Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 294 del 5 dicembre 2013 - Resoconto

OGGETTO N. 294/XIV - Prosecuzione della votazione del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta (Legge finanziaria per gli anni 2014/2016). Modificazioni di leggi regionali".

Président - On est à l'examen de l'article 5. La parole au collègue Grosjean.

Grosjean (UVP) - À tous les collègues bonjour. J'ai mal dormi ce soir parce que hier je n'ai pas eu de réponses sur l'article 4 et donc je ne sais pas à combien de familles touche un remboursement sur les frais de l'énergie.

Alors, je vais vous poser la même question sur l'article 5: aujourd'hui on a vite lu le matin à 9 heures, donc je crois que vous aurez toute la journée pour me répondre, peut-être avant de la votation. Il y a un million d'euros et dans cette occasion j'aimerai savoir - vu que hier l'Assesseur Marco Viérin a spécifié qu'ils étaient des aides pour les familles, les 12 millions que vous avez mis ensemble - combien de familles sont intéressées, pour combien de familles il y aura à partager ce million d'euros et quel genre de familles, puisqu'aujourd'hui quand on parle de famille on ne comprend plus si c'est la famille traditionnelle plutôt que le nouveau système de famille. Merci.

Président - D'autres? La parola al collega Ferrero.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.

Per riprendere con un po' più di lucidità il discorso che era stato fatto ieri, stiamo discutendo effettivamente di cifre di un milione di euro che è ben poco rispetto a quello che potevano dare le centraline idroelettriche che sono state svendute. Noi abbiamo fatto un calcolo che solo negli ultimi 10 anni almeno 100 milioni di euro potevano fruttare le centraline se fossero state effettivamente date le concessioni ai Comuni, alle amministrazioni comunali o altri enti pubblici, che avrebbero poi riversato i benefici nei confronti della popolazione. Abbiamo però constatato, e ce ne siamo occupati diverse volte, che agli interessi dei valdostani è prevalso effettivamente un interesse che è al di fuori della Valle d'Aosta. Noi abbiamo trattato, e in maniera approfondita, il caso della SEVA S.r.l. di Gressan che ha realizzato un centralina ai piedi del Monte Bianco. Guarda caso il Comune di Courmayeur era in possesso di una concessione e da un giorno all'altro il Sindaco dell'Union Valdôtaine, Ennio Mochet, rinuncia a questa concessione a favore di una società, che ha dei soci che sono società fiduciarie, gente comunque che ha residenza fuori valle. Scopriamo, poi, che nella convenzione, al Comune rimane circa il 10 percento di quello che è l'introito della centralina, mentre il 90 per cento se lo prende questa società. Non si riesce a capire perché il vice sindaco di Courmayeur aveva fatto all'epoca questa convenzione. Si rileva però dopo un po' che nel cantiere a svolgere mansioni di direzione troviamo il figlio del vice sindaco di Courmayeur che aveva firmato la convenzione.

La questione va avanti e si trascina e arrivando ai nostri giorni vediamo come nemmeno vengono corrisposti quei miseri canoni che la società dovrebbe corrispondere alla regione. Ci sono, quindi, quasi 100 mila euro, ma dovrebbero essere circa 70-72 mila euro di morosità. C'è addirittura una delibera del comune di Courmayeur che si lamenta per le inadempienze della società. E andando poi a vedere all'interno della compagine amministrativa della società troviamo la EOS Fiduciaria, una società fiduciaria. Le società fiduciarie sono quelle che gestiscono capitali. Quindi l'"oro blu", così noi l'avevamo definito, nella Valle d'Aosta finisce in certe casseforti che poi non si sa bene dove vadano a destinare i fondi, se in paradisi fiscali, o le tasche di chi? Certo non sono le tasche dei valdostani, di certo questo non è stato un modo per difendere l'autonomia. Si strombazza ai quattro venti che si è difensori dell'autonomia, si dice: "stiamo attenti a Roma", ma poi vendiamo i gioielli di famiglia per quattro soldi. Chi ci guadagna? L'abbiamo capito chi ci guadagna dalle centraline, cioè i pochi noti, i pochi privilegiati, qualcuno fuori valle e queste strane società che alla fine fanno venire il dubbio ai cittadini che in questi giri di denaro un po' di soldi ritornino nelle tasche di qualche politico valdostano.

Président - La parole au collègue Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Riprendiamo il dibattito che ieri sera si è prolungato non a caso su questo tema. Adesso è in votazione l'articolo 5, in votazione l'articolo 5 perché ieri sera è stato respinto un emendamento dei gruppi di opposizione che aveva cercato di razionalizzare e dare uno sbocco diverso a queste erogazioni a sostegno delle famiglie, organizzandole in modo tale che una parte fosse a sostegno delle famiglie più deboli, e una parte altrettanto consistente fosse messa a disposizione delle famiglie per farle uscire dalla condizione di povertà, per reindirizzarle verso la condizione del lavoro. Si sarebbero così creati due fondi, uno per il sostegno vero e proprio alle famiglie dando anche dignità rispetto al concetto di bonus, parlando di fondo di sostegno, e l'altro un fondo per l'occupazione, che è davvero la vera unica strada per uscire da questa condizione. Ci troviamo sostanzialmente a riprodurre in fotocopia articoli che avevamo messo in campo quando cominciava la crisi. Se voi vedete l'articolo 5 è un articolo che riprende appunto la legge del 2009 che aveva l'obiettivo di dare immediatamente una risposta alle famiglie con i primi morsi della crisi. Ora non siamo più all'inizio della crisi, siamo in un momento dove la crisi colpisce ancora più duro e ci vuole una strategia diversa, lo ripetiamo, non da oggi, perché se fosse solo il frutto di un dibattito notturno, quello che dico adesso sarebbe davvero poca cosa. È, invece, il frutto di una discussione che c'è da anni e cioè di cercare di uscire da questa condizione di piccolo aiuto, tant'è che in molte altre situazioni siamo andati a modificare gli strumenti anticrisi. Abbiamo convenuto, con due emendamenti proposti dall'opposizione, di modificare gli interventi che venivano fatti sulle rate dei mutui, per razionalizzare quel tipo di intervento. Quindi, se sul fronte degli aiuti rispetto al pagamento delle rate dei mutui, abbiamo tutti convenuto, votando insieme all'unanimità gli emendamenti proposti, per cercare strategie diverse di uscita dalla crisi, ci è parso, quindi, incomprensibile il muro duro posto da parte della maggioranza rispetto a intervenire su questi bonus. È incomprensibile perché non riuscite neppure a gestirli bene. La gente oggi non ha questi bonus, non ha il bon chauffage e non sa neppure la data in cui quest'ultimo verrà erogato. Voi durante le feste di Natale parlate del "bon, bon", cioè bon de chauffage, bonus energia, ma i valdostani non vedono alcun "bon, bon" e nessuno dà loro indicazioni precise in questo senso. Ed è per questo - perché voi avete in qualche modo respinto la logica di ripensare gli interventi anti crisi che in questo momento non sono più sufficienti per rispondere al morso duro della crisi - che noi non sosterremo questo articolo perché avevamo proposto delle risposte molto più forti, molto più incisive alla crisi che sta colpendo i cittadini valdostani.

Président - La parole au collègue Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente, buongiorno colleghi.

Volevo fare con voi qualche riflessione su questo articolo che riguarda gli interventi a sostegno delle famiglie meno abbienti e bonus energia. Questa maggioranza ci ripropone per il sesto anno consecutivo lo stesso impianto, con però una novità che è sostanziale: meno soldi su questo articolo 5, quindi se all'epoca questo articolo era nato per dare delle risposte con più di 2 milioni di euro, noi oggi stiamo discutendo di una forte riduzione che mettete in campo, che è del 50 per cento. Noi, del gruppo Alpe, e tutta la minoranza avevamo proposto un'architettura diversa per dare delle risposte più puntuali. Un'architettura armonizzata in maniera diversa, anche più ardita perché andava a cibler le vere necessità delle famiglie in questo momento più colpite, sostenendole. Parallelamente si metteva in campo veramente una speranza, che è quella di creare le condizioni per dare delle risposte puntuali a nuovi posti di lavoro. Il Capogruppo di Stella Alpina, quindi, ieri ha ben detto "due visioni diverse", ha ripreso il concetto da noi espresso ieri sera, due visioni diverse, più ardite, io dico anche più puntuali e soprattutto due posizioni che avrebbero potuto essere concertate nelle sedi opportune, nelle commissioni consiliari, e poi il governo regionale avrebbe potuto deliberare. Un metodo e un modo di lavorare in maniera diversa. Oggi, purtroppo, su questo articolo torniamo indietro per due motivi: il primo, perché proponete una fotocopia degli ultimi sei anni, mi sembra che il mondo e anche la situazione in Valle d'Aosta siano cambiati in questi sei anni, dal 2008 a oggi. Secondo grave motivo è quello che riducete del 50 per cento l'aiuto alle famiglie in grande difficoltà, e questo mi sembra paradossale. Noi non potremo votare questo articolo 5 e voteremo in maniera sostanzialmente contraria proprio perché la posizione di questa maggioranza e di questo Governo è rinunciataria. E non solo rinunciataria, ma anche cocciuta, perché ieri sera il leader della Stella Alpina, il collega Marco Viérin, ha cercato di bacchiare un po' sulle onde, dicendo: "l'idea è buona, ma dobbiamo svilupparla".

C'erano tutte le condizioni per svilupparla perché i nostri due fondi davano la possibilità di inserire i criteri, inserire le soglie, e di discutere nelle sedi opportune, non nelle segrete stanze, e trovare una soluzione a dei problemi e soprattutto dare linfa a quello che è il discorso occupazionale. Annuncio, quindi, il nostro voto contrario, perché a monte abbiamo delle idee che vanno in una direzione completamente diversa dalla vostra, che è rinunciataria ed è solo esclusivamente una fotocopia degli ultimi sei anni.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Antonio Fosson.

Fosson (UV) - Prima di tutto mi sembra giusto e corretto dare una risposta al Consigliere Grosjean sui numeri, sul tipo di famiglia che accede a questo bonus energia che, come è stato detto correttamente, è stato creato come misura straordinaria in funzione della crisi. Il fondo era di 2 milioni e 70 mila euro e adesso è stato portato a 1 milione di euro. L'accesso a questo fondo avviene con le modalità dell'IRSEE e le domande sono personali. Nell'IRSEE, però, si deve inserire lo stato di famiglia perché, come sa benissimo il Consigliere, c'è un capitolo sul reddito, un capitolo sulla formazione della famiglia, c'è una scala equivalente sul numero dei figli e soprattutto dei disabili e poi c'è un grosso capitolo che riguarda il patrimonio. Quindi le domande vengono fatte con questa modalità.

Come venivano concessi i contributi? Intanto veniva concesso un bonus di 300 euro a tutti. Quando avevamo a disposizione 2 milioni di euro, chiaramente erano 2 milioni di euro diviso 300 euro e di conseguenza erano circa 6 mila e 600 le domande che venivano soddisfatte. Dall'anno prossimo, essendo la metà dell'importo, è chiaro che le domande che potranno essere soddisfatte saranno la metà. È stato cambiato il criterio di accesso nel senso che mentre prima veniva dato il doppio del minimo vitale, - c'è una soglia che si chiama minimo vitale -, da quest'anno si usa il minimo vitale, quindi viene dato alle famiglie più povere. Volevo concludere, al termine di questi due giorni di discussione su questo argomento, che è estremamente importante, che un argomento come questo non si poteva forse trattare d'urgenza perché è molto complesso. A nome della Giunta, del Presidente, posso dire che la rivisitazione di tutte queste norme sul sostegno della famiglia dell'anti crisi andrà fatta. Il nostro impegno è di farla con calma, con il nuovo ISEE, come dicevo. Anche il fatto che nel sociale si siano state sospese delle leggi, vuol dire che ci impegniamo dall'anno prossimo a rivedere tutto questo pacchetto, che non è semplice in periodo di crisi in cui cambia molto, ma ci rendiamo anche noi conto che deve essere rivisitato con nuovi criteri più efficienti, più propri.

Presidente - La parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Buongiorno a tutti. Colgo con piacere le parole dell'Assessore Fosson riguardo questa posizione che la Giunta sta maturando rispetto agli interventi di cui abbiamo lungamente discusso qualche ora fa. Colgo anche l'occasione per citare i dati con i quali avevo anticipato alcune cose durante il mio precedente intervento. Avevo sollecitato l'Assessore Fosson sulla necessità di avere dati più aggiornati rispetto a quello che sta succedendo.

Il documento che l'Assessore mi ha detto di avere come documento di discussione è utile, è una bella indagine, che fra l'altro avevamo utilizzato già tempo fa, purtroppo la società vive una crisi profonda, le cose cambiano in maniera importante e molto veloce. È necessario, quindi, provare a documentare meglio la situazione che stiamo vivendo anche perché l'abstract evidenzia giustamente i cambiamenti della società valdostana, e la prossima settimana credo che la Fondazione Courmayeur ci dirà qualcosa anche a questo proposito, che dimostrano come negli ultimi due anni le cose sono cambiate in maniera importante. Purtroppo in questi cambiamenti le fasce più deboli, i poveri, nel senso le persone che hanno difficoltà con il lavoro, patiscono in maniera decisamente più importante la crisi e ci sono indicatori che dicono che questi valori cambiano quattro volte tanto, purtroppo in senso negativo, rispetto alle fasce che queste situazioni non le vivono. Ben venga, quindi, la volontà di riaprire una discussione, di approfondire questi argomenti, e di trovare nuove misure che diano risposte più efficaci. Noi rimaniamo dell'idea che un'operazione, una scelta come quella che avevamo portato in questa discussione nel bilancio, poteva aprire una prospettiva nuova, rispetto alle risorse per lo sviluppo e soprattutto per accompagnare in senso non più di assistenza alle fasce più deboli e la povertà, ma in un senso di educazione nuova alla possibilità di rientrare nel circuito del lavoro, di avere un'occupazione che in qualche maniera ridia quella dignità che si perde quando si entrano in certe condizioni.

Proviamo lo stesso a lavorare, le nostre indicazioni sono scritte nero su bianco e possono aprire un tavolo di discussione. Se l'articolo fosse stato accettato nella sua interezza, avremmo già avuto la disponibilità di 7 milioni di euro per fare dei primi ragionamenti tutti insieme. Rispetto, poi, a quello che è rimasto in bilancio su questo articolo, è chiaro che le risorse sono poche e chiediamo di ripensare alla disponibilità, se sarà il caso, dopo una valutazione delle richieste. I bilanci non sono strumenti rigidi, possono essere ripensati facilmente durante l'anno per cui chiediamo di valutare se non sarà poi il caso di fare interventi differenti una volta che avremo tutti i dati, anche con l'applicazione del nuovo ISEE, che credo per i valdostani aprirà, forse, una possibilità di vedere misurato in maniera più equa il proprio patrimonio.

Sappiamo che il precedente indicatore, rispetto alla casa di proprietà, a tutti quei beni che valgono poco e sono seminati nella media collina, nella montagna, beni che sono ex rurali che purtroppo contano nel nostro patrimonio, ha in qualche maniera fatto diventare più ricco il valdostano senza poi esserlo veramente. Il nuovo ISEE, quindi, sicuramente ci darà la possibilità di aggiornare questi indicatori e probabilmente ci sarà un po' più equità per valutare un patrimonio che porta ricchezza e invece quello che è semplicemente un patrimonio, che fra l'altro costa e va portato avanti, con le manutenzioni del caso, ma non produce alcun beneficio e alcuna ricchezza.

Presidente - La parola alla collega Morelli.

Morelli (ALPE) - Bonjour à tous.

Intervengo per esprimere il rammarico che la maggioranza non abbia voluto prendere in considerazione la nostra proposta e lo dico con ancor più grande rammarico, per quanto appena affermato dall'Assessore Fosson, cioè che c'è una volontà da parte della maggioranza di tornare sul problema delle nuove povertà per ripensare i provvedimenti e fare un nuovo ragionamento. Noi andavamo proprio in questo senso e la nostra proposta non era così perentoria tant'è che noi nel nostro emendamento dicevamo "entro 2 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge": termine, lasso di tempo che potevamo anche essere disponibili a ripensare. La Giunta regionale, previo parere della commissione consiliare competente, stabilisce i criteri e le modalità per la fruizione del fondo. Voglio essere molto pragmatica: la maggioranza, invece, sceglie di mantenere tre provvedimenti distinti con tre iter diversi che impegneranno il personale di strutture distinte dell'Amministrazione regionale e richiederanno da parte dei cittadini del tempo per espletare le pratiche. Riteniamo che in questo momento sarebbe stato necessario ragionare con calma e non volersi a tutti i costi asserragliare su delle posizioni che non favoriscono i cittadini. Il rammarico è questo: è un po' un'occasione persa per dare una risposta forse più adeguata ai tempi. Io non dico che queste risposte non siano le risposte che cerchiamo di dare ai cittadini, ma sicuramente si poteva e si doveva semplificare, dopo anni di esperienze e di applicazione di queste misure, e cercare di dare una risposta meglio strutturata. Siamo, quindi, dispiaciuti, manterremo naturalmente le nostre posizioni e non voteremo questo articolo.

Presidente - La parola al collega Nogara.

Nogara (UVP) - Merci Présidente.

Buongiorno a tutti. Prendo la parola per un intervento brevissimo, per una questione solo tecnica. Rileggendomi gli articoli 3, 4 e 5 volevo sapere: queste tre misure previste nel 3, nel 4 e nel 5 possono essere prese da una famiglia sola, per esempio? Cioè una famiglia può fare la domanda in base all'articolo 3, poi può farla in base all'articolo 4 e anche in base all'articolo 5? Si è parlato di cercare di aiutare il maggior numero di famiglie, ma in questo caso alla fine magari si aiutano poche famiglie in modo abbastanza importante, dando alla singola famiglia tutte e tre le misure. Vorrei una risposta su questo per capire se questa secondo voi è una pensata giusta.

Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive, energia e politiche del lavoro, Marquis.

Marquis (SA) - Grazie Presidente.

L'occasione mi è gradita per cercare di fare un po' di chiarezza su di un argomento che abbiamo discusso già ieri sera. Le misure possono essere complementari, in questo caso, sino all'esercizio 2013, e si poteva accedere ai due tipi di bonus qualora ne ricorressero i requisiti.

