Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2666 del 24 ottobre 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2666/XIII - Reiezione di mozione: "Elaborazione di linee guida per il rispetto del Codice dei contratti pubblici da parte delle stazioni appaltanti nelle procedure di aggiudicazione di opere pubbliche".

Mozione

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

Richiamato l'art. 2, comma 1, del Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle Direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE (Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163) che enumera - fra i principi cui devono ispirarsi le pubbliche amministrazioni nelle procedure di aggiudicazione di opere e lavori pubblici, servizi e forniture - l'economicità e la correttezza, la libera concorrenza, la parità di trattamento, la non discriminazione e la trasparenza, oltre alla pubblicità secondo precise modalità;

Rilevato che le regioni e le province autonome, nel rispetto dell'articolo 117 della Costituzione, non possono prevedere una disciplina diversa da quella del Codice in relazione, fra l'altro, alle procedure di affidamento e ai criteri di aggiudicazione oltre che alla qualificazione e selezione dei concorrenti;

Preso atto dei dati relativi alle modalità di aggiudicazione adottate dalle strutture regionali competenti in materia di opere pubbliche nel periodo 1° gennaio 2011-31 maggio 2012, da cui risulta che su 381 procedure di affidamento di lavori, per un importo complessivo di 80,2 milioni di euro, solo 21 procedure sono state espletate con il metodo della gara aperta;

Osservato che dal 1° gennaio 2012 non viene più indetta alcuna gara con procedura aperta;

Impegna

il Governo regionale:

1) ad elaborare e diffondere presso tutte le stazioni appaltanti, comprese le società partecipate dalla Regione autonoma Valle d'Aosta, linee guida cogenti in merito al rispetto dei principi indicati in premessa;

2) a riportare a 500.000,00 euro la soglia oltre la quale non è possibile affidare un appalto senza l'espletamento di una regolare gara competitiva.

F.to: Chatrian - Patrizia Morelli - Bertin - Cerise - Louvin

Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Cercherò di illustrare questa nostra mozione. È un argomento ostile, un argomento che appare sovente solo tecnico e amministrativo, ma il gruppo ALPE in questi quattro anni e mezzo più volte ha affrontato questo argomento in aula e in commissione. Solo qualche settimana fa abbiamo discusso in aula lo stato dell'arte degli affidamenti all'interno dell'Assessorato dell'Assessore Marco Viérin. Tutti noi consiglieri possiamo inviare ai vari dirigenti delle richieste per avere delle informazioni puntuali e dettagliate, per poi avere sul tavolo un quadro organico e per avere anche quelle informazioni che purtroppo sovente non abbiamo, in modo da poter dibattere dal punto di vista politico se i risultati sono positivi, si possono integrare, o se le strade da percorrere sono diverse o in alternativa.

È un argomento magari non molto piacevole, ma di estrema importanza, stiamo parlando di come l'Amministrazione regionale affida i lavori pubblici, piccoli o grandi che siano. Per fare questo, abbiamo cercato di aggregare più dati per quanto riguarda l'Assessorato e la lente di ingrandimento ci porta a fare qualche considerazione. In un anno e mezzo circa l'Assessorato ha aggiudicato circa 80.000.000 di euro di lavori, tre sono le procedure principali per riassumerle, altrimenti ci metteremmo diverse ore per declinare le possibilità che il Codice degli appalti n. 163/2006 mette a disposizione delle singole amministrazioni, piccole, medie e grandi: la prima è per i lavori piccoli di natura semplice sotto i 40.000 euro, ovvero sotto questo ammontare l'amministrazione pubblica può affidare direttamente ad una singola impresa che ha i requisiti i lavori; la seconda procedura va da 40.000 a 1.000.000 di euro e la norma consente alle singole amministrazioni di fare una gara ristretta, una procedura negoziata: invito 7-10 aziende che devono avere i requisiti per poter partecipare - non entro nel dettaglio dei requisiti - e si fa questa, a nostro avviso, non gara, ma cosiddetta "gara ristretta"; la terza procedura è la gara aperta: tutte le imprese valdostane e non, possono partecipare se hanno i requisiti, ad una gara che ha più concorrenti, perché tutti possono partecipare; queste sono le tre grandi possibilità di aggiudicare i lavori pubblici.

