Oggetto del Consiglio n. 278 del 26 novembre 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 278/XIV - Reiezione di mozione: "Impegno per la revoca della deliberazione della Giunta regionale di nomina del Direttore del Soccorso alpino valdostano".
Président - Pour l'illustration, la parole au collègue Viérin.
Viérin L. (UVP) - Merci Madame la Présidente.
Parliamo di un argomento di queste ultime settimane, uno dei tanti atti di nomina della Giunta che ha fatto discutere, che non solo ha fatto discutere, ma che ha creato stupore; ha creato innanzitutto stupore, probabilmente, anzi sicuramente, nella comunità e anche nelle forze di opposizione. Ha creato stupore per i contenuti della decisione, quindi nel merito, ma anche e soprattutto per i metodi che sono stati adottati: si tratta della nomina del Direttore del Soccorso alpino della Valle d'Aosta. Una nomina che è normata da una precisa legge regionale, la legge regionale del 2007, la n. 5, che all'articolo 8, comma 3, prevede i crismi della nomina di questo Direttore. Quali sono questi crismi? Beh, i crismi prevedono che questo Direttore sia nominato, con delibera di Giunta regionale, nell'ambito di una terna di nomi che, però, sono indicati dall'assemblea degli interessati. Quindi, avendo seguito, anche in aula, nel 2007, la discussione di questa legge, la ratio della norma non prevede solo la discrezionalità da parte del Governo regionale in capo a cui spetta questa nomina, ma è mediata da una terna di nomi, proprio per dare facoltà all'assemblea di esprimersi; pertanto questa terna di nomi viene proposta e la Giunta, all'interno, pesca. La ratio della norma dovrebbe quindi far pensare - e così è sempre stata la prassi - che l'indicazione della base sia tenuta in conto, accanto all'articolo 8, che prevede i crismi dei requisiti, quindi chiaramente vanno rispettati. Ecco la ratio di una disposizione che prevede il doppio passaggio: l'espressione dell'assemblea, e la nomina, all'interno di questa terna, da parte del Governo. La ratio di una norma deve quindi tenere in conto della volontà e rispettare la base di questa assemblea, che noi reputiamo fondamentale, e un esito di una votazione che viene trasmesso alla Giunta, e che, in questo caso, non lasciava tanto adito a dubbi...sì, nella deliberazione non viene riportato chiaramente l'esito della votazione, ma l'esito della votazione è un atto di un'assemblea e quindi non è una votazione che avviene in un bar, altrimenti non si capisce perché ci sono queste votazioni, non si capisce perché queste votazioni vengono effettuate; quindi l'assemblea si dà delle regole, individua all'interno dei vari candidati le tre persone che vengono individuate...poi, tutto è possibile, tutto è giustificabile, e tutto si può fare.
Cosa è stato fatto in passato? tanto per avere un'idea a seguito dell'applicazione di questa legge entrata in vigore nel 2007...nel 2008, prima delibera, a seguito della terna che viene espressa dall'assemblea, ci sono i diversi nomi; i diversi nomi in quel caso erano stati espressi nelle persone di Perrod, di Cortinovis e di Favre, sempre lo stesso Favre, Adriano...e, come si cercò di procedere in quel caso? Era ottobre del 2008...beh, si pescò all'interno della terna scegliendo il più votato, in quel caso Perrod, non si scelse il secondo Cortinovis, non si scelse neanche il terzo, Favre! Tutti e tre avevano i requisiti, ma si scelse di rispettare la volontà dell'assemblea. Nel 2009, a seguito di un fatto che avviene, cioè le dimissioni del Direttore Perrod, si procede con un'ulteriore nomina, quindi - era il 17 luglio del 2009 - si deve sostituire, e chi si sceglie? Erano rimasti Cortinovis (secondo in votazione), era rimasto Favre, sempre lo stesso Adriano Favre (terzo in votazione)...si pesca il secondo, sempre con il crisma della legge, sempre con il crisma dell'articolo 8 e dei requisiti, quindi si procede - rispettando in ordine di arrivo delle votazioni - con chi aveva ottenuto il maggior numero di voti successivamente a quello scelto, che poi si era dimesso.
Si arriva al 2013...beh, nel 2013 deve essere successo qualcosa, perché nel 2013 non si procede in questo modo, sempre con una legge, e sempre con la facoltà della Giunta di poter pescare chiaramente all'interno della terna, anche irrispettosi della volontà espressa...non è questo che noi mettiamo in discussione, noi mettiamo in discussione qualcos'altro. L'assemblea si riunisce, le votazioni sono state comunicate: 64 voti a Comune, 16 a Cugnetto, 15 a Favre (quindi Favre, sempre lo stesso Adriano Favre). E come si procede? Non si sceglie il primo, non si sceglie neppure il secondo, ma si sceglie il terzo! E si sceglie il terzo dicendo e adducendo come motivazione che si premia l'esperienza, le capacità tecniche, le competenze, la marcia in più...una marcia in più che, probabilmente, negli anni precedenti non...della quale non ci si era accorti, ecco!
Allora, quello che fa sorridere, al di là di tutto quello che si vuole giustificare, che si può giustificare, è che, se volontà c'è di scegliere una persona - e potere discrezionale in capo al Governo c'è - che lo si faccia, ma che non ci si nasconda dietro ad altre vicende per dire che non si è voluto rispettare la volontà di un'assemblea! Una volontà di un'assemblea, si è letto anche su certi quotidiani che si è espressa in misura ridotta, qualcuno ha detto, rispetto al numero totale di persone che avrebbero potuto...è un'assemblea che è stata convocata, le persone si sono candidate, tre sono state scelte e l'esito della votazione è stato questo.
Questo per dire che cosa? Per dire che noi consideriamo irrispettoso questo atteggiamento, e soprattutto per quanto riguarda i metodi, al di là delle persone...noi non ne facciamo una questione di persone, non entriamo nel merito delle competenze che noi ritroviamo nelle persone che si sono candidate, nelle persone che sono state scelte da un'assemblea...chiaramente hanno queste competenze, altrimenti, in base all'articolo 8, non potrebbero neanche andare ad accedere a questa gara! Noi non ci riconosciamo nei metodi e nel rispetto della base dell'Associazione, quindi crediamo che, in questo modo, questa scelta sia stata irrispettosa dell'indicazione della base, e che si inserisca in una prassi che sta prendendo piede, diciamo di agire con scelte che sono irrispettose di quelle che sono le indicazioni della comunità. La comunità è codificata attraverso le sue associazioni, e questo noi lo reputiamo e lo valutiamo come un fatto grave, e crediamo che, anche attraverso episodi come questo, la politica perda di credibilità, perché se si studiano le leggi, se si pensano alle norme, e si cerca di mediare tra quella che è la discrezionalità politica, e quella che invece è l'espressione di una base, non si capisce perché poi questa venga disattesa, rispettando quella che è l'espressione di un organo che poi dovrà, in qualche modo, ottemperare a certe disposizioni, soprattutto un organo che ha scelto liberamente quella che dovrà essere la guida, diciamo da un punto di vista tecnico.
Noi non facciamo quindi solo una...diciamo una "colpa" a lei, Presidente, noi la facciamo a tutto il Governo, anche a chi...perché qui c'è la complicità di tutta la Giunta, è stata votata dai vari Assessori...anche da chi poi, il giorno dopo, si è smarcato, magari non ufficialmente, dicendo: "ma no, io non c'ero, io non condividevo, è arrivato tutto all'ultimo minuto, non abbiamo capito, non abbiamo sentito". Ecco, questo per dire che tutti questi fattori ci hanno indotti a presentare questa mozione, a discutere davanti al Consiglio, dinnanzi a quest'Assemblea, di questa che noi riteniamo sia una vicenda che coinvolge non solo il Governo, ma l'intero Consiglio, quindi la comunità in generale, e...arriviamo ad una richiesta che noi facciamo attraverso questa mozione.
Noi chiediamo di revocare la delibera in oggetto e di revocarla tenendo conto, da un lato, dei requisiti delle competenze, ottemperate dal comma 3 dell'articolo 8, ma anche della volontà dell'assemblea, quindi una richiesta che è semplice, che ho cercato di illustrare proprio per rendere onore a ciò che dovrebbe essere un messaggio che oggi, il Governo regionale, quest'Assemblea, potrebbero ancora dare, per recuperare, secondo noi, un'azione che è andata nella direzione sbagliata.
Presidente - Grazie, apriamo la discussione generale. Ci sono richieste d'intervento? Qualcuno intende prendere la parola? Nessuno? La parola alla collega Morelli.
Morelli (ALPE) - Merci Madame la Présidente.