Per quanto riguarda l'approccio del prossimo futuro, quindi, per l'esercizio 2014, c'è la volontà di fare accedere solamente a una misura, facendo una rimodulazione dei contributi dei quali verrebbero a beneficiare i vari soggetti. Detto questo, ci tenevo a fare dei chiarimenti, visto che era stato evidenziato anche negli interventi precedenti, relativamente alle tempistiche in base alle quali verrà dato corso all'erogazione delle spettanze per i cittadini. Domani sarà presentato un disegno di legge, nel corso della riunione della Giunta regionale, per aumentare la capienza dei capitoli disponibili così da autorizzare Finaosta ai pagamenti. Se l'iter andrà a buon fine e ci sarà tutta la collaborazione della Commissione consiliare, come io credo che sia in questo caso, nel corso del Consiglio del 18 porteremo a compimento questa operazione e, quindi, dal 19, verrà data l'autorizzazione a Finaosta per procedere ai pagamenti a chi ne ha diritto. Ancora due considerazioni di natura politica sulla misura nel suo complesso: credo di poter confermare l'efficacia dell'impostazione che la maggioranza vuole dare. Per contro, volevo fare alcune riflessioni sulle impostazioni di emendamento.

Il fondo di dotazione che verrebbe costituito è un fondo a favore delle famiglie che verrebbe dimensionato con 5 milioni di euro. Sicuramente, se ci lamentiamo che 8 milioni sono pochi, 5 milioni sarebbero ancora meno per poter dare un servizio utile e un aiuto in questo momento di difficoltà. Per quanto, invece, concerne l'altra iniziativa che proponete ovvero quella di creare un fondo straordinario per l'occupazione e per lo sviluppo, mi sento di dire, a questo proposito, che noi non siamo per la politica degli slogan, ma per la politica del fare. All'interno di questo fondo per lo sviluppo, leggo con attenzione le misure che andate a prevedere: ripresa economica; favorire l'occupazione; imprenditoria giovanile; prestiti d'onore; microcredito; risparmio energetico del patrimonio immobiliare.

Viene ricompreso, in pratica, l'universo dentro questa misura e con una disponibilità di 5.900.000 euro. Credo che l'Amministrazione regionale, nel bilancio, se lo avete letto con attenzione, preveda già tutta una serie di misure articolate per dare delle risposte concrete alle esigenze della popolazione e dei cittadini valdostani. Il solo microcredito sarà varato la prossima settimana e prevede 4,5 milioni di euro. L'imprenditoria giovanile è guardata con grande attenzione e sono previste a bilancio le risorse sul 2014 per fare fronte a questa problematica. Abbiamo detto che, sul risparmio energetico, saranno messi a disposizione dei mutui, dei fondi di rotazione istituiti appositamente in Finaosta per rispondere a questa esigenza. Riteniamo, quindi, coperta anche questa situazione.

Per quanto riguarda l'occupazione, anche la relazione di Confindustria dice che sono aumentati lo scorso anno i fondi a disposizione a bilancio. Abbiamo un bilancio del dipartimento del lavoro che prevede 17 milioni di euro e, quindi, credo che possano essere predisposte tutte le iniziative a favore di questo target. Pertanto, credo che, politicamente, siamo soddisfatti e convinti che l'iniziativa che abbiamo predisposto sia un'iniziativa buona che, pur nel momento di difficoltà, sarà in grado di dare le giuste risposte alle attese dei cittadini valdostani.

Presidente - La parola al collega Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

A volte si dice che la notte porti consiglio. Qualcuno in tribuna stampa ed anche tra i media si chiedeva perché stessimo lì a discutere fino alle tre del mattino. Poi ci svegliamo e scopriamo che stiamo discutendo di un bilancio che già non c'è più.

Scusi, Assessore Marquis, lei doveva venire qui a difendere il bilancio che volete far votare e non dire che da domani si sarebbe cominciato con nuove leggi, promettendo nuove cose. Ci sono due parti della sua risposta che vorrei analizzare con calma, altrimenti chi ci segue non capisce più nulla. Ci portate fino alle tre del mattino con un atteggiamento irrisorio nei confronti dei nostri provvedimenti, dicendo che avete fatto la migliore legge finanziaria possibile - perché così deve fare un governo - l'avete difesa e vi siete battuti per questa legge. Già ieri è scappato di dire al collega Borrello del suo gruppo che "alcune cose che dite voi non sono poi così sbagliate", dobbiamo riflettere a questo proposito. Poi, tra le tre del mattino e le nove e mezza, salta fuori che esiste già un nuovo provvedimento di legge pronto a integrare questo bilancio. Quindi, questo vuol dire che la legge finanziaria che avete presentato è insufficiente, incompleta e che ne abbiamo ben donde noi a lamentarcene. E di nuovo ci dite che "se sarete buoni, se l'opposizione non farà la birichina e in Commissione lascerà accelerare rapidamente l'iter di questo lavoro".

Chi vi ha impedito di presentarla oggi? Perché non avete portato oggi questa legge magnifica che salverà il popolo valdostano dall'indigenza? Vi apriamo le porte: fatelo adesso. Se avevate delle risorse aggiuntive in Finaosta e quant'altro - noi ve lo abbiamo chiesto in tutti i modi di tirare fuori i soldi, di farci vedere i conti -, devono essere trovate fino all'ultima e messe in campo. Adesso ci dite: "ma, vediamo, si potrebbe trovare però dovete stare bravi. Dovete stare zitti, colleghi dell'opposizione. Se state buoni in Commissione e non alzate troppo la voce, magari tiriamo fuori qualche soldino". Ma stiamo scherzando? La alziamo il doppio la voce se scopriamo che avevate delle risorse e non le avete messe in campo adesso che è il momento in cui servono. Dopodiché, dopo aver sottovalutato il fatto che i nostri emendamenti avevano una parte di sostegno e una parte, invece, propositiva di aiuto all'occupazione, ci snocciola le misure dell'occupazione che noi abbiamo visto e che abbiamo avuto modo di contestare come insufficienti, in un momento in cui il dato più grave di tutti, in Valle d'Aosta, è la crisi occupazionale terribile, con una disoccupazione certificata sopra l'8 percento. C'è una disoccupazione reale molto più alta, perché sappiamo che le persone neanche più cercano lavoro visto che tanto non lo trovano. Quindi, in realtà, il dato è molto più preoccupante. Il dato della disoccupazione giovanile in Valle d'Aosta è un dato raccapricciante perché ci porta completamente fuori dai parametri delle regioni che avevano reddito pro capite alto. Per cui, in una regione in cui, nelle statistiche, il reddito pro capite rimane alto, i nostri giovani non hanno il picco di un quattrino, non hanno un futuro da costruire, vivono sulle spalle dei nonni, delle pensioni dei nonni e sullo stipendio dei genitori. A tutto questo lei risponde dicendo che questa legge finanziaria, lo dice lei, lo certifica oggi con le sue parole, non è in grado di dare risposte e bisognerà prendere subito, fin a domani, dei provvedimenti aggiuntivi. Ma, allora, a che cosa abbiamo lavorato in questo mese? La legge finanziaria è la legge più importante e lei già ci dice: "Vedremo, andremo in commissione". Queste sono parole sue, si riascolti! Lei ha detto che bisogna fare una nuova legge. Si riascolti! Lei ha detto che bisogna andare in Finaosta a recuperare nuove risorse. Allora, o si riascolta e sa quello che dice al microfono, caro Assessore o, altrimenti, ci porta certamente fuori dal dibattito perché, diversamente, chi sta seguendo questo dibattito non capisce più nulla. "Come mai l'opposizione non sarebbe favorevole ad andare a recuperare nuove risorse?" Ve lo chiediamo da giorni e giorni: dateci questi dati, fateceli vedere. Non ci avete dato questi dati e, adesso, scopriamo che da domani mattina si riparte daccapo a lavorare. E, allora, che legge finanziaria è: una legge finanziaria zoppa? Monca? Visto che parte già in modo sbagliato. Questa non è la strada che noi vogliamo disegnare per il futuro della Valle d'Aosta e siamo ancora più convinti degli emendamenti che ieri sera, in notturna, ci avete affossato.

Président - La parole au collègue Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Mi sembra un po' una situazione surreale. Da tre giorni stiamo discutendo due dei documenti politici più importanti e impattanti sul prossimo triennio: il DL 8 e il DL 9 della nostra Finanziaria triennale, l'unico strumento che può essere modificato dal punto di vista legislativo, inserendo delle modifiche, azzerando certi impianti inseriti negli anni passati per poi concludersi in una scelta forte che decide dove allocare le risorse. Ho ascoltato attentamente le considerazioni dell'Assessore Fosson che dice: "l'argomento è forte e va analizzato. Le proposte dei quattro gruppi di minoranza possono avere una loro ricaduta. A nome del Governo - così ci ha detto pochi minuti fa - vorremmo declinarlo, dettagliarlo, ragionarci per poi discuterne nelle sedi opportune".

Immagino che si riferisse o all'aula o alle commissioni consiliari. Poi, in un clima surreale, forse il termine non è sufficiente, cerco di ascoltare attentamente le parole dell'Assessore Marquis che ha alle spalle un bagaglio amministrativo e politico non indifferente, e quindi, non è stato catapultato sul suo dicastero, e mi sento queste due brutte provocazioni messe sul tavolo, a freddo. "Non siamo noi per la politica degli slogan - ci dice - ma siamo per la politica del fare!". Allora, non ho capito di che cosa abbiamo discusso ieri sera e questa mattina. Più che discutere della nostra controproposta, oltretutto con il parere positivo del coordinatore delle finanze che dice che i 17 consiglieri hanno presentato una proposta valida e con la copertura finanziaria, non capisco perché lei porti avanti la politica del fare e noi non la portiamo avanti. Ce lo spiegherà poi meglio e ce lo dettaglierà molto meglio, immagino. Rimandiamo, quindi, queste considerazioni al mittente. Utilizzi altri vocaboli perché non è nostra intenzione fare degli slogan, ma è solo nostra intenzione, invece, mettere in campo la politica del fare con delle proposte concrete e, oltretutto, con una convalida dal punto di vista tecnico-finanziario.

Detto questo, poi lei esce dal seminato e ci porta a spasso o, almeno, pensa di portarci dicendo: "Leggetevi anche la relazione di Confindustria". Noi abbiamo letto la relazione di Confindustria e anche quella della Banca d'Italia. Conosciamo la situazione occupazionale in Valle d'Aosta. Conosciamo, Assessore Marquis, anche le percentuali di disoccupati in Valle d'Aosta e, anche con un po' di presunzione, le criticità della Valle d'Aosta. Tuttavia, non accettiamo che lei, con nonchalance, dica: "consiglieri, noi domani in Giunta approveremo un disegno di legge".

Come ha ben detto il collega Donzel, questo testo legislativo dovrà essere portato in fretta e furia per il 18-19 dicembre per l'approvazione dato che poi, il 19, Finaosta dovrà dare corso alla scelta. Sono sue parole, Assessore Marquis! Allora, oggi stiamo discutendo l'articolo 5 - e termino, Presidente Rini - e gradiremmo sapere perché avete mantenuto lo stesso impianto, perché avete ridotto del 50 percento l'aiuto, perché l'Assessore Fosson dice che, a nome della maggioranza, del Governo regionale, affronterete, nelle sedi opportune, una modifica e lei annuncia un disegno di legge che, quindi, è già confezionato, pronto, dettagliato e con proiezioni, e che verrà approvato, il 18 discuteremo la vostra proposta e oggi ci presentate l'articolo 5? Abbiamo fatto bene, allora, ad andare avanti fino alle tre e mezza. Forse, dovevamo andare avanti ad oltranza per entrare nel dettaglio degli articoli 3, 4 e 5 - termino, Presidente Rini - perché qui siamo in una situazione surreale e, veramente, la invito, neo-Assessore Marquis, a tenersi per lei gli slogan. Noi facciamo le nostre umili, piccole, semplici proposte, ma le nostre proposte, dal punto di vista contabile e finanziario, hanno l'okay dall'Assessorato del suo collega Baccega.

Président - La parole au collègue Cognetta.

Cognetta (M5S) - Grazie Presidente.

Buongiorno a tutti. Assessore Marquis, devo dire che lei dà dimostrazione del fatto che le buone idee sono contagiose. Abbiamo avuto un'ottima idea, l'abbiamo sviluppata per un mese, ci abbiamo lavorato, abbiamo fatto una serie di emendamenti e vedo che voi, adesso, la fate vostra e la apprezzate così tanto che tirate fuori questo colpo di teatro che ci permetterà, forse, di dare una risposta ai cittadini valdostani. Volevo fare, però, un paio di considerazioni sul perché abbiamo previsto 5 milioni e non 8, 10 o 20 o 50. La prima considerazione che faccio è che, per esempio, della gestione speciale, quella sulla quale vanno a intervenire alcuni articoli, non ci è data contezza, a noi della minoranza, della sua grandezza. Non sappiamo, per esempio, quanto contiene. Sappiamo che è alimentata da un certo valore che dovrebbe essere pari a circa 80 milioni di euro all'anno, ma, banalmente, quando io ho chiesto: "bene, arrivano 80 milioni di euro all'anno, ma qual è la cifra di partenza?" Nessuno ha risposto perché non si può sapere. Da questi banchi non conosciamo effettivamente le risorse che abbiamo a disposizione. Quindi, siccome quando facciamo gli emendamenti dobbiamo poi indicare la copertura finanziaria degli stessi, noi, chiaramente, facciamo un lavoro all'interno dei numeri che ci vengono dati. Per voi, invece, è banale. Telefonate a Finaosta e chiedete se ci sono o meno i soldi. Vi dicono se ci sono, li potete spostare senza problemi. Quindi, per voi diventa poi facilissimo alzarvi e venire qui a dire che si possono mettere 10 milioni di euro in quel capitolo. E, a questo punto, sembra che siate voi a fare l'operazione, quando, in realtà, tutta l'idea e tutta quanta la struttura è nostra. Questo, ripeto, a noi non importa. A noi importa che vengano trovate le soluzioni. L'unica cosa che, magari, ci può infastidire è che ve ne vogliate appropriare, lanciando su di noi il fatto che non siamo stati bravi. Questo ci può dare un po' fastidio.

In effetti, lei deve ammettere, invece, che noi abbiamo avuto una buona idea e che se ne potrebbe discutere sedendosi attorno a un tavolo per cercare di sistemare quella faccenda insieme. Invece, se è una buona idea, la fate diventare vostra e poi ci dite che siamo degli incapaci, allora questo mi sembra un po' esagerato. E lei, tra le righe, ha fatto passare questo messaggio. Mi scusi se glielo dico, ma non è corretto. Ieri, mi sono reso conto che c'è stato uno scarso passaggio di informazioni nei pourparler con i colleghi rispetto al 3, 4 e 5, rispetto all'emendamento che abbiamo proposto e all'emendamento di cui parleremo successivamente, relativo a un altro articolo che creava, appunto, i fondi di cui parlava lei. Ma, come ho detto, bastava parlarne. Voi non lo avete fatto. Voi, come al solito, partite per la vostra strada, decidete voi, valutate voi, poi, all'occorrenza, quando facciamo qualcosa di buono, diventa un'idea vostra. Io non vorrei ripetermi perché, alla fine, uno diventa stancante, però ho anche capito che se uno, in politica, ripete le cose, poi, alla fine, riesce a far passare il concetto. Continuo a ripetere che non siamo noi l'antipolitica. Questo vorrei che fosse chiaro. Non siamo più noi perché stiamo cercando di portare avanti un concetto di condivisione e di contagio delle idee che voi, invece, non avete nella maniera più assoluta. E saremmo noi l'antipolitica? Noi saremmo le persone che non vogliono risolvere i problemi? Allora, se noi, adesso, ci fermassimo per una mezz'oretta e vi potessimo spiegare nel dettaglio qual è l'idea che c'è dietro questo nostro impianto, potremmo, probabilmente, nel giro di venti minuti, mezz'ora, diciamo anche quarantacinque minuti per quelli che hanno un po' più di difficoltà nell'apprendere tutti i meccanismi, arrivare a una condivisione totale dell'impianto.

Poi, dopo, non dovreste dire che l'avete fatto voi, ma che l'abbiamo fatto insieme. Questo potrebbe crearvi qualche problema politico perché vorrebbe dire che forse non siete capaci di farlo. Questo lo dite voi. Noi lo diciamo già. Per noi questa cosa è sicura, tant'è che, adesso, voi rubate le nostre idee. Sono contento perché le buone idee, come dico, sono contagiose. E noi del Movimento Cinque Stelle questo lo abbiamo dimostrato a tutti i livelli in tutta Italia. Adesso, addirittura, ci danno ragione sui rimborsi elettorali (ci hanno messo vent'anni). E questo è solo per fare qualche esempio. Quindi, se, per cortesia, cominciate ad avere un atteggiamento più costruttivo - e condivido il fatto che abbiamo fatto le tre e trenta di questa notte, ma avete recepito i concetti - sono disposto a fare anche le cinque della mattina purché condividiate quello che diciamo noi.

Presidente - Grazie. Altri? La parola al collega Grosjean.

Grosjean (UVP) - Grazie Presidente.

Volevo semplicemente ringraziare l'Assessore per le informazioni che mi ha dato sui numeri perché, purtroppo, questa notte, queste poche ore, non sono riuscito a dormire perché non capivo bene quante fossero le famiglie. È un numero veramente limitato e ho anche un presentimento: qui bisognerebbe cominciare a guardarsi negli occhi e a parlare chiaro. Chi sono queste famiglie? Sono per caso quelle che hanno interesse ad avere l'ISEE basso? Lei hai dei dipendenti? Ecco, si rivolga agli imprenditori: ci sono quelli che vogliono lavorare in nero!

Presidente - Grazie. La parola al collega Gerandin.

Gerandin (UVP) - Merci Madame la Présidente.

Io, dopo l'intervento dell'Assessore Marquis, mi aspettavo che terminasse, più che con il leitmotiv della rimodulazione, perché ormai sentiamo solo più la parola "rimodulare", con la parola "ravvedimento". In effetti, lei ci ha detto delle cose che sono veramente il contrario di quello che avete detto ieri. Spero che, come succede tante volte, la notte porti consiglio, ma quando lei dice che, fino al 2013, gli aiuti erano cumulabili, e che, dal 2014, ci sarà la grande svolta, nel senso che gli aiuti non saranno più cumulabili, per cui qualcuno prenderà il bon chauffage, mentre altri prenderanno il bonus energia - se abbiamo capito bene, almeno, questo è quanto ci ha detto -, allora rimane solo più l'incognita di dire: "obblighiamo i cittadini a fare due o tre domande e poi vedremo in quale casella collocarli".

È così, perché nel nostro emendamento chiedevamo esattamente di fissare, per i cittadini, un reddito, una fascia legata sicuramente al reddito, alla componente familiare, alla nuova ISEE. Io ho anche introdotto un concetto che mi è piuttosto caro, e cioè quello di legare la fascia a un minimo di anni di residenza per fare sì che venga chiesto a un solo soggetto se si ha diritto a ricevere aiuti. Parliamo di semplificazione, ma la semplificazione è veramente difficile da capire quando non ci si vuole aprire a una cosa elementare che, soprattutto, scaricherebbe, sgraverebbe i vostri uffici dalle varie analisi, dalle varie possibilità di fare graduatorie per poi andare a comunicare in quale si viene inseriti.

