Oggetto del Consiglio n. 2657 del 24 ottobre 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2657/XIII - Interpellanza: "Redazione di un piano economico per l'individuazione dei criteri di sostenibilità della spesa per la gestione della sede museale del Castello Gamba di Châtillon".
Interpellanza
Considerata la prossima apertura del "Museo di arte moderna e contemporanea della Valle d'Aosta", allestito al Castello Gamba di Châtillon, che dovrebbe, secondo le dichiarazioni dell'Assessore all'istruzione e cultura ''garantire importanti opportunità per il mantenimento del livello dello sviluppo economico e sociale della Valle d'Aosta" ed operare in ''sinergia con gli operatori privati presenti in Valle d'Aosta", creando un "sistema virtuoso tra l'offerta culturale e lo sviluppo socio-economico del territorio per garantire scelte di turismo culturale sostenibile e generatore di ricchezza per la Valle d'Aosta'';
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente regionale per sapere:
1) a quanto ammontano le spese stimate per l'anno di esercizio 2013 per la gestione della nuova sede museale (suddivise per i principali centri di costo: personale, riscaldamento, investimenti pubblicitari ...);
2) quante persone opereranno per le diverse mansioni previste presso la nuova sede;
3) quale obbiettivo si pone la Giunta regionale in termini di afflusso di visitatori paganti;
4) se è stato redatto, o si intenda redigere, un piano economico di medio e lungo periodo per individuare i criteri di sostenibilità della spesa.
F.to: Bertin - Louvin - Chatrian
Presidente - La parola al Consigliere Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Il Castello Gamba è stato acquisito dall'Amministrazione regionale ed è entrato a far parte del patrimonio della Regione nel 1982. Da quel momento si sono iniziati interventi di ristrutturazione e adeguamento alle finalità previste dell'immobile in questione per una spesa complessiva di circa 6.800.000 di euro, ai quali si sono ultimamente collegate spese di promozione in vista dell'apertura, per cui possiamo dire che per l'apertura del Castello si può valutare intorno ai 7.000.000 di euro. Avevamo presentato qualche tempo fa un'interpellanza sull'argomento, perché ci preoccupa molto quello che potrà diventare questa nuova struttura museale, abbiamo delle perplessità sulle future ricadute e sulla sostenibilità economica di questa iniziativa. Quando avevamo presentato un'altra interpellanza sull'argomento centrata sui costi di gestione e sul numero di potenziali visitatori, la risposta è stata: "pour ce qui concerne les coûts de gestion, nous sommes actuellement en train d'évaluer", una risposta quindi sostanzialmente simile a: "nous sommes en train de comparer les relatives données aux sites régionaux aujourd'hui ouverts au public". Come spesso abbiamo potuto constatare in questi anni quando ci siamo occupati di questi aspetti, non avevate la minima idea dei costi di gestione e dei potenziali visitatori della struttura, insomma nebbia!
In questi giorni abbiamo letto diverse dichiarazioni dell'Assessore in merito alla prossima apertura - che credo sia sabato prossimo - secondo cui questa nuova struttura fornirà importanti opportunità per il mantenimento del livello di sviluppo economico e sociale della Valle d'Aosta e che andrà nella direzione di sostenere il turismo culturale in Valle, generando ricchezza per la Valle stessa. Dichiarazioni che speriamo si avverino, ma, come detto, manteniamo delle preoccupazioni rispetto a questa struttura. Pertanto riproponiamo a pochi giorni dall'apertura le domande poste tempo fa: "a quanto ammontano le spese stimate per l'anno di esercizio 2013 per la gestione della nuova sede museale (suddivise per i principali centri di costo...)" e in prospettiva quante saranno per gli anni prossimi; "quante persone opereranno...presso la nuova sede; quale obiettivo si pone la Giunta regionale in termini di afflusso di visitatori; se è stato redatto, o si intenda redigere, un piano economico di medio e lungo periodo...". Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Laurent Viérin.
Viérin L. (UV) - Merci Président.
Al di là dei toni dell'illustrazione, cercheremo di dare qualche risposta su questa importante questione. Vorrei precisare che, quando è stata inoltrata la richiesta parecchi mesi fa, non esisteva nebbia - che personalmente rimandiamo al mittente come concetto nell'approccio delle questioni -, nebbia non c'era e non c'è, esisteva solo uno studio in corso. Visto che c'è spesso la volontà di sapere sempre tutto prima e, nel rispetto del Consiglio regionale e della commissione dove ci siamo sempre confrontati, esistono degli studi che hanno delle durate, quando sono terminati, ci sono i dati che vengono forniti e, quando vengono richiesti prima del termine dello studio, diventa difficile fornirli, perché ci sono esperti che si occupano di marketing, di flussi ipotizzabili... Questo quindi è il motivo per il quale avevamo ampiamente cercato di rispondere, ma non sempre siamo in grado di comunicare, in certi casi esiste incomunicabilità, come anche la questione della gestione, che non è inerente semplicemente a delle questioni dello studio, perché doveva essere rapportato allo studio e alle presenze, ma deve essere anche rapportato ad altre questioni, come il momento in cui viviamo, quindi soprattutto a seguito della crisi economica, crediamo che forse due anni fa esistevano dei crismi, esistevano delle situazioni che oggi sono cambiate. Oggi siamo in grado in vista dell'apertura di parlare di flussi, di parlare di gestione e di costi, di personale, invece un anno fa eravamo in corso di studio e, quando dico "eravamo", intendo tutte le strutture competenti; quindi rivendico, visto il tono usato, il pieno rispetto delle persone che hanno lavorato al dossier.
