Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 201 del 23 ottobre 2013 - Resoconto

OGGETTO N. 201/XIV - Interpellanza: "Intendimenti in merito alla sostituzione del pediatra nel Distretto sanitario n. 3 di Châtillon".

Presidente - La parola al Consigliere Fabbri, per l'illustrazione; ne ha facoltà.

Fabbri (UVP) - Grazie Presidente.

Questa interpellanza nasce da un episodio, da un fatto, che si è verificato il 24 aprile scorso nel distretto 3, quello per intenderci, del Monte Cervino. Il 24 aprile come dicevo, con preavviso molto breve, tenendo anche presente che c'erano di mezzo le feste del 25 aprile e del 1° maggio, i genitori dei bambini del Distretto sanitario 3, quello del Monte Cervino, che avevano in cura i propri figli, i propri bambini con il pediatra dottor Cipriani, hanno ricevuto una lettera con la quale venivano avvisati che a decorrere dal 4 maggio successivo, il medico pediatra dottor Cipriani andava in pensione, per cui avrebbe interrotto le proprie funzioni. In questa comunicazione veniva inoltre precisato che non era intenzione dell'Unità sanitaria procedere alla sostituzione del pediatra. Conseguentemente i genitori dovevano rivolgersi agli sportelli del consultorio di Châtillon per cercare di trovare un pediatra disponibile per i loro bambini, scegliendo fra i due che erano rimasti nella zona, e cioè la dottoressa Ferré e la dottoressa Vasinova. Tale ingiunzione ha causato un disservizio in un ambito così importante come la cura pediatrica, che è naturalmente una cosa di estrema sensibilità soprattutto a livello dei bimbi e delle loro famiglie, anche perché la sostituzione ha creato dei notevoli problemi. Ciò che qui ci preme verificare è che vengano al più presto prese delle misure necessarie, in che modo e la tempistica con cui l'Azienda sanitaria locale intenda provvedere alla sostituzione del dottor Cipriani.

La questione non è di poco conto, in quanto, sulla base della normativa regionale vigente, l'attuale situazione è da considerarsi alquanto anomala, infatti è completamente al di là di quanto previsto dalle delibere regionali. Da una parte, infatti, la delibera della Giunta regionale 511 del 9 marzo 2012, prevede che la libera scelta dello specialista pediatra debba essere effettuata in ciascun ambito territoriale potendo scegliere, senza nessun vincolo, almeno fra tre pediatri per i bambini della fascia di età compresa tra gli 0 e i 6 anni, a prescindere dai massimali individuali di ciascun pediatra. D'altra parte, i massimali dettati dall'accordo collettivo nazionale del 15 dicembre 2005 e dall'accordo collettivo regionale di cui alla delibera 1028 del 20 aprile 2007, fissano il numero degli assistiti dei medici specialisti pediatri tra un massimo di 1.100 e un minimo di 800 assistiti.

Ora, i bimbi che erano in cura presso il dottor Cipriani erano circa 900, quasi altrettanto sono quelli in cura presso la dottoressa Ferré e, per quanto i bambini in cura presso la dottoressa Vasinova fossero meno, il trasferimento di questi 900 bambini del dottor Cipriani faceva in modo che si sforasse il massimale previsto per i pediatri. Comunque non è solo un problema numerico, ci va di mezzo naturalmente la qualità dell'assistenza, soprattutto adesso che comincia la morbilità invernale, è impensabile che solo due pediatri riescano ad assistere tutti questi bambini della zona. Infatti, con che logica viene ripetutamente ribadita la necessità di utilizzare i presidi medici territoriali di base per evitare di intasare i pronti soccorsi, quando poi si verificano situazioni di questo genere?

Si verificano situazioni in cui la visita pediatrica non può essere ottenuta che in tre o quattro giorni; sicuramente lei, signor Assessore, è molto sensibile a questo problema, perché è medico, è papà, è nonno, quindi...questa cosa qui sicuramente la interessa e la preoccupa. Mettiamoci comunque nei panni di un genitore che ha un bambino ammalato, un piccolo bambino che non sa neppure esprimere i propri bisogni...quindi questi bimbi a maggior ragione hanno bisogno di uno specialista che sappia interpretare i loro sintomi e, di fronte a tale situazione, questi genitori non possono avere la visita del pediatra...ammesso che il pediatra arrivi a casa...o almeno una sua consulenza prima di tre giorni...naturalmente a questi genitori non resta che ricorrere al pronto soccorso.

