Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 195 del 23 ottobre 2013 - Resoconto

OGGETTO N. 195/XIV - Interpellanza: "Mancato rilascio da parte dell'Amministrazione regionale del parere vincolante al Comune di Pollein per la concessione dell'autorizzazione alla realizzazione del Centro commerciale "Les Halles d'Aoste"".

Président - Pour l'illustration? La parole au collègue Ferrero.

Ferrero (M5S) - Farò un'illustrazione brevissima. La domanda è chiara, ci risulta che il Centro Les Halles sia privo di autorizzazione e quindi sostanzialmente sia abusivo. Grazie.

Presidente - Per la risposta, la parola all'Assessore Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Grazie Presidente.

Il Consigliere Ferrero pone all'attenzione del Consiglio un tema molto specifico, molto tecnico. Credo che il Consigliere Ferrero sia fra le persone più competenti in materia, essendosene occupato fino a pochi mesi fa e quindi, ovviamente, pone dei problemi, che sono problemi specifici di cui ho chiesto alle strutture dirigenziali di avere conoscenza ed erano poi le strutture dirigenziali che erano a capo della precedente attività del Consigliere. Gli interpellanti presumono la sussistenza di una grave inadempienza consistente nel fatto che il Comune di Pollein non ha a suo tempo chiesto la convocazione, ai sensi della legge 12, di una Conferenza di servizi, che avrebbe dovuto acquisire parere favorevole vincolante della struttura regionale competente in materia di commercio ai fini delle autorizzazioni all'esercizio di un presunto centro commerciale. La delibera del Consiglio regionale con la quale sono stati approvati gli indirizzi, ai sensi della legge regionale 12/1999, definisce in modo generico il centro commerciale come "una media o grande struttura di vendita, provvista di spazi di servizio e infrastrutture comuni gestite unitariamente, costituite da almeno due esercizi commerciali inseriti in una struttura unitaria articolata in più edifici". I centri commerciali quindi sono strutture unitarie che concretizzano una tipologia specifica di esercizio di grande dettaglio accanto ed al pari del singolo esercizio isolato.

Già il Ministero dell'industria, con una circolare dell'8 aprile del 1994, ha avuto occasione di puntualizzare che un centro commerciale non è una serie di esercizi che casualmente si trovano ad essere ubicati in uno stesso ambito spaziale, reciprocamente ininfluenti, come invece risulta essere evidente per quelli ubicati nell'area commerciale Les Halles d'Aoste. Il centro commerciale è invece una struttura che viene autorizzata e funziona come struttura unitaria, anche quando gli esercizi che la costituiscono non appartengono ad un solo soggetto. Tali statuizioni ministeriali sono state confermate anche a livello giurisprudenziale con le sentenze del Consiglio di Stato 1527 del 1995, 4790 del 2004 e 638 del 2007, dove si è puntualizzato che il centro commerciale rappresenta una peculiare modalità di esercizio dell'attività commerciale, caratterizzata dal fatto che questa si svolge in un'unica struttura, a tanto specificatamente destinata e per mezzo di una pluralità di esercizi commerciali che condividano infrastrutture, spazi e servizi comuni, gestiti unitariamente, pertanto funzionali a tale modo di svolgere l'attività commerciale. Si tratta in altri termini di una struttura connotata dalla sua unitarietà, con la specifica destinazione del tutto e di ciascuno dei suoi elementi strutturali e funzionali.

Il Consiglio nazionale dei centri commerciali italiani definisce il centro commerciale come un complesso architettonicamente e funzionalmente omogeneo di attività commerciali, pianificato e realizzato da uno o più soggetti con criteri unitari, integrato con attività para commerciali di somministrazione di alimenti, di servizi, dotato comunque di spazio di servizi comuni, che si avvale permanentemente di una gestione unitaria funzionale alla generazione di sinergie. Innanzitutto, sotto il profilo urbanistico-edilizio, nessuno dei soggetti attualmente insediati ha mai posto né per il tramite di un promotore, né direttamente e congiuntamente istanza per la realizzazione di un centro commerciale e, di conseguenza, i relativi titoli abilitativi di tipo edilizio non ne hanno mai prevista la realizzazione.

