Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 293 del 4 dicembre 2013 - Resoconto

OGGETTO N. 293/XIV - Inizio della votazione del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta (Legge finanziaria per gli anni 2014/2016). Modificazioni di leggi regionali".

Presidente - Colleghi, possiamo iniziare l'esame dell'articolato del disegno di legge n. 8. Siamo all'articolo 1. Analizziamo prima l'emendamento n. 1, presentato da Alpe, Movimento Cinque Stelle, PD e UVP. Qualcuno intende prendere la parola per illustrarlo? Colleghi, chi intende illustrarlo? La parola al collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Per illustrare l'emendamento n. 1, sottoscritto da tutti e quattro i gruppi di minoranza. La ratio che ci ha portato a presentare quest'emendamento va nella direzione di modulare, parametrare gli aiuti anticrisi...Presidente Rollandin, lunedì pomeriggio, illustrando questa finanziaria, ci ha ricordato che questi aiuti messi in campo dall'Amministrazione regionale ormai hanno sei anni. Praticamente l'articolo 1 è quello che ha avuto più modifiche in questo quinquennio, nel senso che mi sembra che, per i primi tre anni o quattro anni, la sospensione fosse per le due rate intere, al cento percento, e poi sia stata riparametrata al cinquanta percento. Cosa vuol dire? Vuol dire che l'Amministrazione regionale ha creato le condizioni per sospendere una delle due rate annuali, altrimenti due rate su quattro se sono delle rate trimestrali. Penso che sia stato chiaro che non la nostra controfinanziaria, la nostra controproposta...inserita in questi trentaquattro emendamenti che questa sera e domani affronteremo, discuteremo e spero ci confronteremo soprattutto...sapendo perfettamente che noi non abbiamo la bacchetta magica, ma abbiamo qualche idea che può essere anche utile al dibattito ed interessante per integrare, per dare qualche spunto in più e - perché no? - trovare qualche soluzione. Abbiamo allora deciso di presentare quest'emendamento n. 1, che va a calibrare, per quanto riguarda gli impianti a fune, quindi gli interventi regionali per lo sviluppo degli impianti a fune di connesse strutture di servizio, quelle che sono le rate in scadenza, limitatamente alla prima rata per i mutui agevolati...con rate semestrali...e l'emendamento che andiamo a proporre va in questa direzione. L'aiuto viene dato, garantito, cioè l'aiuto vuole dire la sospensione della rata semestrale, a condizione che la società sia in difficoltà. Se tale società non è in difficoltà, abbiamo anche inserito il parametro, che è: "la sospensione si applica esclusivamente nel caso in cui gli utili dell'ultimo esercizio approvato siano inferiori all'importo delle rate di mutuo da corrispondere per l'anno di riferimento".

Abbiamo inserito un nuovo parametro, noi lo definiamo un parametro virtuoso; abbiamo deciso di presentare quest'emendamento che deve portare anche le nostre società pubbliche...stiamo parlando di quel mondo che gradiremmo fosse un po' più trasparente, gradiremmo che qui si decidessero le sorti di queste nostre società pubbliche. Chiediamo quindi uno sforzo in più a queste società dicendo: "hai i libri contabili a posto, hai degli utili, non ti garantiamo più a questo punto la sospensione, perché potremmo andare eventualmente ad aiutare, o a sostenere altre imprese, potremmo andare a creare altre condizioni in altri settori": ecco, questa è la filosofia dell'emendamento n. 1.

Ci aspettiamo dai Consiglieri colleghi di maggioranza un confronto franco, diretto su questo tema. Chi ha partecipato agli incontri in II Commissione, mi sembra che il Governo regionale più volte abbia udito in questi mesi...ci ha informato che tali società sono in buona salute e che quindi possono fare qualche sforzo. Ebbene, quest'emendamento va in quella direzione, iniziamo tutti insieme a fare degli sforzi, così, probabilmente, potremo andare ad allocare queste risorse in altri settori più bisognosi. Grazie.

Presidente - La parola al collega La Torre.

La Torre (UV) - Grazie Presidente.

Su quest'argomento la maggioranza è disposta a confrontarsi, anche quindi a cercare di trovare un accordo. Crediamo che la finalità così come l'ha espressa non contrasti con quello che è l'indirizzo che noi diamo alla norma, che, a nostro avviso, è una norma, da un lato, di salvaguardia delle imprese e, dall'altro, che si basa sul principio inderogabile della restituzione. Credo che questo sia un elemento su cui mi sembra ci sia appunto questo principio di intesa, anche tra le cose che lei ha detto...la nostra visione...quindi ragioniamoci, però io le dico subito che questo va trasportato correttamente nella realtà. Per trasportarlo correttamente nella realtà, noi dobbiamo tener conto anche della complessità delle dinamiche che regolano i bilanci delle aziende, quindi non dobbiamo fare una confusione tra quello che è l'aspetto fiscale e l'aspetto finanziario. Questo cosa vuol dire? Vuol dire che l'osservazione non può essere basata su un singolo anno di bilancio, perché evidentemente un singolo anno di bilancio potrebbe essere difforme rispetto o alla capacità finanziaria, o agli obiettivi della società, o conseguentemente generare un utile solo di carattere fiscale. Io credo che, se lo si vuole trasportare realmente in quella che è una dinamica, diciamo, delle aziende, noi dobbiamo fare un'osservazione che si basa su un piano triennale e in questo senso quindi avere una "conseguenza" di almeno tre bilanci, che in qualche modo raggiungano...a seconda di come lo vogliamo osservare...il risultato di bilancio.

Aggiungo un'altra cosa: perché ho detto confrontarsi, trovare un accordo che il come mi sembra aver già esplicitato...quindi con il buon senso...e che ci sono poi dietro anche questo tipo di interventi che poi in aula hanno una...come dire? quasi una semplicità nell'essere enunciati, c'è una complessità dietro di realtà che si sono consolidate. Per quello che ci riguarda, e credo di interpretare...penso che integrerà anche l'Assessore...quindi c'è questa disponibilità, modificando evidentemente l'emendamento e rimandando comunque ad un approfondimento, che poi ci sarà in quella che sarà l'attuazione, nella valutazione da parte della legge, nel senso degli approfondimenti del caso...quindi c'è una disponibilità ad accettarlo se l'osservazione viene spostata dalla condizione di un anno a tre anni.

Presidente - Grazie. La parola all'Assessore Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Solo per una precisazione al collega. C'è un motivo per il quale avete messo solo la legge 8 del 1998, oppure è semplicemente quella più importante? Perché c'è un'altra legge che è del 1985, anch'essa è inserita nell'anticrisi e anch'essa è riferita ai mutui.

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

Quando presenterete anche l'emendamento n. 2, c'è la legge 19, ma c'è anche la legge 33, quindi bisognerebbe chiedere alle Finanze se mettere un'addizione generica limitatamente ai mutui agevolati a valere nel settore degli impianti a fune, perché sono tutte citate nell'anticrisi. Oltre al ragionamento che è stato proposto dal collega La Torre, che ovviamente ha fatto la distinzione tra il risultato economico e il problema finanziario che sottende al rinvio, perché io potrei avere un utile importante, ma avere dei problemi finanziari, se questo lo portiamo su un arco temporale di tre anni ovviamente anche l'aspetto finanziario seguirà l'andamento economico. Sull'anno potrebbe non essere così, cioè avere fatturato, avere dei ricavi, ma non avere l'incasso, quindi avere la necessità di avere il rinvio. È chiaro che questo discorso, come ci dicono dagli uffici della Presidenza, deve essere condiviso da tutti, perché, essendo chiusa la discussione generale, se siamo tutti d'accordo, possiamo correggere ed emendare l'emendamento, ma dobbiamo essere, ovviamente, tutti d'accordo.

Presidente - Grazie, collega Marguerettaz, anche per la precisazione. La parola al collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Come avevo cercato di evidenziare nell'illustrare l'emendamento n. 1, mi sembra che condividiate l'impostazione di questi nostri emendamenti, quindi a questo punto faremmo "dialogare" le due leggi che citava prima l'Assessore Marguerettaz, quindi anche la 46 del 1985 per quanto riguarda gli impianti a fune e la 33 del 1973, i fondi di rotazione sulla 19 del 2001, inserendo non solo l'anno, ma il triennio, quindi queste sarebbero le modifiche e la nuova armonizzazione per gli uffici...

Presidente - ...realizzare, quindi, questa proposta... Collega Morelli, ha chiesto la parola?

Morelli (ALPE) - Grazie Presidente. Per l'illustrazione dell'emendamento...

Presidente - Può illustrare l'emendamento 2 come...

Morelli (ALPE) - ...analogamente a quanto avviene per l'emendamento n. 1, noi riteniamo che l'aiuto debba essere mirato alle reali situazioni di bisogno e di fragilità, non distribuito quindi in modo indifferenziato, quindi introdurremmo un parametro che permette di distinguere le situazioni di bisogno e pertanto andremmo a modificare anche questo, secondo il suggerimento, l'indicazione della maggioranza riprendendo...nel caso in cui gli utili degli ultimi tre esercizi approvati siano inferiori al doppio delle rate di mutuo da corrispondere. Il parametro che noi proponiamo di indicare è questo e quindi questo sarebbe l'emendamento modificato. Grazie.

Presidente - Grazie. Su questo secondo emendamento non ci sono difficoltà perché, se non abbiamo capito male, si toglie "dell'ultimo...", si mette: "degli ultimi tre esercizi", giusto?

(interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

...e l'aggiunta della legge 33. Se qualcuno vuole intanto illustrare l'emendamento n. 3, naturalmente non possiamo ancora procedere alla votazione prima di aver esaminato gli altri due, però se intanto vogliamo illustrarlo... La parola al collega Viérin.

Viérin L. (UVP) - Siamo felici di poter iniziare dall'ambito del turismo, ci darà anche la possibilità di formulare qualche riflessione in merito. L'emendamento n. 3 è l'emendamento conosciuto...quello sulla questione dell'allungamento della temporalità dei mutui per chi aveva avuto il vecchio regime dei 15 anni. Noi crediamo che in un momento di difficoltà...e, visto che poi la modifica legislativa aveva previsto i 20 anni, se ci fosse la possibilità di equiparare con un sistema che noi abbiamo cercato di modificare in un emendamento...la possibilità soprattutto in un momento di difficoltà è di portare tutti a 20 anni. Questa è una richiesta che, tra l'altro, è stata anche concertata con l'associazione, con l'ADAVA, noi avevamo puntualmente richiesto in commissione se l'esigenza tra le varie richieste che erano state formulate andava nella direzione...che appunto era quella di cui avevamo sentito parlare tra le forze di opposizione...e così è stato, quindi è una richiesta che va nell'ottica anche e soprattutto di chi opera nel settore. È così formulato: "la durata dei contratti di mutuo in essere stipulati ai sensi della l.r. 19 può essere prorogata, a richiesta del mutuatario - chiaramente - di cinque anni. Ferma restando la periodicità del pagamento originariamente prevista di ciascun contratto, l'importo delle rate non ancora scadute è ridotto in misura proporzionale alla durata residua del contratto stesso". Noi quindi vi sottoponiamo questa proposta nella speranza che questa possa essere accolta. Grazie.

Presidente - Grazie. Chi intende prendere la parola sull'emendamento n. 3? La parola all'Assessore Baccega.

Baccega (SA) - Grazie Presidente.

In effetti, credo che abbiate già discusso in passato su quest'argomento, perché il tema era già stato riproposto in esercizi precedenti. In realtà, c'è già in atto una sospensione di 6 anni che, di fatto, allunga la durata dei mutui da 15 a 21 anni, quindi tecnicamente l'emendamento è fortemente in contrasto con la normativa comunitaria, proprio quella in materia di aiuti di Stato. L'allungamento della durata di un contratto di mutuo in essere genera appunto un aiuto di Stato, che andrebbe quantificato e disciplinato nel rispetto della normativa comunitaria di riferimento, quindi per questo riteniamo che non sia accoglibile.

Presidente - La parola al collega Viérin.

Viérin L. (UVP) - Assessore, se è una questione di legittimità o, meglio, di inquadramento nei confronti dell'Unione europea, è un conto; la questione è che se chi ha 15 anni, diciamo, con l'allungamento dei 6 anni arriva a 21, chi ne ha 20 ha comunque l'allungamento, quindi chi ha già la possibilità di avere il mutuo dilazionato a 20 anni ha comunque i benefici della sospensione delle rate, pertanto ha un allungamento e quindi non è la giustificazione politica per non accettare e non accogliere quest'emendamento. Riassumo: chi ha 15, lei ha detto, viene allungato di 6 anni e quindi...

(interruzione dell'Assessore Baccega, fuori microfono)

...sì, ma, chi ha 20 viene sospeso in proporzione per lo stesso periodo. Se è una questione di legittimità nei confronti dell'Unione europea, quindi noi crediamo sia un altro discorso. Non possiamo dire che la motivazione è quella della sospensione che è in essere, perché quella vale anche per chi ha 20 anni.

Presidente - La parola al collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Avevamo già presentato quest'emendamento lo scorso anno e forse anche nel 2011, ma, per essere chiari, non avevamo mai avuto una bocciatura tecnica. Non mi sembra che l'Unione europea abbia modificato l'impianto 6 mesi fa, 1 anno fa o 2 anni fa. Il collega Viérin ha ben...come posso dire? strutturato, specificato, quelli che sono i 15 anni di mutuo più i 6 anni di sospensione e i 20 anni di mutuo più i 6 anni di sospensione. Allora, qui non è una bocciatura tecnica, Assessore Baccega, è una bocciatura politica, perché non è l'Unione europea che non ci dà questa possibilità, è una scelta. Ecco, vorremmo da parte sua capire le motivazioni. Le motivazioni possono essere per difficoltà, perché l'onere per l'Amministrazione è troppo alto e riteniamo che, comunque, la vostra scelta vada in una direzione diversa, cioè quella di mantenere i 15 anni, diversa cosa invece è la bocciatura dal punto di vista tecnico. Noi diciamo solo questo su questo nostro emendamento. Affronteremo in questa finanziaria, agli articoli 10 e 11, la soppressione praticamente o il congelamento...non so quale sia il termine più corretto...dell'aiuto diretto, del fondo perso. Ecco, riteniamo ancora più valida, probabilmente, questa proroga e ancora più necessario traslare dai 15 ai 20 anni comunque il periodo di ammortamento legato agli aiuti stipulati anni fa...però non mi sembra che ci sia una questione di tipo tecnico, Assessore Baccega. Se può gentilmente replicare o correggerci eventualmente, ma lo scorso anno, stesso emendamento presentato, non ci fu una bocciatura tecnica, ma una bocciatura politica...comunque mi sembrano due cose sostanzialmente opposte.

Presidente - Altri? La parola all'Assessore Baccega.

Baccega (SA) - Sì, io credo che lei la possa considerare come crede. Oggi abbiamo contattato gli uffici degli aiuti di Stato e in questo caso ci hanno evidentemente sottolineato questa forte problematica. Da questo punto di vista, quindi io so risponderle in questo modo: portare a 26 anni sembra che non sia fattibile, tecnicamente non accoglibile. Io credo che su questo argomento, al di là della finanziaria che votiamo oggi, poi però possiamo fare un ulteriore approfondimento, non certo questa sera, ho la sensazione che si possano trovare altre soluzioni in un confronto che può avvenire magari in ambito di commissione...

Presidente - La parola all'Assessore Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Provo a dare solo due informazioni. Quello che dice il collega Viérin è parzialmente vero, nel senso che la ripianificazione sui 20 anni è avvenuta, quasi contemporaneamente alle situazioni anticrisi, quindi, sostanzialmente, avevamo, da un lato, quelli che sono già partiti con 20 anni e gli altri, che erano in corso, che hanno beneficiato a pieno dei rinvii. È vero quindi per qualche annualità, ma nel complesso chi ha beneficiato è soprattutto colui che aveva in essere il mutuo con una scadenza di 15 anni.

L'altra questione: semplicemente se posso dare un'informazione tecnica: i mutui sono dei mutui a tasso agevolato, quindi sono portatori di un aiuto di Stato e la durata del mutuo e il tasso agevolato sono due componenti che misurano l'intensità dell'aiuto; non è possibile farlo in modo indiscriminato, allora allungare di cinque anni un mutuo ad un tasso agevolato vuol dire aiutare l'intensità di aiuto. Messo in questi termini, allora può darsi che ci siano dei mutui che sono fuori da questo parametro. Ecco perché il collega Baccega dice: "fatto in questi termini noi andiamo ad introdurre una norma che potrebbe in fase applicativa portarti fuori dall'intensità di aiuto concessa".

Presidente - Ci sono altri? Vuole leggere il testo anche del primo e del secondo, tutti e due emendati? Prima ha chiesto la parola il collega Gerandin.

Gerandin (UVP) - Grazie Presidente.

Se il problema è l'intensità dell'aiuto, si potrebbe far salvo questo limite, se c'è la volontà politica di provare. Io dico: è tanto semplice, siamo d'accordo, ci si trova d'accordo anche sul principio, dicendo che il limite è quel limite di cui lei, Assessore Marguerettaz, ha parlato, nel senso di dire: "è chiaro, se ci sono delle regole, vanno rispettate".

Una precisazione ancora: abbiamo parlato di sei anni di sospensione. Beh, prorogando adesso, tenuto conto che una semestralità si paga, sarebbero tre anni, una semestralità si paga...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...sì, quattro più due...

(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...è chiaro, se sono quattro, sono due, è chiaro, su questo non c'è dubbio, però io dico che se c'è la volontà politica, si può, come sono stati modificati gli altri due emendamenti, fissare il limite dell'aiuto di Stato, come diceva, dell'aiuto economico per non superare questo limite; allora veramente si potrebbe capire se è un problema legato alle risorse finanziarie o se c'è veramente magari la chiusura dal punto di vista della volontà politica.

Presidente - La parola al collega Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie.

Prendo atto di questa chiusura che viene motivata soprattutto da una ragione tecnica. L'importante è capire esattamente qual è la proposta però che noi andavamo a proporre. Si tratta di evidenziare anche su queste forme che hanno già una maggiore agevolazione...di capire...quale sia l'intensità della crisi l'abbiamo detto in questi giorni: è altissima...capire quindi tutti gli spazi di intervento che abbiamo per agire e contrastare questa crisi, allora se effettivamente...però non l'ho sentito dire con una nettezza, proprio con una chiarezza... Certo, si è detto: "potrebbe esserci...", c'è o non c'è un vincolo assoluto che ci impedisce? Perché non vorrei che ci trovassimo qui con degli approfondimenti fra 15-20 giorni a scoprire che effettivamente con una modifica quest'articolo poteva essere accolto. Allora se assolutamente voi avete contezza che in nessun modo può essere modificato perché c'è un vincolo europeo...è chiaro che non possiamo stare qui a violare norme europee, non è questo il nostro intento, ma laddove ci siano dei margini per riuscire ad intervenire anche su queste situazioni...noi vogliamo sfruttare ogni margine possibile, trovare ogni soluzione possibile perché...laddove ci sia la possibilità di dare agio, di uscire da questo meccanismo che blocca la ripresa economica nella nostra regione...bisogna trovare tutte le soluzioni possibili. Questa è una delle opzioni in campo, se poi ci garantite assolutamente che non è possibile migliorare quest'emendamento, ne prendiamo atto, ecco. Non vorrei però trovarmi qui fra 15 giorni con una proposta in commissione, magari della minoranza, che è andata a verificare e ha scoperto che in realtà i margini ci sono.

Président - La parole au collègue Fabbri.

Fabbri (UVP) - Grazie.

Chiaramente se c'è un limite di legge va rispettato, però, secondo me, appunto, è un bene andare a vedere se, proprio con quel principio di lotta alla burocrazia che ci siamo detti in questi giorni, è possibile in qualche modo esprimere la volontà di poter superare il resto...con una volontà politica, logico.

Presidente - Altri? Collega Certan, magari ci legge i due articoli emendati...

Certan (ALPE) - Emendamento n. 1: "dopo il comma 4 dell'articolo 1 è aggiunto il seguente: "limitatamente ai mutui agevolati a valere sulla legge regionale 8/1998 e sulla legge regionale 46/1985, la sospensione si applica esclusivamente nel caso in cui gli utili di ciascuno degli ultimi tre esercizi approvati siano inferiori all'importo delle rate di mutuo da corrispondere per l'anno di riferimento"".

Presidente - Vuole leggere anche l'altro?

Certan (ALPE) - Emendamento n. 2: "dopo il comma 4 bis dell'articolo 1 è aggiunto il seguente: "limitatamente ai mutui agevolati a valere sulla legge regionale 19/2001 e sulla legge regionale 33/1973, la sospensione si applica esclusivamente nel caso in cui gli utili di ciascuno degli ultimi tre esercizi approvati siano inferiori al doppio delle rate di mutuo da corrispondere per l'anno di riferimento"".

Presidente - Grazie collega Certan. Se siete d'accordo, passiamo alla votazione dell'emendamento n. 1. Ha chiesto la parola il collega Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Noi ringraziamo l'attenzione che la maggioranza ha voluto prestare a questi emendamenti. Come la maggioranza, anche la minoranza si è confrontata con le categorie interessate per valutare queste proposte. È evidente che apparentemente, ad una prima lettura, sembra che andiamo a limitare l'accesso alla possibilità di rinviare il pagamento della rata, ma si è chiarito bene nel dibattito che si vogliono liberare delle risorse per andare ad intervenire su chi è più in difficoltà ed è per questo che votiamo convintamente quest'emendamento.

Presidente - Grazie. La parola al collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Accettiamo con soddisfazione il fatto che comunque questa maggioranza abbia accettato le due proposte, che, a nostro avviso, vanno nella direzione comunque di distinguere quello che è l'aiuto così...uguale, senza distinzione, non parametrato, non virtuoso, quindi io direi sul primo e il secondo...comunque accettiamo con favore quest'apertura. Peccato per l'emendamento n. 3, perché, dato che c'era anche la possibilità di modificarlo, l'Assessore Marguerettaz ce l'ha ben spiegato, ben dettagliato...e forse con uno sforzo in più si poteva emendare anche il n. 3 e andare nella direzione da noi auspicata. Grazie.

