Oggetto del Consiglio n. 211 del 24 ottobre 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 211/XIV - Approvazione di mozione: "Impegno a finanziare il programma regionale concorsi, rassegne e mercati concorso per l'anno 2013".
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Donzel, per l'illustrazione; ne ha la facoltà.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Questa discussione su finanziamenti, contributi ad aziende ed imprese, in particolare nel settore zootecnico...è già stata oggetto di discussione, ed oggi è già stata anche evocata in un passaggio del dibattito durante la mattinata.
Io non vorrei che venisse banalizzato il tipo di discorso che vogliamo fare questo pomeriggio, perché dietro questi contributi, che adesso vengono messi tutti nello stesso calderone, "basta contributi a fondo perso"...non vorrei che ci finissero invece questi contributi di cui parliamo adesso, perché, in realtà, in una delibera scritta in una data non casuale, il 29 del mese di marzo dell'anno 2013, proprio - se non vado errato - a ridosso di una campagna elettorale...si provvedeva ad approvare una delibera che è assolutamente molto importante e da capire per le ripercussioni che essa ha. Intanto, è una delibera che va a finanziare enti ed associazioni che hanno uno statuto ben preciso di funzionamento - qui parliamo dell'AREV - a fronte della presentazione di un programma di attività che deve essere depositato assolutamente entro il 31 marzo. La delibera riporta che lo zelo degli amministratori dell'AREV ha fatto sì che l'Associazione degli allevatori depositasse, in data 11 marzo 2013, il programma regionale concorsi, rassegne mercati che l'associazione intende realizzare per l'anno 2013, sulla base di criteri approvati con una deliberazione della Giunta regionale. È molto importante notare che questo programma viene dettagliato nello specifico e, nella deliberazione, si dice, in modo esplicito, che questo programma "atteso che la richiesta, a giudizio dei competenti uffici è ammissibile - cioè che i dirigenti, le strutture dicono: il programma presentato dall'AREV è ammissibile - in quanto, attraverso l'organizzazione dei concorsi l'AREV - cioè l'Associazione degli agricoltori - seleziona e premia i soggetti di razza valdostana che meglio armonizzano le caratteristiche per l'adattamento all'ambiente locale, incentivando così gli allevatori ad attuare una idonea gestione riproduttiva e a scegliere linee parentali che migliorino il livello qualitativo dell'azienda secondo le finalità presenti nel libro genealogico".
C'è, quindi, tutto un percorso: l'associazione presenta il programma, il programma è giudicato valido ed approvato...poi entrerò nel merito di questo programma, di che cosa significa la partecipazione ad un concorso, perché non è una sfilata di moda come si potrebbe supporre, ma è qualcosa di molto più complicato e complesso per le aziende, e che comporta dei costi e degli oneri, negli anni, incredibili per le aziende, per cui questo è solo un parziale contributo all'enorme attività che esse svolgono. È molto interessante, però, che il programma ammontava a circa oltre 6 milioni di euro. A questo programma è stata applicata la riduzione del 10 percento che era prevista...il famoso "taglio lineare" eh, è arrivato anche qua, il taglio lineare del 10 percento...e quindi il programma, che era di oltre 6 milioni, come riportato nel testo della nostra mozione, il programma che prevedeva un importo di 6 milioni, a seguito della delibera del 5 ottobre 2012, la 1952 - quella che ha seminato il panico nelle nostre imprese e fra i nostri artigiani - viene ridotto a 5.400.000, però, si provvede comunque a deliberare una prima tranche di questi 5.400.000 euro, una prima tranche che, mancante di una parte, dovrebbe andare a coprire, secondo la tradizionale modalità di pagamento dell'AREV, intorno al mese di giugno, la cosiddetta "rassegna", dopodiché gli altri venivano erogati entro dicembre per le rassegne degli indici genetici.
