Oggetto del Consiglio n. 2188 del 25 gennaio 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2188/XIII - Interpellanza: "Proroga dell'incarico di Direttore generale dell'Azienda USL della Valle d'Aosta".
Interpellanza
Vista la DGR 3106/2011 concernente la proroga dell'incarico di direttore generale dell'Azienda USL della Valle d'Aosta;
Richiamate le DGR 3015/2011, 933/2011 e 2006/2010 relative all'approvazione della valutazione dei risultati di gestione ottenuti dal direttore generale dell'Azienda USL della Valle d'Aosta rispettivamente per gli anni 2010, 2009 e 2008;
Considerato che la DGR 3105/2011 misura il raggiungimento degli obiettivi per l'anno 2010 pari al 57,27 percento evidenziando, da parte dell'Assessore competente, il brillante "conseguimento di un avanzo di amministrazione pari a euro 127.024" (lo 0,043612783 del bilancio consuntivo del 2010);
Considerato che la DGR 933/2011 dà conto della valutazione dei risultati di gestione dell'anno 2009 nella misura del 65,20 percento ma, non considerando "l'aiutino" proposto dall'Assessore competente, l'effettivo risultato raggiunto sarebbe stato pari al 61,70 percento;
Considerato che la DGR 2006/2010 misura la valutazione dei risultati conseguiti nell'anno 2008 nella misura del 78 percento ma, non considerando le proposte avanzate dall'Assessore competente, in deroga ai criteri stabiliti dalla stessa Giunta regionale, l'effettivo risultato raggiunto sarebbe stato invece pari al 70,31 percento;
Preso atto che la valutazione effettiva dei risultati di gestione conseguita dal direttore generale, nei tre anni considerati, risulta in continua e forte discesa (70,32 percento, 61,70 percento, 57,27 percento);
Visto che la DGR 3106/2011 motiva la proroga all'incarico dell'attuale direttore generale semplicemente con il fatto che "le valutazioni, effettuate nell'ambito del rinnovo triennale del contratto di lavoro, hanno avuto entrambe esito positivo rispetto agli obiettivi fissati annualmente dalla Regione";
tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
la Giunta regionale per conoscere:
1) quali sono state le considerazioni fatte in merito ad una curva valutativa in continua e forte flessione delle gestioni di un direttore generale dell'Azienda USL con una ormai lunga e ampia esperienza maturata in quell'incarico;
2) se intende mettere in atto specifici indicatori per seguire con più tempismo e attenzione mirata l'attività del direttore generale dell'Azienda che, nell'anno 2010, ha ottenuto un risultato certamente non brillante e lusinghiero conseguendo una scarsa sufficienza.
F.to: Rigo
Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.
Rigo (PD) - Grazie Presidente.
Come ben sapete, le funzioni del Direttore generale nell'ambito dell'Azienda USL sono particolarmente importanti e delicate. Forse per modestia, nel sito dell'Azienda USL della Valle d'Aosta, non vengono ben delineati i provvedimenti di competenza, ma il Direttore generale è l'unico organo di gestione e amministrazione dell'Azienda sanitaria. Nell'articolo 3 del decreto legislativo n. 502/1992 è contenuta la summa dei poteri e pertanto degli atti tipici del Direttore generale come organo di governo dell'Azienda sanitaria. La norma opera una triplice distinzione: atti apicali (adozione dell'atto aziendale, nomina dei responsabili delle strutture operative, nomina dei revisori); atti di gestione di rappresentanza dell'azienda; atti di verifica e di controllo della corretta ed economica gestione delle risorse attribuite ed introitate, nonché dell'imparzialità e buon andamento dell'azione amministrativa, mediante valutazioni comparative dei costi, dei rendimenti e dei risultati. Insomma il Direttore generale ha il compito di controllare l'efficacia e l'appropriatezza dell'attività socio-sanitaria erogata sul territorio valdostano e di raggiungere, quindi, gli obiettivi assegnati annualmente dalla Regione.
