Oggetto del Consiglio n. 2665 del 24 ottobre 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2665/XIII - Approvazione di risoluzione: "Impegno della Giunta regionale a riferire alla competente commissione consiliare permanente in merito alle modalità di applicazione della riduzione dei contributi economici".
Risoluzione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Premesso che:
- la Giunta regionale ha deciso, con la deliberazione n. 1952 del 5 ottobre scorso, la riduzione di dieci punti percentuali dell'intensità massima di aiuto di tutte le leggi regionali aventi ad oggetto contributi economici di qualunque genere, espressi in percentuale, rideterminando, ove possibile, i tempi di presentazione delle domande;
- il criterio fissato dalla Giunta comprende anche l'applicazione dei predetti indirizzi anche alle istruttorie in corso, non ancora concluse con il provvedimento di concessione della sovvenzione economica;
- le prime determinazioni attuative della citata deliberazione fanno già emergere seri problemi per numerosi beneficiari dei provvedimenti in questione, soprattutto nel caso di procedimenti che comportano la determinazione dei contributi da erogare in un momento successivo all'effettuazione dell'intervento;
tutto ciò premesso
Impegna
l'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio e i singoli componenti della Giunta regionale interessati dall'erogazione di contributi economici a riferire entro 15 giorni alla competente commissione consiliare circa il numero e la tipologia delle pratiche contributive in corso, al fine di ricercare possibili graduazioni dell'intervento che evitino gravi pregiudizi a imprese e famiglie che abbiano già effettuato gli interventi oggetto di riduzione contributiva.
F.to: Louvin - Cerise - Patrizia Morelli - Bertin - Chatrian
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
Nei primi giorni di ottobre, il 5 ottobre scorso, la Giunta ha adottato una deliberazione che era nell'aria dal punto di vista...chiedo scusa, cercavo l'Assessore alle finanze che non vedo in aula, non so neanche a chi rivolgermi al banco della Presidenza...ecco, se posso permettermi...Assessore La Torre, grazie, riprendo l'intervento. Dicevo che ai primi di ottobre la Giunta ha adottato una determinazione che era attesa, o temuta a seconda dei punti di vista per quanto riguarda l'erogazione dei contributi economici di qualunque genere espressi in percentuale e sono decine, forse centinaia le leggi che li prevedono attualmente nell'ambito della nostra Regione. Non si tratta di erogazioni senza significato: sono erogazioni che hanno natura assistenziale, promozionale di attività economiche e culturali, eccetera. Non disponiamo di un elenco preciso, lo stiamo richiedendo anche nell'ambito delle valutazioni che saranno fatte nell'ambito del bilancio 2013, ma parliamo di interventi economici che toccheranno centinaia di imprese e di famiglie. La Giunta ha stabilito in via di inizio del procedimento di rideterminare, ove possibile - è un inciso che lascia qualche spazio di incertezza -, i tempi di presentazione delle domande, al fine di predefinire con maggiore certezza l'intensità di aiuto massimo concedibile e il relativo fabbisogno finanziario in relazione alle effettive disponibilità finanziarie. Lei non ha la fortuna di sedersi su quella poltrona nei momenti di maggiore floridità del nostro bilancio regionale, ci sono momenti in cui bisogna tirare i cordoni e su questo sappia che il gruppo ALPE è consapevole della necessità di non giocare su questo terreno delle partite puramente demagogiche. In applicazione a questa direttiva si interviene anche sulle istruttorie in corso, non ancora concluse con il provvedimento di concessione della sovvenzione economica comunque determinata alla data di pubblicazione sul sito internet della deliberazione del 5 ottobre. Questo significa che si procede alla decurtazione dei contributi anche a coloro che hanno già presentato le domande, e questo è un primo dato: di solito, quando si interviene con retroattività, lo si fa con retroattività in riferimento al momento di presentazione, qui si interviene su domande già in corso in una misura che sarà applicata nell'ordine di 10 punti percentuali. È una deliberazione quadro, una deliberazione generale a cui alcuni assessorati hanno iniziato a dare applicazione, uno almeno ci consta e forse anche altri, ma sicuramente l'Assessorato dell'industria e dell'artigianato, in relazione alle misure per l'uso razionale dell'energia, per la promozione di questo uso, per la realizzazione degli impianti fotovoltaici, è intervenuto e ha stabilito che cada questa tagliola.