Allora, di che cosa stiamo parlando? Di una cosa molto delicata perché, per poter accedere a questi premi, ogni azienda ha ogni singolo animale adulto classificato in base ad indici precisi. Vi è personale tecnico qualificato che svolge questa attività, va nelle aziende, dà una valutazione tecnica di questi animali secondo alcune qualifiche, ogni animale è sottoposto ad una pesatura del latte per cui è un lavoro molto importante per avere esattamente la produzione del latte prodotto da ogni singolo animale. Ma la validità dell'animale è data dall'insieme di queste sue qualità: quindi, per le pezzate rosse, un 50 percento dalla produzione del latte e da una parte morfologica; per le pezzate nere, e soprattutto per la razza valdostana, ad incidere è soprattutto un indice di muscolosità che determina le particolari caratteristiche di resistenza e di tenacia della nostra razza che ne fanno una razza praticamente unica nel panorama delle razze dei territori di montagna, molto simile, magari, alle razze della Svizzera come le razze des reines, ma, comunque, con una tipicità, una particolarità che ne fanno una specificità unica in grado di pascolare, durante l'estate, sui pascoli alpini ad alta quota, ad essere comunque produttiva con quel tipo di foraggio che si trova a quelle quote.
Ora, per avere questi animali in queste condizioni, ci vogliono selezioni che durano...non è che si può fare in un giorno questo lavoro, richiede "decine di anni di lavoro", ed è difficile spiegare quanto è costoso, per un'azienda, selezionare gli animali sulla base di questi criteri, perché la corresponsione del premio arriva non a tutte le aziende spalmato in modo omogeneo, ma arriva in base agli indici di ogni singolo animale. È un lavoro, quindi...è un costo enorme di selezione per gli allevamenti, perché un allevatore che facesse la scelta di dire: "io mi interesso solo - mettiamo - della Bataille des reines" o "io mi interesso solo di far produrre latte agli animali", non accede al massimo di questi premi, perché il suo animale non è selezionato secondo queste caratteristiche. Quindi è un lavoro per cui non si può dire: "lo faccio dalla mattina alla sera, da un giorno all'altro", è un lavoro che richiede anni ed anni, che si tramanda addirittura di generazione in generazione...ecco perché diciamo che bisogna sostenere i giovani agricoltori e far mantenere in vita un'azienda che si trasmetta quasi di padre in figlio perché non si perda il patrimonio genetico accumulato in un'azienda! E, uno che volesse dire: "io vado ad acquistare questi capi sul mercato"...beh, i capi migliori non sono così facilmente acquistabili, perché hanno un valore che è molto superiore alla media di mercato, quelli che hanno le caratteristiche migliori dal punto di vista del patrimonio genetico. Quindi se un'azienda dicesse: "Io ho un livello di patrimonio genetico basso, voglio migliorarmi perché voglio accedere...siccome, giustamente, l'Amministrazione regionale dà dei premi e sostiene questa tipologia di allevamenti, io vado e faccio un investimento; so che avrò dei premi, se miglioro la razza, quindi acquisto un toro di qualità, acquisto una fattrice di qualità...cerco, quindi, di investire per migliorare il mio allevamento, perché da questo ne conseguirà un premio". La sorpresa, ovviamente, arriva perché, nel mese di marzo, il premio non viene erogato. E, come al solito, la fiducia che c'è nel mondo agricolo e zootecnico...giustamente, nelle istituzioni della nostra Regione, c'è ancora qualche cittadino che ha fiducia nelle istituzioni, e ci mancherebbe!...e dice: "mah, prima o poi questa cosa arriverà"...quel "prima o poi" si sposta nel tempo fino a diventare una nebulosa.
Allora, è arrivato il momento, con questa semplice mozione, di chiarire esattamente quali siano i tempi. Visto come è andato il dibattito di questa mattina, vorrei introdurre anche una riflessione aggiuntiva sui meccanismi di pagamento: qualcuno ha pensato bene, per non scontentare gli elettori, nel 2013, di spostare alcune spese del 2012 a cavallo del 2013, perché erano arrivati dei blocchi dalle leggi del Patto di stabilità (tutto il discorso che avevamo fatto questa mattina), quindi, nel 2013, si è pagata una serie di cose che erano del 2012. E, punto e a capo, ovviamente, nel 2013, si è già nella condizione di avere già raggiunto la soglia del pagamento e, quindi, c'è il rischio di andare nel 2014. Qui, prima o poi, casca l'asino! A forza di dire: "quello che devo pagare in un anno, lo pago nell'anno successivo e nell'anno successivo ancora", prima o poi questa cosa sparisce!