Presidente - Grazie. Non ci sono altri, possiamo mettere in votazione l'emendamento n. 1, la votazione è aperta. Votate. Possiamo chiudere la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 35

Il Consiglio quindi approva l'emendamento n. 1 all'unanimità.

Possiamo dare lo stesso risultato sull'emendamento n. 2? Stesso risultato.

È aperta la votazione sull'emendamento n. 3. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 17

Contrari 18

Il Consiglio non approva.

Passiamo ora all'analisi dell'articolo n. 1. La parola al collega Viérin.

Viérin L. (UVP) - Per dichiarazione di voto, Presidente. Intanto il controcanto delle opposizioni inizia bene, nel senso che qualche proposta interessante, non geniale, Assessore Marguerettaz, per stare nel suo gergo...ma, insomma, intelligente forse viene accettata, lo dico come battuta, perché effettivamente noi non voteremo quest'articolo, ci asterremo semplicemente per il fatto di non aver ottenuto la completezza dei tre emendamenti nella loro accettazione, perché il fatto dell'allungamento delle rate era per noi importante. Ne approfitto per qualche considerazione, visto che poc'anzi l'Assessore ha fatto qualche considerazione politica sul tema del turismo. Beh, se siamo qui a parlare di sospensione da qualche anno delle rate, se siamo qui a parlare anche a seguito delle audizioni di turismo...è vero, forse, come diceva lei, Assessore, tutto va bene anche nel campo del turismo...però noi crediamo che ci sia tanta sofferenza anche in quel campo. Vede, Assessore, non esiste solo Cervinia e Courmayeur, sono due punti di eccellenza, sono due gioielli della nostra politica turistica, ma ci sono anche le valli, ci sono anche le piccole stazioni e lei lo sa meglio di noi e anche a seguito delle audizioni questo è emerso, soffrono e tanta gente e tanti albergatori soffrono. Pochi Consigli fa la collega Morelli aveva evocato una località che l'aveva fatta irritare perché dice: "mah, in quella Valle perché non prende un altro paese? In quella Valle prendiamo Valsavarenche", ecco, quelle sono piccole realtà che soffrono. Gli albergatori che conosciamo sono in difficoltà, come in tante piccole località. Sicuramente il turismo e la crisi del turismo non esiste...sicuramente è merito delle sue "ciambelle" se le cose vanno bene...e sicuramente è merito suo che oggi da ciambellano ha iniziato a distribuire patenti su altri argomenti che non c'entravano nulla... Dico questo perché lei ieri ha evocato nel suo irruente intervento certi fatti, io semplicemente ho voluto sottolineare...perché lei ha evocato la questione del Teatro romano. Dico questo perché, se oggi il turismo va a gonfie vele come dice lei, sicuramente è grazie al fatto che abbiamo tagliato completamente la promozione: non siamo più presenti alla BIT, o forse è merito della famosa promozione "Pimp my Valley"? Una delle altre "ciambelle" di cui forse lei oggi non si ricorda più, ma di cui ci ricordiamo. Si ricorda le famose donnine che erano state presentate a Milano e poi, grazie all'intervento di qualcuno, sono sparite subito perché non erano opportune, o altri argomenti, come Saveurs en musique, di cui purtroppo lei è stato vittima... Allora dico c'è o non c'è questa crisi? Sicuramente, se c'è la crisi, sarà colpa di Mogol. Ecco, noi crediamo che l'inno di Mogol sia quello che probabilmente ha creato una parte di crisi qui in Valle d'Aosta, o forse i libri...i libri nei magazzini, quelli che lei sicuramente non ha mai letto... Io dico solo che sono stato lusingato oggi nella sua ricerca delle cose che non sono andate bene in sette anni dell'aver semplicemente ritrovato questi due argomenti nelle critiche che lei ha voluto anche in basso modo evocare. Sono quindi lusingato dai suoi apprezzamenti, dico questo perché noi siamo invece preoccupati per la crisi del turismo e crediamo che oggi un segnale vada dato al di là della sospensione delle rate, al di là dell'aiuto al settore, ma di rimodulare gli aiuti e ne abbiamo discusso in commissione...sapendo che è un momento difficile per tutti, ma il settore trainante rimane il turismo, chiaramente collegato all'agricoltura, chiaramente collegato alla cultura e a quei settori che sono trainanti, ma noi, attraverso quest'articolo che ci dà lo spunto per fare qualche considerazione, crediamo sia effettivamente un momento difficile. Accanto a questo le chiediamo di non dimenticarsi anche dell'altro settore di cui si occupa, soprattutto dei trasporti, visto il momento che stanno attraversando. Grazie.

Presidente - Altri sull'articolo 1? La parola alla collega Morelli.

Morelli (ALPE) - Grazie Presidente.

Per dire che anche noi ci rammarichiamo di non poter votare quest'articolo, con tre emendamenti che ci sembravano tutti significativi e che andavano nel senso di favorire e...come dire? andare a sostenere un settore che è in difficoltà. L'Assessore Marguerettaz, riferendosi al mercatino, all'apertura del mercatino, ieri sera in un impeto di ottimismo ci ha detto che la città è viva, la città è piena, è vero in certi giorni della settimana: due, tre giorni durante la settimana, questo non basta e lo sappiamo tutti. Credo quindi che dobbiamo mettere in atto tutte le strategie possibili per sostenere veramente questo settore, che può essere e deve diventare il motore della nostra economia. Il nostro sarà un voto di astensione.

Presidente - La parola al collega Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Sappiamo quanto sia importante - lo dico guardando i colleghi esperti della maggioranza - il primo articolo di una legge così importante come la legge finanziaria. Si poteva aprire con un clima...anche la votazione profondamente diversa, perché si era vista - l'avete detto voi stessi, abbiamo condiviso... - la serietà con cui sono stati costruiti questi emendamenti. Si poteva davvero aprire un percorso di tipo diverso, il non accoglimento invece dell'emendamento n. 3 della minoranza ci obbliga anche noi ad un'astensione su questo tema, che conferma, da una parte, con l'accoglimento comunque dei due emendamenti delle forze di opposizione una modifica sostanziale di questo primo articolo e quindi dimostra la capacità di incidere su questa legge finanziaria da parte delle forze di opposizione, lo diciamo con orgoglio perché questa legge su un settore così importante come il turismo avrà anche la nostra firma, ne siamo contenti perché vogliamo contribuire alla ripresa in questa Regione, ma certamente su quest'articolo nel complesso, che non vede accolte tutte le nostre proposte, non ci può essere che un'astensione.

Presidente - Mettiamo in votazione? C'è ancora qualcuno? La parola al collega Ferrero.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.

Non senza un po' di timore reverenziale dopo aver sentito parlare...ho scoperto qui l'Einstein della cultura e il Rocco Siffredi del turismo. Posso affermare che noi ci asterremo perché questa boccata d'ossigeno non viene data al turismo e quindi il nostro voto sarà di astensione.

Presidente - Possiamo mettere in votazione l'articolo 1. La votazione è aperta. Colleghi, votate. Colleghi, la votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 18

Favorevoli: 18

Astenuti: 17 (Bertin, Bertschy, Certan, Chatrian, Cognetta, Donzel, Fabbri, Ferrero, Fontana, Gerandin, Grosjean, Guichardaz, Morelli, Nogara, Roscio, Rosset, Laurent Viérin)

Il Consiglio approva.

Passiamo all'articolo 2. Ci sono richieste di intervento? Possiamo mettere in votazione? La votazione è aperta. Colleghi, votate. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 18

Contrari: 17

Il Consiglio approva.

Articolo 3. Dobbiamo analizzare prima l'emendamento n. 4, presentato dalle forze di minoranza, che sostituisce gli articoli 3, 4 e 5. Per l'illustrazione, la parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Grazie.

Quest'emendamento va nella direzione di dare un segnale chiaro di sostegno alle famiglie, un sostegno che vogliamo rendere più semplice semplificando una serie di procedure. I tre articoli che comprendiamo con quest'emendamento comprendono tre leggi che nell'esercizio e nella burocrazia che creano e nella complessità anche un po'...che hanno dato nei primi anni di sostegno, hanno creato tutta una serie di complicazioni per cose che possono essere fatte anche in maniera più semplice. La nostra volontà quindi è di rendere semplice quest'aiuto verso le famiglie, di renderlo dignitoso togliendo ad uno di questi articoli la parola "meno abbiente", che in una situazione già di crisi e di difficoltà non fa che peggiorare se non altro l'umore delle persone e soprattutto dà la possibilità di andare a ricalibrare, attraverso una delibera di Giunta da deliberare entro i 60 giorni, la situazione e i criteri per andare a dare questo contributo appunto di sostegno alle famiglie. Situazione che può essere ripensata rispetto all'altitudine, per esempio, alla situazione particolare di certe località in certi momenti, la situazione di residenza, l'applicazione della nuova ISEE, come ci è stato anche ricordato questa mattina. Un'idea quindi di semplificazione e allo stesso tempo di aiuto che va accompagnata alla lettura dell'articolo 29 bis, un'idea di aiuto di sostegno e di sviluppo. Sviluppo inteso come la possibilità di andare a creare un fondo nuovo particolare, fondo che abbiamo chiamato: "Fondo straordinario per l'occupazione e lo sviluppo", che intende dare la possibilità alle famiglie di trovare in questo fondo degli aiuti per i giovani: il lavoro sull'imprenditoria, il lavoro sul sostegno e risparmio energetico, per rimanere nel filone di questi tre articoli. Soprattutto l'idea che verso le famiglie non ci si debba rivolgere semplicemente con un aiuto, ma anche con la possibilità di trovare un aiuto che va verso il lavoro, verso un recupero di fiscalità che andrà ad alimentare questi contributi, perché bisogna ricordare che questa misura scende bruscamente di almeno la metà delle sue disponibilità rispetto all'anno scorso: erano solo sull'articolo 3 circa 17 milioni di euro, oggi sono 8. Per mantenere quindi in futuro queste possibilità, andiamo a cercare un fondo che andrà a dare del lavoro, aumentare la fiscalità e recuperare magari in un futuro fondi per continuare a sostenerlo ed implementarlo. Grazie.

Presidente - Grazie. La parola all'Assessore Marquis.

Marquis (SA) - Grazie Presidente.

Ho ascoltato con attenzione la proposta di emendamento che è stata illustrata; in realtà questa proposta viene a toccare sostanzialmente tre leggi di settore, che sono consolidate a livello di efficacia e che toccano quasi tutte le famiglie della Valle d'Aosta. In particolare la legge 43 del 2009 che dispone delle provvidenze economiche per il riscaldamento, che sono delle misure compensative per i costi che bisogna sostenere per il vivere in montagna. È una misura che tocca circa 48.000 famiglie e ci sono dei parametri di limitazione di reddito che sono stati disposti nel tempo. Tali parametri sono all'attenzione degli uffici, al fine di una rimodulazione, per renderli maggiormente aderenti alle difficoltà economiche del momento. Già in passato erano state fatte delle valutazioni di modifiche che tenessero anche in considerazione altri parametri come l'altitudine, però in realtà queste non erano delle misure semplificative, ma delle misure che davano della grossa complessità gestionale agli uffici e che quindi, sostanzialmente, sono state accantonate a livello di idea.

Per quanto riguarda invece lo sconto energia, che è di tutt'altra natura, relativo agli aiuti dei consumi che devono sostenere le famiglie valdostane, questo è uno sconto che interessa tutti i valdostani. Per quanto concerne invece il ragionamento dell'altro fondo, del bonus energia, quest'ultimo ha più prevalenza di carattere sociale, ed è gestito dall'Assessorato della sanità e politiche sociali. Questo aiuto viene incontro alle famiglie che presentano più difficoltà sul territorio, ad oggi ne beneficiano circa 5.500 nuclei familiari. Questa è la panoramica. Noi crediamo che queste leggi siano consolidate, sulle quali gli uffici ormai hanno anche consolidato un'esperienza di organizzazione, perché comporta delle grosse difficoltà gestionali ripartire e ripensare la gestione di iniziative di questo genere e pertanto che vanno mantenute. Oggi ci sono tutti i dati, tenete conto che non è facile organizzarsi, perché anche andare a modificare i parametri dell'IRPEF non è semplice, perché qui si parla di redditi del nucleo familiare e quindi che non sono disponibili dall'Agenzia delle entrate. Quindi è stata un'esperienza fatta sul campo e crediamo che questa sia la direzione giusta.

Per quanto riguarda poi la finalità dei fondi per lo sviluppo del mondo del lavoro, crediamo che questa sia un'iniziativa intelligente, ma è un'iniziativa che abbiamo considerato e alla quale abbiamo cercato di dare risposta nell'ambito del bilancio. Per questa ragione quindi non possiamo accogliere l'emendamento.

Presidente - La parola al collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Sì, grazie Presidente.

Ho ascoltato molto attentamente le riflessioni che l'Assessore Marquis ci ha fornito, ma la filosofia ci ha portato a proporre questo quarto emendamento...sinceramente, Assessore Marquis, noi non ci siamo soffermati sulla difficoltà dei dati e delle applicazioni: 128.540 sono gli abitanti in Valle d'Aosta, 60.000 sono i nuclei familiari. Pensavamo che 21 dipartimenti dell'Amministrazione regionale...struttura di impatto violento organizzativo all'interno dell'Amministrazione regionale...non fosse questo il vincolo per eventualmente provare a mettere sul tavolo una proposta alternativa. Non pensavamo fosse un problema di natura tecnica...dato che si è sempre fatto così in questi ultimi anni e quindi continuiamo a far così...come altri colleghi in quest'aula utilizzano...abbiamo provato ad alzare un po' l'asticella e la classifica forse, senza fare i primi della classe, cercando di mettere sul tavolo una controproposta di nuovo. Ci aspettavamo però dal nuovo Assessore Marquis, facente parte di un gruppo, la Stella Alpina, che nella scorsa legislatura io ho sentito più volte attento al sostegno alle famiglie, attento a quelle classi sociali che hanno più bisogno, più in difficoltà e attento ad intercettare proprio gli aiuti mirati che andassero in una direzione ben precisa...mi spiace che la risposta politica...perché dovessimo chiedere una risposta tecnica, l'avremmo chiesta al Dottor Bieller. Mi sembra che invece l'emendamento n. 4 abbia avuto parere positivo, coralità...a più mani scritto e io dico anche...il coraggio da parte delle forze di minoranza di presentare comunque un emendamento, che prova senza bacchetta magica ad andare a mirare...un po' come gli altri primi tre emendamenti che abbiamo fatto, su un altro settore, ma mirare in questo caso un fondo straordinario, lo dice bene la parola, per sostenere le famiglie che hanno più bisogno, che sono più in difficoltà...come dire? forse alziamo ulteriormente l'asticella, forse è arrivato il momento di non più aiutare in maniera omogenea tutti i nuclei familiari, ma andiamo invece...cerchiamo un modus operandi, cerchiamo di andare a sostenere proprio chi in questo momento ha bisogno. Prima l'Assessore Marquis ci ha illustrato, ci ha informato...il sostegno andava a garantire l'aiuto a 48.000 famiglie. Sì, fino a quest'anno, 2013, quando le risorse allocate erano di 17 milioni e 500, vicino ai 18 milioni di euro, ma stiamo parlando di una nuova finanziaria! Quello era il pregresso, quello era il vecchio pregresso...quindi gradiremmo avere dal Governo regionale delle risposte più politiche, partendo dal principio che è una proposta...sappiamo...io dico forte, ma anche ardita, perché va proprio in una direzione nuova che non quella dell'aiuto tout court a tutti, ma di un aiuto ben mirato. È una nuova filosofia, è una nuova visione a nostro avviso, ecco, dato che per noi è una nuova filosofia, una nuova visione, che non sia...come posso dire? non discussa mettendoci davanti contezza di difficoltà di dati e di difficoltà di modulare quelli che sono - e termino Presidente - le difficoltà organizzative. Io penso che un bilancio regionale che passa da 1.700 milioni di euro a 1.077 forse quanto meno...parliamo di macchina amministrativa efficace ed efficiente...sia in grado quanto meno di dare delle risposte e riuscire a modulare comunque una modifica in finanziaria per intercettare e sostenere quella che è la filosofia del nostro emendamento n. 4.

Presidente - La parola al collega Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Interveniamo con determinazione sulla discussione di quest'emendamento, perché ci ricordiamo di quello che è successo negli anni passati rispetto alla discussione, per esempio, del bon chauffage, quando proprio questa maggioranza lo erogò a pioggia così per calmare gli animi. Siccome erano spariti i buoni benzina, allora si gettò così...il bon chauffage per tutti, no? Soldi che sono andati via, in fumo, abbiamo dato bon chauffage a medici, avvocati, a persone che prendevano 100.000 euro all'anno di guadagno, bon chauffage per tutti...ce n'è! L'ha erogato questa maggioranza...ha fatto questo provvedimento. Abbiamo dovuto fare delle durissime battaglie qui in quest'aula, ci fischiavano le orecchie: "ma voi volete togliere il bon chauffage ai valdostani?", dicevamo: no, questo lo fate scrivere voi ai giornalisti! Il bon chauffage lo vogliamo dare a quelli che sono in difficoltà, a quelli che sono più deboli, possiamo rimodulare questa cosa". Ci sono volute due modifiche per arrivare ad una situazione...per arrivare ad oggi, dove si dice: "eh, mica volete toccare queste leggi!", cioè queste leggi, per fortuna, che le abbiamo fatte modificare con dure battaglie dentro quest'aula, tanto per cominciare!

Secondo punto: sono leggi che stanno funzionando? Beh, provate a telefonare ad una famiglia in difficoltà: "hai ricevuto il bon chauffage?" Dov'è finito il bon chauffage? C'è nella legge, ma dov'è? Ci sono delle famiglie che stanno comprando due sacche di pellet alla settimana aspettando che arrivi questo benedetto bon chauffage e dire: "beh, facciamo un giro in cui ci possiamo prendere qualche sacco in più", questa è la realtà e adesso che mi viene in mente...quanto abbiamo dovuto combattere perché il bon chauffage andasse anche a quello che faceva la fattura della legna! Sembrava tutto complicato..."ma ce n'è uno che frega! Uno che si taglia la legna per conto suo e noi gli diamo il bon chauffage!", delle cose assurde, sembrava tutto impossibile. Figuratevi poi se, Assessore Marquis, invece di avere 120.000 abitanti, la Valle d'Aosta ne avesse 8 milioni come la Lombardia...saremmo nel panico, come facciamo? Troppo difficile! Tra un po' ci conosciamo tutti qua in Valle d'Aosta, non so se questo forse è un problema...forse è questo il problema: che ci conosciamo tutti e bisogna fare un regalo a tutti.

Questo per iniziare il dibattito sul bon chauffage su cui noi sentiamo di poter intervenire e dire che una distribuzione più equa...a noi non ci spaventa dirlo in quest'aula, avete dei problemi a dire in quest'aula che una distribuzione più equa è una cosa da fare? Non vi rendete conto che ci sono veramente delle famiglie in povertà nella Valle d'Aosta? Dove questo problema dello smarcamento fra quello che sta bene e quello che è povero sta diventando sempre più pesante? Allora, ecco l'idea che, in un momento di crisi, non ritorniamo al Medioevo: "e devo fare la domandina per avere il bon chauffage, e devo fare la domandina per avere il bonus energia...per favore, datemi qualche euro che devo pagare", non vogliamo questo, non vogliamo ridurre in questa condizione i valdostani! Per questo un fondo per il sostegno alle famiglie, anche la dignità dei nomi ha un valore: non un bonus dato di tanto in tanto, ma un fondo...che ragiona...e si possono individuare le famiglie, ma parlatevi in Giunta! Abbiamo sentito il predicozzo dell'Assessore Fosson, che ci ha detto: "ci sarà l'ISEE e adesso determineremo esattamente come si accederà, la famiglia che ha diritto o no alla prestazione sanitaria". Glielo spieghi all'Assessore, Assessore Fosson! Glielo spieghi all'Assessore Marquis come funziona per la sanità e lo facciamo...

(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

...la sto rispettando...ma intervenga! Intervenga se si trova a disagio, Assessore Fosson, le sto dicendo: quando fa la riunione di Giunta, invece di spiegarmelo a me, lo spieghi all'Assessore Marquis come si fa! Così invece di risponderci: "non si può fare il fondo famiglie per problemi tecnici"...

(nuova interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

...sa che c'è lo strumento dell'ISEE e si possono trovare le soluzioni a tutti questi problemi. Noi vogliamo dare, in un momento di difficoltà per le famiglie valdostane, un sistema che sia dignitoso per sostenerle.

Presidente - La parola al collega Cognetta.

Cognetta (M5S) - Grazie Presidente.

Quando abbiamo cominciato ad analizzare la finanziaria, noi del Movimento Cinque Stelle, ci siamo fatti una serie di domande. Alcune considerazioni le abbiamo fatte anche in quest'aula, riferite appunto al problema che abbiamo ormai, a cui accennava il collega Donzel, rispetto ai mille rivoli nei quali vanno a finire i nostri aiuti, i nostri fondi perduti e tutto quello che abbiamo messo in piedi in questi anni. Abbiamo già detto, l'ho detto io in particolare, che forse dovremmo riformare il sistema, che forse il sistema andrebbe ottimizzato per tutta una serie di motivi, perché? Ottimizzando il sistema - è proprio una questione di fisica -, si riesce, diciamo così, a renderlo più performante, cioè ad avere maggiori prestazioni da questo sistema, adesso invece questo non succede. Per farvi un esempio, noi prendiamo dalle accise sul carburante, 70 milioni di euro...è la tabella che ci avete dato voi; il bonus energia, che toccava 48.000 famiglie, era di 18 milioni, quest'anno verrà passato a 8, cioè il prossimo anno, nella finanziaria...a 8. Alla fine, di fatto, stiamo dando delle briciole, cioè alla fine noi diamo un contentino per far vedere che siamo bravi...in realtà, lo state facendo voi, non noi. Lo stesso vale, per esempio, per lo sconto energia: sulla bolletta non si accorge nessuno che c'è, anzi spesso e volentieri arrivano delle offerte in casa dove, guarda caso, se uno acquista Sorgenia, o altre compagnie nazionali, risparmia. Allora, scusatemi, ha veramente senso tutto questo? Facciamoci cioè una domanda molto semplice. Noi abbiamo detto: ottimizziamo, facciamo sì che queste risorse, anche se sono poche, perché alla fine sono poche...possano diventare il motore per lo sviluppo e su questo abbiamo incentrato l'articolo 3. È chiaro che poi i giornali, se volete fare il gioco politico - perché noi siamo l'antipolitica, no? -: "eh, ce l'avete con il bon chauffage", noi ce l'abbiamo con il bon chauffage? Noi ce l'abbiamo con il fatto che non serve a nulla! È questa la questione, è molto semplice e se voi aveste...come dire? lucidità politica e proiezione verso il futuro, ci dareste ragione. Tutto qua, non vi stiamo chiedendo niente di strano, invece diventerà la vostra demagogia...a dire che noi vogliamo affamare i valdostani e voi siete quelli bravi, senza far capire fuori una cosa molto semplice: che questo tipo di soluzione è un primo passo verso un miglioramento economico che noi vogliamo fare in abbinata con l'altro articolo di cui parleremo più avanti, tutto qua, oppure il nostro suicidio politico è farvi dire: "non vogliamo il bon chauffage"? Forse dovreste fare un piccolo passo avanti, un piccolo sforzo per vedere cosa succederebbe se riuscissimo a mettere in piedi questa cosa: questo è il ragionamento! Io non capisco davvero a volte perché dobbiamo stare qui a discutere su certe cose, sono talmente lapalissiane! Grazie.