Un passo indietro: il principio cardine del Codice degli appalti ci dice però che dobbiamo rispettare ed ispirarci a delle procedure il più possibile aperte, che mettono in campo economicità, correttezza, libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza, oltre alla pubblicità secondo precise modalità. Per dirla in poche parole, sono delle piccole deroghe, perché la ratio di come aggiudicare i lavori pubblici parte da una gara aperta, dove chi ha i requisiti può partecipare, vinca il migliore, e poi i bandi devono avere una serie di provvedimenti al loro interno.

Vediamo ora la fotografia di questo anno e mezzo dal 1° gennaio 2011 al 31 maggio 2012: gli affidamenti diretti senza nessuna gara sono stati 120; le procedure negoziate ad invito, per pochi intimi, per un piccolo club, sono state 151, per un importo di 22.000.000 di euro; per la terza procedura, le procedure aperte sono state 21 e l'importo è importante, perché è di 44.000.000 di euro. Ci potrebbero essere due sintesi: sì, a livello numerico ci sono tanti affidamenti diretti, tante procedure negoziate, ci sono poche procedure aperte, ma nella sostanza tante risorse sono messe in campo con le procedure aperte, perché sono più del 50 percento, e, di conseguenza, per procedure negoziate ed affidamenti diretti, le percentuali sono inferiori. Nelle 21 procedure aperte 4 gare rappresentano praticamente più di 30.000.000 di euro; questo ci dice che le vere gare aperte, diciamo non delle grandi gare, rappresentano non più di 10.000.000 di euro. Vorrei fare con voi un raffronto importante: da una parte le gare che vanno da 300 a 400.000 euro di lavori a 1.500.000 di euro sono all'incirca 10.000.000 di euro e le procedure negoziate sono quasi 23.000.000 di euro, dove invece non tutti potevano partecipare. Queste sono le informazioni che l'Assessorato ci ha inviato per fare un ragionamento di tipo politico-amministrativo e per confrontarci in quest'aula sui risultati e sul prosieguo.

Parallelamente abbiamo cercato di mettere sul tavolo due delle principali società partecipate e controllate per poter fare il punto della situazione: la CVA S.p.A. in tre anni e mezzo ha aggiudicato più di 100.000.000 di euro di lavori, qui le gare aperte sono vicine allo zero, tutte le altre procedure sono state procedure negoziate, ad invito; per quanto riguarda la Casa da gioco, in due anni e mezzo i lavori affidati sono circa 50.000.000 di euro, sovente ha utilizzato la procedura negoziata, invitando pochi intimi, e l'appalto più importante è stato quello del dialogo competitivo: una procedura simile aperta, ma di una certa complessità e di un certo impatto. Questo per inquadrare l'obiettivo che il gruppo ALPE vuole mettere sul tavolo.

ALPE chiede più trasparenza e una migliore organizzazione a livello di stazioni appaltanti, siano esse strutture regionali o società partecipate, affinché nessuna impresa in possesso di adeguata capacità tecnico-organizzativa sia esclusa dalle partecipazioni alle gare. Chiediamo che sia assicurata sempre un'adeguata informazione sulle procedure messe in atto e sul loro esito, che le modalità di aggiudicazione competitive e concorrenziali diventino la norma, mentre quelle ristrette siano riservate a poche aziende.

