Oggetto del Consiglio n. 207 del 23 ottobre 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 207/XIV - Approvazione di mozione: "Iniziative per la realizzazione degli appalti di raccolta e trasporto di rifiuti urbani per aree omogenee".
Presidente - Per l'illustrazione, la parola al collega Nogara.
Nogara (UVP) - Merci Président.
Il decreto legislativo 152/06, all'articolo 200 delinea l'organizzazione, secondo ambiti territoriali ottimali, per la gestione integrata dei rifiuti, con la creazione degli ATO.
Ora noi, qui, in Valle, ci troviamo, per quanto prevede la legge regionale - la 31/07 - con l'ATO che è l'intero territorio regionale e la suddivisione in subATO, che sono le Comunità montane e il territorio del Comune di Aosta. È logico che se i subATO sono organizzati per Comunità montana ci troviamo nella stessa Comunità montana ad avere delle realtà non omogenea, soprattutto per la tipologia della raccolta dei rifiuti. Volevo fare un esempio, si può prendere qualsiasi Comunità montana; prendendo per esempio la Comunità montana dell'Evançon, troviamo il Comune di Ayas che si è dotato di Moloch seminterrati; il Comune di Brusson, con i due Comuni di Challand, che hanno la differenziata classica, la differenziata con le casette e i Comuni del fondovalle che invece fanno il "porta a porta".
Ecco, è chiaro che questi subATO hanno approvato un piano ed è normale che questi piani prevedano, in posti del genere, delle raccolte differenziate, perché è impensabile che nel Comune di Ayas si faccia un "porta a porta", che nei Comuni turistici si faccia "un porta a porta", e invece è importante nel fondovalle si possa fare questo tipo di raccolta. È chiaro che qui troviamo tutto, tranne che aree omogenee, ma l'assurdo non è tanto nelle Comunità montane, l'assurdo è che due subATO confinanti del fondovalle fanno due appalti diversi, pur usando lo stesso modo di raccolta dei rifiuti, con chiaramente un normale aumento dei costi. Visto che la legge permette appalti congiunti tra subATO, l'Amministrazione regionale, in questo caso, dovrebbe svolgere il ruolo coordinamento e sponsorizzazione di queste iniziative.
Un altro esempio l'abbiamo avuto con il Comune di Sarre, che aveva espresso l'intenzione di collegarsi con il Comune di Aosta per usufruire del "porta a porta" ed ha avuto il parere negativo della Comunità montana, perché chiaramente aveva approvato un piano che non prevedeva il "porta a porta". Un'altra dimostrazione di mancanza di coordinamento è proprio di questi giorni, quando il Comune di Aosta butta nella pattumiera il "porta a porta", sponsorizzato per anni, facendo una fuga in avanti, dichiarando, per voce dell'Assessore Donzel, di una raccolta rifiuti fatta in un certo modo, con gli ecocentri, nel centro storico di Aosta; fa un passo indietro sul "porta a porta" sostituendolo con un sistema di isole tecnologiche e, per quanto concerne la frazione umida, la stessa dovrebbe essere conferita fuori Valle. Io non dico che questo sia un sistema sbagliato, di questi ecocentri, di queste isole tecnologiche; si è parlato di schede, schedine per portare...ognuno avrà la sua scheda...non dico che sia sbagliato questo, ma mi sembra che in queste cose si evidenzi una mancanza di organizzazione, una mancanza di organizzazione con conseguente spreco di soldi.
Queste situazioni dovrebbero far riflettere su una posizione che dovrebbe prendere l'Amministrazione regionale ed è per questo motivo che si chiede l'impegno, da subito, alla Giunta regionale, a intraprendere tutte le iniziative necessarie per consentire la realizzazione di appalti di raccolta e trasporto di rifiuti urbani, per aree omogenee dal punto di vista morfologico e della densità abitativa, e differenziate all'interno delle singole suddivisioni amministrative e di subATO. Si vede proprio che, in questo momento, in tutte le Comunità montane ci sono proprio dei modi differenti di agire. L'Amministrazione regionale dovrebbe prendere in mano questa situazione per coordinare e per organizzarsi, soprattutto per quello che è l'umido.
Io spero, Assessore...io l'ho seguita in commissione, quando ci ha parlato appunto di questi problemi...io penso che sia sensibile a questa mozione che abbiamo fatto per risolvere questo problema, che ormai si trascina dopo il famoso "referendum", senza che comunque niente sia stato fatto. Grazie.
Presidente - Grazie. Possiamo aprire la discussione generale. Qualcuno vuole intervenire? La parola al collega Roscio.
Roscio (ALPE) - Grazie Presidente.
È quasi un obbligo, ormai, intervenire quando si parla di "rifiuti". Sì, ci sono diverse cose che vorrei dire. Innanzitutto questa mozione prende origine da un principio ormai sancito a livello comunitario, che è il principio del "chi inquina, paga": questa dovrebbe essere l'idea di fondo a partire dalla quale si incentra il discorso, anche perché, recentemente, l'Assessore Bianchi ha proprio dichiarato la sua preoccupazione in questo senso, nel senso che noi dobbiamo fare le iniziative per riuscire a portare la Valle d'Aosta a un livello di gestione dei rifiuti accettabile, senza gravare troppo sui costi per le famiglie e per la popolazione in generale. Ora, per riuscire ad arrivare ad attuare questo principio...cioè: qual è il rifiuto che costituisce un problema? non è certamente il rifiuto che viene differenziato correttamente, perché quello va a finire ai Consorzi, i Consorzi lo ricircolano alle industrie che ne fanno altri prodotti. Il rifiuto problematico è il rifiuto indifferenziato, è quello che comporta da un lato più trasporti, più problemi di stoccaggio, più problemi di gestione, perché poi va a finire in discarica, non si sa cosa farne; è quello che poi, in ultima analisi, porta al dover costruire impianti grossi come gli inceneritori, grandi impianti di trattamento a freddo, cioè proprio quello che bisognerebbe cercare di ridurre e di evitare.
