imprenditori e tra il cantiere forestale, perché sennò è troppo facile, poi quando si va nelle associazioni degli impresari si dice: "eh io sono il liberista che ha messo nuove risorse sul mercato"...quando noi abbiam parlato di risorse nel bilancio, queste risorse sono rimaste a pagare altre cose, no? e quindi i liberisti si possono fare su tante scelte, quando invece le si va a fare sulla pelle della gente questo dispiace. Noi non siamo di quelli che vogliono ristabilire tutto quello che è stato fatto in passato, non siamo neanche di quelli che dicono che chi ha fatto queste scelte ha voluto far del male alle persone: le scelte si fanno immaginando che non facciano del male alle persone, e credo che anche nella volontà dell'allora Assessore Isabellon non ci fosse questa intenzione. È una scelta per andare a liberare delle risorse, mettere delle risorse sul mercato, fare lavorare gli impresari e gli operai nelle imprese.
Oggi però la valutazione la possiamo fare un po' tutti insieme: la valutazione su certi territori è pesante. Mi dispiace...e qui c'è stato un grande congresso di una forza sindacale, la scorsa settimana, e altre li stanno facendo...mi dispiace che anche un po' le sigle sindacali si siano dimenticate di queste persone, perché ci sono persone che si sono rivolte ai sindacati, anche ultimamente, ma grandi risposte non ne hanno avute! Allora cosa si fa?
Il collega Chatrian diceva: "ma l'Ente pubblico che risposta dà?"...certo non possiamo riassumere tutti, le risorse sono la metà di quelle che erano l'anno scorso, forse qualche impresa si aspetta di andare avanti, certo che bisognerebbe controllare anche le imprese, eh?...e capire un po' cosa sta succedendo. Le imprese stesse si son rese conto che certi lavori dei cantieri non riescono a farli, o non possono farli, o non sono interessate a farli. Ci son lavori che sono in posti dove non c'è quella redditività, e la redditività viene fuori solo se si fanno i lavori in una maniera diversa da come venivano fatti prima; se i lavori si fanno in una maniera diversa da come venivano fatti prima durano di meno. Credo che alle imprese vada data la possibilità di lavorare su certi cantieri, ma vada data la possibilità agli operai forestali di poter ritornare a lavorare su altri cantieri. E su questo credo che potremmo fare un approfondimento un po' tutti insieme per andare a fare una verifica puntuale su quello che c'è da fare sul nostro territorio.
Immagino, perché non vedo grandi movimenti dalle parti di maggioranza, che la nostra mozione cadrà un po' nel vuoto; ma, come tutte le cose che abbiamo portato in questo Consiglio, le cose che facciamo non hanno semplicemente l'idea di essere uno spot per venire qui, a farci dire, quando poi usciamo: "grazie che ci avete detto qualcosa, almeno voi ci avete pensato"...no, noi questa cosa la manterremo ben presente. Quindi, come forze di opposizione, proprio per la correttezza che c'è fra di noi, oggi non abbiamo animato il territorio, ma sicuramente, dopo questa mozione, andremo a sentire direttamente la gente, andremo a fare un'analisi di questa lista di 5-600 persone per capire cos'è successo, e per capire se a casa sono rimasti veramente i pelandroni o se a casa sono rimasti padri di famiglia che non trovano lavoro da un'altra parte! Perché vi posso assicurare che...lo commentavamo anche col collega Laurent Viérin, che da poco è diventato imprenditore...che la lista delle persone che cerca lavoro è diventata veramente importante anche in Valle d'Aosta, eh!...e persone che hanno dei titoli di studio, persone che possono spendere la loro professionalità, persone per le quali la Regione ha speso dei soldi per formare, appunto, delle professionalità.
Anche se la mozione non dovesse essere accolta, però, noi ci muoveremo ancora: andremo a cercare le sigle sindacali, non faremo, come sempre, i populisti, ma cercheremo anche di parlare con le imprese per capire come sbloccare questa situazione, perché se pensiamo che la gente possa vivere con qualche mese di lavoro all'anno...o facciamo finta di non sapere che gli altri mesi lavorano in nero da qualche altra parte, o qualcuno sa già che c'è l'assegno di...collega Cognetta, me lo può suggerire? l'assegno...come lo chiamate voi? assegno di sostenibilità?...reddito minimo...probabilmente l'abbiamo già in bilancio, ma non lo sappiamo, perché le persone con 3 mesi all'anno non possono vivere. Ora, non c'è solo questa categoria: ci sono operai delle industrie che stanno, anche loro, purtroppo peggio, e anche sull'industria interverremo con almeno un documento da portare in Consiglio nel mese di gennaio, ce lo siamo appunto già dato anche come obiettivo, però non facciamo finta che il problema non esista! Prendiamocelo a cuore, cerchiamo di capire se ci sono delle soluzioni e se c'è la possibilità di sbloccare dei lavori, se c'è la possibilità attraverso le imprese di dare più lavoro a questi operai, per quest'anno, per questi due anni, in questo momento di crisi.
Il Presidente della Giunta ci ha anticipato, purtroppo con un augurio funesto, sotto Natale, che i prossimi 6 mesi saranno peggiori di tutto quello che abbiamo visto...allora pensate se saranno peggiori per noi, peggiori per le persone che lavorano, peggiori per le persone che hanno comunque la possibilità di arrivare a fine mese...che tipo di mesi saranno per quelli che non lavorano!