Abbiamo suddiviso la mozione in due filoni: il primo è quello di richiedere uno sforzo al Governo regionale a riportare a 500.000 euro la soglia oltre la quale non è possibile affidare un appalto senza l'espletamento di una regolare gara competitiva, cioè gara aperta, dove chi ha i requisiti può partecipare; il secondo - più volte affrontato in quest'aula, al quale abbiamo avuto una risposta negativa, perché, secondo l'Assessore, il problema non sussiste - per ribadire che è necessario in questo momento diffondere presso tutte le stazioni appaltanti, comprese - e mi piacerebbe su questo un confronto franco e reale da parte dei colleghi e del Governo regionale - le società partecipate dalla Regione, linee guida cogenti in merito al rispetto dei principi indicati in premessa. Questi sono i due filoni sui quali gradiremmo un dibattito reale e franco per poi prendere delle decisioni che vanno in una direzione da noi auspicata.

Scusate se ho dovuto illustrare in maniera molto dettagliata l'argomento, che non è semplice e magari anche ostile, ma in un momento di grave difficoltà l'opportunità di partecipare ad una gara pubblica è basilare e necessario.

Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale. Se nessuno chiede la parola, chiudo la discussione generale.

La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Per quanto riguarda la mozione, come è stato ricordato dal collega che ha avuto l'accortezza di evidenziare che contiene due impegni...sul primo impegno, che ha carattere generale, rileviamo che queste linee guida cogenti per la Regione e le società partecipate è una richiesta che di fatto va ad introdurre delle duplicazioni, perché gli articoli 3 e 32 del Codice dei contratti individuano già tutta una serie di obblighi. L'unica cosa che quindi occorre fare è capire a chi questo codice si applica, una volta individuato questo, non c'è da far altro che seguire pedissequamente la normativa, per cui tali linee guida sarebbero un duplicato bello e buono. Allora, rispetto a questo, ovviamente - poi ci sarà il collega Marco Viérin che risponderà per il punto due - anticipo la nostra contrarietà, perché riteniamo che il nostro ordinamento già contenga sufficienti elementi di chiarezza. Ribadisco: codice dei contratti, articoli 3 e 32, coloro che sono assoggettati a queste norme non hanno che da applicarle in modo puntuale e preciso.

Presidente - La parola all'Assessore alle opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica, Marco Viérin.

Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Intanto ringrazio il collega Chatrian per avere comunque ammesso la disponibilità totale da parte delle strutture dei lavori pubblici nel dare qualsiasi dato, anche particolare, quindi ne va del lavoro dei funzionari, che ringrazio, questo significa che non hanno nessun problema a confrontarsi sui dati. Parlando dell'Assessorato dei lavori pubblici...io ho preparato una relazione più completa, ma credo sia sufficiente rispondere ai dubbi che Chatrian ha posto. Chatrian ha rimarcato che il fatto di ben far capire la normativa statale...che prevede tre importi soglia sugli affidamenti: 40.000 euro, poi da 40.000 euro a 1.000.000, poi oltre 1.000.000, quindi affido diretto, procedura negoziata e per la procedura negoziata bisogna invitare almeno 10 soggetti sopra ai 500.000 e non 7, o 4, o 8 come da lui detto e almeno 5 soggetti per importi inferiori ai 500.000; dall'altra parte sopra 1.000.000 la procedura aperta. Vorrei precisare anche che sui 21 affidamenti che il collega ha preso ad esempio, le strutture, su 10 di questi affidamenti sotto 1.000.000 hanno utilizzato la procedura aperta, quando anche potevano farne a meno, perché questa scelta spetta alle strutture e non alla politica. Come ha detto il collega Marguerettaz, le regole sono definite dalla Comunità europea e dallo Stato, noi abbiamo solo adeguato le normative via via che sono cresciute a livello europeo e nazionale e, in base alle normative, le strutture possono decidere autonomamente di applicare delle procedure aperte anche per importi sotto il milione, anche se noi con la legge ci siamo equiparati alle normative europee e nazionali. Hanno quindi fatto affidamenti, quei 21 che Chatrian ripete, di opere che sono sotto il milione di euro, ritenendo che non c'erano delle professionalità e hanno utilizzato affidamenti totalmente aperti.

Per quanto riguarda l'altra questione, mi sembra che il collega voglia ingigantire il fatto che la procedura negoziata non è una gara...

