Oggetto del Consiglio n. 2025 del 19 ottobre 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 2025/XIII - Interpellanza: "Problematiche relative al nuovo inquadramento contrattuale degli operatori di sostegno".
Interpellanza
Avendo appreso da "La Stampa" del 5 ottobre 2011 che 43 operatori di sostegno firmavano una lettera in cui asserivano che: "gli operatori di sostegno, nel passaggio dal contratto di lavoro regionale a quello privato, sono stati assunti con un inquadramento professionale notevolmente inferiore a quello precedente. Tale profilo esclude completamente la dimensione progettuale didattica e anche educativa, che fino ad ora ha rappresentato l'aspetto più significativo del lavoro dell'operatore di sostegno, limitando, dal punto di vista normativo, le mansioni possibili ad attività di tipo esecutivo ed assistenziale";
Rilevando che gli stessi operatori di sostegno evidenziavano come anche sul piano economico: "il passaggio dal datore di lavoro pubblico a quello privato comporta: una riduzione dello stipendio di circa 500 euro (comprendendo tra l'altro il mancato riconoscimento dell'indennità di bilinguismo per una categoria alla quale viene richiesto di continuare a svolgere attività didattiche ed educative in lingua francese); la mancata fruizione dei buoni pasto durante l'accompagnamento e l'assistenza in mensa dei ragazzi (momento fondamentale per la promozione dell'autonomia personale, elemento forse sconosciuto alla Società di Servizi S.p.A. e a chi per essa); il passaggio oneroso a carico del lavoratore, dalla cassa di previdenza Inpdap a quella Inps";
Constatato che "per ora", al fine di garantire la medesima qualità del servizio e per senso di responsabilità nei confronti dei ragazzi e delle loro famiglie, gli operatori di sostegno hanno deciso di garantire i medesimi impegni, professionalità e prestazioni;
Appurato quindi che "il servizio è stato garantito" per atto di volontariato e non per capacità organizzative dell'Amministrazione regionale;
Verificato infine che questa situazione ha provocato anche distorsioni nel sistema di reclutamento, che ha consentito a personale non idoneo di operare in un settore così delicato;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta regionale per sapere se intenda:
1) provvedere urgentemente al corretto inquadramento contrattuale degli operatori di sostegno e alla corresponsione di uno stipendio adeguato alle mansioni effettivamente svolte;
2) intervenire per sanare le questioni relative al buono mensa ed in particolare alla piena conoscenza della lingua francese, che non attengono solo alla dinamica salariale ma innanzitutto alla qualità del lavoro;
3) correggere le distorsioni nel reclutamento del personale.
F.to: Donzel - Rigo - Carmela Fontana
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, l'interesse per noi e anche personale rimane soprattutto la questione del lavoro, che mi sembra stia diventando una vera e propria emergenza non solo nel territorio italiano, ma anche in Valle d'Aosta.
È mia abitudine esporre le questioni a braccio, ma in questo caso leggerò alcuni passaggi, perché sono esattamente le parole che hanno usato i 43 operatori di sostegno che hanno scritto a La Stampa: "gli operatori di sostegno, nel passaggio dal contratto di lavoro regionale a quello di tipo privatistico sono stati assunti con un inquadramento professionale notevolmente inferiore a quello precedente. Tale profilo esclude completamente la dimensione progettuale didattica e anche educativa, che fino ad ora ha rappresentato l'aspetto più significativo del lavoro dell'operatore di sostegno, limitando, dal punto di vista normativo, le mansioni possibili ad attività di tipo esecutivo ed assistenziale". Sottolineo che queste cose non le sto dicendo io per osservazione personale, ma le riportano 43 operatori di sostegno. Gli stessi operatori poi rilevano che tale inquadramento contrattuale di tipo diverso ha portato anche a ripercussioni sul piano economico: "il passaggio dal datore di lavoro pubblico a quello privato comporta: una riduzione dello stipendio di circa 500 euro (comprendendo tra l'altro il mancato riconoscimento dell'indennità di bilinguismo - mi piace leggere di tale questione, perché, quando posi il problema della prova di francese in quest'aula e dissi che era inammissibile che degli operatori di sostegno si trovassero ad operare nella scuola primaria valdostana, dove il 50 percento dell'attività si svolge in lingua francese, che non fossero sottoposti ad una prova di conoscenza della lingua francese...dico cosa ci sta a fare una persona presa dal collocamento che non sa una parola di francese in una classe dove il 50 percento dell'attività è svolta in francese e dove, per fortuna, grazie a delle leggi straordinarie, si insegna anche adesso il patois...ma, per fortuna, prima o poi chi fa onestamente una certa attività vede che si arriva tutti a riflettere su queste cose... - per una categoria, l'operatore di sostegno, alla quale viene richiesto di continuare a svolgere attività didattiche ed educative in lingua francese); la mancata fruizione dei buoni pasto durante l'accompagnamento e l'assistenza in mensa dei ragazzi (momento fondamentale per la promozione dell'autonomia personale, elemento forse sconosciuto alla Società di Servizi); il passaggio oneroso a carico del lavoratore, dalla cassa di previdenza INPDAP a quella INPS".
