Oggetto del Consiglio n. 202 del 23 ottobre 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 202/XIV - Interpellanza: "Intendimenti in merito al ripristino del rispetto delle norme sulla parità scolastica presso l'IPRA di Châtillon".
Président - On est au point 14...non, pardonnez-moi, au point 15 à l'ordre du jour.
Pour l'illustration, la parole au collègue Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Sono passati circa 6-7 sette anni, allora c'era la Giunta Caveri e l'Assessore al turismo era l'Assessore Pastoret...perché la cosa curiosa che riguarda questa scuola, la scuola IPRA di Châtillon, è che è una scuola gestita dall'Assessorato del turismo, nonostante una nostra storica battaglia per riportarla sotto la pubblica istruzione...era appunto in quegli anni, dopo una battaglia triennale dei lavoratori di quella scuola, grazie all'impegno della RSU di quella scuola, che si riuscì a ripristinare la legalità all'interno di questa struttura. Parlo di "ripristino della legalità" perché ci fu una vertenza molto difficile, che poi, per fortuna, prima di arrivare nelle aule dei tribunali, si risolse in conciliazione, ma che ebbe un onere molto gravoso per le casse dell'Amministrazione regionale, la quale non aveva applicato la legge sulla parità scolastica.
Tra le norme previste dalla legge del 10 marzo 2000, n. 62, c'è appunto quella che le scuole che acquisiscono il titolo di "scuole paritarie", quindi svolgono un'azione molto importante, parificata a quella dell'istruzione pubblica, sul territorio, che necessita di quella tipologia di scuola...ecco, questo tipo di scuole hanno però anche degli obblighi e tra gli obblighi previsti c'è il rispetto delle norme contrattuali. Ed era appunto lì che ci eravamo smarriti, in una scuola che, insomma, aveva dal punto di vista contrattuale parecchie lacune. Riuscimmo quindi ad applicare in modo omogeneo a tutti i lavoratori il contratto collettivo nazionale ANINSEI e, devo dire, con molta lungimiranza da parte sia delle rappresentanze sindacali, ma anche di chi dirigeva la scuola, ci fu l'intuizione di redigere un contratto integrativo di scuola, che consentiva a questa scuola di svolgere appieno la sua attività nel contesto regionale, e quindi valorizzando quelli che erano i possibili raccordi tra la scuola e il territorio. Una scelta assolutamente lungimirante che ha permesso a questa scuola di crescere, come considerazione, nella nostra comunità, in questi anni, tant'è che abbiamo addirittura il problema che sono tanti gli alunni che fanno domanda di iscrizione e non tutte le domande sono accolte; quindi, da questo punto di vista, un percorso assolutamente positivo.
È per questo che arriva l'interpellanza: perché non vorremmo che, dopo la fatica per mettere in sesto questa scuola in un contesto di legalità e di corretto rapporto con le altre istituzioni della nostra regione, si cominciasse pian pianino, di nuovo, a scivolare con il vizio delle deroghe e, soprattutto, con le assunzioni che non sono in linea con i dettami del contratto, quindi assunzioni ad personam con contratti ad personam. Finché si riesce a gestire questa cosa, a dire: "mah...scuola privata, si fa un po' quello che si vuole"...insomma, anche questo non è vero nemmeno nei privati, perché i contratti collettivi nazionali sono contratti collettivi nazionali, e quindi anche nel privato si fanno.
La cosa è molto più grave all'IPRA di Châtillon perché, all'IPRA di Châtillon, il non rispettare i requisiti previsti dalla norma della paritarietà, potrebbe...vi sono degli uffici preposti dell'Assessorato dell'istruzione pubblica che vanno a verificare le condizioni di rispetto della paritarietà...potrebbe comportare la perdita della condizione di paritarietà e quindi l'impossibilità di erogare finanziamenti a questo tipo di strutture. Voi direte: ma perché qui non avviene? Ma perché qui è il gioco dell'oca, quella non è una scuola privata, è una scuola pubblica a statuto privatistico, in cui...chi si sognerebbe mai di non darle i finanziamenti pubblici? Sì, però non è che questo autorizza a violare le norme contrattuali! Non è possibile che in un luogo di lavoro esistano persone che fanno lo stesso lavoro e hanno una tipologia di contratto diversa, orari diversi! Questa cosa genera inevitabilmente una situazione di malessere tra i lavoratori e, soprattutto, è una palese violazione delle norme, è una palese violazione delle norme.