Sappiamo bene che il Direttore generale è nominato dalla Giunta regionale, così come spetta all'Esecutivo la valutazione dell'attività e il raggiungimento degli obiettivi definiti nel quadro della programmazione regionale. Con la deliberazione n. 3106/2011 infatti la Giunta regionale, nel prorogare per il periodo gennaio 2012-dicembre 2013 l'incarico di Direttore generale, ha evidenziato che - cito - "le valutazioni, effettuate nell'ambito del rinnovo triennale della durata del contratto di lavoro, hanno avuto entrambe esito positivo rispetto agli obiettivi fissati dalla Regione". Non possiamo che prendere atto della decisione del Governo regionale, ma la lettura degli atti amministrativi degli ultimi tre anni, atti che illustrano i risultati di gestione ottenuti dal Direttore generale, ci hanno portato a fare alcune considerazioni che poi abbiamo tradotto nelle domande poste nell'interpellanza. Quali sono queste considerazioni? La prima, inevitabile, è quella del riscontro di una continua e decisa flessione delle percentuali valutative, abbiamo scritto nelle premesse: 70,32 percento, 61,70 percento e 57,27 percento. Cosa vogliono dire queste percentuali? L'articolo 7 della legge regionale n. 5/2000 chiarisce molto bene come sono definiti, di anno in anno, gli obiettivi e gli indicatori utilizzati per le valutazioni dell'attività svolta e dei risultati di gestione ottenuti dal Direttore generale. Questi criteri valutativi sono quindi decisi preventivamente e non in via unilaterale da parte della Giunta regionale, ma attraverso l'accordo di programma relativo al piano attuativo locale. Piano che è l'atto di programmazione annuale con il quale l'Azienda USL della Valle d'Aosta persegue gli indirizzi e gli obiettivi definiti nel piano socio-sanitario regionale, o piano della salute e del benessere sociale, approvato dal Consiglio, per gli anni 2011-2013. Gli obiettivi quindi sono individuati dall'Azienda USL e condivisi dalla Regione.
La prima cosa che ci ha colpito nel leggere la deliberazione della Giunta n. 2006/2010, relativa alla valutazione degli obiettivi per il 2008, è l'iter lungo e, sembra di capire, complicato, con il quale hanno dovuto cimentarsi gli uffici regionali preposti al controllo. Mesi e mesi perché è stato necessario chiedere all'Azienda chiarimenti e documenti non celermente prodotti. Come è possibile che quell'iter un po' zoppicante, ma ben evidenziato nell'atto, sia stato necessario a fronte di un Direttore generale da tempo insediato e con una prassi ampiamente consolidata? Il risultato alla fine raggiunto dal Direttore generale è stato poi corretto su proposta dell'Assessore competente, "condividendo - cito - le motivazioni esposte dal Direttore generale - quindi dico io: non le valutazioni degli uffici preposti al controllo - ...in deroga ai criteri stabiliti con deliberazione della Giunta n. 1129 in data 23 aprile 2008, di aumentare la percentuale riferita all'esito totale della valutazione in quanto l'Azienda, pur non realizzando tutte le azioni previste dalla suddetta deliberazione, ha comunque raggiunto l'importante risultato gestionale attraverso il conseguimento di un avanzo di amministrazione nell'anno 2008 pari a 950.000 euro". Ma attenzione queste valutazioni non vanno ad intaccare il trattamento economico del Direttore generale di oltre 136.000 euro, ma la quota pari al 20 percento del trattamento stesso e corrisposto in relazione al raggiungimento dei risultati. In sostanza, per il 2008 la valutazione è stata, con "l'aiutino" proposto dall'Assessore, del 78, anziché del 70,32 percento, della quota massima, appunto il 20 percento, e quindi il 15,60 del trattamento economico annuo, anziché il 14,06. Anche il risultato raggiunto riferito al 2009 è stato corretto aumentandolo, grazie sempre alla proposta dell'Assessore competente di escludere dalla valutazione un obiettivo generale non raggiunto. La valutazione relativa al 2010 è stata quella più scarsina. Questa volta l'Assessore non ha voluto o non ha potuto "aiutare" il Direttore generale, che si è attestato su una performance pari al 57,27. Se fossimo a scuola, uno penserebbe che l'alunna non ha riportato la sufficienza piena. L'Assessore però, quasi a giustificare il non brillante risultato, evidenzia che - cito - "il Direttore generale ha condotto una gestione che non solo ha consentito l'erogazione puntuale dei livelli essenziali di assistenza individuati dalla Regione a tutti i cittadini valdostani, ma ha altresì messo in atto il potenziamento di alcuni settori che hanno aumentato l'offerta sanitaria evitando la mobilità ai residenti in altre regioni, garantendo comunque l'importante risultato gestionale attraverso il conseguimento di un avanzo di amministrazione pari a 127.029 euro". Abbiamo messo in premessa anche quali erano le percentuali riferite al consuntivo di quell'anno. Questa valutazione poi è stata espressa il 23 dicembre 2011 in un periodo in cui i rapporti con i sindacati non erano certo positivi. Una gestione dell'Azienda USL da mesi oggetto di scontri, culminati proprio in quei giorni con una lettera del Direttore inviata ai sindacati in cui scrive: "non ritenendo che sussistano le condizioni per un sereno confronto fra le parti"...comunica che l'incontro sul bilancio 2012 è stato annullato.