Sono partito dalle parole dei lavoratori, ma voglio ringraziare il collega Cerise che nel corso dell'altro Consiglio già aveva aperto una riflessione in questi termini, con una precisazione: sono perfettamente al corrente dello sforzo straordinario che tale Amministrazione ha sempre fatto nel settore dell'assistenza ai disabili. Questa premessa - altrimenti non si capisce perché poi faccio delle critiche puntuali - per dire che abbiamo un numero di insegnanti di sostegno inimmaginabile in nessun'altra realtà europea, abbiamo un numero di operatori di sostegno unico nel contesto europeo. Faccio quindi una premessa che risulta essere un palese elogio all'Amministrazione, ma non perché partiamo da queste condizioni non dobbiamo fare attenzione a riflettere su dei meccanismi che si sono innescati con la costruzione della Società di Servizi.
Premetto con chiarezza che partiamo da una situazione importante, noi mettiamo in campo più personale, ma guardate che la situazione è molto difficile. Non ho statistiche a disposizione per dire se sono cresciuti in modo significativo i casi problematici, o probabilmente una volta le famiglie non li facevano accedere all'educazione come invece in modo importante si sta facendo oggi, ma davvero la situazione dell'insegnamento in alcune classi è molto difficile. Ci sono classi dove c'è un numero di alunni - addirittura due casi di alunni autistici - che hanno bisogno di un'attenzione enorme, quindi lo sforzo che bisogna operare in quel contesto è enorme! Gli operatori di sostegno svolgevano una funzione fondamentale perché, come sempre è stato riconosciuto, non svolgevano solo un'operazione assistenziale. Hanno sempre firmato il PEI, ossia hanno sempre collaborato alla stesura del PEI, quindi è certificato quello che sto dicendo. Ci sono atti dell'Amministrazione in cui il piano educativo individuale dell'alunno è sottoscritto da un operatore di sostegno, quindi vuol dire che partecipa, fa parte dell'équipe che lavora per seguire questi ragazzi. Non può essere pertanto inquadrato - a mo' di dire: "così risparmiamo" - come una semplice figura che svolge un compito esecutivo-assistenziale, altrimenti non scriverebbe più sul diario, non aiuterebbe più l'alunno a svolgere il compito mentre è in classe...tenete conto che la maggior parte del tempo l'alunno disabile la trascorre con l'operatore di sostegno, l'insegnante di sostegno lavora 18 ore, spesso suddivise in 9 ore, addirittura si arriva solo a 4 ore, perché abbiamo poche risorse. Nonostante lo sforzo, purtroppo il numero degli insegnanti non è sufficiente a coprire tutte queste figure. L'insegnante si occupa di certi alunni 4-6 ore, quindi l'operatore di sostegno si deve far carico di una mole di lavoro incredibile dal punto di vista dell'educazione. Quello che abbiamo cercato di riportare in aula non è tanto se il servizio erogato sia un servizio di qualità: è che se continuiamo su questa strada, tale qualità non la possiamo mantenere! Abbiamo imboccato una strada che porta la qualità in declino a picco, perché alcune figure professionali, di fronte ad un inquadramento di questo tipo, ad un'umiliazione senza pari, hanno deciso di rinunciare ad un'attività che svolgevano da più anni e di andare altrove a spendere la loro professionalità!
Cerchiamo di capire cosa sta succedendo e riprendo l'esempio di prima, che non ho riportato per non fare casi specifici: abbiamo degli autisti che guidano le auto della Regione, sono tutte persone qualificate con la patente, non ci sogneremmo mai di dire: "prendiamo un autista senza patente". Bisogna allora chiederci se è normale che, siccome abbiamo sottoinquadrato queste persone, molte stanno rinunciando a svolgere tale attività, siamo costretti a ricorrere sempre più al collocamento e a prendere persone che potrebbero non avere la patente...io non farei guidare un'auto ad uno che non ha la patente.
