Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2201 del 25 gennaio 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2201/XIII - Approvazione di risoluzione: "Costituzione di una Commissione consiliare speciale per l'esame del fenomeno delle infiltrazioni mafiose in Valle d'Aosta".

Risoluzione

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

Premesso che il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nelle Regione del nord Italia sta prendendo dimensioni allarmanti e richiede la massima attenzione da parte di cittadini e istituzioni;

Ritenuto quanto mai opportuno che sull'argomento anche le istituzioni valdostane tengano alto il livello di guardia, per contrastare ogni forma di infiltrazione della criminalità organizzata in Valle d'Aosta;

Ricordando l'impegno già assunto dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta a riconoscere la legalità e la sicurezza quali beni comuni fondamentali per garantire il benessere e lo sviluppo della comunità valdostana e le iniziative cui essa concorre ai sensi della legge regionale 29 marzo 2010, n. 11 (Politiche e iniziative regionali per la promozione della legalità e della sicurezza);

Ribadendo l'importanza che le amministrazioni pubbliche della Valle d'Aosta continuino ad operare nel pieno e puntuale rispetto delle vigenti disposizioni normative volte a garantire, anche nei procedimenti amministrativi, la legalità e a contrastare l'insorgenza dei fenomeni mafiosi, anche attraverso la piena applicazione di validi strumenti quali il protocollo di intesa sottoscritto l'11 maggio 2011 con la Direzione investigativa antimafia di Torino per la condivisione dei dati informativi concernenti il ciclo di esecuzione dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture;

Consapevole della necessità di operare con la massima urgenza, in sinergia con tutti i soggetti impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata, prima che il fenomeno possa presentarsi e radicare in Valle d'Aosta forme estorsive o di racket o fare presa nella regione mediante l'impiego in vari settori economici di capitali di origine mafiosa;

Ai sensi degli articoli 18, 20 e 21 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio regionale;

Delibera

1) di costituire ai sensi dell'articolo 21 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio regionale una Commissione consiliare speciale con l'incarico di:

- individuare i settori maggiormente esposti al rischio di penetrazione mafiosa in Valle d'Aosta;

- stabilire opportuni raccordi operativi con analoghi organismi già esistenti presso il Parlamento italiano, in altre regioni e nell'ambito di enti locali;

- studiare e proporre pratiche amministrative e interventi normativi che rafforzino significativamente il presidio nei confronti di tali fenomeni malavitosi;

2) di stabilire che la Commissione stessa riferisca al Consiglio in ordine all'andamento dei propri lavori entro il 30 giugno 2012, rimettendo al Presidente del Consiglio, entro il 31 ottobre 2012, una relazione conclusiva in cui saranno evidenziati gli esiti del proprio operato;

3) di stabilire che la Commissione sia composta da 7 consiglieri regionali, di cui 2 espressi dalla minoranza;

4) di assimilare la Commissione speciale alle Commissioni permanenti del Consiglio e di investirla del potere di compiere ogni attività utile al raggiungimento dei compiti affidati, avvalendosi del supporto delle strutture amministrative del Consiglio regionale e ricorrendo, se necessario, alla collaborazione di esperti nelle materie relative al mandato ricevuto, nominati dall'Ufficio di presidenza su proposta della Commissione stessa;

5) di provvedere alla nomina dei componenti della Commissione speciale e del suo Presidente nel corso della prima seduta utile del Consiglio Valle.

F.to: Bertin - Empereur - Carmela Fontana - Salzone - La Torre - Lattanzi

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

È una giornata particolarmente animata, speriamo di chiuderla almeno su un tema di grande rilevanza con un accento di concordia e di condivisione, come si è registrata per fortuna su un tema molto delicato che abbiamo ritenuto di portare all'attenzione del Consiglio attraverso la Conferenza dei Capigruppo nella giornata di ieri e che, per uno sforzo di buona volontà che si è subito manifestato da parte di tutti i colleghi del Consiglio in questo concordi, si è potuto dare vita ad una risoluzione che porta la firma di tutti i gruppi, in particolare per quanto riguarda il gruppo ALPE del collega Bertin, che su questa problematica si spende da tempo insieme ad altri Consiglieri con grande energia.

