Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 206 del 23 ottobre 2013 - Resoconto

OGGETTO N. 206/XIV - Approvazione di mozione: "Presentazione alla competente commissione consiliare di un quadro degli investimenti effettuati relativamente al Piano di marketing strategico 2010-2012".

Président - Pour l'illustration, la parole à la collègue Morelli.

Morelli (ALPE) - Merci Madame la Présidente.

Questa mozione nasce dall'esigenza di fare il punto su un settore economico di importanza fondamentale per la nostra regione, un settore che sta vivendo una situazione di difficoltà palpabile, che trascende, direi, i semplici dati statistici sulle presenze, che sono significativi, ma che da soli non bastano; sono dati preoccupanti, non drammatici, ma preoccupanti, tali da non giustificare nessun tipo di sollievo, e dietro a cui mi auguro non ci si vorrà nascondere, trincerare, per eludere un confronto franco che necessita di onestà intellettuale.

I dati del turismo ci dicono che, per l'estate, il calo di presenze è stato del 3 percento; una differenza non grande, ma se si fa il confronto tra il periodo 1° gennaio-31 agosto 2012 e lo stesso periodo del 2013, il calo immediatamente sale ad un significativo 9,46 percento, con un quadro complessivo preoccupante: la tendenza a soggiorni sempre più brevi, e quindi a maggiori spese di gestione per gli imprenditori; la tendenza a prenotare all'ultimo momento, con la conseguente impossibilità per gli operatori di programmare il lavoro; difficoltà ad assumere personale che si teme poi di non poter mantenere, e, quindi, ad una conseguenza che si ripercuote anche sulla qualità dei servizi resi, perché da un lato le presenze si riducono nel valore medio in maniera modesta, ma il fatturato cala con una maggiore intensità, intanto per la diminuzione della clientela, ma anche per la necessità di dover abbassare i prezzi in considerazione della propensione alla spesa comprensibilmente più scarsa dei clienti, dei turisti...tutte ragioni per le quali, in generale, tra gli operatori del settore turistico serpeggiano il pessimismo e lo scoramento.

Il settore alberghiero è in forte sofferenza (lo vediamo dalle notizie dei giornali), le aste degli alberghi vanno deserte, nonostante il prezzo scenda anche sotto la metà del valore reale delle strutture. Località significative turisticamente, come Courmayeur, devono arrivare a svincolare la possibilità di costruire appartamenti per stimolare ad investire nella costruzione di nuovi alberghi. E poi - è un dato inequivocabile - tanti hotel chiudono. Tra il 2008 e il 2012 la ricettività turistica in Valle è diminuita del 21,8 percento nei posti letto alberghieri. È un valore pesante, anche perché l'indice di ricettività, cioè il rapporto tra il numero di strutture alberghiere e il totale delle strutture ricettive è passato da 50 al 40 percento (questo per la chiusura degli alberghi, ma anche per l'aumento di strutture complementari). E sono diminuiti silenziosamente, direi, i posti letto negli hotel che vanno dalle 3 stelle in giù, quelli a conduzione familiare, quelli più legati al territorio, quelli delle località minori, quelli della Valle centrale, quelli che forse, più di altri, rappresentano il tessuto economico autoctono, ma che non hanno voce e non fanno notizia, e questo a fronte di un aumento degli hotel a 4 e 5 stelle e dei bed and breakfast, che fanno registrare un aumento del 26,4 percento.

Ora la domanda è: la politica è cosciente di queste trasformazioni? C'è una regia? È un'evoluzione guidata, ragionata, oppure si sta un po' navigando a vista? Si è coscienti del fatto che il turismo si sta concentrando sempre di più in 5 o 6 località di punta? mentre il rimanente territorio si sta pian piano desertificando... Addirittura - è una notizia di pochi giorni fa - una località come Saint-Vincent, secondo quanto denunciano alcuni amministratori comunali, si dice, si sta spegnendo lentamente. Ci pare che siano elementi che meritino una riflessione seria e approfondita. Oggi la competizione con gli altri territori di montagna è sempre più alta e sarebbe necessario puntare sulla qualità, puntare più che mai a migliorare ancora le strutture ricettive, per far crescere il livello generale dell'offerta turistica valdostana. Invece, oggi, assistiamo al blocco delle leggi di settore e, parallelamente - ricordiamolo - vediamo deliberare un finanziamento di 10 milioni a sostegno della ricettività legata alla Casa da gioco di Saint-Vincent, che inevitabilmente...questo è già stato oggetto di discussione in Consiglio...inevitabilmente genererà una concorrenza sleale nei confronti degli operatori della località, della zona, che già ha fatto registrare un calo di presenze nei mesi di luglio e agosto del 9 percento!

Eppure, a parte la forte difficoltà generale, che è palpabile, non si sono sentite reazioni forti e aperte, palesi, da parte degli operatori o dei loro rappresentanti o, perlomeno, non si sono sentite espresse in modo ufficiale. Di certo la preoccupazione e il malcontento ci sono, ma non osano palesarsi, e questo è estremamente grave! Come mai? Sembra quasi esserci una rassegnazione diffusa oppure forse la spiegazione può anche essere un'altra: c'è ancora, forte, il timore di inimicarsi la politica, andando a esporre delle critiche, la politica che può ancora prendere delle decisioni discrezionali e, francamente, non so quale delle due opzioni sia la più grave! Certo la crisi c'è, pesante, duratura, pervasiva; anche nella mentalità questa crisi ha cambiato tutto, ha cambiato i consumi, anche indipendentemente dalla reale disponibilità delle persone. Lo constatiamo tutti, dobbiamo esserne coscienti, ma fino a che punto possiamo imputare alla crisi la responsabilità del permanente mancato decollo vero del turismo in Valle d'Aosta? E fino a che punto, invece, vi è la mancanza di un disegno strategico, reale?

A questo proposito io sono rimasta colpita profondamente dall'osservazione riportata un po' in tutti i giornali, fatta a margine del 4° colloquio internazionale sul marketing strategico che si è tenuto a La Salle, il 5 e 6 settembre scorsi, a cura dell'Università valdostana, quella frase che ha riportato indietro la percezione del turismo valdostano quasi all'anno zero. È stato detto, da parte di relatori importanti, di specialisti del marketing turistico: "prima di vendersi bisogna sapere chi si è, bisogna trovare un senso". Ecco, io credo che una frase di questo tipo pronunciata nel 2013, dopo anni di politica turistica, sia una frase che suona come una bocciatura su tutti i fronti, una constatazione di inefficacia, di mancanza di strategia, addirittura ci è stata imputata una mancanza di "identità turistica". Evidentemente dall'esterno non siamo percepiti come una regione avente un'identità turistica, e questo nonostante il piano di marketing approvato nel 2009 contenesse nel titolo proprio la parola "identità".

Siamo ancora al punto di dover capire chi siamo, quali aspetti e quali prodotti promuovere, quali scelte di sviluppo operare per i vari territori, per i vari segmenti. Dobbiamo constatare che, a detta degli esperti, in Valle d'Aosta, oggi, si procede ancora a tentoni, un po' in funzione delle proposte che si ricevono, più che di una reale politica strategica. E a questo proposito io non voglio ritornare sull'incoerenza dell'immagine che si veicola con il Capodanno di Courmayeur, "costoso" Capodanno di Courmayeur, ma è la prima immagine che mi è venuta allo spirito ascoltando la critica degli esperti di marketing riuniti a La Salle. Nella nostra politica turistica non c'è chiarezza, non c'è coerenza, anzi c'è, a quanto pare, una certa confusione, e questo lo possiamo constatare anche dai dati: da una parte, leggiamo che la natura e i parchi hanno una forte capacità attrattiva e, dall'altra, dai dati dell'estate, apprendiamo che la Valsavarenche, cuore del Parco del Gran Paradiso, territorio dalla natura incontaminata, quest'anno è stata la "Cenerentola" di tutte le località valdostane, facendo registrare durante l'estate un calo del 20 percento!

