Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2189 del 25 gennaio 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2189/XIII - Interpellanza: "Agevolazioni per le operazioni di accatastamento dei fabbricati rurali ancora censiti al catasto terreni".

Interpellanza

Alcune norme del recente decreto 'Salva Italia' comportano un rilevantissimo impatto sul settore agricolo;

Non solo gli immobili rurali fino ad oggi esenti dovranno pagare l'Imposta Municipale Unica, ma gli stessi fabbricati fino ad ora censiti al catasto dei terreni, dovranno essere accatastati al catasto edilizio urbano entro il 30 novembre 2012;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore all'Agricoltura per sapere:

1) quanti sono gli immobili che si presume dovranno essere accatastati in conseguenza della suddetta riforma;

2) a quanto si stima ammonti l'onere per ogni operazione di accatastamento;

3) se è intenzione dell'Amministrazione operare nel senso di agevolare organizzativamente o finanziariamente le operazioni di accatastamento.

F.to: Louvin

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

Abbiamo di fronte a noi un problema particolarmente spinoso, che riguarda migliaia di valdostani, oltre che centinaia di migliaia di persone, piccoli proprietari, operatori del mondo agricolo, che sono...come tutti, d'altra parte, ma direi in modo particolarmente preoccupante in questo momento...al centro degli interessi del Governo nel raccogliere tutte le sostanze necessarie per far fronte alla crisi economica.

È stata molto avvertita in queste ultime settimane la preoccupazione, in particolare nel mondo agricolo, per quanto riguarda l'impatto che ha il cosiddetto decreto "salva-Italia", per quanto riguarda sia le operazioni di accatastamento che l'applicazione dell'imposta municipale sugli immobili, un'imposizione che credo avrà più di un effetto. In primo luogo quello di accelerare obblighi di accatastamento di fabbricati, che verranno a tutti gli effetti rapidamente ad entrare nel mirino del fisco, e poi anche nell'applicazione quantitativa e qualitativa di questa imposta, che in un territorio come il nostro viene ad essere molto significativa.

Apprezziamo il fatto che i terreni in ambito montano siano stati esentati dall'applicazione di questa imposta, ma non lo sono i fabbricati, e su questi credo si siano aperti momenti di discussione molto significativi, di cui abbiamo avuto anche eco dalla stampa in queste ultime settimane.

Noi non ci limitiamo ad esternare preoccupazione, ma le chiediamo, Assessore, di darci conto dell'entità del problema che crediamo sia particolarmente significativo. Ci interessa poter mettere a fuoco, nei limiti in cui credo sia possibile farlo da parte dei suoi servizi nel fornirci un dato quantitativo che riguarda il patrimonio immobiliare, che dovrà essere rapidamente accatastato entro la fine del 2012 e, a quanto si stima, possa ammontare l'onere che si dovranno trovare a sobbarcarsi i proprietari. I proprietari non sono stati parte sentita e coinvolta nelle fasi di elaborazione e di discussione del decreto e se ne sono anche pesantemente lamentati, ma credo che siamo in questa fase, nel momento in cui si entrerà in applicazione di queste norme, molto interessati a non lasciare che le cose vadano per conto loro, senza cercare di accompagnarle adeguatamente.

