Oggetto del Consiglio n. 315 del 18 dicembre 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 315/XIV - Reiezione di mozione: "Impegno della Commissione consiliare competente a predisporre una revisione della legge regionale n. 31/2007 recante disposizioni in materia di gestione dei rifiuti, nel rispetto dell'esito del referendum popolare".
Président - On doit retourner donc au point 24 à l'ordre du jour. Je donnerais la parole au collègue Cognetta, pour l'illustration.
Cognetta (M5S) - Grazie Presidente. Buongiorno a tutti.
Siamo qui appunto per parlare nuovamente di rifiuti. È un argomento che, chiaramente, alla luce di quanto è accaduto ultimamente rispetto alla bocciatura della Corte costituzionale fatta al referendum che aveva ottenuto un certo risultato, siamo qui a presentare una mozione che, in sostanza, impegna per due punti: nel primo punto impegna il Governo regionale affinché qualsiasi azione volta a pianificare la gestione dei rifiuti non comprenda o escluda, in sostanza, la possibilità del trattamento a caldo. Penso che praticamente va nella direzione del referendum. Il secondo impegno è quello di andare in commissione e, in sostanza, entro 30 giorni, fare una revisione, o comunque delle modifiche alla legge, che permettano di attuare quanto si dice al punto uno. Ora, non c'è un impegno particolarmente gravoso rispetto, diciamo così, alla soluzione già richiesta a gran voce dai cittadini valdostani, perché di fatto si va nel senso del referendum, si va nel senso della soluzione di un probabile problema. In questi giorni è apparso anche nei nostri uffici il rapporto ARPA, che dice chiaramente che c'è una situazione che sta cominciando a diventare critica rispetto alla discarica di Aosta e all'altra di Pontey. Abbiamo solo 8 anni a disposizione, è scritto in quel documento, però comincia già a dare delle indicazioni precise rispetto a un possibile problema che si attuerà negli anni, perché comunque sia, lo spazio che abbiamo a disposizione, di fatto, ci sta portando poi a creare un problema che non riusciremo più a gestire: 8 anni nella gestione dei rifiuti sono davvero pochi, e quindi, in questo senso, dobbiamo sicuramente muoverci e cercare di sistemare questa situazione...
Si dà atto che dalle ore 9,09 assume la presidenza il Vicepresidente André Lanièce.
Lanièce (Presidente) - Un po' di silenzio, grazie, lasciate parlare l'oratore...
Cognetta (M5S) - ...grazie Presidente...quindi, dicevo, alla luce di tutto questo, vorremmo che si votasse questa mozione e, di conseguenza, poi andare in commissione e cercare di attuare delle soluzioni idonee e compatibili con quanto accaduto nel referendum, con quanto ci ha detto la Corte costituzionale, con anche la situazione tecnica che si è creata rispetto a una preassegnazione dell'appalto, in maniera tale da non incorrere in problemi, ma da non avere il trattamento a caldo. Grazie.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale. Ha chiesto la parola il Consigliere Donzel, ne ha la facoltà.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Credo che le misurate e opportune parole del collega Cognetta siano le più adeguate per affrontare una questione su cui sono già stati versati fiumi di inchiostro e che parte da un principio fondamentale: la volontà unanime dei 35 Consiglieri di rispettare la volontà popolare. Quale strada per riuscire a farlo? Noi proviamo a indicare una riflessione intorno alla possibilità che, in commissione, si esamini insieme un provvedimento, insieme, un provvedimento di legge che dia in qualche modo la garanzia ai cittadini valdostani che la volontà unanime, ripeto, di tutte le forze politiche, più volte espressa, sia quella di evitare la realizzazione di impianti a caldo per il trattamento dei rifiuti. Non è una cosa facile cosa facile dal punto di vista tecnico-giuridico, l'abbiamo visto anche nei confronti del referendum, che è stato appunto impugnato dalla Corte costituzionale, ma un'attenta lettura della sentenza ci fa capire che, anche in questo campo, la Valle d'Aosta ha degli spazi legislativi, e quindi spetta un po' a questo Consiglio regionale esplorare gli spazi legislativi a disposizione per riuscire a dare una risposta adeguata sul piano legislativo, e che consenta poi di intervenire dal punto di vista tecnico-operativo in modo sereno, all'Assessore, a fare quindi quelle che sono invece le scelte che ci portano verso una gestione di eccellenza, o, come io auspico, una gestione "rifiuti zero". Questo percorso, a mio avviso, è possibile. Io spero da questo punto di vista che una corretta informazione su questo punto sia più che mai auspicabile.
In questi giorni abbiamo assistito un po' a delle scene che sono estremamente simpatiche e curiose, perché ieri, intervenendo a difesa del diritto di ogni singolo Sindaco di essere rispettato...ecco, di tutto questo poi non c'è traccia, anzi, risulta che qualcuno abbia attentato all'autonomia dei Sindaci. Faccio i complimenti alla maggioranza per la capacità che ha di stravolgere nella comunicazione il dibattito in Consiglio regionale. Spero che domani sui giornali non leggerò che sono intervenuto a favore del pirogassificatore, perché siamo a questi livelli, ormai! Non vorrei che poi magari questo intervento diventasse...ecco, per chiarirci: il fatto che vogliamo lavorare su questo tema insieme alla maggioranza, non vuol dire che siamo a favore del pirogassificatore...ecco, facciamo proprio come alle elementari, mettiamo delle cose semplici, delle asticelle, magari chi è all'esterno le capisce, sotto forma di comunicazione televisiva, visto che l'altro tipo di comunicazione sembra far passare ben altri tipi di informazione... Ci siamo avvezzi, sappiamo che questo è il confronto che c'è anche in questa Regione, confronto difficile dal punto di vista della comunicazione, ma lo affronteremo e cercheremo di farci capire dai cittadini e di essere più chiari, visto che siamo così confusi dal riuscire, in alcuni casi, a non essere per nulla capiti, se non addirittura completamente interpretati in modo opposto.
E quindi, per concludere, io non vedo nessun ostacolo a che sia votata congiuntamente questa mozione e, soprattutto, che su un tema così si riesca davvero a fare quel passaggio che più volte abbiamo auspicato, che al di là del leale e giusto confronto tra logiche di maggioranza e opposizione, su quei temi che ormai sono patrimonio comune...non nostro, non della nostra aula, ma patrimonio comune della cittadinanza valdostana...a noi spetti davvero il dovere di trovare la sintesi migliore, e quindi auspico una risposta positiva, in questa direzione, da parte dell'Assessore. Vorrei chiarire che, nell'interpretazione della nostra mozione, non deve essere...diciamo dato un giudizio come se la minoranza avesse già in tasca la legge perfetta che vuole proporre in commissione, ma l'idea è proprio quella di costruire insieme quello che è lo strumento legislativo più idoneo per andare a dare una risposta. Credo che un'apertura così importante su questo tema non possa non essere raccolta dalla maggioranza.
Presidente - Grazie. La parola al Consigliere Segretario Roscio, ne ha la facoltà.
Roscio (ALPE) - Grazie Presidente. Buongiorno colleghi.
Ormai, su queste vicende, si è già detto praticamente tutto e il contrario di tutto; però siamo arrivati a un punto in cui credo che bisogna prendere una decisione, se non altro per fare chiarezza nei confronti...non delle persone che sono qua, in aula, ma delle persone che sono fuori.
La questione che noi poniamo oggi credo che esuli quasi completamente da questioni tecniche, è una questione più che altro politica. Noi stiamo andando a fare un ragionamento che ha più a che vedere con la politica che con qualche tecnica strana, complessa, per addetti ai lavori di gestione dei rifiuti, nel senso che c'è stato un pronunciamento, chiarissimo, da parte della popolazione valdostana, sull'indirizzo da dare nella questione dei rifiuti, soprattutto per quanto riguarda lo smaltimento...non siamo stati in grado di dare una risposta ad oggi, come scelte politiche, a questa volontà espressa dai cittadini, e credo che noi che siamo qua dentro abbiamo il dovere di dare una risposta al popolo che è sovrano, quindi non è che noi dobbiamo stare a discutere se va bene o non va bene...semplicemente dobbiamo accettare la volontà di chi ci ha mandato qui, e dare seguito, dare concretezza a quella volontà.
Allora serve da parte di tutti una presa di posizione che sia chiara, nel senso che dobbiamo dire tutti, singolarmente e chiaramente, che cosa vogliamo fare dei rifiuti in Val d'Aosta. Io vorrei che qua veramente tutti si esprimessero su questa questione, perché dobbiamo smetterla di farne una questione "minoranza a favore di una certa cosa, maggioranza a favore di qualcos'altro", che non ho ancora ben capito che cos'è...cioè qua bisogna essere chiari, responsabili, e bisogna veramente dare, con chiarezza, l'idea che si ha della gestione dei rifiuti in Val d'Aosta. Bisogna anche avere il coraggio di dirlo, a un certo punto, se non si è più d'accordo sulle scelte dei cittadini!
Vengo a illustrare la mozione, anzi prima vorrei dire due parole sulla sentenza. La sentenza della Corte costituzionale che, come premessa, va rispettata, senza troppe storie, non mette in discussione il referendum, mette in discussione un'altra cosa: dice che la Regione non può mettersi al di sopra dello Stato. E su questo penso che concordiamo tutti...cioè, non penso che la Regione possa andare al di sopra delle esigenze statali...quindi noi dobbiamo ottemperare a quelle richieste. Ma nella medesima sentenza c'è scritto che la Regione ha delle facoltà di legiferare...e vorrei anche vedere, visto che siamo una Regione a Statuto speciale! La Regione può mettere in piedi delle norme, ovviamente che non vadano contro le norme statali, che però vadano, da un lato, a rispettare la volontà degli elettori e, dall'altro, a garantire una maggior tutela per la salute, anche se questo va incidentalmente a toccare qualcosa che ha a che fare con l'ambiente, che è una competenza statale, ed è già stato ribadito più di una volta, ma la sentenza dice che questa cosa qua si può fare. Allora, questa cosa qua è tutta politica, non c'è più niente di tecnico! Sul tecnico noi abbiamo individuato un'opzione, che è quella di provare a metterci insieme, a scrivere una legge quanto più concordata, e che tenga conto di tutti questi paletti, per andare finalmente a dare una risposta ai cittadini, e credo che i cittadini debbano avere una risposta, a questo punto, visto che è passato un anno e più, e sono successe molte cose dall'esito referendario. E, come ha ricordato il collega Cognetta, dobbiamo farlo non solo perché c'è l'esigenza di rispondere ai cittadini, ma anche perché noi, con questa gestione dei rifiuti, non possiamo più andare avanti! Siamo in una situazione critica tale che mantenendo le cose così come sono adesso andranno a diventare sempre peggio!
Noi abbiamo basato tutta la nostra gestione dei rifiuti - lo ribadisco per l'ennesima volta - da 25 anni a questa parte, esclusivamente sul sistema della discarica, che è il sistema peggiore che possa esistere, è il sistema peggiore, ce lo dice la norma a qualsiasi livello. Quindi, non è che la minoranza è per andare a fare le discariche, la minoranza è per andare a rispettare, in una legge, la gerarchia che viene dettata dalla Comunità europea e recepita dallo Stato, che però nella legge regionale non c'è! Quindi, partendo dall'inizio, andiamo a fare tutte quelle azioni che servono per avere una gestione d'eccellenza dei rifiuti, dove la discarica è veramente l'ultimo, l'ultimo atto da compiere, perché deve essere solo smaltita la parte residuale dei rifiuti. Su queste cose qua, noi ci dobbiamo prendere la responsabilità, noi tutti, intendo il Consiglio regionale. Ecco perché la mozione è suddivisa in due parti. Il punto uno della mozione va a prendere un impegno politico, nel senso che chiede al Consiglio, finalmente, di dire in maniera chiara e congiunta, direi, che in Val d'Aosta noi non abbiamo intenzione...noi "politicamente", non dal punto di vista legislativo, noi legislatori valdostani, Consiglio regionale, non vogliamo andare a fare incenerimento di rifiuti in Val d'Aosta, okay? La parte due propone un metodo, e su questo si può andare a discutere, su questo si può anche pensare a trovare una soluzione congiunta, nel senso che il ragionamento qual è? Fermo restando la volontà politica di non bruciare i rifiuti e, ovviamente, di dare alla Valle d'Aosta un sistema di eccellenza...perché non è che diciamo: "questo non lo vogliamo fare" e non proponiamo niente di alternativo, noi diciamo: "quella cosa non la facciamo, ma proponiamo un'alternativa che sia valida, che stia in piedi, anche dal punto di vista economico"...e poi andrò a spiegare anche questa cosa...
Che cosa vogliamo fare? Noi sappiamo che chi deve fare le leggi siamo noi, il legislatore regionale è il Consiglio regionale...credo che questa facoltà nessuno la possa negare. Chi è che deve fare le leggi, se non il Consiglio regionale? Non devono farla i giuristi o qualche addetto tecnico ai lavori, perché è una scelta diversa. Se voi, come maggioranza, avete un'altra proposta su come risolvere questo problema, noi non diciamo di no, però noi vi diamo la proposta di andare in commissione a discutere una legge che vada a normare il problema. Se per voi questa cosa non è sufficiente, non va bene e non la ritenete condivisibile, vorrei che però voi, maggioranza, in questa sede, oggi, ci diceste che cosa avete intenzione di fare per risolvere il problema! Io vorrei che voi chiariste, una volta per tutte, che intenzioni avete sui rifiuti e che cosa volete fare per risolvere questo problema!
Sulla questione dei costi, due parole, perché spesso si è detto: "noi vogliamo fare una gestione che mantenga i costi accettabili per i cittadini"...su questo penso che siamo tutti d'accordo, nel senso che non è che noi abbiamo una proposta che vada a spennare i contribuenti. Tra l'altro, il fatto di aver aspettato molto fino ad oggi e di aver applicato le leggi in maniera meccanica, direi, così come vengono, senza nessuna scelta, senza nessun indirizzo, ha portato dei danni incredibili alla gente (penso che tutti voi sappiate tutte le proteste che sono state sollevate riguardo alla TARES).
Allora, nella normativa in questione, che è la legge 31, che a mio parere è una legge che andava modificata da molto tempo, perché è una legge obiettivamente mal fatta che non recepisce neanche la gerarchia europea di gestione dei rifiuti...però, in quella norma si separano chiaramente due strade di gestione dei rifiuti: la prima è raccolta e trasporto, che compete alle Comunità montane e al Comune di Aosta; la seconda è lo smaltimento e il recupero, che compete alla Regione, per il tramite della società VALECO. Sui costi bisogna fare attenzione, perché se noi andiamo a vedere anche le modalità di raccolta più avanzate, come il "porta a porta" che abbiamo messo in piedi noi, in Valle d'Aosta, andiamo a vedere che la raccolta "porta a porta" della parte indifferenziata dei rifiuti, avviene tre volte alla settimana. Allora, per fare la raccolta tre volte alla settimana in ogni utenza, io devo prendere un addetto, devo prendere un mezzo che ha dei costi...se io lo faccio andare tre volte alla settimana, questi costi, ovviamente, sono moltiplicati per tre in una settimana. Questo perché è necessario nella nostra situazione? Perché, semplicemente, nella parte indifferenziata c'è una parte che marcisce, la parte organica, che puzza, e che quindi ci costringe a fare una raccolta molto frequente. Nelle realtà che ormai sono arcinote - perché sono venute anche in Valle d'Aosta, ma ormai su tutti i giornali se ne parla - questa raccolta non avviene tre volte alla settimana, ma avviene una volta ogni due settimane e si sta pensando di farla una volta ogni tre settimane, che vuol dire nove volte in meno rispetto a noi, vuol dire che i costi di trasporto e di raccolta dei rifiuti sono di un nono rispetto alla stessa gestione in Valle d'Aosta! Queste sono realtà su cui non ci si può discutere e riguardano solo ed esclusivamente la parte di trasporto e raccolta. Quindi se noi mettiamo insieme un sistema efficiente di raccolta dove si separa l'organico dal resto, potremmo fare, anche noi, una cosa di questo genere...io vi dico: perché no?
Sullo smaltimento e il recupero sono andato a vedermi i canoni, così come dettati da una delibera di Giunta, che viene aggiornata ogni anno, in base ai costi effettivi dello smaltimento. L'unica parte di rifiuti che costa, per lo smaltimento, è il rifiuto indifferenziato, okay? Tutti gli altri rifiuti: la plastica, la carta, il cartone, il ferro, l'acciaio, l'alluminio, sono guadagni...sono guadagni, c'è scritto...c'è scritto, poco, perché non siamo tanto bravi, non siamo tanto bravi da...ma poco non perché il ritorno sia poco, quanto perché non siamo tanto bravi a conferire materiale molto puro. Non è un problema del fatto che COREPLA non paga, perché COREPLA, se siamo in prima fascia, ci dà quasi 300 euro a tonnellata...poi noi non siamo tanto bravi, stiamo in seconda...ma ci sarebbe un bel divario, qui! Comunque i costi sono sull'indifferenziato. La parte differenziata porta profitti! Allora, il problema valdostano qual è? È che noi portiamo...
Presidente - Un po' di silenzio, lasciate parlare il Consigliere Roscio, grazie.
Roscio (ALPE) - ...troppo indifferenziata rispetto alla parte che noi differenziamo. E qui c'è l'anomalia valdostana, rispetto a realtà più evolute: dove noi andiamo a portare 350 chili di immondizia indifferenziata per persona all'anno, ci sono situazioni, non troppo distanti da noi, dove se ne portano 50! Un abitante della Val di Fiemme...o, meglio, servono 7 abitanti della Val di Fiemme per fare un abitante della Valle d'Aosta come produzione di rifiuti indifferenziati! È ovvio che lì ci sono dei costi! Allora, i costi non sono dovuti a cose strane, sono dovuti al fatto che noi non stiamo amministrando nella maniera migliore questo problema.
Sulla TARES, il problema enorme che viene fuori deriva non solo dal pasticcio normativo che ha fatto il legislatore nazionale e che continua a fare, cambiando, giorno per giorno, i nomi delle tasse e anche la natura delle tasse stesse, deriva anche da un fatto semplice: che noi, né sulla parte fissa della tassa, né sulla parte variabile, siamo in grado di quantificare il rifiuto e l'utenza, cioè noi non sappiamo dire quel rifiuto lì da chi proviene e quanto ne fa. E quindi che cosa succede? L'Amministrazione fa delle stime, delle stime ma non in base al rifiuto prodotto, in base a quanto è grande la casa o quanti sono gli abitanti della casa. Ora, io faccio un esempio banalissimo: il mio vicino di casa, che è da solo, fa molti più rifiuti di me, che siamo in cinque, eppure io ho la casa più grande e pago più di lui...non mi sembra normale, no? Neanche equa, oltretutto! E, come me, ci sono un sacco di cittadini che tra l'altro sono anche un po' demotivati da questa cosa, perché molti cittadini molto bravi, che si impegnano, che fanno tutto per bene, con un tipo di raccolta che noi non siamo in grado di garantire, efficiente, devono pagare di più rispetto a chi, invece, si comporta esattamente nella maniera peggiore possibile, cioè non ottemperando al famoso principio "chi inquina paga"? Su questa cosa qua noi dobbiamo dare delle risposte!
A nostro avviso, visto che la mozione è stata firmata da tutta la minoranza, il modo migliore è andare a confrontarsi, e poi, sul modo per risolvere il problema dal punto di vista normativo, ci mettiamo un po' d'accordo, non c'è una pregiudiziale su questa cosa. Però veramente io vorrei che ci fosse...e spero di essere stato chiaro nell'argomentazione...vorrei che ci fosse da parte di tutti una presa di posizione chiara, nel senso che io voglio capire, finalmente, una volta per tutte, in maniera definitiva, che non si torni su questa questione, se la maggioranza regionale e il Governo regionale, Assessore, Presidente, vogliono rispettare...scusate se lo chiedo ancora una volta...se vogliono, se intendono rispettare la volontà popolare...prima cosa. Vorrei sapere se per fare questo avete delle idee, cioè cosa pensate di fare su questa cosa qui e, per favore, ditemi anche i tempi, perché è troppo tempo che aspettiamo! Noi, ma non noi inteso come minoranza, noi inteso come tutti i cittadini che ci hanno mandati qua e come tutti i cittadini che hanno votato al referendum. E vorrei ricordarvi che i cittadini che hanno votato al referendum non erano della minoranza, perché sennò il risultato ottenuto non sarebbe mai arrivato! Era la comunità valdostana che ha preso questa scelta e quindi riguarda tutti noi. Allora su questa cosa qua io veramente vi chiederei di fare chiarezza, in maniera definitiva, una volta per tutte.
Se non volete accettare questa mozione, o parte di questa mozione, non volete andare a trovare una legge che sistemi e dia alla Valle d'Aosta l'indirizzo per avere una gestione d'eccellenza, allora però, veramente, diteci qual è la vostra strategia, diteci che cosa volete fare e in quali tempi volete realizzare. Grazie.
Presidente - Grazie. Siamo sempre in discussione generale. Ci sono altri colleghi che intendono prendere la parola? Vi invito a prenotarvi per poter eventualmente fare, come ha chiesto il collega Bertschy, l'alternanza tra maggioranza e opposizione. Non ho richieste d'intervento. Qualcuno vuole intervenire prima che chiuda la discussione generale? Siete invitati a prenotarvi, per cortesia. Ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy, ne ha la facoltà.
Bertschy (UVP) - Grazie Presidente.
Avevo detto sottovoce e avevo richiesto sottovoce di poter alternare gli interventi, perché è chiaro che chi ha firmato la mozione non può che portare un contributo, seppur differente come sensibilità, ma per chi ci segue e per chi ci ascolta, per gli organi di stampa, sarebbe comprensibile capire quali sono le posizioni su questo tema, che non è proprio un tema come quello di ieri sera, di qualche mozione che è passata un po' più velocemente...è un tema che ha un'importanza vitale per questo argomento, ma anche per la comunità. Quindi mi fa strano che i Capigruppo dei due movimenti di maggioranza non abbiano niente da dire nella discussione generale, probabilmente parleranno dopo di noi...e sennò le cose sono già state decise ed è inutile che discutiamo, ecco. È veramente un peccato. Allora, le cose che sono state enunciate, anche proprio per non ripeterci, visto che siamo quattro gruppi che abbiamo sostenuto queste posizioni, sono le nostre posizioni, sono posizioni che vanno da un aspetto più tecnico, che vede il collega Roscio rappresentare in maniera perfetta le nostre posizioni, agli aspetti più politici.