Direi che c'è poco da aggiungere all'illustrazione presentata dal collega Viérin, e dunque intervengo, per il nostro gruppo, per sottolineare, e ribadire insomma, l'inopportunità di questa nomina. Con questa nostra iniziativa non è messa in causa né la competenza, né l'esperienza di nessuno dei tre candidati, è già stato detto, condividiamo completamente questa posizione. Tutti e tre rispondono pienamente ai requisiti tecnici e professionali, ma riteniamo che ambiti come quelli del Soccorso alpino, dove si lavora in équipe, necessitino anche di altri elementi, di altre condizioni, quali una grande coesione, fiducia, condivisione e armonia; elementi che, in questa particolare situazione, sono già venuti meno sin dall'avvio, e che difficilmente potranno essere recuperati completamente nel prosieguo.
Questa vicenda fa registrare la mancanza di rispetto totale dell'indicazione dell'assemblea, che si era espressa in modo molto chiaro, i risultati della votazione parlavano molto chiaro: la differenza tra i candidati non era minima, al contrario, era una differenza molto pronunciata che probabilmente ha un significato e sta a rappresentare qualcosa e, pertanto, dal nostro punto di vista, non può essere ignorata. Tra l'altro, questa decisione della Giunta è stata percepita come un'indebita prevaricazione da una larga parte dell'opinione pubblica, anche da parte di coloro che sono totalmente estranei a questo settore, perché hanno visto, non nel merito della decisione, ma nel metodo, una prevaricazione, una forzatura da parte della Giunta che, evidentemente, di questi tempi non è più accettata, non è più gradita! In tanti, io credo, abbiamo avuto modo di sentire reazioni contrariate da persone assolutamente estranee a quel mondo, nei confronti di un potere politico che rimane sordo alle indicazioni che gli giungono, nella fattispecie dall'assemblea del Soccorso alpino, cioè dall'organismo che è preposto a pronunciarsi con cognizione di causa e a dare indicazioni con cognizione di causa.
Non la si capisce più, non la si condivide più, questa politica che decide d'imperio e non si confronta! Non è una prassi che si sta affermando, come ha detto, con il guanto di velluto, il collega Viérin; questa è una prassi, ahimè, ben consolidata, ed è una prassi inaccettabile. Noi non entriamo nel merito delle competenze delle persone, ma non possiamo esimerci dal sottolineare la mancanza di considerazione e di rispetto della chiara volontà espressa dall'assemblea. La revoca di questa delibera, che noi chiediamo con l'impegno di questa mozione, può sembrare una richiesta esagerata, ma è, probabilmente, l'unico modo per remettre la pendule à l'heure, per riportare su basi di discussioni più eque e più corrette tutta quanta la questione, e quindi, in questo senso, noi chiediamo a questa maggioranza di rivedere questa decisione. Grazie.
Président - Merci. La parole au collègue Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Convengo naturalmente con l'esposizione fatta dai colleghi che mi hanno preceduto, e tengo a precisare che non ho il piacere di conoscere, ahimè, gli sfortunati attori di questa vicenda che, insomma, trovano i loro nomi portati all'attenzione del Consiglio regionale, e devo dire, per quanto mi riguarda, senza nessuna loro volontà. Ecco, io non ho il piacere di conoscere né Adriano Favre, l'attuale capo del Soccorso alpino, né Paolo Comune, né l'altra guida che è stata coinvolta in questa, direi, triste vicenda.
Non siamo stati noi, diciamo dall'opposizione, ad esprimere il primo giudizio su questa nomina. Credo che, leggendo i giornali, tutti hanno avuto la percezione, anche da alcuni titoli, di leggere: "sovvertito il verdetto dell'urna", sovvertito il verdetto dell'urna, questa è la percezione popolare di questa nomina. In qualche modo, quindi, bisogna che il Governo regionale ne spieghi la natura, e la natura è la seguente (leggo un virgolettato): "è stata premiata l'esperienza, ma anche la capacità tecnica e le competenze...Favre ha già diretto il Soccorso alpino valdostano... - curiosamente l'ha diretto, ma poi ha interrotto, nel 2008 non è stato più nominato, cioè di solito quando uno dice: "questo è molto bravo" lo fai andare avanti, invece è stato fermato - ...Favre ha già diretto il Soccorso alpino valdostano che vide un momento di difficoltà, e può ricomporre divisioni e ridare slancio alla struttura". Allora, normalmente, se dovessimo fare una votazione all'interno del Consiglio regionale per dire: "dobbiamo trovare una persona che ricomponga le divisioni", non andiamo a nominare quello che prende meno voti tra di noi, prendiamo quello che prende la stragrande maggioranza di voti tra di noi! Mi sembra che la motivazione addotta a giustificare questa delicatissima scelta sia in totale contraddizione con lo spirito che si vuole perseguire, nel senso che, su 96 persone che vanno ad una riunione, 96 vanno a una riunione, 64 dicono: "secondo noi la persona è idonea a guidarci"...e danno un giudizio anche sulle capacità tecniche, danno un giudizio sulla capacità di guida, non sulla simpatia soltanto emotiva! Cioè, non è che le persone che erano lì presenti (volontari, finanzieri...) sono andate a votare chi deve guidare...che ne so? un'associazione ludica o goliardica, sapevano che davano un'indicazione alla Giunta regionale! I presenti a quella riunione non erano lì a fare una festa di compleanno, erano lì, e sapevano che, nel momento in cui votavano, il loro voto sarebbe stato un'indicazione per la Presidenza della Regione, e hanno dato un voto chiaro, un voto ineccepibile!
La Giunta regionale...capisco che se ci fosse stata una votazione di 33, 32 e 31 - che credo faccia 96, se non vado errato -, con 33, 32 e 31 è chiaro che la Giunta poteva naturalmente fare una valutazione, non è che due voti cambiano, ma qui c'è un'espressione chiara, netta! Se l'obiettivo che si è data la Giunta è quello di ricomporre, tenere insieme il Soccorso alpino...ebbè, scelta più sbagliata non poteva essere fatta! Cioè, io mortifico un'assemblea, le dico: voi non capite niente di come si guida il Soccorso alpino, non ci azzeccate proprio, ve lo dico io chi è che guida il Soccorso alpino! A meno che la guida del Soccorso alpino non debba essere persona che risponde unicamente al Governo regionale, e quindi, a quel punto, diciamolo, e comunichiamo a quelli che vanno a votare: è pletorica la vostra indicazione, mandateci dei nomi, tanto poi "decidiamo noi", perché questo è l'atteggiamento che sembra emergere in questa fase!
Talmente delicata è questa situazione che le guide si riconvocano dopo la nomina a sorpresa. Si riconvocano e che cosa viene fuori? Che la persona nominata dalla Giunta, Favre, dice: "adesso andiamo a vedere...non è male il programma che ha presentato Paolo Comune, cerchiamo di mandarlo avanti assieme"! Ma scusate, sarebbe come se, ad un certo punto, la minoranza del Consiglio regionale dicesse: "non è male il programma della maggioranza, lo porto avanti io"...ma è una situazione surreale, allora tanto valeva che lo portasse avanti Paolo Comune! Che pasticcio viene fuori, scusate?...se alla fine tutti convengono che il programma da portare avanti è quello di Paolo Comune! Ma allora perché lo affidate ad un altro, se il programma è quello? È proprio una situazione di surrealtà...adesso capisco l'imbarazzo della maggioranza di fronte a una richiesta molto ferma, ma, devo dire, inevitabile da parte dell'opposizione, perché...come dire? è stata una scelta irresponsabile, non corretta e non giustificata minimamente, né dal Governo regionale - le cui dichiarazioni che ho letto sono virgolettate -, e neanche poi recepita particolarmente dalle guide, che hanno ribadito: "il programma che vogliamo portare avanti è quello di Paolo Comune". Con chiarezza l'hanno detto! Allora, forse, un gesto di umiltà, un passo indietro, alle volte, può essere la scelta migliore, perché se davvero crediamo che il Soccorso alpino sia una cosa importante, se già in questi anni abbiamo visto che si sono ridotti i numeri del Soccorso alpino, eccetera, nonostante lo sforzo che debbano compiere questi uomini in situazioni estremamente difficili sia una cosa importante per noi, forse è il caso che certe scelte possano essere ripensate, oppure andiamo avanti con la logica che qualcuno ne sa più di tutti gli altri, e quindi non siamo in una democrazia normale, ma siamo in una democrazia in cui qualcuno, in qualche modo, ha la possibilità di decidere al di fuori degli schemi che normalmente le democrazie si danno, e che sono quelli di rispettare le indicazioni della maggioranza.
Presidente - Grazie. Non ci sono altre richieste d'intervento? Possiamo chiudere la discussione generale? La discussione generale è chiusa.
Per la replica, la parola al Presidente Rollandin.
