Oggetto del Consiglio n. 287 del 4 dicembre 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 287/XIV - Repliche sulle Relazioni della Sezione di controllo della Corte dei Conti e sui disegni di legge n. 8 (Legge finanziaria per gli anni 2014/2016) e n. 9 (Bilancio di previsione per il triennio 2014/2016).
Président - On a fermé la discussion générale, on est en réplique. Il y a des requêtes d'intervention? La parole à l'Assesseur Fosson.
Fosson (UV) - Merci Président. Buongiorno a tutti.
Iniziamo questa giornata. Cerchiamo di far in modo molto pacato un confronto che vuol essere serio e onesto di fronte a una situazione che è difficile, che non è difficile solo per chi è qui, sul banco della Giunta, ma penso sia difficile per tutti, per tutti quelli che hanno un senso di responsabilità e di coscienza, che credo non possa essere solo di qualcuno, ma di tutti.
Rispondo: certo, i tagli nella sanità e nel sociale ci sono. A questo non eravamo abituati, ma questa volta ci sono, e sono anche dei tagli di un certo significato; ecco, dobbiamo dircelo, anche se - permettetemi - rispetto a una media che ha tagliato il 15-20 percento noi tagliamo l'8 percento nella sanità e 7 percento nel sociale, quindi molto meno che da altre parti; "bisogna vedere anche il foglio bianco, non solo il puntino nero". Alla sanità è destinato il 28 percento delle risorse di questo bilancio, il 28 percento, e al sociale quasi il 7 percento. Quante volte abbiamo detto che il sociale ha degli aspetti sanitari. Il tutto, abbondantemente, ed è 33-34 percento. E questo dà un significato a questo bilancio, nel senso che un terzo del bilancio della Regione Valle d'Aosta va in sanità e politiche sociali. Le altre Regioni danno molto meno. Se voi, sempre con onestà, andate a vedere quanto toccherebbe alla Valle d'Aosta rispetto al Fondo sanitario nazionale, vedreste che il Fondo sanitario nazionale ci destinerebbe un terzo in meno delle risorse che noi abbiamo, e questo ancora senza i costi standard.
Sono tagli dolorosi, questo è evidente. Sono tagli dolorosi per tutti: per chi li propone, per chi è dall'altra parte...questo non bisogna negarlo. I tagli ci sono e sono dolorosi. Certo, sono tagli su cui si può speculare un po' di più, proprio perché la gente è più sensibile su questo. Si può gridare "pianteremo e lasceremo soli gli anziani nelle microcomunità", eccetera...sapete tutti che questo non succederà; non succederà nella misura in cui tutti ci impegneremo affinché questo non succeda. Per fortuna i livelli nostri erano molto alti. In sanità - ve l'ho detto - spendiamo un terzo in più di quanto sarebbe previsto dal Fondo sanitario nazionale. In Piemonte, in fase di rientro sul bilancio, chiudono 12 ospedali con 12 comitati che raccolgono firme, con gente che sta a casa...12 ospedali! Quindi il nostro livello era sicuramente più alto, e sul sociale in modo particolare. Questo non vuol dire che ci fa piacere tagliare, perché avere più soldi e investirli meglio sarebbe stato il nostro desiderio.
Andiamo a parlare un attimo della sanità, dei tagli in sanità. Io forse non ho detto limare...ma "limare" lo intendevo in un senso, non della spazzolatura, della piccola lamatura ma nel senso del riorganizzare, tagliare gli sprechi che ci sono, rimodulare, e via i privilegi che qualcuno aveva, sicuramente.
Sono d'accordo con la Consigliera Morelli, quando ieri diceva: "mi piacerebbe sapere come"...in effetti, nessuno dice che sarà facile tagliare 20 milioni...mi permetto di dire, però, che se questa finanziaria passerà, 6-7 milioni di euro son già previsti di tagli di questi capitoli; c'è un avanzo di bilancio, quindi quello che noi dovremo tagliare e che l'azienda dovrà tagliare con una rimodulazione è sui 10 milioni di euro. Come faremo? È chiaro che non taglieremo i servizi, non taglieremo l'occupazione...questi sono i due cardini: ci sono gli impegni e le priorità che i sindacati, in un confronto iniziale, ci hanno presentato, proprio perché noi ci teniamo al confronto e, appena saputo più o meno dei tagli, prima di decidere dove, con i sindacati del settore ci siamo dati, appunto, delle priorità. Certo che sarà duro, Consigliera Morelli, però, secondo me, proprio limando...non tagliando i servizi, ma su tutti i settori, eliminando gli sprechi, eccetera, potremo arrivarci e sarà una scommessa di tutti.
Certo che se lo Stato centrale ci permettesse di riorganizzare un po' la sanità come vorremmo sarebbe molto meglio! Ci dicono "tagliate", ma non ci dicono: "beh, organizzatevi per farla funzionare meglio"! Si è aperto in questi giorni il corso di autista soccorritore...potrei fare 10 esempi di cattive indicazioni. Noi avevamo preparato una legge sulle emergenze in cui era riconosciuta questa figura di autista soccorritore, ma fu bocciata a livello centrale con il commento che diceva: "se fosse passata, sarebbe stato un grande vantaggio per tutta l'Italia". Il Governo centrale ci dice che l'autista non può fare il soccorritore: son due figure diverse. Se voi fate un passo oltre Alpe vedete delle sale operatorie dove c'è un'eccellenza vera: vedete uno o due anestesisti per 5 o 6 sale operatorie, e, in ogni sala, un infermiera laureata, specializzata nell'intubare...eccetera, eccetera. È un altro sistema, che dà la stessa efficienza, ma che noi non possiamo percorrere perché le professioni, le responsabilità, eccetera, non vengono indicate da noi. Queste sono le cattive indicazioni, o le mancanze di indicazioni che incidono sulla possibilità di cambiare un sistema come vorremmo...ma potrei aggiungere almeno altri 10 o 20 esempi.
Lavoreremo comunque molto sull'appropriatezza. Ne abbiamo parlato in commissione: il 40 percento dei nostri esami sono inappropriati e, a volte, lesivi anche per i pazienti. Abbiamo pensato e ricostruito un gruppo di lavoro che lavori sulle linee guida, e questo dà anche una maggior copertura di responsabilità ai sanitari perché il "decreto Balduzzi" prevede che, là dove sono state seguite delle linee guida corrette, la colpa non sia più grave. Un grande settore sul quale lavoreremo è quello degli accordi interregionali: ecco, accordi interregionali non vuol più dire che dal Piemonte vengono su a farci delle consulenze d'oro senza portare pazienti. Abbiamo discusso con l'Assessore Cavallera di questo, perché tutto il nord del Piemonte, Ivrea, eccetera, ha in questo momento delle grandi carenze sanitarie e noi potremmo offrire dei servizi di qualità addirittura a costi minori! È una questione politica che avevamo già affrontato anni fa, che poi non si è conclusa per il cambio in Piemonte di un tipo di politica che adesso cerchiamo di ripristinare.
Faccio presente, e mi rivolgo sempre a lei, Consigliera Morelli, che mi ha posto questa domanda corretta, che la mobilità sanitaria è diminuita nell'ultimo anno di quasi 2 milioni...ma se lei va a vedere per che cosa è diminuita, chi è che ha maggiormente attratto, sono i reparti di Ginecologia e Pediatria, soprattutto a seguito della chiusura dei reparti nell'Eporediese! Ecco, quindi vede quanta possibilità di lavoro e di entrate abbiamo in questo settore. Certo, l'LPA non sarà più pagata come prima. Ho un grande problema su questo, un grande dubbio e una grande paura: che le liste d'attesa, in seguito a questo, salgano e aumentino...perché? perché i soldi che arriveranno a qualcuno saranno sicuramente meno! Però io spero proprio nella responsabilità dei lavoratori a tutti i livelli.
Vede Donzel, io, l'altro giorno, alla conferenza della Cooperativa "Noi & gli Altri", che celebrava i 30 anni, son rimasto veramente colpito dalla loro voglia e capacità di lavorare, di fare impresa, di cambiare, di sacrificarsi. Nei nostri reparti, spesso, non riusciamo a ottenere la stessa disponibilità. Abbiamo delle volte difeso l'indifendibile, ecco. Lo dice uno che ha sempre creduto nel pubblico, però, di fronte a un certo atteggiamento del privato sociale nei confronti del lavoro, dobbiamo interrogarci tutti, io per primo, e gli altri per secondi e terzi. Certo che la venuta del Dottor Ardissone, che in questi anni ha sicuramente saputo tagliare laddove si doveva tagliare, sarà una grande possibilità; forse c'è uno spirito un po' ragionieristico, però io penso che vi sia la possibilità di riorganizzare, di rimodulare questi servizi senza privarcene. Oggi c'è una lettera, sul giornale, di una donna che giustamente ha girato in vari CUP e non le è mai stata data la risposta corretta e giusta...ecco, questo non è colpa dell'organizzazione, bisogna lavorare ad alti livelli; ed è questo che dovremmo fare cercando di sensibilizzare chi potrà essere sensibilizzato. Certo, l'idea di mettere il ticket sulla specialistica è un'altra cosa che non ci fa piacere, ma la Corte costituzionale ci dice che il paziente di Ivrea è uguale al paziente di Aosta, e il paziente di Ivrea è da anni che paga i 10 euro di ticket sulla specialistica! Per cui a noi entreranno dei fondi, ma soprattutto è una questione, anche qui, di equità...ma su questo ci torneremo.
Sul sociale...il taglio forse è ancora più doloroso, però dobbiamo ammettere che certi livelli e certi modelli non erano più sostenibili, ma questo da tempo. E forse non ci siamo accorti che bisognava cambiare prima...o forse ci andava anche bene che in fin dei conti la cosa andasse avanti così, senza dover litigare con questo o quel sindaco, senza doverci imporre. Dico subito: non è un artificio, ma chi è del mestiere lo sa - e dovrebbe saperlo - che soprattutto sugli asili nido, in cui noi non taglieremo, l'importo cambierà e ha la possibilità di cambiare per tre fattori. Il primo fattore...se vedete il comma 3 dell'articolo 15, dà la possibilità, nell'ambito dell'obiettivo sociale, di rimodulare gli importi. Secondo, permettetemi, anche se non c'è nel nostro bilancio, possiamo contare sul Fondo sociale nazionale, e l'importo varia tutti gli anni e viene dato successivamente, ma l'importo è sempre di un milione, un milione e qualche cosa...un milione e mezzo. Abbiamo recuperato adesso, andando a Roma, 120.000 euro per le politiche per gli anziani. Ecco, vi assicuro che soprattutto i nidi non saranno penalizzati.
Non vogliamo tagliare agli anziani e ai bambini; sappiamo anche noi che da una parte è il rispetto dell'esistente e dall'altra parte è il futuro. Però vi rendete conto di che cos'era il nostro sistema delle microcomunità? Ecco, vi rendete conto di come un cambiamento doveva essere fatto? Ci sono delle microcomunità con 10 pazienti e con 9 dipendenti e, a volte, senza un'assistenza sanitaria; la maggior parte dei pazienti che sono lì non sono più autosufficienti, questo dev'essere modificato. Ecco, qui dobbiamo mettere insieme le risorse anche per curarli meglio, non solo per spendere meno! Ci sono state delle microcomunità che sono state aperte e poi sono state chiuse perché costavano troppo! A volte c'è stato un errore di organizzazione: sono state fatte delle microcomunità dappertutto senza vedere che, invece, ci poteva essere una sinergia diversa.
Ecco, io, qui, sottovoce, a Gerandin dico: "Scusami, ma tu dov'eri? Tu dov'eri quando c'erano questi modelli che dovevano essere cambiati, eh?...ma proprio sottovoce, permettimi! Ecco, perché forse non è solo colpa tua, ma comunque non sei andato a tirare il collo al tavolo dell'USL che doveva dare delle infermiere, eccetera, e i centri diurni aperti per 40 persone, fatti nuovi per 40 persone, e che in questo momento non vengono aperti perché il Comune non ha i soldi...cioè delle cattive programmazioni ci sono state, ecco. Mi dici che...e poi l'ho dovuto dire io..."non c'è nulla per la manutenzione"; ci sono 300.000 euro! Ma ci rendiamo conto, ci rendiamo conto che abbiamo 7 milioni di euro fermi in via Brocherel, ad Aosta, e ci rendiamo conto che abbiamo 6 milioni dal 2007 a Morgex dove doveva essere fatta una microcomunità e non è stato fatto ancora nulla? Ci rendiamo conto di questo? Queste sono delle cose che non si possono più concepire, ecco gli sprechi, ecco le cattive organizzazioni, ecco che qualcuno qua si doveva muovere, si doveva muovere in modo più energico! Ci rendiamo conto che la microcomunità di Gressan ha 10 posti vuoti, dopo essere stata ristrutturata tutta, perché manca l'infermiera professionale? Ecco, l'infermiera professionale adesso arriva! Sono 130 euro al giorno per 10 pazienti, sono 270.000 euro all'anno che recuperiamo da lì!
Le private...non è così Gerandin, lo sai benissimo...io metterei da parte il "Festaz", perché il "Festaz" è un caso particolare, verrà in commissione e ve ne renderete conto. Vi renderete conto che c'è un consiglio di amministrazione fatto di volontari, che non percepiscono nulla, e che non hanno neppure la polizza assicurativa. Io ho fatto 13 anni il consigliere di amministrazione del "Festaz"...il "Festaz" è una Casa di riposo particolare, e su questo probabilmente dobbiamo ritornarci con una legge, con una legge che ridefinisca le metodologie, eccetera, sapendo però che al "Festaz" c'è un contratto del comparto che fa sì che il personale costi il 25 percento in più; e, salvato quanto c'è, salvato quanto c'è, bisognerà comunque ritornare su questo contratto, perché questo aumenta i costi. Le altre microcomunità, però, prendono la quota capitaria - e lei, Gerandin, lo sa molto meglio - meno delle altre; prendono la quota capitaria meno delle altre...quindi c'è tutto un settore da rivedere, e questa sarà la grande scommessa. Ha ragione Bertin, quando dice...ma arriva? Viene dopo? Ah, allora magari lo dico dopo, per rispetto a lui...
