Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 227 del 13 novembre 2013 - Resoconto

OGGETTO N. 227/XIV - Interpellanza: "Intendimenti in merito ad un'eventuale riduzione dell'utilizzo delle procedure di aggiudicazione negoziata senza pubblicazione di bando".

Président - Merci. Pour l'illustration, la parole au collègue Ferrero.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.

Analizziamo una questione che si trascina da decenni e che riguarda sostanzialmente le forniture della Regione. Come vengono aggiudicate le forniture e i servizi, con che criteri? Con i criteri che normalmente vengono adottati dalla pubblica amministrazione, quindi facciamo delle gare, facciamo degli appalti? Oppure prendiamo la scorciatoia - tanto per farci capire da chi ci ascolta - della trattativa privata, "decido io a chi do l'appaltino, la garetta, la fornitura, l'acquisto". Non lo dice il Movimento Cinque Stelle, lo dice sempre la Corte dei Conti, ahimè! Il 92,4 percento delle procedure sono procedure negoziate senza pubblicazione di bando, quindi, sostanzialmente, decido io a chi dare l'appaltino o la garetta e quindi decido io chi è la persona che poi si fa i soldi con la pubblica amministrazione. Se andiamo a vedere poi le percentuali suddivise per Assessorato e per Dipartimento, qui veramente ci sono cose che sono strabilianti, nel senso che in alcuni casi, come ad esempio l'Assessorato dell'agricoltura, notiamo che sostanzialmente la totalità - possiamo dire senza timore di smentita - delle forniture viene affidata così tranquillamente in base a criteri che non abbiamo ancora capito, ma che poi, proseguendo nei prossimi Consigli, dato che noi, a nostro modo, faremo una spending review per arrivare poi al bilancio e dirvi dove si può effettivamente tagliare, senza andare a tagliare i soldi ai cittadini...ecco, qui ci renderemo conto che questo sistema - che alle volte su forniture di poche centinaia di euro magari può essere vantaggioso, nel senso che non devo mettere in piedi una procedura di appalto o comunque una gara, che, da un certo punto di vista, sarebbe anche antieconomico e ridicolo - quando andiamo già a parlare di migliaia di euro, in tanti casi se andiamo a vedere quello che è il prezzo di mercato della fornitura del servizio che viene aggiudicato e il prezzo che paga la Regione, beh, Signori miei, qua non ci siamo! Vi porteremo gli esempi, che coprono sostanzialmente tutto il ventaglio degli Assessorati, è come se io andassi a comperare la fontina al Consorzio e la pagassi dieci e invece la vado a comperare al negozio e la pago tredici. Non procedure quindi che sono, diciamo, fatte per risparmiare, ma procedure che sostanzialmente vengono pagate di più per dare non si capisce bene che cosa...un premio ad alcuni, che poi sono sempre i soliti.

Ecco qui anche la necessità di stabilire magari...dato che adesso c'è internet, ci sono le procedure on line, chi vuole, chi è in grado di fornire alla Regione determinati prodotti o servizi...ecco, che si possa iscrivere e anche per gare di piccola entità di alcune migliaia di euro si stabilisca semplicemente, senza andare ad appesantire troppo la macchina burocratica della Regione, una comunicazione via mail, che viene fatta agli iscritti a questa specie di mailing list, con la quale si dice: "c'è una gara per tot, volete partecipare?". Chi vuole potrà presentare l'offerta, però, ecco che allora allarghiamo il mercato a tutti quelli che sono gli attori che ci sono in Valle d'Aosta, non solo ad alcuni singoli nomi, che sono poi sempre gli stessi e consentiamo anche un risparmio alla pubblica amministrazione, perché sappiamo che, se c'è concorrenza, c'è risparmio, negli affidamenti diretti c'è sempre solamente uno spreco. Ecco, allora noi chiediamo se si vuole invertire questa tendenza, che è andata sempre peggiorando, della serie: "facciamo tutto noi e diamo a chi vogliamo noi", oppure se si vuole continuare in questa, diciamo, direzione, che, secondo noi, è una direzione che veramente soprattutto arrivati in questo periodo in cui tante ditte hanno difficoltà...ecco, ridistribuire anche un pochettino di più quelle che sono le forniture tra un numero maggiore di soggetti sarebbe anche, diciamo, questione di sensibilità e di attenzione generale per tutti i settori economici.

Président - Pour la réponse, la parole au Président Rollandin.

Rollandin (UV) - Sì, grazie Presidente.

