Oggetto del Consiglio n. 205 del 23 ottobre 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 205/XIV - Disegno di legge: "Modalità gestionali, organizzative e di funzionamento dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, della Liguria e della Valle d'Aosta. Abrogazione della legge regionale 13 luglio 2001, n. 11".
Presidente - Ricordo che siamo in discussione sulla legge...no, scusate, c'è la relazione del collega Restano. Ha la parola.
Restano (UV) - Grazie Presidente.
Allora, discutiamo del disegno di legge regionale n. 2, "Modalità gestionali, organizzative e di funzionamento dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, della Liguria e della Valle d'Aosta" e della contestuale abrogazione della legge regionale 13 luglio 2001, n. 11. Voglio preliminarmente rappresentare che il presente disegno di legge è stato esaminato dalla V Commissione il 10 ottobre scorso, previa audizione dell'Assessore competente e del Dirigente regionale Ruffier Mauro, ed è stato approvato all'unanimità. Ringrazio quindi la commissione per il proficuo lavoro e per il confronto diretto e leale che abbiamo avuto nel corso dei lavori.
L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, della Liguria e della Valle d'Aosta ha la sua sede centrale a Torino, in via Bologna, ed opera sul territorio da cento anni. Si occupa di ricerca, progettazione, realizzazione e fornitura di servizi per presidiare, monitorare e garantire la salute pubblica attraverso la sicurezza alimentare, la sanità ed il benessere animale. L'Istituto pone massima attenzione ai bisogni generali e specifici di salute pubblica delle Regioni di competenza, per soddisfare, attraverso il costante monitoraggio epidemiologico, l'attendibilità di diagnosi, di assistenza con interventi specifici, nonché il miglioramento delle professionalità degli organismi preposti all'attività di sicurezza alimentare, di sanità e benessere animale e di analisi.
Presidente - Colleghi, un po' di silenzio, non si riesce a seguire...
Restano (UV) - L'Istituto Sperimentale dispone di una sede centrale e di dieci sedi periferiche, di cui una nella nostra regione, in località Amérique a Quart. La sede valdostana, a partire dal '99, è stata riconosciuta quale centro di referenza nazionale per le malattie degli animali selvatici. Le attività svolte presso il centro sono: la diagnosi delle malattie degli animali alpini e sviluppo di tecniche diagnostiche applicabili e fruibili per gli animali selvatici (patologie emergenti, patologie riemergenti, patologie frequentemente riscontrate, zoonosi dei selvatici trasmissibili agli animali domestici e all'uomo); la prevenzione sanitaria (monitoraggio e sorveglianza dei patogeni nei "reservoir" selvatici ed analisi dei focolai epidemici, monitoraggio e sorveglianza su scala nazionale della gestione delle emergenze sanitarie, integrazione della sorveglianza sanitaria umana, veterinaria e della sorveglianza delle infezioni degli animali selvatici). A tale proposito, direi che questa attività è ben collocata in Valle d'Aosta, in quanto questo centro si trova dove ha sede un Parco nazionale tra i più importanti d'Italia e in un importante Parco regionale, e quindi può espletare al meglio le sue funzioni e lo sta dimostrando con la sua attività, anche per quanto riguarda il monitoraggio del Cesio, cui questa mattina è stato fatto riferimento in questa sala. La gestione sanità si occupa anche di gestione sanitaria e della ricerca scientifica.
Presso gli altri dieci centri viene svolta la seguente attività: analisi per il controllo di alimenti di origine animale e vegetale; analisi e supporto tecnico e scientifico per l'eradicazione delle malattie degli animali domestici; supporto tecnico-scientifico per la farmaco-vigilanza; analisi e supporto tecnico-scientifico in materia di igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche, nonché di miglioramento delle produzioni animali; sorveglianza epidemiologica, formazione del personale specializzato nel campo della sanità animale e della sicurezza alimentare in Italia e all'estero e, in ultimo, la realizzazione di ricerche per lo sviluppo delle conoscenze nel settore dell'igiene, della sanità veterinaria e della sicurezza alimentare. Per lo svolgimento di tali attività sono occupati quattrocento professionisti, sette di questi lavorano e vivono in Valle d'Aosta. Devo far notare che i lavoratori sul territorio nazionale lavorano in sinergia con il laboratorio di Aosta e quindi eseguono queste azioni anche per l'Unità sanitaria locale della Valle d'Aosta.
