Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2183 del 25 gennaio 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2183/XIII - Interpellanza: "Iniziative per assicurare il mantenimento delle attuali sedi degli uffici del Giudice di pace".

Interpellanza

Appreso che si starebbe concretizzando, per iniziativa del Governo, il rischio di chiusura per la sede degli uffici del Giudice di Pace di Donnas;

Ricordata la gravissima crisi di organico in cui versano da tempo gli uffici dei Giudici di pace in Valle d'Aosta;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

la Giunta regionale per sapere:

1) quali siano, a conoscenza della Giunta, gli intendimenti del Governo;

2) quali iniziative intenda assumere la Giunta regionale per assicurare il mantenimento delle sedi attuali;

3) quali azioni siano state poste in essere per ottenere, e entro quali tempi, un'idonea copertura organica per le sedi stesse.

F.to: Louvin

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

Con il Presidente della Regione abbiamo già avuto modo di interloquire varie volte sulle problematiche dei giudici di pace, ma finora sempre essenzialmente sulla questione degli organici che è stata ed è una problematica piuttosto spinosa. Qualche settimana fa, sul finire dell'anno scorso, era stato annunciato con soddisfazione che finalmente aveva avuto un esito positivo la procedura di nomina dell'organico dei giudici di pace, compresi due giudici per la sede di Donnas; sembrava ormai che un'annosa vicenda cominciasse a trovare un esito felice e positivo e ci ha sorpreso e ci preoccupa invece la nozione che sia a rischio direttamente la sede di Donnas in questo momento, stando a quanto si è appreso dagli organi di stampa. È importante quindi che il Presidente informi il Consiglio, è utile per noi e per gli operatori di giustizia sapere se l'inserimento della sede di Donnas nelle numerosissime sedi - fra l'altro, due terzi di quelle esistenti - che sono state inserite in una lista nera, fra virgolette, di sedi a rischio o comunque passibili di soppressione e di accorpamento...se questo inserimento avrà o meno un seguito. È una vicenda che purtroppo Donnas ha già conosciuto in passato con la chiusura della Pretura a suo tempo, è una questione che comunque, al di là del dato concreto di spesa sul quale occorre riflettere, ha dei riflessi anche di funzionalità degli organi di giustizia e di accentramento ulteriore sulla città di Aosta di funzioni che sembravano poter essere utilmente svolte anche in sede decentrata.

Presidente, le chiediamo di farsi portavoce della visione...e di informarci della visione del Governo nazionale che lei rappresenta in Valle per quanto riguarda gli orientamenti che intende assumere in materia di sedi di giustizia e cosa può fare la Regione per tentare di mantenere le sedi attuali. Ci sono stati probabilmente dei contatti anche con l'Amministrazione comunale e crediamo sia utile avere conoscenza degli orientamenti che si intendono assumere, delle strade che si ritiene possano essere percorse per evitare l'esito negativo per quanto riguarda il mantenimento di questa sede.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Come ricordava il collega Louvin, su questo tema in quest'aula abbiamo discusso diverse volte sia nel merito delle scelte legate alla necessità di mantenere questo presidio, sia per quanto riguarda il suo funzionamento e, in particolare, delle disposizioni che di volta in volta hanno impedito che vi fosse un numero di presenze proporzionale alle necessità della nostra regione. Oggi siamo ad un nuovo capitolo di questa vicenda, lei ha ricordato la comunicazione a noi data, lo sblocco della vertenza a suo tempo per il concorso, i ricorsi e quant'altro. Ora, l'articolo 1, comma 2, della legge n. 148/2011, che ha convertito in legge il decreto n. 138/2001, recante: "Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo", contiene anche la delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari, al fine di realizzare risparmi di spesa e maggiore efficienza anche in tale ambito. Fra i criteri previsti a tal fine vi è la previsione della riduzione degli uffici del giudice di pace dislocati in sede diversa da quella circondariale, da operare tenendo conto dell'analisi dei costi rispetto ai carichi di lavoro. In attuazione di quanto previsto dalla legge n. 148, il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 16 dicembre 2011, ha approvato uno schema di decreto legislativo relativo alla riorganizzazione delle circoscrizioni giudiziarie degli uffici dei giudici di pace, schema che prevede la soppressione di 674 uffici fra cui quello di Donnas, per cui è previsto l'accorpamento presso la sede circondariale di Aosta.

"Quali sono le iniziative e cosa si intende fare": al riguardo preciso che questo schema di decreto legislativo, prima di essere approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri, deve ancora essere sottoposto all'esame del Consiglio superiore della magistratura e poi a quello delle camere. Provvederemo pertanto ad interessare in merito i parlamentari e i rappresentanti del Ministero della giustizia sull'importanza che riveste per la Valle d'Aosta il mantenimento dell'ufficio del giudice di pace di Donnas, al fine di garantire in modo efficace ai cittadini, di esercitare il diritto costituzionale di agire in giustizia e per la tutela dei propri diritti. Nel frattempo approfondiremo la questione con i Comuni interessati da questa ipotesi di soppressione e accorpamento, che interessa non solo il Comune di Donnas, ma i 23 Comuni della bassa Valle che ricadono nella competenza dell'ufficio. Lo schema di decreto legislativo, come previsto dalla legge n. 148, contiene infatti una disposizione per cui - cito - "entro sei mesi dalla sua pubblicazione, gli enti locali interessati, anche consorziati fra loro, possono richiedere il mantenimento degli uffici del giudice di pace con competenza sui rispettivi territori di cui è proposta la soppressione, facendosi integralmente carico delle spese di finanziamento e di erogazione del servizio di giustizia nelle relative sedi, ivi incluso il fabbisogno di personale amministrativo che verrà messo a disposizione dagli enti medesimi". Vi è quindi come ultimo grado questa possibilità, che devono valutare in primo luogo gli enti locali, sulla base di un rapporto di costi-benefici per la comunità di riferimento, ma che coinvolge anche l'Amministrazione regionale, dato che, in attuazione della legge n. 32/1997, il personale degli uffici del Giudice di pace avente sede in Valle d'Aosta, il cui costo era rimborsato dal Ministero della giustizia, è personale inserito nei ruoli regionali. È chiaro che se si va nel discorso che prevede lo schema di decreto, cambierebbe radicalmente perché il personale andrebbe a carico dei Comuni.