I nidi: quanto pensavamo di poter reggere un sistema di questo tipo? Chi sapeva queste cose prima? Come facevamo a reggere un sistema in cui chi pagava di più pagava 620 euro al mese - ed è tantissimo, e sono molto pochi - e invece ogni bambino costava alla Regione più di 1.000 euro? Ma come facevamo a sostenere un sistema di questo tipo? Si poteva sostenere un discorso di questo tipo? Non è più possibile! Anche se ci cade addosso l'emergenza e la necessità di cambiare. Su questo è chiarissimo il discorso, l'abbiamo affrontato in commissione, ne abbiamo parlato con i sindacati, con i sindacati che non erano più stati convocati: bisogna cambiare degli standard. Non è possibile che il nido abbia una cucina particolare, quando c'è la scuola vicino che ha un'altra cucina! Non è possibile che il nido non abbia una flessibilità per cui se uno ha il part-time verticale, e lavora solo tre giorni e gli altri giorni no, deve pagare le stesse quote. Non è possibile che il nido non chiuda mai...si organizzerà una chiusura diversa, a seconda dei vari...standard di 1 a 6: rimarrà fermo il rapporto di 1 bambino disabile e 1 educatore, perché questa è una caratteristica della Valle d'Aosta, che la Valle d'Aosta manterrà sicuramente...ma come facevamo a mantenere un sistema di questo tipo? Non alzeremo le quote, Donzel...questo è un impegno che prendo davanti al Consiglio.
Il problema del nido - come diceva la Consigliera Fontana - è un altro: anche se le rette sono basse, anche se le diminuiamo, la gente non manda più i bambini al nido perché non lavora! E questa era un'alternativa per le coppie e le famiglie che lavoravano. Le tate sono diminuite per numero perché non hanno più bambini, perché la gente li tiene a casa propria non avendo il lavoro, che è il grande problema della Valle d'Aosta in questo momento!
Sui nidi vi ho già detto - e lo ripeto - che l'impegno finanziario previsto non sarà, se andremo in difficoltà, quello definitivo. Voi sapete - come chi è stato in amministrazione - che la quota viene rimborsata agli Enti locali alla fine dell'anno; per cui, se andremo in difficoltà in questo settore, useremo tutto il Fondo sociale nazionale per questo, più o meno. E su altre cose del sociale finalmente abbiamo incominciato a usare i progetti europei, finalmente abbiamo incominciato a usare i progetti europei! Ringrazio l'Assessore Marquis, perché abbiamo stanziato quasi 300.000 euro, in questi mesi, per concludere il sistema di formazione delle ADEST in OSS; le ultime ADEST saranno convertite in OSS con dei fondi europei, quindi finalmente incominciamo a muoverci su questo campo e ad ottenere delle risorse che prima non avevamo.
Non abbiamo tagliato ai disabili: tagliato - per essere corretti - solo sulle barriere architettoniche agli Enti locali e abbiamo tagliato su qualche legge e qualche norma che era più difficile realizzare, che ci comportava più dei problemi, sia per lo stesso utilizzatore - per esempio quello dei voucher - che il beneficio stesso la cui cifra è di 150.000 euro all'anno attraverso rimborsi, questo l'abbiamo tagliato, ma ritorneremo su questo con altre cose.
La famiglia...ecco, la famiglia è trasversale a tutto questo. Io penso che ieri sia stato un grande giorno, perché finalmente l'ISEE nazionale è stato modificato e rivisto. Questa è una grande possibilità di ricalibrare non solo il sociale, ma anche il sanitario sul modello ISEE. Ho partecipato ai lavori con il Sottosegretario Guerra e dovrebbe veramente esservi perché le fasce più deboli abbiano un riconoscimento diverso, perché sapete benissimo che l'esenzione, la tassazione sul reddito e basta non è conforme al vero status economico della famiglia; così finalmente l'ISEE riconosce il carico familiare, riconosce in modo corretto quanti figli hai, se hai disabili in casa, se hai degli anziani in casa; e qui ci facilita, ecco. La famiglia ha bisogno di una fiscalità diversa, di una tassazione diversa. La Giunta ha deciso, la scorsa settimana, di applicare l'ISEE a tutti i suoi contributi sociali, eccetera e introdurlo in sanità sarà il passo successivo; non l'abbiamo fatto prima perché aspettavamo la conclusione di questo iter nazionale. Sarà la grande possibilità di ricalibrare e di dare maggior equità al sistema in un momento in cui il vecchio sistema dei redditi non era sicuramente più un sistema utile.
Consigliere Bertschy, noi abbiamo fatto uno studio sulle famiglie monogenitoriali...se lei lo avesse chiesto a me...mi spiace che i servizi sociali non glielo abbiano dato, è edito dal 2007, andrà rivisto, però era stato fatto. Glielo fornisco molto volentieri.
(interruzione del Consigliere Bertschy, fuori microfono)
...sì, però io le dico...lei ha detto che non c'era niente, lei ha detto che non...
(nuova interruzione del Consigliere Bertschy, fuori microfono)
...vabbè...ma sì, ma non si arrabbi subito...
(nuova interruzione del Consigliere Bertschy, fuori microfono)
...io le sto dicendo: lei ieri ha detto che non c'era nulla, mi permetto di dirle che invece c'era uno studio del 2007; poi, che questo non sia attuale o debba essere rivisto, l'ho detto subito io.
Vorrei parlare ancora un attimo sul confronto e il dialogo. Ecco, il confronto è una specificità nostra e del nostro modo di lavorare. Io ringrazio il Segretario Falcomatà che ieri, anche tra le righe, ha riconosciuto questo. E voglio dire che in questi mesi, per esempio, quando abbiamo saputo e conosciuto i problemi della sanità ho visto due volte i sindacati, una subito, chiedendo le priorità e, un'altra volta, successivamente, i sindacati del settore, del comparto, tutti e non per 5 minuti e abbiamo parlato e passato dei pomeriggi insieme. Ecco perché ho brontolato con Donzel, quando ieri Dodaro ha detto una cosa...perché abbiamo fatto degli accordi e fatto dei percorsi ben precisi insieme, che chiederei fossero rispettati poi ognuno può giocarsi la sua parte, ma quando si passano dei pomeriggi a stringere degli accordi dispiace poi che questi, nelle dichiarazioni, non ne tengano conto. Così ho visto una volta tutti i segretari generali, ho visto una volta i segretari dei pensionati, e abbiamo dovuto rifare l'elenco, perché non era più attuale; ho visto i sindacati che si occupano di servizi sociali e abbiamo parlato insieme a lungo di microcomunità.
Sono venuto in commissione, ho portato tutti i dirigenti, forse l'unico dirigente che non è venuto non è venuto per problemi di salute, ma siamo venuti tutti, e cercavamo il confronto, questo sicuramente. Purtroppo, e questo ce lo diciamo, a volte la commissione...non è la sede delle proposte, dei confronti, si studia più per capire la cosa, per poi fare la battaglia qua, in aula, ma io dò la mia disponibilità a incontrare e ascoltare le proposte di tutti e sempre c'è. E di questo me ne dispiaccio adesso, perché per esempio sulle microcomunità ti ho chiesto due volte di venirne a parlare e non sei mai venuto, ecco...forse dovevo cercarti io, ma mi son detto che con la tua esperienza e le tue capacità probabilmente ci avresti aiutato e ci avresti detto qualcosa...ma te l'ho chiesto due volte!
Un inciso, permettetemi: è difficile fare il Parlamentare in quest'epoca e con queste leggi. Vorrei su questo spendere una parola, nel senso che...e lo dico avendoci passato 5 anni, avendo messo tutte le energie assieme al Deputato Nicco con cui ho lavorato molto bene, che ringrazio sempre per l'aiuto che mi ha dato: i Parlamentari non sono sempre stati dell'Union, ecco, ci sono stati anche dei Parlamentari non dell'Union e in periodi in cui il Parlamentare, sicuramente, per una questione numerica, poteva incidere di più.
Noi ci siamo trovati in situazioni molto difficili, soprattutto perché sia il Governo Berlusconi, cui non abbiamo votato neanche la fiducia all'inizio, sia dopo, col Governo Monti, cui all'inizio abbiamo dato la fiducia perché credevamo che salvasse il Paese e poi invece è stato una catastrofe. Siamo sempre stati di fronte a dei Governi con grandi numeri e che poco rispettavano quello che noi volevamo ad essi portare. Dico che il Patto per la fiscalità - solo un appunto - non è stato firmato, né fatto a Palazzo Grazioli. Sono andato una volta sola a Palazzo Grazioli credendo che questo potesse essere utile per la Valle d'Aosta, lo rifarei...probabilmente ma non è stato utile come avremmo pensato. Dico soltanto che gli altoatesini, permettetemi, non sono andati a Palazzo Grazioli, ma Berlusconi e tutta la sua famiglia - o tutte le sue famiglie - sono stati, diverse volte, ospiti in Alto Adige da diversi Senatori altoatesini.
Amico Guichardaz, un giorno proprio vorrei farti conoscere Zeller...Zeller era prima alla Camera e adesso è in Senato; non è uno a cui sta molto a cuore l'unione delle Autonomie, e quando lui fa queste uscite sui giovani, è uno che ha spazzato via per venire in Senato tutti gli altri Senatori dell'Alto Adige. Ecco, bisognerebbe conoscerlo e parlar un po' insieme con lui per vedere che il modello loro è un modello sicuramente efficiente, ma non è un modello che cerca di raccogliere le altre Autonomie e che si vuole confrontare. Non è facile il rapporto con gli Altoatesini, anche quando è chiaro, anche quando è onesto, perché i loro numeri sono diversi, il loro statuto ha comunque un riconoscimento internazionale che il nostro non ha...
Io penso - lo diceva Rosset, giustamente - come il problema delle Autonomie del nord...che hanno, mi permetto di dire, firmato tutte tre l'accordo per la fiscalità nuova, come vi dicevo loro hanno delle altre capacità di fuoco, di numeri, eccetera, con Berlusconi avevano un altro rapporto; poi, Calderoli, permettetemi, che è quello con cui è stato siglato l'accordo, prima venne qua, a Saint-Vincent e poi l'accordo fu siglato a Roma. Calderoli tiene mamma altoatesina, e sapete benissimo che alla mamma non si dice mai di no, per cui i Ministri avevano sicuramente un'attenzione diversa rispetto all'Alto Adige e quindi hanno fatto anche loro gli accordi per una fiscalità diversa. L'IVA d'importazione non ce la potevamo sicuramente più permettere. I Governi che sono venuti poi dopo, hanno penalizzato le tre Autonomie del nord e invece favorito in modo estremo le altre Autonomie...lo diceva Rosset, è questa la realtà! Perché la capacità di fuoco delle altre Autonomie è completamente diversa dalla nostra. Il problema, se volete politico, è che non riusciamo a fare unità tra le Autonomie del nord. Diceva ancora Rosset, e lo cito positivamente...quando dicevi ieri che "non abbiamo una progettualità"; ecco, questo lo sento abbastanza, nel senso che è vero, in sanità non abbiamo una progettualità, in riferimento alle difficoltà di un Governo centrale a dar delle indicazioni precise. Nelle ultime Stato-Regioni sulla sanità c'è stato uno scontro tra Regioni del nord e Regioni del sud sull'applicazione o meno dei costi standard...c'è confusione su tutto, credimi! Ho chiesto diverse volte al Ministro Lorenzin, che conosco, di poterci incontrare con i Parlamentari e con altri, di poter parlare della situazione sanitaria della Valle d'Aosta. È difficile avere una progettualità quando dall'altra parte non c'è un progetto preciso, ecco. Riconosco che siamo in un momento di crisi, un momento di verifica, forse non c'è una progettualità sufficiente e necessaria. I "colpi di scena" che tu dicevi, anche quando eri con noi, non siamo riusciti a concepirli tanto facilmente. Questo, probabilmente, lo riconosco: in questo momento avere una progettualità più specifica, quando mancano indicazioni dal centro, è più difficile.
Volevo dire al Consigliere Bertin...perché mi ha colpito ieri, quando lei ha detto che la "48" era la prova, il nostro federalismo fiscale: è vero questo, però dobbiamo analizzare comme il s'est passé, nel senso che federalismo è soprattutto responsabilità. Alcune volte, le assicuro (ho citato prima problemi d'intesa fra i vari paesi) fra le varie Comunità montane. Non l'ho citato prima, ma si è fatta una microcomunità nuova, a Lillianes, con un progetto, che doveva comprendere tutti gli anziani della Valle, ma adesso Gressoney non vuol portare più giù i suoi malati a Lillianes perché li vuole lì capisce? Io penso poi sempre che il federalismo e il rapporto con gli Enti locali dipenda da un rapporto tra persone, ed è quello che si è instaurato adesso; però dobbiamo fare anche una verifica, noi, su come abbiamo interpretato questa responsabilità, perché se è diventata un'affermazione del campanile, è una lotta tra l'uno e l'altro. Io penso che questa riorganizzazione delle micro e degli asili nido sia una grossa prova del federalismo e della capacità di funzionamento delle Comunità montane, rimanendo comunque i Comuni, affinché le stesse trovino al loro interno un sistema d'intesa, di funzionare e di funzionare meglio.
Termino perché sono stato forse un po' lungo e chiedo scusa. È un momento difficile, sicuramente: questo l'ha detto, giustamente, Gerandin. La crisi forse sveglierà tutti quelli che pensavano che le cose dovessero cambiare e io mi ci metto tra questi, ma che non pensavano che dovesse cambiare così, di colpo, così in fretta, così improvvisamente. Noi stiamo lavorando su questo con una responsabilità, anche perché saremo responsabili delle cose che vi ho detto...quando vi dico che non taglieremo sugli asili nido, o comunque il sistema degli asili nido non salterà, sono delle prese di responsabilità nei vostri confronti.
Ha detto giusto Laurent Viérin, ieri, molto giusto, quando ha concluso il suo intervento dicendo che il modello deve cambiare. Sì, siamo convinti tutti che il modello debba cambiare, ecco, con coscienza, magari con ipotesi diverse, magari con situazioni diverse...c'è magari qualcuno che l'ha capito prima, ecco, io accetto la buonafede...qualcuno l'ha capito prima, qualcuno l'ha capito dopo, però adesso l'abbiamo capito tutti! E l'esempio che faccio - richiamandolo a quello che ho fatto per 30 anni - è che abbiamo davanti un paziente con una peritonite e, se stiamo a vedere perché non l'ha curato bene il medico prima, perché non ce l'ha mandato prima...il malato con la peritonite va operato, ecco! Però, attenzione...e concludo veramente con questo...dico: siamo tutti d'accordo che dobbiamo cambiare questo modello e questo sistema su cui forse ci siamo addormentati...cambiare non vuol dire distruggerlo, però, cambiare non vuol dire distruggerlo, perché quando si è distrutto un modello sarà poi difficile per tutti ricostruirlo!
