Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 296 del 6 dicembre 2013 - Resoconto

OGGETTO N. 296/XIV - Disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta (Legge finanziaria per gli anni 2014/2016). Modificazioni di leggi regionali".

Président - En ouverture de cette séance permettez-moi de saluer la mémoire de Nelson Mandela, disparu dans la journée de hier, 5 décembre, un homme qui a inspiré le monde par sa sagesse et par son engagement à faveur des droits de l'homme et de l'égalité des chances.

Colleghi, riprendiamo i nostri lavori, siamo all'esame dell'articolo 20. Ha chiesto la parola l'Assessore Fosson.

Fosson (UV) - Sì, grazie Presidente.

In seguito ad accordi e incontri, abbiamo rivisitato questa materia, le chiederei 10 minuti di intervallo proprio per presentare un emendamento condiviso.

Presidente - Il Consiglio è sospeso per 10 minuti.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 15,09 alle ore 15,22.

Rini (Presidente) - Colleghi, possiamo riprendere i lavori. All'articolo 20 quindi vi è l'emendamento n. 1 dell'Assessore Fosson. Passerei la parola all'Assessore Fosson per l'illustrazione dell'emendamento. Colleghi, per cortesia, un po' di silenzio! Prego Assessore.

Fosson (UV) - Sì, grazie Presidente.

A seguito di accordi, di confronti ed accordi svoltosi questa mattina, di cui ringrazio tutti i gruppi di maggioranza e di minoranza, siamo addivenuti alla presentazione comune di un unico emendamento, soprattutto per quello che era il mio emendamento aggiuntivo e l'emendamento... Leggo la nuova riformulazione: "il comma 7 dell'articolo 20 è sostituito dal seguente: "7. Le risorse aggiuntive regionali destinate al finanziamento del trattamento accessorio del personale dipendente dell'Azienda USL sono confermate in euro 2.065.500 per gli anni 2014, 2015 e 2016.

Conseguentemente, i commi 2 e 3 dell'articolo 20 sono sostituiti dai seguenti: "2. Il finanziamento di cui al comma 1, lettera a), è determinato in euro 254.000.000 per l'anno 2014, in euro 247.000.000 per l'anno 2015 e in euro 245.000.000 per l'anno 2016, di cui euro 10.000.000 per l'anno 2014, euro 8.500.000 per l'anno 2015 ed euro 8.000.000 per l'anno 2016 per il saldo di mobilità sanitaria... 3. Il finanziamento di cui al comma 1, lettera b), è determinato in annui euro 1.119.500 per il triennio 2014-2016 (spesa aggiuntiva per il finanziamento di livelli di assistenza superiori ai LEA)."

È aggiunto il sotto riportato comma 4bis:

"4bis. Le modalità di utilizzo e di corresponsione di tali risorse dovranno essere concordate dall'Azienda USL con le organizzazioni sindacali di categoria entro tre mesi e dovranno tenere conto delle eventuali attività aggiuntive da svolgere, degli obiettivi aziendali e regionali rispettando criteri di assegnazione basati sul valore effettivo dei trattamenti tabellari iniziali annui.

La Regione dovrà emanare, previo confronto con le organizzazioni sindacali, ed entro due mesi linee generali di indirizzo per lo svolgimento della contrattazione integrativa che tengano conto di quanto sopra disposto."" Grazie.

Presidente - Grazie. Qualcuno prende la parola? Il collega Guichardaz, prego.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Ci scusiamo...mi scuso per l'interruzione, ma l'accordo su quest'emendamento è arrivato sul filo di lana per la disponibilità dell'Assessore e del Governo regionale a venire incontro alle nostre richieste. L'emendamento è una miscellanea, diciamo, degli emendamenti presentati dall'Assessore Fosson e dell'emendamento costruito dalla minoranza. È importante rilevare che sono stati ripristinati i valori, diciamo, del fondo iniziale e questo è importante anche perché la sanità rischiava davvero di essere l'unico comparto penalizzato tra tutti i comparti pubblici e parapubblici, quindi l'unico comparto che rischiava di avere delle riduzioni dei propri, diciamo, trattamenti stipendiali. La cosa interessante è nell'articolo integrativo, il 4bis, un percorso, attraverso le organizzazioni sindacali di categoria, la Regione e l'azienda per definire l'utilizzo di questi fondi aggiuntivi regionali sia per eventuali attività aggiuntive da svolgere, sia su obiettivi aziendali e regionali definiti attraverso delle linee guida da parte della Regione, in accordo con le organizzazioni sindacali. Credo sia un bel risultato e quindi grazie e alla prossima.

Presidente - Grazie. Altri Consiglieri che vogliono intervenire su quest'emendamento, che quindi fa decadere anche l'emendamento n. 21 della minoranza, che viene inglobato in questo? Se nessuno prende la parola, possiamo procedere alla votazione dell'emendamento. La votazione è aperta. Colleghi, votate. Siccome abbiamo un problema con la votazione elettronica, votiamo per alzata di mano.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 35

Il Consiglio approva all'unanimità.

Segnalate le postazioni che non funzionano, grazie. Ci scusiamo per il disagio causato dal sistema di votazione.

Passiamo, colleghi, all'esame dell'emendamento n. 22 delle forze di minoranza. La parola alla collega Morelli.

Morelli (ALPE) - Merci Présidente.

Sì, con il nostro emendamento proponiamo una modifica al comma 8, che introduce anche nella nostra regione una quota fissa per gli esami specialistici pari a 10 euro, il cosiddetto "super ticket" che è stato introdotto dalla gran parte delle Regioni italiane già nel 2011 e che la nostra Regione non aveva introdotto. Il comma 8 della legge recita: "è introdotta una quota fissa per ricetta pari ad euro 10, a carico degli assistiti non esenti, per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale erogate a decorrere dal 1° gennaio 2014". La nostra proposta di emendamento invece va nel senso di non introdurre una quota fissa, ma di proporre un ticket modulato in base a dei criteri di reddito e anche dei criteri di prestazione, perché riteniamo che il fatto di istituire una quota fissa in qualche modo penalizzi, possa penalizzare gli utenti, in particolare laddove il costo effettivo della prestazione sia inferiore ai 10 euro. Riteniamo che sia giusto fare una riflessione su quest'introduzione, anche in considerazione dell'esperienza delle Regioni che già lo hanno introdotto. A tale proposito voglio semplicemente citarvi le riflessioni che sono scaturite da uno studio portato avanti dall'AGENAS, che ha esaminato la situazione di alcune regioni, in particolare 11 regioni, regioni importanti, che vanno a coprire il 90 per cento praticamente degli utenti e della spesa sanitaria, che sono: il Piemonte, la Lombardia, il Veneto, la Liguria, l'Emilia-Romagna, la Toscana, le Marche, l'Umbria, il Lazio, la Campania, la Sicilia, la Calabria e la Puglia. Ecco, in seguito allo studio fatto in queste regioni sull'applicazione del super ticket, sono scaturite delle riflessioni che, a mio avviso, a nostro avviso, dovremmo tenere in considerazione e sono le seguenti: il super ticket ha prodotto una netta riduzione degli esami specialistici e si teme - viene detto tra le righe - che questa riduzione possa essere dovuta proprio al fatto che c'è questa spesa in più da sostenere da parte degli utenti. Si è registrato un decremento del numero degli esami specialistici che non sembra legato alla maggior appropriatezza degli esami, ma piuttosto al fatto che le persone devono sostenere questa spesa in più. Questo ticket è stato applicato nelle regioni con modalità diverse: ci sono Regioni che lo hanno applicato tout court istituendo il ticket di 10 euro, altre che lo hanno applicato in funzione al reddito, altre ancora che lo hanno applicato in modo proporzionale alla tariffa della prestazione. La nostra proposta è che la Giunta, con propria deliberazione, previo parere della commissione consiliare competente, istituisca il ticket con criteri reddituali e con criteri in base alla prestazione, quindi al peso, al costo della prestazione e al peso della prestazione direi...ecco, sì, direi che è quanto. Grazie.

Presidente - Grazie collega Morelli. Chi intende intervenire? La parola all'Assessore Fosson.

Fosson (UV) - Grazie Presidente.

Ringrazio comunque per l'onestà concettuale, nel senso che si poteva fare una battaglia populistica: "no ai ticket", eccetera, invece qui siamo tutti d'accordo che il ticket sulla specialistica vada introdotto. Siamo in discussione, ma, più che in discussione, siamo in fase di confronto sulle modalità con cui applicarlo. Mi permetto di fare un po' di storia: il ticket, che veniva chiamato "super ticket", fu approvato per la prima volta nel 2006 con la legge n. 296, poi fu abolito dalla Corte nel 2008; lo dico perché, dottoressa Morelli, quell'anno, quando uscì fuori il super ticket, noi pensammo e provammo ad applicare un ticket aggiuntivo di 10 euro modulato, nel senso che lo applicavamo soltanto a quegli esami ad alto livello di inappropriatezza, nel senso che alcuni esami che erano poco utili e molto costosi avrebbero determinato un ticket di 10 euro mentre per gli altri non lo si sarebbe pagato. Le devo dire che, nonostante la grande attenzione, questa cosa qui creò molta confusione. Il ticket fu poi abolito comunque nel 2008, per cui non ne parlammo più e fu previsto nuovamente con una legge dello Stato il 6 luglio del 2011 e la Giunta regionale della Valle d'Aosta allora - certo eravamo in altre condizioni, e in altra legislatura - decise di non applicarlo. Furono soltanto tre le Regioni che decisero di non applicarlo: la Regione Valle d'Aosta, il Trentino e Bolzano, però la Corte costituzionale, come diceva ieri, l'altro giorno il Consigliere Fabbri, con una sua sentenza del 16 luglio 2012, disse che anche le Regioni autonome dovevano applicare un ticket, o comunque dovevano produrre un risparmio, un ticket, o una forma comunque di contribuzione alle spese, di partecipazione alle spese, citando anche un criterio corretto dicendo: "l'equità dei pazienti". Infatti, non è giusto che il paziente che abita ad Ivrea o a Borgofranco paghi un ticket aggiuntivo, invece il paziente che è in Valle d'Aosta non lo debba pagare.

Come ha detto lei, le Regioni su questo sono divise: ci sono le Regioni che lo hanno modulato, altre che non lo hanno modulato, 10 di queste Regioni lo applicano, modulandolo con margini ben più ampi, e questo è da tenere conto, cioè lo hanno modulato da 1 a 15, 1 a 30, per cui l'esame che costa di più fa sì che il ticket non sia di 46 euro, ma sia addirittura di 70 - parlando di importi massimi -, per cui si porta ad un livello molto maggiore. Sui redditi noi abbiamo due osservazioni in questo momento: la prima che abbiamo una percentuale di esenti altissima, nel senso che già da noi, dalle ultime rilevazioni, abbiamo il 54 per cento esente, cioè il 54 per cento dei pazienti non pagano il ticket; la seconda osservazione che volevo fare è che, come dicevo, vorremmo introdurre l'indicatore di reddito anche per le prestazioni sanitarie, per cui andremmo incontro a tutta un'altra legislatura con un nuovo regolamento sull'applicazione del ticket. Ho sentito l'amico Theiner di Bolzano, sono anche loro per applicare un ticket di 10 euro secco, perché dà molta più semplificazione e, dall'altra parte, permette anche delle entrate certe, perché se queste Regioni, tutte le Regioni hanno già applicato il ticket, non è solo per, e lei lo ha detto, eliminare l'inappropriatezza, ma non è solo questo, chiaramente è anche per una questione che, costando di più, si fanno meno esami, però un desiderio delle Regioni era proprio quello di eliminare anche l'inappropriatezza.

L'altra cosa che mi permetto di sottolineare, oltre al fatto che sia stato modulato da 1 a 15, da 1 a 30, è anche il fatto che 18 Regioni, tranne le Regioni a statuto speciale hanno già un ticket sulla farmaceutica. Il ticket sulla farmaceutica vuol dire un ticket ogni ricetta e un ticket ogni confezione, anche questo è modulato, che però noi non abbiamo assolutamente intenzione di proporre.

Termino dicendo che la nostra proposta è di introdurre, com'è la delibera regionale, 10 euro...ma, come ha fatto osservare lei, fare un'altra delibera... Due osservazioni: la prima osservazione è che questo rilievo è giusto se l'esame è per un importo inferiore a quello del ticket, anche perché poi il paziente va a farlo in una struttura privata; quindi non si applica quando la prestazione è inferiore all'importo di 36 euro, cioè di 46 euro, pari all'importo del ticket; la seconda cosa che scriveremo nella delibera che faremo è proprio di monitorare per 6 mesi questa pratica e soprattutto pensare a cosa sarà l'introduzione dell'ISEE e poi venire in commissione a presentarla. Questa, se lei ritira l'emendamento, è la nostra proposta. Grazie.

Président - Il y a quelqu'un qui souhaite intervenir? Peut-être pour des confrontations? La parole à la collègue Morelli.

Morelli (ALPE) - Merci Madame la Présidente.

Solo per chiedere una piccolissima sospensione per consultarci visto che è un emendamento condiviso da tutti...una sospensione veramente rapida.

Presidente - I lavori sono sospesi per cinque minuti.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 15,42 alle ore 15,46.

Rini (Presidente) - Possiamo riprendere i nostri lavori. La parola alla collega Morelli.

Morelli (ALPE) - Allora abbiamo raggiunto un accordo per il quale noi ritiriamo il nostro emendamento e ne presentiamo un altro, che recita che al comma 8 dell'articolo 20 è aggiunta la seguente frase: "il ticket non è applicato qualora il costo della prestazione sia inferiore a 36 euro" e poi chiediamo all'Assessore Fosson un impegno formale a monitorare la situazione e a riferire entro sei mesi alla commissione consiliare competente. Grazie.

Presidente - Possiamo mettere in votazione l'emendamento modificato come illustrato dalla Consigliera Morelli. La votazione è aperta. Colleghi, votate...facciamo la votazione per alzata di mano. I colleghi presenti e favorevoli sono 35, il Consiglio quindi approva.

Passiamo all'emendamento n. 23, presentato sempre dalla minoranza. Chi intende illustrarlo? La parola alla collega Morelli.

Morelli (ALPE) - Grazie Presidente.

Ancora sull'articolo 20, al comma 10 dell'articolo 20 noi chiediamo che, relativamente alla riorganizzazione aziendale dell'USL fatta, applicata attraverso l'atto aziendale, ci sia la possibilità di un passaggio in commissione e quindi chiediamo che, dopo la parola "autorizzata", venga inserita la seguente dicitura: "previo parere della commissione consiliare competente". L'atto aziendale comporta una riorganizzazione delle strutture ospedaliere, delle strutture sanitarie, riteniamo che sia un argomento importante, in particolare in questo momento di riduzione di disponibilità finanziaria e quindi riteniamo che un passaggio in commissione sarebbe importante. Grazie.

Presidente - Grazie. Colleghi, per cortesia! Chi chiede la parola? La parola all'Assessore Fosson.

Fosson (UV) - Sì, solo per un accordo, una precisazione ancora. L'argomento è disciplinato dalla legge n. 5 del 2000, che all'articolo 6 dice proprio: "al finanziamento dell'organizzazione e delle attività necessarie a garantire i livelli essenziali ed appropriati di assistenza e la produzione ed erogazione delle prestazioni in essi ricomprese provvede la Giunta regionale nel limite delle quote del fondo sanitario regionale da trasferire all'azienda, nonché dei fondi regionali da trasferire agli Enti locali, così come determinati dalla legge finanziaria vigente...". Ecco, quindi, proprio per rimanere sui ruoli, un passo importante è la rideterminazione delle strutture che è sicuramente un compito della Giunta. Io accetto sicuramente di venire in commissione, accetto l'emendamento; i nostri pareri legali sono diversi, le chiedo solo invece di "previo parere", "sentita la commissione competente", in questo caso accettiamo l'emendamento. Grazie.

Presidente - Grazie. Possiamo mettere in votazione. La votazione è aperta...sì, scusate, è accettato o no con la formulazione "sentita la commissione"? Un attimo di confronto, il confronto è in atto... Scusate, colleghi, qualcuno vuole comunicare anche a noi... Qualcuno prende la parola sulla proposta fatta dall'Assessore Fosson? La parola alla collega Morelli.

Morelli (ALPE) - Grazie Presidente.

La formulazione "sentita la commissione" non ci sembra sufficientemente forte e vincolante, quindi noi rimaniamo sul "previo parere".

Presidente - Mettiamo allora in votazione l'emendamento n. 23, presentato dalla minoranza. La votazione è aperta. Votate colleghi. Possiamo chiudere la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 17

Contrari: 18

Il Consiglio non approva.

Passiamo all'emendamento n. 24, presentato dai gruppi della minoranza, che introduce il comma 10bis. Chi intende illustrarlo? La parola al collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Allora l'emendamento prevede che dopo il comma 10 sia inserito il comma 10bis, norme per la razionalizzazione, noi chiediamo..."l'atto aziendale è adottato e modificato dal direttore generale in conformità..."

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...sì, solo che qui si acquisisce il parere della commissione consiliare competente e delle organizzazioni sindacali; ovviamente non sono pareri vincolanti, sono percorsi che generalmente con le organizzazioni sindacali sono sempre stati fatti. Secondo noi, la commissione consiliare...siccome è, diciamo, un po'..."acquisito il parere" non è vincolante, come non lo era nel caso precedente, quindi, secondo me, non ci sono, diciamo, variazioni di tipo sostanziale...

(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...ma non è...è diverso da prima: qua parliamo di atto aziendale...

(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...non è che entriamo...noi lo abbiamo sempre...

(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...va bene, comunque, sentiamo voi quali proposte fate e poi verifichiamo.

Presidente - La parola all'Assessore Fosson.

Fosson (UV) - Sì, grazie.

Questo proprio non può essere accolto, perché l'atto aziendale è un atto dell'azienda sanitaria nella sua autonomia, per cui non può essere accolto. A proposito dell'articolo 10, che prevede che la Giunta ha la possibilità di dare delle indicazioni per la ristrutturazione delle strutture, Guichardaz, dice già: "tenendo conto delle disposizioni statali", quindi già recepisce in parte quello che è scritto. Possiamo accettarlo nella misura in cui l'atto aziendale è adottato dalla direzione, sentita la commissione sempre, e noi siamo sempre stati d'accordo per un passaggio in commissione, non abbiamo mai detto di no, però che sia un confronto, non un vincolo, se lei mettesse: "sentita"...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...e anche le organizzazioni sindacali, tra l'altro, mi permetto di dire che le organizzazioni sindacali...abbiamo già un accordo, nel senso che quando il patto...ci saremo visti...

(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...se è "sentita", va bene. Grazie.

Presidente - Metto quindi in votazione l'emendamento così modificato. La votazione è aperta. Colleghi, un po' di silenzio, perché si fa fatica a seguire i lavori. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 35

Il Consiglio approva all'unanimità.

Possiamo passare alla votazione dell'articolo 20? Votate per alzata di mano. Chi è favorevole? I favorevoli sono 18. Chi si astiene? Gli astenuti sono 17 e sono i colleghi Bertin, Bertschy, Certan, Chatrian, Cognetta, Donzel, Fabbri, Ferrero, Fontana, Gerandin, Grosjean, Guichardaz, Morelli, Nogara, Roscio, Rosset e Laurent Viérin.

Il Consiglio approva.

Articolo 21. Colleghi, possiamo dare lo stesso risultato? Colleghi, vi prego un po' di silenzio! C'è solo un problema, stanno aggiustando la postazione...votiamo per alzata di mano. Chi è favorevole? I favorevoli sono 18. Chi si astiene? Nessuno. Chi è contrario? I contrari sono 17. Il Consiglio approva.

Stesso risultato all'articolo 22? Stesso risultato.

Articolo 23? Stesso risultato.

All'articolo 24 c'è l'emendamento n. 25 dei gruppi di minoranza, che introduce il comma 5bis. Qualcuno intende illustrarlo? La parola al collega Nogara.

Nogara (UVP) - Merci Présidente.

All'articolo 24 si riferisce il fatto che a Vallée d'Aoste Structure vengono destinate tutte le attività di commercializzazione dei prodotti agricoli, nonché gli impianti e le attrezzature correlati. Ecco, con quest'emendamento si vuole inserire dopo il comma 5...è per questo motivo qua: visto che tutti questi fabbricati di proprietà regionale, dove lavoravano persone assunte, appunto, dall'Amministrazione regionale...si voleva inserire quest'emendamento proprio per inserire il fatto di non fare al limite dei concorsi o delle assunzioni in più, ma di usare quel personale per poter continuare a lavorare in quelle strutture che erano già di proprietà regionale e questo motivo...anche perché, visto il bilancio anche di Vallée d'Aoste Structure - diciamo che non è un bilancio eccezionale -, assumere ulteriormente gente al di fuori delle persone che lavoravano già in queste strutture non ci sembra auspicabile, ecco, è questo.

Presidente - La parola al collega Grosjean.

Grosjean (UVP) - Grazie Presidente.

Io volevo fare un ragionamento a voce alta, cioè una riflessione a voce alta con tutti voi per quanto riguarda l'articolo 3bis, comma 1, qui si dice che la Giunta regionale è autorizzata a conferire entro il 31 dicembre 2015...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...ah, è l'altro dopo questo?

(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...qui andiamo a trasferire le cooperative destinate...o le attuali cooperative che si occupano di commercializzazione e di trasformazione dei prodotti agricoli, quindi i caseifici, la Cooperativa delle mele, la Cofruits, le cooperative viticole...le vogliamo passare dalla gestione della Regione, quindi nostra direttamente, sotto una struttura, Vallée d'Aoste Structure appunto, perdendo in un certo senso la responsabilità di queste strutture. Qui sappiamo che c'è un problema che si tira avanti da tanti anni, che è il famoso discorso dell'affitto. Io ho paura che in questo modo andiamo veramente ad impiccare le nostre cooperative e mi riallaccio a quello che diceva l'Assessore ieri. Andremo a dare un contributo alle cooperative per quanto riguarda il sostegno sul pagamento del canone. Io credo che sia molto più logico non parlare di contributo, ma di individuare...magari legiferare in modo da poter trasferire queste strutture direttamente alle cooperative in un modo molto più...in un modo normato, che andremo a trovare tutti assieme, perché altrimenti rischiamo veramente di mettere in crisi queste cooperative. Le andiamo a dire che daremo il contributo sull'affitto, che non so quanto sia sostenibile dal punto di vista legale e, anche fosse, andremmo a bruciare questo contributo che andrà ad essere pescato sul de minimis, sul de minimis, quindi le cooperative non avrebbero neanche più la possibilità di utilizzare il de minimis.

Qui si dice che il conferimento deve avvenire entro il 31 dicembre 2015, quindi io credo che, veramente, ci sia tutto il tempo per ristudiare a fondo, diciamo, la situazione. Ci sono delle cooperative che sono sopra dimensionate e quindi i canoni di affitto vanno a finire alle stelle...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...quindi mi sembra che sia veramente una situazione che andrebbe studiata, andrebbe approfondita in modo molto più interessante, perché io sono veramente e fortemente preoccupato che in questo modo le cooperative agricole, quindi i caseifici, le cantine, la Cofruits andranno ad essere ancora ulteriormente penalizzate, perché il loro referente non sarà più l'Assessore o il Presidente della Giunta, ma sarà il responsabile di una società, una partecipata e quindi qui veramente vi chiedo di...non so, discutiamone in Commissione agricoltura, facciamo qualcosa... Sono veramente molto preoccupato per queste due cose: quello che è stato detto ieri, appunto, del contributo alle cooperative, che ho paura che vada a creare delle situazioni non troppo chiare, mi sembra molto più logico fargli un affitto congruo, piuttosto che fargli strapagare un affitto e poi dargli il contributo.

Président - La parole au collègue Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Sì, grazie Presidente.

Scusate, gradirei parlare al Presidente...volevo fare qualche riflessione sull'emendamento n. 25, Presidente della Regione, dato che stava interloquendo, ho aspettato. Riteniamo l'articolo 24 un articolo che va a cambiare in maniera pesante la configurazione, quindi diamogli il tempo...vorrei prendermi un po' di tempo per poter fare qualche riflessione a voce alta. Noi abbiamo proposto su quest'articolo l'emendamento n. 25 che va creare una condizione, a nostro avviso, interessante e vorrei spiegare a chi ci ascolta e soprattutto al Governo regionale qual è la filosofia del nostro emendamento. Se l'articolo 24 oggi sarà approvato così com'è stato scritto, si andrà a fare la stessa operazione che è stata fatta nel 2004 per quanto riguarda i beni industriali di proprietà regionale. Stessa identica impalcatura, l'impianto è identico. Nel 2004 c'erano certe condizioni all'interno dell'Amministrazione regionale, avevamo un certo bilancio, avevamo certe disponibilità, era veramente un'altra cosa, al di là delle questioni tecniche, giuridiche ed economiche e finanziarie. Il ragionamento che noi facciamo è questo: la decisione, quella di conferire tutti i beni ad una società nostra al 100 per 100 a nostro avviso, è necessario, inserire la possibilità che Vallée d'Aoste Structure possa avvalersi di personale dell'Amministrazione regionale in posizione di comando o di distacco senza oneri aggiuntivi per il bilancio regionale. In sintesi cosa proponiamo? Magari a qualche Consigliere di maggioranza può anche interessare... Proponiamo di creare le condizioni per distaccare o creare le condizioni per un comando di personale regionale dall'Assessorato dei lavori pubblici, dall'Assessorato comunque del bilancio, del patrimonio, da tutti quegli Assessorati che hanno all'interno delle figure tecniche per andare a supportare l'organizzazione di Vallée d'Aoste Structure, quindi togliamo delle competenze all'Amministrazione regionale...sì, mi sono dimenticato dell'Assessorato dell'agricoltura...togliamo delle competenze all'interno dell'Amministrazione regionale e le conferiamo ad una società. Benissimo, noi creiamo le condizioni, oggi, inserendo quest'emendamento, per distaccare del personale all'interno di Vallée d'Aoste Structure. Dato che, ripeto, le condizioni nel 2004 erano completamente altre, noi abbiamo un bilancio regionale che è stato drenato in questi 4 anni da 1.700 milioni di euro a 1.077, abbiamo meno funzioni, decidiamo di conferire delle nostre funzioni, alienare dei nostri beni ad una società e questo è lo spirito di quest'emendamento...benissimo, allora, diamo la possibilità di staccare senza oneri aggiuntivi del personale regionale all'interno della nostra società.

Presidente - La parole au collègue Rosset.

Rosset (UVP) - Grazie Presidente.

Brevemente due considerazioni sull'emendamento che è già stato ampiamente illustrato. Vallée d'Aoste Structure è diventata nel tempo una delle partecipate preferite sia per il carico di compiti, sia per le assunzioni che hanno moltiplicato i costi. Ora, mi stupisce che gli amministratori della stessa società, che ha un grosso indebitamento, non abbiano ancora preso in considerazione quest'aspetto, questo a scapito di molte responsabilità. L'emendamento allora va in questa direzione: nella direzione di una mobilità con il personale pubblico per non gonfiare quelle che sono le assunzioni e poter in qualche maniera, come dicevo, evitare quel grave indebitamento. Basti pensare a cosa è successo con la Tecdis, basti pensare cosa sta avvenendo con le aree patrimoniali ed industriali. Io quindi credo che quest'emendamento darebbe ossigeno per poter affrontare queste problematiche. Grazie.

Président - La parole au Président Rollandin.