L'entrata in vigore del decreto 28 giugno 2012 n. 106, "Riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero della salute, a norma dell'articolo 2 della legge 4 novembre 2010, n. 183", prevede il riordino degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali; richiede, quindi, l'approvazione in leggi regionali per l'adeguamento della vigente disciplina degli Istituti alle nuove norme. Risulta pertanto indispensabile che le leggi regionali, disciplinanti il funzionamento dei singoli istituti, siano aggiornate, nel rispetto delle nuove disposizioni statali. La Regione Valle d'Aosta deve pertanto procedere ad una modifica o sostituzione della legge regionale 13 luglio 2001 n. 11, con la quale era stato approvato un accordo interregionale in materia di funzionamento dell'Istituto Zooprofilattico.
Il presente disegno di legge regionale approva un accordo fra tre Regioni: Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria, la cui entrata in vigore è subordinata all'approvazione dell'ultima delle tre leggi regionali. Detto accordo è stato formulato e condiviso da un gruppo di lavoro composto da rappresentanti delle tre Regioni, approvato dagli Assessori regionali alla sanità durante l'incontro del 20 maggio 2013, tenutosi in Piemonte, ed ha ottenuto l'assenso del Ministero della salute. La norma proposta è composta da 4 articoli: l'articolo 1 prevede l'approvazione dell'accordo allegato; l'articolo 2 reca l'abrogazione della precedente normativa; l'articolo 3 prevede che gli organi d'istituto, in carica alla data di entrata in vigore della legge regionale, continuino ad espletare le loro funzioni fino all'insediamento dei nuovi organi dell'istituto, nominati con le modalità stabilite dal nuovo accordo; l'articolo 4 reca la dichiarazione d'urgenza.
Il testo dell'accordo, di cui all'allegato, è composto di 17 articoli.
L'articolo 1 definisce che l'istituto garantisce gratuitamente alle Aziende sanitarie locali, secondo le indicazioni della programmazione regionale, le prestazioni e la collaborazione necessarie all'espletamento dell'attività a tutela della sanità umana, della sanità e del benessere animale, della sicurezza alimentare e dell'igiene delle produzioni zootecniche. Stabilisce che l'istituto è tenuto, in via ordinaria, ad assicurare le funzioni previste dal D.M. 190 del '94, elencandole nel dettaglio. Permette altresì all'istituto la possibilità di associarsi ad altri istituti, per la produzione ed emissione in commercio di medicinali necessari per la sanità pubblica veterinaria e, nello stesso tempo, concede la possibilità di convenzionarsi per svolgere attività di supporto tecnico-scientifico ai corsi di laurea in Medicina veterinaria nelle scuole di specializzazione e nei dottorati e nei master. Introduce l'opportunità per l'istituto di stipulare convenzioni o contratti di consulenza per la fornitura di servizi e per l'erogazione di prestazioni ad enti, associazioni pubbliche e private. Tale attività viene regolamentata nel successivo articolo 16, dove viene indicato che con tali contratti non venga recato pregiudizio alle attività istituzionali, siano adottate le misure necessarie ad evitare conflitti di interesse, non si ingenerino indebiti vantaggi per i soggetti contraenti, e sia assicurata una gestione contabile-amministrativa separata da quella ordinaria dell'istituto. Per le prestazioni regolate a titolo oneroso, si fa riferimento al tariffario appositamente predisposto dalla Regione Piemonte, capofila, d'intesa con le Regioni Liguria e Valle d'Aosta.
L'articolo 2 ribadisce che l'istituto ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è dotato di autonomia amministrativa gestionale e tecnica, ed elenca gli organi dell'ente.
L'articolo 3 disciplina il consiglio di amministrazione dell'istituto definendone la composizione e, a tal proposito, segnalo la riduzione da 5 a 4 del numero dei componenti del consiglio di amministrazione; definisce i requisiti dei componenti, ed introduce quindi l'obbligatorietà della laurea magistrale in luogo dell'esperienza nel settore, la sua durata (riduzione da 5 a 4 anni), e gli aspetti legati al suo funzionamento, nonché l'incompatibilità e le cause di cessazione della carica dei consiglieri; con le relative modalità di contestazione degli interessati.
Si prosegue con l'articolo 4 che elenca le attribuzioni al funzionamento del consiglio di amministrazione.
