Oggetto del Consiglio n. 212 del 24 ottobre 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 212/XIV - Approvazione di mozione: "Impegno a disporre un'indagine per verificare le cause di un'eccessiva dilatazione dei tempi di attesa per le prenotazioni sanitarie e per le procedure di acquisto di macchinari ed attrezzature".
Presidente - Per l'illustrazione, la parola al collega Guichardaz.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Con questa mozione vogliamo sollevare il velo su una questione di grande attualità: il problema dei tempi d'attesa per le visite e gli esami strumentali. La paventata riduzione dei finanziamenti a discapito del Servizio sanitario regionale, 20 milioni per la parte corrente, più non si sa quanto per la parte investimenti, non promette nulla di buono...
Presidente - Colleghi vi chiedo un po' di silenzio per rispetto di chi parla e di chi vuole ascoltare. Grazie.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - ...dicevo che la riduzione, la paventata riduzione di 20 milioni sulla parte corrente, più non si sa al momento quanto sulla parte investimenti...tra l'altro sarebbe interessante poi un passaggio in commissione prima di sapere le cose dai giornali, non sarebbe male, insomma...non promette nulla di buono, anzi, preannuncia dolorosi interventi a carico di utenti e operatori. E voi mi insegnate che quando i soldi diminuiscono occorre ripensare le politiche aziendali con l'obiettivo prioritario di razionalizzare i costi, magari attraverso percorsi di razionalizzazione, di ottimizzazione delle risorse finanziarie e anche umane. Vi sono una molteplicità di indicatori per capire se un sistema sanitario funziona o meno. L'Assessore sa molto meglio di me come leggere i dati sulla mobilità, la mobilità attiva e passiva, sulla morbilità, sulla mortalità, sono dati che generalmente vengono considerati per dare un voto al sistema sanitario. Anche la gestione delle liste d'attesa o, meglio, il governo delle liste d'attesa è un buon indice di efficienza del sistema.
Ma ci chiediamo: come può un'organizzazione, un sistema, garantire tempi d'attesa accettabili e un buon livello qualitativo delle prestazioni? Sicuramente, come recita il piano nazionale di governo delle liste d'attesa, attraverso strumenti e modi di collaborazione di tutti gli attori del sistema, sia quelli operanti sul versante prescrittivo, sia quelli di tutela del cittadino; in buona sostanza, attraverso una continua interazione e concertazione tra i medici di famiglia, gli specialisti, gli utenti, rappresentati anche dalle associazioni dei consumatori e, perché no? anche i sindacati. Le azioni in capo ai vari soggetti deputati al governo delle liste d'attesa - qui da noi la Regione e l'Azienda USL, principalmente - devono quindi puntare alla riduzione dell'inappropriatezza e - recita il piano di governo delle liste d'attesa - "devono cercare di rendere compatibile la domanda con la garanzia dei livelli essenziali assistenziali". Detta così sembra una banalità, ma è l'essenza stessa del buon governo di un sistema sanitario: la capacità di far fronte alle esigenze della popolazione con le risorse esistenti - intendo sia finanziarie che umane - dice molto sulla capacità del management di perseguire gli obiettivi di salute, ma anche sulla capacità della politica di indicare le strade e i percorsi più adatti.
Ho fatto questa premessa per dire che le soluzioni ai problemi di un sistema complesso come quello sanitario possono essere diverse, a seconda della situazione in cui ci si trova e delle condizioni date: se le risorse economiche umane, le strutture, le attrezzature, il know-how sono ottimali, la gestione dei tempi d'attesa risulta sicuramente più agevole. Più complicata diventa invece quando le risorse si restringono, quando si rendono cioè necessari processi di ristrutturazione, di razionalizzazione del sistema. Noi oggi ci troviamo in questo secondo scenario: risorse drasticamente ridotte rispetto agli standard ovviamente a cui siamo abituati all'interno di un sistema parametrato, ancora tarato su livelli e parametri di spesa piuttosto elevati. La famosa "libera professione aziendale", quella per cui la Corte dei Conti ha attivato un'indagine, archiviata giusto la settimana scorsa, a seguito di un piano di rientro messo in atto dall'USL, venne utilizzata per anni in alcuni settori ristretti allo scopo di tener sotto controllo le liste d'attesa. Le prestazioni nelle p.a. nella maggioranza dei casi venivano retribuite come da contratto collettivo di lavoro, circa 32 euro per il personale del comparto di categoria D, quindi gli infermieri e i tecnici, e 60 euro per la dirigenza medica. In altri casi l'USL ha derogato in maniera unilaterale alle disposizioni contrattuali, stabilendo di pagare a singola prestazione e di forfettizzare un tempo standard.
Con riferimento alla Struttura complessa Radiologia, i dati 2011 sono i seguenti: 75 euro per una risonanza magnetica calcolata su 15 minuti; 50 euro per una TAC per un tempo forfettario di 10 minuti; per una prestazione mammografica 36,19 euro, calcolata su un tempo standard di 10 minuti. Provate voi a moltiplicare questi dati per 4 e per 6 e troverete la cifra corrisposta agli specialisti! Raggiungiamo i 300 euro l'ora! La Corte dei Conti - da ciò che si legge sui giornali - contestò proprio questa differenza tra il costo contrattuale previsto per le cosiddette "prestazioni aggiuntive", appunto i 32 e i 60 euro lordi, e quanto effettivamente corrisposto dall'USL ad alcune categorie di operatori.
Come si può facilmente capire...a me non dà fastidio se non mi ascoltate, ci sono le registrazioni, quindi fate pure con comodo...possiamo mettere al voto, così...vabbè, capisco che siamo tutti stanchi, eh, siccome anche i presidenti di commissione sono stanchi perché lavorano troppo, quindi evidentemente...come si può facilmente capire, quel sistema, quello della LPA formulato così come vi ho detto, fu un modo un po' singolare per tenere sotto controllo le liste d'attesa.