Per quanto riguarda le tematiche che sono state qui riproposte, credo che l'Amministrazione regionale abbia già fatto una serie di proposte e di indicazioni motivate, che vanno nella logica che diceva, tenendo conto di quello che è il sistema attuale. Quello che vorrei dirle è che anche nelle trattative che vengono fatte queste vengono fatte non dalla parte politica, ma dalla parte amministrativa, che non è tanto il discorso, se mi permette, "qui decido io", di fatto su molte, come lei ha detto, piccolissime cifre, obiettivamente, pur accettando il fatto di allargare le maglie, di solito venivano fatte tutte in Valle e poi nella zona interessata, cioè nelle valli, o quello che succedeva, se sono piccoli acquisti legati ad attività che in quel momento...è per quello che, in particolare, in alcuni settori la cosa era più allargata, comunque venendo...lo dico per evitare malintesi, quindi questa è l'azione come veniva fatta... I dati elaborati dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti sono riferiti all'anno 2011 e, premesso che si tratta di una prima rilevazione che sarà affinata e migliorata già dalla prossima relazione del 2012, attestano una situazione comune a tutta Italia, secondo quanto osservato nella relazione dell'Autorità di vigilanza dei contratti pubblici, ovvero l'elevato numero di contratti affidati con procedura negoziale. Su quest'aspetto si segnala che, a seguito dei numerosi interventi legislativi posti in essere nel corso del 2012-2013, ad esempio nel contesto del programma di spending review e degli obblighi di trasparenza di cui alla legge 212 e decreto 33 del 2013, l'attività contrattuale dell'amministrazione pubblica ha subito un forte mutamento sia in termini operativi che organizzativi, i cui risultati potranno essere evidenziati anche dalla relazione della Corte dei Conti.

Rispetto alla prima domanda: "quale sia l'evoluzione della situazione dell'utilizzo di procedure negoziate...", l'evoluzione nell'utilizzo delle procedure negoziate, senza pubblicazione del fondo, potrà essere evidenziata nella relazione per il 2012. Sicuramente è possibile sin d'ora osservare come l'obbligo normativo imposto dalla legge 52/2012, di fare ricorso al mercato elettronico della pubblica amministrazione, il cosiddetto "MEPA", per quanto riguarda il discorso nazionale gestito da CONSIP o ad altro mercato elettronico per le acquisizioni sotto soglia di beni e servizi e l'obbligo del ricorso alle convenzioni o gli accordi quadro CONSIP per l'acquisto di particolari categorie merceologiche, come l'energia elettrica, gas, carburanti di rete e carburanti extra rete, combustibili per riscaldamento, telefonia fissa e telefonia mobile...disposto dal decreto 95, comporteranno una forte riduzione dell'utilizzo delle procedure negoziate, perché si esplicano già tutti questi...e quindi questo è già in atto.

"Se sia intendimento dell'Amministrazione provvedere ad una drastica riduzione dell'utilizzo di procedure di aggiudicazione che, di regola, dovrebbero rappresentare un'eccezione...", a questo proposito, allo scopo di razionalizzare la spesa degli acquisti ed ottenere economie di scala, è stata prevista con la legge 8/2013 la costituzione della centrale unica di committenza. Compito della centrale unica non sarà solo l'aggregazione dei fabbisogni, ma anche l'espletamento delle complesse funzioni di gestore del mercato elettronico valdostano, MEVA, di amministrazione aggiudicatrice di stazione appaltante. La centralizzazione degli acquisti comporterà lo studio delle caratteristiche del mercato e il grado di standardizzazione dei fabbisogni e dei prodotti, nonché la programmazione di acquisti, rendendo più facile il monitoraggio e il controllo della spesa pubblica. Per quanto riguarda invece il settore dei lavori pubblici, è in avanzata fase di studio l'attuazione di una stazione unica appaltante, che assicurerà la trasparenza, la regolarità e l'economicità della gestione delle gare di appalto dei lavori e quindi non c'entra con la centrale unica di committenza.

Terzo punto: "quali sono le ragioni per le quali vi è una notevole differenza del peso di tali procedure tra i diversi Assessorati", le differenze nell'utilizzo delle diverse procedure di selezione del contraente da parte delle strutture degli Assessorati è imputabile a numerosi fattori, che vanno dalla diversa natura e tipologia dei beni acquisibili fino all'importo degli stessi e della possibilità di programmazione delle singole strutture. È evidente poi che le procedure negoziate sono utilizzate più spesso per l'acquisizione di importi ridotti, come dicevo prima, mentre, quando è superata la soglia chiaramente comunitaria, è sempre utilizzata la procedura aperta. Per i contratti di importo sotto soglia è previsto altresì legittimamente l'uso delle procedure in economia. Va anche ricordato che le procedure negoziate sono quelle di cui beneficiano in particolare le imprese locali, perché più si allarga più le imprese locali rischiano di essere escluse. Al riguardo va anche sottolineato che la legge 36, che ha disciplinato, in conformità ai principi del Codice dei contratti pubblici, l'acquisizione in economia, ha già introdotto modalità di selezione degli operatori aperte. L'articolo 6, comma 2, della legge sopra ricordata prevede, per l'acquisizione di beni e servizi di importo pari o superiore a 40 mila euro, l'effettuazione di indagini di mercato per l'individuazione di operatori economici da invitare alla gara ufficiosa del cottimo fiduciario, quello che lei un po' ricordava prima di allargare, ciò a garanzia del rispetto dei principi di trasparenza, di parità di trattamento, senza la possibilità di avere discriminazioni. La legge è entrata in vigore all'inizio del 2012.