Allora, due sono le questioni: qui, sicuramente, si chiede di ottemperare ad un impegno di spesa chiaro, preso il 29 marzo 2013, cioè prima delle elezioni, secondo un piano condotto, controllato rigidamente dall'Associazione degli agricoltori e ricontrollato da tutti i tecnici dell'Assessorato dell'agricoltura che verificano puntualmente ogni capo di bestiame, che sottopongono alla pesatura del latte ogni capo di bestiame, perché se uno si rifiuta di fare questi controlli, è "escluso" dai contributi, non può accedere a questo tipo di contribuzione. C'è quindi anche tutto un apparato burocratico che si mette in moto dietro a questo lavoro. Lavoro che, in alcuni momenti, si manifesta in momenti che appaiono anche, se vogliamo, come momenti importanti di cultura e di ritrovo locale, momenti che sono le rassegne del bestiame, in cui gli allevatori si confrontano, mettono in competizione, in quella giornata, gli animali fra di loro, ma - ripeto - quegli importanti momenti di ritrovo non sono il lavoro delle aziende. Il lavoro delle aziende non è quel giorno che portano a passeggio il loro capo di bestiame per farne vedere le qualità e la bellezza morfologica ed esporre i dati, perché vengono riportati anche i dati dell'indice di produttività di questi animali che - va detto - è un indice di produttività molto significativo, perché chi ha partecipato alle aste del bestiame, si è accorto che gli allevatori cominciano a guardare anche l'indice di produttività per valutare il valore dell'animale. Quindi questo indice di produttività è un indice di cui le aziende tengono conto: quando si va a comprare un animale...una volta, era l'occhio dell'acquirente che valutava la forma della mammella, la grandezza della mammella per capire se l'animale era produttivo o no; adesso ci sono anche gli esperti, ho visto anche gente che è da anni che commercia animali che chiede quale indice abbia l'animale per valutarne il prezzo e, quindi, il valore.
È quindi un grosso lavoro quello che le aziende stanno facendo da anni, un lavoro serio impostato dall'AREV; tutto questo non può essere messo nel dimenticatoio o, comunque, creare di nuovo questa condizione di incertezza che va a sommarsi - ecco l'altro aspetto delicato - in un momento in cui già si vive l'incertezza per quanto riguarda l'indennità compensativa "verde agricolo" ed in un momento in cui, mai come ora, c'è una crisi per quanto riguarda il valore dell'animale, soprattutto nel settore zootecnico, le bovine valgono pochissimo, e poi anche nel settore ovicaprino c'è tutto il problema legato al fatto che ci sono delle norme molto restrittive per abbattere questi animali, per commercializzarli.
Anche qui, colgo l'occasione per segnalare all'Assessore all'agricoltura che, su questo tema, bisognerà trovare delle soluzioni alle quali, in altre Regioni, mi sembra si stia lavorando per consentire che pratiche tradizionali come il trattare la carne e il produrre a casa le salsicce ed i sanguinacci possano avere luogo, e bisogna, anche qui...perché nella nostra Regione, probabilmente presi dal benessere collettivo che ci aveva in qualche modo confuso le idee, abbiamo abbandonato la ricerca di soluzioni che sviluppassero e sfruttassero appieno le potenzialità da questo punto di vista. A corredo - e forse è l'elemento più grave che colpisce soprattutto in ambito zootecnico l'allevamento delle bovine - è il calo del prezzo del latte che è connesso alle difficoltà di commercializzazione della fontina. Non è questo l'oggetto del dibattito, ma è per collocare questo tipo di provvedimento in un contesto dove le spine sono davvero tante e le rose sono poche.
Quindi, in un momento così, bisogna dare delle risposte chiare e risposte che non siano: "il 2012 va sul 2013, il 2013 va sul 2014" e poi sparisce il tutto prima o poi! Non è su questo elemento che si può andare a giocare su un lavoro che, ripeto, ha alle spalle, per alcuni allevamenti, addirittura la storia di una famiglia...non riesco nemmeno a quantificare gli anni, ma che comunque richiede decine di anni di lavoro per arrivare ad ottenere questi risultati positivi e per accedere a questi premi. È in questo senso che noi chiediamo che si faccia chiarezza e che, in qualche modo, si applichi fino in fondo quanto previsto da una delibera che, ripeto, ha fatto la maggioranza regionale nel marzo 2013, quindi quando già si era a conoscenza di quello che era lo stato delle cose. Non è che si cada dalle nuvole e che si dica che non c'erano questi problemi: la legge del Patto di stabilità che ha provocato il taglio del 10 percento c'era già stata, è già riportata in delibera, non può essere una svista della Giunta non aver tenuto conto di questi fattori.
Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola...sempre come illustratore o dichiaro già aperta la discussione generale? Dichiaro aperta la discussione generale. Ha chiesto la parola il Consigliere Nogara, ne ha la facoltà.
Nogara (UVP) - Grazie Presidente.
Vorrei intervenire brevemente per porre l'attenzione del Consiglio, alcune riflessioni su affermazioni che sono state fatte in quest'aula, non solo nei Consigli passati, ma anche oggi. In occasione della discussione sulla richiesta da parte di AREA - questo fa parte del Consiglio scorso - della restituzione dei contributi che erano stati praticamente dati dall'Amministrazione al posto di AGEA per il verde agricolo, si è parlato di "patti" e di "impegni" che questi agricoltori - lo aveva citato lei, Assessore Testolin - avevano preso con l'Amministrazione regionale.
A questo punto - io l'ho già accennato nel Consiglio scorso - chiederei al Presidente Rollandin che cosa ne pensa, invece, degli impegni presi con la delibera 524 della passata Giunta, impegni presi da un'Amministrazione regionale verso degli allevatori che, praticamente, si sono organizzati ed hanno organizzato il loro lavoro, i loro pagamenti, in base a questi introiti che dovevano arrivare. E qui torniamo alla famosa delibera dei 309.000.000 di euro che...per accantonarli hanno dovuto togliere 10 milioni al settore agricolo, distribuendoli, poi, con la "politica del rubinetto", non al settore agricolo, ma ad altri settori. Questo era un periodo in cui - e mi riferisco al periodo precedente alle elezioni - si poteva già dare una parte di questi soldi al mondo agricolo, perché la delibera che era stata fatta, la 524, è del mese di marzo.
Lei, Presidente, in diverse sedute, ha giustificato il fatto che per il Patto di stabilità non si possano liquidare anche gli impegni già presi, ma ci ha anche detto che, nello scorso Consiglio - questo l'ha detto - si è bloccata la cassa perché non si hanno ancora risposte certe dallo Stato, quella certezza di bilancio di cui ha parlato anche questa mattina, su soldi che dovrebbero arrivare, che dovremmo avere o non avere a disposizione. Le chiediamo, quindi, se mai ci dovesse essere una disponibilità di cassa, da qui al 31/12, almeno di destinarli all'agricoltura.
Mi dispiace che non sia presente in aula il Consigliere Restano, perché mi vorrei collegare all'intervento che aveva fatto nello scorso Consiglio, con il quale diceva all'intero Consiglio di vergognarsi, portando l'esempio del padre. Non so che cosa pensi il padre del Consigliere Restano quando vede questo mare di euro che viene riversato nelle grandi opere oppure, tornando sempre al discorso del Casinò...mentre invece, agli agricoltori valdostani, per il 2013, ci sono zero euro! Mi aspetto quindi che il Consigliere Restano si metta un po' la mano sulla coscienza prima di votare questa mozione.
Questa mattina ho avuto anche uno scambio di idee con il Presidente: so benissimo e mi ricordo bene il periodo del riparto fiscale; capisco che non si debba fare confusione...bravo, sì! Le volevo solo dire che, probabilmente, in quel momento voi avete firmato un qualcosa che altre Regioni avevano già firmato...ma quello che le volevo dire è che forse non avete posto molta attenzione a ciò che vi assicurava quel Governo, in quel momento. Lei dice: "che cosa c'entra?"...c'entra, perché voi avete firmato...nel riparto fiscale, avete firmato una cosa che poi non avete ottenuto! Non c'era il Patto di stabilità, sono d'accordo, però, probabilmente, non siete stati abbastanza lungimiranti!
