Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2697 del 21 novembre 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2697/XIII - Aggiornamento del Programma operativo Competitività regionale 2007/2013 per l'intervento del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) a seguito della procedura di riesame prevista dall'articolo 33 del regolamento (CE) 1083/2006.

Il Consiglio

a) richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 519, in data 2 marzo 2007, recante "Approvazione della proposta di programma operativo "Competitività regionale 2007/2013" cofinanziato dal fondo europeo di sviluppo regionale e dal fondo di rotazione statale", ratificata dal Consiglio regionale con deliberazione n. 2697/XII, in data 9 maggio 2007;

b) dato atto che la Commissione europea ha approvato, con decisione C(2007)3867, in data 7 agosto 2007, il Programma operativo FESR Competitività regionale 2007/2013 della Valle d'Aosta di cui alla precedente lettera a) che comporta un investimento pubblico complessivo pari a 48.810.613,00 euro, finanziato con risorse di provenienza dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), dal Fondo di rotazione statale di cui alla legge 183/1987 e dalla Regione;

c) richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 2385, in data 31 agosto 2007, recante "Approvazione del testo definitivo del programma operativo regionale per l'intervento del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) nell'ambito dell'obiettivo Competitività regionale e occupazione 2007/2013";

d) richiamato il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006, recante le disposizioni generali sui Fondi strutturali comunitari così come modificato dal regolamento (CE) n. 1341/2008 del Consiglio del 18 dicembre 2008 e dal regolamento (CE) n. 284/2009 del Consiglio del 7 aprile 2009 ed il regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, recante le disposizioni relative al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) così come modificato dal regolamento (CE) n. 397/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 maggio 2009;

e) visto l'articolo 33 del regolamento (CE) 1083/2006 che prevede che, su iniziativa dello Stato membro o della Commissione, di concerto con lo Stato membro interessato, i programmi operativi possano essere riesaminati e, se necessario, la parte rimanente del programma possa essere riveduta in uno o più dei seguenti casi:

a. a seguito di cambiamenti socio-economici significativi;

b. al fine di tener conto in misura maggiore o differente di mutamenti di rilievo nelle priorità comunitarie, nazionali o regionali;

c. alla luce della valutazione di cui all'articolo 48, paragrafo 3 (valutazione intermedia durante il periodo di programmazione);

d. a seguito di difficoltà in fase di attuazione;

f) considerato che la Struttura programmi per lo sviluppo regionale e politica per le aree montane dalla Presidenza della Regione, in qualità di Autorità di Gestione del POR FESR, esaminando i dati del monitoraggio finanziario, procedurale e fisico degli interventi avviati nell'ambito del POR FESR, ha rilevato una lenta e bassa capacità di spesa dell'Asse I - Ricerca e sviluppo, innovazione ed imprenditorialità a fronte del notevole volume di spesa dell'Asse II - Promozione dello sviluppo sostenibile e dell'Asse III - Promozione delle ICT;

g) preso atto che la carente capacità di spesa dell'Asse I - Ricerca e sviluppo, innovazione ed imprenditorialità è dovuta principalmente al fatto che il Paese sta attraversando un momento di profonda crisi economica, che non aiuta la promozione dello sviluppo e dell'innovazione, determinando una scarsa competitività sui mercati;

h) considerato che le tabelle degli indicatori del POR FESR sono state verificate nella loro globalità durante gli incontri organizzati nel corso dell'estate 2011 tra l'Autorità di Gestione e le strutture dell'Amministrazione regionale che svolgono le funzioni di beneficiario e di controllore di primo livello e che oggetto dell'esame sono state le definizioni e le modalità di calcolo di target e valori di avanzamento degli indicatori nonché, per gli indicatori di impatto, l'aggiornamento ai dati Istat 2007;

i) atteso che è stata avviata un'attività di valutazione intermedia del POR-FESR ai sensi dell'articolo 48, § 3 del regolamento (CE) 1083/2006 e che il servizio di valutazione è stato affidato, mediante procedura aperta sotto la soglia comunitaria, alla società Gruppo Clas s.r.l. di Milano con il provvedimento dirigenziale della Struttura programmi per lo sviluppo regionale e politica per le aree montane n. 5888 del 22 novembre 2010;

j) preso atto che la società Gruppo Clas s.r.l. ha consegnato il Rapporto di valutazione intermedia del POR FESR e il Rapporto di valutazione del piano di comunicazione integrato FESR e FSE in data 4 novembre 2011 e che i risultati contenuti in questi documenti hanno confermato l'analisi dell'Autorità di Gestione sull'andamento del Programma ed hanno suggerito alcuni adattamenti;

k) atteso che la Struttura programmi per lo sviluppo regionale e politica per le aree montane della Presidenza della Regione ha provveduto a redigere una relazione sintetica contenente i principali elementi relativi all'aggiornamento del programma operativo FESR Competitività regionale 2007/2013 e che la Giunta regionale ha ritenuto di inviarla, condividendone i contenuti, al Consiglio regionale quale mero documento esplicativo della stessa;

l) considerato che, al fine di rispondere alla situazione attuale del contesto e di assicurare il pieno reimpiego delle risorse di Programma, esiste l'opportunità di notificare alla Commissione europea una richiesta di aggiornamento del POR FESR stesso che preveda:

