Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 210 del 24 ottobre 2013 - Resoconto

OGGETTO N. 210/XIV - Reiezione di mozione: "Impegno della competente Commissione consiliare alla presentazione di una proposta di legge per la riduzione del numero dei Consiglieri regionali e dell'indennità di carica loro spettante".

Président - On est au point 22 à l'ordre du jour. Pour l'illustration, a demandé la parole la collègue Certan.

Certan (ALPE) - Merci Madame la Présidente.

Iniziamo il pomeriggio con un argomento soft. In questa mozione, a nome dei movimenti Cinque Stelle, PD, UVP e ALPE, parleremo di "tagliare", tagliare non delle assurdità, Signor Presidente, come ha detto questa mattina lei (riprendo una sua frase): tagliare, ma non delle assurdità, tagliare delle nostre indennità. Questa mozione è dunque una mozione del buon esempio. Ci sono argomenti che di tanto in tanto, in modo ciclico, in politica vengono à la mode, meglio, ritornano à la une. Questo dei costi della politica è uno di quelli, che scala due o tre posizioni e poi ritorna. Noi l'abbiamo sempre affrontato, e credo considerato anche nella sostanza, non solo superficialmente, e vorremmo che, oltre all'aspetto à la une, assuma anche un valore di coerenza, di chiarezza, di trasparenza e soprattutto di completezza.

A scanso di equivoci, preciso che noi intendiamo parlare di "riduzione dei costi della politica" e non di riduzione della rappresentatività e della democrazia. Nella nostra regione - che, preciso, anche qui per onestà, non è certo quella messa peggio - se ne è parlato però in modo concreto solo a fine 2012, prima nulla, nonostante ripetuti solleciti e ripetute iniziative presentate in aula nella passata legislatura dai gruppi di minoranza, in particolare dai Consiglieri di ALPE, che ripetutamente, sin dal 2008, avevano sollecitato ad intervenire con dei tagli concreti. Avevamo fatto queste mozioni non tanto per diminuire le indennità in modo trasversale e, diciamo, "a casaccio", ma era per ridurre quelle indennità che abbiamo sempre definito dei surplus, dei benefici non indispensabili o necessari e, quindi, degli sprechi. Non abbiamo mai fatto demagogia o populismo sui costi della politica, ma abbiamo chiesto di intervenire, appunto, sulle maggiorazioni ingiustificate.

Ora, tutti noi lunedì scorso abbiamo letto con attenzione le dichiarazioni del Capogruppo di maggioranza: "la politica ha il dovere di procedere ad un ridimensionamento delle sue strutture e dei relativi costi, ridimensionamento nell'ottica di una razionalizzazione sia funzionale al suo operato...", eccetera. Mi chiedo...meglio tardi che mai! ma dove siete stati finora? E, soprattutto, quali forze politiche avevano l'incarico di ridimensionare questi costi e, come vengono chiamati, "in modo funzionale" e "nell'ottica della razionalizzazione"? Vale il detto...non siamo più ai tempi in cui "Berta filava", insomma, quindi tutto d'un colpo torna d'attualità, diventa interessante! E, poi il discorso continua, c'è un passaggio interessante...come non apprezzare l'apertura al dialogo e al confronto con tutte le forze politiche? come non apprezzare, che abbiate scritto - collega Perron e collega Borrello - nella relazione: "la politica deve tornare a suscitare l'interesse dei cittadini per poterne riconquistare la fiducia e poter rispondere ai bisogni, alle necessità di una società in continua evoluzione; è necessario ricostruire il rapporto tra istituzioni e cittadini, troppo spesso messo in crisi dai comportamenti anche poco rispettosi delle buone e corrette amministrazioni, compiuti da chi dovrebbe invece essere garante dell'interesse generale"? Mi chiedo (ma ce lo chiediamo da tempo) perché la politica non susciti più interesse? Perché si debba riacquistare la fiducia? Perché sia necessario ricostruire il rapporto tra istituzioni e cittadini? E ci chiediamo quali siano i comportamenti e gli atti poco rispettosi delle regole, compiute da chi dovrebbe essere invece garante dell'interesse generale.

Avanti ieri, abbiamo quindi appreso (ripeto, lo sottolineo) con grande gioia la nascita del disegno di legge partorito dalla maggioranza, dopo elefantiaca gestazione. Visto che la maggioranza pare aver accelerato la presentazione di questo disegno di legge, bene abbiamo fatto, quindi, come gruppi di minoranza, a proporre questa mozione dodici giorni fa, che nel primo punto chiede proprio un impegno a condividere, noi tutti, come Consiglio regionale, insieme, e di andare in questa direzione. Ce l'aspettavamo, non lunedì pomeriggio, eh, ma ormai è prassi che la minoranza sollecita, fa pressing, e la maggioranza cerca di tenir le coup e propone la sera prima, fa le proposte. Poco male! Bien (je dirais), très bien! Quindi per questa iniziativa, che andremo a discutere nei dettagli in commissione e non discuteremo ora...se il numero, un numero piuttosto che un altro, sia equo, o adeguato, oppure no, in grado di rappresentare i valdostani...l'obiettivo di noi tutti è, se ho ben capito, ridurre i costi delle strutture della politica, di ridimensionarle. Per i nostri gruppi è quindi importante, oggi, un altro impegno, un altro oltre a questo, un impegno più concreto, non solo per quanto riguarda il numero dei Consiglieri (che nella migliore delle ipotesi riguarderà, per forza maggiore, la prossima legislatura).

Con la nostra mozione, in questo particolare momento di difficoltà, noi chiediamo un impegno maggiore, soprattutto immediato nel tempo. So che siete sensibili a questo passaggio, perché la Presidente Rini, lo scorso anno, quando illustrava appunto i tagli che sono stati fatti a fine 2012, ricordava proprio quest'aspetto, questa caratteristica di immediatezza: che, come Consiglio, noi possiamo dare. Diceva che il risparmio totale - diceva allora - sarà per il prossimo anno, cioè per quest'anno la legge avrà effetto (cosa abbastanza rara) già sull'attuale Consiglio, poiché avrà decorrenza dal 1° gennaio...quindi queste azioni concrete di buon senso, di buon esempio, possiamo farle subito.

Sintetizzo cosa noi intendiamo per "recupero degli sprechi" o "maggiorazioni ingiustificate", come ho detto prima, ed entro quindi nella mozione. Tenuto conto dell'indennità di base di Consigliere, riteniamo che vi siano delle cariche che hanno delle responsabilità maggiori, delle responsabilità amministrative, economiche, finanziarie, ma anche impegni più restrittivi: sono le cariche degli Assessori e del Presidente della Regione. Non riteniamo, invece, che la carica di Presidente del Consiglio preveda responsabilità maggiori di un Assessore, eppure percepisce circa 1.200 euro in più al mese. Non riteniamo che i Presidenti delle Commissioni abbiano responsabilità maggiori rispetto ai Commissari e ai Consiglieri nell'aprire, nel condurre, nel chiudere le sedute delle Commissioni. Quindi chiediamo, con questa mozione, che il Consiglio impegni, oggi, la Commissione competente a predisporre anche questi tagli. Entriamo nel dettaglio: c'è un punto che riguarda anche l'Ufficio di Presidenza, e quindi l'indennità dei Segretari e dei Vicepresidenti, dove proponiamo un taglio del 50 percento.

Nel concreto, siccome riprendo delle parole che il collega Bertin aveva già...nel 2008, quando ha proposto il progetto di legge n. 2...nel 2008 forse, non 2009: "Objectif prioritaire du Gouvernement régional - diceva il Presidente Rollandin - que je représente est la réduction des coûts de la politique; cela signifie que nous allons procéder à une véritable rationalisation du système public et des rapports du système privé dans une optique de limitation de la dépense et amélioration du niveau de démocratie et des services offerts aux citoyens". Donc je pense que...

La riduzione che noi proponiamo è - ripeto - immediata, perché possiamo, dopo l'approvazione di questa mozione, darne corso in breve tempo, e comunque in questa legislatura è di circa 975 mila euro...sono comunque dei costi non superflui, non banali. Nell'illustrazione ho dimenticato di citare anche il numero degli Assessori; proprio perché noi riteniamo che la coerenza, in un momento di grave crisi, debba esserci al 100 percento, noi proponiamo, visto che in tutti i programmi elettorali era stata messa anche una riduzione del numero degli Assessori, senza andare a vedere chi aveva tagliato di più o di meno, però riteniamo che il numero degli Assessorati che potrebbe essere equo, che potrebbe essere giusto, potrebbe essere di sei. In questo momento, non si può toccare niente, ma riteniamo che sarebbe importante che si abbassi il tetto generale, il tetto massimo a sei e quindi si divida per otto. Quindi se ci sono...la maggioranza potrebbe anche aver deciso di averne messi dieci o quindici, ma noi teniamo il tetto massimo giusto, che riteniamo essere quello di sei Assessori. Chiederemmo di metterlo come spesa, come tetto, diciamo, di spesa massima. Ecco, come avviene nelle buone famiglie, non è che si elimina qualcuno...visto che i membri della famiglia sono otto, si tengono gli otto, ma si divide una spesa totale di sei tra otto; quindi ci sono meno entrate, proprio per andare nella riduzione. Non è banale, perché due posti di Assessore in meno sono comunque, nei cinque anni, 500 mila euro di risparmio. Grazie.

Si dà atto che dalle ore 14,39 assume la presidenza il Vicepresidente André Lanièce.

Lanièce (Presidente) - Dichiaro aperta la discussione generale. Vi sono dei colleghi che intendono prendere la parola? Vi sono dei colleghi interessati ad intervenire su questo oggetto? Se non vi sono richieste di intervento...posso chiudere la discussione? Se non vi sono altre richieste di intervento, lo ripeto per la seconda volta...bene, ha chiesto la parola il Consigliere Donzel, ne ha la facoltà.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Il tema è un tema che è dibattutissimo a livello nazionale; anche in questo Consiglio regionale noi cercheremo di non metterlo proprio come da "quattro amici al bar". Probabilmente il tema di una riforma costituzionale, com'è stato accennato in questi giorni, forse merita un po' più di rispetto che non delle battute del tipo da taglio dei costi della politica in quattro e quattr'otto. Intanto bisogna ricordare che questo si impone all'attenzione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta, perché in un decreto nazionale viene indicato in modo un po' improvvisato, pasticciato, anche a livello nazionale, senza neanche piena conoscenza del sistema elettorale della Valle d'Aosta, viene introdotto il numero di 20 e scalda gli animi della politica valdostana, soprattutto in un momento in cui il flirt tra l'Union Valdôtaine e il PdL toccava il massimo, diciamo, del suo successo.

Fu solo il Consigliere Tibaldi, allora, a riprendere in mano la questione della riduzione dei Consiglieri regionali rendendosi conto, lui sì, che conosceva la Valle d'Aosta, che insomma a noi serviva il numero dispari, perché non c'è l'elezione diretta del Presidente della Regione in Valle d'Aosta, quindi almeno conoscere il sistema elettorale valdostano non sarebbe già male a livello nazionale! Ci fu una riflessione in questo senso e naturalmente tutti fecero dichiarazioni roboanti sui giornali, dico tutti i gruppi, tutte le forze politiche.

In aula arrivò, però, un solo disegno di legge costituzionale, quello presentato dal Gruppo Democratico - allora non ancora Sinistra-VdA - e, in questo disegno di legge, si fece riferimento al numero 29, che fu illustrato in quest'aula e se ne diede in qualche modo ragione, non ispirandosi soltanto alla storia dei Salassi oppure dei Burgundi, a seconda di chi vuole cercare dei riferimenti storici nel nostro passato, ma facendo riferimento a un preciso funzionamento della nostra aula, ad una dignità che deve avere il lavoro nelle Commissioni, e quant'altro. Quindi ci fu un approfondito ragionamento intorno alla questione che il numero andava, sì, ridotto, e andava calibrato su un'idea di Consiglio regionale che non è solo "com'è bello tornare ai vecchi tempi", ma che rispondesse a esigenze di riduzione del numero degli Assessori fino ad un certo limite e corretto funzionamento del numero nelle Commissioni. Non era quindi solo un ragionamento di costi della politica, ma era anche un ragionamento di far fronte a un'immagine che dobbiamo dare come Consiglio regionale nel contesto nazionale. Su questo primo punto la risposta fu...in un momento delicato come quello in cui si prospettava questo dibattito, il Presidente della Regione ritenne opportuno risponderci che Trento e Bolzano tenevano fermo il numero di 35, 35 a Bolzano e 35 a Trento, e che quello era il punto di riferimento a cui riferirsi; quindi, in quel contesto politico, venne bocciata la proposta del Partito Democratico che, infatti, prese tre voti, i tre voti del Partito Democratico, mentre tutta la maggioranza, e anche l'opposizione, ritennero di non sostenere la riduzione dei Consiglieri regionali.

Su questo tema, quindi, ho davvero colto positivamente il fatto che oggi - naturalmente messi al sicuro, dopo le elezioni, i 35 posti in Consiglio regionale - la maggioranza cambi prospettiva, cambi la lettura della realtà e dica: "non in questa legislatura, ma nella prossima ancora, andremo a ridurre il numero dei Consiglieri". Cioè, quando avevano la possibilità di farlo subito non lo fecero; adesso che, comunque...diciamo siamo sistemati in Consiglio regionale, occupiamo i nostri posti, per la prossima legislatura andiamo a lanciare questa proposta! Mi sarebbe piaciuto leggere nel comunicato - ma magari lo sentirò oggi, dalla viva voce dei Consiglieri regionali - almeno un accenno al fatto che...quando noi presentammo la proposta di riduzione dei Consiglieri regionali, accennammo anche al fatto che bisognava immaginare parallelamente una proposta di riforma elettorale, perché presentando semplicemente nuda e cruda una riduzione del numero dei Consiglieri regionali, è praticamente...siccome questa mattina un po' di fastidio l'hanno dato i due colleghi del Movimento Cinque Stelle, un po' di fastidio lo dà il gruppetto del Partito Democratico-Sinistra-VdA, facciamo sparire quest'anomalia, rimaniamo solo noi, qui, il grande gruppo dell'Union Valdôtaine, e ci teniamo l'aula tutta per noi!

Noi, quando presentammo la proposta di riduzione, calibrammo bene un ragionamento che l'attuale legge elettorale, con il meccanismo dell'elezione minima dei due Consiglieri, ha già un quorum di sbarramento che è superiore a quello della Germania, per capirci...siamo oltre lo sbarramento tedesco con una proposta di questo tipo, bisogna anche comunicarlo ai cittadini, non aspettare che poi si arrivi in aula, perché se non c'era la nostra mozione di queste cose non se ne parlava, tanto per ribadire. Se non era la minoranza a presentare una mozione, oggi, di questo non si parlava, si andava avanti con le logiche dei bar, di chi alza di più il numero: 25, no! 20, no! 10...ma sì, perché domani mattina presento la proposta a 21, io! Veramente, se questo è il ragionamento che sta dietro, se uno non inquadra bene cosa vuol dire la "riduzione dei costi della politica" e ne fa una battaglia da "bar dello sport", chi calcia la palla più forte e più lontano...

Credo che con grande saggezza, con grande opportunità, la minoranza ha fatto riferimento al numero dei Consiglieri regionali senza esprimere ancora un numero, per dire: ci sediamo attorno a un lavoro, tutti, diciamoci ognuno le proprie opinioni e troviamo un'intesa sulla questione dei numeri e sulla legge elettorale, e "sulla legge elettorale"! Non c'è scritto, ma è automatico, perché altrimenti lo sbarramento a 25 porta a soglie di sbarramento del 9 percento, cioè, volete portare la Valle d'Aosta a essere il Burundi, a essere un paese dove ci sono partiti unici, clan che comandano loro e la politica va a farsi friggere! Allora, io spero che non sia questo l'intento di questo avventato e...come dire? un po' affrettato comunicato stampa, che in nessuna delle dichiarazioni dei due Capigruppo coglie l'importanza delle ricadute che ha questo processo, non c'è nessun riferimento al numero degli Assessori. Il PD, quando presentò la riduzione del numero dei Consiglieri, presentò contestualmente una legge per la riduzione del numero degli Assessori...perché non penserete mica di continuare a banchettare con 25 Consiglieri regionali, tenervi 8 Assessori con tutto l'ambaradan che ne consegue? È ovvio che, se si va a ridurre il numero dei Consiglieri regionali, è automatica la riduzione del numero degli Assessori! Quindi avete in mente che la Valle d'Aosta può funzionare con meno Consiglieri regionali e, quindi, con meno Assessori, perché chi propone meno Consiglieri regionali, propone automaticamente la riduzione del numero degli Assessori! Quindi siamo esattamente nel contesto della mozione della minoranza.

Secondo punto: riduzione del numero degli Assessori. E qui vengo a un punto: la riduzione del numero degli Assessori è una legge statutaria, non costituzionale, cioè vuol dire che può essere votata e diventare applicativa da subito nel Consiglio regionale. Allora dico: vabbè, la legge costituzionale...dobbiamo aspettare il voto della Camera, il voto del Senato, il rivoto della Camera, e il rivoto del Senato, infatti io dico doppio passaggio, dopo che l'abbiamo votata noi, qui, e diventa applicativa nel luglio 2018, salvo cadute o crolli di tutto il Consiglio regionale. Ma io dico: visto che vi è sorta questa esigenza di ridurre i costi della politica e di razionalizzare la politica valdostana, e visto che nella proposta di riduzione dei Consiglieri è contenuta di fatto la riduzione degli Assessori, ma perché non farlo subito, perché non farla adesso la riduzione degli Assessori? Cosicché gli elettori diranno: non ci state prendendo in giro come sempre, avanzando la proposta di riduzione dei Consiglieri regionali...perché è chiaro che qualche elettore un po' scafato comincia ad esserci e comincia a dire: sì, loro fanno la bella figura di ridurre il numero, ma intanto per 5 anni non lo riducono! Se poi si va ad elezioni anticipate a livello nazionale, magari non se ne fa pure nulla! Allora, per essere credibili di fronte agli elettori, facciamo, sì, una proposta di legge costituzionale...

Noi...l'ho detto più volte, qualsiasi sarà il numero che verrà fuori, il PD la voterà, l'ho dichiarato in tutte le salse questo, è che non viene mai fuori la proposta, adesso ce n'è una, qualsiasi numero ci sarà, la voteremo. Ma vogliamo anche dire, però, che gli elettori non possono essere presi in giro per l'ennesima volta e aspettare il 2018 per vedere la riduzione vera dei soldi, cioè del costo del Consiglio regionale, quella deve avvenire adesso, in questa legislatura, da subito, Signori miei!