Attenzione allora ad affrontare questa mozione semplicemente dicendo: "la respingo o non la respingo"...non è questo, qui stiamo parlando della "pellaccia" delle persone, stiamo parlando della vita delle persone, stiamo parlando di gente che sta veramente tribolando, come altri...come altri, perché noi non vogliamo diventare corporativi rispetto ai cantieri piuttosto che ad altri. Però non è la mozione della nomina che salta o non salta, qui la mozione è una mozione...che almeno politicamente ci faccia ricordare che ci sono persone che son state usate, riusate, riusate anche in campagna elettorale, e poi dimenticate, tutto d'un colpo...non è tutta colpa loro, e adesso proprio non è colpa loro, perché né attraverso questa scelta dell'imprenditoria, né attraverso altre scelte ce ne siamo più occupati in questo anno e mezzo. Quindi non ci sono i buoni e i cattivi, però ci sono i politici, qui, in questa sala...quelli che vengono definiti "politici" perché hanno la voglia di approfondire i problemi e non - come dice qualcuno - con tempo da perdere. Tra quelli che hanno la voglia di approfondire i problemi speriamo che ci siate anche voi, colleghi della maggioranza, affinché insieme possiamo fare un percorso per riprendere almeno in considerazione i problemi che queste famiglie, queste persone, stanno vivendo. Grazie.
Presidente - Grazie collega Bertschy. Altri intendono prendere la parola? Non ci sono altre richieste? Consigliere Gerandin, ne ha la facoltà.
Gerandin (UVP) - Grazie Presidente.
Solo per alcune brevi considerazioni. È legittimo ipotizzare dei sistemi diversi, delle organizzazioni diverse per quello che riguarda tutte le tipologie di servizi, di lavori; io ritengo che sia anche legittimo, da una parte, provare a mettere in campo un'organizzazione diversa. Ritengo anche che, dopo un'esperienza come quella dei cantieri forestali, quella vissuta con l'eliminazione dei cantieri forestali...io penso che sia anche legittimo avere ripensamenti. Glielo dico proprio sulla base di quello che ha già anticipato il collega Bertschy: noi, in Bassa Valle, lo viviamo, lo viviamo quotidianamente il disagio che c'è; se in Media e Alta Valle non è così marcato, in Bassa Valle è un grande e serio problema. Allora, dicevo, è lecito eventualmente correggere.
Partendo dall'analisi che ha fatto il collega Nogara, è giusto che vengano riconosciute magari anche quelle imprese che hanno lavorato correttamente; però è assolutamente opportuno che, tenuto conto dei grandi problemi, di quanto è emerso, dei seri problemi derivanti dalle risorse messe in campo lo scorso anno, tenuto conto che quest'anno in bilancio regionale avete la metà delle risorse, è lecito e doveroso da parte vostra fare un ripensamento, mettendo in campo un sistema, se vogliamo, che vada nel senso di tener conto delle imprese che avevano lavorato bene, ma di tener conto anche dei lavoratori che sono rimasti casa.
Ha ragione il collega Bertschy quando dice che chi è fortunato...un mese, due mesi, tre mesi...ma non si vive, non si campa, non si mantiene una famiglia, e questo è quello che è emerso parlando con questi operai...
Presidente - Colleghi, vi chiedo per gentilezza un po' di silenzio...non si riesce a seguire il collega Gerandin. Grazie.
Gerandin (UVP) -...dicevo, parlando con queste persone, da quanto emerge ci sono delle famiglie in cui c'erano due persone a lavorare che non son più state richiamate o che hanno lavorato per tempi molto limitati...rischiano di perdere anche la casa, hanno fatto un mutuo sulla casa, rischiano di perdere l'abitazione perché alle banche non frega niente se la Regione ha fatto altre scelte...queste sono le realtà in cui vivono!
Ora io dico, e penso, e siamo veramente convinti, che da un necessario processo di riorganizzazione - che tenga conto, per la carità, delle professionalità - non si vada a creare disagio dal punto di vista occupazionale, ma soprattutto un disagio sociale, perché voi avete cambiato il problema in un disagio sociale, e sono costi anche nel sociale, attenzione! Nel sociale sono costi comunque. Per cui quello che vengo a chiedere è proprio questo: io immagino...tenuto conto anche dell'esperienza dell'anno scorso, quando, seppur con risorse ridotte e con un sistema organizzativo diverso, qualcuno - e parlo dell'Assessore Viérin - è riuscito in parte a chiudere il cerchio, a sistemare la cosa...non è successo così per gli operai forestali! È drammatico, ma è così! Allora forse è veramente il caso che qualcuno batta i pugni sul tavolo, che qualcuno si faccia sentire. Non può essere sempre l'agricoltura, non può essere sempre il settore della selvicoltura che paga pegno! Assessore, lei ha già pagato troppo pegno col bilancio che le hanno fatto digerire! Io immagino "fatto digerire", perché non posso pensare che l'abbia condiviso...lei ha già pagato pegno, tanto pegno; si faccia sentire, perché questo scempio non può continuare ad andare avanti!