Quello che come UVP vogliamo far risaltare è che, a distanza di un anno, a distanza di una situazione che ha creato una pressione importante sulla comunità rispetto a un argomento che, fino ad allora, era stato trattato esclusivamente in termini tecnici, ha creato appunto una forte attenzione di tutti, siamo arrivati a un referendum e ci siamo detti cosa dovevamo fare...a distanza di un anno siamo ancora qui, a capire cosa succede. È vero, la Corte costituzionale si è espressa e ha detto delle cose; ha detto delle cose che però non hanno in assoluto permesso di non poterne dire delle altre. Senza andare su piani giuridici che interessano anche un po' meno gli aspetti politici, sarebbe bello enunciare, non solo in conferenza stampa o davanti alle televisioni, ma con dichiarazioni ufficiali in Consiglio regionale, che la volontà popolare la vogliamo far rispettare, che siamo disponibili a modificare la legge per andare in questa direzione. Questo è quello che noi ci aspettiamo da una discussione politica. Perché la modifica della legge per tutelare anche future attività amministrative, rispetto a quello che è già stato fatto sul pirogassificatore, si può fare, e si può fare un percorso che permetta anche di fare degli approfondimenti futuri. Quindi rispetto al tema dei rifiuti noi siamo andati avanti, anche se siamo stati fermi.
Rispetto al referendum le cose sono cambiate, la sensibilità della gente è cambiata. Grazie al referendum si sono approfonditi temi che non si erano mai approfonditi; la tutela della salute è venuta prima di tanti piccoli particolari che non erano stati osservati, e le recenti audizioni...abbiamo chiamato qua un grande esperto americano...e il Presidente della Commissione, Borrello, si è fatto portavoce di audizioni importanti e anche di attività importanti fuori dal Consiglio. Siamo stati tutti contenti di dire che il futuro della Valle d'Aosta deve andare verso "rifiuti zero". Però "rifiuti zero" lo si fa se si entra decisamente nella cultura della gente e si comincia a pensar diversamente l'aspetto dei rifiuti, e soprattutto si comincia a fare un percorso, tutti insieme, senza lasciare fuori quei "Comuni virtuosi" che con "Assessori virtuosi", che lodiamo per la loro "virtuosità" come quella dell'Assessore al Comune di Aosta, Delio Donzel, vanno più avanti del Consiglio regionale e riescono ad avere posizioni politiche differenti dalle posizioni politiche dei gruppi in Consiglio regionale. Ben venga, ben venga l'Assessore della Stella Alpina che pensa al compostaggio domestico, quando qui, la Stella Alpina, sta ancora maturando pubblicamente una scelta differente, ecco! Allora sotto questo aspetto noi anche speriamo che ci siano poi dei chiarimenti e dei raggiungimenti livellati verso l'alto, verso chi è già andato in avanti...speriamo non tornando indietro!
È un tema, questo dei rifiuti, che ci interessa, perché quello che è qua fuori, quando veniamo su dalla Bassa Valle...e chi vive qui intorno credo che viva questa situazione ancora in maniera peggiore di noi...bisogna intervenire! Tutta quella roba che portiamo là dentro, che potrebbe essere distinta, trattata, e puzzare meno per la città, e puzzare meno per chi ci abita intorno, è ancora lì, e non si fanno scelte! O che non ci sia una semplice conclusione che la Corte costituzionale ha leso un diritto e noi, ancora una volta, non vogliamo difendere la nostra Autonomia!
Questa è la nostra posizione: noi la nostra Autonomia la possiamo difendere con una legge che vada nella direzione di tutelare anche chi oggi amministra. E noi vogliamo andare in quella direzione lì, con un'evoluzione, che non è più un semplice "no piro", "sì piro": vogliamo che la Valle d'Aosta vada nella direzione di avere una gestione dei rifiuti, che ci permetta di vedere per le prossime generazioni una riduzione, una rivalutazione anche di un sistema di vivere, un pensare diversamente e anche dello stare nelle nostre famiglie, nei nostri piccoli paesi, riprendere le vecchie tradizioni, e fare praticamente quello che sapevano fare i nostri vecchi, i nostri anziani, le nostre famiglie. Questa è la nostra posizione. Siamo consapevoli che ci sono degli scogli giuridici da superare, sappiamo e siamo anche consapevoli che ci sono i percorsi per poterlo fare e abbiamo anche già la documentazione per poter procedere. La volontà popolare la vogliamo rispettare, non solo oggi, con le dichiarazioni stampa, ma con un impegno preciso, politico, e speriamo di trovarlo anche da parte dei gruppi di maggioranza.
Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Perron, ne ha facoltà.
Perron (UV) - Grazie Presidente.
Apprezzando il tono pacato col quale questo tema è stato proposto, riprendiamo un argomento che aveva ed ha profondamente diviso la comunità, ma ha profondamente diviso anche la politica: diviso sulle visioni, diviso sulle scelte, diviso anche sui comportamenti.
Ora, noi tutti certamente conveniamo che sul tema dei rifiuti una soluzione vada trovata; questo senz'altro, perché è vero, l'abbiamo sottolineato da tempo, la situazione è critica, viviamo una situazione di urgenza su questo tema. Ci sono state delle soluzioni, che venivano evocate poc'anzi...penso alla soluzione del Comune di Aosta, anche noi guardiamo con curiosità a questa soluzione...nel senso che se possono rappresentare dei momenti di novità, le scelte adottate, le studieremo per altre soluzioni. Certo è che questa materia così difficile, per la cui soluzione sono necessarie delle scelte, necessita, collega e colleghi, di una lunga programmazione.
Io mi permetto di sottolineare che noi, collega Bertschy, una scelta l'avevamo fatta. Non è vero che non era stata avanzata una scelta, una scelta era stata individuata. Quindi noi avevamo immaginato un percorso che, in qualche modo, avesse guardato al futuro evitando gli errori del passato, perché nonostante la strada dell'ambientalismo sia in qualche modo lastricata di buone intenzioni, molti, collega Roscio, sono gli impianti di trattamento meccanico e di compostaggio che non hanno mantenuto le promesse. Lei, molto abilmente, evoca certi passaggi, ma ne omette altri, che lei certamente - avendo studiato molto più di noi questa materia - conosce. Avevamo immaginato una soluzione che rispettasse gli obblighi di legge, tutti, quindi dalla gerarchia delle fonti che lei citava, la normativa europea, la normativa italiana, la normativa regionale.
Sulla normativa italiana, io voglio ricordare un richiamo molto forte, molto forte, che noi sottolineammo già in campagna referendaria. Parlo del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, che evocava certi passaggi e, anche all'epoca del referendum, metteva in evidenza certi comportamenti: il primo era che la Regione doveva assolutamente mettersi nelle migliori condizioni possibili per chiudere il ciclo dei rifiuti nel proprio territorio, nel proprio territorio. Ecco il motivo di una certa scelta che avevamo fatto, evitando - sottolineo "evitando" - il trasferimento dei rifiuti in altre Regioni o in altre Nazioni. Il secondo aspetto che metteva in evidenza era che l'uso delle tecnologie a disposizione, che andava ricercato - cosa che è stata fatta - doveva privilegiare l'ordine di priorità fissato dalle direttive comunitarie, evitando, per quanto possibile - e su questo conveniamo - l'uso delle discariche. Quindi in qualche modo noi eravamo andati in questa direzione, perché la normativa prevedeva che gli impianti di trattamento a caldo possono, "possono" essere rispettosi della salute delle popolazioni vicine, se realizzati con tutti gli accorgimenti nella limitazione delle emissioni in atmosfera, nel rispetto delle direttive comunitarie. Quindi i loro livelli di emissione in atmosfera comportano un rischio per la salute inferiore rispetto a quello di altre attività, ad esempio la discarica a cielo aperto, connesso alla gestione dei rifiuti, che rischierebbero o risulterebbero incrementati in assenza di questi impianti. Quindi, per dire che noi avevamo fatto una scelta di un certo tipo ed era stata una scelta non improvvisata, una scelta meditata, che questo Consiglio da tempo aveva indirizzato.
Ricordo che, a parte il gruppo dell'ALPE, mi sembra...io non ero in aula in quella legislatura, ma la scelta di andare verso il pirogassificatore fu una scelta del Consiglio approvata da 30 Consiglieri su 35, con un'astensione del gruppo dell'ALPE...peraltro non c'era ancora una maggioranza allargata, per dircela tutta, quindi anche componenti dell'allora minoranza votarono a favore di questo procedimento, e pertanto non ci sembra che fosse stata una scelta imposta. A noi sembrava di aver proposto una scelta che avesse garantito l'Autonomia della Valle d'Aosta, e spiego: con tempi e costi certi. Perché adesso, scusi, lei evoca la questione della TARES...cosa c'entra? Io apprezzo anche la sua abilità, ma cosa c'entra la questione della TARES con tutto il ragionamento che stiamo facendo? ...Se vogliamo discutere in modo pacato e serio...o io non ho capito, ma mi si spieghi qual è il nesso della TARES con l'argomento di cui stiamo parlando!
Noi avevamo immaginato di fare una scelta che fosse in linea con costi certi - se non addirittura più bassi - come quelli delle Regioni più evolute, che permettesse quindi di valorizzare e di recuperare nel modo migliore i rifiuti, mettendo a disposizione di tutta la comunità l'energia elettrica che in essi è contenuta; ma soprattutto avevamo fatto una scelta che voleva essere rispettosa della salute dell'uomo e dell'ambiente, nel senso che noi rifiutiamo, lo diciamo con pacatezza, rifiutiamo tutta una serie di accuse, che ci erano già state mosse circa scelte che fossero andate nella direzione di danneggiare la salute dei cittadini. Noi abbiamo fatto quella scelta con senso di responsabilità, guardando alle tecnologie più evolute che nel mondo e in Europa si potevano trovare su questo argomento. Un referendum popolare ha bocciato questa scelta...mi permetto, in punta di piedi, di dire che è stato bocciato dal 48 percento della popolazione, esiste un 52 percento che non si è espresso...ma teniamo conto di quel 48 percento che ha contribuito a validare il quorum del referendum...esiste comunque un 52 percento di popolazione che non si è espresso! Ciò detto...io voglio solo dire, collega Morelli, che in quel 48 percento non era neanche completamente tutto a favore, quindi la percentuale del favore era ancora più bassa ma lo dico con rispetto, poi avremo modo di approfondire ancora.
Io semplicemente ritengo - l'avevamo detto e non voglio rievocare altri passaggi - che questa scelta era una scelta all'avanguardia, collega Bertschy, che rispettava le tradizioni della Valle d'Aosta...perché, attenzione, se andiamo a evocare sul tema dei rifiuti le tradizioni della Valle d'Aosta, le tradizioni della Valle d'Aosta erano quelle di bruciare i rifiuti! Quando si fa la manutenzione nei prati, la direzione storica della Valle d'Aosta era quella di bruciare i rifiuti. Quale vergogna, collega Gerandin? Lo sa meglio di me!
Presidente - Non interrompete, potrete parlare dopo, grazie.
Perron (UV) - ...Io semplicemente ritengo che il tema sia stato al tempo fortemente politicizzato. Ricordo molto bene, per essere chiari, un'intervista del collega Roscio, in data 11 dicembre 2012, quando, a precisa domanda gli si chiese: ma lei, collega Roscio, sarebbe tentato da un'esperienza in politica? La risposta fu: "Assolutamente no, perché non ho ambizioni di questo tipo e la politica è una cosa che assolutamente non mi tenta, potrebbe essere un'esperienza interessante, ma fare il Consigliere è una cosa che non mi stimola". Poi, voglio dire, collega Roscio, ognuno è libero di fare le sue cose...io credo semplicemente che l'esperienza in Valle Virtuosa, molto intelligentemente, le sia servita anche per fare immaginare un certo tipo di percorso, che rispettiamo, ma certamente questo suo distacco dalla politica...abbiamo poi verificato che così non è stato...non è stato tanto forte!
Semplicemente noi rispettiamo quanto è avvenuto. Voglio solo dire che su questa materia non mi pare che sia lei nella condizione di dettare delle linee, e mi pare anche di capire che non esiste un atteggiamento univoco all'interno della minoranza per cui questa richiesta di andare in commissione non è unanime io credo che abbiamo bisogno di un approfondimento, perché mi pare che la linea del collega Roscio è una linea diversa, o leggermente diversa da quella che ha esposto molto bene, nella sua illustrazione, il collega Cognetta, e sia leggermente diversa anche da quella che ha avanzato il collega Donzel. Qui è da capire! O c'è una linea comune da parte della minoranza sulla quale discutiamo e cerchiamo di capire, o c'è una distinzione all'interno della minoranza stessa.
Semplicemente io credo che dobbiamo ricordare che è intervenuta una sentenza, una sentenza della Corte costituzionale molto chiara, che ha dichiarato che un passaggio che è stato fatto non era ammissibile, che ha fissato certi percorsi e ne ha detti di altri. Sarebbe opportuno anche ricordare che la comunità valdostana ha dovuto spendere circa 500 mila euro per sostenere un referendum che si è rivelato inutile...ma questo, quando si parla di "costi della politica" non viene evocato... Non abbiamo ancora nel nostro sistema giuridico e politico, come il sistema svizzero, che per ogni scelta dobbiamo fare il referendum, quindi al momento questo referendum, in qualche modo...non dico che sia stato inutile, ma certamente non è stato corretto. È una sentenza che ci impone, in qualche modo, un certo tipo di percorso, del quale, credo, anche da un punto di vista giuridico e legale, si debba assolutamente tener conto; quindi un certo tipo di ragionamento che si immaginava, aprioristicamente non è possibile farlo, e dal mio punto di vista questo...almeno per una certa parte di deliberato della mozione, è assolutamente in controtendenza con quanto è possibile immaginare di accogliere.
C'è un altro aspetto che non si evoca mai, io non so se vorrà farlo l'Assessore...che è l'aspetto di come la Regione si pone nei confronti anche di chi è aggiudicatario del lavoro, perché questo è un altro di quegli aspetti molto delicati nei quali non c'entra la politica, ma per chi vuole fare una corretta amministrazione, visti gli importi dell'appalto che era stato messo in piedi, è un aspetto del quale chi fa una sana e corretta amministrazione deve certamente tener conto. È un aspetto estremamente delicato, estremamente delicato.
Allora, io penso che la scelta su questo tipo di trattamento sia una scelta che rimane aperta. Noi, anche dal nostro punto di vista, ribadiamo la nostra volontà nel rispetto di quella che è stata una volontà popolare, che si è espressa, e quindi di andare in questa direzione...ma anche per dire che un certo tipo di scelta aprioristicamente rimane aperta e c'è la necessità di discuterne. Certamente una soluzione va trovata, perché non è con gli slogan che si accontentano tutti, che si trovano le soluzioni a questo problema. La Giunta regionale traccerà un percorso, individuerà una soluzione, definirà una linea e, dal nostro punto di vista, sosterremo la linea che il Governo regionale traccerà su questa materia.
Si dà atto che dalle ore 9,52 la Presidenza è assunta dalla Presidente Emily Rini.
Rini (Président) - Merci. La parole au collègue Ferrero.
Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.
A me pare che ci sia la necessità di riportare un attimo, sia i colleghi della minoranza, sia i colleghi della maggioranza sul pezzo, perché se andiamo a vedere il contenuto della mozione, è un contenuto che non è che va a trattare aspetti di carattere tecnico, ma sono, diciamo, contenuti di carattere politico, e forse dobbiamo tutti tornare un po' sul pezzo. Quindi ci sono state sicuramente delle dinamiche di esposizione dei fatti che hanno fuorviato un pochettino.
Cosa è successo prima, cioè la storia che sta alla base delle scelte del referendum, di tutto quello che c'è stato, sinceramente a questo punto ha poca importanza, secondo noi...chi ha votato in Consiglio e cosa ha poca importanza. Noi prendiamo come base l'espressione che c'è stata dei valdostani nel referendum: da quella dobbiamo partire e su quella stiamo ragionando con la mozione che abbiamo presentato. Gli aspetti tecnici, quello che vogliamo...possiamo continuare qui per anni a confrontarci, ci saranno due tesi: una parte la vedrà in un modo, l'altra nell'altra, ma...i valdostani? ...quelli che sono andati a votare, quelli che hanno voluto partecipare, in stragrande maggioranza si sono espressi affinché non ci sia incenerimento o comunque combustione, qualsiasi tipo di falò dei rifiuti in Valle d'Aosta. Da questa cosa dobbiamo partire e da questa cosa ovviamente partiamo anche in minoranza con sensibilità diverse, certo...c'è qualcuno che la vede in maniera più magari tecnica, qualcuno in maniera più politica, ma l'obiettivo della minoranza - questo deve essere chiaro - è comune: niente inceneritori, non si brucerà nulla in Valle d'Aosta! Da questo cosa deriva? Deriva una cosa molto semplice.
Nella mozione, al di là di ore di parole che possiamo enunciare in quest'aula, noi vogliamo sapere una cosa molto semplice, i valdostani vogliono sapere una cosa molto semplice: questa Giunta, l'Assessore, sono in grado di impegnarsi formalmente e dire, una volta per tutte, che si andrà verso un sistema di trattamento a freddo dei rifiuti e, di conseguenza, si sposerà la tesi che è stata votata dalla maggioranza dei valdostani? È inutile che stiamo a contarcela e suonarcela qui, ognuno con le sue tesi! Questo vogliamo sapere! Siete in grado di impegnarvi? Poi, i tempi li vedremo...ma siete in grado di impegnarvi, di dirci una volta per tutte: "una fase è passata, prendiamo atto dell'esito del referendum e, di conseguenza, andiamo in quella direzione", perché sennò, sinceramente, è inutile che stiamo poi delle ore a fare i bei discorsi sulla Dichiarazione di Chivasso, dove si dice che è importante decidere a livello locale, dove si fa riferimento alla Svizzera, alle realtà cantonali, in cui anche quando costruiscono una struttura di medie dimensioni addirittura si interpellano i cittadini e poi dopo qui cosa si fa? Si fa il referendum...ah, la Corte costituzionale ha detto "no", e allora ce ne freghiamo! È questo che vogliamo sapere, non è che vogliamo sapere tante cose! È un sì o un no! Tenete conto del referendum e archiviate la "questione inceneritore" oppure andiamo avanti? È una domanda molto semplice.
Io pregherei anche tutti i colleghi di stare sul pezzo e di andare...per vedere, una volta per tutte, e chiarirci...ci sarà una maggioranza e una minoranza, si capirà chi sta da una parte e chi sta dall'altra. Le questioni tecniche, sinceramente, lasciamocele alle spalle! Noi non vogliamo bruciare e ci basta questo.
Président - Merci. La parole au collègue Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Sì, grazie Presidente.
Il collega Roscio ha evidenziato molto bene...ed illustrato molto bene questa mozione presentata a più mani da tutta la minoranza. Qualche considerazione. Ho apprezzato i toni pacati del collega Consigliere Perron, ma, al di là dei toni pacati, mi è sembrato di vedere un vecchio film in bianco e nero, con le righette, e non si capiscono bene le frasi, non si vedono bene le fotografie, perché...un ottimo intervento, ma fuori tempo massimo, fuori luogo, assolutamente...come si può dire? non classificato, N.C.? o...praticamente, per quanto riguarda i contenuti dal punto di vista politico, mi è sembrato di ritornare nella passata legislatura. Penso che, al di là di chi ha votato o non ha votato, non voglio neanche entrare nel merito, la popolazione si è pronunciata! Punto...e, a capo. Non voglio parlare di percentuali, punto e a capo; i "sì", comunque, avrebbero raggiunto il quorum, punto e a capo. Sulla linea comune, tranquillo, collega Perron, abbiamo le idee chiare come minoranza, abbiamo tecnici, abbiamo una certezza dal punto di vista politico di qual è la strada, il percorso da seguire e soprattutto da dare corso e dare gambe; minoranza quindi molto compatta nella sostanza e nella forma e anche dal punto di vista tecnico.
Vorrei fare solo un passaggio ulteriore. Lei ha fatto questo passaggio che colgo: "la Giunta traccerà il percorso"...ecco, mi faccia fare un passo indietro, la battaglia in questi cinque mesi è ridare invece dignità a questo Consiglio, no? Riaccentrare il ruolo a questo Consiglio...ecco, noi vorremmo essere della partita, collega Perron, e non vogliamo delegare al Governo regionale il percorso. Vogliamo invece che questo Consiglio si posizioni e vada a riscrivere la legge, scritto nero su bianco su quest'impegno, su questa mozione. Vogliamo essere attori e non invece delle comparse su questo tema e penso che la popolazione, che si è pronunciata ormai tredici mesi fa, abbia dato contezza e chiarezza sulla soluzione e soprattutto sul percorso. Adesso tocca a noi metterlo in atto, applicarlo, e soprattutto trovare delle soluzioni.
Un'ultima riflessione: ieri abbiamo discusso il disegno di legge n. 10...non c'entra assolutamente nulla con questa mozione...a maggioranza il Governo regionale ha allocato delle risorse per non farle disimpegnare per il sistema Valle d'Aosta, i quattro milioni e mezzo di euro dei progetti FSE e noi, gruppo di ALPE...il sottoscritto ha rilevato la lentezza della macchina amministrativa, della politica. Su questo io direi che forse dovremmo essere un po' più rapidi, invece di parlare del passato, forse dovremmo essere rapidissimi a mettere in campo delle soluzioni, a modificare la legge, ad impegnarci tutti come Consiglio regionale, a meno che ci siano delle idee diverse. Ecco, se invece le idee sono diverse...e a questo punto la popolazione che si è pronunciata il 18 novembre 2012...vengono ribaltate, ditecelo! Ditecelo chiaramente, ditecelo su questa mozione! Prenderemo atto e noi faremo le azioni che dovremo fare come eletti, come responsabili, comunque, che devono invece dare corso al fatto che i valdostani si sono pronunciati il 18 novembre 2012, ma diteci, nero su bianco, in maniera chiara che cosa pensate di fare! Grazie.
Presidente - Grazie. Altri, in discussione generale? Non ci sono altre richieste d'intervento? Ha chiesto la parola il collega Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Un piccolo chiarimento per far capire che non ci sono posizioni diverse nella minoranza: c'è un'unica posizione, che è quella che non vuole la costruzione di un pirogassificatore.
Io penso sia una posizione unica di questo Consiglio regionale, penso che tutto questo Consiglio regionale non voglia la realizzazione di un pirogassificatore, perché penso che nessuno di noi vuol fare la fine di quelli che tanto gridarono contro un pirogassificatore, in una città italiana, tanto che lo costruirono! Allora, nessuno di noi, visti gli impegni che abbiamo preso tutti, vogliamo percorrere questo. Siamo di fronte a un confronto delicato, oggi, perché c'è stato un delicatissimo passaggio di una sentenza, sennò ben altri sarebbero i toni, collega Perron, sarebbe uno scontro molto più acceso, le dico che non sono un tipo che si tira indietro...ecco, insomma, le diremmo: "vediamo subito, domani mattina"...beh, però dobbiamo anche avere quel senso di responsabilità che c'è il momento della battaglia politica e poi ci sono anche da superare degli scogli tecnici non indifferenti.
