Oggetto del Consiglio n. 2051 del 9 novembre 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 2051/XIII - Interpellanza: "Iniziative per la riorganizzazione e la razionalizzazione del personale dell'Amministrazione regionale".
Interpellanza
Evidenziato che il principio della riqualificazione della dotazione organica e dell'efficienza gestionale può favorire anche il necessario processo di snellimento e riorganizzazione della struttura burocratica ed amministrativa con il conseguente risparmio della spesa del personale;
Ricordato a questo proposito la legge regionale 2 febbraio 2009, n. 5 "Disposizioni urgenti in materia di pubblico impiego regionale" e la successiva sentenza della Corte Costituzionale del 29 aprile 2010, n. 151;
Evidenziato che, tra l'altro, secondo la Corte Costituzionale, l'articolo 3 della legge regionale 3/2009 "è illegittimo perché invade un ambito riservato alla competenza legislativa esclusiva statale";
Sottolineato che detto parere sembra essere in contrasto con la risposta scritta che il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione Renato Brunetta ha fornito al sen. Oskar Peterlini (25 giugno 2009): "si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda chiarire, con urgenza se l'esclusione degli enti locali e delle Regioni è implicita o se, al contrario, tali amministrazioni (enti locali e Regioni) sono comprese e quindi si applicano ad esse le disposizioni relative all'esonero dal servizio" e il Ministro ha risposto "In merito, infine, al quesito posto, l'esodo volontario, di cui al comma 1, è istituto applicabile esclusivamente alle amministrazioni espressamente indicate...Ne consegue l'esclusione del personale delle Regioni e degli enti locali che, allo stato, non può usufruire di tale istituto.
Peraltro, de iure condendo, gli enti territoriali possono, con apposito provvedimento normativo, recepire l'istituto, rendendolo così operativo anche per il proprio personale";
Osservato che, forse in virtù di questo principio, altre Regioni hanno legiferato in applicazione delle disposizioni di cui all'art. 72, commi 1-2-3 del D.L. 25 giugno 2008 n. 112;
Evidenziato che il D.L. 13 agosto 2011, n. 138 ha stabilito che le disposizioni di cui all'art. 72, comma 11, del D.L. 25 giugno 2008 n. 112 si applicano anche per gli anni 2012-2013-2014;
Preso atto inoltre che altre Regioni, al fine di incentivare l'esodo di personale anche di qualifica dirigenziale, hanno emanato appositi bandi per favorire l'attuazione dell'istituto della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
il Presidente della Regione per sapere se è intenzione della Giunta regionale operare nella prospettiva di disciplinare, con norme specifiche, la riorganizzazione e razionalizzazione dell'Ente con il recepimento dell'art. 72 del D.L. 112/2008 così come convertito con L. 133/2008 e successive modifiche ed incentivando la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dei propri dipendenti.
F.to: Rigo
Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.
Rigo (PD) - Grazie Presidente.
Il Presidente della Regione, nella presentazione del piano della performance 2011-2013, documento che è allegato alla deliberazione di Giunta n. 2451 del 21 ottobre scorso, afferma che: "La misurazione e la valutazione dei risultati conseguiti nell'adempimento della propria missione istituzionale rappresentano, prima di tutto, un atteggiamento culturale che deve diventare patrimonio comune delle amministrazioni pubbliche;" pertanto diventa sempre "più pressante - continua il Presidente - l'esigenza di assicurare comportamenti virtuosi in termini di qualità dei servizi, di valorizzazione delle risorse e di riduzione dei costi". Sono d'accordo, ed in questa logica, con spirito collaborativo, mi sono chiesto se non ci siano nuove strade, anche se già in parte percorse, che possono aiutare e favorire l'Amministrazione regionale a perseguire gli obiettivi sopra ricordati.