(interruzione del Vicepresidente Chatrian, fuori microfono)

...questo lo dice lei, perché allora deve andare alla Comunità europea e dire: "voi avete fatto delle norme che non prevedono praticamente la gara e non è gara", perché quello che dice lei è contrario a quanto hanno legiferato la Comunità europea e lo Stato. Voglio ricordare che questa discussione l'abbiamo già fatta in commissione nel 2010, quando abbiamo equiparato la condizione del limite di 500.000 alle indicazioni europee e nazionali. In commissione correttamente il collega Cerise disse - e lo ripeté poi in Consiglio -: "daremo il nostro sostegno a questa legge, in quanto è allineata alla normativa nazionale, anche per una ragione molto semplice, ovvero l'interpretazione che alcune stazioni appaltanti - almeno i Comuni - danno è che, essendo una norma di indirizzo quella nazionale, già applicavano - il discorso quindi era che avevamo dei Comuni che applicavano la legge nazionale ed altri che applicavano quella regionale, quindi c'era confusione in materia di trasparenza e di semplificazione - la norma nazionale; di conseguenza, ci pare intelligente e corretto che su tutto il territorio regionale tutte le stazioni degli enti pubblici applichino la stessa normativa...comunque è una semplificazione della cosa e noi la sosteniamo".

Devo essere onesto, quando siamo passati da 500.000 a 1.000.000, il vostro gruppo si è astenuto e comunque non l'ha votata, ma, quando si è passati nel 2011 da 500 a 1.000.000, lo si è fatto per le stesse ragioni: perché la Comunità europea e lo Stato hanno portato da 500.000 a 1.000.000 richiamando la semplificazione, l'accelerazione dei procedimenti, eccetera. Qui si parla spesso di accelerare i tempi delle gare, eccetera, e alla fine, quando cadiamo nel discorso della procedura aperta, purtroppo ci si mette 7-9 mesi e, quando si dice che avanzano i soldi, vanno a residuo, è chiaro che le procedure di una certa complessità vogliono il loro tempo, rispettiamo le norme. Ricordo che tutte queste procedure: dalla diretta alla negoziata, all'aperta, che sono tre tipi di aggiudicazione molto chiare, ispirate dalle leggi nazionali ed europee, come è la nostra che è stata adeguata, vengono sempre applicate dalle strutture. Confermo, leggo il dato, su quelle 21 erano 10 che erano sotto il milione e sono state fatte in procedura aperta. Se vuole, le darò i dati.

Per citare un aspetto di tipo politico, ricordo che, quando lei dice che "bisogna ricercare l'economicità, la correttezza, la trasparenza", ci sono i funzionari delle strutture che devono fare questo e ci sono le leggi statali ed europee da applicare. Da un punto di vista più politico, su questi aspetti in un momento di crisi come questo, credo che, se potessi ricoprire un ruolo con poteri decisionali sia a livello europeo che nazionale - un ruolo che oggi le Regioni sia ordinarie che a statuto speciale non hanno, competenze che le sono state portate via -, se avessi queste competenze, credo che noi dovremmo fare una discussione ben diversa: dovremmo fare un ragionamento di tipo politico nell'unico settore che rimane, cioè parlare di chilometri zero, perché abbiamo solo più il settore dei lavori che non è a chilometri zero. Purtroppo, parlo di cose impossibili, perché non spetta a noi modificare indirizzi europei e nazionali, in quanto ci hanno tolto quasi tutta la potestà legislativa su questo, ma, se potessi dire qual è un mio sogno nel cassetto, sarebbe quello che qualcuno in futuro a livello europeo e nazionale si svegliasse. Quando parliamo di crisi e parliamo di momenti duri per la comunità, parliamo di salvaguardia del territorio, parliamo di inquinamento e di lavoro, credo che nell'unico settore dove le forze statali e europee non hanno ancora parlato di chilometri zero è il lavoro pubblico.