Rollandin (UV) - Sì, grazie.

Naturalmente intervengo in accordo con l'Assessore, perché qui si tratta di personale, quindi in questo caso...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...esattamente...no, ma abbiamo capito e apprezzato. Vorrei solo dire che quest'osservazione, questa possibilità va nella logica condivisa, cioè quello di cui abbiamo già parlato in altra sede, della possibilità di utilizzare al meglio il personale che c'è. In questo caso è più che giustificato, quindi noi riteniamo che quest'emendamento sia corretto nel momento in cui...alcune competenze. Ecco, vorrei solo chiarire un aspetto: non è che passando le strutture in gestione, cioè di proprietà della Vallée d'Aoste Structure, si perdono i contatti con la parte che si riferisce all'attività svolta all'interno, cioè l'attività che viene svolta all'interno...no, lo dico per il collega Grosjean, che mi sembra avesse sollecitato una spiegazione su questo. I rapporti quindi rimangono con l'Assessorato competente, l'unica cosa, quando si tratta di fare una manutenzione ordinaria, o straordinaria, o di intervento, prima c'era la segnalazione all'Assessorato, che provvedeva ad investire, cioè a fare gli interventi. Questo verrà fatto direttamente dalla società Vallée d'Aoste Structure. Per il resto, cioè per le normali attività svolte, continua ad essere con l'Assessorato competente. Ecco, volevo solo tranquillizzare. Noi riteniamo che sia corretta l'impostazione, quindi accettiamo l'emendamento.

Presidente - La parola al collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Sì, grazie Presidente.

Accogliamo favorevolmente questa vostra posizione su questo nostro emendamento. Una volta deciso, diciamo, l'inserimento di quest'emendamento, chiederemmo uno sforzo ulteriore, che è quello di creare le condizioni nel momento in cui nel prossimo anno, 2014, e nell'altro, 2015...che realmente ci siano le condizioni per trasferire il personale all'interno mantenendo il contratto...io adesso non ho contezza dal punto di vista...però, al di là di inserirlo nella nostra finanziaria, di dare poi contezza. Grazie.

Presidente - La parola al collega Grosjean.

Grosjean (UVP) - Ecco, ringrazio anch'io per i chiarimenti. È chiaro, sono un po' novello della situazione, quindi a volte non riesco a capire bene questi movimenti, ma volevo solo approfittare per ribadire all'Assessore all'agricoltura, Testolin, che forse non sarebbe male se si potesse avere una riunione in Commissione agricoltura per cercare di capire bene qual è la direttiva che si può impostare per quanto riguarda questo benedetto problema degli affitti, anche perché è un settore a cui, come avete capito, ci tengo in modo particolare e qualche idea da valutare sicuramente ce l'abbiamo. Grazie.

Presidente - Grazie. Possiamo mettere in votazione l'emendamento n. 25 dei gruppi di minoranza? Votate. Possiamo chiudere la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 35

Il Consiglio approva all'unanimità.

Passiamo all'esame dell'articolo 24. Possiamo mettere in votazione? Ha chiesto la parola il collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Sì, grazie Presidente.

Prima ci siamo soffermati sull'emendamento, quindi non abbiamo voluto intervenire sull'impostazione generale. Questo è un passaggio clou per quanto riguarda tutto il patrimonio destinato alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti. Ce ne rammarichiamo a livello di minoranza di non aver inserito un passaggio in commissione, gradiremmo chiedervi, se ci fosse la possibilità, o di inserire...o prendervi l'impegno, prima di conferire i vari lotti, perché immagino saranno suddivisi in vari lotti, dato che l'impianto è identico a quello del 2004...gradiremmo aver la possibilità di conoscere nel dettaglio l'operazione anche economico-finanziaria, perché tale operazione avrà delle ricadute non solo patrimoniali, ma anche delle ricadute sugli affitti, ricadute gestionali e ricadute anche sulla ristrutturazione e il mantenimento di tale proprietà. Questa quindi è un'operazione...sembra un articolo...come posso dire? di semplice conferimento, questo è un grosso articolo che avrà un impatto pesante e anche quello di trovare delle soluzioni ad una criticità, quindi gradiremmo avere contezza prima che l'atto amministrativo sia approvato dalla Giunta regionale. Grazie.

Presidente - Grazie. La parola all'Assessore Testolin.

Testolin (UV) - Grazie Presidente.

Sì, mi prendo volentieri carico di quest'impegno, nel senso che, compatibilmente a quelli che saranno gli sviluppi di quest'operazione, fisseremo degli incontri che potranno permettere, diciamo, di avere ben chiaro tra tutti quelli che sono i passaggi.

Presidente - Possiamo mettere in votazione l'articolo 24. La votazione è aperta. Colleghi, possiamo chiudere la votazione? La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 18

Favorevoli: 18

Astenuti: 17 (Bertin, Bertschy, Certan, Chatrian, Cognetta, Donzel, Fabbri, Ferrero, Fontana, Gerandin, Grosjean, Guichardaz, Morelli, Nogara, Roscio, Rosset, Laurent Viérin)

Il Consiglio approva.

Passiamo all'articolo 25. La votazione è aperta, votate... La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 18

Contrari: 17

Il Consiglio approva.

All'articolo 26 vi è l'emendamento n. 26 dei gruppi di minoranza. Chi intende illustrarlo? La parola al collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Ieri nel tardo pomeriggio abbiamo approvato l'emendamento n. 16, riscritto per quanto riguarda i contributi, gli aiuti pregressi e abbiamo trovato una sintesi tra la proposta che tutta l'opposizione ha fatto, e accolta praticamente dalla maggioranza, e abbiamo allocato delle risorse importanti per il 2014. Faccio questa premessa perché l'impianto nuovo su questa finanziaria 2014 va ad allocare, impostare nell'articolo 26 l'implementazione delle risorse finanziarie a valere sui fondi di rotazione. Si crea cioè un calderone importante, si inseriscono delle risorse, come dicevo prima, impattanti e i conti interessi, cioè i mutui agevolati, andranno a pescare all'interno di questo nuovo calderone, nuovo calderone che sarà finanziato tramite gli utili delle nostre società.

La filosofia del nostro emendamento n. 26 va a mettere un tetto, a dare delle garanzie, garanzie che vanno a tutelare i piccoli interventi. Mi spiego meglio. Un intervento alberghiero, di un albergo di 4 o 5 stelle in conto interessi, magari, potrebbe richiedere milioni e milioni di euro per quanto riguarda l'aiuto sugli interessi, sul conto interessi e diverse grandi operazioni potrebbero drenare gran parte del fondo all'interno dell'articolo 26. Cosa andiamo a proporre? La proposta, a nostro avviso necessaria, è una proposta che va a dare delle garanzie ai piccoli numeri, va a dare delle garanzie a quelle attività nei piccoli comuni, va a dare delle garanzie ai Comuni di montagna, o magari della media montagna, dove non hanno la possibilità neanche di creare delle grandi strutture e quindi a mirare, a dire: "benissimo, in quel fondo però diamogli la possibilità che ci sia almeno il 30 per cento delle somme trasferite", che "...ai sensi del comma 1 deve essere destinato agli interventi di importo inferiore a 300.000 euro": questa è la filosofia del nostro emendamento. Ecco, che 10 operazioni, grandi operazioni immobiliari non vadano a drenare, a portar via tutto il fondo. Mi sembra che politicamente vada a garantire uno spazio importante. Abbiamo messo "almeno", perché se ci saranno tantissime piccole attività, noi pensiamo...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...sì, parlo al reparto economico-finanziario, un po' come ieri sera, quindi è positivo se c'è già un piccolo summit, penso che andiamo nella direzione da noi proposta. La proposta comunque è di garantire ai piccoli interventi la possibilità di avere un mutuo in conto interessi e, di conseguenza, l'agevolazione e che grandi operazioni non vadano a drenare, a portare via tutto all'interno del calderone. Grazie.

Presidente - Chi intende prendere la parola? La parola al collega Rosset.

Rosset (UVP) - Sì, grazie Presidente.

Questa questione sui fondi di rotazione, la novità, si inserisce nel ragionamento più ampio, più vasto che abbiamo fatto sul tema della ripartizione cosiddetta "a torta", torta di finanziamenti che si è fatta più ristretta e direi anche meno dolce, lo sappiamo tutti per quale ragione. Con quest'emendamento quindi si vuole tutelare quelle piccole e medie imprese che...le necessità sono enormi...a beneficio del tessuto tecnico, tecnico ed economico, che "deve reggere" - deve reggere tra virgolette - la crisi che sta coinvolgendo. È fondamentale quindi quest'emendamento per poter fare un'analisi soprattutto sulle piccole e medie imprese. Grazie.

Presidente - Grazie. La parola al Presidente Rollandin.

Rollandin (UV) - Tenendo presente che si applica in qualche modo per la prima volta, la preoccupazione è di avere degli indirizzi, cioè qui dite il 30 per cento...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...no, ma questo è un esempio. La preoccupazione che noi abbiamo è che su questo tema, non avendo uno storico, si vada a dire una formula che poi nei fatti non ci risolve il problema, allora io chiederei una cosa, cioè francamente io non so rispondere, come nessuno sa rispondere quanti...

(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...no, ho ben capito, voi l'avete detto come indirizzo. Quello che mi piacerebbe che avvenisse è che, anziché mettere adesso una formula, che può essere...può emergere che è corretta, come no. Allora il fatto di dire "vincoliamo il 30 per cento", al di sotto, se poi queste non ci sono, cosa facciamo, queste somme non le utilizziamo? La proposta è: facciamo un'analisi di quelle che sono...siccome dobbiamo mettere...e voi l'avete visto e l'abbiamo scritto che c'è una modulazione nell'applicare questi fondi, con una delibera, noi possiamo nella delibera, previo parere della commissione, trovare un modulo che ci sia un osservatorio trimestrale, che vada nella logica di monitorare che cosa succede, dopodiché si arriva a dire: "beh, se sono tutti sotto i 300 mila, non solo il 30 per cento, sarà il 50 per cento", però non mettiamoci...qui dite giustamente almeno il 30 per cento. Facciamo in modo che quest'osservazione, che noi capiamo, non diventi però un vincolo, magari per tenere ferme delle somme, perché non ci sono i corrispettivi, è solo questa la preoccupazione. Io quindi vi chiederei...noi siccome condividiamo ed è la prima volta che l'applichiamo...facciamo in modo che...tanto la commissione deve essere, con la delibera, interessata...troviamo un meccanismo per cui trimestralmente, vogliamo metterlo semestralmente...trimestralmente, si fa un range di quello che sta succedendo e si aggiorna e si dà un'indicazione, in modo che non ci siano...

(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

Président - La parole au collègue Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Chiederei proprio due minuti di sospensione, perché è un tema, a nostro avviso, delicato e vorremmo chiudere il cerchio in maniera congrua e positiva. Grazie.

Presidente - Il Consiglio è sospeso per 5 minuti.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 16,31 alle ore 16,47.

Rini (Presidente) - Colleghi, possiamo riprendere i lavori. Ha chiesto la parola il collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Sì, grazie Presidente. Chiedo ancora 5 minuti di sospensione per cortesia. Grazie.

Presidente - Ancora 5 minuti di sospensione.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 16,47 alle ore 17,05.

Rini (Presidente) - Possiamo riprendere i nostri lavori. Colleghi, qualcuno chiede la parola? La parola al collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Sì, grazie Presidente.

Abbiamo voluto confrontarci su tale proposta. Modificheremmo l'emendamento n. 26 che le forze di opposizione hanno presentato in quest'aula, arricchito ulteriormente di un passaggio, a nostro avviso, importante, che è la verifica a seguito di una delibera di Giunta. Vi leggo il nuovo emendamento reimpostato, che va oltre oltretutto, diciamo, la filosofia che ci ha portato a redigere tale emendamento: "dopo il comma 1 dell'articolo 26 è aggiunto il seguente comma: "almeno il 30 per cento delle somme trasferite ai sensi del comma 1 deve essere prioritariamente destinato agli interventi di importo inferiore a 300 mila euro. La Giunta verifica semestralmente l'utilizzo delle risorse e relaziona alla commissione consiliare competente"", questa è la proposta che va ad emendare il nostro emendamento.

Chiudo questo breve intervento dicendo questo: l'obiettivo politico di questo nostro emendamento era quello di garantire una soglia importante per gli investimenti piccoli, mirati, come dicevo prima, dove ci sia la certezza che quel fondo non sia drenato completamente dalle grandi strutture e dai grandi interventi. Grazie.

Presidente - Grazie. Possiamo mettere in votazione? C'è qualcuno che vuole intervenire? Mettiamo in votazione. Votate colleghi. Voleva chiedere la parola collega Gerandin? Sospendiamo subito la votazione e le do la parola, il suo nome non mi appariva sullo schermo, provi a prenotarsi collega...okay, prego.

Gerandin (UVP) - Solo per ribadire che anche per l'UVP è importante che sia stato accettato quest'emendamento. Mi pare che risorse importanti come quelle che vengono messe in campo debbono avere riguardo un po' per tutti. Non vorremmo che alcuni grandi interventi vadano a drenare del tutto queste risorse, per cui è importante anche aver aggiunto quel passaggio, che è stato richiesto, nel senso che in questo momento non possiamo permetterci di avere delle risorse ferme, non utilizzate, per cui su questo noi concordiamo sulla necessità di avere delle risorse che possono essere accessibili a tutti e nello stesso tempo di non tenere, in un momento così particolare e delicato, delle risorse inutilizzate. Accogliamo pertanto con favore e voteremo sicuramente quest'emendamento. Grazie.

Presidente - Grazie collega Gerandin, altri? Mettiamo in votazione. Votate colleghi. Possiamo chiudere la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 35

Il Consiglio approva all'unanimità.

Mettiamo in votazione l'articolo 26 emendato. La votazione è aperta, votate colleghi. Chiudiamo la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 18

Favorevoli: 18

Astenuti: 17 (Bertin, Bertschy, Certan, Chatrian, Cognetta, Donzel, Fabbri, Ferrero, Fontana, Gerandin, Grosjean, Guichardaz, Morelli, Nogara, Roscio, Rosset, Laurent Viérin)

Il Consiglio approva.

All'articolo 27 vi è l'emendamento n. 27 dei gruppi di minoranza. Chi intende illustrarlo? La parola al collega Viérin.

Viérin L. (UVP) - Merci Madame la Présidente.

In un momento di difficoltà, che viviamo, soprattutto l'accentuazione di questo momento che, come è stato ricordato negli interventi di questi giorni, si è protratto, ma sta diventando stringente a fronte di tutta una serie di operazioni, anche fuori dei nostri confini, che hanno limitato le risorse. Oggi ci sono stati alcuni settori che sono stati più sacrificati di altri e principalmente, è stato da noi evidenziato, sono stati fatti morire certi settori come il settore culturale, c'è la mancanza di investimenti per quanto riguarda l'edilizia scolastica, anche tagli sul diritto allo studio, comunque rimodulazione, che ci preoccupano e il fatto di avere all'interno di certi settori ridotto i fondi, mettendo in crisi drasticamente i settori, ci ha fatto aprire una riflessione nella costruzione di questo controbilancio, al quale abbiamo lavorato. Intanto quali sono i settori, al di là di tutti quelli che si sono discussi in questi giorni, che erano e che sono per noi priorità, sono appunto quelli citati e poi dove cercare di andare ad effettuare dei risparmi per investire questi risparmi, per immetterli nei settori in difficoltà. Questo per non creare, dal punto di vista contabile, ma anche politico, dei concetti che non siano consoni a quello che è il nostro programma, la nostra visione del futuro della Valle d'Aosta.

Per quanto riguarda la questione degli archivi, il famoso investimento cospicuo di questi 8 milioni sugli archivi all'autoporto di Pollein e, vista l'intenzione del Governo, più volte espressa anche attraverso il Presidente e l'Assessore, anche nei programmi elettorali delle forze di maggioranza di rimodulare, di rivedere le grandi opere e tra le grandi opere alcune che potevano...e, in effetti, è andato in quella direzione...potevano essere non solo rimodulate, ma ridotte per non dire...o dilatate nel tempo, addirittura anche il fatto di poter soprassedere su certe grandi opere ci hanno fatto pensare che questi 8 milioni sugli archivi, soprattutto i 500 mila euro per il 2014 e poi sul 2015 non ci sono corrispondenti cifre, sul 2016 abbiamo cercato di recuperare un'altra ingente somma, che è di 1 milione e mezzo...beh, noi riteniamo che questi archivi possano da un lato...questi fondi possano essere utilizzati in primis per la tutela dei beni culturali.

L'Assessore Marco Viérin ha parlato molto di manutenzioni, che non basta costruire, bisogna pensare alla manutenzione. Bene, nel campo culturale questo è un concetto ancora più importante, perché l'esempio di Pompei ci insegna che non bisogna abbassare la guardia, che è vero gli investimenti su Aymavilles, su Quart, su Arnad, su Maison Lostan, su Pondel...insomma, sono tutti investimenti, che erano già stati programmati, quindi quelle cifre riportate in bilancio, pochissimo, anzi per non dire zero, a domanda precisa al Sovrintendente quanto ci sarà al di là delle somme impegnate per queste manutenzioni, la risposta è stata: zero. Noi crediamo che 500 mila euro per il 2014, possano essere tranquillamente tolti da questa parte di archivi ed immessi appunto sulla tutela, sugli interventi diretti, con questo 58,81 percento di taglio su quest'UPB noi crediamo che gli investimenti diretti per i beni culturali siano fondamentali.

Altri due aspetti per il 2016: il diritto allo studio universitario, quindi una cospicua cifra di 500 mila euro, che potrebbe dare una boccata di ossigeno per un aiuto alle famiglie, indirettamente attraverso, chiaramente, gli studenti, condividendo certi parametri che verranno immessi e l'edilizia scolastica, perché l'edilizia scolastica soffre, ne abbiamo parlato, al di là dei mutui e contratti, noi crediamo che questo possa essere fatto.

Gli archivi oggi sono fondamentali, beh, noi crediamo che, se si può fare questo risparmio, si può anche in prospettiva utilizzare un'idea alternativa magari sugli archivi, visto che l'università non è ancora in fase definitiva da un punto di vista concettuale e progettuale, si potrebbe pensare, per esempio, di inserire una parte di questi archivi all'interno dell'Università della Valle d'Aosta, concettualmente potrebbe avere un senso visto il grande, l'ingentissimo investimento che va in quella direzione e noi crediamo che oggi gli archivi, se di archivi si vuole parlare, siano una priorità che possa essere rivista a fronte della difficoltà economica di tante persone del settore culturale, che è stato sacrificato più di tanti altri, insieme all'agricoltura e ad altri settori, legati alla nostra cultura e alla nostra identità valdostana, noi crediamo che questo sforzo in questo momento in cui veramente la gente fuori soffre possa essere fatto. Noi non capiamo oggi la priorità di un grande investimento o, meglio, la rimodulazione, rimandando questa priorità, immettendo nei settori che oggi veramente soffrono. Grazie.

Presidente - Sì, la parola alla collega Certan.

Certan (ALPE) - Merci Madame la Présidente.

Aggiungo qualche considerazione all'intervento già molto completo del collega Viérin. In un momento di monitoraggio della spesa, in un momento, come è stato definito, come questo di crisi è importante, a nostro avviso, collocare, allocare in modo oculato le varie risorse e provvedere e procedere alla scelta di priorità. Ecco, noi avevamo fatto un'analisi e ci sembrava che sulle UPB in particolare di questi tre settori ci fossero destinate poche risorse e abbiamo quindi provato a fare questa proposta, che ci sembrava sostenibile. Diritto allo studio...l'ha spiegato molto bene anche l'Assessore in commissione, sicuramente viene considerato e dato il valore giusto che questo ha, noi riteniamo però che sia comunque importante sostenerlo poiché favorisce il futuro. La formazione è importante, dobbiamo anche dire che condividiamo il discorso dell'Assessore di magari rivedere leggermente i crediti, ma che la revisione dei crediti, diciamo, di accesso alle borse di studio, al diritto allo studio non siano poi penalizzanti e non riducano drasticamente queste risorse. Lo stesso discorso vale per i beni culturali, ne ha già ampiamente parlato il collega Viérin, per quanto riguarda la sistemazione e la manutenzione delle strutture scolastiche, pensiamo che sia importante mettere comunque delle risorse, perché prevenire - ne abbiamo parlato ieri in un'altra occasione - è meglio che curare e quindi la manutenzione che spesso viene rimandata forse è meglio farla subito ed intervenire immediatamente, evitando così gli interventi molto più grandi. Grazie.

Presidente - La parola al collega Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Molto brevemente. A parole, a slogan diciamo: basta grandi opere, bisogna fare interventi mirati, dare risposte urgenti. Ora, il concetto di grandi opere in Valle d'Aosta sappiamo che è un po' particolare, cioè abbiamo delle opere che abbiamo individuato sicuramente come grandi opere, l'ospedale è una di quelle. Quello che ci chiediamo è che...alcune opere sicuramente vanno rivalutate e ricollocate nel contesto in cui viviamo...è un'azione che promuove lo sviluppo della Valle d'Aosta questa degli archivi? È la piccola colata di cemento che, diciamo, crea occupazione per una singola impresa, ma non crea sviluppo successivo? È una cosa assolutamente inderogabile, alla quale non possiamo venir meno? Beh, noi forze di opposizione abbiamo fatto una valutazione chiara: questa è una di quelle opere che può tranquillamente aspettare tempi migliori. Abbiamo rispetto per la storia, per la custodia della nostra preziosa documentazione, ma probabilmente in tempi come questi, possiamo con tanti capannoni vuoti, luoghi dove accatastare provvisoriamente questo materiale, anche con il decoro e la sicurezza necessaria che esso merita, trovare soluzioni provvisorie sicuramente meno onerose e guardare di più a quella richiesta che viene da tanti settori e che, per esempio, ieri abbiamo visto, siamo arrivati al punto di tagliare 400 mila euro per i bambini, per gli asili-nido e adesso invece continuiamo con queste opere, che francamente non rientrano tra le nostre priorità.

Presidente - Grazie. La parola all'Assessore Marquis.

Marquis (SA) - Grazie Presidente.

Ho ascoltato con grande interesse le vostre suggestioni, perché questo è il luogo naturale in cui si debbono portare delle idee. La proposta che avete avanzato presenta per noi dei limiti e non può essere condivisa, perché la situazione è già abbastanza avanti rispetto alle valutazioni che sono state fatte nel merito, perché ho sentito parlare di non priorità di realizzazione di archivi, per noi invece questo è proprio un problema prioritario, perché abbiamo una situazione di grossa difficoltà gestionale. Ci sono montagne di carta, tanto per darvi un'indicazione di merito, ci sono circa 17.000 quintali di carta da sistemare e non da accatastare, perché è carta che deve essere utilizzata e gestita. È collocata in diversi stabili all'interno del Comune di Aosta, è un materiale altamente combustibile, che presenta tutta una serie di difficoltà gestionali sotto il profilo del rispetto della normativa di sicurezza antincendio.

La riflessione che ha fatto accelerare questa procedura quindi è che occorre dare una risposta concreta, perché diversamente ci dovremmo sottoporre a dei costi gestionali annuali manutentivi di stabili, che sono molto elevati in rapporto a quello che è l'obiettivo nella sua specificità.

Per quanto riguarda la collocazione, anche qui devo dire che sono state fatte delle analisi piuttosto approfondite di dove è meglio intervenire per posizionare una struttura di questo genere. È consigliabile, tenuto conto di quello che dicevo poc'anzi, della difficoltà che presenta sotto il profilo del rispetto della normativa antincendio, creare un fabbricato isolato, ancorché non sia vietato, chiaramente, condividere uno spazio con delle attività che sono confinanti e limitrofe, dove c'è la presenza umana, però il costo sarebbe altissimo in termini di costi/benefici, perché bisognerebbe spendere molto di più per il rispetto delle stringenti normative.

Pertanto alla luce di queste analisi che sono state fatte e di tutte le valutazioni del quadro delle esigenze, io credo che sia molto importante procedere in questa direzione, con la progettazione per dar corso a quest'investimento, perché è un investimento che porterà alla diminuzione delle spese correnti e credo che questo debba essere un obiettivo importante per la pubblica amministrazione.

Presidente - La parola al collega Cognetta.

Cognetta (M5S) - Grazie Presidente.

Ora, se noi dobbiamo spendere 8 milioni di euro per mettere via della carta, probabilmente accade perché non sappiamo cosa sia il documento elettronico, ora io capisco che in Valle d'Aosta...come dire? non siamo proprio allo stato dell'arte per quanto riguarda l'informatica, perché cosa devo dire? Noi non riusciamo neanche a momenti a mandarci una e-mail tra un ufficio e l'altro, figuriamoci se riusciamo a far diventare elettronici i documenti, che magari devono essere conservati! D'altro canto, se le valutazioni economiche della differenza tra fare uno stabile o magari scegliere il documento elettronico vengono fatte da INVA, beh, sicuramente è più conveniente gli 8 milioni di euro, perché immagino già quanto possa costare con la nostra società in house trasformarli in elettronica. Ci sono poi documenti storici, probabilmente, ci saranno sicuramente dei documenti storici, bisogna tenerli lì per i prossimi centocinquanta anni. Chiaramente, poter gestire una parte, per esempio, di quello che si vuole fare con l'università e tutto quello che si vuole spendere per l'università, beh, destinarne un pezzo come archivio costerebbe troppo e quindi conviene costruire ex novo e spendere sempre 8 milioni di euro. In un caso o nell'altro, o in ambivalenza dei due casi forse quindi si potrebbero trovare delle soluzioni alternative, invece abbiamo deciso di spendere 8 milioni di euro, di darli all'autoporto, che chiaramente ne ha bisogno, ci sarà anche lì da gestire poi quest'appalto, sappiamo già da chi, ovviamente, e questo per risolvere un problema, che è quello di mettere via della carta, storica chiaramente, e non possiamo mica buttare via la storia...e poi facciamo cose sulla storia che conosciamo, tipo quella che accade al parco archeologico, però sulla carta dobbiamo stare molto attenti... Non so quindi...è vero che adesso siamo diventati tutti più buoni, più bravi e in questa parte di pomeriggio abbiamo fatto un "volemose bene"...va beh, però su questo punto proprio noi non riusciamo...come dire? a volerci bene e quindi probabilmente il nostro emendamento andrebbe nella direzione più corretta da un punto di vista economico. Questo è un invito ulteriore a riflettere.

Presidente - Merci. La parole au collègue Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Naturalmente è sempre opportuno aspettare la replica per capire l'orientamento dell'Amministrazione prima di, come si dice in gergo, sparare a zero. Certo che con repliche così viene proprio naturale sparare a zero, nel senso che dirci che è assolutamente prioritario in questo momento l'archivio e la protezione della nostra carta, che produciamo in quantità industriale, è qualcosa che penso strida con tutto il dibattito che abbiamo fatto oggi. Prioritario per voi è l'appalto, semmai, prioritaria per voi è la gestione di questi denari in quella solita maniera che ci avete proposto in tutti questi anni. Noi ribadiamo in modo secco, prioritario gli interventi sui beni culturali, perché abbiamo visto che cultura è sviluppo e qui in Valle d'Aosta cultura significa turismo, la nostra prima industria, la prima industria che abbiamo, l'unica che riesce ancora a fare un po' di occupazione e speriamo che la neve quest'anno arrivi copiosa per salvarci qualche posto di lavoro.