Noi non vogliamo portare la gente qua di fronte a manifestare; noi vogliamo che la gente abbia risposte, e che da un problema serio come questo ci siano delle risposte vere e sensate. Il sindacato fallisce quando fa politica, ma anche la politica fallisce quando fa sindacato, su questo non c'è ombra di dubbio, per cui a ognuno il proprio ruolo. Il sindacato forse le ha un po' abbandonate, anzi, senza il "forse", sono state un po' abbandonate queste persone; però la politica non può abbandonarle, perché ricadranno su un altro tavolo, probabilmente non sul suo, sarà su quello dell'Assessore Fosson, ma saranno comunque problemi di carattere sociale. Garantire il minimo, dignitosamente, è un obbligo. Noi abbiamo qualche idea, magari che una parte vada nel senso degli appalti, ma una parte dev'essere gestita come vengono gestiti i LUS, dove si va comunque a intervenire, si va comunque a dare delle garanzie a queste persone, non possono essere dimenticate!
Con questo io mi auguro veramente...e glielo chiedo col cuore: si faccia sentire, chieda, e voti questa mozione, che non le lega assolutamente né mani, né piedi, le lascia libertà d'azione...un impegno suo personale e della Giunta di correggere alcuni sbagli, alcune scelte che hanno creato più problemi rispetto a quello che si credeva. Correggersi nella vita, ammettere di aver sbagliato, io penso che sia anche un momento di...non so come dire...di soddisfazione personale, perché riconoscere scelte sbagliate, correggere, e dare risposte, è un bel segnale, soprattutto in questo momento.
Presidente - Grazie Consigliere Gerandin. Altri intendono prendere la parola? Non ci sono altri interventi? Chiudiamo la discussione generale? La discussione generale è chiusa. Ha chiesto la parola l'Assessore Testolin, ne ha la facoltà.
Testolin (UV) - Merci Président.
Ho ascoltato con attenzione gli interventi dei colleghi che hanno voluto intervenire a questo riguardo. Partendo dal fondo, per cercare di dare una risposta a quelli che sono stati i tanti interrogativi che sono emersi da questa discussione, per quanto mi concerne, non c'è mai niente che cade nel vuoto, salvo poi riuscire a trovare gli equilibri per dare delle risposte che, magari, non sono sempre le risposte che uno si attende.
Ho ascoltato comunque con attenzione quelle che sono state le osservazioni poste dal collega Nogara che, sicuramente, essendo del settore, avrà fatto delle analisi corrette rispetto alle indicazioni che ha dato. Mi sono permesso di annotare le varie situazioni elencate, in modo da poter verificare con il personale tecnico ed amministrativo - da lui stesso citato - che continua a lavorare con serietà, con serenità e con attenzione, anche con le ditte che vengono incaricate a svolgere questo tipo d'intervento. Quindi, penso che, da un punto di vista professionale, ci sia comunque ancora da parte dell'Amministrazione un'attenzione per quello che è il lavoro che deve essere svolto principalmente in bosco, un lavoro particolare e delicato; particolare e delicato al punto che ci sono delle squadre - e qua mi riallaccio a quello che, giustamente, avete già detto voi - di lavoratori a tempo indeterminato che continuano a supportare per molti tipi di attività quelle che sono le esternalizzazioni nel settore e che danno risposte magari più puntuali, più piccoline per poter comunque fare attenzione a quello che è l'aspetto natura e l'aspetto bosco.
Il problema trattato si divide sicuramente in due aspetti fondamentali. Uno è, appunto, quello tecnico che abbiamo verificato e che andremo comunque a continuare a monitorare. Mi fa piacere, anche, che per certi versi ci siano dei cambiamenti di opinione anche per quanto riguarda l'apprezzamento espresso in un lavoro - mi sembra quello di Gressan - dove, con il processore si era intervenuti e dove, in un primo momento, sembrava che l'intervento fosse stato devastante. Quindi, questo a dimostrazione del fatto che, con le dovute attenzioni da parte di tutti, si possa rispondere in maniera concreta e fattiva a quelle che sono le giuste necessità del nostro territorio. L'altro aspetto è un aspetto sicuramente sociale che fa ancora più male di quello che può essere magari un intervento fatto in modo sufficiente piuttosto che ottimale. Un intervento sociale che, nel tempo, ha dato lavoro a 800 persone che si sono fortunatamente ridotte nel tempo, vuoi per raggiunti limiti di età e, quindi, la possibilità di andare in pensione, vuoi perché qualcuno si è trovato una nuova occupazione perché è stato in grado di avvicinarsi ad altro intervento.
Adesso come adesso, ci troviamo di fronte ad una situazione che, com'è già è stato spiegato, come già abbiamo valutato nell'ultimo bilancio, è una situazione che mette delle risorse che sono sostanzialmente la metà, più o meno, di quelli che sono gli impegni finanziari che sono stati affrontati nell'anno scorso. Quindi, così com'ero già stato abbastanza esplicito nella precedente seduta e con la sincerità che, in questi casi, comunque, è d'obbligo, si era sottolineato come l'intenzione è comunque quella di proseguire verso un'esternalizzazione dei lavori in ambito forestale ed idraulico che comprendono tutti gli interventi in bosco, ma anche interventi puntuali sulla manutenzione sentieristica e quant'altro. Questi interventi hanno comunque dato una risposta anche da un punto di vista occupazionale nella passata stagione, quindi nel 2013, così come sottolineato dal Consigliere Donzel e ripreso dal Consigliere Chatrian: con 110 interventi, con 110 appalti, diciamo che sono state coinvolte circa 250 persone di questa lista con una partecipazione che, fortunatamente, per qualche verso, qualche volta è stata declinata da chi è stato chiamato dalle imprese a dover lavorare per un mese, due mesi, tre mesi o quattro mesi, a seconda di quelle che erano le intensità di lavoro e di quella che era la sua capacità poi anche di proseguire con la stessa impresa, magari per periodi più lunghi. Fortunatamente ci sono anche state molte richieste declinate, perché magari qualcuno aveva trovato un'altra occupazione o perché magari si era avvicinato all'imprenditoria in proprio. Diciamo che, da questo punto di vista, come avevo già sottolineato in precedenti sedute consiliari, c'è anche stato qualcuno che si è riciclato da operaio in imprenditore e si sta avvicinando piano piano a questa nuova attività. Credo che anche questo sia un segnale importante.
