Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 283 del 2 dicembre 2013 - Resoconto

OGGETTO N. 283/XIV - Illustrazione del disegno di legge n. 8 (Legge finanziaria 2014/2016) e del disegno di legge n. 9 (Bilancio di previsione 2014/2016).

Président - On peut passer aux points 4, 5, 7 et 8 à l'ordre du jour:

- Punto 4: Relazione sugli esiti della prima analisi dei questionari relativi ai rendiconti 2011 e ai bilanci di previsione 2012 dei Comuni della Valle d'Aosta, deliberata dalla Sezione di controllo della Corte dei Conti;

- Punto 5: Relazione su "L'attività negoziale pubblica della Regione Valle d'Aosta nel 2011", deliberata dalla Sezione di controllo della Corte dei Conti;

- Punto 7: Projet de loi n° 8 présenté par le Gouvernement régional en date du 4 novembre 2013 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta (Legge finanziaria per gli anni 2014/2016). Modificazioni di leggi regionali";

- Punto 8: Projet de loi n° 9, présenté par le Gouvernement régional en date du 4 novembre 2013: "Bilancio di previsione della Regione autonoma Valle d'Aosta per il triennio 2014/2016".

Président - A demandé la parole, pour l'illustration du rapport, le rapporteur Leonardo La Torre. Sì, facciamo anche distribuire le relazioni...

La Torre (UV) - Sì, le ho date, dovrebbero essere a disposizione...inizio anche mentre sono in distribuzione.

Signor Presidente, colleghi, in qualità di relatore, mi accingo ad introdurre il disegno di legge n. 8: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta (Legge finanziaria per gli anni 2014/2016). Modificazioni di leggi regionali" e il disegno di legge n. 9: "Bilancio di previsione della Regione autonoma Valle d'Aosta per il triennio 2014/2016".

Inizierò la relazione con alcune riflessioni di carattere politico, ribadendo la dichiarazione da me fatta in qualità di Assessore alle finanze al bilancio del 2013 e cioè che anche il bilancio 2014/2016 è presentato senza alcun principio di intesa tra la Valle d'Aosta e lo Stato italiano; è un bilancio quindi caratterizzato da una forte volontà centralista di politica economica dello Stato con la chiara volontà di interferire per svariati motivi e fini sulla gestione amministrativa-finanziaria delle Regioni a Statuto speciale, nel nostro caso la Valle d'Aosta ed in ultima analisi degli Enti locali.

L'assioma Statuto speciale uguale identità valdostana uguale autonomia finanziaria è una realtà. L'azione perciò dello Stato di incidere sulla nostra autonomia finanziaria-gestionale-amministrativa senza intese si traduce in un attacco indiretto alla nostra identità e quindi per conseguenza in un'azione diretta contro il nostro Statuto speciale. Possiamo noi accettare questo? E per quanto tempo ancora possiamo reggere una politica centralista dello Stato a danno della nostra Regione? Questa è la domanda che mi pongo e su cui vorrei riflettere con voi nell'analisi del bilancio. Quali concetti di programmazione seria, quali opportunità di sviluppo sociale e di crescita economica, quale continuità amministrativa possiamo garantire ai valdostani per il futuro senza un'intesa con lo Stato che continua ad emanare nuove manovre finanziarie sulla base di parametri iniqui per la Valle d'Aosta e fortemente coercitivi nei confronti delle nostre finanze? Quali saranno gli effetti perversi che il perdurare della crisi economica europea e lo stallo politico-istituzionale nazionale sotto gli occhi di tutti produrranno sul sistema Valle d'Aosta così per come si è sviluppato in sessant'anni di autonomia?

Nous considérons que notre Statut spécial d'autonomie représente une conquête fondamentale pour toute la communauté valdôtaine, une valeur suprême à laquelle nous ne saurions renoncer et que nous entendons bien défendre, car il constitue la caution institutionnelle de notre particularisme linguistique et culturel, historique et persistant, de notre condition de région intramontaine et frontalière.

Difendere la nostra autonomia speciale diventa perciò il primo obiettivo di ogni nostra azione politica, amministrativa e finanziaria. Questo è il messaggio politico forte, occorre perciò evidenziare che nel bilancio triennale 2014/2016 siamo in presenza di un rumoroso campanello d'allarme, che deve far riflettere le forze politiche regionali di maggioranza e di minoranza, che, anziché dividersi su questioni gestionali, dovrebbero confrontarsi senza pregiudizi per costruire subito un minimo comune denominatore che parta dalla difesa ad oltranza dell'autonomia per arrivare conseguentemente a garantire il benessere della Valle d'Aosta e dei valdostani per il futuro. L'impegno politico-amministrativo concreto che le forze politiche dovrebbero assumere di fronte a tutti i valdostani, presentandolo come un manifesto di rinnovata energia autonomista della Valle d'Aosta, volontà di un popolo che, pur comprendendo che la nostra Regione deve ridefinire il suo modello di vita, facendo sacrifici alla luce della crisi nazionale, non può accettare nessuna ingerenza endogena che limiti le sue prerogative e le sue scelte autonomiste. La difesa delle nostre naturali vocazioni, turismo, agricoltura, energia, imprese, artigianato, eccetera, è la risposta che i valdostani si aspettano da una classe politica lungimirante per affrontare un futuro pieno di incognite. Per essere lungimiranti, occorre che la politica che noi Consiglieri regionali rappresentiamo prenda atto che è in opera un cambiamento epocale e che quindi occorre cambiare visione, marcia, metodi ristrutturando il sistema Valle d'Aosta attraverso una condivisione degli obiettivi e del modo di conseguirli attraverso una consapevolezza popolare che rimetta in moto l'orgoglio valdostano del fare e ridia energia alla nostra cultura autonomista, che ha sempre messo il popolo valdostano al centro della sua azione politica, amministrativa e finanziaria, con l'impegno di far crescere la Valle d'Aosta, non lasciando indietro nessuna classe sociale, senza distinzione tra valdostani di origine e di adozione. Solo così e con quest'impegno politico potranno essere accettati dai valdostani i sacrifici che si richiedono già a partire da questo bilancio.

In un momento di grande difficoltà occorre avere la capacità di ridare fiducia e prospettive al popolo valdostano, soprattutto pensando ai giovani e al loro avvenire. In tal senso non possiamo non tenere conto del grido di allarme espresso in II Commissione dalle forze sindacali congiunte in audizione, che indica nel 23 percento la percentuale di disoccupazione giovanile in Valle d'Aosta, un dato pesante su cui riflettere, anche se nel resto del Paese supera il 40 percento. Per superare queste difficoltà evidenti nel sistema Valle d'Aosta, evidenziate anche dalla relazione annuale della Banca d'Italia, occorre incominciare a guardare i fatti con occhi diversi e prendere coscienza dello stato di salute della Valle d'Aosta, attenti a non commettere errori e protesi alle nuove opportunità che, per fare un esempio, ci vengono fornite dai programmi europei; tutto questo non dimenticando mai, come sottolineato nell'audizione in II Commissione dal Coordinamento solidarietà Valle d'Aosta, gli anziani, i bambini, le persone in difficoltà, le nuove povertà e cioè le prime categorie sociali che vengono duramente colpite dalle crisi e dai tagli nei bilanci delle pubbliche amministrazioni. Volontà di difesa che si manifesta nel nostro bilancio con il mantenimento delle misure anticrisi.

La disaffezione verso la politica, un'altra importante questione sul tappeto del confronto, un dato questo evidente che si misura a livello nazionale nella diminuzione della partecipazione al voto e che tocca anche la Valle d'Aosta. Questo malessere lo si vince con l'esempio di serietà, di impegno e trasparenza di una classe politica in contatto reale e forte con la propria comunità, i suoi bisogni, vivendone le problematiche e le aspettative. La disaffezione la si vince costruendo un futuro dignitoso di benessere possibile per tutti, indicando obiettivi, confrontando le soluzioni e condividendo i metodi per ottenerle. Condivisione, primo elemento forte per il rilancio evidenziato dalle forze sindacali, dal CODACONS, dalla Chambre valdôtaine e da altre numerose categorie nelle audizioni della II Commissione; necessità di condivisione che evidenzia la richiesta di una maggiore informazione e la disponibilità ad una partecipazione alle attività della pubblica amministrazione delle forze sociali per meglio comprendere e condividere le dinamiche finanziarie che regolano la vita amministrativa dei valdostani. Sacrifici sì, ma per tutti con un'equa spalmatura in tutti gli ambiti sociali, portando come primo esempio la necessaria riduzione delle spese delle consulenze ed una necessaria ristrutturazione costruttiva dell'apparato burocratico, anche riducendo il numero dei Consiglieri regionali.

Nell'esaminare compiutamente il bilancio 2014/2016, occorre anche attentamente valutare le osservazioni presentate e supportate da documenti dalla Chambre valdôtaine e dall'Associazione industriali. La Chambre, in particolare, dichiara di comprendere e condividere le scelte difficili di riduzione del bilancio, ma sottolinea l'importanza di continuare a sostenere l'economia locale in un momento così difficile, caratterizzato da una recessione strutturale che interessa tutti i settori e dice: "l'economia locale è un'economia di montagna e quindi contrassegnata dall'avere di per sé maggiori difficoltà di sviluppo rispetto ad altre realtà, così come è anche più difficile per le imprese valdostane essere competitive e riuscire a crescere e a mantenersi sul mercato. Per queste ragioni alcuni ambiti dell'economia, particolarmente penalizzati dalla morfologia del territorio devono essere sostenuti anche con il mantenimento di contributi a fondo perduto, che da un lato accompagnino le imprese nella crescita e dall'altro gli consentano di mantenere le quote di mercato. Bisogna inoltre avere coscienza che lo sviluppo economico ha quale presupposto il mantenimento del territorio, la trasversalità delle iniziative di sostegno e si basa sulla capacità di creare, far crescere e mantenere le attività imprenditoriali. Per questo motivo è assolutamente necessario che il nuovo sistema d'intervento pubblico di sostegno all'economia faccia emergere le possibilità di sfruttare le particolarità del nostro territorio creando i presupposti, laddove possibile, per superare alcuni limiti strutturali anche attraverso la promozione di reti tra le imprese".