Il successivo articolo 5 prevede i casi di scioglimento del consiglio. Rispetto al regolamento precedente, introduce lo scioglimento del consiglio in caso di: grave irregolarità nell'amministrazione, ovvero gravi e reiterate violazioni di disposizioni di legge o statutarie; nel caso di chiusura del conto economico con una perdita superiore al 20 percento del patrimonio per due esercizi consecutivi; impossibilità di funzionamento degli organi di amministrazione e gestione, o situazioni che compromettono il regolare funzionamento dell'istituto. Direi che introduce un concetto molto importante, quello di responsabilizzare chi sta a capo dell'istituto, che tanto viene evocato nelle Assemblee legislative. Con il provvedimento di scioglimento del consiglio, decade il direttore generale e viene nominato, di concerto con i Presidenti delle Regioni Liguria e Valle d'Aosta, e d'intesa con il Ministro della salute, un Commissario straordinario, con il compito di rimuovere le irregolarità e sanare la situazione di passività, fino alla ricostituzione degli ordinari organi di amministrazione.
Gli articoli 6, 7 e 8 trattano della nomina del direttore generale e del suo rapporto di lavoro. La novità è che il direttore generale è scelto tra persone munite di diploma di laurea magistrale o equivalente, e di comprovata esperienza, almeno quinquennale, nell'ambito della sanità pubblica veterinaria nazionale ed internazionale e della sicurezza degli alimenti. Il rapporto di lavoro del direttore generale è esclusivo e regolato da contratto quinquennale di diritto privato, rinnovabile una sola volta. Il precedente regolamento prevedeva un contratto triennale senza vincoli di rinnovi.
L'articolo 9 tratta delle nomine del direttore amministrativo e sanitario, nonché delle loro competenze. L'unica novità di rilievo è la definizione del compenso che passa dal 70 percento all'80 percento di quello del direttore generale.
Il successivo articolo 10 disciplina il collegio dei revisori dei conti e ne prevede la composizione, la durata, le funzioni, il corrispettivo spettante ai revisori e, soprattutto, ne prevede la riduzione dei componenti: da 5 a 3 membri.
L'articolo 11 prevede la costituzione dell'osservatorio epidemiologico veterinario (una novità) e dispone che lo stesso svolga anche l'analisi del rischio, a supporto delle decisioni di sanità pubblica e delle attività di programmazione di competenza delle Regioni.
Il successivo articolo 12 introduce il decentramento delle attività istituzionali attraverso l'organizzazione di apposite sezioni periferiche. L'organizzazione interna ed il funzionamento dell'istituto sono stabiliti nel rispetto dei principi di cui al decreto legislativo 106/2012, dal regolamento per l'ordinamento interno dei servizi dell'istituto, prevedendo la riorganizzazione degli uffici dirigenziali mediante la loro riduzione, nonché l'eliminazione delle duplicazioni organizzative esistenti, la gestione unitaria del personale e dei servizi comuni, la riorganizzazione degli uffici con funzioni ispettive e di controllo, la riduzione degli organismi di analisi, consulenze e studi di elevata specializzazione, la razionalizzazione delle dotazioni organiche, in modo da assicurare che il personale utilizzato per le funzioni relative alla gestione delle risorse umane, ai sistemi informativi, ai servizi manutentivi e logistici, agli affari generali, provveditorato e contabilità, non ecceda comunque il 15 percento delle risorse umane complessivamente utilizzate.
In sintesi, ritengo che con questa nuova norma si tenda in maniera diretta e inequivocabile al raggiungimento di quei principi di semplificazione, snellimento dell'organizzazione della struttura amministrativa dell'istituto perseguendo inoltre gli obiettivi di efficacia, efficienza ed economicità del servizio proposto, tendendo quindi a migliorare la qualità delle prestazioni ed a garantirla nel tempo attraverso forme di accreditamento delle prestazioni erogate.
Si dà atto che dalle ore 17,17 presiede il Vicepresidente André Lanièce.
Lanièce (Presidente) - Grazie. Dichiaro aperta la discussione generale. C'è qualche collega che intende prendere la parola? Non vi sono richieste d'intervento? Sì, ha chiesto la parola la collega Consigliera Patrizia Morelli, ne ha la facoltà.
Morelli (ALPE) - Merci Président.
Credo che ci sia poco da aggiungere all'ampia e articolata relazione del collega Restano. L'analisi di questo disegno di legge, in V Commissione, è stata approfondita, è stata assolutamente serena: c'è stato modo di confrontarsi sia con l'Assessore che con il responsabile, dottor Mauro Ruffier e, come è già stato ricordato dal relatore, è in virtù del decreto legislativo 106 del 2012, che riordina gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, che oggi - come ha già fatto la Regione Liguria, come sta facendo il Piemonte - affrontiamo la norma per adeguare il nostro ordinamento regionale a tale decreto.
