Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2382 del 18 aprile 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2382/XIII - Reiezione di risoluzione: "Natura dei rapporti tra l'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti e la società Saint-Bernard S.r.l.".

Risoluzione

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

Avendo appreso dagli organi di stampa del rinvio a giudizio dell'Assessore regionale al turismo, sport, commercio e trasporti, e Vicepresidente della Regione, Dr. Aurelio Marguerettaz, per un presunto abuso edilizio riguardante un immobile di sua proprietà in Saint-Rhémy-en-Bosses e della fissazione della relativa udienza preliminare per il 22 maggio prossimo;

Rilevato come dalla stampa sia emerso che l'impresa esecutrice delle opere sarebbe riconducibile allo stesso titolare della società (Saint-Bernard s.r.l.) con cui è stato stipulato nel 2010 il contratto per l'acquisto di 509 posti auto in prossimità dell'ospedale Parini di Aosta;

Evidenziato come per tale opera lo stesso titolare sia attualmente indagato per favoreggiamento, nell'ambito di un tentativo di estorsione da parte di alcuni membri della 'Ndrangheta arrestati dai Carabinieri il 20 dicembre scorso nel quadro dell'inchiesta "Tempus venit";

Sottolineando come siano state diffuse, e a quanto è dato sapere non smentite, notizie circa la localizzazione della Società Saint-Bernard s.r.l. presso lo studio commercialistico del Dr. Marguerettaz;

Invita

l'Assessore regionale Aurelio Marguerettaz a portare con la massima urgenza, mediante richiesta di apposita audizione, all'attenzione della Commissione speciale per l'esame del fenomeno delle infiltrazioni mafiose in Valle d'Aosta l'esatta natura dei propri rapporti con l'amministrazione della Società Saint-Bernard s.r.l..

F.to: Louvin - Bertin - Giuseppe Cerise - Chatrian - Patrizia Morelli

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

Mi consenta, Presidente, di fare un piccolo rilievo alla titolazione di questa risoluzione, che abbiamo trovato molto singolare, perché il gruppo ALPE, firmatario di tale documento, non ha chiesto notizie sulla localizzazione della società Saint-Bernard, credo sia abbastanza evidente, è un dato formale a cui non credo sia possibile sottrarsi, potremmo già darsi da soli la risposta, sederci e non far perdere tempo a nessuno. La questione è di diversa natura e vorremmo che fosse anche esplicitata correttamente negli atti del Consiglio, come un invito che viene rivolto all'Assessore Marguerettaz a portare, attraverso un'audizione, all'attenzione della Commissione speciale, che abbiamo istituito poche settimane fa per l'esame del fenomeno delle infiltrazioni mafiose in Valle d'Aosta, l'esatta natura dei propri rapporti con l'Amministrazione della società Saint-Bernard; questo non sia preso come un formalismo eccessivo: è una semplice puntualizzazione.

Presidente, abbiamo riflettuto molto prima di sottoporre all'attenzione dei colleghi questa risoluzione. Il gruppo ALPE non appartiene alla categoria di coloro che disquisiscono nei bar o negli altri luoghi della dialettica politica locale, nei quali ci troviamo confrontati nella nostra quotidianità, dove si azzardano ipotesi, si suggeriscono illazioni, ma ritiene di dover fare qui e sotto gli occhi di tutti delle valutazioni che attengono alla funzione di controllo, che ci compete come consiglieri regionali, sull'operato degli amministratori, dell'amministrazione nel suo complesso, della Giunta, degli Assessori nei loro comportamenti che riguardano il terreno della politica e non le vicende private, quando queste non interferiscano o non possano rappresentare motivo di interferenza con la vita amministrativa.

Brevemente per richiamare il contenuto di questa vicenda. È di pochi giorni fa una notizia che abbiamo appreso dagli organi di informazione circa il rinvio a giudizio dell'Assessore Marguerettaz, oltre che Vicepresidente della nostra Regione, per un presunto abuso edilizio che riguarda un immobile di cui sarebbe comproprietario in Saint-Rhémy-en-Bosses. La questione è stata liquidata dall'amministratore in questione con estrema rapidità, in modo un po' sbrigativo, come di un semplice problema tecnico che sarebbe stato immediatamente risolto.