Vengo al secondo passaggio riferito al discorso: "ma, sapete, in questi tempi, con la vostra proposta allocate 5 milioni e 900.000 euro!". Queste, però, sono somme importanti. In effetti, quello di cui ha parlato lei, Assessore, è fuffa. È fumo quello che vendete. È fumo perché io le apro di nuovo il tavolo impietoso delle politiche del lavoro, quello per cui voi avete detto di aver messo in campo svariati milioni, e dico che, nelle politiche del lavoro, voi avete venduto fumo perché gli imprenditori, le cooperative e tutti coloro che hanno creduto nelle vostre promesse hanno assunto, avevano diritto a un rimborso fino al 70 percento del costo del lavoro per le categorie disagiate, e sono imprenditori che hanno dovuto licenziare perché non avete dato loro risposta. Non avete risposto da marzo. Avete obbligato le cooperative a fare dei progetti e non avete rendicontato i fondi. Sono quei famosi fondi per cui, probabilmente, rischieremo anche il disimpegno. Per noi, quindi, era importante prevedere 5.900.000 euro cash, perché questi erano cash e non c'era la necessità di andare a fare la trafila alla Finaosta con i mutui e quant'altro. Queste erano risorse cash che potevano essere messe in campo con dei tempi di risposta di circa 3-5 mesi. Torno a dire - cosa che ormai abbiamo citato e stra-citato - che l'Alto Adige ha messo in piedi un incubatore di impresa che in 3 mesi ti risponde e in 2 mesi e mezzo eroga. Qui siamo anni luce indietro. Non vogliamo neanche avvicinarci a questa realtà, però il concetto ci è molto caro. Siamo veramente allibiti. È vero che la politica è anche l'arte del contorsionismo, ma qui stiamo veramente rasentando l'arte circense. Quindi, tutto questo non ha senso. Lei ha detto delle cose che avrebbero fatto sì che voi dovevate non solo condividere il nostro emendamento. Se, poi, il problema erano le risorse, se ne poteva parlare. Non era un emendamento chiuso. Se 5 milioni di euro non bastavano, se ne potevano mettere 6 o 7. Non era questo il discorso, ma era il messaggio diverso, un messaggio per creare un minimo di entrate al sistema Valle d'Aosta perché questo - e lo ripeto per l'ennesima volta e lo ripeterò all'infinito - è un sistema che non regge. Avete avuto un decrescendo, negli anni, dei contributi perché non avete più entrate. Non abbiamo più entrate. O alimentiamo le entrate o il sistema Valle d'Aosta è finito.

Président - La parole au collègue Guichardaz.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Pensavo di non dover intervenire su questo specifico articolo e, quindi, di andare velocemente ad affrontare gli altri. Poi, l'intervento dell'Assessore Marquis mi ha sollecitato e mi ha ricordato la pubblicità dell'Ilva. Non so se ricorda, Assessore. Era quella pubblicità che dipingeva l'ILVA come il paladino dell'ecosostenibilità e dell'ecologia, quella fatta un paio di anni fa. Abbiamo poi visto che cosa è successo e che ILVA aveva forse più la coda di paglia per obbligarsi a fare una pubblicità che la dipingeva esattamente diversa da quella che pare oggi sia. E dopo il veterinario che disincaglia la mucca, non ci sono i colleghi del Cinque Stelle, oggi abbiamo l'Assessore Marquis che disincaglia con l'elicottero delle milionate di euro che arriveranno probabilmente nelle casse di Finaosta e che serviranno a foraggiare chissà chi, non si sa bene attraverso quali manovre e quali pratiche. Quando mi hanno spiegato un po' come si dovevano costruire gli emendamenti al bilancio, mi hanno detto che sarebbe stato opportuno far quadrare i conti, non sbrodolare perché se non ci sono le risorse e i saldi di bilancio non coincidono, salta tutto perché non c'è la compatibilità finanziaria. L'emendamento può essere presentato, ma viene in automatico bocciato.

Invece, voi oggi ci insegnate che, siccome siete quelli del fare, e mi pare anche quelli del dare o dell'avere perché li avete veramente tutti, non è importante avere una tecnica di costruzione del bilancio. "Facciamo pure quello che vogliamo tanto i soldi si trovano". Voi avete il polso della situazione, avete il portafoglio e vi potete permettere di arrivare in aula, dopo che noi per settimane facciamo emendamenti, costruiamo bilanci, cercando di far quadrare i conti, a raccontarci che la settimana prossima presenterete, anzi, addirittura domani, presenterete un disegno di legge. Perché non lo avete già infilato in finanziaria? Perché non ce lo avete spiegato prima? E oggi venite a dirci che noi siamo quelli che diminuiamo il denaro da 12 milioni lo portiamo a 5, dimenticandovi - e ve lo abbiamo detto ieri in tarda notte, cosa che, forse, vi sfugge perché leggete solo quello che vi interessa - che noi abbiamo costruito due fondi finalizzati al sostegno delle famiglie e allo sviluppo.

Se vogliamo continuare su questa strada, sulla strada di dire: "Voi prelevate i soldi alle famiglie. Noi siamo quelli che, invece, diamo i soldi, che li concediamo e che ne diamo anche di più", probabilmente il gioco non funziona. Siete dei vecchi volponi perché siete quelli che tirano via per rimettere. Ma che gioco è, che strategia è questa? Guardate che questa non è una mano di poker dove voi potete fare i bluff, potete tenervi gli assi nella manica da tirar fuori al momento opportuno per farvi lo spot! Assessore, le chiedo - e, magari, ho capito male io - se pensate di differenziare i contributi in modo tale che ogni famiglia possa accedere a un solo, che cosa creeremo? Un ufficio di consulenza giusto per fare capire alle famiglie quale sia il contributo a cui conviene di più accedere? Ma vi rendete contro di quello che state dicendo oggi? Capisco che questa notte siamo andati a dormire un po' tardi, mi sembra però che stiate cambiando completamente, mistificando le cose che avete scritto e le cose che avete detto.

Presidente - Grazie. La parola al collega Fabbri.

Fabbri (UVP) - Sì, grazie Presidente.

Mi ricollego un attimo a quello che ha detto il collega Gerandin, per ribadire qual è la ratio dei nostri emendamenti. Questa ratio è solo quella di liberare delle risorse da investire sul lavoro, e tutti quanti sono stati costruiti con quest'ottica. Queste risorse da investire sul lavoro sono anche risorse che possono dare speranza, come è stato detto, ai nostri giovani. Per cui è tutto un filo conduttore quello che ci ha animato nel nostro lavoro, tenetelo presente questo, anche quando affronteremo i prossimi emendamenti. C'è, come dicevo, una razionalità precisa, senza naturalmente dimenticare le categorie più deboli.

Presidente - Grazie. Altri? Ci sono altri, colleghi che vogliono intervenire? Possiamo procedere alla votazione? Apriamo la votazione sull'articolo 5. Colleghi siete invitati a votare. Non funziona la postazione del collega Perron. Anche dell'Assessore. È più di una la postazione che non funziona. Anche quella della collega Fontana e dell'Assessore Testolin. Perfetto, possiamo chiudere la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 18

Contrari: 17

Il Consiglio approva.

Passiamo ora all'esame dell'emendamento n. 5 della minoranza. Introduce l'articolo 5 bis. Ha chiesto la parola il collega Bertschy.

Mi scuso, davvero, abbiamo anche i tecnici della ditta che si è occupata del rifacimento dell'impianto. Ci scusiamo per il continuo disagio dovuto al malfunzionamento del sistema audio dell'aula. Collega Bertschy ci scusiamo davvero per il disagio.

Bertschy (UVP) - No, ci mancherebbe. Prendo la parola per mozione d'ordine. Per una serie di disagi tecnici, come tutti abbiamo rilevato. È chiaro che bisognerebbe un capire cosa sta succedendo, qual è l'aspetto tecnico che continua a complicare i nostri lavori, anche perché intervenire in certi momenti è importante così come riuscire a intervenire subito per poter avere un dialogo che dia continuità alle cose che stiamo dicendo. È da ieri che ci sono queste continue interruzioni, ci farebbe piacere, Presidente, capire appunto cosa sta succedendo. Inoltre, credo come un po' come tutti avrete avuto segnalazioni che il nostro streaming continua a dare problemi e lo dico un po' a tutti i colleghi, ho scoperto anch'io che c'è un problema di volume del microfono, ci sono da casa persone che sentono e non sentono gli interventi, quindi se avete piacere di far sentire la vostra voce regolate il volume sulla postazione, perché altrimenti si rischia di non farsi sentire. Cerchiamo di avere al più presto notizie riguardo a questi continui malfunzionamenti perché dispiace a noi, ma soprattutto alle persone a casa, che continuano ad avere delle interruzioni.

Presidente - Grazie collega Bertschy.

Per il puntuale intervento, passerei subito la parola al collega Perron, poi vi proporrei una breve sospensione, in quanto abbiamo l'occasione di avere i tecnici della ditta che si è occupata del rifacimento del sistema audio, così possiamo chiedere direttamente a loro, in Conferenza Capigruppo, quali sono le criticità. La parola al collega Perron.

Perron (UV) - Sì, Presidente.

Era solo per chiedere quello che lei ha già anticipato e che in qualche modo ha già inoltrato il collega Bertschy. Chiederei che la Presidente si facesse interprete di un corretto funzionamento affinché non ci siano equivoci anche in caso di eventuale votazione segreta.

Presidente - Grazie. Collega Nogara.

Nogara (UVP) - Scusate se intervengo, ma la cosa che ha detto il collega Consigliere Perron secondo me è gravissima, perché si mette in dubbio anche il funzionamento del sistema, dicendo che ci potrebbero essere dei problemi per le votazioni segrete. Ogni tanto noi l'abbiamo già detto, ma se lo rilevate anche voi mi sembra che sia una cosa seria.

Presidente - Grazie colleghi. Quindi sospendiamo il Consiglio per 10 minuti per la Conferenza dei Capigruppo.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 10,22 alle ore 10,41.

Rini (Presidente) - Colleghi possiamo riprendere i nostri lavori? Vi comunico l'esito dell'incontro della Conferenza dei Capigruppo. Innanzitutto, su richiesta unanime di tutti i Capigruppo, in caso di richiesta di votazione segreta si procederà per la seduta odierna alla votazione tramite palline nella cabina. Questo per garantire, pur avendo un minimo di rassicurazione da chi sta effettuando i controlli sul nostro sistema audio e di voto, la massima sicurezza in caso di votazione segreta. Altresì abbiamo deciso, sempre all'unanimità, di verificare con l'azienda Eurel Informatica che si è occupata del rifacimento del sistema audio e sistema di voto, il contratto in maniera puntuale anche per capire eventuali inadempienze.

Possiamo andare avanti? Siamo all'esame dell'emendamento n. 5 della minoranza che introduce l'articolo 5 bis. Qualcuno vuole illustrarlo? La parola al collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Colleghi, vorrei a nome di tutta la minoranza illustrarvi questo nostro emendamento, emendamento che ci ha portato a riscrivere nel dettaglio, a nostro avviso in un momento delicato e importante, certe regole sulla trasparenza e controllo delle società pubbliche regionali. Ieri mattina, il Presidente Rollandin, nella sua replica, forse per banalizzare la cosa, ci ha informato, ci ha detto: "non è un discorso di paura, il problema non esiste, le zone d'ombra non esistono". Qui, cari colleghi, il problema non sono le zone d'ombra, il problema è il ruolo di questo Consiglio regionale che è eletto dal popolo valdostano, abbiamo un Governo regionale, un Presidente della Regione a capo del Governo e abbiamo una miriade di società controllate, partecipate direttamente e indirettamente, che operano sul mercato regionale e che hanno un impatto socio-economico di rilievo, importante.

Qual è la nostra proposta: innanzitutto c'è una criticità e l'emendamento va a cercare di dare contezza, di dare delle risposte a una criticità. Parliamo di partecipazioni in maggioranza diretta, da Finaosta alla casa da gioco, da INVA ai servizi previdenziali Valle d'Aosta. Parliamo soprattutto delle partecipazioni indirette gestite dalla Finaosta in gestione speciale. Stiamo parlando del gruppo Energia, 100 per cento, che nella sua struttura è così suddivisa: la CVA S.p.A. con le controllate CVA Trading, 100 per cento, Vallenergie 100 per cento, Idroenergia 100 per cento, CVA Sole 80 per cento, Idroelettrica 76 per cento, Valdigne Energie 68 per cento, Saint-Denis Vento 50 per cento. E poi da delle società collegate e partecipate dal gruppo, Telcha, Le Brasier, ElectroRhemes, Water Gen Power, per fare degli esempi.

Tutti gli impianti a fune, Structure Vallée d'Aoste, il complesso ospedaliero Umberto Parini, Nuova Università Valle d'Aosta, Autoporto, Projet Formation, e potremmo continuare. Stiamo parlando veramente un impero.

Qualche collega, Assessore, lo ha definito i "gioielli", gioielli di famiglia, la cui attività però noi vorremmo sinceramente indirizzare, ben consci che ogni singolo Consigliere ha un ruolo, il Governo ha un suo ruolo, il Presidente ha un suo ruolo e che i consigli di amministrazione hanno un loro ruolo. Cosa vorremmo modificare oggi? Innanzitutto riteniamo necessaria questa modifica, con l'obiettivo di garantire che sia il Consiglio regionale a indirizzare gli esercizi della governance su queste società, su proposta del Governo regionale, con propria deliberazione, previo parere della Commissione. Il centro di dibattito degli indirizzi e delle scelte, quindi, deve essere il Consiglio regionale. Parallelamente andiamo a declinare chi fa che cosa, entro quando si devono inoltrare i vari documenti, e dare la possibilità a tutti i consiglieri regionali di esercitare il ruolo di controllo, ma di esercitare soprattutto il ruolo di indirizzo e quindi di scelte delle macrolinee di queste società.

Presidente Rini termino dicendo che a nostro avviso questo è un altro di quei piliers che abbiamo inserito nella nostra controproposta. Riteniamo necessaria questa modifica e utile al dibattito politico e riteniamo come nel comma 3 all'interno del nostro emendamento sia utile inserire che ci sia la contezza e la certezza di assicurare il rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità di tutte queste società, distinguendo molto bene quali sono i ruoli di questo Consiglio regionale, con i ruoli operativi sia del Governo regionale che dei Consigli di amministrazione.

Come dicevo prima questo penso sia proprio un momento epocale, per la prima volta in finanziaria inseriscono direttamente gli utili di queste società, ma manca tutta la parte a monte e cioè l'indirizzo e il controllo di questo Consiglio, e la possibilità di avere tutte le informazioni. Gradirei avere da parte dei colleghi di maggioranza su questo tema proprio un confronto serio, forte, perché credo che l'emendamento n. 5 vada proprio a dare delle risposte che mi sembra che tanti colleghi, anche di maggioranza, aspettano da mesi se non da anni.

Presidente - La parola all'Assessore Baccega. Vuole intervenire prima lei, collega Cognetta, e poi risponde l'Assessore? La parola all'Assessore Baccega, allora.

Baccega (SA) - Grazie Presidente.

Torna in aula l'ampio dibattito, iniziato in questa legislatura, sulle società partecipate dirette e indirette della Regione. Va sottolineato comunque che si tratta di società di diritto privato, l'abbiamo sempre detto, e con questo mio intervento voglio apprezzare tutto l'impegno e il gran lavoro che la minoranza ha profuso nella preparazione propedeutica a questo emendamento. Va però detto che noi stiamo facendo un percorso piuttosto importante: avete richiesto e vi abbiamo fornito un'ampia documentazione; abbiamo individuato nella commissione un momento di approfondimento, di confronto, di studio, di verifica sulle strategie, sugli approfondimenti rispetto ai principi di trasparenza delle società partecipate.

Sulla base di questo, noi riteniamo che sia prematuro inserire nella finanziaria un emendamento che contenga queste indicazioni, perché abbiamo contezza che la legge di stabilità, che è in discussione in questo momento al Governo, in una prima lettura contiene già tutta una serie di provvedimenti che vanno in qualche modo a dettare e determinare delle norme che potrebbero essere contrastanti, o comunque in qualche modo meno o più stringenti rispetto a quello che voi avete proposto con questo emendamento. Inoltre, alcune di queste società si devono confrontare con il mercato, e quindi sono vere e proprie attività imprenditoriali, e la recentissima sentenza della Corte di Cassazione del 25 novembre, la 26283, dice chiaramente che il potere di gestione è in capo agli organi di amministrazione della società che conservano la loro autonomia...è vero anche che gli indirizzi vengono poi dati dal socio che ne detiene le quote. In questa direzione, lo abbiamo già sottolineato soprattutto per le in house regionali, il controllo analogo che viene effettuato è già previsto dalla norma: entro il 31 ottobre di ogni anno viene presentato un programma operativo, un programma strategico con le linee di azione, gli obiettivi che la società si vuole porre, e predisposta una bozza di programma esecutivo; viene quindi programmata l'attività individuando gli obiettivi per il triennio, ed entro il 31 dicembre di ogni anno viene predisposta una relazione dell'attività di indirizzo e di governance. C'è già in atto un lavoro, però ribadisco: non c'è nessuna preclusione a discutere questo argomento - lo aveva già detto nel Consiglio scorso il Presidente -, non ci vogliamo sottrarre a questo confronto, vogliamo assolutamente essere certi di predisporre la miglior legge possibile per andare in quella direzione che dite voi, ma che diciamo anche noi.

Quindi, sulla base delle considerazioni che ho fatto, sia questo emendamento che il prossimo in cui si parlerà di personale...noi vi chiediamo di ritirarlo, altrimenti proporrò alla maggioranza un voto di astensione, ma proprio perché c'è la seria volontà, da parte di tutta la maggioranza, di approfondire questa tematica anche in tempi brevi, ma in questo momento la legge di stabilità potrebbe in qualche modo predisporre nuovi paletti. Da questo punto di vista, l'invito è proprio questo: o ritirate gli emendamenti, oppure la maggioranza, sulla base di queste considerazioni, si asterrà.

Presidente - Collega Cognetta.

Cognetta (M5S) - Sulla posizione della maggioranza rispetto a questo emendamento, facciamo un piccolo esempio: ci sono le partecipate, ce ne sono tantissime, dovrebbero essere trasparenti, perché esiste una legge nazionale sulla trasparenza, al di là del fatto che sono società di diritto privato, sono comunque in capo all'amministrazione pubblica. È tanto vero che ci dovrebbe essere la trasparenza, perché INVA, per esempio, sul sito ha una sezione che si chiama "amministrazione trasparente", dove dovrebbero esserci l'elenco degli incarichi amministrativi di vertice e quello dei dirigenti e il dettaglio di chi sono, di quanto percepiscono, insomma di tutto quello che li riguarda. Ho preso INVA come esempio perché ne abbiamo 50 e oltre... Allora, dicevo, per esempio ci sono i nomi e i cognomi degli amministratori, incarichi amministrativi dei vertici, c'è il nome e cognome del direttore generale oppure dei dirigenti, non generali, e l'unica cosa che è riportata nella trasparenza amministrativa è la possibilità di inviargli una e-mail. Meno male, così possiamo in qualche modo renderli partecipi delle nostre perplessità.