Io spero comunque che le promesse che avete fatto...che non spariscano questi soldi per la zootecnia valdostana, perché a gennaio dovreste pagare tutto, e poi vedremo, nel prossimo bilancio, quanto metterete a disposizione della zootecnia sempre per quei progetti, quei soldi che sono destinati all'AREV. Penso che tutto il mondo agricolo sia attento all'evoluzione di fatti. Grazie.
Presidente- Grazie. Siamo sempre in discussione generale. C'è qualche altra richiesta d'intervento? Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.
Direi al Presidente di sollecitare, magari, i colleghi...per fare un controllo su quanti siamo in aula...
Due riflessioni molto brevi...non mi dilungo, perché il percorso è stato illustrato molto bene dal collega Donzel. Aspettiamo le risposte del Governo regionale su questa nostra mozione. Mi sembra una mozione che si illustra da sola, quindi, è inutile allungare la discussione, le premesse o che cosa. C'è stato un impegno, il Governo regionale si è posizionato solo pochi mesi fa, la situazione era già chiara: lo sappiamo che siamo in un momento di difficoltà, che la coperta è più corta e, quindi, la scelta va fatta.
Una considerazione. In commissione, lo scorso 3 ottobre, l'Assessore Testolin fece questo passaggio, a mio avviso importante: "in merito alla situazione AREV, la tipologia è squisitamente destinata all'espletamento di funzioni che si suddividono in tre funzioni, e questa è la terza, che è poi una parte di contribuzione che va direttamente all'AREV, girata ai soci per le cosiddette rassegne". Questa penso che sia la sintesi, per cui, proprio nel merito, dietro c'è un percorso, come dicevo prima, molto dettagliato e chiaro, ma che ha una sua storia. E quando i percorsi hanno delle storie, io penso che sia d'obbligo che la politica spieghi il perché...se questo percorso viene troncato con un'accetta, a freddo, senza "se" e senza "ma", dato che dietro c'è una storia non solo culturale, ma proprio di allevatori, per migliorare la razza, migliorare la produttività, migliorare il prodotto; dietro non c'è solo un percorso, ma proprio un "impianto", oserei dire, perché - l'Assessore, poi, potrà smentirmi - mi sembra che questo impianto fosse stato messo in piedi qualche anno fa, proprio per poter aiutare direttamente gli allevatori nel merito, e non solo nella forma, per una crescita di produttività e, soprattutto - e qui vorrei soffermarmi, collega Testolin - relativamente al discorso della qualità.
Penso quindi che il percorso che era stato messo in piedi anni fa andasse in questa direzione: come tutti i percorsi, però, se ci sono delle interruzioni, ci possono essere per qualche mese, ci può essere un'evoluzione del percorso, ma, a questo punto, aspettiamo da parte sua una risposta chiara e, soprattutto, motivata in base alle scelte che andrete a fare come Governo regionale. Grazie.
Si dà atto che dalle ore 18,19 riassume la presidenza il Presidente Emily Rini.
Rini (Presidente) - Colleghi, ci sono altri che intendono prendere la parola? Siamo sempre in discussione generale...nessun altro? Possiamo chiudere? Chiudiamo la discussione generale. Per la replica, la parola all'Assessore Testolin.
Testolin (UV) - Grazie Presidente.
Ci troviamo, oggi, ad affrontare un tema che abbiamo già avuto modo di dibattere in altre sedi ed in altre sedute di questo stesso Consiglio. Mi preme solo sottolineare come, dal momento in cui ho potuto confrontarmi con l'Assessorato che mi è stato attribuito, ho avuto modo di capire, di crescere all'interno di questo Assessorato e di farmi un'idea di quelle che sono le caratteristiche dell'AREV, degli allevatori, di quello che c'è dietro a questo tipo di lavoro...una delle prime cose che ho fatto è stata sicuramente quella di confrontarmi con i vertici dell'AREV, ben cosciente che ci fossero delle tempistiche da rispettare per quanto riguardava il pagamento di questi contributi, dettati dalla necessità di riconoscere un impegno agli allevatori. Nonostante questa attenzione, la situazione si è presentata subito vincolata da questo Patto di stabilità, che a nessuno piace, ma che esiste, e nei confronti del quale bisogna confrontarsi; un patto di stabilità che, nonostante l'impegno della delibera di marzo, non ha permesso, al momento, neanche di pagare gli 800.000 euro impegnati e che, a maggior ragione, in questo momento, non ha ancora permesso di pagare i 4.400.000 euro per completare quello che è l'impegno assunto, a suo tempo, nei confronti di un programma presentato dall'AREV.