- la riallocazione di una parte delle risorse finanziarie dell'Asse I da destinare agli assi II e III, in particolare la riduzione del valore finanziario dell'asse I da 15 a 8 Meuro ed un contestuale aumento dell'asse II e dell'asse III per lo stesso importo. Tale adattamento del piano finanziario non comporta una riduzione dell'allocazione delle risorse finanziarie attualmente a disposizione nell'ambito dell'asse I, in quanto tale adattamento prevede un incremento della quota regionale aggiuntiva (overbooking) a valere sullo stesso asse del Programma;

- la razionalizzazione delle attività previste dall'asse II - Promozione dello sviluppo sostenibile e dall'asse III - Promozione delle ICT;

- la riconfigurazione del sistema degli indicatori con la rivalutazione di alcuni target e/o valori di riferimento, l'eliminazione degli indicatori superflui, l'inserimento di alcuni Core Indicator segnalati dalla Commissione europea nel Working paper n. 7 del luglio 2009, secondo le indicazioni riportate nella nota del Ministero dello Sviluppo Economico del settembre 2011;

m) atteso che il Comitato di Sorveglianza ha approvato l'aggiornamento del POR FESR con procedura scritta con nota n. 603/PRO in data 30 marzo 2012;

n) dato atto che l'aggiornamento del Programma operativo, lasciando invariata la dotazione finanziaria del Programma e il tasso di cofinanziamento da parte dell'Unione Europea e dello Stato, non comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale;

o) richiamato il provvedimento dirigenziale del Servizio valutazione ambientale del Dipartimento territorio e ambiente n. 3795, in data 29 agosto 2012, che ha dichiarato la non assoggettabilità a valutazione ambientale strategica del suddetto aggiornamento del Programma;

p) rilevato che l'approvazione del Programma di cui si tratta compete al Consiglio regionale, ai sensi dell'articolo 1, lett. h, della legge regionale 7 dicembre 1979, n. 66, mentre i provvedimenti di attuazione competono alla Giunta, ai sensi dell'articolo 3 della stessa legge regionale;

q) atteso che il POR FESR 2007/2013 potrà formare oggetto, a seguito della notifica ai competenti servizi della Commissione europea, di modificazioni e/o integrazioni non sostanziali, richieste dai competenti uffici del Ministero dello sviluppo economico e dalla Commissione stessa e che, pertanto, si rende necessario autorizzare l'Autorità di Gestione ad apportare tali modifiche/integrazioni;

r) richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 635 in data 30 marzo 2012, concernente l'approvazione del bilancio di gestione, per il triennio 2012/2014, con attribuzione alle nuove strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati, del bilancio di cassa per l'anno 2012, con decorrenza 1° aprile 2012 e di disposizioni applicative;

s) visto il parere favorevole di legittimità sulla presente deliberazione, rilasciato dal dirigente della Struttura Programmi per lo sviluppo regionale e politica per le aree montane, ai sensi dell'articolo 3, comma 4, della legge regionale 23 luglio 2010, n. 22;

Visto il parere della II Commissione consiliare permanente;

Delibera

1) di approvare l'aggiornamento del Programma operativo Competitività regionale 2007/2013, per l'intervento del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) a seguito della procedura di riesame prevista dall'articolo 33 del Regolamento (CE) 1083/2006 allegato al presente atto di cui costituisce parte integrante;

2) di dare mandato alla Giunta regionale di apportare le eventuali modificazioni e/o integrazioni non sostanziali al Programma stesso che dovessero emergere in fase di notifica alla Commissione Europea.