Ecco, noi crediamo veramente che sia urgente, che sia anche tardivo, ma, insomma, tant'è...avviare una riflessione franca, un'analisi coraggiosa, laica, delle criticità del settore turistico, perché è attraverso questo settore che l'economia valdostana avrà qualche possibilità di riprendersi. Noi ci crediamo, perché è sul turismo che bisogna puntare innanzitutto per creare reddito e occupazione, attraverso l'integrazione naturalmente del settore turistico con l'agricoltura, con i beni culturali, con il territorio, ma tutto il territorio! Non si può privilegiare una parte del territorio e rimanere impotenti e indifferenti riguardo, invece, alla perdita di valore di una larga parte del nostro territorio. Crediamo che l'analisi debba partire dal quadro normativo, dagli strumenti amministrativi e normativi che la Regione ha messo in campo in questi anni, a cominciare dalla legge che ha modificato il sistema delle AIAT e ha istituito l'Office régional du tourisme, con tutte le difficoltà che conosciamo, con tutto ciò che questa legge lasciava sperare come evoluzione positiva, e con quanto, invece, di concreto non è stato fatto. Penso all'insufficiente copertura del territorio per quanto riguarda l'informazione, ma penso anche alla scarsa, ahimè, funzionalità del Booking Valle d'Aosta, passando attraverso il piano marketing, quello del 2009, un piano che ormai è scaduto e di cui assolutamente si devono valutare le ricadute e, soprattutto, i termini di promozione e di pubblicità, per giungere, infine, alle direttive di programmazione e di indirizzo 2010-2012 all'Office du tourisme, direttive che nella scorsa legislatura, a fine legislatura, abbiamo prorogato fino alla fine del 2013...e poi, naturalmente, senza tralasciare i risultati prodotti dalla legge 19 del 2001 e dai conseguenti problemi, dalle criticità portate, provocate dal blocco di questa legge.

In conclusione, mi sento di dire in modo molto franco: la politica autonomista, alla quale anch'io appartengo, bisogna riconoscere che non ha mai realmente considerato importante l'Assessorato del turismo. Si è, negli anni, molto vissuto di rendita, si è vissuto di rendita sulla bellezza delle nostre montagne, i turisti arrivavano anche senza andare troppo a cercarli. Ecco, questo non è più così, il mondo è cambiato, e ora, non mettere a frutto appieno il potenziale turistico della nostra regione diventa veramente una responsabilità pesante.

L'impegno, in sintesi, e la domanda che la nostra mozione propone, Assessore, è qual è il futuro, quali sono le linee strategiche per il turismo valdostano. Noi gradiremmo, veramente, poter approfondire questo tema in commissione, facendo tutti la nostra parte, ma riconoscendo innanzitutto quella che è la realtà, quelle che sono le criticità, perché è solo guardando in faccia la realtà, senza nascondersi dietro a facili ottimismi, che forse si potrà veramente fare del settore turistico un settore trainante per la nostra regione.

Da parte nostra vi è la disponibilità a lavorare, come sempre. Ci auguriamo che anche da parte della maggioranza vi sia la disponibilità a confrontarsi su questo tema, in modo laico, lo ripeto, scevro il più possibile dalle appartenenze politiche singole, ma nell'intento di voler dare veramente un futuro all'economia della nostra regione, che, sempre di più, dovrà staccarsi ed affrancarsi dalla dipendenza rispetto all'Amministrazione regionale. Grazie.

Président - Merci collègue. En discussion générale, a demandé la parole la collègue Fontana.

Fontana (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Oggi, come non mai, il settore turistico riveste un'importanza primaria nell'economia della Valle d'Aosta. Dovrebbe essere uno dei principali volani della nostra economia, mentre, ahimè, sembra non essere proprio così! Molte delle nostre innumerevoli potenzialità non sono ancora state valorizzate.

L'Ufficio regionale del turismo opera nel rispetto delle direttive regionali, le quali costituiscono lo strumento di programmazione e di indirizzo per la definizione degli obiettivi strategici e degli assi di intervento nel periodo di riferimento. Cito alcuni punti cardine: istituisce e gestisce gli uffici del turismo; raccoglie e coordina le istanze di soggetti istituzionali ed economici operanti sul territorio; organizza i Comuni, le Comunità montane, le Pro loco, i Consorzi di operatori turistici ed ogni altro soggetto interessato (spettacoli, convegni ed eventi; promuove ed attua iniziative di formazione volte ad elevare la professionalità degli addetti e dei servizi. Naturalmente la lista è ancora molto lunga e articolata, ma mi vorrei soffermare sui punti appena elencati, poiché mi sembrano molto emblematici per comprendere qual è la direzione intrapresa dalla nostra Regione.

La legge regionale 26 maggio 2009, n. 9, aveva degli obiettivi ben precisi: il rilancio del turismo, attraverso la collaborazione con gli Enti locali, il territorio, i privati, valorizzando le nostre peculiarità montane. Mi pare - ed è sotto gli occhi di tutti - che i punti riportati per la programmazione e la progettazione si siano rilevati solo delle belle parole e nulla più. Gli uffici del turismo sul territorio, invece di essere stati premiati e valorizzati, sono spesso stati ridimensionati, quando non chiusi. Per quanto concerne il coordinamento delle istanze con il territorio, possiamo dire che, in realtà, il territorio resta spesso inascoltato e, per lo più, coinvolto solo per ratificare scelte già fatte. Per quanto riguarda l'organizzazione di eventi e spettacoli con gli Enti locali e i Consorzi degli operatori turistici, le Pro loco, non mi pare ci sia questa collaborazione, a meno che per "collaborazione" non si intenda la richiesta di mettersi a disposizione dell'Assessorato per rendere possibili iniziative da altri decise. Non pare sia il modo di intendere una collaborazione. Questo organismo, e soprattutto l'organizzazione amministrativa dell'Assessorato di competenza, non funzionano! L'accentramento voluto ricalca la distinzione scomparsa con le AIAT di puntare sulle grandi località turistiche, a scapito di quelle minori, mentre si era parlato di una regione tutta turistica, di diversi comprensori, rispondenti a una domanda di mercato differente e per tutte le tasche, che potevano costituire comunque un unico prodotto.

Le AIAT hanno presentato nel 2007-2008 un lavoro molto interessante all'Assessorato, lavoro condiviso e discusso tra loro ed insieme ai Consorzi turistici, dove la Valle d'Aosta veniva divisa in segmenti di mercato, mantenendo le specificità territoriali e provando a lavorare insieme tra pubblico e privato. Invece niente, bisognava sottrarre al territorio quel poco di autonomia che si era creata! Lo studio AIAT individuava 5 motori, 5 prodotti che dovevano e potevano essere interconnessi: il turismo salute-termale, il turismo congressuale-eventistico, il turismo dei castelli, il turismo enogastronomico, i turismi trasversali. Naturalmente, dato che si trattava di un ottimo lavoro, per ogni punto sono state individuate criticità e strategie per la loro attuazione, che possono essere ancora considerati come risorsa. E invece di tutto quel lavoro che se n'è fatto? È stato messo in qualche cassetto e non se ne è fatto assolutamente nulla!

L'Assessore si è guardato bene dal prendere in mano un progetto che rivalorizzasse il territorio e obbligasse a ragionare in termini di gruppo, ha preferito puntare sull'accentramento, e i risultati si vedono! E come se tutto ciò non bastasse, da poco è stata nominata ai vertici degli uffici regionali del turismo una figura che, fino a ieri, si è occupata di tutt'altro, mentre in altre regioni ad effettiva vocazione turistica, Trentino, Friuli, Emilia Romagna, i massimi dirigenti del turismo vengono scelti tra manager o esperti qualificati, sia a livello nazionale che internazionale, all'interno del mondo del marketing o dell'intermediazione turistica.

Voglio segnalare un fatto certamente non prioritario, ma che dà conto della situazione poco professionale presente a livello assessorile: la difficoltà a fare grandi ragionamenti sull'andamento turistico. Sul sito della Regione il movimento viene pubblicato con grandissimo ritardo; adesso siamo a ottobre e sono pubblicati i dati di giugno, è veramente una cosa assurda e innaturale. Una volta i dati erano pubblicati con regolarità entro i 2 mesi, adesso siamo indietro di almeno 5 mesi. I numeri comunque parlano chiaro, e qualche dato serve a testimoniare quanto detto. Nel 2008 gli arrivi, cioè il movimento che incide di meno sul mercato turistico, erano 326.466 (parliamo del primo quadrimestre del 2008). Oggi, 2013, sono 324.026, meno lo 0,75 percento. Le presenze, cioè il dato che più interessa per le casse regionali - e parliamo sempre del primo quadrimestre 2008 - erano di 1.313.822; oggi, nel 2013, sono 1.282.906, cioè meno 2,4 percento. In 5 anni, nonostante i finanziamenti stanziati dall'Assessorato per promuovere la Valle d'Aosta, il risultato non è positivo, non abbiamo conquistato un solo nuovo turista in più, anzi, ne abbiamo persi 32 mila e...sapete cosa significa anche solo 32 mila presenze turistiche in meno? Più di 3 milioni di euro in meno...avete sentito bene, perché gli indici mondiali dicono che ogni giornata di pernottamento, tra spese dirette e indirette, vale almeno 100 euro.