Il Consigliere Grosjean dava un esempio giusto, dice: "verranno lì con il forcone"! È un rischio, però guardate che quando verranno qui con il forcone non è che prenderanno solo qualcuno, eh! Il rischio è che quando arrivano qua con il forcone non faranno delle grandi differenze, perché in fin dei conti in questo sistema ci siamo stati un po' tutti, chi più, chi meno, chi è uscito prima, chi ha preso contributi, chi non li ha presi... Questo sistema ci è andato bene, quindi la responsabilità io penso sia di tutti.
Analizzeremo con attenzione gli emendamenti, Consigliere Viérin...io li ho sempre analizzati con attenzione; in nessuno, tanto meno in noi, c'è il desiderio di mortificare qualcuno, mortificare una minoranza e le sue proposte. Penso però, proprio per questa responsabilità di tutti, ci voglia qualcosa di più che confrontarci solo sugli emendamenti. Grazie.
Presidente - Grazie Assessore Fosson. Per la replica, la parola all'Assessore Testolin.
Testolin (UV) - Grazie Presidente.
Ci stiamo avvicinando all'approvazione di un bilancio regionale in una fase storica del tutto nuova e particolare, e sicuramente tutti noi ci mettiamo in gioco per farlo in una maniera seria e sicuramente costruttiva. Ho ascoltato con attenzione gli interventi di tutti i colleghi che mi hanno preceduto, i quali hanno sostanzialmente denotato un'evidente difficoltà nel percepire, nel trovare il giusto equilibrio tra quanto i bilanci precedenti garantivano e quanto l'attuale situazione finanziaria ci impone, invece, a mettere in campo. L'attenzione è stata sovente incentrata sull'effettiva opportunità di cambiare un modello, quello dei contributi a fondo perso, come hanno sottolineato un po' tutti, in particolare Donzel, addirittura attingendo ad articoli giornalistici del 1994, modello che risulta sicuramente obsoleto e da rivedere, salvo poi rimpiangere la scarsità di risorse dedicate a questo tipo d'intervento.
Sinceramente credo sia giunto il momento per apportare al sistema dei cambiamenti importanti che possano e debbano avviare un nuovo e opportuno approccio verso qualsiasi tipo di attività aziendale. Bisognerà cercare di valorizzare tipologie di interventi che possano coinvolgere e responsabilizzare maggiormente chi vuole fare impresa. Sicuramente un cambiamento importante, come quello che stiamo affrontando per riorganizzare il nostro sistema, non si può improvvisare o riorganizzare dall'oggi al domani, e dunque non mi pare così incomprensibile che ci vogliano dei tempi congrui per scrivere provvedimenti legislativi che dovranno fissare le basi per dare quelle certezze e quella chiarezza che, vi assicuro, tutti noi vogliamo dare ai cittadini valdostani. Bisogna rivedere un assetto normativo, e questa revisione deriva - soprattutto nel settore agricolo - anche da scadenze tecniche di norme in vigore e da nuove direttive che fissano i futuri indirizzi generali ai quali le nuove leggi dovranno rifarsi. Siamo dunque di fronte ad una revisione normativa che necessita inevitabilmente di tempi che devono essere corretti e sufficienti per valutare le dovute azioni da intraprendere.
Alla luce di questa breve premessa, mi permetto di calare questa situazione sul bilancio di previsione dell'Assessorato dell'agricoltura e risorse naturali, che evidentemente si confronta - come tutti gli altri Assessorati - ad una situazione finanziaria complessiva che, come ampiamente ribadito, denota una disponibilità di risorse decisamente più contenuta rispetto alle precedenti annualità. La situazione finanziaria contingente ha dunque indotto ad adottare delle scelte di bilancio che potessero comunque indirizzare al settore agricolo un adeguato sostegno che permetta di integrare la redditività delle aziende e garantire loro un'adeguata liquidità; una redditività aziendale che, soprattutto in campo zootecnico, è al momento decisamente compromessa da una dinamica che vede una situazione dove i costi di produzione del latte, in molti casi, si dimostrano superiori ai ricavi di vendita del prodotto stesso.
Si è dunque cercato di trovare risposte serie nel reperimento di risorse finanziarie regionali importanti, che possano garantire il pagamento per il prossimo anno delle misure di PSR relative all'indennità compensativa e impegni agroambientali, anche se la nuova programmazione 14-20 non dovesse partire entro maggio 2014. Tale impegno non è comunque da intendersi come semplice anticipazione o surroga, per l'anno 2014, di quelli che saranno gli interventi di compartecipazione statale comunitaria per il pagamento delle misure agroambientali o compensative, ma è da considerarsi come una risorsa sicuramente essenziale per il nuovo PSR nel suo complesso. Tale impegno è un investimento importante e fondamentale per gli anni a venire, quelli dal 2014 al 2020, dove le risorse del nuovo PSR potranno tradursi in un'indispensabile forma di sostegno alla nostra agricoltura. In effetti, come si evince dalla tabella a pagina 8 della relazione che ci ha presentato il collega Baccega...in relazione al PSR 2007-2013, che evidenzia come a fronte di impegni europei pari a 56 milioni di euro ed a impegni statali per 62 milioni di euro, la Regione aveva messo a suo tempo in campo ben 53 milioni di euro...in realtà ne sarebbero bastati solo 7 milioni per garantire con finanziamenti minimi richiesti, ma la Regione aveva voluto garantire risorse importanti, risorse aggiuntive da destinare all'agricoltura. Ebbene, pensando ad un nuovo PSR che ci possa riservare in futuro le stesse risorse di compartecipazione europea e statale, come nel passato settennio, si capisce l'importanza, l'enorme importanza, che possono assumere le risorse che la Regione sta mettendo in campo in questi anni. Quindi reputo estremamente importanti le cifre che, in questi tre esercizi, 10 milioni all'anno, si potranno mettere a disposizione della nuova programmazione quale strumento importante di supporto e di indirizzo della nostra agricoltura, con risorse certe da utilizzarsi dal 2014 al 2020.
Nel nostro bilancio si è voluto e provveduto a mantenere, pur con un ridimensionamento non trascurabile, i contributi destinati agli allevatori nell'ambito di specifici concorsi e rassegne zootecniche. Si finanzieranno i programmi d'identificazione e quelli istituzionali di tenuta dei libri genealogici e di controlli funzionali eseguiti dall'AREV e si sosterranno specifici piani di salvaguardia delle produzioni, mediante un'attenzione particolare al risanamento degli allevamenti, così come ben sottolineato dal collega La Torre nella sua relazione introduttiva.
Relativamente ai contributi, che precedentemente prevedevano erogazione a fondo perduto, in merito agli investimenti delle aziende agricole, in linea ed omogeneamente a quanto si farà negli altri Assessorati, si procederà ad una revisione complessiva della disciplina legislativa che permetta di razionalizzare complessivamente il sistema di sostegno alle aziende secondo una unicità di visione e di azione. Si potenzieranno pertanto le dotazioni dei fondi di rotazione esistenti, così come esplicitato dall'articolo 26 del disegno di legge 8 che stiamo discutendo, e così come anche sottolineato dall'Assessore Baccega nella sua presentazione, in modo da poter sostenere con erogazione di mutui agevolati le iniziative di crescita delle aziende agricole che intendono operare nuovi investimenti. Rimarranno tuttavia per alcuni settori i contributi in conto capitale, previa opportuna rimodulazione delle modalità di erogazione degli stessi rispetto a quanto sino ad oggi applicato; settori dove l'accesso al mutuo non sarebbe applicabile e dove comunque si considera opportuno sostenere, per quanto possibile, la crescita produttiva e qualitativa delle aziende (vedi il settore vitifrutticolo). Un minimo sostegno sarà garantito ancora nella modernizzazione delle attrezzature.
Un'attenzione particolare sarà riservata alla valorizzazione delle produzioni agroalimentari locali, tramite iniziative già consolidate negli anni e tramite la ricerca di nuove opportunità e attività che possano aumentare l'appetibilità e la visibilità dei nostri prodotti, tanto in Valle d'Aosta come fuori dai confini regionali. Sempre maggiore attenzione verrà ricercata nel migliorare l'attitudine dell'Assessorato alla ricerca di sinergie con le altre strutture assessorili e con partner esterni all'Amministrazione, al fine di migliorare i risultati contenendo gli investimenti. Complessivamente, il bilancio 2014 dell'Assessorato si attesterà dunque su una cifra di circa 39.200.000 euro comprensivi di partite di giro, più, come si evince dall'articolo 23 già citato del disegno di legge finanziario in esame, una dotazione di 10.000.000 di euro destinata a garantire, come già anticipato in precedenza, la copertura di esigenze relative al PSR.
La dotazione di bilancio è ripartita rispetto ai due Dipartimenti nella seguente maniera: per l'agricoltura 22 milioni, più i 10 milioni, complessivamente dunque il totale del Dipartimento si attesta su un importo di circa 32 milioni di euro contro i circa 33 milioni assestati nel 2013 (si consolidano dunque le risorse in un bilancio pur non privo di rinunce e di sacrifici); relativamente al Dipartimento risorse naturali si evidenzia come le risorse del bilancio si attestino a circa 17.100.000 euro, dove importanti investimenti sono programmati nel campo della forestazione, con circa 1,8 milioni di impegni, mentre sarà posta la consueta e opportuna attenzione alle esigenze logistiche e professionali del Corpo forestale valdostano, con impegni finanziari per circa 900.000 euro complessivi. Risorse importanti saranno allocate per il funzionamento del Parco del Mont Avic e per il funzionamento di Fondation Grand Paradis (un milione di euro per il primo, circa 415.000 euro per il secondo). Anche per questo Dipartimento le risorse denotano comunque un calo importante rispetto alle ultime annualità per quanto concerne le spese di investimento; un calo dettato dalla complessiva situazione della finanza regionale, così come più volte evidenziato.
Le risorse a disposizione permetteranno comunque di garantire un piano lavori che permetta di rispondere, seppur in maniera ridotta rispetto al passato, alle richieste di Enti locali e consorzi in merito ad opere, sistemazioni e interventi da eseguirsi sul territorio regionale. Nel complesso, dunque, un bilancio ridimensionato, che cerca di dare continuità alle azioni costruite e valorizzate negli anni e che cercherà, con sobrietà, di dare delle risposte possibili alle legittime richieste e alle esigenze della Valle d'Aosta. Merci.
Presidente - Grazie Assessore. Altri? La parola all'Assessore Bianchi.
Bianchi (UV) - Merci Président.
Prima di entrare nel merito del bilancio, vorrei, come neo Assessore, esplicitare il metodo di approccio che ho voluto avere nei confronti di questa legge finanziaria; approccio di un ex sindaco, di un amministratore che ha comunque vissuto il cambiamento di questi ultimi anni della pubblica amministrazione, cambiamenti dovuti alle innumerevoli manovre dello Stato - come altri colleghi hanno già ricordato più specificatamente - e con una crisi italiana, ma direi europea, sempre più pesante e incalzante...quindi quello di valutare attentamente ogni risorsa come un buon padre di famiglia.
Permettetemi di fare una riflessione su alcuni passaggi velati che son stati fatti da alcuni Consiglieri, sull'esistenza dell'Assessorato dell'ambiente e territorio. L'esistenza di un Assessorato, a mio modesto parere - e lo ripeto, "a mio modesto parere" - non dipende dal peso economico dello stesso o dai contributi che esso elargisce, bensì dai vari temi che tratta. L'ambiente è sicuramente una delle risorse più grandi che ha la Valle d'Aosta e, se non erro, proprio un gruppo di minoranza criticava la possibilità di eliminare l'Assessorato.
In via generale occorre dire che le risorse finanziarie destinate alle politiche del territorio e dell'ambiente sono pressoché invariate. Tranquillizzo il collega Roscio e il collega Gerandin sul taglio al capitolo dei rifiuti, in quanto è solo una diversa revisione dei rapporti economici con il gestore della discarica, senza intermediazione della Regione, con il pagamento diretto da parte dei subATO, secondo il principio di "chi inquina paga". Sicuramente il tema dei rifiuti continuerà ad essere centrale nell'attività dell'Assessorato.
Collega Morelli, non si è perso tempo! Si è lavorato da subito per trovare una soluzione per un impianto di trattamento a freddo che risponda alla nostra realtà territoriale, considerando appunto l'aspetto economico e tariffario che, per noi, è prioritario, in quanto le scelte che faremo peseranno - come abbiamo già avuto modo di dire - nelle tasche dei cittadini. Se poi consideriamo che già la TARES, oggi di attualità, ha avuto il suo peso nelle tasche dei cittadini...comunque avremo modo di confrontarci su questo tema.
Questo bilancio ci permette di finanziare, con le stesse cifre del 2013, l'ARPA, la Fondazione Montagna Sicura, e in particolar modo di continuare il lavoro svolto fino ad oggi sui cambiamenti climatici che sono estremamente importanti sulle scelte future anche per altri Assessorati come l'agricoltura, il turismo ed i lavori pubblici. Abbiamo mantenuto le spese inerenti l'informazione, l'educazione e la formazione in ambito ambientale; si è mantenuta altresì la copertura finanziaria per l'Espace Mont Blanc; è stato altresì mantenuto pari al 2013 lo stanziamento relativo al protocollo d'intesa tra la Regione, la SAV e la RAV per il transito gratuito del tratto autostradale Aosta est-Aosta ovest come misura di contrasto all'inquinamento atmosferico dell'aria urbana e periurbana di Aosta; sono state mantenute le spese per le attività dell'Osservatorio regionale sui rifiuti; sono state incrementate le risorse per le iniziative d'informazione e comunicazioni connesse alla riduzione dei rifiuti; si è mantenuto lo stanziamento relativo al sistema delle conoscenze territoriali, progetto che può sicuramente aiutare gli Enti locali e la pubblica amministrazione sulla sburocratizzazione e, in futuro, anche i liberi professionisti.
Concluderei. Mi sento quindi di dire che, per quanto riguarda l'Assessorato del territorio e ambiente, abbiamo la possibilità di poter continuare a lavorare guardando con fiducia al futuro, consapevoli del quadro economico generale che stiamo attraversando, che tutti conosciamo e tutti abbiamo evidenziato. Grazie.
Président - Merci. A demandé la parole l'Assesseur Viérin.
Viérin M. (SA) - Grazie Presidente.