Caro Capogruppo Perron, caro Capogruppo Borrello, voi che lanciate queste battaglie strategiche di lungo periodo sulla riduzione dei Consiglieri regionali, date il segnale che non è una presa in giro, che non stiamo turlupinando gli elettori, come ha fatto...lo dico senza esitazione...come hanno fatto tante volte i miei colleghi del Partito Democratico nazionale, virgolettino pure le ANSA di tutto il mondo, perché gliel'ho detto in Direzione che non siamo più credibili quando diciamo che bisogna ridurre il numero dei Parlamentari, quando diciamo che bisogna fare la riforma delle istituzioni nazionali! Allora siamo come il Parlamento romano?

Allora la riduzione la chiedo adesso: gli Assessori devono essere ridotti "da subito", sennò questa è una presa in giro! Naturalmente, visto che l'intento è quello di razionalizzare, abbiamo dato un'occhiatina a cosa succede in giro per il mondo, e regioni che hanno numeri di abitanti molto superiori ai nostri, risorse maggiori delle nostre, hanno in alcune figure apicali delle forme di indennità di riconoscimento inferiori a quelle della Valle d'Aosta. Allora io ho detto: no, non andiamo a vedere le regioni del sud, perché sennò lì comincia una polemica che sarebbe sterile e senza senso, vanno rispettate quanto la nostra, non andiamo a vedere le regioni a Statuto ordinario, ma il Friuli, una Regione autonoma. Come mai, in Friuli, il Presidente del Consiglio ha un'indennità inferiore a quella del Presidente del Consiglio della Valle d'Aosta? Forse che in Friuli il Consiglio regionale è più piccolo? No, è più grande, e quindi ci sono ancora più Consiglieri, più attività da gestire, più attività da fare, c'è da girare tra le Province, c'è da tener conto di un territorio più grande. È retribuito meno, Regione a Statuto Speciale! Allora dico: non aspetteremo mica il 2018, per fare questa riforma? Quanto ci fate aspettare per vedere questa riforma qua?

Poi c'è una proposta che è stata molto dibattuta, ve lo confido, anche tra le file della minoranza c'è un dibattito, non è che tutti siamo omologati, qui, nella minoranza, non è che qualcuno ci ha fatto il lavaggio del cervello...riusciamo anche ad avere, dentro di noi, delle sfumature diverse, ma c'è il rispetto per una proposta che deve andare in commissione, quindi dentro la minoranza qualcuno ha anche detto: andiamo a verificare se si può intervenire sulla questione dei Presidenti delle Commissioni. È una proposta, non è un disegno di legge, questo, è da discutere, da valutare. Per quanto mi riguarda, effettivamente la responsabilità di un Presidente di Commissione va riconosciuta e ci sono stati in alcuni casi delle commissioni delicate, però...come dire? il quantum, il come, il se, eccetera, è oggetto di discussione, cioè qui, come non abbiamo scritto numeri, come non abbiamo scritto importi, è perché vorrei far capire che qui non si tratta di dire: vogliamo svilire la funzione del Presidente del Consiglio, non c'è scritto un numero, no? C'è scritto di ragionare intorno a un ripensamento che è legato a esempi concreti che abbiamo tratto da altre realtà.

Allora, ho cercato di far capire che dietro questo provvedimento presentato dalla minoranza non c'è il "bar sport", e lo dico senza problemi, senza esitazioni, posso affrontare anch'io i cittadini tutti i giorni che mi dicono sui costi della politica, non c'è un ragionamento da "bar sport", tagliamo e dove va, va! C'è dietro un ragionamento, una riflessione politica che dura da anni, portata avanti da diversi Consiglieri in questo Consiglio regionale, e suffragata da una capacità di analisi delle leggi, dei percorsi che devono seguire le leggi, che ha una sua dignità, che ha una sua dignità; dopodiché possiamo essere d'accordo o non d'accordo su queste proposte, però, ecco, vorrei che non venisse fuori il ragionamento da strada: cos'è? il taglio ai costi della politica, la minoranza fa demagogia... Qui non c'è nessuna demagogia, il ragionamento, lo ripeto, parte da un decreto nazionale che suscitò un grande dibattito, giustamente gli organi di stampa diedero ampio spazio a questa questione del ridurre a 20 il numero dei Consiglieri regionali, e quant'altro. C'è stato un percorso, mi fa piacere che su questo percorso siano cresciute le sensibilità che vanno nell'idea di cercare di mettere al riparo l'istituzione Consiglio della Valle d'Aosta da inutili attacchi nazionali, perché avere un "numero ragionevole" non vuol dire aver un numero sproporzionato, come può apparire, a livello nazionale, magari il fatto che noi ne abbiamo 35.

Facendo questo ragionamento siamo consapevoli - e l'abbiamo sempre dichiarato - che riteniamo inaccettabili i calcoli che vengono alle volte fatti dai castigatori della politica su Il Corriere della Sera, che è il grande strumento con cui...diciamo le forze del potere economico e mediatico italiano hanno attaccato anche pezzi di democrazia. Quindi, non accettiamo le formule: tanti abitanti, costo di Consigliere per ogni abitante uguale...perché quella roba lì non ci appartiene, non ci appartiene. Quando abbiamo fatto il ragionamento sui costi della politica l'abbiamo fatto volendo mettere invece al riparo il nostro Consiglio regionale da quelle logiche che dicono: "se non arriviamo noi, da Roma, questi qui se la suonano e se la cantano tra di loro". No, abbiamo detto: "giochiamo d'anticipo"...beh, d'anticipo non siamo riusciti a giocare perché c'erano troppi interessi in campo e la legge del PD non poteva essere votata. Oggi questo ragionamento parte, e parte in modo serio, parte in modo serio cercando appunto di riconoscere anche quella sensibilità che tutti abbiamo.

Noi, come PD-Sinistra VdA - lo diceva bene stamattina il collega Guichardaz -, siamo anche Sinistra-VdA, quindi rappresentiamo anche l'esigenza di trovare le forme di garanzia e di pluralismo nel Consiglio regionale, ma ciò non toglie che questa è la strada da percorrere, però da percorrere senza inganni, senza infingimenti, da percorrere con la convinzione che, se vogliamo ricostruire e ridare una dignità alla politica in Valle d'Aosta per cui il cittadino, tutti i giorni...poi tutti non li convinceremo mai, perché ci sono anche persone che, nella loro legittimità, ritengono non sia questo il luogo chiave della politica valdostana.

Ecco, noi dobbiamo trovare la formula per cui questo passaggio che è stato lanciato dalle opposizioni con una mozione, ma che voi avete ripreso, sia un passaggio che non può aspettare luglio 2018 per essere attuativo. Io ho lanciato una data...il 1° gennaio 2014? Beh, è un'ipotesi di lavoro...a mio avviso, non si può rinviare oltre un ragionamento sui costi di questa macchina, se davvero volete essere credibili con la riduzione a 25.

Presidente - Grazie. Ci sono altre richieste d'intervento da parte dei colleghi dei vari gruppi consiliari? Non vi sono richieste? Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta, ne ha la facoltà.

Cognetta (M5S) - Grazie Presidente.

Noi, chiaramente come Movimento Cinque Stelle, siamo, direi, i progenitori di questa questione a livello nazionale. E, al di là delle parole che correttamente ha detto il collega Donzel, noi valutiamo il problema dei costi della politica in maniera molto più ampia di quella che discutiamo in questo momento, con questa mozione, ma anche rispetto alle mozioni che abbiamo presentato negli altri Consigli...insomma, sono tutte mozioni che vanno nella direzione che noi auspichiamo, che è quella di una riduzione pesante dei costi della politica. Quindi, al di là di quello che c'è scritto in questa mozione, che per noi è completamente condivisibile, nel nostro programma - giusto perché prima abbiamo parlato di programmi - anche noi siamo favorevoli a 25 Consiglieri, lo abbiamo scritto nel programma, fermo restando la questione della legge elettorale, che non ci dobbiamo dimenticare e che noi non sottovalutiamo per nulla; anzi, abbiamo fatto diverse battaglie e le stiamo continuando a fare rispetto alla questione delle tre preferenze, del quorum...insomma, tutta quanta quella questione che poi ci ha portato a essere qui, in Consiglio, in questo momento, e quindi le due cose non possiamo disgiungerle in nessun modo, secondo noi, anzi, non c'è uno senza l'altro. Perché altrimenti, come ha giustamente fatto notare il collega, la democrazia va a farsi benedire, secondo noi...ma non solo secondo noi, credo che chiunque ci ragioni un momento se ne renderebbe conto.

Per fare un breve inciso prima di cominciare, vorrei dire questo: noi siamo favorevoli a pagare un professionista...non so, immaginiamo di avere un giardino, un giardiniere bravo, abbiamo un giardino da coltivare, e questo giardiniere, quando abbiamo un problema, viene, ci dà una mano, ci risolve il problema, pota, sistema, poi ci fa la fattura...la fattura è anche, diciamo così, elevata, ma noi, risolto il problema, lo paghiamo volentieri. Il problema dei costi della politica, invece, rispetto a questa situazione, qual è? Tu hai questo giardino che non va, arriva un giardiniere, comincia a operare e ti distrugge il giardino, poi ti fa la fattura - che è spropositata - e lì, insomma, la faccenda cambia aspetto, lì tu spendi un sacco di soldi per uno che ti ha distrutto il tuo giardino, e non va bene! Ed è chiaro che a quel punto lì non ci stai! Quello che è successo in questi anni, che sta continuando a succedere, è questo: i cittadini pagano - noi, tutti - tutta questa macchina enorme, perché vorrebbe, insomma, che questo giardino andasse avanti, funzionasse, facesse qualcosa di buono, desse dei frutti e, invece, tabula rasa! Non abbiamo più niente, non esce più nulla, anzi, è diventato un costo insostenibile, e tra poco le nuove tasse che arrivano saranno un costo fuori da ogni logica, e noi siamo qui che, invece, cerchiamo di dire: beh, forse è il caso che magari incominciamo a costare un po' di meno, forse è il caso che incominciamo a pesare un po' di meno. Non ci sembra che sia una cosa tanto strana, o no? O vi sembra una questione così pazzesca? Poi però sentiamo, quando siamo qui, nei pourparler: "eh, ma fate dei discorsi che vanno a combattere soltanto le questioni relative alla maggioranza e non colpite quelli della minoranza, fate soltanto queste questioni per fare una questione di ripicche personali"...calma!

Allora, noi non abbiamo scritto in questa mozione, perché ci sembrava una mozione come altre, d'indirizzo, no? cominciamo a sederci, cominciamo a parlare. Vogliamo risparmiare subito a 25? Togliamoci tutti quanti lo stipendio, rapportiamo lo stipendio dei 35 a 25 e ce lo dividiamo! Guardi, a noi non è che...adesso, facciamolo ora, e noi votiamo...dove sta il pulsante? Votiamo il pulsante, quello lì, e non ne parliamo più...no? Contemporaneamente a questo, contemporaneamente a questo...così non aspettiamo la legge costituzionale quando arriviamo a 25, facciamo una cosa rapida e, contemporaneamente a questo, magari facciamo qualcos'altro, già che stiamo qua, no?

Vi do qualche altro input così arriviamo fino in fondo...dovremmo cominciare a parlare di quanto prendono i Segretari particolari degli Assessori, per farci due righe di conti: sono 8 persone, costano 860 mila euro l'anno...cosa fanno di bello? Sicuramente fanno un lavoro eccellente, favoloso, importantissimo, che in genere...degli Assessori, ho detto, degli Assessori, sono 8 no? degli Assessori. Dicevo, rispondono al telefono, prendono gli appuntamenti, fanno un lavoro sicuramente molto interessante e importante che normalmente viene fatto da un impiegato di categoria B... beh C, B?...quello che è...che costa decisamente meno! Magari rapportare i due costi, non è che ci dispiacerebbe, eh? E risparmieremmo un altro pozzo di soldi...ho calcolato circa 600 mila euro l'anno. E così, di colpo, abbiamo recuperato 600 mila...sì, sì, sì. Guardi, le faccio due righe di conti, poi ne parliamo.

Per quanto riguarda poi sempre i costi della politica, di cui dovremmo magari un giorno cominciare a discutere, noi abbiamo un dirigente regionale ogni 1.000 abitanti. E, per carità, ci servono tutti, eh! Così poi sappiamo che gli Assessori, quando devono riunire tutti i dirigenti per parlare, ne hanno talmente tanti che hanno bisogno di una sala riunioni enorme, perché chiaramente sono così spezzettate e frammentate tutte quante le competenze che poi diventa un macello anche riuscire a gestire la macchina burocratica! E di questo ne abbiamo conto, ne avete conto anche voi...li dimezzassimo, anche lì, non credo che la cosa ci ridurrebbe in miseria, anzi, probabilmente avremmo una macchina un po' più snella e un po' più veloce! E soprattutto non avremmo tutto questo bizantinismo nel fare le cose, perché poi quello che succede fuori, nei costi della politica e viene proiettato alle persone, è per esempio il fatto che, mentre qualche anno fa tu, quando dovevi fare una pratica, dovevi presentare 50 mila fogli...dicevi: però alla fine mi danno i soldi, tutto sommato...è vero che mi devo sbattere tra un ufficio e l'altro, foglio, fogliettino, mica foglio, e così via, però qualcosa torna, adesso mi è rimasta da una parte tutta quanta la montagna di burocrazia pazzesca che arriva fino al soffitto e non ci sono più soldi e io un po' mi innervosisco, eh...?...io devo lavorare per portare a casa i soldi, mica posso stare qui, appresso a voi, foglio, mica foglio, geometra, ingegnere, architetto...ehi, ragazzi! Io devo lavorare, e voi invece no! Voi continuate a pensare che va tutto bene, vabbè...e quindi i dirigenti guai a toccarli, anzi abbiamo fatto una legge che se non diamo loro il lavoro questi ci fanno causa...e la legge l'abbiamo fatta noi..."noi" nel senso di Consiglio, eh, non noi, per carità, noi non l'avremmo mai fatta una cosa del genere!

Poi, se volessimo parlare a questo punto degli altri costi della politica, che a noi stanno particolarmente a cuore, dovremmo dare un altro dato. Ora, la Merkel, giusto perché l'ha citata ad esempio prima, guadagna 296 mila euro lordi l'anno...però quella lì è la Merkel, lo sapete...ha praticamente in mano l'economia di tutta l'Europa, detta in parole povere! Poi noi abbiamo un certo "Frigerio" che ne guadagna 312 mila. E, allora, come lo vogliamo chiamare, questo, se non un costo della politica assurdo da eliminare, perché sennò, se lo vogliamo chiamare in un altro modo, ditemi qual è quello giusto! Perché è questa la realtà dei numeri, brutale! E noi...siamo qui, noi due, che ogni tanto ci diciamo: "ma, poi dice che ridiamo"...ma per forza...cos'altro devi fare? A volte viene voglia di impiccarci, poi però abbiamo detto: "vabbè, ci hanno dato questo mandato, siamo qui, almeno gliele raccontiamo in faccia le cose, cerchiamo di capire perché non vanno avanti, perché non fanno anche delle cose minime", perché, ragazzi, alla fine, quello che ha detto la collega Chantal Certan è che risparmiamo, se tutto va bene, 200 mila euro l'anno. Meno male, almeno 200 mila euro l'anno, ragazzi! Una faticata così...e c'è anche chi si preoccupa qui e dice: "eh no! mi tolgono i soldi e io come faccio"? E fai come fanno tutti gli altri! Si fa come fanno tutti gli altri! Come facevo io, quattro mesi fa, quando prendevo 1.200 euro al mese per lavorare 8 ore al giorno, come fanno centinaia di migliaia di persone, fuori, in giro!

Allora, noi ci siamo fatti una riduzione...per carità, molti ci hanno detto anche che siamo stati scemi, poi su questo ognuno la pensa come gli pare, però noi ci siamo ridotti lo stipendio a 2.500, lo sapete, lo hanno detto tutti, vabbè...se ce lo riduciamo tutti, non è che a noi dispiace, eh? Anzi, lo facciamo, tutti insieme, una bella leggina veloce, veloce, la votiamo al volo...e per questo primo intervento non aggiungo altro. Grazie.

Presidente - Grazie. Qualche altro collega che intende prendere la parola? Ha chiesto la parola il Presidente Rini, ne ha la facoltà.

Rini (UV) - Care colleghe e cari colleghi, consentitemi di intervenire, molto brevemente, su un tema, quello dei costi della politica, che - come sapete - mi sta particolarmente a cuore, e che sta alla base, direttamente e indirettamente, della mozione che stiamo discutendo. Questa materia, com'è stato sottolineato anche dai colleghi, è una materia molto importante, che va trattata con la massima serietà, ma soprattutto con la massima onestà intellettuale. Sin dal primo giorno del mio insediamento in seno alla Presidenza del Consiglio, nella scorsa legislatura, ho cercato, assieme a tutti i colleghi, di affrontare questo tema con il massimo della serietà e della concretezza possibile.

In seno alla Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali italiani, il dibattito sul tema è stato approfondito, è stato dettagliato ed è stato puntuale. In seguito all'ahimè famoso scandalo, quello del Lazio, che ha leso profondamente l'immagine di tutte le Assemblee legislative italiane, anche nel resto del Paese si è raggiunta la consapevolezza che si dovesse, in qualche maniera, mettere mano a questa delicata materia, apportando le doverose modifiche, sia per quanto riguarda la modalità di gestione delle spese dei gruppi, vista anche l'allora genericità delle leggi vigenti in tutte le Regioni (compresa la nostra), sia soprattutto per quanto riguarda le indennità dei Consiglieri. E tutto ciò è accaduto in un momento di grande crisi economica, momento in cui si chiedono sacrifici alle nostre concittadine e ai nostri concittadini, momento in cui, perciò, chi è chiamato ad amministrare è tenuto ancor più non solo a dare il buon esempio, ma a compiere, lui, in primis, le prime operazioni di sobrietà. Si è arrivati...e direi finalmente, visto che la Valle d'Aosta più volte aveva insistito proprio su questo punto in seno alla Conferenza dei Presidenti...si è arrivati ad avere la consapevolezza e ad avanzare la richiesta, e finalmente anche ad approvare un atto che rendesse possibile questo, a far sì che, in tutta Italia, gli eletti delle Assemblee legislative avessero il medesimo trattamento economico, e anche la disciplina inerente al funzionamento dei gruppi fosse la stessa per tutte le Regioni d'Italia.