Un sistema che si è visto funzionare molto bene è quello del far pagare in base alla quantità di rifiuto "cattivo" prodotto, perché questo può anche essere poco bello dal punto di vista etico-morale, però si è visto che la popolazione, gli utenti, quando pagano, quando viene toccato loro il portafoglio sono più attenti alla questione. Il problema è far pagare il giusto. Allora, per far pagare il giusto, bisogna mettere in piedi un sistema di riconoscimento dell'utenza; senza il sistema di riconoscimento dell'utenza io non farò mai pagare il giusto corrispettivo del rifiuto prodotto. Questa cosa, in Valle d'Aosta, dove principalmente c'è la raccolta stradale, è inattuabile, perché mentre con un sistema di raccolta con i seminterrati tipo Moloch io posso, con la calottina, riuscire ad avere la tesserina che mi consente una qualche misura, e con il "porta a porta" questo è ancora più facile, con la raccolta di tipo stradale questo è impensabile.
Ora, siccome la Valle d'Aosta ha questa sorta di anomalia per cui, pur essendo una regione piccola, e quindi costituendo per legge un unico ambito territoriale ottimale, c'è la suddivisione in tanti subATO che coincidono con le Comunità montane e con il Comune di Aosta, la conseguenza qual è stata? La conseguenza è stata che ogni Comunità montana e anche il Comune di Aosta, si sono dotati, ognuno, di un piano di subATO, probabilmente con modalità di raccolta e di gestione molto diverse...tant'è vero che basta guardare gli ultimi accadimenti di cronaca per cui il Comune di Aosta, che fa un subATO a sé, ha deciso di intraprendere una iniziativa che è quella della raccolta dell'organico e del conseguente trasporto fuori Valle, visto che noi non abbiamo un impianto in Valle d'Aosta, creando, immagino, dei problemi...nel senso che il ragionamento del Comune di Aosta è: io ho il "porta a porta", mi viene semplice fare la raccolta anche dell'organico; non essendoci a livello regionale un sistema di trattamento, io vado a portarlo fuori...ovviamente non ci facciamo bella figura, come Regione, su questa iniziativa!
Sarebbe il caso di prevenire queste cose, tanto più che questo problema della suddivisione in subATO era stato evidenziato in maniera chiara, a suo tempo, dai Presidenti delle diverse Comunità montane, che sono stati auditi dalla Commissione speciale sui rifiuti. E i Presidenti delle Comunità montane spesso hanno ricordato come questa suddivisione e la mancanza di coordinamento superiore causavano dei problemi principalmente di costo, nel senso che loro dicevano: se io volessi andare ad attuare un servizio di raccolta "porta a porta" e lo devo fare solo per l'unico Comune della Comunità montana che sta nel fondovalle, devo predisporre un appalto apposta, fare degli accordi apposta...tutto questo va a incidere da un lato sui trasporti, dall'altro sui costi e, in più, gli altri Comuni della Comunità montana non sono contenti, perché si trovano a dover pagare un costo aggiuntivo per una scelta di un Comune solo del fondovalle. Allora questa cosa potrebbe essere superata, anche perché c'è proprio la legge regionale sulle autonomie che, all'articolo 104, prevede che le Comunità montane possano fare degli accordi per il funzionamento ottimale dei loro servizi e, perché no? anche per il servizio di raccolta dei rifiuti potrebbe essere attuato. Questa cosa consentirebbe di sgravare le Comunità montane da un costo e consentirebbe anche di offrire un servizio migliore.
Io immagino che se si potesse fare un appalto di raccolta anche "porta a porta", ma dell'organico, comunque di un certo tipo, nei Comuni del fondovalle, che si assomigliano di più per tipologia di insediamento rispetto a quelli delle alte valli, le Comunità montane ne avrebbero un beneficio, ci sarebbero costi inferiori e ci sarebbero anche meno problemi tra abitanti della stessa Comunità montana a seconda dei territori, perché è evidente che io non posso, non posso...è poco opportuno fare lo stesso tipo di organizzazione del servizio per gli insediamenti del fondovalle che hanno un certo tipo di densità, un certo tipo di transitabilità dei mezzi e, un altro, nei paesini di montagna. Per esempio, io, nel paese di montagna, posso fare tranquillamente l'autocompostaggio, perché ho anche il posto dove smaltirlo; in una località suburbana come può essere Saint-Christophe o Sarre questa cosa è più difficile, quindi sarebbe più facile fare un servizio di raccolta del "porta a porta". Tanto più che, ormai, anche le proposte di leggi, sia a livello europeo, ma anche a livello nazionale...vorrei ricordare, ad esempio, la nuova proposta di legge che è stata depositata per arrivare a rifiuti zero, che prevede la sostituzione degli ATO con gli ARO, che non sono più ambiti territoriali ottimali, ma sono ambiti di raccolta ottimali...quindi questa prospettiva di andare verso ambiti di raccolta ottimali, cioè andare a raccogliere con diverse tipologie, scegliendo le zone che si assomigliano di più, piuttosto che delle suddivisioni amministrative che, alla fine, sono fini a sé stesse. Questa cosa sarebbe consentita anche dalla legge; quello che manca è un impegno, dal punto di vista dell'Amministrazione regionale, che vada in questo senso.