Secondo punto: l'attuazione del diritto allo studio universitario, noi vogliamo continuare ad investire sui giovani, non sulla storia e non sulla vostra carta, quindi lo diciamo con chiarezza, avete tolto questi..."però non si poteva fare diversamente", noi avremmo fatto diversamente, avremmo fermato questo benedetto archivio e avremmo dato i soldi ai giovani universitari.

Altra questione: interventi sistema manutenzione delle strutture scolastiche, non voglio qui gridare al dramma, ma per anni abbiamo raccontato la favoletta di tutte le scuole belle, tutto che funziona...non è così, bisogna intervenire e al più presto. Mancano le risorse, giustamente gli Assessori sono andati a recepirle, ci hanno raccontato: "abbiamo tolto un po' di qui, ne abbiamo messo un po' di là...", ma la sostanza è che non ci sono le risorse necessarie per intervenire sul patrimonio edilizio della nostra regione e allora che dire? voi fate una scelta, puntate sugli archivi regionali, noi puntiamo su sviluppo, giovani, cultura, un'altra visione, un altro modo di intendere il bilancio regionale.

Président - La parole à la collègue Certan.

Certan (ALPE) - Grazie Presidente.

Assessore Marquis, noi capiamo che gli archivi regionali sono importanti, anche perché siamo stati anche degli amministratori comunali e sappiamo come la legge regola questi documenti, riteniamo però anche che, in un momento come questo, sia importante, ecco perché abbiamo parlato di priorità, dare comunque sostegno in modo più equo e magari privilegiare anche altri settori, quali, ad esempio, quelli culturali, dei beni culturali e, come abbiamo detto prima, anche un settore molto più concreto, che è quello proprio della stretta manutenzione e, infine, quello del diritto allo studio. Magari economizzare o fare una revisione del progetto dell'archivio, che sicuramente, ripeto, avendo seguito tutto un progetto per semplicemente un Comune, un progetto dell'archivio, sapendo anche quali sono le regole, sapendo quali sono le norme che questo richiede, capisco anche che possa anche essere contingente la necessità di procedere, ma si possono fare delle revisioni e dei ridimensionamenti, perché questo avviene regolarmente in tutte le amministrazioni in un momento in cui le risorse o scarseggiano o non ci sono più, si ripartisce di nuovo o si fanno dei ridimensionamenti. Ecco perché, come minoranza, pur conoscendo gli obblighi di legge dell'ente pubblico relativi agli archivi, perché sappiamo benissimo...e qui non è una questione...almeno noi non la vediamo...io non la vedo solo una questione di dare o no importanza alla storia, ci sono degli obblighi di legge che sia per l'archivio storico, sia per l'archivio dei documenti pubblici devono essere rispettati. Ripetiamo: possono essere fatti in modo diverso e, a nostro avviso, alcune risorse di questi 8 milioni dovrebbero essere destinate ad altre cose, ripeto, non solo in ordine di priorità, ma anche proprio in un ordine di equità. Grazie.

Président - La parole au collègue Ferrero.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.

Effettivamente questa scelta degli 8 milioni in un periodo così difficoltoso per sistemare e farci l'archivio ci lascia effettivamente sconcertati. Nei ventisette anni in cui ho lavorato in Regione, ho girato alcuni Assessorati e ho visto qual è la situazione. In nessuno degli Assessorati che ho girato è stato fatto uno scarto di archivio. Cos'è lo scarto di archivio? Lo scarto di archivio è un'operazione che si fa ogni tot per eliminare, portare al macero o distruggere, a seconda del tipo di documenti, documentazione che non ha più senso tenere negli archivi, perché non ha un valore storico, non ha un valore dal punto di vista legale e non ha nessun tipo di valore, per cui deve essere eliminata. In nessun posto è stato possibile fare lo scarto di archivio, mi ricordo che anch'io in alcune occasioni l'ho sollecitato, tutto si è fermato. Bisognerebbe quindi riuscire a capire anche che cosa bisogna tenere di tutta questa quantità di roba, perché io sono convinto al cento percento - e so di non essere smentito - non lo sapete nemmeno voi! Qui si fa un archivio per metterci dentro una catasta di roba della quale, probabilmente, la metà deve essere buttata nel cestino, quindi vediamo, quando si decide di spendere 8 milioni di euro così, di fare magari un qualcosa a monte, perché qui si fanno le grosse operazioni, però perché si fanno? Ci vengono poi i dubbi, poi i dubbi vengono ai cittadini...8 milioni, società autoporto...come mai? Come verranno gestiti? Chi prenderà l'appalto? E poi ci mancano effettivamente gli edifici? La Regione ha carenza di edifici? C'è mezzo palazzo di piazza Narbonne adesso che è stato liberato, perché non era a norma, doveva essere messo a norma, adesso è lì, che cosa ne fate della metà del palazzo? Ci possiamo fare un archivio? Avete sbattuto l'Assessorato del turismo vicino al compattatore, in quel posto infame, e adesso c'è un locale lì che non si capisce a che cosa serve, ma questo è uno dei locali, perché, se voi andate all'Ufficio patrimonio, la Regione ne ha di locali! Dirà poi dopo meglio di me il collega Nogara, che vi illustrerà le altre disponibilità, e allora che cosa facciamo? Pidocchiamo sui 150 e i 300 mila euro per la linea Aosta-Torino, così tutti devono andare come delle sardine e poi buttiamo 8 milioni dalla finestra, ma dovete smetterla, perché avete seccato veramente le glorie ai valdostani, con questo metodo! C'è un limite a tutto! Siamo poi nell'era digitale, conoscete, sapete cos'è uno scanner, sapete solo cos'è la stampante, quella che manda fuori i documenti a pezzi di Tropiano, ma uno scanner non sapete cos'è! Accidenti, non ci vuole una mente superiore per queste cose! Allora queste cose propinate così in un bilancio sono un'offesa per chi siede nei banchi della minoranza, ma è anche per i vostri Consiglieri, perché ci prendete tutti per dei merluzzi e non siamo dei merluzzi, quindi questa cosa abbiate la compiacenza di toglierla da questo bilancio, perché questa veramente grida vendetta.

Président - A demandé la parole le collègue Nogara.

Nogara (UVP) - Merci Présidente.

Chi mi ha preceduto ha già esposto benissimo dove nella finanziaria che avevamo preparato questi soldi avrebbero dovuto essere allocati, perché avevamo trovato per questi 8 milioni senz'altro un'allocazione migliore che quella di fare in questo momento, in questo momento storico per la nostra Regione un archivio, un archivio per tutti i documenti della nostra regione. Io ho avuto modo in questi mesi un po' di vedere la situazione di Vallée d'Aoste Structure. Vallée d'Aoste Structure gestisce...e ha un sacco di fabbricati che gestisce, che dovrebbe, in base alla delibera del Consiglio regionale, vendere, che dovrebbe affittare. Non faccio allusioni su come gestisce questi fabbricati, perché ho già avuto modo di dire diverse volte i problemi che, secondo me, ci sono in Vallée d'Aoste Structure. Qui mi rivolgo anche a dei Consiglieri che in Bassa Valle conoscono benissimo la situazione, si sa molto bene quanti capannoni, fabbricati, per esempio, in Bassa Valle, sono vuoti. È chiaro, mi rendo conto che ci vorranno delle dimensioni non indifferenti per tutto questo materiale, dovranno essere fatti dei lavori per garantire che tutto questo materiale rimanga ben conservato, però, ecco, siamo probabilmente così...dico una cifra a caso, sono vent'anni che abbiamo questi archivi sparsi, come dice lei Assessore, in tutta Aosta, anche se aspettiamo ventuno, ventidue o ventitré anni, penso che non succeda assolutamente niente.

Svariate volte nell'Assessorato dove prima lavoravo abbiamo avuto problemi di magazzini per i libri, abbiamo sempre chiesto un sacco di volte di poter avere la disponibilità di capannoni, tutto perché, lo sa benissimo anche lei, Presidente, sono situati in zone e in locali non così tranquilli, diciamo. Ecco, la situazione è la stessa, si aspetta, si aspetta da molti anni. Io mi ricordo che sette anni fa avevamo fatto queste indicazioni, avevamo portato queste indicazioni, i magazzini sono sempre lì dove sono, per carità, speriamo che le cose vadano sempre bene, però io dico, di fronte alla situazione in cui siamo ora, 8 milioni di euro in tre anni io dico che potrebbero essere usati in tutt'altro modo. Grazie.

Presidente - La parole au collègue Gerandin.

Gerandin (UVP) - Merci Madame la Présidente.

Solo per manifestare...non so, forse non c'è neanche un termine per dire quello che è il disagio nel veder proposto un intervento di 8 milioni in un momento in cui...penso che tutti quelli che sono intervenuti anche da parte della Giunta...il Presidente in primis ha detto che questo è un momento assolutamente difficile, un momento in cui bisogna razionalizzare. La parola "rimodulare" l'abbiamo sentita da parte di tutti, abbiamo detto che bisogna tagliare quelle cose che non sono strettamente necessarie, perché il momento è molto difficile. Ora, abbiamo sentito dire da parte dell'Assessore che la situazione è abbastanza avanti, ecco, io penso che forse il vero motivo degli 8 milioni è che la situazione è abbastanza avanti. Al di là di quelle che possono essere le giustificazioni più o meno accettabili dal punto di vista logistico, necessità di intervenire o quanto...la verità forse è questa; se è questa, abbiate il coraggio di dirlo, di dire che ormai avete già identificato chi saranno i progettisti, probabilmente sapete già qualcosa anche in merito a chi farà i lavori. Detto questo, quello che è più importante è che la situazione che l'Assessore ha definito probabilmente già fuori controllo, nel senso che, quando si parla, "abbastanza avanti" in pubblica amministrazione significa che gli impegni sono stati presi.

Lei, Assessore, poi, quando parla di materiale molto combustibile, non c'è ombra di dubbio che merita una serie di attenzioni, io volevo solo aggiungere un elemento, ma sicuramente è un elemento che avrete già valutato perché siete già abbastanza avanti. Voi sapete che gli archivi necessitano di particolari, diciamo, autorizzazioni, non sono le commissioni più o meno compiacenti di amici conosciuti che possono autorizzare un archivio storico e gli archivi storici, attenzione, tra le varie...proprio perché parliamo di archivi storici, che hanno anche un interesse dal punto di vista della conservazione e del valore dei contenuti dell'archivio, beh, una delle cose che viene proprio valutata è la localizzazione. Allora localizzare in una zona esondabile non so se qualcuno l'ha valutato bene, perché qua, attenzione, ad andare troppo avanti poi subentrano le responsabilità personali di chi ha dato...e noi lo dichiariamo pubblicamente adesso che per un archivio in una zona esondabile, qualora non autorizzato, qualcuno dovrà accollarsi le spese per aver dato coscientemente o incoscientemente un incarico legato ad una progettazione, spero per adesso, che non siate più avanti... Ve lo dico, perché noi monitoreremo molto attentamente questo, perché ci sono regole che non potete violare o interpretare come volete.

Chiudo il ragionamento: è dal nostro punto di vista veramente improponibile ed inaccettabile mettere 8 milioni per un nuovo stabile quando chi mi ha preceduto ha detto che ne abbiamo a bizzeffe, ad iosa da sistemare, c'è un elenco infinito in Finaosta di stabili vuoti che nessuno vuole. C'è di più: io lo trovo ingiustificabile quando abbiamo azzerato quelli che sono gli interventi delle manutenzioni straordinarie e della messa in sicurezza delle nostre microcomunità, abbiamo ridotto a 300 mila gli interventi da 1 milione per quelle che sono le manutenzioni ordinarie, abbiamo ridotto praticamente a zero quelle che erano le risorse per la legge n. 5, che erano risorse immediatamente disponibili per i Comuni. Il mutuo non lo commento, perché lo commenterò poi a parte quando dirò cosa ne penso di questo bilancio. Grazie.

Si dà atto che dalle ore 17,42 assume la presidenza il Vicepresidente André Lanièce.

Lanièce (Presidente) - La parola al Consigliere Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

A me sfugge qualcosa in quest'articolo, mi sfuggono alcune cifre, non ho capito, visto che l'articolo è piuttosto contorto, forse io sono, diciamo, poco afferrato nel comprenderlo, ma i soldi che vengono stanziati nel triennio 2014-2016, 500 mila per l'anno 2014 e un 1 milione e mezzo per l'anno 2016, mi fanno pensare che, rispetto agli 8 milioni, manchino delle coperture. L'ultimo comma: "a decorrere dal 2017, alla determinazione delle somme da trasferire in favore di Autoporto si provvederà con legge finanziaria", ciò significa sostanzialmente che mancano dei soldi, mancano alcuni milioni di euro e quindi che nel 2017 si reperiranno questi soldi attraverso una nuova manovra finanziaria, il che vuol dire che chi vivrà vedrà sostanzialmente, mi pare di comprendere che...mi era sfuggito quest'articolo della manovra finanziaria, nel mio commento il primo giorno ho detto che non c'è una vision a lunga scadenza, invece la vision c'è, ma non c'è la copertura. Esiste cioè una programmazione al contrario di tutti gli altri provvedimenti, una programmazione che si estende negli anni tanto da mettere, diciamo, una sorta di ipoteca nella finanziaria 2017, ma non esiste al momento una copertura. Qua allora sarebbe da capire se nel 2017 non avessimo più le risorse, così come il trend ci lascia pensare, forse neanche più per le spese non comprimibili, come pensiamo di affrontare il costo di quest'opera, che, di fatto, è una media opera, perché opere di 8 milioni di euro rientrano un po' in questa categoria. Se non ci saranno i soldi, quest'archivio, questo fantomatico archivio di cui peraltro non sappiamo nulla, non è che rischia di diventare una cattedrale nel deserto o l'ennesima medio-grande opera incompleta su cui si dovrà porre uno stop perché le priorità saranno altre?

Presidente - La parola al Consigliere Fabbri, ne ha facoltà.

Fabbri (UVP) - Grazie Signor Presidente.

Circa l'opportunità o, meglio, l'inopportunità di quest'opera si sono già espressi molto bene i miei colleghi che mi hanno preceduto. Io, sentendo la relazione dell'Assessore, ho sentito parlare di ingenti risparmi sulla locazione degli edifici e di grandi benefici per quanto riguarda appunto il rapporto costi/benefici, mi sembra un po' così...un po' vaga un'espressione di questo genere. Sarebbe opportuno conoscere effettivamente quale sia questo rapporto costi/benefici, quali siano le spese a cui l'Amministrazione va incontro nell'affittare questi stabili. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (SA) - Per i chiarimenti che sono stati richiesti da alcuni Consiglieri.

Per quanto concerne il discorso dei costi/benefici, mi sembra ovvio che assoggettare degli stabili, che oltretutto magari non sono nemmeno in proprietà, a degli interventi di investimento manutentivi non sia il massimo sotto questo profilo, dopodiché in relazione ai costi, ci tenevo ad evidenziare il fatto che si prevede di realizzare cinque, seimila metri quadrati e che il costo unitario non è alto: si parla di un costo di 1.000-1.200 euro, la sommatoria è dettata dalla dimensione degli spazi che servono per soddisfare quest'esigenza.

Quanto al discorso della procedura piuttosto avanti, mi piacerebbe chiarire cosa intendevo con quella locuzione: è avanti sotto il profilo amministrativo, perché alla fine dello scorso anno il Consiglio regionale, che è sovrano, ha fatto questa scelta, ha confermato questa scelta che era già stata fatta in passato, da allora si sono istituite delle commissioni di valutazione, quindi la procedura è abbastanza avanti sotto il profilo dell'analisi e delle valutazioni preliminari all'effettuazione di scelte. Questo mi sentivo di chiarire.

Presidente - La parola al Consigliere Grosjean, ne ha facoltà.

Grosjean (UVP) - Ringrazio il collega Guichardaz per avermi dato delle spiegazioni. Ero lì che mi riguardavo questi numeri e 500 mila più 1 milione e mezzo fanno 2 milioni, gli altri 6 dove cavolo sono? Chiedo quindi veramente all'Assessore se ci può dare una risposta anche su questi...magari il suo collega alle Finanze, perché fino adesso abbiamo visto che si cercava di dire: "qui ci sono le coperture", "lì non ci sono coperture", quindi questo è semplicemente un bilancio di previsione a chi vivrà vedrà, come l'ha già detto prima, se possiamo avere qualche cifra o qualche soluzione a questo rebus...

Presidente - La parola all'Assessore Marquis per la replica, ne ha facoltà.

Marquis (SA) - La situazione è questa: nel bilancio triennale è prevista l'allocazione di 500 mila euro sul 2014 e di 1 milione e mezzo di euro sul 2016. Al comma 2, dove richiama i trasferimenti già impegnati, sono previsti 1 milione e mezzo di euro sul 2012 e 1 milione e mezzo sul 2013, quindi la somma che verrebbe stanziata con questa manovra è pari a 5 milioni di euro, la parte rimanente da impegnare consisterebbe al momento in 3 milioni di euro. È chiaro che noi oggi ci troviamo ancora in una fase pre-progettuale.

Presidente - La parola al Consigliere Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - Consideriamo un atto di cortesia la terza risposta dell'Assessore, è chiaro che dobbiamo darci una regolata, perché ce lo siamo detti ieri. Io rilevo però...mi ha fatto piacere sentir dire che il Consiglio è sovrano, Assessore, e mi fa piacere perché lo dovremo poi spiegare anche...qui abbiamo con la sovranità del Consiglio fermato tutta una serie di cose in questi giorni, a partire dal fatto che qualche famiglia si vedrà sottratta la speranza di avere qualche sostegno, qualche universitario vedrà i trasporti aumentati e qualcos'altro, ma con quella sovranità che imponeva la crisi queste cose sono state giustificate, la sovranità invece di fermare un archivio che non mangia, non beve, non dorme il Consiglio regionale non l'approva. L'urgenza io non la trovo in termini amministrativi, da amministratore, perché se impegniamo 1 milione e mezzo di euro in tre anni e dobbiamo ancora allocare altre risorse, vuol dire che questa bomba di carta che potrebbe esplodere non è ancora pronta ad esplodere nei prossimi tre anni, ecco. Una soluzione come questa quindi va ponderata, strategicamente pensata per il futuro e noi vi chiediamo che per questi anni, per quest'anno usiate queste somme ancora per fare ancora qualcosa più urgente e magari usiate un po' di tempo per fare una valutazione definitiva sul territorio per vedere se questi 8 milioni possono essere risparmiati, perché, da quello che si capisce dal bilancio, non brucerà ancora niente per i prossimi tre anni, ecco. L'invito quindi è: mettiamo questi soldi su qualche cosa di più utile nell'immediato, concludiamo una fase di monitoraggio e vediamo se questi 8 milioni vanno proprio spesi.

Presidente - Ci sono altre richieste di intervento? La parola al Consigliere Gerandin, ne ha facoltà.

Gerandin (UVP) - Sì, semplicemente per...mi aspettavo mi diceste qualcosa quando ho detto che avevate scelto una zona forse a rischio, ecco, per un archivio e se non può rispondermi l'Assessore Marquis, abbiamo l'Assessore Bianchi, che conosce molto bene l'area...gradiremmo sapere anche la sua opinione in merito, ecco, perché...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...come? Non ho capito...

(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...no, era solo per capire se eravate coscienti...

(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...coscienti, perfetto, siete coscienti di aver scelto un archivio storico in una zona...un archivio in una zona...

(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...no, no, mi basta.

Si dà atto che dalle 17,54 riassume la presidenza il Presidente Emily Rini.

Rini (Presidente) - Altri? Ricordo anche ai membri della Giunta quando prendono la parola che sono due interventi in discussione sugli emendamenti. Ha chiesto la parola il collega Viérin.

Viérin L. (UVP) - Non volevo più intervenire, ma essendo che qui ognuno ha gli interventi a disposizione che discrezionalmente si sceglie...per ribadire un concetto. Ora, intanto, la questione degli archivi la conosciamo molto bene, è una situazione effettivamente che va risolta, noi chiediamo un'altra cosa, visto che logisticamente la soluzione è stata determinata in quel posto e le soluzioni alternative che sono state proposte non sono state prese in considerazione, ci siamo portati oltre, per il prossimo anno ci sono 500 mila euro, la nostra richiesta è: possiamo soprassedere? Questi 500 mila euro vengono utilizzati per altro e rimandare quello che è già un impegno che è stato fatto, sì o no? Lei parla di risparmi per il futuro perché questo andrà a togliere sedi che oggi sono utilizzate per l'archivio, ma nel bilancio non si ritrovano questi risparmi e, se si ritrovano, usiamo quei risparmi per metterli sui capitoli che noi abbiamo indicato. Non è che...il bilancio si costruisce così...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...500 mila euro l'anno prossimo si possono togliere, quindi dilatando e mettendoli sull'edilizia scolastica, cioè sui monumenti, per l'anno 2016 si possono mettere 1 milione per l'edilizia scolastica e 500 mila euro per il diritto allo studio, punto di domanda? Avete questa priorità o pensate che la priorità siano i quintali di carta? Se i risparmi per il futuro ci sono, come giustamente si dice, ritroviamoli nel bilancio in modo che, quando ci saranno questi risparmi nel pluriennale, vengano tolti da queste previsioni per metterli altrove.

La considerazione politica invece è un'altra. È stato detto bene dal collega Donzel: ci sono in questo momento visioni diverse che non sono solo inerenti a questa questione. È una scelta prioritaria che non è stata riconosciuta quella dell'edilizia scolastica, ne abbiamo già parlato, quindi noi crediamo che siano più importanti la sicurezza dei ragazzi e il diritto allo studio, piuttosto che altre questioni, questo è il fatto. Ritenendo che una soluzione alternativa potrebbe essere intanto intrapresa...non si parla neanche più di Maison Caravex, non si capisce lì che fine abbia fatto...c'era anche lì la questione della climatizzazione, quella è una sede nel comune di Gignod, l'Assessore Farcoz dovrebbe anche conoscerla, che è praticamente negli anni...e anche l'Assessore Pastoret, l'ex Assessore Pastoret, suo compaesano, potrebbe dare delle risposte in merito, perché era stata fortemente voluta, allora quella parte di archivi climatizzati...ecco, anche quella potrebbe essere una soluzione tampone. Questo per dire che cerchiamo di rivedere la soluzione degli archivi per dare oggi ossigeno al diritto allo studio, all'edilizia scolastica, a monumenti, ricordiamoci che il crollo di un monumento, se le manutenzioni non saranno fatte, farà fare brutta figura a tutta la Valle d'Aosta culturale, turistica. Noi cioè crediamo che non possiamo sacrificare così il mondo culturale, che già è stato martoriato, ancora ulteriormente, in questo momento deprecato da questi investimenti, che continuano con grandi somme che invece non si ritrovano per le piccole cose.

Abbiamo parlato anche di scuola, la gente è preoccupata, pare che non ci siano preoccupazioni da avere, noi crediamo che effettivamente oggi...Assessore, lei ci parla di quintali di carta, che sono delle priorità, io non la ridurrei neanche così, tanto per dirla la questione degli archivi, comunque lei ha voluto dipingerla in questo modo, noi non aspetteremo sicuramente che crollino le scuole e che crollino i castelli perché voi avete voglia di far lavorare qualcuno in quel posto.

Président - Je donne la parole au collègue Ferrero, merci.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.

Rapidamente, probabilmente qualcuno di voi ha fatto un corso di finanza creativa dai precedenti colleghi del PdL, da Tremonti, probabilmente ve l'hanno regalato, perché effettivamente qui vediamo le spese e non vediamo i risparmi, vediamo che ci sono delle difficoltà incredibili e poi, fortunatamente lo dico, saltano fuori dal cilindro del prestigiatore 20 milioni di euro e allora dico: se avete un altro cilindro, tiriamone fuori ancora un po'! Chiedo al Presidente Rollandin di fare partecipe di questo corso di finanza creativa anche l'Assessore Baccega in maniera tale che si risolvano molti problemi.

Presidente - Possiamo mettere in votazione? La votazione è aperta. Possiamo chiudere la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 17

Contrari: 18

Il Consiglio non approva.

Passiamo alla votazione dell'articolo 27. Ci sono richieste? Ha chiesto la parola il collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Sì, grazie Presidente.

Quando si inizia un discorso, poi bisogna terminarlo. Ho ascoltato attentamente le varie dichiarazioni del Governo regionale sugli archivi regionali in località Autoporto, e mi ricordo molto bene un grande dibattito di due anni fa, dicembre 2011, perché sull'articolo 27 si va a chiudere...altri sprechi... Il collega Gerandin ha parlato di responsabilità, parole sacrosante...penso che, dal punto di vista politico, si chiude il cerchio sul polo fieristico. Per noi è positivo, ma la società, 98 percento regionale, è andata avanti in questi mesi fino a qualche giorno fa e le spese sono state impattanti, spese tecniche per polo fieristico: 6 mila euro per i sondaggi, 12 mila per un primo acconto, 22 mila per un altro acconto, 19 mila per un altro acconto, 29 mila per un altro acconto, 24 mila per un altro acconto, mille e 40 per un altro acconto, 103 mila per un altro acconto, stiamo parlando ancora solo degli acconti, eh, 2012-2013, per un totale di 241 mila euro e non si fa, perché lo scrivete oggi che non si fa, ma siamo d'accordo anche noi, eravamo già d'accordo di non farlo un anno fa e due anni fa, quindi non abbiamo cambiato idea. Questi sono gli sprechi in un momento in cui la politica non solo non ha le idee chiare, ma iniziamo, facciamo fare, deleghiamo le società partecipate e controllate. Era orchestrato dal punto vista contabile persino bene, perché gli impianti vengono fatti a regola d'arte. L'articolo 53 della legge finanziaria 2011 citava questo: "Contributo alla società Autoporto S.p.A. per il concorso nell'ammortamento di mutui per la realizzazione di interventi di investimento di interesse regionale. Per la realizzazione del nuovo polo fieristico in località Autoporto e della nuova sede degli archivi regionali in località Autoporto nel comune di Brissogne, è autorizzato un contributo annuo - quindi si contribuirà annualmente - di euro 1.500.000, per vent'anni, a decorrere dal 2012, a favore della società Autoporto...". Questa quindi era la strada che era stata indicata, studiata, pianificata, approvata e oggi si chiude definitivamente il cerchio sul polo fieristico, ma queste sono le cifre che il pubblico ha messo in campo in quest'anno e mezzo per spendere soldi della collettività sui progetti preliminari e definitivi, ergo, e non ho quella documentazione, perché purtroppo questa mattina l'ho lasciata a Torgnon, ma nel 2009-2010 ci sono incarichi di prefattibilità per organizzare la pianificazione prima di modificare la legge, cioè la legge è del 2011 per poi approvare l'articolo 53. Ecco, per contezza, perché non mi sembrava, per avere il quadro completo, sufficiente discutere solo di archivi; follia pura, ma forse la follia peggiore ancora era già stata messa in campo due anni fa e questi sono i soldi che sono stati spesi in quest'anno e mezzo, buttati letteralmente...non dico dove, ma penso sia chiaro a tutti.

Président - Il y a quelqu'un qui souhaite intervenir? La parole au Président Rollandin.

