Oggetto del Consiglio n. 237 del 13 novembre 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 237/XIV - Rinvio del rinnovo integrale del Comitato regionale per le comunicazioni (Co.re.com.) ai sensi dell'articolo 3, comma 6, l.r. 26/2001.
Président - On est au point 20 à l'ordre du jour.
Prima di procedere alla mia illustrazione chiederei dieci minuti di sospensione per poter effettuare una riunione dei Capigruppo, se siete d'accordo.
Il Consiglio è sospeso per 10 minuti.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 15,37 alle ore 16,14.
Rini (Presidente) - Colleghi, possiamo riprendere i nostri lavori. Possiamo quindi passare all'illustrazione del punto, se non ci sono richieste in merito alla sospensione.
Per quanto riguarda il rinnovo integrale del Co.re.com., il Consiglio regionale, con provvedimento 2355 del 18 aprile 2012, ha eletto, quale Presidente del Comitato regionale per le comunicazioni della Valle d'Aosta di cui alla legge regionale 4 settembre 2001, n. 26, la Signora Ghillino Manuela e, quali componenti, i Signori Boccarella Massimo, Patacchini Renato, Sciulli Carmine e Amedeo Daniele Michele, per la durata di 5 anni. In data 4 luglio 2013, i componenti Amedeo Daniele, Boccarella Massimo e Sciulli Carmine hanno rassegnato le dimissioni dal Co.re.com. e, in data 5 luglio 2013, il Signor Sciulli Carmine ha ritirato le proprie dimissioni, presentate contestualmente agli altri membri il 4 luglio 2013. Inoltre, in data 15 luglio 2013 anche il Signor Patacchini Renato ha rassegnato le proprie dimissioni, che hanno confermato lo stato di crisi del Comitato. In data 15 luglio 2013 il Presidente del Co.re.com. ha inviato alla Presidenza del Consiglio regionale una nota per lamentare il fatto che il Consiglio, nelle sedute consiliari del 5 e dell'8 luglio scorso non aveva provveduto alla surrogazione dei dimissionari, chiedendone di procedere nella seduta del 24-25-26 luglio 2013 alla sostituzione dei due membri dimissionari, onde consentire il ripristino della collegialità dell'organo e della sua piena operatività, ai fini del corretto espletamento dei suo compiti istituzionali. Il Consiglio regionale del 5 e dell'8 luglio era già stato convocato in data 1° luglio 2013, in sessione straordinaria ed urgente, per la ricostituzione degli organi consiliari dopo la tornata elettorale, e pertanto non poteva procedere in tale sessione al rinnovo del Co.re.com., in quanto tale oggetto non era iscritto all'ordine del giorno.
Con lettera datata 30 luglio 2013 ho comunicato al Presidente del Co.re.com. che, innanzitutto, l'articolo 3, comma 6, della legge regionale 26 del 2001, stabilisce che qualora il Comitato si riduca a due componenti, si procede al rinnovo integrale dello stesso entro 60 giorni dal verificarsi di tale situazione, e che avrei provveduto ad iscrivere la proposta del rinnovo del Co.re.com. all'ordine del giorno di un'adunanza del Consiglio regionale nel rispetto di tale termine. Il comma 2 dell'articolo 6 della legge regionale 26 del 2001 prevede che i componenti dimissionari continuino ad esercitare le loro funzioni fino al giorno antecedente l'insediamento dei successori e, pertanto, non vi sarebbero stati impedimenti di natura giuridica all'approvazione degli atti di competenza del Comitato fino a tale data.
In data 13 settembre 2013 è stato notificato alla Presidenza del Consiglio regionale un ricorso promosso innanzi al TAR della Valle d'Aosta, da Ghillino Manuela, in proprio, ma nella qualità di Presidente legale rappresentante del Co.re.com. Valle d'Aosta, con cui chiede l'annullamento, previa sospensione dell'applicazione dell'avviso a firma del Presidente del Consiglio regionale della Valle d'Aosta, datato 30 luglio 2103. In data 17 settembre 2013 è pervenuta alla Presidenza del Consiglio regionale, da parte della Presidente Ghillino, un'istanza di annullamento, in via di autotutela, ex articolo 21 nonies legge 241/1990, dell'avviso prot. n. 5422 del 30 luglio 2013, previa reiterazione della richiesta di provvedere al rinnovo parziale del Co.re.com. mediante la sostituzione dei due membri dimissionari, con cui chiede altresì di inserire tale istanza all'ordine del giorno della seduta consiliare del 25-26 settembre 2013, per le necessarie valutazioni da parte dell'organo competente.
Nel rispetto del termine dei 60 giorni di cui all'articolo 3, comma 7, della legge regionale 26 del 2001, tenuta peraltro presente l'interruzione dei lavori degli organi consiliari per le ferie estive, il punto n. 55, recante: "Rinnovo integrale del Comitato regionale per le comunicazioni" è stato iscritto all'ordine del giorno dell'adunanza consiliare del 25 e 26 settembre 2013. Il Consiglio regionale, tramite l'oggetto 144 del 26 settembre 2013, ha concordato di rinviarlo ad un'adunanza successiva all'udienza del TAR, in cui si sarebbe discussa la misura cautelare avanzata dalla Presidente del Co.re.com. con il ricorso. Il TAR della Valle d'Aosta, con ordinanza n. 26, depositata in data 16 ottobre 2013, ha respinto la domanda incidentale di sospensione dell'avviso del Presidente del Consiglio in data 30 luglio 2013, sulla base dell'assenza di pregiudizio grave e irreparabile, attesa la natura non provvedimentale dell'atto impugnato e il regime di prorogatio ex lege del Co.re.com., con conseguente pienezza delle funzioni esercitate.