Vorrei ritornare per dire una cosa, nel senso che da quando sono qui mi è stato insegnato che la Regione, come Ente pubblico, non parla per intenti o per parole, ma parla con atti (questo me lo ha insegnato l'Assessore Marguerettaz). Infatti, sono andato a prendermi un atto, un provvedimento dirigenziale del 25 settembre 2013, che mi ha quasi stupito e il provvedimento in questione è il 3965 che proroga la discarica, dove, dopo aver sentito l'Assessore Bianchi dire che stavano lavorando, stavate lavorando per tutta una serie di azioni, per allineare la Valle d'Aosta con le migliori realtà del Nord Italia, per cercare di fare una raccolta degna di tal nome, per portare la gestione a un livello di qualità, io mi vedo ancora scritto, nero su bianco, che siamo ancora in una fase di valutazione tecnico-giuridica per andare a verificare se il biogas della discarica potrebbe comportare dei problemi, proprio per l'apertura o la chiusura della discarica, per via della valorizzazione del biogas. Allora, io mi chiedo: ma che cosa ci azzecca questa cosa qui? tanto più che la legge che è stata modificata con il referendum parla di "ciclo integrato di rifiuti solidi urbani". Allora, il rifiuto solido urbano certamente non è il biogas di discarica, a mio parere! Lo dice anche la lingua italiana, non c'è bisogno di andare a fare aggiornamenti su questa cosa! In più, gestire il biogas che deriva dalla discarica è un obbligo che discende dalle norme nazionali.
La legge regionale, quindi, non può scavalcare le leggi nazionali, deve adeguarsi e basta, ma è di tutta evidenza che un gas non è un rifiuto solido, mi sembra...eh no, per fortuna, dico...quindi perché richiamare questa cosa in un provvedimento dirigenziale? Lo richiama, ma richiama anche altre cose che non mi sono piaciute tanto, perché quando si fa riferimento alla famosa nota del Ministero che dice che bisogna fare il trattamento dei rifiuti, si va a ribadire una cosa che nella circolare ministeriale non c'è, ed è quella che sembra che il problema sia lo stoccaggio dei rifiuti ad alto potere calorifico in discarica, quando invece la nota del Ministro dice tutt'altro! Lo so anch'io che è un problema stoccare, non si può stoccare il rifiuto ad alto potere calorifico, ma non discende dalla circolare del Ministro, discende dalla legge nazionale, che è la 36 del 2003, di cui il Ministro non si occupa minimamente (nella lettera in questione), come non si occupano minimamente di questa cosa i dispositivi europei che, invece, dicono: "attenzione all'organico", perché quello costituisce un problema enorme se messo in discarica, e quello va a farmi un'opzione ambientale non favorevole, non il rifiuto ad alto potere calorifico che posso gestirmi diversamente!
E, in più, un'altra cosa che non mi è piaciuta è, a fronte delle parole, anche del Presidente, di rispetto della legge referendaria, il provvedimento dirigenziale cita e dice: "siamo comunque in attesa dell'espressione su questo argomento della Corte costituzionale, per il ricorso avviato dal Consiglio dei Ministri"...ma questa cosa non dovrebbe essere un problema, visto che si è stabilito e si vuole comunque...
(interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)
...avrei preferito che non ci fosse questa cosa, perché questa cosa è scritta nero su bianco...
(trambusto in aula)
...in più, in più c'è un'altra questione, oltre a questa...io vorrei che si discutesse anche di questo, in più c'è anche un'altra cosa, da questo provvedimento emerge un fatto, che poi vorrei mi si chiarisse: si dice che l'attuale III lotto, che è la coltivazione attuale della discarica, sarà in esaurimento entro il mese di marzo 2014...c'è scritto qua.
Io vorrei sapere, a questo punto, se a fronte di questa cosa che sta scritta, nero su bianco, se il IV lotto - che è in fase di ultimazione - per quel mese sarà ultimato, perché sennò ci sarà veramente un grave problema, se la discarica attuale finisce a marzo e il IV lotto non è ancora pronto per tale data! Quindi, su questa cosa, vorrei una rassicurazione. E vorrei anche, a un certo punto, un impegno ben preciso su quello che riguarda la mozione, nel senso che il mio discorso...dove va a finire? cioè noi, qua, facciamo dei discorsi in aula in cui si dice: "aspettate, ritirate le mozioni, stiamo lavorando", e poi si vanno a leggere dei provvedimenti dirigenziali che vanno in un'altra direzione! Allora io qua vorrei sapere su questa questione, che è il superamento della suddivisione amministrativa in subATO per andare a fare un servizio organizzato più ampio, che tenga conto della questione dei costi e finalmente vada a premiare chi fa una raccolta degna di tal nome, che si impegna, e che quindi consenta di far pagare ai cittadini una tariffa equa, finalmente, calibrata in base al rifiuto pessimo prodotto...su questa cosa, la Regione intende prendere una posizione? Io mi auguro di sì, ma, se no, vorrei sapere qual è la strategia alternativa. Grazie.
Président - Merci. La parole au collègue Donzel...colleghi, un po' di silenzio!