Presidente - Grazie. Altri? La parola al collega Gerandin.

Gerandin (UVP) - Merci Madame la Présidente.

Solo una breve riflessione a seguito di quello che l'Assessore ci ha detto. Forse in questo momento, al di là del grido d'allarme che tutti hanno lanciato: Assessori, tutti quelli che sono intervenuti, sicuramente anche noi di minoranza... Il grido d'allarme era legato ad una finanziaria difficile, una finanziaria che abbiamo tutti detto di sacrifici, per non dire di peggio, ecco, e allora forse noi abbiamo provato a dire nei nostri interventi che era necessario cambiare un po' sistema, cambiare registro, dare un minimo di fiducia ai valdostani. L'abbiamo detto più volte: la politica dei contributi a pioggia...perché tutti i valdostani devono essere grati, tutti i valdostani sappiano che qualcuno è stato unifico, ha pensato a loro...beh, probabilmente è una politica che in questo momento non dà quella fiducia, nel senso che...è vero, Assessore, lei ha detto che avete aiutato 48.000 famiglie, sicuramente sono stati aiuti importanti, ma probabilmente al giorno d'oggi a chi ha a casa un giovane disoccupato quelle goccioline che avete distribuito non gli cambiano la vita. Noi allora abbiamo provato a fare una proposta diversa e ci teniamo prima di tutto a dare dei dati che siano corretti, perché lei ha detto che ha aiutato 48.000 famiglie, ma con 17 milioni...con 8 milioni o distribuirà briciole, o non aiuterà 48.000 famiglie. Lei ha parlato, per quello che riguarda il discorso dell'addizionale energia elettrica...tutti i valdostani...beh, ricordate ai valdostani che dovete ancora liquidare il 2012 di queste risorse e meno male che il sistema era organizzato: ecco perché, se il sistema non era organizzato, chissà quando avremmo distribuito questo bonus energia!

Il bon chauffage...qualcuno l'ha già detto prima, mi ha anticipato, nel senso che le famiglie lo stanno aspettando da tanto. Se andrà bene, verrà portato nel prossimo Consiglio regionale, verrà liquidato forse entro fine anno, ma probabilmente verrà liquidato l'anno prossimo e allora non è meglio un sistema magari leggermente nuovo, ma che fissi alcuni criteri? Sicuramente quello che aveva detto prima l'Assessore Fosson sull'ISEE, sulla composizione del nucleo familiare, magari introducendo un minimo di residenza e questo sistema...aiutare chi veramente è in difficoltà, ma allo stesso tempo avere un minimo di risorse per dare un po' di prospettiva, prospettiva per quella occupazione giovanile, perché lei poi ha detto: "beh, noi per i giovani ci penseremo nei limiti delle risorse", perché forse non osava dire quant'erano, perché, se ricordo bene, ha parlato di 750.000 euro...le risorse che mettete in campo...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...ah, 7 milioni, sono aumentate, vabbè...comunque. Al di là di questo, noi pensiamo che non ci siano solo i giovani, ma ci sia anche la piccola impresa: quella che viene chiamata comunemente start-up, quelli che devono comunque creare un minimo di prospettiva e di confronto. Lei, Presidente, ha detto che noi siamo anni luce indietro al Trentino; se continuiamo con questo passo, probabilmente saremo secoli indietro.

Volevo solo ancora ricordare che poi quel milione che veniva tolto, o comunque veniva ricollocato all'articolo 5...beh, noi pensavamo di collocarlo per andare a mitigare quell'impatto che noi riteniamo importante legato al trasporto, perché avete tolto comunque nelle prospettive... Nessuno viene sbattuto giù dai pullman, come ha detto lei, Assessore Marguerettaz, però qualcuno ne risentirà, perché se il limite, se la gratuità di oltre 65 anni verrà tolta o comunque verrà solo più lasciata a qualcuno, indubbiamente ci saranno delle conseguenze. L'altro pensavamo di metterlo al comma 8 dell'articolo 15 per l'inclusione sociale visto che noi al sociale ci crediamo ancora; per cui politiche diverse, metodi diversi, provare a dare un minimo di speranza ai valdostani.

Presidente - La parola alla collega Certan.

Certan (ALPE) - Sì, grazie Presidente.

Mi permetto di condividere alcune considerazioni che abbiamo anche fatto in commissione col Presidente Rollandin. Sono livelli diversi, però credo che questa sia una scelta che la minoranza tutta insieme ha voluto fare, così come...se si ricorda, Presidente, in commissione avevamo detto: forse la scelta del fondo perso, di dare sempre il massimo era stata una scelta poi forse troppo...diciamo che abbondava, forse doveva essere fatta allora già una scelta, allora...negli anni precedenti doveva essere fatta una scelta diversa e non dare il massimo del fondo perso...forse si sarebbe riusciti ad avere altre risorse. Ecco, nello stesso modo noi abbiamo visto, chiaramente su piani diversi, quest'aiuto, che deve servire a chi ha realmente necessità e poi non ripeto quello che hanno detto i colleghi però...sì, nel 2013 sono stati dati a 48.000 famiglie, però per adesso non c'è ancora un dato che precisi quanto sarà per il 2014, sicuramente molto meno. Assessore Marquis, la prego di una cosa, spero veramente di aver capito male io: di non limitare la riposta ad una questione di organizzazione degli uffici, ormai gli uffici sono organizzati; non voglio banalizzare, ma spero davvero di aver capito male, perché, se la motivazione per la quale si continua su questa linea, anzi la maggioranza continua su questa linea, è perché ormai gli uffici hanno tutti i dati e sono organizzati...beh, mi scusi, ma mi viene il latte ai gomiti.

Président - Merci. La parole au collègue Ferrero.

Ferrero (M5S) - Grazie.

Intanto bisogna precisare che il bon de chauffage a cui ci si riferisce è quello del 2014, quello del 2013, lo sappiamo tutti, non è ancora stato corrisposto. Si era iniziato a parlare di gennaio, adesso qualcuno ha scritto che arriverà nell'uovo di Pasqua, non sappiamo quando arriverà. Di fatto, dei 70 milioni di euro delle accise della benzina, che sostanzialmente erano i vecchi buoni benzina, grosso modo 8 milioni di euro vengono restituiti poi ai valdostani, gli altri 62 dove finiscono? Beh, finiranno...non so, anzi possiamo anche saperlo: finiscono nelle tasche di certi imprenditori a cui vengono pagati i parcheggi il doppio, ecco. A parte le battute che aveva fatto sul ripristino dei buoni benzina e che avevano riempito qualche pagina di giornale, comunque, Presidente della Regione, qui bisogna capirci. Fino ad adesso è stata fatta solo della propaganda, queste cose che ci proponete sono della semplice propaganda, vedremo i giornali come le riporteranno. Capiamo che siete molto abili in questo sistema, vendere fumo è un'attività in cui effettivamente esprimete il meglio, però poi alla fine di arrosto non ne è rimasto molto per i valdostani, quindi niente, anche in questo caso notiamo che l'andazzo è sempre lo stesso, non c'è nessun segnale di cambiamento. Siete ingessati su posizioni che ormai sono ammuffite e la solita questione dell'insegnare a pescare al valdostano, piuttosto che fornirgli il pesce...probabilmente questo concetto non passa. Certo, bisogna dare il contributo, il piccolo contentino, tenere sempre la persona al guinzaglio. Le persone autonome ed indipendenti non vi fanno comodo, l'abbiamo anche capito, perché diversamente non sareste seduti lì dove siete.

Presidente - Altri? La parola al Presidente Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie.

La discussione che è stata presentata oggi...con la proposta che viene vista come un cambiamento, come una semplificazione...è quella di fare un fondo perso da cui poi...non si sa come verrà gestito, fondo perso per la famiglia, così abbiamo risolto il problema, invece di dire: "cosa ne facciamo? Andiamo a vedere come, con che..." Fondo perso per la famiglia, ognuno con la canna da pesca...va lì e pesca, è così. Tutto semplificato, ognuno si serve: self service, andiamo a questi livelli. Abbiamo poi sentito che dobbiamo seguire l'altimetria, la questione dell'altitudine, le scelte. Noi allora vorremmo dire chiaramente che le leggi che qui sono richiamate, insieme a tante altre, sono a sostegno vero della famiglia. Nel sostegno della famiglia c'è il pagamento degli affitti, ci sono gli interventi sui mutui, ci sono gli sconti che noi abbiamo dato e ci sono anche queste leggi del bon de chauffage e fa un po' specie oggi sentire chi due anni fa, tre anni fa diceva: "ma come? Voi non date...", perché questo all'inizio era stato visto come l'alternativa ai buoni benzina: non ci sono più i buoni benzina, diamo il bon de chauffage. Noi abbiamo detto che il buono benzina aveva una sua filosofia, il bon de chauffage ne ha un'altra: è legato ad un discorso che meglio si collega con una reale e obiettiva difficoltà del nostro territorio. All'inizio avevamo provato anche a fare in modo che fra i parametri ci fosse un discorso della differenza tra un Comune e l'altro: oltre i 1.000 metri, sopra i 1.000 metri, queste distinzioni. Quelli che hanno analizzato questo sistema poi hanno visto che costava più analizzare le singole distinzioni della differenza che ne veniva da tutto il meccanismo così elaborato, per cui si è andati su un discorso di reddito. Sul discorso del reddito che noi, come ha accennato già in mattinata l'Assessore Fosson...oggi stiamo parlando e fra un po' spero che venga definito, perché il decreto c'è, bisogna vedere se verrà approvato...comunque il decreto della nuova ISEE, dove c'è un discorso del reddito. Noi abbiamo messo in...

(interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

...no, ma io a Marquis non ho detto...

(nuova interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

...Marquis sa benissimo, l'ha detto anche lui, ne abbiamo parlato... Non c'è problema tra di noi, per fortuna, non c'è problema. Adesso poi i nomi si possono anche fiorire, però il discorso di fondo è che si va su un discorso ISEE nuovo con un reddito...dai commenti potrebbe essere un elemento da valutare. Io non so come verrà fuori alla fine, so solo che nel discorso di poter avere un parametro...per dire chi è sopra vediamo in che termini può essere corretto, chi è sotto ha diritto...

(nuova interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

...e misurano anche la povertà, certo! Se noi allora andiamo a vedere gli aiuti alla famiglia, cominciamo da quelle più bisognose e questo lo facciamo non solo per il discorso della famiglia, lo facciamo per altri settori e questo lo abbiamo anticipato. Se abbiamo messo una cifra ridotta, quindi è perché chiaramente immaginiamo che una serie di famiglie che superano questo reddito, come si veniva a dire, non li prendano più, cosa che ci sta: al di sotto di questo parametro invece può essere preso. Ora, questa modalità noi crediamo che sia, sia per il bon de chauffage, sia per il buono energia. Sono degli aiuti alle famiglie concreti, che vanno nella direzione...come dico, mettendo questi parametri...ad intervenire a sostegno delle famiglie meno abbienti...Questo criterio, poi possiamo anche trovare altri criteri, ma nella vostra proposta voi andate a dire che bisogna comunque trovare dei criteri, perché non è che posso dire: metto un fondo, poi come gestisco il fondo? Quali sono le regole? Sulla base di che cosa? Dobbiamo di nuovo andare a decidere, non è che togliamo via quella che è la metodica di controllo, la metodica con cui dico: bene, tu hai diritto e tu non hai diritto. Questo è comunque obbligatorio, qualsiasi scelta si faccia, noi ce l'abbiamo, è sperimentata. Pensiamo di cambiare alcune regole, questo sì, non sarà più automatico, ma andiamo verso dei parametri oggettivi: che cominci su quelle famiglie meno abbienti e a quelle continuiamo a dare sia il bon de chauffage che il buono energia, che gli altri sostegni alla famiglia che abbiamo... Solo un mezzo secondo per dire che su questo tema noi crediamo di avere oggettivamente...non vogliamo dire che voi siete contro gli aiuti alla famiglia dicendo che volete questo fondo, vogliamo solo dirvi che quello che noi crediamo, di avere la possibilità di mantenere, va nella logica già sperimentata ed apprezzata di intervenire per le famiglie che ne hanno effettivamente bisogno. Questa è la modifica, questa è l'integrazione che comunque verrà presentata per integrare un parametro che va nella logica di avere un dato oggettivo su cui basarsi. Per cui noi riteniamo che questa proposta che voi fate non sia comunque accettabile, non perché noi non vogliamo intervenire per la famiglia, ma perché lo stiamo già facendo. I fondi che voi togliete per dire: rimoduliamo...lo stiamo già facendo e quindi come nel precedente...voglio ricordare...negli emendamenti che voi avete fatto in precedenza, se voi andate a leggere i verbali dell'intervento che abbiamo fatto in commissione, io l'avevo già detto...l'avevamo detto noi che una delle prerogative era quella di...chi può pagare il mutuo lo paghi! Tant'è che alcune leggi non le abbiamo messe nell'elenco, perché quelli che potevano già...non abbiamo messo alcune leggi dove veniva evidente questo fatto, qui è la stessa cosa, le famiglie che possono devono poter avere un ristorno con queste norme. Noi quindi riteniamo che il metodo che voi proponete ad oggi non risolva il problema che invece noi abbiamo già...e, fra l'altro, è stato per anni visto e collegato pur modificando i criteri. Noi su questo siamo disponibili a discutere, ma il problema è che va nella logica già di sostegno reale alla famiglia.

Presidente - Grazie. La parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Grazie Presidente.

Con i suoi due minuti di sforamento mi ha consentito di non rientrare a mezzanotte come Cenerentola...mi è andata bene, perché sennò tutte le sere va a finire così. Presidente, io apprezzo sempre il suo aplomb in situazioni molto più difficili, questa volta, secondo me, ha iniziato in maniera non corretta verso il lavoro serioso invece che le minoranze hanno fatto. Lei sa benissimo, avendo letto l'emendamento, che all'articolo 3, comma 3, noi non abbiamo parlato di pesca sportiva per rilanciare il turismo, ma abbiamo parlato di una delibera da fare entro 60 giorni, i criteri quindi addirittura...stiamo facendo una battuta, sennò qui diventiamo troppo pesanti tutti quanti...allora, il lavoro l'abbiamo fatto seriamente. Io sono convinto che l'avete analizzato seriamente e noi non vogliamo risolvere il problema oggi, ma rilanciamo per domani, perché da 17 milioni siamo passati a 8 e probabilmente se non cerchiamo tutti quanti... Io sono contento...l'Assessore Marquis ha precisato, ma l'aveva già precisato ieri sera nel suo intervento che ci sono fondi per lo sviluppo, fondi per il lavoro. Questi avrebbero creato, con questo tipo di proposta un'ulteriore misura che poteva essere utile, che voi non ritenete utile in questo momento. La preoccupazione che noi ci facciamo è quella che se d'emblée, da un anno all'altro, passiamo da 17 a 8 milioni, siamo in un periodo di recessione e la fiscalità... Abbiamo parlato oggi delle entrate e abbiamo visto che cos'è successo sulle nostre entrate, no? Può darsi ecco, per carità...il fatto che lei ci aveva anche rassicurato rispetto all'interpellanza della collega Fontana sui buoni benzina, ci ha anche lasciato affacciare con serenità a questo tema, perché siamo sicuri che qualcosa faremo ancora. L'idea quindi era quella di provare a costruire uno strumento nuovo, la risposta politica sarebbe...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...no, però, mi permetta, io avrei gradito un "no, ma ragioniamoci", perché questo modello lo sapete anche voi che non tiene sul lungo periodo.

Tra l'altro, io fino a luglio, anzi fino a maggio ho fatto il Sindaco e vi posso garantire che c'è molta confusione nella comunità rispetto a questi strumenti, perché io mi sono trovato molte volte, passando il mio tempo in ufficio, a trovar la gente che non sapeva cos'era il bonus energia, piuttosto che il bon chauffage, piuttosto che un'altra cosa e veniva su: "questo me lo pagate un giorno, questo me lo pagate l'altro", "questo qui lo paga la Regione", "questo qui non lo paga il Comune" e via, quindi che ci sia...non diciamo che il metodo è perfetto: ci sono dei ritardi, ci sono delle situazioni che non funzionano, soprattutto non diciamo che questo è lo strumento per i prossimi 10 anni, lo sappiamo tutti. Noi abbiamo voluto anticipare, portare una proposta e mettervela in discussione; non sicuramente dirci chi è più bravo rispetto alla famiglia, chi è meno bravo. Qui c'è un po' di sostegno e un po' di sviluppo. Se voi ritenete che in questo momento la misura che tiene è quella che passa da 17 a 8 milioni, è chiaro che un po' di responsabilità ve la dovete assumere per quello che succederà il prossimo anno, perché se il prossimo anno saranno solo più 5, da 48.000 che prendevano...dai 350 ai 400 euro e questi 48.000 quest'anno saranno sicuramente gli stessi, ma ne prenderanno molti di meno, nel senso che se manterrete gli stessi parametri...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...se cambierete i parametri...

(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...io sono rimasto all'intervento dell'Assessore. Ci ha detto 48.000...

(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...ha parlato al presente, avesse parlato al passato, eravamo a posto...noi paghiamo 48.000, ecco, ma comunque non è su questo che io voglio far polemica, ripeto. La misura è la metà dell'anno scorso ed aiuteremo le persone che hanno più bisogno, perché ci sono meno soldi, così...però in futuro avremo meno soldi, per quello che...e quell'azione di sviluppo che noi vorremo creare qui non la ritroviamo, quindi è per questo che abbiamo provato a farvi ragionare su questo tema, sicuramente ci saranno altre occasioni per ragionarci. Non ci strappiamo le vesti rispetto all'articolato, invece, rispetto all'impostazione che vogliamo dare al bilancio, sì, perché se continuiamo ad essere passivi nella misura di intervento, a non semplificare le nostre procedure e soprattutto a non razionalizzare gli interventi, saremo perdenti sul lungo periodo, perché non abbiamo cambiato da 17 a 16 milioni e mezzo, abbiamo cambiato da 17 milioni a 8 milioni. Eh, beh, è tanto, Presidente...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

...no, questa volta mi scusi lei, perché, secondo me, non ci capiamo...io l'ascolto anche quando parlo, però, rispetto a questo, noi abbiamo detto una cosa diversa, non abbiamo detto che voi non siete bravi, perché non aiutate la famiglia, noi vi vogliamo accompagnare a fare un percorso diverso, finito, non è che dobbiamo...su queste cose è bello confrontarsi, ecco, non sul piano personale.

Secondo noi, questo modello, già da quest'anno è perdente, perché perde 11 milioni e non sappiamo come verranno sostenuti il prossimo anno e le famiglie si troveranno magari nell'avere questi 200-300 euro in tasca, 400 e magari un figlio a casa che non lavora neanche per tre mesi all'anno. Con quei 7 milioni di euro quindi avremmo dato qualche soldo in più a lei, Assessore Marquis, per inventarci qualche cosa per i giovani e per le imprese, quindi mi sembra che offrivamo anche su un piatto d'argento un'occasione per rilanciare tutti insieme.

Presidente - La parola al collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Sì, grazie.

Il collega Assessore Marguerettaz ieri e anche negli ultimi Consigli più volte è intervenuto in quest'aula informandoci e dichiarando che qui non ci sono i bravi e i cattivi, o i buoni e i cattivi, o i primi della classe e gli ultimi della classe... Mi è veramente spiaciuto sentire come il Presidente è intervenuto su quest'emendamento, un emendamento che ha avuto il parere positivo dal punto di vista contabile, un emendamento che comunque noi abbiamo strutturato, un emendamento che noi, 17 Consiglieri, abbiamo cercato di argomentare in quest'aula, senza bacchetta magica, senza essere primi della classe, cercando solo di portare un nostro contributo per dire: "forse ristrutturiamo il sostegno alle famiglie". Mi è veramente spiaciuto perché quell'atteggiamento spocchione...dicendo: "ma dai! ma voi! ma la canna da pesca! ma il self service! Venite qua! Ci dite, prendete...". Mi è spiaciuto veramente, stiamo parlando di un fondo straordinario per il sostegno alla famiglia...ma anche nei rispetti nostri, di chi ha lavorato su questa controproposta. Noi, Presidente Rollandin, per fare questa controproposta...umile, semplice, non sarà alla sua altezza, non sarà all'altezza della sua lunga e splendida carriera politica che dura da 38 anni, ci mancherebbe...ma con la nostra piccola semplicità presentiamo una controproposta, ecco, chiediamo rispetto: chiediamo solo rispetto. Penso che la nostra proposta valga quanto la vostra e 17 Consiglieri per un mese si sono confrontati per mettere nero su bianco una semplice controproposta. Chiedo solo veramente un po' di rispetto, mi è spiaciuto sentire: "il self service", "la canna da pesca"...siamo seri, siamo seri!