Detto ciò, la delibera del 1986 - così rispondiamo alle preoccupazioni sulla tipologia e sull'ambito di apertura di un certo museo - riguardava i primi interventi di restauro del Castello Gamba, si avanzava la proposta di creare uno spazio espositivo permanente per opere di arte moderna e contemporanea; determinazione poi ripresa in una delibera del 1990 recante: "proposte al Consiglio regionale di un programma di riutilizzo, fruizione, valorizzazione di castelli di proprietà dell'Amministrazione regionale", nella quale per il Castello Gamba era definito un utilizzo quale sede di pinacoteca regionale onde musealizzare le opere d'arte moderne e contemporanee di proprietà...e delle quali è sede di mostre temporanee...quindi due parti. Sulla base di questa linea di indirizzo, in tutti questi anni tutte le Amministrazioni regionali hanno lavorato in questo senso.
Oggi possiamo dire che siamo lieti di restituire dopo 30 anni, soprattutto in un momento di difficoltà e in controtendenza con tutto ciò che sta succedendo, il Castello alla comunità, con tutte le opportunità anche occupazionali, di cui abbiamo parlato con il collega Donzel nell'ultimo Consiglio, concordando su certi temi, che questo rappresenta. Abbiamo voluto battezzare questo luogo, oltre che arte moderna e contemporanea in Valle d'Aosta, anche luogo di arte e di cultura per esaltare la valenza non solo del Castello Gamba, inteso all'epoca come pinacoteca, modificata poi su altre valenze culturali: didattica, piuttosto che famiglie, non solo inerente all'arte contemporanea, ma nella fruizione del luogo: appunto luogo di arte e di cultura nel suo insieme.
Il piano economico di medio e lungo periodo di cui lei parla è nelle nostre priorità - vi diremo come ci siamo attivati -, ma si deve necessariamente adeguare ad una scelta fatta sull'utilizzo del Castello...1.500 opere sono state nel tempo acquisite o di cui l'Amministrazione è venuta in disponibilità per questo centro di arte moderna e contemporanea, 16 sale di cui 13 per la musealizzazione permanente e 3 per una sede espositiva temporanea, in cui proporremo Italo Mus per il primo anno e poi l'idea era quella di cambiare ogni anno la mostra, lanciando con il più grande dei valdostani in termini di artista conosciuto per la pittura non vivente, quindi Italo Mus. La priorità è il piano economico, che si adegua alle scelte precedentemente definite e che oggi dobbiamo adattare, operando nella maniera più efficiente ed efficace possibile rapportata ai tempi in cui viviamo: questo non dobbiamo mai dimenticarlo, ce lo siamo anche detti in commissione in sede di bilancio. Dico questo perché si è pervenuti all'apertura di tale sito malgrado le risorse economiche che il momento impone, che vedono il massimo utilizzo delle strutture interne dell'Assessorato, che hanno dovuto supportare una serie di attività straordinarie per giungere alla messa a regime della nuova struttura museale.
Per quanto riguarda le spese stimate, che oggi sono dettagliate e possono essere elementi concreti di discussione, il totale è di 670.000 euro, le farò avere poi il dettaglio che ora le riassumo: personale, servizi di vigilanza, custodia, biglietteria didattica museale in capo alla società Servizi Valle d'Aosta 393.000; spese destinate alla gestione e alle attività di valorizzazione, comprese le attività promozionali, 115.000; 25.000 spese per manutenzione ordinaria e straordinaria; 35.000 spese di riscaldamento; spese pulizie 43.560; rifiuti 3.000; acqua 1.500; energia elettrica 50.000, per un totale di 98.000.