Partiamo da questo per una prima considerazione che attiene tale vicenda, che non ci sembra nemmeno essere poi il cuore della questione, ma è comunque giusto sottolinearla. L'Assessore è stato destinatario di una segnalazione che è pervenuta all'Amministrazione regionale da parte degli organi addetti alla vigilanza dell'attività urbanistico-edilizia, un rapporto quindi del Comune di Saint-Rhémy-en-Bosses, in cui si parla di un edificio classificato, un edificio di particolare pregio sul piano culturale e architettonico, che è classificato, ai sensi della classificazione degli edifici e dell'individuazione delle aree di pregio con deliberazione comunale, e per il quale gli interventi dovevano essere autorizzati dall'Assessorato dell'istruzione e cultura, cosa che non sembrerebbe essere stata fatta, o comunque le opere sembrerebbero essere state fatte in modo difforme da questo.

Sull'esito della vicenda siamo ad augurare all'Assessore che si risolva nel modo migliore possibile, ma crediamo sia giusto che l'opinione pubblica sia informata che i rapporti che sono stati resi dall'Amministrazione comunale indicano come almeno un intervento che è stato realizzato non risulterebbe sanabile, in quanto eseguito su suolo pubblico (non sappiamo se comunale o regionale). Si tratta quindi di una vicenda che forse denota qualche mancanza di attenzione o imprecisa valutazione, in ogni caso saremmo ad augurarci, pur comprendendo che nelle ristrutturazioni possano sopravvenire fatti imprevisti, non correttamente valutati inizialmente, che ci sia un onere particolare di chi esegue il lavoro, ma tanto più se è persona pubblica, se è persona esposta.

Abbiamo avuto molti casi di questo genere anche in tempi recenti con ville, villette, condominî di proprietà di vari politici che sono stati ampiamente sottolineati proprio per la natura degli abusi e delle forzature edilizie. Qui è giusto che l'opinione pubblica abbia delle corrette informazioni complete, forse integrate anche rispetto al modo un po' sintetico nel quale vengono riferite solo le opinioni che vengono da una parte, senza che venga fatto, almeno a noi non risulta, particolari approfondimenti nelle sedi pubbliche. Ripeto: per noi la pubblicità di quello che succede quando attiene le nostre persone di amministratori ha una sua doverosità e una sua necessità.

Detto questo, invece proprio in riferimento ad una notizia apparsa su La Stampa, è emerso un collegamento diretto nell'esecuzione di tali opere con un'impresa edile riconducibile allo stesso titolare della società Saint-Bernard, con la quale in tempi recenti nel novembre 2010 - qui correggo rispetto al testo della risoluzione che riporta 2011 - la Regione ha stipulato un contratto molto pesante e importante; ne abbiamo discusso a lungo e non penso sia il caso di tornarci: è la questione dell'acquisizione dei garage del parcheggio pluripiano in prossimità dell'ospedale di Aosta, i 509 posti auto per oltre 20.000.000 di euro. È una vicenda nella quale il nostro gruppo aveva ritenuto doveroso sottolineare come ci fosse stato un percorso molto particolare di inversione di marcia: dal rifiuto dell'acquisizione di questa area da parte dell'Amministrazione - che pure nella legislatura precedente si era manifestata a favore - invece a favore di un'acquisizione della sola parte interrata, una volta trasformata da questa azienda. La vicenda ha generato poi un'altra questione particolarmente inquietante, che ha visto dapprima indicato come vittima e poi indagato per favoreggiamento lo stesso titolare della società. Noi allora diciamo con molta tranquillità che non siamo ad operare una caccia alle streghe, ma riteniamo buona politica la politica della comunicazione e della verità su ciò che avviene e sui rapporti che si intrattengono.