Le singole attività commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande hanno ottenuto le proprie concessioni edilizie individualmente e in momenti differenti e non per effetto della richiesta di un unico promotore o congiuntamente come previsto dal "decreto Bersani", tanto per citarli: il Carrefour nel 1998; il cosiddetto "serpentone", dove è ubicata anche un'attività di somministrazione di alimenti e bevande, nel 2000; la galleria commerciale nel 2002. In sostanza, ciò che oggi costituisce la galleria commerciale Les Halles d'Aoste non è il risultato di un progetto unitario specificatamente destinato alla realizzazione di un centro commerciale, bensì la sedimentazione nel corso del tempo di iniziative individuali, distinte, autonome, casualmente ubicate nello stesso ambito spaziale reciprocamente ininfluente, ma anche per quel che concerne la specifica normativa in materia di commercio non è rinvenibile la volontà dei soggetti ora insediati nella galleria commerciale di addivenire alla realizzazione di un centro commerciale, infatti anche i titoli abilitativi all'esercizio dell'attività commerciale o all'attività di somministrazione di alimenti e bevande sono stati rilasciati in momenti totalmente diversi. Per questi soggetti inoltre non sussiste alcun legame associativo quanto al perseguimento di sinergie comuni, determinanti un valore aggiunto rispetto alle singole unità che lo compongono. Detto ruolo aggregativo e sinergico non è nemmeno svolto dalla società Autoporto Valle d'Aosta, la quale si limita a gestire l'intera area ex autoporto e non solo la galleria commerciale come un grande condominio, bloccando i singoli spazi secondo le destinazioni e le determinazioni a suo tempo assunte dal Consiglio regionale, provvedendo alla cura e alla manutenzione di tutti gli spazi comuni, ivi compresi quelli che non possono assolutamente essere considerati al servizio della galleria commerciale. Occorre rilevare che in nessun luogo pubblico la galleria commerciale Les Halles d'Aoste è mai stata promozionata come centro commerciale.

In relazione a tutto quanto sopra esposto, non vi è chi non veda come nessuno dei requisiti di legge e di dottrina, indicati nelle determinazioni ministeriali e giurisprudenziali sopra richiamate, al fine della sussistenza di un centro commerciale, sia rinvenibile di fatto e di diritto nell'esistente galleria commerciale Les Halles d'Aoste. Pertanto, non vi era nessun obbligo di convocazione, ai sensi della legge 12 del 1999, della Conferenza dei servizi e quindi dell'acquisizione del parere favorevole vincolante della struttura regionale in materia di commercio, né tanto meno un'autorizzazione specifica per il centro commerciale.

Tutta questa premessa ovviamente fatta dagli uffici per dare contezza di quelle che sono le risposte al quesito primo; quindi non risulta essere consistente alcun abuso. Anche qualora fosse riconosciuta un'inadempienza, si ritiene che non vi sia alcuna norma che attribuisce alla Giunta regionale un potere sanzionatorio in tale materia nei confronti del Comune interessato; sono i soggetti terzi eventualmente danneggiati che avrebbero dovuto e dovrebbero ricorrere alla competente autorità giudiziaria per il riconoscimento dell'eventuale interesse.

Seconda domanda: come sopra evidenziato, non è stato creato alcun centro commerciale e pertanto non si è presentata la necessità, né l'opportunità di specifiche azioni di controllo sull'evoluzione della situazione.

Terza domanda: "quale sia l'intendimento della Giunta regionale...", devo ribadire che non risulta essere esistente alcun centro commerciale abusivo, recentemente gli spazi della galleria Les Halles sono stati oggetto di un intervento di riqualificazione di non rilevante entità, che ha portato, ferma restando la costanza del volume insediato, alla realizzazione di un ampliamento delle superfici locabili di circa trecento metri quadri, destinabili anche per l'esercizio di attività artigianali. Si tratta di un investimento finalizzato ad una migliore organizzazione degli spazi e volto ad assicurare ulteriori opportunità agli imprenditori che volessero insediarsi nell'area e come tali meritevoli di considerazione.

Président - Merci. Pour la réplique, la parole au collègue Ferrero.

Ferrero (M5S) - Sostanzialmente è la risposta che mi attendevo, è la risposta di Ponzio Pilato che si lava le mani e dice: "a noi non è arrivata una domanda e allora...sì, hanno fatto una casa, ci hanno detto che era una civile abitazione, adesso la utilizzano per esercitare delle attività illecite, però per noi era una casa, quindi siamo a posto".