Rollandin (UV) - La legge che è stata citata, la legge 5 del 2007, prevede che la Giunta scelga tra una terna. Per definire la terna c'è stata una votazione, dove i candidati erano quattro, e la votazione è stata fatta semplicemente perché i candidati erano quattro...perché se ce n'erano tre venivano trasmessi i tre nomi senza, naturalmente, mettere ai voti; essendo quattro, uno è stato escluso, e hanno mandato una lettera dove c'era l'indicazione dei nomi, senza parlare di quelli che erano i voti che erano stati presi all'interno dell'assemblea.
La possibilità di scelta da parte della Giunta è in questo senso, perché se fosse vincolata all'esito della votazione, credo che sarebbe una presa d'atto, non una scelta. Detto questo, in modo da chiarire questo fatto di voler stravolgere, di voler andare contro...qui non si è andato contro niente e nessuno, si è esercitata quella scelta che la legge permette. Detto questo, l'idea che si era sviluppata prima ancora di questa scelta era di sentire i tre interessati. Purtroppo Favre era impegnato in una missione all'estero, e quindi non si è potuta fare questa riunione, tant'è che è tornato ancora dopo. Per cui, le valutazioni che sono state fatte nell'ambito della Giunta, che sono andate nella direzione qui prospettata, andavano a ipotizzare questa scelta, che poi è stata deliberata dalla Giunta, all'unanimità. Io non so a chi si faccia riferimento, di chi ha cambiato idea, io non ho sentito questo, se poi me lo dice, giusto per capire...e in quest'ambito, successivamente, appenato tornato Favre, naturalmente l'ho chiamato per vedere in che termini e come si poteva ipotizzare di tener conto di quella che era un'indicazione che era chiara, cioè quella di fare il possibile per ricomporre quelle che potevano essere divergenze all'interno dell'Associazione delle guide, che, chiaramente, ha questo ruolo importante.
Ho provveduto a fare questo primo incontro ricordando che Paolo Comune, come aspirante Direttore, aveva fatto ricorso, e c'è ancora un ricorso pendente al TAR, nei confronti di una selezione a cui aveva partecipato e da cui era stato escluso in questo esame, che lui aveva fortemente contestato nel metodo e nel merito, per cui aveva fatto ricorso, ricorso che è pendente. Questo lo voglio dire, perché una delle motivazioni che erano alla base...questo è emerso...in un dialogo alla presenza dei due interessati, di Paolo Comune e di Favre, è emerso con forza che quella che veniva contestata era la modalità con cui si faceva questo esame triennale, e non si dava peso a quello che era il curriculum annuale e le verifiche che annualmente devono essere fatte. Su questo c'è stato un dialogo aperto tra i due, con l'affermazione che c'è la disponibilità da parte di Favre di rivedere questo meccanismo, che tra l'altro è variato, non è uguale in tutta Italia, ci sono altre situazioni analoghe, per cui c'è stato l'impegno di tornare ad un metodo che è di valutazione annuale, senza avere l'esame triennale che poi ha fatto oggetto di quella contestazione con ricorso al TAR. Queste erano le motivazioni sostanziali per cui c'è stata questa presentazione con un supporto...questo stesso punto era stato contestato, perché a quell'esame erano dieci le persone che erano state bocciate; dieci guide, quindi, non avevano superato l'esame che era previsto ogni tre anni. Questo aveva portato a una serie di dissapori all'interno della struttura, con tutta una serie di conseguenze che - come ho detto - sono state riprese, e hanno fatto oggetto di un accordo che va nella direzione che è possibile, all'interno del regolamento delle guide, di prevedere che si faccia la verifica semestrale, annuale che si fa, senza prevedere, alla fine di tre anni, un ulteriore esame, che era già opzionale, non è obbligatorio; quindi, togliendo questo, si tiene conto del curriculum della guida...cioè se io non faccio più la guida per un anno, chiaramente il mio curriculum si interrompe, ciò vuol dire che non sono interessato...e l'impegno a questo punto, tenuto conto di questo, l'interesse da parte di Comune di mettersi in concorrenza è venuto meno, questo l'hanno detto, come dico, alla mia presenza.
Questo è quanto io posso riferire, perché voglio solo ribadire che, per quanto ci riguarda, non è stato fatto nessun commento, nessuna valutazione su un candidato piuttosto che l'altro. La valutazione che la Giunta aveva fatto era riferita a questo specifico particolare: quello di immaginare che ci potesse essere una valorizzazione dell'esperienza acquisita dal Favre, e che si trovasse un accordo tra le parti su quello che era il modo di condurre l'Associazione per l'interesse comune. Questo in due riunioni è stato fatto, è stato prodotto alla base di questo accordo, e quindi, oggi, noi possiamo dire che, per fortuna, quella previsione che noi avevamo fatto di cercare di rendere possibile un accordo è già realtà, e quindi, con questo, noi abbiamo ottenuto il risultato voluto nell'ambito di quella che è la vita associativa di questo importante settore. Questo voglio dire.
Tenuto conto quindi di quello che ho esposto, chiederei ai proponenti di ritirare la mozione, in quanto non ha più quell'interesse che credo fosse alla base di una giusta preoccupazione. Ci siamo resi conto anche noi che la cosa più facile era fare quello che avevamo fatto nel 2008, di fare...chi arriva...a parte che nella lettera non ci sono i dati risultati della votazione, però erano comparsi su degli organi di stampa, non credo che questo possa essere un obiettivo particolare. Tenendo conto di questa situazione, quindi, credo che il problema possa dirsi, per la gran parte, superato. Grazie.
Président - Merci Président. A demandé la parole le collègue Viérin.
Viérin L. (UVP) - Sì, Presidente, cercherò di mettere un po' d'ordine in quello che lei ci ha detto. Mi dispiace, ma dovrò smentire alcune sue affermazioni.
Allora, intanto i candidati non erano quattro ma erano cinque, hanno riportato voti uno Bastrenta e voti zero Mochet...se uno non si presenta a votarsi, ma era candidato...i candidati erano cinque. Ci sfugge un passaggio: se i candidati fossero anche stati quattro, e voi avevate pensato di sentirli, i tre, avevate già deciso che il quarto non aveva bisogno di votazioni, che era già escluso a priori, perché se lei...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
...sì, ma a seguito delle votazioni, si poteva benissimo fare il passaggio con la terna, senza bisogno di...
(nuova interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
...sì, però lei ha detto che non è stato possibile perché uno era in viaggio e l'altro...potevate aspettare...no, ma scusi, Presidente, potevate aspettare per la nomina per fare quella famosa riunione.
Al di là di questo, e quindi tanto per avere contezza delle informazioni, i candidati erano cinque, non si è tenuto conto di questa volontà, ma, da quanto lei ci riferisce oggi, ci sarebbe un elemento di novità: ci sarebbe un accordo tra i due, a questo punto, perché la riunione non è più stata fatta con i tre, ma con i due...non si capisce perché subito volevate farla con i tre, poi con i due, anche perché medesimo diritto vantava chi è arrivato secondo, scusi, Presidente! Se c'è volontà di rispettare la terna, e se c'è volontà di rispettare l'esito della votazione, ci sono stati...quattro (secondo lei) e cinque (secondo noi) candidati, tre sono stati segnalati, lei fa una riunione e nomina l'ultimo, poi fa una riunione con l'ultimo e il primo, il secondo non lo convoca...vabbè, scelte! Al di là di questo, io - visto che lei mi aveva anticipato la questione di questo accordo che si sarebbe materializzato ieri - mi sono permesso di sentire il diretto interessato per capire se effettivamente c'era un accordo, e sono autorizzato, Presidente, in quest'aula, di smentire questo accordo! Accordo non c'è stato, accordo non c'è stato, e soprattutto non c'è stato baratto, perché questo lei ha illustrato, tra la rinuncia alla candidatura...all'eventuale nomina di Direttore in cambio della rinuncia al ricorso!
Io vorrei solo chiedere, Presidente...poi tutto si può giustificare, tutto si può dire, che lei però non venga qui, in aula, a raccontarci, come al solito, le cose come non stanno, perché noi non ci stiamo più! Noi non ci stiamo più a venire qui, a sentirci raccontare la favoletta, sapendo e sempre giocando sul fatto di non poter parlare con i diretti interessati, e non avere un confronto con queste persone.
Noi, quindi, non solo non ritiriamo questa nostra mozione, la manteniamo e la invitiamo, Presidente, effettivamente a non interpretare il pensiero altrui! Io non c'ero, quindi non posso dirle la riunione come si è svolta e com'è andata, quindi...io le sto solo dicendo che lei ci riferisce certi fatti, e, invece, il diretto interessato ne riferisce altri. Ci dispiace che avvenga questo, anche perché, se buona fede ci fosse stata, noi, tranquillamente, avremmo creduto a quello che lei diceva, ma ci siamo premurati, memori anche del passato, in francese si dice: "chat échaudé craint l'eau froide", visto che oggi parliamo di gatti e siamo in tema...quindi, non è che noi contestiamo solamente il merito, lo abbiamo detto: contestiamo il metodo, e continuiamo a contestarlo, perché non può venire qui, in aula, e raccontarci cose che non sono avvenute! Per quanto ci riguarda, manteniamo questa mozione. Crediamo che sia una prassi, una procedura che non si è svolta, né all'inizio, né adesso, nel migliore dei modi, perché la situazione è stata pasticciata. Oggi si mischiano e si mescolano la questione del ricorso con la questione di una nomina del Direttore che l'assemblea ha scelto e che ha i requisiti, ha i requisiti in base all'articolo 8 della legge, i requisiti li ha. Altra questione è la questione, invece, nel merito della questione da lei sollevata. Quindi noi non crediamo che si sia imboccata la strada giusta.