A nessuno è sfuggito che nel corso degli ultimi mesi si siano accentuati in tutto il nord Italia dei fenomeni particolarmente inquietanti che hanno portato al conio di termini assolutamente inusuali, quali "cupola lombarda", "metastasi in Piemonte", "attività a sfondo criminale", che hanno visto un preoccupante intreccio di criminalità, mondo imprenditoriale e anche politica. È di poche ore fa un'ulteriore iniziativa dell'Autorità giudiziaria che ha portato all'arresto di 30 persone fra Piemonte, Toscana e Calabria. Sono segnali ripetuti che in questa Regione non hanno avuto fortunatamente la stessa incidenza, ma abbiamo registrato segnali inquietanti sui quali questo Consiglio è tornato ripetutamente: vicende di presunte estorsioni, questioni legate a particolare esposizione all'incendio di mezzi utilizzati da imprese edili; sono elementi che non entrano in un'ossessione paranoica da parte di qualcuno, ma entrano in un allarme sociale e politico che ha visto, grazie all'iniziativa della Presidenza della Regione, momenti di approfondimento presso il Salone regionale, che ha avuto questo Consiglio come interprete attento ed impegnato attraverso l'approvazione, nel 2010, della legge sulle politiche e iniziative regionali per la promozione della legalità e della sicurezza.

L'idea di "tenere alto il livello di guardia", secondo un'espressione che ha utilizzato qualche mese fa il Questore di Aosta, ci trova convintamente partecipi per il contrasto di qualsiasi forma di criminalità organizzata, tanto più là dove questa abbia tendenza a radicarsi ed a provocare guasti, in qualche caso irreparabili, su strutture economiche e su momenti fondamentali della nostra vita, anche produttiva ed imprenditoriale. In questa situazione, in un momento nel quale sono particolarmente attive associazioni, mi riferisco fra le altre a Libera, significativamente operante in questo campo da circa due anni, associazioni sindacali soprattutto all'interno delle forze di polizia, molti cittadini attenti alla necessità della prevenzione rispetto al radicamento in Valle di forme estorsive, di forme organizzate di racket che possono purtroppo prendere piede. In questa situazione, e facendo nostra la valutazione che è stata fatta dal Governo regionale, stamani, sulla necessità di non generalizzare giudizi, ma di intervenire con assoluta fermezza, vogliamo tutti insieme dare vita ad uno strumento che è distinto da quelli esterni a cui abbiamo dato corso per azioni di sensibilizzazione, di diffusione di una cultura della legalità.

Rispetto alla sollecitazione che è stata rivolta ieri ai Capigruppo ed al Consiglio regionale, abbiamo ritenuto concordemente di dare vita ad una commissione speciale, non ad una commissione d'inchiesta, non vogliamo che si distorca il senso preciso di questa azione (non è uno strumento di indagine giudiziaria, ci sono compiti e strutture distinte che vanno rispettati in queste vicende), ma dare vita ad uno strumento di analisi, di approfondimento da parte di questo Consiglio, affinché si possano individuare rapidamente i settori più esposti al rischio di penetrazione mafiosa in Valle (riprendo il contenuto del deliberato che portiamo all'attenzione e che ci auguriamo trovi il consenso unanime del Consiglio, di poter stabilire dei raccordi operativi esterni anche con analoghi organismi). Opera a livello parlamentare da tempo ed ha un ruolo significativo una commissione antimafia, ma non è di troppo ricordare che, poche ore fa, il Comune di Milano ha dato vita ad un organismo simile per iniziativa del Sindaco Pisapia, dimostrando come ci sia preoccupazione prospettica anche rispetto a grandi investimenti futuri come quelli legati all'Expo 2015.