L'interpellanza vuole così essere strumento per perseguire il principio della riqualificazione della dotazione organica e dell'efficienza gestionale quale strumento che possa favorire il necessario processo di snellimento e riorganizzazione della struttura burocratica ed amministrativa, secondo criteri di produttività, razionalità, integrazione funzionale, flessibilità operativa, nel perseguimento delle finalità di tutela dell'interesse generale delle cittadine e dei cittadini che vivono, lavorano e studiano in Valle d'Aosta; insomma, modernizzazione e razionalizzazione dell'impiego delle risorse umane in armonia con le indicazioni contenute nel piano della performance.
Quanti sono i dipendenti? Nell'organico della Giunta regionale vi sono 1.964 unità, le istituzioni scolastiche 376, il Corpo forestale 142, il Corpo valdostano dei Vigili del fuoco 210; a guidare questo complesso apparato sono 142 dirigenti. Gli obiettivi sopra ricordati si possono raggiungere anche attraverso strumenti quali la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro del personale, l'esonero volontario dal servizio allo scopo di pervenire ad una riduzione della dotazione organica e ad un conseguente risparmio delle spese del personale e, ovviamente, ad una loro riorganizzazione.
Nelle premesse all'interpellanza si ricorda che la Regione, con legge n. 5/2009, nel solco della normativa statale, voleva offrire la possibilità al personale regionale di chiedere l'esonero dal servizio nel corso del triennio antecedente la data di maturazione dell'anzianità contributiva massima di 40 anni, norma però dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale. Nell'interpellanza si riporta inoltre una risposta scritta, possiamo dire in controtendenza del competente Ministro, in merito alla possibilità per le Regioni di recepire il decreto legislativo n. 112, con un apposito provvedimento normativo. Alcune Regioni in effetti hanno totalmente, letteralmente recepito l'articolo 72 del decreto e hanno legiferato in merito; mi risulta che queste leggi siano tuttora operanti, altre hanno poi emanato apposite norme per favorire l'esodo volontario dei loro dipendenti e la conseguente determinazione dell'incentivo. È evidente - premetto - che i posti resisi vacanti potrebbero essere ricoperti nel rispetto delle norme di settore in materia di reclutamento del personale, non è un escamotage in questo senso.
Sappiamo che uno degli obiettivi del Presidente della Regione è quello di un'ottimizzazione dell'organizzazione amministrativa, valorizzazione delle competenze del personale, valorizzazione dei dipendenti meritevoli: sono concetti estratti dal piano della performance. Un piano riorganizzativo, che vuole rendere più flessibile e meno pesante, alleggerire, a cominciare proprio dai dirigenti, una macchina che tutti ritengono un po' elefantiaca. Queste le semplici ragioni dei quesiti posti nell'interpellanza: è possibile riscrivere un nuovo disegno di legge recependo in toto l'articolo 72 del decreto n. 112/2008? Si possono studiare atti normativi, anche nel solco della normativa presente in altre Regioni, che incentivino la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro? Io non posso conoscere il numero di questi possibili fruitori, ma una disamina credo possa essere fatta. In sostanza, Presidente, svecchiare la macchina burocratica, ridurre il personale e quindi la spesa, aprire anche maggiori possibilità di lavoro ai giovani ed, eventualmente, di carriera del personale, in base alle indicazioni ed agli obiettivi proposti dalla nuova legge regionale che disciplina la nostra organizzazione del personale. Grazie.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Ringrazio il collega Rigo per aver voluto riproporre un tema non facile. Ha voluto ricordare gli obiettivi delineati dalla performance, tema che è molto impegnativo e che sta obbligando tutte le amministrazioni a fare delle scelte e un programma più stringente.
Voglio ricordare che anche la Regione, con la legge n. 22, in fase di applicazione, avrà la possibilità di rivedere l'organizzazione dell'Amministrazione regionale nel suo complesso con una serie di adattamenti importanti che potranno anche dare l'opportunità di verificare quante persone, soprattutto nell'asse dirigenziale - perché a questo ci riferiamo essenzialmente, gli altri sono intercomunicanti -, potrebbero essere in qualche modo indirizzate gradualmente ad un esonero.