Per quanto riguarda invece il merito delle giustificazioni che sono state addotte, noi ricordiamo, e l'abbiamo sottolineato nel primo intervento, che la medesima persona - senza fare delle questioni personali - che oggi è stata scelta, non è stata scelta per altre due volte. Le persone che nelle terne non sono state scelte, non sono state minimamente considerate, e quindi noi crediamo che questa vicenda, che è nata pasticciata, stia continuando a proseguire nella strada nel verso sbagliato.
Président - La parole au collègue Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Io guardo a questa vicenda da un punto di vista che mi porta ad analoghe conclusioni di quelle del collega Viérin, ma senza avere avuto, diciamo, il piacere di incontrare né il Favre, né il Comune, né l'altro soggetto.
Ragiono da esterno su una vicenda come si dovrebbe cercare di fare in una situazione molto delicata, e provo a ragionare. Ancora una volta parto dal concetto dove ho detto che lo stesso Favre, ad un certo punto, si trova a dire: "dobbiamo seguire il programma di Comune"; ma io sono sconcertato dalle affermazioni...devo dire che raramente mi capita, perché lei è sempre molto abile nelle risposte, Presidente...dalle risposte che lei ci dà.
Con una certa franchezza lei ci dice: "questo signore, Paolo Comune, aveva fatto un ricorso contro una procedura concorsuale"...cioè, se un cittadino, valdostano, si azzarda a dire che c'è qualcosa che non va...ebbè, è segnato, eh, ragazzi! Non ce n'è più per lui...può essere votato, prendere voti...qui, chi prova a dire che c'è qualcosa che non va e si rivolge magari all'autorità giudiziaria, è tagliato fuori? Perché, se il ragionamento fosse stato: "il Comune ha fatto un'iniziativa legale strampalata, sballata", e quindi non era giusto che guidasse l'associazione...no! Ha fatto un'azione giusta! Tant'è che addirittura ci si mette d'accordo per dire: correggiamo il sistema! Gli si dà pure ragione! Allora, questa persona, che individua un problema all'interno di una categoria, lo solleva (perché qualcuno non gli ha dato retta), che cosa ricava in cambio? Che non ha più diritto di guidare il Soccorso alpino! Quando si farà esattamente una cosa che va nell'indirizzo da lui tracciato...ma è assolutamente surreale, è assolutamente surreale! Tanto valeva che uno dicesse: "abbiamo chiuso gli occhi e abbiamo pescato a caso uno dei tre ed è venuto fuori l'ultimo"! Era una giustificazione migliore!
Francamente, se mi avessero detto: abbiamo tirato a caso, a sorte...avrei quasi capito un tipo di scelta di questo genere, ma mi si dice che un cittadino che prova a far sentire la voce della sua categoria, questo qui non tocca più boccia in Valle d'Aosta? Allora m'indigno, allora mi ribello, allora voglio che questa mozione sia votata! E noi voteremo a favore perché sia revocata questa nomina, perché è una cosa inaccettabile! Tanto più che si ritiene opportuno correggere il sistema di valutazione che veniva contestato da Comune con un ricorso al TAR!
Io sono sconcertato! Non avrei mai immaginato che saremmo arrivati a questa situazione...pensavo di parlare in linea teorica del valore della democrazia, dell'assemblea, del voto assembleare...qui siamo in una situazione molto più grave! Perché si è tentato in tutti i modi di trovare un accomodamento, che scartasse...diciamo quello che aveva il maggior consenso, per far comunque poi prevalere delle ragioni di compromesso. La situazione è surreale. Mi fa piacere di trovarmi pienamente d'accordo con il collega Viérin e di chiedere il supporto delle altre forze di minoranza che, sicuramente, non mancherà di votare questa mozione...e ascoltare, eventualmente, il contributo degli altri colleghi su una vicenda che è veramente sconcertante!
Presidente - La parola al collega Ferrero.
Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.
La ringrazio, non solo per la parola, la ringrazio anche e soprattutto per...e mi devo rimangiare parzialmente quello che avevo detto...per la sua iniziativa "La scuola della democrazia". I centomila euro sono stati pochi, il prossimo anno ne dobbiamo spendere due o trecentomila; mi impegno, anche come movimento, a contribuire, perché qui, il concetto della democrazia è lontano, lontanissimo! Noi abbiamo sentito parlare il Presidente, ma non dimentichiamoci che questa è una delibera di Giunta, ci sono gli otto Assessori che l'hanno votata! Ci piacerebbe sapere, anche da loro, la loro opinione, ci piacerebbe sapere qual è stato il criterio che ha portato alla scelta di una persona che aveva i due terzi, quasi il 70 percento, delle preferenze nell'ambito di un'associazione, che è un'associazione comunque importante, non parliamo di persone, così...parliamo di guide alpine!
Che cosa dobbiamo quindi presumere? Doppiamo presumere che la volontà espressa dai due terzi delle persone che fanno parte dell'associazione sia una volontà che è stata espressa, così, in maniera disinvolta. Io penso che sia stata fatta una scelta responsabile, che fosse una scelta che rappresenta effettivamente quella che era la volontà della maggioranza, "maggioranza", questo è un concetto che, ovviamente, vedo che avete difficoltà a percepire, la maggioranza delle persone all'interno! E allora non riusciamo veramente a capire in questo caso cos'è che vi ha portato a cambiare! A meno che non si stabilisca un filo conduttore tra quella che è la nomina del Co.re.com. e quella che è la nomina che è avvenuta in questo caso, perché allora il filo conduttore è un filo conduttore molto semplice...siamo passati dalle poltrone, agli sgabelli, comunque sempre di quello si parla: un'occupazione sistematica e politicizzata di tutte le cariche che va oltre quelle che sono le competenze. Perché, pur non conoscendo - come hanno già detto i colleghi - nessuna delle persone che sono state interessate, ma dobbiamo presumere che, se sono effettivamente guide alpine, abbiano le competenze!
Cosa avete esaminato? Cosa vi ha portato a una scelta diversa? Nei miei 27 anni di Regione, ho partecipato a molte commissioni come segretario, come membro, come componente, ma vi assicuro che nel momento in cui arrivavano le designazioni da parte di sindacati, associazioni o altri Enti, si teneva conto della persona che aveva, nell'ambito di una votazione, ottenuto il maggiore consenso! In alcuni casi, quando c'era magari una discriminante di pochi punti percentuali, ecco, in quel caso, si interveniva e si potevano fare delle valutazioni, ma, di fronte ad una percentuale così schiacciante, perché andare a stravolgere quella che era la volontà dell'associazione? Veramente, non riusciamo a capirlo.
Sosterremo ovviamente la mozione, perché non potremmo fare diversamente. Un altro brutto segnale - e tutto avviene nello stesso giorno, dopo la questione Co.re.com. - denota effettivamente una politica che è rimasta legata al vecchio sistema di occupazione sistematica di tutte le poltrone.
Président - Est-ce qu'il y a quelqu'un d'autre? Il n'y a pas d'autres? La parole au collègue Viérin.
Viérin L. (UVP) - Sì, per dichiarazione di voto, se non ci sono altri interventi.
Solo per ribadire il nostro sostegno a questa mozione e per ribadire il fatto che, visto che c'è stata all'interno di quest'aula un'interpretazione del pensiero di qualcun altro che purtroppo non è qui e che ci ha costretti a verificare la veridicità di queste dichiarazioni, noi siamo disponibili al confronto, al pubblico confronto, a sentire anche il diretto interessato, e mettere al corrente tutti di questa situazione perché, al di là delle posizioni politiche, quello che è grave è veramente che in quest'aula si venga a raccontare cose che non sono vere.
Noi, quindi, ribadendo questa nostra volontà, siamo disponibili, anche con gli organi di informazione e di stampa, a fornire gli elementi per ricostruire - per onestà intellettuale - il pensiero di chi è oggetto di questa vicenda: questo soprattutto perché le persone non sono oggetti, le persone hanno delle sensibilità, delle professionalità, una dignità e non è compito...e soprattutto non abbiamo il diritto, noi, qui, di venire e di vendere, di spendere la loro dignità come merce di scambio di altre questioni. Quindi, al di là di tutta la vicenda, noi siamo veramente amareggiati per come è stata gestita questa vicenda, anche oggi, in quest'aula, e vi diciamo e vi richiediamo, soprattutto richiediamo a tutta la maggioranza di riflettere su questa che è una brutta pagina che oggi si scrive.