Ci preoccupa in particolare di sapere di quali strumenti vorrà servirsi l'Amministrazione regionale di fronte a questa problematica, tenendo anche presente che non siamo su un terreno sul quale solo lo Stato ha delle competenze, ma sono competenze che abbiamo rivendicato e portato a casa nel 2007 con una norma di attuazione in materia di catasto, di cui però questo Consiglio non ha ancora avuto alcun ritorno, e che pure ci dà degli strumenti per intervenire; degli strumenti che crediamo sarebbero particolarmente utili e significativi in questo momento, per quanto riguarda appunto la definizione delle nuove regole di accatastamento ed eventualmente anche la definizione di opportuni adeguamenti nella revisione degli estimi e del classamento. Queste sono competenze che sono ormai passate alla Regione, seppure di intesa con l'Amministrazione dello Stato, sono leve che dobbiamo poter tenere; siamo certi che il Governo avrà opportunamente attivato le sue leve per quanto riguarda i rapporti con l'Agenzia del territorio ed avrà anche coinvolto, attraverso i propri rappresentanti, il Comitato direttivo dell'Agenzia del territorio nell'individuazione di queste modalità. Siamo delegati anche a stabilire, per quanto riguarda i tributi speciali catastali e la loro riscossione, sia le tipologie che gli importi dei tributi, queste sono norme che abbiamo iscritto in una norma di attuazione e, per quanto eccezionale il momento, crediamo sia da difendere non solo un interesse economico, ma anche una modalità di principio che ci deve vedere assolutamente partecipi. Sono queste le motivazioni per le quali abbiamo chiesto al Governo di renderci edotti su quanto sta accadendo, abbiamo avuto eco di riunioni che si sono svolte sia a Roma che presso l'Assessorato dell'agricoltura e vogliamo sperare che ce ne sia dato conto, che si sappia in che modo si intende procedere, e quali assicurazioni possiamo dare che la piccola proprietà montana non venga particolarmente penalizzata in questo momento. Questa è la sostanza della questione che abbiamo posto all'attenzione del Governo e che poniamo indirettamente all'attenzione di tutto il Consiglio, perché ci sia da parte nostra un coinvolgimento.

Abbiamo appreso che ci sono iniziative di altro genere che sopravverranno forse nel corso di questa seduta da parte di altri colleghi, ma intanto, da alcune settimane, è sul tavolo questa nostra interpellanza e confidiamo che l'Assessore ci dia tutte le informazioni necessarie per poter capire cosa sta succedendo, senza aspettare di dover leggere sui giornali le risultanze di questa vicenda. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.

Isabellon (UV) - Grazie Presidente.

Innanzitutto credo che sia condivisibile quanto affermato in premessa dell'illustrazione di quella che è una situazione in essere sul nostro territorio, in particolare per quanto riguarda quelle strutture che storicamente dovevano essere funzionali all'attività agricola, e che sono ben presenti ancora in particolare nei villaggi, che hanno però una patologia di base di difficile risoluzione nel momento in cui si affrontano anche i problemi legati all'accatastamento. In particolare sono quelli legati alla frammentazione della proprietà che, se storicamente si verificava per i terreni, si è verificato a volte anche all'interno delle strutture, e questo non gioca a favore, né del loro recupero, né delle procedure di regolarizzazione dal punto di vista catastale. Inoltre, sicuramente negli anni si è assistito ad una serie di proroghe per quel che riguarda i termini per gli accatastamenti, proroghe che hanno, sì, permesso di procrastinare il problema di regolarizzazione, ma hanno portato ad avere ancora una situazione - soprattutto per gli stabili di cui parlavo prima - ancora largamente insoddisfacente riguardo al corretto accatastamento, a volte. Qui subentrano, per quel che è del nostro settore, le necessità di verifiche anche dal punto di vista sia oggettivo che soggettivo, perché per gli accatastamenti al rurale sappiamo che è sufficiente che una struttura abbia requisiti di ruralità o li abbia avuti, ma deve coincidere anche con le caratteristiche del soggetto che ne fa richiesta. Comunque, noi, da qualche tempo, cerchiamo di affrontare questa problematica (poi vi dirò in che modo); evidentemente adesso il discorso diventa spinoso proprio perché quest'azione che ha delle scadenze abbastanza ravvicinate è anche propedeutica all'applicazione dell'IMU, che è ancora in fase di elaborazione e non è ancora in fase definitiva. Anche di questo avremo modo di parlare più avanti, durante il Consiglio.