Ora, la via scelta con l'applicazione dell'articolo 72 del decreto n. 112 era stata tentata da questa Amministrazione, purtroppo è stato cassata. Come noi hanno fatto, ma in un modo particolare, il Piemonte, la Puglia, il Friuli, l'Abruzzo ed il Veneto; lo strumento poi è stato fatto e la realizzazione è stata parziale in alcune ed in altre assente...perché? Perché oggettivamente nelle condizioni previste per l'allontanamento in base all'articolo 72 i costi per l'amministrazione rimangono alti, in quanto devo chiedere che questa persona sia allontanata, ma io continuo a prevedere per questa un incentivo che è a carico dell'Amministrazione regionale e per un periodo con un onere all'80 percento.
Oggi si sta profilando, oltre all'applicazione della legge n. 22, con il maxi emendamento alla legge di stabilità, un percorso che non so dove porterà, ma che presenta novità di grande rilievo, perché rimette in gioco una serie di possibilità operative, addirittura fra società che lavorano all'esterno dell'Amministrazione regionale con l'Amministrazione regionale ed i Comuni, con un utilizzo di personale nuovo e con una possibilità di lasciare che i dirigenti possano fare esperienze anche fuori, con un sistema di scambio che è ancora da definire.
Quello che voglio dire è che - penso che l'interpellante volesse conoscere quali sono le intenzioni dell'Amministrazione in tal senso - non pensiamo oggi di riproporre questa misura tale e quale, anche perché l'articolo 72 era limitato al periodo 2009-2010-2011...
Rigo (fuori microfono) - ...c'è stato un decreto che lo ha prolungato fino al 2014...
...ma poi nella conversione è stato ancora modificato, comunque crediamo che sia importante arrivare ad una determinazione attraverso l'applicazione della legge n. 22. In quel momento ci sarà il processo verità su quello che si vuole fare nell'organizzazione regionale. Noi lo stiamo attuando a tappe un po' forzate per riuscire a capire, nella riorganizzazione, come attivare al meglio le risorse e anche per incentivare, cosa che non escludiamo, un esonero anticipato del personale che venisse messo nelle condizioni di non essere più direttamente interessato a livello regionale. Naturalmente questa parte deve essere occasione di confronto con la parte sindacale, con tutte le organizzazioni e, in seguito, verranno presi gli opportuni provvedimenti. Sotto questo profilo credo sia in corso un'azione molto importante, che a breve avrà una precisa indicazione nell'ambito dell'applicazione della legge n. 22.
Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.
Rigo (PD) - Grazie. Presidente, abbiamo presentato questa interpellanza proprio perché fra la documentazione ho trovato un decreto che prolunga gli effetti del decreto legislativo 112 anche per gli anni prossimi, quindi ho pensato che c'è la possibilità, visto che il Governo è intenzionato a dare lunga vita al suo stesso decreto di intervenire in merito e quindi interpellavo l'Amministrazione per sapere i propositi che la stessa si è fatta o si farà in queste settimane.
L'interpellanza aveva due obiettivi: il primo, quello di dimostrare attraverso una specifica iniziativa che anche la politica ha un interesse vivo a far sì che la riorganizzazione funzionale dell'apparato burocratico non sia solo qualcosa che rimane scritto nei documenti programmatici, ma che riesca piano piano, con le difficoltà ed i problemi che sono non certo facili, a fare dei passi avanti, perché è l'unica via per una riorganizzazione effettiva dei servizi pubblici. E quindi non è una sola questione del Governo regionale o del Governo nazionale, ma anche la politica deve seguire attentamente questo processo. Il secondo era anche una sollecitazione indiretta rispetto all'organizzazione, alle procedure che devono essere messe in atto per dare gambe alle indicazioni contenute nella legge regionale 22/2010 da lei richiamata. Abbiamo necessità di introdurre dei meccanismi che siano premianti, sia per quanto riguarda il merito, sia per quanto riguarda la valorizzazione; nello stesso tempo abbiamo la necessità effettiva di svecchiare una macchina burocratica che, anche nelle persone, ha fatto il suo tempo e quindi questa era una sollecitazione.
Prendo atto che questa è una materia che il Governo sta seguendo; seguiremo anche noi con attenzione gli sviluppi di questo processo.