Rollandin (UV) - Per correttezza, credo che vada detto tutto, visto che si è voluto ritornare sulla questione del polo fieristico. Quando avevamo dato incarico di verificare il polo fieristico e, come lei ha ricordato, si era già parlato anche dell'archivio, nel polo fieristico si era fatta la discussione non tanto nel merito, ma nella giusta considerazione, per cui noi avevamo detto: sicuramente prima di andare avanti, faremo le considerazioni sulla capacità di trovare un ente gestore, è corretto? Questo è quello che noi avevamo...voi dicevate: ma poi chi gestisce? E allora noi abbiamo detto: la considerazione la facciamo nel momento in cui...prima vediamo se ci sta, vediamo se nel contempo prima di partire, ed è quello che abbiamo fatto...verifichiamo se ci sono le condizioni per trovare qualcuno che può essere in grado di gestirlo. Nel momento in cui, con la difficoltà economica, con i problemi che ci sono, non si è trovata una società, avendo fatto anche una expertise su questo, ecco, per correttezza lo dico, quindi non è che questo...allora il problema dello studio che è stato fatto, noi ci crediamo ancora, io penso che qualcosa che galvanizzi quest'area bisognerà trovare. Adesso non è...chiamiamola poi come vogliamo, ma quest'area dovrebbe essere in qualche modo vista nel futuro con un aspetto che sia promozionale, che sia di intervento che vada...in qualche modo incentivi quello che si fa all'interno dell'Autoporto. Ecco, volevo solo dire, per correttezza, che, visto che i risultati legati a quest'analisi non hanno dato ad oggi i risultati attesi, abbiamo detto giustamente: non andiamo avanti, non insistiamo e riteniamo prioritario continuare invece con il discorso dell'archivio, di cui già si era parlato e che lei correttamente ha voluto ricordare. Lo dico solo per correttezza, ecco, perché quello è un dibattito fatto, sul resto abbiamo già detto.

Presidente - La parola al collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Sì, grazie Presidente.

Correttezza per correttezza, perché ho ascoltato attentamente le parole del Presidente Rollandin, le riflessioni che ho fatto poc'anzi sono le spese di acconto per adesso per quanto riguarda il progetto preliminare e definitivo; un quadro di insieme, ecco perché entro nel merito, un quadro di insieme, perché il Presidente Rollandin ha voluto tenere un profilo basso, allora aspettiamo...concediamo...eventualmente troviamo altre soluzioni, o cercheremo altre soluzioni. C'era già stato un incarico interessante nel 2009, quindi i primi studi non sono questi 2012, 2013, 2011, tutto l'inquadramento corposo, dove diversi attori interagivano, giusto Presidente Rollandin? ammontano al 2009 e risorse pubbliche erano già state ben messe in campo. Ecco, solo correttezza per correttezza, io sono andato subito nella seconda fase, dicendo: ma nel 2011 questa contezza ce l'avevamo già, perché? E i nostri dubbi li abbiamo esplicitati qua, in aula, dicendo: "il quadro che ci portate, non c'è trippa per i gatti, non c'è spazio, i conti non stanno in piedi". Sono andato a rileggermi le nostre dichiarazioni, ma perché? Perché a monte il pubblico aveva già fatto un suo percorso, quindi ci sono due step: il primo di prefattibilità con tutti gli inquadramenti e quegli inquadramenti, scusatemi, poi forse qualcuno se li ricorda, non stavano in piedi! Poi tra il 2009 e il 2011 oltretutto la situazione si è aggravata ulteriormente, ma cosa ha fatto la politica? È andata avanti, quello che io in maniera pacata, tranquilla volevo solo ricordare ai colleghi e oggi si chiude definitivamente, pietra tombale, quanto meno congelata sul discorso del polo fieristico, però, per correttezza, gli step erano due, non ce n'era solo uno, quindi il pubblico dopo il primo passaggio ha fatto anche il secondo. Grazie.

Presidente - Grazie. Altri? Possiamo mettere in votazione l'articolo? La votazione è aperta. Colleghi, votate. Chiudiamo la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 18

Contrari: 17

Il Consiglio approva.

Articolo 28. Posso dare lo stesso risultato? Stesso risultato.

Articolo 29. All'articolo 29 non ci sono emendamenti, possiamo dare lo stesso risultato? Stesso risultato.

Vi è poi l'emendamento dell'Assessore Marquis che introduce l'articolo 29bis. La parola all'Assessore Marquis.

Marquis (SA) - Grazie Presidente.

Se siete d'accordo, ometterei la lettura dell'articolo e vorrei fare solo due brevi considerazioni. Si tratta di dare un finanziamento al settore dell'innovazione, che è un settore che di norma è finanziato attraverso il POR europeo, come avevo già spiegato nel corso del dibattito della relazione finanziaria, la programmazione 2014-2020 nella prima parte dell'anno non sarà definita e quindi non ci saranno delle disponibilità finanziarie per far fronte a questa situazione. Abbiamo pertanto pensato di mettere a disposizione queste risorse di 750 mila euro, che stanno sotto la medesima dirigenza e quindi che tratta sia la ricerca che l'innovazione.

Presidente - Qualcuno vuol prendere la parola? Nessuno. Possiamo mettere in votazione? La votazione è aperta. Colleghi, votate. Chiudiamo la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 18

Favorevoli: 18

Astenuti: 17 (Bertin, Bertschy, Certan, Chatrian, Cognetta, Donzel, Fabbri, Ferrero, Fontana, Gerandin, Grosjean, Guichardaz, Morelli, Nogara, Roscio, Rosset, Laurent Viérin)

Il Consiglio approva.

Vi è poi l'emendamento dell'Assessore Marguerettaz. La parola all'Assessore.

Marguerettaz (UV) - Grazie. Semplicemente per rappresentarvi la proposta di una proroga del comodato nei confronti dell'Aero Club per gli hangar, che vengono utilizzati, e la proroga fino al 2015.

Presidente - Grazie. La votazione è aperta. Colleghi, votate. Possiamo chiudere la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 18

Favorevoli: 18

Astenuti: 17 (Bertin, Bertschy, Certan, Chatrian, Cognetta, Donzel, Fabbri, Ferrero, Fontana, Gerandin, Grosjean, Guichardaz, Morelli, Nogara, Roscio, Rosset, Laurent Viérin)

Il Consiglio approva.

Vi è poi l'emendamento n. 28 dei gruppi di minoranza. Chi intende illustrarlo? È decaduto perché non ci sono...scusate stiamo verificando... Possiamo andare avanti...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...è decaduto l'articolo... La parola al collega Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Brevemente, capisco l'importanza della questione, però intanto adesso abbiamo il Presidente della Regione che fa anche il Presidente del Consiglio, cioè è veramente una situazione surreale. Io capisco, Presidente, che lei diriga come un'orchestra questa cosa qua, lo sapevamo...posso capire i colleghi che sono per la prima volta in aula...anche un bambino sapeva che quest'articolo era decaduto, no? Deve alzarsi lei a dirigere l'aula? Allora che cosa lo paghiamo a fare un Presidente del Consiglio? Francamente cioè è surreale, ossia ognuno stia al suo posto, sennò anch'io mi metto a fare il Presidente del Consiglio in pectore, tutti quanti, tutti e 35 ci alziamo: "questo c'è, questo non c'è". La confusione già è dovuta alla difficoltà della cosa, nessuno a casa capisce come mai noi non presentiamo il fondo straordinario per l'occupazione e lo sviluppo, l'abbiamo spiegato qualche giorno fa, era collegato, noi volevamo creare un fondo per lo sviluppo, è stato bocciato un emendamento, che prevedeva la copertura finanziaria di quest'importante progetto che noi avevamo per sostenere l'occupazione e lo sviluppo, quindi a questo punto tecnicamente è decaduto l'emendamento, ma l'idea politica che noi volevamo mettere dei fondi reperibili nel bilancio regionale per questa cosa qui rimane. È l'idea che noi continuiamo a portare avanti, quindi tutto qui. Consenta però anche qualche battuta, Presidente, lei, se qualcuno sbaglia, non è che lei fa sconti a nessuno e allora lei faccia il Presidente della Regione e non il Presidente del Consiglio!

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertschy, prego.

Bertschy (UVP) - Sì, è chiaro che una finanziaria la si pensa in termini finanziari, ma anche politici e allora era per questo che noi intendevamo oggi portare il tema politico, ancor prima che quello finanziario. L'obiettivo di fondo di questo lavoro che avevamo fatto era quello di dire: da una parte, tra l'altro con una grossa anche responsabilità politica, avevamo fatto una scelta, dall'altra, avevamo, attraverso questa scelta, immaginato di dedicare delle risorse nuove per lo sviluppo della Valle d'Aosta. Il tempo quindi di dire in tre minuti il principio politico che stava alla base di questo, poi, se vogliamo, possiamo saltare il dibattito, però è giusto che la gente capisca che l'articolo 28 era stato pensato insieme all'articolo 3...4 e 5. Tra l'altro, io rinnovo poi anche l'invito ai due Consiglieri che stanno troppo sovente nei banchi qua del fondo ogni tanto ad andare su...così si può anche d'ogni tanto fare il cambio.

Rispetto all'articolo 28, la nostra intenzione è quella di dire che dobbiamo mettere più risorse possibili per lo sviluppo, perché non basta dire e leggere che le cose non vanno bene, che l'indice di povertà anche in Valle d'Aosta aumenta, che in generale, ecco, c'è una situazione di disagio che si sta assorbendo oltre quelli che non lavorano, anche quelli che lavorano e non riescono ad avere sufficienti redditi. In questo senso quindi noi diciamo di provare a pensare anche che la Valle d'Aosta non va solo accompagnata da una politica assistenzialista...speriamo di avere sempre le risorse, ma va accompagnata anche in termini di educazione con dei progetti che dedichino delle risorse al lavoro, perché è attraverso il lavoro che la gente recupera la propria dignità, non attraverso i contributi. Queste piccole risorse, questo piccolo sforzo che la minoranza aveva fatto quindi aveva comunque garantito un impegno, che era un impegno di circa 7 milioni di euro, che si sarebbe andato ad accompagnare a quelle politiche e a quegli impegni che già l'Assessorato dell'Assessore Marquis ha a disposizione, quindi erano risorse in più che avremmo probabilmente utilizzato per diversificare ancora. Ecco, una piccola critica che ci era stata fatta: sono già impegni e cose che stiamo facendo, poteva essere un fondo da spalmare in energie nuove.

Quello che vi possiamo dire, vivendo come voi la Valle d'Aosta, i nostri Paesi, le nostre comunità, è che c'è assoluto bisogno di dare una mano soprattutto ai giovani. L'abbiamo citato più volte in questo periodo il dato sulla disoccupazione giovanile, che è trasversale tra le persone che hanno formazione scolastica e quelle che non ce l'hanno, dobbiamo trovare veramente la forza di arrivare a loro con delle proposte, non solo con dei soldi ed essere credibili rispetto a queste proposte. Provare a lanciare una piccola cultura nuova di imprenditoria, che non per forza deve essere quella grande impresa che abbiamo visto passare per tanti anni, può essere fatta di piccoli numeri, di piccoli lavori, che dobbiamo recuperare perché gli educatori, le famiglie ci dicono anche di non avere avuto la forza in questi anni di educarci a quei lavori che abbiamo abbandonato e lasciato a persone che sono comunque venute a vivere in Valle d'Aosta e qua hanno trovato la forza di sostenersi.

Nell'insieme quindi quest'articolo voleva dedicare risorse allo sviluppo delle persone, allo sviluppo delle imprese ed accompagnare una politica del lavoro che deve essere centrale per noi, perché, ripetiamo, attraverso il lavoro le persone possono trovare la dignità di stare bene al mondo e le forze e le energie per sviluppare la propria persona, le proprie famiglie e le proprie imprese. Grazie.

Presidente - Grazie. Sicuramente apriamo la discussione su tutti gli emendamenti anche quando questi sono decaduti e non hanno copertura finanziaria. Altri? Possiamo passare all'esame dell'articolo 30? Mettiamo in votazione? La votazione è aperta. Votate colleghi. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 18

Contrari: 17

Il Consiglio approva.

Possiamo dare lo stesso risultato per l'articolo 31? Stesso risultato.

Articolo 32? Stesso risultato.

Articolo 33? Stesso risultato.

All'articolo 34 vi è l'emendamento n. 29 dei gruppi di minoranza. La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Fermo restando l'importanza di quest'articolo, che comunque mira a fare una valutazione relativa ai progetti di edilizia scolastica, quindi su questo abbiamo appena detto qualche minuto fa l'importanza che ha per noi l'edilizia scolastica, riteniamo che sia importante che ci sia un articolo che si occupa di questo in finanziaria, ma che cosa non ci piace per niente di quest'articolo e perché quindi siamo intervenuti con un emendamento? Perché questo è un classico articolo in cui ci si inventa un'ennesima commissione fatta di persone esterne, che ricevono il loro piccolo emolumento, non si tratta di quelle cifre, diciamo, che fanno tremare il bilancio regionale, ma insomma di questi tempi parlare di 19 mila euro per l'anno 2014, insomma, sono sempre dei soldi che molte famiglie non si sognano neppure di riuscire a mettere insieme. Allora viene la domanda: ma non abbiamo forse del personale dell'Amministrazione regionale, quello che abbiamo visto nei giorni scorsi essere persino in condizioni in alcune realtà di essere, diciamo, in una situazione organizzativa in cui è diminuito l'effettivo lavoro per il venir meno di molti fondi, di blocchi di leggi settore e quant'altro...non è forse il caso di ripensare norme come queste? Per questo noi abbiamo proposto un emendamento molto semplice: "la commissione è formata unicamente da personale interno all'Amministrazione regionale o alle istituzioni scolastiche", perché abbiamo aggiunto queste istituzioni scolastiche? Perché riteniamo che anche in alcune valutazioni di carattere tecnico delicato, l'occhio di qualcuno che nella scuola ci vive può comunque fornire un utile contributo al professionista, al tecnico che deve fare valutazioni, che probabilmente avranno un carattere strutturale, tecnico, ingegneristico e quant'altro.

Un ragionamento il nostro quindi che va nella direzione di dire: "sì, agiamo, operiamo sull'edilizia scolastica, ma, se possiamo, spendiamoli veramente per mettere a posto le scuole in sicurezza e non carrozzoni, consulenze e altre cose di questo tipo, che non sono produttive, riorganizziamo la nostra Amministrazione regionale, facciamo lavorare in sinergia"...vedo che si è prenotato l'Assessore ai lavori pubblici, quindi mi risponde cortesemente l'Assessore ai lavori pubblici...e facciamo lavorare in sinergia il personale dei vari Assessorati, quindi il personale dei lavori pubblici con il personale dell'istituzione scolastica e diamo dei segnali che la nostra macchina, la poderosa macchina amministrativa regionale è capace di rispondere alle esigenze di tempi nuovi, senza usare questo continuo ricorso a consulenze, che la gente che ci guarda dall'esterno dice: "ma con tutti quei dipendenti regionali, perché continuate a rivolgervi e a fare consulenze esterne". Tra l'altro, la cosa curiosa che mi permetto di far notare è che abbiamo pure...non è che abbiamo personale alle nostre dipendenze, diciamo, nei livelli bassi dell'Amministrazione, siamo l'Amministrazione che a livello nazionale...io i dati europei non li ho, quindi mi fermo, poi l'Europa è cresciuta anche nei Paesi dell'est, quindi non mi spingo dove non so, ma a livello nazionale è quella che ha il più alto rapporto di personale dirigente rispetto al personale collocato nelle fasce basse. Vuol dire quindi che abbiamo fior fiore di professionisti, di gente laureata nei nostri ranghi dell'Amministrazione, dirigenti in gran numero e allora perché ricorrere a consulenze esterne?

Presidente - La parola all'Assessore Viérin.

Viérin M. (SA) - Grazie Presidente.

Ritengo che il collega Donzel abbia fatto un intervento condivisibile da parte mia e credo anche da parte della maggioranza. L'unico problema che io sottopongo all'attenzione del collega, proprio per l'esperienza avuta in questi ultimi due anni sul cercare di intervenire su progettazioni che siano più consone a quelle che sono poi le esigenze, soprattutto anche quello che è il costo e il risparmio anche di gestione successivo...abbiamo notato che il confronto comunque con il mondo esterno è fondamentale per far crescere sempre di più anche le nostre maestranze, o i nostri tecnici e viceversa. L'emendamento quindi al vostro emendamento se siamo tutti d'accordo, potrebbe essere che ci sia sempre comunque una maggioranza di personale interno, quindi, anziché "unicamente", potremmo accettare: "almeno per il 50 percento", quindi è una proporzione che comunque nella commissione ci deve sempre essere un numero superiore di commissari della pubblica amministrazione rispetto a quelli esterni. Credo che questo rispetti appieno quello che lei ha esplicitato, che condivido, e nello stesso tempo possa rispondere a quegli esempi che abbiamo avuto nel pratico di risultati per la pubblica amministrazione.

Président - La parole à la collègue Certan.

Certan (ALPE) - Sì, grazie Assessore, lei oggi ha esplicitato il passaggio che giunge nuovo e sul quale sicuramente la minoranza prenderà un attimo di tempo per magari confrontarsi, ma sicuramente il suo passaggio è interessante. Mi permetto di aggiungere alcune cose riguardo a questa commissione, il collega Donzel ha esplicitato già in modo molto esauriente il nostro emendamento, quindi anche l'obiettivo di quest'emendamento era proprio quello di...come dire? utilizzare, che non è bello, ma utilizzare le competenze interne proprio in un'ottica di risparmio. Lei ci fa il passaggio: "è determinante ed è necessario un confronto esterno"; beh, in qualche modo può essere condivisibile questa cosa, ma io provo ad andare oltre e sollecito un po' anche l'Assessore all'istruzione pubblica. So che comunque su questa commissione c'era un dialogo fra l'Assessorato ai lavori pubblici e l'Assessorato all'istruzione, perché in queste commissioni, soprattutto quando riguardano edifici scolastici, è necessario proprio per la tutela e la salute e anche la sicurezza degli edifici, ma anche la tutela della salute dei bambini o dei ragazzi che ci sono in questi edifici, che a volte ci siano anche...come dire? un visto o un piccolo confronto, un confronto anche con le persone, che operano dentro queste scuole, perché a volte le consulenze esterne non vedono degli aspetti che invece anche dei semplici insegnanti, piuttosto che dei dirigenti, o piuttosto che dei sovrintendenti invece conoscono molto bene, vivendoli nella quotidianità.

Il mio invito quindi è che sia - poi noi appunto sull'emendamento in particolare sulla sua proposta ne parleremo - anche accolta questa sinergia, questa volontà di lavorare veramente in comune e di non utilizzare solo competenze o consulenze esterne, di utilizzare personale che è già competente e che già lavora nell'amministrazione, ma di utilizzare anche le competenze che ci sono, che lavorano quotidianamente in questi edifici, perché, porto un esempio, mettere in una scuola, proprio per la tutela della salute e della sicurezza dei ragazzi, una balaustra con delle assi in orizzontale o in verticale non è secondario e non c'è bisogno di dare consulenze esterne per capire quale dei due sistemi sia migliore. Faccio un altro esempio molto concreto, che è successo, dove la balaustra invece di diventare una protezione, è diventata una scala a pioli per buttarsi nel piano sotto. Ecco, in questo senso...vedo che faccio sorridere l'Assessore Baccega...

(interruzione dell'Assessore Baccega, fuori microfono)

...ah non per questo, meno male! Perché volevo essere proprio concreta, concretissima per capire, ecco, quindi in questo senso sollecito proprio a questa collaborazione. Grazie.

Président - La parole au collègue Laurent Viérin.

Viérin L. (UVP) - Merci Présidente.

Per ribadire alcuni concetti: intanto per dire che questa commissione è una commissione che in effetti va nell'ottica di armonizzare quelle che sono le esigenze, da un lato, di edilizia puramente e concettualmente con quelli che invece sono i contenuti anche didattici, formativi, come ricordava giustamente la collega Certan. Ricordo che fu istituita nel 2007 una struttura apposita sull'edilizia scolastica all'interno dell'Assessorato dell'istruzione e cultura proprio perché ci fosse questo distinguo e ci fosse, da un lato, sì, quelli che erano i compiti di un Assessorato preposto per l'edilizia, e quindi in generale per i lavori pubblici e la manutenzione, ma che fosse inquadrata un'importante struttura, che dovesse intanto creare l'anagrafe di tutto ciò che era la situazione dell'edilizia scolastica, a livello regionale, di competenza regionale, e quella di competenza comunale. Struttura, che peraltro ha svolto un ottimo lavoro in questi anni, anche in collaborazione con gli Enti locali e proprio perché ci fu un piano straordinario che poi proseguì al di là del primo triennio per andare ad intervenire anche su tutti questi edifici. Ora, la riflessione che era nata in allora era proprio inerente al fatto di riuscire ad armonizzare i due settori, proprio perché ci fosse una sinergia. La proposta quindi di utilizzare il personale preposto, nel senso che abbiamo delle strutture, dei dipendenti, ci sono...c'erano dei dirigenti, ci sono delle professionalità anche all'interno dell'Amministrazione, ma proprio nell'ambito della Sovrintendenza agli studi. Ecco, quindi ci sembrava giustamente un bel messaggio di andare sì a creare sinergia, ma non ad aumentare i costi. Cerchiamo quindi di sfruttare il personale che abbiamo, le competenze, le intelligenze e valorizziamo i dipendenti interni dell'Amministrazione regionale, non mettiamoli a lato, cercando poi di utilizzare risorse esterne, che sicuramente hanno grandi professionalità, però, ecco, possono tranquillamente dialogare già con tutta una serie di compiti che hanno all'interno degli Assessorati, che noi conosciamo.

Noi crediamo quindi di sottolineare con forza, al di là poi di ciò che verrà poi determinato dai gruppi di opposizione, la bontà del nostro emendamento, che va a migliorare un principio, che condividiamo, ma che stride per questi 19 mila euro, stride con tutto quanto è stato detto in quest'aula. Si parla di razionalizzazione, si parla di risparmio, si parla di tagli, che comunque vanno nell'ottica di migliorare i servizi, si va nell'ottica assolutamente di premiare ciò che è una nuova filosofia anche in ambito scolastico. Beh, la nuova filosofia se è aumentare i costi, noi sinceramente non la condividiamo, i costi, soprattutto gli investimenti noi avremmo voluti trovare in altri capitoli sulla scuola e sulla cultura, lo ribadiamo di nuovo. Tranquillamente quindi possiamo affermare, che, sì, c'è una volontà espressa per ridurre, ma è sul principio che non ci ritroviamo, ma, al di là di questo, sul principio generale in prospettiva l'Amministrazione dovrà sempre maggiormente andare nella direzione di valorizzare ciò che sono le proprie professionalità, altrimenti diventerà sempre più difficoltoso giustificare quello che è un attribuire fuori ciò che può essere fatto tranquillamente dalle professionalità.

L'ultimo aspetto, per quanto riguarda l'edilizia scolastica, è di nuovo la sottolineatura che, ecco, noi ci chiediamo che progetti andranno a valutare queste commissioni, cioè che progetti andranno a valutare, c'è un fondo, un finanziamento statale che è parzialmente stato ricordato, va bene, c'è il milione, ecco, ebbene, facciamo la commissione, ma investiamo sull'edilizia scolastica, investiamo sulla sicurezza dei nostri ragazzi, perché è un settore dove avevamo iniziato un importante percorso e si sta disinvestendo in questo campo con grande preoccupazione che noi oggi manifestiamo.

Presidente - La parola all'Assessore Viérin.

Viérin M. (SA) - Sì, grazie Presidente.

Con tutta serenità, abbiamo dimostrato anche nei dibattiti di questi giorni che questo settore, perlomeno in merito all'Assessorato dei lavori pubblici, è seguito per quello che si può anche seguire rispetto alle risorse che abbiamo. Abbiamo già detto in commissione che è un settore sul quale non abbiamo tagliato, abbiamo cercato di attivare tante, diciamo, idee, o necessità, come le chiama il collega Laurent, anche partendo insieme, perché un anno o due anni fa siamo partiti con alcuni percorsi che stanno giungendo, per fortuna, a compimento.

Sul discorso dell'emendamento è proprio questo concetto che lei diceva prima, cioè il fatto che ci siamo accorti, perlomeno noi, che, portando alcune persone esterne con personale interno, c'è una crescita del personale interno su alcune visioni prospettiche, dopodiché io credo che il collega Farcoz dovrà dire lui su chi potrà coinvolgere in questa commissione, ma io credo che per i lavori pubblici noi abbiamo visto questa necessità proprio per far crescere le nostre strutture. Grazie.

Président - A demandé la parole l'Assesseur Farcoz.

Farcoz (UV) - Oui, merci.

Semplicemente per ribadire il fatto che si vuole andare in questo verso, nel senso di creare questa sinergia auspicata, quindi dando valore alle risorse interne e nello stesso tempo dare un valore aggiunto a coloro che possono inserirsi dall'esterno, quindi essere più specifici nell'ambito di quello che è la 626, piuttosto di tutto quello che è il settore della sicurezza. Ecco, evidentemente se è qualcosa di congiunto, è ovvio che ci saranno dei tecnici dell'Assessorato dell'istruzione e cultura, i tecnici dell'Assessorato delle opere pubbliche e le persone che poi riterremo importanti per quello che concerne la questione della sicurezza, quindi degli esterni.

Président - La parole à la collègue Certan.

Certan (ALPE) - Grazie Assessore Farcoz, grazie Assessore Viérin.

Praticamente - mi permetta, mi consenta una battuta - facciamo un corso di formazione in itinere in cantiere, che verrà pagato con una cifra, che non è in effetti assolutamente per un bilancio regionale, è totalmente irrisoria, però praticamente utilizziamo questi soldi per fare formazione al personale. Va bene, può essere una scelta, ecco, cerchiamo di condividere però anche proprio il contenimento, va bene...è una formazione in itinere. Grazie.

Presidente - Altri? La parola alla collega Certan.

Certan (ALPE) - Chiedo una sospensione solo di due minuti solo per valutare la proposta che l'Assessore ha fatto sull'emendamento...con tutta la minoranza.

Presidente - Cinque minuti di sospensione.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 18,39 alle ore 18,48.

Rini (Presidente) - Colleghi, possiamo riprendere i lavori? Colleghi, riprendiamo i lavori. Chi intende prendere la parola? La parola alla collega Certan.

Certan (ALPE) - Come minoranza, come gruppi di minoranza, anzi, come forze di minoranza, abbiamo fatto delle valutazioni e le nostre considerazioni sono queste Assessore: in un momento in cui ci sono, ad esempio, insegnanti che non riescono più a fare corsi di formazione, perché non c'è più personale supplente e comunque sia abbiamo fatto dei tagli dappertutto, riteniamo che potrebbe essere molto più proficuo valorizzare il personale delle strutture regionali, dei due dipartimenti dell'Assessorato dei lavori pubblici e degli studi. Noi quindi intenderemmo mantenere il nostro emendamento così com'è, anche perché, ripeto, è vero che è una somma irrisoria, però è, a nostro avviso, un messaggio politico quello che vogliamo dare, quindi preferiremmo, piuttosto che continuare ad utilizzare consulenze esterne, valorizzare, perché personale competente all'interno delle strutture c'è, utilizzare questo personale in questa commissione. Grazie.

Président - Merci. A demandé la parole la collègue Fontana.