Qui concedetemi una brevissima parentesi...prima ho sentito dei dati che, con molto garbo, con molta educazione, mi tocca però smentire, perché sono rimasta stupita subito, poiché ho partecipato a tutto l'iter e a tutte le fasi del lavoro, proprio per arrivare ad avere questo risultato, pari dignità, e quindi anche pari trattamento economico in tutta Italia...c'erano delle Regioni, ben lo sapete, che avevano cifre veramente scandalose. Il Presidente del Consiglio del Friuli, con cui ho appena parlato, proprio per sincerarmi che non ci fossero anomalie in quello che era stato approvato, mi ha appena comunicato che percepisce la somma di 9 mila euro, netti...probabilmente il calcolo era diverso perché hanno scomposto le cifre. Sono 9 mila euro netti al mese, quindi molto superiore alla cifra che percepiamo noi, in Valle d'Aosta. Dicevo, le diversità, infatti, erano notevoli, e vi cito un dato che può un po' dare anche il peso e il valore a quello che sto dicendo: nel Lazio, sempre il famoso caso, venivano elargiti ai gruppi consiliari 14 milioni di euro annui, cifra che corrisponde più o meno alla cifra del nostro bilancio del Consiglio regionale totale...quindi capite bene qual era la situazione! Proprio ispirati da tali principi, e in forma del tutto volontaria e non coercitiva, come avvenuto invece nelle altre Regioni per l'effetto del famoso disegno di legge 174, poiché una norma statutaria, l'articolo 25 del nostro Statuto ci esentava dall'obbligo di intervenire su questa materia, la Regione Valle d'Aosta è stata la prima e l'unica Regione, in Italia, ad aver approvato all'unanimità la legge regionale 35 del 2012. Dicevo prima che siamo stati i primi, in Italia, e ribadisco nuovamente che lo abbiamo fatto volontariamente...primi nel senso che siamo stati i primi a legiferare, lo scorso anno a dicembre. Gli unici, perché siamo stati i soli...e lo ricordava bene la collega Certan...i soli ad aver approvato una legge che entrasse in vigore da subito, e non quindi dalla legislatura seguente, con gli effetti diretti su ognuno di noi, giusto merito anche del confronto con la minoranza. Io credo che sia stato un lavoro proficuo quello che abbiamo fatto.

La riforma, quella approvata nella scorsa legislatura, è intervenuta su due principali direttrici, introducendo, già dal 1° gennaio 2013, riduzioni al trattamento indennitario e al sistema previdenziale dei Consiglieri regionali, che hanno permesso di conseguire un immediato risparmio per le casse regionali. Nel dettaglio, molto brevemente, consentitemi di ricordarli: la legge regionale 35/2012 ha disposto, innanzitutto, la soppressione del previgente meccanismo di adeguamento automatico degli emolumenti consiliari all'indennità di carica percepiti dai membri della Camera dei Deputati, con la conseguente determinazione in legge in misura fissa dei propri importi; secondo: il taglio delle indennità consiliari per complessivi 900 mila euro annui; la soppressione del rimborso forfettario delle spese per le missioni effettuate dai Consiglieri; quarto: la riforma del sistema previdenziale dei Consiglieri e il contestuale taglio dell'indennità contributiva degli stessi, per un importo di oltre 407 mila euro annui, da sommare agli altri; ancora: l'innalzamento della possibilità di andare da 55 anni a 65 anni della soglia di età per la corresponsione del trattamento previdenziale del singolo Consigliere; e poi, infine, non ultimo, certo non per importanza, la drastica riduzione dei finanziamenti ai gruppi consiliari.

Queste disposizioni - e ci tengo a sottolinearlo - hanno comportato un risparmio per le casse regionali pari a 2 milioni di euro annui. Prima sentivo parlare di disposizioni che potrebbero portare risparmi per 195 mila euro annui...queste misure già adottate dal Consiglio regionale portano un risparmio di 2 milioni di euro annui! E le dirò come. Veniamo a qualche cifra, per essere più chiari e per capire meglio la portata di questo provvedimento. Scusate se vi annoierò un po' sui numeri, ma credo che sia importante. Prendendo come parametro di riferimento l'anno 2005, il valore dell'indennità di carica era pari a 8.704 euro; l'1.1.2013 tale valore era di 5.185 euro. Passiamo alle cifre globali, così ci fanno capire meglio. L'indennità di carica di funzione, con la diaria e le spese per premi assicurativi per i componenti del Consiglio regionale nel 2005 era pari a 5.007.429 euro...5 milioni; nel 2013 questo era pari a 3.490.151 euro. I contributi all'assegno vitalizio nel 2005 erano pari a 1.491.517 euro...1.400 e fischia; nel 2013 la cifra era di 448.000 euro. L'indennità chilometrica per i Consiglieri regionali nell'anno 2005 era pari a 54.428; nell'anno 2013 era pari a zero. Ancora: i contributi ai gruppi consiliari nell'anno 2012 erano pari 600.667 euro...600.000; nell'anno 2013 pari a 166.000.

Io chiederei davvero, gentilmente, lo chiedo a lei, Presidente, se le copie di queste tabelle, con questi dati, possano essere distribuite ai colleghi e agli organi d'informazione...così, giusto per avere anche la contezza dei dati e delle cifre, per capire i reali tagli, l'impegno, e comunque la serietà che abbiamo cercato di mettere su questa tematica. Queste sono solo alcune cifre, queste sono solo alcune cifre, che però stanno a significare la reale e concreta portata dell'intervento, anzi, degli interventi posti in essere nel corso della scorsa legislatura. Spero che questi dati siano utili alla nostra discussione e al nostro confronto. Mi sembrava giusto ripercorrere, oggi, in questa occasione, insieme, queste fasi, e mi sembra giusto che se ulteriori passi vadano fatti in questa direzione non siano limitati, ma siano generali e riguardino l'insieme degli eletti e l'insieme dell'apparato.

Noi, di certo, non ci sottraiamo e credo che possiamo dire di averlo dimostrato. Grazie.

Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Ferrero, ne ha la facoltà.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.

Abbiamo ascoltato con grande attenzione i dati che ha snocciolato la Presidente Rini. Non vorremmo però che da questo schema uscisse una specie di realtà virtuale, dalla quale risulta che noi, Consiglieri regionali, Assessori e Presidenti, con tutte queste riduzioni, siamo ormai appena sopra il livello della soglia della povertà! Ecco, non vorrei che uscisse questo quadro, perché sarebbe un quadro veramente distorto di quella che è la situazione; anche perché, per fare giusto qualche cifra, noi vediamo che il Presidente del Consiglio e il Presidente della Regione arrivano, sostanzialmente, uno a circa 13.000 euro lordi, l'altro 14.000 euro lordi complessivi di stipendio, il che vuol dire...io non so che aliquote avranno, ma vuol dire beccarsi in busta paga puliti almeno 8.000 euro...mi diranno loro se sbaglio, se c'è qualcosa in più o se c'è qualcosa in meno, comunque siamo a quel livello. Ecco, in un momento come quello che stiamo attraversando, 8.000 euro a noi paiono effettivamente esagerati, al di là di tutte le riduzioni che sono state fatte, perché è bello vedere su questo schemino che c'era un'indennità chilometrica dei Consigliere di 54.428 euro nel 2005. Io non so effettivamente che razza di chilometri facessero questi, cioè erano in continuo movimento, probabilmente, erano persone veramente iperattive. Sarebbe bello andare a vedere dove hanno percorso questi chilometri e, soprattutto, se li hanno effettivamente percorsi, perché 54.000 euro d'indennità chilometrica mi sembrano tanti! Quindi direi che questo diventa un po' una specie di boomerang e diventa "la tabella della vergogna", della serie: come eravamo, per fortuna siamo un po' cambiati, ma soprattutto c'è ancora tanta strada da fare!

Quindi la tanta strada da fare è sostenere, in maniera secondo noi onesta, che 8.000 euro puliti nella busta paga di un qualsiasi amministratore locale sono troppi, per noi sono troppi! Sono troppi 5.618 che prendiamo noi, come Consiglieri...noi ne prendiamo 2.500, ma è quello che si prende normalmente, e sono soprattutto le prebende e tutte le altre indennità di funzione che sono state aggiunte ai Presidenti delle Commissioni consiliari, e via dicendo. Diciamo quindi che apprezziamo lo schemino, ha un valore secondo noi soprattutto a livello storico, però se voi ritenete che queste cifre siano congrue, mi sa che siete i soli che lo ritenete!

Noi prendiamo, con questa mozione, un impegno, che è quello di andare nella riduzione, ma una riduzione effettiva che sia parametrata con quello che prende un dirigente regionale...non di primo livello, un dirigente regionale normale. Per noi, un Consigliere che prende 2.500/3.000 euro puliti in busta...secondo noi può andare bene; se fa l'Assessore prenderà qualcosa in più, il Presidente qualcosa in più, ma non arriviamo a questi livelli! In un periodo del genere è facile dire "demagogia"...però, accidenti, l'unico organo che non toccate mai è il portafoglio che avete all'interno della giacca!

Presidente - Grazie. Ci sono altre richieste d'intervento? Ha chiesto la parola il Consigliere Guichardaz, ne ha la facoltà.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Grazie.

Solo per fare due precisazioni, perché non so se il Presidente del Friuli aveva probabilmente appena finito il sonnellino quando le ha dato quei dati; io leggo dal sito del Consiglio del Friuli (poi magari mi si smentirà, ma questo è il sito ufficiale): "L'indennità di carica spetta al Presidente del Consiglio regionale...60 percento dell'indennità di presenza ammonta ad euro 3.780 mensili lordi". Leggo sul nostro archivio delle nostre indennità: "Il Presidente del Consiglio ed il Presidente della Giunta regionale percepiscono 5.730 euro lordi". Questi sono i dati; quindi, con una popolazione come quella del Friuli, 1.300.000 abitanti, il Presidente del Consiglio percepisce circa 2.000 euro in meno del nostro, a fronte di un'indennità di carica di 6.300.

Mi sono anche andato a ricercare - per avere dei dati ulteriori - i dati del Piemonte: il Piemonte ha 4.500.000 abitanti; il Presidente del Consiglio del Piemonte precepisce 4.096,27 euro di indennità di mandato, vedo la Presidente Rini che muove la testa, questo è il sito ufficiale della Regione Piemonte magari scrive dati sbagliati! Poi invito la Presidente Rini ad andarglieli a correggere, magari con la penna rossa!

Tra l'altro, la parametrazione delle indennità di mandato del Friuli e del Piemonte avviene sulla base di valori percentuali dell'indennità di mandato. Quindi, in Piemonte, se vogliamo prendere a riferimento l'indennità di mandato del Presidente del Consiglio - così è scritto sul sito, poi magari la Presidente Rini telefona al Presidente del Consiglio, così ci smentisce - è il 35 percento dell'indennità di mandato. Facendo un calcolo tra l'indennità di mandato nostra, se ben ricordo è 5.178 euro lordi indicativamente, il 35 percento sarebbe 1.814,75 euro, quindi ben lontani dai 4.011 euro che prende un Assessore regionale in più all'indennità e alla diaria.

Se volessimo quindi applicare gli stessi parametri in uso rispetto alle altre Regioni, basterebbe non attaccarci alle cifre e definire per esempio delle percentuali. Poi vi invito ad andare a fare un giro sui vari siti e vi accorgerete che in Umbria sono un pochettino meno parchi rispetto al Piemonte: per esempio, in Umbria, il Presidente del Consiglio e il Presidente della Giunta percepiscono 3.439,80 centesimi di indennità di carica. Questi sono dati che io ho trovato su internet, se volete sono confutabili. Nel caso in cui ne troviate qualcuno più aggiornato, daremo poi indicazioni, eventualmente a chi compila i dati sui siti, di correggerli, perché dalle reazioni un po' indignate e dagli sbattimenti di testa che vedo da parte di alcuni componenti della maggioranza, sono dati evidentemente tutti sbagliati, quindi internet riporta dei dati assolutamente sbagliati. Grazie.

Presidente - Grazie. Ha chiesto di nuovo la parola il Presidente Rini, ne ha la facoltà.

Rini (UV) - Grazie Presidente.

Molto, molto brevemente, solo per dirle che assolutamente non era un'espressione per dire che stava dando dei dati sbagliati, stava semplicemente dando dei dati non completi, sarà mia premura poi fornirle tutta la situazione, Regione per Regione, che peraltro abbiamo; semplicemente lei prende solo una voce, ma io gradirei vedere e, proprio per onestà intellettuale, quello che ho chiesto a gran voce...finisco solo, poi, insomma, ho chiesto a gran voce che ci fosse chiarezza su quello che effettivamente percepisce il Presidente, l'Assessore, il Consigliere...perché questo è il vecchio giochino che veniva già fatto in tante Regioni, dove ci risultavano alcune Regioni, le solite note, peraltro, che risultavano essere virtuose; poi, nel rimborso spese, venivano fuori cifre esorbitanti! Allora le dico che nel Friuli sono 6.300, più 3.600, più 3.500 con i rimborsi forfettari; cifra che noi, volutamente, per trasparenza nei confronti delle nostre concittadine e dei nostri concittadini, abbiamo voluto abolire! Mancano i rimborsi forfettari. Comunque, questo giusto per dire che non sta dando dei dati sbagliati, ma erano dei dati incompleti...c'è un'altra voce che corrisponde al rimborso forfettario, cifra che noi abbiamo abolito.

Comunque sarà mia premura, per correttezza e per onestà intellettuale, farle avere tutti i dati, che abbiamo peraltro assunto con un'approvazione che è pubblica, in seno alla Conferenza dei Presidenti dei Consigli. Grazie.

Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Bertin, ne ha la facoltà.

Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.

A dire il vero non avevo intenzione di intervenire in questa discussione, anche perché di questo argomento me ne sono occupato durante tutta la scorsa legislatura, diversamente dalla Presidente Rini. La ringrazio Presidente per i dati, ma sono evidentemente dei dati di chi era qui la scorsa legislatura, che conosce o dovrebbe conoscere.

Pensavamo che la nostra mozione guardasse verso l'avvenire, non verso il passato. Come detto, uno degli aspetti che avevamo cercato di tenere in considerazione durante la scorsa legislatura era l'immediatezza di questo risparmio, perché non è da ora che conosciamo la situazione e la necessità di ridurre i costi della politica. È stata nostra premura per questo, come PL (proposta di legge n. 2), a settembre 2008, avanzare una proposta per ridurre i costi della politica, una proposta complessiva che, tra l'altro, è ripresa anche in parte in questa mozione per quel che riguarda le riduzioni degli emolumenti del Presidente del Consiglio e dell'Ufficio di Presidenza, come anche per l'indennità di funzione dei Presidenti delle Commissioni. La nostra premura era quella di raggiungere subito, già nel 2008, un risparmio, anche perché aveva fatto oggetto, questo argomento, di tutta la campagna elettorale delle elezioni del 2008...

Presidente - Un po' di silenzio, grazie!

Bertin (ALPE) - ...purtroppo, nonostante le nostre numerose proposte, alcune respinte da tutto il Consiglio regionale, altre soltanto dalla maggioranza, abbiamo dovuto aspettare, come Regione autonoma Valle d'Aosta, lo scandalo della Regione Lazio, abbiamo dovuto aspettare Fiorito, perché senza Fiorito non sarebbe successo niente, nonostante le nostre numerose proposte, continue proposte su questo argomento!

Ciò detto, per ritornare sul passato, la nostra preoccupazione, come detto, era da una parte esercitare la nostra autonomia, e anche farlo subito, questo risparmio. Il nostro voto favorevole alla proposta che si allineava a quella dei Consigli regionali di tutta Italia, dei Presidenti dei Consigli regionali, era vincolata all'immediatezza. In effetti, abbiamo anticipato gli effetti della riduzione all'1.1.2013, per dare un segnale, perché è inutile fare i risparmi per le prossime generazioni, bisogna iniziare noi, a dare l'esempio, e in questo caso si è fatto: questa era la prima condizione. La seconda era che questo doveva essere un primo passo verso "gli altri passi" in questa via della riduzione dei costi della politica, perché è del tutto evidente che non ci si può fermare a quella proposta - certamente significativa - che abbiamo approvato qui, in Consiglio, ma, come detto, può essere un primo passo, va ripensato...vanno ripensati i costi della politica, da tutti i punti di vista. Anche per quel che riguarda il numero dei Consiglieri, le nostre perplessità erano, nella scorsa legislatura, in ragione dell'efficacia di questa proposta, che rischiava del tutto...era del tutto evidente, visto che finiva la legislatura, di non avere nessun effetto pratico...era l'occasione per fare una bella figura a costo zero.

Avremmo preferito, avevamo avanzato come proposta, se riduzione ci deve essere, di farla attraverso una legge statutaria, che, a nostro avviso, dal punto di vista tecnico avrebbe potuto essere lo strumento giusto, e comunque, vista la contingente politica, avrei visto male un Governo nazionale che si fosse prestato ad impugnare una legge regionale che andava nella direzione di una riduzione del numero dei Consiglieri. Per quanto ci riguarda, al di là dello strumento sul quale avevamo delle perplessità, che ci pareva velleitario, a "babbo morto" da un certo punto di vista, c'è anche poi una questione più seria di rappresentanza e di democrazia. Stiamo attenti quando giochiamo sui numeri, perché alla fine c'è in gioco la democrazia ed è importante, da questo punto di vista, trovare un equilibrio sia con la legge elettorale che nei numeri in senso stretto.

Questa mozione ha l'obiettivo di rimettere l'attenzione sui costi della politica; i risparmi, come ho detto, non sono straordinari, ma danno un piccolo segnale che un altro passo, in quella direzione, questo Consiglio vuole fare, esercitando la propria autonomia e dando, come detto, un segnale; piccolo, ma un passo alla volta, si può fare anche un percorso lungo. Il primo passo l'abbiamo fatto nel dicembre dell'anno scorso, è il momento di farne un altro. Riteniamo che questa proposta, questa mozione, possa rappresentare l'occasione per andare in quella direzione. Grazie.

Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Certan Chantal, ne ha la facoltà.

Certan (ALPE) - Grazie Presidente.

Io sono tenuta ad intervenire, perché nella presentazione credo di essere stata molto breve, sintetica, perché pensavo che fosse importante che intervenissero tutti i colleghi, per non arrivare a notte con questa mozione. Però mi sembrava di essere chiara, di aver centrato la mozione non...

Presidente - Un po' di silenzio, grazie.