È passato un anno, ci sono stati sicuramente degli interventi a livello generale che sono magari da rivedere, da migliorare. Penso che comunque ci sia anche una scrematura di quelle che sono le ditte che andranno ad operare sul nostro territorio, soprattutto in ambito di forestazione, perché è un'attività comunque particolare, ma è un'attività che ha anche dato delle risposte a chi questa attività l'aveva fatta negli anni precedenti; quindi è con questo spirito che si cercherà di dare delle risposte a quelle che sono anche delle esigenze dei Comuni, dei Consorzi che chiedono l'intervento della Regione per risolvere delle problematiche che, anche loro, altrimenti, non riuscirebbero a dare. Dal punto di vista occupazionale è comunque una risposta anche a dei lavoratori che fanno parte di ditte: magari qualcuno che faceva parte di questo elenco adesso fa parte in pianta stabile di queste ditte e può magari continuare a lavorare perché c'è l'esternalizzazione. Quindi questo non vuol dire che una cosa è incompatibile con l'altra. Bisogna sicuramente trovare i giusti equilibri.
Diciamo che, in questo momento, una direzione va tracciata e, considerato anche che le risorse diminuite nella loro sostanza non possono dare risposte a 360 gradi, la scelta, in questo momento, è quella di continuare con l'esternalizzazione dei lavori, esternalizzazione che vedrà, secondo il piano lavori che è in allestimento e che andrà a dare delle risposte, come dicevo prima, a Comuni, a Consorzi, alle segnalazioni dei colleghi forestali che indicheranno gli interventi puntuali da svolgere; potrà permettere comunque ancora un'assunzione, proprio per l'esistenza...e mi sembra opportuno e corretto che ci sia la clausola sociale che permetterà ancora di dare le risposte, seppure in maniera, rispetto al passato, decisamente più limitata...però, questa è un po' l'indicazione.
L'ulteriore valutazione che mi permetto di fare prima di concludere è quella in cui il fatto di esternalizzare possa permettere di trovare dei ribassi negli appalti, delle risorse ancora aggiuntive per massimizzare quello che può magari essere il modesto budget assegnato a questo tipo d'imprenditorialità, che hanno comunque permesso, negli ultimi mesi di quest'anno, di dare alcune risposte puntuali ad interventi d'urgenza, anche all'interno di quelle che sono le nostre comunità, i nostri comuni, per riuscire a dare corso a quei lavori che necessitavano di essere eseguiti e per i quali era magari difficoltoso trovare risorse in altro modo. Quindi, per questi motivi, pur prendendo buona nota di quello che è stato detto e, soprattutto, come dicevo prima, per quelli che sono i miglioramenti che possono essere apportati al servizio...per la maggiore attenzione, attenzione che, da parte di chi segue questo settore, mi sono reso conto in questi mesi - perché anch'io, nel limite del possibile, mi sono adoperato per verificare quelli che sono stati gli interventi sul territorio - c'è, da parte di tutti gli operatori, da parte di quei tecnici e quelle maestranze che, nel Dipartimento delle risorse naturali, cercano di guidare con attenzione i lavori che vengono svolti dalle imprese e che, sinceramente, trovano anche delle risposte importanti in queste imprese, con la puntualità e l'attenzione, che, molte volte, non viene loro riconosciuta. Grazie.
Presidente - Grazie Assessore. Ha chiesto la parola il Consigliere Nogara per la replica...prego.
Nogara (UVP) - Merci Président.
Devo dire che è con grande delusione che prendo atto di quanto ci ha riferito adesso l'Assessore perché, secondo me, come diceva il collega Chatrian, questa era un'altra ulteriore occasione per metterci attorno ad un tavolo e discutere effettivamente di quali sono i problemi legati al settore forestale. Vede, ci siamo resi conto...non dico a priori che fosse tutto sbagliato...probabilmente ci si è resi conto adesso - perché non si può negare - che sia stata una scelta sbagliata quella di esternalizzare tutti i lavori forestali. È stata una scelta sbagliata per vari motivi: perché si sono dati dei lavori tecnici a ditte che non erano specializzate in questi lavori, e si pensava di poter anche sistemare gli operai forestali perché potessero entrare in queste ditte...ma io le dico che abbiamo fatto una piccola indagine per cui, in media, risulta che, su tre anni, hanno lavorato 11 mesi, cioè un operaio medio è riuscito a lavorare 11 mesi in 3 anni con queste ditte...senza poi tener conto del fatto che queste imprese cominciano ad essere sempre più imprese di fuori Valle. Molto probabilmente questa operazione era stata fatta per far lavorare delle ditte valdostane, oppure per fare in modo che operai dei cantieri forestali si facessero la loro ditta per poter prendere questi lavori. Non è stato per tutti così, e lei lo sa benissimo, ci sono pochissimi casi, le ditte vengono sempre più spesso da fuori Valle e sono sempre meno specializzate, e lo dimostra il fatto della delibera che avete votato venerdì scorso per quella ditta edile che ha svolto i lavori...poi non capisco perché solo per questa ditta che ha svolto i lavori a Brusson sia stato fatto questo, e non per le altre...i lavori come sono stati fatti.
