Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2830 del 20 febbraio 2013 - Resoconto

OGGETTO N. 2830/XIII - Interrogazione: "Situazione relativa all'applicazione della nuova normativa in materia di ordinamento finanziario della Regione".

Président - La parole à l'Assesseur La Torre.

La Torre (GM) - Ringrazio gli interpellanti, un argomento importante, un argomento che tutti i consiglieri conoscono - in maniera particolare anche gli interpellanti - anche perché abbiamo condiviso molti di questi passaggi sia quando eravamo insieme in Giunta, sia quando abbiamo discusso del bilancio in Consiglio.

Voglio subito dire che il decreto legislativo n. 12, a mio avviso, è stato applicato in tutte le sue parti e la valutazione generale è positiva, distinguendo che però nel 2011...infatti, il nuovo ordinamento finanziario è stato applicato in toto e ha permesso una più larga compartecipazione in una serie importante di imposte. Quanto a quell'anno, non si ritiene esistano le circostanze giuridiche per esprimere giudizi di una sua palese violazione; molto diversa evidentemente è la valutazione a partire dal 2012, momento in cui è entrato in funzione il Governo tecnico, il Governo di Monti, e sono cambiate le cose: quando quindi un nuovo meccanismo introdotto dal decreto "Salva-Italia" impone il concorso delle autonomie speciali agli obiettivi complessivi di finanza pubblica non già mediante una riduzione della spesa mantenendo ferme le entrate devolute in attuazione dei criteri di riparto statutariamente garantiti, ma una riduzione del gettito per effetto dell'accantonamento delle risorse dovute sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali per...nel territorio; il tutto nelle more dell'attuazione delle norme di attuazione di cui all'articolo 27 della legge 42 del 2009, per le quali però non è più stabilito un termine massimo di adozione...questo cosa determina? Determina una significativa contrazione delle entrate regionali con meccanismi decisi in modo unilaterale dallo Stato in evidente violazione dell'ordinamento finanziario regionale alla cui modificazione, come più volte affermato dalla Corte costituzionale, è possibile procedere solo con il consenso della Regione e molti di questi parametri che vengono adottati in maniera unilaterale non sono né rispettosi della nostra autonomia, né tanto meno omogenei rispetto all'equilibrio tra le diverse Regioni a Statuto speciale e questo va anche detto.

Nella seconda domanda lei chiede: "quali siano in particolare le ragioni...", beh, io intanto concordo con lei che occorre mantenere alta l'attenzione su quella che è la norma di attuazione, perché questo è l'elemento che ci permette di difendere la nostra autonomia finanziaria. In questo senso sono stati impugnati dalla Regione degli atti legislativi dello Stato, quelli tuttora pendenti sono i seguenti: il decreto legislativo 149 del 6 settembre 2011, quello che faceva riferimento ai meccanismi sanzionatori e premiali relativi a Regioni, Province e Comuni, articoli 2, 17 e 26 della legge...ed è ancora pendente; il decreto legge 201 del 6 dicembre 2011: "Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici"; il decreto legge n. 1 del 24 gennaio 2012: "Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo...e la competitività", convertito con modificazioni dalla legge..., anche questo tuttora pendente; il decreto legge 95/2012, convertito con modificazioni dalla legge 135, tuttora pendente, qui si fa riferimento alla spending review, e la legge 24 dicembre 2012, n. 228: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato", anche questo pendente.

Lei, giustamente, nella sua terza domanda dice: "sulla base di queste esperienze...", beh, sulla base di queste esperienze, le posso dire che l'ordinamento finanziario regionale è tecnicamente ben fatto e le modifiche da ultimo introdotte con il disegno legislativo n. 12 rafforzano le tutele per la Regione. Ad oggi il problema non sussiste in possibili correttivi alle norme, ma...

Presidente - Scusate, ma non si sente niente. Colleghi!

La Torre (GM) - ...nella violazione delle norme statutariamente garantite. Su questa problematica non esiste ancora alcuna pronuncia da parte della Corte costituzionale; tuttavia, si ritiene che possa trarsi un segnale di ottimismo nella conferma che la Corte costituzionale ha dato alla centralità della norma di attuazione da ultimo nella sentenza n. 178 del 2012 in esito al ricorso regionale avverso il decreto legislativo 118 del 23 giugno 2011: quello che riguardava le disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni e degli enti locali. La Corte costituzionale ha dichiarato che il decreto sull'armonizzazione dei bilanci, adottato in attuazione della legge 42 del 2009, non è direttamente applicabile alle Regioni speciali, in quanto è necessaria l'intermediazione delle norme di attuazione. Evidentemente, a conclusione, questa è una partita aperta che, a mio avviso, deve vedere questa Regione molto attenta a difendersi in tutte le sedi opportune, perché occorre che la nostra autonomia, che in qualche modo è patrimonio di tutti, sia difesa, come ho detto prima, in tutte le sedi. Grazie.