Allegato

(omissis)

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Questo atto dà il senso del lavoro svolto nell'ambito dell'utilizzo dei fondi europei e soprattutto di come si sia cercato di aggiornare il Programma operativo Competitività, che scade nel 2013, però a scivolamento andrà fino al 2012, per l'intervento del Fondo di sviluppo regionale, FESR, a seguito della procedura di riesame prevista dall'articolo 33 del regolamento. La proposta di aggiornamento in discussione riguarda il Programma Competitività regionale, che comporta un investimento pubblico complessivo pari a 48.810.000 euro, finanziato con risorse provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dal Fondo di rotazione statale e dalla Regione. È suddiviso in assi prioritari a seconda della tipologia di finanziamento: asse I, "Ricerca, sviluppo, innovazione ed imprenditorialità" (dotazione finanziaria 15.000.000); asse II, "Promozione dello sviluppo sostenibile" (dotazione finanziaria 25.000.000); asse III, "Promozione delle ICT" (dotazione finanziaria 6.800.000); asse IV, "Assistenza tecnica" (dotazione finanziaria 1.900.000). Siamo ormai a fine 2012, a due terzi del periodo di attuazione previsto per questo tipo di interventi, che si chiudono con il 2015, anno entro cui dovranno essere ultimate le spese. È un periodo di tempo abbastanza significativo per trarre alcune considerazioni in merito allo stato di avanzamento. La struttura Programmi per lo sviluppo regionale e politica per le aree montane della Presidenza della Regione, in qualità di autorità di gestione e di programma, ha provveduto ad effettuare tali analisi, coadiuvata dal supporto dei valutatori indipendenti come previsto dai regolamenti comunitari, esaminando in particolare i dati del monitoraggio finanziario, procedurale e fisico degli interventi avviati.

Riassumo brevemente le risultanze emerse da tale lavoro e che potete trovare nella relazione sintetica allegata alla proposta. L'andamento complessivo del programma è da ritenersi ad oggi soddisfacente, tanto da aver raggiunto il target al 31 ottobre 2012 previsto da uno specifico documento del Ministero dello sviluppo economico sull'accelerazione di spesa e da aver già evitato il disimpegno automatico e quindi il rischio di perdita di risorse per il 2012. Tale avanzamento dimostra tuttavia una dinamica differenziata a seconda dell'asse di riferimento, in particolare si è rilevata una lenta capacità di spesa dell'asse I, "Ricerca e innovazione", a fronte di una situazione migliore riguardante l'avanzamento finanziario dell'asse II, "Promozione dello sviluppo sostenibile", e dell'asse III, "Promozione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione". È emerso con chiarezza che finora la ridotta capacità di spesa dell'asse I è dovuta principalmente al fatto che tale asse si concretizza in una serie di azioni in favore del mondo imprenditoriale, che prevedono l'assegnazione di risorse finanziarie mediante procedure a bando o a sportello. In un periodo come quello attuale di profonda crisi economica, il tessuto imprenditoriale fatica molto a mettere in campo investimenti in grado di sfruttare tali risorse, anche in considerazione del fatto che tali investimenti devono forzatamente riguardare progetti innovativi secondo le regole europee. È emerso inoltre che gli interventi avviati nell'ambito degli assi II e III si caratterizzano per la loro natura infrastrutturale e quindi comportano avanzamenti di spesa più certi e prevedibili.

Alla luce di tali considerazioni, sulla base dell'articolo 33 del regolamento n. 1083/2006, che prevede che a particolari condizioni i programmi possono essere riesaminati e, se necessario, riadattati, si è ritenuto opportuno procedere alla proposta di modifica in esame di cui si espongono sinteticamente i contenuti. Voglio precisare che si tratta di un'operazione di tipo ordinario per programmi di questo tipo, che sono procedure il cui sviluppo si estende chiaramente nel tempo (2007-2013), ci sono adattamenti ed orientamenti diversi che vengono interpretati e, essendo generalmente complessi, hanno una durata di nove anni. In primo luogo si è deciso di intervenire sul piano finanziario del programma, cercando di consolidare una situazione aderente allo stato di avanzamento reale del programma stesso e in tal senso il nuovo piano finanziario prevede una riduzione dell'asse I da 15 a 8.000.000 di euro e un contestuale aumento sia dell'asse II da 25 a 28.900.000 di euro e dell'asse III, da 6 a 9.096.000 di euro.

Per essere più chiaro su tale riadattamento di natura finanziaria, non si tratta come paventato da qualcuno di sottrarre risorse al mondo industriale ed artigianale per investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione per concentrarli su grandi operazioni pubbliche, è invece un'operazione che si sostanzia per un impegno nei confronti della Commissione europea e dello Stato a rendicontare un ammontare inferiore di risorse finanziarie a valere sull'asse I (8.000.000 a fine programmazione) e a rendicontare invece un ammontare più cospicuo sugli assi II e III, lasciando le spese eccedenti a carico delle risorse aggiuntive regionali che sono state rese disponibili. Tali risorse rimarranno fino al 2015, a tale proposito vorrei brevemente ricordare le misure finora attivate a favore del mondo imprenditoriale che rimarranno attive fino al 2015:

cofinanziamento della legge regionale n. 6/2003, sostegno alle imprese per progetti di innovazione tecnologica per 2.800.000 di euro; aiuto sviluppo e aiuto innovazione, contributi finalizzati all'acquisizione di servizi di consulenza progetti di ristrutturazione, rafforzamento: 1.200.000 di euro; bando per progetti di innovazione, contributo di incentivazione a collaborazione fra imprese: 3.300.000 di euro; bando per unità di ricerca, finanziamento e progetti concessi alla creazione di unità di ricerca: 1.000.000 di euro; contributi a pépinières (di cui abbiamo parlato prima): 1.100.000 di euro; cofinanziamento della legge n. 14, contributi per la creazione di imprese innovative: 1.100.000 di euro; animazione territoriale: 300.000 euro; sostegno ai centri di competenza e rafforzamento della presenza del Politecnico di Torino, sede di Verrès: 600.000 euro; marketing territoriale: 1.100.000 di euro. In altre parole l'aumento della dotazione finanziaria degli assi II (più 3.000.000 fino a 9.000.000 di euro) e dell'asse III (3.100.000 di euro) consentirà di rendicontare alla commissione le spese ritenute più sicure, perché legate a progetti infrastrutturali e di tenere a carico della Regione le spese ritenute più incerte, perché legate all'effettiva risposta delle imprese a bando per avere queste certezze.

In secondo luogo si è provveduto ad effettuare alcuni marginali adattamenti al programma per tenere conto delle modifiche regolamentari intervenute e del lavoro dei valutatori dell'Autorità di gestione, che hanno precisato alcuni indicatori e valori obiettivo. Ci riferiamo a questi adattamenti: asse I, nell'ambito dell'attività di sostegno alla nascita e alla crescita di imprese, in particolare innovative, non è stata attivata la linea di intervento finalizzata a sostegno del credito esclusivamente per le nuove imprese, in quanto, da un lato, risultano già presenti strumenti analoghi finanziati mediante risorse regionali che assorbono un carico amministrativo decisamente più basso; dall'altro, si è scelto di finanziare nell'ambito del programma con la legge n. 14. Per l'asse II, audit energetici, l'eliminazione del divieto di finanziamento di interventi all'edilizia residenziale riguardanti gli immobili di proprietà dei privati per tenere conto delle intervenute modifiche di carattere regolamentare...preciso che, considerate le risorse finanziarie a disposizione dell'asse II, si è provveduto ad attivare due bandi a favore degli enti locali, escludendo dalla partecipazione l'Amministrazione regionale, con indubbi benefici anche per i contribuenti. Dalle stime effettuate, l'estensione agli edifici di proprietà privata - questo vale per i risparmi energetici - avrebbe richiesto una quantità di risorse finanziarie non reperibili in questo periodo congiunturale. Nell'asse II, nell'ambito del sostegno allo sviluppo di nuovi servizi, viene mantenuto in un'ottica di razionalizzazione unicamente l'intervento relativo all'utilizzo di tecnologie ed applicazioni multimediali finalizzate alla valorizzazione del sito archeologico di Saint-Martin de Corléans, l'ultima tipologia di adattamento riguarda il sistema degli indicatori ed è stata effettuata in collaborazione con i valutatori indipendenti del programma, anche per tenere conto delle ultime definizioni suggerite dalla Commissione europea.

In conclusione preciso che si procede ad attuare la maggior parte delle attività previste dal programma, in particolare non vengono ridotte le risorse finanziarie per le imprese; inoltre sottolineo come l'operazione sia funzionale a non perdere contributi europei e statali negli anni a venire. Altri chiarimenti sulla procedura: la proposta è stata approvata dal Comitato di sorveglianza, dopo l'approvazione del Consiglio la proposta verrà trasmessa alla Commissione europea per gli adempimenti di rito. Grazie.

Si dà atto che dalle ore 10,50 riassume la presidenza il Presidente Emily Rini.

Président - La parole au Conseiller Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

Abbiamo avuto intense discussioni, stranamente perché si tratta di argomenti molto aridi e apparentemente tecnici, ma da qualche tempo abbiamo imparato a prendere con le pinze tutto quanto viene definito tecnico e crediamo che spesso dietro questo linguaggio di grande tecnicità, che da sempre avvolge le problematiche dei fondi europei, ci sia una sostanza politica di destinazione di risorse, di modalità di spesa che va valutata. Rischia di sfuggirci che stiamo parlando di qualcosa di equivalente al peso di un Assessorato regionale in un anno, di un grosso Assessorato: stiamo parlando di un piano di una sessantina di milioni di euro, cinquantanove per l'esattezza, quindi di qualcosa di importante che è partito in un tempo che sembra remoto, con una Giunta che non era questa, con una pianificazione che oggi viene ad essere ridefinita sulla base di controlli che sono stati effettuati. Controlli sui quali sarebbe interessante avere qualche informazione di più, perché sembra che si sia trattato di una bonaria verifica, ma non credo sia perché hanno di solito un atteggiamento decisamente ferreo, ma anche perché, Presidente, siccome stiamo riorientando il rapporto fra la politica e le strutture tecniche, questo rapporto dovrebbe portarci ad avere immediatamente sul tavolo le risultanze di un controllo. Che i controlli sulla spesa fatta dei fondi europei non arrivino immediatamente né alla commissione competente, né al Consiglio regionale è singolare, perché è vero che compete alla Giunta l'attuazione di questi piani, ma è vero anche che essere informati di qualche magagna - in questo caso magari anche grande - potrebbe essere di grande utilità.