In data 29 ottobre 2013, il Presidente del Co.re.com. ha presentato altresì un atto di diffida nei confronti del Consiglio regionale, affinché provveda in via urgente, e comunque non oltre il termine di giorni 30 della notifica dell'atto stesso, alla sostituzione dei componenti dimissionari del Co.re.com., ripristinando così il quorum strutturale del Comitato, onde consentire allo stesso l'espletamento delle funzioni di legge. L'articolo 3, comma 6, della legge regionale 26/2001 prevede che, nel caso in cui il Comitato si riduca a due componenti, si proceda al rinnovo integrale del Comitato stesso. Pertanto le dimissioni dei Signori Amedeo, Boccarella e Sciulli del 4 luglio 2013, riducendo così immediatamente a due i componenti del Comitato, Ghillino e Patacchini, hanno provocato lo scioglimento dell'organo, determinando la necessità di procedere al rinnovo dell'intero organismo. Il successivo ritiro, in data 5 luglio 2013, delle dimissioni da parte del Signor Sciulli, è irrilevante, e deve ritenersi che le dimissioni contestuali e collegiali dei Signori Amedeo, Boccarella e Sciulli abbiano comportato, quale effetto istantaneo e soprattutto irrevocabile dal singolo componente, la riduzione a due componenti del Comitato già a partire dal 4 luglio del corrente anno.
La proposta di rinnovo integrale del Co.re.com. stesso, come concordato dal Consiglio regionale nella seduta del 26 settembre, è quindi sottoposta oggi all'esame del Consiglio regionale. Ricordo che, ai sensi della legge regionale 26 del 2001, i 5 componenti sono scelti tra persone che diano garanzia di assoluta indipendenza, sia dal sistema politico-istituzionale, che dal sistema di interessi di settore delle comunicazioni e che possiedano competenze ed esperienza comprovate nel settore della comunicazione nei suoi aspetti culturali, giuridici, economici e tecnologici. L'articolo 4, sempre della legge 26 del 2001, disciplina la situazione di incompatibilità e la modalità di rimozione delle cause di incompatibilità che ha luogo entro venti giorni dalla data di ricevimento della comunicazione da parte del Presidente del Consiglio regionale dell'elezione, pena la dichiarazione di decadenza del Presidente o del componente del Comitato da parte del Consiglio regionale.
Il Presidente del Comitato è eletto dal Consiglio regionale, a votazione segreta, a maggioranza dei 2/3 dei Consiglieri assegnati. Qualora, dopo due votazioni consecutive, nessun candidato raggiunga tale maggioranza, il Consiglio procede con ulteriore votazione da effettuarsi nella stessa seduta del Consiglio regionale e risulta eletto il candidato che riporta la maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati. Gli altri componenti del Comitato sono eletti dal Consiglio regionale a votazione segreta con voto limitato a tre nomi. In caso di parità è eletto il più anziano di età. Almeno un componente deve essere espresso dalla minoranza.
Propongo al Consiglio di procedere quindi all'elezione del Presidente e dei quattro componenti del Comitato regionale per le comunicazioni con due votazioni distinte.
Possiamo aprire la discussione generale. La parola al collega Ferrero.
Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.
A nostro avviso, bisogna partire dal nome di quest'organismo: Comitato di controllo. Un Comitato di controllo deve avere delle persone che sono super partes, e non devono essere delle persone che sono riconducibili, in qualsiasi modo, ai partiti o alle forze politiche che sono presenti in Consiglio regionale; quindi questa è la prima cosa che ci sentiamo di sottolineare. La logica di spartizione delle poltrone è una logica che noi abbiamo sempre criticato, e che in questa occasione, se fosse la logica a cui ci si riferisce anche in questo caso, sarebbe veramente deprecabile. Bisogna fare anche un'osservazione riguardo al bilancio dell'attività del Co.re.com. che c'è stato in questi anni, quindi...cos'ha fatto il Co.re.com. con la composizione che c'era, con i componenti che c'erano in questi anni? È difficile riuscire a capirlo!