Allora, la minoranza sta chiedendo di affrontare insieme questo passaggio tecnico...se poi l'abbiamo scritto in modo non proprio perfetto, qualcuno ha sentito animarsi dentro vecchi rancori, vecchie insoddisfazioni di risultati politici che non gli sono andati tanto bene...io direi che compito del vero politico è guardare sempre più al futuro che al passato, e dagli errori del passato imparare per fare meglio in futuro, o dalle cose buone fatte in passato...poi non è che tutto è sempre stato fatto male, ma continuare sulla strada per fare meglio. Si può affrontare davanti alla comunità valdostana un tema così importante, così coinvolgente...che non è più un tema di una parte, qui non siamo più al vecchio scontro tra ambientalisti da una parte e non ambientalisti dall'altra! Su questo tema, che è un tema di gestione, che è un tema che non è solo un confronto ambientale, siamo tutti coinvolti! Tutti vogliamo la gestione migliore possibile all'interno del quadro che tutti abbiamo riconosciuto essere stato tracciato da una grande partecipazione popolare.
Allora, si può dimostrare che siamo in grado di combattere, di confrontarci a muso duro su tante questioni dove prevale la spaccatura politica e abbiamo però la freddezza, la lucidità, laddove comunque riconosciamo che un intervento esterno, quello Stato, interviene a limitare, a condizionare quella che è una potestà regionale. È legittima, la sentenza dice una certa cosa, assume certe prerogative per lo Stato, ma non dice che noi non abbiamo più nessuno spazio legislativo nel merito, ce lo restringe (questo dicono i tecnici). Vogliamo "insieme" esplorare questo spazio? Vogliamo "insieme" costruire questo percorso mettendo la nostra passione, le piccole competenze tecniche e giuridiche che abbiamo anche nel nostro campo, insieme alle competenze tecniche e giuridiche dell'Assessorato per uscire da questa impasse? Oppure vogliamo giocare al primo della classe? Voglio mettermi in ultima fila, non mi interessa che questo problema lo risolva il campione di turno, l'Assessore, il Presidente della Regione, mi interessa che domani mattina i cittadini valdostani dicano: "beh, abbiamo la crisi economica, abbiamo tutto che non funziona, niente che va...però, su questa situazione delicata che si è venuta a creare in Valle d'Aosta, si è visto un Consiglio regionale che ha avuto la lucidità di non uscire nella solita scaramuccia maggioranza-minoranza, perché qui c'era qualcosa che non era una battaglia ideologica". Non si voleva dire chi è il primo, chi ha visto più lungo, chi ha visto di lato...si voleva riuscire a trovare una soluzione che è molto importante in campo autonomista, perché riuscire comunque, noi, a trovare una norma che ci faccia uscire da questa impasse della sentenza, ma che comunque ci rassicuri rispetto a evoluzioni che potrebbero esserci in ambito di ricorsi contro la Regione e quant'altro, secondo me è un atto di assoluta responsabilità! Poi, se neanche in questo caso si andrà in questa direzione, come ahimè spesso succede...figuriamoci, a livello nazionale sono tre anni che parliamo di avere la responsabilità di fare la legge elettorale, tutti quanti dentro a non azzeccarne una...ma riusciamo su questo, visto proprio questo senso di pervasività...io non voglio neanche andare a recuperare questo confronto, chi ha votato di più per il pirogassificatore, maggioranza, minoranza...è stato talmente coinvolgente per tutta la comunità valdostana, sia per quella che io considero la maggioranza che è andata a votare, sia per chi ha fatto altre scelte, che una risposta univoca è davvero un momento importante di lungimiranza politica per tutti, perché oggi governate voi, domani governeremo noi, vogliamo governare in una condizione che sia gestibile, sia una condizione che vogliamo tutti! Quindi questa scelta non è una scelta perché uno si è fatto la sua strada, è la scelta che serve a dare una risposta ai valdostani.
Allora, io dico: sentire atti di responsabilità, di serietà così alta da parte anche di movimenti che alle volte sono tacciati di essere...noi, del PD, siamo notoriamente un partito molto moderato, sereno, tranquillo, ma anche i colleghi del Movimento Cinque Stelle vengono qui con il ramoscello d'ulivo in mano, eccetera...io dico perché buttare via un'opportunità di mettere insieme 35 Consiglieri regionali? Perché buttare via un'opportunità così? Ci sono, e qui guardo l'esperienza che è seduta sui banchi della maggioranza, il Capogruppo dell'Union è stato Presidente del Consiglio, ci sono tutte le soluzioni di per uscire da questa vicenda, non nello scontro tra maggioranza e minoranza, ma per trovare l'accordo su una mozione condivisa, almeno su questa cosa che dilania la Valle d'Aosta da due anni! Cerchiamo di impostarla, in questi cinque anni che abbiamo davanti, con un altro percorso! E poi, se non saremo capaci, avremo fallito e faremo le nostre battaglie di quartierino, diremo: "ero più bravo io di te, io avevo detto, avevo visto, e lui ha fatto quello, e lo Stato nemico, il referendum"...ai cittadini non importerà niente! I cittadini diranno: "ancora una volta, la politica, tutta la politica ha fallito".
Vi chiedo, oggi, almeno su questo tema, che è un tema che è stato così coinvolgente, di dare insieme una risposta di tipo diverso, visto che la minoranza ha una posizione unica ma di apertura. Poi, naturalmente, ognuno ha le sue singole idee su come vuole fare questa cosa piuttosto che un altro, ma sul tema generale c'è una posizione unica di apertura per risolvere l'impasse legislativa, anche su due step...cioè la grande visione della riforma legislativa abbozzata dal collega Roscio può avere dei tempi molto più lunghi, ma si può trovare magari una risposta immediata all'impasse tecnica che si è venuta a creare. Di più, francamente, oggi non saprei cosa dirvi.
Président - Merci. La parole au collègue Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Se c'è qualcun altro della maggioranza, io lascio, per alternanza, la parola...va bene.
Questo argomento, collega Perron, è stato trattato per tutta l'intera legislatura passata; una scelta l'avevate fatta, questo è sicuro, ma è stata una scelta bocciata dai cittadini valdostani, e questo suo tentativo di rimettere in discussione in modo piuttosto artificiale questa cosa...francamente non me lo aspettavo e mi sembra fuori luogo. Questo discorso delle maggioranze, addirittura il costo del referendum...sui costi vorrei ricordare che si sono spesi 2 milioni di euro, 2 milioni in consulenze per costruire, per immaginare un trattamento a caldo dei rifiuti con consulenti - più o meno sempre gli stessi - che tra l'altro davano anche pareri contradditori: qualche anno prima dicevano che il pirogassificatore era una forma dichiaratamente inadatta alla realtà valdostana e, stranamente, alcuni anni dopo, ne erano i fautori...malgrado quello, si sono spesi 2 milioni di euro su questo percorso in consulenza. Se andiamo a vedere i costi, in generale, voglio dire: certamente il referendum è stato un momento di democrazia e di partecipazione...il costo dei 550 mila euro non mi sembra proprio il caso di tirarlo fuori, come argomentazione, anche per cercare il modo di sminuirne la portata.
Il nostro atteggiamento è stato ora, come al momento del referendum...passato il referendum, avevamo preso atto del risultato e credevamo che tutti l'avessero preso. Da quel momento abbiamo creduto - però il suo discorso di oggi mi fa un po' cambiare idea - che avessimo tutti accettato quel risultato, tant'è che abbiamo fatto addirittura una Commissione speciale per avere una rideterminazione degli indirizzi, eccetera, eccetera...commissione - che tra l'altro ho presieduto - che è finita male! Anche in questo caso abbiamo voluto...come dire? concedere la buona fede a quell'atteggiamento un po' contraddittorio che si è venuto a creare nella Commissione speciale.
Ora, il collega Perron rimette in discussione un po' tutto, ci dice: "eh, ma è arrivata la sentenza"...della sentenza bisogna tenerne conto, però sia chiaro che la sentenza della Corte costituzionale limita la nostra Autonomia come Regione, ma non ci impone nessun metodo, non ci impone niente! Le scelte politiche non sono vincolate da questa sentenza, non ci impone un trattamento diverso da quello a freddo, possiamo scegliere liberamente il trattamento che vogliamo, e i cittadini valdostani l'hanno scelto; noi dobbiamo soltanto trovare un percorso per dare seguito a questa cosa. Mi sembra...questo suo intervento mi ricorda un po' gli interventi del Presidente della III Commissione della scorsa legislatura, con un continuo rimettere in discussione quelle cose ormai passate e il polemizzare su questioni che ormai si davano per acquisite. E a questo punto credo sia necessario un pronunciamento chiaro da parte della maggioranza, del Presidente Rollandin, innanzitutto, su quello che si vuole fare, perché non si può continuare così! Ci vuole un pronunciamento chiaro e poi anche questo aspetto: aspettiamo che la Giunta ci dia le direttive. Certo, abbiamo aspettato, è da un po' che aspettiamo! Tra l'altro, tornando ai costi di questa operazione, 2 milioni di euro sono stati spesi in consulenze...adesso, in tre mesi, si va da VALECO e non ci costa niente! Potevate utilizzare lo stesso sistema anche nella passata legislatura, mi sembra, se vogliamo poi polemizzare sui costi, eccetera, eccetera...ne abbiamo di argomenti polemici...
La nostra mozione non aveva nessun intento polemico, era anche l'occasione per trovare un momento di condivisione all'interno del Consiglio regionale, fornivamo uno strumento anche di tutela dell'Amministrazione regionale rispetto al contenzioso che si è aperto con l'aggiudicatario...nell'ambiente, insomma, che evidentemente è un problema, e va risolto. Noi chiediamo che l'intervento legislativo possa essere lo strumento migliore, ma su questo possiamo approfondire, l'atteggiamento di questa mozione era questo.
La risposta che ci è venuta dalla maggioranza, evidentemente, a questo punto, richiede almeno da parte vostra una chiarezza definitiva. Grazie.
Presidente - Grazie collega. La parola al collega Roscio.
Roscio (ALPE) - Sì, grazie Presidente.
Non per secondo intervento, ma per fatto personale, perché sono stato chiamato in causa prima e voglio rispondere al collega Perron...eh, lo so, ma io volevo anche tenermi un altro intervento...
L'idea è questa: nel merito delle affermazioni, non sono proprio completamente d'accordo con lei, collega Perron. Poi magari un paio di battutine gliele faccio, ma apprezzo una cosa invece: apprezzo che, di fronte al silenzio che regna da quella parte, lei, perlomeno, un intervento l'ha fatto! Perlomeno qualcosa ha detto...lasciamo perdere che è andato fuori tema e che ha detto tutta una serie di cose che non c'entrano un accidenti, però un intervento l'ha fatto.
Io ho chiesto principalmente una cosa: chiarezza. Non ho capito assolutamente nulla su cosa avete intenzione di mettere in campo, perché questa difesa degli impianti più o meno belli, più o meno simpatici...pensi che addirittura ha detto: scelta all'avanguardia...così all'avanguardia che non ce n'è una in Italia che funzioni! Siamo oltre l'avanguardia, qui! Sulla cosa del rispetto della legge, è interessante come la legge, a seconda...
(interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)
...adesso arrivo, adesso arrivo al fatto personale, esplicito il fatto personale, arrivo subito al fatto personale.
Il fatto personale è che quella mia dichiarazione io la sottoscriverei ancora adesso, cioè mi sento tranquillamente in grado di dire che io non ho nessun interesse a venire ed occupare un posto qui, però le spiego anche perché sono venuto qui...e non è detto che non ci arrivi, perché guardi, una certa fatica la sto facendo...ma l'idea qual è? Che c'era un problema che secondo me che ricadeva sulla società civile. Fino a poco tempo fa, ero un cittadino che a un certo punto, senza pregiudizi, ha letto la documentazione predisposta per le scelte che voi avete fatto in passato... sinceramente mi sono molto preoccupato, prevalentemente anche sugli aspetti sanitari, ma prioritariamente sugli aspetti gestionali e tecnologici, che ritenevo del tutto inadeguati al contesto valdostano, quindi prioritariamente su quello...e quindi cos'ho fatto? Mi sono impegnato, per anni mi sono impegnato senza partecipare a elezioni di diverso tipo...collega Perron, mi sono impegnato così tanto che ho partecipato anche alla Commissione speciale e ho anche dichiarato, collega: "se la Commissione speciale arriverà a trovare indirizzi adeguati per la Valle d'Aosta, io sarò contento e avrò finito il mio compito". E guardi che l'avrei sinceramente auspicato. Siccome non è stato così, perché è stato affossato dalla maggioranza regionale quel comitato...è questo, perché mi ha chiesto perché sono qua! Eh no, è venuto a dire come mai io sono qui, in Consiglio...lo sto spiegando, ma potrei argomentare...
Allora, l'idea del perché sono qua sta citando un personaggio che è stato Vicepresidente degli Stati Uniti, che si chiama Al Gore, che ha detto, ricevendo tra l'altro il Premio Nobel sul problema dei cambiamenti climatici: "quando il Governo fa delle scelte scellerate (come in questo caso) e i cittadini non vogliono subirle in maniera supina, cominciate a scrivere al Governo, cercate di partecipare alle scelte del Governo e, se non vi ascoltano, andate "voi" al Governo! Allora ecco cosa sono a fare qui! Se voi non avete nessuna intenzione di dare delle risposte chiare ai cittadini valdostani, andatevene! ...invece di tirare fuori stupidaggini di qualunque tipo, perché noi, una certa idea, e sono qua per cercare di condividerla...ma se non avete nessuna intenzione di condividerla, invece di tirar fuori storie sul referendum che ha avuto più o meno voti...i votanti al referendum sono stati di più dei vostri votanti che vi hanno messi qui, avete capito? È un fatto personale, sì, permettetemi! Ecco perché sono qua: perché vorrei finire un lavoro che ho cominciato; dopodiché non avrei nessuna intenzione di occupare questo posto in maniera inopportuna. Grazie.
Presidente - Grazie. Altri? Possiamo chiudere la discussione generale se non ci sono altre richieste d'intervento? No. La parola al collega Bertschy.
Bertschy (UVP) - Sì, cercando di essere ligio al compito che ci ha assegnato il collega Ferrero, e che ringrazio comunque per averci richiamato a parlare del tema e a non uscire troppo dal tema...anche perché la nostra mozione non voleva essere, appunto, un ripercorrere la storia, la conosciamo bene, poiché è recente, e invece è...no, non voleva essere, Presidente...invece è semplicemente quello di dire: a fine 2013, a cavallo del 2014, cosa facciamo dei rifiuti in Valle d'Aosta? La domanda è questa. Poi ognuno si assume la responsabilità di dire se un referendum è costato troppo o se invece è stato un esercizio di democrazia, se il giorno dopo si dice che la Svizzera è un qualche cosa da copiare...poi ognuno si fa i suoi ragionamenti.
Noi diciamo in maniera chiara che, oggi, vogliamo andare nella direzione...tra l'altro, solo un mese fa, un po' assieme anche ai colleghi della maggioranza, abbiamo discusso e abbiamo pensato che potessimo andare tutti insieme da quella parte. Ecco, l'idea di andare finalmente a...non a cavalcare la volontà popolare, perché ormai è finito quel tempo lì, ma a portare avanti in maniera chiara quello che ci è stato chiesto di fare dopo che una legge, che era stata decisa, non è stata approvata dalla comunità con i criteri democratici che erano previsti per quel referendum...è quello che la politica, oggi, deve fare.
Oggi rimane tranquillamente da discutere se possiamo fare tutto in questa fase o se andare, in una fase successiva, in una commissione a disciplinare l'impegno politico che ci prendiamo. Semplicemente è questo che chiediamo. L'importante è essere chiari sul lavoro che si vuole andare a fare insieme. Poi evito, proprio per rimanere nel solco della discussione che è stata tracciata, di parlare di tradizioni, di bruciare o di non bruciare...non era quello sicuramente il tema...io non ho visto grossi falò in giro, ho visto sovente dei posti dove venivano depositati i rifiuti del mangiare di tutti i giorni per allevare delle bestie vicino a casa, ecco, ma non ho visto grandi falò.
Quello che mi stupisce, invece, è che si ricicli la sentenza, questo sì, questo mi preoccupa un po', su questo sono preoccupato, perché se siamo già dell'idea di capire come difenderci dall'assegnazione dell'appalto, questo mette già tutta la discussione su un altro piano. Rimaniamo nella domanda che ci siamo fatti: noi siamo per andare avanti nella direzione della mozione, di aggiornare la legge, di mettere la legge in condizione di difenderci da chi eventualmente vorrà esercitare dei diritti sull'appalto e di discuterne, poi, in commissione. Grazie.
Président - Merci. La parole, pour la seconde intervention, au collègue Roscio.
Roscio (ALPE) - Grazie Presidente.
Riprendo da una cosa che avevo lasciato indietro prima: il fatto delle leggi, nel senso che qua si richiamano le leggi che vengono utilizzate in parte o in toto a seconda della convenienza, nel senso che il Consigliere Perron ha detto: "ah, ma la scelta che noi avevamo fatto era pienamente nel rispetto della legge"...vorrei anche vedere che non fosse nel rispetto della legge...cosa volevate, porvi nell'illegalità quando facevate delle scelte impiantistiche? Quando dalla nostra parte vi si dice di rispettare le leggi, si intende non di rispettare in senso lato la legge, perché ovviamente la legge va rispettata, non è che si devono fare delle scelte fuori legge...semplicemente la legge, in questo caso, la norma europea, ma anche quella nazionale, impone tutta una serie di azioni, tutta una serie di livelli che, banalmente, la Valle d'Aosta non ottempera! Ecco, la legge non è che vieta di bruciare, però la legge dice: "sì, sì, puoi bruciare, ma prima mi fai il piano di prevenzione (che la Regione Valle d'Aosta non ha), prima mi raggiungi i livelli di recupero del materiale a certi livelli (cosa che la Valle d'Aosta non fa) e poi bruci anche". Non è che dice: "per forza, bruci", puoi bruciare, ma siccome la Valle d'Aosta è piccola e la produzione di rifiuti è modesta, e su questo penso che...sebbene ci impegniamo molto di più di altri non ne produciamo abbastanza, se noi facessimo le azioni di cui sopra, quello che avanza sarebbe così poco da rendere completamente antieconomico qualunque tipo di impianto a caldo, e su questo sono state stese fior di documentazioni, eccetera, eccetera. Soprattutto, se noi andiamo a vedere la legge prendendola dal sotto anziché dall'inizio...sbagliamo, perché anche l'Unione europea con una deliberazione del Parlamento ha detto che, entro il 2020, non si potranno più incenerire rifiuti che siano compostabili o riciclabili. È vero, ma se noi in Valle d'Aosta troviamo il modo di gestire i rifiuti compostabili o riciclabili, e però ci avanzano diecimila tonnellate e le mettiamo sotto il tappeto...quelle lì non giustificano un impianto per il trattamento a caldo, perché lo sanno tutti che l'impianto di trattamento a caldo sono un bagno di sangue, a meno che non abbiano volumetrie grosse. E allora, noi, in Valle d'Aosta...ma neanche se mettiamo tutti i nostri rifiuti dentro l'impianto a caldo riusciamo a farlo stare in piedi per la produzione di energia che lì, sì, ha un rendimento che fa ridere, perché si parla di cose al di sotto del 30 percento! Quando noi mettiamo i rifiuti in un inceneritore, non ci mettiamo dentro il metano e la benzina, ci mettiamo i rifiuti, e se ci sono dei rifiuti con l'organico, quella roba lì non solo non brucia di per sé, ma occorre anzi insuflare dell'aria con del metano per mantenere la combustione, quindi hai voglia di quanto rendano, senza dover entrare in altre cose. Il problema, qua, non è tanto l'impianto di smaltimento finale che io ripeterò sino allo sfinimento, non è il bandolo dalla matassa, qui si parla della gestione.
E vengo a spiegare al collega Perron che c'entra la TARES. La TARES che fa? È una tassa, ed è una tassa che impone che cosa? Impone la copertura dei costi di gestione ai cittadini, 100 percento del costo di gestione lo pagano i cittadini, che vuol dire: costo del trasporto, costi della raccolta, costi dello smaltimento, okay? Allora, perché c'entra? Perché se la gestione è la cosa prioritaria che devo mettere in piedi, che sia efficiente, all'avanguardia e funzionante, avrò una gestione che costa poco rispetto ad una gestione come abbiamo noi, oggi, ridondante, malfatta, che non rispetta le cose...e allora lì sì che c'entra la TARES! Perché se io faccio una gestione efficiente dei rifiuti, i cittadini pagheranno meno di quello che pagano adesso con la gestione malfatta. Ecco, collega Perron, cosa c'entra la TARES e perché la metto nella questione: perché la gestione dei rifiuti è l'aspetto fondamentale, più che lo smaltimento, ecco perché c'entra!
L'ultima questione (poi vado a concludere): come si pone la Regione nei confronti di chi è aggiudicatario? Qua bisogna fare un passo indietro, perché nella scorsa legislatura, né io, né lei, collega, eravamo qua dentro, ma alcuni colleghi c'erano, hanno preso delle scelte, condivise, più o meno, ma mi ricordo che a un certo punto quando si era portata una scelta alternativa rispetto a quella dell'impianto a caldo...e, permettetemi, è stata fatta una scelta di non confrontare le due ipotesi, dicendo: "ah, una non funziona, abbiamo già stabilito che non funziona"...ma è stata una scelta di non valutarla, perché l'alternativa alla gestione dei rifiuti c'era, era stata scritta nero su bianco e - se mi permettete - non dal sottoscritto, ma da tecnici che fanno quel mestiere, riconosciuti a livello mondiale come esperti del settore, quindi un'alternativa gestionale c'era! Vi avevo anche chiesto di valutarla, anzi, 11 mila cittadini valdostani hanno firmato una petizione per valutarla, voi avete rifiutato, e si è andati nella strada del referendum, che lei dice inutile, costi inutili...ma io non credo che siano stati costi inutili! La Regione, allora, o meglio qualche Consigliere che era qua dentro allora, quando è stata fatta la scelta di deliberare per andare sull'impianto a caldo, con un referendum già indetto, ha detto: "colleghi, facciamo una votazione nominale, perché eventuali danni derivanti da un'aggiudicazione illegittima e inopportuna ricadranno su chi ha alzato la mano dicendo: nonostante ci sia un referendum in corso, noi scegliamo di andare all'aggiudicazione". Ecco dove ci sono le responsabilità derivanti nei confronti dei terzi! E per fortuna che avete fatto solo l'aggiudicazione provvisoria, perché sennò sì che avreste pagato direttamente di tasca vostra (quelli che erano qua prima)! Quindi le responsabilità non sono di chi, da fuori, cercava di proporre, di fare delle iniziative tutte volte alla collaborazione, alla proposta più che alla critica...sta in chi, qua dentro, ha fatto delle scelte di un certo tipo, tutte politiche.
