Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2182 del 25 gennaio 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2182/XIII - Interpellanza: "Indirizzi della Regione al Consiglio di amministrazione dell'A.R.E.R. per l'individuazione degli interventi di edilizia residenziale pubblica da effettuare nel 2012".

Interpellanza

Vista la DGR 3136/2011 recante "Indirizzi della Regione al Consiglio di Amministrazione dell'A.R.E.R. per l'individuazione e la definizione degli interventi di edilizia residenziale pubblica da attuarsi nell'anno 2012";

Evidenziato che nell'atto amministrativo che definisce gli indirizzi e i criteri programmatici finalizzati alla realizzazione delle politiche abitative regionali la Giunta regionale delibera di "procedere con sollecitudine nella realizzazione dei seguenti interventi finanziati...omissis...acquisto alloggi per emergenza abitativa ed esercizio diritto di prelazione per il riacquisto di alloggi Erp - finanziato con DGR 3825/2007 per un importo di 500.00,00";

Visto che la tabella riepilogativa degli interventi, nelle parti "stato di attuazione" e "obiettivo 2012", per quanto riguarda quello sopra richiamato riporta, rispettivamente, queste note "Esercitata la prelazione nei casi richiesti, in attesa di vendita dei proprietari" e "Formalizzare gli acquisti che si rendono possibili";

tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore regionale competente per conoscere:

1) i motivi che hanno impedito in questi quattro anni di utilizzare il finanziamento previsto con la DGR 3825/2007;

2) in quanti casi è stato esercitato il diritto di prelazione e con quali risultati;

3) se non sarà possibile esercitare questo diritto, quali sono le indicazioni date all'A.R.E.R. per procedere all'acquisto di alloggi per l'emergenza abitativa.

F.to: Rigo - Carmela Fontana

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.

Rigo (PD) - Grazie Presidente.

Uno dei temi che riguardano la vita quotidiana di ciascuno di noi è quello delle politiche abitative. Diritto all'abitare e diritto alla qualità sono questioni alle quali occorre dare risposte sempre più puntuali, sia nell'immediato per le emergenze che ormai si sono ampiamente manifestate, sia in prospettiva dato che queste sono strettamente connesse con il governo del territorio. Ogni giorno veniamo a conoscenza di dati e situazioni che sottolineano la drammaticità di una situazione economica che non si può definire un momento, visto che la stiamo vivendo da anni durante i quali la crisi ha impoverito progressivamente le famiglie. Tra le spese, quella per l'abitazione assorbe una parte sempre più consistente dei redditi familiari e le difficoltà che incontrano le famiglie valdostane sono ben presenti alla pubblica amministrazione, alle varie associazioni, al Comitato tecnico di coordinamento per il credito sociale. La nostra regione ha un articolato sistema di welfare e anche il settore casa ha visto, negli anni, consolidarsi una ripartizione finanziaria notevole; partiamo quindi da una situazione non drammatica sia per le risorse messe in campo, sia per la diversificazione degli interventi, sia per la riduzione dei tempi nell'erogazione dei contributi.

Negli anni si è diversificato il fabbisogno abitativo in relazione all'innalzamento della vita media e alla composizione delle famiglie, per componenti, per nazionalità e per reddito, spesso, oggi più di ieri, di tipo precario. Anche le famiglie di medio reddito che fino a qualche tempo fa non erano oggetto di attenzioni per le politiche sociali e l'emergenza abitativa, oggi, anche per l'aumentata frammentarietà delle famiglie, vivono in condizioni di forte insicurezza: questo vale per le giovani coppie e per le nuove generazioni che non riescono a lasciare la famiglia di appartenenza, per i nuclei familiari monoparentali e per le famiglie con redditi bassi.