Presidente - Grazie. Possiamo procedere alla votazione, se non ci sono altre richieste d'intervento. Ha chiesto la parola il collega La Torre, per dichiarazione di voto.
La Torre (UV) - Io faccio una dichiarazione di voto, perché è una situazione estremamente delicata evidentemente, anche difficile per chi ascolta. Io non ero né là, né qua, sono qui, oggi, quindi apprendo sentendo. Io, lo dico, voterò contro la mozione, perché voglio dare fiducia al Presidente, gli voglio credere. In questi giorni abbiamo discusso parecchie volte su alcuni elementi, ci siamo detti che dobbiamo agire e muoverci in modo diverso e io gli voglio credere, quindi io voterò contro. Certo, devo dire che c'è un attimo di imbarazzo, da parte mia c'è un attimo di imbarazzo, voterò contro, perché voglio dare fiducia al Presidente e voglio credere alla sua ricostruzione dei fatti.
Presidente - La parola al collega Baccega.
Baccega (SA) - Grazie Presidente.
Su questa vicenda sono anche stanco di farmi sentire dire che sono un caprone, perché poi in sintesi lei, Ferrero, dà dei caproni, a noi, della Giunta, che abbiamo votato. Noi abbiamo votato coscienti del fatto che c'erano tre nominativi. Nessuno di noi...perlomeno personalmente, non conoscevo nessuno dei tre personaggi che erano iscritti in quella lettera che ha determinato la nomina. Abbiamo chiesto alcune referenze rispetto ai tre personaggi, ci sono state date delle referenze di atteggiamenti eccezionalmente validi rispetto al candidato che abbiamo poi votato perché, in ambito di protezione civile, aveva assunto degli atteggiamenti e dei comportamenti efficaci per questa Amministrazione e in questa logica l'abbiamo votato! Eravamo quindi coscienti di quello che facevamo, coscienti del fatto che questa persona si era comportata, già in passato, correttamente rispetto a tutti gli interventi che aveva fatto. Quindi nessun atteggiamento del tipo: "il capo dice questo e noi dobbiamo seguire"; c'è stato un confronto serio e sereno sul quale abbiamo fatto dei ragionamenti di capacità e di competenza rispetto al soggetto che poi è stato votato.
Visto che ha tirato in ballo la Giunta, io parlo, per quanto mi riguarda, come esponente di questa Giunta: ho votato coscientemente quella persona perché aveva tutte le caratteristiche per poter fare un buon servizio all'interno del comitato per il quale è stato votato da questa Regione. Grazie.
Presidente - Collega Ferrero, per dichiarazione di voto.
Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.
Io, intanto, non ho dato del caprone a nessuno, per cui da questo punto di vista probabilmente ha sentito male; d'altro canto, continuate...ormai abbiamo capito che quello è il metodo...a portare il discorso su argomenti che non sono pertinenti. Il discorso deve essere limitato al fatto che c'è stata una votazione che aveva avuto un esito scontato! L'esito era a favore di una persona, ne avete scelta un'altra, avete fatto voi le vostre valutazioni, avete scelto una persona che ha riscosso 15 voti rispetto ai 64 che ha riscosso un'altra, per carità! Ma a quel punto, allora, non chiedete neanche più le designazioni alle associazioni di categoria, provvedete direttamente, scegliete voi tra i vostri, prendete i tesserati, come avete fatto per il Co.re.com., quelli che hanno dei precedenti, quelli che hanno partecipato ai congressi e li mettete lì! Abbiate quella tranquillità di spirito di farlo in maniera evidente, così almeno ci togliamo anche quest'impiccio, evitiamo di portare in Consiglio regionale questioni che sono veramente...veramente non stanno né in cielo, né in terra!
Stiamo discutendo di cose che sono incredibili! In altri posti...io penso che, nel momento in cui la gente si renderà conto di quello che stiamo discutendo, effettivamente avrà anche tutti i motivi di arrabbiarsi! Perché sono questioni che riguardano numeri, numeri, i numeri parlano: 64, 16 e 15! Voi avete preso una persona che ha ricevuto 15 voti, neanche 16, è il terzo! Quindi, niente, lì sta nei numeri! E non avete rispettato la volontà espressa da un'associazione, da un'assemblea! Non si tratta di essere dei caproni, si tratta semplicemente di avere un concetto della democrazia che...non lo so, è ispirato a qualche Paese dell'Estremo Oriente, ma non certo a un Paese occidentale!
Presidente - Per dichiarazione di voto, la parola al collega Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Un po' a sorpresa, arriviamo anche qui, in Valle d'Aosta, a una valutazione simile stile "fiducia al Governo perché non cada". Personalmente, la fiducia, la fede, la riservo ad altri campi della vita spirituale, quindi la fiducia al capo mi sembra un po' surreale per dei Consiglieri regionali. Qui si tratta di fare delle valutazioni, ogni Consigliere regionale deve prendersi la sua responsabilità sul fatto concreto.
Mi sorprendono le argomentazioni dell'Assessore Baccega che dice: "c'è stato un dibattito su un ragionamento di capacità, non capacità"...si poteva farlo qui! Quel dibattito che avete avuto in Giunta perché non farlo qui? Perché non spiegare qui le tante qualità dell'uno e le non qualità dell'altro? Qui ci è stato detto che uno aveva "osato" ribellarsi ad un'ingiustizia e pertanto non era idoneo. Chi osa alzare la testa, alzare il capo in Valle d'Aosta, deve capire, è un messaggio chiaro: qui, chi si ribella la paga per sempre! La paga lui, la pagano i suoi familiari, non si trova più lavoro...avanti così! Questo è il messaggio che date oggi, da quei banchi! Questa è la fiducia che date ai giovani di impegnarsi, di lottare, di diventare una brava guida alpina, il migliore di tutti, però guai a dire: "no, questo non mi piace!", perché allora per te sarà finita, sarai tagliato fuori, non ci sarà posto per te! Questa è l'educazione alla libertà, ad una società dove si parla di meritocrazia: "noi vogliamo premiare i meritevoli, le borse di studio in Valle d'Aosta solo ai più bravi! Agli altri no, agli altri no! Non ce n'è...è meritocrazia che uno venga premiato, riconosciuto, stimato dai suoi colleghi? No, per te no, non c'è posto! Quindi, Assessore Baccega, le ragioni avremmo voluto sentire, ma non quelle che abbiamo sentito che sono anti-ragioni! Che lottano contro la logica, che obbligano chi è leale alla maggioranza a votare per fede, per fiducia...ebbene no! Noi vogliamo votare per ragione, e la ragione ci dice che questa nomina, così com'è stata condotta, è sballata, non sta in piedi, non si regge!
Per questo votiamo no: votiamo no perché vogliamo una Valle d'Aosta diversa da cima a fondo, vogliamo che chi è primo sia primo, vogliamo che chi ha qualcosa da dire in Valle d'Aosta lo possa dire ad alta voce, senza essere perseguitato nel suo lavoro, "perseguitato nel suo lavoro"! Possa parlare liberamente in Valle d'Aosta, possa fare un ricorso al TAR e rimanere un cittadino come tutti gli altri! Perché è un diritto ricorrere al TAR! Non è un atto, non è una colpa, non è un crimine! Ecco perché votiamo perché questa nomina sia revocata.
Président - Merci. La parole à la collègue Certan.
Certan (ALPE) - Sì, grazie.
Io ho espresso le mie considerazioni riguardo a questo argomento il giorno stesso della nomina e, ribadisco, io non conosco, come molti di noi...probabilmente l'hanno già detto...non conosco personalmente nessuna di queste guide, ma avevo sentito altri cittadini e altre guide alpine che avevano espresso lo stesso principio, lo stesso concetto: "ma allora, che cosa serve un'assemblea di tutte le guide se poi comunque non se ne tiene conto e non si danno neppure le motivazioni?" Non aggiungo altro su questo, ma sono intervenuta perché ho apprezzato l'intervento dell'Assessore Baccega, perché ha risposto d'impulso ed è anche bello ogni tanto vedere che qualcuno reagisce, così come anche il collega La Torre, ma nel suo intervento c'era tutta la drammaticità...
Assessore Baccega, a parte il fatto che a me è sfuggito il fatto che il collega Ferrero le abbia dato del caprone...ma se lei, perché non ha ragionato molto su questa scelta e ha deciso, per alcune motivazioni, così, dopo discussione in Giunta, ha deciso di seguire quello e non le va di essere tacciato di "pecora che segue" o di "caprone che segue il gregge", pensi a quello che hanno provato 64 guide alpine che comunque avevano fatto una scelta!