Donzel (PD-SIN.VDA) - Ritorna, con una continuità assoluta rispetto a una mozione presentata nello scorso Consiglio regionale, il tema dei rifiuti, approfondendo un altro aspetto: la mozione dello scorso Consiglio approfondiva l'aspetto della raccolta dell'umido, adesso si approfondisce l'aspetto dell'ambito in cui operare con gli appalti della raccolta dei rifiuti. Credo che la presentazione della mozione da parte del collega Nogara sia stata molto perfetta, puntuale; ha chiarito veramente bene quello che abbiamo intenzione di chiedere.
Vorrei permettermi alcune precisazioni: intanto è una nostra idea, cioè dell'opposizione, in questo momento, quella di dire che ci vorrebbe un coordinamento regionale delle scelte fatte sui territori? È una nostra idea quella di andare "a ficcare il naso" nelle autonomie locali nella gestione dei subATO, o non è forse il fatto che la stessa Amministrazione, con la scelta della passata legislatura, aveva condizionato la scelta di tutti? In fondo, la scelta del trattamento a caldo del pirogassificatore era una che condizionava le scelte di tutto. La scelta, quindi, dei cittadini di passare a un trattamento a freddo non ci ha tolto da questa questione, cioè noi vogliamo lasciar andare i Comuni via libera? Gestite in autonomia i rifiuti o vogliamo assumerci la responsabilità di coordinare le realtà comunali valdostane, le altre realtà amministrative come le Comunità montane, in un progetto coordinato regionale? Il nuovo Assessore all'ambiente si vuole assumere la responsabilità di coordinare la gestione dei rifiuti in ambito regionale o dice: "io faccio alcune azioni e, poi...eh, che volete farci, c'è l'autonomia dei vari territori e così è"? Questa è la prima cosa che, secondo me, va chiarita a monte! Prima avevate una visione regionalistica, nella passata legislatura, avete cercato di imporre a tutti la logica della pirogassificazione; i cittadini vi hanno detto: "no, quella non la vogliamo"...adesso che logica c'è? Punto di domanda.
Seconda questione: è una questione complessa, che si innesta con la riforma degli Enti locali. Stiamo ripensando e speriamo, grazie a una mozione votata in quest'aula, di ripensare insieme, tutti quanti, di poter giocare anche un ruolo come opposizione nella discussione della riforma degli Enti locali, e quindi ci stiamo dicendo tutti (maggioranza e opposizione): l'attuale sistema organizzativo regionale, su certe funzioni, su certe attività, su certe gestioni di servizi, non funziona, dobbiamo rivedere il modello. Allora noi, da anni, anche supportati da un dibattito che c'è stato nella Commissione speciale, diciamo: per quanto attiene la gestione dei rifiuti, dobbiamo rivedere il sistema che gestiva...prima era affidato al Comune di Aosta (un soggetto) e Comunità montane; oggi, non solo oggi, ma in questi anni, abbiamo visto che questo tipo di modello non risponde alle esigenze di una gestione efficace dei rifiuti.
Sappiamo che ci sono degli appalti in essere, alcuni di questi appalti danno degli spazi maggiori di modificazione in itinere, caso di Aosta, altri meno, altri sono più rigidi, però da qualche parte dobbiamo cominciare, perché sennò è un meccanismo infernale, per cui io non inizio mai una gestione alternativa perché c'è sempre un appalto già affidato con un certo...diciamo standard, che non risponde a noi. In questo senso, rispetto a questa tipologia di discussione, noi assistiamo a due fenomeni che sono: le fughe in avanti e le fughe all'indietro. Noi assistiamo, in assenza di una gestione che in qualche modo...che non ci sia un'imposizione regionale, ma comunque qualcuno che tiri le fila, no? perché noi possiamo anche decidere, noi decidiamo di abbandonare alcuni Comuni al loro destino e avremo la nicchia del piccolo Comune di montagna che si fa una raccolta specializzata, il Comune...che ne so? di Chamois, diventa il fiore all'occhiello dell'Europa e tutto il resto rimane un disastro...non credo sia questo l'obiettivo!
Noi abbiamo l'obiettivo di portare la Valle d'Aosta a diventare una regione virtuosa dal punto di vista della gestione dei rifiuti. Allora, sul fatto che ci siano dei Comuni che decidano - io non entro nel merito se sia positivo o no - di sospendere il "porta a porta" nel centro cittadino e di passare a un altro sistema di raccolta, io dico: ma ne abbiamo parlato? ci siamo coordinati? è la scelta che poi faremo anche a Sarre? è la scelta che faremo nel centro storico di Quart, di Villefranche? è la scelta che faremo...? o Aosta ha scelto di fare quella scelta lì, che poi avrà un sistema tutto suo, e a Sarre dovremo fare tutta un'altra cosa? Siccome abbiamo avuto delle esperienze, in questi anni, abbiamo visto che ha aumentato i costi di appalto, il fatto che Comuni limitrofi...e lei ha un'esperienza di Sindaco, lo saprà che tra Comuni limitrofi ci sono sistemi di raccolta diversi, cioè non tutti i moloch hanno lo stesso sistema, e quindi, quando si disegna l'appalto della Comunità in cui c'è il suo Comune, bisogna prevedere le eccezioni, e questo significa costi aggiuntivi che vanno a gravare sui cittadini.