La soluzione quindi non c'è magari oggi, si può dire che anche in passato accadeva, ma noi dobbiamo guardare al futuro e per il futuro dobbiamo costruire delle figure professionali, i giovani ci sono, e il modo per formarli c'è; invece di fare corsi con finanziamenti europei per sfornare migliaia di figure...che fanno le estetiste..., potremmo anche puntare su altri settori per qualificarli al massimo e cercare di riconoscere la professionalità di queste figure. L'inquadramento attuale umilia tali persone, non riconosce il compito da esse svolto nella scuola, compito svolto da più di 10 anni. Qualcuno dice: "le cose a scuola continuano ad andare bene". Va bene, queste persone un minimo di senso di responsabilità ce l'hanno, ma dobbiamo aspettare lo sciopero, la rivolta? Dobbiamo aspettare che le famiglie protestino insieme a tali figure, perché il servizio non è più erogato come prima? Continuano a svolgere la loro attività, perché si tratta di un'attività a contatto con l'essere umano, ma non può essere che diciamo a delle persone di svolgere un atto di volontariato. Voglio vedere se a noi consiglieri regionali dicessero: "vai comunque a fare il consigliere come volontariato", magari ne parleremo fra un po' dei costi della politica...allora non è possibile che delle persone vengano di colpo sottoinquadrate, questo non è assolutamente accettabile!
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente. L'interpellanza pone dei problemi rispetto alla figura attuale, rispetto alle mansioni che sono previste attualmente. Che il collega voglia portarsi avanti nel chiedere che la figura professionale cambi ruolo...ne prendo atto, ma oggi e da sempre il ruolo dell'operatore di sostegno è stato un ruolo importante, che lei ha ricordato, un ruolo efficace e apprezzato. Tutti gli anni abbiamo avuto questo problema di ricorrere, nel momento in cui c'erano delle situazioni particolari, anche a personale che aveva un ruolo specifico e magari non con l'esperienza richiesta.
Per quanto riguarda i corsi, collega Donzel, i corsi fatti anche per le estetiste sono i corsi che più hanno dato successivamente una risposta con i posti di lavoro, anche a titolo individuale, non necessariamente sotto la Regione. La qualifica di estetista non è ancora nei programmi regionali per il momento, dunque le donne che fanno questi corsi lavorano per conto proprio e trovano, per fortuna, una collocazione importante; quindi i corsi sono uno strumento importante per la programmazione.
Venendo alle domande puntuali, per quanto riguarda la prima: "provvedere urgentemente al corretto inquadramento contrattuale degli operatori di sostegno...", sono in corso le trattative sindacali volte alla definizione di un contratto decentrato integrativo fra Servizi S.p.A. e le organizzazioni sindacali, al fine di riconoscere un adeguamento retributivo sugli importi definiti dal contratto nazionale di categoria. Da informazioni ricevute, la contrattazione dovrebbe approdare alla soluzione fra 10-15 giorni, sempre tenendo conto del contratto come per gli altri attuali...
"Intervenire per sanare le questioni relative al buono mensa ed in particolare alla piena conoscenza della lingua francese...": nell'ambito della contrattazione, è in corso la definizione dell'attribuzione del buono mensa, che verrà riconosciuto. Per quanto riguarda la piena conoscenza della lingua francese, la legge n. 12/1993: "Vérification de la connaissance de la langue française du personnel d'inspection, de direction, enseignant et éducatif des établissements scolaires de la Région"...è titolo previsto...quindi prevede dispositions d'application, réglementation, déroulement de l'épreuve de français, 4e épreuve écrite pour les examens d'Etat en Vallée d'Aoste...è titolo previsto per i dirigenti scolastici, per gli insegnanti e per il personale educativo del comparto scuola; non è mai stata richiesta per gli operatori di sostegno. L'indennità di bilinguismo connessa al superamento della prova attestante la conoscenza della lingua francese e voce accessoria al trattamento retributivo del personale regionale è invece prevista dalle vigenti norme per il solo personale del pubblico impiego regionale. Gli operatori di sostegno, come è noto, non svolgono attività didattica, ma esclusivamente partecipano all'attività didattica educativa nell'ambito della loro funzione, volta al pieno inserimento scolastico dell'alunno disabile e non devono essere in possesso di un titolo abilitante all'insegnamento, quindi la loro non è una funzione docente; questo ad oggi, poi prendo atto delle sue sollecitazioni per il futuro, che sono un elemento di valutazione.