"Se siano stati messi in campo controlli a campione in merito...", per quanto riguarda quest'aspetto, bisogna precisare che spetta alle strutture dell'Amministrazione regionale, in particolare ai dirigenti, individuare le procedure da applicare a tal fine e quindi questo è un compito, tra l'altro, da mettere in piedi da parte dei responsabili. Per quanto riguarda la congruità delle forniture, spetta al dirigente dar conto, nel provvedimento di affido, dell'avvenuta verifica della congruità dell'offerta, qualora si sia proceduto all'affidamento. Nell'ambito del cottimo fiduciario tale obbligo è espressamente previsto dalla delibera di Giunta 916 del 2012, recante Ulteriori modalità procedurali per lo svolgimento della procedura di cottimo fiduciario. Quindi crediamo che, sotto quest'aspetto, pur dovendo ancora affinare alcune cose, il miglioramento sia evidente e credo che emergerà anche dalle relazioni già per il 2012. Grazie.

Président - Merci. Pour la réplique, la parole au collègue Ferrero.

Ferrero (M5S) - Riprendendo le ultime parole del Presidente, certo, partiamo da un 92,4 percento, quindi un po' di miglioramento ce lo auspichiamo anche noi, insomma dovrebbe essere possibile.

Ecco, riguardo a certe affermazioni, il fatto che i dirigenti siano completamente autonomi o tutti i dirigenti siano completamente autonomi nella gestione dei soldi pubblici, dato che sono sostanzialmente di nomina fiduciaria, su questo...beh, dopo 27 anni, mi sembra Alice nel paese delle meraviglie, comunque, per carità, ognuno è libero di vendere quello che ritiene.

Riguardo ai controlli, stessa questione. Ha detto che il dirigente dà sostanzialmente un parere di congruità, ma il problema qual è? Il problema è che non viene effettuato un controllo a campione su questa congruità, perché, se io do un parere di congruità, ma non ho nessuno che me lo verifica, anche a campione, posso determinare tranquillamente la congruità e poi? Dopo cosa succede? È congruo, non è congruo? Tanto più che alcuni dirigenti danno anche pareri di congruità riguardo a materie...questo l'ho riscontrato, diciamo, quando ero dipendente regionale su questioni che effettivamente sono al di fuori delle loro competenze professionali, quindi, da questo punto di vista, mi sembra un po' così azzardata la questione.

Ecco, un'altra cosa, sicuramente Centrale unica di acquisto, MEPA, tutte queste cose, però noi ci riferiamo proprio soprattutto a quelle forniture di piccola entità che giustamente il Presidente Rollandin dice: "noi vogliamo mantenere sul territorio", ma "mantenere sul territorio" per noi significa in una logica di concorrenza, perché se ci sono tre, quattro, cinque, sei o dieci tipografie, io non vado ad affidare il lavoro sempre alla stessa tipografia, o alle stesse due, o alle stesse tre, ma semplicemente chiedo, tramite un messaggio di posta elettronica gratuito, di partecipare a tutte e dieci. Delle dieci se una mi risponde, se otto mi risponderanno, io avrò otto preventivi da confrontare e andrà bene così, procedure snelle senza grossi problemi. Non si tratta quindi di tagliare fuori le imprese locali, ci mancherebbe, è proprio per far sì che ci sia una concorrenza, un miglioramento e che non si creino poi...perché poi il grosso problema di cui non abbiamo parlato prima, ma in una battuta diciamo adesso, e cito la tipografia, ma potrebbe essere un altro tipo di attività...diciamo, il fornitore che ha già la sicurezza di avere un tot di giro d'affari dalla Regione, poi cosa fa? Riesce a fare sul mercato privato dei prezzi più concorrenziali, quindi ecco che la Regione poi si inserisce a "gamba tesa" sul libero mercato, facendo sì che chi già è beneficiato poi può fare ancora prezzi migliori ed ecco che non è il migliore che vince sul mercato, ma è colui che alla fine viene premiato dall'Amministrazione prima e dai privati dopo, che si trovano con questa persona, con questa ditta dei prezzi più concorrenziali, quindi allarghiamo...

Ecco, questo 92,4 percento grida effettivamente giustizia. Il fatto che questo sia un mal comune nel resto dell'Italia, insomma, dato che noi cerchiamo comunque sempre di essere un esempio virtuoso, va beh, insomma, non andiamo a vedere, diciamo, i peggiori, cerchiamo comunque di migliorare, è in questo senso che viene il nostro appello. Cerchiamo di migliorare e che questo 92 percento possa ridursi alla metà, in maniera tale da dire: "il resto dell'Italia è lì e noi siamo qui".

Président - Merci. Point 11 à l'ordre du jour.