E poi un ultimo dato: qui si parla tanto di stagione invernale, di rivedere gli organigrammi, delle stazioni di risalita, ma in Valle la stagione invernale conta tanto quanto quella estiva, per la quale si spende molto meno. E allora non sarebbe meglio fare una riflessione più seria su come vengono spesi questi soldi della pubblicità, per promuovere la Valle d'Aosta? Parliamo della stagione 2012: in inverno ci sono stati 958.513 presenze, in estate 1.307.000.

Cari colleghi, occorre rivedere la politica accentratrice dell'Assessorato, valorizzando la Valle d'Aosta tutta, e questo significa una reale collaborazione con il territorio. Queste sono alcune delle considerazioni che stanno alla base della mozione, una proposta di collaborazione per sviluppare politiche ed interventi capaci di imprimere una svolta in un settore, quello turistico, che potrebbe e dovrebbe essere il volano del rilancio economico della Valle d'Aosta. La parte impegnativa della mozione è tutta incentrata in positivo, vogliamo conoscere e approfondire nell'apposita commissione consiliare dati, azioni, investimenti e capire di più, e meglio, le linee guida per il prossimo triennio, conoscere e approfondire e per migliorare la strategia futura. Mi auguro quindi che il Consiglio tutto sia disponibile a lavorare con noi, e per questo invito i colleghi della maggioranza ad esprimere un voto favorevole. Grazie.

Président - Merci. A demandé la parole le Vice-président Rosset.

Rosset (UVP) - Merci Madame la Présidente.

Assessore Marguerettaz, questa mozione dà finalmente l'occasione a quest'Assemblea per una riflessione complessiva, sia sulla strutturazione, sia sui contenuti che caratterizzano l'attività dell'Assessorato del turismo. Ma in primis credo sia giusto complimentarmi con lei per la scelta, la valorizzazione professionale delle competenze in materia turistica, scelta operata recentemente con la decisione di porre al vertice del dipartimento, in una logica che, ancora una volta, non conosce criteri di meritocrazia e trasparenza. Questa scelta da lei operata dà il senso della sua scarsa considerazione nel settore del turismo e dello sviluppo dell'economia valdostana. Del resto, lei è abituato al "tout va bien, Madame la Marquise".

I dati presentati dall'Assessorato sulla stagione estiva e i commenti accondiscendenti delle associazioni di categoria, presentano una situazione in cui tutti sono soddisfatti di presenze, arrivi, pernottamenti...viene quasi da chiedersi se abbiamo visto due realtà diverse! Viene quasi da chiedersi con quale logica dovrebbe proseguire la sospensione dei mutui alberghieri, visti questi dati confortanti, ma ahimè, non è così, purtroppo! E se così fosse, perché allora non destinare i provvedimenti anticrisi in altri settori dell'economia valdostana, maggiormente sofferenti? Ora, i dati già ben evidenziati della collega Morelli evidenziano questa sofferenza...vede, Assessore, le bugie hanno le gambe corte! Le recenti vicende del Casinò dovrebbero aver fatto capire a questa maggioranza che l'esercizio di "lettura artistica" dei dati alla fine non regge, e che i valdostani hanno scoperto, purtroppo, sulla loro pelle, la cattiva gestione che contraddistingue l'attività e le dichiarazioni dell'Esecutivo regionale.

Ora, la riforma del sistema d'informazione, accoglienza, assistenza turistica che doveva discendere dall'applicazione della legge del 2009, così come le azioni di marketing strategico tanto pubblicizzate, sempre nel 2009, si sono rivelate, ahimè, molto fumo, e l'attività condotta dal suo Assessorato in questi anni non ha fatto che registrare perplessità, insuccessi, che hanno visto il vertice dell'Office du tourisme attivarsi spesso nei ripetuti tentativi di giustificare errori e malfunzionamenti. Assessore, la riforma, il piano di marketing strategico del 2009, avrebbero dovuto essere l'occasione di rilancio del settore turistico valdostano; invece ci ritroviamo, 4 anni dopo - lo ha già citato la collega Morelli - a constatare che, ancora una volta, il treno dello sviluppo e della crescita è stato perso.

Mi auguro quindi che questa mozione possa arrivare in commissione onde poter discutere correttamente sul piano turistico regionale. Grazie.

Président - Merci. La parole au collègue Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Qualche riflessione. La collega Morelli ha già ben illustrato la nostra mozione. Il nostro spirito è sempre quello: lo spirito non solo costruttivo, ma di voler creare delle condizioni migliori comunque al comparto, che riteniamo un comparto delicato, un comparto importante, un comparto che ha delle ricadute. Sarà una vecchia frase, ma mi piace ripeterla: trovo che il turismo sia la nostra prima industria in Valle d'Aosta, quindi ritengo questo dibattito...poi spero che da parte del collega Marguerettaz e di tutta la maggioranza ci sia l'approvazione per discutere nelle sedi opportune, in commissione, sia per il punto 1, che è quello di presentare entro 30 giorni alla competente commissione il quadro completo, che per il punto 2, lo stato dell'arte, quindi la situazione, e il secondo, invece, che è quello delle strategie e le linee guida per il prossimo triennio.

In premessa, vorrei dire che la situazione del turismo nella nostra regione è un po' lo specchio...come posso dire? di un metodo di lavoro, forse un po' sorpassato, un po' vecchio; siamo di fronte ad un settore che comunque produce benessere, produce posti di lavoro, produce ricchezza, ma forse è ancora guidato con il solito sistema degli obiettivi definiti...come posso dire? dall'alto, con interventi di razionalizzazione burocratica, e quella poca visione...basti pensare alle difficoltà per mettere in piedi un efficace portale turistico, come diceva poc'anzi la collega Morelli, il discorso del Booking VdA. Eppure è evidente che gli obiettivi di interesse generale possono essere definiti solo attraverso l'analisi, da una parte, dei fabbisogni, delle criticità e delle opportunità esistenti, dunque tipicamente dal basso. Solo questo metodo, che fa parte ormai della cultura di interventi delle comunità più ricche e vivaci, quel bottom-up semplice da declinare, probabilmente difficile da attuare - noi siamo quindi consapevoli, siamo consci di non avere assolutamente la bacchetta magica - ma che le procedure comunitarie ci indicano come esempio di partecipazione, di confronto, e può consentire di definire obiettivi condivisi, perché basati sulle effettive disponibilità di spesa, d'investimento, azioni degli operatori delle realtà locali, non sulle idee più o meno valide dei capitani di vascello.

Nel merito, il convegno di La Salle ha sottolineato ciò che da tempo forse è noto; certo la frase "prima di vendersi bisogna sapere chi si è, trovare un senso", è dura da digerire, penso sia dura per tutti, ci ricorda un concetto che ogni studente di marketing conosce bene fin dal suo primo anno: non ha senso fare marketing e promuovere un prodotto se non è ben chiaro che cosa si vende. Un'accusa...come?...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...no, no, non ho dato nessun esame di marketing, però penso che chi sia al primo anno di un corso normale, penso che, digitando tranquillamente su qualsiasi motore di ricerca, uno possa tranquillamente conoscere qual è il piano di studi di un semplice normale cittadino di serie B, che possa sapere che magari al primo anno si possa studiare qualcosa dal punto di vista propedeutico al marketing, e non solo...un'accusa però impietosa, che responsabilmente dobbiamo caricarci sulle spalle tutti noi amministratori, anche noi di opposizione, anche noi di minoranza, senza nessun problema. Ci troviamo di fronte ad una maggioranza che ha sempre voluto rimarcare il carattere di continuità.

Vorrei ripetere questo concetto: ci troviamo di fronte ad una maggioranza che ha sempre voluto rimarcare il carattere di continuità della sua azione amministrativa, quella continuità che avete sempre indicato ai cittadini come elemento di forza. Forse questa denuncia tardiva ci dice però che è interesse di tutti cambiare strada e di non continuare, quanto meno, a sbagliare. È una conclusione che arriva da studi e conclusioni dell'Università e dei suoi ricercatori, e quindi non mia, che non ho quelle competenze manageriali in questo campo. Aggiungo però che, per dare maggiore forza alla sua azione e per costruire più rapidamente un efficace metodo di lavoro, l'Università potrebbe operare in modo sinergico e coordinato, non con poche, come ora, ma con tutte le realtà territoriali: agenzie pubbliche di promozione, associazioni, Consorzi turistici e, non da ultimo, io li inserisco, gli Enti locali tutti, e non solo di certe comunità e di certe località, magari di secondo piano o di secondo livello. Del resto è noto che i Comuni, fino a poco tempo fa, le Comunità montane investivano in promozione, in sviluppo turistico locale, denaro pubblico, a volte in quantità non irrilevanti (forse in questo momento non è più così). Questa collaborazione, soprattutto se indirizzata alla formazione degli operatori, degli amministratori degli Enti locali, deve essere diffusa per non lasciare indietro nessuna realtà territoriale e coordinata per dare maggiori frutti, infine è regolarmente monitorata per valutarne le ricadute delle azioni e degli investimenti avviati.