Innanzitutto vorrei ringraziare chi è intervenuto e, da un punto di vista generale, per quello che riguarda l'Assessorato...che qui vedo pro tempore, vorrei fare due premesse: la prima che chiaramente, tutti i dicasteri hanno avuto i tagli, hanno dovuto affrontare questa crisi cercando di razionalizzare...e di migliorarci tutti quanti su alcuni aspetti; l'altra il fatto che ci siamo dati delle linee strategiche o, meglio, le abbiamo confermate rispetto agli ultimi due, tre anni. Un grande contributo per poter fare questa nuova ridefinizione, con la crisi che ormai ci è sulle spalle, è stata data dall'utilizzo della legge 40/2010 in merito...o, meglio, concernente il mutuo presso Finaosta. Ecco, queste sono le due premesse che volevo fare e quindi io dividerei, come ho fatto in commissione, per chiarezza, il mio intervento in tre successive fasi: la prima quella delle opere che siamo...o, meglio, degli interventi per i quali abbiamo dato risposte ai cittadini, secondo il sottoscritto, secondo la Giunta tutta e la maggioranza; l'altra dove ci sono delle criticità; l'altra, senza sottrarsi al dibattito, dove abbiamo deciso di rinviare e sospendere alcune questioni proprio perché...ve lo dirò dopo caso per caso...riteniamo che si debba fare più chiarezza e maggiore razionalizzazione.
Ecco, in merito a quelle che sono le aree o, meglio, i settori che gestisce l'Assessorato, che ritengo che non abbiano avuto dei tagli, oppure dei tagli minimi...quando parliamo di tagli minimi, noi sappiamo perfettamente che è come aver mantenuto praticamente quello che si poteva fare in passato...ecco, noi certamente abbiamo mantenuto tutto il discorso sulla casa; voi sapete, tanti colleghi, diciamo, sono molto attenti a questo. Ricordo solo - e approfitto ancora per ringraziare - che la legge 3 che abbiamo fatto grazie anche all'aiuto del CELVA, di tutte le commissioni, anche di colleghi qui presenti in aula e anche quelli che oggi non ci sono qui a rappresentare i valdostani...è stato fatto un buon lavoro. La legge 3 che, come ho detto in aula, dovremo poi modificare dopo un anno, due anni di attuazione, perché delle piccole migliorie vanno poi apportate - questo l'ho già detto quando abbiamo approvato all'unanimità quella legge -, quindi verremo in aula per fare qualche piccola modifica che l'attuazione ci indicherà. Su questo settore noi abbiamo ottenuto e mantenuto chiaramente tutte le risorse o, meglio, le identiche risorse che avevamo tenuto negli anni scorsi sia per quello che concerne il sostegno alla locazione, che è misura molto importante, sia per quello che è l'ERP, sia per quella che è l'emergenza abitativa. Se tutti poi, diciamo, siete convinti...io lo sono, credo che lo Stato abbia fatto marcia indietro su quest'aspetto, abbiamo sentito parecchie dichiarazioni in quest'ultimo mese: che lo Stato vorrebbe rimettere delle risorse a disposizione delle Regioni per la casa, quindi sia per quella che è l'emergenza abitativa, sia per quelle che sono le sofferenze, cioè la morosità colpevole ed incolpevole. Aspettiamo con ansia questo ragionamento, perché ricordo solo che noi è quasi da due anni che non vediamo un centesimo dallo Stato, mi sembra l'ultima volta che li abbiamo visti erano 57.000 euro su 5 milioni circa del fondo, così tanto per capirci anche storicamente su qual è la situazione dello Stato rispetto a quella che è questa tematica. Abbiamo dimostrato di crederci quindi, man mano che lo Stato ha ritirato le proprie risorse, noi le abbiamo integrate per mantenere in questi tre, quattro, cinque anni quel limite totale dei 4.600.000-5.000.000 di euro; noi in questi anni abbiamo sempre avuto un fondo che andava su questi importi, quindi anche in momento di crisi, per la maggioranza, la casa è stata un punto fermo.
Sul discorso poi delle opere rivolte alla sicurezza abbiamo cercato anche qui di mantenere le risorse rivolte soprattutto al miglioramento di certe situazioni. Posso parlare, diciamo, del piano colate: è vero che noi avevamo fatto un ragionamento e, vedendo il bilancio, sembrerebbe che non ci siano più le risorse...parlo soprattutto con Gerandin, che conosce bene la tematica...però nel discorso del mutuo Finaosta verso la legge 40, se voi vedete, mi sembra l'articolo 25 della finanziaria, abbiamo inserito anche la voce "piano di colate" proprio perché andiamo a fare una pianificazione che rispecchi, perlomeno a grandi linee, quella che era già stata programmata negli anni passati. Ecco, sul mutuo noi credo che andremo ad impegnare, su quest'obiettivo, circa una ventina di milioni di euro, lo avevo già detto in commissione mi sembra, quindi nel triennio chiaramente va fatto un ragionamento.
Sul discorso delle strade anche qui abbiamo delle criticità. Viviamo in una regione di montagna, sapete perfettamente che poi oggi ci sono normative che sono addirittura troppo restrittive secondo noi tutti, perché ho parlato con tanti colleghi. Vorremmo fare una legge sulla montagna che tocchi anche un po' quella che è la sicurezza sulle strade, perché ormai arriviamo all'assurdo che, se avviene un piccolo evento, noi dobbiamo isolare obbligatoriamente intere località, con la contrarietà totale dei cittadini che hanno anche difficoltà a capire questo tema. Ho partecipato a tal riguardo anche ad un convegno organizzato dalla Magistratura di Milano, sabato; è stato un convegno molto interessante e faremo menzione di questo anche in quell'incontro che io ho promesso al collega Rosset nell'ultimo Consiglio. Ho già inviato una lettera a tal riguardo al Presidente della IV Commissione per fare una giornata con tutti voi, dove possiamo capire bene queste tematiche, perché a volte, senza nostra colpa, non sappiamo alcune logiche, a volte - uso un termine forte - perverse, che sono inserite in questa tematica. Ecco, quindi, qui però abbiamo fatto la stessa scelta di quella fatta in merito alle colate. Abbiamo inserito nell'articolo 25 della finanziaria un rimando di finanziamento a quella che, diciamo, è la legge 40, mutuo Finaosta. Su questa tematica noi avremo praticamente programmato in quel senso un investimento di circa 16.700.000...saranno 19.200.000, però con onestà devo dire che 2.400.000 sono già somme per lavori già avviati, tipo la strada che va ad Ayas, cioè questo è per dirvi le cose come stanno senza giocare sui numeri, ecco. Le risorse che si dovranno pianificare nel triennio quindi saranno di 16.710.000; è un principio importante perché potremo finalmente fare dei ragionamenti rispetto a delle criticità di modernizzazione straordinaria soprattutto che abbiamo in alcune situazioni viarie regionali.
Un'altra cosa che abbiamo mantenuto sono le scuole, solo che su questo il collega Laurent Viérin ha una visione un po' diversa. Si può fare esattamente tutto meglio, io parlo per quella parte che riguarda le scuole regionali e sugli interventi che noi andiamo a fare, abbiamo mantenuto praticamente la questione...quelle questioni che avevamo programmato Laurent...in maniera molto serena, anche qui cioè abbiamo utilizzato maggiori risorse sul fondo di Finaosta o, meglio, sul mutuo di Finaosta, la legge 40 e, oltre a mantenere il discorso della scuola di Tzamberlet, abbiamo potenziato il ragionamento...
(interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)
...no, ma ecco questo era per rispondere anche al collega Nogara, nel senso che...
(interruzione del Consigliere Laurent Viérin, fuori microfono)
...no, l'abbiamo mantenuta e in più Laurent...
(nuova interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)
...un lapsus, Presidente, ma succede a tutti...il ragionamento qual è? Che aumenteremo anche di 700.000 euro, perché, come sapete, lì c'era il maneggio, quindi, se si fa un lavoro, diciamo, fatto come si deve, come si farebbe a casa propria, si fa quell'intervento cercando di risolvere anche gli altri problemi, quindi con il trasferimento del maneggio, dopodiché abbiamo inserito anche il secondo lotto del Liceo scientifico Bérard, perché, se vi ricordate, nel mutuo Finaosta, legge 40, era previsto solo il primo lotto. Abbiamo potenziato anche l'importo nella legge 40...Liceo scientifico Bérard...in modo che facciamo anche il secondo lotto. Rimarrà un terzo lotto, che è meno importante a detta dei tecnici, però per questi due primi lotti...abbiamo sempre seguito i suggerimenti dei tecnici...vanno fatti nel prossimo triennio, quindi abbiamo messo anche quello.
L'altra cosa importante se vi ricordate...il collega Laurent se lo ricordava perché è un dibattito che abbiamo fatto insieme e lavorato insieme per ridurre le spese della scuola di Issogne o, meglio, le spese generali, che erano circa sui 15 milioni di euro, me lo ricordo così a braccio, e con la scelta che abbiamo fatto insieme di dire: "non facciamo più una scuola provvisoria per demolirla dopo" e poi successivamente demolire, diciamo, altre parti di edifici intorno al Comune...noi abbiamo fatto un ragionamento di modificare l'accordo di programma, abbiamo tolto i garage interrati, che costavano parecchie risorse finanziarie e abbiamo fatto un ragionamento di fare una scuola definitiva che, anziché costare 2.000.000, costerà 3.200.000, però ci farà risparmiare circa 6.000.000-7.000.000, perché l'accordo di programma col Comune parlava di circa 15 milioni. Noi a questo punto abbiamo ridotto quest'accordo, perché, non facendo più i parcheggi interrati, non avendo più spese per demolire la scuola provvisoria e non avendo spese per andare a ricostruire la scuola definitiva dove c'era adesso quella che dovevamo rifare, abbiamo razionalizzato, quindi l'intervento sarà complessivo, ma avrà un risparmio molto forte su quella che era l'impostazione di tre, quattro anni fa. Oltretutto chi conosce Issogne...daremo anche una migliore immagine, perché un domani, non ricostruendo più quelle scuole dove sono oggi, apriremo la vista non solo al castello, ma anche a tutto quello che è l'impianto della chiesa. Si avrà anche un'immagine ambientale molto più decorosa. Come si suol dire, ho dedicato un minuto a quest'intervento, perché è un intervento che è stato condiviso anche con chi oggi è all'opposizione, in certi momenti della nostra attività amministrativa, ma è un intervento che dà l'esempio che, se si va a fondo su certe cose, si possono fare dei grandi risparmi, con dei ritorni anche qualitativamente maggiori se si tiene conto di vari settori.
Sulla scuola poi abbiamo - e qui è vero - ridotto qualche cosa sul capitolo delle manutenzioni, però per noi rimane sempre un discorso prioritario, perché, rispetto alle manutenzioni che ci sono state segnalate sulle scuole regionali, nell'arco dei mesi scorsi noi abbiamo inserito l'importo che era necessario, altrimenti non avremmo potuto dire che stiamo cercando di fare una razionalizzazione. Su questo quindi, come su un altro argomento che dirò tra un momento che aveva sollevato il collega Gerandin, l'impegno che se saranno necessarie alcune risorse per eventi improcrastinabili, urgenti, cercheremo di trovare delle soluzioni per dare risposta, questo in merito al capitolo delle manutenzioni delle scuole.
Dopodiché su tutto il discorso degli interventi per rischi naturali e quant'altro, noi abbiamo invece potenziato questi capitoli e questi potenziamenti li vedete sul bilancio che avete, perché vorremmo partire con una programmazione migliore, per dare una risposta migliore anche agli Enti locali...Gerandin conosce la legge 5...ma soprattutto vorremmo anche incominciare a fare quello che si dovrebbe fare, ribadisco, in un'azienda o a casa propria, incominciare cioè a pensare alle manutenzioni. Io credo che questo sia un argomento delicato, ma sia un argomento che vada toccato, perché non possiamo sempre pensare a costruire o a fare interventi nuovi senza avere un programma nei prossimi anni per fare delle manutenzioni programmate, questa è un po' una scommessa, lo so che è difficile. È difficile, ancora di più in un momento di crisi come questo, ma credo che nel futuro le pubbliche amministrazioni, i Comuni, la Regione e quant'altro dovranno cominciare a fare un pensiero di questa natura, cioè andare a fare interventi soprattutto dal punto di vista manutentivo, non dico solo ordinario, ma soprattutto straordinario, perché abbiamo ormai per quello che riguarda il discorso dei dissesti...tutte le opere realizzate e anche per quelle che sono le opere stradali...strade regionali, quindi questo è un po' il nostro obiettivo...quindi anche gli interventi che sono stati fatti in questi ultimi anni...vi ricordo ultimamente quello all'inizio di Pont-Saint-Martin che sale verso la Valle del Lys, avremmo intenzione di farne un secondo proprio all'inizio di quella strada, il discorso delle strade di Ollomont, il discorso ad Aymavilles, dove ci sono tre curve molto pericolose e quant'altro, il discorso di alcune altre segnalazioni arrivate dai Comuni... Ecco, sono interventi che non è che sono opere nuove, sono opere di manutenzione straordinaria che possono essere di interventi che vanno anche nell'ottica dell'Assessorato di impostare sempre più una formula che ci permetta di mettere, diciamo, nel settore del lavoro pubblico le piccole opere, perché questo risponde anche a questa logica che noi riteniamo sia importante. Da una parte incominciare a pensare al discorso manutentivo, dall'altra, grazie a questo, riuscire a mettere, diciamo, a disposizione del settore edilizio valdostano, e non solo, un ragionamento di opere minori e opere che permetteranno alle nostre aziende valdostane di essere più competitive. Detto questo, io lascerei ancora un piccolo spazio alle opere minori per le quali abbiamo mantenuto più o meno la stessa cifra da 3.150.000 a 2.900.000 sulla legge 26. Anche qui un'attenzione particolare quindi ai comuni, che ci permette di dare anche una seconda risposta, che è sempre quella delle opere minori, perché con questi 2.900.000 credo che riusciremo a cantierizzare direttamente, nel 2014, circa 13, 14 interventi e su questo chiaramente voi sapete che la legge 26 prevede opere fino ad un massimo di 250.000 euro di lavoro. Sono quindi anche qui, come abbiamo fatto negli ultimi tre anni, devo essere onesto e lo sapete anche voi, per evidenziare un'azione che dia una risposta ai Comuni, dia una risposta anche di maggior possibilità alle imprese valdostane di essere competitive, ma anche dia una risposta, perché queste opere sono collegate al discorso della "salvaprecari", e a quelle che sono le persone che avevano lavorato nei cantieri edili.