Qui lancio un proposta: non so, facciamo un referendum, proponiamo una modifica statale, mettiamo magari delle soglie fino a 200-300.000, decidiamolo insieme, ma vogliamo cominciare a lanciare qualche messaggio che forse bisognerebbe cominciare a pensare ai chilometri zero anche nei lavori pubblici? Questo darebbe tre vantaggi: il primo, maggiore responsabilizzazione delle imprese verso la comunità, cioè l'impresa ci mette la faccia. Ho notato in giro che i lavori degli ultimi venti anni fatti meglio, sono stati quelli fatti da imprese che la gente conosce, perché, quando va al bar, alle feste, chiede: "ma hai fatto tu quel muro lì? Guarda che schifo fa quel muro lì, dopo 15 anni sta venendo giù!". Lì ci si mette la faccia. Quando arriva un'impresa da mille chilometri, la faccia non la mette più. L'altro vantaggio che avremmo è un contributo al mantenimento delle persone sul territorio, diciamo sempre: come facciamo a far stare le persone nelle valli e in certi contesti? Le facciamo stare con il ragionamento fatto sulle caserme della forestale in maniera coerente e pratica. Terzo vantaggio: ci sarebbe un minore impatto sul traffico con benefici nel contenimento dell'inquinamento, perché, quando ho un'impresa, anche valdostana, che da Pont-Saint-Martin deve andare a Courmayeur a fare i lavori, ho 6-7 mezzi al giorno che consumano gasolio, fanno inquinamento, allora non è un semplice discorso di fare chez nous, ma è dire: mettiamo qualcosa che dia punteggio rispetto al discorso del territorio. Tutto questo che ho detto è un sogno, che lancerei se potessi avere competenze. Purtroppo queste competenze ce l'hanno l'Europa e lo Stato e questo mi rammarica. Noi dovremmo rammaricarci di non poter fare i lavori pubblici a chilometri zero per le motivazioni che ho detto, per essere concreti nell'aiuto verso la nostra Regione, il nostro territorio.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel, per dichiarazione di voto.

Donzel (PD) - Grazie Presidente.

Rispetto a questa mozione e alle considerazioni che ho sentito, ci sono delle considerazioni da fare rispetto alle premesse e rispetto agli impegni. Rispetto alle premesse, condivido la preoccupazione sollevata dai colleghi di ALPE in questi termini...al di là delle battute del chilometro zero dell'Assessore e dell'auspicio che in questo momento le sue competenze si fermino a quello che sono e non vadano oltre, perché è già grande la crisi edilizia in Valle, non vorrei che diventasse un fatto mondiale! Rimanga quindi ad occuparsi dell'edilizia valdostana e non superi i confini e, sempre rimanendo qui, dico che il problema posto dal collega è una cosa su cui non possiamo far finta di mettere la testa sotto la sabbia e non vedere l'enorme sofferenza delle tante imprese valdostane, che non sono soltanto schiacciate dalla concorrenza che arriva dall'esterno, ma sono schiacciate dal fatto che ci sono sistemi di invito a cui qualcuno non viene mai invitato. C'è qualcuno che magari non è tanto simpatico..."non ti invito". Se facciamo finta di niente, facciamo finta di niente; se invece riconosciamo che esiste questo problema in Valle d'Aosta e non facciamo finta di scaricare tutto sui tecnici, che noi politici non c'entriamo più nulla...eccome se c'entriamo in questa partita, caro Assessore!