Da sindacalista che sono stato, devo dire che su questo strano modo di governare i tempi d'attesa ho sempre espresso il mio disappunto, sia per il fatto che pagare così tanto prestazioni ricomprese nei compiti istituzionali...ripeto, si superavano i 300 euro nei casi di alcune prestazioni, 300 euro l'ora...rischiava, questo sistema, di indurre una dilatazione - magari non voluta - delle liste d'attesa. Voi considerate tra il guadagnare 300 euro l'ora per fare le prestazioni in LPA e 36 in attività istituzionale, è evidente cos'è che conviene di più, sostanzialmente, e sia per una questione di perequazione tra colleghi della stessa categoria...perché? Perché solo pochi in USL potevano accedere a questa forma...diciamo di "incentivo" a questa libera professione a favore dell'azienda, e sia in prospettiva.
Quante volte dicemmo, da sindacalisti, agli Assessori e ai rappresentanti dell'azienda in incontri ad hoc che se fossero finiti i soldi, un sistema del genere sarebbe miseramente crollato e sarebbero riesplose le liste d'attesa! Forse anche il dottor Fosson ascoltò queste previsioni nefaste, che poi si rivelarono, tutto sommato, delle facili profezie, perlomeno per quanto riguarda certi ambiti. Ricordo di aver detto decine di volte, nel corso di incontri sindacali anche accesi, che più nessuno di quelli abituati a percepire cifre del genere avrebbe accettato di continuare a fare attività aggiuntiva per cifre molto più contenute. Era un modo, secondo noi, di "drogare" il mercato delle prestazioni, un sistema che avrebbe ingenerato un circuito perverso di difficile risoluzione.
Oggi è dovuta intervenire la Procura presso la Corte dei Conti a dare uno stop allo scandalo delle prestazioni aggiuntive. L'USL, anzi, il povero dottor Ardissone - qua bisogna rendergli merito di essersi "sbattuto", diciamo, per riparare i pasticci di qualchedun altro - ha dovuto fare i salti mortali per recuperare anni di prestazioni pagate oltre il dovuto. In più, il ricorso alla libera professione aziendale o a forme d'incentivazione analoga, ha creato in alcuni casi dei meccanismi di compensazione tutti interni alle strutture, scoraggiando l'amministrazione ad implementare gli organici quando era possibile farlo. Il caso della guardia attiva del Laboratorio di analisi è emblematico: l'USL, al posto di assumere 3 tecnici, propose all'équipe presente di distribuirsi la corrispondente cifra in denaro dei 3 tecnici. Ovviamente l'équipe accettò, rinunciò a mettere in organico 3 tecnici; arrivò qualcuno qualche anno dopo, - come vi avevamo preannunciato i sindacati si erano opposti a questa operazione -, tagliò i soldi, bel risultato...e rimasero a fare le stesse attività con 3 tecnici in meno! Questo fu diciamo il "capolavoro" di qualcuno che oggi continua a interpretare il ruolo dirigenziale ad alto livello.
Queste considerazioni servono a far capire come vi sia una stretta relazione tra le scelte aziendali - ma anche politiche, anzi, soprattutto politiche - in materia di prestazioni aggiuntive e la capacità di governare le liste d'attesa. La nostra Regione è sempre stata abituata a fare i conti senza l'oste, a disporre di risorse quasi illimitate per tamponare certe inefficienze programmatorie, a non tener conto dell'eventualità che le cose presto o tardi potessero cambiare, anzi, peggiorare. Si è sempre ragionato in termini brevi adottando strategie poco lungimiranti, e oggi ci ritroviamo con risorse enormemente ridotte, tagli impensabili fino a qualche tempo fa, ma senza quegli anticorpi che un'accorta classe dirigente avrebbe dovuto far nascere, crescere e sviluppare, magari sacrificando anche un po' di consenso.
La nostra sensazione è che l'aumento dei tempi d'attesa, oggi limitato ad alcune prestazioni, - va detto, e guarda caso a quelle prestazioni più foraggiate nei tempi passati -, sia destinato a contaminare anche quegli ambiti fino ad oggi un po' trascurati da politiche d'incentivazione, paradossalmente proprio perché in regola con i tempi d'attesa. Mi si permetta di dire che la riduzione dei finanziamenti - e i conseguenti tagli delle dotazioni - a mio modesto parere produrrà effetti sui tempi d'attesa di tutte le prestazioni, non solo di quelle di cui oggi parliamo.
Per tornare alla mozione, è necessario che la politica, la buona politica, si sforzi di creare innanzitutto trasparenza, un'operazione verità nel campo delle liste d'attesa, che mette in chiaro quei legami che collegano l'attività istituzionale alla libera professione. Si rende sempre più necessario questo tipo di operazione. Quante volte abbiamo sentito dire da amici: "ho prenotato, 100 giorni, ma se vado in libera professione con lo stesso professionista in due giorni mi prendono"! Beh, io credo che sia necessario fare chiarezza, sia necessario ripartire dai dati, ma quelli veri, frutto di analisi indipendenti, non contaminati da letture viziate dalle decisioni del passato, rivelatesi secondo me fallimentari; è la condizione necessaria per far ripartire la nostra sanità in un'ottica nuova, consapevoli che i tempi stanno cambiando, anzi, sono cambiati.
Infine - e qua vengo alla seconda parte della nostra mozione - crediamo che si debba affrontare senza infingimenti una questione più volte proposta a questo Consiglio...
Presidente - Colleghi, però davvero, non si riesce a seguire una parola di quello che sta dicendo il collega, per cortesia...
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - ...tanto poi voteranno a favore, quindi...
