Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2199 del 25 gennaio 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2199/XIII - Approvazione di risoluzione: "Esenzione dall'imposta sugli immobili (IMU) sui fabbricati utilizzati per attività agricole".

Risoluzione

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

Preso atto del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (decreto "Salva Italia") che, all'articolo 13, prevede l'introduzione di una nuova imposta sugli immobili (IMU) applicabile non solo alle abitazioni agricole ma anche agli immobili utilizzati per lo svolgimento delle attività agricole, con ripercussioni negative su un settore delicato, dove ulteriori aggravi fiscali potrebbero penalizzare eccessivamente le piccole aziende agricole montane;

Richiamate le preoccupazioni espresse dalle associazioni di categoria in merito alle conseguenze dell'introduzione dell'IMU;

Richiamata la problematica sollevata in sede di Commissione Politiche Agricole e discussa in data mercoledì 18 gennaio 2012, relativa all'applicazione della nuova imposta municipale, che pone l'accento sul rischi di aggravamento delle criticità dell'attuale congiuntura economica per il settore agricolo, e preso atto della conseguente richiesta al Ministro di porre particolare interesse alla problematica, al fine del riesame della stessa;

Vista la comunicazione del dott. Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, in data 23 gennaio 2012, che invita le Commissioni Politiche Agricole e Affari finanziari ad approfondire la questione in essere al fine di valutare, nella prossima conferenza del 2 febbraio 2012, quali iniziative assumere in merito nei confronti del Governo;

Atteso che l'attività svolta dalle nostre imprese agricole è essenziale e irrinunciabile per il contributo alla difesa del territorio e dell'ambiente e per il mantenimento delle peculiarità paesaggistiche della Valle d'Aosta;

Conferma

l'impegno della Regione Autonoma Valle d'Aosta nella tutela a nella salvaguardia del settore agricolo e nel sostegno agli agricoltori;

Invita

Il Presidente della Regione, l'Assessore all'Agricoltura e i Parlamentari della Valle d'Aosta, ciascuno nelle sedi di competenza:

- a perseguire, nelle sedi opportune, l'obiettivo di correggere il provvedimento del Governo onde evitare una eccessiva penalizzazione delle aziende agricole già duramente provate dalle difficoltà della congiuntura esistente;

- ad adoperarsi al fine di escludere l'applicazione dell'IMU agli annessi produttivi dei fabbricati rurali utilizzati per lo svolgimento dell'attività agricola, con particolare riferimento alle strutture d'alpeggio peraltro utilizzate per brevi periodi;

- a promuovere, insieme alle organizzazioni professionali e in collaborazione con l'Agenzia del territorio, un'attività diretta alla correzione delle situazioni di accatastamento delle strutture rurali entro il 30 novembre 2012 secondo quanto è previsto dal decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201.

F.to: La Torre - Empereur - Lattanzi - Carmela Fontana - Salzone

Presidente - La parola al Consigliere Empereur.

Empereur (UV) - Grazie Presidente.

Per l'illustrazione sintetica di un documento che consideriamo importante. Conosciamo tutti da quasi due mesi il cosiddetto "decreto salva-Italia", che nell'ambito delle sue imposizioni prevede anche l'introduzione di una nuova imposta, l'IMU, imposta non applicabile solo alle abitazioni, nella fattispecie non applicabile solo alle abitazioni agricole, ma anche a tutti quegli immobili che sono utilizzati per lo svolgimento delle attività agricole, e quindi anche le stalle, i fienili, le rimesse, i magazzini, le cantine e gli alpeggi. E questo con una ripercussione fortemente negativa su un settore che consideriamo delicato, dove ulteriori aggravi dal punto di vista fiscale potrebbero penalizzare eccessivamente in particolare le nostre piccole aziende di montagna.

È una risoluzione che fa proprie le preoccupazioni già espresse dalle associazioni di categoria, che richiama come la problematica sia stata già sollevata in sede di Commissione politiche agricole in una recente riunione, che fa riferimento anche ad una comunicazione del Presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome, che invita le Commissioni politiche agricole e affari finanziari ad approfondire la questione, per valutare quali iniziative si possono assumere in merito nei confronti del Governo.

