Oggetto del Consiglio n. 2819 del 6 febbraio 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 2819/XIII - Approvazione di mozione: "Equiparazione delle condizioni fra proprietà private e proprietà pubbliche per la realizzazione di strutture pertinenziali a servizio degli edifici esistenti in zona A".
Président - Merci. A demandé la parole pour l'illustration le collègue Cerise.
Cerise (ALPE) - Merci Madame la Présidente.
La problematica che intendiamo riportare all'attenzione di questa Assemblea con la presente mozione l'avevamo già sollecitata e sollevata nell'agosto del 2009 in fase di modificazione alla legge urbanistica e di pianificazione territoriale, quella meglio conosciuta come piano casa. Problematica che è stata poi recepita, di questo ce ne rallegriamo, nelle modificazioni alla legge citata con la legge n. 17 dell'anno scorso e che prevede la possibilità di realizzare strutture pertinenziali a servizio degli edifici esistenti nelle zone territoriali di tipo A e di quelle a destinazione residenziale nelle zone territoriali di tipo E, demandando poi alla delibera attuativa di Giunta l'approvazione dei criteri e delle modalità costruttive di queste strutture. Questo era uno degli aspetti qualificanti di quella legge, che avevamo allora evidenziato, in quanto era l'accoglimento, sebbene tardivo, di numerose sollecitazioni da nostra parte su tale necessità, come abbiamo peraltro manifestato le nostre forti perplessità su tutta una serie di altri aspetti che non è il caso di richiamare in questa occasione, ma sui quali a breve ritorneremo; ecco di questo ci rallegriamo: di questo accoglimento.
Devo dare atto che in questa circostanza la delibera attuativa, rispetto alla precedente modifica, ha rispettato una tempistica accettabile, perché è una cosa che avevamo sollecitato e, quando è giusto rendere merito del buon funzionamento delle cose, non ci sottraiamo sicuramente. Avevamo dunque sollecitato e la nostra sollecitazione è stata accolta, contrariamente alla prima volta che da un'urgenza che si era manifestata nell'approvazione della legge ci sono poi voluti otto mesi per avere la delibera attuativa, in questo caso nel giro di due mesi e mezzo, tre mesi, che sono quelli accettabili...
L'unico stupore, che poi ci ha spinti a presentare questa mozione, è quando, leggendo l'allegato B, che definisce appunto criteri e modalità, alla lettera c) vediamo che tali strutture non possono superare i 10 metri quadri di superficie, io credo che dobbiamo capirci sul discorso delle superfici, perché queste strutture sono, a mio avviso, una condizione essenziale per favorire, diciamo, una riqualificazione ambientale dei centri storici. L'obiettivo non è tanto solo quello di creare la possibilità di creare strutture nuove, ma anche creare le condizioni affinché i Comuni possano intervenire per far rimuovere quegli obbrobri rappresentati da baracche, tettoie che non sono autorizzate, ma che l'Amministrazione locale, capendone così la necessità, sicuramente chiude un occhio per...quando ci sarà, ci fosse una condizione che permette il recupero, diciamo, equilibrato di queste strutture, sicuramente si supererebbe quel problema.
Credo che un aspetto che va sottolineato - nella mozione non l'abbiamo citato, ma vorremmo che l'Assessore ne prendesse nota, ne tenesse conto -, un'altra misura che ritengo che non sia ragionevole è i 2 metri e 80 di altezza all'estradosso del colmo...no, perché dobbiamo ricordarci che giustamente, specialmente nei centri storici, ma sul territorio nazionale le coperture piane non si realizzano, di conseguenza su una falda di 3 metri, perché l'estradosso del colmo...mettiamo solo misure minime, perché si tratta comunque di strutture leggere, 20 di colmo, 15 di puntone sono 35 centimetri...i due...vengono a 2 e 45, se poi su una falda di 3 metri dobbiamo rispettare quelle che sono le pendenze...anche dal punto di vista architettonico, del 30-35 percento, beh io non ci entro...qualcun altro di questa sala, non nella parte bassa scendiamo a 1 metro e 40...chi è che misura meno di 1 metro e 40 in questa sala è l'unico che potrebbe agevolmente entrare in quelle strutture, adesso nessun riferimento...
(commenti di alcuni consiglieri, fuori microfono)
...poi mi rivolgo all'Assessore all'urbanistica, insomma le misure...non per il fatto di statura, ma per la sua formazione professionale, probabilmente lei per propria formazione professionale è abituata ad unità di misure diverse che sono quelle degli anni luce, no? E qui invece parliamo di metri e di centimetri, forse è per quello che c'è stata una confusione, di conseguenza inviterei...
Presidente - Colleghi...
