Oggetto del Consiglio n. 2332 del 22 marzo 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2332/XIII - Reiezione di risoluzione: "Richiesta di un parere tecnico-legale in merito alla graduazione delle posizioni dirigenziali e alla ridefinizione della struttura organizzativa dell'Amministrazione regionale".
Risoluzione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste
Appreso dagli organi di stampa dell'approvazione in data 19 marzo 2012, delle deliberazioni della Giunta regionale inerenti alla graduazione delle posizioni dirigenziali e alla ridefinizione della struttura organizzativa dell'Amministrazione regionale;
Atteso che non vi è stata una concertazione condivisa da tutte le OO.SS.;
Al fine di comprendere se tale riorganizzazione sia compatibile, tenuto conto della crisi economica che sta attraversando anche la Valle d'Aosta, con i combinati disposti delle seguenti norme:
- art. 60 del T.U. vigente relativo alla dirigenza del Comparto unico della Regione Valle d'Aosta laddove quantifica le risorse disponibili per la definizione delle retribuzioni di posizione e imponendo di considerare incrementi e decrementi delle medesime;
- art. 9, commi 1 e 2 del D.L. 78/2010, nella parte in cui dispone che, fino al 31 dicembre 2013, i trattamenti economici complessivi spettanti ai titolari di incarichi dirigenziali non possano essere stabiliti in misura superiore a quella indicata nel contratto stipulato dal precedente titolare, ovvero, in caso di rinnovo dal medesimo titolare;
- art. 17, comma 3 della legge regionale n. 22 del 23 luglio 2010 che prevede la possibilità di variare le strutture organizzative dirigenziali, la loro autonomia e complessità, tenuto conto delle risorse finanziarie disponibili;
Ritenuto indispensabile verificare se il provvedimento si evidenzi legittimo alla luce delle disposizioni vigenti e nello specifico:
1) le "Disposizioni transitorie e finali" della legge regionale n. 22 del 23 luglio 2010 dispongono che nel momento in cui l'Amministrazione regionale ha provveduto alla "graduazione delle strutture organizzative dirigenziali" i nuovi incarichi dirigenziali debbano essere "conferiti in conformità alle disposizioni di cui alla presente legge". È necessario quindi essere messi a conoscenza del fatto che sia legittimo o meno che alcuni incarichi di secondo livello dirigenziale siano messi in pubblicità e altri no e tutti quelli di primo livello non lo siano. È importante fare chiarezza su questo aspetto che potrebbe comportare anche disparità di trattamento tra i lavoratori;
2) ai sensi dei principi contenuti nella legge regionale n. 22 del 23 luglio 2010 tutto il processo di riorganizzazione deve essere fondato, tra l'altro, su trasparenza e omogeneità, ma dall'applicazione dei criteri riorganizzativi non traspare l'omogeneità in parola (es. Assessorato Bilancio Finanze e Programmazione, Assessorato Istruzione e Cultura e Assessorato Ambiente e Territorio);
Invita
la Giunta regionale a chiedere la formulazione di un parere tecnico-legale sui quesiti sopra formulati e nelle more a sospendere il processo di riorganizzazione contenuto nei provvedimenti della Giunta regionale adottati il 19 marzo 2012.
F.to: Donzel - Rigo - Carmela Fontana
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Grazie Presidente.
Abbiamo appreso dagli organi di stampa dell'approvazione di alcune deliberazioni della Giunta regionale inerenti la graduazione delle posizioni dirigenziali e alla ridefinizione della struttura organizzativa dell'Amministrazione regionale, in particolare c'è stato un dettagliato servizio televisivo che ha rappresentato una determinata situazione. Adesso noi abbiamo dato una lettura che, mi permetto di dire, è un po' diversa, forse abbiamo sbagliato i calcoli, ma era corretto rappresentarla in questa sede e verificare con il Presidente se le nostre preoccupazioni sono eccessive, in quel caso verrà rigettata la risoluzione, oppure se ci sono delle ragioni valide rispetto alle nostre argomentazioni. Si è parlato molto di una riduzione del numero dei dirigenti da 131 a 115, noi però abbiamo valutato che i dirigenti regionali in essere siano solo 125, in quanto 6 dei 131 erano già vacanti, ossia 4 vacanti e 2 posti assenti. Sulla base di questa considerazione, la riduzione dei dirigenti non è più di 16 posti, ma di 10 e in più non è proprio così, perché bisogna dire che, rispetto all'organizzazione attuale, sono state aggiunte 4 strutture temporanee di progetto, il numero dei dirigenti in diminuzione sarebbe solo di 6, ma non è del tutto così. La riduzione dei dirigenti diretta a generare economie ai sensi delle finanziarie regionali deve essere stabile ed è necessario sopprimere le posizioni dirigenziali, non solo le strutture dirigenziali, ma, per sopprimere le posizioni dirigenziali, è necessario modificare la dotazione organica dell'ente, operazione fattibile solo con l'adozione di una legge regionale che modifichi la dotazione organica.