Incidentalmente era emerso nell'informazione che circola soprattutto nella rete che lo studio commercialistico di Piazza della Repubblica, di cui è credo ancora adesso contitolare l'Assessore Marguerettaz, fosse il luogo nel quale ha la domiciliazione questa società Saint-Bernard, probabilmente anche i servizi collegati dal punto di vista professionale, quindi un rapporto sicuramente fattivo, concreto di collaborazione. Non ci è risultata - Assessore, di questo ne darà sicuramente conto - nessuna forma di distinguo da parte sua nelle fasi decisionali che hanno portato all'esecuzione dell'operazione del parcheggio pluripiano, nessuna presa di distanza sul piano operativo da parte dell'Assessore, che ha fatto parte della Giunta precedente e che fa parte di questa Giunta, rispetto a tale vicenda. Ora siamo obiettivamente nella condizione di esprimere qui delle preoccupazioni, di chiedere che sia fatta un'accurata valutazione di questo profilo di contiguità personale, sul piano della committenza di lavori, sul piano del servizio nei confronti di questa impresa da parte di un autorevole componente della Giunta regionale. L'invito che facciamo pertanto è quello di smarcarsi, di giocare di anticipo rispetto ad illazioni e discussioni che possono avere luogo in sedi improprie, di portare alla conoscenza nelle sedi competenti e noi l'abbiamo individuata nella commissione speciale, perché questo potrebbe essere un luogo nel quale approfondire tali profili, vista l'emergenza che stiamo vivendo di tali vicende, che ci paiono necessitare un'adeguata chiarezza. Grazie.

Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.

La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Grazie Presidente.

Il collega Louvin ha illustrato la risoluzione, facendo una serie di considerazioni che sono estranee alla risoluzione, ma farò una precisazione. Per quanto riguarda la risoluzione, non ho nessun tipo di problema ad accettare l'invito ad andare nella commissione speciale, quindi sono totalmente disponibile. Lascio alla commissione e al Consiglio giudicare se è questo il lavoro che deve fare la commissione, oppure no, ossia se la commissione speciale è una commissione di inchiesta, se bisogna interrogare le persone, se qualcuno ha sospetti, questo è affare della commissione. Detto questo, posso già anticipare una cosa al collega Louvin, perché, da questo punto di vista, mi sembra una considerazione così puntuale che posso dargliela in Consiglio, senza aspettare la commissione: il sottoscritto non ha né oggi, né ieri mai avuto dei rapporti professionali con la Saint-Bernard. Le do un consiglio, visto che ha questo spirito così indagatore: nel momento in cui trova una sede legale su un numero civico, faccia tutti i piani e vada a verificare tutte le sedi, perché può darsi che a quel numero civico ci sia lo studio Marguerettaz, ma anche altri studi; quindi è verosimile che questa sua considerazione sia stata tratta in inganno. Quello che le posso dire con tutta serenità è che lo studio Marguerettaz non ha mai avuto rapporti con la Saint-Bernard, né offre servizi di alcun tipo alla società Saint-Bernard.

Per quel che è della notizia del rinvio a giudizio, ovviamente andrò in tribunale per spiegare. Siccome immagino che lei abbia fatto un accesso agli atti per avere una puntuale cognizione, è semplicemente per informare, visto che vuole fare chiarezza, che quella operazione che lei ha detto non essere sanabile, non riportando un'informazione completa, in realtà è sanabile a una condizione, condizione che si è avverata e pertanto l'operazione è sanabile; quindi, sapendo che lei ha a cuore le mie sorti, la tranquillizzo.

Presidente - La parola al Consigliere Empereur.

Empereur (UV) - Grazie Presidente.