Fontana (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Condivido quanto detto dalla collega Certan sulla questione delle consulenze, mi sono sempre battuta in quest'aula con diverse interpellanze che sulle consulenze veramente bisognava fare una riflessione. Penso ai 500 euro che dà l'USL a quell'esperto per un'ora, penso ai premi che si danno ai dirigenti, penso a quegli 8 milioni di euro degli archivi, pensate solo con 1 milione di euro potremmo finanziare il post natale, i trasporti per i nostri ragazzi, potremmo finanziare una marea di cose, aggiungere anche sul capitolo del lavoro di cui abbiamo parlato tanto...però risultati non ne dà... Io penso che questo bilancio non sia come dice l'Assessore un bilancio innovativo, penso che sia una fotocopia peggiorativa degli altri bilanci, perché almeno gli altri anni non si tagliavano i servizi alle famiglie, ai bambini...o penso anche alle barriere architettoniche, che si può dare anche qualche soldino in più ai Comuni per aiutare i disabili.

Io mi rivolgo anche a voi colleghi della Stella Alpina: ricordatevi quello che avete sempre detto: "la famiglia al primo posto", state dando dimostrazione che non è così, questo mi dispiace, ma ve lo dovevo dire. Veramente rifletteteci, perché su questo bilancio non c'è niente di innovativo, ma è tutto peggiorato, fate una riflessione e finitela con le consulenze esterne, perché veramente non ne possiamo più!

Presidente - Altri? Possiamo mettere in votazione l'emendamento? La parola al collega Viérin.

Viérin L. (UVP) - Sì, solo per aggiungere qualche elemento che scaturisce da una riflessione che abbiamo formulato e che quindi si materializza nel nostro non accoglimento della proposta di mediazione avanzata dall'Assessore. Avete detto che la questione di avere questa commissione, al di là del fatto di crearla, è una questione di commistione fra delle competenze esterne e delle competenze interne, che possono essere positive da un punto di vista della crescita anche di chi è...il concetto, che è anche condivisibile, si ritrova però in una possibilità di collaborazione fra le professionalità interne e già consulenze che sono in essere. Sappiamo benissimo che l'Ufficio patrimonio della Regione in questi ultimi anni ha fatto un'opera di razionalizzazione di tutte le consulenze che esistevano nei vari settori, edilizia scolastica, piuttosto che altri settori e c'è stata una razionalizzazione con - si ricorda collega - la delibera unica che andava nella direzione di uniformare tutta questa parte. L'idea allora è che a questo punto, visto che si crea una nuova commissione, si potrebbe evitare che questa nuova commissione abbia dei costi aggiuntivi utilizzando già le professionalità che sono anche esterne dell'Amministrazione, che possono dialogare con la parte interna, primo ragionamento.

Voi poi dite che c'è la possibilità...anzi si cresce attraverso, diciamo, queste competenze, che si incontrano, ma io ricordo che la formazione dei dipendenti, dei dirigenti regionali è un obbligo di legge e che proprio la formazione in certi settori, come quello dell'edilizia scolastica per la parte Sovraintendenza, è e va nella direzione di formare i dipendenti che potrebbero formarsi al di là delle riunioni con gli esterni attraverso dei corsi ad hoc. Tutto questo per dire cosa: che questa nuova commissione che dovrà riunirsi per valutare i nuovi progetti, perché ricordo che questa commissione si deve riunire per valutare nuovi progetti e ci chiediamo questi nuovi progetti con che fondi saranno finanziati, perché anche quelli utilizzati a mutuo, Assessore, sono progetti che sono già in itinere, che sono già avviati, che sono già stati pensati: penso alla scuola polmone, piuttosto che ad altre parti. Ci sembra quindi un po' in contraddizione, ecco, stride un po' con tutte le cose che ci siamo detti in questi giorni, soprattutto crediamo che sia uno dei tanti paradossi di questo bilancio, anche se qualcuno lo ha detto, è una cifra che forse, paragonata agli 8 milioni degli archivi, è una cifra che è irrisoria, ma che è un messaggio, un messaggio che noi avremmo voluto vedere, quindi, per ribadire: ben venga l'idea di avere una commissione che va a supportare la Sovrintendenza, sembra quasi che ci sia una volontà di mettere sotto tutela la Sovrintendenza, comunque ci sta il concetto, ma crediamo che si poteva agire in modo diverso. Questo è uno spunto di riflessione sempre migliorativo, senza polemica, e ci rivolgiamo ai due Assessori per dire che effettivamente non abbiamo trovato 300 euro per i ragazzi, per le borse di studio sulle tesi di interesse regionale, perché, malgrado ciò che ha detto l'Assessore, quei soldi non sono arrivati - torneremo in Consiglio con quest'argomento -, non abbiamo trovato quei 300 euro per i nostri ragazzi che hanno formulato delle tesi di interesse regionale e oggi troviamo però i fondi per premiare qualcuno che già è esistente all'interno dell'Amministrazione e quindi poteva essere tranquillamente risparmiato come spesa per essere destinato appunto ai nostri giovani e alla loro formazione e a tutto ciò che riguarda il futuro della Valle d'Aosta. Grazie.

Presidente - Grazie. Non ci sono altri? Possiamo mettere in votazione? La votazione sull'emendamento n. 29 è aperta. Avete votato tutti? Bene possiamo chiudere la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 17

Contrari: 18

Il Consiglio non approva.

Con la bocciatura di quest'emendamento decade l'emendamento n. 30 presentato dalle forze di minoranza.

Sull'articolo 34 ci sono richieste di intervento? Possiamo metterlo in votazione? Colleghi, la votazione è aperta. Colleghi, votate. Chiudiamo la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 18

Contrari: 17

Il Consiglio approva.

Articolo 35. Possiamo dare lo stesso risultato?

Articolo 36? Stesso risultato.

All'articolo 37 vi è l'emendamento n. 31 presentato dalle forze di minoranza. C'è qualcuno che vuole illustrarlo? La parola al collega Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Con quest'articolo interveniamo su uno strumento di cui naturalmente si cerca di parlare il meno possibile, ma che pure è importante, esiste: è l'istituto che provvede in qualche modo a derogare il vitalizio ai Consiglieri regionali, quello che noi cerchiamo di fare non è di intervenire sui diritti acquisiti in passato in modo violento e barbaro, ma di dare un segnale laddove sia possibile, perché in qualche modo le risorse siano gestite nel modo più razionale possibile, soprattutto gli incrementi di questo fondo. Sono dei segnali che, secondo me, siamo tenuti a dare, prima lo facciamo meglio è, prima che, diciamo, arrivino spinte più drastiche dal basso, prima che si creino quelle situazioni di insostenibilità del rapporto fra la realtà di chi vive fuori da determinate condizioni e chi invece in qualche modo ha acquisito dei diritti, ma certamente non dei diritti che possono in qualche modo mettersi in contraddizione con quella che è la realtà quotidiana che vivono tutti i cittadini. Da questo punto di vista, in modo pacato e sereno, cerchiamo di far prendere coscienza ai colleghi della maggioranza che anche su questi temi dobbiamo provare ad intervenire nelle misure, diciamo, di contenimento, di razionalizzazione dell'intervento.

Presidente - Colleghi, su questo tema permettetemi due parole, anche in seguito all'attività che è stata svolta all'interno dell'Ufficio di Presidenza, la relazione effettuata dallo studio attuariale Orrù, che ha provveduto, su mandato dell'istituto dell'assegno vitalizio, alla verifica delle valutazioni attuariali al 31 dicembre 2012, relative appunto all'assegno vitalizio spettante ai Consiglieri regionali in regime di prestazione definita, ha fatto emergere appunto un disavanzo tecnico del bilancio. In sede di audizione in Ufficio di Presidenza della consulente che ha provveduto alla stesura della relazione, è emersa quindi la necessità di intervenire per ridurre tale disavanzo, che poi è la ratio dell'articolo 37. L'emendamento presentato dalla minoranza non pone però limiti temporali alla sospensione dell'adeguamento ISTAT e ciò comporta dei seri dubbi di legittimità, dubbi che sono stati confermati dallo studio Orrù nell'occasione appunto di quella audizione, in quanto si trasformerebbero in una vera e propria soppressione di un diritto acquisito. Questa quindi è la motivazione.

C'è qualcuno che vuole intervenire su questo? Ha chiesto la parola il collega Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - La ringrazio Presidente per quest'approfondimento tecnico...come dire? non voglio lanciare una polemica su un tema di questo tipo, perché, per quanto ci riguarda, non è la nostra volontà quella di inasprire la condizione su questo tema, ma voi capite che ogni giorno i cittadini che incontriamo ci dicono: "basta con le pensioni d'oro". Io allora non so se queste sono d'oro, d'argento o di bronzo, però non sono come quelle degli altri cittadini, per quelle lì, stranamente, si può intervenire e ridurle, ma allora io...e già questo dibattito fu un acceso dibattito tecnico fra i giuristi della Regione, che mi accusarono di essere un sindacalista che non conosceva il valore del contratto collettivo nazionale di lavoro, "non si possono toccare i diritti acquisiti dei dirigenti, sono tutelati dal contratto collettivo nazionale di lavoro" e allora perché non si aumentano gli stipendi a tutti i dipendenti? Perché si interviene sulle pensioni minime, togliendogli 1 o 2 euro? Qui non si butta in mezzo alla strada nessuno, non si vuole impoverire nessuno, si vuole introdurre un principio per cui non si può andare all'infinito ad implementare un fondo con imponenti risorse di cui non siamo più in grado di far fronte con i bilanci attuali. Chi pensò queste cose le pensò, anche giustamente, in condizioni che voi stessi della maggioranza avete riconosciuto sin dall'inizio di questo dibattito. Avete detto: "erano altri tempi, correvano altri momenti storici", quindi non è un rimprovero a chi venne prima, chi venne prima agì in un contesto in cui tutto il mondo agiva in una certa direzione. Qui si raccoglieva ciò che si seminava, no? negli anni '80 con il tatcherismo, il reaganismo, e arrivava qui la piccola Valle d'Aosta, notre Petite Patrie...non faceva poi tanto popolo che pensava per conto suo, faceva molto popolo che pensava prendendo le idee che venivano da fuori...e si costruì un percorso. Adesso il messaggio che lancia - e lo lancia in maniera molto soft dal nostro punto di vista - la minoranza, ma in maniera determinata, è che bisogna farci un pensierino, che non sia continuamente la cosa che dicono in tutta parte d'Italia e che riguarda solo chi si trova nelle fasce alte del livello pensionistico: "non si possono toccare i diritti acquisiti", per una fascia molto piccola della popolazione però non si possono toccare i diritti acquisiti, si possono toccare i diritti acquisiti di tutta la gran parte della popolazione. Allora, in questo senso il principio di quest'emendamento sfida la ratio del diritto con cui ci ha risposto. Bisogna riflettere su come contenere questa voragine che ci succhierà da qui in avanti finanziamenti che una volta erano sostenibili, c'erano centinaia di milioni di avanzo di bilancio, ci sono stati dei momenti in cui la Regione, prima del Patto di stabilità non riusciva a spendere i soldi, no? Adesso, forse, serve un altro pensiero, che non è correre dietro al populismo, la demagogia di piazza, è un principio matematico. Non possiamo far prendere tutto a chi è venuto prima sulla base di un preteso diritto per non lasciar più niente a chi viene dopo, tant'è che già - lo dico in modo sereno - gli attuali Consiglieri regionali sanno benissimo di essere entrati, i nuovi entrati in Consiglio, in un sistema contributivo che è profondamente diverso dai sistemi vitalizi precedenti, non è quindi un'accusa che rivolgo ai neo-entrati in Consiglio regionale, c'è già un sistema diverso per noi, dobbiamo fare un ragionamento di sostenibilità di un fondo.

Presidente - Prima di dare la parola al collega Cognetta, vorrei rassicurarla che credo tutti concordiamo sulla necessità di esaminare strade percorribili su questo, tant'è che, come Ufficio di Presidenza, abbiamo deliberato all'unanimità anche una richiesta allo studio, proprio, Orrù, di studiare ipotesi anche diverse che siano naturalmente compatibili da un punto di vista legale. La parola al collega Cognetta.

Cognetta (M5S) - Sì, solo perché...poi ci pensa Stefano a dirvi tutto quello che pensiamo, ma soltanto per gestire un attimo tecnicamente la questione, mentre nel vostro articolo c'è un trasferimento straordinario di 6 milioni, di cui 1 milione e mezzo nel 2014, 2 milioni nel 2015 e 2 e mezzo nel 2016, noi proponiamo sempre 6 milioni di trasferimento, di cui 1 milione nel 2015 e 1 milione nel 2016. Lei poi giustamente dice che non si può non dare termine all'adeguamento Istat, io proporrei di mettere 10 anni, poi tra 10 anni vedremo se adeguarli e di 10 anni in 10 anni non glieli adeguerei mai e così risolviamo, perché poi anche tecnicamente si possono trovare delle soluzioni leggerissimamente più creative, perché parliamo sempre di vitalizi, anche perché so per certo che molte pensioni e molti stipendi non sono rivalutati già da qualche anno, se non sbaglio...è giusto collega Donzel? Mi sembra quindi che qui non si voglia fare, al di là di quello che dicono gli esperti, perché una soluzione anche banale aggiungendo: "guarda, per 10 anni non ti prendi nulla"...voilà, quindi potremmo risolvere molto semplicemente. Grazie.

Presidente - La parola al collega Ferrero.

Ferrero (M5S) - Una delle prime cose che abbiamo fatto quando siamo stati nominati è stata quella di andare a chiedere all'Ufficio di Presidenza come potevamo fare per rinunciare al vitalizio e ci è stato risposto che in pratica non potevamo legalmente rinunciare a questo vitalizio. Ovviamente vi anticipiamo che chiederemo poi, presenteremo una proposta di legge che va in senso contrario. Andando a vedere poi quelle che effettivamente erano le spese a carico del bilancio del Consiglio sulla corresponsione di questi assegni spesso a persone che, oltre a prendere il vitalizio, prendono la pensione e ricoprono anche funzioni di dirigenti o di presidenti nelle società partecipate della Regione, ci siamo accorti...certo, noi stiamo pagando le pensioni, vitalizi, chiamateli come volete, spropositati a chi c'è stato prima: ecco perché diventa problematico togliere quei 500 euro e rotti che attualmente automaticamente stiamo versando. La questione dei diritti acquisiti è una questione che anche a livello nazionale...sì, state sentendo, state consultando uno studio legale, però sta traballando, non è più il tempo dei diritti acquisiti, perché i diritti acquisiti sono acquisiti solo per i politici, per i cittadini, ahimè, non sono mai acquisiti. Bisogna stare allora un pochettino attenti, anche qui, con queste rivalutazioni, la scala mobile è stata sostanzialmente cancellata per gli stipendi degli impiegati, ma i politici hanno sempre un paracadute, hanno sempre una corsia preferenziale: ecco qual è il senso di quest'emendamento, che è un senso comunque limitato, rispetto a quello che il Movimento Cinque Stelle poi porterà nella commissione consiliare competente, perché, a nostro avviso, al di là di una garanzia che va mantenuta minima, questo rappresenta veramente uno di quegli odiosi privilegi che fanno odiare la casta e la classe politica in generale e al quale bisognerà per forza mettere mano. Se si potrà mettere mano anche ai diritti acquisiti, tanto meglio, noi saremo sicuramente per agire in quella direzione.

Presidente - La parola al collega Bertin.

Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.

Come ho detto in precedenza, questo riguarda un sistema nato negli anni passati e sul quale, a nostro avviso, crediamo che in qualche modo bisogna intervenire, la proposta dell'emendamento non avrà effetti devastanti per nessuno di quelli che attualmente percepiscono questo vitalizio. È un problema anche riguardante...è una questione di solidarietà rispetto a quanto sta avvenendo anche rispetto alla crisi, questa era l'idea con la quale noi avevamo elaborato quest'emendamento. C'è una questione tecnica per inserirsi un limite temporale, lo possiamo anche fare, ma, al di là di questo, chiediamo che la questione in generale, da un punto di vista politico, debba essere affrontata prima o poi...il più presto possibile e risolta. Noi, non in riferimento a quest'aspetto ma in riferimento all'istituto, abbiamo già avanzato una proposta di superamento dell'istituto in generale, ma è una questione che comunque va affrontata presto. Grazie.

Presidente - Altri? Non ci sono altre richieste. Possiamo mettere in votazione l'emendamento n. 31 presentato dalle forze di minoranza. La votazione è aperta. Colleghi, votate. Chiudiamo la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 17

Contrari: 18

Il Consiglio non approva.

Articolo 37. Ci sono richieste? Possiamo metterlo in votazione? Apriamo la votazione. Votate colleghi. Chiudiamo la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 18

Contrari: 17

Il Consiglio approva.

Vi è ora l'emendamento n. 3 dell'Assessore Baccega, che introduce l'articolo 37bis. Lo dà per letto, Assessore? Possiamo metterlo in votazione? Ci sono richieste di intervento? Apriamo la votazione. Possiamo chiudere la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 18

Contrari: 17

Il Consiglio approva.

Articolo 38. Possiamo dare lo stesso risultato? Stesso risultato.

Articolo 39? Stesso risultato.

Passiamo all'esame degli allegati. Qualcuno vuole prendere la parola sull'emendamento n. 32 all'allegato A? La parola al collega Gerandin.

Gerandin (UVP) - Merci Madame la Présidente.

Ci tengo, ecco, ad illustrare questo nostro emendamento, perché è chiaramente collegato al discorso del reperimento di risorse per quello che riguarda il discorso del post natale. Ci tengo a chiarire perché probabilmente c'è stato qualche malinteso, ecco, nel senso che qualcuno ha voluto strumentalizzare la cosa, dicendo: "ma, voi proponete di mettere risorse in più al post natale, ai bimbi e togliete agli anziani". Noi volevamo fare un po' di chiarezza, ecco, in materia di risorse messe a disposizione per gli anziani. Noi, a seguito anche dell'impostazione che avete voluto dare e che mi pare sia stata quella di dire: conteniamo il più possibile, o comunque razionalizziamo quelle che sono le risorse, cerchiamo di contenere i sacrifici un po' per tutti. Ebbene, sul discorso degli anziani si sono usati due pesi e due misure, è corretto che la cosa si sappia, nel senso che, per il discorso degli anziani - mi riferisco chiaramente al funzionamento delle microcomunità, il territorio e l'assistenza domiciliare -, si è deciso di tagliare del 13,5 percento. Ora, noi riteniamo che in un momento difficile i sacrifici debbano essere per tutti uguali, invece noi abbiamo un settore particolare che gode di una fiscalità del tutto diversa, perché è un settore nel quale noi avevamo chiesto di reperire queste risorse, chiarisco meglio qual è questo settore. È un settore che percepisce il trasferimento delle quote capitarie esattamente come succede per il territorio, per le micro che abbiamo, che comunemente conosciamo, ma è un settore che, oltre a percepire queste risorse, ha un bonus, un extra e, contrariamente al principio che è stato introdotto per quello che riguarda le micro del territorio, nelle quali chiediamo la quota capitaria, cerca di gestire bene, sennò la differenza rimane in carico all'ente, qua è diverso: qua si è deciso che...con una legge del 23 dicembre 2004 si è istituito un settore che gode di quest'immunità, nel senso che percepisce le quote capitarie e in più gli danno, a consuntivo, il 30 percento del bilancio. È un settore che è entrato in difficoltà, che poi con legge regionale, dicevo, n. 34 del 2004 è stato definito ente pubblico e, malgrado questo, è entrato in grande difficoltà dal punto di vista gestionale. Ora, non entrerò nel merito della gestione, perché noi avremo il Consiglio di amministrazione del J.B. Festaz in audizione la prossima settimana in commissione, per cui non voglio entrare nel merito gestionale. Entro solo in...motivando perché noi ritenevamo che era possibile, eventualmente, fare certi sacrifici.

Vengo a lei, Assessore, quando nel suo intervento mi ha chiesto dove sono...adesso le spiego dove ero e dove sono...da adesso in avanti i miei interventi saranno riferiti a dove ero e dove sono. Allora, io ero presente quando, a seguito di queste difficoltà, a seguito di una serie di problematiche sulle quali non voglio entrare nel merito, entrerò poi, tanto sarà una puntata...sarà un discorso a puntate, ho solo 5 minuti, per cui non posso annoiarvi tanto...le dicevo che ero presente in una riunione in quanto rappresentante del CELVA, perché ad un certo punto questo è rientrato nel bilancio di finanza locale. Si è cercato di fare il possibile, ecco, per mettere le cose a posto, regolarizzare il personale che rischiava di perdere il posto di lavoro, si sono fatti corsi di riqualifica, si è introdotto il concetto che anche per il J.B. Festaz vale il rimborso sulle assenze, malgrado questo, permane il 30 percento. Si è firmato un verbale con le organizzazioni sindacali in data 6 luglio 2011 nel quale c'era una serie, diciamo, di compiti che ognuno doveva adempiere, tra cui la riqualificazione...

Presidente - Vuole il secondo intervento?

Gerandin (UVP) - ...sì, va bene. Le dicevo: abbiamo messo in piedi quest'accordo e tra le varie cose c'era scritto in quest'accordo di esternalizzare, entro il 31 dicembre 2011, i servizi di cucina, lavanderia e pulizia. Alla data della sottoscrizione di quest'accordo il personale era di 104 unità, di cui 14 infermiere, perché bisogna essere corretti nella cosa rispetto al territorio, questi si pagano il servizio infermieristico, per cui questo è l'accordo. C'è un passaggio...nella legge si dice che il Consiglio di amministrazione tutti gli anni delibera la pianta organica, ma la Giunta la autorizza. Nella delibera di Giunta regionale, la n. 819 del 2103, questo personale, a parità di posti letto, è lievitato da 104 a 148. L'esternalizzazione delle cucine...ora tenete conto...sto parlando di 70 posti per quello che riguarda il servizio legato all'assistenza degli anziani, più tre convenzioni di cui parlerò in seguito. Le dicevo che, a fronte di un obbligo e di una sottoscrizione di un accordo sindacale tra le parti, dove era presente Regione, CELVA e Consiglio permanente, che prevedeva l'esternalizzazione perché aveva dei costi folli, bene, ci troviamo otto persone in cucina, di cui un cuoco, due lavapiatti e cinque aiuto cuochi, non entro nel merito del resto. Le dicevo che questa struttura ha tre convenzioni: una col Comune di Aosta per il centro diurno, una con l'ASL per l'alzheimer e una con l'ASL Uap, che non sono a carico di queste finanze. Un breve passaggio su come veniva assunto questo personale: personale co.co.co. in base a colloqui effettuati dal Direttore assistito da un collaboratore interno esperto in materia, ente pubblico, parlo di ente pubblico...personale interinale, esaminando i curricula trasmessi dall'agenzia interinale e in base a colloqui effettuati con le medesime modalità di cui sopra.

Ora io dico: a fronte di un taglio come questo, vi pare improponibile la nostra proposta in cui chiedevamo di tagliare il 10 percento rispetto al 13,5 percento che tagliavamo sugli altri metodi assistenziali? E lei lo sa che è così la situazione, lei ne è cosciente, lei ne è a conoscenza, è inutile che si nasconda, lei ne è a conoscenza! Anche quando era a Roma, lei questa parte l'ha continuata a seguire, per cui questi sprechi lei li sapeva, li ha condivisi! Si è giocato a punto e banco con il Presidente chi doveva essere nominato direttore al posto di Ferrari? Perché avevate due visioni diverse, le dico in tutta sincerità: sono contento che abbia vinto lei, perché conosco la persona che è...il resto lei doveva mettersi una mano sulla coscienza, tagliare questi sprechi, sennò veramente tutte le volte che lei parlerà in aula di sprechi io le ricorderò dove sono gli sprechi, perché io c'ero.

Presidente - Grazie collega Gerandin. Altri? La parola all'Assessore Fosson.

Fosson (UV) - Grazie Presidente.

No, guardi, io sono affezionato al Festaz perché ho fatto 13 anni lì in amministrazione, in consiglio di amministrazione ed è uno dei pochi posti dove non c'era il gettone di presenza, come continua a non esserci adesso. Le cose che lei mi dice in parte le avevo sentite dire, ed in parte no; quello che posso dire - l'ho già detto l'altro giorno nel mio intervento - è che il Festaz è in una situazione particolare atipica, sostenuta da una legge, che prevede all'articolo 12: "per la gestione dei servizi socio-assistenziali, la Regione assicura all'azienda un finanziamento annuale definito sulla base del sistema di finanziamento delle strutture per anziani gestite dagli Enti locali. All'azienda è inoltre concesso un contributo annuale non superiore al 30 percento dei costi di esercizio risultanti dal bilancio...", eccetera, e questa è sicuramente un'anomalia, l'altra anomalia è quella della legge del 2003 e i problemi sindacali che avevamo avuto, che avevo già citato anche qui, che, essendo un ente privato, ha comunque un contratto pubblico e, rispetto al Père Laurent, modifica le quote.

Quello che posso dire è che è iniziato al Festaz un percorso nuovo, sono molto contento che...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...come?

(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

Un'azienda pubblica di servizi alla persona, è un Ente con una gestione che in Italia ha un contratto privatistico, invece da noi ha un contratto del comparto anche se applicato in un'azienda pubblica dei servizi alla persona.

(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...dipendente dal Ministero, è vero, certo...comunque la sintesi di questo è che, rispetto ad altre strutture private, per esempio, il Père Laurent, il costo del personale è molto maggiore. Quello che dico è che - ne parlavo col Presidente questa mattina - chiaramente qui bisogna procedere ad una revisione di legge, anche perché non ritengo giusto che ci sia un consiglio di amministrazione del Festaz volontaristico, che non abbia non solo il gettone di presenza, ma neanche una copertura assicurativa. Quello che posso assicurare, appunto, è che bisognerà provvedere ad una revisione del testo di legge, perché il J.B. Festaz è un caso atipico, anomalo. Quando siamo arrivati qui ci siamo trovati di fronte a problemi causati da un periodo di vacatio e un periodo di consiglio di amministrazione in dimissione, eccetera e vogliamo iniziare un percorso diverso.

Presidente - Altri? Nessuno? Possiamo mettere in votazione l'emendamento? La parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Sì, il confronto non va fatto che con le microcomunità sul territorio, oggi le due entità vanno paragonate, salvo il fatto che c'è, da un lato, un servizio sanitario ricompreso nell'azienda e, dall'altro, invece è tutto sociale, nel suo complesso. Come si fa a dire quindi che, da un lato, si può tagliare il 13 percento, tra l'altro, con difficoltà gestionali, territoriali di tutt'altro livello, perché qui siamo in centro di Aosta, in una situazione privilegiata, vicino all'ospedale, abbiamo invece microcomunità che debbono agire in situazioni molto differenti in termini proprio di assistenza e di gestione dei servizi e di lontananza di questi servizi da semplicemente la gestione delle cose più dirette. A noi quindi sembrava un taglio che stava assolutamente nella possibilità di poter recuperare con delle scelte gestionali delle risorse...non mettevano i muri di cemento, mettevano per garantire a dei giovani, e quindi continuiamo a parlare di famiglie, alcune opportunità in più. Il fatto di non aver neanche valutato quanto poteva essere questo taglio, perché le proposte...l'Assessore Viérin ci ha fatto una proposta poco fa su una cifra di 19.000 euro, qui su una cifra così importante non c'è stata neanche la volontà di dire: il 9, l'8, il 7, l'11, il 7 e mezzo. C'è stato allora un rifiuto a discutere del tema, è questo che in qualche maniera ci mette in condizioni di dire: che cosa non si vuole discutere di questa faccenda? Nessuno allora vuole tagliare da una parte, la coperta è questa, per scoprire un'altra parte, ma, rispetto ad un'organizzazione che sappiamo che può essere riferita a degli standard che lei stesso sta definendo, che noi sappiamo, avendoli analizzati, che sono da riportare ad una realtà che è differente da quella che si sta vivendo, ecco, le chiederei, come le abbiamo chiesto ieri, di valutare con più attenzione le proposte, anche di aprire un confronto che preceda, ecco, queste discussioni in aula, perché erano risorse che non avrebbero fatto altro che dare un po' di ossigeno a posizioni che sappiamo essere estremamente in difficoltà. Ecco, poi sulla famiglia alla fine di questo dibattito nell'intervento finale avremo poi ancora modo di dire qualcosa.