L'Associazione industriali, da cui per formazione professionale provengo, ci richiama all'esigenza che vengano salvaguardate le risorse già stanziate per le imprese e che non vengano cambiate le regole in corso d'anno. Richiamo importante che condivido, ma che porta immediatamente alla riflessione sulle difficoltà di programmazione del bilancio data dalla mancanza di intese con lo Stato e dall'applicazione del Patto di stabilità e delle numerose manovre a sorpresa che gravano fortemente sulla nostra capacità di spesa.

Il Patto di stabilità è un meccanismo perverso di controllo della spesa sia in termini di impegni, sia di pagamenti. Il meccanismo di controllo prevede la definizione di un obiettivo in termini di spesa totale (spesa corrente più investimenti), dal quale sono escluse alcune tipologie di spesa (la sanità, le università e la finanza locale). Solo per le Regioni a Statuto speciale il livello delle spese valide per il Patto di stabilità è oggetto di un accordo fra il Presidente della Regione e il Ministro dell'economia, per questo entro il 31 marzo di ciascun anno il Presidente invia una proposta allo Stato. La legge prevede inoltre che se non si perviene ad un accordo, l'obiettivo di contenimento delle spese è calcolato automaticamente applicando direttamente le norme previste.

Quale legame esiste tra il Patto di stabilità e il bilancio di previsione della Regione? L'obiettivo del Patto di stabilità è fissato indipendentemente dalla disponibilità delle entrate della Regione, pertanto la previsione di spesa (formulata sulla base della previsione di entrata), presenta solo una generale coerenza rispetto agli obiettivi del Patto. Diversamente non potrebbe essere in quanto l'ordinamento finanziario della Regione è disciplinato dalla legge 690 del 1981, avente rango costituzionale, conseguentemente qualsiasi norma "ordinaria" (come normalmente sono le leggi di stabilità che disciplinano il Patto di stabilità) che diminuisse la compartecipazione della Regione presenterebbe profili certi di incostituzionalità. La spesa "autorizzata" del bilancio di previsione (approvato dal Consiglio regionale) negli anni è stata pertanto costruita sulla disponibilità delle entrate, così che, quando l'esito dell'accordo sul Patto veniva reso noto...adottate le misure gestionali di contenimento, la Regione Valle d'Aosta ha sempre rispettato il Patto di stabilità.

La Valle d'Aosta fino ad oggi è stata una Regione virtuosa, ha sempre rispettato il Patto di stabilità; oggi mi chiedo, e vi chiedo, se aver sottoscritto il federalismo fiscale tra i primi e rispettato fino ad oggi gli iniqui parametri del Patto di stabilità sia stato un vantaggio per i valdostani. Oggi a questa situazione già difficile si aggiunge anche il conseguimento degli obiettivi eurocompatibili e l'annuncio dell'introduzione dei bilanci consolidati per il 2014 per le Regioni e chissà quante altre manovre non annunciate ci aspettano dietro l'angolo. L'applicazione del nuovo obiettivo eurocompatibile, nel caso in cui le deroghe richieste al MEF dalla Valle d'Aosta, e concesse nel passato, non fossero assentite, evidenzia da subito tutta la difficoltà di costruire un bilancio triennale che dia certezze e risposte ottimistiche.

L'Associazione industriali conclude il suo intervento dicendo: "servono scelte immediate, forti e coraggiose, senza queste scelte nei prossimi anni non cresceremo più. Abbiamo invece tutti l'obbligo di restituire un domani di prosperità ai valdostani e in particolare ai giovani che sono quelli che stanno subendo maggiormente gli effetti della crisi". È perciò evidente che siamo di fronte ad un giro di boa epocale non solo del sistema Italia, ma anche del progetto Valle d'Aosta. Un progetto quello valdostano ricco di storia, che ha garantito nel tempo crescita, serenità e benessere a tutti i valdostani di origine e di adozione, diventando addirittura un modello di sviluppo e di esempio nell'arco alpino. Questo bilancio perciò segna un punto di rottura, o meglio un passaggio verso una nuova rotta che in termini marinari si presenta di "bolina stretta", cioè di risalita con il vento contro. Il bilancio non contiene perciò ancora tutte quelle scelte e quelle risposte necessarie ad affrontare gli eventi con certezza di prospettiva, ma deve cercare almeno di aprire un serio, trasparente e concreto confronto tra le forze politiche per decidere il futuro che vogliamo per la nostra amata Regione. Viviamo un periodo di decrescita, e la decrescita per definizione non è mai felice, facciamo in modo che almeno questa fase sia ristrutturante al positivo del modello Valle d'Aosta.

Il bilancio 2014/2016 che oggi esaminiamo è ancora una transizione non compiuta verso una necessaria fase ristrutturante dell'intero sistema Valle d'Aosta, che parte dalla razionalizzazione dell'amministrazione pubblica, Regione e Comuni, rileggendo e riscrivendo le leggi di spesa, tagliando gli sprechi, ottimizzando dove è possibile l'efficienza, analizzando la spesa al dettaglio e gettando i presupposti di una precisa analisi dei centri di costo. In quest'ambito riorganizzativo del sistema Valle d'Aosta un ruolo importante lo giocheranno le società partecipate della Regione e la Finaosta; un tema molto discusso anche nella precedente legislatura con posizioni diverse e forti resistenze. Le resistenze vanno superate. Queste società, se indirizzate bene, potranno essere da un lato catalizzatori di energie di sviluppo per le imprese valdostane, creando opportunità di crescita professionale e finanziaria sul nostro territorio e dall'altro lato aperte verso l'esterno, ambasciatrici del fare valdostano, per creare rotte e scambi commerciali in cui canalizzare le migliori risorse valdostane. Pertanto la condivisione degli obiettivi di queste società, la trasparenza e il loro modo di agire sono al primo posto di una politica lungimirante di sviluppo, in tal senso con una volontà bipartisan il Consiglio regionale e in particolare la II Commissione consiliare permanente hanno avviato un percorso articolato di approfondimento delle attività e delle modalità operative di queste società, con l'obiettivo di riuscire nel breve termine a fornire indicazioni e obiettivi condivisi per utilizzare al meglio queste importanti risorse nel solo interesse della collettività valdostana.

Il ruolo strategico di queste società si evidenzia anche al presente nell'apporto finanziario della CVA alla costruzione del bilancio in oggetto. Ciò detto, il bilancio regionale pareggia nell'importo complessivo di euro 1 miliardo e 438 milioni per l'anno 2014, 1 miliardo e 398 milioni per l'anno 2015 e 1 miliardo e 402 milioni per l'anno 2016. Il bilancio di previsione è composto dalla Parte I, che riguarda le entrate spese per l'attività della Regione, e dalla Parte II che riguarda le spese per contabilità speciali e partite di giro. La mia relazione non vuole sovrapporsi all'egregio lavoro svolto dall'Assessore alle finanze e dal suo team, né approfondire i tecnicismi finanziari, che lascio alla valutazione del Consiglio, mi limiterò perciò ad integrare le informazioni a disposizione del Consiglio. La previsione di bilancio, al netto delle partite di giro, è pari a 1 miliardo e 320 milioni per il 2014, 1 miliardo 285 milioni per l'anno 2015 e un 1 miliardo e 290 milioni per l'anno 2016. La previsione di bilancio del 2013 era pari a 1 miliardo e 420 milioni di euro, conseguentemente il bilancio, sempre al netto delle partite di giro, si riduce di 100 milioni di euro pari al 7,04. Per apprezzare correttamente il bilancio, come qui riportato nella relazione tecnica, tra la previsione iniziale 2013 e la previsione 2014, il concorso al riequilibrio della finanza pubblica registra un aumento da 110,56 milioni di euro a 196,71 milioni, ovvero quasi il doppio (+95,61 percento). Il vero dato su cui occorre porre attenzione quindi è l'effetto di riduzione sulle risorse disponibili, ovvero il totale del bilancio, al netto sia delle partite di giro, sia dell'accantonamento per il concorso regionale al riequilibrio della finanza pubblica. Il totale delle risorse disponibili si riduce da 1.263,1 milioni del 2013 a 1.076,9 milioni del 2014 e tale riduzione è pari a 186,3 milioni di euro, ovvero il 14,7 percento.

Al fine di una più corretta valutazione dell'evoluzione del bilancio regionale nel triennio, raffrontata anche con le previsioni del 2013, propongo pertanto la seguente tabella, di seguito proporrò l'analisi delle spese del bilancio regionale, con la prospettiva per legge con il duplice obiettivo di non sovrappormi eccessivamente alle relazioni di approfondimento dei colleghi e di rappresentare il bilancio nella sua funzione di revisione dell'ordinamento legislativo regionale. Si tratta di "scorrere figurativamente" le leggi regionali dal particolare punto di vista che offre la loro dinamica finanziaria. Per fare ciò si sono prese in considerazione, per ovvi motivi, solo le leggi più importanti, analizzando in particolare gli stanziamenti dell'anno 2014 nell'ambito dei settori di intervento: legge regionale n. 11 del 7 giugno 1999, concernente le provvidenze economiche a favore di invalidi civili, ciechi civili e sordomuti, con uno stanziamento di 26,77 milioni; legge regionale n. 93 del 15 dicembre 1982, concernente il Testo unico delle norme in materia di promozione di servizi a favore delle persone anziane ed inabili, con uno stanziamento di 19 milioni; la legge regionale n. 23 del luglio 2010, concernente il Testo unico in materia di interventi economici di sostegno e promozione sociale, con uno stanziamento di 7 milioni di euro; l'articolo 20 della legge regionale n. 40 del 10 dicembre 2010, concernente gli interventi per le convenzioni con le istituzioni private e con le aziende pubbliche di servizi socio-assistenziali erogati alla persona presso strutture residenziali, per le quali è previsto uno stanziamento di 6,7 milioni di euro; la legge regionale n. 13 del 20 giugno del 2006, concernente l'approvazione del Piano regionale per la salute e il benessere sociale 2006/2008, con uno stanziamento complessivo di 5,15 milioni (di cui 4,85 milioni nella funzione n. 8, Diritti sociali, politiche sociali e famiglia, interventi di finanza locale e 0,3 milioni nella funzione 9, Sanità); la legge regionale n. 14 del 2008, concernente il sistema integrato di interventi a favore delle persone con disabilità, con uno stanziamento di 4,3 milioni; la legge regionale n. 11 del 19 maggio del 2006, concernente la disciplina del sistema dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, con uno stanziamento di 3,3 milioni; la legge regionale n. 18 del 4 settembre 2001, concernente l'approvazione del Piano regionale per la salute e il benessere sociale per il triennio 2002/2004, con uno stanziamento di 2,1 milioni; la legge regionale n. 44 del 20 dicembre 2010, relativa alla costituzione di una società per la gestione di servizi alla pubblica amministrazione e, in particolare, nella funzione 8 per i contratti di servizio per la realizzazione delle attività di assistenza e sostegno a favore di individui nell'ambito socio-assistenziale, con uno stanziamento di 1,3 milioni. Gli interventi della Regione per la funzione dello sviluppo economico cui sono stati stanziati 81,79 milioni di euro, sono destinati principalmente nei seguenti settori:

Interventi di contesto nell'ambito del quale si segnalano:

- la legge regionale n. 7 del 2006, concernente gli interventi della gestione speciale della società finanziaria regionale Finaosta S.p.A., per la quale sono stati stanziati 12,4 milioni per gli interventi di indebitamento ventennale per gli investimenti presso il fondo in gestione speciale, di cui all'articolo 40, comma 2, della legge 40 del 2010;

- la legge regionale n. 7 del 20 maggio 2002, concernente il riordino dei servizi camerali della Valle d'Aosta, per la quale sono stati previsti 0,6 milioni di euro;

- l'articolo 53 della legge regionale n. 30 del 13 dicembre 2011, che prevede il contributo alla società Autoporto S.p.A. per il concorso nell'ammortamento di mutui per la realizzazione di interventi di investimento di interesse regionale, per il quale è previsto uno stanziamento di 0,5 milioni.

Turismo e impianti a fune nell'ambito del quale si segnalano:

- la legge regionale n. 6 del 2001, che ha riformato l'organizzazione turistica della regione, ha complessivamente previsto 4 milioni per azioni promozionali ed eventi volti alla veicolazione dell'immagine turistica della regione;

- la legge regionale n. 9 del 2009, relativa al finanziamento dell'Office régional du tourisme-Ufficio regionale del turismo, che prevede un impegno di 3,8 milioni di euro.

Per quello che riguarda l'industria, nell'ambito della quale si segnala:

- la legge regionale n. 10 del 2004, concernente gli interventi per il patrimonio immobiliare regionale destinato ad attività produttive e commerciali, per la quale la Regione ha stanziato 420.000 euro, di cui 300.000 per contributi a Vallée d'Aoste Structure per l'esecuzione di interventi di realizzazione, riqualificazione e sviluppo di immobili a destinazione produttiva e per la realizzazione di opere di infrastrutture, impiantistiche e di bonifica.

Artigianato nell'ambito del quale si segnalano:

- la legge regionale n. 2 del 2003 per la tutela e la valorizzazione dell'artigianato tipico, per la quale il rendiconto registra un finanziamento di 1 milione, quasi interamente destinati all'organizzazione di manifestazioni fieristiche e iniziative varie relative all'artigianato di tradizione;

- la legge regionale n. 10 del 2007, che disciplina l'Institut valdôtain de l'artisanat de tradition, (IVAT), per la quale sono stati previsti 820.000 euro.

Commercio nell'ambito del quale si segnala che le attività commerciali trovano supporto nell'ambito dei mutui concedibili ai sensi della legge regionale 19 del 4 settembre 2001, utilizzando le risorse dei fondi di rotazione nella gestione della società Finaosta S.p.A.;

Cooperazione:

- la legge regionale n. 27 del 5 maggio 1998, che disciplina il Testo unico in materia di cooperazione, per la quale sono stati previsti 610.000 euro.

Energia:

- la legge regionale n. 26 del 2012 in materia di pianificazione energetica, di promozione dell'efficienza energetica e di sviluppo delle fonti rinnovabili prevede per l'anno 2014 uno stanziamento complessivo di 355.000 euro (di cui 230.000 nella funzione 11, Sviluppo economico regionale, e 125.000 nella funzione 13, Infrastrutture per la mobilità reti) le cui risorse sono principalmente destinate alle attività di supporto tecnico all'attuazione della legge regionale in materia di pianificazione energetica, di promozione dell'efficienza energetica e di sviluppo delle fonti rinnovabili;

- politica del lavoro e della formazione professionale nell'ambito della quale...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...sì, giustamente mi suggeriscono di prendermi lo spazio del secondo intervento; onestamente, però, credo di aver fatto un lavoro di utilità per il Consiglio e ritengo essendo che è scritto...

Presidente - Continui pure, collega, ha due relazioni, quindi ha il tempo doppio...

La Torre (UV) - Grazie...sennò io lo mettevo a disposizione del Consiglio e traevo solo una rapida conclusione...va bene, benissimo...non voglio tediare nessuno, è stato un lavoro lungo, grazie anche alla collaborazione degli uffici.

Politica del lavoro e della formazione professionale:

- la legge regionale n. 7 del 2013, relativa a disposizioni in materia di politiche regionali del lavoro, di formazione professionale e di riorganizzazione dei servizi per l'impiego, per le quali nell'anno 2014 sono stati stanziati 9,9 milioni di euro (di cui 9,2 nella funzione politica del lavoro, e 0,7 nella funzione del personale per il trattamento economico e gli oneri di legge per il personale dell'Agenzia regionale del lavoro);

- la legge regionale 12 del 1982, relativa alla promozione di una Fondazione per la formazione professionale agricola e per la sperimentazione agricola e il contributo regionale alla Fondazione medesima. Nell'anno 2014 la Regione ha stanziato 5 milioni per il funzionamento della Fondazione dell'Institut agricole;

- la legge regionale n. 20 del 1991, istitutiva della Fondazione per la formazione professionale turistica. Il contributo regionale per il funzionamento della Fondazione e del relativo Istituto alberghiero è previsto nel 2014 di 4,1 milioni di euro.

Programmazioni comunitarie e statali: le previsioni complessive di spesa per l'anno 2014 ammontano a 35,8 milioni destinate per i seguenti programmi:

- 20,7 milioni per le attività oggetto di finanziamento del Fondo per le aree sottoutilizzate, il FAS, che sono destinati principalmente: all'acquisto dei treni bimodali nell'ambito degli interventi relativi al collegamento ferroviario funzionale Aosta/Torino; al trasferimento alla società Finaosta S.p.A. per la realizzazione di interventi del primo lotto per la realizzazione del Polo universitario, ovvero la demolizione e la ricostruzione della palazzina denominata "ex Zerboglio" della Caserma Testafochi e nella sistemazione delle aree circostanti;

- 5,3 milioni per il programma di sviluppo rurale 2007/2013;

- 5,6 milioni per il programma di competitività regionale 2007/2013;

- 2,4 milioni per l'attuazione degli interventi della cooperazione territoriale transfrontaliera, transnazionale ed interregionale;

- 1 milione per il nuovo programma "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione 2014/2020" cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo (FSE);

- 400.000 euro per l'avvio delle attività del nuovo programma Valle d'Aosta 2014/2020, oggetto di cofinanziamento del Fondo per lo sviluppo e la coesione;

- 270.000 euro per l'avvio sia delle attività del nuovo programma "Investimenti per la crescita 2014/2020" che dei programmi di cooperazione territoriale 2014/2020.

Nella funzione Oneri non ripartibili sono state previste complessivamente risorse per 76,69 milioni, di cui 46,4 milioni per il rimborso di mutui e prestiti e 25,4 milioni per interessi passivi.

Per quanto riguarda la funzione Servizi generali, che ha uno stanziamento per l'anno 2014 di 42 milioni, si segnala in particolare la legge regionale n. 16 del 1996, che concerne gli interventi relativi alla programmazione, riorganizzazione e gestione del sistema informatico regionale e per la quale nel 2014 sono stati stanziati complessivamente 13,2 milioni (di cui 10 milioni nella funzione Servizi generali).

La funzione Fondi di riserva e globali ha una previsione complessiva di spesa per l'anno 2014 pari a 40,67 milioni, di cui 40,1 milioni per i fondi di riserva e 500 mila euro per il fondo globale relativo alla partecipazione della Regione all'Expo universale di Milano 2015.

Le risorse destinate alla funzione Governo del territorio ammontano a 36 milioni e ricomprendono principalmente gli interventi di:

Tutela dell'ambiente e urbanistica in cui assume particolare rilievo il finanziamento della legge regionale n. 41 del 1995, istitutiva dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, per la quale sono stati stanziati 5,95 milioni di euro.

Parchi e riserve naturali: il principale intervento riguarda la legge regionale n. 16 del 2004, concernente la gestione e il funzionamento del Parco del Mont Avic, per la quale è stato stanziato 1 milione;

- si rammenta inoltre il finanziamento della legge regionale n. 14 del 18 agosto 2004, concernente la nuova disciplina della Fondazione Gran Paradiso, per la quale è previsto uno stanziamento di 415 mila euro.

Gestione dei rifiuti: si segnala in particolare la legge regionale n. 31 del 2007, che disciplina le nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti e per la quale nell'anno 2014 sono stati previsti 2 milioni di euro, nell'ambito dei quali 1,3 per la gestione degli impianti e di attività finalizzate allo smaltimento e al recupero dei rifiuti e 0,6 per la realizzazione delle opere e degli impianti necessari all'attuazione del Piano regionale della gestione dei rifiuti.

Tutela risorse forestali e faunistiche: si segnala in particolare la legge 44 del 1989, concernente gli interventi per la tutela del patrimonio forestale, per la quale sono stati stanziati complessivamente 8 milioni (di cui 3,7 nella funzione Governo del territorio e 4,3 per il personale, comprese le relative partite di giro);

- si rammenta inoltre la legge regionale n. 3 del 2010 per gli interventi finalizzati alla tutela e alla valorizzazione delle foreste, per la quale sono stati stanziati 1,7 milioni.