L'impegno dell'Assessorato è stato comunque continuo nel confrontarsi con l'associazione e, lo stesso 3 di ottobre, ho avuto modo di incontrare comunque anche il direttivo dell'AREV per fare il punto della situazione, nei confronti del quale mi sono impegnato a condividere con la Giunta, con il Presidente, con l'Assessore alle finanze, un percorso che avesse potuto portare ad una conclusione positiva di questo iter.
Credo che la Giunta, il Presidente, l'Assessore alle finanze ed il sottoscritto in primis siano stati, da sempre, molto sensibili a questo tipo di problematica, pur coscienti del fatto che ci siano delle impossibilità tecniche che impediscono, al momento, di poter dare corso a quella che sarebbe una volontà politica; una volontà politica che c'è e che è stata anche manifestata dal Presidente in alcuni passaggi di confronto per la presentazione della situazione finanziaria regionale con le associazioni di categoria, dove si è sottolineata l'importanza di dare una giusta risposta a quelle che sono le esigenze di un settore che, forse, più di altri, ha patito, in questo periodo di crisi, le difficoltà che questa situazione finanziaria ha portato su tutto il tessuto regionale ed anche nazionale, direi. Da parte nostra, quindi, da parte del Governo regionale, c'è assolutamente l'impegno - come già ribadito questa mattina dal Presidente - di voler onorare il giusto riconoscimento economico per un'indennità che non può mancare ad un settore che trova difficoltà nell'espletamento del suo lavoro. Quindi l'impegno politico c'è stato e forte; c'è stato un incentivo, una richiesta di analisi profonda ed il più possibile immediata nei confronti dell'Assessorato delle finanze affinché si riesca a dare, nel più breve tempo possibile, rispettando le regole dettate da questo Patto di stabilità e dalla situazione economica contingente, una risposta.
Quello che al momento ci risulta impossibile è sicuramente l'espletamento di questa intenzione entro il 31 dicembre, per i motivi che già sono stati evidenziati. Quindi, per quanto mi concerne, mi permetto di sottolineare come l'impegno politico sia sicuramente assunto: non possiamo, però, accogliere questo tipo di mozione che ci vincolerebbe all'esecuzione di un pagamento entro il 31/12 di quest'anno e che, in questo momento, non siamo in grado di garantire, questa è un po' la situazione.
Per l'impegno che ci assumiamo in quest'aula, l'unica cosa che mi permetto di chiedere è che si abbia la volontà di accettare questo, come impegno, ritirando la mozione o, altrimenti, ci troveremo comunque a dover chiedere almeno un emendamento rispetto a quella che è la scadenza, quindi definiamo...la proposta sarà, effettivamente, di chiuderlo nei tempi che sono dettati dall'aspetto tecnico. Sinceramente, non sono in grado di determinare una data, però, possiamo ipotizzare...non lo so, possiamo trovare un accordo che può dipendere anche da un punto di vista tecnico...scusa?...chiediamo una sospensione? di gennaio? fine febbraio. In questi termini penso che...formuliamo una proposta che stia nei termini del 28 febbraio, in sostituzione del termine del 31 dicembre indicato nella vostra mozione.
Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il collega Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Fermo restando, naturalmente, tutte le difficoltà che noi abbiamo espresso e che tengo a rimarcare, perché comunque chi ha dei mutui in banca sa che cosa voglia dire il rinvio di un mese, il denaro che arriva in ritardo...no! Presidente! Mi permetta: semplicemente, fermo restando che ci siano delle difficoltà enormi per alcune aziende, il fatto che ci sia la conferma della somma scritta qui nella mozione, 5 milioni, e che si metta una data (quindi, finalmente, arriviamo al traguardo del 28 febbraio 2014!), questo permette, anche a noi della minoranza, di votare questa mozione e di dare una risposta a questo settore. Naturalmente, l'impegno che ci prendiamo è quello di lavorare affinché nel 2014 questo settore non venga abbandonato, perché non è che con questa cosa abbiamo chiuso l'impegno su questo settore.