Dato che un po' di memoria storica ormai ce l'abbiamo anche noi di questi confronti, di questi dibattiti ne abbiamo fatti qualche anno fa, quando l'allora "Governo Rollandin uno", 2008-2013, decise di mettere in campo un bonus chauffage...il bon chauffage, premiando tutti in maniera lineare senza criteri, senza parametri, senza distinzioni e noi, pochi Consiglieri, abbiamo cercato di portare il nostro contributo all'epoca dicendo: forse non sarebbe il caso di inserire magari il numero di quante persone fanno parte del nucleo familiare? Noi pochi rimasti, montanari che vivono non il sabato e la domenica, ma tutta la settimana nelle vallate laterali...magari mettiamo una differenza per riscaldare forse nel fondo valle un appartamento...se è un bon de chauffage...è completamente diverso rispetto a magari riscaldare gli stessi metri quadri a La Thuile, a Valsavarenche o a Valgrisenche; quindi i contributi che avevamo portato andavano in quella direzione. Noi oggi non abbiamo parlato di altimetrie, altitudini o che cosa, noi oggi umilmente avevamo...abbiamo proposto un fondo per noi importante che va in una direzione ben precisa: il sostegno alla famiglia, a chi in questo momento ha grandi difficoltà e l'obiettivo era quello di intercettarle. "Ecco, ma cosa ci presenta questa minoranza? Un nuovo fondo perso!": questo è stato l'annuncio del Presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta su questo nostro emendamento. Ripeto: non abbiamo sicuramente la bacchetta magica, ma il nostro voleva essere un buon punto di partenza, un contributo per aprire un dibattito sano, perché forse anche il bon chauffage, a nostro avviso, deve essere non rimodulato, ma completamente modificato.

Si dà atto che dalle ore 00,15 presiede il Vicepresidente André Lanièce.

Lanièce (Presidente) - Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Donzel, ne ha la facoltà.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Io sono un po' rammaricato perché ho perso una scommessa che ho fatto con degli amici, avevo detto: quando parleremo di questo tema, sarò immediatamente smontato dal Presidente Rollandin, perché mi dirà: "Donzel, il bon chauffage lo paghiamo, il 20 dicembre tutte le famiglie ce l'avranno"...vecchio stile, sto parlando..."bonus energia:in tale data...entro il 15 gennaio, tutte le famiglie ce l'avranno". Un sacco di fumo: non una data, non una certezza alle famiglie che aspettano il bon chauffage, di cui noi stiamo parlando, ma che non esiste al momento attuale. Dove l'avete messo questo bon chauffage? Tiratelo fuori, allora cominceremo a parlare delle canne da pesca e di tutto il resto. Per adesso per le famiglie è una legge scritta, una promessa, sempre: "è lì, è lì, è lì" e non arriva mai. Io allora intanto ringrazio per la pazienza che hanno avuto gli uffici...l'Ufficio legislativo del Consiglio regionale, i suoi componenti, che davvero hanno dato un contributo alla stesura di questi emendamenti. Non sono farina del nostro sacco, farina del nostro sacco è l'impegno, l'ascolto con le famiglie, con le forze sociali che ce li hanno suggeriti e poi, dal punto di vista tecnico, sono stati stesi dagli esperti giuristi dell'ufficio, i quali scrivono...altro che supermarket dove vai a pescare! Peschi proprio niente...scrivono: "entro due mesi dall'entrata in vigore della presente legge - che istituisce il fondo straordinario per il sostegno alle famiglie - la Giunta regionale - cioè voi - previo parere della commissione consiliare competente - questo ce lo mettiamo sempre perché qualcosa vogliamo continuare a contare e a far contare anche voi, colleghi di maggioranza, tanto che sappiate qualcosa anche voi di cosa fa la Giunta - stabilisce i criteri e le modalità per la fruizione del fondo di cui al comma 2".

Certo, noi ci mettiamo una data precisa: entro due mesi bisogna stabilire i criteri. Basta con questa rimodulazione! È veramente il tormentone! Non c'è un articolo che non sia una rimodulazione...ma cos'è la rimodulazione? Io non ho capito! Cioè non c'è un provvedimento di legge che voi non diciate: "lo rimoduliamo", perché poi arriveremo ai trasporti e alla storia delle vecchiette che buttate giù, perché ci dovete dire qual è la vostra soglia, qual è il limite, ogni cosa che voi evocate è vaga, è surreale. Le famiglie: "ci saranno meno risorse perché non aiuteremo più quelle famiglie che hanno un po' di più", ma quali sono? Una Giunta regionale ha dei parametri, viene in aula con dei numeri. Ci sono le famiglie da 40.000 euro, ci sono le famiglie che hanno due stipendi da dipendente regionale livello B, cioè questi sono i parametri con cui viene una Giunta in un Consiglio regionale a confrontarsi con 17 spauriti Consiglieri di minoranza? È esattamente il contrario, se qualche numero c'è, qualche dato c'è, ce l'abbiamo noi. Direte: "vedremo, rimoduleremo, andremo a vedere cosa c'è ancora lì, cercheremo in un cassetto se sono avanzati un po' di fondi e vedremo di spartirli così con una delibera", non vogliamo più quelle delibere, Presidente! Vogliamo che questi provvedimenti vadano in commissione, che in commissione si decidano quali sono questi parametri, che questo Consiglio regionale torni a dire la sua e a far sentire la voce della popolazione su tali provvedimenti. Questo è un provvedimento estremamente serio, voi poi dovevate rispondere...ma a questo punto mi rendo conto che non eravate in grado di farlo...che i vostri provvedimenti, cioè tre diversi provvedimenti con tre diversi criteri, che non si sa bene come li rimodulerete, dovrebbero rispondere alle esigenze delle famiglie che oggi sono in difficoltà. Io invece ero convinto...per esempio, guardo anche il collega, Capogruppo della Stella Alpina...sempre sappiamo in quest'aula vi siete battuti per la logica delle famiglie e che l'occasione di mettere insieme un ragionamento più unitario sul concetto di famiglia avrebbe trovato un certo consenso, si poteva poi dire: "magari non lo facciamo da subito, vediamo", ma l'idea di mettere ordine, di andare a fare chiarezza su queste cose...invece di risponderci questa cosa: rimodulazione, io veramente non ne posso più, è diventato l'hashtag vincente della prossima campagna elettorale, rimoduliamo qualunque cosa!

Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il collega Cognetta, ne ha la facoltà.

Cognetta (M5S) - Grazie Presidente.

Presidente Rollandin, mi ha fatto piacere che lei sia intervenuto in maniera spiritosa, perché in genere lo faccio io, ma questa volta invece lei mi ha preceduto e sono contento di questo suo passaggio, perché mi permette a questo punto di farne uno anche a me: lei, chiaramente, ha inventato il fondo perso come politico, quindi lei ha il copyright sul fondo perso e capisco che sinceramente, avendo le royalty come inventore, un po' le dia fastidio se adesso facciamo un discorso di fondo perso, anche se in realtà non è il fondo perso che noi vogliamo fare, questo mi sembra che ormai lo abbiano chiarito i miei colleghi Bertschy, Donzel e Chatrian. Il punto è che, quando noi facciamo questa proposta, la facciamo principalmente, per quanto ci riguarda, oltre che per la questione economica, per la questione che abbiamo detto relativa all'ottimizzazione delle risorse, anche per dare maggior valore a questo Consiglio. È questo che sinceramente non capisco: come fanno i miei colleghi di maggioranza, ma Consiglieri, a non capire questo passaggio. Abbiamo già fatto una riunione noi in commissione - mi rivolgo al collega Perron e al collega Borrello - abbiamo fatto, dicevo, una discussione in commissione nella quale ci poniamo come obiettivo di ridare forza e vitalità ai Consiglieri e questo va anche in questo senso: io pensavo che voi lo avreste accettato subito, perché, se non lo facciamo su queste cose, su quali cose dobbiamo farlo? Mi chiedo allora: siamo veramente noi l'antipolitica? Perché alla fine ritorniamo sempre allo stesso discorso, alla fine siamo sempre lì a girare sullo stesso punto: loro fanno il loro giusto mestiere, meno fanno e meglio stanno, così non si fanno problemi, l'importante è che vendano quello che fanno ciclicamente, quindi, come spacciatori, vendono il fumo. Stanno a posto ed il loro lavoro lo hanno fatto, i voti li portano a casa, gestiscono i soldi come credono e quale problema c'è? Voi insomma però voi dovreste farlo un passaggio, no? Altrimenti quando poi diciamo che prendiamo troppi soldi...qui potremmo operare e non lo facciamo, lì potremmo operare e non lo facciamo, potremmo intervenire tecnicamente ed economicamente sulla legge più importante che c'è all'interno di una regione, però tutto tace, allora il ragionamento da antipolitica viene spontaneo, Signori, poi non lamentiamoci se noi facciamo la parte dei cittadini infuriati! Infatti siamo anche noi infuriati, perché non cogliete nulla, lo fate apposta, non vi interessa! Sono solo discorsi di facciata e, come al solito, quindi riducete tutto quanto al buon pastore, che ha il copyright e riesce a gestire ancora una volta tutto il discorso, spostando l'attenzione, accusandoci questa volta di essere noi quelli che vogliamo fare il fondo perso. Io non so...riesce veramente a girare le carte come...probabilmente ha anche lavorato al casinò parecchio, immagino, perché io li ho visti quelli che danno le carte, i dealer, quelli sono bravi davvero, quindi, lei, effettivamente, è davvero molto bravo.

Per concludere, così magari poi andiamo a dormire tutti quanti, il punto è che sinceramente, se voi non fate quest'apertura, allora il discorso di condividere, di cercare di migliorare, di cercare di fare dei passaggi ulteriori, di cercare di fare qualcosa, allora, veramente, voi volete semplicemente il muro contro muro, lo dite con le chiacchiere e non lo fate mai, questa è la realtà!

Presidente - C'è un'altra richiesta di intervento? Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha la facoltà.

Gerandin (UVP) - Grazie Presidente.

Non mi ripeterò su quanto ha detto e motivato chi mi ha preceduto. Volevo solo fare due brevi considerazioni: una è legata al fatto che, al di là dei 5 milioni che noi prevedevamo su questo fondo per il sostegno alle famiglie, c'era un dato che noi ritenevamo molto importante e derivava anche da quelle tre ore molto noiose che abbiamo fatto patire a chi ci ascoltava, magari in diretta...legato all'acquisizione dei dati. Assessore Baccega, lei, quando ci ha risposto su quelle che erano le effettive entrate disponibili per quello che riguarda la Regione - e qua non è colpa dello Stato, perché questo è legato alla nostra fiscalità, alle nostre entrate, che derivano da IVA, Irpef e quant'altro -, ebbene, è emerso che le risorse scendono per quello che riguarda le entrate proprie di 27.300.000; questo significa che la Valle d'Aosta è in recessione forte - e ci tengo a ricordarlo -, perché noi ci finanziamo con queste risorse. Ora, una recessione come quella che stiamo vivendo necessita per forza di lasciare da parte il clientelismo e di prendersi responsabilità forti. Noi, se vogliamo aumentare queste entrate, Assessore, e non potrà darmi torto, dobbiamo fare crescere il lavoro, dobbiamo fare lavorare le imprese, fare pagare l'IVA in Valle e creare nuove attività. Bene, noi, oltre ai 5 milioni - e ci tengo a sottolinearlo -, avevamo questo fondo, fondo per i giovani, per le politiche, per le start-up, per i nuovi insediamenti, mirato a creare quell'aumento di entrate che possono dare un minimo di futuro alla Valle d'Aosta, perché questo sistema è destinato a morire per il semplice fatto che qualcuno chiede ancora quanto siano le entrate per quello che riguarda il gettito dell'accisa sui prodotti energetici, bene, per la Valle d'Aosta sono pari a 70 milioni. Si è iniziato con il bon chauffage dicendo che si sarebbe attinto ad una quota...non sostituisce i buoni benzina, ma si attinge al tesoretto. Dico bene? È giusto. Bene, questo tesoretto è man mano sceso, nel senso che le disponibilità per attingere da una buona fetta di quella che era l'accisa, all'inizio del discorso del bon chauffage si distribuiva in Valle senza limite di reddito e andava bene. Man mano poi la coperta si è ristretta, per cui l'anno scorso c'erano 17 milioni, quest'anno 8, l'anno prossimo ho la vaga impressione che ci sentiremo dire che le entrate non ci permetteranno più di mettere nulla a disposizione. Ora, prendetevi la responsabilità di cambiare rotta, di cambiare sistema. Create impresa e noi i 7 milioni che mettevamo li destinavamo per questo e mi dispiace che qualcuno abbia banalizzato dicendo che era una distribuzione a pioggia. Noi abbiamo pure avuto fiducia nella Giunta, magari crediamo poco nel metodo, ma noi rispettiamo l'Esecutivo e dicendo che eravate voi a decidere il come distribuirlo, abbiamo dato qualche indicazione, solo qualche indicazione, che non voglio ripetere perché l'ho già detto prima, però la parte più importante era legata a fare ripartire questo sistema Valle d'Aosta, se c'è un euro a disposizione nel bilancio, va messo per fare ripartire l'impresa, il lavoro e non le spese correnti, e non i contributi a pioggia, perché i contributi a pioggia sono quelli che avete messo agli articoli 3, 4 e 5, confondendo la gente, perché è questo l'artificio, nel senso che più domande faccio più volte devo ringraziare. Ora, è un sistema che non regge. Noi chiedevamo di metterne uno che sostenesse veramente le famiglie in difficoltà, mettendo dei requisiti che andavano condivisi, senza creare quei rivoli che non siete in grado di mantenere. Le scadenze - è drammatico, ma è così - non le mantenete, non avete mantenuto il bon chauffage, ve l'ho già detto prima: siete fermi al 2012 sul bonus energia. È inutile allora creare tanti rivoli se non siete capaci e in grado di mantenere il sistema e l'organizzazione, è meglio uno solo cui la gente possa fare riferimento e sappia che chi è in difficoltà può avere un aiuto e con il resto facciamo ripartire la Valle d'Aosta! La Valle d'Aosta è morta, non c'è lavoro, chiudono imprese sane e ne apre nessuna, allora voltiamo pagina, mettetevi il cuore in pace una buona volta! Lasciamo perdere questo sistema vecchio e sorpassato!

Si dà atto che dalle ore 00,26 riassume la presidenza il Presidente Emily Rini.

Rini (Presidente) - La parola all'Assessore Viérin.

Viérin M. (SA) - Grazie Presidente.

Sono un po' sorpreso perché abbiamo iniziato a parlare degli emendamenti dell'opposizione, ho detto: forse è cambiato il clima...cerchiamo di fare dei ragionamenti che possano anche essere incrociati, ma per dare qualcosa, diciamo, migliorato rispetto a quello che abbiamo proposto, per carità, ci sta, va bene, più teste sbagliano di meno, non c'è problema, però quando mi sento dire delle battute come Cognetta: "ma meno male per loro, meno fanno meglio stanno". Credo che Cognetta non viva altrove, viva in Valle d'Aosta, sa perfettamente che i suoi colleghi, come quelli della Giunta, perlomeno rispetto ad altre Regioni, sono presenti, lavorano, che poi possano produrre poco o tanto, ma ci sono. Ci sono i giorni di festa, come la sera e come il mattino presto e quindi il "meno fanno" mi sembra che sia peggio della canna da pesca, ecco, come terminologia. Dall'altra parte il ragionamento è che tutte le proposte sono serie, quindi io condivido anche la vostra proposta dal punto di vista di lavoro e quant'altro, ma chiaramente tra proposte serie bisogna fare anche un ragionamento di quello che è l'attuale momento e la futura prospettiva. È stato detto in maniera molto chiara che noi siamo oggi ad un punto di non poter più tardare certe impostazioni che sono già costruite, su quest'eventuale ragionamento mi sembra che il Presidente abbia detto: "si può fare un discorso nel prossimo futuro un po' diverso e guardare anche in commissione se si può arrivare a questo". È stato anche detto che si è già ragionato, è stato detto in commissione che si metteranno e si sta lavorando per mettere dei limiti a far sì che questi dodici milioni circa attuali che vanno alle famiglie vadano alle famiglie più bisognose, questo è stato detto. Questa proposta che voi fate è 5 milioni alle famiglie più bisognose, che la gente capisca bene.

Gerandin poi ha detto: "la differenza va verso il discorso dello sviluppo, per i giovani, per le imprese, quant'altro". Voglio ricordare che, guardando la finanziaria e la legge di bilancio, noi, rispetto ai 5 milioni dell'anno scorso, abbiamo messo 7.700.000 su quelle misure...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...non basta...perfetto, abbiamo messo 2.700.000 in più, quasi il 50 per cento in più. Non basta, vedremo di metterne altri, però, ecco, sentire dei ragionamenti, aver discusso due ore su un ragionamento che è pregnante, ha i suoi, diciamo, benefici per quella che può essere la discussione? Di fronte ad una situazione che oggi prevede 12 milioni da distribuire alle famiglie, che verranno individuate in quelle più bisognose, rispetto ai 5 che proponete, eh beh, vediamo di rinviare questa discussione in un momento che possiamo affrontare in maniera più corretta e più seria...anche sulla tempistica, perché, se guardiamo i ritardi, sappiamo tutti perché, per esempio, sul rimborso dell'energia elettrica abbiamo ritardi. Quando avevamo trovato il sistema perfetto...che andava in bolletta, lo Stato si è inventato che era illegittimo, quindi abbiamo dovuto fare tutto un certo percorso per poi rimborsarli...

(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...no, ma un anno ci avete messo, però mi scuso questo...forse anche tu eri un po' nelle prime linee o no? Ecco, tanto per essere chiaro. Allora, io voglio solo dire che noi dovremmo cercare di ragionare tutti insieme per l'obiettivo comune. L'obiettivo comune che ho oggi, diciamo, visto in tutti, e questo mi da soddisfazione...è che abbiamo tutti un concetto molto chiaro: aiutare le famiglie più bisognose e cercare di trovare delle metodologie che ci facciano ragionare alla stessa maniera. Oggi il ragionamento non è visto alla stessa maniera, però l'obiettivo principale è aiutare le famiglie, e questi soldi ci sono.

Presidente - Possiamo mettere in votazione l'emendamento n. 4? La parola al collega Ferrero.

Ferrero (M5S) - Grazie.

Solo due battute che sono indispensabili: non è una questione di presenza, noi, di certo, non diamo le pagelle ai componenti della Giunta, le pagelle le hanno date gli elettori, anzi le avrebbero potute dare correttamente gli elettori se avessero avuto il quadro completo della situazione e non un quadro di promesse elettorali come infatti si sono poi dimostrate, bon de chauffage e tutto il resto sono ancora lì che aspettano. Apprendo adesso dall'Assessore Viérin che il ritardo del bonus energia è dovuto a questioni imputabili allo Stato; tuttavia, è strano che ad un mio "116" gli uffici abbiano risposto una cosa diversa, andrò ad approfondire, perché allora qui siamo al solito sistema per cui voi dite una cosa, gli uffici ne dicono un'altra e da qualche altra parte magari poi viene fuori una terza versione; questo non è di certo un sintomo di serietà.

Per quanto riguarda la presenza, come vi abbiamo detto, per noi non è questione di presenza, ci possono essere persone che sono presenti, ma che non svolgono il loro lavoro, i vostri manager delle partecipate ne sono un esempio, quindi non è una questione di presenza. Il problema è che qui si continua a parlare di futuro: "vedremo, faremo e ne discuteremo". La gente i problemi li ha oggi, il portafoglio vuoto c'è oggi. Il vostro futuro a noi, come cittadini, sinceramente non interessa. Futuro, futuro, futuro..."in futuro ridurremo i costi della politica, in futuro ridurremo gli sprechi", ma qui c'è una legge di bilancio a cui si poteva mettere mano decisamente e direttamente. Sostanzialmente non è stato fatto nulla o è stato fatto poco, sinceramente da persone professioniste della politica - il più giovane degli Assessori è da una decina di anni in politica, il più vecchio da 38 anni - non ci aspettavamo una cosa del genere! Probabilmente le lunghe permanenze sulle poltrone alla fine creano delle incrostazioni come il calcare nei tubi e alla fine l'acqua passa con più difficoltà.

Presidente - Possiamo mettere in votazione? Non ho altri iscritti per parlare. Apriamo la votazione... Colleghi, giusto per organizzare anche i lavori, se vi prenotate, si ha già la situazione di chi intende prendere la parola.

La parola al collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Mi scuso Presidente, l'ora è tarda, però gli argomenti sono di rilievo e quindi non vogliamo sottovalutare, ma soprattutto vorremmo essere utili al fine di modificare l'impianto che questa maggioranza ha proposto. Nel dibattito su questa proposta, su quest'emendamento n. 4, ben esplicitato dai colleghi e da tutti gli interventi fatti, l'obiettivo, la visione che noi avevamo previsto andava a mettere in campo due leve: quella del fondo straordinario, nuovo, per il sostegno alle famiglie, unico, con in parte meno risorse, ma con un obiettivo forte, che era quello di andare a sostenere ed intercettare realmente e concretamente i nuclei più in difficoltà; parallelamente abbiamo proposto un grosso emendamento, creando le condizioni per un fondo straordinario per l'occupazione e lo sviluppo. La doppia filosofia, il doppio intervento quindi sta nel sostenere, come dicevo prima, da una parte, le famiglie e, dall'altra, invece dare un impulso violento alla criticità forse maggiore di questo momento, che è quella dell'occupazione, allora un valdostano su quattro sotto i 25 anni non ha un posto di lavoro. Dopo parleremo di società pubbliche e società partecipate, senza avere la bacchetta magica, convintamente diciamo che dobbiamo riscrivere le regole e le pari opportunità, riteniamo che l'articolo 29 bis e l'emendamento 28 avessero questa filosofia: quella di creare condizioni per sviluppo e occupazione, un fondo pesante di più di 7 milioni di euro e, inserito in quest'articolo, avevamo dettato l'agenda dal punto di vista amministrativo: "entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, la commissione consiliare competente presenta al Consiglio una proposta di legge contenente i criteri e le modalità relativi alla fruizione del fondo di cui al comma 1".