Una piccola proposta in questo senso: credo che sarebbe opportuno che la nostra Università si concentrasse soprattutto sui metodi, sulle procedure, sulla costruzione di un percorso condiviso, e non sugli obiettivi che devono scaturire dal basso, dagli operatori, dalle singole realtà locali. Immagino una Università coinvolta in tutte le realtà turistiche territoriali, attraverso convenzioni che leghino l'ateneo, non solo i suoi singoli ricercatori, alla realtà economica turistica locale nel suo complesso. È il solo modo che io conosco per garantire a tutti i cittadini, oltre che agli operatori, l'accesso ai contenuti delle azioni intraprese, soprattutto se finanziate, ripeto, con denaro pubblico...noi ci teniamo, magari questo non è il vostro interesse! Si tratta...come posso dire? del solito tasto, che sempre tocchiamo. Anche in questo caso è necessario dare al mondo turistico non una rotta preimpostata dalla politica, ma un metodo di lavoro aperto e trasparente che, peraltro, oggi, sarebbe più facile realizzare grazie alle nuove tecnologie di comunicazione. Solo in questo modo si potrà diffondere la conoscenza dei percorsi formativi, delle buone pratiche, e così via, raggiungere l'obiettivo, che considero più ambizioso, ma necessario, un'adeguata e moderna cultura dell'accoglienza, "moderna" non perché abbandoni le tradizioni consolidate, ma perché le utilizza come base, ripeto, come base di partenza.

Noi, umilmente (perché prima forse sono stato frainteso), umilmente, con le nostre piccole e forse poche capacità, umilmente con la nostra piccola esperienza, umilmente con il nostro trascorso singolo e personale, umilmente per i piani di studio che abbiamo messo in campo in questi anni, umilmente faremo la nostra parte per raggiungere questi risultati, Assessore Marguerettaz. Fino ad oggi, su tutto, avete scelto sempre la strada dell'imposizione dall'alto di programmi e di progetti; avete detto ai valdostani: "fidatevi di noi", anche se poi avete portato la barca ad arenarsi. Sarò felice, spero, se questa volta mi smentirete! Grazie.

Presidente - Grazie. Possiamo chiudere la discussione? Non ci sono altre richieste? Ci sono altre richieste. La parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Grazie.

Per l'attenzione al tema...credo che l'Assessore ci debba anche un po' ringraziare per questa mozione, perché siamo stati eletti a maggio e, da maggio a ottobre, nonostante questi dati ben evidenziati dai nostri colleghi, siamo a fine ottobre a parlare di un argomento del quale abbiamo un piano in scadenza, prorogato l'anno scorso, e che tra 2 mesi non avrà neanche più validità; quindi sotto il profilo politico, visto che l'Assessore non pensava probabilmente che fosse così urgente, quanto meno glielo abbiamo risottolineato. E sul fatto che sia malato...ecco, la battuta del collega Rosset era tanto per rendere ironica la situazione, però sicuramente l'inizio di questa nuova legislatura ci porta sicuramente dell'esperienza nel campo della sanità, da verificare dei risultati poi in campo turistico.

Al di là di questo, io mi sono letto un po' gli atti del piano. Il piano comunque era un piano veramente importante, 226 pagine, votate nel 2010, con validità fino al 2012 e, appunto, prorogato l'anno scorso per spirito e con cortesia dalla consigliatura passata verso la consigliatura entrante, dicendo giustamente: "non facciamo scelte che coinvolgano, e soprattutto mettano in condizione la prossima Amministrazione di essere vincolata". Allora, rispetto a questo, mi chiedo, rispetto a tutti i dati che sono stati ben evidenziati appunto fino ad ora, un piano che ha una valenza ormai di 4 anni, che è stato sicuramente scientificamente organizzato con dati che vanno più indietro nel tempo, quindi dati 2008, 2009, come vengono citati, quanto sia oggi attuale rispetto alle situazioni che abbiamo visto in tanti altri settori, alla crisi che si è evidenziata in tutta la sua drammaticità e in tutte le sue difficoltà. Lavoriamo quindi in campo turistico con un piano che, pur avendo al suo interno tutte le indicazioni, non ha sicuramente quella capacità di essere dinamico, di essere verificabile e, soprattutto, di dare elementi concreti, passo passo, per andare a verificare appunto che si sta facendo un lavoro d'insieme.

Allora la mozione, che poi nei punti dove si chiede di impegnare il Governo non è una mozione che può essere in questo caso neanche respingibile, per certi versi, perché è una mozione che semplicemente vuol fare il punto della situazione su quello che sta capitando a 2 mesi dalla fine del piano...è importante per noi soprattutto per il punto 2, le linee guida del piano strategico futuro, come ci misureremo, su quali indicatori lavoreremo, e che cosa oggi potremmo avere a disposizione come Consiglieri, come Consiglio regionale, per portare un lavoro che non sia sotto il profilo professionale chissà quale lavoro qualificato, perché noi siamo dei responsabili dei cittadini, la nostra formazione ce la facciamo, ognuno di noi, parlando con la gente, con chi lavora sul territorio, con chi lavora con l'Assessorato, con chi vive di questa attività così importante per la Valle d'Aosta, e proviamo a portare appunto queste riflessioni.

Nel discorso più generale, quello che mi sento di chiedere all'Assessore è: intanto, di tutti gli investimenti oggi realizzati in questi 4 anni...ne abbiamo ancora fatti, sono stati realizzati investimenti sui monumenti, sono stati realizzati altri investimenti in termini turistici, impianti a fune...quanto, nell'insieme...altri investimenti che hanno visto la loro conclusione e finalmente un'attività forte sul territorio, penso al Forte di Bard...quanto, nel loro insieme, tutti questi investimenti oggi costituiscono una forza e una sinergia e una capacità di creare attrattiva da rendere, in termini economici, agli operatori e a chi oggi si occupa di turismo per la Valle d'Aosta nel suo insieme; quanto oggi l'Assessorato svolga un lavoro di coordinamento dello sviluppo della politica turistica...abbiamo piani regolatori dove ci sono stati obblighi per gli Enti locali di sviluppare piani turistici, no?...quanto questi obblighi sono oggi coordinati da un piano turistico regionale, per non rischiare che i Comuni - magari anche limitrofi - facciano scelte di tipo turistico incoerenti fra di loro, oppure anche incoerenti con la linea guida regionale...questi sono dati che escono dall'amministrazione pubblica, siamo noi che li abbiamo obbligati a fare questi impegni, ecco! Rispetto agli elementi di capacità di essere realmente attrattivi - che non vuol dire solo andare a fare le fiere, che sono importantissime - il nostro sito quanto risponde alla capacità di ritrovare nel sito i prodotti Valle d'Aosta? Sono verificabili, riusciamo attraverso la nostra impronta attuale...? era, mi pare, uno degli impegni anche della deroga dell'anno scorso, ecco.

Si potrebbero ancora analizzare altri aspetti, però quello che a noi interessa oggi è - e sono considerazioni fatte nel passato, a più riprese, da altri gruppi politici, e Patrizia l'ha sottolineato - oggi, nella crisi verso il turismo, probabilmente bisogna guardare ancora con maggiore attenzione rispetto a prima. Allora, rispetto a questo, la capacità di questo Consiglio, la capacità di contribuire al futuro del turismo in Valle d'Aosta, questa volta è per costruire una mentalità e una visione un po' differente, che non isoli chi fa turismo dal resto della comunità, ma per costruire un percorso insieme a tutta la comunità, perché la comunità valdostana si deve sentire nel suo insieme, nel suo insieme, a questo punto, coinvolta da un progetto di sviluppo turistico che possa fare e creare le condizioni perché l'economia e il nostro PIL interno possa nuovamente crescere, soprattutto possa essere un contributo da unire a future attività nel campo della formazione per i giovani, e anche nel campo degli investimenti.