Noi riteniamo che questo sia uno snodo operativo che il nostro Consiglio si dà, per non limitare a discussioni generali, utili, ma che potrebbero diventare oziose se non avessero uno sbocco concreto, e soprattutto di pervenire rapidamente ad individuare delle pratiche amministrative, degli interventi normativi che diano concretezza al presidio nei confronti dei fenomeni malavitosi che abbiamo indicato. Lo strumento è molto semplice, i colleghi ne sono già perfettamente edotti: una commissione speciale che possa riferire intanto prima della pausa estiva, in un primo momento di approfondimento, a questo Consiglio, attraverso una prima relazione, ed una relazione conclusiva dei lavori per l'autunno di quest'anno. I colleghi vorranno forse precisarlo, ma credo doveroso sottolineare come ci sia stata condivisione sul fatto che non si debba andare ad avere un orizzonte troppo lungo rispetto a questa azione, che lo vada a confondere con momenti spesso concitati di chiusura della legislatura. Questo è uno strumento serio di lavoro che il Consiglio vuole darsi e mettere al servizio della comunità valdostana, degli enti locali della Valle d'Aosta, che vorremmo sensibilizzati e coinvolti in questa azione, e naturalmente della Regione, di tutti i suoi apparati amministrativi di diverso livello. Ecco, poteri seri, poteri concreti attribuiti a questa commissione speciale, investita di ogni attività utile al raggiungimento dei compiti che le sono affidati e possibilità di avvalersi, come è normale nell'operato delle commissioni speciali che vengono attivate; questa è la prima che prende vita nel corso di questa legislatura, non è uno strumento di cui si sia finora abusato, quindi riteniamo vitale che prenda corpo questa azione, e ricorrendo anche, se del caso, alla collaborazione di esperti esterni per la realizzazione del suo lavoro.

Concludo questa breve illustrazione che dovrebbe dare il senso di uno strumento che non è di vetrina, ma che è di concreta operatività, nel dire che materialmente la commissione prenderà vita, se approvata questa risoluzione, nel corso del prossimo Consiglio regionale, il tempo necessario per dare una composizione adeguata, come prevede il testo, rispettosa degli equilibri politici e dei rapporti di forza all'interno di questo Consiglio, ma individuando le risorse di tipo personale competenziale più utili di questa Assemblea, per un lavoro che riteniamo non solo necessario, bensì particolarmente urgente. Grazie.

Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.

La parola al Consigliere Salzone.

Salzone (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente.

Brevissimamente, anche noi, vogliamo sottolineare intanto l'importanza del tema. Un tema che purtroppo balza alle cronache giornaliere del nostro sistema politico-amministrativo, quindi è evidente che, anche dopo le ultime notizie, anche noi, ci si debba preoccupare per i rischi che può correre la nostra Regione, cosa che avviene - come peraltro è stato sottolineato - già in altre Regioni d'Italia. Intanto il fatto che si è trovata unanimità di intenti, questo mi rafforza nell'auspicio, come abbiamo detto in un incontro prima di iniziare il Consiglio, che questa commissione abbia veramente lo scopo di trovare degli strumenti di analisi che ci consentano, come amministrazioni pubbliche, di trovare sistemi che ci possano garantire maggiormente relativamente a questi problemi.

Ho ascoltato con molta attenzione l'intervento del collega Louvin - anche se vedo che il primo firmatario è il collega Bertin, che credo farà parte della commissione - e sottolineo l'aspetto moderato ed anche puntuale del suo intervento, perché una delle nostre preoccupazioni è che su questo tema si possa divagare; credo che non convenga a nessuno, non sarebbe giusto, il problema è talmente delicato che le questioni politiche ritengo debbano rimanere fuori dal contesto della politica in sé.

È fondamentale che questa commissione operi, come operano tutte le altre commissioni, come commissione speciale e non come commissione d'inchiesta, per non confondere neanche i nostri ruoli, perché il solo pensiero di fare una commissione d'inchiesta avrebbe confuso anche i nostri ruoli. Credo che sia indispensabile acquisire tutte le suggestioni possibili, soprattutto da parte degli organismi dello Stato, per addivenire a strumenti capaci di arginare l'invasione di soggetti legati alla criminalità organizzata. L'auspicio è che si possa lavorare in un termine che abbiamo previsto (mi pare di ricordare per fine ottobre); la commissione avrà tutte le possibilità di prendersi lo spazio per giungere alla conclusione dei lavori potendo dare delle risposte che sono attese, ma anche strumenti o suggestioni che ci consentano di essere utili a tutte le amministrazioni pubbliche in generale.