Una nuova filosofia quindi che abbiamo provato e che abbiamo scritto nero su bianco, ci sono le coperture finanziarie. Indubbiamente i due emendamenti sono legatissimi, perché vanno a modificare il vostro impianto. L'Assessore Viérin ha cercato di attenuare forse il colpo dicendo che ci avrebbero ragionato, noi abbiamo provato a ragionarci, abbiamo provato a scriverlo, dicendo che forse gli aiuti così con criteri...forse con l'asticella troppo alta e con un obiettivo forse più mirato per quanto riguarda il nostro emendamento n. 4, legato alle famiglie più bisognose e in maniera pesante invece l'intervento sull'occupazione e sullo sviluppo, quindi questo fondo straordinario di 7 milioni di euro...a nostro avviso, darebbero più vivacità, più forza, più concretezza: ecco, questa è la filosofia. Nel momento in cui però, da come capiamo, la posizione...a meno che qualche collega di maggioranza si esprima in maniera diversa, capiamo che non c'è intenzione da parte della maggioranza di sostenere questa doppia filosofia...noi non potremo votare gli articoli 3, 4 e 5, perché la nostra filosofia è alternativa, è diversa, non sarà la bacchetta magica per trovare il nuovo, ma, a nostro avviso, è una filosofia alternativa più ardita, più difficile, più difficile anche da mettere in campo, ma che dà sicuramente delle chance in più a quella non occupazione, a quella disoccupazione, a quella non pari opportunità che in questo momento c'è nelle società partecipate e controllate e soprattutto mette in campo risorse per creare nuovi posti di lavoro in un momento di grandissima difficoltà all'interno del nostro modello, del modello Valle d'Aosta. Grazie.

Presidente - Bene. Colleghi, possiamo mettere in votazione? La parola al collega Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Semplicemente per confermare e chiarire che sono ancora di più le risorse che noi mettiamo disposizione con questi due fondi: il fondo straordinario per il sostegno alle famiglie ed il fondo straordinario per l'occupazione e lo sviluppo che voi volete affossare. Allora è diversa la filosofia che noi abbiamo, un conto è dire: "diamo il pane a tutti", e noi lo diciamo con il fondo di aiuto per le famiglie, noi vogliamo dare il pane all'emergenza di quella famiglia in grave difficoltà, ma poi vogliamo insegnare a coltivare la terra, a vivere e a camminare con le proprie gambe alle famiglie, per questo c'è il fondo per l'occupazione e lo sviluppo, voi questo non lo prendete neanche in considerazione, vi limitate sempre nella vostra logica nel dire: "noi mettiamo qualche soldino in più lì sul sostegno alle famiglie". Beh, noi ne mettiamo molto di più e nello spirito - guardo dalla parte degli imprenditori - di dire: "mettiamoli in condizione di costruirsi da soli il futuro, di guadagnarselo da soli il pane, soprattutto guardando ai giovani", ma come si fa a non riconoscerci almeno quest'atteggiamento, poi voi direte: "in questo momento non ce la sentiamo, andiamo avanti con il vecchio andare, le nostre leggi ci sono e c'è qualche cosa per l'occupazione", ma proprio dirci che abbiamo messo su un impianto che non sta né in cielo, né in terra no! Mettiamo più risorse e con una filosofia che è diversa: aiutare veramente e soltanto...non fare assistenza generica, soldi a pioggia, ma aiutare le famiglie più in difficoltà e fare camminare le altre, portarle fuori dalla povertà. Non ho esitazione a dire che questi sono gli emendamenti che vota il PD-Sinistra VDA e non voteremo il vostro modo di fare assistenzialismo.

Presidente - La parola al collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Io volevo semplicemente leggere il programma elettorale...so che richiamarvi ai vostri programmi elettorali può crearvi un certo imbarazzo...ed è il programma elettorale della Stella Alpina. Siccome l'Assessore Viérin ha fatto la sua uscita dicendo: "ma noi mettiamo un sacco di soldi e voi li volete dimezzare", cosa che vi abbiamo dimostrato non essere vera, perché li abbiamo distribuiti sempre a beneficio delle famiglie e dei cittadini della nostra regione...nel vostro programma sotto la voce "famiglia", a parte la riforma dell'IRSEE, dove voi fate tutta una serie di ragionamenti sulla numerosità dei componenti, sulla situazione di disagio sociale, sugli elementi reddituali e patrimoniali..."con un sistema capillare e molto variegato di aiuti e contributi, è indispensabile predisporre e utilizzare un indicatore di reddito unico attraverso il quale..." eccetera...quindi ce l'avete, voglio dire: avete già evidenziato la necessità di quest'indicatore, quindi avete un indicatore per individuare un disagio sociale ed il bisogno delle famiglie, poi avete fatto una serie di proposte che potrebbero essere accolte. Siccome il nostro emendamento demanda alla Giunta l'elaborazione di criteri e di proposte, voi avete individuato: "gli assegni di sussistenza: concessione di crediti di modesta entità (massimo 1.500 euro annui), a tasso zero, per acquisti di prima necessità (alimenti, farmaci, eccetera) a sostegno di famiglie che si trovano in particolari difficoltà economiche; strumenti di sostegno a favore dei genitori separati in presenza di minori, garantendo un'abitazione per il genitore non collocatario/affidatario dei figli, modificando i criteri di accesso all'edilizia popolare affinché si tenga conto... - eccetera - l'istituzione di una Consulta regionale per le problematiche legate alla separazione; il monitoraggio sistematico dei servizi sociali...".

Avete già un programma di sostegno alle famiglie che può essere integrato con ulteriori idee nel tempo che quest'emendamento concede alla Giunta, perché non vogliamo invadere le vostre competenze. Questa è l'occasione, secondo me, anche per mettere in applicazione alcune delle indicazioni che voi avete scritto sul vostro programma, di cui, peraltro, non si trova nessuna traccia in finanziaria, perché, quando parliamo di specifici interventi per la famiglia, non intendiamo solo la creazione magari di centri di aggregazione e di punti di incontro per la famiglia, ma intendiamo la creazione di ammortizzatori nei casi di situazioni di vera difficoltà, che considerino la famiglia non solo come un'entità alla quale distribuire una piccola cifra, senza che ci siano particolari requisiti che rendano necessario un ragionamento su questa distribuzione.

L'invito quindi è di ripensare anche magari tenendo conto di quelle che sono le promesse, di quelle che sono le garanzie che voi avete fatto ed avete dato nel corso della vostra campagna elettorale e di mettere finalmente in cantiere alcune delle proposte che avete scritto sul vostro programma.

Presidente - La parola al collega Borrello.

Borrello (SA) - Grazie Presidente.

Sarò molto veloce, ma intervengo solo perché vorrei riconoscere all'opposizione il giusto tributo in merito al lavoro che hanno fatto, perché è un lavoro che si può effettivamente definire un lavoro serio, perché hanno fatto un ragionamento complessivo, andando anche a riallocare quelle che sono le finanze rispetto a delle ipotesi che sono incardinate al loro pensiero. Prendiamo quindi atto e lo riconosco con molta serenità che c'è un lavoro ed è un lavoro - tra virgolette - "anche propositivo", però nell'ottica del rispetto reciproco, così come noi rispettiamo la vostra proposta...e ha detto una cosa corretta il collega Chatrian, è una proposta, una filosofia differente da quella che noi proponiamo in questo momento e che è molto semplice. C'è un'analisi, un pensiero che sta alla base di questo tipo di ragionamento: in questo momento di crisi, in questo momento particolare noi riteniamo opportuno andare a sostenere, con una somma pari a 12 milioni di euro quelle che sono le persone in difficoltà, questo è il nostro modo di vedere in questo momento. Capisco che è differente rispetto al vostro, ma riconosco che, arrivati ad un certo punto, bisogna fare una riga, trarre delle conclusioni e fare delle scelte, la nostra scelta è di mantenere questo tipo di articolato e quindi, pur apprezzando il vostro sforzo, non voteremo i vostri emendamenti. Abbiamo capito che c'è un ragionamento e c'è un'alternativa, una filosofia diversa rispetto a quella che noi abbiamo prodotto ed è per questo che la dichiarazione di voto in merito agli emendamenti sarà negativa e voteremo a favore dell'articolato così come è stato proposto a livello di maggioranza. Grazie.

Presidente - La parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Grazie collega Borrello.

Ci fa piacere l'apprezzamento per il lavoro pervenuto da parte del gruppo della Stella Alpina, quanto meno dai banchi dei Consiglieri di maggioranza...ecco, i Consiglieri dell'Union non li abbiamo sentiti, ma immaginiamo che siano allineati alle posizioni dell'Esecutivo...e procediamo prendendo anche spunto da un tweet che ci dà una riserva di energia: "dà un pesce ad un uomo e lo sfamerai un giorno; insegnali a pescare e lo sfamerai per tutta la vita". Dietro a questa filosofia vi è il tentativo di cominciare a fare dei ragionamenti che sostengano la comunità e provino a creare dei percorsi nuovi, perché le persone che si stanno avviando in una situazione difficile, con gli stipendi che non aumentano e la crisi che avvolge, con i costi dei servizi che aumentano...e ci metteremo anche noi con il nostro bilancio con alcune scelte a complicare la vita alle persone...accompagnare le difficoltà che i redditi di un certo tipo stanno avendo, con dei percorsi nuovi che avviano al lavoro e che mettano in disponibilità nuove risorse ci sembra il ragionamento da fare.

Ad ogni buon conto, dopo questo lungo ed articolato intervento, devo dire che abbiamo quanto meno colto delle aperture che inizialmente non c'erano. Mi ha fatto piacere l'intervento dell'Assessore Marco Viérin, che ad un certo punto ci ha detto: "oggi sosteniamo questo, ma siamo disponibili a confrontarci in futuro". Speriamo che ci sia questa disponibilità, perché il bilancio che andate ad approvare non premierà al mese di gennaio con queste risorse la comunità valdostana. Il mese di gennaio, se riusciremo a fare un intervento dell'ultima ora sulla legge con il prossimo Consiglio, andremo a pagare il bon de chauffage 2013. La volontà da parte nostra quindi è quella di sostenere questa proposta, di provare su ragionamenti come questi a fare e ad avviare dei percorsi nuovi che ci mettano in condizione di confrontarci su un modello differente di sviluppo della comunità. Ci fa strano che questa, che dovrebbe essere la parte più sinistroide, assistenzialista del Consiglio regionale, debba sollecitare la parte più liberale ed imprenditoriale e tutto quanto a dei ragionamenti che non siano solo più di semplice assistenzialismo della comunità. Sembra strano che dobbiamo essere proprio noi a fare questi passaggi, però, probabilmente, ci si è un po' addormentati tutti quanti in questa comunità valdostana.

Sono sicuro che l'ex imprenditore, Assessore Baccega, saprà dire qualche cosa al suo gruppo in questo senso e speriamo che si possa riprendere quest'argomento come altri argomenti, perché la politica dei contributi - lo avete detto voi per tutta la discussione sul bilancio - è finita e qui siamo a ripresentare una politica tale e quale. Attenzione, non andiamo ad aggiungere tante risorse alle famiglie povere, perché c'è solo una parte di questi tre articoli che parla di famiglie meno abbienti e noi non vogliamo più parlare di questa cosa qui...1 milione di euro, ma tutto il resto lo si spalma su tutte le famiglie in maniera generica, questo milioncino si accompagna lì. L'Assessore Fosson sa che ci sono altri strumenti e ci sono altre leggi, in bilancio, che comunque sostengono gli alloggi, piuttosto che altre cose, quindi non è su questo che bisogna puntare politicamente in assoluto. Va bene, prendiamo atto e speriamo che quest'apertura almeno di uno dei due gruppi della maggioranza ci sia e ci sia fino in fondo, in modo che si possa finalmente discutere, una volta approvato questo bilancio, su un sistema diverso di vedere la gestione delle risorse pubbliche.

Presidente - Grazie. Altri? La parola alla collega Morelli.

Morelli (ALPE) - Grazie Presidente.

La ratio di questa nostra proposta mi pare che sia già stata ben spiegata, ma vorrei riassumerla in modo molto sintetico: noi abbiamo attualmente questi tre articoli che vanno ad istituire tre tipi di sostegno, la nostra idea qual è? È di accorparli, andando a semplificare, peraltro. Ricordo bene, ricordiamo tutti bene come il Presidente Rollandin abbia sottolineato la volontà di questa maggioranza di sburocratizzare e semplificare. Noi andiamo in questa direzione e proponiamo questi due filoni. Riprendendo quanto ha detto il collega Bertschy, noi vogliamo dare il pesce alle famiglie bisognose e nello stesso tempo la canna da pesca per poi poter pescare questo pesce. Credo che la filosofia sia lì e questi nostri due articoli, questi nostri due emendamenti, uno che istituisce il fondo straordinario per il sostegno alle famiglie...è un articolo sufficientemente generico da permetterci una discussione ed un approfondimento congiunto per far sì che la Giunta possa poi, attraverso una delibera applicativa, fissare i criteri. Vi è quindi il margine per confrontarsi e per arrivare ad una soluzione di sintesi, così come avviene per l'articolo 29 bis, con cui noi vorremmo istituire questo fondo straordinario per l'occupazione e lo sviluppo. Mi sembra veramente incomprensibile questa reazione - non parlo della reazione piccata del Presidente Rollandin, che veramente mi ha lasciata abbastanza esterrefatta -, ma neanche capisco la reazione così critica, così poco ricettiva degli altri componenti della maggioranza che sono intervenuti. Io credo veramente di voler fare un appello in questo senso: pensiamoci, è un'opportunità importante. Grazie.

Presidente - La parola al collega Viérin.

Viérin L. (UVP) - Grazie Presidente.

A margine di quanto è già stato detto e in modo completo dai colleghi, propongo una riflessione che è stata sollevata a margine di questa discussione, ovvero sulla filosofia che dovrà animare per il futuro la nostra comunità. Abbiamo colto nell'intervento del Presidente in modo piccato, come è stato sottolineato, questa questione del fondo perso. Noi abbiamo appreso nelle scorse settimane che la questione del mondo che era finito era quella del fondo perso per tutta una serie di settori, tranne che alcuni settori che poi sono giustamente stati sottolineati anche in commissione. Se la riflessione va aperta in modo congiunto e se tutti assieme dobbiamo ridisegnare una prospettiva, allora non capiamo perché oggi ci sia questa reazione al fondo perso, ma soprattutto ci chiediamo che origine abbia il fondo perso. In effetti, se questa riflessione fosse nata da qualcun altro, noi lo capiremmo, ma qui siamo come nel gioco dell'oca: si torna sempre alla casella di partenza e tantissime cose che vengono rimesse in discussione, se si va a vedere il periodo, se si va a vedere l'anno, stranamente si risale sempre allo stesso sistema ed alla stessa mentalità che ancora oggi...allora quello che ci fa sorridere è questo: che ci sia oggi una "aggressione verbale" nei confronti di una proposta dell'opposizione, dicendo: "troppo facile...fondo perso...si va e si pesca", ma chi lo ha inventato il fondo perso? Chi lo ha inventato? Qui spesso si parla di rimettere in discussione le cose, ma allora solo qualcuno ha la facoltà di cambiare idea. Gli altri, quelli che pensano al trenino Cogne e poi lo chiudono, pensano alle grandi opere come Saint-Martin, e poi oggi siamo ancora qui a discutere, e poi chi ha il fardeau di portarselo avanti è poi quello che ha la responsabilità odierna.

Andiamo a vedere quando sono nate queste cose. Noi quindi crediamo che il fondo perso nel tempo avesse avuto una logica, noi immaginiamo che da un giorno all'altro non si possa far finire una mentalità tout court, soprattutto addossandola a chi invece oggi fa proposte che andavano proprio nella direzione contraria, ovvero di andare a limitare un bonus che è importante, ma che in modo scriteriato qualcuno lo ha detto...chi vive in montagna...invece, accanto a questa possibilità, propone una questione diversa, andando nei temi che sono stati proposti da voi, cioè il lavoro e l'occupazione, che sono i temi prioritari. Questo per dire che cosa? Per dire che noi, timidamente, ma anche in modo dignitoso abbiamo cercato di esprimere...perché questo è poi anche uno degli articoli cardine delle nostre proposte, perché, quando diciamo che le risorse sono ridotte ed abbiamo dovuto andare nelle risorse che erano rimaste ad utilizzare dei fondi per avere le possibilità di elaborare, attraverso le idee che noi crediamo interessanti, un margine che possa anche immettere risorse... Oggi quindi capiamo che ci sia anche un po' di stanchezza e magari un po' di tensione per questi giorni di bilancio, però noi rivendichiamo, al di là poi delle considerazioni politiche o delle battute che ci stanno, la bontà di questa proposta e noi ci chiediamo veramente se tutti abbiano colto...ed è per questo che abbiamo voluto spendere i nostri interventi: per essere certi che tutti abbiano colto la bontà, o comunque i contenuti di questa proposta.

La questione del fondo perso non sappiamo da dove sia uscita. Forse bisognerebbe andare a leggersi bene questi articoli per capire...qui non c'entra niente, c'entra anzi solo parzialmente...ma questo va proprio a ribaltare una logica che del fondo perso fa l'origine di quella disposizione che oggi, effettivamente, era partita con un'entità di una ventina o di 30 milioni di euro ed oggi, veramente...sì, è vero, doveva sostituire i buoni benzina...è come il miele che deve fare sentire meno amara la pillola, piano piano è stata ridotta nel tempo e oggi veramente è qualcosa che non sappiamo quanto aiuti le famiglie...e soprattutto, come è stato sottolineato, quando questi aiuti nemmeno arrivano rispetto ad un anno antecedente. Noi non andavamo ad abolire questa cosa, perché rimaneva in parte, andava nella logica di premiare chi ne aveva effettivamente bisogno, ma andava ad utilizzare una parte di quest'entità delle risorse cospicua per immetterle nelle priorità, che sono anche le vostre priorità a parole, ma che evidentemente non lo sono nei fatti.

Presidente - Colleghi, possiamo mettere in votazione? La votazione è aperta sull'emendamento n. 4 presentato dalle forze di minoranza. Votate, colleghi. Possiamo chiudere la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 17

Contrari: 18

Il Consiglio non approva.

Articolo 3. Possiamo aprire la votazione. Apriamo la votazione. Chiudiamo la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 18

Contrari: 17

Il Consiglio approva.

Colleghi, possiamo passare all'articolo 4? Io proporrei di andare avanti ancora un po', ci siamo un po' dilungati anche rispetto alla previsione che avevamo fatto oggi in seno alla Conferenza dei Capigruppo, almeno terminiamo il capo...proviamo ad andare avanti ancora qualche punto.

La parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Chiudiamo le votazioni sugli articoli 3, 4 e 5, che riguardano l'emendamento e poi possiamo sospendere, sono le una...

Presidente - Continuiamo queste votazioni e vediamo un po'...io andrei avanti un pochettino...se vogliamo anche che sia l'aula a decidere...sentiamo degli interventi...

(interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

...avevamo preso l'impegno di terminare una discussione alle 18,00, siamo andati un po' più lunghi e abbiamo terminato alle 20,00, io credo che possiamo andare avanti almeno ancora un punto.

La parola al collega Viérin.

Viérin L. (UVP) - Io credo che nessuno abbia problemi ad andare avanti, il problema, Presidente, è che non credo che sia lei a decidere l'ordine dei lavori, è una questione di principio, quindi, al di là dell'aula, credo che la Conferenza dei Capigruppo che, giustamente, ricordava adesso il collega Bertschy, a microfono parzialmente acceso, doveva riunirsi a mezzanotte, probabilmente non si è riunita. Volete farla alle 2 o alle 3 del mattino, la facciamo, ecco, però fatela, perché, Presidente, lei non è che decide dell'ordine dei lavori, perché se ieri si era deciso di sospendere all'una andava bene, oggi non va bene, per carità, andiamo avanti, andremo avanti anche domani, noi credo che fino a domani notte siamo qui e quindi non c'è nessun problema, solo per capire in che modo ci si deve organizzare, poi noi non abbiamo nessun problema...

Presidente - Scusi collega Viérin, io sono d'accordo a riunire la Capigruppo, non ho detto che decidevo io, addirittura ho detto che demandavo la decisione all'aula, che credo sia l'organismo ancora più completo rispetto...

(interruzione del Consigliere Laurent Viérin, fuori microfono)

...no, scusi, gli orari li decide la convocazione... è convocata in notturna, quindi può andare ad oltranza, poi...se volete, ci riuniamo un attimo come Capigruppo...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...no, non è all'una, il Regolamento non dice all'una.

La parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - L'opposizione, unita come sempre, ha voglia di andare avanti. Andiamo avanti ancora un momento, saltiamo anche la Capigruppo e poi ci chiederete poi voi una convocazione.

Presidente - Se vogliamo...la mia era una proposta e vi ho anche chiesto: facciamo una riunione dei Capigruppo?

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...scusi, ho anche detto: votiamo come aula, poi se vogliamo...scusate! Ho fatto una proposta e ho detto: la rimettiamo alla volontà dell'aula. Volete fare una sospensione di cinque minuti per una riunione dei Capigruppo?

(interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

...andiamo avanti. Vediamo gli articoli 4 e 5, non credo che ci sia difficoltà a farli...benissimo, andiamo avanti. Articolo 4. Possiamo dare lo stesso risultato?

(nuova interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

...scusate, però, colleghi, un po' di ordine in aula! Non si capisce niente, un po' di silenzio!

La parola al collega Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Dichiarazione di voto che adesso non mancherà su nessun articolo, può starne certa. Mi prendo tutto il mio tempo per parlare. Visto che vogliamo andare avanti ad oltranza, andremo avanti ad oltranza.

Dobbiamo allora votare l'articolo 4. Ho chiesto più volte a quest'aula che venissero fornite esattamente le date con cui erogate questi bonus di cui avete detto che avete così ben organizzato. Dovreste venire qui con le tabelle e spiegarci bene a quali famiglie avete dato queste risorse. Qui in questo caso l'articolo 4 è un articolo in cui si chiede di erogare i costi dell'energia elettrica (la legge regionale 15 febbraio 2010, n. 4)...prevede al punto 1: "per l'anno 2014 - come già per l'anno 2013, nel quale non avete assolutamente deciso di dirci in quali forme e in quali modi volete erogare questi finanziamenti... - l'onere complessivo derivante dall'applicazione della legge regionale 15 febbraio 2010, n. 4 (Interventi regionali a sostegno dei costi dell'energia elettrica per le utenze domestiche. Modificazione alla legge regionale 18 gennaio 2010, n. 2), è determinato in euro 2.900.000", e qui vorrei sapere dall'Assessore Marquis quanto avete erogato per il 2013. Quante famiglie valdostane in questo momento possono accedere a questo contributo che voi dite voler erogare per l'anno 2014.