Dicevo che infine crediamo che si debba affrontare una questione più volte proposta in questo Consiglio e sulla quale sono sempre state date delle risposte piuttosto vaghe: quella relativa al rinnovo e all'acquisto di macchinari, da parte dell'USL...di macchinari per la radiodiagnostica e di adeguamento di alcuni locali destinati ad ospitarli; la delibera è questa: è la 1240 del 2010. Come già evidenziato nel corso della precedente legislatura da parte dei colleghi Morelli e Donzel, l'USL, nel 2010, deliberò l'aggiornamento di alcuni software, l'acquisto di alcuni macchinari, degli ecografi, delle TAC, delle risonanze magnetiche, dei macchinari radiologici, e alcune opere di riadeguamento strutturale in un'unica deliberazione, questa deliberazione, la 1240 del 2010, per un impegno di spesa complessivo di circa 14 milioni di euro, in un'unica deliberazione! Di questi 14 milioni una parte servì per il cosiddetto "upgrade", cioè per l'aggiornamento dei programmi di alcuni software operativi, ma una buona fetta per il rinnovo del parco macchine e per lavori di riadeguamento dei locali, in previsione appunto dei suddetti macchinari. Oggi che i tempi d'attesa di molte prestazioni effettuate proprio con quei macchinari di altissima precisione sono esplose?
Presidente - No, scusate, continuiamo a non esserci...abbiate pazienza, ma davvero non si riesce a seguire! Portate pazienza, un po' di silenzio!
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - ...vado avanti?...dicevo che oggi che i tempi d'attesa sono esplosi, i tempi d'attesa di prestazioni effettuate con quei macchinari sono esplosi, è necessario capire se quella spesa francamente enorme - parliamo di 14 milioni di euro, non parliamo di noccioline - fu fatta con accortezza, se cioè si seguirono nella procedura criteri di efficacia, efficienza ed economicità e, soprattutto, se l'acquisto fu fatto in totale ottemperanza alle norme vigenti.
La preghiamo, adesso, Assessore...magari se ci risparmia la "beatificazione" di questi macchinari, l'abbiamo già sentita da parte dell'Assessore Lanièce ben due volte, sono macchinari splendidi, che portano...eh, leggo le interpellanze, leggo i testi, ed è stato fatto un peana due volte dall'Assessore Lanièce su questi macchinari, nessuno mette in discussione la qualità. Piuttosto chiediamo, se proprio vuole anticipare ciò che dovrebbe dirci questa cosiddetta "autorità indipendente" che abbiamo indicato come autorità che dovrebbe fare delle verifiche, degli accertamenti, di spiegarci il motivo per cui si decise di non fare una gara d'appalto aperta per l'acquisto di un certo numero di apparecchiature per le opere edili necessarie all'installazione delle suddette...può anche dircelo in commissione, quindi.
Per chi non avesse letto la delibera 1240 del 2010, potrebbe essere interessante un piccolo excursus. Allora, l'USL, nel 2010, decise di dare direttamente alla ditta Ge Medical Systems l'incarico di fornire i software di aggiornamento di alcuni macchinari, TAC e risonanze magnetiche per lo più, di marca "Ge Medical"; ma in più, con quella delibera, l'USL decide di acquistare diverse apparecchiature nuove, alcune in sostituzione di quelle di marca Ge Medical acquistate solo qualche anno prima, ma evidentemente già vecchie da rottamare. In più, siccome la Ge Medical ha nella sua ragione sociale anche la possibilità di intervenire nella parte edile, l'USL ritenne di non dover fare una gara d'appalto sopra soglia, e infilò anche le opere di riadeguamento strutturale nella delibera 1240. Si noti che il costo delle sole opere è di 3 milioni di euro...anzi, mi correggo, non si trattò dell'acquisto di macchinari, ma del noleggio...sì, perché in quella delibera l'USL noleggiò le attrezzature con un pacchetto full risk - manutenzione compresa, tanto per intendersi - con l'opzione, pensate, di poterle riscattare al termine del triennio, cioè il 31 luglio del 2013, al "modico" costo di 500 mila euro! Quindi 14 milioni di euro investiti, di cui circa 10 di macchinari...l'opzione è: io te la noleggio, ma se tu la vuoi al termine del triennio me la riscatti al modico costo di 500 mila euro! Ma non è finito qua! E nel qual caso, cioè nel caso in cui l'USL decidesse per il riscatto, con un impegno senza scadenza - voi immaginate come fanno le delibere in USL! - di oltre 1 milione di euro l'anno per la manutenzione e l'assistenza tecnica!
Capisco che non è facile da capire questa cosa, ma di fatto siamo davanti a un noleggio per quasi 11 milioni di euro, con un'opzione di acquisto, dopo 3 anni, a fronte di un riscatto di mezzo milione di euro e di un impegno - non saprei se definirlo per cosa futura o per il futuro - di corrispondere un canone annuale, finché vita non separi la Radiologia dai suoi macchinari, per la manutenzione dell'intero parco apparecchiature, ma quello oggetto del contratto, non gli altri macchinari. Notare che la delibera impegna l'USL, ovvio, solo nel caso del riscatto, ma è più che evidente che l'USL non può far nient'altro che riscattare dalla Ge Medical, visto che tra l'altro la Ge Medical ha il quasi monopolio all'interno della Radiologia delle apparecchiature sia di radiologia, e adesso anche di medicina nucleare...è stata acquistata anche una PET dalla Ge Medical. Dicevo che la delibera 1240 obbliga l'USL a un vincolo pressoché infinito con la Ge Medical; su quella delibera non c'è scritto un termine: vuol dire che al 31 luglio 2013, nel caso di riscatto, l'USL si impegna - fin non si sa quando - a pagare più di 1 milione di euro all'anno di canone di manutenzione; una sorta di "matrimonio di interesse", direi! E, se non bastasse, oltre al noleggio l'USL dà in affidamento diretto a Ge Medical anche 3 milioni di opere di adeguamento dei locali propedeutiche all'installazione delle apparecchiature.
