Oggetto del Consiglio n. 2187 del 25 gennaio 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2187/XIII - Interpellanza: "Adesione delle donne valdostane ai programmi di screening oncologico femminile".
Interpellanza
Appreso che la regione Toscana, dai primi mesi del 2012, per le donne a partire dai 34 anni di età, sostituirà il Pap-test con l'HPV test nello screening per il tumore del collo dell'utero, perché considerato più sicuro ed efficace;
Ricordato che la popolazione valdostana si caratterizza per un'alta partecipazione ai programmi di prevenzione e screening, in particolare per l'individuazione precoce dei tumori femminili, attivi dal 1997, come evidenziato dal Rapporto sullo Stato di salute e ricorso ai servizi sanitari redatto nel 2009 dall'Osservatorio regionale Epidemiologico e per le Politiche sociali;
Ricordato altresì che la Regione Valle d'Aosta ha attuato sin dal 2007 l'offerta attiva del vaccino contro l'infezione da Papilloma Virus (HPV) per le adolescenti;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per conoscere:
1) quali sono i dati di adesione più recenti delle donne valdostane ai programmi di screening oncologico femminile e se il trend positivo si mantiene;
2) quali sono i dati di adesione delle giovani ai programmi di vaccinazione contro l'infezione HPV;
3) se si ritiene di seguire l'esempio della Toscana riguardo alla sostituzione del Pap-test con l'HPV test e in caso affermativo, con quali tempi e con quali modalità.
F.to: Patrizia Morelli - Giuseppe Cerise
Presidente - La parola alla Consigliera Patrizia Morelli.
Morelli (ALPE) - Merci M. le Président.
Come sappiamo tutti, il tumore del collo dell'utero è una delle forme di cancro più comuni fra la popolazione femminile, secondo solo al tumore al seno. Questo tumore è legato nella maggior parte dei casi all'infezione dal Papilloma Virus ed il Pap-test attualmente rimane lo strumento più utilizzato per la diagnosi precoce del tumore del collo dell'utero.
La nostra Regione, dal 1997, e quindi da 15 anni, ha adottato un programma di screening che prevede, per le donne fra i 25 ed i 64 anni, il Pap-test ogni tre anni e, per le donne fra i 50 e 69 anni, la mammografia ogni due anni. Parallelamente ha adottato anche un programma di vaccinazione per quanto riguarda le giovani all'HPV (Human Papilloma Virus). Da quanto apprendiamo dal rapporto dell'Osservatorio epidemiologico e per le politiche sociali regionali, la nostra Regione si situa in un'ottima posizione nel panorama italiano per quanto riguarda l'adesione ai programmi di screening, e la nostra iniziativa parte da queste considerazioni e dal fatto che la Regione Toscana ha da poco tempo fatto partire il programma (all'inizio del 2012, per estendersi per tutto il corso dell'anno), al fine di sostituire il Pap-test con l'HPV test nello screening per il tumore del collo dell'utero, perché considerato un test più sicuro ed efficace. È un test che viene già usato per ulteriori approfondimenti rispetto al Pap-test.
Quindi la nostra interpellanza va nel senso di capire anzitutto se l'adesione ai programmi di screening rimane un'adesione alta, qual è l'adesione delle giovani ai programmi di vaccinazione contro l'infezione HPV, poi se l'Assessore ritiene che si possa seguire l'esempio della Toscana riguardo alla sostituzione del Pap-test con l'HPV, e se sono già state fatte valutazioni in questo senso.
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Grazie Presidente.
Per quanto concerne lo screening mammografico, la popolazione bersaglio in tutta la Valle, in fascia d'età per lo screening appunto, è costituita da 16.092 donne, a cui sono da aggiungere 5.022 donne di età compresa fra i 45 ed i 49 anni. La popolazione bersaglio è stata interamente invitata, è crescente dal 1999, ed ha raggiunto, nel primo semestre del 2002, il valore adeguato per mantenere un ritmo biennale negli inviti. Nel secondo semestre 2005 vi è stato un calo degli inviti e degli esami specialmente a carico dell'unità mobile, che ha causato un deficit nella copertura della popolazione su base annua.