Venendo ai punti indicati nell'interpellanza: "quanti sono gli immobili che si presume dovranno essere accatastati in conseguenza della suddetta riforma", rispetto a questo punto il dato non è facilmente determinabile e non è un dato, salvo parzialmente, in possesso dell'Assessorato. Gli uffici hanno a disposizione i dati aziendali caricati nell'anagrafe delle aziende agricole, istituite ai sensi della legge regionale n. 17/2003, che non comprendono tuttavia le informazioni relative al corretto accatastamento degli immobili, perché qui c'è una situazione che non è facilmente identificabile, quindi non abbiamo dei numeri precisi in merito.

"A quanto si stima ammonti l'onere per ogni operazione di accatastamento": qui, da informazioni rese in funzione delle risposte che dovevo dare e da un'indagine svolta presso i liberi professionisti che operano nel settore, il costo indicativo per l'accatastamento di un fabbricato rurale si aggira intorno ai 900 euro, nel caso in cui il fabbricato in essere non sia neanche mappato - succede anche questo! - e a tale somma è necessario aggiungere gli oneri per l'individuazione dei punti fiduciari necessari alla messa in mappa dell'immobile, pari a circa 1.000 euro.

"Se è intenzione dell'Amministrazione operare nel senso di agevolare organizzativamente o finanziariamente le operazioni di accatastamento": qui la questione dell'assoggettabilità all'ICI ed all'accatastamento dei fabbricati rurali è da tempo all'attenzione dell'Assessorato, soprattutto alla luce delle sentenze della Sezione tributaria della Cassazione, che hanno confermato la decisività della classificazione catastale a D10 e A6 quale elemento determinante per escludere o per affermare l'assoggettabilità del fabbricato alla vecchia ICI (stiamo parlando di ICI). Un primo incontro tecnico è avvenuto in data 20 settembre 2011, alla presenza delle organizzazioni professionali e, su loro sollecitazioni, dei rappresentanti del CELVA, dell'Agenzia delle entrate e del territorio, per valutare la scadenza prevista dal decreto legge n. 70/2011 (il decreto sviluppo), che fissava per la fine di settembre 2011 il termine ultimo entro il quale i proprietari di fabbricati rurali potevano procedere all'accatastamento dei fabbricati rurali nelle categorie A6 e D10. Ricordo che, soprattutto per gli ultimi accatastamenti, nel tempo l'Agenzia del territorio aveva individuato, anche come modalità di accatastamento per quel che riguarda gli alloggi di conduzione, in particolare, a volte, anche i dormitori di alpeggio nella categoria A3, con tutte le conseguenze del caso per le ricadute nel momento in cui anche le amministrazioni locali avessero dovuto andare a procedere nella determinazione dei tributi e non solo riguardanti l'ICI, evidentemente. Un secondo incontro tecnico ristretto ai soli rappresentanti delle comunità locali è avvenuto, su loro richiesta, in data 17 gennaio 2012, per valutare le implicazioni del decreto legge n. 201/2011 (salva-Italia) e della futura applicazione dell'IMU. Un prossimo incontro di natura tecnica è fissato per il 26 gennaio e sarà allargato a tutte le figure coinvolte, al fine di valutare nel dettaglio le problematiche emerse in fase di sviluppo. In tale occasione si potranno avere informazioni più precise in merito al numero di immobili che dovranno essere accatastati entro la data prevista del 30 novembre 2012, sempre la data prevista dallo stesso decreto. Gli uffici tecnici dell'Assessorato si rendono disponibili a partecipare a momenti di confronto, una volta rese definitive le modalità di applicazione con i relativi regolamenti applicativi.