Noi gradiremmo quindi che l'Assessore ci rassicurasse, che al più presto si ritorni a ripristinare quella legalità, quel rispetto delle norme che è stato anche a fondamento del successo di questa scuola.
Président - Pour la réponse, la parole à l'Assesseur Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Grazie Presidente.
Sono contento che il collega Donzel valuti positivamente il risultato che abbiamo ottenuto negli anni con la scuola; una scuola alberghiera che, sicuramente, da un lato assorbe delle risorse finanziarie, economiche, ma, dall'altro, crea e forma delle persone nel settore fondamentale per la nostra economia, cioè nell'ambito turistico-alberghiero. Ora, è chiaro che i successi, poi, ognuno vuole condividerli, quindi può essere grazie alla RSU, può essere grazie ai sindacati, può essere grazie agli insegnanti, al corpo non docente, all'Amministrazione, poco male, se c'è da condividere un successo, condividiamolo pure!
Rispetto alla situazione, io tranquillizzo subito che non risulta esserci nessun rischio per il mantenimento della parità scolastica, visto dalla normativa vigente, né problemi per i finanziamenti. È già stato detto, qua non c'è un percorso facilitato, qua nessuno chiude un occhio perché la scuola è una scuola che fa riferimento all'Amministrazione regionale, perché sapete che la vigente normativa prevede un controllo annuale sulla permanenza dei requisiti necessari per mantenere lo status di paritaria, e tale controllo è effettuato dai competenti uffici della Sovrintendenza, sulla base della documentazione che viene inviata dalle scuole paritarie regionali entro il 30 settembre di ogni anno. Tale controllo è ancora in corso di svolgimento e, al momento, non è stato mosso alcun rilievo dalla Sovrintendenza degli studi. Nel succitato termine del 30 settembre, l'IPRA, così come tutti gli altri istituti paritari, ha dichiarato alla Sovrintendenza degli studi la permanenza del possesso dei requisiti richiesti dalle norme vigenti, trasmettendo contestualmente tutti i dati relativi al Coordinatore delle attività educative, il numero delle sezioni, il numero delle classi, degli alunni, la composizione degli organi collegiali, la delibera dei competenti organi collegiali di adozione del piano dell'offerta formativa. Poi abbiamo un controllo, oltre a quello annuale, quello dell'accertamento che viene fatto sempre su base interna.
Probabilmente il caso che ha generato l'atto ispettivo è riferito ad un'assunzione di una risorsa, però bisogna ovviamente evidenziare che al momento della formazione delle classi, nel rispetto della norma, bisogna assumere delle persone che sono in possesso dell'abilitazione. Alla data del primo settembre, cioè quando sono state formate le classi, non risultavano esserci domande di abilitati presso l'IPRA e, in virtù di questa assenza, ovviamente per completare, così come fanno tutte le scuole, nella logica dell'ottimizzazione, è stata utilizzata una risorsa che era già nell'organico. Voglio quindi anche chiarire: non è che qua vengono fatte le assunzioni come a volte si può far capire...qua vi erano delle risorse che erano già all'interno della scuola, e sicuramente hanno un contratto che è un contratto che afferisce al comparto turistico, quindi è stata utilizzata una risorsa presente nella scuola che ha un contratto afferente al comparto turistico.
Rispetto all'osservazione che viene fatta, cioè sulla coerenza del contratto, quello che posso dire sicuramente è che gli organi, il Dirigente scolastico, così come il Direttore, stanno verificando con appositi quesiti se la cosa è compatibile, oppure se bisogna modificare il contratto, ma è un contratto esistente, quindi non è stato assunto qualcuno con un contratto diverso. È stata utilizzata una risorsa che ha già un determinato ruolo. Quindi diciamo che, nell'arco di poco tempo, queste verifiche daranno la possibilità di capire se possiamo mantenere - come sarebbe auspicabile - questo contratto, oppure bisogna, per questo tipo di funzione, integrare e modificarlo.