Président - Merci. La parole au collègue Caveri.

Caveri (UVP) - Ohibò! Assessore, lei, nel leggere la sua risposta, non si è accorto di aver detto due cose diverse, perché nell'incipit ha detto che i problemi sull'applicazione della norma di attuazione derivano solamente nel 2012 dalla nascita del "Governo Monti" e poi nella parte conclusiva ha letto una sentenza recente della Corte costituzionale nella quale invece la Regione ha impugnato un provvedimento del "Governo Berlusconi", in particolare del Ministro Tremonti, quindi delle due l'una: o chi ha scritto la prima parte non ha scritto la seconda, o chi ha scritto la seconda non ha letto la prima, perché vede il problema non è la polemica politica, io trovo che i comizi da parte nostra si debbano fare fuori dal Consiglio Valle, anche in questo periodo, di ultimi giorni...

È però vero che la norma di attuazione sull'ordinamento finanziario, che risale, com'è noto, al febbraio del 2011, è stata purtroppo già attaccata alcuni mesi dopo direi da due elementi, lei ne ha citato uno, credo che ne abbia dimenticato un secondo, perché è vero che il primo è l'impatto delle manovre finanziarie che si è già manifestato, come dicevo, negli ultimi mesi del "Governo Berlusconi" con un attacco a quel principio di trasferimenti finanziari certi derivanti dalla norma di attuazione, con questo discorso dell'accantonamento di parte della fiscalità a beneficio delle casse dello Stato - ed è la parte che, tra l'altro, viene contestata nella sentenza di cui abbiamo parlato, cioè lo Stato dice che questo...almeno sul "decreto Tremonti" di cui lei ha detto...questo non può avvenire perché viola la norma di attuazione e adesso aspettiamo di vedere quali esiti ci saranno nuovamente nelle sentenze successive concernenti invece i decreti del "Governo Monti" -, ma c'è un secondo elemento per chi studia le storie e le questioni del nostro ordinamento finanziario, cioè, in realtà, fin dal "Governo Berlusconi" opera a compressione fortissima del nostro ordinamento finanziario...quindi io sono stupefatto che lei possa dire che nel 2011 ci sono elementi esclusivamente di soddisfazione non solo per il dimenticato "decreto Tremonti", ma anche perché va detto che fin da quell'anno si sono fatti sempre più aggressivi quei vincoli derivanti dal patto di stabilità che finiscono per comprimere altre parti del nostro ordinamento finanziario. Questo evidentemente porta ad una riflessione complessiva, perché la storia del nostro ordinamento è una storia complessa che parte dal 1945 e fin dal 1981 ci sono stati elementi di fortissima debolezza nel nostro ordinamento finanziario. La debolezza attuale sta proprio nell'impatto delle manovre finanziarie, come lei ha in parte sottolineato, ma non è solo questo: sono proprio le norme concernenti la spesa e l'atteggiamento sempre più occhiuto del Ministero dell'economia e della Ragioneria dello Stato che oggi rendono questa situazione duplice e paradossale. Da una parte, come dicevamo, il mancato rispetto - perché di questo si tratta - della norma sull'ordinamento finanziario, laddove rischia di diventare astratto il concetto dei 10 decimi se poi in qualche maniera lo Stato, a beneficio del rientro dal deficit pubblico, riesce comunque ad incamerare delle risorse che dovrebbero essere legittimamente trasferite alla Regione Autonoma Valle d'Aosta e, dall'altra, i bizantinismi crescenti nel controllo sempre più pesante - e inesistente tra l'altro negli ordinamenti regionali - degli altri Stati europei, perché questo è l'altro aspetto paradossale, prima del patto di stabilità e oggi del patto di governance economica, cioè il fatto lamentato da tutti che questo atteggiamento così occhiuto viene riversato più sul sistema autonomistico di quanto venga invece imposto agli stessi organi dello Stato. Devo quindi dire, ringraziandola per la viva simpatia anche personale che c'è fra di noi, che la noticina che lei quest'oggi ha letto è purtroppo del tutto insoddisfacente.

Président - Point 5 à l'ordre du jour.