Fatta questa premessa, sulla parte degli impegni qualche perplessità la nutriamo, perché abbiamo invece votato l'innalzamento della soglia. Siamo in questa fase, ribadiamo che vogliamo non bloccare con procedure troppo rigide gli appalti; sappiamo che ci sono degli appalti che in certe situazioni portano tantissime persone che concorrono per importi medio-bassi con una competizione che volge a dei ribassi terribili, che stronca la possibilità delle imprese di lavorare. Certamente che l'Unione europea ha trovato delle altre soluzioni, altrimenti era la demolizione di un substrato di piccole imprese, ma questo non la esime, Assessore, dal discorso che ho fatto prima, sto solo cercando di esprimere una posizione che non per forza deve essere allineata alla sua o ai colleghi di ALPE. Abbiamo una visione in cui bisogna cercare di sburocratizzare, ma che questo percorso di sburocratizzazione non diventi l'occasione per cui chi non è amico dell'amico sta sempre fuori dagli inviti: questo ce lo dobbiamo dire. Allora va bene la sburocratizzazione e va bene che facciamo in modo che tutti possano concorrere, va bene che come dice Marguerettaz...figuriamoci se qui non rispettiamo le norme europee, altrimenti interverrebbe la Magistratura, però ci sono dei metodi che fanno sì che qualcuno lavori e qualcun altro no, facciamo finta di non vedere? Questa è la nostra posizione, per cui ci asteniamo sulla mozione. Il problema va posto con serietà, non facciamo finta di non vedere, perché le cose che ha denunciato qui il collega di ALPE le condivido, non condivido l'impostazione con cui si vuole risolvere questo problema.

Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Qui non siamo al bar, non parliamo neanche di chilometri zero, ma stamani mi sembra che un Assessore ha detto che l'Amministrazione parla per atti e tutto il resto, Assessore Viérin è "fuffa"! Dato che qui siamo a far politica, lasciamo da parte i dirigenti; l'obiettivo della mozione era un altro: era quello di parlare del domani. Fatta un'analisi, discusso sui risultati, l'obiettivo è che strada vogliamo intraprendere dal 25 ottobre 2012 in avanti per quanto riguarda le aggiudicazioni. Questi sono gli importi dei lavori che CVA in tre anni e mezzo ha aggiudicato in Valle d'Aosta e queste sono le procedure che la società al cento percento pubblica ha messo in campo in questi tre anni e mezzo: procedura ristretta senza preventiva pubblicità, procedura negoziata per urgenza, procedura negoziata con preventiva pubblicità, procedura negoziata per un annullamento di gara. L'Assessore Marguerettaz ha citato: "l'ordinamento consente", io non ho detto il contrario: ho solo cercato di esporre una criticità che ha rilevato il nostro gruppo, la criticità maggiore è che qui non tutti possono partecipare: ecco perché con questa mozione al punto uno chiedevamo di elaborare in commissione per le stazioni appaltanti delle linee guida cogenti in merito al rispetto dei principi, ma che andassero oltre l'ordinamento degli articoli 3 e 32. Vuol dire che l'obiettivo nostro era: apriamo il recinto se possibile, sapendo che le regole danno questa possibilità, ma la criticità in questo momento è che il recinto va aperto e chi ha i requisiti deve (non può) partecipare. Ci rammarichiamo che su questo ci sia stata una risposta non solo negativa, ma quasi banalizzata come per dire: "le regole ci sono, il problema non esiste". Vi assicuro che il problema esiste e penso che tanti colleghi della maggioranza ne siano a conoscenza: tante aziende valdostane in tante società controllate e partecipate non sono invitate e non possono neanche esprimere il loro interesse a partecipare, mentre invece potremmo dare delle possibilità anche nelle vallate laterali alle aziende locali.

Sul secondo punto, Assessore Viérin, non siamo qui a fare la battaglia dei numeri: chi è più bravo, chi è più trasparente, chi li aggrega e chi li disaggrega. Lei ci ha detto: su 21 10 sono state le gare sotto il milione di euro. Sì, tutte le gare sono state espletate prima del 31 dicembre 2011, diciamo solo, segreto di Pulcinella, prima del 31 dicembre 2011 le gare dovevano essere fatte aperte, perché la regola in Valle è stata modificata a dicembre ed è entrata in vigore dal 1° gennaio 2012. Dobbiamo quindi dirci tutto quando affrontiamo le cose, Assessore, altrimenti stiamo a disquisire su dei dati botta e risposta. ALPE non ha nessun interesse a questo tipo di dibattito. Si è cercato anzi di demolirci agli occhi dell'opinione pubblica in queste due settimane da parte degli operatori economici, accusando il nostro gruppo di voler rovinare le imprese valdostane dato che il tetto a 1.000.000 è importante per chi è invitato al banchetto.