Dagli organi di stampa si è appreso di un risparmio che si aggira attorno ai 900.000 euro in conseguenza di questa riorganizzazione; tenendo invece conto dei calcoli che con molta umiltà abbiamo provato a fare noi, se la riduzione è di 6 dirigenti e si considera un costo medio di un dirigente di 60.000 euro di retribuzione annua, più il 30 percento di oneri a carico dell'ente, abbiamo 85.000 euro per 6, ossia un risparmio di 510.000 euro, che è comunque un risparmio, ma non sarebbe quello di 900.000 euro. A ciò va aggiunto che le norme nazionali sul contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica sono chiare anche rispetto all'assegnazione di incarichi dirigenziali a dirigenti esterni, quindi non di ruolo, e, dalle dichiarazioni apparse dagli organi di stampa, sembra che con la riorganizzazione si sarebbe intervenuti anche su tale ambito. Non si riesce a capire però il criterio generale che viene applicato, in particolare ci sono per noi - che magari non siamo pienamente a conoscenza di tutti i dettagli - alcune perplessità rispetto ai requisiti richiesti per l'accesso agli incarichi, dove emerge una profonda diversità fra i requisiti di un dipartimento o l'altro e non è impossibile evincere il criterio nell'individuazione dei requisiti stessi. Faccio un esempio per tutti: per l'Assessorato del bilancio, delle finanze e della programmazione non si richiede nelle otto strutture previste nessuna laurea, neppure per il Coordinatore, tranne che per un servizio di minore complessità, un 2B, per il quale si richiede non la laurea in economia e commercio, ma quella in giurisprudenza e potrei fare tanti altri esempi per i quali vale questo concetto.
Ora la questione non è laurea sì-laurea no, anche se dai banchi dell'opposizione abbiamo sollevato spesso questo problema in funzione di aprire ai giovani, ma è che la riorganizzazione dovrebbe essere un fatto trasparente e omogeneo, non creare disparità di trattamento e, a nostro avviso, non si riesce a capire qual è il criterio generale e trasversale, ossia quella idea che noi avremmo come criterio di equità che presiede a qualsiasi provvedimento. Per cui, a nostro avviso, alla luce anche di una serie di disposizioni vigenti che sarebbe opportuno verificare in merito...ma poi più che il dettaglio tecnico mi interessa il fatto che c'è stata una concitata e poi fallita concertazione con le parti, torno a dire che questo per noi è un elemento dirimente, abbiamo appena approvato una risoluzione in cui si dice: "facciamo partecipare, discutiamo, risolviamo insieme i problemi", poi, dalle informazioni che ho, c'è stata una concitata, convulsa trattativa con le parti che non si è conclusa. Mentre passavo davanti al Palazzo regionale ho visto entrare due sindacati su cinque alle riunioni di convocazione, può darsi che abbia visto male, può darsi che non conosca bene chi sono i rappresentanti sindacali della Valle d'Aosta...per cui, anche alla luce di queste problematiche, invitiamo la Giunta regionale "a chiedere la formulazione di un parere tecnico-legale sui quesiti - che formuliamo in risoluzione - e nelle more a sospendere il processo di riorganizzazione contenuto..." in questi provvedimenti, in attesa che tutte le parti siano chiamate a dire "sì" o "no" in modo esplicito...che si capisca perché dicono "no" e perché dicono "sì".
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale. Se non ci sono interventi, la dichiaro chiusa.
La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
Le riorganizzazioni al piccolo come al grande livello sono sempre difficili, la legge n. 22 che abbiamo approvato nel 2010 è una legge molto importante che ha visto un dibattito serio e impegnato in quest'aula e che prevedeva una serie di rimodulazioni dell'organizzazione a livello regionale. Mi rendo conto che, quando si riorganizza, si va a toccare delle posizioni e che è sicuramente difficile; noi abbiamo fatto questo coinvolgendo prima di tutto la parte tecnico-politica, la parte organizzativa, i dirigenti, abbiamo fatto riunioni con le parti interessate, abbiamo spiegato a tutti i dipartimenti di tutti gli assessorati perché si facevano certe variazioni, tenendo conto di indicazioni di base che prendevano in considerazione anche i posti vacanti. Il fatto che ci fossero i posti vacanti voleva dire che si potevano sostituire, noi li abbiamo tolti, vuol dire che essi non si possono più coprire, quindi i posti vacanti che non ci sono più vuol dire che sono esclusi. Il tutto ha portato ad una riorganizzazione complessiva delle strutture organizzative che prevedevano delle scadenze, tenuto conto che c'era la scadenza naturale nella maggior parte degli incarichi dirigenziali di 2° e 3° livello attualmente in regime di prorogatio.