Le politiche per la casa quindi sono per noi non solo un patrimonio politico, ma uno dei tempi centrali della nostra azione consiliare. Ecco la ragione che ci spinge a leggere con particolare cura gli atti amministrativi che trattano le questioni dell'abitare. La deliberazione della Giunta regionale, citata nelle premesse dell'interpellanza, è uno di questi. Nella tabella riepilogativa degli interventi di edilizia residenziale pubblica da attuare nell'anno in corso, ha attirato la nostra curiosità quello relativo all'"acquisto di alloggi per emergenza abitativa ed esercizio diritto di prelazione per il riacquisto di alloggi ERP". L'intervento in sé ci sembra opportuno, ma quello che ha suscitato il nostro interesse è il richiamo alla deliberazione della Giunta regionale n. 3825/2007 e il relativo stanziamento di 500.000 euro. Il provvedimento...leggo: "evidenzia che l'intervento di acquisto di alcuni alloggi da destinare alla risoluzione di particolari situazioni di emergenza abitativa verrà attuato dall'ARER dando la priorità alla risoluzione di quei casi di emergenza abitativa che sono da più tempo in attesa di un alloggio e che riguardano nuclei familiari residenti in tutti i comuni della Valle d'Aosta, ad esclusione del comune di Aosta". Nella deliberazione veniva poi spiegata questa decisione di escludere il capoluogo.

Nell'interpellanza abbiamo trasferito la nostra curiosità, ma non potevamo descrivere nel testo anche il nostro stupore che manifestiamo qui. Lo stupore di apprendere che non siamo riusciti in tutti questi anni a spendere 500.000 euro destinati all'emergenza abitativa. Pochi, tanti? Ha poca importanza. Lo sconcerto, oltre che lo stupore è quello di scoprire che quei fondi, destinati a quello scopo nel 2007, sono ancora oggi nelle casse della Regione. Forse, Assessore, lo stupore non è solo nostro dato l'invito, espresso nella deliberazione di dicembre 2011, di, leggo: "procedere con sollecitudine nella realizzazione dei seguenti interventi finanziari...", sembra un invito inusuale, non l'ho mai visto in una deliberazione di Giunta, ma riteniamo, dettato dalla consapevolezza forse del ritardo più che un'utile disposizione.

Con l'interpellanza vogliamo conoscere: "i motivi che hanno impedito in questi quattro anni di utilizzare il finanziamento previsto con la delibera 3825/2007", "in quanti casi è stato esercitato - da parte dell'ARER - il diritto di prelazione e con quali risultati" e "se non sarà possibile esercitare questo diritto, quali sono le indicazioni date all'ARER per procedere all'acquisto di alloggi per l'emergenza abitativa", oppure come altrimenti destinare questi soldi sempre e comunque finalizzati all'emergenza abitativa. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore alle opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica, Marco Viérin.

Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente. Ringrazio il collega Rigo anche in questa occasione, perché il tema della casa è un tema che condividiamo con tanta sensibilità, quindi parlarne una volta in più è meglio che parlarne una volta in meno, nel senso che si sbaglia di meno.

Vorrei dire al collega che tutte le azioni da noi effettuate erano dirette a cercare di non lasciare delle risorse inutilizzate - poi gli spiegherò tecnicamente...perché anch'io ho dovuto capire alcuni passaggi dal punto di vista degli esperti in bilancio...- e che noi proprio con le modifiche effettuate tre anni fa abbiamo istituito un fondo. Da quando abbiamo rivisto le normative in questo Consiglio, abbiamo creato un fondo e non lasciamo le risorse inutilizzate, ma le utilizziamo al cento per cento, in quanto vengono ogni anno riassegnate al fondo. Il finanziamento previsto con la delibera del 2007, ritengo giustamente, gli uffici lo abbiano inserito nel testo per avere una corretta e totale trasparenza sulla partenza di questo obiettivo; è stata quindi richiamata la delibera del 2007 che era destinata al solo acquisto per l'emergenza abitativa, ma che non ha permesso di utilizzare le somme perché la legge n. 28/2007 (a cui fa riferimento quella delibera), senza piano triennale approvato non ne ha consentito l'impiego, né alla fine della precedente legislatura né all'inizio di questa almeno fino al 2009. Il collega Rigo sa che nel 2009 proprio in questa aula io ho fatto ammenda di questo e siamo partiti con l'approvazione da parte del Consiglio regionale, del piano triennale 2010-2012. Partendo con tale piano nel 2010, con l'approvazione del POA (Piano Operativo Annuale), si sono utilizzati i fondi che sono stati destinati non solo a questo, ma anche per finanziare gli enti (ARER compreso) sul discorso di esercitare il proprio diritto di prelazione per riacquistare gli alloggi di ERP precedentemente venduti agli assegnatari. Riassumendo, nel 2007 c'era quella normativa e a fine legislatura non si è potuto utilizzare le risorse, perché mancava il piano triennale, ad inizio 2009 abbiamo portato in Consiglio il piano, abbiamo approvato il piano triennale e abbiamo fatto il percorso in linea.