Président - La parole à la collègue Certan.

Certan (ALPE) - Sì, grazie Presidente.

Noi, come gruppo Alpe, insieme a tutta la minoranza abbiamo richiesto l'audizione di tutto il cda e, come ha già sottolineato il collega Gerandin, siamo contenti di poter audire la prossima settimana il cda e che quindi ci sia stata quest'apertura della V Commissione proprio in segno anche forse...come dire? di una presa di coscienza proprio dell'andare verso la trasparenza e la collaborazione, quindi questo senz'altro può essere, come ha detto lei, un inizio di un nuovo percorso. Noi ce lo auguriamo perché direi che su quest'azienda finora c'è da stendere un velo pietoso.

Il collega Gerandin ha fatto alcuni passaggi, potremmo andare a vedere, ad esempio...l'abbiamo approfondito con una mozione nell'ultimo Consiglio sull'affidamento di consulenze esterne per l'elaborazione degli stipendi dei dipendenti, ad esempio, che nel 2008, 2009, 2010, 2011 erano di 28.000 euro, ad esempio, e poi magicamente nel 2012 qualcosa è successo e c'è stata...si è aperto qualcosa...

(interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

Presidente - Sospendo i lavori del Consiglio.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 19,38 alle ore 19,41.

Rini (Presidente) - Colleghi, possiamo riprendere i nostri lavori. Ridarei la parola alla collega Certan. Se vuole riiniziare dall'inizio, ripartiamo col tempo iniziale. Prego collega Certan.

Certan (ALPE) - Sì, avevamo valutato positivamente...avevo fatto una valutazione positiva riguardo all'audizione che ci sarà la prossima settimana di una delegazione del cda insieme al Presidente del J.B. Festaz proprio perché quest'audizione potrà andare anche verso una richiesta di trasparenza e di maggiori dettagli che la minoranza da diverso tempo sta richiedendo...nel sunto e in modo concretissimo il messaggio che con quest'emendamento noi volevamo dare l'ha sintetizzato Gerandin dicendo come ci sono stati tagli in altri ambiti anche, diciamo, dell'assistenza agli anziani, del 13 percento, ad esempio, ecco, noi chiedevamo in modo limitato, capendo anche tutte le esigenze, tutto quello che lei comunque ci ha esposto...però chiedevamo un 10 percento, che era comunque una riduzione limitata e comunque inferiore a quella che è avvenuta in tutte le altre microcomunità, ad esempio, o comunque per tutti i servizi agli anziani.

Avevo detto ed ero su questo passaggio: non le addebitiamo delle colpe che lei non ha, però vorremmo essere molto chiari con lei. Finora sul passato, ho detto, dobbiamo davvero stendere un velo pietoso, perché ci sono dei documenti, dei verbali - questi richiesti e quindi posso personalmente assumermi la responsabilità di quello che dico - che...come dire? non tornano e che spesso evidenziano veramente una gestione un po' leggera e dico un po' leggera e mi fermo lì mettendo dentro questo termine tutto. Allora, lei dice che nel prosieguo è previsto, o comunque vorrebbe andare...vorreste andare come Governo verso una revisione della legge...su alcune cose che lei ci ha esposto potremmo anche essere d'accordo, però credo che un segnale potrebbe davvero anche venire adesso. Allora un nuovo percorso è iniziato e noi non vogliamo sicuramente andare a fare processi alle intenzioni, soprattutto, come anche l'ha ricordato il collega Gerandin, c'è un nuovo Direttore, una nuova Direttrice, che molti di noi conoscono personalmente e non abbiamo motivo per credere che questo rinnovamento e nuovo percorso non sia davvero iniziato, quindi ben venga questa volontà. Certo è che con quest'emendamento noi vorremmo veramente condividere con voi una volontà ancora più ferma: quella di trattare in modo equo tutti i diversi settori e soprattutto quel...come dire? settore come l'ha definito lei ieri, che, insieme all'infanzia, è comunque un settore molto delicato ed importante, quindi non creare degli anziani di serie A e degli anziani di serie B, ma dare veramente un'idea di voler lavorare proprio verso un...

(interruzione del Consigliere Perron, fuori microfono)

...non è chiaro? Un qualcosa di più equo? Non è chiaro per il collega Perron, ma credo che l'Assessore abbia capito benissimo. Grazie.

Président - Merci. Il y a quelqu'un d'autre? La parole au collègue Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Brevissimo, solo perché non appaia surreale una discussione in cui a critiche precise, puntuali, e anche molto forti che vengono dai banchi dell'opposizione nel caso delle critiche mosse dal collega Gerandin, io ho sentito che un timido cinguettio dell'Assessore Fosson, che notoriamente invece reagisce piuttosto piccato quando si sente di avere ragione su alcuni temi, ma certo bisognerebbe essere dei maghi della finanza creativa, come siete diventati in questo bilancio, per spiegare come sia possibile che, mentre dappertutto nel pubblico taglio, in un ente pubblico c'è un aumento. Basta giustificarlo, spiegarne le ragioni, bisogna venire qui e dire: "per questo e questo motivo...", siccome è un ente dove c'è stata una pessima gestione, dove siamo arrivati anche a cacciare via un dirigente...non è certo responsabilità dei dipendenti, anzi loro si lamentavano, ma nessuno vedeva, nessuno sentiva, giustamente adesso premiamo queste realtà e altrove, dove ogni sforzo è stato fatto per mantenere un certo servizio, lì "i tagli, il Governo nazionale, il Patto di stabilità...", è un po' surreale e capisco la difficoltà e l'imbarazzo...come dire? speriamo che "passi 'a nuttata" (traduzione letterale dal dialetto romano: "passi la nottata"), speriamo di andare avanti, speriamo che prima o poi si voti anche questa cosa qui e ce ne andiamo via...ce ne andiamo via senza averci capito nulla, senza aver capito qual era il progetto della maggioranza rispetto agli anziani, che cosa si voleva mettere in campo e questa strategia da macchia di leopardo, un po' qua un po' là, una strategia che una volta si basava su numeri fermi, un bilancio fatto di numeri, mi ricordo ai primi interventi in questo Consiglio regionale si rispondeva con numeri, dove c'è un'altra realtà così in Italia? Dove c'è un altro posto così? Adesso si risponde a colpi di ideologia: "vogliamo bene agli anziani", "vogliamo bene ai bambini più piccoli", però tagliamo, ma non in modo equo e uguale dappertutto, ci sono le eccezioni, le piccole nicchie di potere, i piccoli protettorati, no? Allora se ti capita di essere nel protettorato dell'Assessore X, quello che si occupa dell'autostrada, lì i suoi amici, le sue lobby, se ti capita di essere in un altro...scusate, ma questo sistema è quello che noi vogliamo cambiare radicalmente. L'emendamento quindi è il simbolo della volontà di dire: basta con le vostre nicchie, basta con quello che riesce a far modificare la leggina per gli artigiani tradizionali, perché quella è la piccola sua...l'altro fa la modifica perché ognuno poi ci ha il suo piccolo orticello e da domani, sabato e domenica, se la chiudiamo qui stasera, ogni Assessore va dai suoi e gli dice: "a voi vi ho salvato il vostro pezzettino", ma voi dovete portarci il bilancio della Regione, l'interesse collettivo, l'interesse generale e per farlo non si possono più avere queste nicchie di potere, queste nicchie di favoritismo, questi luoghi dove uno dice: "quello è il luogo dove sono riuscito a blindare, a non toccare nulla"! Quello è quello che abbiamo cercato vanamente di cambiare in questo bilancio, perché serve proprio un'altra impostazione che se in alcuni pezzi siamo riusciti ad infilarci e a metterci una pezza, qui non si poteva rattoppare questa rete completamente bucata e che fa acqua da tutte le parti!

Presidente - La parola alla collega Certan.

Certan (ALPE) - Scusi, prima ho interrotto un discorso a metà e, proprio per non lasciare questo discorso sospeso, parlavamo di...parlavo di consulenze per l'elaborazione degli stipendi della casa di riposo e facevo questa riflessione che comunque avevo già esposto in aula e avevamo già esposto con una mozione che nel 2008-2009-2010 e 2011, il costo era annuale, era di 28 mila euro, che si è drasticamente ridotto...drasticamente no, ma che si è leggermente ridotto, ma tutto d'un colpo nel momento in cui è stata aperta attraverso una garetta fra non più solo, diciamo, una trattativa privata e un'assegnazione diretta, ma attraverso una gara fra diverse ditte, ecco. Credo che anche questi siano proprio degli indicatori chiari, chiarissimi che delle economie e delle riduzioni sono possibili senza ridurre alcun servizio, perché se la cosa avviene in modo fisiologico solo perché, invece di continuare ad invitare sempre la stessa ditta, se ne invitano tre e la riduzione è già del quasi 10 percento, immediata, senza ridurre i servizi, vuol dire che ulteriori riduzioni delle risorse pubbliche si possono fare senza andare a penalizzare il servizio. Per i prossimi...questo lo dico anche proprio per mettere un piccolo mattoncino di partenza, no? Il primo mattoncino per una nuova via...visto che ripartiamo, come ha detto lei, con un percorso nuovo, questo può essere un primo mattoncino. Quello che chiediamo come minoranza per tutte le società partecipate può valere anche per quest'azienda.

Président - La parole au collègue Fabbri.

Fabbri (UVP) - Merci Madame.

Io semplicemente vorrei dire che, quando avremo approvato questa legge con questo tipo di finanziamento, uscendo di qua sarà molto difficile spiegare come mai a qualcuno sì e a qualcuno no. Dovrebbe essere veramente una cosa, come diceva il collega, limpida, dovremmo poter dire a tutti nello stesso modo, questa credo che dovrebbe essere la linea di principio che ci deve guidare. La collega Certan è entrata nel merito anche di alcune metodologie di conduzione che possono portare a queste economie, quindi al risanamento dell'azienda, ecco, forse è ora di finirla con il ripianamento dei debiti, responsabilizzare le gestioni e nelle pieghe del bilancio trovare quello che non si trova più in fondo come risanamento. Dobbiamo uscire da questa mentalità, dobbiamo dare questo messaggio e così forse riusciremo anche a dare un input alla nostra economia fatta di assistenzialismo e di ripianamento a piè di pagina. Grazie.

Presidente - Grazie. Ci sono altri? Possiamo mettere in votazione l'emendamento n. 32 all'allegato A? Prima la parola al collega Viérin.

Viérin L. (UVP) - Grazie Presidente.

Qualche collega l'ha anticipato: noi aspettiamo qualche risposta dall'Assessore Fosson, sinceramente, quindi io aspettavo per intervenire, se l'Assessore invece ha delle risposte da dare...

(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

...no, allora il mio intervento sta andando nella direzione giusta, mi ero illuso un attimo di aver percepito male il silenzio dell'Assessore, pensando che volesse intervenire a seguito del secondo giro di interventi, anche perché dai diversi interventi dei colleghi sono state riscontrate delle mancate risposte, quindi noi crediamo che un minimo di correttezza nei confronti di chi ha sollevato dei dubbi e delle perplessità meriti almeno qualche approfondimento. In realtà, questo sottende ad un aspetto ben preciso e il collega Fabbri ha iniziato ad introdurlo: è che qui non c'è la possibilità di dare risposte se non che sono state fatte delle scelte ben precise e che ci sono dei settori e soprattutto all'interno di un certo settore ci sono delle scelte che fanno oggi ritrovare delle situazioni di serie A e delle situazioni di serie B. Al di là di tutti i settori che sono stati citati, che sono sacrificati da questa legge di bilancio e i due settori cardine che nel suo Assessorato si ritrovano, cioè gli asili-nido e gli anziani, sono sacrificati, ma, se ci fosse una logica di razionalizzazione come voi avete enunciato nei vostri interventi e nella filosofia di bilancio, forse noi li contesteremmo, ma ritroveremmo nella contestazione e nella direzione sbagliata che voi state intraprendendo comunque una certa logica e qui la logica non c'è, perché - ed è stato ricordato bene - ci sono certe misure che aumentano, altre che vengono diminuite. Noi quindi veramente non ci riteniamo soddisfatti dal tentativo di risposta che è arrivato e noi crediamo che effettivamente sarà molto difficile per la politica riuscire a far capire, seppure con un bilancio ridotto, questi paradossi, paradossi che continuano e, scorrendo i vari Assessorati attraverso i nostri emendamenti, ci siamo resi conto che in tutti gli Assessorati esistono ancora dei rivoli di paradossi ed è questo che noi contestiamo, perché dove noi abbiamo cercato di fare delle proposte queste sono andate nella direzione giusta, anche e soprattutto quando voi non ci avete pensato. È facile dopo venire qui e dire: "ma sì, accettiamo quest'emendamento sotto i colpi delle opposizioni e degli interventi, perché, sì, ci avevamo già pensato anche noi, però alla fine non avevamo formulato questa questione in questi termini, alla fine l'accettiamo", dopo che invece nei primi interventi questo non veniva accettato. Oggi noi quindi vorremmo veramente sentire intanto se quest'idea è l'idea di tutti, di tutto il Governo, o se, Assessore Fosson, lei è stato relegato nell'angolo a gestire questa cosa, a gestire questa vicenda come una sua cosa personale, una sua scelta personale che è inserita in questi equilibri politici di cui qualcuno parlava. Noi non ci riteniamo soddisfatti e questa non è che una delle ulteriori dimostrazioni di come voi il bilancio lo avete gestito attraverso dei cittadini che oggi diventano di serie A e quelli di serie B, ma soprattutto a vostro piacimento e non nell'interesse della comunità. Diventa quindi, al di là delle nostre sensibilità, molto difficile percepire quella bonne direction che voi avete invocato già in campagna elettorale e che spesso si ritrova; questa, secondo noi, non solo non è la bonne direction, ma è una direction che mortifica la dignità delle persone, perché il suo Assessorato, assieme a quello dell'Istruzione e della cultura, soprattutto parte istruzione, è quello più delicato perché va ad incidere sulla vita delle persone, sull'esistenza più che vita delle persone...e quindi questi paradossi mortificano veramente la dignità e l'esistenza delle persone che voi avete l'onere e la responsabilità di gestire e soprattutto oggi noi ci aspettavamo da lei veramente di più, soprattutto a seguito del suo intervento che andava nella direzione di cambiare il sistema. Se lei intende cambiare il sistema così, sicuramente noi non ci saremo.

Président - Merci. La parole au collègue Guichardaz.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Due contributi. Ho sentito che l'Assessore, probabilmente distrattamente, ha detto che il J.B Festaz è un ente privato, il J.B Festaz è un ente pubblico, è un'azienda regionale, è un ente pubblico istituito con una legge regionale del 2004 e la norma dice: "la Casa di riposo J.B Festaz, trasformata in azienda pubblica di servizi alla persona...di seguito denominata azienda, è ente pubblico, dotato di autonomia statutaria, patrimoniale, contabile, finanziaria e gestionale". Tra l'altro, tutte le volte che si parla del J.B Festaz sia nel corso della mia precedente attività, sia in questo, diciamo, consesso, continuo a sentire degli accenni ai contratti che sono troppo cari, al fatto...allora esiste una legge regionale, che è stata votata, che istituisce in relazione, diciamo, alla tipologia di attività di ente pubblico, un contratto di riferimento, che è il contratto del comparto unico, e demanda all'ARRS la possibilità...anzi richiede all'ARRS di applicarsi per definire un contratto, diciamo, specifico e, fino al momento in cui questo contratto non è istituito, vale il contratto del comparto unico, esiste la norma che salvaguarda i trattamenti economici in essere attraverso assegni ad personam non riassorbibili...cioè non riesco a capire come mai tutte le volte quando si deve giustificare un regime, diciamo, di spesa, e si devono giustificare dei bilanci, si deve sempre andare ad intercettare il problema personale, il problema dei contratti del personale. Qua evidentemente il problema non è del personale, perché, quando è stata fatta la legge che ha trasformato il J.B. Festaz da ex IPAB mi sembra - adesso non ricordo qual era la qualificazione - in ente pubblico, si sono fatte tutte le valutazioni relative al personale, poi che nel frattempo si siano assunti dipendenti attraverso altre forme, si sia ricorso a dei contratti diversi, a delle assunzioni fatte attraverso agenzie interinali o attraverso dei contratti diversi da quelli in uso, da quelli, diciamo, individuati attraverso la norma questo è un problema che ricade nella gestione e nella valutazione.

Quando sento, tra l'altro, che questo è un ente dove, è vero, i consigli di amministrazione sono a titolo gratuito, salvo il rimborso spese, ma un ente, un consiglio di amministrazione di filantropi, io ci posso anche credere, perché qualcuno all'interno del consiglio di amministrazione lo conosco, però anche qua vige la logica all'interno del consiglio di amministrazione della nomina politica. Il consiglio di amministrazione è votato per tre componenti dalla Giunta regionale, altri componenti dal Comune di Aosta per mantenere, diciamo, quella tipologia precedente, cioè di entità religiosa, due componenti sono nominati dalla Diocesi, ma i componenti nominati dalla politica non sono certo messi lì solo ed esclusivamente per competenza e sulla base di chi sa quali valutazioni, probabilmente aderiscono a degli indirizzi, ad una linea politica che è la linea della Giunta, poi se la Giunta è sufficientemente, diciamo, avanzata e sufficientemente così elevata nel definire persone che invece vanno solo nella direzione della buona amministrazione, io sono contento, questo è da considerare.

Per favore quindi Assessore quando...anche la sua affermazione secondo la quale i consiglieri di amministrazione non sono coperti da assicurazione...la legge è chiara, dice: "il consiglio di amministrazione può decidere di stipulare un'assicurazione contro i rischi connessi all'amministrazione". Se quest'assicurazione non è stata stipulata, io credo che all'interno del budget complessivo probabilmente il denaro per poter aprire una polizza...perché è dovuta, visto che lo fanno a titolo gratuito, mi sembra più che evidente per quale motivo la gente continua a farlo gratuitamente assumendosi i rischi dell'amministrazione...magari senza avere in ritorno nulla, viste le vicende ultime di cui tutti sappiamo e di cui abbiamo fatto anche una seduta a scatola chiusa, una seduta segreta. Secondo me, bisognerebbe anche ridefinire un pochino i parametri, se c'è da pagarli io questo non lo so, però la prego di essere preciso quando definisce gli ambiti di sua competenza, la legge è chiara, la legge dice alcune cose.

Presidente - Altri? Non ci sono altre richieste? Possiamo procedere alla votazione dell'emendamento n. 32 all'allegato A? La votazione è aperta. Votate colleghi. Non va di nuovo, votiamo per alzata di mano. Chi è favorevole? I favorevoli sono 17. Chi si astiene? Nessuno. Chi è contrario? I contrari sono 18. Il Consiglio non approva.

Passiamo adesso all'allegato A. Ci sono richieste di intervento? Possiamo mettere in votazione? La votazione è palese come prima, chi è favorevole? I favorevoli sono 18. Chi si astiene? Chi è contrario? I contrari sono 17. Il Consiglio approva.

Possiamo dare lo stesso risultato sull'allegato B? Stesso risultato.

Allegato C? Stesso risultato.

Colleghi, prima di passare alla votazione della legge nel suo complesso, passiamo alle dichiarazioni di voto. Chi intende prendere la parola? Nessuno vuole prendere la parola? Stanno aggiustando le postazioni. Ha la parola il collega Bertschy, per mozione d'ordine.

Bertschy (UVP) - Dopo tre giorni di...ho perso il tempo...cinque giorni, mi riferivo agli ultimi tre di discussioni e di approfondimenti portati dalla minoranza, di sentire, se possibile, una voce della maggioranza, altrimenti chiederemo una sospensione per rifocillarci e ripartire, ecco.

Presidente - La parola al collega Perron.

Perron (UV) - Cari colleghi, Presidenti, Union Valdôtaine, Stella Alpina e Fédération la scorsa primavera hanno avanzato una proposta politica chiedendo alla Valle d'Aosta il consenso per poter continuare a governare. Di misura questo consenso ci è stato affidato e la nostra proposta sulla quale abbiamo ottenuto la fiducia è stata ed è una proposta all'insegna della continuità, di un progetto politico che vede le forze autonomiste ormai ridotte a due governare da tempo questa Regione. Voglio dire sin da subito che, nonostante i cinque anni di grande difficoltà trascorsi da questa comunità, questa proposta politica nel tempo ha garantito e garantisce governabilità e stabilità alla Valle d'Aosta. Certamente la parola "crisi", che è la parola che è stata forse più evocata in questa settimana di dibattito, ha toccato pesantemente le economie occidentali e ha toccato pesantemente anche la Valle d'Aosta, e la tocca tuttora. Io credo di poter dire la verità dicendo che questa comunità alla crisi ha reagito con forza e noi oggi ci presentiamo in aula con un atto concreto dando degli indirizzi e non soltanto finanziari, ma anche di scelte economiche molto chiare. Noi oggi mettiamo in campo, nero su bianco, la proposta per la quale siamo stati chiamati a governare. Il bilancio è l'atto e il documento con il quale anche politicamente, non solo dal punto di vista amministrativo, si misura una proposta politica. Noi oggi traduciamo questa proposta politica in proposta concreta, la traduciamo in scelte, in quelli che sono i settori vari della vita dei valdostani. È il momento delle scelte, per cui noi ci presentiamo a quest'appuntamento con un sano realismo, coscienti e chiediamo alla comunità valdostana di essere coscienti con noi che le risorse sono drasticamente diminuite, che la capacità della Regione autonoma Valle d'Aosta di intervenire si è drasticamente ridotta rispetto al passato e questo obbliga certamente a rivedere il nostro modello.

Io francamente non ho condiviso, né capito certi interventi durante questa settimana di dibattito che hanno dipinto l'insieme di questa nostra comunità come quasi una comunità da terzo mondo. Certamente questo non corrisponde a verità, è una visione assolutamente non condivisibile, come allo stesso modo non è condivisibile, collega Cognetta, questa visione catastrofica, quasi disastrosa, di prospettiva. Io penso che questo non faccia bene alla Valle d'Aosta nel suo insieme. Non voglio essere su questo passaggio equivocato, perché comprendiamo fino in fondo, in modo molto puntuale e preciso, quelle che sono le difficoltà del mondo del lavoro, quelle che sono le difficoltà delle imprese, delle professioni, dei vari settori economici, ma io penso di poter dire la verità dicendo che il modello che nel tempo abbiamo costruito di Valle d'Aosta è un modello che nel tempo ha tenuto, ha garantito a questa Regione la possibilità di svilupparsi, di crescere anche per la capacità che la Regione ha avuto nel tempo di intervenire.

Ci presentiamo a quest'appuntamento, direi, con un senso di responsabilità che ho ritrovato essere un senso di responsabilità condiviso all'interno del Consiglio, seppur con delle visioni legittime e diverse, coscienti tutti all'interno delle forze politiche del grande momento di difficoltà. È un bilancio sobrio, all'insegna della continuità, all'insegna delle scelte e del lavoro fatto negli anni scorsi che certamente non disconosciamo, né rinneghiamo, ma che confermiamo. Il bilancio è il momento in cui una proposta politica fonda la sua prospettiva e si ritrova un punto forte nella proposta che noi abbiamo avanzato. Il punto forte è certamente - lo diceva anche il collega La Torre, che ringrazio - la difesa della nostra autonomia. Nella relazione del relatore ritroviamo da una parte una fotografia molto chiara, molto lucida dell'esistente, ma al tempo stesso un interrogativo politico di quella che deve essere la prospettiva politica della Valle d'Aosta. Vedete, io penso che questo sia il punto cardine di questo bilancio, il punto cardine da un punto di vista politico, perché credo che la difesa della nostra autonomia passa soprattutto attraverso la salvaguardia del nostro particolarismo. Altrimenti se non avessimo in comune questa convinzione, saremmo soltanto una cellula anonima nell'enormità dell'Europa e la nostra difesa della nostra autonomia è anche culturale e passa attraverso ciò che abbiamo cercato di fare in questo mezzo secolo di governo, l'assunzione della responsabilità, giorno dopo giorno, dimostrando non soltanto capacità, ma volontà di voler governare, di voler imprimere a questa comunità le scelte migliori, le scelte più opportune, le scelte che riteniamo più adatte al futuro dei nostri giovani.

Ci presentiamo...ed è un aspetto che voglio sottolineare...

(brusìo in aula)

...e lo facciamo con una sottolineatura negativa, il rapporto con lo Stato. Questo voglio dirlo perché il ragionamento che è stato fatto in quest'aula in questa settimana un po' banalizzando, di "al lupo, al lupo" nei confronti dello Stato è un ragionamento che personalmente non condivido, perché, vedete, il rapporto con lo Stato è una cosa seria e noi siamo qui ad interrogarci, potremmo farlo lungamente sul rapporto che abbiamo avuto nel tempo con lo Stato, di ciò che siamo stati o non stati capaci di fare nei vari passaggi di tipo politico. Io non lo so, senza andare troppo lontano, se sia stato particolarmente bravo il Senatore Zeller o altri, io ricordo altri passaggi di tipo parlamentare dove in qualche modo, pur avendo firmato degli accordi molto precisi e potendo contare in un momento politico particolare...dove la nostra Regione determinava l'esistenza di un Governo, ed era l'epoca del "Governo Prodi", nulla o quasi nulla di politico è arrivato a questa Regione. Allora dico questo per dire che i giudizi sul trascorso, sull'attività dei Parlamentari possono essere di diversa natura, io penso che la verità invece sia un'altra: è che, se nel tempo la Regione ha potuto essere un esempio di particolarismo, ciò lo si deve all'azione, alla sensibilità che nel tempo una cultura autonomistica esistente in questa regione ha portato avanti, non adagiandosi da una parte come dall'altra a delle visioni politiche di tipo nazionale, che si ricordano della Valle d'Aosta soltanto nei momenti della campagna elettorale e poi puntualmente la dimentica quando si tratta di cercare un interlocutore nello Stato anche di tipo politico. Anzi dirò di più: se oggi c'è qualcuno che è in grado di garantirci dei rapporti di tipo politico più forti di quello che noi siamo in grado di avanzare, colleghi, noi lo riconosceremo politicamente e gli saremo certamente grati. Noi oggi sottolineiamo però con forza l'atteggiamento di uno Stato che non vede mai nelle autonomie speciali un modello di efficacia e di efficienza, non vede e non riconosce nelle Regioni e nei Comuni virtuosi una prerogativa, per cui viene da chiedersi se è legittimo, Presidente, amministrare in modo serio, con oculatezza, per essere poi messi sullo stesso piano di quelle Regioni che, invece, i bilanci, ad esempio, in campo sanitario quasi non li consegnano e per cui chiedono a piè di lista il rimborso dello Stato, tanto poi c'è qualcuno che ci pensa.

Noi vediamo nello Stato un interlocutore che non rispetta gli impegni, noi non siamo così, dal nostro punto di vista, gli impegni, anche di tipo politico, si mantengono fino in fondo, anzi noi oggi denunciamo ancora una volta una campagna di aggressione contro le speciali e non lo diciamo con una logica di "al lupo al lupo", lo diciamo con serietà, nel senso che noi dallo Stato vorremmo soltanto avere e ritrovare un interlocutore che ci potesse parlare, che ci potesse rispondere quando chiediamo di avere delle risposte sui nostri rapporti anche di tipo finanziario con la capitale italiana.