Poi, probabilmente, visto che la strada è quella, quando si scelgono...lei ha parlato di scrematura preventiva, ma quando si scelgono queste ditte per fare certi lavori, tali ditte devono essere attrezzate per questi lavori! Per quello che ne so io, per esempio, proprio per il lavoro di Brusson, la ditta che ha preso questo lavoro per cui era previsto l'esbosco con la gru a cavo non sapeva nemmeno che cosa fosse una gru a cavo! Fortunatamente, noi abbiamo ancora quegli operai a tempo determinato che, per fortuna, negli anni, sono passati a tempo indeterminato e riescono a tenere ancora un po' la barca dritta...fino a quando potranno, perché sono sempre meno, e probabilmente sono anche i migliori, e che però vengono sparsi per tutta la Valle per supportare un po' tutti questi cantieri. Ho già avuto modo di parlare con il collega Borrello per portare in commissione anche questo problema, nel senso che noi andremo in commissione per parlare dei lavori forestali perché in quella sede ci verrà presentato il piano lavori; forse quello sarà anche il luogo in cui si potrà ancora parlare di questo problema, perché qui...vede, adesso mi sembra un po' di perdere tempo, ma non è per quello...io sto dicendo queste cose perché ci credo, ma l'impressione è che sia già tutto deciso: io faccio il mio ruolo, lei fa il suo, però è già tutto deciso...è questo che non mi sta bene!
Quello che vorrei è poter parlare e discutere, poter parlare e poter far vedere quali sono i problemi, dimostrarvi cosa sta succedendo e poi, tutti insieme, vedere quali siano le scelte da fare. Secondo me, la riunione preventiva che è stata fatta a fine mattinata è stata quella di prendere tutte le risoluzioni e dire: "questa sì, questa no, questa sì, questa no"...capisce? È un po' riduttivo questo, e mi dispiace molto. Io vi assicuro...io mi auguro e lo auguro a tutti che non succeda mai niente, ma se ci dovessimo trovare in un periodo come quello degli anni '80 con gli attacchi di lymantria, di bostrico, le alluvioni, veramente non so come potremo affrontare queste situazioni con le imprese e le ditte edili che mettiamo in foresta! Quello che le dicevo prima per quanto riguarda il settore tecnico-amministrativo non era un appunto...io dicevo di essere contento per il fatto che ci siano ancora, li conosco, conosco come lavorano, sono ottimi operatori e ottimi professionisti...in più le dico ancora questo: spero che il materiale che abbiamo nei magazzini, stipato nei magazzini da tre anni, e che purtroppo fa ruggine, spero che non lo vendiate mai, perché una volta che vendiamo questo materiale veramente mettiamo la parola "fine" ai cantieri forestali! Grazie.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Donzel, ne ha la facoltà.
Donzel (PD-SIN.VDA) - C'è un'antologia horror che non consiglio a nessuno di leggere e s'intitola "A volte ritornano" di Stephen King...alle volte ritornano. È ritornata questa mattina la Zublena con l'Assessore Bianchi e, nel pomeriggio, ci ritroviamo con il ritorno dell'Assessore Isabellon...anzi, quasi mi viene da rimpiangerla, Assessore, perché, sinceramente, lei non fu mai così esplicito nel confermare che l'esternalizzazione era un modello buono, lo diceva e lo si vedeva anche un po' a fatica; invece, qui, c'è la conferma dell'esternalizzazione, la conferma della bontà del modello e la conferma dei tagli. E, allora, di che cosa stiamo a parlare? Siamo veramente basiti! Dentro questo contesto, lei si aggrappa pateticamente alla clausola di solidarietà, alla clausola sociale che permette pure le assunzioni, però le scappa pure qualche battutina: "eh, mica tutti hanno detto di sì"...perché dove pensava che fossero? Ma lei si è occupato di queste persone? Io le dico perché qualcuno non dice di sì: non dice di sì perché si lavora per due mesi, forse tre, se ti va bene la ditta vince un altro appalto e vai a quattro e...lo stipendio arriva? Eh, no! perché la ditta ti dice: "fai il bravo, abbiamo appena cominciato e vuoi già prendere uno stipendio? Aspetta, sono in difficoltà, ho dovuto comprare un mezzo, non so come sia"...questa è la realtà! Se lei avesse incontrato queste persone...poi c'è qualcuno che ha avuto la fortuna di essere fra i 250 e di farsi anche i suoi quattro mesi di lavoro, ma sono perle rare anche dentro ai 250. Molti, dovendo mantenere una famiglia, avendo un mutuo da pagare e quant'altro, cercano altri lavori! Esiste quella cosa terribile che si chiama "lavoro nero" e devono farlo perché questa cosa consente loro di guadagnare di più che in questi famigerati cantieri esternalizzati! Questa è la drammatica realtà! In più, ci troviamo adesso anche con qualche imprenditore che dice: "però, questa cosa della clausola sociale"...tre anni fa, me li ricordo gli imprenditori che venivano da noi, in commissione, a dire che sarebbero stati bravissimi a gestire la clausola sociale...e adesso è: "che pizza la clausola sociale"!