Detto questo, segnaliamo alcuni aspetti minori, ma significativi del cambiamento di rotta, uno dei quali è il definitivo abbandono di un progetto molto reclamizzato la scorsa legislatura: il progetto del cablò, del trasporto pubblico nella città di Aosta secondo un'idea innovativa che ha fatto molto ironizzare sulla stampa, ma che in questa ridefinizione del programma operativo non trova nessuna sostituzione, semplicemente un de profundis. È una scelta anche questa di non mantenere su un versante in aperta sofferenza come quello del trasporto pubblico della città di Aosta nessuna idea vincente, essendo stato ormai definitivamente abbandonato il metrò, che si era sostituito al cablò ad inizio di legislatura.

Abbiamo poi il cuore, a nostro avviso, di questa vicenda. Il Presidente si è affrettato a sottolineare nella relazione, riprendendo delle sottolineature che erano state fatte da parte nostra, il qualcuno che ha paventato sono stati i Consiglieri di ALPE che hanno ritenuto che fossero sottratte risorse al settore privato, precisamente agli investimenti per l'innovazione e la ricerca. Qui entriamo in una logica sottile e un po' formale: "non è vero che vengono sottratti dei soldi, ma non possono più essere rendicontati da una parte, devono essere rendicontati dall'altra". Noi leggiamo diversamente questo, ma proprio sulla base del documento che ci è stato sottoposto...noi leggiamo in senso problematico la vicenda del finanziamento degli investimenti di innovazione e competitività. Lei ci scrive: "la presenza di strumenti di sostegno e finanziamento alle imprese di tipo tradizionale con dotazioni consistenti al di fuori del programma e con un carico burocratico inferiore rendono inutile o meno appetibile il ricorso", ma qui si innesta una problematica molto delicata, perché noi una settimana fa abbiamo tolto risorse a questo settore e abbiamo registrato da parte degli industriali valdostani in un documento scritto molto puntuale la carenza di risorse su tale versante. Una settimana dopo portiamo in Consiglio, senza nessun confronto (così risulta) con il mondo produttivo una decisione che sposta di asse per circa 4.000.000 di euro, una quota molto rilevante, delle risorse che si era previsto che andassero a sostenere questa trasformazione e soprattutto la ricerca. Questo è il punto delicato: siamo una Regione dove non c'è una ricerca, salvo qualche caso, robusta da avere ricadute sul piano della produttività e dell'innovazione nelle nostre aziende. Questo è il dato fondamentale, tagliare le risorse da questo punto di vista non ci sembra oggi la soluzione migliore, anche perché questo, nella lettura che facciamo di un documento molto complesso, sembra essere la risultante finale; si toglie all'insieme delle piccole-medie imprese e soprattutto di quelle che possono essere generate per spin-off dal mondo della ricerca per dare un robusto "colpo di pollice" ad un progetto infrastrutturale pesante come quello del teleriscaldamento. Non è qui il luogo per aprire una grande disamina sulla questione, il teleriscaldamento, partito da un'iniziativa di CVA e di imprenditori locali, oggi sotto la mano di Gaz de France, che si troverà a beneficiare di un robusto "colpo di pollice" da parte di questi fondi europei. Crediamo che in questo la scelta non sia delle più felici, non abbiamo le carte in regola per valutare un progetto e non siamo i soli, anche l'Assessore Zublena penso non ne fosse molto informata qualche settimana fa. Forse siamo più informati adesso o lo potremo essere se nella cortese replica il Presidente dirà qualcosa in esito al Comité de pilotage che c'è stato la settimana scorsa, che doveva riguardare proprio l'operazione del teleriscaldamento: un'operazione che rimane gestita dietro le quinte senza che la comunità ne abbia informazione. Presidente, ci siamo trovati qualche anno fa su un altro tavolo: io ero Consigliere comunale di Aosta e lei era il Presidente di CVA, che illustrava un progetto che nel 2012 avrebbe dovuto essere in fase di completamento. Adesso siamo ad annunciare il 2018 e crediamo sia doveroso cominciare ad aprire il capitolo dell'informazione completa su cosa succede nella vicenda del teleriscaldamento.