Tutela dai rischi naturali e derivanti dall'attività dell'uomo: si richiama nuovamente la legge regionale n. 5 del 2001, di protezione civile, già citata nella funzione Finanza locale, per la quale sono state stanziate nell'ambito della funzione Governo del territorio 5 milioni di euro.

Antincendi e Protezione civile: si rammenta la legge regionale n. 35 del 1997, concernente il servizio di trasporto a mezzo elicotteri, per la quale sono stati previsti 8 milioni di euro;

- per legge regionale n. 37 del 2009, relativa agli interventi per l'organizzazione dei servizi antincendi della Regione, sono stati complessivamente stanziati 1,7 milioni di euro;

- la legge regionale n. 5 del 2007, relativa all'organizzazione del Soccorso alpino valdostano, per la quale sono stati stanziati 1,4 milioni;

- la legge regionale n. 7 del 2008, concernente l'organizzazione della Centrale unica per le chiamate di soccorso, e per la quale sono stati previsti complessivamente 3,3 milioni (di cui 1,2 nella funzione Governo del territorio per le spese di gestione e funzionamento della Centrale unica di soccorso e di cui 2 nella funzione Sanità per il trasferimento all'USL per il finanziamento degli oneri del personale in servizio presso la Centrale unica di soccorso).

Assetto idrogeologico: si ricorda la legge regionale n. 12 del 25 maggio del 2000, relativa alle disposizioni in materia di cartografia e di sistema cartografico e geografico regionale, che ammonta a 300 mila euro per l'anno 2014.

Nell'ambito della funzione Cultura e sport per il 2014 sono stati previsti complessivamente 21,44 milioni di euro, di cui 18,81 alla cultura e 2,63 allo sport. Nel settore della cultura si segnalano principalmente gli interventi attuati ai sensi della legge 42 del 2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), che riguardano gli investimenti per il restauro e la manutenzione di immobili di interesse artistico e storico, per gli scavi archeologici e il restauro del patrimonio archeologico, nonché l'acquisizione di servizi concernenti la valorizzazione e la custodia dei beni culturali e la gestione di attività culturali o fieristiche per uno stanziamento complessivo pari a 8,8 milioni di euro.

Si evidenzia inoltre il finanziamento:

- della legge regionale n. 10 del 1996 per il completamento degli interventi di recupero e la valorizzazione del Forte e del borgo di Bard per 2,75 milioni, di cui 2,6 destinati quale quota straordinaria all'Associazione del Forte di Bard per la valorizzazione del turismo culturale del Forte e 0,15 milioni per il funzionamento e il finanziamento delle attività dell'Associazione Forte di Bard;

- della legge regionale n. 89 del 1993 in materia di promozione culturale e scientifica, per la quale sono stati previsti 2 milioni;

- la legge regionale n. 8 del 1992, che disciplina gli interventi regionali favore della Fondazione Maria Ida Viglino per la valorizzazione e la divulgazione del patrimonio musicale tradizionale e per lo sviluppo e la diffusione della cultura musicale in Valle d'Aosta, per i quali sono stati stanziati 1,5 milioni di euro.

Per quanto riguarda il settore dello sport, si segnalano:

- la legge regionale n. 3 del 2004, concernente gli interventi a favore dello sport, per la quale sono stati previsti 1,29 milioni di euro;

- la legge regionale n. 16 del 2007, concernente la realizzazione di infrastrutture ricreativo-sportive di interesse regionale, per la quale sono stati stanziati 256 mila euro.

Alla funzione Agricoltura nell'anno 2014 sono state destinate risorse per 17,23 milioni. In quest'ambito di notevole importanza è la legge regionale n. 32 del 2007, che al Titolo III disciplina gli interventi regionali in materia di agricoltura e sviluppo rurale, per la quale la Regione per l'anno 2014 ha stanziato 7,1 milioni destinati principalmente nel seguente modo:

- 1,9 milioni a contributi per la conservazione di paesaggi e alpeggi;

- 1,3 milioni a contributi per investimenti nelle aziende agricole;

- 1 milione a contributi per infrastrutture rurali;

- 1 milione per contributi a consorzi di miglioramento fondiario e consorterie;

- 0,5 milioni per contributi nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli;

- 0,4 milioni per spese per strutture ed impianti fissi.

Nel settore zootecnico le leggi di riferimento sono:

- la legge regionale n. 21 del 2001 in materia di allevamento zootecnico e dei relativi prodotti, per la quale nel 2014 sono stati stanziati 5,3 milioni, quasi interamente destinati a contributi per interventi nel settore dell'allevamento zootecnico;

- legge regionale n. 3 del 2002, relativa ad incentivi per l'attuazione degli interventi sanitari a favore del bestiame e di interesse zootecnico, per la quale la Regione ha stanziato 1,2 milioni destinati principalmente all'erogazione di contributi per la salvaguardia delle produzioni mediante il risanamento degli allevamenti.

Per quanto riguarda gli interventi relativi al programma di sviluppo rurale 2007-2013, la Regione ha previsto risorse per 5,3 milioni, che sono state iscritte nell'ambito della funzione 11 (Programmi comunitari e statali).

Nella funzione Infrastrutture per mobilità e reti sono state previste risorse per 17,84 milioni:

Viabilità: uno stanziamento di 7,1 milioni destinati alla manutenzione e alla realizzazione di opere stradali.

Trasporto pubblico e trasporti su rotaia, per i quali sono previsti complessivamente 3,9 milioni destinati principalmente:

- al finanziamento di una parte della legge regionale n. 29 del 1997 in materia di servizi di trasporto pubblico di linea per l'importo di 1,3 milioni (di cui 1,1 per il trasporto pubblico e 0,2 per il trasporto su rotaia), mentre la restante parte della legge 29 del 1997 viene finanziata nella funzione Finanza locale per 18,1 milioni;

- al finanziamento della legge regionale n. 5 del 1995, relativa alla gestione della telecabina Aosta/Pila per l'importo di 0,86 milioni.

Aeroporto: si segnala il finanziamento dell'articolo 31 della legge regionale n. 47 del 2009, relativo alla gestione dei servizi aerei di linea da e per l'aeroporto regionale Corrado Gex, con uno stanziamento di 2 milioni, mentre per le spese di gestione dell'aeroporto regionale sono previsti 1,9 milioni.

Infrastrutture informatiche e telematiche: le risorse sono destinate al finanziamento di una parte (euro 2,35 milioni) della legge regionale n. 16 del 1996, che complessivamente prevede uno stanziamento di 13,2 milioni (di cui 10 milioni nei servizi generali e 0,9 milioni nella finanza locale).

Nella funzione Istruzione primaria e secondaria nell'anno 2014 risultano stanziati 15,96 milioni, che comprendono:

- i trasferimenti alle istituzioni scolastiche sia dipendenti dalla Regione (2,9 milioni) che quelle non regionali (4,8 milioni);

- le spese generali nell'ambito dell'istruzione primaria e secondaria per 3,1 milioni (di cui 2,9 milioni per le spese relative all'acquisto di servizi nell'ambito dell'istruzione primaria e secondaria);

- l'edilizia scolastica per 2,6 milioni;

- la tutela del diritto allo studio per 2,3 milioni.

Le principali leggi regionali finanziate sono:

- la legge regionale n. 55 del 1986 per il funzionamento delle scuole gestite da istituti ed enti morali per 3,7 milioni;

- la legge regionale n. 19 del 2000, che sancisce l'autonomia delle istituzioni scolastiche e per il cui finanziamento sono previsti 2,5 milioni;

- la legge regionale n. 56 del 26 maggio 1993, che determina il concorso finanziario della Regione nelle spese per il funzionamento del Liceo linguistico di Courmayeur, per la quale sono stati stanziati 1,1 milioni.

Le previsioni di spesa per la funzione Funzionamento degli organi istituzionali ammontano a complessivi 14,5 milioni di euro, di cui:

- 11,2 milioni sono destinati al funzionamento del Consiglio regionale;

- 1,5 milioni sono destinati al trasferimento all'istituto dell'assegno vitalizio dell'ammontare corrispondente ai diritti maturati dai Consiglieri regionali al 31 dicembre 2012;

- 0,7 milioni per il funzionamento della Sezione di controllo della Corte dei Conti;

- 0,6 milioni per indennità di carica per il Presidente della Regione e per gli Assessori.

Le somme previste per l'anno 2014 nella funzione Istruzione universitaria ammontano a 13,34 milioni e finanziano in particolare:

- la legge regionale n. 25 del 2001, che ha istituito l'Università della Valle d'Aosta-Université de la Vallée d'Aoste, per la quale sono stati destinati 6,76 milioni;

- la legge regionale n. 22 del 2012, concernente gli interventi regionali in materia di promozione e sviluppo della formazione e cultura musicale in Valle d'Aosta e di valorizzazione e divulgazione del patrimonio musicale tradizionale, con la quale viene previsto il finanziamento annuo a titolo di concorso alle spese di funzionamento dell'Istituto musicale pareggiato della Valle d'Aosta-Conservatoire de la Vallée d'Aoste, che per l'anno 2014 ammonta a 2,51 milioni.

- la legge regionale n. 30 del 1989, che attua il diritto allo studio nell'ambito universitario, per la quale sono destinati 2,3 milioni;

- l'articolo 35 della legge regionale n. 30 del 2006, concernente la promozione di servizi formativi e ricerca scientifica per lo sviluppo dell'innovazione tecnologica da parte della Regione nel nuovo polo costituito nell'edificio denominato "ex cotonificio Brambilla", nel comune di Verrès, per il quale è complessivamente stanziato 1 milione di euro.