Per quanto riguarda: "correggere le distorsioni nel reclutamento del personale", credo che abbia già spiegato l'Assessore precedentemente. Nella risposta...la graduatoria era esaurita, quindi si è fatto riferimento al personale, che poteva essere chiamato dai centri di impiego, per l'assunzione degli operatori di sostegno in possesso dei soli titoli, in sostituzione di altrettante rinunce all'assunzione di personale che aveva superato la prova selettiva; cosa che è stata detta stamani e che non ripeto. Credo quindi che ad oggi la situazione sia stata rispettata, se un domani si arrivasse ad una definizione diversa della figura dell'operatore di sostegno, cambierebbero le regole e sarebbero applicate in modo diverso...o comunque nella direzione da lei auspicata. Oggi non è così, le regole sono state rispettate e quindi non c'è stato questo intervento, se non nella misura oggi prevista.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Mi scusi, Presidente, se mi dichiaro assolutamente non soddisfatto da questa risposta burocratica, che non mi sarei mai aspettato da lei; glielo dico con assoluta franchezza!
Intanto il fatto che stiate provvedendo oggi ad un tentativo di integrare il contratto nazionale...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
...queste persone sono già a scuola che lavorano e poi certamente il contratto avrà valore retroattivo, ma se uno poteva incontrare tali persone, che non sono migliaia...
(nuova interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
...non lo sapevano, perché ci hanno scritto una lettera dove dicono che non lo sapevano...allora parliamo di un'informazione pessima sulla quantità.
Resta il fatto dell'inquadramento: l'inquadramento prevede fra l'altro...perché questa cosa avverrà sotto forma di escamotage...il nuovo contratto gli attribuisce due ore in più alla settimana. È quindi chiaro che uno dice: "ti aumento lo stipendio", ma è un trucchetto che va a coprire un aumento di orario, ma non voglio darle una risposta in burocratichese, sindacalese, come lei ha risposto a me, sto nel merito delle questioni, soprattutto la questione del francese.
Mi permetta se dissento totalmente da questo tipo di risposta, perché tali persone hanno sempre superato una prova che non era quella degli insegnanti, ma una prova di conoscenza della lingua francese fino ad oggi che non la devono più superare. Io le chiedo se le sembra normale che una persona che non conosce una parola di francese stia in una classe dove per il 50 percento si...
(nuova interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
...no, può essere preso chiunque dal collocamento...dicevo, se una persona che non sa una parola di francese sta per il 50 percento del suo tempo in una classe dove si parla in francese, con un bambino che deve reagire in francese alle cose...questo allora non è normale, va richiesto nel reclutamento la conoscenza della lingua francese, non può essere che una persona che non la sa stia in una classe della Valle d'Aosta; glielo devo dire io questo? Non lo so! Lei mi parla di prove che superano gli insegnanti, non sto parlando di quelle prove: sto parlando di una conoscenza minima della lingua francese che in questo caso non viene verificata ed è un fatto gravissimo! Dopodiché, essendo inquadrati prima con un contratto regionale, non solo veniva verificata la conoscenza minima della lingua francese, ma avevano l'indennità di bilinguismo non degli insegnanti, ma dei dipendenti regionali, cosa che invece non è più. Il fatto poi che lei dice: "vedremo in seguito di riconoscere questo lavoro"...io le ripeto: verifichi bene, ci sono degli atti amministrativi denominati PEI (piano educativo individuale) che sono sottoscritti da tali figure. Siccome lì bisogna passarci ore ed ore a lavorarci, spieghi lei a questi operatori di sostegno che devono lavorarci sopra ore ed ore e hanno soltanto una funzione non di tipo educativo...glielo vada a dire di lavorare ore ed ore su documenti molto complessi per contribuire alla costruzione di un piano educativo e poi a dirgli: "no, voi non avete dal punto di vista contrattuale questo riconoscimento". Mi sembra una follia burocratico-giuridica...dicendo però "lo dovete fare", perché i dirigenti dicono: "guardate che dovete collaborare anche voi, non è che dovete solo portare in bagno o a prendere una boccata d'aria questi ragazzi". Io dico: verificate come si sta applicando questo meccanismo. Francamente mi riservo di dire...non so se tali persone, visto che le inquadrate così, abbiano titolo a firmare un PEI e a collaborare in questo modo alla formazione educativa di un ragazzo. Sono estremamente preoccupato da tale tipo di passaggio, che viene estremamente sottovalutato! Sul reclutamento è possibile concertare...come si assumono dal collocamento una serie di figure che abbiano determinati requisiti di idoneità e non invece prendere semplicemente sulla base di un titolo di studio generico...ad esempio, non mi risulta che sia previsto il titolo di studio diciamo acquisito nella nostra regione, può essere anche acquisito fuori dalla Valle d'Aosta e quindi senza la conoscenza della lingua francese.