Certan (ALPE) - ...non su quello che è stato fatto o che non è stato fatto, anzi credo di aver fatto un passaggio...e credo che le registrazioni daranno atto di aver anche riconosciuto che, a fine 2012, alcuni interventi sono stati fatti. E pensavo che questo fosse passato chiaro, mentre si è rimesso tutto in discussione il cammino (legittimo e, per carità, interessante), però credo che questo non sia l'obiettivo...ripeto: ci sono regole elementari.

Qual è l'obiettivo di questa mozione? È quello di andare a vedere, da adesso in poi, quello che si può ancora ridurre. Sarà piccolo? Duecentomila euro l'anno saranno pochi? Beh, iniziamo, perché ai cittadini stanno chiedendo cose anche più grandi, in proporzione, quindi iniziamo pure, anche fosse solo 5.000 euro all'anno! Comunque, non ero entrata nel dettaglio, e soprattutto la nostra mozione non voleva andare a fare nessuna questione personale; non era personale, quindi non voleva andare a chiedere a nessuno quanto fosse il suo compenso.

Presidente Rini, mi permetterà, però, dopo che lei ha snocciolato i dati, ha smentito quelli che ha dato Donzel del Friuli, eccetera...beh, credo che ci sia un passaggio importante da fare. Io mi sono sbagliata: ho detto 1.200 euro al mese in più degli Assessori...in effetti, la carica del Presidente del Consiglio è di 1.700 euro in più rispetto agli Assessori, al mese, lordi, che vuol dire, all'anno, 20.400 euro al mese, lordi, in più degli Assessori, che vuol dire, nei cinque anni della legislatura, 102.000 euro all'anno in più degli Assessori, lordi...sì, sì, mettiamo pure il lordo!

Poi, vado ancora nello specifico e qui entro proprio nel merito della mozione. Noi non siamo intervenuti a dire nulla sull'indennità; quello che noi abbiamo chiamato "maggiorazioni" - abbiamo un po' ricamato i termini - "maggiorazioni", "surplus", "benefici non indispensabili"...beh, sono le indennità di funzioni, quello che noi abbiamo chiamato "surplus", Presidente Rini, sono le indennità di funzioni. Ciò detto, risulta che, rispetto al Presidente del Consiglio del Friuli Venezia Giulia, la nostra carica di Presidente del Consiglio della Valle d'Aosta sia di 1.000 euro al mese in più (lorde) e, in particolare, l'indennità, per precisare quello che ha detto il collega Ferrero, è di circa 8.950 euro al mese, perché c'è anche la diaria...no, pardon, è in più, la diaria è a parte. Allora, credo che non sia assolutamente l'obiettivo, questo, di entrare nei dettagli, ma se dobbiamo entrare a fare le pulci, facciamole corrette, ma facciamole fino in fondo per tutti. Non era questo l'obiettivo, Presidente Rini, il nostro obiettivo era quello di andare a fare una cosa generale, sulla quale mi pare lei abbia detto essere d'accordo, perché ha detto: non ci sottrarremo ad altri. E pensavamo proprio che questo fosse il vero obiettivo...poi, ripeto, io nel mio intervento di presentazione non ero andata appositamente nei dettagli perché non volevo che mi si desse della demagogica, della populista. In questa mozione non ci siamo sognati di andare a fare precisazioni sulle indennità; però, poi, tirati per i capelli, forse bisogna farlo fino in fondo. Grazie...e soprattutto questa è in prospettiva, nel futuro, non di quello che è successo ma di quello che verrà, andiamo avanti, guardiamo avanti! Siamo contenti che ci siano state delle riduzioni, forse ci sono state delle esagerazioni, direi, nel passato, però adesso noi siamo nel presente e possiamo cambiare il futuro, non il passato!

Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Perron, ne ha la facoltà.

Perron (UV) - Grazie Signor Presidente.

Sarebbe bello che questa materia fosse affrontata con sobrietà e con pacatezza, e anche con serietà. Cioè non ricercando ciò che è molto facile da trovare e cosa della quale siamo capaci tutti: del clamore, delle prime pagine sui giornali o dei titoli a caratteri cubitali. Qui basta che chi la spara più grossa ottiene la prima pagina.

Il tema dei costi della politica o dei costi della democrazia - ricordandoci che la democrazia è una forma di governo costosa - è un tema che periodicamente ritorna all'attenzione di quest'aula come un ritornello che qualcuno non si stanca mai di suonare e che, a mio giudizio - ma è un giudizio molto personale - non dovrebbe, invece, dividere quest'aula tra quelli che sono i Savonarola e quelli che sono invece i Ganassa, cioè da una parte le figure angeliche, che si ergono a tutela del bene, della purezza, dell'altrui interesse e, dall'altra parte, i vampiri, i vampiri della politica che mangiano tutti i benefit che la politica, invece, dà.

Io penso di poter dire verità dicendo che da tempo, cioè da quando la questione "Tangentopoli" ha posto all'attenzione della pubblica opinione il tema forte dei costi della politica, questo Consiglio regionale non è stato insensibile a questa tematica, non è stato insensibile. Se c'è una linea che ha contraddistinto l'azione dei Consigli regionali nelle diverse formazioni e geografie politiche che si sono succedute in quest'aula, a mio giudizio si può evidenziare una linea di rigore, una linea di sobrietà, ed è una linea di rigore e di sobrietà anche nell'atteggiamento che i diversi Consigli regionali hanno avuto nel corso di queste legislature. Chi, come diversi di noi, ha avuto e ha la possibilità di confrontare il nostro sistema, la sua organizzazione, non soltanto per quanto attiene il bene del Consigliere, ma l'organizzazione dei gruppi, lo status della politica...beh, certamente può dire, senza timore di essere smentito, che siamo sempre stati e siamo, e sottolineo "felici di esserlo", fanalino di coda, fanalino di coda nello status dei vari Consigli regionali d'Italia, non andando a evocare certe situazioni che conosciamo molto bene, che certamente hanno portato, nel tempo, ad un allontanamento di quello che è il sentire comune nel rapporto tra la gente e la politica. Penso allo status dell'Assemblea regionale siciliana, dove potremmo evidenziare tutta una serie di cose, dalla quale siamo volutamente sempre stati molto, molto lontani.

Se c'è una linea di comportamento che i vari Presidenti del Consiglio, come della Regione, i vari Uffici di Presidenza hanno avuto, è stata una linea, direi, di contenimento dei costi, anche di razionalizzazione e, al tempo stesso, di certezza della spesa, perché io vorrei ricordare che quest'aula, a differenza di quello che fece il resto d'Italia, dove la spesa per tante legislature ha continuato a impazzire su questo argomento...noi, nel 1999...questo Consiglio trasformò un sistema nel suo complesso che era retributivo...e se non è chiaro lo spiego...che era retributivo, in un sistema profondamente e unicamente contributivo, andando a creare per le casse della Regione, per le casse di quest'Amministrazione, un risparmio che era stato ed è considerevole. Si è intervenuti pesantemente com'è stato giusto fare, intervenendo sul sistema dei contributi, contributi assicurativi, che prima erano versati dall'Ente e che poi sono stati giustamente versati dal singolo Consigliere.

Vorrei sottolineare che da diverse legislature non ci si adegua più all'indennità dei Parlamentari, che nel frattempo non è più cresciuta, ma vorrei sottolineare che, per scelta, per scelta, questo Consiglio regionale non si è più adeguato all'indennità dei Parlamentari nazionali. Vorrei ricordare che, nel 2006, la legge finanziaria dello Stato invitava i Consigli regionali ad un forte adeguamento delle indennità. Ebbene, io ricordo molto bene che, in quell'occasione, il Consiglio regionale della Valle d'Aosta - perché ne ero Presidente - fu uno dei pochi Consigli regionali che su questa materia intervenne, e non intervennero Consigli regionali in linea politica perfettamente allineati con, all'epoca, il Governo Prodi, che tracciò questa linea. Ricordo molto bene il Consiglio regionale della Toscana, quindi di un colore politico perfettamente in sintonia con il Governo, che si oppose fermamente, invitando tutti gli altri Consigli regionali a non adottare questo indirizzo, e ricordo altri Consigli regionali che contro il Governo fecero ricorso alla Corte costituzionale. E la Corte costituzionale dichiarò incostituzionale questa norma, laddove obbligava i Consigli regionali ad adeguarsi a quella riduzione. E il Consiglio regionale della Valle d'Aosta fu l'unico Consiglio che, con delibera dell'Ufficio di Presidenza, accolse e deliberò quella riduzione. Non ci prendiamo nessuna medaglia, che sia chiaro, ma ricordiamoci, insomma, che questo sistema di casta e di privilegiati che spesso ci viene addossato, anche da esponenti qua dentro, è un sistema che per certi aspetti non sentiamo nostro. Mi pare che nel 2011 - se non ricordo male, Presidente - ci fu un'ulteriore decurtazione, quindi in linea con una tendenza che da sempre ci siamo sempre dati nel contenimento dei costi nei confronti dei Consiglieri regionali.

Io penso che il Presidente Rini abbia illustrato molto bene i contenuti del forte segnale che si è dato con la legge 35 del 2012. Peraltro, voglio dire che - io non so cosa è successo all'interno degli altri movimenti - per l'Union Valdôtaine certamente questa legge è stata un duro colpo alle sue finanze, perché noi, da tempo, abbiamo un modo di finanziare la nostra attività tramite un sistema che è il contributo ai gruppi, dei quali rendicontiamo fino all'ultimo euro, con il quale manteniamo delle sedi sul territorio, con il quale manteniamo dei dipendenti, col quale finanziamo la nostra attività politica, ed è un sistema che certifichiamo, che rendicontiamo con persone estranee al movimento, sottolineo "estranee al movimento", e che da sempre fa parte della trasparenza del nostro agire politico. Quella legge che noi votammo, che noi votammo, fu un duro colpo per il nostro bilancio, ma ci sembrò corretto andare nella direzione di un forte segnale nei confronti del contenimento della spesa e, per dircela tutta fino in fondo, anche se questa legge arrivò a qualche mese dalle elezioni regionali. Non mi pare, in campagna elettorale - francamente noi, come altri - di aver colto grande plauso per questa iniziativa...per dire che di fronte all'opinione pubblica ci troviamo spesso un'opinione pubblica mai soddisfatta, mai soddisfatta nei confronti delle misure che su questa materia vengono adottate.

Eppure io credo che dal nostro punto di vista ci possiamo - lo diciamo con molta umiltà - presentare di fronte a questa discussione non nascondendoci, senza provare imbarazzo, perché vedete, io penso che il ruolo del Consiglio regionale, del Consigliere, è un ruolo di alto livello, è un ruolo certamente di prestigio, che bisogna riconoscere: rappresentiamo l'assise più importante della nostra Regione, speriamo di poterla rappresentare con dignità, facendo al meglio il nostro ruolo, diciamo con serenità, è una posizione di grande prestigio ma da non demonizzare. È un ruolo che impone serietà, che impone impegno, che impone studio e che impone assunzione di responsabilità. Io credo che sia una responsabilità che spesso viene misconosciuta, che viene in qualche modo non riconosciuta dalla pubblica opinione. È il ruolo che ci viene conferito dalla democrazia rappresentativa, perché noi non facciamo parte di una casta, la logica della casta è una logica che porta alla dittatura, dalla quale siamo certamente lontani.

Il nostro, e diciamo fieri di questo, è un ruolo prestigioso, è un ruolo ben retribuito, e il fatto di essere nel tempo un ruolo ben retribuito ha permesso, dovrebbe permettere a questo Consiglio di avere al suo interno tutte le fasce sociali, cioè di avere quindi anche all'interno di questo Consiglio le migliori energie che la società valdostana può esprimere e che possono deliberatamente decidere temporaneamente di abbandonare la loro professione per mettersi a disposizione della politica. Io penso che ragionare solo e unicamente - quando si parla dello status dei costi della politica - in termini di un altalenante su e giù delle indennità dei Consiglieri sia mortificante, sia avvilente per il ruolo del Consiglio regionale e del Consigliere, a meno che non immaginiamo una classe politica fatta unicamente di dipendenti pubblici che si possono, secondo la norma, mettere in aspettativa, oppure di pensionati - ben vengano queste categorie -, o altrimenti in qualche modo immaginiamo un sistema nel quale le attività liberali, quindi energie diverse che possono esistere all'interno della società, non possono trovare qui, in qualche modo, una loro posizione d'essere.

Io credo che semplicemente non bisogna in alcun modo provare disagio nel ricoprire questo incarico. Siamo delle persone che pubblicamente, a differenza di altri, ogni 5 anni si mettono sotto esame da parte della popolazione, e che, voglio dire, molto serenamente ottengono o meno una fiducia sul lavoro che è stato fatto. Vedete, io penso che, e han ragione alcuni colleghi quando dicono che, quando parliamo dei costi della politica, dovremmo fare un'analisi a 360 gradi...e chiederci fino in fondo, questa è la domanda che dobbiamo farci, se ciò che facciamo all'interno di quest'aula lo facciamo bene oppure no, se stiamo dando le giuste risposte in termini di lavoro a quello che la comunità valdostana si sta aspettando, se diamo delle risposte nei tempi che l'economia, la società ci richiede, e per le quali ci ha votato. Io penso che quando parliamo di costi della politica dovremmo in maniera approfondita e globale parlare anche di questo. Se la risposta è "sì", io credo che non dobbiamo temere confronti; se la risposta è "no", è necessario che ognuno di noi, al suo interno innanzitutto, faccia una riflessione profonda su come interpreta il lavoro e il ruolo di ciò che sta facendo. Perché vedete, i costi della politica non sono soltanto i costi degli eletti, non sono soltanto i costi degli eletti! La percentuale è una percentuale molto bassa, lo diciamo con rispetto, la Valle d'Aosta non ha, a differenza di altre Regioni, degli apparati di tipo politico che gravitano intorno a quest'aula.

Collega Cognetta, non so a cosa si riferiva lei, quando parlava di questa "elefantiaca struttura", io non so a cosa si riferisse. Semplicemente la nostra impostazione è un'impostazione sobria, che non prevede apparati che altri Consigli regionali, pur andando a razionalizzare le indennità, invece hanno in qualche modo conservato.

Io credo che il vero interesse della comunità sia che l'eletto lavori bene, lavori nell'interesse della comunità, e credo che la dignità, il prestigio, la credibilità della politica, che certamente tutti noi vogliamo ripristinare, non passa unicamente attraverso un taglio a cicli delle indennità dei Consiglieri regionali. Io penso di poter dire verità dicendo che il Consiglio della Valle d'Aosta rispetto ad altri Consigli regionali è il più virtuoso d'Italia; siamo i meno pagati, e di questo dobbiamo essere fieri, però dobbiamo anche dirlo. Diciamo che nel tempo abbiamo fatto delle politiche che periodicamente hanno diminuito le nostre indennità, questo dobbiamo dirlo; siamo un Consiglio regionale che non ha benefit paralleli, e quei pochi che possedevamo sono stati eliminati. È un Consiglio regionale che, nel tempo, non ha avuto scandali come si evocava poc'anzi, che hanno riguardato altri Consigli regionali dei quali vergognarsi; io non mi sento e non ci sentiamo di dover difendere una casta, siamo semplicemente degli eletti che cercano molto seriamente di fare il loro mestiere interpretando i bisogni della comunità, cercando di amministrare, di assumersi delle responsabilità e che, ogni 5 anni, si mettono sotto giudizio da parte di quello che è il libero elettorato.

La nostra Regione, e dico questo con convinzione, è una Regione dove la politica è sempre stata fatta con trasparenza. Immagino che il Movimento Cinque Stelle su questo non sarà d'accordo, ma voglio dire, sull'atteggiamento di quello che sono eletti Cinque Stelle potremmo discutere molto, perché, voglio dire, i primi esempi di rendicontazione dei vostri Parlamentari, rispetto a quello che erano in qualche modo i suggerimenti del vostro leader Grillo, non sono andati esattamente nella direzione che dite. Ma non voglio entrare in argomentazioni di questo tipo. Io penso che il lavoro della politica in questa Regione è sempre andato nella direzione della sobrietà, dell'onestà, di un atteggiamento serio, di un impegno, di un lavoro fatto non a favore e nell'interesse di qualcuno, ma a favore interamente di tutta questa comunità. Io credo che molto correttamente vadano distinte le situazioni, vadano distinti gli atteggiamenti, vadano distinti gli episodi, e io rifiuto quella logica da "calderone", se possibile negativo, nel quale spesso si mette indistintamente tutto e tutti per fare dei ragionamenti al massacro.

Entrando nel merito della mozione, non voglio replicare a tutte le cose che sono state dette stamattina. Non c'è una regia particolare nella temporalità della presentazione del disegno di legge che riduce il numero dei Consiglieri regionali, è semplicemente un impegno che abbiamo in qualche modo preso con l'elettorato, lo abbiamo scritto nel programma elettorale, lo abbiamo scritto sul programma di Governo, ne avevamo parlato, è un disegno di legge molto semplice sul quale cercheremo delle convergenze.

Quindi, molto semplicemente, collega Donzel, noi non abbiamo preso in giro nessuno, e a me spiace che lei usi dei toni molto gravi quando non è necessario; noi non abbiamo preso in giro nessuno e quando avremo una risposta sulla possibilità di ridurre il numero dei Consiglieri, se altre forze politiche vorranno sostenere la nostra proposta, nel Consiglio regionale della Valle d'Aosta faremo gli opportuni e necessari ragionamenti sulle leggi elettorali. È una materia che conosciamo, e vorrei ricordarle che non c'è bisogno di nessun disegno di legge per modificare o introdurre delle limitazioni sul numero degli Assessori, è una scelta organizzativa che viene fatta all'inizio di ogni legislatura, per cui non c'è bisogno di un disegno di legge in questa direzione.

Quindi noi, in commissione, abbiamo depositato la nostra proposta, è una proposta aperta, aperta al contributo, abbiamo fatto una proposta concreta, non enfatizzandola e non magnificandoci per questo; potevamo scrivere, collega Donzel, tutto quello che vedevamo nella relazione. Facciamo una proposta aperta al dialogo e al contributo, ma vorrei dire che è una proposta concreta, concreta, e mi permetto di dire, a nome dell'Union Valdôtaine, che è anche una proposta storica. Perché l'Union Valdôtaine si è sempre vantata, molto orgogliosamente, al di là delle difficoltà negli ultimi anni, di poter avere una forte rappresentatività sul territorio, di rappresentare con forza gli eletti sul territorio della Valle d'Aosta, e quindi in qualche modo essere coloro che promuovono una riduzione di 1/3 dei Consiglieri va evidentemente nella direzione di avere un domani, se approvata, una drastica riduzione del numero degli eletti che pesa sotto diversi aspetti. Ci sembrava questo il momento opportuno per farlo, i tempi ci sembravano maturi per fare un ragionamento all'insegna della serenità, della pacatezza, cercando un confronto, lo sottolineo ancora, cercando un confronto e una collaborazione su questo argomento in sede di commissione e di Consiglio con le altre forze politiche. Questo sì che sarebbe un segnale se una proposta di legge di questo genere venisse votata all'unanimità da tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale!