Quello che posso rivendicare - perché di errori ne abbiamo fatti tanti - è che su questo punto, sin dal 2010, noi dicemmo: "no, no e poi no all'esternalizzazione totale dei cantieri forestali"! E lo ribadiamo oggi! Inoltre ci aspetteremmo che il Presidente della III Commissione della Stella Alpina avesse un sussulto, si fosse occupato, magari, di questo problema...e invece no! Con l'aria annoiata, dice: "mi chiamate sempre in causa"...ma chi dobbiamo chiamare in causa? siete o non siete in maggioranza? siete per l'esternalizzazione di questi cantieri forestali fino a far morire l'ultimo lavoratore, oppure volete dire che si può cambiare modello, si può uscire da questo contesto? Noi lo diciamo: si può fare, lo fanno le altre Regioni! Perché dobbiamo incaponirci su questa posizione? Anzi, è dimostrato che alcuni lavori non si concludono mai per tempo, in alcune realtà, le imprese li stanno trascinando. Ci sono lavori iniziati nel 2012 che finiranno nel 2014! Però se fossero stati gli operai avremmo detto: "ecco qui la banda di pelandroni!", ma se lo fa un privato è una scelta strategica, tecnica, ha dovuto gestire la realtà. Stiamo scherzando? Vogliamo raccontare che è tutto bello quello che succede? Ci sono dei cantieri che funzionano ed altri che hanno fatto delle schifezze e non funzionano per niente, ma, stando al regolamento che c'è, quella ditta può concorrere e, magari, vince la ditta che ha fatto male e non quella che ha fatto bene, perché non esiste un sistema di graduatoria per cui quella che ha fatto bene è premiata nella gara aperta che c'è in questo momento...non esiste! Si concorre e vince chi fa il massimo ribasso: questa è la realtà che abbiamo messo in campo!
Allora, vogliamo dire che questo modello funziona? No! Per noi non funziona, non è il toccasana di tutto! Abbiamo detto sin dall'inizio: "una parte di cantieri siano esternalizzati, ma deve rimanere uno zoccolo duro che è quello che interviene nelle situazioni più difficili". È possibile che noi, della Valle d'Aosta, guide alpine, sciatori, eccetera, dobbiamo far venire degli operai specializzati da altre regioni per fare alcuni interventi? Non possiamo specializzarci? Non possiamo essere noi che andiamo in altre regioni a fare interventi sui versanti più difficili? Dobbiamo sempre essere l'ultima ruota del carro, con un atteggiamento di remissività, di passività assoluta? Questa cosa l'abbiamo già verificata, quindi io non accetto le battute sulle persone che hanno detto di no alla chiamata, perché o prima si va a fare una verifica puntuale di questi casi...ma non tutti erano sdraiati sul divano quando hanno detto: "no, io sto sdraiato sul divano, non voglio un lavoro, per cortesia non datemelo"! Era gente che si era attrezzata per fare altri lavori in attesa di questa fatidica chiamata che non arrivava mai! E non possono accettare lavori per due mesi se hanno una famiglia...ma come si può immaginare che un padre di famiglia con tre figli e moglie a carico, senza disoccupazione, stia lì ad aspettare che arrivi la chiamata dai cantieri forestali? Ma stiamo scherzando? Ha fatto bene a dire, al telefono: "andate a quel paese, non vi voglio più sentire"! Si ribella a questo modo di fare! Anche queste persone hanno una dignità!...anche se, devo riconoscere, non sono state difese neanche dai sindacati nel modo adeguato, perché qualcuno, pur sindacalista, è andato a dire loro: "non succederà niente, state tranquilli, c'è la clausola sociale, saranno 500-600 i posti"...e poi ciao! una volta che il provvedimento è stato preso, il tutto è saltato.
Adesso i mezzi abbandonati nei capannoni mettono la muffa, immensi soldi pubblici buttati via senza che nessuno ci pensi su. Questa è la realtà che stiamo vivendo ed assistiamo alla conferma del modello ed alle frasi che, a questo punto, sono veramente tirate fuori da film dell'horror, in cui si dice: "faremo delle verifiche"...ma non c'è nessuna verifica da fare! Bisogna andare a trovare questi soldi, bisogna fare l'impossibile, tagliare da qualche altra parte e trovare i soldi e metterli in "lavoro"! Non c'è nessuna verifica, nessun confronto, non c'è nessuna commissione che si debba riunire...per fare che cosa? Bisogna trovare i soldi e dire: "si riaprono delle squadre specializzate, c'è questo da fare"...e, invece, non c'è la volontà politica di farlo ed è una cosa scandalosa!
Presidente - Grazie Consigliere Donzel. Il Consigliere Chatrian ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.
Colleghi, è con un certo imbarazzo che prendo la parola...dopo cinque mesi, l'intervento che ci ha proposto il collega ed Assessore Testolin è un intervento di rassegnazione totale. Per qualche minuto, per qualche secondo, ho cercato di mettermi nei suoi panni ed ho cercato di pensare questo: fossimo noi, forze di minoranza, in questo momento al Governo, come avremmo affrontato questa mozione presentata da 17 colleghi? Probabilmente, prendendo il toro per le corna, probabilmente cercando una soluzione alternativa, probabilmente incaricando subito il collega Borello: "convocatemi subito una III Commissione perché dobbiamo affrontare una criticità". Il problema c'è e va affrontato e bisogna trovare delle soluzioni. Quindi, a livello di metodo e di forma, mi sono detto: avremmo dato una risposta comunque diversa, Assessore Testolin! Sì, il modello non ha funzionato, il modello non ha dato dei grandi risultati, il modello va rivisto, va ristrutturato. Invece, nella sua risposta, ha cercato di navigare, neanche a vista, ma di navigare, rassegnato e ha cercato di motivare la validità di questo modello - probabilmente non ci crede neanche lei - mettendo in conflitto, diceva bene il collega Bertschy poc'anzi, il modello privato rispetto al modello pubblico.