Ora, io faccio con lei e con i colleghi una piccola riflessione: dire "10 percento in meno a tutti" è una misura molto discutibile, perché ci troviamo di fronte a situazioni molto diverse le une dalle altre per l'ambito in cui cadono, per la misura dei contributi - ce ne sono alcuni di modesta entità e ce ne sono altri che toccano iniziative di grande portata e di grande peso sui bilanci familiari, un intervento sul fotovoltaico può essere poca cosa in sé stesso, non lo è per un'azienda o una famiglia sul cui bilancio pesi in modo significativo - e poi per altri aspetti che ci preoccupano e che credo comincino a preoccupare gli uffici dei vari assessorati, che fanno da interlocuzione diretta con i potenziali beneficiari. Dire "10 punti percentuali in meno", attenzione: non 10 percento del contributo, ma 10 punti percentuali in meno, e su questo abbiamo avuto modo di confrontarci in questi giorni...non è la stessa cosa se dico: passo dal 90 all'80 percento o passo dal 30 al 20 percento, perché l'incidenza reale anche sulle aspettative di contributo è molto diversa, può essere nell'ordine di un decimo o di un quindicesimo dell'importo che ci si aspettava, fino magari al 30 percento del contributo che si attende.
Questo è il primo aspetto, lo abbiamo stigmatizzato in relazione alle scelte che sta facendo la "Giunta Rollandin" come un'ulteriore applicazione del cosiddetto "taglio a scodella": quando si metteva sulla testa dei bambini la scodella - forse lo si fa ancora - per tagliargli i capelli, con risultati estetici un po' discutibili. Qui però il taglio, oltre che essere esteticamente poco bello, incide in modo molto differenziato ed incide anche, Assessore La Torre - so che mi rivolgo ad una persona consapevole della gravità di questi problemi -, in modo particolare rispetto alla dinamica di questi contributi, perché ci sono pratiche che iniziano tre mesi, sei mesi, un anno prima, hanno una sorta di accettazione implicita da parte dell'Amministrazione, un feu vert che viene dato in termini di massima sulla realizzabilità dell'impianto e sulla creazione di queste strutture, o su questo tipo di spesa, ma in genere si parla di strutture che richiedono progettazione, autorizzazioni ed esecuzione, e l'erogazione del beneficio e la conclusione del procedimento avvengono alla fine quando tu hai già fatto l'intervento e hai già la fattura in mano dell'azienda che lo ha realizzato. Capisco molto bene la frenata in relazione a qualcosa che si deve ancora fare, si può discutere se è meglio frenare di più su un settore, piuttosto che su un altro, ma ha un significato preciso; un significato diverso ce l'ha la manovra che viene fatta su qualcosa che gli interessati o le aziende hanno già fatto e per il quale hanno messo nel loro bilancio familiare o nel loro bilancio aziendale l'aspettativa di un contributo. Su questo mi ricollego ad un'iniziativa del collega Rigo, che due settimane fa chiedeva una rilettura delle leggi di intervento della Regione a titolo contributivo. Ci sono delle misure da prendere in modo più oculato e forse - lo dico in termini generali, perché abbiamo solo dei primi ritorni da parte di alcune persone interessate - bisognerebbe valutare nello specifico una graduazione diversa di questi interventi.
Sorvolo per il momento, lo verificheremo in commissione se, come mi auguro, la Giunta verrà a discutere di questo, sull'opportunità che ci sarebbe stata di lanciare qualche segnale ufficiale anticipato, perché questa è una manovra di restrizione che discende da decisioni prese a livello governativo di taglio dei nostri bilanci prima dell'estate.
Mi fermo qui per chiedere la condivisione del Consiglio su questo necessario approfondimento, abbiamo di fronte centinaia di vicende per le quali non è bene che intervengano i singoli consiglieri nei corridoi, ma bisogna che ci facciamo carico di questa vicenda in termini generali nel disegno generale che abbiamo di contenimento della spesa pubblica. Grazie.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.
La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.
La Torre (FA) - Grazie Presidente.