Al punto 2 "gli oneri di cui al comma 1 sono finanziati con le disponibilità a valere sul fondo di dotazione della gestione speciale presso Finaosta S.p.A. di cui all'articolo 6 della legge regionale 7/2006", noi riteniamo che questa forma di erogazione di contributo, fatto a pezzettini in questo modo, che non va invece nell'ottica che avevamo detto noi di rivedere l'impianto di erogazione in una parte a sostegno ed una parte invece a promozione del lavoro e dell'occupazione, rendendo finalmente autonome ed indipendenti molte famiglie, non possa assolutamente essere accettata da noi come principio, per cui voteremo contro quest'articolo.

Presidente - Grazie collega. La parola al collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Qualche riflessione e qualche considerazione sull'articolo 4. Innanzitutto questa sera abbiamo parlato diverse volte di semplificazione, di sburocratizzazione. L'aiuto del 2012 non è ancora stato liquidato; per il 2013 i tempi non solo non sono certi, ma saranno molto lunghi, quindi alla faccia delle dichiarazioni che sono state fatte in questi giorni sulla semplificazione e sburocratizzazione e celerità di quest'Amministrazione regionale.

Seconda riflessione: la seconda è di merito, nel senso che quest'aiuto, questo sostegno viene liquidato indistintamente dalla situazione reddituale e patrimoniale, dalla situazione del numero di componenti e dalla situazione di necessità. Me ne rammarico ancora, mi spiace che quest'aula non abbia accolto, a mio avviso, indubbiamente...a nostro avviso, l'impianto che avevamo proposto proprio perché sugli articoli 3, 4 e 5 la filosofia che noi avevamo messo in campo era proprio quella di distinguere gli aiuti, di andare ad intercettare, come dicevo prima, il sostegno, la famiglia, il nucleo che necessitava di un agrément, una chance in più, un sostegno in più. Così come rimane, come è stato nuovamente confezionato quest'articolo 4, non solo non dà soddisfazione, ma non dà contezza, non dà tempi certi e, peggio ancora, non va ad incidere, a mirare quelli che sono i suoi obiettivi, cioè sostenere ed aiutare chi in questo momento ha meno chance, meno possibilità. Grazie.

Presidente - Grazie collega. La parola al collega Cognetta.

Cognetta (M5S) - Grazie Presidente.

Rispetto a quest'articolo, anche noi siamo ovviamente contrari, siamo fortemente critici rispetto a quest'impostazione. È un'impostazione che non condividiamo nella maniera più assoluta in quanto, di fatto, tutto ciò che noi dovremmo fare rispetto ad un riparto energia - il riparto energia è nostro, no? - spesso ci fermavano per strada e ci chiedevano: "ma come mai noi continuiamo a pagare l'energia elettrica, però, di fatto, non ci sono sconti?". Bene, il motivo lo abbiamo capito entrando qui dentro, perché poi c'è una questione che va tra la gestione, diciamo così, economica che c'è sul bilancio e quello che qui viene chiamato "Fondo di gestione speciale presso Finaosta". Che cosa vuol dire "Fondo di gestione speciale presso Finaosta"? In effetti, uno che non è dentro questo meccanismo potrebbe chiedersi che cosa sia. È stato richiamato, durante la discussione generale, durante questi due giorni questo fantasma, di fatto che cos'è? Quando noi, come Valle d'Aosta e come azionisti di riferimento, riusciamo a mettere via circa 70 milioni di euro all'anno, se non sbaglio è questa la cifra...poi questi soldi finiscono...come dire? in un calderone gestito da Finaosta. Questo calderone gestito da Finaosta che come ha detto l'Assessore: "facciamo questo per evitare poi anche il famoso patto di stabilità"...questo calderone, come dicevo, in cui finisce tutto questo ben di Dio, viene poi gestito direttamente dalla Giunta, che dà un po' qua ed un po' là a seconda delle leggi che le servono da finanziare. A questo punto vengono fuori...come dire? dei "regali" fatti alla popolazione, che però non cambiano nulla e l'articolo 4 è proprio questo, cioè noi...voi date la possibilità di gestire dei soldi che però, di fatto, non aiutano per nulla.

L'altro punto che poi ci viene in mente è che, quando noi togliamo risorse da CVA e da tutto quanto quello che è il comparto energia, facciamo poi anche un'operazione che, di fatto, mette in difficoltà la stessa società. Noi abbiamo a cuore la società del comparto energia, ma, al tempo stesso quando le portiamo via risorse...

Presidente - Sì, scusate, ma non si riesce a sentire il collega.

Cognetta (M5S) - ...sì, scusatemi se vi disturbo mentre parlate. Dicevo, se noi togliamo troppe risorse al riparto energia, chiaramente questo può mettere in difficoltà l'unica cosa che in questo momento porta soldi, anche qui, quindi, noi diamo un contentino e poi non sappiamo effettivamente quali risultati avrà e tutta quanta questa finanziaria è fatta in questo modo. Quest'articolo non serve assolutamente a nulla, perché permette, ancora una volta, di gestire questo contentino. Penso sia un'altra di quelle idee che vengono gestite dal responsabile delle royalty valdostane e alla fine gestisce 2.900.000 euro, che, insomma, rispetto ad un bilancio di 1.074.000.000, è assolutamente nulla...

Infine, vorrei farvi presente una cosa piuttosto importante e cioè che, se qui parlassimo di un bilancio di una qualunque altra azienda, quindi, diciamo così, se la Regione fosse gestita come una qualunque altra azienda, sicuramente non avremmo contezza di determinati argomenti, perché non staremmo qui a discutere di cose di questo tipo, ma cercheremmo di risolvere i problemi, cosa che invece tendiamo a non affrontare nella maniera più assoluta; di conseguenza, alla fine quello che si riesce a gestire effettivamente, quello su cui si riesce ad incidere rispetto alla popolazione, rispetto a chi ci ascolta, rispetto a tutto quanto il resto della cittadinanza, è molto poco. Con questa marea di articoli poi, esattamente...un attimo che glielo dico...sì, ho ancora un minuto, non vorrei sforare...scusate, si tratta di 39 articoli, gestiti tutti in questo modo, giusto per farvi capire come siano e per capire anche la difficoltà che ha un cittadino quando entra all'interno delle istituzioni, questo è scritto così: "per l'anno 2014, l'onere complessivo derivante dall'applicazione della legge regionale 15 febbraio 2010, n. 4 (Interventi regionali a sostegno dei costi dell'energia elettrica per le utenze domestiche. Modificazione alla legge regionale 18 gennaio 2010, n. 2), è determinato in euro 2.900.0000". Una persona normale guarda e dice: "sarà!", allora, noi, come poveri cittadini, ci siamo messi qui per cercare di capire tutta questa roba ed abbiamo tirato fuori delle proposte che poi vengono vilipese e distrutte dal lavoro fatto normalmente dalla Giunta, anche questo fa abbastanza riflettere rispetto a quella che è la situazione.

Ancora un minuto e finisco... Dicevo quindi che questa situazione, di fatto, non comporta nessun tipo di possibilità di azione rispetto a ciò che dovrebbe essere il benessere dei valdostani, quindi, di conseguenza, l'articolo 4 è un altro di quegli articoli che noi non voteremo.

Si dà atto che dalle ore 1,15 presiede il Vicepresidente Lanièce.

Lanièce (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Ferrero, ne ha la facoltà.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente...

Presidente - Un po' di silenzio, grazie! Lasciate parlare il collega Ferrero, per cortesia!

Ferrero (M5S) - ...direi che nella linea del bilancio, quello che potrebbe essere definito il "bilancio del puffo cattivo", anche qui, parliamo di promesse, ma poi alla fine sono quattro soldi, l'ennesima presa in giro per la popolazione valdostana. È vero che sono piccole somme, ma la cosa grave è creare una serie di aspettative anche per questi pochi soldi. Era di pochi giorni fa una telefonata di un ex collega, che chiedeva: "ma il bon chauffage che fine ha fatto? Quando ce li daranno?". Io capisco, sono cose che, a Palazzo, per gente che prende 5.600-5.700 euro al mese, minimo, sono cose di poca importanza, ma anche in quest'occasione si è perso veramente il collegamento tra il Palazzo e ciò che succede poi effettivamente nella strada. Se andiamo a vedere poi che cosa è stata la gestione effettiva dell'energia in Valle d'Aosta, ci accorgiamo che questa semplicemente è l'ennesima specie di pezza malconcia che viene messa al sistema, un sistema che ha visto la Regione partecipare, parliamo di Deval, Vallenergie, abbiamo visto casini dappertutto, file di gente incavolata che andava a chiedere conto di bollette pazze, pratiche che non arrivavano, collegamenti che non c'erano, quindi, effettivamente, tutto quello che è stato toccato dalla Regione è diventato un qualcosa di ingestibile e di non utilizzabile, purtroppo anche in questo caso quindi riscontriamo semplicemente il fallimento di una politica che è basata sostanzialmente sul nulla. Non sappiamo...ma sinceramente perdere ancora tempo su questi aspetti, su questa specie di piccoli rattoppi che vengono messi ci sembra quasi esagerato. Si parla di fondi di rotazione, ma, guardate, la gente, i valdostani di fondi di rotazione ne capiscono poco. L'unico fondo che state facendo è il fondo ai cittadini valdostani...e la rotazione è una rotazione delle scatole dei poveri cittadini che vengono vessati continuamente e a cui vengono fatte delle promesse, ma fate attenzione, perché il giochetto sta finendo e prima o poi ne pagherete le conseguenze.

Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha la facoltà.

Gerandin (UVP) - Grazie Presidente.

Abbiamo oggi la grande opportunità, parlando dell'articolo 4, di fare un po' di chiarezza sul meccanismo perfetto che l'Assessore Marquis ci ha illustrato prima, vale a dire quell'esperienza organizzativa degli uffici che permette di dare risposte in tempi brevi ai cittadini...ed anche di quel meccanismo perfetto di cui parlava l'Assessore Viérin quando diceva che, purtroppo, non è per colpa loro, ma è per qualcun altro che ha messo in discussione un meccanismo perfetto. Approfondiamo un po' come funziona questo meccanismo perfetto, perché il vero dato di tutto questo è che i cittadini chiedono, fanno le richieste, gli uffici rispondono loro che devono ancora ultimare l'esame di tutte le pratiche, che risponderanno quando avranno esaminato la totalità delle pratiche, che devono verificare la banca dati. Nel frattempo i cittadini scrivono alla Federconsumatori chiedendo come mai non si paga, per cui il risvolto di quest'organismo perfetto è purtroppo legato ad un meccanismo che ha delle grandi lacune, ad un meccanismo che non permette ai cittadini di avere quel contributo che voi avete detto non essere riferito ad un discorso reddituale, ma a tutti i cittadini residenti, quindi da un meccanismo perfetto ci troviamo oggi ad esaminare quest'articolo 4, che prevede di continuare ad erogare questi contributi senza avere nessun tipo di risposta certa per i cittadini che aspettano quanto loro dovuto. Ora, è per questo che noi siamo molto scettici su queste continue allocazioni, su queste continue promesse, sul fatto che, comunque, nessuno abbia più delle certezze. Abbiamo creato un mondo nel quale il rispetto delle regole è un optional, senza parlare del rispetto dei tempi ed il rispetto delle persone è una cosa di cui, a volte, si può fare a meno e la politica, per non mettere la faccia su questo fallimento organizzativo, a volte coinvolge anche i dipendenti. Bisogna essere onesti fino in fondo: ci sono dipendenti che si occupano di queste contribuzioni e che con mille imbarazzi non sanno che cosa rispondere, ma non è colpa loro, non è colpa dei dipendenti: è colpa della politica che ha messo in piedi un sistema obsoleto, un sistema che non è stato in grado di dare quelle risposte che ci si aspettava e che lascia senza risposte l'anello debole, l'ultimo anello, ovvero i cittadini, le famiglie, i residenti, perché questo, ricordiamolo, è un contributo che spetta ai residenti, perciò noi non vogliamo essere complici di questo sistema fallimentare. Noi credevamo e crediamo ancora che ci sia la possibilità di fare meglio, crediamo che, se si promette ai cittadini, si debba mantenere, che si debbano mantenere non solo gli importi, ma anche i tempi entro cui vanno erogati questi contributi e noi lo denunceremo, continueremo a denunciarlo un sistema che non ha rispetto per i cittadini, perché non rispetta i tempi. Torno a dire che la politica una volta tanto si prenda le proprie responsabilità e che queste, una volta tanto, non siano scaricate sui dipendenti, che, probabilmente, sono anche loro vittime di scelte, scelte improvvisate, scelte che non danno nessuna certezza. Dispiace quindi che in quest'aula due Assessori abbiano preso parola per difendere un sistema che non ha funzionato, che ha creato solo attese e non ha dato nessuna risposta.

Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy, ne ha la facoltà.

Bertschy (UVP) - Questi 2.900.000, che sembrano indispensabili per continuare a sostenere i grandi problemi della comunità valdostana, l'anno scorso sono stati oggetto di numerose critiche. Vi leggo un articolo: "la Regione risponde alla Federconsumatori sullo sconto del 30 percento delle bollette energetiche. Il ricorso all'istituto del contributo regionale, con relativa richiesta, è risultato indispensabile per individuare i potenziali beneficiari senza coinvolgere le imprese di vendita. Tutte le richieste verso la Pubblica Amministrazione sono soggette ad imposta di bollo. Le modalità applicative della legge regionale 15 febbraio 2010, n. 4 (Interventi regionali a sostegno dei costi dell'energia elettrica per le utenze domestiche), che prevedevano l'applicazione degli sconti in bolletta applicati dalle imprese di vendita dell'energia elettrica, sono state messe in discussione dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato in occasione del procedimento di acquisizione del controllo delle società Deval e Vallenergie. Le eccezioni sollevate hanno riguardato la metodologia utilizzata per l'erogazione del beneficio, basata sul coinvolgimento delle imprese di vendita e conseguentemente sull'utilizzo dell'automatica riduzione in bolletta. Questa metodologia avrebbe pertanto causato, secondo la stessa Autorità, degli effetti distorsivi della concorrenza, a scapito delle imprese di vendita operanti fuori del territorio regionale. Si è quindi dimostrato inevitabile perseguire il medesimo obiettivo dell'applicazione dello sconto attraverso una metodologia basata sull'intervento delle "imprese di distribuzione", che dispongono delle reti di trasporto e che non operano in regime di concorrenza sul mercato elettrico, bensì in ragione di concessioni statali. Pertanto, il ricorso all'istituto del contributo regionale, con relativa richiesta, è risultato indispensabile per individuare i potenziali beneficiari senza il coinvolgimento delle imprese di vendita dell'energia, stante la neutralità delle "imprese di distribuzione" nei confronti degli utenti (con i quali le stesse imprese non hanno alcun rapporto contrattuale). Ogni istanza rivolta alla pubblica amministrazione è, purtroppo, soggetta all'imposta di bollo, come stabilito dalla specifica normativa nazionale. Lo sconto può essere applicato solo sulla "componente energia", perché questa discende direttamente dalla disciplina del cosiddetto "mercato libero" - io non vorrei che fosse poi forviato il dibattito senza una guida alla presidenza dell'aula...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...grazie collega... - mentre sulle altre componenti, che si riferiscono agli oneri di sistema, non è possibile intervenire poiché fanno parte del "mercato regolamentato"".

Allora chi ha provato ad avere questo sconto del 30 percento sa che questo 30 percento incide per una parte residuale della bolletta ed è una cosa talmente importante che ci corrono tutti dietro e qualcuno sta già anche scappando, perché è talmente difficile, come ha raccontato il collega Gerandin, arrivarci che a volte si fa più fatica a cercare la marca da bollo che a fare tutto quello che... Quando si parla di certe cose, bisognerebbe poi anche avere cognizione di causa sugli effetti che poi certe possibilità che diamo di grande sostegno danno veramente alle famiglie. Il prossimo intervento vi leggerò un altro articolo.

Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Grosjean, ne ha facoltà.

Grosjean (UVP) - Grazie Presidente.

Non so se sia l'Assessore Marquis o l'Assessore Viérin competente per quest'articolo, ma io vorrei capire un po' meglio ciò di cui stiamo parlando. Avrete già capito che non sono tanto addentro a queste cose, però mi piacerebbe poter approfondire. Ho visto questa cifra che sembra una cosa impressionante: 2.900.000. Vorrei sapere dove vanno a finire, quante famiglie e con quale cifra avete aiutato la Valle d'Aosta con questi 2.900.000 euro. A me sembra invece che si tratti di tante piccole leggine. Noi volevamo fare un articolo 1 e mettere un gruzzolo un po' più importante in modo da avere una certa disponibilità, invece manteniamo tanti capitoli diversi. Mi viene un dubbio: forse solo qualcuno, i più svegli, riusciranno ad avere questi aiuti, oppure sarebbe meglio che scrivessimo delle regole, perché non so come si faccia ad arrivare a questi aiuti. In Valle d'Aosta ci sono 130.000 abitanti. 2.900.000 euro diviso...hanno diritto tutti? Solo i valdostani di origine? Solo i residenti? Vorrei avere qualche informazione in più visto che oggi l'abbiamo presa per le lunghe ed abbiamo il tempo di...quindi vorrei avere qualche informazione in più. Scusate la mia ignoranza. Non tutti sono nati "imparati" e io sono uno di quelli e, quindi, chiedo lumi a chi ne sa più di me.

Presidente - La parola al collega Nogara.

Nogara (UVP) - Merci Présidente.

Innanzitutto la situazione che c'è in questo momento in questa sala non è certo edificante, perché stiamo discutendo di una legge finanziaria molto importante per la nostra Regione e la stiamo un po' svilendo tra il brusìo che c'è, tutti che parlano e nessuno che è interessato, ma bisogna andare avanti e allora andiamo avanti. Mi aspettavo almeno questo, cioè che lei riuscisse a tenere un po' di ordine in aula, ma se non riusciamo neanche ad ottenere questo...andiamo comunque avanti. Io farei una similitudine fra quello che succede in questo momento in quest'aula, questa notte e gli articoli che stiamo trattando. Una confusione assoluta, una mancanza di progettazione e soprattutto di buon senso. Qui si elargiscono...prima il Presidente Rollandin quasi prendeva in giro gli sforzi che noi abbiamo fatto questo mese per portare un prodotto di un certo peso e di un certo valore alla vostra attenzione, ma qui mi sembra proprio...ecco, quello che ha detto prima il Consigliere Bertschy, cioè che è molto più importante, invece di dare un pesce per sfamarsi un giorno, insegnare alla gente a pescare per sfamarsi per tutta la vita...questo, secondo me, è un esempio calzante per quello che avete presentato voi qua oggi come legge finanziaria. Noi ci eravamo sforzati di dare un'occasione alla nostra Regione per poter uscire da una situazione di stallo. Giustamente quello di cui abbiamo bisogno in questo momento nella nostra regione è di persone che rischino qualcosa per mettersi in gioco. Tuttavia, in questo momento devono chiaramente essere aiutati dall'Amministrazione e noi quest'aiuto lo potevamo dare loro. Lo potevamo dare loro mettendo loro a disposizione una cifra importante per poter rischiare, per potersi mettere in gioco. In questo modo nel giro di poco tempo, una volta distribuiti tutti i soldi che avete messo sul piatto, nel giro di pochissimo tempo questi verranno bruciati da queste persone che probabilmente...adesso io non so quali saranno tutti i criteri, ne abbiamo sentiti un po' di tutti i colori, per distribuire queste ricchezze. Si è parlato di ISEE, si è parlato di residenza, si è parlato di non so che cosa e non so come vogliate arrivare a questi calcoli. La nostra idea era completamente diversa, era un'idea nuova, ma probabilmente qui in quest'aula le idee nuove non piacciono. Ci siamo accorti che qui si va avanti con una politica degli anni '80 fatta di contributi e non di idee innovative. È un peccato perché forse ci eravamo illusi che un'iniziativa come la nostra potesse essere accettata e condivisa con la maggioranza. Molto probabilmente ci siamo sbagliati e di questo ci dispiace molto. Grazie.

Presidente - La parola alla collega Certan.

Certan (ALPE) - Grazie Presidente.

Prima non siamo entrati nel dettaglio perché avevamo fatto una discussione riguardo agli articoli 3, 4 e 5 tutti insieme. Eravamo quindi rimasti nel generale, dovendo però approfondire i vari articoli e siccome lo abbiamo comunque fatto per poter arrivare ad un articolo unico, ad una proposta di emendamento unico, è chiaro che siamo andati a vedere nel dettaglio tutti i vari articoli e le leggi, perché mi pare che questo sia uno di quegli impegni che vanno in gestione speciale e forse è per quello che il collega Grosjean prima chiedeva proprio di sapere quali fossero tutti i vari fruitori, quale fosse il numero...il sostegno che prendono, eccetera, proprio perché è una di quelle leggi che va in gestione speciale presso Finaosta e di cui noi non sappiamo poco o niente. Noi riteniamo che, se sono dei sostegni, questi debbano essere graduati con dei criteri e quindi non deve essere sicuramente usata la canna da pesca, come ha immaginato prima il Presidente, e non possono essere a pioggia, a caso, a tutti, anzi per noi dovevano essere proprio graduati. Inoltre - lo ha ricordato bene il collega Bertschy - ci pare che tra il mese di giugno, luglio ed agosto l'erogazione di questi sostegni non abbia funzionato come invece ha funzionato bene il bon chauffage. Ci pare che non abbiano funzionato bene gli uffici, o forse gli uffici hanno fatto il loro lavoro, ma c'è stata qualche discrasia nel passaggio di informazioni fra i vari uffici, perché sappiamo che ci sono stati non pochi problemi. Il collega Bertschy ha già promesso di leggere il secondo articolo, quindi aspettiamo di capire quali sono stati gli altri effetti negativi. Segnalo inoltre che al comma 1 noi avevamo valutato di cambiare anche il titolo al nostro emendamento e di metterne uno generale per tutti e tre proprio perché c'è, terza riga: "Interventi - che poi riprende il titolo - regionali a sostegno dei costi dell'energia elettrica". Il titolo messo in questo modo - e non è solo una questione linguistica, magari uno a quest'ora ha voglia di disquisire riguardo a delle preposizioni articolate o semplici - però interventi regionali a sostegno dei costi pari quasi ai costi, cioè più uno spende nell'energia e più uno ha un sostegno. Mi chiedo quindi se sia proprio questa la filosofia con cui si autorizzava una spesa che doveva andare a sostenere, ad aiutare. Se bisogna sostenere ed aiutare, vuol dire che c'è un problema, una necessità, quindi non bisogna sostenere dei costi, ma forse bisogna aiutare e sostenere ad ottimizzare questi consumi per evitare i costi, perciò credo proprio che, analizzando bene quest'articolo, risulti proprio chiaro il perché noi avevamo proposto una semplificazione: era sicuramente molto più chiaro. È vero, Assessore Marquis, lei lo ha sottolineato, il fatto che, divisi in tre articoli, erano sicuramente dettagliati molto meglio, perché riguardavano comunque tre leggi, come ha detto lei, importanti e storiche quasi, però è anche vero che potevamo cercare di semplificare e di andare verso questa sburocratizzazione. Grazie.