Posso darle un consiglio, Assessore Testolin? Questo consiglio viene dal cuore: non mettiamo in conflitto il modello privato con il modello pubblico! Cerchi di battere i pugni all'interno del Governo regionale, nella prossima seduta della Giunta, e metta a disposizione del Gruppo Energia CVA la possibilità di mettere in campo degli appalti, delle gare, delle procedure negoziate per tutte le aziende nel settore edile e civile, e che possano...
Presidente - Per cortesia, colleghi, chiederei un attimo di silenzio...
Chatrian (ALPE) -...partecipare più imprese con pari dignità, pari opportunità, e quindi, poter dare delle risposte concrete al mondo imprenditoriale, al mondo artigiano, al mondo delle piccole imprese. Lei ha definito il mondo delle piccole imprese, dicendo: "abbiamo dato delle risposte importanti". Ebbene, cerchi di modificare questo impianto all'interno della Giunta regionale e di dare delle risposte di pari opportunità alle imprese nelle società partecipate e controllate, a rotazione, dando delle risposte concrete, dirette, per tanti milioni di euro. Il primo passaggio, quindi, è un consiglio che le diamo...settore privato: benissimo, abbiamo delle società al 100 percento pubbliche, benissimo, diamo loro queste possibilità, date loro queste possibilità...è un consiglio.
Seconda considerazione: ci spiace che lei non abbia colto questa occasione per riaprire e riaffrontare un problema forte e un problema grande. Oggi avrebbe avuto la possibilità di dirci: "Il mio Assessorato ha avuto di nuovo dei tagli forti; purtroppo non sono stato in grado di mantenere i fondi, non ho battuto i pugni, non sono io l'Assessore"...perché così è, perché così è! L'Assessore lo fa il Presidente su questo settore... Lei, oggi, a nostro avviso, a mio avviso, ci doveva dire: "ci vediamo la prossima settimana in III Commissione e troviamo una soluzione alternativa, alternativa perché il modello non ha dato dei risultati positivi"...invece, con una certa rassegnazione, ha cercato di darci una risposta dicendoci che il modello, tutto sommato, ha funzionato e funzionerà così. Questa è un'altra occasione persa per rivedere e rimodulare l'impianto legislativo, per rivedere soprattutto la possibilità di creare due condizioni, una per le aziende esterne e una per il ruolo dell'ente pubblico, di far dialogare questi due mondi e non di metterli in concorrenza o in conflitto. Torneremo sicuramente, colleghi, su questo tema, torneremo assolutamente. Soprattutto nella Media e nella Bassa Valle il problema è forte, grande ed è sentito. Non capiamo perché non ci sia la minima volontà di aprire il dibattito...sembra quasi che viviamo in due "Valle d'Aosta" separate! Sembra quasi che per voi - o per lei - questo problema non esista, non ci sia. Ce ne rammarichiamo, ma non ci rassegneremo. Torneremo su questo dossier, che a nostro avviso è molto importante.
Dal punto di vista politico, però, veramente, se non è lei a decidere, se non è lei ad allocare le risorse, se non è lei a battere i pugni per mantenere le risorse e dare delle risposte certe, non so quale altro consiglio noi possiamo darle! A questo punto, però, se non è lei che decide, noi chiediamo al collega Borrello di convocare una III Commissione urgente, di convocare il Presidente della Regione e, quanto meno, di mettere nero su bianco le carte per il 2014, per sapere quali saranno non solo le risorse a disposizione, ma anche quanti saranno i cantieri che metterete in campo per il 2014, i lavori che esternalizzerete, e quanti saranno, invece, i pochissimi cantieri che metterete in campo come Amministrazione regionale, come Dipartimento. Grazie.
Presidente - Grazie Consigliere Chatrian. Altri chiedono la parola? Possiamo chiudere? Consigliere Bertschy, ne ha la facoltà.
Bertschy (UVP) - Senza assolutamente dilungarmi, perché poi sembra che vogliamo andare a raccontarci le cose addosso...
Due cose voglio chiederle ancora, Assessore. Intanto, per quanto riguarda l'anno scorso, noi abbiamo avuto il grande problema, qui, in Valle d'Aosta, del mantenere le risorse per pagare gli stipendi agli impresari, per pagare gli stipendi alle persone, oppure del riuscire a garantire la redditività delle imprese. Lei sa benissimo che una parte di questi cantieri è finita fuori Valle e che c'è stata una serie di problemi. Noi, oggi, abbiamo difficoltà a mantenere i nostri stipendi e, rispetto a questo, non ci è stata data nessuna risposta. Rispetto alla clausola sociale, sento solo dire: "si ribadirà"...lei sa benissimo che la clausola sociale non ha funzionato, assolutamente, tant'è che una delle lamentele delle imprese è stata: "permetteteci di utilizzare la professionalità di almeno una persona che assumiamo su tutto il nostro arco di attività lavorativa", quindi se affrontate il tema in questo senso diventa anche difficile...soprattutto non sento dire niente rispetto al tempo, i tre mesi, i cinque mesi, o quello che verrà fuori.