Presidente - la parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (PdL) - Grazie Presidente.

Il nostro gruppo aderisce convintamente a questa iniziativa, lo fa perché lo ritiene opportuno, lo fa perché non possiamo guardare da un'altra parte quando le cose accadono, lo fa perché è convinto che, sebbene nella nostra Regione viga un sistema di controlli molto rigido...fra l'altro, noi, in questi giorni, stiamo parlando per la sburocratizzazione, la semplificazione normativa, e devo dire che oggettivamente, guardando al meandro delle leggi e delle procedure dei processi che regolano il sistema di relazione fra l'Amministrazione regionale ed il mondo economico, diventa difficile perfino immaginare quale possa essere l'infiltrazione nella pubblica amministrazione, visto il dedalo di norme e di processi amministrativi e burocratici che vigono in questa Regione...però noi non possiamo non prendere atto della preoccupazione che condividiamo.

Noi abbiamo due aspettative forti su questa iniziativa: la prima, ci aspettiamo che questa commissione, studiando, possa proporre pratiche amministrative ed interventi normativi utili, concreti, che non si traduca in una commissione che fa un lavoro consultivo per non produrre poi nulla, che possa invece essere una commissione operativa e che produca dei risultati. E ci aspettiamo che lo faccia - e siamo contenti che il Consiglio abbia condiviso questo aspetto - in tempi e modi certi; il 30 giugno ci aspettiamo di vedere una relazione da questa commissione, ci aspettiamo di vedere uno stato di avanzamento lavori e ci aspettiamo, alla fine del percorso (il 31 ottobre), di condividere delle soluzioni o delle analisi che possano tranquillizzare il nostro sistema e, là dove si potessero individuare eventuali falle, porre dei correttivi.

Dobbiamo stare con l'attenzione molto alta, non possiamo immaginare che il nostro territorio - come dice anche il Presidente della Regione - possa essere esente da interessi e da attenzioni considerata la nostra struttura economica e sociale, quindi credo che sia cosa buona e giusta che questo Consiglio si assuma con responsabilità l'onere di procedere alla valutazione del nostro processo normativo, di quelli che possono essere gli eventuali - se ci sono - "talloni di Achille"; ecco perché abbiamo aspettative importanti. Con il nostro membro in questa commissione faremo la nostra parte e ci aspettiamo di ottenere da questa commissione risultati concreti, a salvaguardia della comunità valdostana.

Presidente - La parola al Consigliere La Torre.

La Torre (FA) - Grazie Presidente.

Condivido gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto e sostengo anch'io la costituzione di questa commissione speciale. Ritengo che non si è mai al sicuro dal rischio delle infiltrazioni criminose, quindi occorre non abbassare la guardia. È un problema del Paese e tutto il Paese si sta mobilitando in questo senso, per affrontare in modo concreto questa attività criminosa, che sul territorio italiano purtroppo ci troviamo a verificare giornalmente.

La Valle d'Aosta fa bene a costituire una commissione speciale, perché ha la possibilità, avendo un territorio piccolo, di controllarlo, di essere gestore attento del proprio territorio, quindi di affinare attraverso un lavoro della commissione gli strumenti necessari per continuare a garantire un'impermeabilità del nostro territorio a questo tipo di attività. Quindi ritengo che la tempistica sia anche importante, perché dà la sensazione di volontà di affrontare le problematiche. Oggi, costituendo la commissione e dandoci anche un lasso determinato di tempo, credo che possiamo svolgere un lavoro utile per la nostra comunità in questo senso. Pertanto siamo anche noi assolutamente convinti e d'accordo sulla costituzione della commissione.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Anche il Partito Democratico aderisce convintamente a questa risoluzione. Ringraziamo le forze politiche che l'hanno promossa e dell'attenzione che la maggioranza ha per un problema come questo. Penso sia un risultato politico importante quello che porta un intero Consiglio regionale a votare all'unanimità un documento come questo. Abbiamo visto che in altre realtà - come nel caso milanese di ieri - divisioni, antichi rancori fra forze politiche fanno sì che questi strumenti nascano con il voto esclusivo della maggioranza, dove poi si mescolano gli show dei movimenti a cinque stelle che non partecipano al voto, eccetera. Si tratta, su elementi così delicati, di fare fronte comune. Mi sembra che il deliberato preveda degli impegni precisi da parte della commissione; i commissari hanno una pista tracciata ed un lavoro ben preciso da svolgere, ed avranno tutto il supporto esterno anche da parte della nostra forza politica che si metterà a disposizione, al di là di chi avrà l'onore e l'onere di far parte della commissione, per sostenere convintamente la sua attività.