Devo dire che il suo predecessore, Assessore, il dottor Lanièce, su questo aspetto ha un po' nicchiato quando gli è stata posta la domanda dal collega Donzel, se non fosse stato il caso di fare almeno una gara pubblica per questi interventi edilizi, e parlo di un pacchetto completo, in questo caso... Immagino che anche lei, come il suo predecessore, vorrà confermare che la disciplina degli appalti permette i conferimenti diretti sopra soglia quando, dice la legge: "il cambiamento di fornitore obbligherebbe la stazione appaltante ad acquisire materiale con caratteristiche tecniche differenti, il cui impiego, la cui manutenzione comporterebbe incompatibilità o difficoltà tecniche sproporzionate". Cioè la legge sugli appalti dice: se l'onere di cambiare fornitore è eccessivo, non è possibile cambiare fornitore perché i macchinari, la manutenzione, i software sono di quella marca - adesso abbiamo creato una monomarca all'interno della Radiologia -, per un triennio puoi rinnovare il contratto sopra soglia in via diretta. Le faccio notare e vi faccio notare che qui non parliamo solo di software o di qualche piccola attrezzatura, ma praticamente del rinnovo del parco macchine della Radiologia.
Peraltro io non so se vincolarsi a un'unica marca all'interno di un sistema come quello radiologico sia così conveniente, questo vuol dire che la Ge Medical, così come la Siemens per altre situazioni, potranno, a un certo momento, in virtù di questo monopolio, magari dettare delle condizioni anche diverse, forse la differenziazione sarebbe anche opportuna. E soprattutto la cosa che lascia un po' basiti sono questi 3 milioni di opere edili affidati direttamente, 3 milioni di opere edili che magari qualche impresa locale avrebbe potuto attribuirsi con degli appalti, magari a prezzo inferiore, e magari avrebbe potuto fare quelle operazioni che ha fatto la Ge Medical o i suoi muratori avrebbero potuto farle altrettanto bene, magari sotto la guida della direzione della Ge Medical.
Colga quindi l'occasione, Assessore, per fare chiarezza una volta per tutte, approfitti di questa mozione per farsi un'idea di come sono andate veramente le cose, attraverso l'ausilio di soggetti che non hanno collegamenti con i fatti di casa nostra, e vedrà che sarà contento anche lei. Io so che esiste un articolo, l'articolo 45 della legge 5 del 2000 che prevede che la vigilanza sia in capo alla Regione...possiamo ragionarci. Certo, che se a vigilare sono gli stessi che fino a ieri hanno giustificato i risultati e hanno giustificato questa deliberazione e questo sistema diffuso della libera professione, credo che i risultati finali non potrebbero e non potranno che essere gli stessi che ci sono stati raccontati negli anni passati. Grazie.
Presidente - Grazie collega. Possiamo aprire la discussione generale. Ha chiesto la parola la collega Morelli.
Morelli (ALPE) - Grazie Presidente.
Immagino che al Senatore Lanièce stiano fischiando le orecchie, perché su queste problematiche, così ben illustrate nel dettaglio e con cognizione di causa da parte del collega Guichardaz, già nella scorsa legislatura ci eravamo soffermati.
Questa mozione va proprio nel senso duplice di riprendere alcune tematiche importanti: di contribuire, da una parte, con il nostro modesto contributo, a porre soluzioni al problema delle liste d'attesa, problema che penalizza i pazienti valdostani, condizionato in modo particolare, in questo periodo, da una riduzione delle risorse; ma ha anche la funzione, questa mozione, di fare chiarezza su alcune problematiche, già più volte sollevate in quest'aula, che alle liste d'attesa sono connesse, e mi riferisco alla LPA, la Libera Professione Aziendale, quella modalità di servizio reso dai medici a favore dell'azienda USL, istituita con una delibera del 2006; una delibera in cui, in modo molto chiaro, la LPA veniva presentata come un'opportunità per arginare una momentanea situazione di stringente necessità, tant'è che nel deliberato si dice chiaramente che il ricorso alla LPA non deve diventare un modo per sopperire a mancate riorganizzazioni, né deve svuotare altri istituti contrattuali. E si aggiunge, opportunamente, che deve venire prestata la massima attenzione nel legittimare la remunerazione di attività aggiuntive e che gli eventuali trattamenti economici aggiuntivi e a favore del personale, rispetto a quelli contrattuali, devono essere utilizzati solo per le prestazioni indispensabili all'espletamento delle attività previste. È scritto nero su bianco in questa delibera e si capisce bene che la libera professione a favore dell'azienda era stata istituita e andava intesa come una misura eccezionale: questo era lo spirito di quella delibera; misura eccezionale che poi è stata regolarmente applicata per tutta la scorsa legislatura, fino a che - come ha ricordato bene il collega Guichardaz - la Corte dei Conti ha determinato, insomma, lo stop di questa modalità.
Con questa mozione, che tutti i gruppi di minoranza hanno sottoscritto, noi chiediamo anche che si faccia chiarezza su quelle dinamiche umane, ahimè, che possono essere indotte da una modalità di servizio che poteva in qualche modo indurre i medici a...come dire? a privilegiare il servizio reso nelle condizioni più redditizie. Noi crediamo che sia opportuno fare chiarezza su questi temi e siamo certi che l'Assessore Fosson, che ci sembra aver già voluto prendere di petto alcuni argomenti, alcune problematiche importanti, siamo certi che capisca perfettamente il senso di queste nostre richieste. E, infine, si chiede anche di fare chiarezza sull'ultimo punto della mozione, quello relativo alla modalità di fornitura di tutta l'attrezzatura del reparto della Radiologia, che già nelle scorsa legislatura era stato oggetto di interpellanze proposte da parte nostra, e che non aveva avuto risposte soddisfacenti; perché, se da una parte ci era stato detto che la delibera rispondeva pienamente ai canoni della normativa sugli appalti pubblici, non ci sembrava che, comunque, quello fosse il metodo corretto per acquisire, da parte dell'USL, tali forniture.