Altra attività da affrontare e portare avanti congiuntamente alle organizzazioni professionali sarà di tipo informativo presso le aziende, in modo da rendere edotti i proprietari sulle conseguenze del corretto accatastamento dei fabbricati rurali. Per molti potrebbe essere l'occasione per rettificare l'errato accatastamento di alcuni annessi rurali entro il 31 marzo 2012, secondo quanto previsto dal decreto legge n. 210/2011 (decreto "milleproroghe"). Infine, visto che c'era anche l'aspetto organizzativo o finanziario, dal punto di vista finanziario l'operazione di accatastamento al momento non è ammissibile a contributo.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

Mi rammarico di dover dire che siamo profondamente delusi e decisamente preoccupati, Assessore! Ci aspettavamo che su un tema largamente annunciato come questo...perché è vero che c'è un'accelerazione oggi legata all'IMU ed al precipitare della situazione finanziaria, ma la questione degli accatastamenti non è una questione nuova, è una questione che il suo Assessorato ha sul tavolo da anni, per la quale si è premurata la Regione di individuare anche degli strumenti, a cui lei non ha fatto cenno, nonostante io l'abbia sollecitata nelle premesse e nella presentazione dell'interpellanza, cioè di un rapporto completamente diverso che occorre avere con l'Agenzia del territorio.

Ripeto: sono cinque anni che abbiamo questa norma di attuazione per il trasferimento alla Regione delle competenze in materia di catasto, ed è stata una norma ampiamente preparata, discussa, sulla quale abbiamo insistito molto, proprio per avere uno strumento, che è di giustizia tributaria, fiscale naturalmente, di equità, ma che è anche uno strumento che va tarato sulla base delle nostre esigenze, e noi crediamo che in questo ci presenteremo all'appuntamento in modo drammaticamente impreparato.

Le uniche certezze che lei ci ha fornito riguardano il fatto che dovranno mettere mano al portafoglio - e pesantemente! - i proprietari per quanto riguarda queste spese tecniche, e comprendiamo che sia un onere che fa capo ai privati, ma crediamo anche che, in una problematica come questa, sia ben possibile da parte di questa Amministrazione coordinare i lavori e raccordarsi opportunamente anche con le organizzazioni professionali per farvi fronte con modalità che non siano quelle dell'ultimo momento e dell'approfittamento magari delle situazioni di emergenza, per poi pretendere anche dei compensi molto alti, dovuti anche alla precipitazione con la quale si affrontano queste situazioni. È urgenza procurata, comunque colposa in qualche modo, da parte di un'amministrazione che ha sul tavolo questa problematica da tempo, e le riunioni tecniche a cui lei ha fatto allusione sono veramente dei passaggi troppo blandi rispetto al ruolo di governo della situazione, che lei - e tutta la Giunta con lei - aveva l'onere di affrontare con diversa tempistica. Siamo molto delusi da questo!

Lei sa che il mondo agricolo prende una "mazzata" pesantissima, è un settore dove l'incidenza della crisi economica si sta rivelando assolutamente devastante. Espressioni come quelle delle "mazzate" non è usata da un gruppo di opposizione, è usata dalle associazioni rappresentative delle categorie, abbiamo una perdita pesante di valore aggiunto nel settore agricolo, che dovrebbe essere un settore, in questo momento, sul quale fare leva per una tenuta economica. È un impatto, questo, pesantissimo sui terreni, ma soprattutto sui fabbricati; sappiamo come sono strutturati i nostri alpeggi, non c'è bisogno che vadano le associazioni di categoria a lamentarsi presso il ministero, ma deve essere la Regione ad individuare delle soluzioni tecniche, a mettere sul tappeto delle proposte precise per una riclassificazione di questi fabbricati.

Abbiamo l'impressione che lei stia cercando di prendere tempo e di giocare di rimessa. Siamo molto preoccupati di quanto lei ci ha detto con tutta la gentilezza che la contraddistingue, ma il fatto che l'Assessorato si limiti ad essere un soggetto informatore di decisioni che vengono prese altrove, quando abbiamo strumenti per quanto riguarda la nostra azione regionale per intervenire, ci trova assolutamente in disaccordo con quanto lei e la Giunta state facendo in questo settore! Domani, come ci ha anticipato, ci sarà un ulteriore incontro, la questione sarà sotto gli occhi di tutti, ma dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti che noi abbiamo delle leve da tirare e non le stiamo tirando! Grazie.