Ora, capite che vorremmo avere contezza noi consiglieri regionali di ciò che accade all'interno di queste società, vorremmo avere contezza di quanto prendono, quanto non prendono e così via. Certo, basta guardare le delibere, che sono però da tutt'altra parte, che non c'entra nulla con questa: perché è tutto fatto così, è tutto trasparente se sai dove andare a cercare. Questo è il primo passaggio, forse andrebbe messo in maniera fruibile, che vuol dire che chiunque può arrivarci facilmente, non le cose che in realtà sono nel terzo cassetto in basso a sinistra, basta sapere qual è e tu vai e te le vedi, forse, se ci riesci.

Per quanto riguarda poi il passo successivo rispetto alla nostra proposta, al nostro emendamento, c'è tutto quanto il discorso sulla gestione dell'attività su cui viene posto l'accento, che è fondamentale e che va messa proprio in una legge finanziaria, che è il contrario di quello che dice lei Assessore. Questo è il posto dove si decidono le regole dei soldi che andremo a gestire, se non la mettiamo qui dove dovremmo metterla. Questa non sposta un euro, però magari ce ne fa guadagnare, in termini pratici, perché andiamo a fare dei confronti. Se noi, però, dismettiamo questo nostro ruolo, se noi non lo facciamo diventare il ruolo preminente di ciò che facciamo, che senso ha?

Volete fare poi un altro spottone, come diceva il collega Guichardaz, e alla fine direte che avete fatto la trasparenza, che in teoria ci dovrebbe già essere, perché ricordo è una legge che dovrebbe già essere applicata, ma non viene applicata e viene completamente disattesa, e poi dobbiamo fare tutti quei discorsi brutti, devo dire, effettivamente brutti sulle persone, rispetto a ciò che guadagnano. Diventano, però, facilmente strumentalizzabili, e su questo noi ci riusciamo benissimo, perché diventano strumentalizzabili in quanto non sono trasparenti. Lo stesso dicasi per le forniture, sono strumentalizzabili sempre perché non sono trasparenti, ma ve ne rendete conto o no? Saranno sempre strumentalizzabili per questo motivo, sempre, e non ci vorrebbe nulla a cambiare sistema, perché mettere due righe su una pagina web è questione di un minuto. Bisogna però fare una legge, aspettare il regolamento e che vi decidiate, perché dovete decidere voi, eh, per carità, non sia mai detto che prendiamo una decisione furba. Alla fine dobbiamo stare qui a discutere delle ore su un punto che dovrebbe essere già presente da anni. La Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia fa le pulci alle controllate senza problemi, ci sono fior di libroni su come gestiscono le cose: dovremmo anche parlarne no, ogni tanto, di ciò che accade accanto a noi. Noi, però, qualunque cosa proviamo a portare diventa un motivo per eventualmente mettere in difficoltà la società partecipata. La società partecipata deve far guadagnare la nostra Regione, a beneficio di tutti, non dev'essere una scatola che distribuisce soldi a caso agli amici degli amici. Questo è il principio fondante di ciò che dobbiamo fare. E senza di questo non siamo dei buoni amministratori, checché voi ne diciate, non lo siamo. La trasparenza è la base della buona amministrazione.

Si dà atto che dalle ore 11,01 assume la presidenza il Vicepresidente André Lanièce.

Lanièce (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin Laurent, ne ha la facoltà.

Viérin L. (UVP) - Grazie Presidente.

Il tema delle società partecipate è un argomento che non solo, Assessore Baccega, contraddistingue questa legislatura, ma oggi assume una valenza ancora più importante, perché è stato ricordato, oggi le nostre società partecipate non solo ci devono far ricordare che sono un patrimonio di tutta la Valle d'Aosta, ma anche e soprattutto in un momento di difficoltà il ricorso a queste società sta diventando fondamentale per evitare un declino che, comunque, sta avvenendo anche da un punto di vista contabile.

Questo mondo parallelo, quindi, questo mondo impermeabile dal punto di vista della trasparenza, delle informazioni, e questo è il primo aspetto, è un mondo che si deve adeguare perché è un mondo che è soprattutto intersecato con l'Amministrazione regionale, perché le decisioni, le strategie, gli indirizzi devono partire dall'Amministrazione regionale. Ma qui sorge la domanda: chi è l'Amministrazione regionale? Perché siamo sempre a questo punto. Amministrazione regionale è il Consiglio Valle, che attraverso un esecutivo traduce, appunto, dal punto di vista operativo, gli indirizzi. E gli indirizzi devono essere in capo all'Assemblea che è stata eletta dal popolo sovrano, e non un Governo che sostituisce l'Assemblea e neppure da una persona sola, che sostituisce il Governo stesso.

La difficoltà nel reperire le informazioni è mortificante già per chi ricopre un ruolo che è quello di eletto dal popolo, ma anche da parte della sezione della Corte dei Conti, che lo scrive a pagina 13 della relazione e scrive che "problemi sono sorti con riguardo alla trasmissione dei dati da parte delle società a partecipazione regionale".

Queste hanno fatto pervenire esclusivamente i dati relativi a contratti, eccetera. "Non sono stati a tutt'oggi trasmessi, invece, i dati concernenti la gestione contrattuale finalizzata alla realizzazione dei lavori, dei loro scopi sociali"...e si prosegue. Diciamo questo perché questo mondo parallelo da un lato non garantisce informazioni e trasparenza e dall'altro ci fa chiedere da dove sorgano gli indirizzi, che poi sono quelli che non solo sono strategici da mettere in campo, ma che sono anche quelli inerenti alla quota di utili e come questi vengono utilizzati, non tanto per scopi regionali, intesi come amministrazione regionale, ma come scopi delle stesse aziende.

Oggi è fondamentale avere un parco eolico ad Alessandria, è fondamentale fare investimenti nel sud Italia sul fotovoltaico...ce lo chiediamo, siamo qui da settimane a parlare di crisi, difficoltà, sono fondamentali questi interventi e chi li decide? Assessore, tra la catasta di legna di cui parlava il collega Gerandin, che assieme ad altri colleghi vi siete caricati, non deve esistere l'illusione di un potere decisionale da parte vostra. Sappiamo benissimo chi decide, a chi fanno riferimento queste società partecipate, malgrado qualche delega appunto caricata sulle spalle di qualche Assessore. Oggi quello che noi vogliamo è, attraverso questo emendamento, chiaro, è semplicemente che ci sia un coinvolgimento dell'Assemblea. È vero che c'è un lavoro in II Commissione, ma abbiamo visto che è stato difficoltoso anche per la stessa Commissione reperire le informazioni: al momento è stato trasmesso un faldone, ci saranno delle audizioni, ma qui con un semplice emendamento, con una semplice votazione si fa quello che voi enunciate a livello di adesione teorica. Se siete allora d'accordo, Assessore Baccega, se non vi sottraete votate questo emendamento. Ma questa è la collaborazione che continuate a invocare? Che collaborazione è questa? Non chiediamo di stravolgere i vostri programmi elettorali o la vostra bonne direction, chiediamo semplicemente di fare un passo nella direzione che voi avete segnalato essere quella giusta. Non crediamo che sia un futuro di opportunità che si disegna, se non c'è trasparenza, perché ancora una volta ci sarà l'utilizzo di questi fondi e dal punto di vista strategico sì saranno entità che qualcun altro deciderà nelle misure di utilizzo, nella prospettiva e ancora una volta non sarà un patrimonio di tutta la Valle d'Aosta, ma sarà di nuovo proprietà di qualcuno.

Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Donzel, ne ha la facoltà.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Dover intervenire più volte sullo stesso tema alle volte può far apparire pedante l'azione dell'opposizione, ma è un'azione che in linea di principio è sempre stata condivisa anche dalle forze di maggioranza. Non possiamo arrogarci solo noi dell'opposizione il primato su questa volontà di capire e di veder trasparenti le società pubbliche e partecipate della Regione.

Si tratta, però, di una difficoltà persistente in questi ultimi anni che è quella di riuscire a tradurre questa volontà comune in atti concreti, in atti normativi precisi, ed è questo lo sforzo che, congiuntamente, le forze di opposizione hanno cercato di fare con questo articolo, che non vuole minimizzare tutte le attività che si stanno svolgendo in Commissione e vedono collaborare maggioranza e minoranza nella direzione di una maggiore trasparenza.

Esistono ormai precise disposizioni, come il decreto legislativo del 14 marzo 2013 n. 33 che vanno nell'indirizzo di dare sempre trasparenza alle attività delle società in house, delle società controllate, delle partecipate. Per capire, però, qual è la posta in gioco bisogna mettere in campo qualche cifra. I dati esatti non dovete chiederli all'opposizione, noi diamo dei dati che sono quelli che riusciamo a prendere qua e là, perché se non ci arriva neanche la Corte dei Conti ad avere dati precisi dalle società partecipate, figuratevi noi. Il solerte collega Guichardaz e altri colleghi dell'opposizione mandano continuamente richieste ai sensi dell'articolo 116 del nostro Regolamento e vedono decorrere dalla data dell'invio i 20 giorni canonici, quando va bene, alle volte si sfora sulla durata, sulla tempistica, alle volte arriva una lettera in cui si dice che tali informazioni non si è tenuti a darle ed ecco quindi le difficoltà del contesto in cui ci troviamo ad operare.

Da qualche dato preso qua e là, il fatturato di una società partecipata come CVA è un fatturato da bilancio regionale, questo vuol dire che le società partecipate della Valle d'Aosta hanno un bilancio che è superiore a quello che noi stiamo discutendo. È questo che vorrei cercar di far capire ai cittadini. Il fatturato delle società che stanno al di fuori dal palazzo regionale, fuori dall'istituzione Regione, ma che ne sono collegate, è maggiore rispetto a quello che discutiamo all'interno di quest'aula, alla nostra finanziaria. Questo dà l'idea dell'importanza di capire quali sono le scelte strategiche che vengono fatte in quel campo, - sul Casinò qualcosa di più si è discusso in questa sede - ma spesso le cose arrivano preconfezionate, le decisioni sono già prese e la confusione regna rispetto ad alcune scelte fatte. Ad esempio, recentemente abbiamo avuto occasione di essere al casinò e ci siamo sentiti dire che alcune sale appena confezionate e finite, sono già da rimettere in discussione: non si è neanche iniziato a lavorarci che già la situazione non regge più.

Faccio un esempio: potrebbe essere il privé, ma potrebbe essere anche la nuova sala giochi, quella che, diciamo, è l'accesso sulla strada principale di Saint-Vincent, che ormai è già completamente superata dalla nuova concezione del casinò. Abbiamo messo un'infinità di anni per riuscire a farla e adesso viene già messa in discussione e di questo passo chissà quali altre scelte che stanno per essere concluse sono già messe in discussione...

La partita più grossa si gioca comunque su CVA e sulle sue scelte strategiche, e capisco che siano assolutamente scelte delicate, perché CVA investe in altri territori italiani e in altri territori, ma queste decisioni spettano al popolo valdostano, non ad alcuni amministratori, perché siamo noi che dobbiamo decidere se i soldi li investiamo fuori dalla Valle d'Aosta e magari è la scelta giusta perché abbiamo degli utili che rientrano, ma è una scelta che deve spettare al popolo valdostano, non a quattro gatti chiusi in una stanza. È questa la differenza, è questo il senso dell'emendamento che propone la minoranza.

Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian, ne ha la facoltà.

Chatrian (ALPE) - Sì, grazie Presidente.

Mi chiedo, colleghi, se non fosse stimolante che in quest'aula si potessero decidere le scelte, i grandi indirizzi dei nostri gioielli di famiglia. Ho ascoltato l'intervento dell'Assessore Baccega, intervento di cortesia, senza arte né parte, dicendoci "qualcosa si sta facendo, non vogliamo sottrarci", però per adesso...Assessore Baccega, ogni tanto le chiediamo delucidazione su delle variazioni di bilancio, da 500, 1000, 2000 euro, perché sono stati riallocati. E noi consiglieri regionali non discutiamo, invece, sulle strategie, gli indirizzi del gruppo Energia. Lei prima ha voluto, forse, confonderci un po' facendo questo passaggio dal punto di vista gestionale. La gestione è un'altra cosa. Questo emendamento va nella direzione di mettere al centro il Consiglio regionale. Che non sia il Presidente della Regione a decidere le sorti del gruppo CVA, che non siano poche persone a decidere chi e che cosa deve fare, dove devono essere investiti i soldi, se il gruppo deve investire in Italia, in Europa o nel mondo. Vorremmo essere noi a decidere se il gruppo deve investire sull'eolico, a decidere che questa è la strategia, dato che parliamo, per contestualizzare il dibattito Assessore Baccega, solo l'acquisto nel 2012 del campo eolico a Piansano, provincia di Viterbo, che è costato più di 80 milioni di euro.

A noi sarebbe piaciuto che la discussione fosse stata fatta qui, in quest'aula, per una questione di macro indirizzo, solo nel 2012 il gruppo ha investito direttamente in Valle d'Aosta più di 54 milioni di euro. Ci sarebbe piaciuto condividere il piano lavori 2012, sentita la commissione. Questo chiediamo, ma quando poi c'è un po' di malafede e ci si nasconde dietro lo Stato, la legge di stabilità, ma siamo o no una Regione autonoma? Vogliamo quanto meno su questi temi anticipare lo Stato e non farci dettare l'agenda dallo Stato nella legge di stabilità e dire no, sui nostri gioielli di famiglia decidiamo noi e vogliamo che i valdostani sappiano quali sono le decisioni? E chi detta l'agenda non è il Presidente della Regione da solo, ma è il Consiglio regionale tutto, maggioranza e opposizione.

La minoranza ha voglia di prendersi le responsabilità, ha voglia di confrontarsi su questi temi, e anche di contribuire al dibattito, alle scelte, alle soluzioni, magari anche ardite. Vedo però che Regioni a statuto ordinario vanno oltre: la Regione Veneto ha approvato già in Commissione un testo, che è fortissimo, che va oltre il nostro emendamento, la maggioranza lo ha già approvato e lo discuterà in Consiglio, probabilmente il Consiglio regionale il 16 o il 17 dicembre. Vi leggo qualche articolo a mio avviso molto importante: "il Consiglio regionale sulla proposta della Giunta definisce gli indirizzi relativi alle partecipazioni societarie ed alle attività delle società controllate della Regione e ne controlla l'attuazione". Il Consiglio regionale, non il Presidente, non il Governo, ma il Consiglio regionale veneto attraverso le commissioni consiliari competenti può esprimere pareri, - questo è già stato votato in commissione - esprime pareri sui bilanci delle società controllate e verifica i risultati gestionali delle società partecipate. Colleghi di maggioranza, noi siamo pronti, noi abbiamo voglia di studiare insieme a voi e di posizionarci insieme a voi su queste scelte.

Vi faccio ancora due passaggi, sempre sul disegno di legge già approvato dal Consiglio regionale, dalla Commissione competente del Consiglio regionale del Veneto. "Le società controllate trasmettono ogni 6 mesi al Consiglio, al Consiglio prima, e alla Giunta regionale, una relazione sull'attività svolta, ogni 6 mesi". Altri due passaggi importanti, sempre Regione Veneto, acquisizione di servizi prodotti, opere e lavori da parte delle società controllate: "le società controllate acquisiscono opere, lavori, servizi e forniture mediante procedura di evidenza pubblica, ai sensi della normativa regionale, statale o europea, in materia di appalti pubblici. Essi adottano altresì parametri di qualità e di prezzo rapportati a quelli messi a disposizione dal programma realizzazione degli acquisti della pubblica amministrazione". Termino. Consiglio regionale del Veneto, reclutamento del personale e conferimento degli incarichi dirigenziali: "il reclutamento del personale delle società controllate è effettuato previo nullaosta della Giunta regionale". E poi c'è un rimando. Queste sono scelte politiche...

Presidente - Si avvii alla conclusione per cortesia.

Chatrian (ALPE) - ...sì, Presidente Lanièce, "attraverso le procedure di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001 n.165, norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze dell'Amministrazione pubblica". Ecco, guardiamo cosa sta succedendo, lo Stato sta praticamente facendo un'inversione di rotta e sta cercando di legiferare per andare in una rotta alternativa che è quella dell'evidenza pubblica, della trasparenza, e comunque del fatto che probabilmente qualcosa è scappato e quindi bisogna rifare l'impianto e ristrutturarlo. Grazie.

Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Fabbri, ne ha la facoltà.

Fabbri (UVP) - Grazie Presidente.

Vorrei dire semplicemente una cosa. Se è vero come è vero che la legge finanziaria è la legge più importante che il Consiglio esamina durante l'anno, allora sarebbe una cosa molto bella inserire questo nostro emendamento nella legge, proprio perché così si potrebbe cominciare ad avere più trasparenza. È un'occasione unica per iniziare bene una legge così importante come quella sul bilancio. Ho sentito parlare di sorvegliate speciali, in realtà nessuno vuole sorvegliare, si vuole solo vedere come vengono gestite queste attività che sono così importanti per l'economia regionale. Inoltre, la razionalità di questi e dei prossimi nostri emendamenti sull'argomento, è proprio quella di riportare la centralità del Consiglio in queste decisioni.

È stato detto molto bene dal mio collega Chatrian, è qui che si devono dare gli indirizzi, non si vuole certo sottrarre la decisionalità al consiglio di amministrazione, non siamo dei tecnici, però gli indirizzi politici vanno presi in Consiglio, dove tutta la Regione Valle d'Aosta, tutti i valdostani sono rappresentanti. Grazie.

Si dà atto che dalle ore 11,22 riassume la presidenza il Presidente Emily Rini.

Rini (Président) - Merci. La parole à la collègue Certan.

Certan (ALPE) - Merci Madame la Présidente.

Intervengo perché mi sembra che durante le audizioni tutti abbiamo assistito più o meno alla stessa, direi quasi, litania, soprattutto da parte di tutti gli Assessori, ma anche da chi è venuto in audizione, per portarci il proprio cahier des doléances. È un momento, cioè, difficilissimo, di grave crisi, e che quindi non ci sono più risorse. C'è stata un'audizione che, invece, non è andata in questa direzione, perché dove ci sono le risorse c'è un'altra sicurezza anche da parte di chi rappresenta il Consiglio di amministrazione e viene e parla del proprio, diciamo, orto. Mi riferisco all'audizione di Finaosta. In quell'occasione si sentiva un peso diverso, un'autorevolezza diversa, proprio perché c'era una sicurezza in quello che veniva detto.