Ecco, quindi noi siamo riusciti negli intenti, poi oggi discutiamo di un bilancio di previsione: non so cosa può succedere tra tre mesi, o tra quattro mesi. Viviamo in una Repubblica cosiddetta "delle palme", piuttosto che dire altri nomi, quindi dobbiamo capire che oggi noi abbiamo programmato l'attività dell'Assessorato che dà una risposta, direi continuativa, su questi aspetti. Dall'altra, con onestà devo dire che due criticità ce l'abbiamo e d'altronde, quando si taglia, bisogna fare delle scelte: una è quella del FOSPI che Gerandin aveva sollevato nel suo intervento, qui poi magari entreremo più specificatamente quando discuteremo la finanziaria, l'articolo pertinente mi sembra che sia il 14...ebbene, qui sinteticamente cos'abbiamo fatto? Già l'anno scorso avevamo dilazionato i tre trienni ancora in esecuzione del FOSPI in un altro anno. Anche con quest'operazione, come abbiamo fatto l'altra volta, i dirigenti, prima di fare questa scelta, hanno contattato i Comuni, che, diciamo, sono interessati da questi tre programmi rinviati di un anno e quindi non è che sono stati tolti, ma è stata rinviata la decorrenza del piano triennale di un anno, mentre è stata sospesa la presentazione di quelli inerenti il 2013...dove Gerandin ha ricordato e ha detto: "se non altro avete messo un comma dove a questi Comuni andate a...", giustamente l'abbiamo fatto, perché abbiamo la stessa sua visione, quindi abbiamo fatto un ragionamento condiviso, ecco. Soprattutto poi devo dire l'abbiamo fatto anche in maniera molto concertata, quindi io non ho avuto nessun sindaco che è arrivato, che era arrabbiato o quant'altro, perché sono persone che fanno amministrazione, sanno i problemi, sanno che bisogna cercare delle vie per uscire da questi problemi. In questo senso io la ritengo una criticità e non un taglio definitivo, perché abbiamo cercato di dare una risposta ad una criticità dilazionando i tempi.
L'altra questione è il servizio idrico integrato, sul quale va fatto un ragionamento molto più, diciamo, preciso se vogliamo. Io ritengo che sul servizio idrico integrato noi dobbiamo farci un po' tutti autocritica. Mi rivolgo al collega Gerandin perché...qui leggo per evitare di dire dati sbagliati, nel senso che poi uno mi dica: "ma hai detto 10 milioni in più, 3 milioni in meno"...ecco, il servizio integrato ci ha obbligato a fare una scelta: io dico "obbligato" perché per il momento abbiamo ritenuto di fermarci per riprendere un percorso, dal 2015, ma in base ad un ragionamento che dobbiamo fare con i Comuni nell'ambito dell'anno 2014 per una maggior razionalizzazione, perché dico questo? Perché dal 2009 ad oggi sono già stati impegnati circa 100.000.000 sui 180.000.000 che il piano prevedeva per finanziare impianti di depurazione: 50.000.000 di euro; acquedotti: 17.500.000; interventi comunali: 25.000.000; interventi urgenti dei Comuni: 7.500.000. Mentre per i grandi interventi, le procedure di realizzazione sono in corso e procedono secondo il programma, gli interventi più piccoli di competenza dei Comuni sono in forte ritardo, e Gerandin lo sa. Su 25.000.000 di euro ne sono stati liquidati solo circa 9.500.000, praticamente su 162 interventi previsti per i Comuni e già definiti 55 sono ultimati, ricordo che sono cinque anni che il piano è partito, 72 sono in corso di realizzazione, 4 in corso di affidamento, 14 in corso di progettazione ancora preliminare o definitiva, 17 ancora da partire anche con le progettazioni. Voi capite allora che in un momento dove bisogna razionalizzare il bilancio, onestamente il sottoscritto non poteva che condividere anche questo ragionamento fatto con i tecnici dell'Assessorato, cioè noi qui dobbiamo riprendere un percorso con il CELVA, capire le logiche e capire, diciamo, come andare a ridisegnare un percorso, anche perché nel 2014 con 4 in corso di affidamento e 14 in corso di progettazione e 17 da definire, se i Comuni sono un po' virtuosi, noi potremmo avere 35 interventi che partirebbero lo stesso. Le incertezze sulle tempistiche di definizione ed approvazione dei piani di subATO da parte dei Comuni suggerisce per il momento quindi di non indicare somme specifiche per la loro attuazione e di prendere tempo per ipotizzare una soluzione di finanziamento diverso, quello che facevamo riferimento. Si tratta quindi, ribadisco, di fermarsi un momento a capire cosa succede e con i Comuni, insieme, riformulare un programma che sia realizzabile in tempi certi, anche perché il nostro obiettivo sarebbe di mandare avanti, vista la crisi, le cose cantierabili perlomeno quello che riteniamo possa essere al più breve tempo cantierabile. Sono state invece confermate, seppur in misura ridotta, 500.000 euro all'anno - lo trova sul capitolo, ne abbiamo parlato in Commissione -, anziché i 2.500.000, le risorse in disponibilità al BIM per gestire gli interventi urgenti. La riduzione è motivata anche dal fatto che i finanziamenti che dovevano coprire l'emergenza o la rottura di tubazioni, in realtà a volte andavano a finanziare interventi che di emergenza a volte si poteva discutere. Noi quindi vorremmo ritornare all'origine, non ci siamo dimenticati di questo, abbiamo messo 500.000 euro per le emergenze, ma di emergenze si deve trattare.
Qui con Gerandin posso condividere invece due pensieri, nel senso che posso prendere anche un impegno, diciamo, come Assessore, a pensare a quale azione verso i Comuni virtuosi, perché, quando si fanno anche delle scelte, ci possono essere anche dei nei. In tutto questo ritardo dei Comuni ci sono anche i Comuni virtuosi. Di quelli che si sono ottemperati, cioè quei 55 Comuni o 55 interventi che sono già stati realizzati i 72 in corso sono Comuni virtuosi e, se hanno ancora un intervento da portare avanti, è chiaro che potrebbero avere, diciamo, delle suggestioni dirette, perché dicono: "vabbè, io ho fatto il mio lavoro, sono già stato solerte, ho proceduto in quello che dovevo fare, adesso mi trovo bloccato per un anno...non dico per colpa di altri, è sbagliato dire questo, ma per una impasse generale". Ecco, io credo che, per evitare questo problema che potrebbe sorgere, perché è chiaro che, se i Comuni poi non ce lo comunicano, non sorge, ma se dovessimo avere comunicazione a tal riguardo, io credo che noi dovremmo ragionare che per i Comuni virtuosi, quelli che hanno ottemperato a quello che era il programma, noi dovremmo ovviare le eventuali problematiche che li riguardano nel corso del 2014, cercando di allocare eventuali risorse necessarie. Voglio ricordare che non saranno grandi risorse, perché alla fine se noi mettiamo o facciamo un ragionamento su quelli che sono stati virtuosi rispetto anche a quelle che sono le risorse del piano disponibili, non è che noi dovremmo trovare nel 2014 grandi risorse. Anche su questo quindi, come il discorso, diciamo, di prima, posso prendere un impegno perché quei due nei che condivido, Gerandin...nel senso che ne abbiamo parlato non solo in commissione, ma anche, diciamo, nei momenti di pausa.
In merito invece a quelli che sono i tagli, proprio i tagli concreti che l'Assessorato ha portato avanti uno riguarda la disponibilità zero nei finanziamenti a sostegno dei beni ecclesiastici; voi ricordate che c'erano 500.000 euro negli anni scorsi...beh, qui ognuno deve tirare la cinghia, quindi anche qui abbiamo dovuto fare un ragionamento, saranno solo 500.000 euro, però abbiamo tolto questo finanziamento per il 2014.
L'altra questione è il discorso generale dei contributi, dove rientrano anche i tetti in lose e qui è un argomento che dobbiamo affrontare nel corso del 2014, che riguarda un po' tutto quello che è il panorama dei contributi. Sul discorso dei tetti in lose noi abbiamo una situazione, come tutti gli altri Assessorati, di una parte che è già, diciamo, pronta ad essere finanziata, avendo definito l'importo, perché voi sapete che c'è l'importo che noi dobbiamo definire, quindi per una prima parte ci sono i 49 euro e qualcosa, per la seconda parte, dal 1° gennaio al 5 - fatidica data - ottobre 2013, quelli lì la Giunta dovrà definire con le risorse che ha l'importo al metro quadrato. Lo faremo, ma onestamente va rivisto insieme a tutto quello che è il panorama dei contributi a fondo perso. Ecco, queste sono le due, diciamo, criticità più forti o, meglio, tagli che l'Assessorato ha impostato.
Io credo - e avete potuto capire dalle parole e dall'intervento che ho fatto - di essere stato corretto e soprattutto di aver toccato anche gli aspetti magari che sarebbe stato meglio non toccare...aspettarsi la domanda e poi giocare se la domanda non veniva...non dirlo... Io credo che così si debba fare, perché meritano un cenno di ringraziamento tutti coloro che hanno aiutato il sottoscritto a preparare anche la proposta di quella fetta del bilancio riguardante i lavori pubblici, quindi i dirigenti e anche parecchi funzionari perché...voglio dire in maniera molto onesta...a volte l'Assessore o il dirigente ha un ruolo, ma a volte anche i funzionari ti danno delle idee, piccole o grandi che siano, che poi se, diciamo, utilizzate nel miglior modo, poi si possono sempre utilizzare meglio...ti permettono di sbagliar di meno.
Chiudo dicendo ancora due piccole questioni. Voglio solo vedere di non aver dimenticato nessuno rispetto ai problemi sollevati inerenti all'Assessorato dei lavori pubblici...Nogara sì...Gerandin aveva toccato le colate, il FOSPI e il servizio integrato; Laurent quello delle scuole, guardo solo, diciamo, i colleghi che hanno toccato puntualmente le questioni. Ecco, io credo di aver risposto un po' a tutti, poi se per caso non ho risposto a qualcuno, mi riponga la domanda e sarò disponibile senz'altro a dare delle risposte che ci riportino, diciamo, a quello che è un dibattito corretto e sereno. Credo che sufficientemente contenta sarà la Consigliera Fontana visto che sulla cassa non abbiamo toccato niente, quindi le battaglie fatte da voi sono sempre state battaglie che abbiamo condiviso, anche quest'anno le abbiamo condivise. Grazie a tutti e a disposizione per eventuali chiarimenti.
Président - Merci. La parole à l'Assesseur Farcoz.
Farcoz (UV) - Merci Madame le Président. Bonjours à tous.
Je crois que dans un moment si délicat et important pour notre Vallée nous devons tous tourner nos regards vers l'avenir. Il serait trop simple donc de faire des comparaisons monétaires avec le passé, tout en sachant que le bilan régional, dans sa complexité, a eu des coupes évidentes. Donc est venu le moment des choix, de l'opportunité qui est due à la crise, des priorités et de la rationalisation. Se borner à faire des comparaisons liées au passé, donc, ce n'est pas seulement une question de disponibilité de l'argent, mais c'est une question de mentalité et de philosophie: ou on peut avoir une attitude passive, et donc dire où on a coupé, ou avoir une attitude active, et donc aller, tous ensemble, dans la même direction pour comprendre où on doit investir dans ces années, tout en tenant compte qu'on doit faire des choix stratégiques pour notre futur.
Per quanto riguarda le scelte strategiche, che sicuramente devono denotare una strategia per il futuro e stilare delle linee guida...per quanto concerne la Sovraintendenza, abbiamo diverse priorità: una è sicuramente quella di abbattere la dispersione scolastica, che è un problema nostro, regionale, abbiamo dei tassi maggiori rispetto al resto d'Italia e comunque rispetto al contesto europeo, e forse denota non solo un disinteresse da parte delle nuove generazioni dal punto di vista della scuola, ma anche forse una poca appetibilità da parte della scuola e una poca concretezza, che denota altrettanto un distacco dalla realtà. Pertanto, per risolvere questa situazione dovremo sicuramente: iniziare a lavorare a una didattica più motivante, compatibile con i criteri nazionali; porre attenzione alle eccellenze, quindi valorizzare la meritocrazia a livello scolastico; aumentare la responsabilità individuale e sociale, quindi ridare un ruolo educativo e forte alla scuola valdostana e una crescita professionale dei docenti, attraverso un continuo e costante aggiornamento. Per quanto riguarda la dispersione scolastica l'Unione europea mette a disposizione diversi fondi e, proprio per combattere questa dispersione, noi approfitteremo di questo momento per abbattere questo tasso.
Pour ce qui concerne la langue française, le plurilinguisme, je croix que la Vallée d'Aoste, en tant que "carrefour d'Europe" doit avoir deux volets sur les langues: d'un côté, tenir compte de l'histoire, de notre volonté d'être bilingues, mais, de l'autre côté, aussi regarder l'opportunité des langues. Aujourd'hui les langues nous permettent de nous ouvrir au monde et donc nous devrons créer une école plurilingue qui va, en quelque sorte, à exhorter l'apprentissage du patois, du français, de l'italien et de l'anglais. Pour ce qui est du français...évidemment c'est aussi l'ESABAC, qui donne l'opportunité d'avoir 2 diplômes aux écoles secondaires. Pour ce qui est de l'école, c'est aussi important de se borner sur la civilisation, sur la culture, sur l'histoire valdôtaine et continuer le programme du patois à l'école, donc une collaboration plus stricte avec la "Semaine de la francophonie" et l'Alliance française.
Altro punto altrettanto fondamentale è l'avvicinamento della scuola al mondo del lavoro, quello di cui appunto parlavamo prima, la dispersione scolastica, quindi bisogna attuare un orientamento mirato nelle scuole e sicuramente fare delle indagini per le scuole secondarie che vadano nella direzione sempre più di abituare i giovani ad essere più concreti, più legati al mondo reale (questo è un progetto che portiamo avanti attraverso il piano giovani con le attività produttive).
Per quanto riguarda queste richieste, pertanto, abbiamo previsto tutta una serie di disposizioni che sono puntuali sul bilancio; abbiamo aumentato - com'è già stato detto in questo Consiglio - la dotazione ordinaria perequativa; abbiamo mantenuto, anzi addirittura aumentato, per un incremento di personale, quello che è il pagamento docente personale; abbiamo garantito l'insegnamento della lingua tedesca nella vallata del Lys per il rispetto delle diverse comunità appartenenti a questa regione; abbiamo...scusate, qui bisogna fare una precisazione, perché ieri forse è stato un po' travisato qual è il concetto di fondo d'istituto e le regole che lo normano.