Riteniamo quindi che questa mozione sia una mozione importante, che serve a fare chiarezza, che serve a rendere le decisioni dell'amministrazione pubblica, che vanno ad incidere direttamente sulla salute dei cittadini, più trasparenti. E, quindi, naturalmente, come gruppo di ALPE, abbiamo dato convintamente il nostro sostegno a questa mozione. Grazie.
Président - Merci. Il y a quelqu'un d'autre qui souhaite intervenir sur cela? A demandé la parole le collègue Fabbri.
Fabbri (UVP) - Merci Madame.
Siamo innanzitutto lieti che sia stata archiviata l'inchiesta citata nella mozione, che era stata aperta, a suo tempo, da parte della Corte dei Conti. Questo però non significa che non manifestiamo un grande interesse, da parte nostra, su tutta una serie di questioni poste nella mozione che riguardano il dilatarsi dei tempi d'attesa, soprattutto in Radiologia, già così ben descritti dal collega Guichardaz e il tema delicato dell'acquisto delle attrezzature tecniche e del loro utilizzo. Anche qui, è già stata abbondantemente descritta la famigerata delibera 1240 in cui erano state acquistate queste apparecchiature estremamente delicate, estremamente tecniche ed estremamente costose. Risulta infatti che questi macchinari così costosi divengano rapidamente obsoleti, e sarebbe quindi molto grave se non venissero utilizzati al massimo della loro potenzialità, ragione per cui urge riprendere il discorso dell'ampliamento degli orari di utilizzo da parte del personale convenzionato, restando fermo che questo deve essere fatto nell'ottica esclusiva del miglioramento del servizio al cittadino e per abbattere le liste d'attesa. Inoltre bisogna prestare la massima attenzione alla corretta gestione contrattuale degli incarichi affidati e del personale utilizzato a tale scopo, come, anche qui, il collega Guichardaz ha evidenziato nel suo discorso.
Grave è infatti, su questo come su altre questioni, il rapporto fra sanità pubblica e il settore privato, così come è grave anche il doppio incarico previsto per alcune categorie mediche. So, comunque, che su questo settore ci si sta attivando. Certamente questa mozione impatta su un settore, quello sanitario, che resta il più grande capitolo di spesa nei bilanci pubblici. Non per nulla, già nella scorsa legislatura, la II Commissione predispose un approfondimento proprio sul cospicuo capitolo della spesa sanitaria. Esiste la necessità di riflettere, sempre di più, sui costi standard e sulle zone dove operare risparmi importanti, poiché l'autofinanziamento, da cui dipende la nostra sanità, impone degli atteggiamenti virtuosi. Ed è proprio su questo principio dell'autogoverno di un settore così importante, come quello della sanità, che dobbiamo giocarci la salvaguardia della nostra autonomia, così spesso osteggiata ed incompresa.
Solo con politiche sanitarie efficaci e sostenibili potremo dimostrare che l'autonomia non è un privilegio, ma che è il miglior modo per rispondere alle esigenze dei cittadini. Da questo punto di vista, mi pare di intravedere un atteggiamento in cui bisognerebbe confrontarsi fin da subito: mi riferisco al rapporto con il territorio, che poi è l'interrogativo di fondo dell'indirizzo politico e amministrativo della sanità. Mi spiego: con la chiusura delle microcomunità per anziani in alcuni comuni, e poi già si parla della revisione degli asili nido e dei costi standard degli asili nido, si nota una filosofia del risparmio fatta di accentramenti, nell'ottica dell'economia di scala e, in certi casi, della volontà di riportare al centro una serie di prestazioni. Da questo punto di vista, dovremo anche vigilare, riparlare e riconsiderare le dimensioni della nuova struttura ospedaliera di viale Ginevra.
Noi chiediamo cautela, convinti come siamo che il decentramento intelligente, efficace e sostenibile, sia in linea con il presidio del territorio montano, che è poi la ragione che giustifica quei sovracosti che noi rivendichiamo per discostarci dalla logica nazionale dei costi standard. Per questo chiediamo coerenza sull'argomento e una discussione vera sul tema per evitare che il sistema sanitario sia impoverito, non solo dai tagli, ma anche dal venir meno di quella logica di distribuzione territoriale dei servizi che è stata a lungo un nostro vanto. Certamente tutto questo deve tener conto dei bilanci, della ristrettezza dei bilanci. Non si chiede certo l'impossibile, non si chiedono promesse che non possono essere mantenute; si chiede però un costante, vero e condiviso confronto su quello che sarà l'inevitabile nuovo assetto della politica sanitaria e sociale della Valle.
Un primo ed importante passo in questa direzione lo recepiremo nell'accoglimento da parte del Consiglio di questa nostra mozione, la cui ragione di essere è quella di dissolvere in modo totalmente limpido i dubbi - come diceva prima, sempre il collega Guichardaz - e le lamentele che troppe volte i nostri cittadini esprimono nel constatare i tempi d'attesa di alcune prestazioni. Grazie.
Président - Il y a quelqu'un d'autre? On est en discussion générale. Pas d'autres? On peut fermer la discussion? La discussion est fermée. Pour la réplique, la parole à l'Assesseur Fosson.
Fosson (UV) - Merci Présidente.
Vorrei fare una premessa che mi sembra giusta, volendo instaurare un rapporto corretto, comprendo anche un certo scetticismo su questo tema. Quello che volevo dire è che tutto quanto aiuta, serve ad una maggior trasparenza ed efficienza, è ben accolto da noi e ne discutiamo ben volentieri. Non c'è nulla da nascondere, per cui tutto quello che è trasparente, preciso e portato avanti con correttezza ci trova disponibili, certo nel rispetto della legalità. Dai banchi del Consiglio è pervenuta una richiesta di rispettare tutto quanto è nella legalità. Già nell'interpellanza di ieri, ho detto questo: noi siamo d'accordo a intraprendere questa strada, però con i paletti della legalità e con quello che le leggi prevedono.