Ricordando che il diritto di prelazione prende vita nel momento in cui l'acquirente di un alloggio vincolato a tale diritto chiede di rivenderlo sul libero mercato, da quel momento l'ente ex proprietario deve valutare se procedere o meno all'acquisto. I casi che negli ultimi due anni hanno visto l'ARER esercitare favorevolmente la prelazione sono tre su tre, in tutti questi casi però i proprietari hanno rinunciato alla vendita. Per quanto riguarda gli altri enti, non sono pervenute richieste di finanziamento per il riacquisto di alloggi vincolati al diritto di prelazione.

Per quanto riguarda il punto n. 3, se l'ARER non avrà la possibilità di riacquistare gli alloggi ERP con questo fondo che continuiamo a mantenere, non procederà ad altri acquisti, perché l'emergenza abitativa è di competenza dei Comuni e perché la Regione da oltre un anno sta affrontando il problema dell'emergenza abitativa con novità applicative più efficaci e meno costose, consentendo il ricorso al mercato privato delle locazioni e concorrendo alle spese dei Comuni che risolvono i propri casi di emergenza direttamente. Proprio recentemente sono stati rimborsati ai comuni circa 90.000 euro per il primo semestre 2011 a fronte di 32 casi di emergenza abitativa risolti in 14 diversi comuni, quindi abbiamo dato un impulso non indifferente. Il fatto che in questo periodo di crisi siano molto aumentati i casi di emergenza temporaneamente risolti e non siano aumentati i nuclei di emergenza in attesa di una sistemazione, vorrei solo ricordare che a fine 2007, a fronte di 99 istanze di emergenza abitativa avevamo 60 nuclei in attesa, con questi anni di crisi le istanze sono arrivate a 335, ma abbiamo sempre 60 nuclei in attesa, questo vuol dire che, rispetto ad altre Regioni italiane, abbiamo mantenuto quel momento di attesa sempre a 60 unità, anche se le unità che hanno richiesto l'emergenza sono passate da 99 a 335. Questo dimostra che abbiamo risolto per il 200 per cento in più le situazioni; dimostra che siamo sulla buona strada e quindi continueremo a lavorare così con l'impegno di ridurre le difficoltà abitative delle famiglie valdostane. Approfitto per dire al collega Rigo, che ha sempre sollecitato una banca dati, che nel POA che presenteremo c'è la conferma di realizzare questa banca dati entro il 2013.

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.

Rigo (PD) - Grazie Presidente.

La risposta dell'Assessore è sicuramente corretta tecnicamente, non può che essere così, ma non mi soddisfa politicamente: è come se io avessi i soldi per comprare della frutta e verdura che il medico mi ha detto di mangiare, ma non lo faccio perché il negozio sotto casa è chiuso per ferie e non mi va di andare da quello più lontano. In questi anni abbiamo visto che, se per diversi motivi, un obiettivo necessita di ulteriori finanziamenti, la strada tecnica e politica poi si trova, utilizzando proprio quei finanziamenti che non si riesce a spendere tutti. L'Assessore ci ha confermato che è difficile, se non impossibile, esercitare il diritto di prelazione per quegli alloggi ARER i cui proprietari intendono vendere, l'impossibilità è data dal difficile incontro fra l'offerta di vendita e la domanda di acquisto, è una questione di prezzo troppo alto per l'ARER e troppo basso per il proprietario. Ecco perché abbiamo chiesto di conoscere quali sono le indicazioni, e ce lo ha detto, date dalla Regione all'ARER, se i soldi messi a bilancio non potranno essere utilizzati per il riacquisto di alloggi di edilizia residenziale pubblica. La scelta che ha fatto l'Amministrazione, non l'acquisto, ma l'affitto di alloggi in tutti i comuni per l'emergenza ci pare una strada che può andare nella direzione giusta; l'importante per noi è utilizzare in fretta e bene tutti i soldi disponibili per dare risposta alle domande di case e di emergenza abitativa esistenti. Quello che spiace, per questo abbiamo presentato l'interpellanza, è avere i soldi e non riuscire ad utilizzarli e questo per noi è sinonimo di non buona gestione. L'interpellanza serve a riflettere su questo e a dare un'arma in più all'Assessore nei confronti dei dirigenti, perché ogni tanto le sollecitazioni consiliari servono, in tale ottica, anche al Governo.