Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 233 del 13 novembre 2013 - Resoconto

OGGETTO N. 233/XIV - Interpellanza: "Interventi per limitare i disagi provocati dai ritardi del servizio postale".

Président - Pour l'illustration, la parole au collègue Guichardaz.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Anche su quest'interpellanza c'è poco da aggiungere rispetto a quanto abbiamo scritto in premessa. Crediamo che il Governo regionale possa autorevolmente intervenire usando gli strumenti e le modalità che ritiene più consoni per trovare una soluzione ad un problema che ci è stato segnalato da più parti e cioè il ritardo nella distribuzione della posta in alcuni territori della nostra regione. Come scritto in premessa dell'interpellanza, il servizio postale svolge un ruolo fondamentale al pari dei cosiddetti "servizi essenziali". Il ritardo nella consegna della corrispondenza può avere conseguenze anche importanti sia nei rapporti tra i cittadini, sia nei rapporti tra i cittadini e la pubblica amministrazione. Ho acquisito alcune note con le quali un'Amministrazione comunale segnala a Poste Italiane che gli abitanti di alcune frazioni non hanno ricevuto o hanno ricevuto con estremo ritardo la corrispondenza relativa al servizio idrico o le comunicazioni riguardanti eventi collettivi organizzati dall'Amministrazione stessa, e parliamo in questo caso di migliaia di inviti e di invii. Gli Amministratori in questione raccontano addirittura di convocazioni di Consigli comunali ricevute dopo la data del Consiglio stesso. "Situazioni che, oltre a creare disservizi, danneggiano gravemente gli utenti e l'immagine del Comune", come scrive il Sindaco nelle due note inviate a Poste Italiane della Valle d'Aosta ed all'Ufficio reclami nazionale, oltre a rappresentare un vulnus per quanto riguarda i meccanismi di partecipazione democratica. Visto che la rete postale pubblica è un importante fattore di riunificazione territoriale o, come scrive meglio di me Poste Italiane nel suo contratto di programma 2009-2011, stipulato con il Ministero dello sviluppo economico, "svolge un ruolo fondamentale nella funzione di coesione sociale ed economica sul territorio nazionale e regionale, consentendo l'accesso universale a servizi di interesse economico generale" e, poiché l'assetto proprietario di Poste Italiane vede la partecipazione totalitaria del Ministero dell'economia e delle finanze, crediamo che la Giunta possa intervenire fattivamente affinché l'azionista intervenga su Poste Italiane anche attraverso un'opera di moral suasion per ripristinare un buon livello del servizio. È pur vero che le singole amministrazioni possono agire in autonomia per far valere i propri diritti e le proprie prerogative - cosa peraltro già fatta in più di un'occasione da parte dell'Amministrazione senza ottenere peraltro i risultati auspicati -, ma noi pensiamo che il corrispondente livello regionale dell'azionista di Poste Italiane possa dialogare con il Ministero e con la società delle Poste in maniera più convincente che non nei singoli livelli territoriali ed è per questo che interpelliamo il Governo regionale per sapere: "se intenda intervenire presso la società Poste Italiane S.p.A." ed eventualmente presso il Ministero e le direzioni/dipartimenti competenti, al fine di risolvere, o quanto meno limitare, i disagi provocati dai ritardi del servizio postale". Grazie.

Presidente - La parola al Presidente Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie.

Ringrazio i colleghi per aver voluto risottolineare un aspetto che in quest'aula, non adesso in questa legislatura, ma nelle precedenti, è già stato oggetto di attenzione, di interesse e di interventi importanti. Voglio ricordare che negli anni precedenti anche il rapporto con il Ministero aveva un altro peso ed un altro senso. Oggi, come sapete, quello di cui si vantano è che la liberalizzazione dei servizi postali in Italia è una realtà dal 1° gennaio 2011, almeno in base al decreto legislativo 58/2011, che recepisce la direttiva 2008 CEE. Nella sostanza, però, il grande volume d'affari è ancora in mano a Poste Italiane, questo è legato al fatto che c'è in contemporanea questa liberalizzazione, che potrebbe portare a servizi fatti non solo da Poste Italiane, ma da altri servizi che si stanno organizzando sul territorio. Perché inserisco questo passaggio? Perché uno degli obiettivi di questa - tra virgolette - "liberalizzazione", che è già avvenuta in teoria, infatti è ancora per la gran parte tra gli obiettivi delle società che si stanno organizzando anche con partecipazioni pubbliche e che vogliono attivarsi per il servizio poste ci sono anche semplicità, costi bassi e servizi aggiuntivi per una consegna affidabile, questi sono i punti di forza delle società che si stanno presentando sul mercato.