Voglio essere chiaro sin da subito che sulle altre tre impegnative non siamo d'accordo. Sulle altre tre non siamo d'accordo e, anche se questo la fa sorridere, collega Donzel, è curioso perché è una logica bipartisan quando fa comodo, cioè le altre tre impegnative sono delle impegnative che non impegnano tutti i Consiglieri regionali, ma impegnano i Consiglieri regionali della maggioranza, quindi questo è un modo di porsi bipartisan molto curioso. Io non l'ho interrotta...semplicemente voglio dire che noi non ci ritroviamo...

Presidente - Colleghi! Lasciate parlare il collega Perron, grazie.

Perron (UV) - ...noi non ci ritroviamo in questo gioco al ribasso delle indennità per gli Assessori, che francamente non capiamo, dal 6 al 5...non ci ritroviamo...al di là delle cifre, credo che il confrontarsi sulle cifre non fa bene alla politica impostata in questo modo, anche sul ruolo e sulla funzione di quello che è il massimo rappresentante di quest'Assemblea...Presidente, prendo parte del tempo del secondo intervento.

Perché vedete, e vorrei essere corretto, mi pare che tutte le Regioni in qualche modo hanno all'incirca allineato, poco più, poco meno, le indennità del Presidente della Regione con quelle del Presidente del Consiglio. Da noi non esiste, ritengo sia anche normale che il Presidente del Consiglio qui sia pagato meno, perché il Presidente della Regione svolge in questa Regione funzioni anche prefettizie, però è un controsenso che in qualche modo siamo qui a evocare, al di là di chi lo rappresenta al momento e del giudizio su come può svolgere il ruolo, siamo qui, in ogni occasione, a evocare la dignità, la rappresentanza, l'istituzione all'interno come all'esterno del massimo rappresentante di quest'Assemblea e nel momento in cui, invece, c'è un atto concreto, si tende a mortificarlo da un punto di vista delle indennità.

Semplicemente, per fare un ragionamento di carattere generale, noi riteniamo che l'attuale impostazione (che vale sia per gli Assessori, sia per i Presidenti di Commissione che per il Presidente del Consiglio), che è l'impostazione che prevede che chi ha delle responsabilità maggiori abbia un'indennità maggiore, sia un'impostazione valida, sia un'impostazione equa, un'impostazione che ha un senso e che ha una sua logica. Per cui, dal nostro punto di vista, è pur vero che il ruolo e la funzione di una persona non si misurano in base all'indennità, ma ci sembra che questa impostazione per cui chi ha delle funzioni maggiori abbia un'indennità riconosciuta di poco superiore sia una logica che abbia senso.

Ciò detto, il nostro voto sarà un voto negativo, perché in qualche modo, pur riaffermando la nostra disponibilità a discutere in commissione e bene penso sia che il dibattito possa spostarsi per approfondirlo all'interno della commissione, sulle altre impegnative di questa mozione non ci ritroviamo e, pertanto, il nostro voto sarà un voro negativo. Grazie.

Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere Laurent Viérin, ne ha facoltà.

Viérin L. (UVP) - Merci Monsieur le Président.

Si arriva ad un tema che è caro a tante forze politiche, è stato ricordato, nel senso che ciclicamente questo dibattito è stato oggetto, in quest'aula, di approfondimenti. Ci si è interrogati in diversi momenti e epoche storiche sul ruolo della politica, sugli emolumenti, sul numero dei Consiglieri e, forse, la questione del numero dei Consiglieri è arrivata soprattutto in questa legislatura scorsa, di pari passo con una situazione generale di crisi anche economica, ma non solo, che ha toccato l'Italia in generale e, poi, la Valle d'Aosta. Costi della politica o anche di costi della democrazia, perché li abbiamo chiamati in certi momenti anche "costi della democrazia", perché nella politica ci sono tanti elementi, non solo il Consiglio regionale, non solo gli eletti, ma tutto il mondo che ruota e che gravita attorno alla politica. Ecco, perché a me piace e lo abbiamo utilizzato spesso, anche con alcuni colleghi, il tema dei costi della democrazia. È un tema ricorrente, ma quest'ultimo anno, soprattutto, è stato un anno difficile, è stato un anno dove la crisi economica ha attanagliato i diversi settori, di bilanci ne abbiamo parlato questa mattina e sarà un tema ricorrente anche durante l'approvazione o la discussione sul bilancio.

Questa crisi ha esasperato sicuramente, ancora una volta, i rapporti fra cittadini e politica e la politica, forse anche e soprattutto a causa di questa crisi, e anche a causa di casi che sono stati citati - Fiorito su tutti - si è interrogata ancora una volta, e forse è stata un po' forzatamente portata a intervenire, un po' in tutta Italia. Il Presidente Rini l'ha ricordato, sulla questione dei costi, in quel caso delle Assemblee, del loro funzionamento, non solo gli emolumenti degli amministratori, ma anche tutti i costi paralleli, appunto di funzionamento delle aule in generale e delle Assemblee. Che cosa è successo? Veramente la crisi è arrivata a partire dal 2008, e si è manifestata pesantemente anche in Valle a partire dal 2010. Si sperava che questa crisi potesse passare, ma questa crisi ha imposto e ha obbligato l'Amministrazione - in questo caso l'Amministrazione regionale - a chiedere dei sacrifici alla comunità.

Allora, quando si aprì il dibattito - e i colleghi lo ricorderanno - ci siamo chiesti...cerco di rappresentare quella che è stata la mia posizione che, ancora tuttora, rimane questa: quella di evitare, prima di chiedere i sacrifici alla base e alla gente comune, prima di intervenire direttamente sui settori di competenza, e quindi su tutti i settori della nostra economia, della nostra comunità...ecco, ritenevo e ritengo opportuno che l'esempio fosse partito e parta dall'alto, quindi, in primis, dalla massima istituzione, senza poi dimenticare anche, a cascata, le altre istituzioni, principalmente il Consiglio comunale della città di Aosta, che è il Consiglio comunale effettivamente più importante. Il dibattito si è accentuato (qualcuno ha ricordato tutti i disegni di legge e le proposte della scorsa legislatura), ma credo che, a partire dall'autunno dell'anno scorso, si è iniziato a cercare e poi a ritrovare una volontà, se non altro di iniziare a parlare concretamente su ipotesi, mettendo i numeri di riduzione dei Consiglieri regionali, iniziando a parlare di riduzione degli emolumenti, che erano già arrivati negli anni e che, quando arrivavano gli adeguamenti dalla Camera dei Deputati, spesso non venivano recepiti o si mettevano in discussione.

Al di là di questo, il dibattito che ne è scaturito e che ha preso in conto delle diverse sensibilità, subito ci ha portati ad intervenire sulla parte che ricordava il Presidente Rini, cioè gli emolumenti, il costo di funzionamento. E su questa disposizione, che è stata votata all'unanimità in primavera...si ricorda, Presidente?...io ero intervenuto in quell'occasione dicendo che - a mio modesto parere, e a nome del gruppo dell'UVP - era un grande messaggio, ma che non era sufficiente, perché noi avremmo auspicato anche la riduzione di pari passo del numero dei Consiglieri regionali, e noi l'avremmo auspicato già da questa legislatura. Spesso la politica interviene in modo fittizio, o comunque a livello di enunciazione di principi, dicendo: ma sì...e questi esempi, a Roma, sono lampanti...ma sì interveniamo, ma dalla prossima legislatura. Quindi, ricordo, nelle riunioni che avevamo intavolato fra tutti i gruppi, il problema che era sorto era di non poter intervenire sulla questione della riduzione del numero dei Consiglieri per i tempi tecnici; si diceva: ma la modifica dello Statuto di Autonomia, due passaggi parlamentari...si è perso tempo.

Un'altra Regione, come il Friuli, invece, non perse tempo e riuscì ad intervenire sulla riduzione del numero dei Consiglieri regionali sin da subito; quindi, a febbraio, questa venne approvata definitivamente dal Parlamento, dalle due Camere, ed entrò in vigore.

Quindi la prima considerazione è quella che l'auspicio, l'auspicio veramente che noi ritroviamo nelle parole del Capogruppo dell'Union Valdôtaine, Ego Perron, che facciamo anche nostro, e che credo vada nella direzione della nostra mozione, è che intanto ci si trovi tutti d'accordo nel ridurre il numero dei Consiglieri regionali, perché sarebbe già un passo molto importante, ricordando che noi, e lo ha ricordato il collega del PD, abbiamo scelto lo strumento della mozione...potevamo anche depositare sin dall'inizio un disegno di legge, e ci eravamo anche interrogati su questo, ma qual è stata la considerazione? La considerazione è che per una modifica costituzionale, per una modifica in questo caso dello Statuto, ci vogliono 24 voti e, quindi, più si ricerca una larga intesa, un'ampia intesa all'interno di quest'aula, maggiori possibilità ci saranno affinché questa riforma possa essere portata a compimento. Ecco perché noi abbiamo presentato una mozione non inserendo il numero, perché ci sono sensibilità diverse, credo, fra tutti i gruppi.

Per quanto ci riguarda, noi, e lo abbiamo inserito anche nel nostro programma elettorale, siamo favorevoli a 25, che era il primo numero originario del primo Consiglio Valle. E quando, a settembre dell'anno scorso, alla ripresa dell'attività politica, era sorto il dibattito, era nata anche questa necessità di chiederci in che misura. Personalmente mi ero già espresso su questo numero di 25, anche con qualche polemica, polemica che era stata trascinata anche sui giornali, come ben vi ricorderete. Quindi, oggi, il fatto di avere comunque ritrovato in tutti i programmi elettorali la questione della riduzione del numero dei Consiglieri, ecco, dal punto di vista politico ci obbliga, oggi, e dico "fortunatamente" ad intervenire; ad intervenire cercando di aprire un ampio dibattito e ricercare un ampio consenso che possa effettivamente addivenire a questa riduzione. Venticinque è stato il numero pensato per il primo Consiglio Valle; noi crediamo che un minimo di criterio ci fosse, all'epoca, se 25 era stato pensato.

Il problema delle territorialità che ricordava il Capogruppo Ego Perron noi lo condividiamo e apporteremo, all'interno del gruppo di lavoro, se il gruppo di lavoro ci sarà...io credo, che la I Commissione sia il luogo deputato per questa discussione...a studiare eventualmente, al di là della modifica della legge elettorale, che è doverosa...la questione eventuale di studiare un sistema territoriale di rappresentanza e di rappresentatività, cioè abbinare la riduzione del numero dei Consiglieri regionali con, per esempio, dei collegi uninominali nelle varie zone della Valle, in modo da avere un sistema misto, da studiare anche dal punto di vista delle preferenze o della preferenza che sarà inserito dove un elettore deve o può votare sia nel suo collegio che fuori dal suo collegio, per avere una parte di rappresentatività territoriale e un'altra, invece, generale, in modo da superare anche le questioni territoriali, che noi tutti conosciamo. La Valdigne, per esempio, che per anni non ha avuto un eletto, poi ha avuto un eletto, e in questo momento, da due legislature, non ha più un rappresentante, tant'è che l'eletta più vicina alla Valdigne, più prossima alla Valdigne, credo che sia la collega Morelli, come il collega più prossimo al Canavese è il Capogruppo dell'Union Valdôtaine Progressiste, Luigi Bertschy. Questo per dire che c'è una rappresentatività che oggi non è collegata per forza ad avere una garanzia territoriale, che era stata sperimentata sulla questione dei Walser, con degli esempi che non hanno poi dato i risultati sperati. Lo dico come elemento di riflessione, perché potrebbe effettivamente, perché riducendo il numero i timori ci sono, di dire: Aosta e la Plaine, che hanno un grande bacino elettorale, avranno la maggioranza degli eletti, mentre le zone periferiche non avranno degli eletti. E questo, per un sistema federale come noi lo auspichiamo, potrebbe invece vedere, con dei meccanismi, la capitale intanto scorporata dal resto come rappresentatività, e i 73 comuni divisi per zone con una rappresentanza del territorio. Questo lo dico come elemento di riflessione, che effettivamente potrebbe mantenere il criterio elettorale di riferimento, da un punto di vista...diciamo di preferenze, di voti, ma anche un criterio territoriale, che noi facciamo proprio, perché noi non ci dimentichiamo di essere federalisti e convinti difensori dell'identità comunale e territoriale. Io credo quindi che il primo punto principale, che poi è stato codificato con il deposito del vostro disegno di legge...chiaramente ognuno segue i tempi della politica che ritiene opportuni...noi abbiamo scelto la mozione, non abbiamo cercato di fare fughe in avanti. Oggi, la disponibilità noi la rileviamo in modo positivo, purché sia effettiva.

Per quanto riguarda però il resto, noi crediamo che, visto che c'è una grande propensione al lavoro che è stato fatto, una grande propensione a riconoscere che tanto è stato fatto per riportare serenità e soprattutto rapporti consoni tra cittadinanza e politica con quella riduzione degli emolumenti, noi crediamo che la questione della riduzione anche di certi emolumenti, come quelli che sono stati proposti, in particolare quelli dell'Ufficio di Presidenza, potrebbe essere un ulteriore segnale, al di là della cifra che effettivamente...fra l'altro è stato ricordato...qui io non credo che si debbano fare delle battaglie di cifre, ma i segnali spesso arrivano, i segnali spesso arrivano, anche e soprattutto come principi. Il fatto di distinguere le responsabilità comunque di un Esecutivo dalle responsabilità che hanno i membri dell'Ufficio di Presidenza...io faccio un discorso globale, tanto per dire che non abbiamo cercato di mirare solo ai Consiglieri della maggioranza, perché ricordo che nell'Ufficio di Presidenza abbiamo un Vicepresidente dell'opposizione e un Consigliere Segretario dell'opposizione che rappresentano, in questo caso, anche sottoscrivendo tra l'altro questa mozione, chiedono di ridurre a sé stessi (il portafoglio nella giacca di cui parlavano gli amici del Cinque Stelle).

Io credo quindi che noi abbiamo proposto tutta una serie di richieste. Abbiamo inserito la questione dei Presidenti di Commissione, abbiamo inserito la questione del Governo...anche in quel caso, abbiamo posizioni diverse, è stato spiegato all'inizio della legislatura: noi abbiamo inserito la questione della riduzione del numero degli Assessori...è stato scelto di fare in un altro modo. Noi avevamo semplicemente contestato il fatto di aver detto una cosa in campagna elettorale e di aver fatto il contrario, dopo. Non mettevamo in discussione il fatto della scelta, perché uno si propone agli elettori e gli elettori votano in base alla proposta elettorale, quindi era un po' falsare, com'è avvenuto per tante altre cose, l'idea che la gente si era fatta votando delle persone e votando un certo programma. Poi, giustamente è stato spiegato, quindi credo che la discussione, oggi, sia conclusa per quanto ci riguarda.

Nell'insieme delle proposte io non so come si svilupperà la discussione, però noi crediamo che una possibilità di dialogo, una possibilità di valutare che cosa la maggioranza sarebbe disponibile ad accettare sulla nostra mozione, potrebbe essere un buon momento e una buona occasione per partire, se non altro con un dialogo aperto. Dopodiché, se questo dialogo non può addivenire ad un accordo, noi manterremo la nostra mozione, voi non la appoggerete e si continuerà sulla direzione che, secondo il nostro modesto parere, non è quella giusta, perché quando si parla di riforme, se è stata pensata la questione dei 24 voti, è stata pensata proprio perché quando si interviene su una modifica così importante, si dovrebbe e si deve, anche dal punto di vista numerico, ricercare il massimo consenso. Noi non vogliamo sminuire il ruolo del Presidente del Consiglio, è stato detto, crediamo che sia però un ruolo sicuramente di prestigio, ma, da un punto di vista di responsabilità, diverso rispetto ad altri ruoli; quindi l'idea di accorparlo e di paragonarlo a quello degli Assessori era semplicemente per non sminuire la valenza istituzionale, ma per tener comunque un'adeguata remunerazione.

Noi crediamo che quando si parla di costi della politica e di costi della democrazia, siamo spesso propensi - e meno male che questo avviene - a guardare all'interno di quest'aula e non capiamo effettivamente, in questo inizio di legislatura, perché non ci sia la volontà di intervenire su tutto il resto, su tutto quel mondo che è stato ricordato, a più riprese, in tutti questi Consigli, di tutto il panorama delle società satelliti, di tutto ciò che ruota; effettivamente nella pubblica amministrazione si sono tagliate le questioni delle vetture, delle auto...ed è giusto che si sia andati in questa direzione, mentre in tante società esistono ancora i benefit, le carte, le auto, e tutto quello che è...

Allora, noi aspettiamo ancora, tra l'altro, che la mozione che è stata approvata in quest'aula e che deve portare in II Commissione dal collega la Torre tutta la questione delle società partecipate, si manifesti, perché effettivamente adesso non sappiamo a che punto sia la trasmissione del tutto e in che rivolo sia finito. Avevamo preso un impegno un po' tutti, perché è stato approvato da questo Consiglio, non con il voto segreto e non con la maggioranza battuta ma con una condivisione, il fatto di fare una disamina su tutte le società partecipate e non per avere toni intimidatori o di processi...semplicemente per fare onore alla decenza, perché noi, lo sappiamo tutti, non staremo, oggi, qui a ripetere le cifre, che diciamo da interi Consigli...ci sono ancora tanti risparmi da fare, anche e soprattutto in quel mondo lì, che vive di politica, perché ancora oggi ci stiamo interrogando su come sganciare quel mondo dalla politica e, visto che c'è una certa propensione a sganciarlo, che però non è ancora arrivata, è un mondo che ancora vive di politica, ma senza essere moralisti o senza per questo condannare forzatamente questa cosa, ma la situazione oggi è questa!