Ecco, non vogliamo togliere alcuna sicurezza a nessuno, ma crediamo che la partita non può più giocarsi fuori da questo Consiglio regionale, soprattutto una partita che riguarda tutti i valdostani, perché ripetiamo non sono soldi né di uno di noi, né di una parte di noi, ma è di tutta la comunità valdostana.

Gli indirizzi, quindi, le linee strategiche devono essere decise qui fra tutti, certo, dopo una seria discussione. Mi permetto anche di fare un paragone con quello che avviene a livello nazionale: in molti convegni, conferenze, sta tornando sempre lo stesso argomento. Non si parla più di esternalizzazione di servizi, ma di nuovo di internalizzazione, perché in un momento di difficoltà e di crisi probabilmente si cerca di togliere via tutti i ghirigori e i pizzi e le varie cose... Ecco, da noi questo non è ancora avvenuto, anche se devo dire che in II Commissione c'è stato un lavoro credo di buon senso, ma anche una grande apertura che può essere interessante. Devo anche dire, non riguarda proprio questo emendamento, però è una discussione che abbiamo già fatto, anche i consigli di amministrazione e chi è a capo di questi spesso fanno venire il sospetto che sia veramente un affaire privé. E mi rendo conto che a pensar male si fa peccato. Però c'è chi ha detto che spesso si azzecca anche, e quindi credo che, Assessore Baccega, lei ce l'ha confermato, in linea di principio la filosofia di questo emendamento è sostenibile, è approvabile, è partageable. Qual è il problema allora - anche perché la II Commissione sta già andando in questa direzione - a votare questo emendamento, tutti insieme, non chiediamo mica di avere noi la password per accedere a tutte le partecipate e che la maggioranza ne sia fuori, solo che qui si possa tutti insieme discuterne.

Anche la relazione della Corte dei Conti, penso che tutti i colleghi l'abbiano letta, è abbastanza interessante: pagina 31, capitolo VI, "mette conto evidenziare altresì come la parte più considerevole dell'attività contrattuale regionale sia costituita dall'attività non tanto delle partecipate dirette di maggioranza dell'Ente, bensì dal significativo numero di società a partecipazione indiretta, vale a dire delle partecipazioni che afferiscono alla partecipazione speciale di Finaosta, che gestiscono gli appalto pubblici di maggior rilievo". Tutto ottimo, le linee e gli indirizzi allora li decidiamo tutti insieme qui, perché credo che se siamo delegati dai valdostani a rappresentarli in quest'aula, qui devono essere scelte le linee da adottare.

Président - Merci. La parole au collègue Rosset.

Rosset (UVP) - Merci Madame la Présidente.

Ho già avuto modo, in diverse occasioni, di attivare il discorso sulle partecipate, attraverso mozioni e richieste specifiche. Adesso, con questo emendamento, c'è l'opportunità di portare all'interno di un documento importante come la finanziaria un aspetto, secondo il mio modo di vedere, vitale. Forse sfugge all'Assessore, credo anche alla maggioranza, il perché noi dell'opposizione vogliamo dare misure di maggior trasparenza. Cito due aspetti che ho già citato in un passaggio ieri: il fatto che le partecipate sono nel mirino dello Stato, in un momento in cui ci saranno queste gare e in cui evidenziano gli enti locali, che abbiano spostato le loro operazioni sulle partecipate, onde rendere opaco e difficile capire cosa capita. L'ho già detto, c'è una specie di nero, la stessa relazione della Corte dei Conti, ribadisco, l'ha detto il collega Viérin, la collega Certan: questa relazione, queste parole, dovrebbero suonare come un campanello d'allarme, non possiamo far finta di nulla.

La seconda considerazione è collegata alla prima: certi meccanismi finanziari disegnano un mondo parallelo a quello pubblico, e certe regole sfuggono, quando il potere effettivo spetta a questa assemblea. Dobbiamo essere di nuovo nel ruolo che ci appartiene, quello di verificare. E allora, Assessore, occorrerà aprire ragionamenti ad ampio raggio, sulle società, analizzando i costi, i benefici, le adeguate conseguenze, gli investimenti, e allora ecco perché è fondamentale questo emendamento all'interno di una finanziaria, in modo che questa assemblea riprenda il suo ruolo.

Président - Merci.

Non ci sono altre richieste di intervento? Ha chiesto la parola il collega Ferrero.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.

Abbiamo capito, le parole trasparenza e controllo delle società pubbliche regionali che sono contenute nel titolo dell'articolo 5 bis vi fanno venire, diciamo, i brividi. Questo lo abbiamo capito, già da tempo, perché basta vedere cosa succede nelle società partecipate e controllate: manager che assumono i famigliari, i fratelli, che non paghi assumono le fidanzate, e ancora fanno fare dei lavori ai fratelli delle fidanzate, lavori che erano già quasi concordati con altre ditte, ma che improvvisamente spariscono. Fanno fare lavori agli amici del fratello, che fanno addirittura fare delle mostre con la partecipazione anche dei genitori delle fidanzate.

E allora bisogna capirci, che cosa intendete voi per società partecipate, se è una partecipazione familiare o è una partecipazione effettivamente del denaro pubblico.

Bisogna vedere che tipo di politica si fa anche per quanto riguarda gli acquisti di queste partecipate, perché noi ci arrabbiamo molto quando si fanno discorsi di chilometri zero e veniamo a sapere che alcune di queste partecipate a pochi chilometri di distanza da alcune delle ditte più importanti delle nostre eccellenze, dell'enogastronomia, vanno poi a fare acquisti per migliaia di euro di mortadella, speck dell'Alto Adige, mozzarelle e addirittura troviamo, tra i liquori che vengono somministrati, liquori alla liquirizia e altre erbe che sono sconosciute in Valle d'Aosta.

Ovviamente il génépy è ben lontano. Bisogna capire, allora, se le partecipate che attualmente sono il grasso, perché lì ci sta il vero tesoro della Regione, devono essere utilizzate e continuare a essere utilizzate per fare semplicemente dei "marchettoni" elettorali oppure si possono utilizzare per creare sviluppo, perché i cittadini italiani e valdostani si sono così abituati al malcostume che sarebbero anche disponibili a vedere una percentuale dei soldi pubblici che va a finire in, diciamo, ambiti che non sono ambiti propriamente giusti.

Almeno i soldi che ci sono siano spesi sul territorio per iniziative che vanno a portare e a creare sviluppo, economia, sul territorio. Ecco che allora il controllo è incompatibile con la gestione che è stata fatta finora delle società partecipate. Vogliamo semplicemente mettere una parola fine a questo far west. Siate prudenti nelle repliche, perché tireremo fuori un dossier con nomi e cognomi dei vostri appartenenti ai partiti che stanno facendo affari con le partecipate, per centinaia di migliaia di euro. Non vogliamo andare a sconquassare, ma non tirateci per la giacca, mettetevi una mano sulla coscienza, perché qui si tratta di rimediare a un errore ormai ventennale, fate qualcosa perché altrimenti è venuto il momento in cui i nodi vengono al pettine. Il Movimento Cinque Stelle da parte sua non ha cadaveri nell'armadio, quindi andrà a vedere negli armadi di tutti e state tranquilli, non avremo un'ape, ma un tir per tirare fuori i cadaveri.

Président - Merci. La parole au collègue La Torre.

La Torre (UV) - Grazie Presidente.

Il mio intervento non si sovrappone a quello dell'Assessore, ma è l'intervento del Presidente della II Commissione. Voglio subito dire che questo argomento lo affronto con estrema serietà, quindi sgombro già il campo: non sono qui per dire parole gettate al vento. Il suo intervento, Consigliere Ferrero, è molto pesante, e io onestamente non approvo come viene portato all'interno dell'aula, perché mi sembra anche un po' provocatorio, in qualche modo, quindi la inviterei a riflettere sulle cose che dice.

Detto ciò, ripeto, affronto l'argomento con estrema serietà, e credo di averlo fatto all'interno dell'aula, anche a nome della maggioranza, perché questa maggioranza non ha alcun timore a voler approfondire questo tema. E lo abbiamo fatto anche nella sede opportuna, che è quella della II Commissione, che ne ha competenza, se ne è assunta la responsabilità e su questo argomento ha già iniziato a tracciare un percorso, che io credo chiarissimo. Abbiamo detto, come ha ricordato l'Assessore, che sono anche in itinere a livello nazionale delle nuove normative che andranno a inserirsi su questa argomentazione, e noi, comunque, in maniera autonoma, abbiamo iniziato a ragionare dicendo che cosa?

Innanzitutto acquisire le procedure, i sistemi di appalto, il metodo di fornitura, perché evidentemente uno degli elementi che era stato richiesto per avviare un percorso sulla trasparenza era quello della conoscenza delle varie metodologie applicate nelle partecipate. Secondo atto: ci siamo detti che era necessario comparare. Nessuno ha la certezza di essere sempre nel giusto, per quello che prima mi permettevo, onestamente, di dirle Consigliere Ferrero, che non è che ognuno può sentirsi di essere esclusivamente detentore della verità.

Credo che, però, sulla trasparenza sia giusto sgombrare ogni campo, su questo sono d'accordo con lei. E, quindi, bisogna andare a fondo su questi ragionamenti. Questo è un percorso che si fa con degli step ben precisi. Si acquisisce l'informazione che è giusto che ci sia, la si approfondisce confrontandola con le realtà, come forse citava Chatrian, di altre Regioni, e si producono degli atti che devono anche essere duraturi nel tempo e soprattutto applicabili, all'interno delle partecipate.

Questo credo che sia un modo corretto, ritengo che sia giusto che ci siano documenti strategici dati a conoscenza dei consiglieri. È chiaro che, però, bisogna distinguere tra società e società, perché ci sono società che devono fornire i documenti strategici, e altre che probabilmente quei documenti non li hanno, penso alle piccole società a fune che forse non ce l'hanno il documento strategico. Siamo proprio noi come Commissione, forse, che dobbiamo dare delle indicazioni su come costruire un documento operativo e strategico, per far capire qual è la realtà, che ci sono piccole società e grandi società. Le grandi società devono fornire un documento e ci mancherebbe altro. E questi documenti dovranno essere messi a disposizione di tutti i consiglieri, e ci mancherebbe altro. Non penso che li si possa negare. Oggi il clima, la situazione, il contrasto che tendenzialmente si sta creando svia un po' dagli obiettivi, perché tutto si riduce nel porre la questione e noi sembra quasi che ci dobbiamo arroccare. Io non credo che si debba andare in questa direzione: non è una questione di arroccarsi e di fare delle domande, ma di confrontarsi e lavorare insieme. Come Presidente della II Commissione, ma anche a nome della maggioranza, mi sono preso un impegno e lo porto avanti, e su questo vorrei tranquillizzare. La mia è una risposta seria che vuole tranquillizzare, non so se tranquillizza anche lei Ferrero, ha detto delle cose su cui io non posso dire niente, non voglio neanche entrarci, capisce, però che ci sia un impegno serio all'interno di quest'aula, io vi dico che c'è. Non è una banalità questa, c'è e sapete perché ci siamo già riuniti. Non è che la Commissione ha perso tempo, ci siamo già riuniti, abbiamo già emesso una prima documentazione di richiesta, abbiamo già individuato i soggetti...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...sì...vabbè, però mi dà atto che il lavoro è iniziato. Grazie.

Président - La parole au collègue Viérin Laurent.

Viérin L. (UVP) -Vede collega La Torre, qui il messaggio va oltre quello di cui lei sta parlando. Il messaggio che deve arrivare a quel mondo parallelo è che non può continuare a essere un mondo fuori controllo. Accanto a tutto ciò che è stato già evidenziato, in quel mondo si stanno manifestando atteggiamenti - nei confronti di chi non si è schierato dalla parte giusta nel momento dovuto - che sono mortificanti. Ci sono persone a cui è stato detto in queste settimane "tu sei in castigo, tu sei punito" dai capetti mandati da qualcuno. Siamo qui a difendere la gente che fuori soffre, collega Bertolin, l'adesione totalitaria e incondizionata al sistema e al suo capo significa complicità anche di questi atteggiamenti, e noi veramente siamo stufi di queste cose. Vede, i valori dell'Union Valdôtaine ai quali noi abbiamo aderito nel tempo, sono altri valori, e oggi questo Governo è lontano anni luce da quei valori, e i messaggi che si stanno veicolando fuori sono altri, sono i messaggi che noi abbiamo combattuto aderendo a una certa idea, a un certo ideale, perché altrimenti è svuotato di qualsiasi significato.

Noi veniamo in quest'aula a parlare di autonomia e poi sentiamo un Assessore che dice "ma questo non si può fare perché c'è una sentenza della Corte costituzionale". L'autonomia va difesa ogni giorno, maîtres chez nous significa dire che quelle partecipate non sono proprietà di qualcuno, ma patrimonio di tanti, cioè dei valdostani. Lo abbiamo detto tante volte, qualcuno si è impossessato di un movimento che era patrimonio di tanti, per i suoi fini e interessi, e adesso si sta occupando delle istituzioni, o meglio, sta occupando le istituzioni e anche le società partecipate. Oggi siamo veramente indignati rispetto a un atteggiamento di chiusura su un argomento che è veramente una richiesta di trasparenza, nei confronti del Consiglio. L'appello, quindi, non è tanto al Governo, che chiaramente continua a coltivare il proprio orticello, soprattutto qualcuno, ma è a voi, lei Presidente della II Commissione, voi consiglieri, affinché effettivamente, se nelle vostre parole c'è un'onestà che noi riconosciamo, ci sia la volontà di cambiare.

Abbiamo ancora oggi, e non solo nelle partecipate, persone in Valle d'Aosta a cui si dice: "no a quell'evento...no, quelli bisogna tagliarli fuori, quelli non possono parlare con le tv, quelli no", e queste cose vengono dette da chi poi veicola i valori dell'identità, della libertà e di Chanoux. Questo è quello che ci dobbiamo chiedere senza stare lì a fare grandi sofismi, perché questo è il paradosso, l'ossimoro della situazione politica valdostana, che ci ha toccati nelle nostre scelte, perché altrimenti queste scelte noi le avremmo fatte con una sofferenza che già c'è stata. Invece, oggi, il sistema che sta dando questi messaggi è un sistema che è in declino, ma che vive ancora di queste cose, di queste zone d'ombra, ed è per questo che se vogliamo, come qualcuno ha detto, fare cambiare il sistema - non farlo finire, non è stato detto così -, bisogna che si parta da queste piccole cose, perché la comunità in questo momento non sta soffrendo solo di una crisi economica, ma anche non percepisce i valori che si veicolano nelle intenzioni, nei propositi, e che nei fatti non si materializzano. Noi, quindi, voteremo con convinzione questi emendamenti, e non preoccupatevi delle cabine elettorali, perché non chiederemo il voto segreto, perché vi dovete assumere le vostre responsabilità pubblicamente. Sarebbe troppo facile se poi manca un voto e fuori a dire "ma sono stato io, sai, quella persona che si è astenuta, quella che ha votato contro". Qui, pubblicamente, ci si assume le proprie responsabilità, chi è d'accordo è d'accordo, chi non è d'accordo continui ad aderire a questo sistema. L'abbiamo detto tante volte che a questa complicità non vogliamo più, non solo in termini di adesione, ma anche di ideale, contribuire, e vogliamo rifiutarla e ve lo diciamo con convinzione. Su questo tema continueremo a lottare, perché non lottiamo tanto per noi stessi, ma per la gente che fuori soffre.

Presidente - La parola al collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente, per dichiarazione di voto.

Questo è indubbiamente il vero tema di questa finanziaria. Colleghi consiglieri di maggioranza e Assessori, mi rivolgo e voglio fare un appello - sicuramente non lo faccio al Presidente Rollandin, conosco e conosciamo la sua risposta -. Sappiamo come funziona questo modello, come è pesante questa cappa, come scientificamente è orchestrata. E dato che la conosciamo vogliamo modificarla, insieme a voi, se a voi, a qualcuno di voi può interessare. Avete avuto anche voi dei piccoli artigiani, delle piccole imprese, dei piccoli ristoratori, che vi hanno chiesto "perché noi non possiamo partecipare, perché noi non abbiamo le stesse possibilità del vicino di casa, perché siamo stati segnalati sul libro nero". Collega La Torre, io apprezzo il suo piccolo passo, ma la situazione è gravissima sul territorio valdostano, per quanto riguarda le nostre società partecipate e controllate.

È gravissimo, perché le pari opportunità non ci sono. Nelle vallate laterali dove probabilmente ci conosciamo tutti, ci sono segnalazioni, azzeramenti per le piccole attività, dove magari davano una mensa agli stessi dipendenti o le stesse aziende che hanno avuto un affidamento diretto, e dall'oggi al domani queste persone devono andare a mangiare in un altro posto, perché non gradite e perché qualcuno l'ha segnalato. Ecco, riteniamo che questo modello non sia più sostenibile. Vorrei fare un appello anche a qualche Assessore: ieri l'ex Senatore Fosson per quanto riguarda il suo settore ci ha detto: "il modello non è più sostenibile". Assessore Fosson, io le dico, sinceramente, che è qui che si gioca la partita, parliamo di centinaia di milioni di euro, di centinaia di posti di lavoro, di affidamenti diretti, di investimenti milionari, è qui che si gioca la partita.

Collega Borrello, l'altro ieri lei ci ha fatto qualche apertura sull'impianto che noi abbiamo proposto, la nostra contro-proposta. E ho apprezzato il suo intervento, anche se poi fisicamente mi sarebbe piaciuto avere un sostegno, e lo posso capire. Su questo emendamento, però, ci giochiamo le sorti della prossima Valle d'Aosta. La questione è se determinate scelte decidete voi di lasciarle in mano a un'unica persona o insieme decidiamo di compartecipare, di confrontarci sulle grandi scelte di queste società e di togliere questa zona d'ombra e confrontarci nella sede opportuna, cioè in quest'aula, e prendere delle decisioni importanti.

Qui giochiamo veramente il domani della Valle d'Aosta, ma da domani, non fra qualche anno, perché il terrorismo che viene fatto sul nostro territorio è pesante, e davvero le pari opportunità sono negate non solo a tante aziende, non solo a piccoli imprenditori, ma anche nelle miserie purtroppo. Il collega La Torre ci ha detto "abbiamo iniziato a..." i dati li conosciamo, Assessore, li sappiamo, e sappiamo anche come avvengono gli affidamenti e anche chi può partecipare al pranzo o alla cena e chi invece non può, e probabilmente è ora di cambiare rotta. Vi chiedo veramente uno sforzo, su questo emendamento noi facciamo una proposta forte, che non sia una persona sola a decidere le sorti delle nostre società, ma dato che abbiamo avuto un incarico dal popolo valdostano di occuparci per cinque anni del bene collettivo, penso che gli azionisti numero uno di queste società partecipate e controllate dobbiamo essere tutti e 35 i Consiglieri.

Presidente - Grazie collega. La parola al collega Gerandin.

Gerandin (UVP) - Merci Madame la Présidente.