Ecco, io ogni tanto mi metto da quella parte...spesso provo a mettermi nei panni degli altri...allora dico: che senso ha che 64 persone, anzi 90, si siano riunite, un centinaio di persone si siano riunite, abbiano fatto della valutazioni, abbiano deciso...io, ripeto, non so, non conosco né uno, né l'altro, né l'altro, né l'altro, quindi potrei andare anch'io su questa fiducia, ma proprio perché ho fiducia in tutte queste persone, in queste guide che si sono riunite...avranno discusso, avranno valutato dei programmi. Ho ancora questa illusione: che quando delle persone decidono di dedicare del tempo, la sera, per delle riunioni, per incontrarsi, riunioni di categoria, sia proprio perché ci credono ancora, quindi avranno fatto tutte delle valutazioni, eccetera...fatto una scelta, e la Giunta, senza né anticipare, né dire niente, trac! ne fa un'altra! Ecco, certo che la Giunta ha agito in piena legittimità, nel senso che poteva scegliere, quindi aveva questa facoltà.
A noi fa un po' strano che una larga maggioranza di questa categoria non sia proprio stata presa in considerazione, e mi riferisco proprio a questo atteggiamento...meno male che lei ha reagito! Provi a pensare quello che hanno provato le 64 persone che hanno votato, hanno preso una certa decisione e poi...si sono visti ribaltare la scelta!
Presidente - Grazie. Se non ci sono altre richieste d'intervento possiamo...ha chiesto la parola il collega Fabbri.
Fabbri (UVP) - Grazie Presidente.
Mi riallaccio a quello che ha detto il collega Ferrero circa la democrazia...ecco, io inviterei tutti i colleghi a fare un esame di coscienza e non infliggere un vulnus all'espressione di democrazia di quell'assemblea delle guide. Grazie.
Presidente - La parola al collega Guichardaz.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Anch'io non conosco i tre candidati, non conosco chi è stato eletto e chi è stato escluso, ma arrivo da un'esperienza sindacale in cui esistono dei percorsi, così come nei partiti democratici, dei percorsi che esprimono dei candidati e che esprimono anche delle preferenze in ordine a questi candidati. E nel momento in cui un'assemblea si esprime con un'indicazione chiara, enormemente chiara, (qua parliamo di quattro volte i voti e il gradimento conferito a Paolo Comune rispetto a Favre), io credo che si debba considerare il gradimento e si debbano considerare le preferenze espresse dall'assemblea.
Mi chiedo per quale motivo in legge sia stato indicato, appunto, che l'espressione della cosiddetta "terna" deve essere fatta dall'assemblea: vuol dire che l'assemblea primariamente ha una capacità, diciamo, di scegliere e di discernere...
Io faccio finta di non aver sentito la faccenda del TAR, e quindi di non aver sentito che vi sono stati degli incontri che hanno messo sul tavolo un ricorso a fronte di un cambio di indirizzo rispetto ai criteri di valutazione...facciamo finta di non aver sentito e che ci sia stata, così, una inopportuna "confessione" da parte di qualcuno! Ma io chiedo e mi piacerebbe...e poi è una domanda retorica, perché tanto, difficilmente, la risposta arriverà, ma lo voglio chiedere lo stesso: il fatto di aver scelto il signor Favre a gestire e a dirigere...perché questo dice la legge, la legge dice che: "il Direttore è il legale rappresentante del Soccorso alpino, gestisce e dirige" secondo criteri che tengono in conto il valore, che tengono in conto le capacità e le caratteristiche...ecco, che qualcuno mi dica se l'assioma significa che Favre ha le capacità e le caratteristiche e che Paolo Comune non ha le capacità e le caratteristiche richieste! Se così fosse, allora probabilmente si darebbe un'oggettività alla scelta che avete fatto; diversamente, maliziosamente, posso pensare che la scelta sia la solita scelta fatta secondo criteri non di merito, ma più di affinità e più di vicinanza.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Morelli.
Morelli (ALPE) - Merci Madame la Présidente.
Mi pare che adesso il cuore di questo dibattito sia cambiato rispetto a quando è iniziata la discussione. Se all'inizio la nostra mozione era una mozione che chiedeva la revoca della delibera perché non veniva rispettata la volontà dell'assemblea, mi pare che adesso la questione sia un'altra, e il fatto che sia cambiato il senso del dibattito lo dimostra la dichiarazione del collega La Torre.
Noi non possiamo accontentarci, invece...non possiamo fare una dichiarazione di fede nei confronti del Presidente Rollandin, il quale afferma certe cose che vengono smentite in diretta, pubblicamente, in aula, durante il dibattito. Io credo che questa situazione vada chiarita, in che modo debba essere chiarita non lo so, chiedo ai colleghi di indicare tempi e modi, ma penso che non possiamo chiudere questa discussione in questo modo. Potremmo anche votare adesso la mozione, ognuno rimane sulle sue posizioni, però poi bisogna andare a fondo su questa questione, io credo.
Presidente - Ci sono richieste? La parola al collega Bertschy.
Bertschy (UVP) - Come dichiarazione di voto, e anche a conclusione di un dibattito che - come ha ricordato bene la collega Morelli - ha spostato da un piano puramente amministrativo il discorso a un piano più politico, ma anche il metodo di fare e i contenuti.
Il problema oggi qua - e mi rivolgo anche agli altri colleghi di maggioranza e di minoranza che, come me, sono fuori dalla Giunta, come noi sono fuori dalla Giunta, quindi certe cose le sanno per quello che possono leggere, per quello che possono prendere, per quello che possono sentire oggi - è quanta veridicità c'è in tutte le cose che sono state dette, perché sono state affermate cose effettivamente contrapposte, soprattutto stiamo mettendo in condizioni un organismo, che aveva fatto un percorso bello, libero, semplice, come qualsiasi associazione, dalla più semplice di volontariato ad associazioni più importanti...definendo, attraverso una votazione, quella che poteva essere la persona che per capacità, competenze, tempo, energia, voglia di dedicare qualcosa di nuovo, meglio li rappresentava.
Siamo venuti a sapere che questa difficoltà era stata superata da un accordo che, invece, a noi non risulta esserci, ed è chiaro; veniamo anche a sapere altre cose che ci hanno un po' turbato, perché non è questo l'oggetto del contendere. Quindi a noi viene oggi da chiedere, veramente, al di là delle dichiarazioni di fiducia o non di fiducia, dove si vuole arrivare con questo metodo di agire e di fare, perché stiamo cercando veramente tutte le possibilità per creare confusione nella comunità e difficoltà nella comunità. Le due persone alle quali ci riferiamo non hanno bisogno delle nostre valutazioni, soprattutto le valutazioni le hanno già fatte le persone che le conoscevano meglio e che avevano bisogno del loro appoggio per essere aiutate in un momento anche difficile.
Quello che invece oggi a noi interessa è un'operazione verità che, se non faremo noi, faranno sicuramente i mezzi d'informazione, perché non immagino che non andranno a sentire Paolo Comune o qualcun altro per capire poi alla fine dove sta la verità in questa discussione, perché - come bene ha detto Patrizia Morelli - non è più tanto un problema di revoca e di mettere in difficoltà le persone, a questo punto, ma il problema è di capire dove sta la verità delle cose che ci vengono raccontate. E, ripeto, come questa verità la cerchiamo un po' noi della minoranza, credo che debba riguardare un po' tutto il Consiglio, tutta questa operazione perché altrimenti si fa difficoltà a seguire dei dibattiti futuri.
E poi, riferito al modo di comportarsi, non è il caso, oggi, di stare a ricordare le cose che si sentono sempre fuori dal Consiglio, e non è il caso di accusare di "gregge", di "caproni" nessuno e nessuno l'ha detto, però bisognerebbe essere coerenti con i comportamenti che si tengono negli organi nei quali si vanno a fare le votazioni, ecco. Non sempre tutto questo avviene, fuori dall'aula si sentono dire delle cose, dentro l'aula se ne sentono dire delle altre, e soprattutto, a seconda di chi si interpella, si cerca di tenere un po' l'appoggio da una parte e un po' l'appoggio dall'altra.
Facciamo in modo, intanto, che anche da questa brutta esperienza si faccia un po' più di attenzione e si renda un po' più democratico il lavoro che andiamo a fare e, nel caso che si debbano assumere posizioni che vanno così, controcorrente rispetto alle associazioni, lo si spieghi, almeno prima di assumerle, alle associazioni interessate, perché le competenze - come avete detto voi - le avevano tutti e le hanno tutti. Le differenze della votazione sono talmente importanti che non credo, quando si sono espressi, che qualcuno volesse mortificare qualcuno e glorificare qualcun altro. Probabilmente chi conosceva bene la situazione, le persone, il momento, ha fatto delle scelte nell'interesse dell'associazione alla quale deve portare il proprio contributo.