Sempre in tema energetico, lei ha richiamato la questione degli audit energetici, degli accertamenti dell'efficienza dei fabbricati pubblici, perché quasi tutto è stato destinato in questi anni e rimarrà destinato alla verifica dell'efficienza energetica degli edifici pubblici, comunali in particolare, ma non tutti i Comuni si sono comportati nello stesso modo: mi risulta che alcuni abbiano aperto - La Salle fra gli altri - ad un certo numero di privati la possibilità di utilizzare questi fondi, ma l'indicazione che rimane è: ce ne facciamo l'uso che crediamo per il patrimonio pubblico. Pensiamo che su questo punto si sarebbe potuta immaginare una politica diversa mettendo in campo risorse pubbliche da affiancare a quelle che i privati fossero interessati a mettere per ottenere questo risultato, cioè utilizzare i soldi pubblici non in via esclusiva per fare il tutto di operazioni sempre destinate a beni pubblici, ma di usarli come volano per accelerare un coinvolgimento dei privati nella verifica dei loro fabbricati, di quanto spendono loro per la loro bolletta energetica. Qui ci sembra che manchi una visione politica più innovativa.

Ancora qualche nebbia ci sembra emergere sulla quarta vicenda: quella della multimedialità di Saint-Martin de Corléans, non ci è chiaro se, quando e come verrà realizzato questo progetto che era stato inserito nel 2006-2007, quando fu lanciato tale programma, fra i cardini di questa operazione.

Noi quindi siamo a dire che siamo d'accordo su una cosa: il fatto che non vanno sprecate queste risorse, vanno utilizzate. Abbiamo annunciato, e lo approfondiremo con la commissione, una lettura attenta di quello che è successo nel settore dell'occupazione per i fondi europei, settore che sembra aver fatto attribuire magari ingiustamente - ma la cosa ci ha molto amareggiati - la maglia nera alla nostra Regione nell'utilizzo dei fondi comunitari, non necessariamente per totale demerito, ma per l'esistenza di problemi che andremo ad approfondire e porteremo in Consiglio, ma se siamo d'accordo a non perdere i soldi, non siamo d'accordo sul modo in cui è stata impostata oggi questa revisione, questa rimodulazione della spesa per le finalità politiche che stanno dietro a tale ridistribuzione dei fondi e non certo per aspetti tecnici, perché, dal punto di vista tecnico, crediamo che questo dossier sia stato trattato dalle nostre strutture e anche per quanto riguarda l'interlocuzione con noi Consiglieri nel modo più adeguato. Grazie.

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Grazie Presidente.

Non entrerò nel dettaglio di un programma molto complesso, che abbiamo già affrontato più volte, ma mi limiterò al cambiamento più importante che viene fatto rilevare e che anche il Presidente ha fatto notare rispetto a questo tipo di impostazione programmatica dei fondi europei. Per quanto ci riguarda, abbiamo la constatazione che la profonda crisi finanziaria ha toccato profondamente la Valle d'Aosta e quello che però ci ha lasciato un po' sorpresi dall'analisi che viene fatta qui è che si ripropone un'analisi, che almeno noi abbiamo più volte contestato, ovvero il problema sia quello della capitalizzazione delle imprese e della capacità del sistema finanziario di concedere credito alle imprese. Se qualcuno ha memoria, questo era lo scenario del 2009, la riunione con le banche, bisogna trovare fondi, eccetera; in realtà, nei ragionamenti che seguono a queste premesse viene fatto rilevare che i beneficiari dell'asse I sarebbero poche imprese. Come dire...perché mettere a disposizione tanti soldi se ci sono poche imprese? Questo va in palese contraddizione alla premessa iniziale che ci sarebbe un bisogno di credito.

L'altra questione attiene al fatto che si continua dicendo che la Regione eroga al sistema imprenditoriale un volume già consistente di aiuti, come dire: "i fondi europei, già ne abbiamo di fondi nella regione che vanno alle imprese...", qui si prosegue dicendo: "ciò significa che le imprese regionali sono sostenute più che a sufficienza dalla Regione". Mi chiedo allora come mai nel 2003 fu fatto un programma di questo tipo, ma che nel 2003 la Regione non sosteneva sufficientemente le imprese quando c'erano ancora più risorse? Sto parlando nel vuoto, perché non c'è il Presidente, mi ascolteranno gli altri della Giunta e poi gli riferiranno per le eventuali risposte, se ce ne saranno ,perché nelle considerazioni precedenti non siamo stati degnati di risposte, comunque il ragionamento lo proseguo.