Tutto ciò detto, vengo alle domande. Prima: quali sono state le considerazioni fatte dalla Giunta regionale nel verificare, nei tre anni considerati, che la curva valutativa dell'operato del Direttore generale è in forte flessione? Sicuramente lo avrete approfondito, cercando di capire cosa può essere successo, individuando i motivi che hanno prodotto quest'ultimo risultato insoddisfacente. Noi crediamo sia interesse di tutto il Consiglio conoscere i risultati delle vostre valutazioni. Seconda: avete pensato di introdurre alcune novità per una più puntuale verifica del lavoro assegnato al Direttore generale? In questo senso vorremmo sapere se è stato previsto un maggior scambio di informazioni fra Regione e Azienda USL, se è stato definito un più continuo rapporto fra le diverse strutture competenti per materie dell'Assessorato con la Direzione strategica. La nostra interpellanza intende approfondire il lavoro svolto da uno dei dirigenti apicali o, meglio, dal dirigente con la più alta responsabilità nel settore sanitario, in una regione dove la politica, da sempre, vuole assicurare ai cittadini servizi efficienti e di qualità. La nostra premura è quella di lavorare per la comunità valdostana, nell'interesse dei cittadini non certo per mettere in piazza una persona, ma per la consapevolezza che più una Direzione generale è efficiente, capace, innovativa e più vengono soddisfatte tutte quelle indicazioni contenute nel Piano della salute e del benessere sociale approvato dal Consiglio, obiettivi capaci, come ha detto l'Assessore, di rispondere meglio e con più efficacia al benessere dei valdostani.
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Grazie Presidente.
Nel premettere che il DPCM 31/5/2001 n. 319 (Modificazioni ed integrazioni al DPCM 19/7/1995 n. 502 concernente il trattamento economico del Direttore generale, amministrativo e sanitario delle aziende sanitarie), prevede che la valutazione del Direttore generale avvenga sui risultati di gestione ottenuti e sulla realizzazione degli obiettivi di salute e funzionamento dei servizi, assegnati annualmente dalla Regione, pare legittimo da parte dell'Assessore tenere in giusta considerazione, per una corretta valutazione, anche l'attività gestionale espletata dal Direttore stesso, che deponga per un aumento della valutazione oggettiva correlata solo ai singoli obiettivi. Devo dire che questo "aiutino", come ha detto Rigo, c'è sempre stato in tutti i dieci anni, "aiutino" che tiene in considerazione, per quanto riguarda i nostri due anni, il raggiungimento di determinati obiettivi. Appare quindi del tutto normale che in questi anni l'organo politico abbia considerato nella sua valutazione complessiva sia risultati puntuali conseguiti dal Direttore, sia l'andamento della gestione facendo riferimento ai dati di attività, in particolare l'avvio di nuovi servizi, e di spesa, tenendo conto degli avanzi di amministrazione che dimostrano un'oculata gestione economica da parte della Direzione.
Occorre inoltre puntualizzare che in questi ultimi due anni, data la grave situazione economica del Paese con riflessi anche sulla nostra Regione, la gestione dell'Azienda USL è stata molto più complessa, in quanto ha richiesto una serie di interventi di contenimento della spesa, dovuti anche ad una minore disponibilità finanziaria complessiva della Regione, che ha determinato un'assegnazione finanziaria più contenuta per la sanità valdostana, ma che, grazie all'ormai lunga e ampia esperienza maturata dal Direttore, ha comunque permesso di mantenere pressoché inalterati i livelli essenziali di assistenza garantiti.