Presidente - Grazie. La parola al collega Chatrian.
Chatrian (ALPE) - A nome del gruppo di ALPE sosterremo questa mozione con convinzione. Ribadisco il concetto per cui è un settore che ha delle grandi difficoltà, come più volte abbiamo sottolineato in quest'aula, è un settore che - riprendo le premesse dell'Assessore Testolin - ha dato più degli altri settori, in questo periodo. Accogliamo quindi ed apprezziamo politicamente questa modifica a questo atto.
Permettetemi pochi secondi di riflessione: è positivo il fatto che questo Consiglio accoglierà questa mozione entro il 28 di febbraio. Facciamo però attenzione e cerchiamo, nel prossimo mese di novembre, dato che affronteremo il bilancio triennale 2014-2016, in maniera seria, in maniera puntuale, io dico anche in "maniera ardita e forte", di cercare di affrontare nel suo complesso questo settore in grande difficoltà, non solo economica, ma in grande difficoltà forse anche di identità, di appeal, di possibilità di lavorare e, scusatemi, anche di redditività, sapendo, però, che questo settore ci garantisce l'entretien du territoire. Lo sappiamo molto bene: sappiamo che non ha più quell'appeal che aveva qualche decennio fa, per tante ragioni - è inutile adesso stare qui a declinarle - ma, probabilmente, tocca anche, dico, e non solo, alla politica coordinare o a farsi non solo da garante, ma anche da stimolo insieme alle associazioni di categoria, insieme ai produttori, in modo che questo settore riprenda una certa dignità, forza, stimolo per poter affrontare, e dico forse una parola un po' forte, "aggredire" un po' quello che è il futuro, perché altrimenti sarà difficile, sia per le aziende che in questo momento producono prodotti valdostani, e non solo... Ripeto, però: questo settore è quasi il minimo comune denominatore per poter mantenere un territorio coltivato, un territorio vero, un territorio reale, non un qualcosa di finto, ma un qualcosa di autentico. Io penso che l'autenticità vada in questa direzione solo se, a monte, vi è una programmazione, una pianificazione ed una strategia. Ieri parlavamo di giovani agricoltori, oggi abbiamo parlato di leggi di settore; ieri abbiamo parlato di turismo...io penso che questo settore tocchi assolutamente, nei vari ambiti, diversi settori, non solo produttivi, ma anche ambientali ed anche di qualità della vita per quanto riguarda la media e l'alta montagna. Grazie.
Presidente - La parola al collega Grosjean.
Grosjean (UVP) - Eh bien, Monsieur le Président, Monsieur l'Assesseur, c'est avec plaisir que j'ai appris, finalement, aujourd'hui, une date précise pour réaliser cette...comment peut-on dire? question qu'on avait ouverte avec l'Association des éleveurs. Là, j'ai vu vraiment une volonté politique et une date. Malheureusement, je n'ai pas vu cela hier, quand on a parlé des jeunes agriculteurs, il y a 75 personnes qui attendent des réponses. Hier, je n'ai pas vraiment vu la volonté de l'Assesseur, la force qu'il a eue aujourd'hui de dire: "on doit aller dans cette direction". Ils représentent le futur de notre agriculture et, donc, on ne peut pas abandonner ces 75 exploitations qui sont restées en arrière. En plus, il est vrai, il s'agit d'un grand effort économique, mais il faudrait bien se souvenir aussi de tout le reste. On a les bâtiments ruraux, là aussi il y avait toute une série de requêtes déjà élaborées, déjà prêtes à être payées; il y a la mise en culture des terres à vigne et à fruits, il y a les machines agricoles, mais il y a aussi les activités des consortiums d'amélioration foncière. Eh bien, je me demande, pour tous ces secteurs s'il y aura aussi une réponse comme dans le secteur de la zootechnie. J'espère bien!
Président - Merci. Il n'y a pas d'autres? La parole au Président Rollandin.