Dicevo, non è che le imprese regionali sono sostenute più che a sufficienza oggi, lo erano già nel 2003, quando fu deciso di impegnare nell'asse I tutte quelle risorse, e oggi che la risposta della competizione...ci riempiamo la bocca...è la parola "ricerca", "innovazione", decidiamo che queste imprese valdostane non sono pronte a sfruttare queste risorse, quindi le allochiamo altrove. È mancato tutto un ragionamento che abbiamo cercato di fare in questi anni rispetto ai gravi problemi strutturali, non sono tanto gli imprenditori valdostani che non sono bravi, anzi, secondo me, sono anche più bravi degli altri, perché operano in condizioni molto difficili, ma qui mancano i mezzi di trasporto, le infrastrutture vere e altre questioni importanti a supporto, quindi assolutamente dobbiamo immaginare di non arretrare sul punto forte, che è l'unico che può aiutare in un territorio piccolo come il nostro, che è l'impegno a fare ricerca ed innovazione. Paradossalmente, avendo affrontato il problema dell'Olivetti I-Jet, uno dei problemi che sembra profilarsi alla ripartenza di questa azienda è proprio quello che un'impresa che faceva soprattutto ricerca potrebbe avere problemi di finanziamento in quella direzione.

Le conclusioni allora non sono da noi condivise: "in attesa che il sistema imprenditoriale riprenda ad investire con forza in ricerca, può essere opportuno indirizzare le risorse su altre tipologie di spesa", invece noi ragioniamo in modo opposto: è proprio in questo momento che dobbiamo indirizzare in quella direzione le risorse. Da questo punto di vista, quindi esprimiamo un'opinione contraria rispetto a questo modo di leggere le difficoltà della Valle d'Aosta e di cercare di uscirne, perché se ne esce con più ricerca, più innovazione e più impresa in Valle d'Aosta.

Si dà atto che dalle ore 11,10 assume la presidenza il Vicepresidente André Lanièce.

Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive, Pastoret.

Pastoret (UV) - Grazie Presidente.

Non intendo entrare nel merito del dibattito, la relazione è stata presentata dal Presidente, i colleghi che sono intervenuti fanno le loro osservazioni, ma ho il dovere di fare una precisazione, mi scuso se la faccio con un po' di ritardo, perché forse avrei dovuto cogliere l'occasione del dibattito sul bilancio: mi riferisco alla questione della ricerca, sulla quale mi sembra che ci sia una confusione forse frutto di un'informazione che non è stata ampiamente diffusa. Ricordo, perché tutto parte dall'osservazione che Confindustria ha fatto in commissione quando si esaminò il bilancio, che il 18 ottobre 2012 si è tenuto il Patto per lo sviluppo, dove il Presidente della Regione e l'Assessore alle finanze hanno presentato il bilancio di fronte a tutte le forze sociali; in quella sede era presente anche Confindustria, che presentò poi in commissione un documento - che non abbiamo avuto il piacere di vedere - e sulla ricerca non fu fatta nessuna richiesta. Sul bilancio di previsione 2013 i fondi destinati alla ricerca sono pari a 800.000 euro, ma abbiamo detto - forse è passato inosservato - che questi fondi erano messi lì per tenere viva l'attenzione, ma che la disponibilità di fondi per la ricerca per il prossimo triennio era superiore a 5.000.000 di euro, previsti solitamente nei capitoli di bilancio, per effetto dei risparmi che si erano effettuati su vari residui nel corso degli anni per la ricerca. Sia per il 2013, che per il 2014 e il 2015 quindi avremo a disposizione perlomeno i 5.000.000 di euro, che erano già disponibili negli altri anni; essi non figurano in bilancio, perché fanno parte di somme impegnate e non tutte utilizzate. Sono state deliberate dall'Assessorato delle attività produttive, dovevano essere trasferite a Finaosta e dovevano essere liquidate in quella fase; l'effetto di tutte queste economie ha fatto sì che si abbia adesso una notevole disponibilità di questi fondi, che andremo ad utilizzare per la ricerca. Questo è stato spiegato alle imprese, mi spiace che si sia fatta un po' di confusione su questo, quindi do tale informazione affinché i vostri rilievi possano ancora indirizzarsi sul documento presentato, ma non per quanto attiene la ricerca, che è ancora finanziata con fondi dell'Amministrazione.

Presidente - La parola al Consigliere Salzone.

Salzone (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente.