Président - Pour la réplique, la parole au collègue Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Vede, Assessore, lei ha cercato subito di metterla un po' sul ridere, sul minimizzare, sul girare intorno, ma alla fine lei mi ha dato due risposte: la prima è che non sarebbe a rischio la situazione dei finanziamenti e, poi, ha tenuto a precisare - cosa di cui sono informato anch'io - che è ancora in corso di svolgimento l'accertamento. Quindi lei mi dà una risposta che non c'entra niente, cioè lei dice: "non è a rischio", ma lo svolgimento della verifica è ancora in corso...quindi, prima di avere questa sua serenità nel dare questo giudizio, aspettiamo che si faccia la verifica che non è stata fatta e completata ancora dall'Assessorato dell'istruzione, che non è ancora arrivato lì, che non è ancora arrivato lì!
Io l'ho anticipata dicendo che quella cosa non è a norma, quando arriverà vediamo di metterla a norma; dopodiché mi dice: "è stato fatto un contratto e, adesso...no, è stato fatto un contratto specifico per questa persona già assunta, tant'è che adesso si farà una verifica per capire se è legale o meno quello che è stato fatto". Scusi, ma la verifica non andava fatta prima di firmare il contratto? Per quanto mi riguarda, un Ente pubblico che usa denaro pubblico prima chiede un parere, fa il contratto e poi inizia a lavorare! Invece, qui, è stato fatto un contratto pasticciato, pasticciato, e adesso bisogna arrampicarsi sui vetri e chiedere pareri legali, prendere tempo e, naturalmente, trattandosi di un lavoratore, nessuno vuole che perda il lavoro, tutt'altro, questo ragionamento l'abbiamo fatto mille volte...ma la sostanza è: "speriamo che passi un po' di tempo, vediamo che succede, se qualcuno magari abbassa la guardia nel frattempo"...no, non abbassiamo la guardia, caro Assessore! Non abbassiamo la guardia perché è qui che sta il punto! È lo stesso discorso che facevo stamattina, è sulla questione delle assunzioni su cui voi permanentemente continuate a giocare: ci sono persone senza lavoro e c'è qualcuno che lavora più ore, che fa doppi lavori, perché è amico vostro, perché fa comodo a voi! È ora di finirla, è ora di finirla, è ora di rientrare nella legalità, è ora di rientrare nella legalità, e mi dispiace che lei non abbia studiato bene la situazione dell'IPRA, visto che è l'Assessore, perché avrebbe visto che il ripristino della legalità in quell'Istituto è stata una delle ragioni...io non ho detto che era tutto merito di chi...non ho detto che era tutto merito di chi aveva ripristinato la legalità, ma sicuramente, oggi, con la Corte dei Conti che gira per la Valle d'Aosta e spulcia i conti di tutti, aver ripristinato la legalità è un valore aggiuntivo di quella scuola!
Voglio ribadire che non intendiamo recedere da questo principio della tenuta della legalità, perché poi sono pasticci, perché poi arrivano le Corti dei Conti, e perché poi si fanno i controlli e l'immagine stessa di chi ha lavorato per tanti anni in quelle istituzioni viene messa in discussione! Quindi, per quanto attiene alla risposta che noi ci aspettavamo da lei...lei, prima, ha prima detto che non c'era nessun rischio e, poi, ha detto che le verifiche dell'Assessorato sono in corso e che le sue strutture stanno verificando la possibilità di mantenere o meno quel contratto. Quindi vuol dire che la questione che noi abbiamo sollevato è una questione grave, in essere, e vorremmo che venisse al più presto chiarita per evitare, invece, di andar incontro a una gravissima situazione. Comunque il meccanismo - quand'anche la partita fosse una partita di giro tra l'IPRA e la Regione - è un meccanismo che deve rispettare delle regole, e quindi il denaro pubblico deve seguire dei percorsi di legalità. Non possono più esserci contratti ad personam sui luoghi di lavoro! Non intendo neanche dire che questa persona sia un privilegiato, ma oggi, ripeto, con la disoccupazione che morde duro, non può esserci nessuno che ha dei canali privilegiati. Vogliamo il trattamento giusto per tutti.
Presidente - Grazie. Punto 16 all'ordine del giorno.