Naturalmente nella risoluzione si sottolinea una volta di più l'essenzialità delle imprese agricole nel territorio valdostano che contribuiscono alla difesa del territorio, ma anche dell'ambiente ed al mantenimento della peculiarità paesaggistica della Regione. Per questa ragione come Capigruppo di maggioranza, con la condivisione del Capogruppo del Partito Democratico, abbiamo proposto al Consiglio questa risoluzione, che conferma l'impegno della Regione nella tutela e nella salvaguardia del settore agricolo e nel sostegno degli agricoltori, ed invita per le relative competenze il Presidente della Regione, l'Assessore all'agricoltura ed i Parlamentari della Valle d'Aosta a proseguire nelle opportune sedi l'obiettivo di correggere questo provvedimento del Governo, onde evitare un'eccessiva penalizzazione delle aziende agricole già duramente provate dalla congiuntura esistente; ad adoperarsi al fine di escludere l'applicazione dell'IMU agli annessi produttivi dei fabbricati rurali utilizzati per lo svolgimento dell'attività agricola e, per quanto ci concerne, in particolare per le strutture d'alpeggio che sono peraltro utilizzate in brevi periodi dell'anno; a promuovere, insieme alle organizzazioni professionali e con la collaborazione dell'Agenzia del territorio, un'attività diretta alla correzione delle situazioni di accatastamento delle strutture rurali.

Auspichiamo naturalmente una condivisione dell'intero Consiglio e ringrazio i Capigruppo di maggioranza ed il Capogruppo del PD che hanno voluto sottoscrivere questa risoluzione.

Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

Siamo l'unico gruppo del Consiglio a non aver sottoscritto questa risoluzione, che cortesemente i colleghi della maggioranza ci hanno sottoposto prima di depositarla alla Presidenza del Consiglio. Non lo abbiamo fatto nell'attesa di una risposta che auspicavamo di ben altro tenore sull'interpellanza che abbiamo discusso non più tardi di due ore fa.

Sulla questione specifica dell'imposta IMU sui fabbricati utilizzati per le attività agricole abbiamo lamentato, neanche troppo velatamente, una pesante inerzia da parte del Governo regionale; lo abbiamo chiarito in modo trasparente: abbiamo la sensazione che si sia atteso troppo e che non si siano utilizzati o non si vogliano utilizzare degli strumenti che sono disponibili. Sappiamo che la questione viene da lontano e questa risoluzione ha il limite obiettivo, collega Empereur, di arrivare troppo tardi e di isolare anche la questione dell'IMU sui fabbricati per attività agricole da un complesso più vasto.

I colleghi sanno che in commissione si è discusso pochi giorni fa dell'impatto non solo del decreto salva-Italia, ma anche del successivo decreto sulle liberalizzazioni delle attività economiche della nostra Regione; proprio l'autorevole collega della maggioranza ha chiesto che questo lavoro venga avviato in seno alla commissione, ma non abbiamo ancora avuto alcun riscontro a questa sollecitazione. Avremmo visto molto bene una proposta della maggioranza e della commissione per una presa di posizione generale sulla questione, e non solo una risoluzione che, se sembra dare sostegno all'azione che sta conducendo l'Assessorato su questo terreno, in realtà finisce per coprire anche vistose lacune e vistose inadempienze.

Siamo dell'avviso che su una questione come questa ci debba essere ben altra energia e ben altro impegno. Non abbiamo nulla da eccepire nella formulazione della risoluzione, che troviamo corretta, ma gravemente carente, e le poche ore che abbiamo a disposizione in un Consiglio molto impegnativo in cui abbiamo tante questioni non permettono al nostro gruppo di fare un lavoro completo di ricognizione e di intervento. Avremmo auspicato che se ne fosse parlato anticipatamente, si fosse giunti ad una risoluzione che forse avremmo anche potuto completare se, come abbiamo fatto nella questione della costituzione della commissione di cui parleremo fra poco, ci fosse stato quel minimo di tempo necessario per un'elaborazione.

Nello specifico dell'IMU, crediamo che non si possa isolare la sola questione agricola dal complesso dell'impatto che ha questa imposta sulla piccola proprietà immobiliare in particolare, che sarebbe necessario sollevare non pochi aspetti di questo versante, e anche forse mettere in evidenza il ruolo ingrato che andiamo a svolgere come Regione e come enti locali in questa vicenda. La Regione è impegnata, per legge, ad un riversamento allo Stato dei maggiori proventi di questa imposta, ed i Comuni si trovano di fatto chiusi nel ruolo di gabellieri in conto terzi, con una imposta che porta il timbro di municipale, ma che porterà per una buona parte linfa soprattutto al riassestamento delle finanze statali.