Secondo quesito: "quante persone opereranno...", come detto in premessa, tutte le attività di scelte strategiche, gestionali e scientifiche rimangono in capo agli uffici competenti, crediamo che la formula di gestione giusta non solo rapportata al momento sia quella di avere una guida scientifica in capo alla Sovrintendenza, senza ulteriori spese di personale, coordinati da una commissione scientifica che è stata approvata con delibera il 22 giugno 2012. Abbiamo invece esternalizzato i servizi di vigilanza, custodia, biglietteria e didattica museale alla società Servizi Valle d'Aosta, nell'ambito di tali servizi è stata richiesta nel complesso la copertura di cinque postazioni (sei il sabato e domenica) con il profilo professionale di assistente alle manifestazioni e di una postazione durante tutto il periodo di apertura nel profilo di promotore culturale, che nel fine settimana avrà il risvolto di una seconda professionalità, quindi un promotore culturale a tempo pieno e uno a metà tempo. Vorrei sottolineare la novità proposta da un lato della figura professionale del promotore culturale, si è dibattuto anche in Consiglio su queste figure con competenze linguistiche e culturali. Promotore culturale che abbiamo riservato ai laureati in beni culturali con le conoscenze del francese, dell'italiano e dell'inglese, queste conoscenze allargate anche alle assistenti alle manifestazioni per quanto di competenza.
Vorrei sottolineare la rilevante opportunità, visto il momento di crisi che stiamo vivendo, che viene data di nove nuove professionalità che in ambito culturale troveranno occupazione nel campo dei beni culturali, i cui consumi sono fra i pochi in aumento, e vorrei anche sottolineare il potenziale del turismo culturale con le ricadute economiche che sta generando. Le perplessità sono legittime perché è un nuovo sito che apre, che è stato impostato in questi anni con una certa filosofia di arte moderna e contemporanea, noi ci impegniamo ad avere i risvolti più interessanti possibili per avere ricadute economiche e socio-culturali sul territorio. Abbiamo quindi conciliato la sobrietà imposta dal periodo con le opportunità che la cultura rappresenta e che noi vogliamo riservare soprattutto alle giovani generazioni.
Per gli ultimi due punti, la famosa nebbia delle presenze del marketing, allora...definizione di strategie di marketing e di comunicazione necessarie ad individuare il potenziale pubblico di riferimento, che è quello di cui si parla, e le politiche di posizionamento...è stato commissionato un piano specifico alla Fondazione Fitzcarraldo di Torino, che è la primaria società di consulenza relativamente alla gestione di beni culturali, che ha definito un pubblico potenziale per il primo anno di circa 30.000 visitatori, tenendo conto di differenti investimenti nella promozione, cioè tenendo conto delle limitate risorse che ci sono. Il piano di cui sopra ha fornito le linee guida per l'avvio della gestione in modo da ottimizzare le risorse disponibili, cercando poi di tracciare durante l'anno, e soprattutto a consuntivo nel primo anno e alla luce dei risultati, le scelte per il futuro. Questo è un sito che in un momento di difficoltà noi con le nostre energie ci siamo adoperati per restituire alla comunità, schierando tutte le forze in campo, principalmente professionalità interne.
Siamo più prudenti nell'essere pessimisti, nel senso che aspettiamo, essendo realisti, i primi mesi e i risvolti. È sicuro che ci impegneremo per far funzionare appieno questo Castello, inserito in una zona di riferimento che inseriamo in un circuito dei beni culturali. Sui giorni di chiusura abbiamo ragionato fra Fénis, Issogne e Forte di Bard per avere più affluenza, con le scuole abbiamo un piano di didattica riservato a questa tipologia per dare alle giovani generazioni la conoscenza di tale Castello. Abbiamo abbinato un castello con una collezione importante che potrà essere un luogo di cultura interessante, faremo del nostro meglio riservandoci dopo i mesi di avvio di fare le dovute riflessioni ed eventualmente di ricalibrare la promozione, piuttosto che altre azioni messe in campo, ma sempre rapportate alle risorse finanziarie del momento.
Presidente - La parola al Consigliere Bertin.
Bertin (ALPE) - Innanzitutto, visto che cerchiamo in tutti i modi di guardare agli aspetti positivi nonostante i fatti suggeriscano il contrario, un aspetto positivo c'è, ovvero dopo 30 anni questo immobile è aperto al pubblico e questo è un aspetto positivo. L'inaugurazione sarà sabato, immagino che non sarà la prima di questo lungo periodo preelettorale. Ciò detto, rimangono tutte le preoccupazioni che abbiamo già espresso in altre occasioni; qui si aggiunge un nuovo centro di spesa per la gestione, che abbiamo visto è di quasi 700.000 euro, ad altre strutture simili nelle vicinanze (immagino il Forte di Bard, che nel 1986 non era ancora aperto e che cambia il panorama della zona). A questo...in prospettiva si aprirà il Parco archeologico di Saint-Martin de Corléans, altre strutture del genere sono già presenti sul territorio, quello che traspare è la mancanza di un disegno globale sulla sostenibilità di tali strutture. Sono tante e forse non saranno in grado nel medio e lungo periodo di essere tutte sostenute, con un danno decisamente grave. Fra l'altro, quest'anno, in ragione dell'apertura di questa nuova struttura, si chiuderà il Museo archeologico ad Aosta nel periodo estivo, a riprova del fatto che la sostenibilità finanziaria non è così agevole. Esiste una mancanza di visione a medio-lungo termine, di una programmazione pluriennale, che rischia negli anni di creare dei seri problemi. Oggi c'è questa nuova apertura, ma in generale bisogna avere una visione globale su tutto il sistema, che mi pare al momento non ci sia.