Le liste d'attesa sono un problema, e l'ho già detto in una precedente interpellanza; sicuramente sono un indicatore importante dell'efficienza di un sistema. Devo dire che, in questo periodo, per i fatti che ho già esposto rispondendo alla collega Morelli, era proprio questo: è saltato un sistema e le liste si sono dilatate. Noi non ci laviamo sicuramente le mani su questo, sono mesi che ci lavoriamo, senza pause estive, e abbiamo detto proprio nell'interpellanza, sia di risposta al Consigliere Ferrero che alla dottoressa Morelli, che bisogna impostare un nuovo sistema con un nuovo percorso. Le liste, per fortuna, in certi settori - e l'ha riconosciuto correttamente Guichardaz - stanno diminuendo. Il mio impegno con Morelli è stato che, il 31 dicembre di quest'anno, tutto quanto è senologia rientrerà nella normalità come ho detto, anche con lo screening, perché se certi appuntamenti vengono dati a due anni dallo screening, bisognerà che si mantengano in questo modo.
Ringrazio il collega Fabbri quando dice che la Corte dei Conti ha archiviato. È stato un procedimento che ci ha scosso, perché noi pensiamo che ci fosse un presupposto corretto, poi forse...non è stato compreso in un modo ma viceversa in un altro, la delibera prevedeva anche una sorveglianza, in un percorso, comunque, che in altre parti è stato fatto. Se voi andate a vedere la delibera del Veneto, tra l'altro elogiata dal Presidente Napolitano, fissa una libera professione a cento euro all'ora per tutti. Io mi propongo sempre di venire in commissione a parlare di queste cose, di questa archiviazione, che è stata, permettetemi, un'archiviazione che è stata una transazione. Il merito del dottor Ardissone è grande, ma soprattutto di tutti, anche del Procuratore della Corte dei Conti, che ha ridotto notevolmente queste supposte pretese di danni.
Adesso però dobbiamo aprire una strada nuova che, come ho detto nei commenti, sarà una strada di trasparenza, condivisa, e in cui si prevedrà una quota di LPA uguale per tutti: si dovrà fare anche una legge perché non sarà più sufficiente una delibera, iniziando un percorso nuovo, chiaro e trasparente. Poi di questa sentenza che sancisce un percorso nuovo, vengo volentieri a parlarne in commissione, anche perché dobbiamo condividere un percorso successivo. È stato anche detto correttamente: le liste d'attesa si sono dilatate, il problema è di tutti gli ospedali d'Italia. Il direttore della Società Italiana di Radiologia, professor Faretti, ha recentemente detto che il 40 percento delle prestazioni radiologiche sono inappropriate, 40 percento, e questo si porta dietro tutti dei costi legati alla medicina difensiva, ma soprattutto anche di danno al paziente, perché il paziente, ripetendo una mammografia ogni sei mesi, si sottopone a radiazioni, e quindi è a rischio maggiore di insorgenza...addirittura di tumore.
La Radiologia di Aosta, solo con l'orario istituzionale, svolge il 40 percento di più dell'attività di altre radiologie, questo è accertato. Certo che noi dobbiamo lavorare molto sull'inappropriatezza. Il discorso di chi ha citato i medici di famiglia è molto corretto, perché bisogna con loro impostare le linee guida, perché certe cose sono corrette e certe cose non sono corrette. Rimane sempre l'aspetto nella classificazione "urgente". Il medico di famiglia, qualora scriva sulla sua ricetta "urgente", in 7 giorni la prestazione deve essere fatta, e se non è fatta ce lo segnalate.
Sulle altre segnalazioni io vorrei dire subito una cosa: lei ha parlato della delibera del 2010, una delibera che, come ha detto giustamente, è stata sottoposta all'organo di vigilanza, che è la Regione, che si è espressa in un certo modo. Su questa delibera è la prima segnalazione che ho, però su questo mi permetto di dire che noi vigiliamo soprattutto da adesso, e imporremo sicuramente una libera professione corretta, regolamentata con una legge per la quale tutti quelli che fanno l'LPA timbreranno, e senza autocertificazioni.
Su una delibera del 2010, su cui l'organo di controllo, permettetemi, si è già espresso, io non voglio dire molto. Se ci sono delle affermazioni di irregolarità non sono certo io, in questo momento, permettetemi, che posso esprimermi in questo senso. Quello che posso dire è che il nostro sistema prevedrà sicuramente degli appalti, là dove possibile, dove non c'è solo una ditta che fabbrica un prodotto. In questo senso sono d'accordo che una riduzione di risorse produrrà delle sofferenze, ma ci permetterà anche di ristrutturare il settore e renderlo ancora più efficiente, soprattutto per rispondere alla domanda di trasparenza dei cittadini.
Mi permetto di dire che la mozione era formulata, soprattutto negli impegni, in modo non chiaro, non si capiva cosa vuol dire "gli esperti"...io che non faccio l'avvocato e non ho mai voluto fare l'avvocato, mi sono fatto fare un parere dal nostro legale: "Ai sensi dell'articolo 2 del decreto, spetta - della 502 - alle Regioni individuare con propria normativa le modalità di vigilanza e controllo. Per quanto riguarda la Valle d'Aosta, le modalità di controllo sull'organizzazione e sulle attività, sulla gestione dell'USL sono disciplinate dagli articoli 44 e 45 della legge 5 del 2000, ai sensi dei quali il controllo sull'organizzazione e sull'attività e sulla gestione dell'azienda è esercitato dalla struttura regionale competente in materia sanità, salute e politiche sociali, che provvede al controllo preventivo sui soli atti fondamentali, stante l'autonomia organizzativa in cui l'azienda è titolare, che in determinate circostanze può procedere mediante ispezioni su fatti oggettivi e circostanziali, nonché mediante richiesta di informazioni ed esibizione di documenti". Appunto per questo, il legale diceva che la mozione, così formulata, rispetto ai due esperti esterni, si configurava quasi come una commissione d'inchiesta esterna, e questo non può essere accoglibile, essendo volta ad introdurre una modalità di controllo non prevista e priva, pertanto, di fondamento normativo.