Solo per una breve dichiarazione visto che l'argomento è importante e riguarda un pacchetto di finanziamenti superiore a 50.000.000 di euro e interessa più di 4.000.000 di fondi per lo sviluppo regionale. Il programma contiene un aggiornamento resosi necessario a seguito delle difficoltà incontrate per il perdurare della situazione di crisi economico-finanziaria, cosa che hanno già detto i colleghi, e che si ripercuote anche sulla nostra Regione. In virtù di ciò, l'aggiornamento riguarda lo spostamento di parte di risorse finanziarie e la ridefinizione di alcune attività. Le imprese interessate attraversano un periodo di forte criticità e incontrano notevoli difficoltà ad intraprendere scelte di investimento, anche se la Regione eroga un volume consistente di aiuti. I problemi per le imprese rimangono, soprattutto in un momento in cui il sistema bancario pare in difficoltà. In questo contesto, come abbiamo già esplicitato anche in sede di bilancio, non rimane altro che sperare in una ripresa del sistema imprenditoriale, affinché questo riprenda ad investire con vigore ed innovazione nel settore della ricerca. In attesa che ciò avvenga, ci pare opportuno ricollocare alcune risorse su altre tipologie di spesa, di carattere infrastrutturale, in modo da creare le condizioni di opportunità in altri settori come è stato citato, la copertura con la banda larga o con nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Per noi l'aggiornamento del Programma di competitività regionale 2007-2013 e del Fondo europeo di sviluppo si rende necessario e particolarmente opportuno, a tal proposito riteniamo giusto sottolineare il lavoro di indirizzo presentatoci anche dagli uffici con un particolare riferimento al Responsabile della struttura: il dottor Mattei.

Presidente - Se non vi sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Solo per ringraziare i colleghi che hanno voluto intervenire nel merito di questo documento, che, come è stato sottolineato, è un documento importante, perché ha la finalità che i colleghi hanno ricordato: quella di non perdere dei soldi, non rimanere indietro nell'utilizzo dei fondi europei. Come abbiamo detto nella discussione sul bilancio, sempre di più sarà importantissimo creare le premesse affinché i nuovi programmi su cui si sta lavorando per il piano 2014-2020 diano contezza dell'attenzione e del collegamento per i vari assi che saranno proposti allo sviluppo integrato e al coinvolgimento sia degli enti locali che delle imprese, e alle varie attività economiche.

Detto questo, il piano che è stato proposto e gli indirizzi contenuti hanno tenuto conto di come è cambiato il quadro dal 2007 ad oggi, quindi dell'esigenza di non entrare in una logica per cui alcuni fondi non potessero trovare una giusta attenzione. In particolare mi riferisco alle domande che sono state poste per il teleriscaldamento, sotto questo profilo, voglio ricordare che c'è stato un dibattito molto difficile, perché implicava una serie di problematiche relative all'organizzazione territoriale, al sostegno economico-finanziario di un investimento di decine di milioni di euro, e anche questo ha portato ad un ritardo oggettivo, perché nella composizione societaria c'è stato un cambiamento. Cambiamento che oggi ha permesso di agire e di presentarsi ufficialmente con l'intenzione di fare anche quel lavoro di conoscenza, perché su questo tema c'è una grande attenzione da parte della città di Aosta e circondario, perché sono scelte legati ad interventi a livello condominiale, interventi di organizzazione del sistema di riscaldamento, che a oggi crea ancora delle criticità in Aosta, dove ci sono ancora delle situazioni che non sono perfettamente in linea con le direttive. Questo però oggi ha dato la possibilità di avere nel quadro delle iniziative un supporto importante da un punto di vista dei partner che lavoreranno a tale progetto, quindi si riuscirà a recuperare in parte il tempo perso.

Per quanto riguarda Saint-Martin de Corléans, è stata messa una parte importante di questi finanziamenti per completare l'opera e renderla disponibile nel più breve tempo.

Infine una nota sul discorso che, purtroppo, per un malinteso è stato ripreso sulla stampa legato al non adempimento e alla perdita del FSE, non del fondo di cui stiamo parlando adesso, sennò confondiamo le due cose: quella è una segnalazione sul FSE che è già stata oggetto di correzione, dicendo che anzi nella politica dei giovani metteremo ancora più soldi di quelli che erano previsti, quindi si utilizzano tutti e di più. Voglio precisare ancora che non c'è nessuna difficoltà a queste rendicontazioni.

Sulla ricerca ha già risposto il collega Pastoret, perché anche questo è importante da far capire, cioè sono stati messi i soldi dello scorso anno e di più; questo è l'altro aspetto importante che vorrei mettere in relazione con l'altra nota del collegamento fra ricerca ed università. Su questo c'è ancora molto da ampliare, con l'università è aperto un confronto, perché lì ci sono ricerca, imprenditori, quindi c'è la possibilità di operare insieme, il che fa valore aggiunto. Sotto questo profilo, credo ci siano i tempi giusti per operare in modo adeguato a favore delle attività delle imprese e nell'insieme per l'occupabilità dei giovani preparati e che potranno inserirsi in tale ambito. Grazie.

Si dà atto che dalle ore 11,17 riassume la presidenza il Presidente Emily Rini.

Président - Je soumets au vote l'acte:

Consiglieri presenti e votanti: 30

Favorevoli: 22

Contrari: 8

Il Consiglio approva.