È un po' con questo spirito, è un po' con queste intenzioni e con questo obiettivo politico che abbiamo contribuito, insieme agli altri gruppi di opposizione, a portare il tema in Consiglio regionale per fare l'analisi, come previsto dal punto 1, degli investimenti messi in campo e per fare, insieme, un percorso e una serie di considerazioni che, evidentemente, non saranno risolutive oggi, ma ci vedranno coinvolti nel lavoro delle commissioni. L'intenzione è di contribuire a un piano del futuro dove si ragioni per avere, appunto, qualche cosa di concreto, di verificabile, di concretizzabile, con degli obiettivi ben identificati nel piano, che può anche avere 226 pagine di nuovo, ma deve avere le pagine dove vengono scritti i misuratori, il come si va a verificare se un euro speso porta, a livello d'indotto...sicuramente con tutte le condizioni che intenderemo mettere nei piani che andremo a scrivere...ma come un euro speso possa comportare una crescita della nostra economia. E soprattutto - questo è quello che vogliamo sia chiaro - come far sì che la Valle d'Aosta si ritrovi a pensare che, in qualche maniera, non si parla più di contributi solo per gli alberghi piuttosto che per le attività ricettive, piuttosto che di posti di lavoro nel campo turistico, ma che la Valle d'Aosta diventi, insieme al suo Consiglio, una comunità che lanci questa sfida a tutti quei territori che indichiamo sempre, uguali al nostro, che sembrano sempre più capaci di fare. Come amministratori, e come comunità, dobbiamo avere questa volta la capacità, tutti insieme, di esprimere un grande investimento per il turismo e di essere concreti a verificarlo, giorno dopo giorno, senza scrivere più piani enormi che verifichiamo a 4 anni dalla loro conclusione.

Président - La parole au collègue Grosjean.

Grosjean (UVP) - Ebbene sì, voglio dire anch'io due parole sul turismo...vista l'agitazione dell'Assessore mi sembra giusto! Due considerazioni semplici, semplici.

Siamo qui a parlare di turismo, stamattina parlavamo di Saveurs du Val d'Aoste, siamo alla fine di un piano sperimentale e...risultati non ce ne sono! Avevamo un'altra organizzazione che nel turismo poteva funzionare, è stata cassata, la Route des Vins. Stiamo qui a parlare di "identità"...vuol dire che in questo momento abbiamo fallito su tutti gli obiettivi, perché se non c'è un'identità del territorio, per quale motivo il turista viene? Ma questa riflessione l'abbiamo fatta, l'abbiamo sentita dire dagli operatori parlando con i ristoratori, cioè la gente viene qui, e dopo una volta, due volte, si ritrova quasi come ad essere in mezzo a una via di Milano, in alcune nostre cittadine turistiche, perché di identità non c'è più niente...personale che non conosce il posto, sovente che non parla neanche né l'italiano, né il francese!

La mia impressione, quindi, è che facciamo dei grossi programmi, dei grossi libri da 226 pagine - che poi diventano anche difficili da leggere e da capire - per arrivare poi a questa situazione, dove dopo quattro anni di piano siamo qui, a chiederci com'è la situazione...ma non c'è mica bisogno di andare tanto lontano! In alcune zone il turismo funziona, basta attraversare il Tunnel del Monte Bianco e abbiamo Chamonix, dall'altra parte, che è un esempio di come il turismo potrebbe funzionare, un turismo di montagna. Sentivo, prima, dei dati confortanti: il turismo estivo, in estate, fa più numeri del turismo invernale, eppure di turismo estivo non ne parliamo mai...noi, se il turismo vogliamo che funzioni, dobbiamo farlo lavorare tutto l'anno!

Credo quindi che veramente sia ora di rimettere insieme tutte le organizzazioni e incominciare a lavorare seriamente per poter rilanciare questo settore che, sicuramente, è il settore più importante dell'economia valdostana, perché senza il turismo neanche l'agricoltura e le altre attività possono avere uno sviluppo in Valle d'Aosta.

Presidente - Grazie. Altri? Chiudiamo la discussione generale. La discussione generale è chiusa. Per la replica, la parola all'Assessore Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Grazie Presidente.

Il collega Bertschy chiedeva un ringraziamento, io ringrazio effettivamente tutti i colleghi per gli interventi qualificati, circonstanziati.

Non ho ritrovato un paio di valutazioni, però è probabilmente una questione di sensibilità, questo "clima costruttivo" e questa "umiltà", perlomeno era discontinua, perché qualcuno è veramente salito in cattedra, dando non tanto un contributo, ma dando un giudizio inappellabile, dando e stroncando; quindi addirittura mi veniva il dubbio: ma avranno veramente bisogno di una commissione e di un confronto? perché con delle certezze così importanti non credo ci sia spazio per un confronto, nel senso che erano dei giudizi lapidari, senza tuttavia vedere un po' di contraddizione in queste valutazioni, perché, quando i numeri non sono funzionali al proprio ruolo, si dice che questi numeri sono relativi. Sottoscrivo totalmente il fatto che i numeri sono relativi, non si può vivere solo di "arrivi" e di "presenze", perché gli "arrivi" e le "presenze" sono un indicatore; poi, voi me lo insegnate, in modo abbastanza banale, non possiamo considerare gli incassi, anche di un semplice ristorante, solo considerando i coperti, perché se la spesa media diminuisce in modo importante, anche a parità di coperti, io incasso di meno e lavoro probabilmente lo stesso! Quindi, sono il primo a dirlo, ma questi sono i dati oggettivi che abbiamo.

Se facciamo un ragionamento su dati oggettivi e li paragoniamo a quelli di altre realtà, probabilmente non siamo così messi male; non è che io ho delle certezze, però non possiamo neanche fare come la collega Morelli che mi prende Valsavarenche e mi dice "meno 20 percento", perché non ha preso la Valle di Rhêmes, che è a fianco, dove probabilmente i dati non sono gli stessi? Allora perché deve prendere la Valsavarenche e dire meno 20 percento? Non è che è andata a scegliere in tutto il panorama il numero che le "sfagiolava" di più? Allora probabilmente non diamo una rappresentazione corretta di quello che accade.

Allora sicuramente sono totalmente a favore di questa mozione, totalmente a favore per dar modo ad una commissione di fare un'analisi e, senza voler intervenire nel calendario, nell'organizzazione di questa commissione, sarebbe anche interessante se la commissione potesse audire questi esperti che si sono pronunciati, per vedere se è proprio quello che hanno detto o quello che è stato scritto, perché io ho perlomeno il dubbio che le cose che sono state citate in quest'aula siano, diciamo pro domo sua, sono delle valutazioni che sono state fatte per argomentare una tesi. Allora, se l'obiettivo è quello di trovarci poi in commissione a dire: la maggioranza ha lavorato bene o ha lavorato male, a seconda del cappello che abbiamo, probabilmente tradiamo gli intenti nobili di una mozione che dice: "analizziamo e poi prendiamo delle decisioni".

Il ragionamento che fa il collega Chatrian sicuramente lo condivido, però, non è stato rappresentato da tutti nello stesso modo: quando le associazioni di categoria si esprimono, se non criticano l'attività del Governo, le associazioni di categoria non contano...o hanno paura o sono dei servi! Ma convochiamoli in commissione, diteglielo in faccia che sono dei servi, che hanno paura e che devono lusingare. Voi sapete bene che non è così e che avete forzato il ragionamento, non è così! Perché quando le associazioni non erano d'accordo, hanno sicuramente alzato il tiro.

Ora, quando si danno delle notizie, anche lì, non bisogna poi esagerare con posizioni troppo di parte, perché quando si parla dei 10 milioni che vengono assegnati in gestione speciale alla casa da gioco, al Grand Hotel Billia, nessuno dice che quello è un finanziamento che deve essere restituito, non è un fondo perso e, quando parliamo dei fondi di rotazione, da nessuna parte del Governo avete sentito che noi abbiamo tolto i fondi di rotazione! Abbiamo detto l'esatto contrario: verranno mantenute le risorse e verranno messe le risorse per "finanziare". Non possiamo quindi giocare mettendo in contrapposizione un'iniziativa - che è vero che è a regia regionale - con le iniziative dei privati, perché parliamo di mutui e abbiamo detto che garantiamo comunque i mutui al settore privato.

Quando parliamo dei grandi eventi, voglio solo fare un piccolo excursus dei grandi eventi, perché è stato citato l'accordo con la RAI: l'accordo con la RAI è un accordo molto più completo rispetto a un Capodanno! In questi giorni stanno girando "Linea Verde", stanno riprendendo quello che sono le nostre particolarità, collega Grosjean, stanno facendo le riprese nelle vigne, stanno facendo le riprese nei meleti, stanno valorizzando la nostra specificità, e così le altre trasmissioni che hanno evidenziato e hanno valorizzato le aree protette, il Mont Avic, il Mont Mars, il Gran Paradiso. Questo è un accordo generale, è un accordo generale che ci ha permesso di andare a Monte Carlo a presentare il Tor des Géants. Avete visto la delibera poco tempo fa, la RAI nazionale distribuisce in tutto il mondo il filmato che dà una rappresentazione del Tor des Géants.