Consigliere Donzel, collega, quello che forse non è stato chiaro è che i soldi, sì, sono regionali, ma le disposizioni del fondo d'istituto sono date dal MIUR, dallo Stato. Pertanto, per noi, secondo dei parametri molto chiari, avevano previsto un tasso di 1 milione 526; poi il MIUR, con le contrattazioni sindacali, ha deciso che parte del fondo d'istituto doveva essere destinato agli scatti di anzianità. Pertanto, noi, unica Regione d'Italia, abbiamo deciso, proprio per consentire la programmazione in ambito regionale, di anticipare il 30 percento, e quindi abbiamo anticipato questi 500 mila euro proprio per consentire alle scuole...a contrattazione finita, è stato deciso che il 50 percento del fondo d'istituto sarà dato agli scatti di anzianità e il 50 percento come fondo d'istituto. Noi, pertanto, abbiamo messo questi soldi sul bilancio, ma la decisione di come destinare questi fondi non spetta alla Regione autonoma Valle d'Aosta, bensì è una disposizione statale, i fondi d'istituti sono stati previsti e così andremo in questa direzione.
Per quanto riguarda poi i libri di testo, è sempre stata una priorità, nonostante ci sia stato qualche problema legato agli uffici nostri e anche agli uffici delle segreterie delle istituzioni, li abbiamo comunque garantiti per consentire uno studio puntuale e attento. Per quanto riguarda le borse di studio di convitti e istituti, non dimentichiamo il forte scopo educativo che hanno queste istituzioni. Abbiamo garantito il fondo all'Università della Valle d'Aosta; c'è stato un piccolo ribasso, ma questo è dovuto al fatto che, con l'avanzo di amministrazione creato negli anni precedenti, è possibile sicuramente diminuire. Abbiamo poi valorizzato il Politecnico di Verrès, abbiamo valorizzato quello che è il Conservatoire e la SFOM...credo che in primavera, tarda primavera, appena finito l'anno scolastico, si potrà avere il trasferimento del Conservatoire alla nuova sede (la Torre dei Balivi).
Per quanto riguarda le borse di studio, abbiamo fatto un ragionamento importante, che credo sia svincolato dalle disponibilità di bilancio, ma qui abbiamo dovuto fare un ragionamento filosofico, perché credo che la borsa di studio di merito non deve essere un assegno di cittadinanza, ma deve essere una borsa di studio che in qualche modo premi la capacità degli studenti ad arrivare a degli obiettivi. Pertanto abbiamo sicuramente valutato quello che è l'elemento base che è il criterio di merito, indipendentemente dalla crisi economica, e sicuramente fatto il punto su quello che è l'investimento che la Regione Valle d'Aosta vuole fare nei confronti dei suoi studenti. Perché, ricordiamoci, che le borse di studio sono un investimento: io, Regione Valle d'Aosta, ti erogo una borsa di studio, affinché tu, un giorno, potrai ritornare e dare il tuo atout alla nostra regione dal punto di vista lavorativo. E un altro punto fondamentale è quello che la Valle d'Aosta, sicuramente collocata in un momento di competitività assoluta, deve far passare i propri studenti, ovvero, se vogliamo continuare a sopravvivere, dobbiamo smetterla con un'attitudine assistenzialista degli studenti, perché ricordo che con 20 crediti al primo anno per accedere alla borsa di studio era solo in Valle d'Aosta che si poteva arrivare, e pertanto dobbiamo metterli nella condizione di essere competitivi, anche con le altre regioni.
Per quanto riguarda poi la manutenzione degli edifici scolastici, abbiamo aumentato la quota da 600 mila a 1 milione, con il trasferimento agli Enti locali per tutto quello che concede la sicurezza, la messa in sicurezza, e poi stiamo anche iniziando a valutare quelli che sono i costi di gestione degli edifici scolastici. L'Assessore Marquis inizierà una catalogazione dell'efficienza energetica di tutti gli edifici pubblici e noi ci inseriremo in questo studio proprio per capire dove si possono abbattere i costi di gestione, che ora non sono indifferenti.
Per quanto riguarda poi il fondo sociale europeo, ricordo che c'è sempre il Piano giovani, che in qualche modo va sicuramente a favorire gli scambi tra gli studenti, a garantire il particolarismo linguistico, l'internazionalizzazione e l'innovazione.
Per quanto riguarda il settore culturale, dei beni culturali, quindi la Sopraintendenza, uno degli obiettivi è quello della tutela attraverso interventi manutentivi sistematici e preventivi. Per quanto riguarda le attività culturali, sicuramente andremo a fare un'opera di razionalizzazione, ma terremo conto di quelle che hanno avuto maggior successo e le riproporremo sicuramente alla società valdostana. Per quanto riguarda i contributi a coloro che fanno cultura, li riteniamo delle risorse fondamentali e, per quanto possibile, manterremo tutti questi finanziamenti. Sicuramente poi valorizzeremo quello che è il particolarismo etnografico regionale, quella che è la tutela del paesaggio, e sicuramente cercheremo anche di attingere il più possibile - com'era già stato fatto in passato, e aveva portato parecchi risultati - a quelli che sono i fondi europei (ALCOTRA, eccetera).
L'obiettivo è quindi sicuramente quello di razionalizzare, razionalizzare ovviamente con delle strategie e delle linee guida chiare e, allo stesso tempo, di non aprire dei nuovi centri di costo. Per quanto riguarda quindi puntualmente quello che è il bilancio alla cultura, sicuramente daremo un'importanza non irrilevante a quella che è la cultura scientifica. Il collega Donzel l'altro giorno lo auspicava, e questo abbiamo fatto attraverso le Rencontres de physique, piuttosto che l'Observatoire Saint-Barthélemy de la Fondation Clément Filliétroz, abbiamo cercato di continuare a dare quello che è il finanziamento al Forte di Bard, come al castello Gamba, rendendoci conto che le sinergie nell'ambito culturale valdostano sono fondamentali; sinergie sia con gli enti e fondazioni, ma anche con gli Assessorati, perché non dimentichiamoci che la collaborazione tra Assessorati sarà il futuro di quest'Amministrazione regionale.
Per quanto riguarda la valorizzazione del patrimonio religioso abbiamo continuato a investire, tenendo conto dei momenti di difficoltà. Una valorizzazione del nuovo teatro Splendor...in cui inizieremo a prevedere delle attività che non siano solo in un teatro che si apre una volta ogni tanto, ma che possa garantire una produzione culturale puntuale ed attenta.
Per quanto riguarda poi tutti coloro che creano cultura sul territorio: cori, gruppi folkloristici, bande, riconosciamo il loro forte scopo educativo ai giovani della Valle d'Aosta e, pertanto, cercheremo sicuramente di garantire quello che è stato dato in passato. L'attività teatrale professionale, il teatro popolare in patois, abbiamo tutto garantito, circa lo stesso che abbiamo dato l'anno precedente, ovvero nel 2013, a quelle che sono le associazioni culturali, les sociétés savantes, riconoscendo il loro importante ruolo.
Per quanto riguarda poi i beni archeologici e i beni architettonici, sicuramente abbiamo investito in quello che è il castello di Aymavilles, il primo lotto di Quart; inizieremo a investire nella Maison Lostan, in quello che è il castello Valleise attraverso il progetto Phoenix, il castello di Ussel, il castello di Issogne, a Saint-Martin-de-Corléans porteremo avanti il progetto che dovrà cedere al primo lotto. Per quanto riguarda le biblioteche, come già è stato giustamente ricordato, aumenteremo quella che è la possibilità di investire per quanto riguarda i fondi. Sicuramente andremo a riproporre le attività culturali preminenti, quella che è Babel, Châteaux en Musique, Aosta Classica, la settimana della cultura, la Saison, come le mostre a fini IVA, come quelle anche quello a scopo gratuito. È ovvio che andremo in una direzione di razionalizzazione, perché credo che non sia più possibile spendere 200-300 mila euro per 2 o 3 giorni di manifestazioni; si cercherà di valorizzare quello che è il contenuto senza creare indotti ulteriori, come possono essere le... Sicuramente poi andremo a proporre quello che è il Concours Cerlogne, sicuramente quello che è il Festival du Patois, che quest'anno toccherà alla Valle d'Aosta, e inizieremo anche a valorizzare ancora di più quelle che sono le iniziative a carattere etnico-linguistico.
Pertanto io non mi dilungo. Avremo modo in questi giorni di approfondire nel dettaglio il bilancio. Credo che l'Assessorato istruzione e cultura è in grado tranquillamente di garantire sia la parte di istruzione, sia la parte culturale per quanto riguarda la società valdostana. Vi ringrazio per l'attenzione.
Presidente - Grazie Assessore Farcoz. La parola all'Assessore Baccega.
Baccega (SA) - Grazie Presidente. Buona giornata a tutti. Voglio ringraziare i colleghi Assessori che hanno, con i loro interventi, fatto un excursus piuttosto chiaro degli indirizzi politici che vanno a condurre questo bilancio.
Io farò un breve intervento per fare altre riflessioni e, magari, portare un ulteriore contributo rispetto ai tanti interventi che si sono succeduti ieri, nella prima giornata di approfondimento del bilancio di previsione 2014-2016. Voglio anche dare alcuni chiarimenti, e ringrazio il Consigliere Bertschy che, nel suo ultimo intervento ha, con la correttezza che lo contraddistingue...l'onestà intellettuale...ha fatto chiarezza sulla questione dei documenti dati e non dati. In realtà era chiaro che i documenti che sono stati dati fin da subito alla commissione erano i documenti che anticamente e nel passato erano stati dati alla commissione competente; successivamente la commissione ha richiesto ulteriori dati e abbiamo fatto lavorare gli uffici anche il sabato mattina e con i tempi dovuti sono stati consegnati. Io credo che il materiale messo a disposizione sia sicuramente servito a fare gli approfondimenti e a valutare.
Voglio ricordare un po' l'iter di questo percorso che ci porta oggi in Consiglio. Il Presidente e il sottoscritto...abbiamo fatto un primo incontro con la commissione per rispondere alla mozione, era un po' quello l'obiettivo di quell'incontro...commissione che non è stata poi rilevata da nessuna registrazione. Abbiamo incontrato più volte le parti sociali, le associazioni, siamo tornati più volte in commissione e, francamente, ero convinto che al termine di questo percorso si fosse conclusa quella fase di concertazione, da una parte, e quella fase di approfondimento, dall'altra, per quanto riguarda le informazioni da dare alla commissione. Poi, quando nelle due ultime commissioni consiliari, a seguito delle mie esposizioni, non mi è stata fatta alcuna domanda...allora ho capito che era intenzione dell'opposizione di riportare il dibattito in Consiglio regionale...forse, per una questione di tempo, era meglio approfondire in commissione...ma in realtà sui giornali si leggeva: "Vi abbatteremo a colpi di emendamenti" e quindi, da questo punto di vista, questo era un po' il senso.
Credo che sono stati molti gli interventi che facevano un po' riferimento al passato. Qui è cambiato tanto, è cambiato molto, non c'è più il PdL, non c'è più il centro-destra autonomista, c'è una nuova maggioranza e bisogna che lo chiariamo, una volta per tutte: c'è un nuovo programma, c'è una maggioranza autonomista federalista e, sulla base di questo...ci tengo a sottolinearlo, perché ieri, negli interventi, ho sentito troppi richiami al passato! Noi vogliamo, con questo bilancio, che in qualche modo si guardi avanti.
Qualcuno ha sottolineato che abbiamo fatto una "politica degli annunci"...ebbene, io credo che l'unico annuncio che ho dovuto fare è stato il blocco dei contributi a fondo perso, e certo non ne sono stato entusiasta, vi assicuro che non è stata una cosa piacevole, però era giusto farlo in quel momento - lo ha anche giustamente sottolineato nel suo intervento il Consigliere Morelli - era corretto e giusto operare in quel senso. La stessa cosa è un po' stata sottolineata da tutte le associazioni che abbiamo audito e che hanno partecipato alla fase di contrattazione: se non c'erano i soldi era meglio sospendere a quel momento la possibilità di presentare le domande. Va detto che la più parte dei colleghi che sono intervenuti ieri, di opposizione e maggioranza, hanno correttamente preso atto della situazione economica che si è venuta a creare. Il 2012 è stato, per la Valle d'Aosta, l'anno terribile. Io ho citato il Governo Monti nella mia relazione, giustamente non ho voluto citare il Governo Letta, perché, dal mio punto di vista, il Governo Monti è stato spregiudicato nei confronti della nostra Regione e il Governo Letta deve ancora esprimersi su tante questioni e, sulla base di questo, credo non possiamo dare un giudizio...e poi era stato troppo impegnato sulle questioni berlusconiane.
Devo dire che sulla base degli interventi che si sono succeduti i tagli e i trasferimenti dello Stato li conoscevate molto bene, soprattutto quelli che sedevano già in Consiglio nella scorsa legislatura. Era stato chiaro lei, Consigliere Rosset, quale relatore di maggioranza nella presentazione della relazione dell'anno scorso: lei affermava che il clima di emergenza che ha caratterizzato tutte le manovre finanziarie in questo quinquennio è ulteriormente peggiorato quest'anno - parlavamo del 2012 - ed è stata come una sorta di via crucis per le finanze. E poi ancora diceva: "Provo un profondo senza di amarezza e di sdegno valutando quel crescendo di tagli che, con diverse modalità, ha ridimensionato, senza mai attenersi al dettato statutario e alle norme statutarie in materia finanziaria, il nostro bilancio regionale". Queste erano le sue parole. Le cose non sono cambiate da allora sa? sono peggiorate! C'è un'altra affermazione che mi ha fatto sorridere, Consigliere Rosset, quella in cui lei ha voluto dire che l'intero bilancio è stato fatto dal Presidente...non mi ha dato fastidio perché so che non è andata così, e lo sapete anche voi! Il percorso è stato molto lungo, ci sono stati tantissimi incontri, tra gli Assessori, i dirigenti degli Assessori, i Coordinatori. Vi assicuro che è stato un bilancio fortemente condiviso da tutta la Giunta, perché, come lei diceva l'anno scorso parlando del bilancio, il clima è "un clima di emergenza".