Presidente - La parola al collega Laurent Viérin.

Viérin L. (UVP) - Merci Présidente.

Le due questioni del bon chauffage e dello sconto energia sono collegate. Farò un po' di storia, perché ho vissuto, assieme ad altri, la questione energetica valdostana. Era il lontano 2009 quando nasceva questo bon chauffage e i nostri emendamenti, qualcuno lo ha detto, andavano a ricomprendere le due parti. I buoni benzina erano sfumati, quest'opportunità valdostana tanto criticata anche negli anni dagli arpitani - domenica abbiamo assistito ad un bellissimo concerto di "Patoué eun Mezeucca" (traduzione letterale dal patois: "Patois in Musica") e Louis de Jyaryot ci ha ricantato: "Trente ans d'autonomie" - e già all'epoca la questione dei buoni benzina era già stata messa in discussione da una parte come vendita della dignità. Arpitano era anche Ennio Pastoret all'epoca, che stranamente, come poi vuole la storia, si ritrovò ad inventare il bon chauffage. Questi sono i corsi e ricorsi della storia che poi oggi nei nostri movimenti e partiti politici della Valle d'Aosta in modo simpatico si accavallano e tornano alla ribalta delle cronache.

Questo bon chauffage era nato con un criterio ed un'entità che poi è lentamente diminuita nel tempo. Assessore La Torre, si ricorda come questo che era a fondo perso elargito a tutti i valdostani per il primo anno - o, meglio, a quasi tutti i valdostani - diventò un'entità ingestibile, ma a risorse ridotte non ci fu nessun problema, perché qualcuno promise di rimettere i buoni benzina. Quest'anno noi alla vigilia delle elezioni politiche - e lo dico anche agli altri candidati che all'epoca hanno affrontato quest'interessante avventura -, anzi alla vigilia della votazione, abbiamo saputo dal nostro Presidente, un po' come gli spot da vigilia delle elezioni di Berlusconi, che i buoni sarebbero ricomparsi. I buoni ahimè - ed un'iniziativa della collega Fontana è andata in quella direzione - non sono tornati. Il bon chauffage si è ridotto, anzi è praticamente inesistente nell'entità, ma inesistente anche nella liquidazione delle pratiche.

Dell'energia che cosa diciamo? Dell'energia diciamo che la grande battaglia della Stella Alpina in questi anni, lo sappiamo - il collega Lanièce forse ha presentato una trentina di interpellanze sulla questione dell'autostrada e sulla questione dell'energia -, era qualche cosa che poi piano piano si è materializzato fino ad arrivare a questa disposizione legislativa. Questa disposizione legislativa allora è una disposizione legislativa che è sicuramente interessante, ma che oggi è ancora poco nei confronti di una politica energetica che è valdostana. Vorrei ricordare due aspetti: non solo Emile Chanoux che ricordava che la Valle d'Aosta è "fille de ses eaux", ma che siamo proprietari non solo delle centrali e quindi della produzione, ma anche della distribuzione, grazie ad una grande operazione che era frutto politicamente di un accordo con il PDL, che ha portato uno dei massimi esponenti a dirigere oggi la Deval. Diciamo questo perché le aziende e le società partecipate che oggi hanno in capo questa gestione, sempre quel mondo parallelo, hanno una responsabilità anche in questo. Vedete, noi oggi non abbiamo solo il dovere di andare ad intervenire sullo sconto per l'energia alle famiglie, ma anche e soprattutto delle aziende. La collega Bertolin Péaquin lo ha ricordato: il mondo industriale o, meglio, delle imprese aspetta questo messaggio. Oggi, per attivare un contatore, si spendono 5.000 euro, 5.000 euro! Altro che la Valle d'Aosta è "fille de ses eaux"! Dobbiamo mantenere tutto un indotto di quel mondo parallelo che chiaramente costa, perché, ogni volta che c'è un aumento dei costi anche ai vertici, e poi parleremo anche di queste cose, ci sono dei costi. Oggi noi allora ci chiediamo di chi siamo figli...siamo figli o siamo vittime di una politica energetica che non sappiamo governare in senso ed in termini di ricadute anche economiche sul territorio? Ci sono circa 25.000 partite IVA e circa 100 grandi imprenditori. Il motore propulsivo, il cuore pulsante della Valle d'Aosta sono le piccole e medie imprese. Aiutiamo queste aziende e non creiamo illusioni con una cifra che oggi viene inserita in un articolato, in un disegno di legge finanziario che poi non ha ricadute effettive, se non con criteri, qualcuno lo ha detto, che noi non conosciamo. Ci riserviamo quindi di intervenire su questo a seguito delle vostre repliche. Grazie.

Presidente - Grazie. La parola al collega Roscio.

Roscio (ALPE) - Grazie.

Vorrei fare una considerazione anche se l'ora oramai è tarda sull'articolo 4 della legge finanziaria, perché la legge richiama la legge originaria, la legge regionale del 15 febbraio 2010 n. 4. Andando a scorrere l'articolato, mi è saltato agli occhi in particolar modo l'articolo 3, comma 3, che lascia un po' perplessi per le modalità con cui viene erogato questo contributo. In effetti, l'articolo recita in questo modo: "il contributo è direttamente erogato ai beneficiari - eccetera - in base al consumo delle famiglie". Allora, se il contributo è calcolato in base al consumo, viene spontaneo chiedersi: "ma come? Il contributo non era erogato per cercare di dare un sostegno alle famiglie che si trovano in stato di bisogno?". Quest'associazione tra le famiglie che si trovano in stato di bisogno ed il consumo allora è una cosa che non sta molto bene insieme, perché si immagina che le famiglie povere, non sapendo che cosa fare, si attacchino alla corrente consumando a go-go, cosa che mi sembra invece non ragionevole, piuttosto si potevano introdurre dei criteri anche legati magari all'efficienza dei sistemi utilizzati.

In più c'è un'altra questione, che è già stata ribadita più di una volta: se io sono una famiglia che si trova in stato di necessità, forse la cosa prioritaria che vorrei avere è, innanzitutto, uno: la certezza del contributo ed avere con precisione la data alla quale mi verrà erogato il contributo; queste sono le due cose fondamentali che, se mi trovassi in stato di necessità, vorrei chiedere. Ecco, allora, qui io sarei proprio a chiedere con le repliche di precisare queste tre questioni: la questione se il contributo viene rilasciato esclusivamente in base ai consumi, o se vi sono altri criteri magari riguardanti non solo il consumo dell'energia elettrica che mi sembra poco sostenibile; se ad oggi siete in grado di dare dei dati precisi sulla certezza del contributo; se siete in grado di indicare la data precisa con cui questi contributi saranno erogati, perché solo così si può affermare in maniera chiara che quest'articolo di legge va veramente a dare delle risposte alle famiglie che si trovano in una situazione di disagio.

Io terminerei qui. Aspetto la risposta per poi fare il secondo intervento. Grazie.

Presidente - La parola al collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Bene grazie, Presidentessa. La chiamo Presidentessa per aderire al richiamo che ci ha fatto la Presidentessa Boldrini durante l'incontro che ha fatto qui in aula, perché è giusto anche riconoscere i ruoli e riconoscere il genere, quindi grazie Presidentessa, è importante lavorare anche di notte...tra l'altro, teniamo da conto le notti che facciamo, perché, se ne facciamo più di ottanta, diventiamo lavoratori notturni e non è escluso che si possa anche anticipare di qualche mese la pensione. Se prendiamo l'abitudine, Presidentessa, di prorogare, diciamo, le nostre sedute oltre una certa ora, quindi assumiamo lo status di lavoratori notturni e quindi questa cosa, stante il logoramento, ci può davvero servire poi per quando ci avvicineremo al periodo della pensione. Lei, Signora Presidentessa, guadagna quasi 9 mila euro al mese netti, più collaboratori e benefit vari e quindi vuol far vedere alla cittadinanza che questi soldi che lei guadagna e gli stipendi non da fame che guadagniamo anche noi siano ben spesi, compresi anche quei 250 mila euro che lei si ricorderà, Presidentessa, che non ci fece tagliare dal bilancio del Consiglio regionale. Quei 250 mila euro...che adesso poi nel prosieguo e magari anche nella replica...avrebbero potuto essere magari utilizzati per realizzare alcuni di quegli impegni che la Stella Alpina ha indicato nel suo programma.

Tornando al programma della Stella Alpina, sono contento che stiate lavorando per definire uno strumento più equo per i cittadini, questa riforma dell'IRSEE è una riforma che effettivamente, così come ci è stato anticipato dall'Assessore Viérin, troverà la luce credo a breve, quindi noi siamo in attesa che la Giunta realizzi questa, diciamo, promessa elettorale e la renda finalmente esigibile a tutti i lavoratori e anche alle famiglie. Amici della Stella Alpina inanellate successi in termini di realizzazione di programmi, oltre che poltrone, e quindi dovreste essere veramente contenti, diciamo, di come sta andando avanti questa legislatura, ma aspetto di sapere con cosa finanzierete gli assegni di sussistenza, collega Borrello, perché io penso che questi assegni di sussistenza - e io metto una firma e condivido in pieno, perché il vostro programma è un programma che mi è sempre più simpatico e che davvero in molti punti faccio anche mio...- potrebbero essere tranquillamente finanziati con i 250 mila euro che la Presidenza del Consiglio, probabilmente, a seguito di questo mio intervento, metterà a disposizione di sua sponte. Il Consigliere Lanièce potrebbe con questi 250 mila euro, ad esempio, realizzare anche gli strumenti di sostegno a favore dei genitori separati insieme al sostegno alle iniziative degli Alpini, io credo che potrebbe davvero diventare così un modo anche per farsi conoscere in un ambito diverso che non sia quello des rencontres e dei grandi incontri degli Alpini. Non ho capito, scusi...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...no, ma io adesso sto dando dei suggerimenti, poi durante la replica vi preannuncio che, siccome ci siamo dimenticati di leggere in maniera approfondita, punto per punto, il nostro emendamento raffrontandolo con l'articolato della vostra legge, vi annoierò un po' in modo tale che si sappia esattamente il contenuto del nostro emendamento, almeno sarete a conoscenza, perché mi sembra che...magari vi leggo poi anche l'articolo 29 bis così faremo un combinato disposto.

Presidente - La parola al collega Fabbri.

Fabbri (UVP) - Merci Madame.

Credevo di essere l'ultimo, invece vedo che se ne sono aggiunti tanti altri. Io allora volevo prima di tutto ringraziare i miei colleghi che mi hanno preceduto, che mi hanno illuminato su quest'articolo, così discusso e mi rifacevo semplicemente ad uno dei leitmotiv, che sono stati citati oggi e ieri e cioè sulla burocrazia. Mi è sembrato che tutto questo fosse veramente un monumento alla burocrazia, perché si entra in un clima veramente kafkiano, un clima kafkiano che si ribalta poi su quelle che sono le aspettative, su quelle che sono le aspettative degli utenti di quest'articolato. Avevamo proposto, mi sembra, di raggruppare tutti questi contributi e di offrire così la possibilità di agire sburocratizzando finalmente degli atti che...come possiamo dire? diventano sempre più oppressivi per quelli che sono i nostri concittadini. Poteva essere il momento veramente di affrontare le cose con un occhio di riguardo a quello che è il cittadino più bisognoso, mentre invece di nuovo con tutti questi articolati così complessi dal punto di vista burocratico non facciamo altro che aggravarlo di altre incombenze, purtroppo questa cosa è stata disattesa, mi dispiace c'era veramente la possibilità di dare un segnale di cambiamento e non siamo riusciti a coglierlo. Grazie.

Presidente - Grazie collega Fabbri. La parola al collega Ferrero.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.

Questo spazio, diciamo, mi dà l'opportunità di fare un approfondimento che io spero si rivelerà poi utile, al di là della discussione che stiamo facendo, perché qui stiamo discutendo alla fine di quest'articolo 4...di miseri 2 milioni 900 mila euro. Il problema è che se noi guardiamo a quello che è stato lo sfruttamento dell'idroelettrico in Valle d'Aosta, le centinaia di centraline che sono state realizzate e quello che è successo invece, ad esempio, nel Trentino-Alto Adige, dove i Comuni sono diventati i titolari e gestori delle centraline e in alcuni casi Comuni particolarmente virtuosi sono riusciti addirittura a dare l'energia elettrica ai loro cittadini quasi gratis e a realizzare poi un utile da mettere nelle casse. Pensiamo adesso noi, senza guardare la CVA, quindi le centrali di grandi dimensioni, ma pensiamo alle centrali che sono state regalate ai "Luigi Berger", Sindaco di Champdepraz dell'Union Valdôtaine, ai "Giulio Grosjacques", Sindaco sempre della vallata di Brusson, pensiamo a tutte le centraline i cui introiti finiscono nelle società lussemburghesi, nelle tasche della banca Italo-Svizzera di Lugano, ecco pensiamo che se queste centinaia di milioni di euro, perché una centralina è una specie di slot machine...se fosse diventata di proprietà del Comune con una politica semplicemente un minimo lungimirante da parte dell'Amministrazione, cosa sarebbe potuto succedere adesso, stiamo a discutere veramente delle briciole, quando avremmo avuto una specie, diciamo, di autonomia quasi completa riguardo al consumo di energia elettrica nei comuni. Ecco che anche questo bilancio, anche in questi articoli si dimostra figlio di una politica clientelare, ma di una politica che veramente è stata una politica di avvoltoi. Avete demolito e rapinato il territorio, non siete neanche riusciti...sì una parte ve la siete tenuta, diciamo, degli introiti, perché sappiamo che queste centraline milioni di euro, spese di manutenzione quasi zero, le tariffe che vengono corrisposte vengono corrisposte dal gestore dei servizi elettrici nazionali, quindi è una comodità, si va e si riscuote o in certificati verdi, o in tariffa omnicomprensiva. Pensiamo quindi che, se i corsi d'acqua, ma anche addirittura gli acquedotti dei comuni, che potrebbero produrre energia elettrica, fossero stati messi in operatività come è successo altrove...ecco, purtroppo, ci troviamo anche in questo caso a prendere, diciamo, semplicemente visione di uno stato delle cose che è uno stato veramente deprecabile. Anche in questo caso avete perso un'occasione, sicuramente qualcuno si è ingrassato, lo sappiamo perché queste concessioni sono trentennali, abbiamo stabilito e avevamo fatto anche due anni fa un dossier, che ci ha creato anche dei problemi di querele, ovviamente qualche amico degli amici è stato spinto a farci una querela, ne stiamo ancora patendo le conseguenze adesso, ma questo non ci ha fermati. Ecco, ancora in quest'occasione quindi per rilevare come si stiano a guardare le pagliuzze, mentre le travi dolosamente sono state fatte passare per anni, continuano ad essere...a passarci davanti, mentre voi fate finta di niente.

Presidente - La parola al collega Laurent Viérin.

Viérin L. (UVP) - Merci Présidente.

La politique énergétique depuis toujours a été l'emblème, la priorité des aspirations du peuple valdôtain. Déjà dans l'après-guerre, et surtout au moment de l'autonomie octroyée en 1948, cette autonomie qui dans son application n'a pas vu la zone franche, qui est un sujet dont on devrait de nouveau essayer de parler...mais aussi pour ce qui est de la politique énergétique et des droits des valdôtains, les eaux qui nous avaient été enlevées par les fascistes et par le fascisme ont toujours été un thème d'actualité. Bien, l'opération de la Compagnie Valdôtaine des Eaux, d'abord complétée avec l'opération Deval, aujourd'hui devrait théoriquement voir le peuple valdôtain se réapproprier de ce droit fondamental de l'or blanc, de cette ressource, qui est une ressource des valdôtains aussi économique, mais une ressource qui, malheureusement - le collègue Ferrero l'a rappelé -, aujourd'hui n'est pas une ressource qui est en train totalement, pour ne pas dire partiellement, de servir les intérêts du peuple valdôtain.

Nous avons une autonomie octroyée, nous avons été à la Conférence de paix de Paris, comme le dernier des Pays...c'est-à-dire que nous n'avons pas obtenu...nous avions à un certain point...dans un roman de Vincent Trèves il y a ce passage sur la Nouvelle Zélande, qui aurait appuyé notre garantie internationale, mais qui ne s'est pas matérialisé. Alors aujourd'hui on peut dire: "pauvre Vallée d'Aoste, avec 2.900.000 dans un dessin de loi pour aller couvrir quelque chose qui devrait être la propriété des valdôtains" et après justement on a notre territoire et là aussi sont des thèmes qui étaient les thèmes des arpitans, les thèmes des centres culturels, les thèmes qu'après un mouvement politique, qui était l'Union Valdôtaine, a su incarner en transformant celles qui étaient des exigences de la communauté et en les traduisant à travers un consensus à l'intérieur de ce Conseil régional. Bien, c'est un dommage que les batailles du notaire Bastrenta..."les sous sont des papiers, la terre est d'or" et les batailles idéologiques de ces années...nous avons grandi pendant ces années, nous avons grandi avec ces thèmes du théâtre populaire, de la musique populaire, des thèmes valdôtains qui aujourd'hui se réduisent à cela. Bien ça a fait du mal, car nous pourrions avoir beaucoup surtout dans un moment de crise, sont des domaines qui aujourd'hui sont stratégiques et nous voyons l'utilisation de 100 millions d'euro, on en parlera demain...des sociétés participées, surtout de CVA, qui seront introduits dans le système de financement régional.

Heureusement alors qu'aujourd'hui on a ces ressources, heureusement et même sur des opérations dont pas tout le monde était convaincu, on se souvient l'actuel Assesseur Marguerettaz, qui était Président de l'Union, qui a pas mal critiqué cette opération, on s'en souvient...aujourd'hui heureusement qu'il y a cette prérogative, mais attention car nous ne devons pas vendre notre terre, notre Vallée d'Aoste et la bataille sur la propriété du territoire liée aux eaux est un thème, Assesseur Bianchi, qui est à l'attention, aujourd'hui plus que jamais, de nos institutions et devra l'être d'une façon réelle et non d'une façon de façade. C'est pour cette raison donc que nous sommes sûrement d'accord pour une politique énergétique, mais nous ne croyons pas que ce soit à travers ces instruments qu'on arrive vraiment à faire percevoir aux valdôtains que ce sont des droits et non pas des privilèges qui sont mendiés avec des aides économiques, parce que la dignité d'un peuple est surtout la capacité de comprendre et de réévaluer, ce qu'on est en train de dire, nos prérogatives face à l'État. Bien, quand on est trop habitués à ne pas avoir quelque chose, et c'est comme quand on est trop habitués d'avoir quelque chose qu'on ne voit plus...et bien ce sont les prérogatives qu'on oublie surtout quand ces prérogatives sont dans les mains de grands industriels, de peu de gens, qui font leur intérêt privé et pas le bien de la communauté valdôtaine.

Président - La parole à la collègue Fontana.

Fontana (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Per quanto mi riguarda, voglio fare due riflessioni su quest'articolo. Noi voteremo contro, anche perché non condividiamo la struttura di questa finanziaria. Voi ne andate orgogliosi, ho sentito dire che è stata una scelta, che si toglieva la politica assistenzialistica, che è innovativa, che era ora di finirla con i contributi a pioggia, io non riesco a vedere niente di innovativo, mi sembra peggio di quelli degli anni scorsi. Tra l'altro, parlate sempre tanto di famiglia e io non so se siete diventati sordi, tutti quelli che abbiamo ascoltato, persino i sindacati ieri vi stanno dicendo che c'è un grido di allarme, pur recependo che i tagli ci sono, questo siamo coscienti tutti. Vi abbiamo chiesto di fare delle scelte ben precise, come i nostri emendamenti, che andavano in quella direzione. Si diceva: cerchiamo di fare un ragionamento per il 2014, puntare su due o tre pilastri e cercando di far capire alla gente che non si può dare tutto in questo momento, che sarebbe la famiglia, il welfare, la sanità e dare una scossa a questo benedetto lavoro.