Allora, dei Comuni - per esempio il caso di Charvensod - che han fatto la fuga in avanti, scaricano i costi della fuga in avanti sui cittadini del proprio comune e su quelli dei comuni vicini che, invece, cercavano di coordinarsi. Quando fermiamo questa macchina infernale, quando fermiamo questa macchia infernale? Perché è inutile dire che le teorie che propongono gli ambientalisti e il "porta a porta" sono costosi, eccetera, ma è la realtà che avete proposto voi fino ad oggi che è costosa e dannosa per i cittadini! Perché l'aver differenziato comuni limitrofi con sistemi completamente diversi significa che la stessa macchina, lo stesso camion non può raccogliere il vetro in due comuni vicini, perché hanno sistemi di raccogliere il vetro diversi, con contenitori diversi, deve partire un altro camion solo per quel Comune, solo per quella frazione! Allora vanno bene le sperimentazioni, ma le sperimentazioni devono essere in un quadro regionale che le coordina! Magari tutto il lavoro che sta facendo il Comune di Aosta può essere anche positivo, può essere da traino...vorrei essere chiaro, non voglio denigrare il lavoro che sta facendo qualcuno, ma vorrei capire se c'è un disegno, se questa sperimentazione si inquadra in un disegno regionale.
Quando noi parliamo allora di superare il subATO diciamo: "c'è un disegno regionale per una raccolta più omogenea tra le omogenee, oppure continuiamo al giochino? Eh, ma Sarre voleva fare il "porta a porta", ma non l'ha potuto fare perché il Comune di Saint-Pierre e di Aymavilles hanno cominciato a dire: no, perché poi noi dobbiamo pagare i costi del tuo "porta a porta"...è questo il ragionamento che ci viene fatto tutte le volte. Quindi chi può sbloccare questi vincoli se non una regia regionale? La prima cosa quindi è: ci assumiamo come Regione il ruolo di regia e di coordinamento? Perché ci sono le fughe in avanti o anche le sperimentazioni, perché il caso di Étroubles rimane un Comune che ha tentato delle esperienze importanti a livello di sperimentazione, ma isolato, abbandonato a sé stesso, guardato con sospetto, quasi come se magari questa cosa qui era fatta per non seguire la linea generale...invece questi esperimenti dovrebbero essere valorizzati per dire: andiamo su, vediamo se funziona davvero una compostiera elettromeccanica di quartiere, di villaggio, vediamo se funziona, così magari la mettiamo negli altri villaggi, ma se non cominciamo con una sperimentazione, non ci arriviamo mai!
E qui arriviamo alla preoccupazione dei provvedimenti dirigenziali, perché se l'Assessore e il Presidente della Giunta dicono: "ah no, quella roba è un provvedimento dirigenziale"...qui bisogna che la politica faccia anche la politica! Noi abbiamo chiesto più volte, abbiamo chiesto più volte che si attuasse la procedura semplificata per l'installazione delle compostiere elettromeccaniche di villaggio. Siamo in attesa della prima procedura semplificata che ci consenta di fare una sperimentazione e vedere che fine andiamo a fare, cioè, per capire: quel nostro modello teorico che prevede una certa omogeneità nel fondovalle della raccolta, che noi, fino a due giorni fa, dicevamo "porta a porta"...adesso bisogna capire cosa sta facendo il Comune di Aosta, perché tra un po' non sapremo neanche più...anche i modelli teorici stanno esplodendo, ci sfugge tutto dal controllo, ma comunque...c'è la possibilità di fare il modello aostano e di estenderlo omogeneo sul fondovalle, per essere più chiari, o, con alcune correzioni, il modello cittadino lo estendiamo nel fondovalle? C'è questa voglia di lavorarci? E, per poter fare questo, c'è la volontà di trovare dei sistemi che riescano a risolvere i problemi delle piccole frazioni?...poi abbiamo comuni come Montjovet che sono tutta una piccola frazione, sparpagliate sulla collina, e quindi lì è un modello di raccolta completamente da pensare, collegato a un territorio di quel tipo...ma c'è questa volontà? si sta lavorando in questa direzione?
Un'ultima, ma non marginale considerazione: questa mozione impegna con una frase che è diventata ricorrente, quando parliamo di questo tema...e poi, dopo le considerazioni del collega Roscio sulla discarica, che hanno ripreso le dichiarazioni che ha fatto lei e che hanno completamente stravolto tutte le indicazioni ricevute in Commissione speciale...quindi le indicazioni ricevute in Commissione speciale sono registrate, sono lì, ci dicevano: "tranquilli, 7 anni per la discarica, 7-8 anni, non ci sono problemi"...adesso, siamo in una fase di non chiarezza fino in fondo della durata dei tempi. Sarebbe il caso prima o poi di chiarircelo tra di noi, per sapere se abbiamo 3 mesi per lavorare, e allora questa frase, "da subito", non ha significato perché è "da subitissimo", oppure, se abbiamo 7 anni, allora "da subito" ha un senso, ecco.