Sinceramente diciamo che è nostra convinzione ben poco lusinghiera per l'imprenditoria locale che, se si introducesse il metodo di aggiudicazione mediante gara aperta, vincerebbero sempre le imprese di fuori Valle. La prendiamo come un'accusa non elegante e fuorviante, per dire che ci spiace che non ci sia stato un dibattito di natura politica e non tecnica, perché l'obiettivo della mozione era di portare la discussione nelle sedi opportune in commissione e provare a scrivere delle linee guida, in modo che le imprese di queste vallate laterali, come prima diceva, a chilometro zero, un domani avrebbero potuto partecipare anche a delle gare non ristrette, non negoziate, nelle società partecipate della Regione. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore alle opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica, Marco Viérin.

Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente.

Solo per dire che noi respingeremo la mozione. Io parlo del punto due e su questo voglio ricordare, partendo dal discorso del collega Chatrian, che, quando ho parlato delle 10 gare, ha ribadito "lasciamo da parte i funzionari", non accetto che lo si dica, perché, quando un amministratore pubblico mi dice che su queste cose bisogna lasciare da parte i funzionari, forse va nella non legalità. Ricordo a Chatrian che questi compiti spettano a strutture e funzionari e che lei ci dica: "lasciamo da parte le strutture e i funzionari, ma decidiamo qui", ribadisco che non è così: qui si può decidere al limite...

(interruzione del Vicepresidente Chatrian, fuori microfono)

...per la modifica di legge, è una cosa che non ho sentito nel suo intervento, perché si travisa a volte troppo sulle questioni.

Sul discorso poi di dire: "ci avete accusato di rovinare...", come il discorso di dire: "qui però i numeri non quadrano...", vorrei ricordare che gli interventi in affidamento diretto sono stati per il mio Assessorato il 2,64 percento, dell'importo complessivo degli affidamenti, il 27,63 percento per gli interventi a procedura negoziata, quindi gara, e poi per i 21 da lei citati, per un importo di Euro 44.672.000 con procedura aperta, è pari a 55,68 percento.

Dico solo che se su tali questioni dobbiamo cominciare a fare dei ragionamenti politici, prendiamo una strada diversa rispetto alla normativa. Gli aspetti politici che oggi possiamo discutere qua possono essere quelli relativi alle soglie, e ognuno ha le sue visioni, e l'altro aspetto - che è il mio sogno nel cassetto, se avessimo una competenza legislativa di questo Consiglio - è di fare qualcos'altro, come ho illustrato prima. È chiaro che rimane un sogno, ci mettiamo insieme a fare un referendum se la pensiamo tutti in questa maniera, se veramente crediamo di cercare di dare una mano, altrimenti se giochiamo politicamente su queste cose. Vorrei porre una domanda per concludere: quando correttamente il collega Cerise diceva..."quando abbiamo aumentato da 100.000 a 500.000, è stato perché c'era confusione nei Comuni", ma se lei mi dice questo nel senso di inviti per pochi, vorrei sapere se la stessa domanda sia stata fatta ai funzionari degli enti locali, Comune per Comune, dove c'è ALPE. Nel nostro Assessorato, qualsiasi richiesta - mi rivolgo anche a Donzel - che è arrivata da parte di imprese di iscrizione per lo svolgimento dei lavori, è stata registrata e protocollata e spetta ai dirigenti definire, rispetto alla qualità dell'impresa e al lavoro da affidare, e fare le chiamate. Questo deve essere chiaro. Se poi lei ha delle suggestioni, la invito fin d'ora, invito rivolto al collega Donzel, anziché sempre dire: "al lupo, al lupo", a prendere carta e penna e a scrivere ai dirigenti, per conoscenza a noi, e dire: "ci risulta che non avete fatto le cose per bene"; questo è il ragionamento, altrimenti parliamo sempre di "fuffa"! In questo momento di crisi, anziché fare demagogia, facciamo le cose concrete. Visto che in Assessorato tutti quelli che chiedono di essere iscritti, hanno le loro lettere protocollate, in seguito, gli vengono mandati gli inviti quando i dirigenti ritengono necessario farlo rispetto alle competenze che hanno, quindi non si è chiusa la porta in faccia a nessuno! Anch'io a volte sento qualcuno quando vado in giro sul territorio che mi chiede: "eh ma a me...", "te fi la lettra" (traduzione letterale dal patois: "fai la lettera"), ribadisco che devono rivolgersi ai funzionari, che hanno un loro listone e la tengono con tutte le altre, perché non è una scelta che spetta alla politica.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel, per fatto personale.