Concludendo la mia relazione congiunta sui disegni di legge n. 8 e n. 9, ribadisco che, a mio avviso, il bilancio 2014/2016 resta una transizione verso un futuro finanziario tutto da definire in funzione delle trattative tra la Regione Valle d'Aosta e lo Stato italiano. Un bilancio che non permette ancora di declinare il progetto di Valle d'Aosta che vorremmo per il futuro e non soddisfa certamente le aspettative dei valdostani. Un bilancio che però può e deve diventare un'opportunità per avviare un processo sul piano amministrativo e finanziario di ristrutturazione del sistema Valle d'Aosta e sul piano politico un confronto, una riflessione profonda tra le forze politiche di maggioranza e di minoranza per condividere un manifesto politico che ribadisca il principio inderogabile della nostra autonomia speciale, con l'obiettivo di difendere l'identità valdostana, gli interessi legittimi dei valdostani, il loro benessere e costruire un futuro per i giovani. Cogliamo insieme quest'opportunità, questo è l'invito che mi sento di fare all'aula. Queste sono le mie brevi considerazioni al bilancio, sperando di aver lasciato anche un documento utile ai lavori del Consiglio. Grazie.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente Rollandin.

Rollandin (UV) - Merci Madame la Présidente.

Je remercie le collègue La Torre pour son rapport concernant le budget 2014, 2015 et 2016. Je crois que ce rapport reprend les thèmes principaux des choix qu'ont été faits pour les années à venir à propos d'un programme qui doit donner des réponses. À ce sujet, je me permets de faire quelques réflexions surtout sur ce qu'a été la philosophie de base sur laquelle on a essayé de construire le budget; une philosophie qui se tient à deux piliers substantiels: le premier, le maintien des services à la personne et d'une façon spécifique pour les plus démunis, les plus âgés et les personnes qui ont, en quelque sorte, une exigence d'avoir un traitement tout à fait spécifique, qui est en ligne avec ce qui a été fait dans le passé, en sachant qu'il y a quand même un changement, une réduction possible des frais, sans réduire la qualité des sevices. C'est là le défi que nous allons voir, car dans ce sens il faudra essayer de comprendre que, de plus en plus, on va vers des standards de traitement, ce qui signifie que tout le monde doit être à même de justifier les raisons de certains choix du point de vu des dépenses, en sachant que le niveau d'assistance doit être maintenu, c'est-à-dire que la liaison...les coûts standards avec les LEA sont indispensables afin qu'il n'y ait pas un système qui va réduire les ressources sans maintenir les services à la personne.

Le deuxième pilier est lié au soutien aux entreprises, le soutien au développement, comme l'a bien dit le collègue en prévoyant un excursus de toutes les lois qui vont prévoir des interventions, qui dans certains secteurs sont réduites, mais tout de même vont maintenir une attention vis-à-vis du futur et du développement. Bien sûr, le soutien aux entreprises, des plus petites...nous avons un système de petites entreprises, de grandes entreprises nous n'avons que la Cogne et quelques autres qui sont en train, en quelque sorte, de grandir, mais pour le restant nous n'avons que des petites ou des moyennes entreprises. Nous avons des coopératives, nous avons des entreprises dans les différents secteurs, dans le secteur agricole et dans le secteur des manufacturiers, dans les secteurs qui vont être de plus en plus intéressants, les secteurs des services, services qui sont aujourd'hui les seuls qui vont augmenter...et tout cela dans l'objectif commun de faire de façon qu'on puisse défendre les places de travail existantes et essayer de créer une solution pour l'emploi. Je crois que ce n'est pas la première fois qu'on le dit: si vous allez voir les rapports des années précédentes, un des points de repère a toujours été l'emploi, le travail, la possibilité de donner un essor à la crise générationnelle, la crise des modifications des lois sur les retraites, la crise des jeunes qui ont eu la possibilité d'avoir des études de haut niveau, universitaires, et qui se trouvent aujourd'hui sans une possibilité de trouver un emploi, ni au niveau local et même pas au niveau italien...il faudra de plus en plus voir le côté européen pour trouver des essors.

Detto questo, sulla base di quella che è la parte di premessa su cui si è costruito il bilancio, su cui c'è stata quest'ampia relazione, vorrei brevemente riprendere i punti che sono alla base della costruzione del bilancio, che poi l'Assessore svilupperà, punto per punto. Noi abbiamo dovuto innanzitutto - come ha ben detto il collega - prendere atto di una situazione che non era mai successa con questi limiti: noi credevamo che, nel momento in cui avevamo stabilito un patto con lo Stato in base alla legge 42, che era il riparto fiscale...che, voglio ricordarlo ancora adesso, in base a quel patto le risorse sarebbero di 1 miliardo e 260 milioni e quindi sarebbero in grado di coprire quelle che sono...per carità, più ce n'è più si riuscirebbe in questo momento a distribuire, ma riuscirebbe a coprire le esigenze che noi andiamo ad esaminare e che si riferisce allo sviluppo equilibrato di tutti i settori...ebbene, su questo invece, purtroppo, le scoperte sono state che ogni anno ci sono state iniezioni di soldi da parte delle Regioni al centro, tant'è che oggi una delle richieste più forti da parte delle Regioni è quella di fare un consuntivo di cosa è avvenuto in questi ultimi 3-4 anni, dal momento in cui c'è la crisi in rapporto a quello che fa lo Stato, cioè dice: "benissimo, le Regioni hanno dovuto abbattere i costi in tutti i settori: dai trasporti, alla sanità, all'assistenza, con delle riduzioni anche drammatiche"...voi avete visto il discorso di Genova, piuttosto che il discorso di altre situazioni, dove effettivamente c'è un'esasperazione di quello che sta succedendo...e lo Stato? Una risposta su quanto ha ridotto lo Stato noi non l'abbiamo mai vista, non l'hanno vista le Regioni, non c'è mai stato nessun resoconto. Vorremmo capire se siamo tutti impegnati in questa logica di riduzione, tenendo conto che questo è un aspetto non banale di un discorso di rapporti tra Stato e Regioni.

C'è stata la spending review, ci sono state tutte le varie formulazioni nuove fino al patto eurocompatibile, il Patto di stabilità, che tutti ormai considerano un elemento desueto, un elemento che rischia di imballare il sistema economico, che rischia di mortificare gli aspetti importanti della promozione dei singoli settori e che vanno nella logica di fermare anche le spese che vengono fatte e gli investimenti produttivi. Tolte quindi da queste tutte le spese obbligatorie e le misure anticrisi, rimangono da ripartire tra le varie situazioni le somme a disposizione, che sono state citate, tenendo conto del Patto di stabilità. Per onorare le richieste e soprattutto le logiche con cui si è andati ad individuare i settori che di volta in volta sono stati già qui menzionati con le leggi specifiche ed altri che sono da rivedere, noi siamo partiti da una riparametrazione e revisione delle opere di rilievo previste come finanziabili con il mutuo - quel mutuo di 371 milioni che è stato più volte ricordato - da cui non si è attinta tutta la somma, si è attinta una parte minimale, e da cui sono state accantonate opere importanti come la caserma nuova dei vigili del fuoco, la scuola di Tzamberlet, la nuova sede dello IAR, la Maison Caravex. Non facente parte di questo mutuo, ma considerata come un'opera importante, è stato rivisto anche il Centro fieristico dell'autoporto...ripeto, non fa parte di questo mutuo, vorrei ricordarlo, mentre sono stati mantenuti gli interventi per l'ospedale, gli interventi per l'università e le funivie. Sono stati inseriti interventi nuovi per le strade regionali, per le opere importanti come le colate da detrito (che stanno diventando un fenomeno molto delicato, su cui bisogna intervenire con grande capacità di scelta), gli interventi per le scuole e gli interventi non riferiti a questo mutuo, ma sempre riferiti come opere importanti, gli archivi a livello d'intervento dell'autoporto, in sostituzione di altri... Questo è il ribilanciamento di quelle che erano chiamate le "grandi opere", ma non solo...le opere che comunque avevano un peso importante nell'ambito degli interventi finanziari.

Un altro punto su cui abbiamo cercato di sviluppare le risorse è l'utilizzo delle riserve delle partecipate, in particolare della CVA. Noi abbiamo su questo fatto un prelievo triennale di 100 milioni, com'è stato ricordato: con il primo anno un prelievo di 35 milioni e, successivamente, due prelievi negli anni successivi, fino a 100 milioni. Questa è stata una scelta discussa naturalmente anche con le partecipate, per cercare di capire quali erano i limiti entro cui si poteva intervenire senza andare ad incidere sulla politica di giusta attenzione da parte della CVA ai nuovi settori emergenti, sulle opportunità a livello energetico di partecipazione, com'è stato fatto per il settore del fotovoltaico, da una parte, ma anche per l'eolico, quindi per evitare che si dovessero chiudere...o, peggio, sacrificare gli interventi programmati nell'ambito della revisione degli impianti oggi di proprietà della CVA e che, chiaramente...come qualcuno in quest'aula ha già ricordato...sono importanti da mantenere in efficienza, perché è il valore aggiunto, anche nell'ottica di una possibile scadenza delle stesse concessioni. Questo è stato fatto per quanto riguarda le partecipate.

Un altro problema che ci siamo posti è come completare, in questi anni, l'accorpamento degli impianti di risalita, un'iniziativa che sta avendo un successo importante, partito con difficoltà, perché quando bisogna mettere insieme c'è sempre la difficoltà di capire dove si va e come in qualche modo si rischia di limitare l'operatività delle singole zone. Si è visto che tenendo questa logica e cercando di mettere insieme questi settori abbiamo avuto delle importanti economie di scala, oltre che una gestione molto più attenta e oculata dello sforzo per completare gli investimenti, che...voglio ricordarlo qui, come ha ricordato anche il collega...non sono mai venuti meno, gli investimenti nell'ambito del settore degli impianti a fune...ci sono ancora delle situazioni da completare, ma credo che questo vada nella logica con cui si è intervenuti anche in questa finanziaria.

Una revisione delle leggi di settore (è stato detto): dopo la delibera 4 e le successive, noi ci siamo in qualche modo impegnati a fare questa revisione. E nell'ottica di questa revisione abbiamo ridotto per alcune di queste leggi i finanziamenti, tenendo conto che la logica con cui si interverrà è quella di ridurre alcuni interventi sia contributivi che sostitutivi, nell'ambito del discorso dei mutui su cui si vuole andare.