Concludo con questo concetto: tutte le volte che noi ci troviamo a parlare di questo tema, c'è la frase "con urgenza" oppure, in questo caso, "da subito". Ecco, stante la situazione della discarica, mi verrebbe quasi di proporre l'emendamento "da subitissimo", da subitissimo dobbiamo prendere questa decisione a lanciarci in una direzione ben precisa...perché? perché nel frattempo, dicevo, ci sono le fughe all'indietro, cioè mentre Aosta sperimenta sistemi ultramoderni, in alcune Comunità montane si torna tranquillamente al cassonetto stradale, cassonetto stradale, poi può accadere di tutto...il cassonetto stradale dell'indifferenziato è il male assoluto! Lo diciamo a questi amministratori che da anni amministrano certe realtà? è il male assoluto, va combattuto, non c'è nessuno che lo utilizza più! Quindi...come dire? fughe in avanti, cadute all'indietro, in una realtà di 120 mila abitanti non una decisione unilaterale centralistica, ma un coordinamento, un coordinamento è indispensabile, perché è questo il modello costoso per i cittadini: la confusione! È questo che fa aumentare la bolletta! I valdostani pagheranno caro, non perché c'è qualcuno che vuole l'ambiente pulito, perché quello è ricchezza per tutti, ma perché qualcuno ha pasticciato di qua e di là, a macchia di leopardo, a seconda che il Sindaco voleva farsi più bello del suo vicino, più bravo...è venuto fuori un pasticcio!
Adesso bisogna cercare di mettere ordine, perché altrimenti, lo dico, questa è sempre stata un'accusa rivolta al mondo ambientale: fare le cose per bene, tenere pulito l'ambiente, costa...e non è vero, perché è ricchezza, è investimento, oggi è esattamente l'opposto! E fare scelte che non sono coordinate, che non sono intrecciate è...guardate, io riconosco il valore del campanilismo, riconoscersi nel proprio villaggio, nell'orgoglio del proprio territorio, del sentirsi appartenenti di un paesino di montagna, della frazione, succede in alcuni comuni in cui uno dice: io non sono di quel comune, sono di quella frazione...succede in Valle d'Aosta, no? Benissimo il campanilismo, ma nella gestione dei rifiuti il campanilismo significa soldi presi dalle tasche dei cittadini. Bisogna che i cittadini queste cose se le sentano dire e non da noi, dallo stesso Assessore, bisogna che l'Assessore guidi ad una riorganizzazione della raccolta dei rifiuti in Valle d'Aosta.
La strada indicata dai colleghi Nogara e Roscio mi sembra la strada giusta, cioè quella di cominciare anche a ripensare alla suddivisione amministrativa dei subATO.
Presidente - Grazie. Altri? Non ci sono altre richieste? La parola al collega Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Sarò estremamente sintetico, l'argomento è stato trattato a sufficienza.
Questo argomento ha fatto parte, tra l'altro, ha occupato una parte molto importante dei lavori della Commissione speciale; in quell'occasione abbiamo sentito tutti i Presidenti dei subATO valdostani e abbiamo affrontato anche questa questione. Da questi lavori era emersa chiaramente una mancanza di coordinamento regionale, che impediva il raggiungimento degli obiettivi in materia di gestione dei rifiuti in Valle d'Aosta. Era anche emersa la necessità di fornire agli amministratori locali degli strumenti per poter agire in modo più efficace e, tra questi strumenti, un aspetto che era stato sottolineato era quello relativo alla riorganizzazione dei subATO, perché organizzati in questo modo non permettevano una gestione efficace, dovuta alla morfologia differente presente in Valle d'Aosta. Credevamo che questo aspetto fosse stato chiarito e che da questo punto di vista si iniziasse al più presto ad intervenire. Questa mozione ha innanzitutto questo obiettivo, quello di sollecitare un intervento in questa direzione, che ci pareva ormai assodato, anche in relazione ai lavori della Commissione speciale, bisogna farlo e bisogna farlo in fretta: questo è l'obiettivo principale che si vorrebbe ottenere con questa mozione.
Ci sono inoltre, in questi ultimi tempi, alcuni aspetti che però stanno portando di nuovo una certa confusione su questo dibattito relativo alla gestione dei rifiuti: innanzitutto la questione della discarica che, a mio avviso, va definita una volta per tutte, anche perché, fino a qualche tempo fa, l'ingegner Bal - audito nella Commissione speciale - ci garantiva che la discarica con i conferimenti attuali, e lo sottolineo, "con i conferimenti attuali", vale a dire con i conferimenti significativi - che tra l'altro stanno diminuendo anche in ragione della crisi economica - avrebbe potuto comunque garantire 8 anni di margine. Ultimamente si è di nuovo creata una confusione, come peraltro si era creata la stessa confusione prima del referendum. Credo che su questi argomenti bisogna essere chiari una volta per tutte, che ci si informi correttamente sull'argomento, anche perché mi pare francamente inaccettabile continuare ad avere questi elementi contradditori ad ogni cambiamento di situazione. Grazie.
Presidente - Grazie collega. Altri? Possiamo chiudere la discussione generale. Per la replica, la parola all'Assessore Bianchi.
Bianchi (UV) - Sì, intanto abbiamo spaziato, con questa mozione, su tutte le problematiche dei rifiuti...vi ringrazio sotto questo aspetto. Sicuramente il tema dei rifiuti è un tema estremamente importante, che molti in quest'aula conoscono, conoscono bene, come ex amministratori hanno anche avuto modo di verificare, di analizzare nelle parti più importanti, proprio nella realizzazione del piano rifiuti..., come ricordava il Consigliere Nogara nell'illustrazione della mozione, dove si andavano a creare questi subATO che corrispondevano alle Comunità montane più Aosta. Ho già avuto modo di dire in commissione che chiaramente questa realtà è una realtà legata ai costi. Sicuramente l'esperienza di questi anni ci deve far riflettere.