Lo ribadisco ancora una volta: non siamo qui per dire chi è più bravo, più cattivo, chi ha fatto la storia, è storia ormai...siamo qui per chiedere cosa avete intenzione di fare! Sulla scelta dell'impianto che era tanto bello, simpatico...ho capito che vi piaceva tanto, ma i valdostani hanno detto: "non lo vogliamo". Allora su questa cosa qua diamo una risposta o, meglio, date una risposta? La minoranza, congiuntamente, la scelta l'ha fatta; ci saranno delle piccole discrepanze, nel senso che magari qualcuno è più tecnico oppure è più politico, ma l'obiettivo della minoranza, visto che la mozione l'hanno firmata tutti, è chiaro! La minoranza su questa cosa qua ha già preso una sua posizione. Aspettiamo che una posizione altrettanto chiara venga dalla maggioranza.
Allora, il collega Perron ha avuto il coraggio di parlare e di questo gli rendo atto; non siamo d'accordo, e ci sta anche questo, però non ho capito quale scelta avete intenzione di fare, e sarebbe bello che si esplicitasse. Allora aspettiamo Bianchi che ci illumini e vediamo se ci troviamo d'accordo. Grazie.
Président - La parole au collègue Grosjean.
Grosjean (UVP) - Bonjour Présidente.
Bene, anch'io, semplicemente per ribadire l'impegno della mozione...penso non sia il caso che mi metta qui a delucidare, ormai lo abbiamo detto e ridetto.
Volevo solo fare un piccolo appunto al collega Perron, perché lui, per sua fortuna, è di un'era un po' più recente, io sono già un po' più anziano, ho una quindicina d'anni in più, e sono nato nell'era in cui non si bruciava. Quando io ero bocia, mi ricordo che prima di accendere un fuoco in campagna ne passava di tempo, e solo alla fine si bruciava quel po' che rimaneva, ma le foglie si andavano a raccogliere per metterle sotto i vitelli, per aumentare la produzione di letame, il letame e la sostanza organica erano un qualcosa di positivo, le scarpe vecchie non si bruciavano, e neanche le scatolette delle sardine, si mettevano da parte per quando si facevano le provane nelle vigne - se vi ricordate, se sapete cosa sono, altrimenti vi faccio un passaggio anche su questo tipo di attività che veniva fatta - e tutto questo serviva a concimare i nostri vigneti.
Il fatto che quindi gli agricoltori adesso brucino probabilmente...o che in questi ultimi anni sia enormemente ed esageratamente aumentata l'abitudine a bruciare, probabilmente è proprio perché abbiamo perso il senso dell'agricoltura, perché agricoltura vuol dire "riciclare", "riportare in natura" tutto quello che è possibile. Bruciare è diventata una bruttissima abitudine, tant'è vero che in tanti paesi, anche a livello agricolo, i falò sono vietati! Le frappe delle vigne qui le bruciamo ancora, anche se sono vietate, e c'è stata quest'abitudine...adesso c'è un po' più di controllo, ma 10-15 anni fa tutti bruciavano, però se torniamo un po' più indietro tutto veniva utilizzato, niente veniva bruciato! E quindi dire che la tradizione della Valle d'Aosta era quella di bruciare mi sembra un po' una tradizione non corretta. Volevo solo ribadire questo, anche perché poi, chi accendeva i fuochi...normalmente era la gente di campagna, non erano sicuramente quelli di città. Chiaro, poi c'erano dei momenti particolari, c'erano i falò legati a certe tradizioni, questo è vero...ci sono ancora adesso, a Saint-Jean, a Saint-Pierre si fanno dei fuochi, ma avevano uno scopo! Chiedo a voi se qualcuno mi sa dire qual era lo scopo dei fouà de Saint-Jean, cioè dei fuochi di San Giovanni!
Presidente - La parola al collega Borrello.
Borrello (SA) - Grazie Presidente.
Tutti auspicano l'intervento chiarificatore del Governo, ma vedo che in maniera continuativa ci si prenota, e quindi porto anche il mio contributo, perché anche noi, anch'io mi aspetto - e sono sicuro che arriverà - un chiarimento da parte del Governo in merito alla mozione.
La valenza della mozione è riconosciuta, perché effettivamente riconosco al collega Cognetta di aver fatto un'esposizione lineare e semplice; praticamente ha detto: qual è la posizione della maggioranza in tal senso? Poi entro nel merito dell'impegnativa...così come ho riconosciuto nel collega Donzel l'onestà intellettuale nel definire - uso un termine da lei prodotto - l'impasse, perché proprio in quest'assise si è fatto un po' il riassunto di quello che è stato il pregresso, che riassumo in quattro o cinque passaggi: decisione consiliare per fare un certo tipo di trattamento, successivamente dibattito, successivamente attività della popolazione che ha prodotto tutta una serie di iniziative, successivamente attività referendaria, successivamente espressione del voto; l'ultima considerazione da mettere all'interno di questo percorso che ho testé enunciato è la sentenza, e di questa sentenza bisogna prenderne atto. Le sentenze, come qualcuno mi ha già anticipato anche in altre sedi, si applicano e non si discutono.
Detto questo, voglio fare due considerazioni, perché qualcuno ha citato l'attività della Stella Alpina all'interno del Consiglio comunale di Aosta. L'attività della Stella Alpina all'interno del Consiglio comunale di Aosta è un'attività di continuità rispetto alle scelte prodotte, anche prima dell'insediamento di questo Consiglio Valle, e di conseguenza il collega Donzel, che ricordo ha autonomia all'interno del proprio ruolo assessorile, sta facendo tutta una serie di ragionamenti, che sono ovviamente in continua...diciamo concertazione anche con quella che è l'attività regionale. Dico questo perché? Il rispetto della volontà popolare...questo lo abbiamo scritto all'interno dei nostri programmi elettorali, lo abbiamo detto anche all'interno di quest'aula, perché non è la prima mozione che è incardinata sul discorso dei rifiuti, lo ribadisco in questo momento. Però - e guardo tutti coloro che hanno fatto gli Amministratori all'interno dei Comuni - l'applicazione di un'enunciazione prettamente di un principio di indirizzo quale quella del "non applichiamo il trattamento a caldo", deve poi confrontarsi con quelli che sono i costi, i costi dell'applicazione, qualsiasi scelta venga attuata nel rispetto dell'esito referendario. Dico questo perché il buon amministratore non può non prendere in considerazione quelle che sono le problematiche relative ai costi...l'ha citato anche il collega Roscio, andando ad individuare una spiegazione per quanto riguarda la TARES...applicare il referendum con risposte chiare a seguito di uno studio, di un'analisi, che deve essere ovviamente fatta, perché con l'enunciazione di principio non si risolvono i problemi. Volevo solo fare questo ragionamento, perché credo che sia apprezzabile il fatto che si chieda un'apertura per andare a trattare della tematica.
In merito invece al discorso dell'impegnativa della mozione - io leggo soprattutto il secondo punto, che interessa la mia persona, in qualità di Presidente della III Commissione - apro una piccola parentesi: molte volte citate il fatto che con entusiasmo io abbia prodotto delle Commissioni consultive...è vero, perché ritengo che...cercate di non tirarmi per la giacchetta, se l'ho fatto è perché ci credo, credo che la formazione e il sapere di tutte quelle che sono le possibilità all'interno di un certo tipo di scelta debbano essere messe all'attenzione di tutti i Consiglieri, ed è per questo che io ho convocato tutta una serie di sedute consultive, per andare a trattare, perché solo se si conosce si può decidere. Penso che, alla luce di questo, la disponibilità del Presidente della III Commissione sia già stata manifestata in altre sedi.
Ritengo solo che bisogna fare attenzione, perché...non sono un tecnico, ho sentito tanti interventi tecnici, però un piccolo passaggio lo voglio fare: quando mi si viene a chiedere di andare a modificare una legge, la 31 del 2007, e abbiamo appena ricevuto una sentenza che dice che non si può...ecco, io dico solo: facciamo attenzione, andiamo a fare una valutazione attenta...ripeto, questo non vuol dire che non si vuole fare, vuol dire: attenzione, ci sono delle risposte normative da applicare, delle sentenze che sono appena arrivate. Dico solo - e chiudo - che bisogna fare un'analisi condivisa: questo penso sia lo spirito della mozione che è stata espressa; però, parallelamente, bisogna fare anche delle analisi tecniche rispetto a quella che è l'applicabilità di questa mozione.
Président - La parole à la collègue Certan.
Certan (ALPE) - Grazie Presidente.
Intervengo in realtà per ribadire alcune cose che sono state dette e che credo spesso rimangano un po' nel flou, o si voglia appositamente rimetterle in gioco perché i cittadini poi non ne capiscano bene.
Intanto quello che trovo scorretto è che si continui a parlare della minoranza e della maggioranza. Noi abbiamo sempre sollecitato, è vero, come forze di opposizione, ma non abbiamo mai, "mai" detto che volevamo come minoranza mettere il marchio. Abbiamo sempre chiesto la collaborazione di tutto l'intero Consiglio regionale, di tutte le forze presenti in Consiglio regionale, e direi anche di tutti gli Amministratori sul territorio, per risolvere un problema che è di tutti, che è da risolvere - come ha detto il collega Roscio - immediatamente, perché siamo fuori termini, anche fuori dai tempi dettati dalla legge, e cerchiamo sempre di essere costruttivi e propositivi. È vero che sollecitiamo e magari "rompiamo", però...perché ho sentito anche questo e allora lo diciamo...è vero che sollecitiamo, ma credo che sia il ruolo del Consiglio regionale quello di definire che strada prendiamo per la questione della gestione dei rifiuti, che non è solo smaltimento dei rifiuti. Io credo che su questo, spesso, ci sia appositamente la non volontà di approfondire il problema.
Il discorso della Corte costituzionale, che dice che la materia sanitaria non è materia ambientale, non vuol dire che il pirogassificatore va bene e può essere fatto, perché su quello si sono espressi i cittadini, e siccome noi tutti siamo rappresentanti dei cittadini, credo che qua dobbiamo tenere conto di quello che i cittadini hanno chiaramente detto, perché tutta la campagna referendaria è stata portata avanti in modo chiarissimo, non sono state dette cose vere o non vere...sono posizioni diverse, ma sono state dette in modo chiarissimo le varie posizioni. I cittadini, in modo chiarissimo, hanno deciso, e siccome noi siamo tutti rappresentanti dei cittadini dobbiamo anche tener conto di questa presa di posizione, e la Corte costituzionale non ha detto che il referendum non ha validità.
Insisto poi sulla questione anche sanitaria, perché comunque la questione dell'inquinamento...da fonti diverse, eh, perché sentiamo spesso dirci che anche le macchine inquinano...certo, sono scelte, è vero che c'è la Cogne che inquina, è vero anche che se possiamo evitare di aggiungere altre fonti inquinanti forse è meglio, non solo per la minoranza, ma per tutta la Valle d'Aosta. Questi dati ce li dà l'OMS, non li diamo né noi, né persone meno o poco qualificate. I dati dell'OMS sull'inquinamento sono chiarissimi e sono anche fonti di una delle prime cause di tumori, e quindi su quello insisto, anche se non ci sono dati certi, certissimi, anche se stanno arrivando...anche sull'amianto 30 anni fa non si sapeva niente, andava bene così e si metteva in tutte le case, e poi adesso abbiamo fatto dei passaggi diversi...anche all'ILVA di Taranto qualche anno fa andava bene così, e adesso ci siamo... Allora, se riusciamo a trovare una via alternativa a quella dell'incenerimento, perché non provare a cercarla insieme? ...non o la minoranza o la maggioranza o una questione di opposizione, ma "insieme", l'abbiamo ribadito in tutti i modi.
Con questa mozione chiediamo anche di dire tutti insieme, come Consiglio regionale...credo che se oggi la politica sta perdendo veramente quella credibilità, è proprio perché i cittadini non capiscono quale direzione e che cosa si vuole fare. Quindi diciamo chiaramente qual è la direzione che vogliamo prendere, discutiamone...in commissione, per forza, dove? Sono quelle le sedi deputate a fare questo, discutiamone, troviamo delle vie di mezzo, delle soluzioni condivise, ma diciamo ai cittadini che cosa vogliamo fare, perché ad un anno dal referendum non si è ancora capito se la maggioranza è compatta e ha scelto di seguire l'indicazione data dai cittadini o se sta "nicchiando", aspettando prima la Corte costituzionale, poi che la discarica sia piena e poi...non so cos'è che aspettiamo ancora!
Devo dire che chiaramente abbiamo capito quello che pensa l'Assessore, perché l'ha detto, l'ha scritto, l'ha più volte ribadito, dal suo insediamento ha chiesto di poter fare alcuni accertamenti, che, secondo me e secondo noi sono assolutamente leciti, perché capiamo anche che arrivando in questo Assessorato abbia voluto fare delle valutazioni, anche e soprattutto perché c'era un contratto in essere e quindi è chiaro che ha voluto continuare, capire e percorrere quello...ma da altre persone, a parte Perron e Borrello che oggi si sono espressi, e che sono stati in alcuni passaggi molto chiari, in altri meno, non abbiamo ancora sentito dire se la volontà popolare sarà rispettata.
E credo, collega Perron - anche Borrello l'ha citato - che andare a tirare adesso in ballo i costi...certo, i costi sappiamo che ci sono, ma sono state date in tutti modi delle...i costi futuri, certo, per la gestione dei rifiuti è stato anche chiaramente evidenziato come in alcune Regioni, in alcune città, in alcuni paesi molto simili alla Valle d'Aosta, laddove si è fatta la gestione in un certo modo, si è risparmiato, non solo l'Amministrazione, ma anche i cittadini, hanno concorso a...diciamo ottimizzare questo servizio, concorrono con una crescita culturale importante. Perché non vogliamo provare a percorrere questa strada, quali sono gli impedimenti? Perché noi vogliamo sapere questo: quali sono gli impedimenti? Vogliamo...adesso la lasciamo parlare, Presidente, non abbia fretta, la lasciamo...è stato abbastanza chiaro nel suo intervento...
Sui costi inutili del referendum non vorrei portare via troppo tempo, perché aspettiamo le risposte, allora non porto via troppo tempo, ma credo che andare a tirare fuori adesso dei costi inutili per il referendum...beh, credo che sia abbastanza pretestuoso, ed è quello che poi a volte fa veramente riflettere e fa chiedere a noi: ma dove, perché si vuole perder tempo, dove si vuole andare perdendo tutto questo tempo? Quindi l'analisi condivisa, collega Borrello, siamo stati i primi a proporla, ma se non abbiamo mai voglia di incontrarci in commissione per condividere qualcosa e continuiamo a lasciare passare il tempo, lasciare passare il tempo, mi chiedo com'è che faremo mai a condividere qualcosa! Per condividere bisogna aver voglia di incontrarsi, e questa mozione va in quella direzione. Grazie.
Président - Merci. Il n'y a pas d'autres? On peut fermer la discussion générale? Avant de fermer la discussion, la parole au collègue Viérin.
Viérin L. (UVP) - Merci Madame la Présidente.
Due considerazioni, sia in parte sul passato che in parte sul futuro. Non tornerò troppo sul passato, ma alcuni passaggi, soprattutto sollecitati da alcuni interventi, paiono doverosi, partendo da alcuni assunti che sono stati espressi in quest'aula: che oggi la volontà popolare va rispettata.
Ci ha fatto piacere sentire che in alcune interviste l'Assessore Bianchi, in particolare nelle ultime settimane, ha ribadito questo concetto, perché da qui bisogna partire per guardare al futuro, ricostruendo però anche alcuni passaggi del passato; intanto volontà popolare che, sicuramente, da un punto di vista democratico e al di là delle sentenze, va nell'ottica di essere rispettosi di ciò che una comunità, al di là delle percentuali, collega Perron, che non vedo in aula...perché anche la minoranza è, da un punto di vista numerico, maggioritaria in termini di voti, eppure sono altri che governano! Quindi le regole di un referendum erano fissate, il referendum si è svolto, e questo referendum ha dato un esito; oggi noi abbiamo tutti il dovere di fare rispettare questa volontà popolare. È chiaro che il rispetto della volontà popolare passa attraverso i meccanismi democratici e oggi la credibilità della politica dipende da questa cosa, perché effettivamente, al di là del Consiglio - che non ho ancora capito in che direzione si voglia andare, al di là di dire: "beh, aspettiamo VALECO e vediamo", ma la comunità ce lo chiede, lo sapete tutti che la comunità chiede adesso in che direzione si andrà sul tema dei rifiuti.
Dicevo, collega Perron che, al di là dei numeri, al di là di ciò che è stato l'esito in termini percentuali...anche perché la questione oggi è troppo importante, perché andrà a disegnare il futuro di questa comunità, e altri, tecnicamente, l'hanno spiegato meglio di noi. Allora, è vero che qualcuno in quest'aula aveva fatto certe scelte, si è ricordato i 30 Consiglieri su 35, con 5 astensioni...sì, perché - e lo dico per me, ma credo di poterlo dire anche per gli altri colleghi che hanno aderito a questa cosa - in quel momento sembrava, anche a detta dei tecnici che sono venuti in tutte le salse a spiegarci questa prospettiva di gestione dei rifiuti...sembrava la soluzione ideale. Ma poi è subentrato un altro fatto, che è quello delle firme raccolte, della gestione di un referendum anche dal punto di vista politico! Concordo, collega Perron, che questo referendum dal punto di vista politico è stato gestito male, ma le ricordo anche che lei era Presidente dell'Union e che quel referendum è stato gestito dall'Union, e che nelle varie interviste, al di là delle interviste del collega Roscio, lei ad un certo punto ha detto: "questo referendum è pro o contro l'Union"...beh, bella cosa! Peccato che il giorno dopo, dopo i risultati, nessuno ne abbia tratto le dovute conseguenze!
Al di là di questo, dico che è stato un periodo, quello del referendum, al di là della gestione, che doveva essere più sensibile da un punto di vista della classe politica dirigente nel capire la sensibilità della comunità, che su questo tema ha chiaramente fatto capire che, al di là delle idee politiche, c'era una questione che andava sul futuro di questa comunità, sulla salute e, appunto, su un tema così delicato e con quel referendum, è stata messa la parola "fine" sulla questione del trattamento a caldo per quanto ci riguarda, per quanto riguarda la comunità. Mi ha un po' fatto rabbrividire il passaggio sulla sentenza, perché possono arrivare anche delle sentenze, però se la volontà politica vuole andare in una certa direzione, volontà politica ci deve essere!
Ecco lo spirito di questa iniziativa: noi non vogliamo mettere in discussione tutto ciò che è successo, anche se ognuno di noi ha una posizione personale e un'onestà intellettuale che va rispettata per dire perché si arriva a una certa scelta. Però la mozione è un indirizzo politico, e quindi voi dovete rispondere a questo indirizzo politico, cioè dirci: siete e siamo tutti concordi nel voler andare in una certa direzione. La prima richiesta credo sia semplice: capire in che direzione si possa andare...lo vogliamo capire, ma prima di volerlo capire, vorremmo capire qual è la vostra idea, e noi, sinceramente, non la stiamo capendo e probabilmente non l'avete neanche voi, o meglio non vi siete ancora confrontati su questo, perché quando dico che noi siamo numericamente, come opposizione, superiori in termini di voti, ma che siete voi che governate...non dico voi, ma sono loro.
Il fatto, oggi, di essere qui a discutere sui rifiuti dopo un anno...lo ricordava il collega Roscio, ma anche altri...beh, dovrebbe essere un qualcosa che è naturale, nel senso che le audizioni varie che sono state giustamente organizzate...prima informarsi, perché quando cambia la legislatura è giusto anche fare il pezzo di pregresso, informarsi bene su...anche attraverso esperti, i massimi esperti che sono stati fatti venire, però poi bisogna decidere, sapendo che...benissimo, siamo solo 17, e se oggi si vuole ancora sfidare la volontà popolare che lo si faccia pure, però che si abbia almeno il coraggio di dirlo! Perché quello che noi non riusciamo a capire oggi e, anzi...forse ci mettiamo anche un po' di malizia e questo non va bene...è che quando sentiamo citare le sentenze, quando si muovono i grossi interessi, quando si muovono le lobby, ci viene anche il dubbio che dietro a tutta questa vicenda del pirogassificatore - l'abbiamo anche percepito l'anno scorso - ci sia qualcosa che vada oltre questa comunità...quando c'è il business subentrano altre vicende.
Oggi, al di là di questo, il referendum è stato archiviato, io l'ho vissuto anche da un punto di vista personale, oltre che politico, e vorrei ricordare, collega Perron, che appunto avevate caricato questo referendum da un punto di vista politico in un modo esagerato, ma lei per primo, e poi, il giorno dopo, le considerazioni e le conseguenze politiche non sono state tratte, né da lei, né dai colleghi Lanièce e Zublena, che erano i due responsabili da un punto di vista politico della gestione anche del dossier. Le vicende che poi hanno portato ad altre dimissioni sono note; però, oggi, non possiamo più permetterci di perdere tempo. Questa è la considerazione.
Ultima considerazione, e concludo, collega Perron: la parte storica inerente al bruciare i rifiuti l'ha ricordata molto bene il collega Grosjean. Io volevo fare un passaggio invece ideologico sulla questione dei temi ambientalisti. Io preferisco usare i temi ambientali o, meglio ancora, la tutela del territorio e l'amore del territorio. Beh, questi sono sempre stati i temi dell'Union Valdôtaine! Alla fine degli anni '70 con i Centres culturels e con le grandi battaglie ideologiche del notaio Bastrenta "Le sou sun de papì ma la tèra l'è d'or" (traduzione letterale dal patois: "i soldi son di carta, ma la terra è d'oro") i temi per difendere...siamo andati anche a volantinare, collega Perron, davanti all'autostrada, all'uscita del casello, con le canzoni di Maguy Bétemps per non fare inquinare la nostra Valle, tutti assieme, tutti assieme! Dopo c'è stata, da un punto di vista ideologico, un'incarnazione da parte dell'Union Valdôtaine di questi temi ambientali, che ha saputo cavalcare dai Centres culturels, dai movimenti arpitani, da tutto quel mondo culturale per portarlo e tradurlo nelle istituzioni. Quei temi però, sono poi sfuggiti di mano, anzi, sono nati altri movimenti ambientalisti che hanno "cavalcato" o comunque incarnato solo quella parte, ma i temi ambientali sono valdostani, sono temi valdostani, perché la difesa del nostro territorio...maîtres chez-nous significa anche questo: pensare al futuro della nostra comunità tutelando sia la salute, ma anche la gestione del nostro territorio! Quindi la parola "ambientalista" è vero che ogni tanto suscita nella comunità certe espressioni forse anche estremiste, perché è stata vezzeggiata come termine, è stata vezzeggiata...ma sono temi valdostani, sono temi nostri! Noi non possiamo permetterci di delegarli ad altri, soprattutto fuori dai nostri confini, soprattutto alle grandi lobby!