Voto convinto e favorevole del Partito Democratico, quindi, a questa risoluzione, ribadendo l'importanza di un percorso unitario del Consiglio regionale che, almeno su certi elementi di gravità assoluta come questo, riesce a trovare la ragionevolezza per fare fronte comune. Grazie.

Presidente - Se non ci sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Gli interventi dei colleghi hanno già specificato le ragioni di questa scelta: commissione speciale e non commissione d'inchiesta. Credo che questa correzione sia stata importante e ringrazio i proponenti, che hanno aderito a questa scelta saggia di andare verso una commissione che - come è stato detto - non può essere d'inchiesta, ma deve essere una commissione speciale, in quanto non rientra nelle normali commissioni e deve svolgere un lavoro.

Sul lavoro da svolgere sicuramente importante vorrei che venisse ricordato il ruolo che questo Consiglio ha già svolto in sede di discussione della legge n. 21, riguardante politiche ed iniziative regionali per la promozione della legalità e della sicurezza. In quell'ambito abbiamo deciso una serie di azioni molto importanti che vorrei ricordare, un Consiglio specifico che coinvolge una serie di enti per analizzare tutto quello che si può mettere in atto per ridurre - perché credo sia difficile annullare - i rischi di infiltrazioni malavitose a tutti i livelli. Voglio sottolinearlo, perché oltre ad aver dato attuazione a questa legge, abbiamo anche previsto una serie di azioni che abbiamo già messo in atto - ricordavo gli accordi con la direzione antimafia, la trasmissione di tutti i documenti - e che devono permetterci di sottolineare come non è immaginabile ipotizzare che, se facciamo grandi opere, questo è uguale a grandi rischi, quindi non mettiamo in piedi le grandi opere. Dobbiamo invece fare un distinguo: le grandi opere sono necessarie, devono essere svolte con regole trasparenti e con tutte le precauzioni tali da evitare le degenerazioni del sistema. Questo è un chiarimento necessario, per evitare che si confonda un metodo di lavoro con la sostanza del lavoro, altrimenti rischiamo di invertire l'ordine con cui ne stiamo discutendo. Sotto questo profilo alcuni hanno anche sottolineato come questa materia da altre parti abbia fatto discutere, ma ha fatto discutere anche perché di questi strumenti c'era una superfetazione, cioè c'era chi voleva dotarsi personalmente di alcuni strumenti - quindi la commissione no, è meglio mettere solo il Sindaco, nel caso di Milano, che fa le sue ricerche -, mentre la discussione che si è svolta qui è stata più seria e condivisa nel suo sistema.

Nelle proposte che mi auguro verranno fatte dovrebbero trovare spunto quelle strumentazioni ulteriori, perché nella legge abbiamo già indicato una serie di proposte, che vadano ad arricchire il panorama possibile di metodi e precauzioni in modo che le infiltrazioni possano essere escluse. Questo è l'auspicio che ci facciamo, ed è la ragione per cui insieme votiamo questa risoluzione, che mi auguro possa dare una svolta importante per la sicurezza della nostra Regione sotto il profilo dell'etica e del modo di lavorare che tutti auspichiamo sia la prassi normale nella nostra Regione.

Presidente - Pongo in votazione la risoluzione in oggetto:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 34

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Essendo stato espletato l'intero ordine del giorno, dichiaro conclusi i lavori dell'odierna adunanza del Consiglio regionale.

La seduta è tolta.

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L'adunanza termina alle ore 19,53.