Concordo con qualcuno che dice che all'interno dei subATO ci siano iniziative...diciamo diverse, lo condivido. Sicuramente le varie scelte che sono state fatte all'interno dei subATO erano state fatte proprio per cercare di arrivare a quegli obiettivi. Sicuramente, questo lo dico perché c'è l'intenzione di accettare la mozione, da quando sono Assessore, da tre mesi a questa parte, abbiamo già fatto più riunioni con in subATO, come ho detto in commissione, proprio per cercare di creare questa sinergia con i Presidenti dei subATO a rispondere a tutti gli obiettivi dati sia dallo Stato che dalla Comunità europea. È chiaro che la sinergia ci deve essere. Ricordava appunto qualcuno che all'interno dello stesso subATO ci sono realtà diverse. Estremamente importante è il fatto che all'interno del subATO, c'è la realtà delle vallate, dove c'è un certo tipo di raccolta e, in altre, ve ne è un altro. Però ricordo anche che già oggi i subATO delle Comunità montane, come vogliamo chiamarle, possono fare degli appalti comuni. L'esempio di Sarre è lampante...ricordo che...tra parentesi quello è un Comune che fa parte di una Comunità montana che è in scadenza come appalto.
Come vi dicevo, abbiamo fatto queste riunioni con le autorità di subATO proprio perché era estremamente importante cercare di dare una direttiva, una direttiva che ci permettesse di cercare di andare nella stessa direzione tutti insieme. Bisogna però tener conto, e qualcuno l'ha evidenziato, ma lo voglio rievidenziare anch'io, che chiaramente si dovrà rivedere il discorso dei subATO nel nuovo piano dei rifiuti 2014-2016; qualcuno ha ricordato - e lo condivido - il fatto che ci siano degli appalti in essere, appalti in essere che prevedono già un certo tipo di raccolta, tipo Aosta, altri che non lo prevedono...ma, in ogni caso, al di là di quello, ci sono degli appalti in essere di cui sicuramente bisogna tener conto.
È mia intenzione quindi, di accettare questa mozione, proprio perché la Giunta, la Giunta regionale e io, Assessore all'ambiente, stiamo già lavorando da qualche mese in questo senso e quindi non possiamo che accettare la mozione.
Volevo solo puntualizzare alcuni punti sul discorso del PD che ha sollevato il Consigliere Roscio...chiaramente è un provvedimento dirigenziale ed è un atto obbligato. Invece, sulla durata della discarica, pensavo che avesse ricevuto...o sarà per posta, so che è stata mandata al Presidente della III Commissione da parte di Valeco...quello che mi avevate chiesto, e che posso fornire, leggo: "Con riferimento alla nostra precedente prot. ...del mese di...in cui l'esaurimento della discarica entro il prossimo mese di marzo...precisiamo quanto segue: il primo lotto di discarica aveva una superficie di circa 15 mila metri quadrati, è stato messo in esercizio nell'89; il secondo lotto di discarica con superficie utile di 30 mila metri quadrati è stato messo in esercizio nel '91, e il terzo lotto di discarica con superficie utile di 11.300 metri quadrati è stato messo in esercizio nel '98. I tre citati lotti sono stati progressivamente collegati tra di loro, per saldatura, all'impermeabilizzazione di fondo, trattandosi pertanto di coltivazione in elevazione e si è interrotta la soluzione di continuità tra primo e secondo lotto e, successivamente, fra primo, secondo e terzo lotto". Questo è proprio per quella discussione, per il fatto che non ci capivamo in commissione. I lotti in coltivazione costituiscono quindi un unico corpo rifiuti, con una superficie utile in pianta di 56.300 metri quadrati, avente sagoma tronco-piramidale che terminerà ad una quota massima autorizzata di 583,40 metri sul livello del mare. Questo è quanto mi chiedeva il Consigliere Roscio.
Presidente -Altri? Possiamo quindi mettere in votazione? La parola al collega Roscio, per la replica.
Roscio (ALPE) - Grazie Presidente.
Accolgo con soddisfazione questa presa di posizione, sperando che all'accettazione di questa mozione seguano poi tutte le azioni che porteranno concretamente, veramente, a quanto si auspica proprio per la Valle d'Aosta. Non ho capito bene l'ultima parte del III lotto in esaurimento, ma non ho capito se il IV lotto sarà pronto per quando sarà finito invece il III. Io spererei che fosse...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...e un'altra cosa che apprendiamo con favore, finalmente, dall'Assessore, in un passaggio che ha fatto, è il fatto che si sta predisponendo finalmente il nuovo piano dei rifiuti 2014-2016 e questo, secondo noi, è un atto...quindi vuol dire che sarà un piano rifiuti 2014...
(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...no, ma perché noi stiamo ancora lavorando col piano 2003, che doveva essere aggiornato diverse volte...ecco, però ci auguriamo che veramente il nuovo piano che vedrà, io spero, la luce presto...
(trambusto in aula)
...ma infatti, vi sto dicendo che insomma gli impegni che avete preso ci soddisfano; quindi, va bene.
Presidente - La parola al collega Donzel...colleghi!