È quindi in questa direzione che noi vorremmo andare, cioè quella di riprenderci il futuro della Valle d'Aosta anche ambientale, di riprendercela e di dirci dove vogliamo andare, perché effettivamente il tempo è prezioso e non vorremmo che, poi, tutto questo ricada sulle spalle della comunità dando la colpa al referendum! Perché è questo ancora l'ulteriore aspetto: che non si pensi poi di dire: "beh, allora si perde tempo" da un lato, passa il tempo, e poi si dice: "beh, d'altronde la gente ha votato in un certo modo, la soluzione c'era, poi loro hanno scombussolato tutto e adesso vi tenete le cose, costano di più e ricadranno sulle spalle della comunità". Siamo ancora in tempo - come l'abbiamo detto per altri dossier - per intervenire. Se non vi siete ancora chiariti, chiaritevi tra di voi; sappiamo che ci sono sensibilità diverse, anche perché il tema è trasversale e non è un tema ideologico-politico per forza.
Noi facciamo appello - e ne siamo certi - alla sensibilità dell'Assessore Bianchi, ripeto, perché vorremmo che questo sia - e altri l'hanno detto - veramente un dossier, soprattutto per tutto quello che è successo, che abbiamo vissuto tutti male...che fosse un tema che riprendiamo tutti assieme, senza la spartizione o comunque la divisione tra maggioranza e opposizione, anche perché, ripeto, la maggioranza siamo noi, collega Perron, anche in termini di voti. Noi facciamo parte di quella maggioranza di cittadini valdostani che non solo deriva da un'espressione referendaria, perché ognuno di noi ha avuto un percorso diverso anche su quella vicenda, certe forze sono state sin dall'inizio su questo tema, altre hanno avuto posizioni diverse dopo, però oggi siamo tutti convinti - ed è questa la coesione di questa opposizione, di queste forze di opposizione - nel dirvi che anche su questo dossier il tempo è scaduto, e anche su questo dossier, come su tanti altri dossier, non si percepisce in che direzione si stia andando, anche perché non lo sapete neanche voi! Grazie.
Presidente - Grazie. Altri? Non ci sono altre richieste? Possiamo chiudere la discussione? La discussione generale è chiusa. Per la replica, la parola all'Assessore Bianchi.
Bianchi (UV) - Sicuramente questo tema ci ha portato via tutta la mattinata, ma ben venga; ha di nuovo attivato in noi ricordi legati alla campagna referendaria perché sicuramente ognuno di noi ha vissuto il momento del referendum, chi da Sindaco, come me, e altri che oggi siedono qui, chi da Presidente del Movimento come Ego Perron, sicuramente l'abbiamo vissuto tutti in una certa maniera. Oggi sono stati toccati aspetti più tecnici, e chi invece ha elencato tutta una serie soluzioni e di situazioni.
Io tornerei un po' - com'era stato chiesto dal Consigliere Ferrero - all'indirizzo generale della mozione. Quindi rileggerei il primo punto della mozione, perché con tutti gli interventi forse ci siamo anche un pochino persi, in cui si chiede l'impegno del "Governo regionale affinché qualsiasi azione volta a pianificare la gestione dei rifiuti (studi di fattibilità, incarichi e altri atti amministrativi), promossa dall'Assessorato competente o da qualsiasi società controllata o partecipata della Regione, escluda, nella maniera più assoluta, la possibilità di smaltire i rifiuti mediante trattamenti a caldo". Su questo aspetto non posso che ribadire quanto ho - o potrei dire abbiamo - detto finora.
L'Assessorato sta lavorando per la definizione di un sistema integrato di trattamento dei rifiuti coerente con tutte le disposizioni comunitarie, statali e regionali vigenti, che riporti le necessarie valutazioni di carattere tecnico, impiantistico, economico, finanziario e tariffario, nonché i tempi di realizzazione. Nondimeno occorrerà anche considerare gli investimenti effettuati - e su questo alcuni Consiglieri hanno fatto i passaggi - delle autorità di subATO, cioè gli investimenti che le Amministrazioni comunali hanno fatto fino ad oggi, e le scelte da esse operate, tenuto conto della volontà di uniformare - cosa che abbiamo votato all'unanimità all'interno di questo Consiglio - cercando di ottimizzare in generale le modalità di raccolta.
Posso anticipare che è stata richiesta a VALECO un'integrazione con particolare riguardo all'aspetto economico sullo studio di prefattibilità. Abbiamo chiesto espressamente la formulazione di diverse proposte che tengano conto di quanto ricordato, in modo da operare la scelta migliore per la nostra realtà regionale. Sottolineo che, oltre all'aspetto impiantistico, sarà ben ponderato - come hanno già sottolineato altri Consiglieri - l'aspetto economico: è importante che i cittadini sappiano quanto peserà nelle loro tasche, dal punto di vista economico, una scelta rispetto ad un'altra, credo che dobbiamo essere onesti nei confronti di tutti (questo proprio collegandomi anche al discorso che ha fatto il Consigliere Roscio sulla TARES).
Oggi sappiamo che il quadro normativo di riferimento è cambiato, l'abbiamo ripetuto tutti, è intervenuto il giudizio della Corte costituzionale sulla legge regionale modificata con il referendum del 18 novembre 2012, con la quale si impediva il trattamento a caldo dei rifiuti in Valle d'Aosta. La sentenza della Corte costituzionale n. 285 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di tale articolo, con ciò eliminando un obbligo di legge (ha detto bene qualcuno).
L'avevamo detto e l'ho ripetuto appena si è avuta notizia della sentenza, e non ho problemi a ribadirlo oggi, collega Viérin: il Governo regionale intende rispettare la volontà dei valdostani espressasi a seguito del referendum, in tal senso ci siamo impegnati anche nel programma di legislatura presentato al Consiglio regionale; ben consapevoli tutti, però - sono sicuro anche da parte della minoranza, in funzione degli interventi che sono stati fatti - che comunque qualsiasi soluzione adottata comporterà per la parte da valorizzare un trattamento a caldo...a questo punto fuori Valle. Quindi è utopia - non può neanche essere una battaglia di ideali o di esseri illuminati, come qualcuno ha dichiarato in Consiglio - oggi escludere nella maniera più assoluta la possibilità di smaltire rifiuti mediante trattamento a caldo, e ripeto per esteso quello che è stato scritto sulla mozione: se si decide per un impianto di trattamento a freddo, necessariamente il trattamento a caldo, perlomeno di una parte dei rifiuti - anch'io mi auguro per una parte piccola - sarà altrove, da un'altra parte, e avrà un certo costo...questo lo dobbiamo sottolineare per onestà intellettuale nei confronti di tutti.
Credo che il tema nel suo complesso sia comunque da affrontare in quest'aula, in commissione prima e, poi, in Consiglio. È corretto che tutti noi rappresentanti della comunità valdostana discutiamo e votiamo su quella che sarà la scelta sul trattamento dei rifiuti nella nostra regione; d'altra parte è quello che è stato fatto anche per la decisione sul pirogassificatore, ricordato da altri Consiglieri, qui, all'interno dell'aula. Adesso poi abbiamo anche una sentenza della Corte costituzionale che ci riguarda...ricordiamoci che le sentenze della Corte costituzionale sono rivolte al Consiglio regionale, ecco perché faccio questo passaggio, che è l'organo che esercita la funzione normativa di competenza della Regione, non sono rivolte né all'Assessore, né al solo Governo regionale, e quindi dovrà essere questo Consiglio ad esprimersi sulla scelta (quindi in parte rispondo ai colleghi Donzel, Roscio, Chatrian e Certan).
Passando, invece, al punto 2, la mozione intende impegnare "la Commissione competente a predisporre, entro trenta giorni, una revisione della legge regionale 31/2007, al fine di rispondere all'esigenza di rispetto della volontà popolare e di eliminare l'incompatibilità costituzionale, anche mediante l'introduzione di criteri di idoneità e di localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti". Su questo punto voglio ringraziare il Dipartimento legale per la collaborazione fornita allo scopo di affrontare questa discussione con un approccio giuridico-legale, il solo possibile, direi, come ha già sottolineato qualcuno. La sentenza l'abbiamo letta tutti, credo sia importante capire che il significato di quello che hanno scritto i giudici della Corte, proprio per avere un quadro di riferimento corretto dal punto di vista giuridico - e questo è stato chiesto alla dottoressa Fanizzi, che ringrazio ancora - dal momento che è da lì che dobbiamo partire per porre in essere quanto richiesto dalla mozione.
L'impegno richiesto non è concretizzabile nel senso prospettato dalla mozione, e cioè di escludere nella maniera più assoluta la possibilità di smaltire i rifiuti mediante trattamento a caldo, vista la chiara indicazione espressa dal pronunciamento della Consulta, che, da un lato, riconduce la materia della gestione dei rifiuti alle competenze legislative esclusive dello Stato e della tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, ai sensi dell'articolo 117, 2°comma, lettera s), della Costituzione e, dall'altro, esclude la possibilità per le Regioni di porre limitazioni generalizzate e aprioristiche dirette ad impedire la realizzazione di determinati impianti; quindi da una parte non abbiamo competenza, dall'altra non possiamo porre limitazioni agli impianti. L'introduzione di criteri di idoneità e di localizzazione degli impianti, che peraltro la Regione ha già dettato col Piano regionale dei rifiuti, approvato dal Consiglio regionale nel 2003, sarebbe pertanto possibile, anche se tali criteri venissero formulati in negativo, solo mediante la delimitazione di aree ben identificate ove emergano interessi particolarmente pregnanti affidati alle cure del legislatore regionale, e purché ciò non determini l'impossibilità - lo ripeto, l'impossibilità - di una localizzazione alternativa, non essendo consentito alla Regione di porre limiti assoluti di edificabilità degli impianti.
Alla luce di tali affermazioni tratte da orientamenti giurisprudenziali conformi, appare pertanto chiara la sostanziale impossibilità, prefigurata dalla mozione, di rimuovere l'incompatibilità costituzionale, peraltro già rimossa con la declaratoria d'illegittimità costituzionale dell'articolo unico della legge referendaria, cancellato con effetto retroattivo dalla legge regionale, introducendo criteri di idoneità tali da escludere la localizzazione nel territorio regionale di impianti di trattamento a caldo. A tal fine è utile precisare che la riconosciuta facoltà per la Regione di stabilire, per il raggiungimento dei fini propri e delle loro competenze, livelli di tutela più elevati sulla quale la mozione vorrebbe fondare un nuovo intervento normativo, è comunque assoggettata - secondo quanto affermato dalla Consulta - al rispetto della normativa statale di tutela dell'ambiente, di modo che non vi è possibilità per i poteri regionali di adottare, sia pure in nome di una protezione più rigorosa della salute degli abitanti della regione medesima, interventi preclusivi suscettibili di pregiudicare, insieme ad altri interessi di rilievo nazionale, il medesimo interesse della salute in ambito territoriale più ampio, secondo la logica comprensibile ma giuridicamente insostenibile - dal noto detto Not In My Back Yard (Nimby) - che ha citato la sentenza.
Per queste ragioni, quindi, un intervento legislativo dai contenuti analoghi a quelli prospettati dalla mozione, sarebbe, oltre che inutile - posto che a rimuovere l'incompatibilità costituzionale ci ha già pensato la Corte costituzionale con la sentenza di accoglimento del ricorso governativo - anche illegittimo, potendo perciò nuovamente incorrere in ulteriori doglianze di costituzionalità, e ciò considerata sia l'incidenza della materia riservata allo Stato (della tutela dell'ambiente), sia la violazione del giudicato costituzionale che, con un simile intervento normativo, si determinerebbe, stante l'estrema chiarezza con la quale la Corte ha escluso la legittimità di previsioni legislative regionali limitative, nella maniera più assoluta, della localizzazione di determinate tipologie di impianti di trattamento del rifiuto. La violazione del giudicato costituzionale costituisce, infatti, un vizio autonomo che trova fondamento nell'articolo 186 della Costituzione, regolante gli effetti delle sentenze dichiarative di illegittimità costituzionali e che si determina allorquando il legislatore ripristini o preservi l'efficacia di una norma già dichiarata incostituzionale; quindi non violeremmo già l'articolo che abbiamo violato, ma ne violeremmo anche un altro, se andassimo a modificare. Ancora recentemente, con riferimento ad una legge della Provincia di Bolzano in materia di albo dei gestori ambientali, dichiarata incostituzionale, e poi sostanzialmente riprodotta dallo stesso legislatore provinciale, la Corte costituzionale (sentenza n. 350 del 2010) ha infatti affermato che il rigore dell'articolo 136 della Costituzione impone al legislatore di accettare l'immediata cessazione dell'efficacia giuridica della norma illegittima e che le decisioni di accoglimento hanno per destinatario...finisco, Presidente...il legislatore stesso, al quale, quindi, è precluso non solo di disporre che la norma dichiarata incostituzionale conservi la propria efficacia, bensì il perseguire e raggiungere, anche se indirettamente, esiti corrispondenti a quelli già ritenuti lesivi della Costituzione.
Aggiungerei anche un fatto (che è stato più volte evidenziato dai Consiglieri di minoranza): il fatto delle tempistiche e il ritornello che non si sta facendo niente. Su questo non sono d'accordo, è una bugia, perché se ripercorriamo un passaggio, senza ripercorrerli tutti che sono già stati elencati dai vari Consiglieri: se partiamo dal referendum, dopo il referendum c'è stata la Commissione speciale sui rifiuti che ha fatto un lavoro, è stato presentato questo lavoro, e da questo dossier è stata votata una risoluzione in Consiglio regionale, nella scorsa legislatura, in cui - l'ho già ripetuto una volta in Consiglio - si chiedeva all'Assessorato competente di fare degli accertamenti su quello studio, di valutare le varie soluzioni tecnico-economiche...dava 6 mesi. Se a questo aggiungiamo anche che ci sono state le elezioni regionali, c'è stato l'insediamento al mese di luglio di questo Governo regionale...si è dato un incarico a VALECO proprio per accorciare queste tempistiche, perché un appalto ci avrebbe portato più in là, quindi il dossier è stato presentato da VALECO ai primi di dicembre e, da una prima analisi, gli abbiamo chiesto appunto di fare un'ulteriore analisi sul discorso economico, perché è da lì che noi poi andremo a fare la scelta. Quindi non si sta facendo niente, anche perché studi di questo tipo sicuramente non possono essere fatti in qualche giorno, come ha ricordato il Consigliere Certan, ma dall'altra parte, però, dobbiamo anche dire che quello che noi vogliamo per la Valle lo vogliamo a fronte di uno studio, chiaramente non copiando altre realtà, cercando di guardare altre realtà, ma sul modello del territorio valdostano.
Per tutto quello che ho enunciato non possiamo quindi accettare questa mozione.
Si dà atto che dalle ore 11,23 assume la presidenza il Vicepresidente André Lanièce.
Lanièce (Presidente) - Grazie. Ha chiesto la parola il collega Donzel come replica, in quanto è uno dei firmatari.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Sono sotto shock, perché tra tutte le risposte che potevano arrivare, è arrivata la peggiore, la più sorprendente! Voi avete in mente di continuare con una strategia...intanto con una Giunta che si separa dalla maggioranza che non sa che cosa fa la Giunta e quindi non è in grado di darci risposte in quest'aula e si arrampica sui vetri dove può andare, qua e là. Quindi anche noi, come interlocutori, che abbiamo i colleghi di maggioranza, con chi interloquiamo? Non riusciamo a capire dove ci volete portare, perché loro non sanno e, dalle parole di Borrello, si dice: "aspetto anch'io che ci dica l'Assessore"...ma le fate le riunioni di maggioranza? No, solo per capire...Borrello ha dovuto aspettare l'aula per sapere che cosa state decidendo! Francamente io sono un po' stupefatto di questa situazione...oppure si gioca la carta dell'ambiguità "sapevamo, ma non vogliamo prenderci la responsabilità come gruppi politici", cioè come dire: "lasciamo questa patata bollente all'Assessore, quindi noi le riunioni di maggioranza le abbiamo fatte, sappiamo, però che se la sbrighi un po' lui, se la veda un po' lui con la minoranza". Quindi su un tema delicatissimo, dove c'era tutta la disponibilità della minoranza di fare un ragionamento serio, in commissione...non abbiamo detto: "abbiam noi la verità, la luce", eccetera, "sappiamo già che legge scrivere"...
Lei è arrivato e ci legge cosa dice la Fanizzi, senza sentire qual è il parere dei nostri tecnici, qual è l'opinione...anche noi avremmo sentito qualche legale, no? Allora di nuovo torniamo alla stessa persona che vi aveva assistito tecnicamente prima, vi ha portato nel baratto prima, torniamo a rimetterla lì, e ritorniamo...torniamo alle frasi fatte del suo predecessore Zublena...la sindrome Nimby, cioè questi luoghi comuni...quando noi chiediamo semplicemente alla Valle d'Aosta di essere "autonomista", io chiedo a lei di essere "autonomista", di far valere le ragioni dei valdostani, anche nei confronti dello Stato, di far valere che questa Regione è in grado di determinare le politiche ambientali, anche andando allo scontro con lo Stato, se necessario, come hanno fatto altre Regioni non autonome, non speciali...anche Regioni autonome non speciali alle volte si confrontano! Ci sono dei popoli che lottano perché non vengano calpestato il loro territorio! Noi chiediamo questo, perché il popolo valdostano lo chiede: "non vogliamo essere calpestati".
Fra l'altro, lo Stato in questo momento non vuole venire a costruire nulla (questa è l'altra piccola chicca!), dice solo: "nel caso in cui io volessi costruire qualcosa, dovete lasciarmelo fare, quindi non fate una legge che mi impedisca a me, Stato, di fare"...questo dice la sentenza, questo dice la sentenza! Chi deve costruire qualcosa qui, in questo caso, era la Regione, quindi la sentenza interviene a garantire un diritto dello Stato e non a intervenire sul diritto dei valdostani di decidere autonomamente!
Nel Canton du Jura...perché a qualcosa servono le relazioni internazionali...confrontandomi con i Députés del Canton, avevo detto: "noi abbiamo un problema perché si diffondono grandi centri commerciali, non riusciamo a difendere il territorio, il suolo". Questi si sono messi a ridere, han detto: "noi, in 10 anni di battaglie, siamo riusciti a impedire di costruire grandi centri commerciali fuori dalla nostra città; certo, avevamo tutta la Svizzera contro, i grandi centri commerciali, gli interessi economici, ma abbiamo fatto fronte comune con tutte le forze politiche e ci siamo battuti per far valere le nostre ragioni, siamo riusciti a ottenerle"! Si può fare, altro che non si può fare! Ma sediamoci un mese, durante le vacanze di Natale, a scrivere questa benedetta legge! Dovete andare in vacanza? È in vacanza lei, Assessore Bianchi, che non può trovarsi un momento per fare una commissione per scrivere la legge? Ce la "smenate" tanto con il trovare i tempi e il lavoro...allora noi siam pronti! Durante le vacanze di Natale vogliamo scrivere questa legge, ci siete o siete a spasso, siete via in giro?
Noi vi sfidiamo, perché siamo venuti qui a dirvi: "facciamolo questo lavoro, facciamolo seriamente insieme, andiamo in commissione"...neanche la commissione, neanche iniziare i lavori! È il "fai da te", la "Giunta fai da te"..."non vogliamo fare, ascoltare le ragioni di nessuno, sappiamo noi che troviamo, c'è VALECO che ci pensa" e poi, dopo, quando avrete tutto deciso, ci presenterete di nuovo un prodotto confezionato, o lo compri o sei nemico del popolo! "Lavorare insieme" è un'altra cosa, e si comincia a piccoli passi, questo era lo spirito di questa mozione! Incomprensibile...neanche tentare di dire sugli assunti fondamentali...ma che m'importa, a me, che lo Stato dica: "io non voglio avere vincoli su nessuna Regione" e quindi la sentenza...lo Stato dica: "voglio costruire lì"...ma che noi, tutti insieme, gruppi regionali...scelta politica...qui non si fanno gli inceneritori, né regionali, né nazionali, né intercontinentali, né europei, né mondiali, lo diciamo! Scelta politica! Difficile farlo? Dobbiamo lasciarlo dire ai cittadini, in un referendum, perché qui non si riesce a votare una cosa così? Abbiamo così paura dello Stato? Ah, certo che se andiamo giù a trattare con questo spirito qua, prenderemo legnate dalla mattina alla sera, eh, se capiscono che questo è l'atteggiamento dei nostri autonomisti...così ligi ad ascoltare, "aiuto, qua non possiamo interferire". Nel codice ambientale, invece, sono previsti tutti gli spazi in cui le Regioni possono mettere delle limitazioni. Andiamoci a vedere questo codice ambientale, andiamo a vedere che si possono mettere delle distanze tra certi luoghi sensibili, si può intervenire in tante situazioni! Questo chiedevamo noi: di andare a vedere come si poteva perfezionare la legge senza mettere il divieto assoluto, ma precisando che il divieto assoluto è scelta politica! Voglio vedere se viene lo Stato e dice: "ah, per il Piemonte e la Valle d'Aosta devo fare un inceneritore a Donnas..."ah, non possiamo far niente, l'ha detto lo Stato"...ma andiamo lì e gli diciamo "tu non lo fai sul mio territorio"! È questo che fa una Regione autonoma! ...posto che il principio rimarrà, il principio rimane che lo Stato se vuole lo fa, ma quelle forze politiche, di quel territorio, quei cittadini si batteranno perché ciò non sia, e troveranno tutti i cavilli legislativi, tutte le questioni inerenti per poter limitare e definire questo spazio!