L'altro punto è la valorizzazione dei fondi europei: la relazione del collega ha citato una cifra che si riferisce ad una parte che adesso si sta definendo a livello di riparto, a livello nazionale, con l'incognita che è ancora riferito ad alcune strategie nazionali che vorrebbero mantenere una parte di questi programmi con finalità nazionale, cioè conglobante più Regioni, che può essere un vantaggio per le Regioni del sud, ma lo è meno per le Regioni del nord, che tanto hanno osteggiato questo sistema. Voglio ricordare anche che logicamente i fondi FAS che noi abbiamo conosciuto in questi 6-7 anni, hanno subito delle decurtazioni forti, perché tutte le volte che c'era da pagare la cassaintegrazione venivano presi i fondi FAS di tutte le Regioni, tutte le volte che bisognava fare degli investimenti venivano presi...tant'è che i fondi FAS originari sono stati decurtati di più del 20 percento. Comunque questa valorizzazione dei fondi europei deve ancora essere quantificata; questa cifra che è stata messa giustamente è una cifra indicativa, tenendo conto che, di norma, dovrebbe essere mantenuta quella degli anni precedenti con un possibile leggero incremento...però non c'è ancora, verrà vista successivamente.

L'attenzione verso i fondi statali di settore: l'utilizzo di questi fondi...in particolare voglio ricordare in questo caso la "Sabatini bis", che è del '65, ma in particolare a livello regionale non è quasi mai stata utilizzata, anzi "mai", può dare l'occasione per un forte richiamo da parte dell'imprenditoria, che può utilizzare questi fondi. Stesso discorso per il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, i fondi per il restauro delle abitazioni e i fondi per l'energia. Credo che su questo si farà un'attenzione specifica.

Altro punto che vorrei sottolineare, anche se sembra meno d'impatto, è la semplificazione e la sburocratizzazione. Noi, a breve, faremo una prima disamina - porteremo anche una relazione in Consiglio - di quello che è stato fatto in questi anni nell'ambito della sburocratizzazione e della semplificazione: su questo bisognerà ancora insistere con la possibilità di andare verso un miglioramento del rapporto con l'utenza e, soprattutto, con una riduzione dei costi.

In ultimo, credo sia giusto ricordare anche la riduzione di alcune parti, di alcuni fondi legati ai fondi per i Comuni, fondi in base alla "48", laddove, voglio ricordarlo, nell'anno...con il 2014 manteniamo ancora i fondi IRPEF nella stessa misura degli anni precedenti, perché fa riferimento ancora al 2011. Dall'anno prossimo avremo, com'è scritto nel pluriennale, una differenza, e qui abbiamo ridotto una parte dei fondi creando nell'ambito dei fondi disponibili un'allocazione diversa di alcune poste che prima erano a livello regionale.

Su questa base, con queste metodiche, con quest'orientamento, abbiamo cercato di costruire un bilancio che possa guardare con una certa attenzione allo sviluppo che è ancora in fieri...non dimentichiamo che tutte le volte che noi approviamo il bilancio purtroppo sappiamo che ci sono ancora degli aspetti che non sono del tutto chiari, per cui bisognerà ancora prevedere delle integrazioni e delle modifiche. Questo però è lo status di quelli che sono gli indirizzi e gli orientamenti che hanno permesso di costruire questo bilancio, che adesso vi verrà presentato con le cifre e con dovizia di particolari da parte dell'Assessore competente. Grazie.

Presidente - Grazie Presidente. La parola quindi all'Assessore Mauro Baccega.

Baccega (SA) - Grazie Presidente. Buon pomeriggio a tutti.

Credo che nel frattempo stiano distribuendo anche una copia della mia relazione... Ci apprestiamo ad affrontare questo lungo percorso che ci vedrà impegnati a confrontarci sui due disegni di legge che riguardano la legge finanziaria del bilancio di previsione della Regione. C'è anche il rischio, dopo gli interventi del relatore e del Presidente, di ribadire alcuni concetti...ma questo credo che non faccia male.

La preparazione dei due disegni di legge ha avuto, proprio per la particolarità del momento che stiamo vivendo, momento economico e finanziario difficile, momenti intensi che hanno visto gli Uffici dell'Assessorato del bilancio fortemente impegnati a produrre la documentazione che veniva richiesta per consentire i dovuti approfondimenti. Per questo inizio questa mia relazione con i ringraziamenti al dottor Bieler (Coordinatore dell'area), alla dottoressa Borney, al dottor Nuvolari, a tutti i dirigenti, funzionari e personale dell'Assessorato, al Dottor Vaglio, alla mia Segreteria, uno staff di collaboratori capaci seri e competenti, un grazie a tutti per la collaborazione e l'impegno profuso in un momento così delicato ed importante. Ringrazio inoltre il Presidente della II Commissione, per la puntuale relazione e per l'assistenza che in questi giorni ci ha dato nel rapporto con la commissione; ringrazio tutti i componenti della commissione, tutte le associazioni di categoria che abbiamo audito in un lungo percorso di incontri, incontri avuti anche con il Governo regionale, e che hanno portato alla nostra attenzione riflessioni e suggestioni che si sono rese utili ad approfondimenti delle linee guida che avevano tracciato il percorso del bilancio e che hanno portato alla successiva presentazione di alcuni emendamenti anche da parte della maggioranza, già presentati. Una fase di concertazione dal mio punto di vista molto importante, dove tutti hanno potuto prendere atto che le risorse disponibili sono notevolmente diminuite, che è necessaria una svolta, un cambio di atteggiamento, là dove la politica assistenzialista ha segnato il passo, e che si va nella direzione di un nuovo modello di sostegni.

Questo è il primo bilancio che questa maggioranza si appresta a presentare al Consiglio regionale della Valle d'Aosta; pertanto non possiamo affrontare questo dibattito senza avere un quadro del contesto in cui si sviluppano le scelte politiche del Governo regionale, scelte politiche indirizzate - attraverso i due disegni di legge - ad un deciso sostegno alle fasce più deboli ed in difficoltà e alle imprese valdostane, cercando di mantenere gli elevati standard di efficienza e di economicità che ci sono riconosciuti in ogni settore.

L'economia europea è fortemente in affanno, sei anni di crisi finanziaria con due lunghi periodi recessivi hanno generato, anche in Italia, un lungo periodo di crisi, che purtroppo persiste.

In Italia i riscontri macroeconomici sono devastanti: il PIL negli ultimi sei anni si è ridotto del 9 percento, l'occupazione è scesa del 7,2 percento, con una perdita di oltre 1 milione e 800 mila posti di lavoro; è cresciuta la pressione fiscale, che nel 2013 si è attestata al 44,3 percento, e l'aumento del costo del lavoro riduce notevolmente la competitività delle nostre aziende. L'Italia ormai di fatto commissariata dalla così comunemente chiamata "Trojka", dove l'Unione europea, BCE e il Fondo monetario dettano l'agenda dell'economia del nostro Paese, non riesce a far altro che assecondare le richieste che vengono dall'Europa; un Paese che non riesce a riprendersi anche e soprattutto a causa di una profonda crisi politico-istituzionale che perdura ormai da troppi anni e che auspichiamo possa, a breve, a seguito delle più recenti vicende nazionali, dare un nuovo impulso alla ripresa e procedere verso quelle riforme istituzionali che ormai sono attese da tanti anni.

Non vorrei che questo passaggio delineasse da parte mia un sentimento antieuropeista...anzi, tutt'altro, un sentimento che in Italia sta crescendo sempre più in troppi, tanti ambiti. Il pensiero repubblicano, l'Europa dei popoli, l'Europa delle Regioni, il pensiero di Mazzini, di Cattaneo, che in qualche modo hanno sempre accompagnato la mia azione politica - anche se breve - mi porta ad enfatizzare un'idea comune che alimenta il dibattito anche in questi giorni: riuscirà la Valle d'Aosta a trovare la convergenza necessaria per esprimere un candidato comune per le prossime già vicine elezioni europee? È il mio auspicio.

Una crisi di sistema, come dicevo, che vede l'attività economica in contrazione continua e che in Valle d'Aosta ha raggiunto l'apice della sua devastante azione proprio nel 2013, e che per il 2014 non fa intravedere segnali di ripresa. Il PIL regionale, secondo la stima ed il rapporto di Banca d'Italia è diminuito ancora dell'1,8 percento. Interi comparti, come il settore edilizio, sono in forte calo e contribuiscono a diminuire le entrate in termini di IRPEF. La disoccupazione in Valle è attestata all'8,4 percento. A comporre questo devastante quadro ha contribuito l'atteggiamento del Governo Monti, che in maniera incalzante ha individuato nelle Regioni a Statuto speciale, e soprattutto nella Valle d'Aosta, un salvadanaio di risorse per contribuire alla riduzione del debito pubblico, eludendo tutti gli accordi in termini di federalismo fiscale raggiunti nel 2010 e riducendo ulteriormente la disponibilità finanziaria della nostra Regione come capacità di spesa (l'avevo più volte detto: il passaggio del 2009 da 1.629 milioni a 1.077 milioni del preventivo 2014, ben 552 milioni in meno!).

Non c'è ancora una certezza, è già stato detto, rispetto ai contributi che la nostra Regione dovrà trasferire allo Stato, non c'è ancora l'accordo sul tanto odiato Patto di stabilità, e quando non c'è certezza diventa difficile programmare. Lo scorso anno il Consiglio regionale aveva approvato un bilancio di transizione, una scelta obbligata dettata dalla schizofrenia dei provvedimenti che arrivavano dal Governo centralista. Devo ammettere, e ne ho preso atto più volte da Amministratore del Comune capoluogo, che ogni qualvolta il Governo regionale si è contrapposto alle decisioni difendendo nelle sedi opportune il nostro Statuto per le nostre prerogative di Regione con un'Autonomia speciale scritta sulla Carta costituzionale, il risultato finora è sempre stato dalla nostra parte. Con tutte queste incertezze e queste oggettive difficoltà, siamo riusciti a mettere in campo altre importanti nuove risorse di cui farò menzione più avanti.