Donzel (PD-SIN.VDA) - Credo che la soddisfazione sia legittima rispetto al principio dell'assunzione di voler, in qualche modo, andare nella strategia di superamento del subATO. Quindi da questo punto di vista è davvero una soddisfazione, perché questo è un principio fondamentale per poter iniziare a lavorare assieme. Resta...diciamo aperta la discussione, e spero che al più presto ci sarà occasione per la commissione competente di lavorare su questo, di sciogliere il mistero che si sta creando sulla discarica, perché ho visto che neanche il Presidente Rollandin, che è abituato agli atti amministrativi, è riuscito a cogliere la raffinatezza di quella risposta sui tempi della discarica, di durata...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...no, ho capito, ma era una battuta, era una battuta Presidente! Era per dire che se neanche lei riesce a tirar fuori da quella roba lì il succo, vuol dire che proprio il succo non c'è nella risposta, ecco, insomma. Allora, a parte la battuta, la situazione è molto delicata, quindi è bene che ci sia questo primo principio condiviso, però, ecco, non c'è da scherzare su questo tema, perché la discarica è una bomba e quindi...come dire? va trattata con le cautele dovute, bisogna al più presto chiarire questo enigma della durata della discarica.
Presidente - Possiamo procedere alla votazione? No, c'è ancora il collega Gerandin.
Gerandin (UVP) - Merci Madame la Présidente.
Solo per fare alcune considerazioni in merito. Non sono intervenuto prima, sono stato Presidente di una Comunità montana che si è occupata di...per quanto riguarda il discorso dei subATO, volevo solo chiaramente dire che noi condividiamo i contenuti di questa delibera sulla necessità di avere un'azione di coordinamento, però volevo ricordare, per dovere di cronaca, che la suddivisione in Comunità montane è nata da alcune esigenze che è corretto ricordare: una di queste è la rilevanza economica, per cui il fatto di non ricadere in un subATO unico che avrebbe complicato...altro che quello che è in questo momento il discorso se per caso andavamo a finire nel discorso rilevanza economica! Noi sappiamo tutti che quest'ambito è stato deciso in una delibera di Giunta che speriamo mai nessuno debba mettere in discussione, fatta allora, se la facessimo adesso probabilmente non avremmo neanche più tutte quelle possibilità di portarla a casa...
Detto questo volevo solo dire che a seguito, ecco, di questa costituzione di sottoambiti, nel processo riorganizzativo tenete conto che i sottoambiti per quel che riguarda i rifiuti sono molto diversi, rispetto a quello che riguarda il servizio idrico, con una grande differenza, una grande differenza, Assessore Bianchi, che è quella che gli investimenti, per quello che riguarda il discorso subATO rifiuti, rientrano nella tariffa, mentre gli investimenti per il servizio idrico se sono free o regionali sono fuori. Ecco, questo significa che ci sono dei Comuni che facendo queste scelte hanno approvato dei piani economici, che hanno delle ricadute sui loro bilanci, per cui questo processo che io condivido di coordinamento va fatto in questa direzione, perché, torno a dire, bisognerebbe evitare che qualcuno, magari a seguito di decisioni e di impegni nei propri bilanci, vada a portare ancora delle conseguenze più traumatiche sui cittadini, ecco, perché vanno a ricadere sui cittadini.
Detto questo, io non posso che condividere, ma ci tenevo a precisarlo proprio perché ho fatto parte di quel sistema e certe scelte comunque erano state fatte con precisi interessi. In questo momento c'è la necessità, come c'è la necessità, applicare tutte quelle che sono le possibilità di riduzione della tariffa, che in questo momento già ci sono, per chi fa il compost domestico. Ci sono già queste possibilità, bisogna solo verificare chi effettivamente lo fa e come lo fa. No, non è la TARES, ma comunque all'interno dei capitolati d'appalto che in questo momento sono stati fatti a livello di subATO, per cui c'è l'effettiva possibilità di avere delle riduzioni per chi lo fa. È chiaro che bisogna attivarsi con un discorso di controllo e di monitoraggio. Grazie.
Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola per dichiarazione di voto il collega Borrello.
Borrello (SA) - Per un semplice motivo, perché già nel precedente Consiglio abbiamo avuto una discussione riguardo a una mozione presentata dal collega Roscio e ovviamente c'era un clima, c'era un po' di tensione, per quanto riguarda la raccolta dell'umido, la non raccolta dell'umido. Io devo riconoscere, lo dico in maniera molto sincera, all'Assessore Bianchi un impegno veramente continuativo, perché al di là degli aspetti dell'Assemblea, di quello che si dice qui, è dal primo luglio che sta affrontando questa tematica in maniera continuativa, e devo dire che, anche nella preparazione della Commissione consultiva, sta cercando di prendere in mano veramente il problema per andare incontro a quelle che erano le istanze portate avanti dal referendum. Detto questo, è legato al fatto che questa maggioranza non è sorda alle istanze che vengono prodotte dall'opposizione, anche perché, così come il collega Elso Gerandin è stato Presidente di Comunità montana, voglio ricordare che in questa maggioranza ci sono due esponenti della Giunta della città di Aosta che hanno approvato il "porta a porta", e che hanno sempre sostenuto la raccolta dell'umido. Detto questo, bisogna sempre riconoscere all'Esecutivo la necessità di andare anche a trattare l'aspetto economico, che non è secondario. Era una cosa che volevo dire perché si danno per scontate troppe cose.
Voteremo quindi a favore.
Presidente - Possiamo votare colleghi? Non ho altri iscritti a prendere la parola. Possiamo aprire la votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 35
Favorevoli: 35
Il Consiglio approva all'unanimità.
Colleghi, io chiedo un attimino una sospensione dei nostri lavori per fare una veloce riunione della Conferenza dei Capigruppo.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 20,00 alle ore 20,17.
Rini (Presidente) - Bene colleghi, quindi, come convenuto durante la riunione dei Capigruppo, i lavori sono sospesi. Riprenderanno domani mattina alle ore 9.
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La seduta termina alle ore 20,17.