Anche in questa vicenda, quindi, auspichiamo che tutti quelli che vogliono aiutare la VdA, tutti noi, ecco, a fare un percorso per andare a cambiare un po' il modo di agire, di fare, il metodo di governare, anche il metodo di rapportarsi e di relazionarsi con le persone, abbiano il coraggio di farlo fino in fondo, anche con dichiarazioni che ritengo oneste, corrette come quella del collega Leonardo La Torre, perché quanto meno è un punto di partenza per un'operazione che farà, credo, all'interno del proprio gruppo, all'interno della propria maggioranza.
Presidente - Ci sono altri che chiedono la parola? Ha chiesto la parola l'Assessore Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Grazie Presidente.
Per dichiarazione di voto. Intervengo perché credo sia corretto tranquillizzare tutto il Consiglio, perché effettivamente in Giunta è stata fatta una valutazione molto serena, una valutazione dove le varie designazioni che erano state fatte dall'assemblea sono state attentamente ponderate. Voi sapete benissimo che, quando si sceglie, si può scegliere bene, si può scegliere male a seconda di quella che è la prospettiva. Io credo che chi sceglie si deve prendere la responsabilità della scelta che ha fatto.
Allora, solo per chiarezza, l'articolo 8, il comma 3 - perché sennò non ci capiamo - dice: "il Direttore è nominato con deliberazione della Giunta regionale nell'ambito di una terna designata dall'assemblea tra soggetti di comprovate esperienze", non dice viene scelto da una terna tra quelli che sono più votati! Il concetto che viene espresso nella legge - voi potete ridicolizzare - è "l'esperienza": è il termine che è indicato nella legge.
Ora, siccome avete preso gli articoli di giornale, qualcuno di voi, per gentilezza, può andare a prendere una delle dichiarazioni che è stata fatta da Comune, quando, a caldo, gli hanno chiesto un commento? Sui giornali è stato riportato - non so se l'ha detto o non l'ha detto - ma cito: "probabilmente ha prevalso l'esperienza, hanno scelto colui che aveva più esperienza". E io vi assicuro, con tutta l'onestà intellettuale di cui sono capace, che all'interno della Giunta questa è stata la valutazione. Quindi da questo punto di vista io vi faccio anche un'altra richiesta: per favore, quando qualcuno viene designato dalla Giunta, evitate, a mio modo di vedere, di mettergli un bollo, perché tutti coloro che conoscono le persone, tutti e tre i nominativi erano sicuramente nominativi qualificati, nessuno lo ha messo in dubbio, ma quello che è stato scelto è stato scelto perché aveva un curriculum, aveva un profilo: questo è stato il criterio! E lo stesso Comune, a caldo, quando ha avuto modo di commentare, ha detto: "probabilmente hanno scelto colui che aveva più esperienza". Ecco la risposta!
Non mettiamo dei bolli politici, perché un professionista come Favre, non credo che nessuno in questa sala possa mai aver detto che è appiattito su posizioni politico-governative! È sempre stato un professionista all'altezza; io ho avuto modo di conoscerlo durante il Mezzalama, durante tutta una serie di iniziative che hanno visto delle spedizioni himalayane, e abbiamo sempre trovato una persona che ha dei rapporti qualificati, un'esperienza a livello nazionale e internazionale di grande profilo! Dopodiché potete anche dire: "ma non è stato il più votato": ma questo è l'unico criterio che è stato adottato, quindi vi chiederei veramente di prendere atto di questo ragionamento, dopodiché tutte le altre valutazioni le lascio a voi, ma questa è la verità!
Presidente - Ci sono altri? Se c'è ancora qualcuno che vuole prendere la parola, lo invito a prenotarsi. Ha chiesto la parola il collega Gerandin.
Gerandin (UVP) - Merci Madame la Présidente.
Intervengo con assoluta pacatezza, proprio seguendo l'invito dell'Assessore Marguerettaz; intervengo con assoluta pacatezza perché, tra le altre cose, ho la fortuna di conoscere personalmente molto bene una persona come Adriano Favre. È una persona di cui non si può discutere esperienza, valore, per quello che possono essere state le cause per cui è stato scelto...i motivi...chiesto scusa, i motivi, per cui sono stati scelti.
Io mi aspettavo in quest'aula una difesa sulle competenze, magari mettendo in risalto quello che potevano essere le competenze aggiuntive rispetto a Paolo Comune che, peraltro, ha tutti i requisiti per coprire questo ruolo. Però mi aspettavo che ci fosse anche una sorta di motivazione sul fatto per cui non è stata rispettata una volontà espressa dall'assemblea che si è regolarmente riunita, regolarmente ha votato in merito a queste candidature. E dicevo...ci sta la scelta, va solo difesa, va solo giustificata, va solo motivata.
Lei, Assessore, è intervenuto, ha ripetuto un po' quello che ha detto prima il Presidente, vale a dire nulla di nuovo in merito alle motivazioni, nulla di nuovo, per la carità...ci ha pure detto che tutto quello che viene deliberato in Giunta è decisione comune, evviva! ecco, su questo nuovo sistema democratico e di condivisione che si sta esprimendo in questo momento all'interno dell'Esecutivo valdostano.
Io penso che in questo momento il vero problema siano questa sorta di "chantage" di cui ci ha parlato il Presidente prima, vale a dire il fatto che da un colloquio a tre - così come ci è stato riferito - praticamente si sia detto: "benissimo, cambiamo le regole, così non avrai problemi sul tuo ricorso...ritiriamo, non ha più senso che il ricorso vada avanti, l'importante che tu non cavalchi più questa mancata nomina". Io penso che già quest'attitudine da parte di un Presidente sia un'attitudine che lascia un po' a desiderare...beh...l'ha detto, l'ha detto che veniva ritirato il ricorso e che venivano cambiate le regole e che l'esame non era più con...non c'era più motivo di questo ricorso, in quanto venivano cambiate le regole. Questo è quanto è stato detto, almeno così noi abbiamo capito, può darsi che abbiamo capito male.
Quello che è più grave in assoluto è che poi alla fine, dalle comunicazioni che abbiamo, dai dati che poi comunque pubblicamente emergeranno domani, è stato smentito quest'accordo; io penso che questo sia grave, perché il ruolo di Presidente della Giunta regionale, di capo dell'Esecutivo, in questo momento presupponga un'informazione corretta, un'informazione che sia a prova di essere di smentita...questo è quanto non è successo! Il fatto grave, al di là, torno a dire, del fatto che si parli di due persone che hanno comunque dei requisiti assolutamente non messi in discussione...in questo momento si sta parlando di una gestione non corretta della situazione, in quanto si è cercato di fare degli accordi in modo da sistemare..."distribuiamo un po' pani e pesci e cambiamo le regole, così nessuno si potrà più lamentare"... La cosa più grave è che queste cose sono state smentite pubblicamente. Il fatto che arrivino dei messaggi in cui si dice: "per fortuna mi avete salvato la faccia, sennò passavo ancora per venduto"...questo è quanto è successo...a me pare che sia un messaggio estremamente grave! Poi, per la carità, è giusto, è legittimo che venga confermata la fiducia, ci mancherebbe che la fiducia non venga confermata da parte della maggioranza; però, sinceramente, io penso che alla fine qualcosa cambierà, cambierà perché ognuno dovrà fare i conti con la propria coscienza, ognuno dovrà fare i conti con i dubbi, e qui di dubbi questa vicenda ne lascia veramente tanti: sul modo di gestione, sui criteri di scelta e quant'altro! Grazie.
Presidente - La parola al collega Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.
Non volevo intervenire. Ho ascoltato attentamente il dibattito, ho ascoltato attentamente le riflessioni e le informazioni che il Presidente della Regione ci ha fornito questa sera.
Il nostro Capogruppo Morelli ha ben confezionato, invece, il "cuore" o, quanto meno, dove si è spostato il dibattito di questa mozione. Purtroppo siamo in dichiarazione di voto, e non possiamo permetterci di modificare questa nostra mozione perché, smentita l'informazione che lei ha esplicitato in quest'aula, noi dovremmo richiedere a lei, le dimissioni dal Governo regionale, se le sue affermazioni non sono corrette e soprattutto sono false! Lei ha parlato di "accordo a tre", me lo sono segnato, me lo sono sottolineato, "accordo a tre", smentito pubblicamente dal collega Viérin, non ho sentito delle sue smentite...
Io trovo gravissimo, dal punto di vista istituzionale, dal punto di vista politico, un Consiglio che deve posizionarsi su una mozione che dà un metodo, la forma diventa veramente sostanza...dico questo quando stesse considerazioni erano state dichiarate da lei più volte nel momento in cui noi, nella passata legislatura e in questa legislatura, avevamo affrontato - non c'entra nulla, ma il paragone è identico - come avvenivano i reclutamenti a tempo indeterminato nelle società partecipate...stessa identica cosa, stessa identica cosa!