Manca quindi la risposta sotto un profilo umano...immagino e spero che se lo voglia prendere a cuore in fase successiva...ma mancano soprattutto gli approfondimenti che permettano almeno di migliorare un po' la situazione attuale. È inutile che ci raccontiamo di voler mantenere "qui" i soldi e di mantenere "qui" il nostro lavoro, quando poi, appunto, questo lavoro va fuori dalla Valle, in concorrenza con persone che non sapevano neanche che cosa sarebbero venute a fare nei nostri boschi o sulle nostre montagne, con tutte le difficoltà del caso e, in più, con persone che, già lavorando poco, prendono gli stipendi con mesi di ritardo, perché abbiamo anche segnalazioni di questo tipo!
Quindi, al di là di tutte le cose che sono state dette, al di là che stiamo tollerando, comunque, un sistema di fare vivere la gente con mezzi che una società civile come quella che la nostra regione vuole essere non dovrebbe tollerare, al di là del fatto che la gente dovrebbe poter guadagnare degnamente il proprio stipendio senza dover appunto rincorrere ed inseguire ore di lavoro in nero da qualche altra parte, almeno prenda in seria considerazione quello che è successo in questi due anni e faccia attenzione, perché quello che è successo sta veramente rovinando la vita alle persone! Io ho avuto modo di incontrarle con altri colleghi e altre ne incontreremo ancora, ma c'è gente veramente disperata, e la disperazione non è non potersi comprare il regalo di Natale, la disperazione è non sapere cosa fare per tirare avanti nei prossimi mesi!
Presidente - Altri intendono prendere la parola? Consigliere Grosjean, ne ha la facoltà.
Grosjean (UVP) - È tutto il pomeriggio che ho qualcosa che mi gira per la testa: io credo che quando c'è un momento di crisi, quando mancano i soldi, bisogna fare delle riflessioni. Allora, sento dire che abbiamo dei magazzini pieni di attrezzatura, e ci credo perché l'ho vista, ci sono 5 milioni fermi...poi si parlava di costi della politica e dei 500.000 euro del referendum...ma non voglio entrare in questo discorso. Dall'altra parte, mi sembra che ci siano i servizi che si occupano o che si occupavano...quindi il personale per gestire gli operai della forestale, cioè coloro che fanno il lavoro...ci sono, perché sono lì, magari anche con il dubbio del "chissà fino a quando mi terranno qui, perché se non ho gli operai da gestire, se le macchine sono in garage...io che cosa faccio?"...questo è un dubbio che mi viene.
Io credo che, ragionando come una qualsiasi persona che gestisce un'impresa, non mi verrebbe mai in mente di andare a dare un incarico ad un'impresa esterna se possiedo l'attrezzatura, se ho la direzione dei lavori e mi manca solo il lavoratore, non mi verrebbe in mente di affidare tutto all'esterno...io questo non riesco a capirlo! Credo che ci sia anche un altro fatto: queste benedette imprese, che, per carità, hanno anche loro diritto di lavorare, hanno anche l'obbligo di avere un utile d'impresa. Quindi, noi, con pochi soldi, dobbiamo anche andare a dare un utile d'impresa a queste imprese...e poi ci lamentiamo che non abbiamo i soldi per fare lavorare i nostri ex operai forestali! Non riesco veramente a capire! Mi sembra che sarebbe molto più logico e molto più semplice riprendere le attrezzature, le professionalità che già abbiamo nei nostri uffici e che hanno un'esperienza ventennale - se non trentennale - sulla gestione di questi lavori e riassumere una parte di questi operai secondo le graduatorie, le classifiche...per carità, non mi metto a discutere di queste cose su cui non ho competenza, però mi sembrerebbe un atteggiamento assai più normale. Oppure vogliamo che i funzionari, i responsabili rimangano lì, in ufficio, ad aspettare, a controllare che cosa fanno le ditte che appaltano da fuori e che poi ci lasciano i problemi? Io mi ricordo gli anni della lymantria, gli anni '88-'90...vi ricordate le stragi di foreste che ci sono state in Valle d'Aosta? Io mi ricordo soprattutto dell'Alta Valle, della zona di Pré-Saint-Didier, i cui boschi sono stati completamente distrutti da questo insetto! Il bostrico potrebbe creare problemi anche a noi che ci occupiamo di viticoltura, perché attacca anche le viti...quindi mi creerebbe dei grossi problemi sapere che andiamo a creare dei focolai di bostrico, perché l'impresa, ad un certo momento, ha ritirato i suoi attrezzi e se ne è andata. Quindi, secondo me, caro Assessore, cerchi di mettere un po' di buon senso in questa situazione e facciamo nuovamente funzionare, magari in modo rivisitato e rivisto, questi benedetti cantieri forestali!
Presidente - Grazie Consigliere Grosjean. Altri intendono prendere la parola? Non ci sono altre richieste, possiamo proseguire? Metto in votazione. La votazione è aperta. Posso chiudere la votazione? La votazione è chiusa. Risultato:
Presenti: 34
Votanti: 34
Favorevoli: 17
Contrari: 17
La risoluzione è respinta.
Passiamo al punto successivo, il 27.02.