Come dico, di queste affermazioni e di questo "matrimonio di interesse", eccetera, l'organo di vigilanza si è già espresso e, se qualche cosa non convince, non saremo certo noi ad eludere tutto ciò. Proprio per trasparenza, voglio ricordare alcune cose: che proprio per rendere il sistema delle liste d'attesa il più obiettivo e vigilato possibile, abbiamo presentato e costruito un osservatorio, in cui per la prima volta sono stati inserite due associazioni di volontariato. Adesso, stiamo mandando le lettere alle varie associazioni di volontariato perché ci diano la loro disponibilità, e queste associazioni saranno disponibili a verificare con oggettività quanto è successo.
La risposta agli impegni sulle liste d'attesa è stata qui molto chiara, nel senso che ho detto che entro il 31 dicembre ci sarà una regolarizzazione di tutto quanto è stato la senologia e che, nel mese di giugno del 2014, presenteremo una nuova modalità di screening. Ecco quindi che...mi permetto ancora di sottolineare un passaggio che forse ieri non è stato percepito...che dal primo gennaio di quest'anno, interpretando in modo molto stretto il decreto Balduzzi, l'intramoenia verrà effettuata soltanto nelle strutture pubbliche, soltanto in strutture dell'USL.
Io rispondo quindi a questa interpellanza che mi trova perfettamente d'accordo nell'esigenza di maggiore trasparenza, di verifica, e sulle modalità applicate che sono basate su presupposti di legalità, chiedendovi di introdurre un emendamento con cui l'Assessore si impegna a riferire in V Commissione, e con l'osservatorio - quando sarà pronto -, e coi tecnici, su tutto quanto accade in merito alle liste d'attesa, sugli acquisti e sul sistema di controlli che verranno fatti dall'assessorato. Per tutto il resto, capite, ci sono delle altre autorità, comunque io non nego che venendo in V Commissione, quando e come volete voi, con gli esperti potremo in quella sede discutere e approfondire. La trasparenza delle liste di attesami è molto chiara e, soprattutto il discorso di vedere e di progettare insieme questa nuova modalità dell'LPA, sarà sicuramente un discorso che darà ancor maggior trasparenza ed efficienza.
Quindi, la maggioranza propone un emendamento sostitutivo alle indicazioni in cui l'Assessore si impegna a venire in commissione e a decidere con la commissione che percorsi intraprendere. Grazie.
Presidente - Grazie. Altri? La parola al collega Guichardaz.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Questa, credo, sia una di quelle mozioni sulle quali la contrapposizione politica può non essere utile. Lo dico in premessa e spiego anche, se vogliamo, un po' il contenuto della nostra mozione. Quando io parlo, quando noi parliamo, di "indagine indipendente"...la modalità, la tipologia, le indicazioni relative a questa indagine indipendente ce le potete proporre anche voi. Indagine indipendente significa - l'ho detto prima - che se le stesse persone, le stesse autorità che hanno fino ad ora giustificato situazioni come queste, cioè hanno giustificato una LPA che è stata...beh, dirigenti...alcuni ci sono, altre persone all'interno dell'Assessorato che hanno in qualche maniera avallato questo tipo di sistema...perché io ho assistito a parecchie riunioni, riunioni in cui si parlava di libera professione, e devo dire che questa LPA sembrava fosse la cosa più normale del mondo, anche se estremamente sopravvalutata. Quindi quando si dice "indagine indipendente" significa trovare un sistema affinché ci siano le garanzie e le certezze che chi valuta valuta senza essere condizionato da giudizi già espressi, perché altrimenti sarebbe come smentire sé stessi; si possono trovare in varie maniere, lo sappiamo, anch'io lo so, l'ho citato l'articolo 45 che lei mi ha descritto molto bene, sappiamo che esiste un'attività di vigilanza, la possibilità da parte dell'Assessorato di mandare degli ispettori, si parla di ispettori in termini generici, quindi vuol dire che su questo tema, secondo me, è giusto che ci sia quanto meno un approfondimento.
Quindi, rispetto a questa cosa, personalmente devo dire che, secondo me l'audizione in commissione, se non è supportata da un opportuno approfondimento, può anche non servire, cioè si può fare un'audizione in commissione - questo lo lancio lì - dove si stabilisce anche un programma relativo alla definizione appunto dei nessi causali tra la libera professione e l'aumento, la diminuzione delle liste d'attesa, cioè quegli studi che sostanzialmente ci sono stati negati nella legislatura passata, e sono stati negati anche ai sindacati che, negli anni passati, chiedevano degli approfondimenti.
Riguardo poi alla delibera...la 1240 del 2010, è vero che è storia passata, però è una storia passata che lascia degli strascichi non indifferenti, nel senso che quell'impegno che io vi ho raccontato, ha ancora degli effetti oggi.