Ho letto con attenzione la risoluzione illustrata dal collega Louvin e ho ascoltato con attenzione anche quanto è stato da lui enunciato: "no caccia alle streghe, buona politica, chiarezza nelle sedi opportune". Rileggo l'invito e l'invito è quello di presentarsi all'attenzione della Commissione speciale per l'esame del fenomeno delle infiltrazioni mafiose in Valle d'Aosta. A questo punto ho un po' di confusione, mi chiedo: la nostra è una commissione di inchiesta? No, si è scelto la commissione speciale. La nostra è una commissione di indagine? No, altri palazzi hanno questo tipo di funzione. A tale proposito sono andato a rileggermi quali sono gli obiettivi che questo Consiglio all'unanimità, approvando una risoluzione, ha dato alla commissione che ho l'onore e l'onere di presiedere: "individuare i settori maggiormente esposti al rischio di penetrazione mafiosa in Valle d'Aosta - ed è quello che stiamo facendo da più di un mese, condividendo all'interno della commissione le audizioni e i percorsi - stabilire opportuni raccordi operativi con analoghi organismi già esistenti presso il Parlamento italiano, in altre regioni e nell'ambito degli enti locali - ed è quello che abbiamo deciso nell'ambito della commissione di fare, prendendo contatti con la DIA di Torino, con la Commissione parlamentare antimafia presieduta dal Senatore Pisanu - studiare e proporre pratiche amministrative, interventi normativi, che rafforzino significativamente il presidio nei confronti di tali fenomeni malavitosi", ed è quello che ci accingeremo a fare in una terza fase che abbiamo condiviso nell'ambito della commissione.

Se si parla di buona politica, allora io prendo atto con piacere della disponibilità e del nessun problema ostativo da parte dell'Assessore a venire a relazionare in commissione, ma, interrogandomi sul ruolo della commissione, dico che non è quella la sede deputata per... A questo punto mi chiedo: è questa buona politica, o è solo speculazione politica? Per questa ragione invito i sottoscrittori di tale risoluzione a ritirarla.

Presidente - La parola al Consigliere Salzone.

Salzone (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente. Qui parlo come Vicepresidente della Commissione e non come Capogruppo di Stella Alpina, anche se so che il gruppo condivide le cose che dirò.

Per quello che ci riguarda, le cose che ha detto l'Assessore relativamente alla risoluzione da voi proposta, che ho letto anch'io molto attentamente, le trovo più che esaurienti e non riesco a pensare cosa di diverso potrebbe eventualmente dire una commissione speciale piuttosto che un'altra. Qui nella risoluzione si dice esattamente: "invita l'Assessore regionale Aurelio Marguerettaz a portare con la massima urgenza, mediante richiesta di apposita audizione, all'attenzione della Commissione speciale per l'esame del fenomeno delle infiltrazioni mafiose...", quindi abbiamo ascoltato l'Assessore e, per quello che ci riguarda, lo riteniamo più che esauriente. Trovo la richiesta di questa risoluzione nel merito illogica, fuorviante e non corretta, perché la commissione competente, come è stato detto, ha compiti precisi che conosciamo tutti molto bene, peraltro sottolineati dal collega che mi ha preceduto. La commissione audisce chi ritiene opportuno, dopo essersi consultata al suo interno, questo è il suo ruolo. Se invece il gruppo ALPE pensa di utilizzare la commissione speciale con argomenti sempre più fuorvianti, come peraltro avevo già immaginato e avevo già sottolineato in un'altra occasione di dibattito in questo consesso, quindi pensa di utilizzare la commissione con scopi strumentali e demagogici, personalmente ne prenderò atto.

Termino con una frase di questi giorni di Bersani - mi rivolgo all'amico Donzel - che, parlando di questo periodo, in cui la politica è attaccata su tutti i fronti, fa una riflessione che condivido, dice: "attenzione, perché di demagogia si muore!".

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (PdL) - Grazie Presidente.