Lei ci ha messo nella condizione che non si può far nulla, anzi, rivendica il già tanto che ha fatto, il già tanto che ha fatto! Ci avete inchiodati in una commissione consiliare quando noi dicevamo "bisogna fare", ci avete tenuti lì mentre noi dicevamo "andiamo, fate le scelte, fateci uscire da questa commissione, per cortesia"...abbiamo prodotto un materiale alto così e ancora ci dite: "abbiamo affidato uno studio di prefattibilità a VALECO nel quale si dice che non verrà bruciato tutto, in Valle d'Aosta non si brucerà, ma una parte la porteremo a bruciare fuori". Ma scusi, i valdostani hanno detto che non vogliono bruciare i loro rifiuti, vogliono trovare soluzioni alternative all'incenerimento! Ma che "gabole" state cercando, ma come state cercando di aggirare la volontà popolare? È finito il tempo della politica che racconta le favole e intanto semina soldi, un po' di bon chauffage, così i valdostani stanno zitti! Non avete più la possibilità di tenere la popolazione sotto scacco, sotto controllo!
Vi diamo tutta la disponibilità a lavorare, ma non sulla direzione di stare zitti e immobili a guardare che fate l'ennesima scelta sbagliata contro la volontà dei cittadini, adducendo sentenze nazionali, il potere assoluto, divinità che agiscono sopra di voi...l'unica divinità che agisce sopra di voi - e qui condivido il passaggio del collega Ferrero - è il denaro, l'interesse, le lobby, gli affari, che scavalcano la volontà popolare dei valdostani! È questo l'unico vostro vero riferimento assoluto! Inaccettabile che lei bocci una mozione di questo tipo, inaccettabile!
Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Borrello; ne ha facoltà.
Borrello (SA) - Rientro in un contesto di fatto personale, ma sarò molto breve...
Presidente - Lo spieghi...
Borrello (SA) - ...sicuramente mi sono male espresso rispetto a quel ragionamento dell'ascoltare la voce del Governo. Io intendevo - e lo esplicito - che dalle forze di minoranza, dagli interventi della minoranza, più volte si è richiamata la necessità di audire e di sentire l'intervento del Governo. Ho voluto solo richiamare quel passaggio. Noi, come maggioranza, ci confrontiamo e abbiamo avuto modo di confrontarci, quindi non era legato al discorso che non sappiamo quelle che sono le posizioni.
Dal punto di vista prettamente inerente alla mozione, così utilizzo lo spazio per la dichiarazione di voto, ovviamente ci allineiamo a quello che è stato proposto dall'Assessore Bianchi, anche perché ha dato una risposta decisamente esaustiva dal punto di vista tecnico; quindi, non avendo competenza in materia giuridica, prendiamo atto di quelle che sono le dichiarazioni del nostro Ufficio legale, ma parallelamente io posso dire che manifesto la disponibilità, come Presidente della Commissione, a portare il tema e la discussione all'interno della commissione competente per quello che sarà lo studio, che è in fase di predisposizione della VALECO, e decidere in maniera collegiale quello che sarà il futuro della gestione dei rifiuti.
Presidente - Grazie. Un po' di silenzio. Ha chiesto la parola il Consigliere Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente. Soltanto per una richiesta di sospensione di un quarto d'ora.
Presidente - Il Consiglio viene sospeso.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 11,34 alle ore 11,51 e che alla ripresa dei lavori riassume la presidenza il Presidente Emily Rini.
Rini (Presidente) - Colleghi, possiamo riprendere i nostri lavori. Siamo in dichiarazione di voto. Ci sono richieste? La parola al collega Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Avevamo chiesto come minoranza questa pausa perché, citando un po' quanto diceva prima il collega Donzel, eravamo rimasti scioccati dalla risposta dell'Assessore Bianchi, e per questo avevamo chiesto una sospensione. Abbiamo notato che la sospensione è servita più a voi che a noi, perché noi abbiamo fatto prima la nostra riunione...poi eventualmente ci chiarirete anche voi la vostra posizione sull'argomento.
Dalla risposta dell'Assessore Bianchi - sarò estremamente sintetico - traspare evidente un aspetto: primo, che non si vuole, da un punto di vista legislativo, sfruttare appieno l'Autonomia della nostra Regione (anche questo è un aspetto). La Corte costituzionale non ci impedisce di intervenire, di legiferare e di esercitare la nostra Autonomia in questo ambito, e noi, come minoranza, vogliamo intervenire ed esercitare la nostra Autonomia su questo aspetto. Da quanto ci ha letto l'Assessore Bianchi - praticamente leggendoci il parere legale richiesto all'Ufficio legale della Regione - non si vuole intervenire, non si vuole esercitare questa nostra prerogativa anche autonomistica, e questo lo crediamo un limite. La nostra mozione andava in questa direzione e voi rifiutate di intervenire legislativamente su questo aspetto; lo riteniamo grave, perché noi dobbiamo esercitare la nostra Autonomia. Poi un altro aspetto che si evidenzia: ancora una volta si evoca questa soluzione che arriverà da VALECO, senza, ancora una volta, entrare nello specifico, senza darci delle indicazioni precise.
Crediamo che il vostro atteggiamento sia irresponsabile. Ci aspettavamo evidentemente un'altra posizione rispetto a questa mozione, che aveva tutt'altra intenzione, cioè quella di intervenire sulla legge, esercitare la nostra Autonomia e tutelare maggiormente la Regione rispetto alle lobby che stanno mettendo pressione su questa regione, richiedendo danni, eccetera. Ma il problema è proprio questo: esercitando la nostra Autonomia, dobbiamo porre dei limiti alle lobby, agli interessi dei grandi costruttori di impianti a caldo e a freddo, cercando di organizzare la gestione dei rifiuti in funzione esclusivamente dell'interesse dei valdostani. Da quanto abbiamo capito, da quanto abbiamo potuto sentire oggi, non pare sia così! Grazie.
Presidente - Grazie. La parola al collega Nogara.
Nogara (UVP) - Merci Présidente.
Un brevissimo intervento. Vorrei solo tradurre, per chi ci ascolta, quanto detto dall'Assessore Bianchi, perché si è parlato tanto, si è...come in questi giorni si sente spesso dire, si accettano sempre e subito le nostre proposte, sembra che si accettino sempre le nostre mozioni, ma alla fine la botta finale è quella di dire: "mi dispiace, ma la vostra mozione non la possiamo accettare". Si è sempre d'accordo per tutto, ma le proposte che facciamo non si accettano mai! Però quello che volevo fare era proprio tradurre quello che è stato detto. Allora, qua c'è stata la volontà, da parte vostra, della maggioranza, di non andare contro quanto ha espresso il referendum, e cioè non si eliminano certo bruciando i nostri rifiuti...questo tanto per tranquillizzare la gente, ma ci si tiene aperta una piccola porta per chissà quale stufetta, per poter mettere in moto qualcosa, perché qua qualcosa si possa bruciare...
Alla fine di tutto, secondo noi, l'importante di tutta questa vicenda è il business che gira intorno al pirogassificatore o a quant'altro, è l'unica cosa che tiene in piedi la volontà di non confrontarsi con quello che noi, in questa mattinata, abbiamo cercato di farvi capire. Noi davamo solo la nostra disponibilità per confrontarci...che poi alla fine non ho capito bene, perché alla fine lei ha detto che la nostra mozione, in cui si chiedeva appunto di andare in commissione per poterci confrontare, alla fine l'ultimo intervento di Borrello dice: "sì, poi ci vediamo tutti in commissione"...allora non capisco bene qual è la...eh sì, però noi si andava in commissione per discutere su cosa fare qui, in Valle d'Aosta.
Mi sembra proprio veramente chiaro che qui la volontà sia quella del business e basta, perché altre risposte non ci vengono, non si possono dare, vista la vostra chiusura nei nostri confronti. Grazie.
Presidente - La parola al collega Cognetta.
Cognetta (M5S) - Grazie Presidente.
Solo due parole, proprio due parole per fare un breve riassunto di ciò che è stato detto. Mi sembra di essere stato...come dire? all'inizio, nell'esposizione della mia mozione, piuttosto tranquillo, piuttosto...diciamo rilassato su un impegno che pensavo si sarebbe tranquillamente raggiunto in maniera comune. Abbiamo fatto una discussione, è stata fatta sotto diversi punti di vista, e io, leggendola...non tanto da politico, perché faccio ancora un po' fatica da politico, ma da cittadino ho capito che, di fatto, alla fine, si raccontano palle. Si raccontano palle perché siamo sotto Natale o perché siete abituati a raccontare palle, questa è la realtà! Quindi è sempre...come dire? spostare l'attenzione di qua e di là, è sempre evitare di prendere degli impegni.
Ora, al di là del fatto che siamo dei rappresentanti politici, torniamo un attimo a essere cittadini. Questo fatto che ci raccontate palle ci sta dando davvero fastidio! Abbiamo fatto il referendum, avete fatto di tutto per demolirlo, ci siete riusciti, per carità...d'altronde gli agganci a Roma che avete li conosciamo, sappiamo benissimo che potete fare e disfare ciò che volete...poi una volta siete per l'Autonomia, un'altra volta siete contro, una volta ci raccontate che i rifiuti si possono gestire, un'altra volta non si possono gestire, la discarica ha 3 anni, ha 5 anni, ha 8 anni, la TARES aumenta, non aumenta...
Quello che però vi si chiedeva era una cosa semplice, e cioè dire: "non li bruciamo"....ma voi neanche questo riuscite a dire, anzi, avete adesso incominciato a dire che li andiamo a bruciare fuori dalla Valle d'Aosta...se questa non è una palla! Io non so in quale altro modo chiamarla, ragazzi...siete davvero...non so, dei giocolieri, dei clown, e non sto offendendo, eh, mi sto riferendo...perché poi potete anche schiacciare il fatto personale, per carità...perché voi di fatto non sapete cosa fare, una parte...l'altra parte, invece, sa benissimo cosa fare e gioca sul fatto che gli altri non sanno cosa fare! Non vi informate, leggete dei pareri legali che io non so sulla base di cosa vengono dati! Quella lì è un'altra palla! Ragazzi, voi non avete la minima idea di cosa state parlando e ci venite a raccontare che venite a bruciare i rifiuti? Ma io ve l'ho già detto un'altra volta: non c'è problema, lo scontro sarà sul "no piro", sarà un altro tipo di scontro, non verrà fatto in quest'aula perché tanto parliamo con gente che racconta palle, quindi non si può parlare con gente che non ha dignità quando dice le cose! Come si fa a parlare con gente che non ha coerenza rispetto a ciò che afferma, rispetto a quello che afferma sui giornali e poi fa un'altra cosa dentro quest'aula? Scusate la veemenza, mi sono leggermente innervosito rispetto a come cercate di prenderci in giro...per non dirlo in un'altra maniera, sennò poi vengo buttato fuori...
Quindi, per l'ennesima volta, sto a chiedervi: ci volete ripensare? Volete prendere un impegno serio o ci volete ancora raccontare palle? Fino a che punto volete arrivare? Fino a quale punto volete arrivare?
Presidente - La parola al collega Roscio.
Roscio (ALPE) - Grazie Presidente.
Molte questioni sono già state espresse dai miei colleghi della minoranza, però devo dire che ovviamente non posso che essere deluso, ma più che deluso dalla risposta in merito alla questione rifiuti, su cui uno può dire "non è la questione principale", a me fa un po' specie sentir dire dall'Assessore competente...che tra l'altro è membro di una forza che si dice "autonomista", e che fa dell'autonomismo e della volontà di autodeterminazione del popolo valdostano una bandiera...sentir dire che la legge non la fa più il Consiglio regionale, ma la fa la Corte costituzionale e dice: "la legge regionale è già stata sistemata dalla Corte costituzionale...che problema c'è? ormai andiamo avanti così"! Peccato che la Corte costituzionale ha modificato un indirizzo - che era un indirizzo ben preciso, quello di non bruciare i rifiuti, né qui, né altrove - che la Valle d'Aosta voleva prendere e che adesso, in mancanza di quello, non c'è più nessun indirizzo...cioè la Valle d'Aosta è aperta a qualunque possibilità, in mancanza di quello! E su quello vi si chiede: "prendiamo l'impegno di andare, noi, come Consiglio regionale (che dovrebbe essere quello che fa le leggi), a fare una legge che mantenga lo Stato italiano nelle sue prerogative, ma nello stesso tempo dia alla Valle d'Aosta la possibilità di determinare le proprie scelte, la propria prospettiva futura"...qui, secondo me, manca un'idea di prospettiva futura!
Anche il passaggio che fa l'Assessore sui rifiuti: "se non si bruciano qua, si bruciano altrove"...no, ma se è così, meglio che ce li bruciamo qua, se non bisogna bruciarli qua ma bisogna bruciarli altrove! L'idea è la mancanza di prospettiva...cioè io, al di là dei transitori che possono essere più o meno lunghi, i rifiuti scelgo di andarli a bruciare per sempre o faccio di tutto perché i rifiuti non si brucino? Io vorrei che l'Assessore mi dicesse: "i rifiuti noi non vogliamo bruciarli"...poi possiamo anche dire c'è un breve transitorio in cui non riusciamo a organizzarci, non possiamo fare, ma la scelta di fondo è quella di dire: "noi, in Valle d'Aosta, non li vogliamo bruciare, ma non li vogliamo neanche delegare a qualcun altro", sennò ha ragione chi dice: "siete tutti mossi da questa questione del Nimby, fate qualunque porcheria, basta che non la facciate a casa nostra"! No! La nostra idea è quella del "facciamo bene a casa nostra senza danneggiare qualcun altro", questa è l'idea di fondo che mi piacerebbe sentir dire dall'Assessore competente! Sennò è inutile, chiudiamo qua, andiamo a casa e lasciamo che la Corte costituzionale o qualche parere legale faccia il nostro lavoro...cosa stiamo a fare qua? Non serviamo assolutamente a nulla!
Tra l'altro, quando si richiama la risoluzione del Consiglio...che, mi ricordo benissimo, era quella che era nata dal non aver voluto approfondire le questioni della Commissione speciale sui rifiuti...si era scelto di affossare la Commissione per fare una risoluzione che dava tempo, portava altri 6 mesi, ma la risoluzione era del Consiglio. Adesso il documento della VALECO a chi è arrivato, al Consiglio? Ma manco per niente! È arrivato alla Giunta e l'Assessore dice: "andrò in commissione"...ma mi sembra che sia un dovere andare in commissione quando si vuol fare una roba del genere, non è una concessione a voi, della minoranza, che siete qua a rompere le scatole!
La mozione nostra chiedeva un'altra cosa, vi diceva: "il Consiglio fa la legge? mettiamoci in commissione a decidere su come fare questa legge"...è una cosa diversa, eh, è una cosa diversa, non è portare un pacchetto già tutto perfetto e finito in commissione, che cala dall'alto e vi dice: "questa è la soluzione migliore, cosa volete? va bene così oppure no?"...noi vorremmo entrare nel merito di questa discussione, ma come Consiglio regionale, non come una scelta politica della Giunta che cade dall'alto in nome dei cittadini valdostani, perché qua i cittadini valdostani non sono rappresentati dalla Giunta, ma dal Consiglio regionale, ognuno con le sue idee, con i suoi contributi! Questo chiedeva la mozione, ed è questo che non volete dare, e vi chiedo anche: perché non volete darlo? È così difficile andare...mi sembra che il collega Borrello prima fosse un po' dell'idea, poi è tornato indietro...ma è più difficile andare a trovare un modo di confrontarsi, in una commissione del Consiglio, su una cosa che dovrebbe tutelare tutti i cittadini...mi chiedo perché vi chiudete in questo modo!
Volendo ribadire una questione, il referendum, che sembra quasi una perdita di tempo, una roba...tra l'altro ieri ne abbiamo approvato uno per cambiare nome a Courmayeur, quello invece sembra che vada tutto bene, no?...quello per la gestione dei rifiuti è una perdita di tempo inutile, quello per cambiare nome a Courmayeur va benissimo, no? Ma, allora, ricordiamoci una cosa: è stata una cosa eccezionale questo referendum in Valle d'Aosta...c'è gente, ci son fior di professori universitari che stanno scrivendo libri che faranno storia della giurisprudenza, perché è stata la prima volta che una comunità ha scelto...non un referendum che toglieva una legge, ma un referendum che proponeva la legge, è stato il massimo dell'autodeterminazione di un popolo, questo! È una comunità che dice: "noi vogliamo andare a legiferare per andare in quella direzione", e mi fa strano che una forza che si dice "autonomista" venga a dire che questa roba qua non va bene! Dovreste farne un vostro cavallo di battaglia e cercare la più ampia condivisione possibile per rispettare questa cosa.
Nel momento in cui vi si chiede chiarezza, vi si chiede chiarezza su questo, e vi si chiede anche un po' di coraggio. Qua nessuno vuole venirvi a dire: "fate male, non fate bene, noi facciamo meglio di voi"...vogliamo semplicemente dire: "facciamo un passaggio in comune per il bene della Valle d'Aosta?"...ma mi sembra che voi, a questa cosa qua, stiate dicendo "no", è questa la cosa grave!
Presidente - Grazie. Altri? Non ci sono altre richieste? La parola al collega Guichardaz.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Malgrado la sintesi che hanno tentato di fare i colleghi Cognetta e Nogara, io ho capito molto poco di tutto ciò che è intervenuto in quest'aula. Le chiedo quindi, Assessore, magari di fornirmi copia del parere legale che lei ha letto, dimenticandosi ogni tanto qualche virgola...o sono stato io a non aver seguito con sufficiente attenzione, ma devo dire sinceramente che mi è sfuggito un po' il significato.
Io non ho capito cosa intendete fare voi della maggioranza; non ho capito se intendete rispettare il volere popolare o applicare una strategia dilatoria, in modo tale che si arrivi a un certo punto a dire: "ragazzi, ci troviamo nell'urgenza, non è più possibile trovare una soluzione che segua le indicazioni che il popolo ha dato, e quindi troviamo delle soluzioni di emergenza"...qualcuno ha parlato della stufetta, qualcuno resuscita il pirogassificatore...
La sentenza sarebbe opportuno leggerla bene, e non solo lasciare agli uffici legali...diciamo la spiegazione, il linguaggio anche complicato e complesso da comprendere. La sentenza non mette in discussione la volontà popolare, la sentenza dice altre cose, e il collega Donzel ha spiegato molto bene i contenuti e gli spazi di manovra, il motivo per cui vi chiediamo di confrontarci su una revisione della legge, perché evidentemente esistono degli spazi di manovra, ascoltateci! Vi diciamo sulla base anche delle indicazioni che ci sono state fornite quali, secondo noi, sono gli spazi di manovra. Quante volte, cari colleghi della maggioranza, vi siete riempiti la bocca con parole sacre per alcuni movimenti, l'autodeterminazione des peuples alpins, quante volte nei vostri programmi e nei vostri comizi abbiamo sentito parlare di queste cose...beh, questo è il momento per dimostrare che esiste uno spazio di autodeterminazione. Io credo che il popolo debba essere considerato e che la maggioranza, insieme alla minoranza, debba davvero fare tutti gli sforzi possibili affinché quest'afflato, questa richiesta di autodeterminazione sia rispettata.
Il collega Perron prima sproloquiava un po' sul valore del referendum...mi stupisce collega, proprio lei che rappresenta una forza che ha il 31,6 percento e vota leggi, che ha nominato la Giunta regionale che vota e promuove, a sua volta, dei provvedimenti di tipo legislativo e amministrativo...la vostra forza rappresenta meno di un terzo dei valdostani, e le nostre forze unite - l'ha ricordato il collega Viérin - rappresentano il 32,6 percento della popolazione. Quindi, nella logica che lei evidenziava prima, collega Perron, probabilmente neanche voi siete così legittimati a legiferare o a parlare in nome e per conto di quel 70 percento della popolazione che non vi ha votato! Se noi andassimo a guardare le agenzie...collega Perron, lei ha fatto un rilievo simpatico al collega Roscio, ma se andassimo a guardare ciò che è scritto sui giornali e sul web...beh, io credo che uno dei vostri colleghi in Giunta sarebbe da considerare un usurpatore, e guarda caso proprio il collega che oggi viene qua a raccontarci che non è possibile accogliere la nostra mozione; quindi, quando si citano le fonti di stampa altrui, si sappia che poi però esistono anche delle fonti che, in qualche maniera, dicono delle cose a vostro carico.
È stato inutile e costoso consultare 50 mila persone...ma allora perché nei vostri programmi elettorali...e qua vi stanco sempre con i programmi elettorali...Stella Alpina: "rispettando il volere del referendum del 2012"...l'Union Valdôtaine è stata ancora più...diciamo più forte nel dire che: "oltre che della volontà dei cittadini valdostani, il rispetto della legislazione italiana e europea"...oltre che della volontà dei cittadini valdostani...uscito dal referendum! Il programma di legislatura, l'ha detto l'Assessore: "definire la gestione dei rifiuti nel rispetto della normativa in vigore e della volontà espressa dai valdostani con il referendum propositivo del 18 novembre 2012"! La volontà espressa dai valdostani, da quel 49 percento di valdostani che se qualcuna di queste forze presenti o anche della coalizione avesse...diciamo a proprio sostegno probabilmente sarebbe una questione e una cosa rivoluzionaria, la volontà è chiara! E la volontà è quella di trovare una strada diversa per il trattamento dei rifiuti, che non sia bruciare i rifiuti, che non sia la pirogassificazione, e per trovare una strada diversa - e qui concludo - l'unica possibilità è di metterci insieme intorno a un tavolo, con fretta, perché è vero, esistono delle sentenze della Corte costituzionale, esistono delle altre impedenze e impedimenti che devono essere risolti e delle pendenze che devono essere risolte in tempi brevi, sediamoci intorno a un tavolo, ascoltateci! Ascoltate ciò che abbiamo da dire e cerchiamo di trovare una soluzione, tutti insieme, secondo "il volere dei valdostani".
Presidente - Grazie. Altri? Non ci sono altre richieste d'intervento? Se non ci sono...la parola al Presidente Rollandin.
Rollandin (UV) - Sì, grazie Presidente.
Nella mattinata ho visto presentare varie sfaccettature legate, ancora una volta, al tema dello smaltimento dei rifiuti, puntando su tre punti di riferimento: il primo, la legge su cui si era inserito l'emendamento referendario, ed è stato ricordato com'era nata questa legge. È nata...e non voglio ritornarci, se non per dire che questa legge era frutto del lavoro di una commissione che aveva fatto sopralluoghi, era andata a visitare impianti, e alla fine aveva portato una soluzione che era stata accolta. Successivamente c'è stata la decisione dei membri della Commissione che valutano i referendum, che avevano detto che questo era ammissibile. Noi avevamo espresso da subito, su questo, dei dubbi, e l'avevamo anche detto, ed era una delle ragioni...voglio ricordarlo a chi ha voluto riprendere la nostra posizione di astensione, molto di quello che era stato l'intervento era perché noi ritenevamo che questo referendum non si potesse fare su questa materia. La Consulta...e qui mi fa specie sentire che il referto della Consulta sia legato ad agganci a Roma...beh, questo credo sia un po' troppo, credo che la Consulta agisca in piena autonomia, almeno se vogliamo tenere...sennò, voi avete le vostre idee, ma dovremmo poi pensarle anche per altre sentenze, non solo per questa. Io, su questo, non entro nel merito. Voglio solo dire che la Consulta si è pronunciata dicendo che il referendum non doveva essere fatto, perché era una materia che non poteva essere...questa è la storia fino ad oggi.