Ecco, signor Assessore, ci aspetteremo che lei ci dia una risposta puntuale. Il suo Governo ci deve dire sinceramente, deve dire a tutte le famiglie del comprensorio quali siano le intenzioni rispetto alla sostituzione del pediatra che è andato in pensione a maggio, motivarle e assumersi la responsabilità di porre rimedio a quella scelta irresponsabile, quella scelta che ha tolto l'assistenza di base ai bambini. Grazie.

Si dà atto che dalle ore 12,53 riassume la presidenza il Presidente Emily Rini.

Rini (Président) - Merci. Pour la réponse, la parole à l'Assesseur Fosson.

Fosson (UV) - Sì, Président. Grazie Consigliere che mi ricorda la mia età e i miei vincoli, eccetera... Le dico che sempre di più preferisco che i miei nipoti li guardi qualcun altro, perché io non riesco ad essere obiettivo.

Lei sfonda una porta aperta, però, sa che anche qui, purtroppo, noi dipendiamo completamente da un regolamento nazionale. Ci sono due argomenti su cui voi uccidereste sempre qualsiasi Assessore alla sanità: il primo è quello dell'occupazione dei posti di ruolo della Pediatria lasciati vacanti e, il secondo, è quello delle liste di attesa che ci sono dappertutto. Questo dei pediatri è un problema, lei ha ragione, però noi dipendiamo completamente da una convenzione nazionale, quella dei medici di famiglia, su cui noi, creda, abbiamo provato anche altre volte ad intervenire, ma non per mettere dei vincoli o l'indennità di francese - che sarebbe comunque determinante per chi viene a lavorare per la nostra popolazione -, ma per mettere per esempio un'idoneità fisica, come dice lei. Non è possibile intervenire su quella che è la convenzione nazionale per la Pediatria e per la Medicina di base, per cui noi subiamo questo regolamento. Se io le dovessi dire cosa penso in merito alle convenzioni dei medici di famiglia, che è un tema di cui se ne parlerà con il Ministro Lorenzin, sarei per un'assunzione...queste convenzioni dovrebbero essere sostituite da rapporti di dipendenza.

Sarò molto breve, lei ha ragione in questo: quella della dimissione - lei è stato un signore, non è andato a fondo in questo - del dottor Cipriani, è stata un'emergenza; nessuno pensava che lui, nel giro di pochi giorni, desse le dimissioni da questo servizio. Si è cercato di dare un incarico provvisorio perché c'era ancora la lista precedente della graduatoria valida, ma quello che poteva prendere questo posto non ha accettato, per cui si è passati a una copertura temporanea. Lei aveva detto giustamente che un pediatra ha 900 pazienti, l'altro ne aveva molti meno...per cui si è detto, con una lettera forse un po' troppo poco invitante: c'è un pediatra che ha posti vuoti, questi 900 posti vadano lì, ecco. Non solo, ma come lei sa, ci sono dei medici di famiglia in quel distretto che hanno una specialità in pediatria, per cui li si è invitati...e loro si sono resi disponibili.

Al momento attuale, mi sembra che solo 40 bambini non abbiano ancora la scelta del pediatra. In data 4 giugno - questo posso sottolinearlo - l'Azienda si è attivata in modo preciso: in seguito alla lettera del 5 maggio, dopo queste dimissioni improvvise, il 4 giugno sono state pubblicate le tre zone carenti per i pediatri di base. Sono pervenute delle domande, è stata fatta una graduatoria, è stato subito dato l'incarico al primo della graduatoria. Però il primo in graduatoria non ha accettato. Il secondo in graduatoria...e sono d'accordo con lei, anche perché, quando lei ha detto: "è da prevedere per tempo", rispetto ai tre pediatri, uno dei quali andrà in pensione tra qualche anno...dicevo, il secondo in graduatoria ha detto di sì, però ha 90 giorni di tempo per scegliersi lo studio, per prendere la residenza lì, dovendo tenere conto di tutta una procedura che - come le dicevo - non dipende da noi, ma dipende dallo Stato. Chiaramente questo secondo pediatra che arriva lì, adesso, che viene da via, che deve creare un ambulatorio, eccetera, ha la prospettiva di poter contare solo su 40 bambini. È chiaro poi che i genitori, soprattutto le mamme, faranno una scelta, potranno andare da lui o potranno rimanere con gli altri e quindi non è che in questo momento per un nuovo pediatra vi siano particolari stimoli ad accettare la zona.

