Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2695 del 21 novembre 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2695/XIII - Interpellanza: "Progetto per l'introduzione della razza bovina valdostana in Romania".

Interpellanza

Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 1547 del 27.07.2012 con la quale si impegnano 100.000 euro per sostenere il progetto di "introduzione della razza bovina valdostana in Romania e in altre zone montane";

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per conoscere:

1) gli obiettivi che si intendono raggiungere con la sopracitata deliberazione;

2) quali altri zone montane dell'est europeo sono interessate all'iniziativa;

3) se e in che misura sono previste ricadute economiche in Valle d'Aosta dall'eventuale introduzione della razza bovina valdostana in Romania;

4) quali sono gli intendimenti della Giunta regionale negli anni a venire in merito a tale progetto, nei paesi dell'est europeo, della razza bovina valdostana.

F.to: Bertin - Cerise - Chatrian - Louvin - Patrizia Morelli

Président - La parole au Conseiller Bertin.

Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.

Questa estate abbiamo notato questa delibera della Giunta di fine luglio, che ci ha un po' incuriositi soprattutto per l'oggetto, vale a dire l'introduzione della razza bovina valdostana in Romania e in altre zone montane dell'est europeo. Una delibera che impegna 100.000 euro e che di questi tempi, per un Assessorato come quello dell'agricoltura, che ha visto una riduzione notevole dei propri finanziamenti, è una cifra significativa. Già in passato c'erano state iniziative del genere, se non mi sbaglio, c'era stato qualcosa del genere riguardante il Marocco, anche se in quella situazione era più un discorso di cooperazione fra Paesi europei ed extraeuropei, all'epoca c'erano state anche delegazioni varie del Consiglio regionale recatesi in Marocco, poi non so quale sia stato il risultato di questo progetto di cooperazione che vedeva anche in questo caso la razza bovina valdostana come elemento centrale. Ci auguriamo che abbia avuto maggiore successo rispetto alle gite nel Dubai, fatte sempre dal Consiglio regionale nell'altra legislatura, che non hanno avuto nessun risultato, come ci rispose l'Assessore Pastoret qualche tempo fa. Per questa ragione volevamo sapere: quali sono gli obiettivi che con questo progetto si vogliono raggiungere, quali zone sono interessate all'introduzione della razza bovina valdostana all'estero, soprattutto in che misura sono previste ricadute economiche in Valle d'Aosta da questa introduzione e se negli anni a venire si intendono perseguire progetti simili. Grazie.

Président - La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Isabellon.

Isabellon (UV) - Grazie Presidente.

L'allevamento di bovini in Valle d'Aosta rappresenta un modello organizzativo tipicamente di montagna, che si è costruito e consolidato nel tempo malgrado i cambiamenti economici e di mercato. La diffusione al di fuori della regione della razza bovina valdostana risponde dunque a due obiettivi: offrire la nostra esperienza ad altri territori montani e creare una diffusione più ampia per le nostre due razze al momento concentrate in Valle d'Aosta in alcune limitate aree del Piemonte. Al nostro modello di allevamento hanno guardato alcune zone dei Carpazi rumeni, in questi luoghi l'AREV ha potuto testare l'adattabilità delle bovine valdostane al territorio con una prima stalla pilota, realizzata in collaborazione con la municipalità; la stalla è stata un esperimento riuscito che ha indotto altri territori ed altri soggetti ad interessarsi alla razza bovina valdostana. Tra animali venduti in Romania e nuovi nati sul territorio si può stimare ad oggi la consistenza della razza bovina valdostana in Romania in circa 400 animali, che sono distribuiti in cinque zone dei Carpazi. La previsione è di giungere fino a 900-1.000 capi entro la prossima estate con vendite per i nuovi insediamenti e il rafforzamento di alcuni gruppi esistenti, in particolare sui Monti Apuseni e nei Carpazi orientali. L'iniziativa è gestita dall'AREV, con azioni di accompagnamento da parte dei Dipartimenti di veterinaria dell'Università di Cluj nel nord del Paese e di Bucarest, che hanno in animo, insieme ad altri soggetti anche istituzionali, di avviare intorno a questa iniziativa progetti finanziati da fondi strutturali della Romania, o direttamente dalla Commissione europea.

Le altre zone montane europee interessate all'iniziativa sono la Polonia, in cui si trova la parte nord dei Carpazi, e l'Ungheria, sia per relazioni con il nord della Romania, sia per una fiera agricola in zona di confine che si tiene a maggio e dove sono state già esposte bovine valdostane, mentre nella parte balcanica è in corso un'azione di analisi e di informazione. Si evidenzia che iniziative analoghe a quelle dell'AREV sono svolte nella Provincia di Bolzano, che ha inviato nel tempo oltre 2000 capi di grigio alpina, e dalla Provincia di Trento, che di recente ha trasportato in Bosnia 80 bovine fra manze e manzette di razza Rendena.

Gli effetti prodotti dal progetto di collaborazione sullo sviluppo zootecnico di montagna, secondo l'analisi dell'AREV, riguardano un effetto sul prezzo degli animali e che migliorano...perché si propone non solo una merce, ma anche un modello organizzativo adattato al terreno montano. Si possono prevedere inoltre ricadute economiche indotte nell'ambito delle tecniche degli strumenti con l'interessamento all'acquisizione di beni strumentali, di competenze, con periodi di lavoro estivi in Valle d'Aosta, di collaborazione e commercio sulle filiere del latte e della carne, di modello montano e rurale.

Riguardo al futuro, si ritiene che il progetto stia producendo effetti di interesse e di collaborazione e che le ulteriori azioni si potranno sviluppare con i mezzi propri del mercato e con i fondi strutturali per l'agricoltura di cui dispongono sia la Romania che gli altri Paesi interessati.

In merito alle gite, non ho capito qual era il rifermento. Se al collega Bertin risulta che io abbia fatto delle gite, vada ad approfondire l'argomento. Non sono mai stato in Romania, mai in Russia, mai in Giappone in tutte le iniziative che abbiamo fatto, quindi respingo al mittente tutte queste basse considerazioni, perché se qui è andato del personale dell'AREV, è andato per una questione elusivamente tecnica. È ora di finirla!

Président - La parole au Conseiller Bertin.

Bertin (ALPE) - Non era riferito a questo progetto, ha sentito male: era riferito alla gita nel Dubai fatta nell'altra legislatura, non era riferito a questo progetto.

Tornando al merito della questione, ho fatto una certa fatica a capire quando ci saranno delle ricadute positive di questo progetto sull'agricoltura valdostana, sono 900 capi a fine anno, un obiettivo che può essere anche positivo, ma faccio sinceramente fatica a capire in termini economici il ritorno nel breve-medio periodo. Sono a conoscenza di queste stesse operazioni fatte dalla Provincia di Trento, ma che si inseriscono in un contesto che è diverso e che è più solidaristico e di cooperazione; in effetti, vengono portate queste bovine dalla Provincia di Trento in Bosnia e sono essenzialmente operazioni di tipo solidaristico. Viene a ogni famiglia portato un capo bovino, che servirà per la sussistenza di quella famiglia. Questo mi sembra un progetto totalmente diverso che dovrebbe, proprio perché si inserisce in un contesto diverso, produrre degli effetti positivi anche nel contesto locale valdostano.

Mi pare che, se effetti ci saranno, ci saranno per le prossime generazioni e non per questa; guardare distante è importante, ma, in un periodo come quello attuale, è forse meglio concentrarsi sull'allevamento in Valle d'Aosta. Grazie.