Donzel (PD) - Grazie Presidente.

Se uno viene citato, poi è opportuno che replichi. Una precisazione solo perché il Consiglio regionale è seguito. Nella mozione presentata dall'ALPE non ci sono inviti ad andare in commissione, per cui il gruppo del PD risponde ai quesiti che sono proposti. Noi certamente siamo disponibili a discutere in commissione anche con l'Assessore.

Non le abbiamo mandato la lettera, caro Assessore, caro Babbo Natale, nel senso che lei non vede la crisi delle imprese locali, allora probabilmente non so che film sta vedendo. Qui le imprese sono in grandissima difficoltà e ribadisco il nostro principio non è quello di aggiungere laccioli burocratici. Il meccanismo della gara aperta, solo per chiarire, è un meccanismo che ci preoccupa non tanto perché lo vincono le imprese da fuori, magari lo vince l'impresa valdostana, ma con un ribasso così alto che porta dei problemi enormi sul lavoro e sulla sua qualità. Siamo d'accordo ad utilizzare altri sistemi, però le ripeto, non faccia finta di non vedere che ci sono imprese che non vengono mai invitate e si chieda invece, come ci chiediamo noi e siamo disposti a discuterne nelle sedi competenti, come trovare meccanismi per cui tutte le imprese possano a turno partecipare.

Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian, per fatto personale.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Per fatto personale, nessuna "fuffa", Assessore! Ricordo solo che la procedura negoziata, dicesi gara ristretta, è una facoltà dell'Amministrazione e non è un obbligo. Il fatto personale poi: "fai la lettera", scusi, rimando al mittente, ma pesantemente non scherziamo, Assessore Marco Viérin, "fai la lettera"!

Presidente - La parola all'Assessore alle opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica, Marco Viérin, per fatto personale.

Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Il ragionamento..."fai la lettera" vuol dire...

(interruzione del Consigliere Donzel e del Vicepresidente Chatrian, fuori microfono)

..."hai detto: "fai la lettera""...vuol dire che, se tu conosci qualcosa di anomalo, lo segnali ai dirigenti, hai capito? Visto che Donzel non capisce niente di niente, perché ha detto prima il contrario di quello che ha detto al secondo intervento, ha detto l'opposto, si ascolti la registrazione, ha detto all'inizio dell'intervento l'opposto del secondo e viceversa...e lei Chatrian mi dà ragione. Qui se parliamo di questioni vere...ho detto: se siete a conoscenza di certe cose, visto che avete parlato per la parte dell'Assessorato, mandate e scrivete; dopodiché ho interpellato i due Coordinatori, che mi hanno confermato che tutti quelli che scrivono per essere invitati non hanno nessun problema. Collega Chatrian, se vuole, può dare i tabulati che le ho fornito a Donzel e verificare quante ditte, io le ho guardate, risultano essere tutte diverse.

Presidente - Pongo in votazione la mozione:

Consiglieri presenti: 28

Votanti: 26

Favorevoli: 5

Contrari: 21

Astenuti: 2 (Donzel, Rigo)

Il Consiglio non approva.