Penso, e lo dico in tutta sincerità, che la credibilità della politica perda veramente tanto se non si trova un'unanimità. Mi piacerebbe parlare di unanimità su una proposta come questa, ma capisco che è un po' come sognare, nel senso che sarebbe già molto importante un'ampia maggioranza, perché capiamo che questo purtroppo rompe il giocattolino nelle mani di qualcuno. È importante condividere a larga maggioranza una proposta come questa, che parla di trasparenza e futuro della Valle d'Aosta. È difficile da capire quando viene evocata la fedeltà a qualcuno o l'appartenenza politica su una decisione come questa, che è esclusivamente un discorso legato alla trasparenza, alla legalità e alla legittimità delle azioni. Assessore Baccega, lei ha detto che è prematuro, ma è veramente poco credibile quando parliamo di prematuro quando nel vostro programma di legislatura avete parlato di positive ricadute sulla trasparenza, legalità e legittimità delle azioni.

Parla di legge di stabilità, e alle volte c'è un po' di confusione, che potrebbe introdurre delle novità. La legge di stabilità, per lo Stato, non è null'altro che la nostra finanziaria, e se lo Stato vuole introdurre come lei dice, come penso, come magari ha avuto delle informazioni, qualcosa legato alla trasparenza o alla partecipazione all'interno delle partecipate, io penso che mai nella vita si permetterà di introdurre qualcosa che sia contro i principi di trasparenza, pubblicità, imparzialità sulle società controllate, e un discorso legato alla pubblicità dei contratti relativi ai lavori, servizi, forniture, consulenza, com'era la nostra proposta.

Al limite introdurrà qualche limite sui numeri di componenti di queste società, magari su chi può farne parte, perché anche lì noi siamo arrivati dopo il treno, ed è lo Stato che ci ha detto che non potevamo rimettere nelle partecipate i cosiddetti "trombati". Voi dite, ma non fate e prendete tempo. Collega La Torre, prendete tempo e il percorso che proponiamo non è alternativo a quello della II Commissione, è complementare, e non vogliamo allungare il brodo, assolutamente non ci interessa, però vogliamo tranquillizzare, come ha detto prima il collega Viérin, quelli che vengono minacciati e ripresi giornalmente, e noi su questo andremo a fondo, perché questi li vogliamo tutelare, perché avere idee diverse non significa mettere a repentaglio il posto di lavoro.

Vi chiedo, e a questo proposito la Corte dei Conti ha già detto che in merito alla documentazione si può stendere un velo pietoso, è giusto che i cittadini valdostani, perché voi lo sapete, sappiano che in questo momento c'è la Guardia di Finanza che sta presidiando CVA, volete che ci metta le tende? Volete che la Banca d'Italia apra una succursale in Finaosta? Perché la Banca d'Italia è presente a controllare Finaosta in questo momento. Noi davvero non vogliamo che i gioielli di famiglia, come li ha chiamati l'amico e collega Chatrian, non abbiano un futuro. Hanno creato occupazione, su questo ne siamo certi, magari con metodi discutibili, noi vogliamo cambiare i metodi, introdurre trasparenza e dare un futuro alle partecipate. Ci sono davvero tante ombre sulle partecipate, tante voci sulla poca trasparenza, sugli interessi personali, e voglio concedervi l'attenuante del dubbio, ma se non votate l'emendamento, date le certezze ai dubbi e alle voci e i cittadini avranno la conferma che avete molto da nascondere. E ha davvero ragione il collega Laurent Viérin, quando dice che non chiederemo il voto segreto per dare la possibilità a qualcuno di fare il beau geste e vantarsene. Ci dovete mettere la faccia, lo dovete spiegare ai vostri elettori, dovete fare il giro della Valle d'Aosta a dire che voi della trasparenza non ve ne frega nulla.

Presidente - La parola al collega Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Come dicevo prima, questo articolo, sebbene non abbia alcun costo per l'Amministrazione regionale, non perché l'abbiamo scritto noi come forze di opposizione, è il più pesante articolo che ci sia nel bilancio regionale. Non c'è un altro articolo che vada a impattare su una quantità di denaro pubblico come questo. È quello che dice che cosa si fa di un bilancio che, parallelo a quello che discutiamo in tutti gli articoli della finanziaria regionale, è addirittura superiore. Parliamo di una quantità di denaro enorme, quindi questo è l'articolo, se vogliamo, che da un certo punto di vista è il più pesante su cui stiamo discutendo e merita, quindi, una certa attenzione. Poi, si articolerà in altri emendamenti successivi, dove verrà ripresa meglio la discussione sul personale, su come vengono trattati i manager, ma rimanendo a questo articolo, devo dire che sono sconcertato dalla debolezza delle risposte dei colleghi della maggioranza. In buona fede, certo, ci stiamo lavorando tutti assieme, ma se rispondete così timidamente con dei nì a delle questioni che noi stiamo ponendo con estrema chiarezza, e non ce la fate più a dire no, non va bene, è sbagliato quello che proponete, ci state mettendo nella condizione di quelli che si sentono quasi di sparare sulla Croce Rossa, cari colleghi. Siamo in una situazione quasi di imbarazzo, dall'altra parte non arrivano neanche più le risposte alle questioni che stiamo ponendo, ci dite "avete ragione, ma forse se lo rinviamo di qualche giorno, di qualche settimana prendiamo un po' di tempo", allora o è un no, non condividiamo la trasparenza, siamo perché pochi decidano, modello verticistico. Mi ricordo quando su quei banchi sedeva il PdL, c'era il coraggio di alzarsi in piedi e dire "abbiamo scelto un modello verticale, amministratori unici, viva il Presidente Rollandin, che da solo decide e fa per tutti". Almeno c'era la verità, il racconto, la fotografia e da questa parte si diceva no, noi vogliamo concertare, vogliamo che sia il Consiglio regionale il rappresentante del popolo valdostano, non vogliamo l'idea di un uomo solo che guida tutti, e di là si diceva "viva l'amministratore unico del Casinò, viva le scelte fatte in questo modo".

E noi invece dicevamo: "No, sono sbagliate, perché scegliere uno solo a capo porterà al disastro", e abbiamo visto il fallimento totale del Casinò. Adesso è chiaro che CVA ha dei conti assolutamente interessanti dal punto di vista finanziario, utili che superano i 100 milioni di euro e non solo nelle annualità correnti, ma è un'entrata strutturata, e quindi da questo punto di vista siamo in una situazione favorevole, ma non possiamo immaginare che questa situazione venga affidata a una gestione opaca, non trasparente, non chiara, delle cui ricadute pochi sono a conoscenza.

C'è un'idea diversa di democrazia sulla quale ci stiamo confrontando, non da oggi, non su questa legge finanziaria, ma sono anni che ci stiamo confrontando su questa idea diversa di democrazia. Ne volete venir fuori? Volete dire che anche voi avete in qualche modo riscontrato che l'idea che pochi che decidono e che fanno è un'idea vecchia, superata, sbagliata e che invece bisogna tornare nelle aule assembleari a fare quel lavoro di concertazione. Tra l'altro siete voi che ci chiamate spesso in causa dicendo "ma noi vogliamo decidere insieme", ebbene che cosa dice questo articolo? Dice che tutti insieme, e quindi non è la minoranza che decide, "voi maggioranza responsabilmente qui davanti a tutto il popolo valdostano decidete insieme a noi". Quando noi vi diciamo "decidiamo insieme", lasciando a voi la maggioranza e quindi la possibilità di avere l'ultima parola sulle scelte, dite no, "queste cose non le vogliamo decidere qui, le decide qualcun altro altrove". Perché? Perché fare una cosa di questo tipo? È davvero incomprensibile. Tra l'altro uno dice "ma queste cose qui chi le sa, chi non le sa". Prendete Il Sole 24 Ore e vedrete che parla delle scelte di CVA, le conoscono di più a Milano che i valdostani. Ma vi sembra normale una cosa di questo tipo? Che si parli di più di CVA a Milano che in Valle d'Aosta? Noi vogliamo dare consapevolezza ai valdostani anche dei beni che hanno e insieme fare le scelte. È per questo che io auspico davvero che ci sia un ripensamento della maggioranza su questo articolo, e che ci sia il consenso a poterlo votare, perché assolutamente non rende ingestibile il bilancio regionale, anzi rafforza la vostra legge finanziaria.

Président - Merci collègue. A demandé la parole le collègue Grosjean.

Grosjean (UVP) - Dopo una mattinata così credo che bisogna fare un attimo di riflessione e mi vorrei rivolgere al Segretario, collega Follien, perché un po' di tempo fa ha presentato una bellissima legge per ricordare il 70° anno della Resistenza in Valle d'Aosta. Così, indicando nell'Union Valdôtaine il movimento che aveva attivamente partecipato a questo momento di liberazione per dare vita a una Valle d'Aosta libera, democratica, onesta, di gente che si poteva guardare negli occhi con fierezza, di gente che poteva attraversare la città di Aosta con la testa alta, parliamo di gente che per le scelte fatte ci ha rimesso la vita. Poi noi ci nascondiamo dietro i grandi discorsi in francese, i nomi del nostro caro Emile Chanoux e quant'altri, ma non vi brucia in tasca la tessera che avete? Se quei signori tornassero fuori a voi vi prenderebbero a calci nel sedere.

Presidente - Prima di passare la parola al collega Roscio chiedo solo un linguaggio che sia consono all'aula. Non le mando nessuna lettera, glielo dico gentilmente a voce. La parola al collega Roscio.

Roscio (ALPE) - Sì, buongiorno. Grazie Presidente.

Volevo fare alcune considerazioni perché ascoltando il dibattito mi sono convinto di una cosa, e cioè che questo articolo è tutt'altro che scontato, che poco importante. Fino a pochi mesi fa ero un cittadino impegnato in prima persona in un questione molto precisa, molto tecnica, ma che aveva come fondo delle idee democratiche, profondamente democratiche, di trasparenza. Su questa cosa mi sono impegnato in prima persona, e con me tante altre, cercando di fare delle proposte, di portare delle argomentazioni al dibattito e qui mi sembra che anche qualche Assessore ha detto: "se avete delle proposte siamo qui ad ascoltarle".

Non mi sarei mai aspettato di trovarmi di fronte a discussioni di questa portata, a un universo parallelo a quello regionale, ma della stessa consistenza economica. E poi scorrendo le relazioni, relative per esempio solo a CVA, perché è un colosso, vedo che c'è una produzione annua di energia elettrica di migliaia di giga-wattora e se vado a fare un conto grossolano di un centesimo al kilowattora, vuol dire che stiamo parlando di centinaia di milioni di euro. Qualcuno ha già ricordato che le società partecipate sono colossi economici paragonabili a quello dell'intera Regione, e questa cosa mi stupisce, anche perché la Regione, pur con l'escamotage del diritto privato, costituisce il socio di queste società in percentuali che vanno dal 90 al 100 percento. Vale a dire che la Regione è socia di queste società praticamente interamente, quindi sostanzialmente resta da stabilire che cosa vuol dire che la Regione è socia. Rispondo al mandato di chi mi ha mandato in Consiglio e tutti noi qui dentro siamo soci di questa società e come soci dovremmo poter avere diritto ad avere accesso ai dati, ad avere perlomeno la facoltà di indirizzare negli elementi più generali queste società.

Mi trovo, invece, una relazione della Corte dei Conti che dice: "l'istruttoria per avere la documentazione è stata particolarmente complessa e non del tutto appagante", "la comunicazione verso questa società "difficoltosa", in momenti particolarmente difficoltosa", "dati forniti non conformi alle richieste formulate".

Questo lo dice la Corte dei Conti, e analoghi problemi sono sorti con riguardo alla trasmissione di dati da parte delle società a partecipazione regionale. In quest'aula si continua a dire "siamo trasparenti", "non c'è niente da nascondere", ma neppure la Corte dei Conti riesce ad avere dati su questa cosa, figurarsi i consiglieri di minoranza. Eppure, a fronte di intenti, di promesse, "faremo", "tracceremo percorsi", ritengo che questo discorso non dovremmo neanche affrontarlo. Mi sembra che una società che gestisce denaro interamente pubblico, un colosso enorme, dovrebbe essere un dato di partenza su cui ragionare, il fatto di essere trasparente in tutto e di fornire dati su tutto. La maggioranza della Regione Veneto, come è già stato ricordato dal collega Chatrian, ha già deciso, ha detto: "questa cosa non può più essere nascosta" e ancora: "questa è una disciplina di base, per aumentare la trasparenza, favorire la concorrenza e il ricorso al mercato". E ribadisce il ruolo del Consiglio, non della Giunta, in quest'ambito, dice: "il Consiglio nel determinare l'indirizzo politico-amministrativo della Regione e nel controllare la sua attuazione, verifica la rispondenza degli effetti delle politiche regionali agli obiettivi di governo e ai risultati gestionali degli Enti, delle agenzie, delle aziende e degli altri organismi di diritto pubblico regionale".

La Regione Veneto, quindi, l'ha già fatta questa cosa, e noi cosa stiamo aspettando, sono anni che avremmo dovuto fare questi provvedimenti e metterli in campo. Vi esorto a riflettere su questa cosa e mi auguro che cambiate idea: la cosa migliore è quella di cercare di votare all'unanimità quest'emendamento che va proprio nell'ottica della trasparenza e della condivisione perché non possiamo più aspettare.

Presidente - Grazie collega Roscio. La parola al collega Nogara.

Nogara (UVP) - Merci Présidente.

Apprezzo lo sforzo del Consigliere La Torre, veramente, ma è evidente che gli ordini di scuderia sono altri, e vi dico secondo noi quali sono stati gli ordini di scuderia. Sono quelli che questo emendamento assolutamente non si deve votare, qui in aula, poi che vada pure avanti la Commissione, e vedremo come andrà a finire. Questo ragionamento è per farvi capire qual è il peso secondo il Presidente, perché gli ordini di scuderia è chiaro che vengono dati da lui, qual è la considerazione che ha delle commissioni, perché se si avesse un minimo di considerazione, il minimo sarebbe proprio quello di votare l'emendamento.

Non stiamo, vi assicuro, parlando a vanvera, e penso che tanti di voi queste cose le abbiano sentite: ci sono persone che sono state minacciate nel garage del Casinò prima delle elezioni, ci sono ditte che non devono essere invitate per lavori, per esempio, agli impianti a fune, personale CVA in castigo che viene fatto girare per tutta la Valle perché ha qualche simpatia. Assessore Baccega, non sto facendo delle speculazioni in questo momento, sto dicendo le cose che ci vengono riferite, e non glielo dico per fare polemica con lei. Magari sorridere su queste cose non è l'ideale, perché stiamo parlando di persone, e le assicuro che non lo sto facendo adesso per riuscire...e una cosa che vogliamo fare è farlo proprio pubblicamente, a questo punto, perché altrimenti non se ne esce più.

Ditte che hanno praticamente l'esclusiva per la fornitura alimentare, nelle nostre partecipate, assunzioni a tempo indeterminato sempre nelle società degli impianti a fune, che sono solo per qualcuno, ma non per altri, ai quali vengono riconosciute professionalità, ma purtroppo non possono lavorare tutto l'anno. Per non parlare degli appalti della CVA, che in questo periodo stiamo vagliando e come già in un paio di Consigli fa, il mio collega Consigliere Chatrian ha spiegato: ci troviamo con degli appalti ultra milionari ai quali magari partecipano tre ditte, mentre con appalti da 3 mila euro vengono invitate quindici ditte. Non vi sembra un po' esagerata questa situazione? Non c'è problema, il Presidente l'altro giorno ha detto "sono contento se c'è un po' di trasparenza", e questo è il primo passo, quindi che problema c'è, l'ha detto anche lui, e allora perché non vuole che passi questo emendamento? "Che lavori pure la Commissione, ma chi se ne frega della Commissione, per quello che conta". È questo il ragionamento purtroppo che si fa. E non ci sono altre scuse e problematiche diverse.

Président - Merci. La parole au collègue Guichardaz.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Mi sono reso conto in questi mesi di Consiglio che ci sono degli argomenti sensibili, che quando si toccano è come toccare la Cia o, come direbbe un mio amico giornalista, la Spectre, sembra di sentire le cose che dicono i colleghi nella Russia di Putin, più che nella Valle d'Aosta di Rollandin. E questa cosa detta davanti a migliaia di persone che ci seguono, chi in televisione, chi sui giornali, chi in streaming, è una cosa che mette tristezza, perché come diceva il collega Grosjean, riferito soprattutto a chi si ispira ad alcune figure, ad alcuni padri della patria. Diventa veramente una tristezza discutere di questioni che potrebbero tranquillamente essere affrontate in una logica bipartisan, in una logica, diciamo di solidarietà, all'interno di questo Consiglio.

Collega La Torre, la trasparenza, è vero, è tema delle discussioni all'interno della sua Commissione, abbiamo fatto dei passi avanti, lo ammetto, abbiamo, forse per la caparbietà e l'insistenza dei consiglieri della minoranza, cominciato a ottenere dei risultati, delle informazioni. Non tutte però collega, perché quando arrivano le relazioni da parte di queste società controllate, quando si parla di controllate non so se sono controllate dagli azionisti o controllate solo da qualcuno, sono le società di tutti, sono società che vengono mantenute con i soldi delle mie tasse, delle sue, collega La Torre, delle tasse di tutti i cittadini.

Quando noi riceviamo i dinieghi alle nostre richieste di informazioni in base all'articolo 116 del regolamento, in cui si dice che quelli sono dati sensibili, non è possibile fornirli perché possono andare a incidere sulle politiche industriali, come se fossimo in presenza di industrie che producono armi sofisticatissime, mentre stiamo parlando di società che fanno giocare le persone, spesso e volentieri. E parliamo della Casinò, parliamo di società che hanno degli interessi relativi, che portano le persone sulle piste, non stiamo parlando di società che producono chissà quale incredibile segreto industriale. Quando arriva, Consigliere La Torre, una risposta alla nostra richiesta di dati dove la Vallée d'Aoste Structure si permette di dire che ci inviano solo ed esclusivamente i dati relativi ai contratti di lavori e servizi affidati di importo superiore a 40 mila euro, soglia minima di importo per la rilevazione dei dati dei contratti pubblici in attuazione alle legge 106 del 2011, e alcune altre società, la maggior parte, invece, non si preoccupano di inviarci tutti i dati, io credo che qui ci sia qualcuno che "ciurla nel manico", c'è qualcuno che non ha la coscienza pulita.

Perché anche gli appalti sotto i 40 mila euro, anche le forniture piccole rappresentano un'economia sommersa ed è l'economia su cui noi vogliamo mettere gli occhi: non è possibile che si continui in questa sede a negare il fatto che esiste un problema di trasparenza. Il Veneto è una Regione del nord, noi ci ispiriamo sempre alle Regioni evolute, è una Regione che ha fatto un provvedimento che parla di trasparenza, sia nei reclutamenti del personale, sia nelle forniture, e allora usiamo quel provvedimento come apripista, qual è il problema?