Ieri, sentivo l'Assessore Marquis, che mi parlava che si aspettano i soldi europei per il microcredito per i nuovi esercizi, ma nessuno ha parlato degli esercizi già esistenti. Ci sono artigiani e commercianti a cui le banche non danno credito, che sono in ginocchio. Io penso che bisogna aiutare loro, perché hanno anche degli operai e, se chiudono questi esercizi, perdiamo ancora posti di lavoro, ma questa finanziaria, secondo voi, salvaguardia il lavoro? Ce lo state affossando, ma veramente...ma io non so se veramente se non vi state rendendo conto, ma questo è l'aiuto che volete dare ai cittadini valdostani? Ma per una volta tanto, perché non ascoltate quello che vi dicono anche gli altri? Avete la testardaggine di andare avanti per la vostra strada, fuori la gente non la pensa così, cioè la gente pensa che gli è arrivata la stangata dei rifiuti, che non sanno come fare. Più di uno mi ha detto che chiudono l'attività, perché non ce la fanno a pagare. Anche se capisco che bisogna rivedere anche quella tassa lì, ma non avete considerato che hanno perso il lavoro, le fabbriche tutte chiuse... Baccega è inutile che muova la testa, lei può dire quello che vuole...quando era al Comune di Aosta, anche lei diceva che era attento alle famiglie, attento alle famiglie per la casa popolare, ci sono ancora tante persone che arrivano ancora adesso che aspettano la casa...e hanno tempo di aspettarla! Sono d'accordo con il collega Guichardaz: avete fatto tante di quelle promesse in campagna elettorale...ma io non so come fate a non vergognarvi ad andare davanti alla gente per la strada, non avete mantenuto niente e adesso prendete ancora in giro! Anche lei, Borrello, ha fatto un intervento questa sera che, se io fossi in lei, mi vergognerei, perché ha sempre detto: "le do ragione Fontana per i disabili, per la gente debole...". Qui non ho visto nessuno che ha alzato un dito per dire...abbiamo tagliato sulle barriere architettoniche, ma come in una città civile che dappertutto ci sono...noi qui non abbiamo un centesimo da mettere per fare le barriere architettoniche! La famiglia, parliamo tanto di famiglia, ma dov'è questa famiglia che dite voi? Gente separata, gente che ha i bambini, che ha perso il lavoro, ma qual è l'aiuto che gli state dando con questa finanziaria? È questo secondo voi? Ne andate orgogliosi? Io vi auguro buona fortuna, perché, quando camminerete per la strada, ve ne accorgerete, la gente vi dirà: "bravi" per l'aiuto che gli avete dato, perché adesso non se ne renderanno conto, ma da gennaio in avanti questi 400 milioni si vedranno in meno...almeno abbiate il coraggio di dirlo, cercate di fare le cose come si deve! Io non ne andrei tanto orgoglioso, caro Baccega, veramente avrei avuto l'umiltà di ascoltare tutti e cercare di lavorare insieme, proprio in un momento così difficile ci voleva...una certa concertazione, perché noi ve lo abbiamo detto cento volte, non ci avete voluto dare ascolto. Prendetevi la responsabilità di quello che avete fatto!

Presidente - La parola al collega Baccega per fatto personale.

Baccega (SA) - Sono tirato in ballo per la terza volta dalla Consigliera Fontana con un tono aggressivo ed assolutamente inconcepibile su cose per le quali francamente non ho mai ribadito, non ho mai risposto, perché, come le ho detto in corridoio, Consigliera Fontana...

(interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

...l'episodio è avvenuto in quest'aula più di una volta, la terza volta quest'oggi...

(nuova interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

...il fatto è che sono stato citato nell'intervento della Consigliera Fontana in modo non consono all'argomento che stava trattando, perché stava saltando di palo in frasca, come si dice in certi termini, citando il sottoscritto per la terza volta e per la terza volta ho cercato di non intervenire, interferire, ma adesso probabilmente l'ora tarda...

(interruzione del Consigliere Donzel, fuori microfono)

...è il suo avvocato?

Presidente - Lo sta esplicitando collega Donzel, vada avanti Assessore.

Baccega (SA) - ...Consigliere Donzel, lei non ha capito perché è troppo agitato, io non ho parlato...

(nuova interruzione del Consigliere Donzel, fuori microfono)

...le spiego, io non ho parlato di un fatto che è avvenuto fuori, io stavo parlando di fatti che sono avvenuti all'interno...

(nuova interruzione del Consigliere Donzel, fuori microfono)

...l'ho detto, l'ho spiegato, non ha capito? L'ho detto, stia tranquillo che l'ho detto e stavo commentando i fatti...per questioni di fair-play non sono intervenuto in passato, sollecitato più volte dalla Consigliera Fontana, ma adesso intervengo. Posso farlo? Ne ho diritto?

(nuova interruzione del Consigliere Donzel, fuori microfono)

...visto che lei è intervenuto da avvocato difensore...

Presidente - Concluda. Vada avanti, credo che il fatto personale sia stato il fatto di essere stato chiamato in causa durante il Consiglio con dei modi che non ha ritenuto congrui, facciamolo finire e poi, se vuole, chiede la parola.

Baccega (SA) - ...Consigliera Fontana, lei non si può arrogare a paladina dei poveri, dei sofferenti, di tutti coloro che in qualche modo devono essere difesi, perché ognuno di noi in questa città, in questa Valle ha una sua storia e si sa bene qual è la storia, se dobbiamo continuare qua a fare il teatrino come stiamo facendo questa sera...va beh, continuiamo a farlo, però la prego di moderare i suoi toni, di moderare i suoi termini e di dire delle cose concrete. La TARES non è che l'ha applicata Baccega perché se l'è inventata, la TARES lo sa benissimo da cosa viene, l'ha votata tutto il Consiglio comunale e drammaticamente in una delibera applicativa si poteva intervenire in un certo modo, ma il problema della TARES, e adesso lo dico ufficialmente, non è tanto l'imposta, che comunque è pesante, è il costo del servizio che è drammatico, caro Consigliere Roscio, bisognerà intervenire anche in quella direzione. Il costo del servizio è pesantissimo: 5.800.000 euro per 37.000 persone...per 17.000 famiglie è un costo esagerato e va a generare quello che ha generato in quelle bollette in questo momento...cara Consigliera Fontana, questo è il motivo.

Presidente - La parola al collega Donzel per fatto personale, lo espliciti come il collega.

Donzel (PD SIN.VDA) - Illustro il fatto personale. Il collega Assessore Baccega mi ha detto che mi stavo inopportunamente agitando in quest'aula...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...posso intervenire a mia discolpa? Mi agitavo allora per richiamare l'attenzione del Presidente al rispetto del Regolamento, non è che gli Assessori si possono alzare in un'aula di Consiglio regionale e raccontare fatti privati avvenuti in corridoi e cose che hanno nessuna attinenza col dibattito in aula. Stiamo conducendo un dibattito su un articolo dell'energia ed è normale che possa essere chiamato in causa un Assessore rispetto a fatti che riguardano la gestione dei poveri. Tra l'altro, a citare il Comune di Aosta, caro Assessore Baccega, quello che lo cita più spesso ultimamente è l'Assessore Marguerettaz, che ci ricorda quanto è popolata e viva questa città, probabilmente qua fuori si sta facendo festa, c'è animazione, c'è turismo, noi siamo qui in quest'aula a quest'ora di notte, perché normalmente questa è una città che vive le notti a fondo. È normale quindi che, siccome gli Assessori, la Giunta, che spesso fa riferimento al Comune di Aosta, compreso l'Assessore Baccega...è normale che qualche volta anche la minoranza faccia riferimento a questo Comune. Ecco, la ragione per cui mi agitavo è quella che il rispetto del Regolamento è fondamentale, non si può parlare di avvenimenti che si sono svolti fuori dall'aula e richiamandosi a chissà quali avvenimenti...nessuno di noi è a conoscenza di queste cose...non è - lo ripeto - opportuno, visto che spesso si dice a noi della minoranza di essere corretti, di essere dei gentlemen, penso che richiamare fatti che non hanno nessuna attinenza con l'aula non sia poi un indice di correttezza e di serietà.

Presidente - Per fatto personale, la collega Fontana.

Fontana (PD-SIN.VDA) - Voglio chiarire all'Assessore Baccega che io non mi sono permessa di dire quello che abbiamo detto in corridoio, assolutamente e non vado di palo in frasca come ha detto lei. Il mio ragionamento era che stiamo facendo una finanziaria, dove in un momento così difficile, che i cittadini non riescono a sopravvivere, che non hanno lavoro, che avevano bisogno un po' più di aiuto da parte delle istituzioni...hanno delle mazzate, continuano ad avere delle mazzate, una di quelle era la...ma non ho dato la colpa a lei, era un ragionamento legato al momento che stanno...

Presidente - Colleghi, un po' di rispetto per chi sta parlando!

Fontana (PD-SIN.VDA) - ...vivendo i cittadini, era questo il mio ragionamento. Io poi non sono paladina di nessuno, forse sono una di quelle che sta in mezzo alla gente, come penso tutti voi, o fate i sordi e non sentite, ma io non credo, perché la gente lo dice anche a voi che le cose non vanno bene, però fate finta di non sentire...questa è la differenza, specialmente quelli della Stella Alpina, perché sono loro che dicono sempre che sono attenti alle famiglie e al sociale e stanno dimostrando l'incontrario, perché hanno bocciato il nostro emendamento.

Presidente - Collega Roscio, per fatto personale.

Roscio (ALPE) - Sì, vorrei rispondere visto che sono stato chiamato in causa su una questione che, tra l'altro, esula dal dibattito, perché in questo momento non stiamo parlando di rifiuti, ma solo perché è stato citato dall'Assessore. Oggi durante un altro dibattito avevo già introdotto la questione della TARES al cui computo concorrono diverse cose, per cui avevo ricordato anche il servizio. Mi sembra di ricordare che, comunque, il costo del servizio può cambiare a seconda di chi fa i contratti e, se non ricordo male, in questo momento nel Comune di Aosta dovrebbe esserci un esponente proprio dello stesso partito a cui appartiene anche lei, Assessore Baccega, che, tra l'altro, mi sembra che stia seguendo una linea politica di gestione dei rifiuti abbastanza diversa rispetto a quella che invece lo stesso gruppo di appartenenza sta seguendo in aula, tant'è vero che il Comune di Aosta sta mettendo in piedi la raccolta dell'organico addirittura arrivando ad ipotizzare il trasporto fuori Valle, quindi aumentando i costi, quando invece il vostro gruppo consiliare in quest'aula ad una mozione che chiedeva di fare la stabilizzazione di quella frazione organica ha votato perfettamente contro, quindi qua c'è una certa differenza di comportamento tra quello che avviene nel capoluogo regionale e quello che viene portato al di fuori dal gruppo consiliare nella regione.

Tanto per essere chiari su cosa vuol dire: i costi del trasporto possano essere molto diversi, un servizio di porta a porta come c'è nel comune di Aosta prevede tre volte la raccolta settimanale della frazione indifferenziata, ovviamente con degli altissimi costi. Poco tempo fa in un convegno tenuto nel salone qua sotto un amministratore del trevigiano è venuto a spiegare come a casa loro gestiscono il servizio. Ecco, lo stesso servizio viene gestito in modo tale che, dove noi andiamo a raccogliere tre volte alla settimana, là succede che ci sia uno svuotamento ogni due settimane, con una frequenza sei volte inferiore rispetto alla Valle d'Aosta e quindi ovviamente costi sei volte inferiori di conseguenza, tant'è vero che le tariffe applicate presso quel consorzio sono di gran lunga competitive rispetto ai costi che ci sono qui. Quando quest'amministratore a domanda ha risposto sui costi e sulla soddisfazione dei cittadini ha detto: "i miei cittadini non tornerebbero mai più indietro rispetto a questa cosa, perché siamo così soddisfatti del servizio e anche dei costi che su questa cosa non torneremo mai indietro". Ecco, allora, Assessore, prima di sancire fatti assoluti riguardo alla TARES, costi insostenibili...io la inviterei ad informarsi presso l'Assessore del Comune di Aosta, che immagino conosca...

(interruzione dell'Assessore Baccega, fuori microfono)

...quindi se è informatissimo, allora la inviterei allora ad adeguare le politiche regionali a quella del Comune di Aosta, a meno che lei non condivida le cose che succedono nel Comune di Aosta.

Presidente - La parola al collega Cognetta.

Cognetta (M5S) - Sì, solo che prima c'era Elso Gerandin, è stato cancellato nel momento in cui ha dato la parola per fatto personale...

Presidente - La parola al collega Gerandin.

Gerandin (UVP) - Grazie Presidente.

Avremo tanto tempo per cui non era così importante, poteva anche mettermi in coda. Detto questo, io voglio toccare un fatto legato un po' alla coerenza. Ecco, il collega Guichardaz prima ha citato il programma della Stella Alpina, io per cambiare citerò il programma di coalizione. Nel programma di coalizione ci sono due passaggi, che sono assolutamente interessanti, si dice: "continuare a sostenere la riduzione dei consumi energetici e lo sviluppo delle fonti energetiche alternative e rinnovabili nel rispetto dell'ambiente, anche attraverso la razionalizzazione e la semplificazione delle normative e delle forme di incentivazione regionali". Vi è poi un passaggio in cui si dice: "investire nella ricerca e nei progetti innovativi, con lo scopo di perseguire una sempre maggiore qualità delle produzioni, consolidando le imprese locali, attraendo nuove imprese dall'esterno e mettendo a frutto l'apporto offerto dalla possibilità di avviare forme di collaborazione con il Politecnico di Torino a Verrès". Leggendo i due passaggi del programma di coalizione, mi sembra veramente di rivedere un po' quella che era l'impostazione del nostro emendamento, ormai però l'emendamento è stato bocciato.

Dobbiamo analizzare un po' quelli che sono i contenuti dell'articolo 4 e, parlando di correttezza, parlando di mantenere quelli che sono gli impegni che vengono presi, io veramente mi sento un po' in dovere di difendere l'intervento della collega Fontana, nel senso che parlare di petto, dire quelle cose che uno sente, quando si sente veramente in alcuni momenti impotente di fronte a delle scelte che non si condividono, non penso che siano attacchi personali, anzi, secondo me, sono assunzioni di responsabilità che forse qualcuno di voi coscientemente, o un po' meno coscientemente ha assunto quando all'interno di quella ripartizione...ecco, di quelli che sono...il nuovo sistema di collaborazione, quello della condivisione...ha avuto nell'accollarsi delle deleghe. Ora, è normale, Assessore Baccega, che facciamo riferimento a lei, perché lei probabilmente, anzi senz'altro non ha colpa sul pregresso, ma è quello che si è caricato tutta la legna verde, ecco, e l'hanno caricata veramente...e in questo momento è normale, ecco, che si senta coinvolto in ogni intervento. È normale che...un Assessore cosciente avrebbe dovuto battere i pugni, come ha fatto il collega Grosjean quando si è parlato dei contributi, battere i pugni e dire: "gestire l'Assessorato delle finanze, che non ha prospettive, non ha possibilità di avere nuove risorse per autofinanziarsi...", perché il vero problema è che questi contributi li darete ancora per poco tempo, perché se non aumentate quelle che sono le risorse, quella che è la fiscalità, quella che è l'entrata della Regione...è un castello che sta crollando. Questa è l'amara verità, vi è stata detta in tutte le lingue possibili ed immaginabili e torno a dire che suona stonato che un Assessore che si è accollato tutte queste responsabilità per scelta altrui non abbia mai fatto cenno, ecco, alla necessità di cambiare rotta. Io penso che lei, leggendo i dati e lavorando in questi mesi, si sia reso conto che il futuro della Valle d'Aosta va in un'altra direzione, ne sono certo veramente, perché penso che i dati li sappia leggere, li sappia anche assolutamente programmare, vorremmo che avesse un po' più le mani libere, ecco, nel poter difendere quelle scelte sul futuro della Valle d'Aosta, che non può essere un futuro assistenziale nel quale la vera novità è che noi siamo in recessione, una recessione che rischia di essere una recessione perenne.

Presidente - La parola al collega Perron.

Perron (UV) - Presidente grazie della cortesia.

Mi permetto in punta di piedi di fare un appello e un richiamo ad una sorta di buon senso, nel senso che ho la sensazione che la situazione stia sfuggendo un po' di mano a tutti e vi chiederei, se fosse possibile, facendo appello alla disponibilità dei colleghi, di immaginare una Capigruppo urgente, tenendo conto che stiamo discutendo di un argomento importante, che è la legge finanziaria. Io non credo che l'argomento trattato debba essere anche in qualche modo non dico banalizzato, ma un po' è così, in questo modo...

Mi permetto di aggiungere una considerazione: siamo qui dalle nove del mattino, tra un po' sono le tre, c'è anche del personale del Consiglio regionale che ha fatto il nostro stesso orario, chiedo ai Capigruppo di fare un minimo di valutazione anche su quest'aspetto, quindi se la direzione dell'aula e l'accordo dei colleghi lo consente, quindi chiederei con questa mozione d'ordine la possibilità di trovarci un attimo come Capigruppo nella sala antistante per immaginare da qui alla fine dei lavori una prosecuzione del calendario e della trattazione degli argomenti all'insegna del buon senso e del rispetto di tutti. Grazie.

Presidente - Grazie collega. Vorrei cogliere anche l'occasione, visto che me l'ha suggerito, di tornare anche a quanto è successo prima in quest'aula, io ci tengo in maniera molto pacata e serena a dirvi che assolutamente non era mia intenzione creare nessun tipo di tensione, come è stato ben ricordato anche dal Capogruppo Perron, durante la discussione di quest'importante atto. Vi chiedo anche scusa se mi sono male espressa nei toni, nei modi e probabilmente anche la stanchezza, ricordava giustamente anche l'orario, il collega Perron...però, ecco, non c'era assolutamente nessun tipo di volontà di tirare alle lunghe quest'orario, ma semplicemente di vedere se c'era la possibilità di continuare ad esaminare qualche punto. Credo che la proposta di riunirci un attimo in Capigruppo per vedere quali possono essere le soluzioni per lo svolgimento dei lavori sia una proposta di buon senso. Possiamo sospendere il Consiglio per qualche minuto per una riunione dei Capigruppo? Va bene? Il collega Bertschy ha chiesto la parola.

Bertschy (UVP) - Sì, fa piacere sentire dire dalla Presidente...intanto delle scuse ufficiali, mi fa piacere anche sentire rilevare che a lavorare in quest'ora della notte, oltre a rischiare di guadagnare gli straordinari, forse di andare in pensione prima, si mette in condizione un po' tutti quanti di lavorare male. Prima di provocare queste situazioni, allora bisognerebbe avere il buon senso, l'umiltà, l'intelligenza - l'intelligenza in senso di stanchezza che poi viene a mancare ogni tanto... - di non provocare queste situazioni, perché, se si ha l'impressione che tutto sia legato sempre a delle scelte di forza e che tutto questo non produca degli effetti, allora poi le persone si adattano e vanno avanti e lavorano come viene richiesto di fare e quando uno dice: "noi siamo convocati fino all'una", non è un problema andare avanti, perché la notturna va avanti, uno sta qua, lavora e non crea...e non crede di creare dei problemi, se invece si creano dei problemi, vuol dire che bisogna avere un po' prima l'attenzione appunto verso il lavoro di tutti quanti. Io allora ben volentieri vado in riunione dei Capigruppo, ci confrontiamo e speriamo che ci sia dopo la riunione dei Capigruppo, ma soprattutto nelle prossime riunioni del Consiglio un po' più di attenzione e soprattutto un po' più di disponibilità ed umiltà verso il lavoro di tutti noi, perché poi non so se la collega Péaquin scende in bassa valle o no...tra l'altro, c'è anche qualcuno che di strada ne deve fare e deve tornare qua domani mattina, o qualcuno che deve andare in montagna...quindi semplicemente dire: "siamo convocati, andiamo avanti," mi è sembrato molto molto indelicato nei confronti di tutti noi.

Presidente - Sospendiamo quindi il Consiglio per una riunione veloce dei Capigruppo.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 2,37 alle ore 3,01.

Rini (Presidente) - Possiamo riprendere i nostri lavori. Ha chiesto la parola la collega Morelli.

Morelli (ALPE) - Merci Madame la Présidente.

Malgré l'heure, je dois constater que le débat reste très lucide et qu'il a été même intéressant et donc je voudrais simplement donner une contribution, un complément d'informations sur cette loi 4 du 2010. Une loi qui prévoit des aides régionales pour des dépenses d'énergie domestique, une loi qui a été discutée au Conseil pendant la précédente législature et qui nous avait vus contraires. Nous avions voté contre cette loi, parce que cette loi à l'article 3 dit textuellement: "pour bénéficier de l'aide en question, les intéressés doivent présenter à la structure régionale compétente en matière de développement du secteur énergique, ci-après dénommée "structure compétente", une demande ad hoc, établie selon le modèle approuvé par délibération du Gouvernement régional et attestant qu'ils réunissent les conditions requises par la présente loi. Par ailleurs, ils doivent s'engager à communiquer, par écrit et sans délai, tout changement des conditions susdites". J'appartiens à une génération qui à l'école primaire étudiait la civilisation valdôtaine et sur mon livre de l'école primaire il y avait un chapitre, je me rappelle très bien, qui avait comme titre: "La ouille blanche", la ouille blanche est le charbon blanc, la matière première de production d'énergie de la Vallée d'Aoste et je crois que tout valdôtain soit conscient et même un peu orgueilleux de cette ouille blanche, de cette énergie propre qui est produite dans cette région. Je pense que de quelque manière tous les valdôtains méritent d'être...comment dire? indemnisés, compensés du fait que les eaux aient été soustraites à la communauté valdôtaine. Nous avions donc contesté, lors de la discussion de cette loi, le fait qu'il fallait présenter une demande ad hoc. Les valdôtains devaient présenter une demande pour obtenir quelque chose qui est un droit et nous avions voté contre cette loi, parce qu'il nous paraissait absolument injuste que les valdôtains doivent se sentir redevables envers l'Administration régionale, envers la Junte régionale, envers le Président de la Région pour quelque chose qui est un droit. Le débat donc était axé sur cet aspect, qui pour nous est un aspect qui peut paraître secondaire, mais qui est un aspect de principe très important et notre groupe, naturellement, sera contraire même à la votation de cet article 4 pour des raisons qui s'ajoutent à ces raisons-là. Nous avions proposé, justement dans le sens de la simplification, d'instituer une seule subvention à soutiens des familles valdôtaines, on préfère, comme quelqu'un l'a déjà fait remarquer, maintenir trois différentes subventions pour que les valdôtains soient trois fois redevables. Vous comprenez que c'est inacceptable ce principe pour nous. Merci.

Presidente - Grazie collega Morelli.

Colleghi, possiamo mettere in votazione l'articolo 4? La votazione è aperta. Votate colleghi. Bene, colleghi, possiamo chiudere la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 18

Contrari: 17

Il Consiglio approva.

Colleghi, come da accordi presi in seno alla Conferenza dei Capigruppo, i lavori quindi vengono sospesi, ci rivediamo domani mattina alle 9,00.

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La seduta termina alle ore 3,08.