Allora questo è un discorso più ampio, che andava affrontato nella sua complessità per avere una posizione energica, che crediamo debba avere la nostra Regione e, con essa, anche le altre Regioni sul piano della trattativa che ci sarà sull'applicazione di questa imposta, e anche nelle prossime settimane sul decreto delle liberalizzazioni. Quindi non ci sono vene polemiche sul contenuto della risoluzione, ma ci teniamo a che siano distinte le posizioni quando su una questione, in particolare come quella dell'imposizione fiscale sulle attività agricole, non riteniamo che la nostra Regione sia del tutto esente da responsabilità.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, noi ringraziamo sentitamente i colleghi di maggioranza che ci hanno fatto parte di questa risoluzione, perché riteniamo - come per altre materie - che alcuni provvedimenti, che sono stati presi sotto la pressione di un'assoluta esigenza di salvare l'Italia dal baratro, possano e, anzi, necessitino di essere modificati. Così come non è un segreto per tutti che stiamo lavorando ad una modifica sulla questione delle pensioni per quanto attiene i lavoratori precoci, così su altre questioni non escludiamo la possibilità di correzioni.

Per quanto attiene alla risoluzione, ci permettiamo di far rilevare che uno dei problemi che rimane forte, lo conosceranno meglio di me parlamentari come l'Onorevole Caveri che si è occupato di questo tema anche a livello europeo, è il non riconoscimento specifico di una legge sulla montagna. Questo fa un po' mettere in un discorso unico tutto il mondo dell'agricoltura con enormi distinzioni fra quelle che sono le importanti aziende produttive della Pianura Padana con le piccole realtà dei territori di montagna, delle Alpi o dell'Appennino. Sicuramente c'è un passaggio importante in questa risoluzione, con la quale si invitano il Presidente della Regione e l'Assessore all'agricoltura...ecco perché mi permetto di puntualizzare...in cui si dice: "con particolare riferimento alle strutture d'alpeggio"...non chiedo di modificare la risoluzione, ma faccio notare, visto che sarete voi a condurre questa trattativa, che per esempio le strutture dei mayen sono ancora meno utilizzate, cioè hanno una situazione dal punto di vista dell'utilizzo temporaneo ancora minore, in alcuni casi, rispetto alle strutture dell'alpeggio. Dipende dalle situazioni ma, in alcuni casi, se in alpeggio si sta 100 giorni, ci sono dei mayen in cui non si sta neanche un mese fra la primavera e l'autunno! Quindi si tratta di strutture che sono indispensabili per permettere la monticazione nel nostro territorio, ma che avrebbero dei costi non rapportati alla ricaduta della tassazione.

Rispetto alla difficoltà che vive il settore, è importante che ci siano delle voci che si muovano per far emergere queste difficoltà che sono importanti; non va però dimenticato che l'IMU è una di quelle imposte che è stata utilizzata in un certo modo dal Governo Monti, ma fa parte dell'assetto legislativo del federalismo fiscale. Insomma, le cose fatte a metà poi finiscono per fare quel percorso che oggi abbiamo sotto i nostri occhi!

Una cosa importante all'interno di questa trattativa sarebbe quella di vedere di scorporare le aliquote delle altre proprietà, intendendosi seconde case, con le aliquote dei fabbricati rurali - non conosco tecnicamente il funzionamento di questa norma - in modo che il Comune possa graduare in modo diverso l'eventuale seconda casa e, incorrendo malauguratamente nell'obbligo di applicare un'aliquota, possa applicare la più bassa possibile per la proprietà e la struttura agricola.

Siamo quindi dell'avviso di sostenere volentieri questo impegno che affidiamo al Presidente della Regione, all'Assessore all'agricoltura ed ai nostri Parlamentari.

Presidente - Se non vi sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.

Isabellon (UV) - Grazie Presidente.