Noi notiamo, e abbiamo fatto ancora una richiesta pochi giorni fa, di avere una...diciamo una specie di report su quella che era l'attività del TG3 in Valle d'Aosta e, ahimè, non è ancora disponibile, non ci è ancora stata data, e quindi, in cinque anni, il più importante...diciamo organismo radiotelevisivo non è stato monitorato, non abbiamo dei dati disponibili! Guarda caso, nel precedente Co.re.com. c'erano comunque due ex giornalisti della RAI, Amedeo e Boccarella! Boccarella è il nominativo, che adesso voi ci proponete come Presidente. E allora c'è da chiedersi se questo Co.re.com. abbia fatto un buon lavoro oppure no, soprattutto che cos'abbia fatto...perché poi, il Co.re.com., alla fine ci costa 220 mila euro di media all'anno, abbiamo due dipendenti e abbiamo cinque componenti. In che cosa si sostanzia, poi, l'attività del Co.re.com.? In che cosa si sostanzia? Sarebbe bello capirlo...nel commissionare alcune...diciamo alcune indagini al famoso Osservatorio di Pavia (l'Osservatorio di Pavia è quello che fa le indagini per tutti i Co.re.com.), ma se il Co.re.com. limita la sua attività semplicemente a commissionare e a dare degli incarichi per ottenere poi dei semplici report, a questo punto ci chiediamo a che cosa serve effettivamente il Co.re.com. e a che cosa è servito il Co.re.com. che c'era prima! A questo punto istituiamo, noi, un osservatorio, qui, valdostano...magari riusciamo anche a risparmiare dei soldi e facciamo un lavoro che è anche più preciso di quello che ha fatto l'Osservatorio di Pavia, che, sappiamo, in alcuni frangenti, confondeva un Viérin con l'altro, venivano fuori delle cifre che poi non corrispondevano, e poi addirittura qualcuno è dovuto intervenire a fare le correzioni. Allora questo effettivamente a noi non piace.
Ci sarebbe piaciuto da parte vostra, ecco, la presentazione - anche con un giorno e mezzo di anticipo, sarebbe bastato, non è che chiediamo dei mesi - di una serie di nominativi con dei curricula, cioè sapere la professionalità di queste persone su che cosa è basata, qual è il loro titolo di studio, qual è diciamo la loro esperienza professionale, cos'hanno fatto per meritarsi...per essere degni di fiducia ad operare in questo organismo. A noi bastava questo. Non si tratta di dire: "ne prendiamo due noi e ne diamo due a voi", questa è una cosa di "politica vecchia", alla quale noi effettivamente non vogliamo aderire. Che dopo i cinque anni di sostanziale inattività del Co.re.com., ci debba venire Brunetta, che è stato anche un vostro "alleato", del PdL, a dire che il TGR regionale è sbilanciato a livello del 76-80 percento sulle posizioni della maggioranza e non ce l'abbia detto il Co.re.com., c'è da chiedersi un attimino che cos'è successo! C'è da chiedersi: il Presidente che voi proponete adesso, nei cinque anni, cos'ha fatto, cos'ha fatto di lavoro, cos'ha fatto? L'ha notato questo? L'hanno notato tutti i valdostani, non l'ha notato invece il Co.re.com. della Valle d'Aosta! E adesso uno dei componenti che è stato in questo Co.re.com. ci viene propinato come il Presidente del Co.re.com. nuovo! Eh, scusate...niente contro questa persona, però, accidenti, non mi sembra che a livello di requisiti abbia dato prova di un dinamismo eccezionale...tutti se ne accorgono, il Co.re.com. no...ahi ahi ahi!
Vorrei quindi terminare con un appello alla maggioranza, per rivedere in attimo quella che è stata la scelta. Di certo una scelta del genere non ci potrà vedere, diciamo, partecipi, vi assumerete tutta la responsabilità e la scusa che...ahi ahi ahi...il Co.re.com. dev'essere ricostituito perché ci sarebbe un grave pregiudizio...sinceramente nessuno, in Valle d'Aosta, si è accorto di nulla da quando i componenti hanno dato le dimissioni rispetto ad adesso! Non mi sembra che ci sia un'urgenza terribile per provvedere alla nomina del Co.re.com., mi sembra che sia una cosa assolutamente superflua. Quindi, nessuno muore se ci riflettiamo ancora un momento, e magari troviamo una scelta che sia una scelta di componenti a livello tecnico, e non componenti a livello politico. Sarebbe un bel segnale verso i valdostani, perché sennò, se facciamo la conta delle poltrone...ebbè, qui, l'esempio viene a mancare! Comunque sulla conta delle poltrone vi potrete trovare voi, non di certo il Movimento Cinque Stelle.
Président - Merci. A demandé la parole le collègue Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
In questi ultimi anni, incontrando i cittadini e parlando con loro, spesso concludevo la conversazione dicendo: spero naturalmente di non aver ragione. Quando due anni fa ci trovammo ad avere in mano la discussione sulle leggi che riguardavano il rinnovo del Co.re.com., ecco, noi mettemmo in luce che c'erano tutte le condizioni per cui questo Co.re.com. non avrebbe funzionato, o perlomeno avrebbe funzionato con la vecchia logica: il più forte occupa i posti, li gestisce come vuole lui e, tanto per dare un contentino, uno specchietto per le allodole, qualche volta generosamente concede anche un posto alla minoranza.
Noi, in quelle circostanze, in quelle occasioni in cui c'è stata l'opportunità di discutere del Co.re.com., abbiamo fatto notare come quello che non funziona in Valle d'Aosta innanzitutto è la struttura del Co.re.com....magari ne torneremo a parlare in sede di bilancio. C'è stato qualcuno che ha anche detto che ci sono troppe persone negli uffici regionali, ma sicuramente sono distribuite male; io non penso che siano troppe, ma del "distribuite male" son sicuro. Il Co.re.com. è uno di quei casi: abbiamo una struttura fatta da due dipendenti; un D e una persona collocata in B, quando gli altri Co.re.com. di altre Regioni hanno 10-15 dipendenti e hanno tre componenti nel Consiglio di amministrazione...tre, non cinque!