È giusto quindi che tutti facciano una riflessione, è giusto che si parta dalla politica, la politica ha iniziato a dare messaggi, continuerà a darne. Noi speriamo che questa riforma si faccia, però, ecco, non aspettiamo neanche troppo affinché si crei effettivamente un'ulteriore responsabilità per la politica, che interviene su sé stessa, ma che utilizza quelle società per poter fare quello che la politica direttamente o l'Amministrazione non può fare, perché sarebbe veramente assurdo, ricordandoci che l'intero Consiglio regionale è direttamente collegato a tutte queste società, perché è la massima istituzione e da questa istituzione le società partecipate o comunque tutto questo panorama dipende, anche perché altrimenti si finisce per arrivare alle rappresentazioni che sono apparse sui giornali nazionali....de Il Sole 24Ore di pochi giorni fa, sulle società pubbliche: "Corsa senza freni, 7.800 aziende in Italia, in generale, con le società partecipate...", eccetera, e si enumerano effettivamente tutti i costi e tutto ciò che conosciamo. Quindi ricordiamoci anche del volet parallelo, per evitare la deregulation, per evitare che poi ci siano questi amministratori che non rispondono neanche più all'azionista di riferimento e neanche a chi dovrebbero rispondere e, in più, a spese della comunità, effettivamente continuano in una certa direzione. Noi, quindi, ci auspichiamo che si voglia intervenire anche in quella direzione.

In conclusione, io...ripeto, non so quale sia la disponibilità della maggioranza effettivamente sui vari punti...se non ho capito male, c'è sicuramente quella riferita al numero dei Consiglieri in quanto è già stata depositata, mentre c'è una certa remora sul resto, ecco. Noi vorremmo che ci fosse una possibilità di discutere almeno sulla questione della riduzione dell'Ufficio di Presidenza e, sulla questione degli Assessori, fare una riflessione, perché comunque se c'è una riduzione a 25, ci sarà comunque una riflessione da fare sul numero futuro degli Assessori. Noi saremmo già per farla, l'abbiamo già proposta, abbiamo già anche cercato di far approvare un ordine del giorno che non è stato votato, e quindi noi abbiamo cercato in tutti i modi di farlo, ma almeno riuscire ad intervenire su quelli che sono argomenti di sensibilità, che potrebbero essere ricercati fra tutti i gruppi, per vedere se c'è effettivamente, e in modo reale, la volontà di operare in questo senso, e soprattutto di dare un messaggio alla comunità che in questo momento sarebbe importante, interessante, fondamentale, basilare, dare. Grazie.

Presidente - Grazie. Vi sono altre richieste d'intervento? Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin.

Gerandin (UVP) - Merci Président.

Cercherò di recepire l'invito del collega Perron quando ha parlato di "sobrietà e pacatezza", che mi pare un buon inizio per la modifica di una legge costituzionale. Ne avevamo già discusso nell'altra mozione, nella quale ci eravamo poi soffermati a lungo su quelli che erano i contenuti dei vari programmi di legislatura delle varie forze politiche: su questo penso che ci sia, quanto meno un'unità d'intenti, nel senso che, all'interno dei programmi, tutte le forze politiche avevano inserito la necessità di rivedere il numero dei Consiglieri regionali ed i costi della politica.

Sono particolarmente felice che il primo disegno di legge che viene presentato sia un disegno di legge di modifica costituzionale e, soprattutto legato a quelli che, come dicevo, sono dei propositi e degli intendimenti condivisi da tutti. Mi è piaciuta la prima parte della relazione del disegno di legge presentato dai colleghi Perron e Borrello che dice: "È necessario ricostruire il rapporto tra istituzioni e i cittadini, troppo spesso messo in crisi da comportamenti ed atti poco rispettosi delle regole e della buona e corretta amministrazione, compiuti da chi dovrebbe essere garante dell'interesse generale. La classe politica ha il dovere di procedere ad un ridimensionamento delle sue strutture e dei relativi costi". Penso che tutti i presenti non possano che condividere questi passaggi, sono passaggi molto importanti.

E, a seguito proprio di questa prima parte della relazione, io sono assolutamente d'accordo che, su un passaggio così importante, ci sia la necessità di trovare un accordo su quella che è la riduzione del numero dei Consiglieri, ma non si può prescindere - sarebbe troppo riduttivo parlare solo di "riduzione di numero di Consiglieri" - dal mettere mano alla legge elettorale. Chi mi ha preceduto l'ha già sottolineato: è importante che, pur nel numero dei 25 Consiglieri, venga garantita la rappresentatività delle forze politiche, perché se non si interviene sulla legge elettorale, chi, in questo momento, ha due o tre rappresentanti, rischierebbe di non essere rappresentato all'interno del Consiglio regionale. Il collega Viérin ha parlato di quella che noi riteniamo una cosa assolutamente importante, vale a dire la territorialità per quello che riguarda la Valle d'Aosta. Non vogliamo chiamarli collegi? Non importa il nome, però devono essere rappresentate le varie territorialità del nostro complesso in Valle d'Aosta.

Assolutamente necessaria...e poi è troppo riduttiva una legge con due articoli nella quale non si entra nel merito anche di una riduzione di quanto attiene al discorso degli Assessori. Il Consigliere Donzel, nel suo intervento ha detto, molto correttamente, che la riduzione degli Assessorati non è una legge costituzionale, ma una legge ordinaria, ed è assolutamente vero. Noi partiamo da questo presupposto perché vorremmo - e con questa nostra mozione, andiamo in quel senso - ritornare ad un impegno che "voi" avete preso con i cittadini in campagna elettorale: siete "voi" che avete promesso meno Assessori, anche se poi ne avete licenziato, uno, un anno prima della scadenza del Consiglio regionale!

Torno a quanto aveva detto lei, Consigliere Perron: ha detto che ciò era dovuto ad una scelta organizzativa...beh, forse è più una scelta di poltrone e di persone da accontentare che una scelta organizzativa fatta per il bene della Valle d'Aosta! E lo capiamo ed è proprio in questo senso che va la nostra mozione: non le chiediamo di ridurre il numero degli Assessorati, ma le chiediamo semplicemente di ridurre i costi delle strutture. Si ha un vizio, in politica: è quello di demandare - è un vizio della politica italiana ed anche della politica valdostana, forse meno della politica valdostana, in questo caso - e di fissare l'entrata in vigore delle regole per i futuri eletti. A me ha fatto piacere l'intervento della Presidente Rini con il quale ci ha ricordato quanto fatto con la legge regionale 35 del 2012. Io dico: "per fortuna che è stato fatto un passaggio così", ma lo dico sinceramente, per fortuna, perché si è intervenuti in maniera significativa sulle indennità dei Consiglieri, sul finanziamento dei gruppi ed anche sul vitalizio.

Apro una piccola parentesi: lei ci ha consegnato alcune tabelline molto importanti e sarebbe interessante avere anche quella sui vitalizi...e dico che è stata una fortuna che sia stato ridotto anche il vitalizio, perché la politica valdostana, su questo, è un po' come lo Stato quando si dice che non si può intervenire sul pregresso. Ci sono poi sentenze della Corte costituzionale che hanno legittimato questo, per cui è un po' come lo Stato, si preferisce intervenire sulle pensioni minime piuttosto che intervenire sulle pensioni da 50.000 euro al mese. Qua io dico che è stata proprio una fortuna che si sia intervenuti, però avremmo forse dovuto provare ad avere un po' di coraggio ed intervenire anche sui vitalizi applicati con le vecchie regole, vitalizi...retributivi, giustamente, con liquidazioni milionarie dopo 3, 4 o 5 legislature.

Voglio tornare un attimo sul contenuto della mozione. Il nostro ragionamento è molto semplice: come ha detto prima il collega Viérin, noi non vogliamo fare una caccia alle streghe, per cui noi riteniamo che sia giusto corrispondere adeguate indennità a chi ha la responsabilità. Riteniamo anche che il Presidente del Consiglio, i Vicepresidenti ed i Segretari siano figure più istituzionali...ma con meno responsabilità, forse è più corretto, e riteniamo anche che, nella loro funzione, abbiano meno responsabilità di un qualsiasi Sindaco che non percepirà alcun vitalizio al termine del mandato. Abbiamo presentato questa richiesta partendo dai supermanager e la riproponiamo anche oggi, con la nostra mozione, perché riteniamo che il nostro percorso di revisione di questi tipi di indennità sia ormai un percorso a prescindere. Adesso che i bilanci regionali crollano, non possiamo più permetterci di mantenere gli stessi costi per le figure istituzionali. Sinceramente, dato che alcune cifre sono state date, per cui non mi pare di fare nulla di scandaloso...ma io dico che se poi, alla fine, la figura del Presidente da oltre 9.000 euro la riduciamo a 7.500...magari non siamo poi così cattivi, e neanche così vendicativi o, comunque, non vogliamo fare la caccia alle streghe per nessuno: vogliamo che il ruolo abbia un'adeguata corresponsione, ma gradiremmo un segnale in questo senso.

Lei, collega Perron, ha anche detto che nella nostra mozione noi andavamo ad impegnare i Consiglieri di maggioranza: vorrei provare a correggerla, nel senso che noi impegniamo la politica valdostana, qualunque sia la maggioranza, a dare un segnale diverso, a dare un segnale tangibile. Leggetela in questo senso, leggetela, e capirete che non è fatta per penalizzare nessuno, ma è per dare un segnale minimo di credibilità alla politica valdostana! Se sono tempi o date che impediscono di votarla - l'ha detto il collega Viérin - penso che possiamo discuterne, però per noi sarebbe davvero difficile capire...e, forse, capirebbero ancora meno i cittadini valdostani o, comunque, coloro che in questo momento stanno ascoltando questo Consiglio, tutti coloro che vivono questo momento di grande difficoltà...la mancanza di volontà di dare un segnale molto preciso. È vero che si parla di 200.000 euro all'anno come costo totale di questa nostra mozione, però, in un momento così importante, prevedere un segnale da parte della politica valdostana di risparmiare un milione di euro nei 5 anni penso sia un bel segnale, per cui nessuno mette in dubbio lo sforzo che è stato fatto nel pregresso. Nessuno dice che il peggio sia in Valle d'Aosta, nessuno dice che in Valle d'Aosta...e per fortuna, almeno, ci auguriamo che non succedano mai gli scandali che sono successi nel passato, in altre realtà. Però, diamo un segnale in più, diamo un segnale diverso, un segnale che - sono sicuro - i cittadini valdostani apprezzerebbero; lo apprezzerebbero perché sarebbe un segnale nel quale, con questa mozione, ci si impegna a dare un'impostazione diversa e, soprattutto, a recuperare quella credibilità della politica valdostana che voi avete messo nella premessa del vostro disegno di legge. Grazie.

Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Patrizia Morelli, ne ha la facoltà.

Morelli (ALPE) - Merci Président.

Intervengo brevemente perché mi piace rimarcare il clima che c'è oggi, in quest'aula, riguardo ad un tema che, nella scorsa legislatura, era quasi un tema tabù per buona parte della legislatura: credo che dobbiamo riconoscerlo.

Il collega Bertin ha ricordato come noi, da Savonarola - non so, lascio giudicare al collega Perron - nel settembre del 2008 abbiamo fatto la nostra prima proposta di riduzione dei costi della politica. Vi assicuro che la discussione in Consiglio regionale si era svolta con tutt'altri toni e con tutt'altre modalità: intanto, i numeri erano molto diversi, ma, in questa legislatura, dobbiamo riconoscere che c'è una disponibilità ad affrontare questi argomenti da parte di tutti, e questo è, indubbiamente, un buon segnale.

Naturalmente, noi condividiamo la valutazione fatta dalla Presidente Rini riguardo alle importanti modifiche già apportate nella scorsa legislatura, modifiche che sono state applicate da subito, non aspettando la legislatura successiva e quindi sperando, in un certo qual modo, che magari ricadessero su altri. Questo era stato un nostro punto fermo e ricordiamo che era stato accolto dalla maggioranza.

Ora, per intervenire sui costi della politica, ci sono due modalità: una, intervenire sui numeri; l'altra, intervenire sulle indennità. La maggioranza, recentemente, ha avanzato un disegno di legge con il quale si interviene sui numeri. Nella nostra mozione, noi prevediamo che si possa intervenire sui numeri, ma che si possa ulteriormente andare ad intervenire anche sulle indennità di funzione, sui numeri degli Assessori regionali o, meglio, sul montant, sul costo totale degli Assessori regionali, andando poi a definire liberamente il numero degli Assessori che, per noi, al massimo, dovrebbe essere di 6.

Ora, quello che mi viene da chiedere alla maggioranza, visto il tenore del dibattito, vista la disponibilità che c'è a dialogare su questi temi, è se anche la maggioranza immagina di arrivare ad un intervento sulle indennità o se, invece, la proposta si limiterà al numero dei Consiglieri regionali perché, se si immaginasse da parte della maggioranza, se già fosse stato iniziato un ragionamento per andare a ritoccare ulteriormente - e sarebbe sicuramente un buon segnale nei confronti dell'opinione pubblica - io credo che, magari, ci si potrebbe confrontare, anche subito, convocando una riunione dei Capigruppo, e andando magari a definire modalità di intervento ed un percorso. Quello che vorremmo capire è se, da parte della maggioranza, il voto negativo a questa mozione - che mi pare sia già stato annunciato dal Capogruppo Perron - sia qualcosa di assoluto ed inamovibile oppure se, come è già stato proposto da altri colleghi, si può ragionare su altre eventuali modifiche. Quindi, diciamo che il mio intervento è un intervento interlocutorio in questo senso: ci piacerebbe avere delle risposte riguardo a queste possibilità. Noi siamo aperti al dialogo, sicuramente, e quindi chiediamo se la stessa disponibilità vi sia da parte vostra e, eventualmente, chiediamo di fare una sospensione per la convocazione della Conferenza dei Capigruppo per addivenire, forse, ad un accordo ipotizzabile.

Presidente - Grazie. Ci sono altre persone che intendono intervenire? Non vi sono altre richieste d'interventi? C'è quindi una richiesta di sospensione per una riunione dei Capigruppo...giusto, collega? Qualcuno si prenota? C'è una richiesta, ma...sì, sì! È finita la discussione, quindi? Se qualcuno vuole prendere la parola da parte la maggioranza, per cortesia...

Ha chiesto la parola il collega Perron, ne ha facoltà. Silenzio, grazie!

Perron (UV) - Grazie Presidente.

Intervengo solo per ribadire al Consiglio, qualora non fossi stato chiaro prima - ma mi pareva di sì - che ho anche già fatto una dichiarazione di voto e, pertanto, tale rimane la nostra posizione. Presidente, giudichi lei sulla sospensione, ma io non saprei che cosa aggiungere rispetto a quanto ho già detto in modo molto chiaro nel mio intervento.

Presidente - Ha chiesto la parola, per il secondo intervento, il Consigliere Viérin Laurent; ne ha la facoltà.

Viérin L. (UVP) - Siamo un po' stupiti da questa posizione, a dir poco, e crediamo che questa eventuale riforma parta male. Abbiamo passato due ore a parlare di condivisione, di maggioranza qualificata, di volontà di apertura, di un tema condiviso che si ritrova in tutti i programmi elettorali, ma, evidentemente, ancora una volta, non c'è nessuna volontà di trovare un accordo neppure sulla riduzione del numero dei Consiglieri o, al di là del numero di Consiglieri, su altri punti che potrebbero vedere una condivisione! Voi avete chiuso su tre punti dei quattro proposti. Noi abbiamo cercato di rilanciare, attraverso una mediazione che poteva farci accettare una parte relativa alla riduzione del numero di Consiglieri e chiedevamo, se fosse stato possibile...ma capiamo che andare a toccare il Presidente del Consiglio e l'Ufficio di Presidenza, che, ricordo, è fatto anche dai membri dell'opposizione e, quindi, noi crediamo che sia un esempio anche per quanto ci riguarda...possa, in qualche modo, mettere in difficoltà questa maggioranza. Ci dispiace, perché abbiamo provato un'intesa sugli Enti locali, abbiamo dovuto intervenire con una mozione, non c'era stata condivisione ed abbiamo dovuto procedere lo stesso; poi, a causa della sconfitta della maggioranza, questa è stata poi accettata forzatamente.

È iniziato un iter su una riforma importantissima per la storia della nostra Regione: nemmeno sui costi della politica siete in grado di accettare una riunione della Conferenza dei Capigruppo per vedere se si poteva avere un minimo di spiraglio di accordo su questo tema! Fate prima a ritirare la vostra legge dei 24...dei 25, scusate, perché molto probabilmente non c'è nessuna intenzione! Volete semplicemente arrivare con l'articoletto, non farvelo votare e dire: "Ecco, noi eravamo per la riduzione, invece questi altri volevano così tante cose che non abbiamo nemmeno potuto votare la riduzione a 25"! Questo è il vostro atteggiamento perché, alla fine, se non c'è, oggi, la volontà di accettare una sospensione, ci chiediamo che volontà ci sia di accettare la riduzione del numero dei Consiglieri regionali! D'altronde, lo abbiamo visto la scorsa legislatura: non c'era l'intenzione, non c'era nessuna intenzione di intervenire, sin da subito, sulla riduzione del numero dei Consiglieri regionali con la scusa dei tempi tecnici, perché se avessimo proceduto nella direzione che si poteva tenere, oggi avremmo già un Consiglio ridotto e qualcuno, probabilmente, con i numeri che ci sono, rapportati, chiaramente, alla riduzione dei Consiglieri, avrebbe qualche difficoltà in più, difficoltà che già si manifesta con il numero di 35, 18 a 17, che non sempre sono 18 a 17, ma, molto spesso, sono 17 a 18.

Quindi veramente con rammarico per una discussione che era partita molto tecnica su certe cifre e che, invece, era stata riportata, Presidente Perron, in un alveo di discussione politica che è stata raccolta anche da altri, noi crediamo che oggi si perda un'occasione e ci sia una chiusura da parte della maggioranza su un tema che, invece, dovrebbe essere di larga e di ampia envergure di condivisione.

In conclusione, crediamo che il dubbio che oggi permanga, almeno all'interno dei membri dell'opposizione, sia quello di una reale volontà di portare avanti questa legislatura sui grandi temi...lasciamo stare le questioni di visioni diverse che si possono avere sulla mozione inerente un certo tema piuttosto che un altro, ma, su questi temi, diventa difficile farvi ritrovare una certa credibilità che già era scarsa. Quindi, forse ci siamo illusi per qualche minuto o per qualche ora, soprattutto dopo aver letto sul giornale tutte queste grandi dichiarazioni sulla volontà della riduzione dei costi della politica che si riduce ad un articoletto per ridurre il numero dei Consiglieri regionali e non si vuole, invece, proseguire su altre materie. Noi ne prendiamo atto e crediamo che, a questo punto, manterremo la nostra mozione e cercheremo, visto che non ci sono altre alternative, il muro contro muro, perché questo è quello che, oggi, state cercando.