Cerise (ALPE) - ...adesso la mettiamo anche come stemperamento così del clima, qualche battuta non guasta mai...ecco chiediamo veramente un impegno a ragionare su questa cosa, sulla misura, perché un'altra cosa che era contraddittoria era il fatto che per l'eventuale realizzazione da parte del pubblico la misura era di 20 metri quadri, ma credo che la necessità di avere una struttura pertinenziale di questo tipo in centro storico è più legata al privato che non al pubblico, mi sembra del tutto evidente; di conseguenza, la nostra mozione chiede di rimuovere questa differenza, di portare a 20 metri quadri con l'invito di vedere con i tecnici dell'Assessorato, l'Assessore il discorso di quell'altezza che magari 20 centimetri che, dal punto di vista estetico, non vanno a turbare sicuramente il contesto ambientale, ma che permettono una fruizione sicuramente agevole, perché - ripeto - 10 metri quadri...diciamo che è anche citato nelle norme che sono riprese nella delibera attuativa, si parla di legnaie e quant'altro, nelle legnaie se ci mettiamo dentro la sega circolare e lo spaccalegna, per la legna non c'è più posto in 10 metri quadri, perché conosciamo tutti come sono le cose, ecco. È un invito proprio a ragionare su questo concetto, su questa misura che permetterebbe...noi andiamo a rimuovere e parificare a quella che è prevista per il pubblico, che andrebbe sicuramente a dare un minimo di funzionalità e sicuramente è un incentivo a tutti quelli che senza...per recuperare quegli edifici - ripeto - fatiscenti esistenti. Grazie.
Presidente - Possiamo aprire la discussione generale, c'è qualcuno che intende prendere la parola? Nessuno chiede di poter intervenire? Chiudiamo la discussione generale. La parola all'Assessore Zublena.
Zublena (UV) - Grazie Presidente.
Venendo alla richiesta della mozione, cioè si chiede l'estensione a 20 metri quadri della dimensione delle strutture pertinenziali anche per i privati nelle zone A: è questo l'oggetto; come Giunta, con la delibera attuativa avevamo inteso mantenere fermi alcuni obiettivi della legge, cioè la necessità di contenere ragionevolmente lo sviluppo di nuovi volumi edificabili in ambiti sensibili da un punto di vista paesaggistico, naturalmente andando incontro alle esigenze dei cittadini di disporre di alcune strutture per il ricovero di attrezzi, legnaie e quant'altro, con l'obiettivo, come giustamente lei Cerise ha ricordato, di riordinare e riqualificare queste strutture pertinenziali. Tuttavia, poi, guardando alla realtà delle situazioni e tenendo conto anche dei vincoli esistenti nelle zone A, tra cui il rispetto delle distanze, in effetti abbiamo considerato che la ricaduta sull'incremento di volume edificato complessivo derivante da questa estensione della superficie può essere tutto sommato contenuta, quindi noi ci dichiariamo disponibili ad accogliere l'indicazione della mozione, dunque a rivedere le dimensioni per le strutture pertinenziali in zona A per i privati fino appunto alla metratura di 20 metri quadri.
Naturalmente sugli aspetti che lei ha citato un po' al di fuori dal testo della mozione, siamo altrettanto disponibili a rivedere le modalità di calcolo delle altezze all'estradosso e questo lo vedremo con gli uffici preposti in modo da fare delle valutazioni che siano anche tecnicamente sostenibili.
Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il collega Cerise.
Cerise (ALPE) - Finalmente...qualche volta il buon senso prevale sulle posizioni così...preconcette e di questo non possiamo che rallegrarci, no, dico che troppe volte...ma questo ragionamento...
(interruzione dell'Assessore Manuela Zublena, fuori microfono)
...no, permetta Assessore di poterlo dire, di sottolinearlo, come ho riconosciuto dei meriti in certi passaggi, devo anche sottolineare anche qualche volta delle prese di posizione che non hanno nessuna ragione di esistere e che contrastano col buon senso, perché questo non è un elemento così...non è un elemento che affrontiamo qua la prima volta, ne abbiamo discusso quante volte in commissione, ne abbiamo parlato personalmente, ecco, non è che è una cosa caduta così all'improvviso; di conseguenza, c'era tutto il tempo...ci rallegriamo che finalmente sia stato recepito questo ragionamento qua...ecco probabilmente è anche una disattenzione, a volte scappa, quando si fanno dei ragionamenti sopra le misure, poi non sempre si ha la percezione di quello che vuol dire tradotto in pratica, ma questo lo comprendiamo. Comunque ce ne rallegriamo e speriamo che questo atteggiamento possa avere anche in certi altri contesti lo stesso atteggiamento di attenzione, ecco non dico poi sempre l'accoglimento, perché l'accoglimento comporta comunque un confronto e tutto...ma l'attenzione e questo ci fa già piacere. Grazie.
Presidente - Grazie. Possiamo allora mettere in votazione la mozione? La votazione è aperta. Colleghi votate. Tutti hanno votato? Possiamo chiudere la votazione.
Presenti: 29
Votanti: 29
Favorevoli: 29
La mozione viene quindi accolta.
Colleghi, come l'accordo preso con i Capigruppo, passiamo ora al punto 26 con l'illustrazione della relazione.