Noi avevamo già fatto una battaglia perché la logica doveva essere quella di ridurre questi numeri, ridurre queste poltrone e mettere magari persone competenti in ottemperanza a quell'articolo 1 che grida, dico "grida vendetta", perché, mi piace rileggerlo: "i cinque componenti sono scelti tra persone che diano garanzie di assoluta indipendenza, sia dal sistema politico istituzionale - il che fa scoppiare a ridere - che dal sistema degli interessi di settore"... sono persone che...cioè, più dentro il settore di queste non c'è n'è...e poi, successivamente: "che possiedano competenze, esperienze comprovate"...e in questo, senza dubbio, rientriamo nella casistica, ma che siano indipendenti dal sistema politico non scriviamolo neppure in una legge, quando sappiamo qual è l'iter con cui si arriva a queste nomine! Raccontiamo ai cittadini una cosa che sappiamo già che non faremo! Dentro questa vicenda abbiamo quindi cercato, in qualche modo, di trovare dei meccanismi che favorissero il tecnicismo, quindi rifacendosi ad altre leggi regionali come la 11 del '97, cercando di aprire una specie di albo in cui il cittadino singolo possa dire: "io ho delle competenze in quel settore, mi iscrivo"...e poi che venisse fatta una scelta la più ampia possibile tra gente indipendente e competente.
Per quanto ci riguarda, noi, in questi anni, non ci siamo sentiti minimamente tutelati da questo Co.re.com., e quando abbiamo avuto l'occasione di incontrarci per fare alcune richieste in merito alle battaglie...per esempio referendarie, per chiedere determinati spazi di dibattito, modificazione degli orari dei dibattitti, eccetera...beh, se c'è stato qualcuno che è stato...mentre, devo dire, gli addetti ai lavori, cioè gli stessi giornalisti della RAI provavano a ragionare con noi, a dire: "vediamo di trovare una soluzione"...se c'è qualcuno a cui non è proprio importato nulla delle ragioni che noi abbiamo cercato di esprimere...sono stati proprio i rappresentanti del Co.re.com.! Ma chi deve tutelare il Co.re.com.? Il più forte o il più debole? Se il più debole gli fa notare che c'è un problema...ma tutto questo Co.re.com. - a me non interessa chi è il componente di maggioranza o di minoranza - si farà carico di chi è più debole?
Allora io vorrei ribaltare un po' la questione. Qui ho sentito voci...perché la cosa non mi è ancora chiara, per cui ci potrebbero essere riequilibri tra la distribuzione 4 a 1, 3 a 2, 2 a 2, ma il ragionamento principale dovrebbe essere che un organismo di controllo e vigilanza non è l'organismo con cui la maggioranza fa le sue prove di forza! Allora, nell'altra legislatura, la maggioranza si fa una legge che ha un titolo bellissimo, avete fatto una legge che è uno spettacolo, si chiama: "Ulteriori modificazioni alla legge" ed è bellissima! Perché su questo "ulteriori" dobbiamo andare lì...e che cosa c'era da correggere in quel "ulteriori"? da tre portarlo a cinque, ma siccome c'era aria di costi della politica, di attacchi, e queste poltroncine erano abbastanza pesanti, si decide di dire: "li portiamo a cinque, però il compenso rimane quello dei tre". Grande atto di bene volenza...ma perché questo 3-5? Perché nella passata legislatura le forze di maggioranza erano quattro: Union Valdôtaine, Stella Alpina, Fédération, "PdL"...uno alla minoranza, senza neanche nominare quali forze c'erano, uno alla minoranza, l'importante è che i quattro di maggioranza siano ben coperti, al caldo...e che cosa si ottiene? Si ottiene che si nomina presidente quell'indipendente, quella persona assolutamente indipendente dalla politica che era un rappresentante indicato dal PdL! Quando scattano, giustamente, nella corretta ricostruzione, puntigliosa, della Presidente Rini, le dimissioni di questi del Co.re.com. che si accorgono che proprio con la Ghillino non si può lavorare, ci sono dei problemi di relazione, quando scattano? Quattro luglio 2013, esattamente dopo le elezioni, dopo il risultato elettorale non si può più lavorare con la Ghillino! Ma ci volete anche prendere in giro? Ci volete dire che queste sono...queste sono delle dimissioni politiche! È un atto politico del Co.re.com.! È una vergogna, è per quello che non l'ho detto adesso, ma l'ho detto già mesi fa, l'ho detto mesi fa che questa cosa era un'indecenza, era un'indecenza! E che queste persone non erano più degne di sedersi nel Co.re.com.! Perché uno che è eletto sulla base della totale indipendenza dal sistema politico, dà delle dimissioni assolutamente politiche! Il PdL non è più in maggioranza, si fa fuori la Ghillino dal Co.re.com.! Poi uno viene preso dal panico, dice: forse sono andato al di là, forse ho esagerato...il giorno dopo si alza e ritira le dimissioni... Allora si ricorre al quarto, si riesce a raffazzonare un'interiore dimissione per riuscire a far decollare il Co.re.com....