Io avrei molte cose da dire, ma il tempo non me lo consente, per cui volevo fare una panoramica anche sugli argomenti, non è possibile, credo di poter dire la verità dicendo che è una proposta - e termino Presidente - realistica, che tiene conto di una situazione che è cambiata e sta cambiando radicalmente. Da lunedì lo yuan - non so se l'ho pronunciato correttamente -, cioè la moneta cinese, è la seconda moneta al mondo superando l'euro nelle trattative commerciali essendo di poco dietro al dollaro. L'altro giorno su La Stampa c'era un articolo che diceva che in Valle d'Aosta ogni anno il numero delle imprese cinesi raddoppia da un anno all'altro. Questo per dire che anche la nostra Regione è chiamata radicalmente a pensare, a ripensare la sua politica in un periodo di enormi e drastici cambiamenti. Il bilancio guarda allo sviluppo della Valle d'Aosta, è un buon documento contabile, per il quale io non credo meritino di essere avanzate le critiche che abbiamo sentito, è un documento che contiene delle valutazioni ponderate sulle scelte e sui settori della vita economica della Valle d'Aosta.

Termino dicendo che se c'è una cosa, Presidente, che questa settimana il confronto e il dibattito hanno dimostrato, in modo particolare nella giornata di ieri e oggi quando abbiamo esaminato gli emendamenti della minoranza, è che se si vuole e quando si vuole, il dialogo è possibile. Quando si antepongono gli interessi della Valle d'Aosta ai propri ragionamenti politici, quando si antepone il bene della Valle d'Aosta a logiche di movimento e di partito, addirittura di schieramento, la strada del dialogo, la strada dell'intesa, come ci hanno chiesto tutte le forze che in qualche modo abbiamo audito nella commissione, è una strada che è possibile praticare.

Noi, come Union Valdôtaine, annunciamo il voto favorevole del nostro gruppo e, sempre pensando al bene della Valle d'Aosta, sempre guardando al futuro e non al passato, diciamo che occorrerà lavorare per il futuro, per un confronto, per un dialogo maggiore sia all'interno della maggioranza, sia, per quel che ci riguarda, anche con le forze di opposizione. Grazie colleghi.

Presidente - Grazie collega Perron. Altri? La parola al collega Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Cercherò di intervenire, spesso la passionalità di questo dibattito di questi giorni mi ha portato ad avere dei toni accesi, ma vorrei chiarire che non ho nessuna rancorosità, non ho certo la rancorosità che compare sempre negli interventi della maggioranza e io capisco che le brucia, collega Perron, di aver perso un'elezione a candidato della Valle d'Aosta per le elezioni politiche, ma non se la prenda con quelli che hanno avuto il consenso popolare e bene hanno svolto il loro lavoro a Roma, tant'è che adesso i bimodali ve li comprate coi soldi di quei Parlamentari che lei ha il coraggio di denigrare in quest'aula, mentre meritano rispetto per il lavoro che hanno fatto, né mi farò prendere dal rancore rispetto alle lezioni di "valdostanità" che continua a regalarmi il collega La Torre, non prenderò...anche tra l'altro, adesso in questo momento assente dall'aula, ma sentirà la registrazione, non ho problemi per quello che dico, non prendo lezioni di "valdostanità" dal collega La Torre, che continua ad invocare in piazza tutti i santi giorni i valdostani, che hanno di meglio da fare che ascoltare le sue trombate sull'autonomia, perché hanno da lavorare, hanno da mandare i figli a scuola, da fare delle cose serie, piuttosto che andar dietro alle sue strombazzate. I valdostani che rappresentiamo noi hanno avuto in passato il coraggio, tutto il gruppo PD-Sinistra Valle d'Aosta rappresenta quei valdostani che sono saliti sulle nostre montagne per difendere l'autonomia con il coraggio della loro vita, noi, ho sempre detto, siamo indegni rappresentanti in quest'aula, perché non ci vuole granché coraggio per fare le sparate che fa il collega La Torre sull'autonomia e, fra l'altro, noi siamo sempre di quella parte che rivendica che si può essere valdostani e di sinistra con orgoglio e non, come ha fatto lui, che ne ha cambiate di giacche in questi anni, tradendo la grande madre del socialismo, che ci ispira sempre nei nostri interventi.

Non mi limiterò all'ideologia che ho sentito pervadere quest'aula in questi giorni, ma andrò ai problemi. Il bilancio regionale, la finanziaria regionale doveva rispondere al problema numero uno della Valle d'Aosta: il problema della disoccupazione e del lavoro, il problema che ha fatto sì che in questi anni abbiamo visto gente buttata in mezzo alla strada, buttata fuori dai cantieri forestali, imprese che chiudono, serrande che calano, aziende agricole che scompaiono, questi sono dati oggettivi, ci voleva una risposta, ebbene, questa finanziaria non dà quella risposta, non dà la risposta alla parola "lavoro".

L'altra questione: la parola "equità"...è equa questa finanziaria? L'abbiamo visto in questi giorni, c'è una distribuzione di denaro che neanche voi sapete bene, neanche i colleghi della maggioranza hanno capito dove vanno questi soldi, di qua e di là, una confusione nella gestione delle risposte sugli emendamenti proposti dalla minoranza, stato confusionale che ha portato Deo gratias la minoranza, l'opposizione, tutta unita, a conseguire importanti risultati, come ottenere il tetto dei compensi ai manager e il taglio delle loro indennità, del 40 percento, eccedenti ai 60 mila euro, un recupero importantissimo di fondi, 20 milioni di euro per le domande accolte, ma bloccate, con la vostra azione che ha bloccato, diciamo, le domande delle leggi di settore, siamo riusciti a recuperare poi tutti insieme, abbiamo votato su questa strada...importante anche il fondo per il salario aggiuntivo ai lavoratori dell'USL. Collega Perron, voglio ricordarle che questo dialogo non è stato un buon dialogo, non è stato fatto con metodo, ma contro il metodo, siete arrivati all'ultimo istante in aula sotto la pressione dell'opposizione per votare quegli emendamenti, dovevate farlo in commissione, quando noi questi problemi...quando le categorie venivano in commissione a porvi questi problemi! Questo vostro dialogo non lo accettiamo, è un dialogo raffazzonato, all'ultimo istante, un dialogo che non rispetta il metodo, i sindacati a porte chiuse, blindati dentro quest'aula ve l'hanno ripetuto, avete umiliato il patto per lo sviluppo! Non è solo con l'opposizione che non dialogate in modo corretto, anche con le categorie, le chiamate all'ultimo minuto, le chiamate all'ultimo istante a discutere delle questioni importanti. La legge finanziaria, che doveva tracciare in questo momento, oggettivamente difficile per la Valle d'Aosta, in cui anche noi abbiamo denunciato i pesanti tagli che arrivano alla Valle d'Aosta, a tutte le Regioni italiane, perché c'è, e l'abbiamo dichiarato, una politica che è neo-centralista, a livello nazionale...non ci convince, questo lo dichiaro in questi giorni in interviste che trovate sul sito di Civati, quindi potete vedere che non sono cose che dico qui in sordina, nel Consiglio regionale, lo dico pubblicamente: a livello nazionale bisogna rilanciare una seria politica federalista, quella che non è stata portata avanti negli anni passati e in cui la Valle d'Aosta può giocare un ruolo importante, perché ha alle spalle una storia di autonomia, che ci consente di dire la nostra in tutto questo.

Questa legge finanziaria, che doveva tracciare un percorso netto, chiaro rispetto alle risposte da dare allo sviluppo non lo fa, perché voi avete fatto degli elenchi lunghissimi di leggi che avete bloccato, sospeso, cioè voi siete riusciti nel momento in cui bisogna dare slancio, dare l'input al mondo imprenditoriale valdostano, a sospendere tutto, a fermare il mondo e a dire: "state tutti col fiato sospeso, poi si vedrà". La parola d'ordine di questo Consiglio della maggioranza è stata "rimodulazione", ma non una rimodulazione che voi dovevate presentare in quest'aula oggi per votare la finanziaria, una rimodulazione che scopriremo cammin facendo e che abbiamo cercato, laddove abbiamo potuto, di dire: "però la Giunta si presenti in commissione, vogliamo previo parere della commissione competente, cioè vogliamo cercare di riportare centralità al Consiglio regionale". Sull'argomento più importante, cioè le partecipate regionali, dove c'è ancora una quantità importante di denaro gestibile da dare, diciamo, a fare da motore allo sviluppo della Valle d'Aosta, noi questo denaro che abbiamo chiesto di poter essere indirizzato qui nell'aula del Consiglio regionale, siete riusciti a votare ancora contro, le partecipate continuano con il loro percorso e ci avete dato la soluzione del "ne parleremo in commissione", cioè, in un momento di emergenza da voi tutti riconosciuto, voi siete ancora per parlarne in commissione.

Le contraddizioni poi, le contraddizioni evidenti e palesi, mentre quest'opposizione formata da quattro gruppi eterogenei si è organizzata in modo coerente, ha condotto una battaglia su tutti i punti del bilancio, non si può notare, invece, che da parte della maggioranza ci siano affermazioni contradditorie dall'Assessore Baccega, che parla di un nuovo bilancio, di una nuova via che viene tracciata al Capogruppo della maggioranza Ego Perron, che oggi ci dice: "bilancio della continuità" e mettetevi d'accordo prima di fare gli interventi, parlatevi prima! L'abbiamo visto nella confusione anche tra Assessorati, non c'è un lavoro di squadra, non c'è quello sforzo che si deve fare per cambiare.

Da ultimo, ma non per ultimo, anzi forse per prima la mistificazione che c'è stata in quest'aula di tutto quello che è il rischio in cui incorreremo sul personale regionale, si è parlato di non riassunzione di precari. Io amo chiamare questa cosa, come ho fatto con gli operai forestali, la non riassunzione dei precari a cui era stata promessa la stabilizzazione si chiama licenziamento e voi non avete il coraggio di pronunciare questa parola, volete compiere quest'atto in silenzio.

Chiudo su un concetto fondamentale: avete tagliato anche sull'istruzione, l'avete fatto in modo non ancora chiaro, lo scopriremo naturalmente nei prossimi giorni e su questo vorrei citare una battuta che un giovane scrittore ha indirizzato all'Assessore Farcoz, che era ad una premiazione di un bellissimo premio che viene fatto in Valle d'Aosta: L'écrivain de la Tour. Siccome l'Assessore Farcoz ha fatto un intervento molto corretto dicendo: "purtroppo dobbiamo intervenire anche sulla cultura, la difenderemo in ogni modo, ma la cultura costa", questo giovane scrittore al momento del premio ha ringraziato tutti, eccetera, si è rivolto all'Assessore e ha detto: "la cultura costa, caro Assessore, ma l'ignoranza costa molto di più" e per questo bocceremo questo bilancio.

Président - Merci. La parole au collègue La Torre.

La Torre (UV) - Grazie Presidente. Pochi secondi per fatto personale, però credo che sia comprensibile...veramente pochi secondi.

Consigliere Donzel, ci differenziano tante cose, una cosa tra tutte più di altre lo stile, perché se lei voleva confrontarsi con me, poteva farlo durante il dibattito, io sono troppo rispettoso delle dichiarazioni di voto per prendere del tempo adesso per risponderle per le rime, avremo occasione. Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel, per?

Donzel (PD-SIN.VDA) - Fatto personale. L'Assessore si rivolge a me come scorretto per non avergli risposto a modo e a tempo adeguato. Allora, Assessore...scusi, non è più Assessore...tutte le volte che si rivolge nei confronti del Partito Democratico come partito che non ha a cuore la Valle d'Aosta, allora, ripeto: non prendo lezioni di valdostanità da Leonardo La Torre!

Presidente - Altri? La parola al collega Ferrero.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.

Sostanzialmente voglio dare qualche chiarimento molto rapido. Da parte del Movimento Cinque Stelle e da parte del mio collega Cognetta non c'è, rispetto alla Valle d'Aosta, nessuna visione da terzo mondo, ci sono delle risorse, delle professionalità che caso mai sono ingabbiate in un sistema politico tribale e feudale, una specie di democrazia sospesa che fa della gestione dei posti di lavoro, delle risorse economiche...la violenza che è stata perpetrata sul nostro territorio con centraline, cementificazioni selvagge a favore dei soliti noti, ecco, è questo a cui noi ci riferivamo quando parlavamo di terzo mondo. Un'autonomia che non è difesa da qualcuno che se l'è presa, se l'è messa in tasca e pensa di spenderla da qui all'eternità. Un'autonomia che a Roma sinceramente non è mai stata fatta valere come si deve in nome di quel ni droite, ni gauche, mais pleines les poches che ha caratterizzato la gestione degli ultimi 30 anni dei rapporti con Roma ladrona, per quattro soldi, quando invece bisognava chiedere effettivamente e pretendere competenze, maggiori competenze, che avrebbero potuto, messe nelle mani di persone all'altezza, di persone che effettivamente fossero scelte con criteri di meritocrazia...ed ecco che la Valle d'Aosta avrebbe potuto avere quella crescita, quello sviluppo e effettivamente anche quell'atout in questo periodo che le avrebbe consentito di superare la crisi in maniera disinvolta.

È un bilancio di continuità, è stato definito così dai vostri rappresentanti...sì, è un bilancio di continuità con un passato, un trait d'union che doveva essere spezzato, ma che evidentemente è stato, invece, frenato da quella specie di conservatorismo che vediamo a livello valdostano come a livello romano, i tempi però stanno cambiando e la cosa grave è che voi non vi rendete conto di questo cambiamento. La mancanza di efficacia di questo bilancio sul lavoro e sulla difficoltà del mondo produttivo è evidente, piccoli rappezzi qua e là, che non consentiranno alla Valle d'Aosta di uscire dalla crisi, anche perché la Valle, ricordiamocelo bene, sente sempre con un pochettino di ritardo l'onda lunga delle crisi che arrivano dall'Italia. La crisi si ferma nel Canavese e poi arriva gradatamente sino ad Aosta, quindi non illudiamoci, non ci saranno riprese, ma evidentemente la situazione è destinata a diventare più critica e noi purtroppo...e voi con questo bilancio non avete fornito uno strumento adeguato di difesa alla nostra Regione. Conseguentemente il nostro giudizio complessivo, al di là dell'eccezione che conferma la regola, sulla quale abbiamo trovato una linea di incontro, è decisamente negativo, questo non è il nostro bilancio, questo è il vostro bilancio e quindi non lo voteremo.

Président - Merci. D'autres? La parole au collègue Borrello.

Borrello (SA) - Grazie Presidente.

Colleghe, colleghi, dopo un'accesa, ma proficua discussione, quest'Assemblea si avvicina al voto di questo provvedimento, che rappresenta la vita amministrativa della nostra Regione e, come abbiamo già visto, ci obbligherà a ripensare in modo diverso al nostro futuro. È un bilancio caratterizzato da crisi economica, incertezze, dalla preoccupazione legata alla mancanza di crescita e il ritardo della ripresa sia a livello internazionale che a livello nazionale e ovviamente anche a livello locale. Siamo tutti consapevoli che è finito il tempo delle risorse infinite, ce ne siamo accorti noi, se ne sono accorti anche i cittadini. Questo è un bilancio di tagli imposti ed obbligatori, lo dice l'analisi dei numeri, l'analisi delle disponibilità, ovviamente è un bilancio di sacrifici, è un bilancio in negativo. In questo contesto si è cercato di produrre un documento finanziario secondo la nostra visione, secondo la visione del Governo regionale, che, come già anticipato in sede di dibattito generale, non pretende la vostra totale condivisione e ci tengo a dirlo proprio per il rispetto che abbiamo delle vostre posizioni e dell'idea di bilancio che ci avete proposto con l'inserimento degli emendamenti che abbiamo appena trattato e in parte sono stati condivisi con il voto, in altri casi sono stati condivisi nei principi ed ovviamente in alcuni casi questi emendamenti non sono stati condivisi, ovviamente sempre nel rispetto dei ruoli. Alla luce di quanto analizzato, siamo di fronte ad una manovra che sconta le conseguenze derivanti da una pluralità di fattori. I tagli sono stati analizzati nel dettaglio durante questo dibattito, non mi soffermo oltre, ma credo che in un quadro come quello che stiamo vivendo si possa ancora contare su un bilancio che, proprio perché è stato redatto in questo momento di crisi, si rivela coerente ed in linea con il periodo ed in grado di ammortizzare ed attutire ancora una volta gli effetti e gli impatti negativi della crisi.

Per non ripetermi, ma anche per andare a contestualizzare il momento che stiamo vivendo, citerò quello che è il primo intervento che, come Stella Alpina, abbiamo fatto in questa XIV legislatura. Lo faccio perché voglio testimoniare come già nel mese di luglio eravamo consapevoli del momento che stavamo vivendo e per bocca del Consigliere anziano, il collega Marco Viérin, abbiamo detto alcune cose, le leggerò proprio perché mi sembra opportuno metterle nuovamente in evidenza: "in questa nuova legislatura ho percepito un clima poco sereno, direi un'atmosfera piena di rancori, di personalismi, di insofferenze, un clima che certamente non giova al lavoro che siamo chiamati a fare soprattutto in questo momento di grave crisi generale e dove i programmi che le coalizioni hanno presentato sono molto simili, parecchi di voi l'hanno già detto. Credo che sarebbe bene essere molto chiari con i cittadini per non creare false aspettative, dobbiamo dire che non si potranno risolvere tutti i problemi, perché nessuno ha la bacchetta magica, né la maggioranza, né l'opposizione... Voglio fare due appunti su una cosa che non ho sentito da nessuno. Il modello dell'Europa burocratica, tecnocrate proposta in questi ultimi anni dagli Stati membri è stato bocciato dai fatti... Abbiamo delle diversità di costo abnormi su questi aspetti sia per l'impresa, sia per la famiglia, sia per il cittadino e ancora oggi su questi temi, che sono alla base di una concorrenza leale di mercato, tutto tace, non si vuole fare una vera Europa dei popoli... Penso che tutti vogliamo guardare alla sostanza, credo che gran parte di noi voglia essere equilibrata nelle scelte e credo che gran parte di noi voglia avere momenti di ascolto per riscoprire il valore dello stare insieme, che è fondamentale per cercare di uscire meglio da questa crisi...".

Ho voluto citare e non ripetere questo tipo di ragionamento andando ad evidenziare l'attualità del nostro primo intervento in questa sede consiliare. Da troppo tempo sia in Italia che in Valle d'Aosta la cultura dei "no" preventivi e ideologici ha impedito alla politica di lavorare in sinergia. Il campanilismo politico ha troppe volte limitato l'analisi serena e coerente delle esigenze dei cittadini e quindi ha troppo spesso impedito il dibattito propositivo per il bene anche della Valle d'Aosta. Il nostro auspicio è in una collaborazione reciproca all'insegna dell'interesse comune della nostra comunità dobbiamo mettere insieme la capacità di tutto il Consiglio, come abbiamo iniziato a fare con il dibattito sulle partecipate, ovviamente con l'espressione del voto favorevole in merito al tetto degli emolumenti, e con anche la contestuale disponibilità a trattare nella competente commissione di altri temi che sono stati prodotti all'interno dei vostri emendamenti. Io direi anche di individuare ulteriori temi sui quali far convergere le sinergie di tutto il Consiglio, faccio degli esempi, che sono già in atto: la riforma degli Enti locali, i rapporti con lo Stato e, ovviamente, con l'Europa, fondamentali in un contesto di crisi come quello che stiamo vivendo e la riforma sulla legge elettorale, che è necessaria soprattutto in virtù dei disegni di legge che sono in fase di analisi a livello di commissioni consiliari.

In questo momento particolare sia dal punto di vista economico e politico, siamo consapevoli che bisogna assumersi delle responsabilità, anche con decisioni e posizioni che ad oggi nessuno può prevedere. Questo bilancio è il primo di questa legislatura e lo si sostiene, anche se già da domani ritengo sia necessario un continuo confronto e un maggiore coinvolgimento, anche perché, proprio per la particolare situazione economica che stiamo vivendo, dobbiamo responsabilizzarci e condividere tutto il Consiglio, la politica si deve far carico di come si potrà perseguire e proseguire un percorso che possa raggiungere al meglio i livelli possibili per i cittadini valdostani. Il cammino della Stella Alpina sarà rivolto soprattutto in questa direzione e quindi, a nome del gruppo consiliare che rappresento, dico che voteremo a favore di questo bilancio, che ovviamente è un atto fondamentale affinché si possa proseguire con l'attività amministrativa necessaria anche per affrontare questi momenti di crisi. Grazie.

Presidente - Grazie. Altri? Chi intende prendere la parola? La parola al collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Nessun rancore, colleghi, ma tanto senso di responsabilità. Al quinto giorno di dibattito abbiamo raggiunto la totale certezza che questa finanziaria, così come era stata disegnata da questa maggioranza, era ed è purtroppo, lo è ancora in gran parte, un documento sterile privo di speranza e soprattutto privo di prospettive; la vostra finanziaria è la sintesi della vostra insipienza e dimostra che vi siete arresi, che non avete neanche più l'energia per cercare di immaginare un futuro per la nostra Regione. Cinque giorni in cui è apparso in modo eclatante che i quattro gruppi di opposizione, al contrario di voi, hanno una visione chiara per il futuro della Valle d'Aosta e soprattutto hanno dimostrato di essere in grado di dare sostanza alle loro idee, noi non abbiamo solo una visione certa per il futuro, abbiamo anche le energie e la voglia di fare, l'abbiamo dimostrato in questi cinque giorni di essere propulsivi, propositivi che a voi manca ormai completamente...in questi giorni vi abbiamo costretti a venirci a rimorchio. Le nostre proposte non sono fatte a casaccio, non solo erano credibili, erano anche costruite bene tecnicamente e compatibili con le esigenze finanziarie. Erano totalmente costruite bene e di buon senso che avete dovuto obtorto collo modificare la vostra proposta iniziale, siete stati costretti per non perdere la faccia ad allocare una parte dei soldi che spettano ai numerosi aventi diritti: artigiani, imprese, agricoltori, cittadini che hanno già investito nelle loro attività e per i quali nulla, nulla era stato previsto nel vostro testo! Siete stati obbligati dal nostro pressing e forse dal timore della pubblica opinione, ripeto: dal timore della pubblica opinione, ad inserire un tetto massimo agli stipendi dei manager delle partecipate e una forte riduzione dei compensi degli amministratori. Da soli non ci sareste arrivati, per voi era già tutto scritto, era già tutto deciso, del resto vi sarete detti, e qui parlo soprattutto ai Consiglieri colleghi di maggioranza: "perché affaticarsi a perdere tempo, a studiare, a documentarsi, ad incontrarsi, ad ascoltare la gente quando è semplice delegare al capo la scelta" e il capo aveva già scelto: aveva scelto di non liquidare più i contributi, aveva scelto di continuare a pagare profumatamente i cosiddetti "manager", aveva già scelto di non ridurre le indennità, aveva già scelto di non ridurre i dirigenti, aveva già scelto di non condividere con nessuno i suoi giocattoli, anzi giocattolini preferiti: le società partecipate e controllate.

Nonostante i numerosi assist che vi abbiamo offerto, purtroppo, non avete voluto cogliere l'attimo, ci spiace, dispiace non per noi, ci spiace per i valdostani, ci spiace per la Valle d'Aosta, cari colleghi. Non avete saputo per una volta uscire dagli abiti che vi siete cuciti addosso, nonostante la concretezza e la bontà delle nostre proposte, lo dico, avete deciso di alzare ulteriormente il muro di cemento che vi separa da noi e dal mondo reale però, rinunciando anche al ruolo che spetta agli eletti dal popolo, in democrazia si decide collegialmente, voi invece lasciate tutto in mano ad una sola persona. Questa finanziaria rimane solo vostra, noi non saremo vostri complici, non vogliamo essere corresponsabili della definitiva condanna a morte dell'autonomia dei nostri Comuni, ridotti con questa finanziaria al ruolo di pro loco, con buona pace dei tanto sbandierati principi, abbiamo sentito, audito di sussidiarietà, di federalismo, che amate citare a sproposito...da un lato, vi lamentate del comportamento dello Stato italiano e, dall'altro, vi comportate in modo analogo nei confronti degli Enti locali regionali, même chose. Non vogliamo essere corresponsabili di un sistema in cui una persona sola decide come devono operare decine di società a partecipazione regionale, ne detta gli indirizzi strategici e ne sceglie i suoi manager.

Noi chiedevamo una cosa: che fosse il Consiglio regionale a dettare le strategie e gli indirizzi, a vigilare sui comportamenti dei consigli di amministrazione, a dare gli obiettivi e a controllare l'operato dei manager. I tempi sono maturi per cambiare, per dare trasparenza, per imporre pratiche virtuose a garanzia del denaro pubblico dei cittadini. La vostra scelta invece è stata un'altra: avete scelto di non cambiare, il Capogruppo dell'Union Valdôtaine ha detto: "continuità", avete scelto di non cambiare, di rimanere indietro rispetto ad altre Regioni e anche rispetto allo Stato, invece di essere faro, avete preferito rimanere fanalini di coda. Regioni a statuto ordinario come il Veneto hanno già approvato un testo in commissione che andrà in aula entro fine dicembre, che imporrà alle società controllate di reclutare il personale solo una volta acquisito il nulla osta dalla sua Giunta regionale e solo nel rispetto delle procedure stabilite dal decreto legislativo 2001/165, cioè il Testo unico sul pubblico impiego. Viva la trasparenza e viva l'evidenza pubblica! Non avete voluto...e qui il rammarico, ci spiace parecchio, come gruppo ALPE, aprire il vostro orizzonte...o forse l'argomento non vi toccava...ad un nuovo approccio al sostegno alle persone in difficoltà, istituendo, come avevamo proposto noi, un unico fondo straordinario e un unico fondo nuovo per l'occupazione e lo sviluppo. Queste erano altre proposte messe sul tavolo nero su bianco con relativa copertura finanziaria, avete preferito continuare a distribuire briciole, illudere la gente che qualcosa sarà dato, mantenendo l'impostazione vecchia, spezzettata indubbiamente, come abbiamo ben capito nelle risposte disarticolate tra i vari Assessorati e Assessori. Non sono sufficienti le misure da voi inserite sul discorso della disoccupazione, la disoccupazione in Valle, soprattutto quella giovanile è alle stelle, sotto i 25 anni 1 su 4 in Valle d'Aosta non ha un posto di lavoro. Purtroppo è stata un'altra occasione persa, cinque giorni di confronto, cinque giorni di dibattito e questo è il risultato che andrete a votare!

Ho ripreso solo alcune delle proposte che abbiamo formulato come gruppi dell'opposizione, proposte che abbiamo scritto nell'ultimo mese e mezzo con l'intento di dare concretezza, ma anche speranza e vi dico, colleghi di maggioranza, scritto a più mani, scritto a più interventi, scritto a seguito di tantissimi incontri per mettere sul tavolo una proposta, una controproposta con 32 emendamenti a firma dei 17 Consiglieri, da un mese e mezzo...con la speranza che forse non tutto è perso, come si sente dire ormai sempre più spesso tra la gente, che anche in politica ci può essere qualcuno che pensa al bene degli altri e non solo alla propria comoda, piccola o grande poltrona.