L'illustrazione della risoluzione è stata ampiamente svolta dal collega Empereur; credo che dal punto di vista del contenuto non ci sia molto da aggiungere, solo due riflessioni, una legata all'intervento del collega Louvin. Mi dispiace che non ci sia stata una condivisione completa di tutto il Consiglio su un tema così delicato, perché non è palestra dove esercitare la sindrome dei primi della classe, qui! Il problema importante è quello di distinguere fra la problematica degli accatastamenti, che è un discorso datato con tutti i suoi problemi, a cui avevo risposto in sede di interpellanza, ed il lavoro attuale in corso sull'IMU. Sull'IMU non ci sono dei ritardi, perché il primo momento di confronto a livello di Assessori nella Commissione politiche agricole è datato 18 gennaio e, fra l'altro, l'IMU è ancora in corso di elaborazione con una serie di osservazioni, quindi noi ci inseriamo, con questa risoluzione, a rafforzare un'azione che si sta facendo. Non a caso, domani avremo un incontro con la Commissione politiche agricole alle 11 ed un incontro con il ministro, dove affronteremo anche questo argomento sulla base di una richiesta che proviene del Presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome, Errani, che il 23 gennaio invita le Commissioni politiche agricole e affari finanziari ad approfondire la questione, al fine di valutare nella prossima conferenza, il 2 febbraio 2012, le iniziative da assumere...quindi credo che siamo nei tempi.

Credo che l'importanza di questi momenti sia riconosciuta dalle ricadute che ci possono essere, ci riferiamo in questo caso al settore agricolo, questo è l'oggetto della risoluzione, pur essendo l'IMU un discorso molto più ampio. Pertanto questo mandato rafforza un'azione che è in corso.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Nell'esaminare questa risoluzione anche in precedenza, credo si sia voluto inserire un tema di interesse, ma che merita una precisazione: le competenze catastali. Stamani si è detto che la Regione non ha fatto nulla per dare corpo alla norma di attuazione approvata nel 2007 e che non ha dato effetti. Ricordo al collega che su questo tema stiamo da anni chiedendo l'applicazione della norma, perché non c'è mai stata la parte che prevede l'accordo con il ministero, né per il passaggio del personale, né per l'attuazione della norma stessa, perché con lettera del ministero e con lettera del Presidente del Consiglio, adesso, con il nuovo Governo, abbiamo rinnovato la richiesta di rendere attuabile una norma di attuazione che - come ho detto - ha questi risvolti, e che ad oggi non c'è ancora, perché i rappresentanti dei ministeri non sono d'accordo. Questa è la risposta data oggi per cui non si arriva ad una conclusione. Come non si arriva a capire perché su altre norme di attuazione non si va avanti, e questo è quello che ha fermato tutto. È vero che abbiamo competenza amministrativa, ma è altresì vero che le funzioni amministrative in materia di catasto terreni e di catasto edilizio sono esercitate dalla Regione. La legge regionale provvede all'allocazione delle funzioni fra gli enti locali - cosa fatta, la legge - mentre quello che non è stato fatto è l'applicazione dell'articolo 2, dove le funzioni amministrative di cui all'articolo 1 concernono (quello a cui non abbiamo potuto dare esecuzione) la conservazione, l'utilizzazione e l'aggiornamento degli atti del catasto terreni e del catasto edilizio, nonché - credo che se lo ricorderà il collega - anche su iniziativa dell'amministrazione finanziaria attuale, o comunque, d'intesa con quest'ultima (quindi se non c'è l'intesa non si fa nulla), la revisione degli estimi e della classificazione, ferma l'applicazione della disciplina generale della materia, nel caso di mancato raggiungimento dell'intesa. Ora, sugli estimi catastali credo che il messaggio sia chiaro, è evidente che abbiamo l'interesse di iniziare questo lavoro che a tutt'oggi non è partito, non per colpa nostra, ma perché non ci sono state le ragioni per attivare la norma di attuazione, e questo credo che abbia un suo significato specifico.