Un gruppo di lavoro ad hoc, con la partecipazione del CSI Piemonte, ha effettuato le verifiche sulla completezza degli inviti ed ha posto riparo ad alcune inadeguatezze delle procedure informatiche. Da allora, dal 2005, la copertura, con le normali oscillazioni, è da considerarsi molto soddisfacente. In particolare lo è per il primo semestre 2010 (26,2% su base semestrale), mentre è scesa nel secondo semestre 2010 (17,3% su base semestrale), con ciò influenzando la copertura annuale, pari nel 2010 al 43,6% su base annua...questo per la mammografia. Il dato relativo al primo semestre 2011 è in netto rialzo (26,4% su base semestrale), in confronto al 17,3% del 2010. L'adesione grezza del 2010 è stata in generale del 75,2% percento, in aumento rispetto al 2009 (61,4%) e paragonabile a quella del 2008 (76,8%). I motivi di queste differenze risiedono probabilmente nel fatto che nel 2009 gli inviti sono stati rivolti, più che in passato, a fasce di donne caratterizzate da minore adesione (donne al primo invito, donne precedentemente non aderenti). Questo è confermato da un'analisi effettuata ad hoc, dalla quale emerge che il 63% degli inviti effettuati nel 2008 è stato rivolto a donne precedentemente aderenti, mentre si riscontra una flessione nel 2009 con dato complessivo del 49%. I dati provvisori relativi al 2011 indicano che nel primo semestre l'adesione è stata del 68,2%.
Per quanto riguarda lo screening del collo dell'utero, la popolazione bersaglio in tutta la Valle, in fascia di età per lo screening, è costituita da circa 35.777 donne. Il rapporto tra le donne invitate e la popolazione residente su base annuale era sceso nel corso del 2007 e del 2008 a valori inferiori all'85%. Nel 2009 si è assistito ad una ripresa del volume di invito che ha riportato i livelli di copertura al 95,8% su base annuale. Nel 2010 il programma di screening ha invitato 13.119 donne, pari al 110% del target annuale. Nel 2011, risultano invitate ad ottobre, 9.900 donne ed è pertanto ragionevole presumere che saranno circa 11.000 le donne invitate a fine anno. L'analisi su base triennale, considerando che nel periodo 2007-2009 era pari all'85%, si incrementa raggiungendo il 93% nel periodo 2008-2010. Tutti questi dati erano per confermare - come è stato detto in premessa - che l'adesione è molto buona. Le donne invitate nel corso del 2010 sono state 13.119, il livello d'invito raggiunto è superiore al livello annuale atteso di invito, superiore a quello del 2009; quindi c'è stata un'ottima adesione.
Per quanto riguarda i programmi di vaccinazione contro l'infezione del Papilloma Virus (HPV), i dati sono riferiti agli anni di nascita 1997 e 1998 (poi fornisco le tabelle, perché occorrerebbe elencare tutta una serie di dati); comunque per coorte di nascita 1998, su 584 residenti la vaccinazione in media ha superato il 65% e, per coorte di nascita 1997, su 561 residenti il dato è analogo, perché poi bisogna discriminare le possibilità di vaccinate con una dose, due dosi, tre dosi...i dati li fornirò in una seconda fase.
Per quanto riguarda la domanda precisa "se si ritiene di seguire il programma della Toscana", cioè il fatto di sostituire il Pap-test con l'HPV test, è in corso una valutazione sull'opportunità di adottarlo come test primario di screening da parte del Centro di Prevenzione Oncologica (CPO), coordinatore per Piemonte e Valle d'Aosta per le campagne di screening oncologici. Il CPO dovrà presentare un progetto di passaggio dal test citologico a quello dell'HPV, al termine del quale sarà possibile decidere quale test adottare come primario. Il CPO definirà un protocollo concernente le procedure da adottare e verificherà la possibilità, da parte del sistema informativo, di supportare tali modifiche. Allo stesso modo il Ministero della salute sta valutando, mediante programmi pilota di screening primario, tra cui c'è proprio quello della Regione Toscana, il passaggio, a tutto il territorio nazionale, fra questi due tipi di screening.
Aspettiamo quindi di valutare i dati scientifici, e poi eventualmente si deciderà se passare anche nella nostra Regione a questo tipo di screening sul tumore del collo dell'utero. Grazie.
Presidente - La parola alla Consigliera Patrizia Morelli.
Morelli (ALPE) - Grazie Presidente.
I dati che ci fornisce l'Assessore ci confortano, perché se la buona partecipazione è confermata, è sicuramente positivo, in quanto la prevenzione è fondamentale. Chiederei di acquisire i dati per iscritto, perché mi è stato impossibile trascriverli. Ho notato semplicemente che l'adesione del primo semestre 2011 è del 68 percento per quanto riguarda lo screening mammografico, che mi sembra leggermente in calo rispetto al 2010. Sicuramente l'attenzione è da mantenere alta, comunque, anche se è vero che c'è una buona adesione; che non si rischi di entrare in un meccanismo di cose scontate, per cui magari si rischia di veder calare la partecipazione.
Per quanto riguarda la possibilità che si passi all'HPV test in sostituzione del Pap-test, mi pare che il fatto che la partecipazione ai programmi sia buona, possa andare a sostegno anche del fatto di adottare metodologie più performanti, forse più costose, ma è anche vero che il test in quel caso sarebbe da fare solo ogni cinque anni e non ogni tre, come avviene per il Pap-test.
Rimaniamo in attesa dell'evoluzione. La ringrazio Assessore.