A nostro avviso, è una nostra opinione, una nostra considerazione, non avete avuto coraggio, tant'è vero che ho ascoltato attentamente i due interventi, parlate esclusivamente di continuità. Con il voto a questa finanziaria vi accingete, cari colleghi, a dare un ennesimo via libera all'uomo solo al comando, figura anacronistica ormai superata dalla storia, superata dalla moderna ed elastica mentalità che si sta sviluppando nelle società più evolute, invece di evolvere grazie a voi, la Valle d'Aosta si ripiega su sé stessa. Cari colleghi, a nome di tutto il gruppo ALPE, dico che noi non vogliamo esservi complici e bocceremo questa vostra - che rimarrà vostra - finanziaria. Grazie.

Président - Merci collègue Chatrian. Il y a encore quelqu'un en déclaration d'intention?

La parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Grazie Presidente.

Inizio questo discorso, chiamiamolo di intervento conclusivo, ringraziando innanzitutto le persone che ci hanno seguito qui e da casa. Credo che questo Consiglio regionale anche in questo senso sia stato un momento di cambiamento. È grande l'attenzione verso la politica in questo momento in Valle d'Aosta, è grande l'attenzione verso tecnologie nuove e quello che facciamo, diciamo, in questa sala sta riempiendo di democrazia, comunque, le case della gente e c'è discussione intorno a quello che le scelte che compiamo porteranno nel futuro. Ringrazio anche tutto il personale che in questi giorni ci ha seguito, credo che questi cinque giorni siano stati faticosi per noi, ma siano stati faticosi soprattutto per loro. Crediamo di aver compiuto un buon lavoro e li ringraziamo per l'attenzione che ci hanno dato e ringraziamo anche quelli che hanno lavorato intorno a noi, soprattutto tutti quelli che qua sopra, l'Ufficio stampa, hanno fatto sì che, oltre alla comunicazione, a casa sia arrivata anche tutta quella possibilità...che le ore tarde, le ore del giorno ci hanno dato di lavorare. Grazie a tutti quindi.

Lavorare ad un bilancio è tracciare il futuro di un anno, di tre anni, lavorare ad un bilancio è fare soprattutto dei passi in avanti. Noi abbiamo portato, come gruppo UVP, come gruppi di opposizione, un'attenzione già alle fasi preparatorie di questo bilancio. Il metodo: abbiamo chiesto cose che non sono mai state chieste fino ad oggi, abbiamo chiesto dati che non sono mai stati dati fino ad oggi, abbiamo chiesto soprattutto che da quest'anno il confronto politico si basi sulle scelte e non più su quello che non si sa e, su quello che non si sa, continueremo a chiedere. La politica non si deve confrontare senza sapere il merito della discussione, la politica si deve confrontare sulle cose da decidere e quindi la nostra battaglia sarà in questo senso, la nostra volontà sarà di confrontarci politicamente sulle scelte e ci confronteremo. E cosa chiederemo? Cosa chiedere? come esprimere attraverso un bilancio le scelte da fare? Cosa amministriamo? Amministriamo i soldi della gente, i soldi delle imprese, questi soldi che devono garantire, attraverso le scelte, attraverso una buona organizzazione del nostro bilancio quell'equità, quello sviluppo, quella coerenza rispetto agli ideali di appartenenza. I numeri non sono numeri nel bilancio, i numeri sono scelte, le scelte si accompagnano agli ideali.

Il dibattito è stato bello, devo dire che è il primo bilancio al quale partecipo e ringrazio i colleghi del gruppo, soprattutto quelli più esperti, ringrazio i colleghi degli altri gruppi, soprattutto quelli più esperti, per averci aiutati. Crediamo, come forze di minoranza, di aver fatto tutto il possibile e ringrazio anche i colleghi di maggioranza, comunque abbiamo provato a fare qualche cosa di buono tutti insieme. Abbiamo soprattutto provato come gruppi di opposizione a superare, collega Borrello, quei "no" preventivi, i "no" preventivi ci sono stati sul bilancio, i "no" preventivi sono stati superati grazie al ragionamento, alla forza, alla capacità di confrontarci con voi e, bisogna dire, alla capacità di aver superato le barriere che attraverso le vostre scelte in via preventiva avevate fatto. Il dibattito è stato tirato, ma un dibattito tirato, anche lungo, se porta delle buone scelte, non può che essere un buon percorso di democrazia. Su questo quindi non vergogniamoci mai di avere la voglia di discutere e sapremo essere efficaci, magari maggiormente efficaci nel tempo, ma qui abbiamo finalmente riportato la discussione, è questo il posto, è il cuore della Valle d'Aosta, se qui reimpariamo a discutere, si reimparerà a discutere anche nei consigli comunali, nella gente si ridarà quella forza che non è la forza di combattere qualche cosa di personale, è la forza di ristabilire una democrazia, di dare forza ad una comunità, di ridare la forza a questa comunità di sentire i propri amministratori a difendere la Valle d'Aosta fuori dalla Valle d'Aosta, perché non ci difenderemo da soli, non saremmo in 35, non saremo mai capaci da soli di difenderci, saremmo capaci se la popolazione ci verrà dietro, nelle nostre differenze politiche.

Il merito di questo bilancio...deve portare, doveva portare, secondo noi, a quell'equità che non abbiamo ritrovato, anche se dei tentativi li abbiamo fatti per ristabilirne in parte, a quella trasparenza che deve accompagnare i dati del bilancio, a quello sviluppo che deve sostenere la crisi che anche noi stiamo vivendo, sviluppo che non può che ritrovare la propria forza per dare un'economia nuova attraverso dei progetti strategici, la Valle d'Aosta di 10 anni fa ha fatto una scelta strategica con l'acquisto della CVA, non avremo probabilmente altre possibilità di questo tipo, ma quali scelte strategiche questo bilancio mette in campo, se non purtroppo ancora la continuità, ma la continuità dove ci ha portato? A perdere risorse, a perdere 11 milioni di euro sul bon chauffage, tanto per dire, e potremmo farne altri di esempi. Certo, la crisi c'è, ma la crisi va accompagnata da un sistema di amministrare differente, molte volte si sono elencati i fondi europei, vedremo come sapremo, con strutture nuove, con un Assessore nuovo, riorganizzare una forte attenzione verso il recupero di queste strutture, verso progetti che sappiano utilizzarle in maniera efficace.

Il bilancio anche dev'essere qualche cosa che con coerenza, come ho detto prima, accompagna idealmente le scelte che dobbiamo andare a compiere e soprattutto un bilancio che sappia mettersi nell'anno 2014 nelle difficoltà che stiamo vivendo e nei bisogni che stiamo vivendo. Quell'equità che cerchiamo quindi è quell'equità che a partire dagli 8 mila poveri che vengono definiti nell'abstract di una società in cambiamento, a partire da loro deve dare tutta l'attenzione, bisogna partire dalle persone che hanno più bisogno, non da altre situazioni, e da lì riorganizzare una comunità, accompagnarla e darle la possibilità di svilupparsi.

Ha ragione il collega Perron, forse si tende a volte a esagerare col catastrofismo, può anche darsi, certi interventi portano...ma le posso assicurare, lei come me, come tutti noi, vive la vita di tutti i giorni, probabilmente alcuni territori sono più svantaggiati di altri, le persone che sono in difficoltà sono tante. L'Italia purtroppo, l'Italia che ci rappresenta oggi è davanti solo alla Grecia come dato povertà, è vero che la Cina è al secondo posto, noi qui abbiamo l'economia cinese invece che sale velocemente, negli scorsi giorni li abbiamo trovati già in seconda classifica e quelli lavorano per loro per ora, ecco, come sapremo accompagnarci...quindi il dato della povertà, la catastrofe non va creata e chi amministra, chi fa politica deve dare sicuramente forza e cercare di accompagnare con l'entusiasmo necessario. La realtà però la dobbiamo guardare in faccia, non possiamo più parlare qua dentro pensando che fuori nessuno ci ascolta, perché ci vedono tutti, ci sentono tutti e a tutti noi viene con responsabilità dato il compito di fare qualcosa di buono. Certo ognuno porta qui quello che è capace di fare, non è che dobbiamo metterci a fare delle classifiche, con umiltà ognuno ha provato a portare il contributo, chi lo porta ha comunque fatto un passo in avanti rispetto al passato.

Le priorità alle quali volevamo dare delle risposte in questo bilancio erano quelle legate ai giovani, sicuramente il lavoro, è stato citato, l'attenzione agli Enti locali, la legge n. 48, che qua viene tanto sbandierata, per il 50 percento delle sue risorse non è più amministrata dagli Enti locali, non è più comandata dagli Enti locali, è inutile che continuiamo a dire: "la rifaremo", diremo che l'IRPEF non darà più il 95 percento agli Enti locali, diamo un'altra cifra, non è più così, rappresentiamo un quadro che non è più quello, lo sappiamo tutti.

I trasporti: in questi giorni ho avuto modo di confrontarmi informalmente con l'Assessore e spero veramente che si renda conto che i trasporti in certi territori sono necessari, non ci si può più muovere in macchina in Valle d'Aosta, facciamo attenzione a tutto quello che facciamo, chi viene giornalmente ad Aosta per lavorare, chi deve venire per altre cose ha dei costi che stanno diventando veramente importanti, chi esce per studiare ha dei costi che sono importanti.

La famiglia: qui ci sono persone che come me hanno firmato il manifesto delle associazioni familiari. Bene, io in alcune scelte non ho ritrovato questa coerenza, ecco, spero che si possa recuperare, il bilancio non è una scatola chiusa che non finisce più, è una scatola che si può riaprire, ma spero veramente che a partire dall'assegno post natale ad andare ad altre scelte si ritorni a ripensare, perché ai nostri giovani e alle nostre giovani famiglie non diamo una risposta ecco.

Concludo dicendo che chiaramente voteremo contro il bilancio, un bilancio che siamo convinti comunque di aver migliorato con il nostro intervento. Abbiamo dato delle risposte, con l'emendamento n. 16, forti alla comunità, abbiamo provato a dare delle soluzioni nuove, abbiamo provato a dire che ci va omogeneità nelle scelte che si fanno in generale. Siamo anche convinti di essere usciti molto rinforzati come gruppi di opposizione da questo bilancio e di aver indebolito la maggioranza. Ce lo direte voi, noi ricominceremo, comunque, a lavorare con lo spirito costruttivo che ci ha contraddistinto, come gruppo UVP, ho avuto modo di dire qui che non arretreremo di un centimetro rispetto alle cose da fare. Probabilmente la strategia si è definita col tempo, ma nel merito accompagniamo le cose che diciamo, le parole che affermiamo in questa sala agli ideali che ci stanno sospingendo e che ci sospingevano già prima. Ben venga quindi...e mi ha fatto piacere l'intervento del Capogruppo dell'Union Valdôtaine, quando si dice: "il bene comune davanti a tutto, staccare l'azione personale dall'interesse personale", ben venga, noi su questo piano ci siamo, abbiamo voglia di confrontarci, perché sul piano del cambiamento l'UVP continuerà il suo percorso per cambiare il modo di governare la Valle d'Aosta e formare magari nel futuro anche un nuovo Governo.

Presidente - Grazie collega Bertschy. Ci sono altri? La parola all'Assessore Baccega.

Baccega (SA) - Grazie Presidente. Buonasera colleghi.

Oggi prendo la parola per la prima volta a conclusione di un confronto in questo Consiglio piuttosto duro, a volte anche aspro, a volte intenso, a volte sottolineato da alcune piccanti dichiarazioni, ma che direi abbiamo accolto con soddisfazione anche alcune suggestioni che sono arrivate dai banchi della minoranza e sulle quali abbiamo condiviso alcuni passaggi. Per me è stato un percorso di quaranta giorni impegnativo, nel quale ho incontrato più volte le forze sociali per confrontarmi sulle reali esigenze della nostra Regione. Abbiamo incontrato i sindacati, anche qui più volte rispetto al passato, abbiamo incontrato le associazioni, ci siamo fatti dire qual è la situazione reale del Paese. Non abbiamo costruito questo bilancio sulla base di idee, che potevano non essere suffragate da ipotesi, ipotesi non condivise e spesso abbiamo visto documenti che rispecchiavano il nostro indirizzo e che poi, di fatto, non rispecchiavano alcune dichiarazioni che apparivano sui giornali. È un bilancio di previsione che guarda ad un programma di governo che queste forze politiche hanno condiviso all'inizio di questa legislatura, che drammaticamente vede delle risorse ridotte, che vede - lo hanno sottolineato molti interventi, che hanno in qualche modo portato l'attenzione del Consiglio, il collega Perron - un rapporto diverso, strano con il Governo, ma soprattutto un rapporto strano con il "Governo Monti"; lo ribadisco, perché è quella parte di percorso dello Stato che ha messo fortemente in difficoltà le Regioni a Statuto speciale e soprattutto la Valle d'Aosta. Noi abbiamo dovuto in questo contesto, sulla base delle minori risorse, mediare le esigenze, cercare di costruire un bilancio che potesse accontentare tutte le esigenze in una logica di minori risorse, ma con un obiettivo che era quello di dare risposte concrete alle fasce deboli. È vero che abbiamo lanciato un messaggio forte (l'ho lanciato io): nulla può essere e nulla potrà essere più come prima. Ho detto che gli anni novanta sono scappati, non ci sono più, siamo di fronte ad una crisi politico-istituzionale molto pesante, molto forte, che in qualche modo ha coinvolto, forse in ritardo, la nostra regione.

Abbiamo proposto al Consiglio un bilancio corretto, sulla base delle riflessioni raccolte...non abbiamo prodotto tagli orizzontali, ma abbiamo ponderato i risparmi in modo oculato. Anche se si sono fatti dei tagli, si è data attenzione alle famiglie, alle categorie più in difficoltà, salvaguardando soprattutto la qualità e l'efficienza dei servizi, mantenendo attuale il livello di eccellenza, che è un livello che ci è riconosciuto da tutti. Finanziamo la spesa del bilancio con entrate proprie, esclusivamente con entrate proprie, quindi non aumentiamo l'indebitamento, non aumentiamo la pressione fiscale, non istituiamo nuove tasse. Abbiamo mantenuto i contributi per molte leggi, anche se ad ottobre l'annuncio era stato quello pericoloso e preoccupante del taglio dei contributi, abbiamo fatto uno sforzo in quella direzione per cercare di dare delle risposte concrete a quelle situazioni più difficili e complicate come il mondo dell'agricoltura. Abbiamo mantenuto gli interventi anticrisi, in alcuni casi saranno rimodulati, ma anche lì abbiamo dato risposte. È vero, la spesa corrente è ingessata, il bilancio riduce la spesa malgrado il meno 15 percento di entrate. Questo è un dato che deve essere tenuto fortemente in considerazione. Nel bilancio gli investimenti sono ridotti, è vero, ma abbiamo messo in campo altre azioni: la revisione del mutuo di 371 mila euro, che è una riallocazione di risorse, che libera 42 milioni per interventi sul territorio e sulla sicurezza stradale. Abbiamo attinto alle risorse delle società partecipate 75 milioni di euro per il 2014. È un bilancio che dice di usare il contributo a fondo perso in modo equo, che dà risorse al settore del lavoro. Noi crediamo che sempre di più con le risorse che arriveranno dall'Europa potremo sostenere quella parte che per noi è un appuntamento significativo. Sostiene le imprese con fondi di rotazione e finanziamenti con le Confidi. È un bilancio che dovrà essere comunque monitorato, passo dopo passo, perché ancora non abbiamo nessuna certezza rispetto a quanto dirà la legge di stabilità rispetto alle Regioni a Statuto speciale: ecco perché vi chiediamo di votarlo con tranquillità, perché è un bilancio che è dalla parte dei cittadini. Il nostro nuovo bilancio guarda con continuità al nostro programma di governo, il programma della coalizione Union Valdôtaine, Fédération Autonomiste e Stella Alpina, ed è concentrato a mantenere lo stesso livello di vivibilità dei cittadini della Valle d'Aosta. Ora mettiamoci tutti al lavoro e cerchiamo di mantenere a posto i conti, oltre a guardare con responsabilità a costruire la nostra nuova autonomia.

Presidente - Grazie. La parola al Presidente Rollandin.

Rollandin (UV) - Merci Présidente.

Je m'associe évidemment aux remerciements, surtout ce qu'a dit le collègue Bertschy pour tout le personnel, tous ceux qui ont travaillé pendant ces journées pour nous tous, je crois que c'est dû. Je remercie les collègues pour toutes les interventions que j'ai écoutées avec beaucoup d'attention et beaucoup d'intérêt. Je crois qu'on a débuté en présentant notre budget et en prévoyant de faire comprendre quelle a été la méthode de travail. La méthode a été celle d'écouter, comme vient de dire l'Assesseur, tous les sujets intéressés au budget régional, tous pendant deux fois, pour deux fois. On a fait des choix et faire des choix signifie bien sûr s'engager dans un discours très difficile et surtout on a présenté un budget en ligne avec le programme de législature qu'on avait présenté il y a quelques mois. Pour ce faire, on a fixé un objectif qui a été reconnu par tout le monde dans cette salle, l'objectif c'est de répondre au défi du travail, ce que tout le monde a compris est que le défi du travail on ne peut pas le gagner avec l'argent tout simplement, il ne signifie pas...avoir la disponibilité de l'argent ne signifie pas trouver des places de travail, ce n'est pas ainsi. Le fait de prévoir qu'il y ait des entreprises qui viennent en Vallée d'Aoste...elles doivent venir en Vallée d'Aoste pour des raisons qui sont liées à nos territoires, à notre environnement, mail il n'y a plus de possibilité, par exemple, comme il y avait il y a 15 ans, de favoriser, d'essayer de rendre plus facile ce que les entreprises qui viennent en Vallée d'Aoste peuvent avoir...ce n'est plus ainsi. Surtout nous avons dû reconnaître que, malgré les accords avec l'État, l'État pas seulement ne maintient pas les accords pris, mais en plus chaque année empire les relations financières avec notre Région.

Io credo che si sia parlato molto in questi giorni dei tagli e del patto di stabilità. Ora questi termini non sono stati citati a caso e tutti li hanno ripresi, perché i tagli anno dopo anno hanno sicuramente peggiorato quella situazione di base a cui non voglio tornare, che è la crisi, che, come hanno detto altri, soprattutto in questi ultimi mesi si è fatta sentire in modo drammatico per la nostra Regione, in ritardo rispetto ad altre. Ma l'aspetto più delicato è che qualcuno ha fatto degli apprezzamenti su quelle che sono state le regole del gioco. Ebbene, se voi andate a vedere...ed è stato detto e dimostrato che se il riparto fiscale potesse avere il suo pieno...a pieno regime, pur considerando le differenze che sono state sottolineate, con la crisi, perché se non c'è IRES, non c'è...è evidente che diminuisce per una parte di milioni, ma se venisse rispettato questo, noi non avremmo problemi, soprattutto...non avremmo problemi se ci lasciassero spendere il denaro che abbiamo. Il grosso dibattito che c'è stato, e voglio ricordarlo, dove ho già sentito interpretazioni variegate...sull'emendamento che noi abbiamo discusso, l'emendamento che era finalizzato a poter pagare gli impegni dell'anno precedente, impegni nel senso che le leggi vigenti...c'è gente che ha presentato domande, che quindi si aspetta una risposta. Noi avevamo presentato una risposta che l'Assessore aveva ben spiegato, noi dobbiamo avere il quadro completo per poter agire, anche perché nel 2013, come è stato confermato, anche se avessimo avuto i soldi, non potevamo spenderli, perché noi siamo in questa situazione. Ora, per il 2014 voi avete presentato un emendamento che andava per il 2014-2015, noi abbiamo giustamente discusso con voi e abbiamo accettato di rispondere in un modo oggettivo con questa prima parte, con quelli del 2014, con quei 20 milioni, perché altrimenti veniva interpretato come se ci fosse una mancanza di volontà di andare a rispondere. La nostra logica era quella di dire: finiamo quest'operazione di riscontro puntuale per sapere qual è il definitivo e poter entrare... Credo che questo lo diamo per una problematica che abbiamo in qualche modo risolto tenendo conto della volontà di tutti di dare una risposta a questo. Ecco, io non andrei oltre, perché non credo che sia su questo tutto merito di qualcuno, credo che su questo ci sia...beh no, insomma credo che questa sia un'operazione che non è finita, ci siamo impegnati anche a trovare il resto giustamente per andare...e questo credo che sia uno dei punti su cui si è molto discusso e credo che sia corretto dire che tutto questo è legato alla difficoltà contingente di non poter pagare e di avere dei tagli successivi, questo lo voglio ribadire. Perché, se non si va ad inquadrare questo processo, si rischia di non capire perché noi vogliamo su alcuni temi...o dobbiamo e vogliamo per scelte collegate all'obbligo che ci viene dai tagli non poter più spendere quello che spendevamo ieri. Abbiamo spiegato come per alcuni servizi, pur riducendo le somme, possiamo andare ancora con dei servizi di qualità nei vari servizi alla persona, come è già stato spiegato e non voglio riprenderlo.

Questa è la scelta che è nella continuità, come ha detto il Capogruppo dell'Union, dell'azione portata avanti in questi anni di attenzione alla persona e alle aziende. Noi abbiamo dovuto cambiare forzatamente il modo e l'approccio, tant'è che abbiamo dovuto scegliere, prima delle elezioni, quel taglio del 10 percento, prima delle elezioni, prima, poi ancora successivamente...

(interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

...il 10 percento è prima delle elezioni...

(nuova interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

...ma non è prima delle elezioni?

(nuova interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

...cosa abbiamo detto? Abbiamo poi dovuto tener conto che nel periodo ci sono stati ulteriori passaggi, che abbiamo anche spiegato, che ci obbligavano a dire che non era sufficiente mantenere quel trend, che bisognava intervenire sulle leggi e noi abbiamo cercato di tener conto dell'osservazione base che ci era stata fatta, giustamente, che non è il taglio orizzontale che risolve i problemi. Noi dobbiamo rivedere le leggi e lo abbiamo messo nella finanziaria, che vogliamo rivedere le leggi cercando di diversificare il problema nel suo complesso, perché dovremo rivedere alcuni parametri e questo l'abbiamo detto in modo chiaro. Quella è una scelta obbligata su cui noi siamo andati, poi abbiamo fatto delle scelte che in questa ristrettezza economica andavano nel senso di dire: lasciamo i contributi dove non c'è possibilità alternativa, dove c'è una possibilità alternativa andiamo verso i fondi di rotazione, verso i mutui. Questa è una scelta che noi abbiamo indicato nella finanziaria e questo è programmare, questo è andare nella direzione di creare le premesse per una strategia che va nella logica di dare una considerazione valida per quelle che sono le problematiche, che nel contempo sono anche cambiate. Perché noi nei vari settori non è che siamo al punto zero, in questi anni abbiamo investito, cioè non è che siamo in una situazione nell'agricoltura dove non si può che guardare ai nostri alpeggi che sono tutti da rifare. Possiamo dire che...no, ma lo dico nel senso che in questi anni prendiamo atto che si è intervenuto in questi settori, rifacendo la gran parte degli alpeggi, intervenendo sulla gran parte delle strutture, intervenendo...

(nuova interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

...va su questo perché nei settori noi abbiamo la possibilità di agire in modo diversificato, che non è più quello di 10 anni fa. Ci sono ancora degli interventi da fare. Ora tutto questo ci porta a dire che quello che noi abbiamo fatto l'abbiamo fatto con una logica, un programma e un senso di responsabilità e di chiarezza nei confronti di tutti.

Un ultimo capitolo credo che sia giusto dedicarlo anche agli Enti locali, perché noi partiamo da una logica che è della 48, che è stato ben spiegato, dove si dice che il 95 percento dell'IRPEF viene...poi si dice anche che, giustamente, ci possono essere dei correttivi, tenendo conto della variabilità dell'IRPEF, perché l'IRPEF, come tutte le cose, può crescere e per cinque, sei anni è cresciuta, lo ricordo, ma non avrei bisogno, al collega Gerandin, che siamo arrivati ad un certo punto che eravamo a 196 milioni di euro, poi è schizzato a 220 fino a 243, che è quello attuale, però voi capite che in pochi anni l'IRPEF era passato da 196 a 243, un quinto, un quarto in più. La considerazione allora era nel momento in cui si doveva far parte generale di quelli che sono i servizi dati, in particolare quelli che sono i servizi che hanno una ricaduta anche sui Comuni. Abbiamo cercato, discutendo col CELVA, poi chiaramente noi non pensavamo di dover ancora ulteriormente ridurre come quest'anno, che sicuramente...non l'abbiamo mica nascosto, che sicuramente ha ulteriormente ridotto per una parte che è inferiore a quella che è la riduzione che noi abbiamo avuto dallo Stato, sul 10 percento, noi abbiamo dovuto caricare, anziché ridurre la quota, che voglio dire, noi la manteniamo perché, secondo me, quell'impostazione è ancora valida, perché l'IRPEF è fluttuante. Il problema è che noi ci auguriamo che questa crisi prima poi dovrà finire, perché altrimenti oggettivamente non so...se si continua tutti gli anni a togliere un pezzo, andiamo nel segno di alcune Regioni dove i servizi non ci sono più, tutti i trasporti pubblici sono tutti a pagamento, non c'è più un euro da nessuna parte, investimenti zero, lo abbiamo dimostrato, e così finisce la storia, ma attenzione, se noi immaginiamo questo, è chiaro che allora il quadro cambia doppiamente. Noi abbiamo fatto il possibile per far rispettare la nostra legge, abbiamo impugnato e in alcuni casi la Corte costituzionale...in alcuni casi abbiamo avuto ragione sui conti, la salvaguardia della nostra capacità di spesa a livello regionale, lo continueremo a fare, perché non è stato rispettato e questo ha causato tutta una discussione che qui è stata fatta in modo sicuramente importante, ma che va nella logica di come riuscire a ridurre quelle che sono le contingenze collegate con...

Ecco, io credo che questo sia stato un bilancio...è un bilancio serio, un bilancio onesto, nel senso di dire la verità e di portare ancora attenzione a tutte quelle categorie che abbiamo citato, che abbiamo mantenuto puntualmente, con quegli investimenti, un criterio che va nella logica di mantenere con correttezza un rapporto serio per quelli che sono gli investimenti, che ci sono, per investimenti soprattutto in settori difficili, per la sicurezza delle scuole, delle strade, di tutto quello che rimane da parte. Crediamo con questo di avere comunque fatto un bilancio che, ecco, adesso sembra che l'unica cosa buona del bilancio sia quella...siano gli emendamenti, credo che gli emendamenti, noi l'abbiamo riconosciuto, è frutto di...se andiamo a vedere cosa è stato detto...non da tutti...

(nuova interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

...beh, ragazzi, sono lì, vedete un po' voi...io credo che il bilancio sia un atto responsabile, che ha permesso tutti di fare un dibattito importante, di dirci anche alcune cose, e chiudo, sul problema delle partecipate, noi non ci siamo chiusi, noi abbiamo detto che è un discorso aperto su cui arriveremo molto presto, arriveremo molto presto a dei chiarimenti, e con questo riteniamo di aver portato a termine un lavoro difficile in un momento molto delicato, dando un senso di responsabilità e di fiducia a tutta la popolazione. Grazie.

Presidente - Ci sono altre richieste? Possiamo procedere alla votazione della legge nel suo complesso. Votate colleghi. Bene, possiamo chiudere la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 18

Contrari: 17

Il Consiglio approva.