Presidente - Grazie. Per il secondo intervento, il collega Donzel; ne ha facoltà.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Francamente, bisogna ricostruire un attimo la tempistica: senza andare alle calende greche, andiamo alla scadenza termini di questo Consiglio in cui viene depositata una mozione dell'opposizione che fa riferimento generico alla riduzione del numero di Consiglieri regionali, insieme ad altre riduzioni. Successivamente alla proposta dell'opposizione, di tutti e quattro i gruppi congiuntamente, arriva, sui giornali, a spron battuto, una proposta della maggioranza: non è...come dire? molto simpatico, ma fa parte della comunicazione, ma ci sta. Ci aspettiamo, comunque di arrivare in aula e dire: "Almeno sui temi istituzionali - come diceva il collega dell'UVP Laurent Viérin - si può lavorare insieme, si deve lavorare insieme sui temi istituzionali". Eh no! Perché l'idea è...non so se pensate ancora di essere i factotum della Valle d'Aosta...senza averne i numeri, presentate una legge e dite: "Questa è la nostra legge, è l'unica legge che c'è, o votate questo o...camminare e andare!" Forse non ci siamo capiti! Dove volete andare con quella legge lì, se non la condividiamo?

Noi vi abbiamo detto che c'è tutta la disponibilità a votare i 25, però - ben prima di voi - abbiamo presentato una mozione che fa un ragionamento un po' più ampio. Allora, veniamo alla discussione: ci spacchettate addosso tutta una serie di provvedimenti per cui, francamente, capisco lo sconcerto del collega Bertin che dice: "ma, scusate, per arrivare a quei provvedimenti ho fatto 5 anni di battaglia"...dice Bertin! Presidente Rini, lo sappiamo che lei si è impegnata su questo tema, glielo abbiamo riconosciuto nell'altra legislatura, ma lo abbiamo votato anche noi quel provvedimento! Abbiamo votato anche noi il provvedimento che ci diceva che non potevamo più andare in pensione a 55 anni, come altri, invece, avevano scritto, perché qui ci sono delle persone, in questo Consiglio regionale, che, invece, quei provvedimenti che noi stiamo faticosamente cercando di correggere, li hanno votati, li hanno scritti, se li sono fatti loro! Allora noi, invece, abbiamo votato, insieme, perché c'è stata unanimità su questo percorso...lei ce li ributta addosso, ce li rinfaccia, come per dire: "guardate che cosa abbiamo fatto"! Io mi ricordo che questa fila votava senza problemi queste riduzioni, tanto per capirci! Non sono stati passaggi facili, lei ha condotto un ottimo lavoro, ma non ci dica una cosa che in parte è patrimonio nostro, a cui siamo arrivati non senza fatica. Oggi si dice: punto di partenza.

Siccome l'asticella fissata dalla maggioranza è un'asticella interessante che c'è nei nostri programmi e vogliamo andare verso la riduzione dei Consiglieri regionali, semplicemente guardandoci in faccia, allo specchio, abbiamo detto...ecco perché magari serviva una riunione dei Capigruppo, e non capisco perché non l'abbiate colta...che non possiamo capire che cosa c'è dietro le dichiarazioni di una parte della maggioranza perché un'altra è silente, nonostante si fosse fatta campione della riduzione dei costi della politica qualche tempo fa. Quello che volevo capire io era se voi pensate di dire "riduzione dei Consiglieri a 25" come se fosse una pietra tombale sui costi della politica? È questa la vostra proposta? Perché è questo che io non riesco a capire...noi diciamo che va bene la riduzione dei Consiglieri a 25, ma non è la pietra tombale sul discorso della riduzione dei costi della politica e, se vogliamo, sui costi della democrazia in generale, andiamo a verificare partecipate, e quant'altro...è un discorso molto più ampio!

Noi vi abbiamo buttato lì alcune proposte, voi le avete ritenute un po' troppo legate ad un discorso di maggioranza quando la Presidente del Consiglio è la Presidente di tutti, ci sono il Vicepresidente del Consiglio ed il Segretario che sono di minoranza...non capisco come l'abbiate potuta individuare come un attacco ai portafogli della maggioranza! Dove sta questa cosa? Non sta né in cielo, né in terra! Quindi, il ragionamento è: se il vostro atteggiamento è quello per cui si parla della riduzione a 25, ecco il legittimo sospetto (ma io mi aspettavo una smentita) che voi vogliate fare questa cosa solo dal 2018 in poi!

Noi, invece, diciamo che bisogna trovare delle forme, la mozione ne indica alcune...voi potevate, nella discussione in Commissione, individuarne altre, per dire: facciamo un percorso come abbiamo fatto l'altra volta in cui, visto che ormai l'obiettivo è il taglio a 25...si può già dare qualche segnale prima? Io non trovo niente di scandaloso nel fatto che dentro questo Consiglio ci siano sensibilità...chi ha detto 2.000 euro da subito e quant'altro...sono idee che devono trovare, come abbiamo fatto l'altra volta, dei punti comuni. Perché ci rinfacciate che abbiamo costruito con voi questa tabella? Non ho capito...questa tabella è stata votata dai Consiglieri dell'opposizione o no? Noi non riusciamo a capire perché ci sia questo atteggiamento di dire: "noi siamo già stati talmente tanto bravi per cui adesso non si tocca più nulla". No, non ci siamo proprio, perché non è questo che siamo andati a dire in campagna elettorale, almeno noi! Abbiamo detto che, siccome la crisi incalza, siccome la crisi è forte, dobbiamo continuare a fare uno sforzo...questo abbiamo detto! Ed è quello a cui accennava addirittura, con un intervento folgorante, in apertura di Consiglio regionale, il collega Borrello: andiamo a ridurre ulteriormente quelli che già hanno altre attività, altri compensi. Sto aspettando il suo disegno di legge, collega Borrello, mentre il mio - sottoscritto, naturalmente, da tutto il gruppo PD-Sin.VdA - già è depositato, in attesa che arrivi anche il contributo della Stella Alpina su questo percorso!

Quanto all'altra sciocchezza che ho sentito dire, quella per cui, se noi riduciamo il compenso dei Consiglieri regionali, le professioni liberali non avrebbero più accesso al Consiglio regionale...mi consenta, è una sciocchezza, perché io penso che i primi a ridursi il compenso sarebbero proprio quelli che esercitano professioni liberali che non avrebbero nessun problema a votare la riduzione del loro compenso. Ci sono qui imprenditori e quant'altro che hanno anche compensi aggiuntivi e non avrebbero nessun problema a ridurre il loro emolumento, quindi la storia delle attività liberali non ci azzecca proprio con questo discorso.

Quello che i cittadini devono capire è che la proposta di maggioranza è una proposta per dire: "non vogliamo più sentire parlare di costi della politica perché siamo già stati bravi", e io dico: "bravi così così", perché se abbiamo dovuto ridurre, vuol dire che chi c'era stato prima, e che ancora siede qui, oggi, aveva approfittato della situazione positiva del passato...diciamola così. Quindi stiamo andando in questa direzione e...ci vogliamo fermare qua? Rinviamo tutta la discussione sui costi della politica al luglio 2018 quando ci sarà il nuovo Consiglio regionale? Per quanto mi riguarda, noi non siamo d'accordo con questa posizione, noi vogliamo che l'intervento sia complessivo! Quindi, questa mozione andava anche nell'indirizzo che una proposta di legge costituzionale, se arriva qui come proposta di tutta la Commissione, ha un peso, ha una forza, se arriva qui come proposta di maggioranza che sfida la minoranza...che cosa volete? Fare la figura di votarvela per conto vostro? Io non riesco a capire il fine di questa cosa, quando, in I Commissione, neanche con le condizioni politiche dell'altra legislatura, c'è mai stata una spaccatura così, in I Commissione, perché abbiamo sempre trovato la quadra sulle grosse riforme! Anzi, l'altro giorno si ragionava su come sia delicato il percorso delle riforme costituzionali, tant'è che il Presidente Rollandin diceva di stare attenti sulle riforme costituzionali e di non andare ad avventurarsi nel Parlamento perché occorre trovare le garanzie. Allora, o si arriva giù con una proposta da 35 voti, bella forte, che abbia un significato politico, o andiamo a proporre una riforma costituzionale in Parlamento che fa ridere i polli e che viene stravolta!

Io dico: siete voi che ci avete insegnato il senso di responsabilità di mandare in Parlamento una legge che, se non ha il sostegno di tutto il Consiglio regionale, è una legge che già parte male nel Parlamento italiano. Su questa cosa bisogna trovare degli accordi, bisogna per forza che la maggioranza si renda conto che bisogna trovare una strada comune. Noi non abbiamo scritto numeri, non abbiamo imposto niente. Non è un disegno di legge, è una mozione per discutere insieme questo tema. Voi volete venire qui ad imporre il voto su una legge costituzionale e farci fare la figura degli arlecchini in Parlamento? Io spero che ci risparmierete questa disgustosa vicenda!

Presidente - Grazie. Ci sono altre richieste d'intervento? Ha chiesto la parola il collega Bertschy, ne ha la facoltà.

Bertschy (UVP) - In conclusione - anzi, spero di no, visto che è stato un ricco ed approfondito dibattito - mi sembra che, per rendere corale in termini politici questo dibattito, sarebbe anche interessante sentire la voce del gruppo, rispetto a questi temi, che, almeno oggi, in aula non si è espresso. Infatti, se da un lato ho potuto apprezzare l'intervento del Capogruppo Ego Perron, nel senso che, quanto meno, ha chiarito la posizione...anche se poi, nei contenuti, non abbiamo ritrovato quelle che sono le nostre indicazioni e le nostre volontà, ed è per questo che - come ha bene ricordato adesso il collega Donzel - si è aperto il tema e la discussione, ma di qui non abbiamo ancora sentito uno dei gruppi che si è fatto protagonista, in questo periodo, sulla stampa e fuori...a mio avviso, quindi, sarebbe anche interessante che si esprimesse la Stella Alpina in maniera chiara sull'argomento. Al di là di questo, quello che a noi interessa è far capire che non c'è la volontà di incidere su uno piuttosto che sull'altro, c'è la volontà di discutere su questo tema. L'idea di intervenire sull'Ufficio di Presidenza salvava una parte di discorso, ma il discorso si può tranquillamente riprendere in futuro su altri argomenti.

Credo che anche la gente debba sapere in maniera chiara che il nostro stipendio netto, come Consiglieri regionali, oggi, si aggira sui 5.600 euro. Di questi, poi, ognuno fa quello che vuole attraverso i suoi movimenti. Noi, attualmente, nel 2013 come gruppo UVP, versiamo quasi 1.700 al nostro movimento, in questo momento, a testa; altri, forse, ne mettono di più; altri, come il Movimento Cinque Stelle, han detto altre cose...quindi ognuno fa del proprio stipendio gli interventi che deve fare, anche perché ci sono posizioni diverse. Però, la gente sempre di più deve sapere che cosa guadagniamo e sono d'accordo con il collega Perron, in questo caso, sul fatto che non bisogna vergognarsi: ognuno deve lavorare e la gente risponde e sarà poi la gente che deve giudicare che cosa si fa attraverso queste indennità. La cosa particolare di tutto questo è che, chiaramente, decidiamo su noi stessi: forse, bisognerebbe restituire questa possibilità di decidere qualcosa ad altri, mentre noi decidiamo su noi stessi. Però, non bisogna assolutamente negare le cifre di cui parliamo, la gente deve sapere quanto tempo dedichiamo e poi faremo i nostri interventi.

L'idea di intervenire con una mozione sull'Ufficio di Presidenza non è perché qua, qualcuno, oggi, ha un incarico e qualcuno non ce l'ha...l'hanno detto in maniera chiara: l'Ufficio di Presidenza è un ufficio "trasversale" in termini politici, perché ha una rappresentanza da parte di tutti. Io mi sento di dire, come ex amministratore locale, che tanti colleghi Sindaci oggi non arrivano più ad un'indennità di 1.700 euro al mese come quella dei Vicepresidenti del Consiglio regionale, e son colleghi che tutto il giorno sono sul territorio ed hanno delle responsabilità - permettetemi - che non sono quelle di un Vicepresidente del Consiglio regionale, per quanto questi sia importante a livello istituzionale. Allora, anche dire di no, non importa, ma è importante capire che oggi ci rapportiamo ad una realtà che, fuori di qua, comincia ad essere un po' differente: avere un'indennità come Consiglieri regionali lo ritengo opportuno; questa, a mio avviso, per chi lavora, è un'indennità della quale non ci si deve vergognare, se ci sarà bisogno di discutere di più o di meno, se ne discuterà, ma quello che viene di più dev'essere un qualche cosa che si percepisce all'esterno, per cui si capisca il perché si dà qualche cosa in più, altrimenti per la gente diventa difficile! Ve lo dico e credo che il collega Bianchi, piuttosto che il collega Restano lo sappiano: quanti Assessori abbiamo, nei Comuni, che ci danno una mano e che veramente salvano un sistema di lavorare negli Enti locali e lo fanno con poche - a volte neanche più quelle - disponibilità! Allora, si può dire di no, si può dire di sì, però ragioniamo sul fatto che anche su queste cose le cose fuori di qui stanno cambiando...poi, 100 in più o 100 in meno non fa niente, ma prendiamo atto che il mondo, fuori dal Palazzo, cambia, e dentro il Palazzo, ogni tanto, bisogna discuterne. Possiamo anche rinviare gli argomenti, non discuterli al momento giusto e riprenderli, però ci dobbiamo esprimere, altrimenti non si capisce quali siano le nostre posizioni.

Presidente - Grazie. Ci sono altre richieste di intervento? Se non vi sono altre richieste di intervento...ha chiesto la parola il Consigliere Borrello, ne ha facoltà.

Borrello (SA) - Grazie Presidente.

Solo per dichiarazione di voto: ovviamente, ragioniamo come maggioranza, siamo coordinati per quanto riguarda tutte le mozioni, per andare a trovare un ragionamento condiviso. Ci siamo confrontati ed abbiamo scritto a due mani quella che è la proposta di legge sulla riduzione dei numeri dei consiglieri con il collega Perron, quindi condivido quelle che sono le dichiarazioni precedentemente espresse dal collega. Anche come movimento Stella Alpina riteniamo non opportuno accogliere questa mozione, ma il dibattito è stato sicuramente interessante.

Per quanto riguarda alcune dichiarazioni in merito...al fatto delle dichiarazioni rese, devo riconoscere che, così come aveva anticipato il collega Donzel durante la prima seduta consiliare, effettivamente il suo gruppo consiliare aveva già prodotto un'iniziativa in tal senso. Con tutta l'umiltà che mi contraddistingue, sono andato a studiare e ho visto che, nella scorsa legislatura, effettivamente il collega Donzel, il gruppo PD, aveva prodotto questa iniziativa - gliene do atto - e, parallelamente, anche il gruppo PdL aveva prodotto un'iniziativa similare. Allora, io mi sono messo a studiare: per quanto riguarda le istanze io sono sicuro che potrò sicuramente produrre delle considerazioni in merito alla proposta di legge che voi avete presentato, anche perché, lo vorrei ricordare - forse non lo avevo dichiarato precedentemente, ma visto che alcuni colleghi hanno messo in evidenza le situazioni dei Sindaci - colui che vi sta parlando in questo momento, per tre anni, ha avuto l'onore di essere il rappresentante nella Giunta del Comune di Aosta percependo un emolumento ridotto al 50 percento, quindi non ci siamo dimenticati il fatto che noi dobbiamo ragionare in merito a questo: tenendo conto che, effettivamente, era già stato prodotto nella scorsa legislatura. Non diciamo che non dobbiamo ragionarci: lo faremo. Abbiamo preso atto della vostra iniziativa, arriverà il momento, nelle Commissioni consiliari, nel rispetto di quelle che sono le posizioni di un'Assemblea, che ognuno manifesterà nelle sedi opportune. Vi ringrazio.

Presidente - Grazie. Siamo sempre in discussione generale. Qualche altra richiesta d'intervento? Non vi sono altre richieste? Se non vi sono altre richieste, aveva chiesto la parola, per il secondo intervento, il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.

Gerandin (UVP) - Merci Président.

Semplicemente volevo ripartire da quanto ha dichiarato il collega Borrello, mi ha fatto piacere che abbia preso la parola il collega Borrello. Avrei gradito un intervento su questa mozione anche, eventualmente, di qualche altro amministratore che ha vissuto quello di cui ha parlato prima il collega Bertschy: la responsabilità degli amministratori degli Enti locali.

Volevo solo ribadire che, a volte, non basta prendere atto. La nostra mozione è qualche cosa di più di una presa d'atto: è un impegno politico. Quello che è stato detto prima da chi mi ha preceduto, e ci tengo a ribadirlo, è che, se qualcuno non si riconosce nei numeri, nelle percentuali, ma si riconosce nell'impegno politico e nei contenuti, ha perso una grande occasione per eventualmente accettare o, comunque, ragionare all'interno di una sospensione, come era stata proposta prima. Soprattutto quello che tengo a ribadire è che la credibilità di ognuno di noi, delle forze politiche, o di chi le rappresenta in questo contesto, non si misura sulla base della tempistica nel presentare un disegno di legge, ma si misura nei contenuti e nell'impegno politico.

Il contenuto della nostra mozione è un impegno politico, non è null'altro che un impegno politico. Allora, io voglio veramente concludere dicendo che, se non si vuole accettare di trovare un accordo, un'intesa, una condivisione, nel senso della tanto decantata "sobrietà e pacatezza", risulta poi difficile invocare discipline di partito o quant'altro! I motivi veri per cui viene respinta una mozione del genere sono legati a responsabilità personali che ognuno di noi avrà, e per cui ognuno di noi dovrà rispondere legittimamente agli elettori o a chi ci ha dato fiducia e chi ci ha mandato a rappresentarli all'interno di questo contesto. Grazie.

Presidente - Grazie. Non vi sono altre richieste d'intervento? Se non vi sono altre richieste, dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola qualcuno della Giunta? Qualcun altro? Non vi sono richieste d'intervento? Ha chiesto la parola il Presidente Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Sì, grazie Presidente.