In questi mesi, tra l'altro mesi di contenzioso giuridico piuttosto antipatico, ho detto: siamo lì...sicuramente mi immagino che la Presidente del Consiglio non sia così avventata di lanciarci in un percorso...presentando la ricomposizione del Co.re.com., in un percorso in cui...ebbè, ci fosse solo il rischio di perdere la causa...io mi auguro che la Presidente abbia fatto tutte le valutazioni per evitare questa cosa...so che in altri luoghi ha portato ad avere due Co.re.com....non tanto per i due Co.re.com., perché possiamo averne quattro o cinque, tanto non serviranno a niente, non ci tuteleranno, noi, forze di minoranza, ma perché costano ai cittadini! Qualcuno paga, sono i cittadini, non noi, non è la Presidente del Consiglio, non è il Consigliere, è il cittadino che li paga!
È per questo che, in questo periodo confuso, ci saremmo auspicati una revisione di questo testo per andare veramente a costruire un meccanismo che privilegiasse...come dire? la competenza tecnica rispetto a questo percorso di nomina politica. Anche tutto il meccanismo elettivo, è un meccanismo che consente alla maggioranza, oggi, di dire: ve ne regaliamo due, siamo molto generosi, ve ne diamo due, ma se non fate i birichini, perché se fate i birichini la maggioranza, con questa legge in vigore adesso, può sempre eleggerne tre, può sempre eleggerne tre...più il Presidente, quindi quattro su cinque, questa è la legge in vigore, quindi in momenti cosiddetti "di difficoltà politica", 18 a 17...si dice "siamo generosi"...ma è proprio questo che grida vendetta! A me, invece di far piacere, questa cosa mi fa ancora più arrabbiare, se posso dirlo, perché? Ma perché se la maggioranza è in difficoltà allora concede più controllo? Ma l'organismo di controllo è di tutti! L'organismo di controllo è super partes, anche se lo nominate voi, anche se voi nominate uno dell'Union, uno della Stella Alpina, dev'essere una persona che fa anche i miei interessi! Fa l'interesse del cittadino, non fa l'interesse dell'Union, non fa l'interesse della Stella Alpina quando è al Co.re.com.! Lo capisco che c'è la nomina indicata dal partito, ma questa persona dev'essere una persona che fa gli interessi del cittadino, non l'interesse del partito! Queste sono persone che, così come si sono comportate in passato, hanno dimostrato di fare gli interessi del partito che voi chiamate "Mouvement", ma che si comporta come il PCUS, come il PCUS, perché rispondono a comando, rispondono a bacchetta, non sono indipendenti! È questo che bisogna cambiare, è questo lo sforzo che bisogna fare.
Allora se qualcuno dice: qual è la posizione del Partito Democratico rispetto a questa vicenda? Ma di un imbarazzo totale, di un imbarazzo totale, perché la nostra proposta di emendamento, già l'altra volta, ha avuto 3 voti favorevoli e 26 contrari...questo è agli atti! Non è che mi sono inventato adesso questa posizione per fare il dispettino, perché adesso siamo a 17, allora bisogna alzare i toni perché siamo a 17...no, questo dibattito l'ha fatto con una precisione, l'ha condotto con una puntualità straordinaria il collega Rigo, nella passata legislatura; gliene rendo omaggio, sono qui a dire che le cose che disse nell'altra legislatura oggi hanno un'attualità straordinaria. Fu esemplare quell'azione che conducemmo in quella vicenda!
I rappresentanti del Co.re.com., quando siedono al Co.re.com., devono spogliarsi della dimensione politica, che può essere quella che fa l'ultimo gradino della nomina. Quello che noi abbiamo avuto è la sensazione che quelle persone non si dimostrarono...in nessuna situazione in cui noi ci appellammo al Co.re.com., per chiedere qualche spazio in più durante la compagna referendaria, qualche spazio alle forze minoritarie, quelle che non siedono in Consiglio regionale, di poter dire la loro...ebbene, se qualcuno ci ha ascoltato non è stato il Co.re.com.! Se qualcuno ha provato a creare un meccanismo per dare uno spazio, non è stato il Co.re.com.!
Allora, cari colleghi, prima di votare serenamente un Presidente e dire che tutto è nella normalità, tutto funziona, pensate seriamente che questa questione del Co.re.com. rimane dolorosamente aperta per noi. Ricordo che andremo ad eleggere una commissione in cui cinque persone ne coordinano due dipendenti, cosa che non avviene in nessuna parte d'Italia e a cui noi non vogliamo concorrere.
Presidente - Grazie collega. Altri? La parola alla collega Morelli.
Morelli (ALPE) - Merci Madame la Présidente.
La questione del Co.re.com. è una questione...come d'altra parte sta dimostrando quest'avvio di dibattito...è una questione veramente contorta e delicata, su cui nutriamo tutti molte perplessità, che abbiamo già sollevato anche in Conferenza dei Capigruppo e su cui gradiremmo che la Presidente Rini fornisse alcuni chiarimenti al Consiglio, anche riguardo ad una lettera di diffida che tutti i Consiglieri hanno ricevuto da parte dell'avvocato, che tutela gli interessi della Presidente Ghillino; una lettera di diffida che si conclude dicendo: "Il Consiglio regionale sarà tenuto ad esaminare ed approfondire i motivi che hanno indotto il Presidente del Consiglio a non sottoporre alla competenza decisionale dell'Assemblea elettiva le richieste protocollate di sostituzione dei componenti dimissionari". Ecco, in riferimento a questa diffida, io credo che noi, il Consiglio regionale tutto, abbia la necessità di avere alcuni chiarimenti. Sono stati acquisiti pareri che avallano la legittimità del rinnovo che il Consiglio si appresta a fare oggi? Di chi sarebbe la responsabilità nel caso in cui venisse dimostrato che il Consiglio non era nella condizione di rinnovare interamente il Comitato, ma semplicemente di provvedere alla sostituzione dei dimissionari?