La questione dei 3 milioni di euro per le opere edili, scusate, ma io credo che sia doveroso da parte di chi vigila, da parte nostra, cercare di capire se quei 3 milioni che si spesero allora e continuano ad essere pagati attraverso dei canoni semestrali, sono soldi che vengono...diciamo contabilizzati non nel 2010, ma sono contabilizzati nel tempo, quindi fanno parte ancora di un capitolo di bilancio e di un bilancio che è il bilancio attuale. Io so che su quest'aspetto è stata fatta anche da parte, mi sembra della direzione amministrativa USL, una rinegoziazione del canone con la Ge Medical Systems... (tra l'altro, rinegoziazione...io non sono riuscito a estrapolare la delibera dal sito dell'USL, è una di quelle delibere che non compare, cioè non viene fuori, magari è un difetto, è un problema di software...) Per cui, su questa cosa, secondo me, potrebbe essere arrivato il momento di fare chiarezza, cioè cercare di capire, senza necessariamente voler fare o voler emettere delle sentenze, se quella procedura fu fatta correttamente, anche solo per mettere un blocco, per cercare di dare uno stop alla consuetudine o alla proroga magari di certe modalità che non sono, a mio parere, del tutto opportune.
Quando io ho parlato di "matrimonio di interessi", non è che ho detto che ci sono degli interessi di chissà che genere tra la Ge Medical e la Radiologia...dico che, nel momento in cui si crea una situazione di monogamia all'interno di un reparto, quando le parlavo della "monomarca", crea per forza un matrimonio indissolubile tra chi ha la manutenzione, tra chi ha fornisce gli aggiornamenti e il reparto...secondo me bisogna differenziare! Vi faccio un esempio: ho provato a tirar fuori, non so, magari non è la stessa marca, ma la procedura d'acquisto, l'offerta che fece Ge Medical per una mammografia sistema fisso e sistema mobile fu un'offerta di 1 milione e 36 mila euro per un macchinario, con una scontistica del 66 percento! Questo mammografo fu pagato all'incirca 280 mila euro. Io sono andato sul sito di CONSIP, ho digitato "mammografo", e mi è venuto fuori "mammografo digitale diretto, configurazione minima"...poi possiamo aggiungerci work-station di refertazione e sistemi l costo di 70 mila euro! Cioè noi, con una scontistica del 70 percento, abbiamo comprato 3 anni fa un mammografo, o comunque lo abbiamo noleggiato, al prezzo di 286 mila euro! Allora, quando io dico che certe procedure vanno approfondite...perché non parliamo di noccioline, parliamo di soldi che sono stati utilizzati per acquistare dei macchinari, senza nulla togliere all'altissimo livello della nostra Radiologia, ma io penso che sull'acquisto degli apparecchi biomedicali, delle forniture, vada fatto un ragionamento molto accorto, vada fatto un ragionamento accorto che tocca, per esempio, anche argomenti come quelli del mercato elettronico, la possibilità di accedere ai siti di acquisto nazionali, e via dicendo.
Ora, questo è un tema che può servire come riflessione, come punto di partenza, per cercare di capire dove è possibile risparmiare, dove è possibile razionalizzare senza creare disagio, senza aumentare ulteriormente i disagi a carico degli utenti, perché adesso metteremo il ticket di 10 euro sulle prestazioni...perché 20 milioni non sono pochi, bisognerà trovare un sistema! Io spero che essere, più parchi, magari più attenti negli acquisti, possa limitare il ricorrere a degli strumenti a carico di utenti e, ricordo, generalmente utenti malati...poi abbiamo parlato dell'appropriatezza...io sono d'accordo, bisogna fare un ragionamento anche sull'inappropriatezza delle prestazioni, ma qui non è colpa degli utenti! L'utente magari ti propone, ti dice: "io avrei bisogno di farmi una TAC"...quanti di noi sono andati dal medico e si son fatti le autodiagnosi e i medici hanno obbedito perché non è sempre facile dire di "no" ai propri pazienti...però bisogna fare anche un ragionamento sull'appropriatezza.
Secondo me, questa è una mozione che dà l'occasione a tutti noi di poter aprire dei ragionamenti seri, un'analisi seria, un'indagine seria, che ci servirà poi nel futuro per cercare di tamponare al massimo i disagi a carico dell'utenza. Grazie.
Presidente - Prego, collega Guichardaz.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - ...se è possibile una sospensione, giusto per ragionare. Voi avete già il testo dell'emendamento emendato?
Presidente - Ha la parola l'Assessore Fosson.
Fosson (UV) - L'emendamento prevede che l'Assessore si impegna a coinvolgere la V commissione per discutere e monitorare le liste d'attesa. Il decreto Balduzzi, per esempio, adesso fissa dei termini ben precisi tra quello che è il privato e il pubblico - e potremmo discutere di tutte le cose, e nella maggior trasparenza, da adesso in poi in qualità di esponente di una Giunta che prevede certi percorsi di riforme sanitarie. Questo è l'impegno che sostituisce le cose precedenti, e questo è quello che noi proponiamo a voi.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Morelli.
Morelli (ALPE) - Grazie Presidente.
Sì, giusto per chiedere che l'emendamento venga formalizzato con un passaggio proprio formale e che ci sia il tempo di una sospensione per concertare la posizione della minoranza. Grazie.
Presidente - Il Consiglio è sospeso per 10 minuti.
Si dà atto che i lavori sono sospesi dalle ore 19,44 alle ore 19,59.
Rini (Presidente) - Bene, possiamo riprendere i nostri lavori, colleghi. Credo che sia stato raggiunto l'accordo sull'emendamento...sul testo emendato che ci è stato presentato, e che cita (ve lo leggo): "impegna l'Assessore alla Sanità a riferire nella Commissione consiliare competente in merito a tutte le problematiche relative alla LPA in ospedale".
Ha chiesto la parola il collega Guichardaz.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Chiedo scusa, ci siamo solo dimenticati di segnalare "entro 15 giorni"...l'Assessore era d'accordo, aggiungerei "entro 15 giorni"; quindi le diamo un carattere di urgenza. Grazie.
Presidente - Se tutti sono d'accordo...va bene? Va bene. Possiamo mettere in votazione? La votazione è aperta. Votate colleghi. Tutti hanno votato? Chiudiamo la votazione.
Presenti: 35
Votanti: 35
Favorevoli: 35
Il Consiglio approva all'unanimità.