Altra questione: se il problema sono le notizie sensibili, se il problema può essere la violazione dei segreti industriali, individuiamo allora un sistema, delle clausole, in modo tale che solo chi deve fare attività ispettiva può accedere a questi dati. Collega Borrello, credo che non sia un problema questo, noi abbiamo il dovere, perché siamo pagati profumatamente per fare questo, di vigilare che le nostre società, le società pubbliche, perché queste sono società pubbliche che non possono permettersi di avanzare delle coperture di tipo privatistico, quando gli fa comodo. La Casino S.p.A. fa i dialoghi competitivi da 32-37 milioni di euro, dialoghi competitivi le chiamano queste procedure, colleghi, vogliamo allora una volta per tutte fare un ragionamento e metterci nell'ottica di dire "cittadini, questa volta vogliamo veramente cambiare pagina".

Président - Merci collègue. La parole au collègue Borrello.

Borrello (SA) - Grazie Presidente.

I toni così accesi svegliano anche a me, guardi, che sono un pacato per natura e a volte mi fate alterare. Riesco, però, a rimettere il tutto nella giusta linea, che è quella della discussione serena e pacata. I vostri emendamenti sono organici, sono tre, fanno un ragionamento ben definito, li abbiamo valutati, li abbiamo analizzati, e qual è la posizione che abbiamo messo in evidenza: è già stata esposta dall'Assessore, e sottolineata dal collega La Torre, ed è molto semplice.

Non siamo contrari, come state cercando di far passare voi, con i vostri interventi. Diciamo un'altra cosa, dall'analisi dei documenti del vostro articolato, abbiamo desunto due aspetti: uno è quello di una linea generale che è condivisibile, l'altro è un discorso tecnico, dell'articolato, che in virtù di questi elementi che vi dirò, c'è un passaggio della legge di stabilità che potrebbe andare a normare questo tipo di ragionamento, legato all'importanza, alla delicatezza delle cose che stiamo trattando, e cioè la diversificazione tra società grandi e società piccole.

C'è questo disegno di legge del Veneto che io non conosco, e come potete pretendere che io vada a votare un emendamento a scatola chiusa, su una cosa che non conosco. Allora, io dico questo, io dico questo...

(interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

...interrompo il mio discorso e quando c'è silenzio e rispetto vado avanti. Grazie. Quello che vi sto dicendo, colleghi, è che abbiamo analizzato il vostro articolato, ci siamo confrontati e abbiamo detto "andiamo nelle commissioni a discutere di questo tipo di ragionamento", una commissione che è già stata istituita e che già sta lavorando in questa direzione. Molti di voi citano il programma della Stella Alpina, ho fatto anche fatica a recuperalo, perché probabilmente le ha tutte prese il collega Guichardaz. Me lo sono riletto, allora è fatto proprio bene questo programma, visto che tutti lo citate e noi su questo tema ci siamo, ve l'abbiamo detto, ma le parole hanno ancora un valore in questa assemblea? Hanno ancora un valore le parole? Le nostre parole, le nostre parole. Forse abbiamo dei tempi diversi, rispetto ai vostri, ma quando noi facciamo un ragionamento politico, in politica ci sono anche dei segnali, che sono quelli che abbiamo cercato di darvi, un segnale molto semplice, che è questo: abbiamo analizzato il vostro articolato, non siamo contrari, perché se no lo avremmo cassato, avremmo votato no e non avremmo partecipato alla discussione, perché io già lo so che replicherete tutti, ma non ho paura, quando credo nelle cose, a manifestare quello che è il nostro pensiero.

Il segnale politico è che noi ci asterremo, politica, ci asterremo. Rispetto ad altri passaggi che sono delicati, che sono stati fatti in prima battuta dai colleghi del Movimento Cinque Stelle e successivamente dai colleghi dell'UVP, sono cose gravi, che ovviamente io non conosco, non sono a conoscenza, ma ritengo che se fossero vere anche queste devono essere trattate nella competente commissione, perché questo è un ragionamento...

(nuova interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

...la commissione non è un organo del Consiglio? ...per questo che dico, colleghi, forse per la prima volta mi avete visto accalorato, se non nella prima seduta dell'assemblea, perché non potete farci passare come quelli che non vogliono ascoltare, che siamo contro, su questi temi abbiamo già trasmesso disponibilità, abbiamo fatto un'analisi differente, abbiamo diversificato il principio rispetto al discorso tecnico, che magari non è per voi condivisibile, ma su questo noi ci siamo.

Presidente - Collega, perché? Ha già fatto i due interventi all'interno, sia la dichiarazione di voto...eh. L'ha già fatta collega Viérin Laurent. Prego. Per fatto personale?

Viérin L. (UVP) - No. Per mozione d'ordine Presidente. Vorremmo capire il suo modo di condurre l'aula, se non abbiamo più diritto a interventi, questo diritto o questo mancato diritto vale per tutti. Siccome ci sono stati tre interventi in precedenza, noi crediamo che siano da destinare a tutti. Se non è così, vi chiediamo perché? Allora, Presidente, lei già ieri si è contraddistinta nel suo modo di gestire questa assemblea, non vorremmo oggi tornare a essere limitati nella nostra facoltà di intervenire. Quindi, l'importante è che noi sappiamo come sono regolati gli interventi. Se sappiamo che sono due non c'è problema, c'è l'intervento sull'articolato e poi c'è la dichiarazione di voto. Non capiamo perché questo non è avvenuto. Le chiediamo lumi, e non c'è problema, interveniamo sull'articolo dopo, e magari se stesse un po' a condurre l'aula in modo permanente queste cose forse non succederebbero. Grazie.

Presidente - Io la ringrazio per i suggerimenti, che sicuramente accoglierò. La conduzione permanente, capisce, diventa difficile, io chiedo scusa, c'è sfuggito, proprio, al tavolo della Presidenza, non solo al Presidente, il terzo intervento del collega Chatrian. Gli interventi ricordo che sono due, uno nel merito e uno per dichiarazione di voto. Cerchiamo, quindi, di mantenere questo. Prego. Altri? La parola al collega Ferrero.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente. Per dichiarazione di voto.

Abbiamo ascoltato le parole del Consigliere, nonché Presidente della Commissione competente La Torre, certamente apprezziamo il fatto che ci sia un impegno a trattare in Commissione degli argomenti che sono contenuti nel nostro emendamento, tuttavia non si può sempre rimandare la scelta una successiva verifica.

Il collega Nogara ha fatto cenno a una serie di comportamenti che vengono messi in atto dalle società partecipate e controllate dalla Regione, dove il mancato allineamento costituisce un motivo per un sistematico utilizzo di metodi di intimidazione, trasferimenti, mobbing e anche licenziamenti. Sarebbe utile che andiate a vedere quante cause di licenziamento ci sono nelle società controllate e partecipate. Un malessere che colpisce chi ovviamente non entra bene a fare la rotella del meccanismo. E questa è una cosa veramente grave, che anzi reputiamo gravissima.

Questi percorsi in itinere sono troppo lunghi, bisogna prendere una decisione immediatamente, e la decisione ce l'avete qui, sotto gli occhi e rimandare sarebbe l'ennesima dimostrazione che non si vuole fare nulla in questa direzione.

Riguardo alla forma, una sola battuta: in Consiglio si deve tenere un certo linguaggio, in Consiglio si deve tenere questo, in Consiglio si deve tenere quello. Noi parliamo il linguaggio che è il linguaggio dei cittadini, basta con questa specie di fioretto dell'ipocrisia che stato molto di moda negli ultimi 20 anni, noi ne abbiamo veramente piene le tasche, adesso ci vuole una vera e propria spada celtica per dare il segno del cambiamento e se dovrà cadere qualche testa anche nelle partecipate sarà solamente un bene.

Presidente - Grazie. La parola al collega Perron.

Perron (UV) - Grazie Presidente.

Per dire che personalmente capisco e rispetto anche, collega Grosjean, la passione che i colleghi, certi colleghi, usano per evocare certi argomenti, ma non credo ci sia il bisogno di scomodare i padri fondatori dell'autonomia, che sono stati e rimangono portatori di valori nei quali noi ci riconosciamo e che cerchiamo di interpretare quotidianamente con un nostro lavoro.

Per quanto riguarda le partecipate e le controllate, questo universo parallelo alla Regione effettivamente costituisce uno dei settori importanti, robusti, nell'economia e nell'organizzazione di questa Regione in termini di fatturato, in termini di assunzioni, in termini di lavori, in termini quindi di ricadute. Vorrei, però, che non si confondesse il piano dell'amministrazione con il piano politico. Questo ci tengo a evidenziarlo e faccio un intervento a difesa anche di quei valori che sono i valori di una Union Valdôtaine che è portatrice di un sano concetto di autonomismo, di una Union Valdôtaine che dal mio punto di vista non è assimilabile in alcun modo a dei comportamenti che in aula avete descritto, di una gravità che dal mio punto di vista sarebbe bene approfondire.

Rimango stupito dal tenore, collega Ferrero, di certe dichiarazioni, mi auguro che il Consigliere non sia per certi aspetti responsabile delle cose che dice, e mi auguro che le cose che vengono dette in quest'aula, di questa gravità, ci sia il modo, con trasparenza, con serenità e con pacatezza di verificarle fino in fondo. Io credo che sia bene capire, distinguere e dire a chiare lettere che esiste, collega Ferrero, un mondo unionista che non è assimilabile alla situazione che lei ha descritto gravemente. Per questo motivo, dal mio punto di vista, e non so se esprimo in questo bailamme l'opinione del gruppo, noi ci riconosciamo nella mozione che era stata approvata, che dà mandato alla II Commissione consiliare di iniziare un lavoro in profondità. A me fa piacere l'intervento del Presidente La Torre, che ha riaffermato questa precisa volontà, peraltro già manifestata con delle lettere inviate alle società che sono andate nella direzione di acquisire dei dati e di avere dei percorsi certi, chiari, trasparenti e identificabili di tutto ciò che succede all'interno di questo mondo. Ciò detto voglio dire però, dicendo che ci riconosciamo in questo percorso della II Commissione, che le situazioni che denunciate sono in qualche modo, per chi la ascolta, quasi al limite della legalità, e dal nostro punto di vista non ci sentiamo ed esiste una Union Valdôtaine che non è, colleghi, connivente col sistema che avete descritto. Esiste un movimento nel quale crediamo, al quale apparteniamo, che è portatore di principi sani, di una corretta amministrazione, prescindendola dalla politica e noi ci riconosciamo. Nella loro gravità, valuteremo con molta attenzione e con molta oculatezza i dati che emergeranno dall'indagine che la II Commissione farà, e a oggi riteniamo che non ci siano, dal nostro punto di vista, detto con pacatezza e con tranquillità, le condizioni per accogliere questo articolato. Pertanto su questo articolato, con lo spirito che ho evidenziato, che è lo spirito di voler andare in fondo alle cose, di capire e di mettere in rilievo la trasparenza che deve esistere anche in un mondo di partecipate, noi ci asterremo sulla proposta.

Presidente - Grazie. La parola al collega Cognetta.

Cognetta (M5S) - Grazie Presidente.

Sono contento dell'intervento sia del collega Borrello, che del collega Perron perché ci permettono di fare alcune considerazioni. La prima riguarda ciò che è stato detto dal mio collega Ferrero: eravamo già andati in Commissione, e il collega La Torre lo può confermare, dicendo che avremmo chiesto tutta una serie di ulteriori dati per verificare le notizie che abbiamo in nostro possesso e quindi, per dire che c'è questa nostra volontà, per un motivo di chiarezza. Quello che però sfugge a questa discussione, in questo momento, è una sorta di convitato di pietra, che è presente, ma non parla. C'è di fatto una distanza enorme tra ciò che viene detto dai banchi dei consiglieri e quelli che, invece, costituiscono la Giunta, come ho avuto modo di dire ieri e voi mi confermate questo. Devo dare ragione al collega Gerandin quando dice che approvare questo emendamento è complementare all'azione che stiamo facendo, un'azione che noi abbiamo sollecitato e che abbiamo votato convintamente. Avevamo delle perplessità, continuiamo ad averle, gliele abbiamo espresse durante la discussione. Poi abbiamo detto: "andiamo avanti, vediamo cosa succede", però a questo punto si può votare tranquillamente, rispetto a ciò che stiamo già facendo. Perché votare questo punto vuol dire comunque, per il futuro, assicurarci un certo tipo di controllo e non soltanto in questo momento e in questa Commissione. Noi vorremmo che diventasse una regola, lo capite, c'è questa specie di passaggio all'interno di questo emendamento.

Un'altra questione, collega Borrello: può darsi che dal punto di vista dell'articolato lei non abbia avuto modo di vedere come è stato strutturato, però se ne poteva parlare, ci mettevamo d'accordo, chiedevamo una sospensione, lo rivedevamo insieme e lo votavamo. Si può fare anche così, no, mi sembra.

Infine una parola molto importante rispetto alla questione che ha sollevato il collega Perron rispetto all'Union. Noi siamo venuti al vostro Congresso, l'intervento del mio collega è anche su Youtube, lo potete vedere, ed è stato detto chiaramente un messaggio, che è stato chiarissimo, per cui noi non ce l'abbiamo affatto con l'Union, perché capiamo benissimo che all'interno sia dell'Union, come di tutti gli altri partiti e movimenti, ci sono persone corrette e non corrette. Questo è lapalissiano, non si può negare, il problema è che all'interno dell'Union, che ricordo è il partito che di fatto ha gestito questa regione per decenni e quindi è il maggior responsabile politico di tutto ciò che sta accadendo oggi, e di tutto quello che è accaduto, la gestione non è assolutamente trasparente e questo nelle sue parole si evince.

C'è una gestione politica e poi c'è una gestione personale e sono due momenti che hanno creato tutta una serie di problemi politici ulteriori, prova ne è il gruppo UVP, qui accanto a me, per non parlare di altri prima. Noi, quindi, non ce l'abbiamo affatto con i valdostani, con il francese. Riconosciamo che dentro l'Union ci sono persone che vogliono, come lei ha appena detto, avere maggiore contezza di ciò che accade. Allora mettiamola in campo, lasciamo che loro facciano la loro strada e noi facciamo la nostra e fine del problema.

Perché non credo che per questa votazione la Giunta vada in crisi, no? Non è mica un voto di fiducia, tra l'altro vorrei ricordare che non c'è la fiducia alla Giunta, nel senso che non esiste nel nostro regolamento, c'è tutto un percorso molto più articolato, che conoscete benissimo. Voi direte, poi, che politicamente può essere un problema, in realtà dareste un segnale importante, rappresentereste ciò che è invece la base dell'Union e tecnicamente, i numeri me lo confermano, è una bella fetta del popolo valdostano. Quindi a maggior ragione adesso e noi alla fine, io e il mio collega Ferrero, se ci pensate siamo solo una spina rispetto a tutto quanto questo discorso. Come popolazione, come peso, per quanto mi riguarda sono quello che ha preso meno preferenze di tutti, quindi in teoria avrei meno diritto, ma quando lo dice lei, collega Perron, eh no, lei rappresenta effettivamente la Valle d'Aosta, molto, molto, molto più di noi e quindi per favore la invito caldamente a ripensare alla votazione e lei ha grossissime responsabilità, molte più delle mie.

Président- La parole au collègue Grosjean.

Grosjean (UVP) - Mi rivolgo al collega Ego Perron. Io ero dell'Union molto prima di lei, perché purtroppo ho i capelli un po' più grigi, sono un po' più vecchio, e all'epoca si andava ancora sui muri a scrivere VDA Libre, per quello che mi accaloro un po'. E sono sicuro che il mondo unionista fuori è sano, purtroppo è la gestione di questi ultimi anni che non è stata troppo sana. Perché lo sappiate, facevo parte di una sezione dell'Union Valdôtaine fino a qualche anno fa. Poi ho fatto delle scelte personali e sono stato espulso. Qualcuno che non ha avuto il coraggio di metterci la faccia, con una busta intestata dell'Union Valdôtaine e un pezzo di carta all'interno mi ha inviato una lettera dicendomi che ho sempre mangiato nel piatto dell'Union Valdôtaine. Ho fatto ventotto anni il dipendente regionale, sono entrato per concorso, e se andate in giro a chiedere ai viticoltori di Grosjean si ricordano di quello che ha fatto. Se con "mangiare" si intende prendere uno stipendio regionale, credo di essermelo guadagnato, come tanti altri dipendenti regionali che lavorano seriamente. Mi sento, quindi, a volte un po' in contrasto con qualcuno che si erge a difensore della patria e poi quando siamo qui a chiedere una cosa semplice diamo un colpo a questa trasparenza. Basta queste minacce. Qui ci sono delle persone, che se si permettono di partecipare a qualche riunione, che sono di un gruppo di una certa appartenenza, vengono richiamate. Abbiamo degli elenchi. Volete che prima o poi vengano fuori nomi, cognomi, date e tutto? Cerchiamo di mettere un po' di trasparenza prima. Se noi vi chiediamo, quindi, di votare questo emendamento, signori, è semplicemente perché vogliamo dare un'accelerata alla trasparenza. Tutto lì, perché sappiamo che la Commissione, poi l'articolo 116, è una manfrina che non finisce più. L'hanno detto tutti, dalla Corte dei Conti all'ultimo cittadino valdostano, ormai si sa che i dati non si possono avere. L'unico sistema, signori, è cambiare le regole e questa assoluta volontà a non voler cambiare le regole, dimostra che c'è qualcosa da nascondere. Non so come esprimermi in altri modi, ma la realtà è questa. La mia irruenza, quindi, è semplicemente per il fatto che sovente parlo più con il cuore che con la testa e a partire da questa mattina, per tante cose, mi sento preso in giro, perché mi vengono date delle risposte legate alle normative, ma che non si vogliono realizzare, perché ci sono delle realtà che tutti conosciamo e che nessuno vuole affrontare.

Président - La parole au collègue Guichardaz.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Dopo aver sentito Vincent, mi pare che il problema non sia più un problema all'interno di una forza politica piuttosto che di un'altra, mi sembra che il problema si ponga in termini più generali.

Un problema forse di democrazia, di una Regione che forse deve ritrovare la bussola, ma la bussola dalla parte giusta, non da quella sbagliata. Collega Grosjean, ho anch'io qualche piccola esperienza, come credo tanti: fui uno dei promotori del referendum sull'ospedale, referendum scomodissimo e devo dire che qualche messaggino mi è arrivato, più o meno trasversalmente. Chi si mette contro il potere, chi si mette di traverso viene sistematicamente preso di mira. Allora i passaggi sono molto semplici: bisogna smantellare quelle cattedrali, quei luoghi, quei sancta santorum che solidificano il potere di qualcuno.