Credo che si possa tranquillamente affermare che questo è un bilancio nuovo, che mette in campo altre energie, che modifica lo stile di fare amministrazione, che cambia i metodi del sistema, che individua le priorità e che vuole cambiare il concetto di "contributo a fondo perso". Abbiamo guardato al passato per capire se determinate scelte sono state oculate, dobbiamo confrontarci con il presente, difficile e complicato, ma dobbiamo anche proiettarci nel futuro sostenendo questa collettività con tutte le sue debolezze e sforzarci di costruire una classe imprenditoriale capace di camminare da sola. La legge finanziaria rappresenta il "ponte" di raccordo tra quello che è l'ordinamento legislativo e il disegno di legge con la finalità di mantenere un giusto equilibrio sotto il profilo finanziario. Per questo motivo, come da tradizione, questa relazione riguarderà entrambi i disegni di legge e sarà corredata da contenuti tecnici e politici che prendono consapevolezza dalla realtà socioeconomica della nostra Regione che è contemplata nell'allegato 1 di questo documento.

Il bilancio 2014/2016 accantona nella Parte Spesa un apposito stanziamento di 186,8 milioni di euro per l'anno 2014 per il concorso della Regione all'equilibrio della finanza pubblica a cui si aggiungono altri 7 milioni di euro per l'accantonamento posto a carico dei Comuni valdostani. Nella relazione tecnica questo aspetto è piuttosto approfondito, sia nei riferimenti normativi che lo determinano, sia nei suoi effetti sull'incidenza che questo comporta sul rapporto tra la spesa corrente e la spesa d'investimento. In questa sede voglio sottolineare come il contributo da versare allo Stato abbia superato nel 2014 lo stanziamento complessivo per gli investimenti. È doveroso precisare che, al contrario del passato, questo importo viene trattenuto direttamente dallo Stato traducendosi così in una diminuzione della disponibilità di cassa, il che comporta una riduzione degli avanzi di amministrazione. Voglio ancora precisare che le trattenute delle compartecipazioni si aggiungono al meccanismo del Patto di stabilità che con la legge di stabilità del 2013 è stato rivisto introducendo, appunto, come diceva poco fa il Presidente, il vincolo della spesa eurocompatibile. Nell'anno 2012 l'impatto del Patto di stabilità è stato di 217,75 milioni di euro, che troverete ben dettagliato nella tabella che segue questo commento. Per l'anno 2013 questo importo non è ancora noto, essendo ancora aperta la trattativa con lo Stato per la determinazione del Patto di stabilità. La discussione con lo Stato si è interrotta nel mese di luglio, come abbiamo più volte sottolineato in questo Consiglio, in questi mesi. La Regione ha inviato la proposta, come d'abitudine, entro il 31 marzo, finalizzata all'accordo appunto tra il Ministero e ciascuna Regione a Statuto speciale. Su tale proposta la Ragioneria generale dello Stato ha replicato non accogliendo sostanzialmente le proposte e rinviando tutto ad una discussione di livello politico che è tutt'ora in corso.

Il bilancio regionale - lo ha detto il relatore La Torre - pareggia nell'importo complessivo di 1.438 milioni per il 2014, 1.398 milioni per il 2015, 1.402 milioni per il 2016.

Andiamo quindi ad esaminare le entrate. La previsione delle entrate della Regione, al netto delle partite di giro, è pari a 1 miliardo e 320 milioni per il 2014, 1 miliardo e 285 milioni per l'anno 2015, 1 miliardo e 290 milioni per il 2016. È opportuno evidenziare una situazione estremamente importante: il documento programmatico in esame presenta, nel triennio, per la prima volta, un pareggio di bilancio ottenuto interamente con risorse disponibili, ossia in assenza di ricorso al futuro nuovo indebitamento. Ciò realizza pienamente il dettato costituzionale che impone il rispetto degli equilibri di bilancio e permette di non appesantire i bilanci futuri con oneri che sarebbe necessario stanziare per prevedere l'ammortamento dei prestiti. Il bilancio di previsione è stato redatto a legislazione vigente, in particolare con l'ipotesi di mantenere al minimo le aliquote delle imposte che la Regione avrebbe la possibilità di rimodulare aumentandole e ottenendo così un maggior gettito, e che avevamo stimato in 34 milioni di euro...non si è voluto fare; ovviamente non era certamente, né politicamente, né tecnicamente opportuno, in questo momento.

Anche questo è un punto decisamente importante: con questo bilancio non viene aumentata la pressione fiscale. Per completezza, è giusto richiamare il fatto che verrà introdotto un ticket sulle prestazioni specialistiche sanitarie ancorché questo non rientri propriamente nell'argomento della fiscalità; l'intervento è stato reso necessario essendo la nostra Regione l'unica, in Italia, a non applicare il ticket, e quindi l'applicazione persegue non tanto finalità di obiettivi di cassa, bensì di equità di trattamento, come peraltro ha richiamato la Corte dei Conti.

Passando alle spese del bilancio, considerando la Parte I ovvero la Parte di Spesa senza le partite di giro, la spesa per l'anno 2014 ammonta a 1.320 milioni, per l'anno 2015 a 1.285 milioni e, per l'anno 2016, a 1.290 milioni. Per il 2014 il totale della spesa corrente e degli investimenti ammonta a 1.273,57 milioni di euro, di cui l'87,08 percento è destinato alla parte corrente e il rimanente 12,92 è destinato a quella per gli investimenti, che hanno un importo di 164,52 milioni; per quanto riguarda la spesa corrente, è compreso - com'è noto - il cospicuo stanziamento per il concorso della Regione e degli Enti locali valdostani al riequilibrio della finanza pubblica, i famosi 196,71 milioni. Per l'anno 2014, ancora, la previsione di spesa corrente è pari a 1.109 milioni di euro, contro i 1.123 milioni del 2013, quindi con una riduzione della spesa corrente di 14 milioni di euro circa. La spesa d'investimento per l'anno 2014 è pari a 164,5 milioni di euro contro 250,7 milioni del 2012 (la riduzione della spesa di investimento deve essere valutata tenendo presente gli effetti del trasferimento di significativi investimenti in capo alle società partecipate, che affronteremo più avanti.

Voglio sottolineare che oltre la metà del bilancio regionale è destinato alle prime tre funzioni obiettivo per gli stanziamenti previsti per la sanità, per il personale e per la finanza locale; infatti le spese stanziate per la sanità sono pari a 262,3 milioni, le spese previste per il personale ammontano a 252,6 milioni e per gli investimenti di finanza locale sono stanziati complessivamente 237,52 milioni. In riferimento ai trasferimenti senza vincolo per la finanza locale, l'importo stanziato nel 2014 è pari a 96,42 milioni di euro contro i 95,17 del 2013, ovvero 1 milione e 250.000 euro in più. Com'è noto, il Consiglio permanente degli Enti locali ha espresso il proprio parere favorevole sul disegno di legge, così com'è previsto dall'articolo 65 della legge regionale.

La Commissione europea, facendo un approfondimento sui fondi europei, ha approvato le proposte di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relative al Fondo sociale europeo e quelle recanti disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo regionale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca. Si sta procedendo alla definizione dei programmi che saranno oggetto di approvazione nel corso del 2014 da parte dei competenti servizi della Commissione europea dello Stato, e solo a seguito di tale approvazione la Regione acquisirà il titolo per poter iscrivere in Parte Entrata nel proprio bilancio le quote di cofinanziamento europeo e statale. Nella tabella che segue ho riportato il valore della spesa autorizzata nel sessennio per ciascun programma europeo, mentre nella tabella che segue immediatamente dopo si sintetizzano gli stanziamenti del bilancio 2014/2016 riclassificati per programma e con l'evidenza delle corrispondenti risorse iscritte in Parte Entrata, un documento che è utile per gli approfondimenti futuri.

Come sono stati distribuiti i contenimenti di spesa, argomento piuttosto importante...un'altra prospettiva di analisi del bilancio 2014, che vi propongo, prevede di valutare dove i contenimenti di spesa hanno inciso con una loro valorizzazione sia in senso assoluto, sia come incidenza rispetto all'anno precedente, sia rispetto al totale complessivo del contenimento. Confrontando il totale delle spese nel Titolo I e nel Titolo II del 2013, al netto del contributo per il concorso al riequilibrio della finanza pubblica, con lo stesso dato del 2014 si passa da 1.270 milioni del 2013 a 1.083 milioni del 2014, quindi con una riduzione pari a 187 milioni di euro, ovvero quasi il 15 percento.

Nell'ambito del contenimento di spesa si è posta particolare attenzione a: evitare i tagli orizzontali indiscriminati (i contenimenti di spesa sono stati parametrati coerentemente rispetto agli obiettivi principali, individuati dal programma di Governo); dare priorità agli interventi a favore delle famiglie delle categorie sociali più deboli, con una rimodulazione di alcuni interventi per i requisiti all'accesso; mantenere per il settore agricolo quella parte di contributi ritenuti indispensabili per il sostegno economico del settore.

Desidero presentare un approfondimento anche sulla presunta diminuzione dei contributi a fondo perso. I contributi a fondo perso sono stati ridotti soprattutto nei settori produttivi, dove si ipotizza possibile intervenire con la forma sostitutiva del mutuo a tasso agevolato. Rimangono i contributi del piano di politica del lavoro, come specificato nell'articolo 21 della legge finanziaria, che potranno essere finanziati nel 2014. Di seguito trovate un altro tabulato con l'elenco delle principali leggi di contributo, in particolare quelle che hanno uno stanziamento superiore ai 100 mila euro, con l'esplicitazione dello stanziamento che avevano nel 2013 (un altro documento che può servire per fare i raffronti).

Il disegno di legge finanziaria, composto da 39 articoli, contiene, nella forma della revisione dell'ordinamento giuridico e finanziario, quanto finora evidenziato. Gli ambiti della legge finanziaria sono riconducibili al suo contenuto "obbligatorio", quindi la finanza locale, la spesa per la salute pubblica, il sociale, il finanziamento delle politiche del lavoro e dei programmi comunitari che coincidono con altrettanti specifici Capi del disegno di legge. A questi si aggiungono innanzitutto le manovre anticrisi, Capo I, e la disciplina delle misure di contenimento e di razionalizzazione della spesa pubblica regionale. Completano il disegno di legge, riferito agli interventi per lo sviluppo economico il Capo VI; il Capo VII per gli interventi in materia di gestione del territorio e di tutela dell'ambiente, e il Capo VIII che tratta materia di istruzione, cultura e sport. Tutti gli altri articoli del Capo VI fanno riferimento e richiamano alle società partecipate per le quali ritengo sia opportuno un approfondimento specifico.