Tornando invece a quello che succede in Valle, noi siamo dovuti intervenire in tempi anche recenti addirittura per evitare che tutto il servizio venisse spostato a Torino, oltre a quella che è l'organizzazione, in Valle abbiamo quindi cercato di mantenere anche l'operatività stessa, noi abbiamo cercato di mantenere i servizi soprattutto nelle valli laterali, tenendo conto che il servizio postale serve in molti comuni disagiati, soprattutto nelle valli perché è ancora un punto di riferimento per tutta una serie di servizi come le pensioni per coloro che non hanno ancora un conto on line, il cui riferimento è proprio il servizio postale, per tutte quelle persone, che purtroppo sono la maggioranza nei nostri comuni di montagna, ad oggi, perché molti lasciano i comuni per lavoro, per cui sono servizi essenziali. Per questo noi avevamo trovato con il Comune la messa a disposizione dei locali gratuita, la partecipazione alle spese per il riscaldamento, quindi noi avevamo fatto di tutto e di più; malgrado ciò, c'è stata una razionalizzazione progressiva degli uffici nelle valli, con una riduzione - per fortuna, a forza di battagliare, contenuta - però c'è stata. Noi quindi siamo ben coscienti delle difficoltà che ci sono e che lei ha ricordato correttamente, perciò noi accettiamo volentieri di farci da tramite e diremo anche le iniziative che faremo e faremo massa critica, nel senso che quello che faremo lo faremo a nome di tutto il Consiglio e della collettività, quindi su questo sicuramente noi faremo il possibile.

Per quanto riguarda i risultati ottenuti, come lei diceva correttamente, non sempre si è ottenuto tutto quello che si desiderava, soprattutto sull'apertura, sugli orari previsti, però si è almeno tenuto fermo il discorso di avere questi servizi diffusi sul territorio, perché l'altro problema era la continua mobilità del personale nelle valli, per cui, non conoscendo, consegnano le lettere in modo non appropriato, per cui la gente riceve anche informative importanti molto tempo dopo, oppure le ricevono le persone sbagliate, le trovano nella stessa buca per cui le devono consegnare...ci sono una serie di disservizi molto gravi che comprendiamo. Senza farla troppo lunga perché concordiamo, quindi siamo disponibili e daremo conto di quello che si fa e delle iniziative che intraprenderemo per sollecitare l'intervento per ridurre al minimo, non penso che sia ipotizzabile tutto, i disservizi che lei qui ha denunciato. Grazie.

Président - Pour la réplique, la parole au collègue Guichardaz.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Bene. Grazie Presidente per la risposta.

Naturalmente l'intervento del livello più alto presente in Regione ha un peso superiore e sicuramente può incidere in maniera maggiore rispetto all'intervento del singolo consumatore, cioè del singolo utente o della singola amministrazione comunale. Il problema in questo caso è più un problema di tempi di consegna che non di distribuzione sul territorio degli uffici postali. Anche il problema, ovviamente, della copertura delle valli laterali con un adeguato servizio di ricezione della posta è un problema che va affrontato. Credo che Poste Italiane vada anche sollecitata in quanto esiste una Carta della qualità del servizio postale universale che fissa, tra le altre cose, dei tempi di consegna direi "bulgari", cioè si parla di tre giorni, massimo cinque giorni, con percentuali attorno al 94-98 percento. Credo che il servizio postale universale debba garantire tanto i cittadini della pianura, o i cittadini dove è più facile implementare un servizio di distribuzione, quanto i cittadini che si trovano in situazioni di non facile collocazione anche geografica, quindi grazie e aspetto di avere eventuali notizie e risposte. Grazie.

Presidente - Punto 17 all'ordine del giorno.