Intanto nella ripristinata cordialità con il collega Louvin rispondo volentieri alla sollecitazione che lui fa, specificando alcune cose però. Intanto preciso che la riduzione dei 10 punti è in diminuzione sull'applicazione massima della percentuale dei contributi erogabili, cioè noi non abbiamo tagliato niente. Esiste una flessibilità di percentuale da minima a massima, noi abbiamo regolato in questo caso questa erogabilità rispetto alla percentuale massima riducendola di 10 punti. Questo significa che, quando uno presenta un contributo con riferimento a quella legge di spesa, ha diritto ad accedere a quel contributo in una variabile di percentuale ma non acquisisce un diritto vincolante: ottiene il diritto di beneficiare del contributo. Noi non abbiamo assolutamente tagliato nessun contributo, confermiamo i contributi che i cittadini legittimamente hanno richiesto, ma regoliamo semplicemente la percentuale massima riducendola di 10 punti. Resta questa una misura d'urgenza che abbiamo preso nel contesto di un momento straordinario della finanza regionale, condizionato dal rispetto del patto di stabilità a cui siamo tenuti come amministratori, io in particolare come Assessore alle finanze. Tale tipo di misura cautelativa che abbiamo introdotto precede la rilettura delle leggi di spesa, di cui la nostra Regione è riccamente dotata, questo proprio significando che la nostra volontà è quella di continuare a dare tali contributi. Proprio perché vogliamo darli allargando la platea di quelli che ne hanno diritto al massimo, non vogliamo arrivare, se non si regola attentamente il contenuto finanziario che viene immesso in queste leggi, a fare delle graduatorie, che, a mio avviso, sarebbero molto condizionanti rispetto ad una legittima aspettativa dei cittadini.
In questo senso però mi attengo alla risoluzione, perché credo che tale argomento debba essere affrontato nelle sedi opportune, poi il Consiglio stesso regolerà la rilettura di queste leggi di spesa. Io non sono contrario a tale risoluzione, lo sento come un dovere quello di riferire nelle commissioni, quindi su questo chiedo di rimodulare la risoluzione e di accettare tale emendamento, cioè togliere le considerazioni del capoverso tre. Penso che ci dobbiamo attenere ai fatti e i fatti sono quelli che lei ha citato, ma sono anche le cose che le sto dicendo, quindi eviterei di inserire in questa risoluzione le considerazioni del capoverso tre e poi le chiederei solo per correttezza, visto che la raccolta dei dati deve gravare sugli uffici e non sulle mie spalle, quindi non posso impegnare gli uffici nei quindici giorni, di togliere anche "entro quindici giorni", con l'impegno di venire a relazionare in commissione nel tempo più breve possibile, cosa che è mio interesse fare, perché la chiarezza su questi argomenti è dovuta ai cittadini e io, come i miei colleghi, lo faccio molto volentieri. Se la ritrovata cordialità va in tale direzione, penso che non ci sia nessun problema ad accettare la risoluzione.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
La rassicuro, Assessore, che la cordialità non viene meno, anche se qualche volta abbiamo il dovere di stigmatizzare qualche dichiarazione un po' estemporanea, ma d'altra parte rientra anche nelle sue note caratteristiche di allargarsi nelle dichiarazioni politiche. Ripeto: non c'è nessuna mancanza di cordialità, qui siamo su un terreno di confronto su questioni, in particolare questa, di estrema delicatezza. Capisco che, in un momento difficile come questo, si faccia un po' di "cosmesi terminologica", cioè si usino dei termini diversi, ma bisogna capirsi sulla sostanza delle cose: "non è un taglio, ma è una regolazione dell'erogabilità, non è negazione dei contributi, ma diversa definizione" ...sì, tutto può essere detto, ma la sostanza sulla quale credo siamo d'accordo è che tantissime persone che hanno attivato meccanismi produttivi o meccanismi di risparmio di spesa attraverso degli investimenti si trovano a fare i conti con una realtà cambiata.
Per guardare alla sostanza, siamo assolutamente disponibili a rivedere la formulazione. Per la cronaca e per l'informazione, nel paragrafo a cui lei fa allusione, che ritiene non opportuno lasciare nel testo definitivo della risoluzione che mi pare venga positivamente accolta, si dice: "le prime determinazioni attuative della citata deliberazione fanno già emergere seri problemi per numerosi beneficiari dei provvedimenti in questione, soprattutto nel caso di procedimenti che comportano la determinazione dei contributi da erogare in un momento successivo all'effettuazione dell'intervento". Era la specificazione di una nostra particolare preoccupazione per chi ha già messo sul tavolo la sua quota di investimento, per chi deve presentare le fatture dei lavori fatti, adesso si parla di impianti di energia, ma potrà essere domani per la ristrutturazione di un negozio, di un'azienda, eccetera, di trovarsi in corso d'opera a dover frenare.