La nostra Regione ha avuto una sede autonoma per l'istituto fino al 1994 e, in seguito, si è raggiunto un accordo interregionale che ha portato sicuramente dei benefici, sia in termine di gestione, che in termine di ampliamento delle competenze, della ricerca di questo istituto. La nostra Regione - è stato ricordato - è sede di un centro di eccellenza che fa capo all'Istituto Zooprofilattico, un centro che è riferimento nazionale, e non solo, per le malattie degli animali selvatici, il CERMAS, che collabora con l'OIE di Parigi, organismo veterinario mondiale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, e quindi un centro importante di riferimento, sia a livello nazionale che internazionale, che forse varrebbe la pena di segnalare meglio all'interno del sito dell'Istituto Zooprofilattico, dove vi è giusto un riferimento veloce, en passant, riguardo a questo centro...quanto meno, forse, meriterebbe qualche dato identificativo e, quanto meno, l'indicazione della sede.
Il nostro parere, in Commissione, era già stato un parere positivo perché non vedevamo nessun elemento ostativo all'approvazione di questo disegno di legge, parere che riconfermiamo adesso, in sede di discussione in aula.
Presidente - Grazie. C'è qualche altro collega...ha chiesto la parola il collega Fabbri, ne ha la facoltà.
Fabbri (UVP) - Sì, grazie Presidente.
Non mi resta che confermare quanto è stato detto dalla collega, signora Morelli, confermare che c'è stata un'analisi profonda, attenta, di queste modifiche della legge, condivisa da tutta la commissione; anche qui è stato...come possiamo dire? un motivo d'orgoglio, un fiore all'occhiello della sanità valdostana l'avere confermato una sede dell'istituto nella nostra regione, con così ampio e approfondito studio su quella che è una nostra prerogativa, cioè quelle che sono le specie di animali selvatiche, e mi pare importante il fatto che nel consiglio di amministrazione siamo rappresentati dal dottor Ruffier.
Per tutti questi motivi, non mi resta che annunciare la nostra disponibilità ad accettare questa modifica di legge. Grazie.
Presidente - Grazie. Qualcun'altro vuole prendere la parola? Ha chiesto la parola il Consigliere Guichardaz, ne ha la facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Solo per dichiarare il nostro parere favorevole. È uno di quei provvedimenti sui quali non vi sono motivazioni per esprimere un voto contrario da parte della minoranza. Abbiamo fatto un lavoro d'analisi, l'Assessore e il veterinario regionale hanno risposto ai nostri quesiti e ai dubbi che abbiamo evidenziato, quindi il nostro gruppo esprime voto favorevole.
Si dà atto che dalle ore 17,25 riassume la presidenza il Presidente Emily Rini.
Rini (Président) - Merci. Il n'y a pas d'autres qui souhaitent intervenir? On peut fermer la discussion? La discussion est fermée. A demandé la parole, pour la réplique, l'Assesseur Fosson.
Fosson (UV) - Merci Président.
Soltanto per ringraziare il relatore, e la V Commissione, che ha fatto una discussione serena, un confronto sereno, ma anche molto approfondito, di conoscenza dei problemi che questo nuovo testo di risposta al decreto 106 - che prevedeva la riforma dello zooprofilattico - aveva previsto...quindi solo per dire grazie, è stato un capitolo positivo.
Il nostro Istituto Zooprofilattico, con questa nuova norma, potrà ripartire con più efficienza, più capacità. Sono d'accordo con il Consigliere Morelli che questa sede del CERMAS, sugli animali selvatici, che è una nostra prerogativa, dovrebbe essere conosciuta di più. Le assicuro che noi abbiamo cercato di farlo, in questi anni, ma non sempre i colleghi delle due altre Regioni e i colleghi nazionali dell'Istituto Zooprofilattico hanno accettato questa che è sicuramente un'eccellenza. Grazie per il lavoro.
Presidente - Grazie. Non ci sono richieste d'intervento per dichiarazione di voto? Possiamo passare alla votazione dell'articolato?
Mettiamo in votazione l'articolo 1. La votazione è aperta. Possiamo chiudere la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 34
Favorevoli: 34
Il Consiglio approva all'unanimità.
Posso dare lo stesso risultato per l'articolo 2, 3 e 4, e anche per l'allegato? Sì.
Possiamo ora mettere in votazione la legge nel suo complesso. La votazione è aperta. Possiamo chiudere la votazione.
Presenti: 34
Votanti: 34
Favorevoli: 34
Il Consiglio approva all'unanimità.
Point 18 à l'ordre du jour.