Noi crediamo che, riguardo a questi interrogativi ma anche riguardo ad una gestione non perfetta, direi, di tutta la questione...invitiamo la Presidente Rini ad assumere la responsabilità del caso e a fornire al Consiglio tutti i chiarimenti necessari. Grazie Presidente, la ringrazio per l'attenzione!
Presidente - Grazie.
Collega Morelli, giustamente le ripeto e ripeto anche all'aula (ed è giusto che sia così) le motivazioni che ho dato anche in sede di riunione di Capigruppo, la ricostruzione dei fatti e le motivazioni, insomma, che ho dato durante la mia illustrazione di questo punto, durante l'illustrazione iniziale, soprattutto le motivazioni a sostegno per il rinnovo integrale dell'organismo, del Co.re.com. anziché della sola sostituzione dei dimissionari, sono naturalmente sorrette e sono state prese a seguito degli approfondimenti condotti non solo con l'Ufficio legale della Regione, ma anche e soprattutto con l'avvocato Gallo, che è il legale nominato a difesa della Regione, a seguito del ricorso, proprio al TAR, promosso dalla Presidente Ghillino. Quindi è da lì che provengono tutti gli approfondimenti e le rassicurazioni, che naturalmente non ci permettiamo minimamente di prendere noi, in maniera discrezionale, ma naturalmente abbiamo chiesto un supporto giuridico di un certo livello, appunto tramite il professor Gallo. Spero di essere stata puntuale nella risposta.
Ci sono richieste? Ha chiesto la parola il collega Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Merci Madame la Présidente.
A conclusione degli interventi conseguenti alla riunione che c'è stata poc'anzi come Capigruppo e, a nome del gruppo UVP, intendo chiarire anche la nostra posizione. Da un lato accogliamo con favore il fatto che la rappresentanza di questo Consiglio venga finalmente presa in considerazione, soprattutto accogliamo con favore che in un momento dove si va a individuare un organismo, che non deve fare scelte politiche, non deve assumere decisioni nei confronti di qualcuno o per qualcuno, ma assolutamente deve - come è stato ben detto fino ad ora - lavorare in funzione di raggiungere l'unico obiettivo per il quale viene costituito: quello di garantire al cittadino valdostano, che non si sa quando è davanti ad un organo d'informazione piuttosto che davanti ad un'altra possibilità di ascoltare e di informarsi, a chi appartiene...quindi questo organismo deve esclusivamente lavorare in questo senso e per questo obiettivo. Mai come d'ora, quindi, è giusto tener conto della rappresentanza, ma mai come d'ora è sbagliato fare questo percorso.
Quello che sarebbe opportuno - probabilmente non c'è tempo di andare ad intervenire sulla legge e fare ancora degli approfondimenti - è soprattutto garantire sempre di più un'imparzialità e un programma di governo che parta dalle cose che oggi conosciamo, dalle difficoltà che oggi abbiamo rilevato e da esempi concreti che hanno dimostrato come l'informazione, soprattutto un certo tipo d'informazione, non garantisca la pluralità e non garantisca un corretto intervento e una corretta informazione alla comunità tutta. Quindi, se da un lato ci fa piacere che piano piano ci si accorga che la comunità valdostana si è divisa e che oggi qui si rappresenta in maniera importante una parte di popolazione come gruppi di opposizione, dall'altra saremmo favorevoli a fare un percorso differente, un percorso differente anche nell'individuazione di un possibile rappresentante di tutti, un Presidente che...se da un lato abbiamo avuto il piacere di cogliere quest'apertura, dall'altra rimaniamo ai vecchi metodi. Ci si presenta una persona che, per quanto capace possa essere, è frutto di una scelta dell'ultimo minuto e non di un percorso condiviso.
Sul metodo abbiamo insistito dall'inizio della legislatura, sul metodo insistiamo ancora oggi; sul metodo vorremmo, piano piano, fare un percorso insieme perché si dimostri che su certe scelte, per certi argomenti, politicamente bisogna avere la capacità di fare qualche passo indietro per garantire la scelta giusta per la comunità tutta. Quindi, rispetto a questo, noi non abbiamo fretta...soprattutto questa diffida, per tutte le certezze che ci sono state date in aula e nella Conferenza dei Capigruppo, rimane comunque una diffida...la situazione non mi sembra abbia tutta questa urgenza. Verifichiamo insieme quale può essere il percorso futuro, soprattutto facciamo insieme tutto quello che si può fare per evitare di arrivare a marchiare quest'organismo già alla sua partenza e non garantirgli quella serenità che dovrà avere per poter lavorare bene. Grazie.
Presidente - Grazie collega Bertschy. Ha chiesto la parola il collega Viérin Laurent, ne ha facoltà.
Viérin L. (UVP) - Merci Madame la Présidente.