Mi consentirà, collega Morelli, se avrò l'ardire di ricordare una sua mozione, una sua interpellanza, al veleno, dove si scagliava contro il Tor des Géants, 3-4 anni fa, dicendo che quello non era un modo corretto di rappresentare la Valle d'Aosta, che era un investimento "assurdo"; fortunatamente, collega Morelli, non l'ho più sentita dire queste cose; ma era solo per dire che ogni volta che noi facciamo qualcosa ci si lancia contro e si demonizza.

Collega Fontana, anche lei, non ho più sentito dire niente sulla Juventus, perché, anche lì, abbiamo avuto degli attacchi incredibili, dopodiché avete avuto modo di vedere che gli albergatori di Saint-Vincent, gli albergatori di Châtillon, tutti gli albergatori hanno detto "meno male, meno male che c'è la Juventus"...e parlo da non juventino! Allora, questo tipo di discorso, vedete, non possiamo tirarlo a seconda del fatto che abbiamo il cappello della maggioranza o della minoranza! Cerchiamo di fare un'analisi, io sono assolutamente d'accordo.

Collega Bertschy, lei si ricorda quando era Sindaco di Hône e il sottoscritto, come Assessore, convocava le conferenze d'ambito. Le ho sempre riconosciuto un'onestà intellettuale perché in quella sede ha avuto modo di dire davanti a tutti: "beh, l'Assessore e l'Office hanno fatto la loro parte, tocca a noi adesso fare qualche cosa". Allora aveva il cappello del Sindaco, nella riunione di Pont-Saint-Martin, era la riunione comprensoriale, quindi si andava sul territorio e convocavamo Pro loco, albergatori, commercianti, Sindaci, Camera di commercio. L'abbiamo fatta anche ieri questa riunione, abbiamo fatto la stessa riunione che facevamo anche quando c'era lei, ne faremo tutta una serie sul territorio, dove ci sarà un momento di confronto e, anche in quella sede, si diceva al territorio...

(intervento di un Consigliere, fuori microfono)

...no, no, era solo per dire, no, io non volevo controbattere a lei, volevo semplicemente portarla a testimone, e le ho anche riconosciuto un'onestà intellettuale, perché, ancorché già allora non fosse esattamente allineato al pensiero, aveva avuto modo di riconoscere il lavoro corretto fatto dall'Amministrazione. Ma anche nelle rappresentazioni che sono state fatte io non vorrei sminuire il lavoro, non tanto del sottoscritto, ma di tutto l'Assessorato, perché, vedete, è troppo facile ridicolizzare, "ma qua abbiamo messo una che si occupa di sanità"; al di là del buon gusto, ognuno valuta il proprio, ma c'è un'attività di tutto un insieme di persone, quindi il lavoro fatto dall'Assessorato non è il lavoro fatto da Marguerettaz, è il lavoro fatto da un'équipe di tutta una serie di persone che lavorano e che portano anche dei risultati.

Allora, avevamo avuto modo di fare - perché l'unica cosa che non facciamo è nasconderci - una riunione pubblica, dove avevamo fatto una serie di analisi puntuali su tutti gli investimenti che avevamo fatto su tutti i mercati esteri, in modo puntuale: abbiamo investito in Francia (e che cosa è successo in Francia); abbiamo investito in Germania (e che cos'è successo); abbiamo investito in Russia (e che cos'è successo) e, in quella sede, avevamo dimostrato, conti alla mano, che in tutti i mercati dove avevamo lavorato c'era stato un incremento, erano aumentati sia gli arrivi che le presenze.

Allora, quello che voglio dire - per il bene che uno vuole al proprio lavoro - è che io sono molto contento di fare anche una serie di incontri, non solo uno, perché sennò diventa uno spot, diventa un "hai fatto bene, hai fatto male". Il piano di marketing è esattamente quello che ha detto l'Università! Perché nel piano di marketing abbiamo evidenziato quelle che sono le attività da svolgere e quelle che sono connotanti, quelle che vanno a valorizzare l'identità! Ma quello ovviamente è un progetto, non è che possiamo dire che, a fronte di un progetto, tutto si è realizzato! Anche perché non è facoltà di un'amministrazione, in solitudine, realizzare un progetto, bisogna che vi sia un seguito da parte degli operatori. E se gli operatori, oggi, nel loro complesso, hanno un buon rapporto con l'Amministrazione regionale e con l'Assessorato, non è per piaggeria, perché c'è un lavoro costante. In questi giorni c'è una commissione mista, fatta dagli albergatori, dall'Office e dall'Assessorato, che sta lavorando sul Booking, perché sicuramente ci sono delle debolezze, non è che ci si nasconde dietro a un dito, ma bisogna capire del perché e bisogna capire quelle che sono le soluzioni.

Spero quindi che, al di là del gioco delle parti, questa attività in commissione venga fatta per...non tanto demonizzare l'attività fatta dall'antagonista politico, ma che ci sia di fondo il bene dell'economia e del turismo della Valle d'Aosta.

Presidente - Grazie. La parola alla collega Fontana.

Fontana (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Vede, Assessore, quello che sostenevo l'altra volta...ho ben chiarito che non ero contro la questione che venisse la Juve, ho detto: in un momento di difficoltà che sta attraversando la Valle d'Aosta, spendere quasi circa 5 milioni tra il Capodanno di Courmayeur e l'arrivo della Juventus...non saranno 5...quanto sono? sono 3 milioni in tre anni, per il Capodanno? Va bene! Allora, noi abbiamo problemi di lavoro, ci sono famiglie che non hanno lavoro...ho detto che si poteva fare una scelta e cercare di dare lavoro a tutti quei padri di famiglia, in quel periodo anche ci sono state tantissime fabbriche che hanno chiuso e tantissima gente a casa...era questo il mio ragionamento! Io non sono contraria, in un altro momento ben venga! Volevo solo chiarirlo, perché non sono contro la Juve, poi ben venga per il turismo di Châtillon e di Courmayeur...però, gli altri paesi, diciamo che non è che ci hanno guadagnato tanto! Comunque sono scelte che avete fatto voi; se lei sostiene che il ritorno c'è stato, ben venga, però volevo chiarirlo.

Sulla questione del direttore, io non sono convinta che abbia fatto una buona scelta, perché avete delle figure qualificate. Parliamo sempre di mettere persone che se ne intendono di turismo e poi mette una figura...io non ho niente contro quella persona, ma si poteva anche fare un'altra scelta, anche perché all'interno del turismo avete persone qualificate. Torniamo sempre al punto di dire: "dobbiamo premiare le persone", e poi fate delle scelte politiche...poi vedremo se questa sua scelta andrà sempre bene! Io penso che lei, Assessore, ha veramente poco da essere...così, entusiasta, di ridere sempre di ogni cosa che noi diciamo, le cose non vanno bene come dice lei! Sui trasporti va bene? Il turismo va bene? Mi dica cos'è che va bene, e poi, se vogliamo far finta di niente, di non vedere, va bene! I cittadini penso che queste cose le vedano, anzi bisogna veramente mettere un pochino - anche da parte sua - un po' di umiltà e cercare di lavorare per il bene della Valle d'Aosta, tutti. Qua non si tratta di chi ha un cappello o un altro...qui, se andiamo a picco, andiamo a picco tutti! Allora che ci sia la buona volontà di lavorare in una direzione, quella per il bene della Valle d'Aosta. Grazie.

Presidente - Grazie. Per la replica, la parola alla collega Morelli.

Morelli (ALPE) - Merci Madame.

Assessore, qui non si tratta del "gioco delle parti", qui si tratta di volere o non volere vedere la realtà. Io capisco che lei difenda appassionatamente il suo operato, ci mancherebbe! Sono cinque anni, no, anzi, cinque anni e mezzo che è Assessore al turismo, e sicuramente lei ha il diritto di difendere il suo operato, ma ciò che le chiediamo noi, oggi, è di voler fare il punto della situazione, di guardare la realtà, che non è una realtà così rosea e così consolante! Io ho citato dei dati, non ho detto che sono drammatici, ho detto che sono preoccupanti, perché vanno contestualizzati. No, no, guardi, si riascolti il suo e il mio intervento, e si accorgerà che, quando io ho detto che il calo è del 3 percento, ho detto che non sono dati drammatici, ma che sono preoccupanti! Riguardo al dato di Valsavarenche, mi sembra un dato estremamente emblematico: Valsavarenche è nel cuore del parco del Gran Paradiso, eppure c'è un calo del 20 percento, non di pochi punti percentuali, del 20 percento! Vogliamo rendercene conto, vogliamo cercare di capirne le ragioni? Oppure diciamo: "sì, però, la Valle di Rhêmes...guarda come va bene"! Se permette, io mi occupo delle criticità, prima di tutto!