La mozione che è stata presentata è stata ampiamente discussa nei suoi contenuti, soprattutto interpretando, come sovente viene fatto, il costo della politica come il costo dei politici, il che è solo parziale, perché i costi della politica sono l'insieme - ed ho apprezzato anche il discorso relativo al "costo della democrazia" - dei costi di tutto l'apparato, del funzionamento, della semplificazione delle amministrazioni, della riduzione dei costi di tutto quello che succede. Non dimentichiamo che si sta discutendo di una modifica addirittura del contenuto della legge dei Comuni ovvero la 54, la 48, perché si vuole arrivare ad una definizione diversa di quello che è il costo del funzionamento, non solo per ridurre il costo solo degli eletti. Si è fatta una riduzione progressiva dei consigli di amministrazione di tutte le partecipate prima ancora che fosse obbligatorio, proprio per ridurre il costo della politica, tutti i consigli di amministrazione sono o 3 o al massimo 5 mentre prima erano 11, 20, 18, e così via. Si è provveduto, per quanto riguarda il costo dei politici, in una delle ultime sedute del Consiglio regionale, a fare una revisione che ha visto l'unanimità, nel merito della quale io non voglio entrare perché è stato oggetto di un confronto che - voglio ribadirlo - era collegato a due aspetti: uno, rapporto Presidenza della Giunta-Presidenza del Consiglio, tant'è che ci sono state sedute a livello nazionale fatte da rappresentanze di entrambi. Si è preso in esame tutto quello che era il florilegio di situazioni diverse contributive e non a livello dei singoli Consigli regionali. A questo proposito, voglio dire...anche se è stato riferito e qualcuno ha parlato ancora dei vitalizi...ma oggi, qui, non c'è più l'assegno vitalizio: si mantiene la vecchia dizione, che dovremo cambiare, perché di fatto è un sistema contributivo, che Ego Perron aveva già ricordato; dalla legge 8 luglio '99 è stato modificato e, successivamente, ancora ultimamente, è stato ulteriormente modificato con la legge 35. Questa è la storia dei costi della politica. Quindi, per quanto riguarda i due aspetti che voi evocate, ovvero di rivedere ancora questo, noi riteniamo che non ci siano le condizioni per farlo. L'abbiamo detto, l'ha detto il collega Ego Perron, qui non ci siamo nascosti dietro a niente, l'abbiamo detto chiaramente su questi due punti.

Sul punto legato alla riduzione degli Assessori, voglio ricordare che per ridurre gli Assessori non c'è bisogno di una legge, perché all'inizio di legislatura è possibile procedere ad una riduzione e non c'è pertanto bisogno di una legge. Sul primo punto, abbiamo presentato questa proposta. Attenzione, collega Donzel, io non credo che i colleghi della maggioranza che hanno presentato questa proposta l'abbiano fatto per dire: "prendere o lasciare"...hanno presentato questa proposta che, tra l'altro, andava nella logica che voi, qui, avete rappresentato. Benissimo! È dignitosa e credo che si riferisca a un tema largamente discusso su cui invito anche qualcuno a fare delle riflessioni fin dall'inizio, da quando si è passati da 25 a 35, per cui vi erano state importanti sollecitazioni, fatte da personaggi di tutto rilievo, sui discorsi di mandement che qualcuno, come ho sentito, aveva voluto evocare e per i quali c'erano, anche in questo caso, i pro e i contro. "Mandement" voleva dire che ogni zona veniva rappresentata, è il discorso territoriale, che aveva sicuramente il grosso vantaggio di garantire - come un po' è stato ricordato e che avevamo tentato di realizzare in modo un po' azzardato perché non ha mai portato frutti - la possibilità di avere un rappresentante walser, non per dire che la collettività di lingua walser doveva per forza essere rappresentata, ma era perché alla base c'era un discorso linguistico, che aveva una sua grande capacità di poter meglio essere ricordata. Quindi, nel discorso dei mandement, c'era questa ripartizione territoriale con la presenza di una figura, di una rappresentanza radicata nel territorio. Questa era stata controbattuta con un'osservazione di principio che aveva il suo significato: ogni Consigliere deve essere in grado di rappresentare e di occuparsi di tutto il territorio, perché se sei un rappresentante della Valdigne, finisci per fare il rappresentante di quella zona, quando parlano della Bassa Valle dicono: "che se ne occupino quelli della Bassa Valle". E questo è un modo un po' - se me lo permettete, e anche allora era stato sottolineato - esagerato di spezzettare quello che è il dibattito e l'attenzione anche dei colleghi, di coloro che siedono in questo Consiglio, su quella che è la problematica regionale, a parte quello che diceva anche il collega Viérin sul fatto che, logicamente, qui i 60.000 della Plaine rispetto al resto del territorio...voi capite che era un discorso diverso. Quindi, tutto ciò era per dire che il dibattito su questi temi è aperto, per cui io non entro nel merito della ripartizione, come condivido il fatto che questa legge, che la si voglia o meno approvare, in poco tempo, in tanto tempo, con i numeri o con quello che è, deve essere fatta in modo tale da tenere conto che, abbinata, ci sia la legge elettorale rivista perché, come ricordava lei, collega Donzel, se si lascia la stessa legge elettorale, il barrage è un po' esagerato, oltre a tutti gli altri aspetti. Questi sono i problemi per cui, oggi, il primo tema è stato affrontato e credo che ci sia la disponibilità da parte di tutti a trovarsi, non per dilazionare i tempi di approvazione, ma per andare in questa direzione.

Per il resto, come ho detto, sugli ultimi due punti, abbiamo detto in modo chiaro che non siamo d'accordo e del terzo non c'è bisogno perché, come dico, il rispetto di questo e la sua logica devono essere tali da rendere fluido quello che è il passaggio...poi, con una riduzione, lo capiamo anche noi il fatto che, se riduci da 35 a 25, il numero deve essere proporzionalmente ridotto. Però, dico, se ci sarà l'occasione per cui, invece di 5, sono 4 o 6, questo credo che lo si possa lasciare anche ad evenienze normali. Voi sapete - e lo avete visto in tante Regioni - che ci sono stati degli Assessorati che sono, a volte, "legati" a delle contingenze, ci sono delle situazioni che meritano...o vogliono dare una visibilità ad alcuni progetti per cui mettono una persona che possa sviluppare quello che è a tempo, a termine, quindi c'è tutta una serie di possibilità.

Ecco perché noi riteniamo che la discussione di oggi sia stata una discussione interessante ed importante che ha detto, in modo chiaro: primo, che per il costo dei politici abbiamo una visione che corrisponde a quanto ho appena descritto, lo abbiamo appena fatto un anno fa e non credo che ci sia l'esigenza di modificarla oggi e, invece, per quanto riguarda i costi della politica, nel senso più largo...e io faccio riferimento anche a quello che voi avete detto e di cui abbiamo preso nota, non è che parliamo solo di questo, parliamo anche degli emolumenti di altre figure, noi non abbiamo dimenticato questo, su questo vogliamo anche tornare. Non è che l'abbiamo tralasciato o perché ci sono forse idee diverse anche su questo che non ci ritorneremo...vi ritorneremo, sì, però su questi temi crediamo che ci sia l'opportunità per tornare con dei progetti specifici che possano permetterci di lavorare con lo spirito costruttivo che abbiamo visto oggi, e su cui non ritengo che ci sia nessuna opzione particolare.

Noi non riteniamo condivisibile l'insieme dell'impianto e proporremo, quando sarà il momento, quelle che sono le soluzioni. Abbiamo proposto quella relativa al numero dei Consiglieri perché è una discussione aperta - come hanno fatto altri, ci sono state altre iniziative - e l'abbiamo fatta per evitare che, magari, si continui, sapendo, tra l'altro, che su questi numeri...credo che valga come significato sia storico, sia di buon senso, come abbiamo detto; poi le altre soluzioni verranno con il tempo. Grazie.

Presidente - Grazie. Per dichiarazione di voto, o per replica...

Ha chiesto la parola il Consigliere Ferrero...per replica...ne ha facoltà.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.

Per confermare, ovviamente, la validità della mozione, per prendere semplicemente atto del fatto che le promesse in campagna elettorale vengono poi disattese, perché quando si parla di toccare il portafoglio bisogna sempre farlo il giorno dopo, e magari farlo toccando il portafoglio degli altri... Non ci aspettavamo, peraltro, un messaggio diverso.

Riguardo alla "virtuosità" del Consiglio regionale della Valle d'Aosta, io aspetterei l'esito delle indagini della Procura di Aosta sui fondi dei gruppi consiliari, prima di decidere chi sono gli angeli e chi sono i diavoli, chi sono i virtuosi e chi sono i peccatori...questo semplicemente per una questione di prudenza. Voi dite: "abbiamo già dato" - secondo voi - ed è rispettabile la vostra posizione; voi dite: "secondo noi è già stato dato ed è già stato ridotto sufficientemente, secondo noi gli oltre 8.000 euro netti mensili ai Presidenti ed i 5.600 ai Consiglieri sono giusti". Secondo voi il rendimento dei politici merita queste somme. Prendiamo atto di questa vostra posizione.

Ringraziamo, peraltro, ancora del "prospettino" che ci è stato dato e che, effettivamente, ci ha consentito di stabilire che, ad esempio, nel 2005, la percorrenza annua media di ogni Consigliere regionale è stata di 6.000 chilometri: è la prima volta che, direttamente dall'Ufficio di Presidenza, ci viene dato un documento che ci consentirà di fare una segnalazione alla Corte dei Conti. Grazie.

Presidente - Volevo solo precisare che in quel riferimento si parlava di un rimborso chilometrico sulla base della percorrenza rispetto al luogo di residenza; quindi non è che ogni Consigliere faceva 6.000 chilometri, era calcolato in base alla residenza dei Consiglieri...solo per precisare.

Ha chiesto la parola il Consigliere Chantal Certan, ne ha la facoltà.

Certan (ALPE) - Sicuramente, è stata una discussione necessaria e molto interessante.

Parto da quello che ha detto lei, Signor Presidente, come ultimo passaggio: è stato interessante e c'è stata anche una certa collaborazione. Oddio, credo che non ci sia miglior sordo di chi non vuol intendere, perché credo che - e per l'ennesima volta lo ribadisco - dopo tutta questa interessante conversazione, discussione e confronto, anche i cittadini - soprattutto chi ci segue - debbano un attimo capire che cosa stiamo dicendo perché, se questa è collaborazione e proficua collaborazione, beh, oddio...sì, c'è stato un bel confronto!

Io ho apprezzato alcuni passaggi, non solo della relazione che è stata fatta sul disegno di legge che avete presentato e l'ho sottolineato nel mio primo intervento di presentazione: ho sottolineato che la Valle d'Aosta è una delle Regioni più virtuose, cosa che mi ha fatto un certo piacere, ma anche un certo effetto sentire parlare Perron della Valle che è virtuosa nei costi della democrazia. Mi ha fatto veramente piacere, è vero, la nostra Regione è così, rispetto soprattutto ad altre Regioni, ma credo che in questo momento non si possa mescolare tutto e che ci siano delle priorità. La nostra mozione non andava a toccare quelle cose, non andava a fare quella precisazione. Mi è piaciuto molto quando qualcuno ha ribadito al collega Borrello che, spesso, non basta prendere atto di alcune cose e poi rimandare a sedi opportune: qual è la sede migliore, se non l'aula del Consiglio regionale per prendere queste decisioni di fronte ai cittadini con delle regole di trasparenza chiarissime?

Infine, noi non abbiamo fatto un discorso di maggioranza o di minoranza (l'hanno già ricordato alcuni colleghi). Avremmo voluto dare un segnale, invece, su quelle indennità dei Consiglieri "nominati" possiamo chiamarli così? Abbiamo detto: "In un momento di sobrietà (ed io questo lo apprezzo), in un momento in cui si rende necessaria proprio la pacatezza dei toni, un certo rigore, eccetera (tutte cose già dette), credo che sia importante anche una certa equità". Ed allora siamo andati a vedere (e la nostra proposta andava in questo senso) il livello di responsabilità. E riconosciamo che gli impegni di una Giunta sono sicuramente diversi da quelli dei Consiglieri, poi abbiamo ritenuto di fare un discorso molto più equo sulle altre cariche dei nominati.

Proprio per la trasparenza che spesso viene evocata in questa sala...il Consigliere Bertschy ha già anticipato quello che riguarda il loro gruppo...per quanto riguarda il movimento ALPE e per quanto riguarda i costi della democrazia che, sono d'accordo, sono costi che vanno al di là di quelli della politica, dei politici, lo abbiamo detto anche noi, vanno al di là, perché i costi della democrazia sono diversi, certo, e, proprio per questo, noi, già nella passata legislatura e per tutti i 5 anni della passata legislatura...i nostri Consiglieri versavano, come autofinanziamento, e quindi come scelta volontaria, il 20 percento della loro indennità netta; chi aveva delle cariche da nominato all'interno dell'Ufficio di Presidenza versava completamente quella cifra in più, quel surplus come autofinanziamento al movimento. Invece, in questa legislatura, i Consiglieri di ALPE versano il 30 percento dell'indennità netta come autofinanziamento al movimento. Quindi credo che sia un'azione necessaria, proprio perché i costi della democrazia sono sicuramente tanti.

A differenza di quello che si sostiene, noi riteniamo invece che questa mozione possa essere veramente un punto d'incontro perché sarebbe veramente un primo segnale importante anche nei confronti dell'opinione pubblica che ci segue e che credo abbia una certa repulsione, però, nel partecipare o nel condividere alcuni passaggi che sono stati fatti. E proprio perché non mi piace lasciare le cose in sospeso, credo che noi abbiamo dichiarato in modo trasparente e credo di non aver sbagliato...perché poi, spesso, le cose vanno veloci...ma lo ribadisco: credo di non aver sbagliato di molto i calcoli precedenti, i dati ed i numeri che ho dato precedentemente.

ALPE sosterrà questa mozione.

Presidente - Grazie. Altri interventi per dichiarazione di voto o per replica? Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.

Viérin L. (UVP) - Merci Monsieur le Président.

Semplicemente per ribadire chiaramente il nostro voto favorevole, di sostegno a questa mozione, è una mozione nella quale noi crediamo fermamente, e per ribadire il nostro dispiacere per il fatto di non avere accettato questa sospensione. Vorremmo spiegare, anche per chi ci segue fuori, perché era importante questa sospensione: perché una mozione - come ricordava il collega Gerandin - è un impegno politico, e una mozione si può modificare fino al momento della chiusura della discussione generale. Ecco perché abbiamo fatto rilevare quell'importanza per una negazione di una sospensione per una Conferenza dei Capigruppo, che non era una questione tecnica, ma era una questione politica, perché se c'è la volontà effettiva - come poi, invece, è stato ripreso nelle repliche - di trovare anche un accordo su altre questioni che potevano anche non riguardare punti - come ricordava il collega Donzel - che erano compresi nella nostra mozione, si potevano eliminare certe parti, magari integrandole con altre, e si poteva lanciare una riforma della riduzione dei costi della democrazia, magari codificando anche quelli che non sono ricompresi nei costi dei politici e...perché no? magari anche riprendere quella che il Presidente giustamente evocava, di altre questioni, sull'insieme di quella che possiamo chiamare macchina organizzativa o amministrativa in generale.

Volevamo quindi solo ribadire il nostro rammarico perché si è persa un'occasione di effettiva volontà di trovare un accordo, disposti - come eravamo - anche a rinunciare a quelle parti del deliberato che non trovavano chiaramente il vostro consenso. Se accordo si deve trovare, qui non è - e lo ripetiamo - una sensibilità di un gruppo o dei gruppi politici dell'opposizione, ma è una sensibilità che deve essere ritrovata. Vorrei aggiungere un ulteriore elemento: che l'accordo si è sempre ricercato - come qualcuno ricordava - anche nelle legislature dove non eravamo 18 a 17! Quindi, a maggior ragione, sarebbe stato auspicabile, visto che i numeri di questa legislatura sono cambiati e saranno incidenti anche su tanti altre deliberazioni, sulle nomine in generale di tanti organismi rappresentativi di questo Consiglio, e saranno modificati anche in virtù di questo rapporto 18 a 17. Quindi ci dispiace, ci dispiace perché, effettivamente, una riforma, ancora una volta, parte con il piede sbagliato.

Nell'annunciare il nostro voto favorevole, richiediamo il voto segreto per la votazione di questa mozione. Grazie.

Presidente - Se non vi sono altre dichiarazioni di voto...ha chiesto ancora la parola il Consigliere Bertin, per dichiarazione di voto; ne ha la facoltà.

Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.

Credo che questo pomeriggio abbiamo perso un'occasione: una discussione lunga, ma certamente bisognava concluderla con l'approvazione di questa mozione. Era l'occasione per rimettere i costi della politica, della democrazia, nel dibattito di questo Consiglio. Come detto, non era un'azione populista o demagogica - le cifre in ballo sono relativamente piccole - e, soprattutto non andava a colpire una sola parte, ma colpiva in generale, anche perché le stesse proposte erano state fatte più o meno nella passata legislatura, quando noi eravamo convinti di vincere le elezioni, di avere i vostri posti, per cui non era certamente una volontà vessatoria. Tra l'altro, per inciso, per quanto riguarda la Presidenza delle Commissioni, quando ho fatto il Presidente della Commissione speciale non ho percepito l'indennità di funzione, anche perché è un ruolo che si può svolgere già con il ruolo di Consigliere regionale e non è che questo comporti un aggravio particolare dal punto di vista delle responsabilità. È un piacere che si può fare, si hanno delle responsabilità molto piccole rispetto a quante ne ha un Consigliere regionale semplice. È l'occasione, però, questa della Presidenza delle Commissioni, della solita spartizione per tenere buoni tutti con questi quattro soldi delle Commissioni, delle Presidenze delle Commissioni, che ci permette di chiudere, a volte, degli accordi, e certamente non sono fatti in funzione dell'interesse generale.

Con questa vostra scelta, a mio avviso, perdete un'occasione e vi prendete anche una piccola responsabilità.

Presidente - Grazie. Altre dichiarazioni di voto? Ha chiesto la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Fabbri; ne ha facoltà.

Fabbri (UVP) - Sarò brevissimo, perché la discussione è stata sviscerata in tutti i modi. Io vorrei solo concludere...non è una battuta, la mia: io sento sempre parlare di "costi della politica", ma mi piacerebbe, ogni tanto, sentire parlare non di costo della politica, ma di "resa della politica", di un qualcosa che rende, non solo che costa. Per cui, secondo me, questa potrebbe essere l'occasione di cominciare (già è stato fatto molto, l'ha detto la nostra Presidentessa), però questa potrebbe essere l'occasione di trasformarla ancora di più in resa e non in costi. Grazie.

Presidente - Allora, vi sono ancora altre dichiarazioni di voto? Se non vi sono altre dichiarazioni di voto, dichiaro aperta la votazione...votazione segreta, eh. Tutti quanti avete votato? Dichiaro chiusa la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 34

Favorevoli: 17

Contrari: 17

Astenuti: 1

Il Consiglio non approva.

Punto 23 all'ordine del giorno.