Sul Co.re.com. eravamo già intervenuti; è un argomento che dal mese di luglio ha accompagnato le sedute del Consiglio e le questioni che erano state sollevate, oggi paiono avere avuto finalmente - anche da un punto di vista legale - una soluzione...questa questione senza fine, con problemi che sono stati tecnico-legali, ma sono stati anche problemi politici. Evidentemente l'alleato che è stato ricordato, l'alleato PdL, che aveva espresso all'interno delle varie spartizioni questa carica e, nella fattispecie, la Presidente Ghillino, dopo il "terremoto" alle elezioni regionali...la scomparsa del PdL...non faceva più parte di una certa filosofia e, soprattutto, non faceva più parte di un disegno che invece è stato riservato per altre persone vicine a quell'area, che si sono allineate invece al sistema, e che sono state poi piazzate, in altre recenti nomine, in importanti istituti collegati all'Amministrazione regionale. Quindi, anche da un punto di vista umano e politico, il destino del povero alleato PdL ha avuto una sorte diversa rispetto alla componente...diciamo vicino ad una certa sensibilità politica, che invece è confluita in una certa logica di coalizione e che quindi, invece, ha avuto il paracadute anche dal punto di vista dei nomi.
Al di là di questo, la questione che in questi mesi ha creato anche un po' di imbarazzo nelle istituzioni, è una vicenda che oggi continua a far parlare, perché la questione della diffida di cui parlava la collega Morelli, è una questione che comunque è stata inviata a tutti i Consiglieri; è una vicenda che ci preoccupa, in quanto da un punto di vista tecnico-giuridico, noi ci auspichiamo che ci siano quegli approfondimenti anche scritti, perché le enunciazioni che sono state giustamente a noi riportate...vorremmo che poi fossero trasmesse a tutti, in modo da avere anche la tutela per l'intero Consiglio. Al di là di questo, i colleghi mi hanno già preceduto enunciando e soprattutto sollevando le questioni di metodo, le questioni di metodo che ci hanno un po' fatto riflettere su una presidenza, Presidente Rini, che era già nata con una mancanza di condivisione.
Vorrei ricordare che anche l'elezione del Presidente del Consiglio prevedeva 24 voti e qui è stata oggetto di una grande discussione. Noi avevamo rivendicato il fatto, con una maggioranza a 18 e un'opposizione a 17, di avere almeno la decenza di condividere una figura che era espressione di tutto il Consiglio, e che potesse, e che "dovesse" poi successivamente rappresentare l'intero Consiglio. E qui, in modo analogo, il Presidente del Co.re.com., che è un istituto fissato con legge, che è un istituto del Consiglio regionale, deve avere - ecco la ratio dei 24 voti - una larga rappresentanza e una larga condivisione di sensibilità o, meglio, la sensibilità da condividere con il maggior numero possibile di forze politiche...poi, chiaramente, diventa difficile, non è sempre così scontato che ci sia una condivisione totale, ma questo noi lo poniamo come metodo, come metodo soprattutto per una maggioranza che è modificata! Una maggioranza che si è ridotta a 18 con un'opposizione a 17...ecco, il garbo istituzionale di dire: bene, un organismo così delicato, che ha fatto discutere in questi mesi e di cui discutiamo da diversi Consigli...ecco, noi avremmo almeno gradito che, com'è stato ricordato, ci fosse un passaggio, soprattutto il passaggio di non arrivare a cinque minuti prima dell'elezione del Presidente a farsi dire, nella sala Commissioni, che il nome era...il nome che è stato designato è di Massimo Boccarella.
Al di là della persona, noi non abbiamo fatto mai questioni di persone, neanche nelle nostre mozioni di revoca, di nomina all'interno delle società partecipate, che poi sono state anticipate da altri aspetti più politici e quindi di equilibri, noi non abbiamo mai fatto una questione di persone. Oggi, però, il fatto di non sapere prima dell'inizio del Consiglio nemmeno il nome...ma, al di là del nome, le caratteristiche e i crismi o, meglio, le intenzioni che la maggioranza avesse nel voler nominare il Presidente del Co.re.com....ecco, questo ci fa riflettere. Questo ci fa riflettere, ripetiamo, per una Presidenza che si è comunque proposta anche...diciamo anche con un esiguo margine numerico, si era presentata come una Presidenza di condivisione e comunque di dialogo.
Questo per dire che cosa? Per dire che noi non parteciperemo - e lo dico a nome delle forze di opposizione - a questa votazione, Presidente. Noi non prenderemo parte a questa votazione, come non abbiamo preso parte alla votazione nella prima adunanza del Consiglio Valle, per dare un messaggio chiaro: o c'è condivisione sui dossier, o c'è voglia di condividere anche le più elementari...diciamo azioni che regolano questo Consiglio, altrimenti noi non saremo complici di questa partita. E lo dico perché, come in allora, il "24 voti" è previsto proprio perché la condivisione ci deve essere. Quindi la maggioranza si voti pure il Presidente del Co.re.com.. Noi ci auspichiamo che almeno in maggioranza ci sia stata questa condivisione che non c'è stata con le forze di opposizione. Quindi se c'è stata condivisione e se tutta la maggioranza è convinta, alla terza votazione il vostro Presidente sarà eletto - sarà il Presidente della maggioranza - e noi vi auguriamo che questo possa, a differenza dell'elezione del Presidente del Consiglio, andare in porto.
Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il collega Perron.
Perron (UV) - Grazie Presidente.