Con il disegno di legge finanziaria si amplia il ruolo delle società partecipate - un po' "le sorvegliate speciali" di questo Consiglio - nel sostegno allo sviluppo economico regionale. Tra queste, alcune società come Finaosta e Vallée d'Aoste Structure hanno già nella loro natura statutaria la finalità di sostenere lo sviluppo economico. Le altre interverranno soprattutto nella logica di mettere a disposizione risorse finanziarie. Con questo intervento cercherò pertanto di meglio definire il ruolo delle società partecipate della Regione così come risulta dai disegni di legge presentati, in modo da avere un quadro complessivamente più chiaro della programmazione finanziaria pubblica, che non può prescindere da una valutazione di quanto effettuato per il tramite delle società partecipate.

Gli interventi tramite le società partecipate sono così riassumibili: interventi sui fondi di rotazione; interventi tramite l'utilizzo di fondi in gestione speciale presso la Finaosta; interventi di investimenti a valere sul mutuo già autorizzato dalla legge 40 (di cui parlava il Presidente poca fa); trasferimento del patrimonio immobiliare regionale destinato ad attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Come dicevo, gli interventi per tramite delle società partecipate devono essere modellati tenendo conto della natura statutaria delle stesse. Dico questo perché con le società partecipate non si può proprio fare tutto. Per questo motivo non è stato possibile trasferire tout court l'onere dei contributi a fondo perduto a carico delle società partecipate. Si è reso necessario modificare la forma d'intervento da "contributo" a "mutuo". L'attività di finanziamento in continuità con il passato era già stata svolta dalla Finaosta. In qualche modo si è cercato di valorizzare le competenze già esistenti.

Ovviamente poi i fondi di rotazione rappresentano quello strumento finanziario di lunga prospettiva che già abbiamo utilizzato (li rifinanziamo per dare loro un pochino più di fiato, così accorcio il mio intervento). La quantificazione condivisa con le società partecipate è di 100 milioni di euro nel triennio. Questo importo non è esplicitato in legge finanziaria, innanzitutto perché è necessario istruire nuovi fondi di rotazione, inoltre perché se definiamo la loro distribuzione nel triennio con altra legge...è possibile solo con altra legge. D'altra parte questi 100 milioni sono il limite per la concessione di nuovi mutui, i cui trasferimenti fisici ovviamente saranno calibrati con gli stati di avanzamento lavori, permettendo così la massimizzazione della corretta gestione della liquidità di cassa da parte della Finaosta. La disponibilità ad oggi dei fondi di rotazione senza il rifinanziamento previsto in finanziaria non sarebbe, quindi, sufficiente a soddisfare tutte le domande già presentate.

A questa prima tipologia di interventi si aggiungono gli interventi tramite la gestione speciale di Finaosta, interventi che rappresentano spese dirette per le quali la Finaosta svolge il ruolo di ente pagatore, e per questa ragione devono avere la caratteristica di essere autorizzati in legge e limitati nel numero. Rispetto a quanto già autorizzato in passato, si ampliano le possibilità d'intervento. Gli articoli del disegno legge n. 8 che riguardano la gestione speciale sono i seguenti: articolo 3, Bon de chauffage; articolo 4, interventi a sostegno dei costi dell'energia elettrica; articolo 23, programma di sviluppo rurale 2014/2020, poi i contributi alle imprese tramite Confidi, e il finanziamento delle funzioni svolte dal COA (Centro di osservazione di attività sull'energia). Al finanziamento di queste nuove autorizzazioni si provvederà sia attraverso la distribuzione di utili da parte delle partecipate, sia attraverso una rimodulazione degli interventi già autorizzati (ad esempio il Bon chauffage verrà rideterminato). L'onere posto a carico delle società partecipate è valutato in circa 42,5 milioni annui per il 2014. Il Presidente ha già sottolineato gli aspetti della rimodulazione del mutuo da 371 milioni che appunto vede le opere di protezione da colate da detrito e gli investimenti su strade che hanno liberato, anche qui, oltre 42 milioni di nuovi interventi, oltre agli investimenti su strade regionali. Il coinvolgimento delle partecipate è stato attuato per indirizzare alcune problematiche e per attutire gli effetti dei contenimenti direttamente incidenti sul bilancio regionale. Per tali ragioni ritengo che questa sia una scelta opportuna e necessaria in questo momento. Sono infatti risaputi e condivisi i danni che i rigidi meccanismi del Patto di stabilità stanno provocando sulle amministrazioni pubbliche. A breve il Patto di stabilità sarà completamente rivisto, anche se non nel 2014; probabilmente ciò avverrà dal 2015, contestualmente all'attuazione dell'armonizzazione dei bilanci, ai sensi del decreto legislativo 118. Sono peraltro persuaso che le indicazioni di riforma del Patto di stabilità probabilmente andranno a prevedere il coinvolgimento anche delle società partecipate. Questa tendenza è ulteriormente confermata dal fatto che le società partecipate rientrano nel perimetro d'intervento del Governo nazionale assegnato al commissario incaricato nel quadro della spending review.

Un accenno anche sulle Confidi valdostane che hanno un ruolo importantissimo nel sostegno dello sviluppo economico locale, com'è confermato dalle recenti norme regionali in materia. Dopo aver ampliato con legge regionale il cofinanziamento delle operazioni di factoring è stata promossa l'iscrizione dei Confidi valdostani all'albo degli intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia. La stessa legge ha eliminato il vincolo di settore dei Confidi aprendo di fatto una potenziale concorrenza nella scelta da parte degli imprenditori del consorzio Confidi. I fondi destinati alle Confidi nel 2014 sono 2,7 milioni di euro e serviranno per la retrocessione alle imprese di una quota degli interessi sui mutui pagati nel 2013. È doveroso precisare il fatto che la concessione di una garanzia da parte di un Ente pubblico equivale ai fini del bilancio ad un impegno di spesa e deve essere quantificata anche ai fini degli aiuti di Stato.

In conclusione, malgrado gli ingenti tagli dello Stato alle nostre risorse finanziarie, abbiamo elaborato un bilancio di previsione con la consapevolezza che nulla potrà essere più come prima, affrontando questo appuntamento con grande senso di responsabilità, guardando alle esigenze della Valle d'Aosta, e affermando che: non è stato fatto nessun aumento di aliquote di imposta e si sono assegnate a tutti gli Assessorati, per il tramite delle strutture dirigenziali, le risorse autorizzate dal bilancio; si è data certezza di risorse per quanto riguarda i trasferimenti senza vincolo alla finanza locale; abbiamo valutato come prioritari gli interventi a sostegno delle politiche sociali delle famiglie e degli anziani che ammontano a 78,9 milioni (tra questi, i più significativi sono quelli a sostegno degli anziani con quasi 30 milioni di euro); si sono prodotte riduzioni della spesa che sono state ponderate per evitare riduzioni corrispondenti sulla qualità degli interventi (quest'attenzione si è concentrata soprattutto sulla sanità e sui servizi alla persona, mantenendo i livelli di efficienza e di economicità di sempre); anche l'occupazione, soprattutto quella giovanile, trova un'adeguata attenzione negli stanziamenti per il Piano delle politiche del lavoro e attraverso il Piano giovani nell'ambito del programma del Fondo sociale europeo; va rimarcata la scelta coraggiosa e impopolare di introdurre un cambiamento epocale della politica economica della Regione con la rimodulazione dei contributi a fondo perso, non propedeutici a creare un volano per l'economia, con l'attenzione di escludere da questi i settori dove non è possibile ridurre l'intervento pubblico; importanti sono le risorse destinate allo sviluppo economico regionale i cui stanziamenti non comprendono ancora i fondi europei della programmazione 2013/2020 in fase di approvazione da parte dell'Unione europea; la grande novità di questo bilancio riguarda appunto il coinvolgimento importante delle società partecipate della Regione a sostegno dell'economia regionale (se da una parte questo era necessario, perché a questo servono i gioielli, mi sento anche di dire che se facciamo fronte a delle esigenze con i fondi delle partecipate, questi fondi non potranno essere disponibili in una prospettiva di lungo termine).

La consapevolezza del momento è che i tempi sono difficili e che questo bilancio, forse più di altri in cui il "vincolo di spesa" era più flebile, ha dovuto bilanciare istanze diverse, esigenze e visioni contrapposte. Questo bilancio, ne sono convinto, costituisce un quadro macro di risorse che garantisce, per il mondo dell'imprenditoria regionale, la prospettiva di investimento, ma soprattutto la liquidità finanziaria. Il bilancio regionale è una cornice o, meglio, costituisce la base, il fondamento di quanto andremo a costruire. La futura casa, nel dettaglio, non sappiamo ancora come sarà, perché con questi disegni di legge oggi ne abbiamo solo tracciato le fondamenta, abbiamo trovato gli architetti, sappiamo su quante risorse possiamo contare, ma il lavoro inizia dal giorno dopo l'approvazione del bilancio. Certo, ci saranno risorse ridotte, e un bilancio ridotto non piace a nessuno. Tuttavia ci sono risorse importanti e, con la collaborazione di tutti, è mio convincimento che sarà possibile affrontare le future sfide e attutire l'impatto dei contenimenti di spesa che sono inseriti nel quadro di bilancio. La situazione generale, non solo economica di tutta l'area euro, ha un contenuto di forte sfida. A partire dal secondo decennio del millennio ci troviamo ad agire in un mondo con connotati assolutamente imprevedibili, imprevedibili anche solo 10 anni fa. In sintesi, gentili colleghi, questo è il giudizio del bilancio per cui chiediamo il voto favorevole è che permette alla Valle d'Aosta di affrontare questa sfida. Grazie.

Presidente - E dopo le relazioni, come da accordi presi anche in seno alla Conferenza dei Capigruppo, i nostri lavori per oggi si concludono qui e riprenderanno domani mattina alle ore 9, con l'apertura della discussione generale. Buona serata a tutti.

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La seduta termina alle ore 17,29.