Oggi cosa siamo chiamati a dire? Che cosa vogliamo fare per il futuro, per lo smaltimento dei rifiuti. L'Assessore, correttamente, ha riferito quella che è la parte di interpretazione...che non è un'interpretazione, ma della lettura della sentenza, e non si tratta qui di andare a suscitare delle ironie su quella che è la volontà di questa maggioranza, che non tiene conto delle suggestioni degli altri perché pensa solo al business...io non so quale fosse il business...
Noi abbiamo detto, in modo chiaro, che volevamo rispettare la volontà popolare, tant'è che stiamo dicendo che non parliamo più di pirogassificatore. Questa è una risposta che ha dato l'Assessore e che credo sia in termini molto chiari. Nel contempo, dovete almeno permetterci di dire che mentre voi dite: "considerato che al di là della pronuncia della Consulta è indispensabile il rispetto del principio di garanzia"...certo, ma non al di là, non sono in contrasto, c'è una pronuncia, il popolo si può esprimere su degli argomenti che sono compatibili con una scelta, che può essere di popolo e non sotto altri profili (questo è un altro limite). Se noi facciamo un referendum sul togliere le tasse, sul togliere la...non di modificare la TARES, ma di toglierla, non si può fare! Ecco, come mai non si può fare? Ecco, su questo è impedito! C'è questa, la pronuncia è così, questo è il ragionamento! Perché se andiamo lì, andiamo all'unanimità, non al 49, andiamo all'unanimità! A meno che qualche suicida...ma per il resto andiamo all'unanimità. Allora, questa è la realtà. Noi cosa abbiamo detto? Non vogliamo insistere sul discorso del pirogassificatore, lo abbiamo detto in modo chiaro. Nel contempo, permetteteci di dire che - come ha ricordato il collega Ego Perron - ci sono problematiche collegate con le conseguenze della sentenza, su cui dovete anche ammettere che nessuno ha fatto festa, nessuno...mentre prima si faceva festa ed altri hanno fatto festa il giorno prima...nessuno ha fatto festa! Nessuno si è messo a sbraitare su questo come un successo o un insuccesso...uno ha preso atto di un risultato della Consulta.
Noi oggi siamo qui a confrontarci, a portare un supporto tecnico per una scelta che sarà comunque difficile, dico difficile perché? Perché il discorso dei "rifiuti zero" non è automatico, ammesso che sia possibile. E la soluzione che il Comune di Aosta ha prospettato, se non vado errato, prevede che una parte dei rifiuti venga inviata ad Alessandria. Ad Alessandria non li coltivano, ad Alessandria di questi rifiuti cosa ne fanno? Li trattano! Allora questa è, ad oggi, la storia. Allora il problema è: se noi vogliamo trovare un metodo che ci permetta di escludere di portare i rifiuti fuori dalla Valle che, come diceva bene...ho apprezzato il fatto che Roscio dica: "allora sarebbe una truffa", ma oggi siamo a questi livelli, che ci dicono che quello che rimane dei rifiuti, al di là di condividere la raccolta differenziata spinta al massimo, al di là di insistere ulteriormente sul discorso dell'umido, su cui lo studio sta lavorando, e su quella che è l'ulteriore differenziazione, ne rimane oggi una parte importante che deve essere trattata. Trattarla vuol dire caricarla su mezzi che vorrete per portarla fuori Valle, e fuori Valle cosa ne fanno? La bruciano! Con tutti i costi aggiuntivi che ci sono...ad oggi siamo lì.
Allora noi vogliamo, con correttezza, non prendere in giro nessuno, ma dire come ne usciamo da questa situazione. Chi è che ci garantisce che, al di là di alcuni episodi, noi possiamo andare a insistere su questo metodo, e quindi credo di essere chiaro sulle linee della maggioranza e che verranno confrontate con le vostre, per dire: bene, rispetto alla raccolta che va modificata, va insistito su un modo diverso, premiando chi fa una raccolta giusta e castigando chi non la fa, noi...cosa che credo legittima...noi arriveremo a trattare l'umido in un certo modo, in modo che non ci sia l'esigenza di continuare con la discarica (che può avere 8 anni, ma ne può avere di più o di meno, questo non è il problema), la discarica non deve essere più utilizzata da oggi se non in via eccezionale, in fase transitoria, perché c'è un metodo nuovo e questo è il sistema nuovo. Quello che noi vogliamo è chiarire su questo tutti i passi necessari, per arrivare ad una proposta, proposta che sarà discussa in commissione, nelle sedi opportune, ma una proposta dobbiamo farla, perché dobbiamo chiarire su questo ultimo pezzetto che cosa e come si risolve.
Se la soluzione - e voglio ripeterlo - è quella di portare fuori, com'è oggi, questa non è la soluzione, perché vuol dire spendere di più, e bisogna che i cittadini lo sappiano! Questa è la linea che noi teniamo, non credo sia una linea che vada contro...e allora... No! La mozione dice altre cose, mi permetto di dirlo, dice altre cose: riprende il fatto che noi dobbiamo dire che non trattiamo a caldo, ma il dire che noi non trattiamo a caldo, oggi, vuol dire che portiamo fuori a trattare a caldo. Questa è la verità oggi, e questo noi non possiamo dirlo! Il fatto che si dica che noi possiamo scegliere delle soluzioni lo condividiamo. Noi non abbiamo scelto di lasciare ad altri scegliere questo sistema, lo vogliamo fare noi, però lo vogliamo fare con coscienza, sapendo che questa è la linea su cui noi insistiamo. E pensando anche...noi non siamo a guardare...si è detto del referendum: noi rispettiamo il referendum, rispettiamo quelli che sono i legittimi mezzi che possono essere...noi abbiamo solo fatto una valutazione che credo ci possa stare. Noi, sul resto, riteniamo che la soluzione...quando ci verrà detto che in modo autonomo possiamo trovare la soluzione per i rifiuti in Valle, che non è quella di portarli da un'altra parte...noi riteniamo che a questo punto accetteremo i metodi e i mezzi, e che soprattutto non andremo a caricare troppo sui cittadini.
L'altra nostra preoccupazione è questa: di non dover caricare oltre quelle che sono le tasse sui cittadini, collegate con il sistema che adotteremo. Questa è l'unica preoccupazione per cui abbiamo bisogno di ancora qualche tempo per portare una proposta, che va però con questa logica che vi abbiamo rispiegato, e credo che non va assolutamente contro quello che si è detto e si vuole nella logica di proporre...quando invece non è pensabile approvare la mozione perché in questi due punti va, come ho detto, a ribadire un aspetto che non possiamo ribadire, perché non è logico ribadire questo, la scelta la facciamo indipendentemente da...
Questa è quindi la ragione per cui noi non accettiamo questa mozione, ma proporremo a breve le soluzioni.
Président - Merci. La parole au collègue Bertschy.
Bertschy (UVP) - Grazie Presidente.
Siamo d'accordo, ma non la votiamo...non è un problema, ci troveremo a breve, tanto se il percorso è comune, l'obiettivo è comune, noi faremo una strada, voi ne farete un'altra...ma è uguale, nel senso che tanto noi abbiamo ben chiara l'idea di quello che vogliamo fare, rispettare la volontà popolare come volete fare voi, non fare trattamenti a caldo come dichiarate di voler fare voi, anche se con...no, no, c'è stato un intervento, e poi un altro intervento...no.
Noi non vogliamo fare trattamenti a caldo, vogliamo andare verso "rifiuti zero" e lanciare in Valle d'Aosta quel grande progetto che magari esportiamo una volta noi, in Italia, e non ci facciamo importare...facciamo vedere che siamo una Regione più avanti degli altri, noi vogliamo andare lì. Se riusciremo a farlo tutti insieme ci troveremo al traguardo...magari il traguardo è più vicino di quello che sembra. Certo che quest'anno potevamo già intervenire sulla legge se ci fosse stato questo obiettivo comune, perché mica dovevamo aspettare che la sentenza ci venisse a dire che non potevamo fare delle cose, quindi probabilmente quest'anno qualche cosa ci siamo persi per strada, avevamo tutti troppo da fare...no, è così! No, no, adesso lei giustamente ha fatto il suo intervento, lasci che io faccia il mio, ecco, per carità.
Io dico: sento che l'obiettivo è comune, e se l'obiettivo è comune ci troveremo e i valdostani saranno d'accordo; se non sarà comune, da qui a un po' vedremo dove le strade si separano, e dove le strade si separano si deciderà chi...non chi ha ragione, chi si prende delle responsabilità. Lei ha parlato di tasse, di cittadini, di costi...benissimo, quelli sono elementi che vanno tenuti in considerazione, ma noi, prima di tutto, ci mettiamo in questo momento qua la salute, perché la salute ha dei costi, la sanità ha dei bilanci, e se sulla salute non ci sono certezze sappiamo quali sono le ricadute, nel tempo e definitive.
La legittimità di certe cose qua viene rappresentata in maniera molto forte, Assessore! Il fatto che non siamo legittimi per come stiamo gestendo oggi i rifiuti non ce lo ricordiamo mai, perché noi dovremmo fare tutta una serie di scomposizioni, di trattamenti e di raggiungimento di obiettivi che oggi non ci sono, no? Allora anche questo andrebbe un po' messo nel dibattito. Il fatto che una sentenza come questa venga a ledere un diritto alla nostra Autonomia, ma soprattutto che fa dire che in qualche maniera i valdostani sono diventati egoisti vogliono il loro orticello, non vogliono sporcare i loro bei cieli col fumetto che arriva fuori dall'inceneritore, o senti come sono viziati...dopo che si sono presi di tutto in Valle d'Aosta, dopo che c'è un inquinamento che non finisce più, le vie di traffico ci passano, ci inquinano, ci fanno spendere e ci costano ancora di più, i valdostani hanno paura di difendere questi diritti? I valdostani rilanciano questi diritti fuori, e che le Regioni, a cascata, dicano che i trattamenti a caldo non si fanno più! Piemonte, Lombardia, si scende giù...i pirogassificatori bisogna spegnerli! È quello che noi vogliamo dire, non che si va a sporcare da un'altra parte, a inquinare altri, a far ammalare gli altri! È al contrario che stiamo ragionando, non stiamo facendo un ragionamento da egoisti! Allora, difendere una sentenza come questa vuol dire difendere un diritto per noi e per gli altri. È questo che vorremmo farvi capire.
Ripeto: se la strada è comune e l'obiettivo è comune ci troveremo e saremo tutti contenti. Facciamo però bene attenzione perché non ci si può più prendere in giro, quindi se non si fa una legge a breve...e noi, dopo questa mozione, se verrà approvata, sicuramente ci confronteremo su un testo di legge e ve lo porteremo...se non si farà una legge a breve, probabilmente lasceremo delle aperture che spero non siano volute. Allora noi vogliamo chiudere le aperture con un testo di legge che confini tutto questo in una volontà e in un obiettivo che ho individuato e abbiamo individuato in maniera precisa. Se questo sarà l'obiettivo comune, ripeto, verrò dall'altra parte a stringervi la mano e dirò: "abbiamo fatto tutti insieme un bel lavoro per la Valle d'Aosta".
Presidente - Grazie. Altri? Non ci sono altri? La parola al collega Gerandin.
Gerandin (UVP) - Merci Madame la Présidente.
Solo per ribadire che è legittimo che ognuno abbia le proprie convinzioni personali, ci mancherebbe altro! Quello che è meno comprensibile, ecco, è che ci si debba a volte parare dietro una sentenza della Corte costituzionale, solo perché magari non abbiamo agito per tempo, soprattutto cercando di interpretare quelli che sono i contenuti della sentenza della Corte costituzionale. La sentenza dice molto chiaramente che, in materia ambientale, la Valle d'Aosta non può mettere divieti assoluti - su questo non c'è ombra di dubbio - però può mettere alcune regole a tutela della salute, questo è possibile, ecco.
Quello che fa veramente più male e mi dispiace...poi io non ho nulla di personale col collega Borrello, ma sono obbligato a citarlo...sentire il collega Borrello che, in pieno spirito autonomista e con la volontà di difendere le competenze legislative della nostra Regione, ci dice...con la piena condivisione anche dell'Union Valdôtaine, su questo non c'è ombra di dubbio, perché chi è intervenuto prima e chi ha ripreso dopo su questo concetto della poca volontà di difendere queste competenze legislative si è già espresso, ecco...sentirsi dire: "attenti a legiferare, attenti a legiferare, attenzione, perché rischiamo di andare ad inficiare, o comunque a mettere in discussione quello che è l'impianto della sentenza della Corte costituzionale"...
Ora, io penso che le sentenze vadano rispettate, ma la Regione deve ribadire la volontà e le competenze in materia legislativa! Quello che è certo è che dall'intervento dell'Assessore Bianchi ha colto la palla al balzo, ecco, lei ha fatto veramente un assist su questo, perché l'Assessore ha provato a tranquillizzarci tutti con il suo impegno personale a "mai più trattamenti a caldo", però mi dispiace Assessore, ma per la seconda volta c'è un Assessore all'ambiente che viene smentito direttamente in Consiglio, è già successo la volta precedente con la sua collega Zublena, quando...più volte...beh, io mi ricordo una volta, ho la memoria corta, ma una volta mi ricordo che l'Assessore Zublena è stata smentita, mi pare sul teleriscaldamento, pubblicamente, in aula. Questa volta è successa la stessa cosa, perché il Presidente è stato chiarissimo, ha detto: "no al piro"...ma assolutamente si è tenuto alla larga dal suo pensiero, Assessore Bianchi, nel dire: "no al trattamento a caldo"! Per cui è sintomatico che noi, in Giunta regionale, abbiamo due posizioni diverse: il Presidente che dice "no al piro" e si tiene la porta aperta, e l'Assessore Bianchi che dice: "no al trattamento a caldo". Provo a leggere nel suo pensiero Assessore, o meglio io preferirei dire nel pensiero del Presidente, ecco...
Allora, l'ha detto bene il collega Bertschy che mi ha preceduto prima, nel senso che, non legiferando, io vedo...sicuramente mi sbaglierò, eh, per cui sarò smentito dai fatti, ma io vedo un percorso molto chiaro: a breve verrete qua, in Consiglio, a dire che, non avendo legiferato, non avete gli strumenti normativi per non procedere all'aggiudicazione dei lavori sul "piro". Per cui ci direte che, per non avere conseguenze legali ed economiche con la ditta aggiudicatrice, abbiamo un'opportunità, che è quella o di sottoscrivere...ma questo terrei a escluderlo, perché il Presidente ha detto che non faremo fuori Valle, comunque un'ipotesi era quella di sottoscrivere tramite CVA o Finaosta in gestione speciale una quota partecipativa costruendo "piro" nel vicino Canavese, o...o - ed è la cosa che ci preoccupa di più - che, tenuto conto che avete continuato a insistere sui costi, continuato a insistere sulle infrastrutture, ci verrete a dire che, tenuto conto che siamo obbligati a bruciare, perché non lanciare una ciambella di salvataggio all'investimento fallimentare di Telcha? e i rifiuti verranno bruciati, così farete il beau geste di dire: "no, l'impianto c'è già, basterà modificare qualcosa di questo impianto, non graverà o graverà meno sui costi della TARES"...TARES sulla quale noi abbiamo una risoluzione, e spiegherò poi come viene calcolata anche la tariffa TARES, perché è corretto che lo sappiano i valdostani...allora, con poche modifiche, voi avrete la possibilità di lanciare, tenuto conto che, mi pare...lo verificheremo, che alcuni dei soci siano comunque molto legati o comunque anche agli stessi. Per cui il rischio è veramente questo: che voi, da una parte, avete visioni diverse e, dall'altra, ci verrete a dire: "ma noi, guarda, abbiamo deciso che è per il bene della Valle d'Aosta"...magari non è così importante il bene della salute, è molto più importante il beau geste di dire: "bene, noi abbiamo pensato al futuro della Valle d'Aosta e, nello stesso tempo, abbiamo lanciato una ciambella di salvataggio alla Telcha"!
Presidente - Altri? Ci sono altre richieste d'intervento? La parola al collega Roscio, per dichiarazione di voto.
Roscio (ALPE) - Grazie Presidente.
Ringrazio il Presidente Rollandin che ci ha rispiegato tutta la questione legata all'iter del pirogassificatore e, tra l'altro, ci ha anche rispiegato l'iter che ha seguito la legge che noi oggi vorremmo andare a modificare con questa mozione, dicendo: "la commissione ha fatto tutti i sopralluoghi"...sì, la commissione ha fatto i sopralluoghi e tutto quanto, ma questa legge qua - lo ammetterà - va nell'ottica tracciata di andare verso i trattamenti a caldo, quella legge lì è una legge costruita proprio attorno ad un impianto di trattamento a caldo, cioè sovverte la logica che dovrebbe seguire la legge, ma banalmente, perché nella legge non è riportata la gerarchia europea dei rifiuti, che sono le normative di base su cui si dovrebbe basare...cioè parte dalla coda anziché partire dalla testa, questa legge. Quindi qualche pecca anche l'iter della legge l'ha avuta e, se mi consente una battuta, qualche stimolo sul Governo, se non proprio sulla Corte costituzionale, lei, Presidente, l'ha dato, eh...mi ricordo benissimo di una lettera che andava in quest'ottica qui, quindi magari non sulla Corte costituzionale, sperando, ma sul Governo che ha fatto l'impugnativa presso la Corte costituzionale qualche azione di stimolo è stata fatta, insomma!
Una cosa che mi ha fatto piacere è che almeno non parliamo più di "piro", se non altro una cosa è stata fatta. Mi piacerebbe che si facesse il passo ulteriore, cioè che non parliamo più di trattamenti a caldo in generale, questa sarebbe una cosa ancora in più, perché qua mi sembra che sui metodi, sugli intenti siamo tutti d'accordo, però poi quando c'è da fare l'azione che concretizza la cosa...allora lì no, strade separate! Non riesco tanto a capire questa cosa, nel senso che questa legge qua ha bisogno di una revisione...poi sui tempi, sui modi, ci si confronta, ma questa legge necessita, anche per dare forza a tutte le deliberazioni del Consiglio che verranno poi...è una cosa che bisogna fare questa cosa qua, io non capisco come mai non volete farla!
Sul business che poteva esserci dietro al pirogassificatore e sui costi, io vorrei solo ricordare una cosa: che quell'operazione lì andava in project financing, ma era un'operazione da 225 milioni di euro che non avrebbe finanziato un'impresa, bensì sarebbe stata finanziata dai cittadini! Ma come mai adesso siete così attenti ai costi che ricadono sui cittadini per impianti a freddo che costano almeno un quarto rispetto a quello che costava allora, e allora, con 225 milioni di euro a carico dei cittadini, neanche una piega? Tutto perfetto...eh, avete un po' cambiato idea su questa cosa mi sembra!
Sulla bontà o meno dei "rifiuti zero" io qua vorrei tranquillizzare, perché addirittura il Commissario europeo all'ambiente Poto?nik ha recentemente dichiarato che la strategia "rifiuti zero" è completamente attuabile. Questo non lo dico io, eh, lo dice il Commissario europeo all'ambiente! Poi ci sarà una fase transitoria, d'accordo, in cui bisognerà organizzarsi, sistemare le cose, ma se il Commissario europeo e la Commissione europea vanno in questa direzione...e vorrei ricordare che una delibera del Parlamento, a breve, seguirà una direttiva europea, con ogni probabilità, che vincola gli Stati membri a recepire nella propria giurisprudenza...quindi si va in quella direzione. Noi dobbiamo cercare di anticipare questa cosa, non di farci trovare, come sempre, al traino.
Il problema è che qua la storia la dice chiara: quando il piano regionale ad oggi vigente per la Regione Valle d'Aosta (che data 2003) è entrato in vigore, è entrato in vigore nell'aprile del 2003, e non ha recepito la normativa sulle discariche che entrava in vigore a gennaio, ci ha esposto a tutta una serie di magagne che sono andate dal termovalorizzatore al pirogassificatore, a chissà cos'altro oggi...ma proprio perché non abbiamo saputo guardare oltre quella cosa lì. Noi abbiamo bisogno di questa cosa adesso, dobbiamo guardare in prospettiva.
Ultimo passaggio e vado a concludere: sul fatto che il Comune di Aosta porti la parte organica ad Alessandria, nessuno dice che è una cosa buona, né che è una cosa che possa andare avanti, ma perché porta i rifiuti fuori Aosta? Perché la Regione ha scelto, col suo immobilismo, di non fare impianti qui, in tempi brevi, mica perché il Comune di Aosta abbia fatto chissà quale rivoluzione! È perché semplicemente chi stava sopra al Comune di Aosta e l'istituzione cui competeva di fare le azioni non l'ha fatto! Ecco dove sta la magagna! Quindi il Comune di Aosta ha semplicemente cercato di mettere una toppa su una cosa che la Regione non è stata in grado di fare. E con questo concludo. Io spero che avremo modo di confrontarci e magari di scendere, al di là delle semplificazioni, sui temi. Vorrei veramente che si cercasse un qualcosa di condiviso per la comunità valdostana. Grazie.
Presidente - Grazie. La parola, per dichiarazione di voto, al collega Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Questa discussione è stata utile e preziosa per convincerci, intanto, dell'importanza del fatto di aver presentato questa mozione. Il percorso non era affatto chiaro, e quindi questo tipo di dibattito è stato comunque, anche se a fatica, tirando fuori pian pianino, con le pinze, la verità...come sempre poi il Presidente ci illumina...e, alla fine, la verità arriva, la verità che neanche magari singoli esponenti della maggioranza conoscono, ma prima o poi si arriva, passo passo, a forza di interventi, a fargli dire che cos'ha in mente per il futuro della Valle d'Aosta, e per il futuro della Valle d'Aosta non c'è "no all'incenerimento".
C'è di nuovo uno spiraglio aperto all'incenerimento...ve ne rendete conto o state lì, immobili, a fare la maggioranza silenziosa e a raccontarci: "noi, della Stella Alpina, stiamo bravi lì in Regione, ma ad Aosta siamo bravi, vogliamo fare le raccolte differenziate ed è tutta colpa della Regione che non ci dà gli impianti? Pertanto non votate la prima parte perché volete mantenere aperto uno spiraglio all'incenerimento, quindi volete andare "contro" la volontà popolare, e ce lo dite in modo chiaro, esplicito! Finalmente giochiamo a carte aperte! Finalmente giochiamo a carte aperte! Sappiamo che tutti i proclami fatti e quant'altro erano fumo! E per dire che non volete prendervi quella responsabilità da "autonomisti di riserva" dite: "è colpa dello Stato, è lo Stato che ce lo impone, con una sentenza"...ma noi chiediamo un fatto politico, una presa di posizione politica.