Avrei personalmente auspicato che su questa nomina si potesse arrivare con un clima diverso e certamente più sereno, tenuto conto delle funzioni delicate, certamente super partes che quest'organismo, che giustappunto è incardinato presso la Presidenza del Consiglio, non a caso, deve avere nei confronti dell'opinione pubblica, nel rispetto di quella che è la garanzia di tutte le forze politiche presenti sul panorama politico valdostano e, soprattutto, nella direzione di una pluralità dell'informazione.
Io non esprimo giudizi sull'operato del Co.re.com.. Dal mio punto di vista, e da quello che sappiamo noi, è un organismo che si è trovato in questa situazione per un non-funzionamento e per rapporti non buoni al suo interno, sui quali non esprimiamo dei giudizi. Credo che se non ci fosse stata questa situazione, quest'organismo sarebbe ancora perfettamente operante.
Presidente, io però le dicevo che sono preoccupato del clima con il quale ci approcciamo a questa nomina e chiederei, se fosse possibile, di ragionare su una sospensione...se lei volesse concedere una sospensione del Consiglio per immaginare in primis un ragionamento sereno all'interno della maggioranza e, in secondo luogo, se fosse immaginabile magari una Conferenza dei Capigruppo per valutare - lo valuteremo insieme - la possibilità di arrivare in un'altra occasione, magari con dei percorsi diversi, con dei contenuti e delle soluzioni più condivise, ad affrontare questo argomento. Io le chiedo quindi la cortesia di accordare una sospensione ai lavori dell'aula. Grazie.
Presidente - Bene, allora sospendiamo i lavori per un quarto d'ora, venti minuti.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle 16,59 alle 17,12.
Rini (Presidente) - Possiamo riprendere i nostri lavori. Ha chiesto la parola il collega Perron.
Perron (UV) - Grazie, Presidente.
Rifaccio mie le parole con le quali le ho chiesto la sospensione. A me pare nel complesso, nel clima complessivo che c'è in questo Consiglio di non ravvisare le condizioni, Presidente, per poter operare questa scelta con serenità, con una logica anche di condivisione all'interno di questo Consiglio su un organismo di questo genere. Dal nostro punto di vista ci sono, con la maggioranza, delle questioni sulle quali vorremmo un po' di tempo per poter discutere, per poter approfondire. Sono a chiederle, Presidente, la possibilità di rinviare quest'argomento in una prossima adunanza del Consiglio regionale.
Presidente - Grazie collega. Io non ho nessuna difficoltà ad accordare questa richiesta. Se ci sono richieste d'intervento...la parola al collega Viérin.
Viérin L. (UVP) - Sì, solo per avere lumi, Presidente, dal punto di vista tecnico sui tempi dell'elezione di quest'organismo, vista la legge, viste le disposizioni che prevedono comunque un certo lasso temporale. Grazie.
Presidente - Sì, intanto le rispondo solo su questa richiesta. Sa che ci sono i 60 giorni dalla decadenza, però si tratta sempre, come avevamo ricordato, di un termine non perentorio, ma ordinatorio, quindi, non abbiamo problemi di tempistica. Invece mi scuso per prima, non le avevo risposto: sarà nostra premura farvi avere, colleghi, una copia della memoria di costituzione in giudizio presentata dall'avvocato Gallo, in cui si argomentano, in maniera compiuta e precisa, quelli che sono stati i riferimenti che io ho riportato nella mia premessa. Chiedo scusa.
Passo la parola al collega Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Ringrazio la Presidente, che mi pare accolga la richiesta dei colleghi della maggioranza di avere tutti l'animo più sereno e più ben disposto su questo argomento, è auspicabile. Naturalmente mi permetto una battuta: spero che non sia un chiarimento che si fermerà solo alla distribuzione delle forze di maggioranza, ma che davvero diventi l'occasione per ripensare un attimo questo Co.re.com. valdostano e costruire davvero un percorso condiviso e comune...ne abbiamo il tempo. Grazie.
Président - Grazie collega. Se ci sono altre richieste...sì. La parola al collega Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Il Comitato uscente, per ragioni che non stiamo qui ad analizzare, ha funzionato poco o male o, per meglio dire, non ha funzionato...responsabilità politiche alle quali noi siamo totalmente estranei, su questo bisogna essere chiari.
La nostra preoccupazione principale, anche in ragione di questa esperienza, è che questo organismo funzioni - lo ha sottolineato prima la collega Morelli - e vogliamo la certezza di non ulteriormente creare problemi al funzionamento di quest'organismo. Il clima di questo Consiglio, come veniva evidenziato, certamente, anche in questo caso non dipende da noi, non dipende credo dalla minoranza, non siamo la ragione di questo clima evidenziato dal collega Perron, e neanche del rinvio. Crediamo che il rinvio possa essere l'occasione per ripensare di approcciarsi in modo diverso a questo rinnovo, ad iniziare magari con una modifica ulteriore di questa legge - perché no? visto che dobbiamo rinviarla - e comunque intervenire con dei criteri e in modo decisamente diverso da come abbiamo fatto finora, anche perché altrimenti, certamente, il Consiglio regionale, nel suo intérêt, finisce male. Grazie.
Presidente - Grazie. Il punto è quindi rinviato.
Il Consiglio concorda di rinviare il punto ad una prossima adunanza consiliare.
Possiamo passare al punto 21 all'ordine del giorno.