Rollandin (UV) - Je dois donner une réponse au collègue Nogara qui, justement, avait dit au préalable, à propos de ce que ce matin on avait essayé de faire comprendre pour ce qui est de la différence - que le collègue connaît - entre ce qui a été une répartition financière avec des règles qui sont écrites et qui, malheureusement, ne sont pas respectées dans les faits...car, avec le système que l'État utilise, un système forcé des fonds régionaux, évidemment il n'y a pas d'assurance sur le budget.
Per quanto riguarda in particolare il Patto di stabilità, voglio ricordare che questo è stato inserito come normativa su imposizione dell'Europa ed è caduto su tutto il resto (sui Comuni, sulla Regione); prima nessuno l'aveva tenuto in considerazione e ora sta creando le difficoltà che conosciamo. Lo dico perché questa aggiunta, l'emendamento, va nella logica di quanto abbiamo detto questa mattina, ovvero che il Patto di stabilità non ci ha permesso di pagare questo nel 2013 - con le conseguenze che abbiamo già detto e che non voglio ripetere - anche lì garantendo, come abbiamo detto, che l'impegno su questo settore - come ha anche detto l'Assessore - vale per il 2013. Non è che con questo paghiamo il 2014, voglio ribadirlo affinché non ci siano equivoci. Per il 2014 questo programma è da ricostruire e da ridiscutere, non è che si trascina perché c'è un problema aperto, voglio dirlo per evitare che ci siano equivoci.
Io ho apprezzato anche i responsabili interventi del collega Donzel, di Nogara e degli altri colleghi che, in qualche modo, vanno a suggerire un'attenzione specifica verso il settore. Possiamo assicurarvi che è piena: chi viene da quel settore, viene da un settore dove, fino a 40 anni fa, non c'era un intervento, non c'era niente; poi si è andati all'apogeo e adesso siamo in un momento in cui sicuramente ci sono delle difficoltà. Ma "difficoltà" non vuol dire "abbandono" di questo settore. Voglio ricordare che l'affermazione fatta dal collega Donzel va nella logica di rispettare un fatto specifico: noi stiamo parlando di razze in via di estinzione, le nostre non sono razze che domani...e mi ricollego a quello che lei ha detto. Voglio dire che tutto ciò si ricollega ad un aspetto (e chiudo), al discorso della redditività in agricoltura: non possiamo forzare la redditività in agricoltura dicendo che il prodotto, se purtroppo per il mercato vale 10, deve valere 20. Per lo sforzo che si fa, per quello che è il sistema di produzione, per tutto quello che i colleghi conoscono, è da tutti evidente che, in zootecnia, vi è una sottovalutazione di quello che è il costo del latte e dei suoi derivati. Il problema è che non lo possiamo forzare noi! L'unica azione che possiamo portare avanti è quella di sostenere il supporto perché, in alta montagna, obiettivamente, c'è l'esigenza di sostenere questo settore.
Chiudo dicendo che, purtroppo, la redditività - come diceva anche il collega Chatrian - ha dei limiti per quanto riguarda questo aspetto, collegati al tipo di prodotto. Se il mercato non dice di più, purtroppo è il mercato che detta legge. Ed oggi non possiamo che tener conto di questo importante riferimento, tenendo conto che questo era volgarmente conosciuto come "contributo rassegne", perché questo era il momento in cui c'era la possibilità di verificare, nel tempo, quali fossero i passi avanti sotto il profilo morfologico e di tutte quelle cose che conosciamo. Ed era appunto il momento per dire: "bene, malgrado le difficoltà, abbiamo fatto dei grandi passi avanti: abbiamo aumentato la produzione di latte nelle lattifere, abbiamo aumentato le caratteristiche che adesso sono state riconosciute per le reines"...quindi tutto un mondo che ha le sue regole e che deve essere mantenuto. Questa è la ragione per cui noi condividiamo questo aspetto e siamo convinti che ci sia la possibilità e la capacità di sostenerlo, perché è essenziale per tutto il resto del nostro settore economico. Grazie.
Président - Il n'y a pas d'autres requêtes d'intervention? On peut mettre en votation? La votation est ouverte...con l'emendamento. Mettiamo in votazione il testo emendato. Colleghi, votate. Possiamo chiudere la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 33
Favorevoli: 33
Astenuti: 1 (La Torre)
Il Consiglio approva.
Passiamo al punto 24 all'ordine del giorno.