"Quali azioni siano state poste in essere per ottenere, e entro quali tempi, un'idonea copertura organica per le sedi stesse": le iniziative poste in essere dalla Regione nel corso degli anni per ottenere la copertura delle sedi degli uffici del Giudice di pace di Aosta hanno formato oggetto da ultimo di una comunicazione al Consiglio del 9 novembre 2011 - ricordo che quello schema è del 16 dicembre -, il 24 novembre abbiamo rappresentato anche al nuovo Ministro della Giustizia Paola Severino il problema della carenza di organico negli uffici del Giudice di pace, ribadendo la richiesta di procedere in tempi brevi alle nomine. Per il momento non vi sono novità, ovvero occorre attendere l'espletamento delle procedure di trasferimento conseguenti alla pubblicazione delle piante organiche, pubblicazione effettuata il 2 novembre 2011 prima che il Consiglio superiore della magistratura possa disporre nuove ammissioni al tirocinio per gli aspiranti giudici di pace. È peraltro presumibile ritenere che il Consiglio superiore della magistratura attenderà la pubblicazione del decreto legislativo sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie, quindi ci sarà un'interferenza fra quello che era previsto e quello che sta per essere definito con le 674 unità che vengono ridotte e che fisserà definitivamente il quadro delle piante organiche prima di aprire il bando dei trasferimenti.

Per quanto riguarda la sede di Donnas, si precisa che la sua operatività è sempre stata garantita dalla presenza di un magistrato rispetto ai due previsti dalla pianta organica, il quale è sempre stato in grado di far fronte con efficienza al carico di lavoro che nel 2011 è stato di 140 cause.

Seguiremo con la dovuta attenzione il prosieguo di tale discussione, sapendo che su questo ci sono una serie di dibattiti aperti; speriamo che ci sia un ripensamento in tal senso.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie. La risposta è sicuramente esauriente. Presidente, lei conosce molto bene i luoghi, le distanze, conosce l'importanza che la giustizia cosiddetta "minore" possa essere svolta non necessariamente obbligando le persone, oltre che gli stessi legali, ad un costante trasferimento su Aosta, cosa che non è senza oneri in questo momento, e crediamo che sia questa necessità, o possibilità di coinvolgere anche gli altri Comuni nella valutazione dell'onere una via sicuramente da affrontare. Come è stato a suo tempo affrontato per il sistema scolastico per gli oneri relativi alle sedi delle scuole medie, nell'allargare il concorso della spesa agli altri Comuni che fruiscono e non sempre gravare sull'esclusivo Comune che ospita questo servizio...bisogna che ci sia un adeguato coinvolgimento anche degli altri enti locali. Non abbiamo elementi concreti per sapere a quanto ammonti la spesa che dovrebbero sostenere questi enti, ma crediamo sia importante valutare ogni possibile via affinché venga mantenuto tale servizio. Per quanto sia oneroso tenere aperte delle sedi come queste, sicuramente chi scende da Gressoney, o scende dalla sua valle e fa capo a Donnas ha un altro servizio e questo credo contribuisca a mantenere un presidio di giustizia più vicino al cittadino di quanto non sia con la sua concentrazione nella sede aostana. D'altra parte il discorso dei costi-benefici e sempre lo sguardo attento al rapporto di percentuale portano prima o poi ad avere conseguenze negative anche su altra scala sull'intera regione, non dobbiamo dimenticarcelo, quindi penso non sia inutile che lei faccia quanto possibile per mettere attorno ad un tavolo i rappresentanti di questi Comuni, per fare insieme le valutazioni che mi pare siano urgenti, perché il semestre in corso...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

...da quando sarà pubblicato, forse si guadagnerà qualche mese, ma avere una sede che è come nel Deserto dei Tartari, il forte non si sa mai se sarà ancora presidiato, porta il personale giudicante e anche quello amministrativo a vivere una condizione di assoluto disagio e di disaffezione. È bene quindi orientarsi e sapere se è una via percorribile, altrimenti credo che, come succede per i cerotti, sia meglio strapparlo subito, riconoscendo con onestà che l'onere non è sostenibile da parte degli enti che se ne dovrebbero fare carico. Le chiediamo di non lasciare troppo a bagnomaria tale questione, ma di affrontarla serenamente, noi abbiamo una nostra preferenza per il mantenimento del servizio, ma bisogna sentire le amministrazioni locali e avere il polso anche delle loro valutazioni. Grazie.