Collega Borrello, non ho citato il vostro programma, per una volta, e nemmeno il programma di coalizione, perché non ho trovato il termine trasparenza. L'avrei citato, ho trovato Famiglia fondata sul matrimonio, ho trovato tutte le belle cose che volevate fare ieri, quello che avreste potuto fare attraverso il voto dell'emendamento che vi avevamo proposto sulla famiglia, ho trovato dei riferimenti interessanti sul tagliare le spese non più sostenibili, sul rafforzare il ruolo del Consiglio regionale, trasformandolo da organo di ratifica delle decisioni della Giunta a organo propositivo di controllo politico del Governo regionale. Per una volta che non cito il vostro programma mi costringete a leggere delle cose sulle quali io mi ritrovo in pieno. Avete parlato di manager pubblici, riduzione dei compensi e dei benefit, benissimo. Ci approssimiamo a mettervi alla prova: divieto di cumulo di cariche per coloro che ricoprono ruoli apicali, parliamo di appalti, ma non leggo il termine trasparenza, né nel vostro programma, né nel programma di coalizione, né in quello di legislatura. Non l'ho trovato, poi magari lo trovate voi, son contento, ve lo citerò a vostro favore la prossima volta.

Riguardo alle commissioni, spesso e volentieri si dice: facciamo una commissione così chiudiamo la questione. Consigliere La Torre, lei ha dimostrato fino ad ora di essere una persona seria e questo glielo riconosco. In Commissione si è lavorato, i dati sono arrivati, ha assunto spesso delle posizioni anche di forte contrasto, di autorevolezza, e spero davvero che si vada nella direzione di fare trasparenza, rispetto a questo tema. Mi spieghi, però, Consigliere La Torre, perché non avete approvato quella mozione del 26 luglio, dove vi chiedevamo di fare una commissione per indagare, per mettere le mani, senza voler fare inquisizione. Non chiamiamola commissione d'inchiesta, era una commissione che voleva chiarire certe dinamiche all'interno della più grande partecipata, che fornisce gli utili più grandi e che concede gli appalti più grandi in questa Regione. Non si può utilizzare allora due pesi e due misure, bisogna essere coerenti, se vogliamo approfondire gli argomenti senza timore, perché come dice il Consigliere Perron non avete nulla da nascondere, e questo non lo voglio mettere in discussione. Sono convinto di tutta la buona fede del Consigliere Perron, ma non è questo il tipo di decisione, la politica dell'astensione in temi così delicati, rinviando a tempi successivi. Non è un modo, a mio parere, per andare incontro a un'esigenza di trasparenza che oggi non è più possibile rinviare.

Presidente - La parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Presidente, intanto le suggerirei, anche un po' a sua tutela, d'ora in avanti, una migliore gestione della sala perché mi sembra che la situazione vada messa nella condizione un po' di essere discussa nel suo complesso. Noi abbiamo un Vicepresidente e un Segretario che accompagnano da sempre i lavori in queste posizioni, sarebbe interessante avere un po' di intercambiabilità, e forse ci aiuteremmo un po' di più tutti quanti.

Al di là di questo fatto, nell'anno 2013 c'è una grande occasione per questo Consiglio, che è quella di - personalmente sono anche dell'idea di smetterla di cercare di guardare troppo indietro, ma di guardare soprattutto avanti - tracciare delle linee forti, dritte e chiare e di smarcarsi da certe situazioni, per tutti e 35 i consiglieri. Leggo alcuni passaggi di cose scritte in passato, e vi dirò poi quando. "Sono passati anni, una nuova generazione si è formata in un clima libero, con ben diverse possibilità di esprimere il proprio pensiero, di contare, di incidere sulla vita sociale ed economica della comunità. È necessario che i giovani e le forze democratiche, progressiste, con coraggio spazzino i vecchi sistemi del potere politico, che gioca ancora sul vantaggio di avere una burocrazia pronta a ubbidire perché le vengano garantiti i propri privilegi, il "via i mercanti dal tempio" significa qui via gli affaristi dalla politica, i maneggioni, quelli che vogliono crearsi un impero finanziario sulle spalle del voto onesto e pulito dei cittadini. L'immobilismo amministrativo, le lotte interne per il potere, l'Amministrazione pubblica intesa come strumento per il proprio partito e non per la comunità stanno a dimostrare che la classe politica ha bisogno di un profondo rinnovamento, se non vogliamo correre il rischio di ritrovarci tra qualche mese o qualche anno con il bavaglio sulla bocca. Non la resistenza delle poltrone, ma la resistenza che vuol risolvere tutti i problemi della società di oggi, sulla traccia di quegli ideali di libertà, di democrazia, che erano vivi, e non dico quando, fa in pochi anni, fa che grazie a quei pochi oggi lo sono in molti di più. Non celebriamo quindi i nostri martiri come se fossero in un mausoleo, dove lo si va a vedere e tutto finisce lì, mettiamo in pratica il suo pensiero, operiamo all'interno e all'esterno della nostra comunità sulla base delle linee programmatiche del suo pensiero regionalista, e stiamo pur sicuri che così facendo avremo reso più valido e serio omaggio alla sua memoria". Queste cose le scriveva nel 1974 Bruno Salvadori e credo che siano attuali per tutti noi: c'è la possibilità di segnare delle linee nette col passato e andare in una direzione diversa, negli interessi della comunità. Collega Borrello, collega Perron, riconosco a tutti la possibilità e l'onestà di intervenire e a volte di non avere il coraggio di prendersi delle posizioni. Non prendendosi delle posizioni, però, si assumono delle posizioni che non sono eque per quelle persone, imprese, situazioni, interessi economici, che oggi non si sentono completamente rappresentati dalla politica. E allora se vogliamo veramente far finta che non ci sia il problema non analizziamolo fino in fondo, se invece vogliamo dare un segnale chiaro, che andiamo in questa direzione - e il segnale voi l'avete dato - lo potete completare con la votazione di questo emendamento numero 5 che non complica il lavoro, per ora, delle società partecipate. Se volete, allora, dare un segnale chiaro, il voto a questo emendamento non vi mette in condizione di assumervi nessuna responsabilità, se non quella di tutelare gli interessi della comunità tutta e soprattutto vi permette di abbandonare il passato e avviarci verso un futuro differente, di equità, di sviluppo e di giustizia sociale e di pari opportunità per tutti.

Presidente - La parola all'Assessore Baccega.

Baccega (SA) - Grazie Presidente.

Molto brevemente, anche con due considerazioni da fare, nel senso che la strada di questa maggioranza, è una strada comune dettata da un programma di governo, e quindi sulla base di queste affermazioni, dico che ci siamo fortemente confrontati su questo documento, ci siamo confrontati e abbiamo - come ho detto poco fa - sottolineato l'esigenza comune, l'abbiamo detto anche in altri Consigli, di andare in questa direzione.

È un approccio diverso il nostro, rispetto al vostro, vogliamo...intanto mi pare strano che nella legge finanziaria vada ad inserirsi un emendamento che...è vero che non ha nessun tipo di costo, ma va fortemente ad impattare con quelli che potranno essere, in futuro, i ragionamenti che andremo a fare da un punto di vista finanziario con questa Regione, soprattutto va a essere proposto nella misura in cui, per la prima volta, il bilancio vede il sostegno delle società partecipate in modo così significativo. L'unica cosa che voglio dire e sottolineare è che abbiamo bisogno di un approccio giuridico, tecnico, e di un conforto legale molto più attento da questo punto di vista. Abbiamo sottolineato che ci sono dei percorsi paralleli dello Stato che si stanno occupando delle società partecipate di tutta Italia...sì, è questo il passaggio...noi abbiamo bisogno di un conforto sereno per andare a produrre il miglior documento possibile per andare nella direzione della trasparenza che voi ci avete evidenziato e sottolineato.

Con grande serenità diciamo che ci asterremo su questo emendamento, ma manteniamo fermo l'impegno che il Presidente della Commissione La Torre ha tenuto ancora oggi, in quest'aula, e sono certo che si allunga leggermente il percorso, ma certamente andremo a formulare un provvedimento che sarà fortemente condiviso, e valutato, attentamente approfondito, e sul quale non ci potrà essere nessun tipo di remora, anche legale, successivamente.

Presidente - La parola al collega Gerandin.

Gerandin (UVP) - Merci Madame la Présidente.

Non voglio neanche più provare a condividere un ragionamento, un percorso. Abbiamo provato a toccare la coscienza personale di ognuno di voi, tenuto conto che probabilmente non abbiamo avuto gli argomenti sufficienti, per toccarvela. Volevo sfruttare questa dichiarazione di voto per tranquillizzare la vostra coscienza, introducendo un tassello che sicuramente vi metterà in pace con la vostra coscienza, soprattutto di tutti coloro che sono intervenuti e non posso che fare riferimento al collega Borrello, ma anche tutti coloro che hanno avuto, come pezzo forte della campagna elettorale, la tutela di valori quali famiglia, sociale, lavoro, tutela delle categorie disagiate. Non commenterò, vi leggerò semplicemente un messaggio che è arrivato a mezzogiorno, oggi, quando qualcuno ci ascoltava dall'esterno, ve lo leggerò e ognuno di voi, nella propria coscienza, lo commenterà. "Buongiorno, sono la Signora Anna di Aosta, le riporto per conto e in nome di mio figlio le parole che mi ha appena dettato. Per quanto riguarda il tema delle società controllate, posso citare il mio caso personale. Un sindacalista del SAVT, cui ometto il nome, a sua tutela, circa 3 anni fa mi ha informato che la CVA era tenuta ad assumere personale delle categorie protette. Ho inviato un curriculum a cui mi è stata data la risposta che mi avrebbero tenuto in graduatoria per due anni. Gli anni sono trascorsi e non sono stato chiamato neppure per fare un colloquio. Probabilmente non appartengo a nessuna fazione politica di maggioranza, ne deduco che le leggi nazionali che riguardano il collocamento mirato vengono disattese in Valle d'Aosta. Purtroppo, ora dovrò subire un quarto intervento, recupererò solo parzialmente l'uso della colonna vertebrale e l'attività motoria, ma ci tengo a dire che non prendo nessuna prebenda regionale. Per quanto concerne il futuro, al di là dell'esito dell'intervento, non spedirò più alcun curriculum alle società partecipate e anche agli altri enti, la Regione ha il controllo totale su tutte le assunzioni, in quanto figlio di un Dio minore. Sempre più forti sono le motivazioni di abbandonare notre patrie, non ho alcun problema a dire il mio nome". C'è nome, cognome e indirizzo. Non lo commento, commentatelo ognuno con la propria coscienza, perché questo è lo spirito di trasparenza che sta girando nella comunità valdostana.

Presidente - La parola alla collega Certan.

Certan (ALPE) - Grazie.

Le parole che ha letto il collega Gerandin sono state inviate a tutti i gruppi di minoranza, e credo che segnino bene come il messaggio, questo emendamento sia puntuale, preciso e necessario in questo momento, nella finanziaria, come lo richiedono anche i cittadini.

All'esterno la popolazione ha capito, qui in aula? non c'è miglior sordo di chi non vuole intendere, sembra, quindi, di parlare fra sordi, con alcuni che ci fanno dei gran complimenti, ci dicono che sono d'accordo, e però su questo, in questo momento, non è possibile votarlo, perché probabilmente ci sono stati altri ordini. Benissimo, noi pensavamo, invece, che il Consiglio fosse un posto dove si può cambiare idea, dove la maggioranza si riunisce, magari prende posizioni diverse e dove magari riconosce che alcuni emendamenti della minoranza possono essere votati. Prendo atto, invece, che oggi in questo Consiglio tutto è già stato deciso prima. Le discussioni e le parole, gli interventi che noi facciamo non hanno quasi alcun senso, se non prenderci ogni tanto un complimento e qualche insulto, punto. Mi fa piacere, invece, che la popolazione, i cittadini e la comunità sia molto più attenta e sia molto più disponibile anche a dialogare con quegli amministratori che lo vogliono fare, e noi ci riteniamo degli amministratori aperti. Alcune posizioni, alcuni passaggi che avete fatto voi ve li abbiamo riconosciuti, e proprio la coralità, la voglia di condivisione, la necessità che questo momento sociale, non politico, valdostano, richiede, porterebbe ad un'altra coesione. Ce ne rammarichiamo, però alla fine possiamo dire che il risultato che volevamo ottenere è far capire alla popolazione che gli emendamenti abbiamo proposto non sono stati buttati lì a caso, sono stati meditati, preparati appositamente per provare a cambiare, dal prossimo anno, tutto il percorso della nostra Regione. È possibile, perché cambiare è possibile, bisogna volerlo.

Presidente - Grazie. Possiamo mettere in votazione? Prima la parola al Presidente Rollandin.

Rollandin (UV) - Sì, grazie Presidente.

Credo che la discussione che oggi si è svolta in quest'aula abbia diverse sfaccettature. Ho ascoltato con grande attenzione quello che è stato detto e, per quanto mi riguarda, mi riconosco nelle dichiarazioni che sono state fatte dai colleghi, dal Presidente della Commissione, da quello che è stato detto dall'Assessore nel merito della volontà di arrivare a un provvedimento che recepisca questi concetti di trasparenza, di possibilità di avere delle regole chiare, con la dovuta gradualità, per quanto è delle società partecipate, con quello che ne consegue.

Soprattutto, credo che sia importante fare queste riunioni e fare le audizioni... Avevo già dato e la maggioranza aveva dato il suo assenso a parlare con gli organi della CVA per chiarire tutta una serie di passaggi. L'aspetto credo che più preoccupi un po' tutti è tutta una serie di affermazioni, di cose dette e non dette, su quello che succede, su quello che si dice che succede, delle minacce, e tutta un'altra serie di cose che francamente non possono giustamente che preoccupare tutti. Credo, quindi, che sia corretto e giusto approfondire queste tematiche, per togliere i dubbi, affinché non ci sia qualcuno che parli a nome e per conto, come succede regolarmente, ed è bene che queste cose vengano chiarite, perché si tolgano le nebbie, i dubbi, su quello che succede e che non deve succedere.

Se ci sono argomentazioni tali da comportare una lesione delle buone norme e regole, credo che sia giusto andare anche oltre, facendo le denunce del caso. Perché credo che se ci sono delle situazioni che sono contro la legge, è giusto che vengano esposte, denunciate, in modo che si arrivi a gestire in modo chiaro e trasparente quello che succede. Per quel poco che conosco, credo che la possibilità di avere questi confronti permetterà di chiarire una serie di aspetti, di procedure, che oggi non voglio ripetere, e darà così la possibilità a tutti di capire che cosa sta succedendo e cosa, sicuramente, c'è da migliorare, in modo tale che quest'aula prenda cognizione - non solo la Commissione - di quello che si vuole fare e di come si vuole prevedere una gestione che in qualche modo recepisca questi propositi. Aspetti che abbiamo condiviso e condividiamo, anche se oggi ci asteniamo su questo per le ragioni che abbiamo detto e per questi approfondimenti, in modo che non si possa più parlare a nome e per conto di tutto e di più, senza avere la certezza di quello che si dice e chi lo dice. È troppo facile altrimenti addebitare sempre e comunque a qualcuno l'intromissione, il fatto che c'è qualcuno...benissimo, lo si faccia. Siccome non abbiamo nulla da coprire e da nascondere, né alcun interesse di alcun tipo, con nessuno, siamo lieti che questo aspetto venga finalmente chiarito.

Questo vale per tutto quello che è stato detto, e sicuramente a quel punto ci sarà la possibilità di fare delle verifiche, su quello che si immagina, e quello che si dice, dalla più piccola alla più grande società. Questo vale per tutti. Vedremo così se, come qualcuno suppone, ci sono ancora delle situazioni difficili, si chiariscano per il futuro, si possano fare tutte le operazioni necessarie per avere quella trasparenza che avete evocato, che noi condividiamo, che però dobbiamo tradurre in atti. Questo lo abbiamo chiesto, l'ha detto all'inizio il collega La Torre, di arrivare a questa definizione e aver chiesto l'approfondimento. Siamo perfettamente d'accordo sull'esigenza di arrivare a una definizione, che eviti, ogni volta che si parla di una partecipata, di dover fare allusioni, andare oltre o immaginare tutto quello che si può di brutto, di nefasto. Detto questo, credo che si possa tranquillamente andare a fare chiarezza su tutti i campi che sono stati evocati.

Presidente - Possiamo mettere in votazione, colleghi? Ha chiesto la parola il collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Mi fa veramente piacere sentire questo intervento, in questo senso di proposta, perché credo che quello che oggi alimenta questa discussione è il fatto che la mancanza di regole crea una comunità sregolata, proprio per quelli che ci vogliono vivere in questa comunità. E per quelli che non vogliono partecipare a un momento nuovo di una comunità valdostana che è in crisi e che ha bisogno di riorganizzarsi. È per quello che ho detto nel mio intervento che tutti abbiamo, in questo momento, senza andare indietro nel tempo, la possibilità di cambiare le regole. Se certi interventi, certe situazioni sono state segnalate, è perché purtroppo qualcuno sta giocando sulla pelle delle persone, sulla pelle degli interessi delle persone, in una situazione che, da quello che si sente dire in quest'aula, non ha potere di controllo, di indirizzo politico in questo caso, altrimenti ci saremmo trovati a fare una discussione in un'altra direzione.

Al di là di come andrà la votazione, quindi, quello che ci siamo detti deve arrivare fuori da questo palazzo, perché è fuori che abbiamo rivolto una parte dei nostri interventi, ed è alle persone che stanno utilizzando male i poteri e le responsabilità che gli sono stati conferiti, e che non hanno capito che queste responsabilità devono essere usate con attenzione, soprattutto in momento come questo. Speriamo che l'appello arrivi in maniera forte e chiara e saremo puntuali in Commissione, come in altre occasioni che si vorranno creare così da denunciare queste situazioni e responsabilizzare tutti. Abbiamo bisogno di ridare fiducia, creare un clima di libertà, di serenità, nella comunità valdostana e nelle persone che la vivono. Presidente le cose che lei ha detto a noi consiglieri sono le cose che utilizzeremo per andare a fare le nostre verifiche puntuali, per riportargliele, per segnalargliele e soprattutto per fare in modo che quello che oggi non volete rappresentare torni al più presto in discussione, perché venga messo in atto, perché c'è bisogno di regole chiare in qualsiasi società, da quella pubblica a quella privata.

Presidente - Grazie. Altri? Se non ci sono altri possiamo procedere alla votazione? La votazione è aperta. Colleghi, intanto che sistemano la postazione di voto, vi chiedo la cortesia, a sospensione dei lavori, naturalmente, vista l'ora, la possibilità di incontrarci un attimo con i Capigruppo, 5 minuti, nella sala a fianco. Grazie, possiamo chiudere la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 17

Favorevoli: 17

Astenuti: 18 (Baccega, Bianchi, Borrello, Farcoz, Follien, Fosson, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Testolin, Marco Viérin)

Il Consiglio non approva.

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La seduta termina alle ore 13,11.