Riprendendo le affermazioni riguardanti la nebbia in Val Padana, quando si fanno degli investimenti di questo genere, va subito immaginato quello che potrà essere il ritorno in termini di visitatori; fra l'altro, 30.000 visitatori non so se saranno visitatori paganti o non paganti dalle previsioni fatte dall'Assessore e riportate oggi. Se saranno 30.000 visitatori paganti, oggettivamente sarà un grande successo, ma temo non sarà così, anche in ragione delle considerazioni che facevo in precedenza.
È positivo il fatto che si introducano figure nuove riguardo alla promozione culturale e turistica, ma rimangono tutte le perplessità su questa nuova apertura che rischia di mettere seriamente in pericolo l'intero sistema museale ed espositivo in Valle d'Aosta, che già di per sé funzionava poco o male.
Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Laurent Viérin, per una precisazione.
Viérin L. (UV) - Senza entrare nel merito della questione, solo per evitare che fuori...come ci ricorda spesso il collega Louvin, ci segue qualcuno via televisione...che non corrisponde al vero che con l'apertura del Castello Gamba si chiuderà il Museo archeologico per il periodo estivo: questa è assolutamente un'affermazione non corretta!
Presidente - La parola al Consigliere Louvin, per integrare la risposta.
Louvin (ALPE) - Più precisamente per un marginale, ma significativo in questo contesto fatto personale, perché l'Assessore ha evocato una continuità di posizione e di convinzioni da parte del Governo regionale. Devo dire che questa continuità non c'è stata e, quando ho avuto l'onore per qualche anno di svolgere le funzioni che sono le sue, dissi cose diametralmente opposte a nome del Governo regionale presieduto da Dino Viérin sulla questione del Baron Gamba e precisamente che la Région valdôtaine ne disposant pas d'un patrimoine d'art moderne à la hauteur des nécessités... "...dans la gestion actuelle du patrimoine, demeure insuffisante à représenter un attrait marquant pour alimenter un courant touristique de visiteurs de nature à justifier un investissement...de 8.000.000.000 de lires".
Le do gli estremi: si tratta della risposta nella seduta antimeridiana del 10 novembre 1997...
(interruzione dell'Assessore Laurent Viérin, fuori microfono)
...lei avrà altri momenti per precisare. Ci tengo perché non è una questione marginale, noi segnalavamo allora che sarebbe stata da rivedere la destinazione. Negli anni successivi la destinazione non è stata rivista, è stato ripreso il progetto Piccato e Saltarelli e si è andati avanti su quella linea. Quello che le ha detto il collega Bertin è della difficile sostenibilità di questa destinazione, che personalmente ritengo oggi ancora più difficile di quanto non fosse prevedibile 15 anni fa. Non siamo a godere di insuccessi o a pensare che sia un bene che non vadano a buon fine, ma ci sembra che la gestione diretta da parte della Regione con questa funzione di tale bene culturale rappresenti un potenziale appesantimento ulteriore di spesa della Regione non con contropartite adeguate.
Le segnalo ancora che, avendo avuto a disposizione non più tardi di poche settimane fa, grazie alla Presidenza del Consiglio, i migliori esperti in materia di beni culturali della Valle d'Aosta, non c'era nessuno del suo Governo ad ascoltare né il professor Cammelli, né la dottoressa Asproni, che sono i massimi esperti in materia di gestione dei beni culturali. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Bertin, per una precisazione.
Bertin (ALPE) - Ha fatto bene l'Assessore a precisare che la chiusura è prevista solo per il periodo invernale, è stato un mio lapsus, altrimenti facciamo girare un'informazione non corretta. Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Laurent Viérin, per fatto personale.
Viérin L. (UV) - Grazie per avere subito l'opportunità di cui parlava il collega Louvin, per precisare che con continuità amministrativa intendevo dire che l'Amministrazione parla per atti e non per risposte in Consiglio. Probabilmente lei aveva una bella intenzione che non è stato in grado di far incidere nella sua azione, perché la destinazione rimane quella della delibera, che approvata anche dal Consiglio regionale va avanti. Se lei aveva idee diverse, le ha annunciate, ma non ha avuto la forza di incidere, quindi noi ci rallegriamo di questa sua volontà diversa, ma noi abbiamo proceduto in base agli atti dell'Amministrazione regionale.