Anch'io intervengo come membro della commissione, in attesa di conoscere le decisioni rispetto all'invito che il Presidente Empereur ha fatto ai proponenti, per fare una riflessione. È evidentemente molto più comodo cavalcare questi eventi in tale maniera, senza dubbio. Io però vorrei fare fede alla memoria dei colleghi Chatrian e Bertin, ai quali nella prima riunione della commissione dissi loro: "se questa Commissione speciale antimafia ha la missione che è scritta nella risoluzione del Consiglio, credo che potremo fare un grosso lavoro per la Regione e portarle un beneficio; se invece utilizziamo la commissione per fare bassa macelleria politica, io non ci starò e darò le mie dimissioni dalla commissione". Dico questo perché il lavoro fatto finora è stato un lavoro serio, approfondito che, a mio avviso, non merita di essere strumentalizzato. Le vicende dell'Assessore, alle quali l'Assessore ha dato già delle risposte importanti, a mio avviso, devono essere dibattute in altre sedi e in altri luoghi e non possono essere utilizzate per cavalcare un'antipolitica, che oggettivamente è più facile da cavalcare di quella della serietà. Lo sappiamo...è serio rispondere, caro Louvin, che la Commissione speciale antimafia che è stata istituita ha quell'ordine del giorno, non altri, e in quell'ordine del giorno non c'è questa cosa. Chiamare in audizione imputati o politici, o amministratori, o cittadini, o chiunque sia, che hanno presunti o giornalistici, o mediatici rapporti, o giudiziali rapporti con chicchessia e implicati in qualunque vicenda non è il compito della commissione così come io l'ho vissuto e come lo voglio vivere. L'ho detto anche al mio gruppo: per quanto mi riguarda, se questo è lo stile di ALPE e l'utilizzo che tale gruppo vuole fare della Commissione speciale, io rassegnerò le mie dimissioni e rimetterò il mandato al mio gruppo consiliare.

Invito seriamente i proponenti a ritirare la risoluzione e a riportare la commissione speciale nell'ambito delle sue funzioni. Invito chiunque a rispettare quel lavoro serio che si sta facendo e che si ha ancora tanta voglia di fare, però lavori seri! Questa è comodità elettorale, è populismo becero che può prendere la pagina del giornale domani, ma probabilmente non ci aiuta a risolvere i problemi di cui stiamo parlando.

Presidente - La parola al Consigliere Bertin.

Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.

La disponibilità manifestata dall'Assessore di venire in commissione ad illustrare i rapporti con la società Saint-Bernard è un fatto positivo e per una commissione che deve esaminare un fenomeno decisamente complesso, anche questo apporto può essere utile, anche perché la difficoltà nel capire tali fenomeni è appunto la mancanza di strumenti per sapere come si muovono queste organizzazioni. Ritengo pertanto che la commissione potrebbe benissimo, vista la disponibilità dell'Assessore, sentire l'interessato e avere delle informazioni utili al riguardo. Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.

Rigo (PD) - Grazie Presidente.

Questa mattina, quando velocemente ci siamo confrontati come gruppo sull'atteggiamento da tenere nei confronti di tale risoluzione, due erano le possibilità: appoggiare come minoranza una proposta avanzata dall'altro gruppo di opposizione, come spesso si fa, votando a favore della proposta, oppure entrare nel merito della questione. Abbiamo optato per la seconda via, perché facciamo e faccio parte di questa commissione speciale in quanto rappresentante di un gruppo politico, non singolarmente, e quindi il mio intervento non è personale ma a nome del gruppo PD. La commissione ha una delicata mission, come hanno ricordato i colleghi, e tante sono le aspettative sui risultati del suo lavoro. La mia preoccupazione, che ho già manifestato in commissione, è quella di non riuscire, nel tempo breve del mandato, a dare risposte concrete e convincenti.

La necessità che avverto, e che avvertite tutti voi, è quella di un lavoro che dia indicazioni utili in primis alla società attraverso un'attività culturale, capace di combattere e vincere atteggiamenti ambigui, che sono presenti in mille rivoli di questa nostra società, anche negli atteggiamenti personali di ciascuno, di molta gente e anche indicazioni utili alle amministrazioni pubbliche, nell'obiettivo di contrastare quei fenomeni di infiltrazione di stampo mafioso o della criminalità organizzata che sempre più coinvolgono anche la nostra regione. Lo dobbiamo fare attraverso le audizioni prima di tutto, come stiamo facendo, rispetto alle istituzioni e alle associazioni, rispetto a tutti quei soggetti che hanno direttamente o indirettamente voce in capitolo; lo dobbiamo fare con la conoscenza, analizzando gli interventi messi in campo dalle Regioni o dallo Stato in questa direzione; lo dobbiamo fare anche esaminando le procedure, gli atti amministrativi che segnano, regolano la vita delle amministrazioni pubbliche, della Regione e degli enti locali.