Riguardo poi ad alcune sue affermazioni, io lo ribadisco: il contratto con la RAI, che prevede il Capodanno di Courmayeur, è incoerente, totalmente, con la nostra identità turistica; andava bene per una località come Rimini, certo, la capitale del divertimento, ma noi non siamo la capitale del divertimento! I turisti che vedono il Capodanno di Courmayeur, e poi vengono in Valle con quell'immagine lì, trovano tutt'altro! Sì, mi permetta di dirlo, trovano tutt'altro! Noi non siamo la capitale del divertimento, credo che abbiamo altri atout: le montagne, le Alte Vie...e torno al Tor des Géants. Il Tor des Géants è una manifestazione che coinvolge la popolazione e sprigiona un carico di umanità, che io non nego, ma anche questo...no, no, non negavo quello! Io sono rimasta della stessa opinione di allora riguardo al fatto che quello sia lo strumento ideale per promuovere le Alte Vie, e le assicuro che, se lei parla con un po' di persone in giro, ce ne sono tante che la pensano come me, e sempre di più, nonostante il successo del Tor des Géants! Perché promuovere le Alte Vie, vuol dire far capire che la montagna è accessibile a tutti, che le Alte Vie sono percorsi che tutti possono percorrere. Il Tor des Géants, invece, fa passare un'immagine che è diversa, che è quella del superuomo, dei supercampioni che resistono alla fatica. Credo che trasmetta un'immagine che non corrisponde ad una corretta promozione delle Alte Vie. E sono ancora della stessa opinione, eh!

Quanto al finanziamento per il Casinò, lo sappiamo bene che è un mutuo, è un mutuo chirografario, ne abbiamo già parlato, ne abbiamo già parlato in questa sede, e non voglio ritornarvi. Il mio spirito, Assessore, nell'illustrare questa mozione, non risponde al gioco delle parti. Io sono veramente preoccupata del fatto che, nonostante i soldi che sono stati messi in questi anni, la Valle d'Aosta non riesca ancora a trovare uno sbocco per la sua identità turistica. Se dovessimo fare un rapporto reale tra i soldi che ci abbiamo messo e quella che è la ricaduta, dovremmo constatare che forse non abbiamo agito per il meglio, e quindi io mi auguro veramente che potremo, in commissione, potremo confrontarci in modo laico, assolutamente senza fare il gioco delle parti, perché il nostro intento non è quello, il mio intento non è quello, glielo assicuro!

Presidente - Altre richieste d'intervento? Per dichiarazione...no, per replica. La parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Sì, ringrazio l'Assessore che ricorda sempre la mia precedente esperienza...sarà anche che su alcuni punti non sempre abbiamo trovato convergenza nelle cose che facciamo, su altri sì, però quello che io credo importante sia che reciprocamente non si salga in cattedra, Assessore, perché lei ha un po' l'abitudine - dicendo agli altri che salgono in cattedra - di salire poi lei in cattedra! È vero che ha la posizione la più alta, fisicamente portante, però se ci poniamo con un po' di spirito costruttivo non saliamo in cattedra, nessuno...no, no, no, no, ci mancherebbe che mi offendo, sennò le direi altro, e quindi cerchiamo di confrontarci.

Quando mi riferivo al piano turistico, mi riferivo agli impegni sul piano regolatore: sul piano regolatore dei Comuni turistici, oggi, c'è l'obbligo di spendere dei soldi per fare dei piani turistici, e questi soldi vanno spesi...e credo che su questo non abbia nessun problema ad ammettere che si debba lavorare in tal senso...vanno spesi cercando di seguire una linea guida generale, proprio per essere coerenti con il piano che facciamo, con le attività che stiamo facendo tutti insieme, mentre mi sono riferito in maniera positiva al fatto che l'Office è sceso sul territorio. È inutile stare a ribadire l'importanza di avere unificato gli Office, tutte quelle cose che credo sia giusto sottolineare; se è il caso di sottolineare per essere più costruttivi lo facciamo, però andiamo avanti per lavorare sulle criticità, non tanto per inasprire le criticità e mettere in difficoltà, però l'attività dell'amministratore è anche quella di andare in quella direzione. Allora, importante è stata l'attività dell'Office con tutte le difficoltà attuali, perché in quelle riunioni ci si rende conto di quanto quell'elemento culturale - del quale facevo riferimento alla conclusione del mio intervento - sia ancora distante sulla comunità, quanto le persone facciano ancora fatica a capire che dovremmo essere tutti coinvolti nel pensare che il turismo può essere uno sbocco futuro con altri settori per rilanciare la Valle d'Aosta.

Quelle riunioni sul territorio, quindi, hanno comunque creato una prima apertura e un primo confronto del quale sottolineo ancora l'importanza. Però tanto c'è da fare, tanto c'è da fare, per esempio rispetto alla Bassa Valle, al Forte di Bard e a tutto quello che dobbiamo ancora fare per coinvolgere quelli che sono sul territorio, perché l'associazione sta facendo attività importanti, ma probabilmente il territorio, oggi, non è ancora pronto a seguirle, o non siamo ancora capaci tutti insieme di coinvolgere tutto quello che si realizza. Quindi è su questo piano che, almeno personalmente, ho portato la discussione, in questo momento, perché se vogliamo analizzare i dati critici non è quello che fa difficoltà, soprattutto in una fase come questa.

Allora, su una volontà comune, che mi pare che un po' tutti - pur con delle differenze - abbiamo dimostrato, ci aspettiamo lo spirito costruttivo, perché poi il grande problema, oggi, che è pubblico e privato, qual è? che anche fossimo bravi a promuoverci, anche fossimo bravi a costruire un insieme forte, sinergico, la parte della commercializzazione del prodotto Valle d'Aosta è ancora distante da arrivare! Abbiamo Consorzi che, se le facciamo un'interrogazione per chiederle quanto hanno venduto, sa benissimo che lì, sì, va in difficoltà magari a capire se il sistema...non lei, ma il sistema Valle d'Aosta...quindi su quell'elemento lì, se vogliamo trovare dei confronti politici...su quello dobbiamo prepararci a una sfida, perché potremmo essere bravi a promuovere, potremmo essere bravi a far sinergia, ma se non saremo bravi a commercializzare il prodotto Valle d'Aosta i nostri sforzi saranno vanificati.

Presidente - Grazie. La parola, per replica, al collega Rosset.

Rosset (UVP) - Assessore, lei pone sempre un'azione difensiva, cioè la scarica sempre sulla responsabilità della minoranza a porre irrisorie considerazioni. Ora non basta che lei metta la casacca bianconera per risolvere i problemi del turismo in Valle d'Aosta, i problemi sono altri! Lei non può negare che l'Office ha dovuto giustificare ripetuti malfunzionamenti, non può negare che il piano di riforma del marketing e il piano strategico avrebbero dovuto dare altri risultati dopo 4 anni!

E allora la nostra azione va nell'ottica di trovare attorno a un tavolo la soluzione. Nessuno mette in discussione la Juventus (anche se ci sarebbe da discutere), nessuno mette in discussione il Tor des Géants, che è sicuramente una manifestazione importante, per quel che mi riguarda, nessuno mette in discussione il Capodanno di Courmayeur, ma credo che il piano vada in un'altra direzione, ha altre prospettive, ha altre considerazioni; mi limito al piano strategico sui campi da golf, che ancora aspetto, magari ne parleremo la prossima volta. Quindi non è che qui uno viene per criticare il suo operato, viene a evidenziare quello che il piano non ha portato a termine.

Presidente - Grazie. Non ci sono altri? La parola al collega Donzel.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Sfruttiamo l'opportunità che ci offre l'aula per chiarire quelli che sono sempre i legittimi tentativi di un Assessore che deve difendere il suo operato, di depistare regolarmente le discussioni, qui come in commissione. Allora, ben venga questa grande apertura a venire in commissione, però, ripeto, siamo leali tra di noi. Qui c'è un impegno preciso, in questa mozione, quindi venire in commissione non com'è successo recentemente, per portarci in giro in considerazioni varie, qui c'è un impegno preciso a presentare, entro 30 giorni, un quadro esaustivo, quello che c'è scritto nella mozione. Se si vota una mozione, si vota quello, non si viene in commissione a dire: "ma no, non avevo capito", quindi ben venga questo spirito di positività, ma rispetto a impegni ben precisi.

Altra considerazione riguardo a quello che dovrebbe essere questo ruolo di ipercritica dell'opposizione...beh, non siamo stati eletti, ripeto, per venire qui a...diciamo "a scaldare i banchi", siamo qui per cercare di capire le cose che funzionano e le cose che non funzionano. Lei tende sempre a depistare la discussione e ad interpretare il pensiero altrui; io vorrei che rimanessimo più sui fatti. Lei, invece, tende a dire alla collega: "ma lei non voleva la Juventus".