Non abbiamo ancora - preciso (sarà spero cura dell'Assessore fornircelo) - il quadro generale del risparmio che si intende conseguire con tale operazione. Chi la sa più lunga di finanze parla di saldo finale, se lei fosse al Consiglio dei Ministri, dovrebbe dire: "a saldi invariati", allora a saldi invariati quanto conta l'Assessorato delle finanze di risparmiare con la riduzione di 10 punti percentuali sull'erogazione del contributo. Lei ce lo dirà, noi ci permetteremo - mi auguro con il concorso di tanti colleghi che hanno esperienza di vari settori economici - di dire all'Assessorato che forse a saldi invariati si può ottenere un risultato diverso. Iniziamo ad operare anche noi...siamo molto critici sull'operato del "Governo Monti", ma il "Governo Monti" deve fare nei confronti del Parlamento delle operazioni analoghe su certi settori di spesa, cioè si devono raggiungere delle soluzioni alternative a saldi invariati. A saldi invariati le chiediamo di poter collaborare affinché si minimizzi l'impatto negativo di questa misura, che è una misura necessaria, ma è una misura che deve essere comunicata per tempo agli interessati e che deve essere resa sì flessibile, ma per andare a vedere dove si può stoppare subito e dove invece la "macchina" ha una velocità diversa e richiede un intervento diverso.
Con questo emendamento, che riguarda anche le parole "entro quindici giorni", perché c'è la disponibilità - credo che questo vada fatto anche in relazione alla dinamica del bilancio - a portare in commissione le risultanze di tale approfondimento...grazie.
Presidente - La proposta viene accettata, quindi viene tolto il terzo paragrafo nella parte delle premesse e le parole "entro quindici giorni" nella parte impegnativa. Dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola al Vicepresidente Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente. Per annunciare il nostro voto favorevole e per fare una riflessione con i colleghi. Ringraziamo per la disponibilità del Governo regionale, perché proprio due giorni fa in II Commissione avevamo richiesto a diversi assessorati di fare lo stato dell'arte, per capire l'impatto di questa delibera, apprezziamo quindi questa possibilità soprattutto prima della discussione del bilancio regionale, in modo da proporre o rimodulare la delibera n. 1952. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.
Rigo (PD) - Anche noi ringraziamo l'Assessore La Torre, che ha accolto l'invito dei colleghi di ALPE di affrontare in commissione, in modo sereno e con dati attendibili, questo problema. Sono anch'io d'accordo che è necessario approfondire la deliberazione della Giunta assunta poche settimane or sono, con oggetto la riduzione di 10 punti percentuali della percentuale massima. La precisazione fatta in premessa dall'Assessore era opportuna, ma credo sia necessario discutere oltre che del contenimento della spesa pubblica anche in quale maniera. Si può fare con tagli lineari su tutte le leggi di spesa e si può andare ad approfondire invece qual è la loro ricaduta effettiva. Alcuni settori infatti vanno aiutati più di altri e forse in alcuni di essi non è opportuna una riduzione neppure di 10 punti percentuali; mentre altri potrebbero sopportare ben più di una riduzione del 10 percento. Ci fa piacere poter discutere, in un tavolo ristretto, questi problemi e cercheremo in quella sede di dare il nostro contributo.
Presidente - Pongo in votazione la risoluzione nel testo così emendato:
Risoluzione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste
Premesso che:
- la Giunta regionale ha deciso, con la deliberazione n. 1952 del 5 ottobre scorso, la riduzione di dieci punti percentuali dell'intensità massima di aiuto di tutte le leggi regionali aventi ad oggetto contributi economici di qualunque genere, espressi in percentuale, rideterminando, ove possibile, i tempi di presentazione delle domande;
- il criterio fissato dalla Giunta comprende anche l'applicazione dei predetti indirizzi anche alle istruttorie in corso, non ancora concluse con il provvedimento di concessione della sovvenzione economica;
tutto ciò premesso
Impegna
l'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio e i singoli componenti della Giunta regionale interessati dall'erogazione di contributi economici a riferire alla competente commissione consiliare circa il numero e la tipologia delle pratiche contributive in corso, al fine di ricercare possibili graduazioni dell'intervento che evitino gravi pregiudizi a imprese e famiglie che abbiano già effettuato gli interventi oggetto di riduzione contributiva.
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 28
Il Consiglio approva all'unanimità.