A mio parere, la commissione non ha competenza specifica rispetto alle singole azioni che in questi tempi sono state segnalate e sono oggetto di attenzione da parte della Magistratura e delle forze dell'ordine, sono più di una, ce lo hanno confermato sia i magistrati che le forze dell'ordine. In questo caso la risoluzione assegna alla commissione speciale un compito che noi non troviamo naturale. Un conto è presentare un'iniziativa politica, l'interpellanza, l'interrogazione, la richiesta di informazioni attraverso il Regolamento del Consiglio per capire la ricaduta fra un presunto abuso edilizio e la responsabilità amministrativa in capo ad un Assessore, un conto è cercare di capire i legami fra l'attività pubblica di un Assessore e una sua vicenda privata, e i legami, se ci sono, fra i titolari di una società e la sede di una società e la vita amministrativa di un commercialista, che è anche Assessore regionale. Un conto quindi è quello di far assumere la vicenda che trattiamo oggi del Signor Marguerettaz in una questione politica dell'Assessore Marguerettaz; un altro è chiedere alla commissione di svolgere indagini nel merito anche audendo o partendo dall'audizione dell'Assessore. Non siamo una procura, così come non siamo un luogo dove si fa un dibattito pubblico libero, dove si giudica l'operato delle persone un po' a spanne e non abbiamo neanche quella possibilità di riscontro che ha invece la procura, nel merito, rispetto alle affermazioni che potrebbe rilasciare il Signor Marguerettaz o altri che la commissione volesse sentire nel merito della questione.

Non possiamo assolvere o condannare Marguerettaz, abbiamo come Commissione speciale la responsabilità di modificare, o meglio, la grossa responsabilità di dare indicazioni utili per modificare quelle procedure che possono oggi permettere gli inquinamenti fra le amministrazioni pubbliche e le attività della mafia e della 'ndrangheta nello specifico in Valle d'Aosta. Il nostro atteggiamento quindi sarà quello, se ci sarà un voto, di astensione.

Presidente - Se nessun altro chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

In tempi più risalenti vicende edilizie di ben minore momento avevano portato amministratori, anche dell'Union Valdôtaine, a rassegnare le proprie dimissioni: ho un ricordo del Comune di Aosta di una ventina di anni fa, che vide un Assessore comunale - in seguito nostro collega in Consiglio regionale - rassegnare il proprio mandato per un semplice avviso di garanzia. I tempi però cambiano e le situazioni possono anche essere diverse, non abbiamo nessuna informazione in più di quelle che abbiamo acquisito per le vie ufficiali, presso l'Assessorato del territorio che ha fornito una documentazione da cui sono emerse le cose che ho detto. Non abbiamo conoscenza, ma non ce l'ha nemmeno la Regione, Assessore, delle successive sanatorie che sono state apportate: agli atti dell'Assessorato della sua collega Zublena non risulta niente di quello che lei ha detto, sarà sicuramente materia di dibattito in quegli altri palazzi che sono stati evocati, ma che noi vorremmo costantemente non fuori dalla vicenda, ma fuori dal nostro lavoro. Noi siamo delle istituzioni politiche che hanno il dovere di chiarezza.

Devo dire che avevo apprezzato l'esordio dell'Assessore ed è all'Assessore che ci siamo rivolti, non alla commissione; molti sono intervenuti in nome e nell'interesse della commissione, ma giustamente l'invito era ed è rivolto all'Assessore, nel suo interesse e non nell'interesse della commissione. Il suo interesse mi pare essere quello di chiarire, perché ci sarebbero degli aspetti sui quali potremmo andare a ricamare: i rapporti con la Saint-Bernard non sono i rapporti con l'Edilsud e noi non vogliamo allargare qui il campo. Vorremmo magari allargare la discussione in altre sedi, sapere se queste ditte hanno lavorato anche per i partiti politici a cui fanno riferimento esponenti della Giunta regionale, perché, se ci sono altre cose, è utile metterle sul tavolo nelle sedi competenti. Quali sono le sedi? I colleghi Salzone, Empereur, Lattanzi e Rigo si sono interrogati sulla funzione della commissione e noi non vogliamo stravolgere l'andamento della stessa, semplicemente ci è sembrato il luogo adatto, perché credo sia il luogo più sensibile e documentato in questo momento su determinate vicende, per andare a portare quella parola di chiarezza, questo è nel suo interesse, Assessore!