Per quanto riguarda quest'anno, anche nel 2011 si è deciso di determinare degli obiettivi e, oltre agli indicatori generali e al peso complessivo, vengono individuate con l'accordo di programma le singole azioni e il peso correlato, la cui somma determina il peso complessivo dell'obiettivo; questo facilita la Direzione aziendale nel percorso di raggiungimento dell'obiettivo nei tempi previsti e la Regione nel monitoraggio e nella valutazione delle azioni. Ricordo come anche negli ultimi due anni abbiamo fatto una modifica importante per quanto riguarda gli obiettivi, prima ce n'erano circa una trentina spalmati in tutte le aree della sanità, quindi vi erano diversi sottobiettivi da raggiungere, quest'anno abbiamo deciso di mettere sette obiettivi ben precisi, che vanno nell'ottica delle indicazioni generali sul contenimento della spesa, sul fatto di avere incardinato e portato avanti dei nuovi servizi. Anche quest'anno ci sarà un'attenta valutazione in un periodo sicuramente di maggior rigore di valutazione e questo giustifica il fatto che nell'ultimo anno non ci sia stato tale incremento voluto in Giunta. Queste sono le indicazioni che, come ho detto prima, sarò disponibile ad illustrare in V Commissione appena si creerà l'occasione. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.
Rigo (PD) - Grazie Presidente.
Gli anni scorsi non abbiamo valutato necessario e opportuno presentare una specifica iniziativa in Consiglio regionale, anche se avevamo letto le deliberazioni della Giunta sugli "aiutini", come li abbiamo chiamati l'Assessore ed io. Sono legittime le valutazioni fatte dall'Assessore, sono valutazioni che la Giunta regionale - che ha la diretta competenza in questo - deve fare, valutando in maniera generale l'efficacia, l'efficienza e i risultati conseguiti dal Direttore generale. Lo abbiamo fatto questa volta non per "l'aiutino", ma perché siamo preoccupati della curva valutativa in calo; non mi si può dire che non è vero. In questi anni abbiamo analizzato e abbiamo visto tale flessione non lieve, quindi ci sembrava opportuno questa volta intervenire in Consiglio e chiedere all'Assessore le valutazioni, che sicuramente sono state fatte all'interno della Giunta, ma che l'Assessore oggi non ci ha manifestato se non presentando una difesa d'ufficio, dovuta, del suo operato e dell'operato del Direttore generale. Lo abbiamo fatto anche per una considerazione più generale: come saprà, le Regioni del Piemonte e della Lombardia, proprio in questi giorni, stanno deliberando provvedimenti per quanto riguarda l'ospedalizzazione. La persona che uscirà dall'ospedale si troverà con due documenti: oltre alla lettera di dimissioni, anche il costo, a cura del servizio sanitario, per le prestazioni effettuate nei suoi confronti. È una scelta che non mancherà di accendere un dibattito interessante, è sicuramente un'idea che va nella logica che i cittadini possono essere invitati a partecipare in prima persona non solo alla conoscenza di quanto costa la sanità pubblica, ma anche ad una riflessione più generale sulla spesa sanitaria e quindi sulla necessità tutti assieme di un contenimento dei costi. In questo modo anche i cittadini potranno avere voce in capitolo e maggiormente esprimersi sulle scelte di politica sanitaria. Questo accade già in molti Paesi dell'occidente, mi sembra una direzione di trasparenza ed efficienza, come noi abbiamo cercato di richiedere in questo Consiglio. Se nel futuro prossimo daremo al paziente, con la cartella clinica, anche la spesa conseguente mi sembra che i cittadini abbiamo diritto di valutare l'operato di chi l'Esecutivo mette alla testa di una struttura fondamentale per il benessere dei cittadini. Credo che l'aspetto di valutazione degli effetti e delle capacità di questi grandi manager di seguire con efficienza la pubblica amministrazione sia un discorso e un confronto che deve aprirsi, la trasparenza non può essere unidirezionale, ma deve essere a tutto campo.