Ebbene, quest'anno si parla di "drammatica emergenza", perché noi dobbiamo accantonare ulteriori 197 milioni di euro che devono andare allo Stato, quindi siamo perfettamente in sintonia: quello che è successo l'anno scorso è peggiorato quest'anno...però devo dire, onestamente, che i diversi interventi che si sono succeduti questo l'hanno sicuramente sottolineato. Si è detto che è mancata coesione da parte della Giunta in commissione...vabbè, questo può anche succedere, soprattutto per noi Assessori di nuova nomina che, magari, non eravamo pronti ad entrare nella "fossa dei leoni", ma da questo punto di vista sono sicuro che...un po' l'inesperienza, un po' la tensione della prima volta...siamo pronti a migliorare. Lei ha affermato anche che la Valle d'Aosta è delusa...io le dico invece quest'oggi che la Valle d'Aosta è divisa, la Valle d'Aosta è divisa da una battaglia politica che ha la sensazione di essere un derby Pisa-Livorno, per non citare altre due città che si odiano. È divisa sui posti di lavoro, è divisa nei Comuni, la gente è divisa sulla questioni della politica, pesantemente divisa, troppo divisa! E questo lo dico assumendomi anch'io la responsabilità di moderare i toni, di guardare alle cose più serie, nella consapevolezza di stare su due fronti differenti, ma guardando le cose da fare.
Torniamo al bilancio e, parlando più che altro a coloro che l'anno scorso erano presenti in questa sede, il Consiglio regionale aveva approvato un bilancio...l'ho detto nella relazione...un bilancio di transizione. Quest'anno il Consigliere Chatrian ha concluso il suo intervento, il suo interessante e corposo intervento dicendo che in questo momento "bisogna tamponare". È vero, noi crediamo però di avere fatto qualche passo in più rispetto al tamponamento. Ci sono solo 1.000 e 77 milioni in preventivo, questo è vero, ma è altrettanto vero che qualche mossa e qualche nuova strategia per rilanciare l'abbiamo fatta! I finanziamenti europei non sono iscritti a bilancio, i 42 milioni di investimenti estrapolati dal mutuo di 371 milioni di Finaosta vanno a finanziare ulteriori investimenti sul territorio, strade, colate da detriti; i 75 milioni del 2014 sulla gestione speciale di Finaosta, di cui 42 milioni di nuovi interventi di gestione speciale, sono i nuovi elementi del bilancio che non compaiono nel bilancio, ma sono spese che saranno fatte e prodotte nell'arco del 2014. Scusate...
Ritornando ai contributi, sui quali sono stato bacchettato perché ho scritto: "presunta eliminazione di contributi a fondo perso"...e infatti è testimoniato che in molti settori i contributi si sono mantenuti, magari ridotti, magari ottimizzati, rimodulati, come abbiamo detto, però c'è stata, nel percorso di confezionamento conclusivo del bilancio da parte della Giunta, quell'attenzione, recependo tutta una serie di indicazioni che arrivavano dalle associazioni, che arrivavano anche dai Consiglieri.
Il bilancio di gestione...avete sottolineato più volte l'esigenza di poter avere un bilancio di gestione...il bilancio di gestione è sicuramente un atto successivo che si dovrà sviluppare nei 30 giorni successivi all'approvazione del bilancio di previsione. Sarebbe un assurdo consegnare un bilancio di gestione ora che, in realtà, non c'è ancora l'approvazione del bilancio di previsione, e questo è anche previsto dalla legge.
È stato sottolineato che abbiamo enfatizzato un pareggio di bilancio e sottolineato che non è stata incrementata la pressione fiscale...sono elementi che vanno sicuramente rimarcati, perché il mutuo Finaosta di...no, non dico a lei, qualcun altro l'ha detto...il mutuo di 371 milioni non incrementa il costo degli interessi in questo caso, il mutuo era già fatto, è stato solo rimodulato, l'importo rimane quello.
L'hanno detto tutti i miei colleghi nei vari interventi: abbiamo cercato di fare del nostro meglio per dare alla Valle d'Aosta quel livello di buona vivibilità che ci è riconosciuta in tutta Italia. Fatemi spendere una parola su Aosta...la classifica che è uscita lunedì sulla vivibilità delle città capoluogo conferma il 9° posto nella classifica delle 109 province, e devo dire che è un risultato soddisfacente, un risultato laddove proprio sulla città di Aosta si concentrano tutte le situazioni di forte disagio e di grande disagio sociale...quindi devo dire che aver mantenuto il 9° posto rispetto all'anno prima è un grande risultato e fa bene alla città di Aosta, ma fa bene all'intera Valle d'Aosta. Questo conferma il fatto che le risorse che mettiamo a disposizione della città capoluogo sono risorse importanti, senza dimenticare che nella città capoluogo abitano 37 mila persone, un terzo di tutta la regione.
Prima di concludere, due parole ai "democratici non tranquilli", ossia i due Consiglieri Cinque Stelle, che una cosa hanno chiaramente sottolineato: per loro, il fondo perduto non serve proprio a niente, e hanno indicato il sottoscritto come il curatore fallimentare di questo bilancio. Beh, un po' per fatto personale, un po'...io credo che prima di parlare ognuno deve fare in casa sua, in casa propria, l'esame di coscienza, se in casa propria le cose le può dire o forse è meglio che non le dica...e qui mi fermo. Certi show non ci piacciono proprio!
È vero, quindi, che si sono fatte delle decise riduzioni, dei tagli, ma tutti ponderati, tutti calibrati, tutti fatti in modo che, come hanno detto i miei colleghi, i servizi non fossero intaccati, che le risposte potessero essere date ai nostri cittadini. Molte cose non si potranno più fare...ebbè, certo, qualche mostra in meno, qualche manifestazione in meno, qualche incarico in meno, qualche contributo in meno...però, con più attenzione, puntando sulla qualità, credo che si possano dare le importanti risposte che abbiamo dato finora; anche sul welfare e sulla sanità - l'ha detto molto bene il collega Fosson - si possono ottimizzare i costi senza intaccare efficienza, economicità e qualità.
Con tanta umiltà, e con altrettanta consapevolezza, dico che si è fatto un lavoro egregio per la nostra Regione; con il raggiungimento dell'accordo sul Patto potrebbe ancora migliorare. I problemi ci sono, vanno affrontati con senso di responsabilità e noi, su questo piano, faremo del nostro meglio. Grazie.
Presidente - Grazie. La parola al Presidente Rollandin.
Rollandin (UV) - Merci Présidente.
Les réponses ponctuelles des collègues Assesseurs et les conclusions qu'ont étés présentées par l'Assesseur compétent je crois qu'elles donnent déjà une réponse à la méthode qu'a été utilisée pour arriver à ce résultat; un travail choral fait dans son ensemble, en sachant qu'on devait prendre responsablement des mesures qui, évidemment, ne sont pas les plus populaires, entendu dans le sens de donner une réponse exhaustive, comme hier, dans tous les domaines.
Je crois que le travail qu'a été fait a été un travail remarquable, dans le sens que le budget 2014 et pour les années suivantes tient dans la due considération, avant tout, l'écoute faite, la collaboration des associations, des organisations syndicales et du monde industriel (qui a été entendu deux fois avant d'arriver à la conclusion du budget) et je crois que dans ce sens les différentes mesures ont été expliquées, on a donné de bonnes raisons pour communiquer et dire quel était l'engagement qu'on allait présenter.
Je crois que quelqu'un aura pu voir quel est le décalage entre ce qui est le 2014 comme on l'a présenté, le budget 2014, et ce qui était le pluriannuel approuvé avec le budget 2013 (chaque année on approuve le budget de l'année qui viendra et le triennal): dans le programme des trois années, malheureusement, ce décalage a été de plus en plus extraordinaire, compte tenu du fait qu'on n'avait plus de certitudes, on n'a plus la possibilité de dire: "bien, on va programmer aussi pour 2014, 2015, 2016". On fait des programmes dans certains domaines, dans les travaux publics, dans certains engagements, mais pour le restant, n'ayant pas cette certitude, on n'a pas la possibilité de faire - comme quelqu'un l'a dit - des programmes à long terme, étant donné que, comme j'ai déjà eu l'occasion de dire, malheureusement on n'a plus eu la possibilité d'avoir un système qui puisse imaginer que les règles soient respectées et, en plus, ici on n'a pas évoqué le fait qu'au niveau national pas seulement on discute encore et on met encore en doute l'existence des Régions à Statut spécial, mais on met en discussion les Régions! "Le Regioni vanno abolite"...parola di Governatore...hier, dans une déclaration officielle d'un collègue du Sud. Alors, dans le moment où on est en train de prévoir, par la Loi de stabilité, un secteur, des interventions sur les Provinces...problème qu'on n'a pas, étant donné qu'on n'a pas la Province, la plupart...je ne dis pas dans cette salle, mais ailleurs l'oublient et, surtout, oublient que les fonctions de Provinces sont exercées par la Région, ce qui entraîne pas mal de problèmes, comme l'avait rappelé le collègue Gérardin l'autre jour. Je voudrais rappeler que le système que nous avons à gérer est un système très, très difficile. Et je crois que dans ce sens on a essayé de donner une réponse la plus équilibrée possible, compte tenu de deux aspects qui sont à la base de la composition du budget: les recettes et les investissements et les prêts obligatoires. Dans ce sens, je crois qu'on a essayé de mettre en évidence les différentes possibilités que nous avions.
Per quanto riguarda le entrate, credo che sia giusto spendere due parole per il riparto fiscale, soprattutto partendo da un sistema che tutti hanno riconosciuto essere ancora inserito in un momento di crisi; crisi che - voglio ricordare - non è del 2010, è del 2008...è stato detto 2010...comunque, nel 2008 è partito il problema della crisi. Noi, dal bilancio 2009, abbiamo speso più di 100 milioni per sostenere le famiglie e le imprese. Questo è stato fatto e mantenuto ancora oggi, malgrado ci fossimo detti dal 2010: "speriamo che per l'anno prossimo non ci sia". Siamo nel 2014 e credo che quello che è successo altrove, fuori dalla regione, si sta abbattendo sulla Valle più forte, perché noi sentiamo la crisi in ritardo rispetto agli altri; l'abbiamo risentita in ritardo, e questo che si sta avvicinando. Il 2014, credo sarà l'anno peggiore in assoluto. Questo non è detto da me, ma detto da osservatori che sono la Banca d'Italia ed i vari organi che monitorano regolarmente quelli che sono gli avvenimenti.
Ora, partendo dal riparto fiscale, vorrei ricordare due aspetti su questo tema: il riparto fiscale è stato ottenuto grazie a una contrattazione che teneva conto del riparto precedente, arrivando a ottenere su una serie di imposte i 10/10, e voglio anche ricordare che questo è stato fatto con una norma di attuazione. Il fatto che ricordava il collega Viérin, che nel bilancio del 2011 ci fosse già l'importo che serviva per coprire le spese dello Stato...ma è solo in quel termine che è inserito nella legge annuale...la nostra norma è una norma di rango superiore, essendo norma di attuazione, e quindi, a differenza di quello che succede per Trento e Bolzano in cui le modifiche possono essere fatte anche unilateralmente e in modo improvvisato con legge ordinaria, per quanto riguarda il nostro riparto fiscale non può essere fatto, e pertanto non può essere modificato in questi termini. Questo non lo dico io...lo dicono, credo, tutti quelli che hanno seguito questa parte, e questo è molto importante da dire, perché spiega anche le motivazioni per cui certi passaggi noi dobbiamo farli ed è la ragione per cui abbiamo sollecitato che ci sia la norma di attuazione, per poter inserire le nostre possibilità operative nell'ambito di questo.
Poi abbiamo cercato, per quanto riguarda le entrate, di guardare con massima attenzione i fondi europei: noi stiamo seguendo le ultime fasi del riparto di questi fondi europei che, da quello che è stato detto, tecnicamente porterà, per quanto riguarda il prossimo settennato 2014-2020, una cifra che dovrebbe essere - sottolineo "dovrebbe essere" - leggermente superiore a quella del precedente settennio; il che ci conforta, quindi potrebbe essere un modo per mantenere non solo questi fondi, ma addirittura per aumentarne la portata. Poi abbiamo dovuto tener conto...e questo lo dico in modo...perché altri lo hanno sottolineato...anche dei fondi nazionali, laddove noi possiamo ancora avere una partecipazione - perché credo sia stato sottolineato - in molti settori, noi, non solo non siamo inclusi...ma c'è il danno e la beffa! Nella Legge di stabilità si chiedeva che ci fosse una partecipazione al fondo sanitario anche della Regione Valle d'Aosta che non partecipa al riparto! Questo è stato un altro assurdo, per cui noi abbiamo presentato un emendamento a questo titolo.
Ora, date queste tre annotazioni, noi abbiamo il pacchetto delle entrate che è stato ben spiegato dall'Assessore e abbiamo quindi fatto un programma...che qualcuno ha definito un "programma di galleggiamento", potete definirlo come volete...sicuramente è un programma che è strategico nell'ambito di quello che si è voluto fare, tenendo conto di cambiamenti che sono stati obbligatori.
Noi, sicuramente, non andiamo a dire che abbiamo la possibilità di fare, in tanti settori, delle programmazioni molto lunghe, perché non sappiamo da un anno all'altro quali saranno le entrate e non sappiamo quindi, di conseguenza, quali possono essere i possibili interventi a questo livello. Per fare questo noi abbiamo...come detto dal collega La Torre che aveva elencato una serie di leggi...noi abbiamo le leggi di settore che devono essere rifinanziate: alcune sono state leggermente diminuite, altre sono state riviste, e abbiamo detto di leggi che dobbiamo rivedere, come modo e approccio, per quanto riguarda quello che era il funzionamento fino a ieri (e questo è l'impegno che ci siamo presi, e di farlo nel più breve tempo).
Poi abbiamo anche evidenziato tutta una serie di risparmi che sono stati fatti: abbiamo detto "risparmi" perché in alcuni casi la contrazione della spesa - come hanno spiegato bene i singoli Assessori - non vuol dire che si riducono i servizi, vuol dire che si riducono alcune modalità operative che portavano a delle spese eccessive, senza contare che l'approccio è sempre stato quello di avere confronti anche con quello che succede a livello nazionale e come vi sia una partecipazione progressiva, legata al reddito (e questo è un altro aspetto). È oggi in discussione la nuova ISEE e speriamo che venga approvata il più presto possibile. La nuova ISEE darà la possibilità di tenere nella dovuta considerazione quelle che sono le situazioni delle singole realtà, in modo da poter predisporre degli atti che vadano a premiare, da un punto di vista degli interventi, quelle che sono le situazioni dei meno abbienti, quelli che hanno veramente diritto, perché altrimenti qui il discorso non può più funzionare, soprattutto a livello di programma.