Va detto altresì in modo chiaro...e non posso che condividere quello che il collega ha detto sul ruolo che oggi hanno gli enti locali a proposito dell'IMU, non solo gli enti locali, ma anche la Regione, per certe funzioni legate a quello che venne sfornato con i decreti a raffica...non ultimo, è interessante leggere come all'interno del decreto recante "Disposizioni urgenti per la concorrenza e lo sviluppo delle infrastrutture", ci troviamo ad avere un comma in cui si prevede - con situazioni assurde - che, tenuto conto che non c'è più l'addizionale elettrica, si ha un sovraccosto per le Regioni a statuto speciale di 235.000.000 di euro! In più la Regione deve accollarsi con proprie risorse altri milioni che deve mettere da parte per l'Erario, oltre alle dizioni che penso il collega abbia visto per tutti i sovraccosti...è riservato all'Erario. Anche sull'IMU e sulla tassa che devono pagare i Comuni, la Regione deve avere un conto specifico, perché garantisce per i Comuni il pagamento dei 7.000.000 di euro che gli stessi devono riversare allo Stato...sempre sulla questione dell'IMU.

Quindi se andiamo a vedere quello che sta succedendo...la ragione per cui cerchiamo di avere una punto fermo è per sapere cosa dire ai Comuni e come impostare, noi, certe regole, perché vi garantisco che è la preoccupazione principale non solo delle Regioni a statuto speciale, ma anche delle altre, di capire quale sarà la funzione del residuo del federalismo. Se è questo, credo che il discorso sia trasversalmente abbastanza tagliato, nel senso che è solo più quello di fare l'esattore per quanto riguarda la possibilità per lo Stato di attivare tutti i meccanismi possibili di cui si fanno garanti le Regioni e gli enti locali sul presunto...si fanno garanti gli enti locali del rientro!

Non so se è chiara la situazione a cui devono far riferimento sia i Comuni che le Regioni, quindi condivido la preoccupazione, ma non è facendo una riunione in più - a cui siamo sempre disponibili - che si chiarisce, perché bisognerebbe avere le idee chiare da parte di chi detta certe regole. E quando siamo andati a trattare alcune di queste regole, come quella dell'addizionale, ci hanno detto candidamente: "è un errore, però non sappiamo come correggerlo". L'IPT è un errore...siccome avevano lasciato libero l'IPT per alcune Regioni, hanno aumentato per tutti l'IPT, anche per noi che l'avevamo più bassa; adesso siamo costretti ad aumentarla, non potendo fare come il Trentino che, il giorno dopo, avendo competenza primaria, ha fatto una legge per ridurla! Voi capite che in questo bailamme diventa difficile discutere seriamente di alcuni temi, come sarebbe nell'auspicio di noi tutti. E tornando al discorso agricolo, l'auspicio che noi facciamo è che questa proposta che è stata fatta...adesso, sui tempi, diciamo che la vostra proposta della risoluzione che verrà discussa dopo, non è che ci è stata data da una settimana, abbiamo letto sul giornale che avevate fatto una proposta, non è che ci avete coinvolti, adesso non facciamo i...

(interruzione del Consigliere Louvin, fuori microfono)

...sì, per carità, presentata ai Capigruppo, ma a noi l'hanno data stamattina, quindi non è che questi siano tempi biblici su certi temi! Sul discorso dell'IMU, che stiamo trattando, non è che si può dire: non ce lo avete dato una settimana fa per cui noi non possiamo condividerla...sono temi talmente chiari e logici che sono solo un invito a chi... Per quanto ci riguarda, ci facciamo carico...domani vado a Roma per cercare di capire cosa succede, perché se tutte le volte cambiano le carte, ma non le carte nel senso annunciato, le carte nel senso completamente diverso da quello annunciato, non ci troviamo più e non sappiamo più di cosa discutere!

Evidentemente questo ordine del giorno ha il senso - che è già stato ricordato da chi mi ha preceduto - di rafforzare una posizione che andiamo a sostenere, in funzione di un settore già difficile, già in crisi, con delle obiettive problematiche legate al futuro della PAC, che si trova oggi, per ragioni di cassa dello Stato, a dover racimolare lo zero dieci, lo zero virgola...che, moltiplicato per determinate superfici, può creare delle oggettive difficoltà di applicazione. In un certo senso non c'è quella capacità di rendersi conto che la montagna, come qualcuno ha ricordato, dovrebbe avere una politica un po' diversa: questo è quello che cercheremo di far capire. Ho voluto quindi sottolineare questi aspetti perché non è che non siamo attenti.