Non starò a fare citazioni di giurisprudenza, leggi e leggine, ma cerchiamo di far capire ai Consiglieri, a chi ci ascolta cosa è successo effettivamente nella zona dell'autoporto. Nella zona dell'autoporto è successo che, come in altre realtà, si è voluto favorire, dare la precedenza alle grandi strutture di vendita per massacrare il commercio cittadino. È successo sostanzialmente questo. Lo vediamo, vediamo anche quali sono le prospettive a Sarre, vediamo quali sono state le innovazioni della legge che va in quella direzione. Perché? Che cosa è successo all'epoca? Questo è importante dirlo, nel momento in cui c'era la precedente legislazione, la Regione aveva dato due pareri negativi relativamente alla costruzione e all'insediamento di esercizi commerciali nella zona dell'autoporto. Arrivati però i soldi dell'autoporto che cosa ne facciamo di questo? "Eh, ne dobbiamo fare qualcosa". Ecco che allora improvvisamente si fa finta che ci sia un'unica struttura e non si sottopone alla normativa del centro commerciale, perché tutto si può dire del Carrefour e della galleria commerciale annessa fuorché che non sia un centro commerciale. C'è un gestore unico, che è la società Autoporto, siamo stati anche a parlare col Presidente e li abbiamo visti molto preoccupati ed impreparati, quindi cosa è successo? È successo che si è dato vita ad un centro commerciale quando non c'erano i presupposti, perché? Perché la deliberazione della Giunta regionale che è stata in vigore fino a circa un anno fa prevedeva che non potevano essere edificate nuove strutture di vendita in Valle d'Aosta.

Al di là delle baggianate che mi sono state raccontate...che ci sono state raccontate, qui ovviamente c'è stato un accordo che è andato come al solito contro i commercianti, le associazioni dei commercianti, di cui alcune i presidenti hanno posato il prezioso deretano su qualche poltrona della Chambre per qualche anno, ecco, si sono dimenticate improvvisamente di difendere i commercianti e si sono girate dall'altra parte. Ecco, poi non stupiamoci se il commercio va a carte quaranta in Valle d'Aosta, se i commercianti valdostani sono in grave difficoltà, è stata fatta una scelta negli ultimi 20 anni, è stata la scelta di favorire il commercio sulle grandi superfici e di penalizzare quello locale, che doveva avere degli incentivi, doveva avere una ripresa per poter essere concorrenziale, invece no, apriamo grandi magazzini, apriamo grandi strutture, noi non siamo a priori contrari, però è stato fatto veramente un macello del piccolo commercio, soprattutto del capoluogo di Aosta.

Président - Point 9 à l'ordre du jour, interpellation des Conseillers Bertin, Chantal Certan, Chatrian, Patrizia Morelli e Roscio: "Valutazioni circa l'eventuale eccedenza di personale dipendente delle autonomie locali".

Prima di passare la parola al collega Bertin per l'illustrazione, chiedo solo, visto che sono stati presentati a questa Presidenza, di voler distribuire un emendamento a firma dei componenti della Commissione per il Regolamento sull'oggetto iscritto al punto 16, concernente le proposte di modifica del Regolamento interno, e la relazione del collega Restano sul disegno di legge n. 2, iscritto al punto 17, concernente il funzionamento dell'Istituto zooprofilattico sperimentale Piemonte-Liguria e Valle d'Aosta.

La parola al collega Bertin.

Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.

Non vedo il Presidente della Regione che credo sia...io posso illustrare lo stesso, perché credo che conosca la situazione, però mi pare che sia il caso che ci sia, se vuole... Inoltre, c'è anche un numero piuttosto ridotto di presenze in aula di Consiglieri di maggioranza. Aspetto o procedo?

Presidente - Stiamo chiamando il Presidente, se vuole, attendiamo un secondo...

Bertin (ALPE) - C'è anche un problema di verifica delle presenze...stanno arrivando però...

Presidente - Il numero legale c'è, se vuole attendere un secondo...

Bertin (ALPE) - Siamo dei gentlemen, insomma, diciamo così.

Presidente - Se siete d'accordo, trattiamo il punto 10 e poi torniamo al punto 9.

Bertin (ALPE) - Sì, facciamo così, va bene.

Presidente - Stessa cosa per il punto 10, risponde il Presidente Rollandin. Allora passiamo al punto 11.