Ora, noi, in questo ambito - l'altro punto che tengo a sottolineare è il rapporto con le altre Regioni a Statuto speciale - noi, con le altre Regioni a Statuto speciale, che distinguo in due branchie...la prima, la Sicilia e la Sardegna, con cui è difficile avere un confronto, perché hanno un sistema che sfugge a quelle che sono le modalità di paragone possibile a livello di bilancio...mentre con le due Province autonome, quindi con Trento e Bolzano, e il Friuli, noi abbiamo dei contatti regolari, sia tecnici che politici. Abbiamo avuto ufficialmente degli incontri - che si sono svolti a Merano - con tutte le Regioni del Nord per firmare dei documenti che andavano nella direzione...per esempio della difesa della montagna, e la politica della montagna trova un suo sbocco a livello sovranazionale con la macroregione alpina (che qualcuno ha voluto ricordare); quindi abbiamo dei rapporti e dei confronti anche per capire quali sono le logiche di spesa e le logiche d'intervento. Non abbiamo condiviso alcune situazioni perché i nostri Statuti, come i nostri sistemi finanziari, sono diversi, e quindi dobbiamo tener conto di questa differenza pur sapendo che il confronto è sempre stato alla base di quelli che sono i nostri rapporti, e non ci sono mai state delle difficoltà sotto questo profilo.
Voglio ricordare a questo proposito una Regione che noi citiamo sovente...ed è bene farlo, oltre a Bolzano e Trento...il Friuli, nel bilancio che approva quest'anno...per gli investimenti c'è zero; tutto quello che è bilancio, è per mantenere i servizi e per mantenere quelle che sono le spese obbligatorie. Bolzano...sicuramente è stato citato il rapporto che si è tenuto...sì, all'impresa...noi abbiamo sicuramente apprezzato alcune cose. Teniamo conto anche che - com'è stato detto - sono realtà che sono molto più avanzate e privilegiate, con una serie di imprese di alto livello che noi, purtroppo, non abbiamo...ma non credo sia per colpa nostra, credo sia anche per una situazione oggettiva di diversità di strutturazione che parte da lontano e nei vari settori ha avuto sicuramente uno sviluppo molto più positivo. Stiamo cercando di farlo in tutta una serie di ambienti, dal settore degli impianti a fune - com'è stato ricordato -, ai settori delle aziende...noi, per le singole aziende, abbiamo questo tipo di rapporto e lo manteniamo.
Ora, il fatto che ci siano da parte della Regione interventi importanti, attraverso i quali noi continuiamo ad alimentare i vari settori, vedasi il settore della cultura...prima l'Università della Valle d'Aosta aveva un intervento statale importante all'inizio; poi, negli anni, si è ridotto, perciò praticamente oggi l'Università è a totale carico della Regione e, in più, abbiamo la convenzione con il Politecnico di Torino che ha un grosso impatto, con una convenzione che dà dei risultati importanti a livello di ricerca e innovazione, che credo siano un punto di riferimento per una strategia vincente...quella è stata una strategia che ci può portare ad avere dei risultati molto, molto importanti.
Credo quindi che abbiamo dato, in questi anni, la possibilità di ottenere dei risultati anche attraverso la collaborazione - che abbiamo sempre cercato di avere - dei Parlamentari che di volta in volta si sono succeduti, anche con i Governi. Ora, il rapporto con Roma...io vorrei dire che il rapporto con Roma è sempre stato molto difficile, lo è ancora di più in questo momento. Voglio ricordare che in questi ultimi anni sono cambiati i Governi, ogni 6-8 mesi c'è una crisi, ogni volta che si va a discutere di alcuni temi il problema è: "io parlo adesso, però non so se ci sarò più fra...", quindi la logica con cui si lavora è sempre precaria. Anche adesso il Governo Letta deve andare a una nuova fiducia, l'11 o quando sarà, quindi anche oggi siamo con un Governo che, di fatto, aspetta di essere riconfermato; tutti parlano già di nuove elezioni, di quello che sarà...voi potete capire in che ambiente e come questo può avvenire a livello di rapporti con quello che è lo Stato, col quale, credo, si debba fare una riflessione!
Ora, noi siamo partiti da un riparto fiscale che ha dovuto rinunciare all'IVA d'importazione...ecco, io vorrei che su questo si ricordasse che quando c'era l'IVA d'importazione...siccome alcuni qui si ripetono, vorrei ripetermi anch'io...sull'IVA d'importazione noi eravamo regolarmente ripresi sul fatto che noi avevamo dei fondi che non ci spettavano, che questo doveva essere eliminato, che avevamo troppi soldi...lo dico perché è scritto nei verbali di quest'aula, perché qualcuno, ancora in tempi non molto lontani, ribadiva che noi avevamo più di quello che dovevamo avere. Oggi, che ci sono state queste decurtazioni, non corrette, perché questo è l'aspetto peggiore che impedisce la strategia, impedisce la programmazione, impedisce di fare, in qualche modo, un lavoro di visione d'insieme per il futuro...è proprio il fatto che, regolarmente, ogni tre mesi viene imposta una nuova tagliola! Oggi si parla di nuovo di altre somme che dovrebbero essere, da parte dello Stato, e quindi da parte del Governo...che verranno ripartite, di nuovi interventi da ripartire tra tutti...adesso voi mi spiegate come si fa a programmare in questo modo? Noi siamo passati in un anno, da una ripartizione in base alla "95" che era di 35 milioni, siamo passati a 155! E senza che si capisca la logica, anzi, avendo gli stessi tecnici che dicono che questa logica è scorretta, per cui bisogna rivederla, ma per rivederla bisogna che ci sia anche la parte politica che sia compatta. Credo quindi che noi viviamo sicuramente in un periodo molto difficile e credo che...ringrazio tutti quelli che sono intervenuti, anche per aver correttamente spiegato che questa situazione ha questo limite.
Il modo con cui c'è un approccio, il modo di vedere quello che è il futuro, guardando anche all'altro aspetto - e concludo - che si riferisce al tema delle partecipate...su questo c'è una discussione in atto, quindi non entro più nel merito. Credo che le partecipate siano sicuramente in grado di dare contezza di quello che è il loro lavoro, ci sono dei consigli di amministrazione che hanno lavorato...perché non è che le partecipate sono a gestione diretta, sennò non terremmo i consigli di amministrazione... Questo credo sia da ricordare: le partecipate sono sicuramente in grado di dare le spiegazioni, come hanno già fatto, su tutto quello che è il modo di lavorare, il metodo e la trasparenza, e credo che ci sarà la possibilità di intervenire su questo, in modo che, se necessario, si faccia una riflessione corale, che garantisca a tutti la possibilità di operare nel massimo rispetto di quelle che sono le prerogative del Consiglio, della Giunta e dei consigli di amministrazione. Io credo che questo vada nella logica di avere un confronto sereno che permetta di riappropriarci di un modo di lavorare che eviti i sospetti, eviti i dubbi, eviti il detto-non detto (che è la cosa peggiore). È meglio chiarire le cose in modo che non ci siano problemi, come abbiamo fatto per il bilancio regionale: proponendo nella passata legislatura la presenza della Sezione della Corte dei Conti, abbiamo dato a qualcuno la possibilità di "fare le pulci" su tutto quello che succede ed è stato un bene. Noi non abbiamo paura di avere questo confronto, di fare in modo che su tutte le società partecipate ci sia chiarezza nelle modalità di operare e la massima trasparenza, questo lo dico con tutta tranquillità; quindi, al di là di quello che è il momento in sé, noi su questo siamo perfettamente d'accordo che questo confronto abbia la possibilità di...
Detto questo, noi riteniamo che questo bilancio sia un bilancio che con equilibrio dà spazio e dà sicuramente delle certezze che altri bilanci non hanno; dà la possibilità di venire incontro a tante tematiche che sono state qui evocate e a cui diamo delle risposte; è un bilancio che ridà fiducia. È un bilancio che mantiene quell'attenzione nei confronti di quelle che sono le situazioni più in difficoltà. Qualcuno ha detto che noi abbiamo avuto la possibilità con "l'anticrisi", di entrare a sostegno di tutte le medie e piccole imprese...in tempo, noi l'abbiamo fatto in tempo non sospetto questo, quando era all'inizio!
La cosa che ci dispiace ancora, tornando al raffronto con Bolzano, è che il costo del denaro in Valle d'Aosta sia sempre di 3-3,5 in più di quello che succede da altre parti. La spiegazione che ci hanno dato le banche è che l'affidabilità delle nostre imprese...io dico quello che...abbiamo fatto delle riunioni specifiche con tutte le banche per cercare le spiegazioni, soprattutto per chiedere...perché teniamo conto che noi diamo i soldi alle Confidi, per le garanzie abbiamo continuato a darli...quello che pochi forse mettono in evidenza...che, se non ci fosse stato il sistema Confidi, tutto il sistema del finanziamento non sarebbe stato possibile! Non c'era la possibilità di averlo! Attraverso il Confidi c'è la garanzia del 75 percento, perché sennò le banche non danno più un euro, non danno più un euro! E questo che non riusciamo a far passare, che le banche comunque negli accordi che fanno con le Confidi...è un impegno che ci siamo ripresi, perché adesso c'è stata anche lì, nelle Confidi, una semplificazione del sistema, proprio perché con la nuova applicazione del sistema per la regolamentazione degli affidi c'è stata questa semplificazione. Noi chiederemo e faremo il massimo di attenzione per cercare di togliere questo...i risultati non ci sono perché con le banche, ripeto...loro vanno a dire che il rating...ma vi immaginate come possa fare una piccola impresa il rating? È una roba impossibile! Allora le valutazioni sono soggettive, e questo è quello che elimina la possibilità di intervenire a favore delle piccole e medie imprese nel modo che, praticamente, darebbe un ulteriore risparmio su quelli che sono i fondi messi a disposizione.
Credo quindi che, per quanto ci riguarda, questo bilancio è un bilancio di grande fiducia, è un bilancio che non è sicuramente in grado di...e non vuole illudere la gente, ma vuole riportare, con le norme che abbiamo illustrato, a quello che sarà il futuro. Già nel bilancio 2013 - qualcuno l'ha ricordato - noi avevamo specificato che c'era questa difficoltà; nella relazione di chi aveva illustrato il bilancio 2013 c'erano queste tematiche, erano evidenti le difficoltà, già allora... Purtroppo con quel bilancio...non so se sia tutto lì, quel bilancio - il bilancio fatto in un modo piuttosto che in un altro - sicuramente quando si fa un bilancio ci possono essere dei malintesi, però non era sicuramente il momento del bilancio la causale di una serie di prese di posizione, perché non dimentichiamo che...poi lo dico, perché ho dovuto gestire quel periodo in cui chiaramente c'erano da fare dei tagli e bisognava comunicare...già nel 2013, quando abbiamo dovuto gestire il discorso delle associazioni, il discorso dei cori, il discorso del ricambio di tutte le tute, di tutte le divise...chiaramente abbiamo dovuto fare dei tagli, che già in quel bilancio c'erano, c'erano, nel bilancio c'erano, e vi posso garantire che questo non è stato facile! Credo quindi che questo sia un bilancio onesto, serio, che mette in evidenza le difficoltà, chiarisca che ci sono problemi, che portano a modifiche anche legislative e che dovranno essere indirizzate a mantenere un supporto, che non sarà più come prima, ma viene comunque mantenuto, e questo credo sia nella logica della collaborazione che c'è sempre stata con tutti i settori operativi. Grazie.
Si dà atto che dalle ore 11,00 presiede il Vicepresidente André Lanièce.
Lanièce (Presidente) - Grazie.
Allora, dopo le parole del Presidente, procediamo con l'esame dell'allegato, pagina per pagina. Ha chiesto la parola il Consigliere Donzel, ne ha facoltà.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Scusi Presidente, le chiederei la cortesia di cinque minuti di pausa, per consentire alla minoranza di fare un attimo il punto della situazione.
Poi le vorrei far pervenire una richiesta anche personale, da parte mia. È stato molto interessante ascoltare le repliche di tutti gli Assessori, ma non tutti gli Assessori hanno avuto la capacità del Presidente Rollandin di rispondere in maniera generale. Alcuni hanno chiamato più volte in causa il mio nome e, personalmente, credo anche quello dei colleghi. Per cortesia non mi sono appellato ogni volta all'articolo che consente di intervenire per fatto personale, perché era giusto: sono stati cortesi loro ad ascoltare noi ed era giusto che noi ascoltassimo loro; però, siccome alcune cose che sono state riferite mettendoci il mio nome non sono corrette e non rispondono al vero, bisognerà che, mentre noi facciamo cinque minuti di pausa, la Presidenza rifletta su come si può ovviare a questa situazione, perché o noi interrompiamo ogni volta la discussione, come prevede il Regolamento, e diciamo: "fatto personale, fatto personale", o si diventa bravi come il Presidente Rollandin che non cita nessuno e ci racconta le cose come vanno raccontate...sennò su questo bisogna trovare un accordo, perché noi non possiamo essere chiamati in causa e non avere il diritto di intervenire, di rispondere puntualmente, soprattutto quando vengono dette delle cose assolutamente non corrispondenti a quello che noi avevamo espresso!
Presidente - Durante il dibattito, su qualsiasi pagina, sicuramente potete intervenire e ribadire la vostra posizione. Avrete la possibilità tutto il giorno di parlare, per cui penso che durante gli interventi potrete dire: "io ribadisco la mia idea"...
Il Consiglio è comunque sospeso per cinque minuti, su richiesta del collega. Grazie.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 11,27 alle ore 11,43 e che dalle ore 11,44 riassume la presidenza il Presidente Emily Rini.
Rini (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori? Chi chiede la parola? Anche per aggiornarci, ricordo solo che, come da accordi presi in sede di Conferenza dei Capigruppo, i lavori verranno sospesi a mezzogiorno per consentire la partecipazione alla caserma dei Vigili del fuoco. Prego, collega Bertschy.
Bertschy (UVP) - Grazie Presidente.
Chiederei un'ulteriore sospensione per una riunione dei Capigruppo, se fosse possibile, per una proposta che la minoranza vuol fare...possiamo anche sospendere definitivamente...
Presidente - Io vi propongo allora di chiudere qui i nostri lavori e riuniamo una Capigruppo; quindi i lavori riprenderanno alle ore 15,30.
Bertschy (UVP) - Grazie.
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La seduta termina alle ore 11,44.