Noi vorremmo capire se gli investimenti fatti per portare Juventus, Inter, Milan - non voglio riferirmi a una società sportiva in particolare - hanno poi, nel tempo, costruito una ricaduta turistica duratura non solo per i due bar in questione, ma hanno creato cultura turistica nel nostro territorio ed è stato, quindi, questo denaro pubblico, un volano dello sviluppo turistico. La stessa cosa vale per il Capodanno a Courmayeur, sennò sono degli interventi per cui uno butta del denaro lì e, naturalmente, se uno mette del denaro a disposizione ci sono delle ricadute! Se uno dice: "dimezzo...regalo un pacchetto di biglietti" quando andate a trovar gli amici cinesi, e regalate loro dei biglietti a metà prezzo per venire in Valle d'Aosta, arriva della gente e tutti gli albergatori dicono: "che bello, abbiamo riempito tutte le stanze della Valle d'Aosta"...sì, ma qual è la ricaduta? Che cosa abbiamo costruito dietro? Quello che noi vorremmo capire è se c'è un vero e proprio progetto che sta camminando, vediamo costruire un turismo che si autoalimenta poi, cioè il denaro pubblico diventa volano di sviluppo per il nostro territorio. Francamente, su questo abbiamo dei legittimi dubbi. C'è di mezzo la crisi economica, perché è stata usata più o meno correttamente, per giustificare alcuni risultati. E l'obiettivo di andare in commissione, di discutere per i prossimi 3 anni è proprio questo: di capire, rispetto anche alla realtà della crisi economica, come i nostri investimenti pubblici diventano volano per costruire il turismo, perché si potrà dire che Aosta è legittimamente candidata a essere la Capitale della cultura europea, ma francamente non è la capitale europea dell'accoglienza alberghiera, eh! Guardiamoci tutti in faccia: è la capitale europea dell'accoglienza turistica alberghiera? No! Diciamocelo: c'è da lavorare, c'è da lavorare!

Qui vengo all'altro punto su cui mi sono arrabbiato per 5 anni e mi riarrabbio di nuovo: il tentativo di far passare le critiche di una parte dell'opposizione...perché io lo dico chiaro, il PD-Sinistra VdA è critico, è critico...chi ha il compito d governare governi, poi vediamo se ci sono le collaborazioni da costruire sui progetti! Noi, per adesso, svolgiamo l'azione critica, poi vediamo sui contenuti se c'è da costruire qualcosa. Allora, i rapporti coi funzionari...tutte le volte "ah, ma voi criticate il lavoro di chi è messo lì, a lavorare"...noi, anzitutto, critichiamo la scelta politica e gli indirizzi che ha dato il funzionario, dopodiché è chiaro che il funzionario lavora in un campo che è quello che gli è stato affidato. Basta dire che ce l'abbiamo con i funzionari, con l'usciere dell'ufficio del turismo! Noi non abbiamo criticato chi lavora in quegli uffici, gli impiegati, eccetera, abbiamo criticato la scelta "non felice" di una persona che, a nostro giudizio, a differenza degli spot televisivi che si son fatti sul funzionamento della sanità valdostana...cioè per noi è stata una persona che ha gestito "male" la sanità valdostana ed è stata messa in un luogo strategico della Valle d'Aosta! Lei difende quella scelta? Noi la contrastiamo, quella scelta, la contrastiamo! E su questo siamo chiari.

Quindi ben venga questa sua disponibilità a discutere, ma sia chiaro che non è che la disponibilità a discutere fa venir meno critiche legittime che abbiamo fatto a scelte che noi non abbiamo visto diventare volano di sviluppo per la Valle d'Aosta.

Presidente - Bene. Altri? Ha chiesto la parola l'Assessore Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Solo per chiarire che, da questo ruolo che ho, non mi avete mai sentito dire che tutta l'attività è perfetta e, nel momento in cui si dice: c'è da lavorare, sono il primo che dice c'è da lavorare. Ricordo solo, rispetto alle previsioni che avevamo all'inizio dell'estate o all'inizio dell'anno, qual è il risultato finale.

Allora io sono allineato totalmente al pensiero della collega Morelli nel momento in cui dice: "dobbiamo guardare con attenzione", non mi piace il termine "con preoccupazione", ma con attenzione quello che potrà essere lo sviluppo. Ma ad oggi, se non abbiamo dei dati drammatici che, invece, caratterizzano le altre località, almeno dire che forse non abbiamo sbagliato tutto, che forse qualche cosa di fatto bene è stato fatto, dopodiché "mah, potevi fare quello"...tutto vero, ma, collega Donzel, io non mi voglio fissare, probabilmente sulla manifestazione che è andata meglio, e quindi sono molto contento che di fatto ci sia stata un po' di "redenzione", da parte della collega Morelli, ma questo è abbastanza tangibile, perché se voi andavate e digitavate su Google "Alte Vie", quattro anni fa...sa quando veniva fuori la Valle d'Aosta? In quinta pagina! Le Alte Vie non è che le abbiamo inventate né io né Isabellon, c'erano già, ed erano in quinta pagina; oggi, grazie anche al Tor des Géants, siamo in prima pagina, siamo negli schermi, siamo nei programmi, siamo su internet, siamo dappertutto; ma valorizziamo la nostra identità, Grosjean, non è che valorizziamo via Monte Napoleone! Allora, ecco che dico: la critica, se c'è un'onestà intellettuale di fondo, è ben accetta, perché ti porta a fare meglio, non è che uno dice "qua c'è la verità", ma non è che possiamo dire che è tutto un disastro! Collega Rosset, lei parla di "casacca", se ho la casacca...insomma, lasciamo perdere le casacche, perché poi uno è capace che cambi, lasciamo perdere, lasciamo perdere!

Allora, quello che voglio dire è che io vado volentieri, in Commissione voi avete fatto una mozione che è precisa, cerchiamo di farla e di sfruttare quell'occasione. Ho dato un suggerimento, portiamoli gli esperti, ma facciamo un confronto all'americana, quindi le associazioni, con tutti presenti attorno a un tavolo; l'abbiamo fatto la volta scorsa su certi argomenti e ha dato dei buoni risultati, proviamo a farlo anche questa volta.

Presidente - Grazie. Altri? La parola al Presidente Rollandin.

Rollandin (UV) - Sì, grazie Presidente.

Due brevissime considerazioni. Io ho sentito con molta attenzione, ho ascoltato gli interventi e devo dire che, anche collegati con la mozione, gli interventi avevano due direzioni: una, quella di cercare di far capire come si può cercare di migliorare, di mettere assieme, e l'altra di dire che quello che è stato fatto è stato un fallimento, non c'è stato nulla.

Noi avremo occasione, non è oggi e non sto qui a dire, però avremo occasione di dire come il turismo non è solo quello che avete chiesto, di come è stato il marketing, il turismo è tutto quello che è il lavoro fatto da una pubblica amministrazione che va nella logica del turismo; tutto quello che si è investito nella parte culturale, in tutti i monumenti, non va nel discorso del turismo? Tutto è turismo, sul turismo si può discutere per settimane. Poi, sulle strategie...quando andiamo sulle strategie ognuno è più prudente, e anche il convegno...io tornerò, quando discutiamo il bilancio, anche sui risultati del convegno di La Salle, a cui sono andato e ho sentito anche la professoressa che ha logicamente coordinato in modo meritevole questo congresso, e poi parliamo anche di questo.

Il bilancio sarà il modo anche di ritornare su questi temi del turismo, perché lì vedremo gli investimenti che hanno come ricaduta il turismo...quando parleremo degli impianti di risalita, che cosa abbiamo dovuto fare...tutto questo è turismo, sono investimenti per il turismo che abbiamo fatto in questi anni! Se non c'era questo, chi parlava più della stagione invernale o di quella che è l'attrattiva? Fino a 7 anni fa, ognuno andava via con il proprio cartello: La Thuile andava ai saloni col proprio cartello, Breuil con il proprio...oggi si presenta la Valle d'Aosta e...ci venite a dire che non è stato fatto nulla? Confrontiamoci, per carità! L'Assessore ha già dato la disponibilità, e con il bilancio avremo un'altra ghiotta occasione per ritornare su questo tema, così dimostreremo che cosa è stato fatto.

Presidente - Bene, possiamo mettere in votazione la mozione. La votazione è aperta. Votate colleghi. Possiamo chiudere la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 35

Favorevoli: 35

Il Consiglio approva all'unanimità.

Passiamo ora al punto 19 all'ordine del giorno.