Ringraziamo chi ha saputo cogliere il senso di questa proposta, che è quella di rendersi conto dell'urgenza e dell'esigenza di cambiare ritmo su questi temi, perché non è così, con questo "ramassare per ramassare", che si riesce a risolvere i problemi dello Stato; quindi questo noi lo contestiamo e vorremmo che questa politica cambiasse.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin, per dichiarazione di voto.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

Ritengo doveroso che il nostro gruppo puntualizzi la sua posizione, anche sulla base delle osservazioni che ha fatto il Presidente - e non in termini tignosi - sulle date, sulle ore, eccetera, ma abbiamo presentato dodici giorni fa l'interpellanza, molto precisa, su una questione esattamente coincidente con questa vostra risoluzione, avvertendo drammaticamente il problema che era sul tavolo.

Crediamo che, al di là del fatto di farsi preparare il fogliettino per una risposta in Consiglio regionale, esistano dei sani rapporti di collaborazione all'interno di una regione o di un Consiglio, anche al di là degli steccati delle forze politiche, per cui se si chiede e se si vuole avere condivisione di una posizione politica da sostenere, non è vietato né dal Codice penale, né da altri strumenti che la maggioranza, o soprattutto gli esponenti di governo, facciano quel normale passo verso le commissioni, verso le forze politiche, verso i singoli Consiglieri che sollevano delle questioni. Non si è ritenuto di farlo? Mon Dieu, non è la fine del mondo! Però non si può chiedere di fare gli opliti, non si può chiedere di schierarsi a testuggine a difendere delle posizioni su cui non si è nemmeno discusso, perché su questa questione - e ne abbiamo avuto la prova qualche ora fa - non c'è stato il percorso di lavoro, di serietà, di preparazione che questa Regione doveva avere, se crede veramente nella difesa della montagna!

Ci sono le difficoltà che abbiamo nel momento dei confronti di un Governo che è in una situazione di emergenza; noi abbiamo, su questo, piena consonanza di vedute con le altre forze politiche di questo Consiglio che su questa singola questione si esprimono diversamente da noi. Ma su questa vicenda in particolare, rispetto alla vicenda che lei ha voluto richiamare dell'attuazione del trasferimento di competenze in materia catastale, non possiamo dimenticare che ci sono stati tre anni di Governo Berlusconi, nei quali lei ci dice adesso che c'erano delle difficoltà di trovare un'intesa con i singoli apparati ministeriali...noi lo apprendiamo adesso da lei che ci sono questi blocchi, non ne abbiamo avuto conoscenza!

Noi abbiamo preso delle informazioni; abbiamo avuto la percezione, l'informazione che, invece, questo Governo regionale ha molto allentato l'azione di attuazione di questa normativa applicativa, ne abbiamo avuto una percezione diversa. Poi siamo d'accordo con lei sul fatto che le Regioni in questo momento siano utilizzate come gabellieri per prelevare le imposte e rendersi garanti nei confronti di Roma. Lo sappiamo, è una situazione particolarmente inconfortevole, sappiamo anche che è importante che si raggiunga un'intesa a livello regionale su questi temi e che si faccia azione comune. Ma quello che vogliamo separare nettamente in questo momento è la nostra posizione dall'inerzia che c'è stata rispetto al mondo agricolo e che c'è tuttora! Questo è solo uno dei versanti, ne abbiamo già visti altri, ne vediamo costantemente, credo che ogni seduta abbiamo modo di intrattenerci su queste questioni, è un vero momento di debolezza.

Per cui se lei vuole avere il sostegno su queste iniziative, si discute, si mettono in evidenza tutti gli aspetti della questione, e non si fa soltanto l'appello all'onore della bandiera quando c'è bisogno di un sostegno, che poi casualmente viene contrabbandato come se ci fosse assoluta condivisione di una politica in un settore che sta soffrendo particolarmente delle inerzie regionali. Questo è il motivo per il quale noi non esprimiamo un voto contrario, esprimiamo un'astensione, che vuol dire semplicemente: la presa di distanza da questa situazione.

Presidente - Pongo in votazione la risoluzione in oggetto:

Consiglieri presenti: 34

Votanti e favorevoli: 29

Astenuti: 5 (Bertin, Giuseppe Cerise, Chatrian, Louvin, Patrizia Morelli)

Il Consiglio approva.