Lei mi dice di andare a far visita ad altri piani del palazzo di Piazza della Repubblica, o comunque di altre parti di quell'immobile; io non lo so questo e mi interessa relativamente. Le posso dire nel suo interesse che circolano costantemente attraverso il web, attraverso vari siti, continui riferimenti ad una cosa che le suggerisco di chiarire e per questo le abbiamo suggerito uno strumento. Abbiamo suggerito - non questo specifico, perché non esisteva ancora - anche al suo ex collega Lavoyer di giocare di anticipo, di parlare delle questioni che sono sul tappeto; riteniamo che questo sia l'approccio giusto per collocarsi nei confronti della comunità.

Ripeto: il suo atteggiamento personale non ci è dispiaciuto, anzi, e ci conforterà se lei domattina prenderà carta e penna e scriverà al suo collega Empereur - che credo con la sua consueta diligenza non mancherà della dovuta attenzione - di essere ricevuto e di fare in quella sede delle comunicazioni. Se così non sarà, vorrà dire che sarà stato fatto un elegante tour de piste, ma che la forte, muscolare, tonica coesione della maggioranza dice che questo è un argomento di cui non si deve parlare. Non si parla lì, ma non si dice neanche dove se ne deve parlare e se se ne deve parlare. Siccome viviamo tutti nel mondo, leggiamo i giornali la mattina, ormai due terzi dei giornali sono dati da rapporti non necessariamente con ambienti malavitosi, ma di vicinanza di esponenti politici con soggetti dell'economia, di coinvolgimento, di scelte troppo discrezionali compiute a favore di quella o di quell'altra azienda o impresa, vogliamo essere diversi, vogliamo dare questo genere di tranquillità alla nostra comunità, squarciando dei veli? Per noi sì. Non sarà accolto questo? Amen. Portiamo ancora una volta la croce di essere stati inquisitori, chissà cos'altro; noi preferiamo metterle qui sul tavolo, Assessore, piuttosto che sentire anche da esponenti della parte politica di maggioranza affermazioni ed insinuazioni nei luoghi sbagliati, che, secondo noi, devono essere corrette ed eliminate. Facciamo attenzione a tale tipo di percorsi, perché si continua a dare la sensazione di un atteggiamento fondamentalmente omertoso da parte di questo Consiglio, bisogna cercare di uscirne.

Noi le lasciamo la palla, chiediamo semplicemente al Consiglio di aderire a questa sollecitazione, che è accolta dall'Assessore Marguerettaz. Se anche non fosse accolta dai colleghi, Assessore, lei lo prenda come un nostro calorosissimo invito a non restare un passo indietro su tale vicenda. Se sarà effettuato questo approfondimento, noi saremo a discutere con lei di alcuni profili ancora delicati, potremo sviscerare nella sede competente dei dubbi e dirle stringendole la mano: "bravo, complimenti, ha fatto bene, ha fatto la cosa più utile nell'interesse di questa comunità e del suo buon nome". Questo in modo che siano anche eventualmente sgomberati gli orizzonti rispetto ad altri soggetti, che non devono essere ulteriormente coinvolti in vicende nelle quali forse non sono coinvolti. La prenda come una sollecitazione che va non nella direzione, qui abbiamo una lunga lista di aggettivi con i quali è stata qualificata, comunque noi la diamo con buona fede e con i migliori intenti. La risoluzione è mantenuta. Grazie.

Presidente - Pongo in votazione la risoluzione in oggetto:

Consiglieri presenti: 33

Votanti: 29

Favorevoli: 5

Contrari: 24

Astenuti: 4 (Donzel, Carmela Fontana, Marguerettaz, Rigo)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Con questa votazione, essendo stato espletato l'intero ordine del giorno, dichiaro conclusi i lavori dell'odierna adunanza del Consiglio regionale.

La seduta è tolta.

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L'adunanza termina alle ore 18,48.