Altra questione: chiediamo di modificare la legge. Non chiediamo di fare una legge incostituzionale, chiediamo di farla in modo tale che si mettano dei paletti. Proprio su una situazione abbastanza analoga abbiamo fatto discussioni, battaglie e quant'altro, ma per esempio sui centri commerciali abbiamo provato a mettere qualche limitazione! Chiediamo di fare la stessa cosa! Perché non ci date questa disponibilità? E vorrei far capire a chi ci segue e non è addentro ai meccanismi...ma caro collega Borrello, è inutile che lei dica che tiene aperta la sua commissione ad incontri e quant'altro...quello è il suo dovere! Quando arriverà il progetto tutto fatto, confezionato dal Presidente della Giunta e dall'Assessore Bianchi e lo sveleranno a voi, il giorno dopo ce lo porteranno in commissione...ma per dovere di legge, per dovere di legge, non perché lei è buono! Lei lo "deve" fare, non ci concede nulla!
Noi invece chiedevamo, con questa mozione, di andare, sì, in commissione a cercare di vedere se insieme, i vostri esperti legali, i pareri legali nostri, riuscivano a fare un articolato che un po' rallentava la possibilità di realizzare questo impianto. Non vi interessa? La gente deve affidarsi alla vostra buona fede? Io personalmente vi dico: alla vostra buona fede proprio non credo per niente e non mi ci voglio affidare. Condivido la presa di posizione del collega Bertschy: andremo con una proposta di legge, giocheremo una forzatura della minoranza, vedremo se verrete, anche lì, a bocciarci tutti i tentativi che faremo, noi, per rispettare la volontà popolare. Vi prenderete le responsabilità di dire "no" ai tentativi di argine a questo sistema di trattamento con grandi impianti, e ognuno si prenderà le sue responsabilità. Ma davvero, non andiamo a fare - com'è stato fatto - tutta una ricostruzione del passato, il Presidente che ci racconta, la Consulta, il diritto...noi sapevamo già che il referendum non aveva diritto e quant'altro... Noi abbiamo nominato dei giudici che avevano il dovere di dire se il referendum si poteva fare o non si poteva fare. Quei giudici hanno detto che si poteva fare, e in quel momento non c'era nessuno scienziato sul pianeta, perché sappiate anche che i pareri della Corte costituzionale sono dei pareri che vengono ritrattati nel giro di 3-4 anni e corretti, quindi la volontà politica delle forze politiche in una certa direzione deve rimanere ben ferma, perché sono dei pareri, quelli della Corte costituzionale, che sono affidati anche un certo contesto, politico, sociale, culturale, non sono dei dati matematici, sono pareri, che la stessa Consulta cambia nel corso degli anni.
Allora un popolo, una Regione, deve avere la fermezza nei suoi propositi, accettare e rispettare le sentenze, ma trovare altri strumenti legislativi per fare argine: questo chiedeva la mozione! Ci avete parlato di tutto un po', per fortuna non è stato tempo perso perché abbiamo capito: siete di nuovo sulla strada di fare i fatti vostri, che, come ha detto bene il collega Guichardaz, riguardano il 31,6 percento della popolazione e voi vi arrogate, come sempre, il diritto di comandare per tutti. Mettetevi in testa che non potete comandare tutti, ma dovete governare insieme agli altri.
Presidente - Grazie collega. La parola al collega Chatrian, per dichiarazione di voto.
Chatrian (ALPE) - Colleghi, non è stato tempo perso...il "Capo" ha deciso di riaprire la possibilità di incenerire in Valle d'Aosta e vi impone quest'apertura: questa è la sintesi. Vi impone quest'apertura, ha smentito il collega Assessore Bianchi. Anche nel passato quinquennio tantissime volte il "Capo" ha smentito pubblicamente l'allora Assessore Zublena e adesso la musica è identica, è la stessa, ma in maniera più chiara questa volta, più chiara, collega Donzel, collega Roscio, tutti i colleghi che sono intervenuti, più chiara! Il Presidente, il "Capo", nel suo intervento - che ho ascoltato attentamente, me lo sono segnato - ha esplicitamente affermato: "non escludo, nella maniera più assoluta, la possibilità di smaltire i rifiuti mediante trattamento a caldo". La nostra mozione andava in una direzione completamente alternativa, diversa. Ecco, questa è la sintesi che dimostra che dal punto di vista politico...abbiamo delle idee diverse! Il "Capo" ha deciso, il "Capo" vi impone, sul n. 1, sul punto 1...lei ha detto: "non escludo", Presidente Rollandin, "non escludo"! Riascoltiamo tranquillamente le sue parole...
Secondo punto, e poi termino. Collega Borrello, sa cosa avremmo gradito nel suo intervento? Dato che il collega Assessore Bianchi ha ricevuto da diverse settimane lo studio di prefattibilità da VALECO...da diverse settimane, Assessore Bianchi, ed informalmente...sono tante le settimane...avremmo gradito da parte sua eventualmente...convocare una commissione e portare non il fiocco confezionato, ma il lavoro fatto da VALECO. L'avremmo gradito, dato che noi ribadiamo la centralità del Consiglio regionale, ribadiamo la centralità delle commissioni, ribadiamo la centralità di tutti i Consiglieri regionali, non solo quelli della minoranza, dato che ribadiamo la centralità del nostro Consiglio regionale, avremmo gradito da parte sua una decisione forte, avremmo voluto sentire: "portaci, per favore, il progetto di prefattibilità che è stato confezionato da VALECO"...questo avremmo gradito, collega Borrello! E magari oggi avremmo avuto qualche altro stimolo, qualche altra chance, qualche altra possibilità di discutere, dato che avevamo già parte del lavoro fatto da VALECO. Grazie.
Presidente - Grazie. Altri? Ci sono dichiarazioni di voto? Se non ci sono richieste...la parola, per dichiarazione di voto, al collega Viérin Laurent.
Viérin L. (UVP) - Grazie Presidente.
Abbiamo apprezzato la buona volontà dell'Assessore Bianchi, un intervento molto tecnico, preparato dagli uffici, ma la politica è un'altra cosa. La volontà politica, intendo, che da questa discussione alla fine non è che non è emersa, è emersa, e i colleghi l'hanno evidenziata molto bene.
Noi percepiamo non solo delle visioni diverse, ma probabilmente anche dei "celati intendimenti" di cui non tutti sono a conoscenza. Ed è per questo che questa discussione avrebbe dovuto almeno tracciare un indirizzo, nel bene o nel male, poi 17 molto probabilmente...comunque l'opposizione voterà in un modo e la maggioranza nell'altro. Ma dai "io non ho detto", "io non ho capito" e "non intendevo questo", noi, sinceramente...dagli interventi difformi sui banchi del Governo e dalle sfumature anche sui banchi della maggioranza - il collega Borrello che è stato citato - e non solo in quest'aula, dalle dichiarazioni, ma anche da posizioni sfumate che fuori da quest'aula ci sono...beh, noi, sinceramente, all'esterno non diamo un'immagine comunque di chiarezza su questo tema, ed è questo che noi contestiamo.
Nella dichiarazione di voto, vorrei ribadire il voto convinto per questa mozione che va a tracciare una volontà che noi avremmo auspicato. È vero, esiste la VALECO, è vero che preparerà questa parte tecnica, ma gli indirizzi politici sono un'altra cosa, gli indirizzi politici a monte devono arrivare. Quindi oggi abbiamo capito che non ci sarà il "piro", ma si "pirogassificherà", cioè s'incenerirà, però non abbiamo capito i modi. Qualcuno l'ha ipotizzato e noi sappiamo che qualcosa di dubbio c'è, perché altrimenti ci sarebbe la chiarezza di dire "bene, noi abbiamo deciso di agire in un certo modo, si informa il Consiglio, e attraverso il Consiglio tutti i valdostani, e si procede in una certa direzione".
Il paradosso è di non riuscire a confrontarsi su questo tema, questo è il dato di fatto da questa discussione della mattina che non fa percepire chiarezza, ed è per questo che noi chiederemmo veramente chiarezza all'Assessore...se può, così, intanto interpretare il suo pensiero, e poi quello del Presidente...o sintetizzatevi tra di voi, ma fateci sapere quello che avete deciso. Noi crediamo che il problema, al di là degli equilibrismi di certe forze politiche che sono molto pilatesche...noi qui vogliamo veramente chiarezza, perché crediamo che sia finito il tempo di giocare, anche fuori da quest'aula, nei corridoi, dicendo: "ma sì, ma noi la vediamo diversamente, però su questo...", qui ci si confronta sui temi, e su un tema o c'è condivisione o...non è che poi si possa pensare a voti trasversali su certi provvedimenti o anche ad altre questioni politiche, perché qui se ci sono delle visioni difformi, diciamocelo! E se ci sono delle sensibilità difformi non si possono tenere i piedi in troppe scarpe!
Vorrei anche precisare...perché ieri è stata la mattinata dei tweet che rimbalzavano dal CPEL, oggi è stata la mattinata dei tweet degli ex Assessori, uno "pirogassificato", e l'altro volato verso altri lidi nella capitale...allora, dico che ho semplicemente voluto esprimere il passaggio politico e tutta la vicenda del "piro" senza rivangare il passato, ribadendo che noi avevamo votato con altri, convintamente, una certa soluzione e il Presidente l'ha ridisegnato in modo molto limpido: perché gli esperti, perché la commissione, perché...tutto un lavoro politico era stato effettuato...altra cosa è poi stato il referendum e come è stato gestito! Allora probabilmente lo streaming, Presidente Rini, che arriva negli uffici regionali a spot, arriva a spot anche negli uffici dell'ARPA, per dire che...mi ricordo benissimo, ci ricordiamo benissimo, io l'ho detto nella premessa di come abbiamo votato sul "piro", qui, in quest'aula. La questione è politica e non c'entra niente.
Noi crediamo che, al di là di questo rimbalzare di posizioni di chi probabilmente...anzi, sicuramente, non potendo più essere qui, si occupa dall'esterno di certe cose...ma è giusto anche ricostruire le vicende in modo completo...ecco, noi rivendichiamo una certa coerenza su questo tema, perché questo ho voluto ribadire: che altri non si sono dimessi, altri la parola "dimissioni" non ce l'hanno nel proprio vocabolario, e sulla questione del "piro", per coerenza, il sottoscritto, insieme ad altri, ha assunto certe posizioni, anche le dimissioni...quindi questo era per chiudere la parentesi.
Concludo, Presidente, per dire che noi, in questo momento, attraverso le vostre "non risposte" rinunciamo al nostro futuro, svendendo ciò che è un tema molto delicato, che è di tutti i valdostani, che è il tema del futuro ambientale, quindi del futuro dei rifiuti in Valle d'Aosta, ma la cosa più grave è che volete gestire - altri lo hanno detto - da soli, ancora una volta, questo dossier. Questo non va bene, perché è vero, le commissioni, è vero, gli studi...ma una condivisione e un dibattito in questo Consiglio serviva e avrebbe dovuto servire per fare chiarezza, soprattutto sugli indirizzi. I risultati elettorali e anche quello del pirogassificatore non sono bastati? O forse ce ne siamo dimenticati, oppure ve li siete dimenticati troppo presto...beh, noi ve lo ricorderemo il risultato, ve lo ricorderemo e ve lo ricorderanno i cittadini valdostani. Noi, Assessore Bianchi, le auguriamo una lunga vita politica, ma abbiamo l'impressione che quella sedia, che doveva essere "pirogassificata" assieme all'Assessore...
Presidente - Concluda collega...
Viérin L. (UVP) - ...doveva sparire, è una sedia che scotta anche in questa legislatura e, pur augurandole una lunga vita politica, noi crediamo che lei dovrà dimostrare di essere effettivamente l'Assessore all'ambiente di tutta la Valle d'Aosta, e di non seguire i diktat che poi avranno le conseguenze che hanno già avuto delle ripercussioni su qualcun altro. Grazie.
Presidente - Grazie. La parola al collega Bertin, per dichiarazione di voto.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Oggi, questa mattina, poteva essere l'occasione per fare chiarezza su questo argomento...l'abbiamo chiesta ormai da 6 mesi la chiarezza su questo argomento! Purtroppo neanche oggi il Consiglio regionale si esprimerà con chiarezza su questo aspetto.
Per quanto ci riguarda, voteremo questa mozione in modo convinto, innanzitutto perché crediamo che l'Amministrazione regionale debba intervenire legislativamente, debba esercitare la propria autonomia legislativa, indipendentemente dalla sentenza della Corte costituzionale, che non incide su questo aspetto. Prima e anche dovrebbe intervenire per tutelarsi rispetto agli interessi di terzi ed eventuali contenziosi. Per questo voteremo, innanzitutto, questa mozione, ed è l'intento principale. Il secondo è perché noi vogliamo essere chiari.
Ribadiamo che noi non vogliamo, nel rispetto del referendum, che in Valle d'Aosta si trattino a caldo i rifiuti. Punto e basta. Ancora oggi si è creata confusione, dicendo: "noi siamo contrari al pirogassificatore, ma non escludiamo di utilizzare altri metodi, perché altrimenti l'alternativa è portarli fuori"...questo è il discorso che costerebbe di più. Mi pare una questione piuttosto delicata che apre scenari inquietanti, per quanto ci riguarda, e noi vogliamo essere chiari da questo punto di vista. Noi non siamo disponibili ad ipotesi che prevedano qualunque tipo di trattamento a caldo provvisorio o non provvisorio. In Valle d'Aosta questo non si potrà fare, è una posizione che abbiamo assunto da tempo e non crediamo che possa essere messa in discussione, soprattutto adesso, dopo il voto dei valdostani. Oggi si poteva fare chiarezza, non si è fatta...vi siete presi una bella responsabilità!
Président - Pour déclaration d'intention, la parole au collègue Fabbri.
Fabbri (UVP) - Merci Madame.
Devo dire che anch'io, da neofita, ho ascoltato attentamente questa discussione e adesso voglio un po' di nuovo rivestire i panni del cittadino, del cittadino comune, il quale legge ciò che è scritto nella mozione, che sono cose chiarissime, semplicissime, e che, come da cittadino comune, non possono non venire accettate. Si ribadisce la volontà popolare di non bruciare i rifiuti in Valle d'Aosta, una cosa chiarissima. Si chiede di andare in commissione a ridiscutere una legge regionale, per evitare che in qualche modo si possa riproporre la possibilità di bruciare in Valle questi rifiuti. Si cerca in qualsiasi modo di rendere possibile la scelta autonoma dei cittadini e di chi li rappresenta, qui, in Consiglio, affinché in qualche modo si possa contrastare...non dico quella che è la sentenza della Corte costituzionale, che va certamente rispettata, ma di fare in modo che la nostra Regione possa legiferare sulla sua salute e sul trattamento dei rifiuti, che è una cosa che mi pare riguardi l'Autonomia nostra, che è assolutamente da difendere. Grazie.
Président - Merci. Pour déclaration d'intention, la parole à la collègue Morelli.
Morelli (ALPE) - Merci Madame la Présidente.
Questa mozione aveva due impegni estremamente chiari. Il primo tendeva a ribadire in modo inequivocabile che il Governo regionale escludesse nella maniera più assoluta la possibilità di smaltire i rifiuti mediante trattamenti a caldo, cosa che "apparentemente" l'Assessore Bianchi sembra confermare. Il secondo impegno, invece, ci coinvolgeva tutti, come Consiglio regionale, per cercare di tutelare la nostra comunità e il Governo regionale nei confronti di eventuali pesanti ricorsi, ripercussioni gravi, attraverso una modifica della legge, della nostra legge regionale, che non ha niente a che vedere con la sentenza della Corte costituzionale.
Noi abbiamo la potestà di modificare la nostra legge, nel senso di rispettare la volontà popolare. Noi siamo una Regione autonoma, governata da forze autonomiste, dove anche all'opposizione vi sono forze autonomiste e, nonostante questo, questa maggioranza non vuole esercitare la propria Autonomia! È qualcosa di assolutamente scandaloso! Noi, ancora ieri, celebravamo con parole altisonanti la Déclaration de Chivasso che ha tracciato le basi della nostra Autonomia e oggi, invece, non vogliamo assumerci decisioni di questo tipo!
E in questa mattinata - ha ragione il collega Chatrian, non è stata sprecata, perché ha portato allo scoperto tanti nervi - abbiamo assistito a questo dibattito in cui sono emerse chiaramente le contraddizioni di questa maggioranza, con posizioni schizofreniche all'interno delle due forze che compongono questa maggioranza: con la Stella Alpina che, da una parte, ad un altro livello di Governo, quello comunale, cerca di portare avanti soluzioni virtuose, e qui, a livello regionale, annaspa, si accoda, tenta delle aperture con il Presidente della III Commissione Borrello che ci concede l'audizione, la condivisione in commissione su qualcosa che ci spetta assolutamente. E poi all'interno dell'Union Valdôtaine...abbiamo avuto l'excursus storico - che mi ha sorpreso un po' - del collega Perron, che di solito politicamente è molto fine, eppure è venuto a ricordarci che, loro, una decisione l'avevano già presa, e che la loro decisione era quella di "pirogassificare" i rifiuti, come se non ci fosse stato un referendum, poco più di un anno fa, che questa possibilità andava ad escluderla inequivocabilmente! E poi l'Assessore Bianchi, che - io credo onestamente - ha detto: "noi vogliamo rispettare la volontà popolare".
Il succo della questione credo che stia nelle parole del Presidente Rollandin, andiamo a riascoltarcele...il Presidente Rollandin ha detto che non esclude la possibilità che si debba ricorrere all'incenerimento...des deux l'une...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
...dopo andiamo a riascoltarcelo, Presidente, se avremo capito male ci scuseremo, non c'è problema, ma ci pare che all'interno di questa maggioranza non ci sia condivisione, non ci sia confronto e, ancora una volta, sarà il "Capo" a decidere - come ha detto giustamente il collega Chatrian - e allora vedremo se gli altri si accoderanno o se avranno il coraggio di prendere posizione e di mantenere quanto hanno detto in questo Consiglio regionale.
Noi, da parte nostra, abbiamo una posizione coerente, che abbiamo sempre avuto e che continuiamo ad avere, e siamo pronti a metterci in causa, a collaborare, a confrontarci con la maggioranza, ma su basi di onestà, non su giochi politici che nascondono chissà che cosa...qualcosa è stato ventilato dal collega Gerandin...io non so, ma quanto lui ha detto mi preoccupa molto, e credo che dovrebbe preoccupare tutti voi, cari colleghi!
Presidente - Altri? Ci sono altre richieste in dichiarazione di voto? Non ci sono altre richieste? Possiamo procedere alla votazione, colleghi? No. La parola all'Assessore Bianchi.
Bianchi (UV) - Per evidenziare alcuni passaggi che sono stati fatti e che sono stati tralasciati immagino proprio volutamente dalla minoranza: il pacco di VALECO non è preconfezionato. Nel mio passaggio ho detto che VALECO fa degli studi su varie soluzioni che verranno discusse in commissione e poi in Consiglio...ci tenevo a specificare questo.
Sul fatto che si è parlato del passaggio al trattamento a caldo, vorrei evidenziare che noi, per onestà intellettuale nei confronti dei valdostani, sicuramente diciamo che vogliamo rispettare la volontà dei valdostani e la rispetteremo...non avremo modo, come diceva il Consigliere Bertschy...su quello che si prospetterà lo vedremo, quindi vedremo chi ha detto una cosa, chi ha detto l'altra. Però bisogna essere chiari...e parlo dell'oggi io, parlo dell'oggi...quando andremo a decidere, una parte sicuramente dovrà essere valorizzata, perché non può andare in discarica, okay? Quindi sarà trattata fuori Valle...è stato detto questo passaggio, da subito, okay? Fuori Valle...valorizzata energeticamente.
Presidente - Possiamo procedere alla votazione, colleghi? Ha chiesto la parola il collega Rosset.
Rosset (UVP) - Grazie Presidente.
Non era nelle mie intenzioni, ma dopo l'intervento dell'Assessore...per cercare di capire qual è il trattamento in Valle, fuori Valle, cioè capire effettivamente qual è la situazione, perché tra le due esposizioni c'è stata una bella diversità, ecco! Grazie.
Presidente - Grazie collega Rosset. Vuole precisare, Assessore Bianchi? Ha la parola, Assessore.
Bianchi - Ho citato che chiaramente, da subito, al di là dell'esplicitazione da parte di qualcuno sui "rifiuti zero", il principio è che una parte dovrà essere valorizzata fuori Valle. Punto. Questo ho detto...valorizzata fuori Valle.
(brusio in aula)
Presidente - Colleghi...collega Donzel, ha già fatto la dichiarazione di voto, per cosa chiede la parola? Perché ha già fatto una dichiarazione di voto, collega Donzel, credo che abbia chiarito la sua posizione...prego.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Semplicemente una traduzione: vorrei tradurre la parola "valorizzare" che, in termine tecnico, vuol dire "bruciare". Punto. Hanno detto ai cittadini che vogliono bruciare i rifiuti, questo hanno detto...basta con questa parola "valorizzare", perché i cittadini non capiscono!
Presidente - Collega Gerandin, anche lei ha già fatto la dichiarazione di voto...interviene per mozione d'ordine, collega? La parola al collega Gerandin.
Gerandin (UVP) - Mozione d'ordine. Era solo per capire, perché noi oggi abbiamo sentito tre versioni dall'Assessorato, tre interventi con tre versioni. Con la prima ci ha detto...no, scusate, magari ho capito male io...ci ha detto: "non più trattamenti a caldo in Valle"; con la seconda ci ha detto: "trattamento in Valle", e con la terza: "valorizzazione fuori Valle"...noi vorremmo solo capire semplicemente qual è, guardi, perché penso che sia legittimo per i valdostani capire qual è la posizione dell'Assessore...poi, se non vuol rispondere l'Assessore, che risponda il Presidente, almeno abbiamo la soluzione definitiva!
Presidente - Se non ci sono altre richieste, possiamo mettere in votazione, colleghi? Apriamo la votazione. Colleghi, possiamo chiudere? Chiudiamo la votazione.
Presenti: 34
Votanti: 34
Favorevoli: 16
Contrari: 18
Il Consiglio non approva.
Colleghi, con questo punto possiamo sospendere i nostri lavori. La riunione dei Capigruppo è convocata alle ore 14,30. Grazie.
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La seduta termina alle ore 13,11.