L'oggetto di questa risoluzione è avere un parere tecnico-legale, che non capiamo in quali termini andrebbe ad inserirsi in un discorso chiuso. C'è stato un confronto serrato e lungo con la parte sindacale, che ha visto in questo, come in altri casi, alcuni accettare e altri invece non essere d'accordo su tale riformulazione, cosa che è già successa. Per quanto riguarda le posizioni qui previste e i chiarimenti, questi sono stati tutti dati. L'articolo 60 del Testo Unico delle disposizioni contrattuali di primo livello relative alla dirigenza del comparto unico è rispettato nella riorganizzazione approvata il 19 marzo. L'articolo 9, comma 1, del decreto legge n. 78 esclude espressamente il blocco del trattamento economico individuale in caso di conseguimento di funzioni diverse da quelle precedentemente svolte e con la riorganizzazione approvata per quanto riguarda i dirigenti di primo livello, ossia i coordinatori, non è previsto nessun incremento della retribuzione di posizione, visto che i predetti incarichi non sono rinnovati e che pertanto, posto che non sono neppure attribuite funzioni diverse, il trattamento economico individuale non può essere incrementato stante il blocco dell'articolo 9. Per quanto riguarda le altre strutture dirigenziali, si realizza una riorganizzazione complessiva con l'istituzione di nuove strutture dirigenziali, rientrando quindi nell'esclusione citata prevista dall'articolo 9; inoltre sono soppresse 12 strutture dirigenziali, con un evidente risparmio di spesa stimato in 800.000 euro. Alcuni incarichi di 2° livello non sono stati messi a pubblicità perché già conferiti ai sensi della legge n. 22 e non sono mutati nelle funzioni e nelle dipendenze funzionali; sono stati prorogati gli incarichi relativi all'Assessorato del territorio in vista della soppressione dell'Assessorato nella prossima legislatura. Gli incarichi di primo livello non sono stati messi a pubblicità in quanto, ai sensi dell'articolo 76 della legge n. 22, erano in essere alla data di entrata in vigore della legge, hanno durata quinquennale e cessano alla scadenza naturale degli incarichi che coincide con il termine della legislatura. Nella formulazione che abbiamo adottato tutte le procedure sono state coordinate e sono in regola, dunque respingiamo la risoluzione.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Ringrazio il Presidente per avere puntualizzato molti dei passaggi previsti nella risoluzione, però, per esempio, sul punto n. 2 finale: "ai sensi dei principi contenuti nella legge regionale n. 22 del 23 luglio 2010 tutto il processo di riorganizzazione deve essere fondato, tra l'altro, su trasparenza e omogeneità..." ci permettiamo di ribadire che è abbastanza curioso che, ad esempio, per l'Assessorato delle opere pubbliche, difesa del suolo ed edilizia residenziale siano richieste per tutti i servizi lauree tecniche, tranne che per l'edilizia residenziale dove non è richiesta nessuna laurea; per l'Assessorato della sanità, salute e politiche sociali nel dipartimento su 10 strutture è richiesta la laurea solo su 2, laurea in discipline economiche e una laurea in medicina veterinaria, laurea non richiesta neanche al Coordinatore, qui ho pensato che, avendo il tecnico, si può fare a meno della laurea.
Ripeto: molti aspetti ci creano delle perplessità, ci sarebbe piaciuto che una riorganizzazione di questo tipo si fosse conclusa con una riunione fra le parti sociali, in cui a noi che rappresentiamo la parte politica, non tecnica, fosse chiaro quali sono le posizioni, perché il sindacato tale dice: "sì va bene", perché il sindacato altro dice: "non va bene", in modo da consentirci questa valutazione. Ho avuto l'impressione che queste riunioni siano un po' saltate per aria, siccome non mi sembra che la Valle d'Aosta sia il luogo degli ostruzionismi, di tutti in piazza, di chi non vuol lasciare lavorare, mi lascia perplesso che su un passaggio così importante le cose non filino lisce, considerando filar liscio anche che qualcuno dica "no", ma le esprimo la mia perplessità rispetto a questo, quindi manteniamo il testo.
Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian, per dichiarazione di voto.
Chatrian (ALPE) - Solo per condividere le preoccupazioni del collega Donzel, quindi voteremo a favore di questa risoluzione, partendo dal principio che anche il Presidente Rollandin ha ricordato: che sicuramente riorganizzando è sempre difficile prevedere i futuri passi e poi, quando in maniera concreta si deve riorganizzare e modificare, non è sempre semplice, ma forse il concetto principale è la condivisione, penso sia la parte più ardua, perché, da un lato, c'è la scelta, dall'altro, ci deve essere una certa trasparenza, ma soprattutto una certa onestà intellettuale. La nostra preoccupazione permane e sosteniamo la risoluzione presentata dai colleghi del Partito Democratico.
Presidente - Pongo in votazione la risoluzione in oggetto:
Consiglieri presenti e votanti: 28
Favorevoli: 7
Contrari: 21
Il Consiglio non approva.
Presidente - Cari colleghi, essendo stato espletato l'intero ordine del giorno, dichiaro conclusi i lavori dell'odierna adunanza del Consiglio regionale.
La seduta è tolta.
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L'adunanza termina alle ore 13,00.