Non ho altro da aggiungere, solo che il dibattito è spostato completamente e, se questa sera o domani ci sarà comunque certezza che lei ha esplicitato il falso in quest'aula, io penso che politicamente non solo sia grave...questo Consiglio dovrà non solo prendere atto, ma dovrà veramente modificare l'impianto del domani del sistema Valle d'Aosta.
Presidente - Ci sono altre richieste d'intervento? Non ci sono altre richieste?
La parola al Presidente Rollandin.
Rollandin (UV) - Nella mia esposizione ho precisato le motivazioni che sono state alla base di una scelta, e qui voglio ricordare che, se non si trattasse di scelta, tutto il ragionamento che avete svolto sarebbe perfetto! Bisogna solo cambiare la legge! E dire che è l'assemblea che sceglie il proprio Direttore. Molto semplice! Perché questa è l'unica soluzione che ci toglie dall'imbarazzo e non credo che ci sia nessunissima difficoltà a immaginare un percorso diverso! Se si vuole fare in modo che sia la categoria, l'associazione a scegliere, bisogna cambiare regola! E non dire su una terna si sceglie, con una lettera inviata senza l'esito delle votazioni, anche se gli organi di stampa le avevano date. Questa è alla base del ragionamento falso che tutta la sera abbiamo sentito in quest'aula di non rispetto della democrazia; questo è un ragionamento falso! Perché il rispetto della democrazia c'è nel momento in cui, a questo punto, si tiene conto del risultato, e punto! Non si tiene più conto di altre valutazioni che sono già state ricordate. Questa è la logica! Questo è quello che sicuramente è alla base di un ragionamento diverso, si cambiano le regole! Se le regole sono queste, noi non solo non abbiamo violato quelle che sono le regole della democrazia e il rispetto di quella che è la legge, ma, anzi, l'abbiamo applicato in pieno, tenendo conto del massimo dell'esperienza che noi ritenevamo nel soggetto che abbiamo indicato. Non abbiamo fatto delle valutazioni della persona, abbiamo fatto la valutazione sulle funzioni che le persone devono svolgere.
Per quanto riguarda quello che ho riferito in quest'aula, degli incontri, non erano certo né per un baratto, né per altre situazioni, ma erano per chiarire se c'erano delle possibilità di uscire da dei dissapori che portavano difficoltà ai rapporti nell'interno dell'associazione. Quello che ho riferito è quello che è successo, non ero da solo, quanto è stato detto era nel rapporto a tre, e quindi io non ero da solo, ma quando si è detto della valutazione di un possibile cambiamento...e non c'entra niente il baratto, difatti uno è libero di fare tutto quello che vuole...si è detto che per il futuro c'era un impegno a intervenire in modo diverso nell'ambito della valutazione, tenendo conto che l'ultimo esame aveva fatto oggetto di una serie di difficoltà, di capire quali erano i criteri per cui c'erano state delle bocciature! Questo ho detto e questo riconfermo! Sul resto io mi sono fermato lì a dire che, a questo punto, questo era quanto si era detto in quella sede; quindi io sono pronto, come dico, a ribadire questo, e l'ho ribadito adesso, che questo era il risultato di questo incontro.
Noi abbiamo votato come Giunta il Favre e sfido chiunque a dire che sia una scelta politica o partitica, perché non c'entrava proprio niente! Gli stessi l'hanno detto e affermato, non c'entrava...no, perché qui l'ho anche sentito dire! Sì, politica...come no? Forse sarà perché erano altre le regole? No, le regole erano solo queste! Voglio che sia chiaro! Purtroppo l'informazione per come ne è uscita, proprio perché non comprendendo, non essendo dette le regole del gioco...sembrava che noi avessimo rivoltato un risultato dell'assemblea inficiando il risultato dell'assemblea e votando qualcun altro! Era nella possibilità, nell'ambito della terna, di poter scegliere, perché sennò non l'avremmo fatto! Questo deve essere chiarissimo!
Sul resto io credo che ci siano tutte le possibilità, per cui io riconfermo quello che ho detto nell'ambito di quello che è stato l'incontro fatto a posteriori, quindi non c'entrava niente quello che è...quindi, sul resto, io non entro nel merito. Voglio solo riconfermare che questo è stato detto ed eravamo in tre a sentire, quindi io mi fermo qui. Riconfermo la fiducia nella persona che abbiamo indicato, sicuri che possa fare un buon lavoro, anche per ricompattare l'associazione.
Presidente - Grazie! Altri? Possiamo mettere in votazione? La parola al collega Bertschy.
Bertschy (UVP) - Grazie Presidente.
Intanto non vorrei che qui venisse premiato chi, con molta educazione, evita di fare polemica sui giornali...perché avete parlato più di uno questa volta sui banchi della Giunta, mi riferisco all'intervento precedente...quando uno riesce sui giornali magari anche a ridurre un pochettino quelle che sono le affermazioni che poi vengono alimentate, viene definito come la persona che assolutamente vuole trovare delle soluzioni o altro.
Io l'ho quindi ritenuta una dichiarazione responsabile quella di Paolo Comune, a caldo, qualche momento dopo, come ho ritenuto responsabile la prima dichiarazione di Adriano Favre, ma, al di là di questo, non credo che qui si tratti di dire chi è di un movimento o chi è dell'altro, il ragionamento che le forze di opposizione hanno fatto è stato un ragionamento molto semplice: non mortifichiamo l'esercizio libero di un'espressione così netta di un'associazione, così netta! Perché non stiamo parlando di un'associazione che è arrivata a dire: "un voto in più, un voto in meno, abbiamo due persone", quest'associazione non ha detto "uno è più bravo dell'altro", ha detto: "in questo momento questa ci sembra la guida, per noi, migliore".
Allora, la democrazia, come bene ci viene ricordato, passa per le scelte, le scelte passano per le leggi, le leggi sono fatte anche tenendo conto, visto che bisogna fare delle scelte, del buonsenso che bisogna avere! Qui non ce n'è stato, a mio avviso! Qui non ce n'è stato! Il buonsenso andava nella direzione di cercare di accontentare ed accompagnare un'associazione che era in difficoltà. E poi la democrazia...ci viene ricordato spesso che è fatta di numeri, e qui ce l'avete detto a livello personale, a livello di politica, di maggioranza, di gruppi!...no, no, ma attenzione, mi lasci dire Presidente! Guardi...la democrazia è fatta di numeri; quando questi numeri danno ragione a qualcheduno per governare allora vanno rispettati, quando danno ragione a qualcun altro per essere rispettati ci si dimentica un po' troppo in fretta, a mio avviso! Poi, è vero che è una scelta, tant'è vero che oggi, noi, non abbiamo detto che uno è migliore dell'altro! Abbiamo detto che su questa scelta non riteniamo che si sia fatto un percorso corretto nei confronti dell'associazione! Non abbiamo fatto classifiche! Poi nelle scelte...nelle scelte evidentemente si prendono delle responsabilità ed ognuno si assume le sue, e ci siamo fermati lì...però, se permette, l'affermazione e il resoconto che ha fatto nel suo primo intervento ha fuorviato un po' la discussione che ne è venuta fuori! È sembrato...può darsi che tutti abbiano capito male...però è sembrato un incontro a precedere questa discussione oggi in aula, a cercare delle soluzioni, a cercare anche forse delle soluzioni tra le file della maggioranza...non è questo che ci interessa, tanto oggi credo che, al di là di come andrà a finire la discussione, il buonsenso lo dovranno mettere quelli che dovranno lavorare fuori di qua, perché non siamo noi che dovremo trovare soluzioni.
Mi dispiace però che della democrazia ci si ricordi solo quando deve dare ragione a qualcuno. Noi non abbiamo assolutamente intenzione di creare sui nomi delle polemiche; abbiamo, dall'inizio del Consiglio, fatto un ragionamento che va sui metodi, sul sistema di lavorare insieme, sul sistema di accompagnare la comunità fuori da quest'Assemblea, Questa scelta ci è sembrata assolutamente incoerente con un metodo di pensare e di agire che noi abbiamo...e l'abbiamo rivendicato senza, ripeto, fare false accuse o affermazioni, abbiamo semplicemente rilevato quello che ci è stato detto nel passaggio precedente. Saranno poi direttamente gli interessati che dovranno chiarire le cose con lei, con voi.
Quello che noi speriamo è che questa sia l'ultima scelta fatta contro natura e controtendenza, e soprattutto senza giustificare le cose che si vanno a fare nei confronti delle associazioni, che rappresentano degli interessi importanti per la nostra comunità.
Presidente - Altri iscritti a parlare? Possiamo procedere alla votazione? La votazione è aperta. Tutti hanno votato? Possiamo chiudere la votazione?
Presenti: 35
Votanti: 35
Favorevoli: 17
Contrari: 18
Il Consiglio non approva.
Colleghi, possiamo sospendere i nostri lavori che riprenderanno domani mattina.
---
La seduta termina alle ore 21,04.