Termino dicendo che c'è un problema strutturale alla base della carenza di pediatri in Italia e non solo in Valle d'Aosta. Lei pensi che in tutto il Regno Unito, nella Gran Bretagna ci sono 400 pediatri; da noi, nel momento della crescita industriale, del Piemonte soprattutto, si creò la figura del pediatra di base per tutti i bambini, e soprattutto per le famiglie che venivano da fuori...una grande scelta, una grande decisione. Ma poi cosa è successo? È accaduto che la scelta della pediatria di base come la nostra non è stata fatta dalle altre Nazioni europee, ad esempio la Francia e la Germania che non hanno il pediatra di base, ma hanno il medico di famiglia. Quando mi telefonavano per il bambino piccolo, passavo la cornetta a mia moglie che pensava lei a dare consigli sulla pappetta da fare, eccetera, eccetera. Da noi c'è questa differenza...ma sa che cosa porta questo? porta che il numero degli specializzandi in pediatria sia previsto da parametri europei, e allora, siccome gli altri non hanno la pediatria di base, mentre noi sì, si viene a determinare che i pediatri in Italia sono veramente pochissimi, cioè non in numero sufficiente per riempire quei servizi che - giustamente lei dice - la gente si aspetta di avere garantiti, sia nel territorio che in ospedale. Tant'è vero che la Lombardia, con una procedura del tutto anomala, ha previsto addirittura che nei reparti di pediatria siano assunti, a tempo determinato, degli specializzandi - cosa che è impossibile - proprio perché c'era una carenza di pediatri! Ecco, questa è una norma a livello statale che va sicuramente cambiata. Dobbiamo poter formare un numero di pediatri tali da soddisfare le nostre esigenze ospedaliere e anche quelle della Pediatria di base; come le dicevo, 10 anni fa mancava il pediatra a Courmayeur. C'erano grandi problemi, tutti veri, ma non si poteva neanche incentivare una presenza perché c'era la convenzione. Non si può neanche riconoscere loro la conoscenza della lingua francese e, ripeto, noi non possiamo intervenire in una convenzione che lo Stato ci impone così.

Tutto questo l'ho detto proprio per una chiarezza...capirà lei che è un problema di non facile risoluzione, per noi. Ecco, questo secondo in graduatoria ha detto di sì, lo sentiremo, faremo di tutto proprio perché lui prenda servizio lì, dicendogli anche che nel futuro probabilmente, essendoci un pediatra vicino alla pensione, lui avrà la possibilità di avere un numero di bambini assistiti più ampio, per cui è conveniente fare il pediatra lì. Grazie.

Presidente - Grazie. Per la replica, la parola al collega Fabbri.

Fabbri (UVP) - Grazie della risposta, grazie della sua sensibilità di cui ero sicuro.

Mi sfugge però come la delibera della Giunta regionale, che ha recepito il discorso nazionale, non riesca poi, pur prevedendo questo massimale, non riesca poi a colmarlo. Adesso speriamo...lei mi dice che ci sarà un pediatra che coprirà l'eccedenza di questi assistiti...ma io sicuramente non metto in dubbio la sua parola e la ringrazio di questo. Certo che spiace, ancora una volta, come un po' tardivamente - e diciamo anche dietro nostra sollecitazione - vengano fuori questi problemi che riguardano la salute dei piccoli valdostani, che fortunatamente adesso lei mi dice rientra nelle vostre priorità. Comunque devo assicurarle che in questi mesi c'è stato abbastanza silenzio sull'argomento e le risposte date alle famiglie sono ancora una volta un po' la prova della lentezza che caratterizza questa Giunta; la caratterizza non solo nell'argomento specifico, sono situazioni tenute un po' sotto narcosi, non solo dicevo in questo caso, ma in molti altri casi: teniamo presente il casinò, le terme, le istituzioni scolastiche, eccetera.

Intanto la Valle centrale sta agonizzando, mentre chi ha impegni di Governo, sia centrale che locale, si dovrebbe confrontare un po' di più per affrontare questa situazione. Ora si è fatto - giustamente e per fortuna - a favore dei piccoli pazienti, speriamo che venga fatto per altre situazioni!

Per concludere, so che ci sono anche delle associazioni di pediatri che stanno funzionando qui, ad Aosta, e che quindi possono essere riproposte anche là dove ci sono queste carenze. Grazie.

Presidente - Grazie colleghi. Vista l'ora possiamo sospendere i nostri lavori che riprenderanno alle ore 15,30.

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La seduta termina alle ore 13,04.