Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2019 del 19 ottobre 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 2019/XIII - Interpellanza: "Iniziative per agevolare la partecipazione ai corsi inerenti la coltivazione e commercializzazione di piante officinali da parte dei praticanti tale attività".

Interpellanza

Preso atto che l'Assessorato all'Agricoltura e risorse naturali ha comunicato le modalità d'iscrizione ai corsi previsti dall'art. 7 della L.R. n. 2 del 16 febbraio 2011 "Disciplina delle attività di coltivazione, raccolta, prima trasformazione, trasformazione e commercializzazione delle piante officinali";

Considerato che tale attività nella realtà valdostana difficilmente potrà trovare larga diffusione come attività prevalente, ma che può certamente rappresentare un'opportunità significativa di integrazione a quella principale con delle ricadute importanti nel contesto socio-economico valdostano;

Constatato che l'accesso ai corsi summenzionati non privilegia minimamente i soggetti praticanti questa attività che hanno già dimostrato particolare interesse in questo settore, anche costituendo una specifica associazione;

Ritenuto che gli orari del corso siano poco compatibili per titolari di azienda e loro coadiuvanti nonché per lavoratori dipendenti ed esercenti attività professionali, quali prevalenti soggetti interessati;

Ravvisata la necessità di prorogare la data, che prevede che a decorrere dal 1° gennaio 2012 uno dei requisiti per poter beneficiare dei contributi previsti dalla normativa vigente è l'aver frequentato con esito positivo il corso sopracitato;

Considerato inoltre che la delibera attuativa nulla esplicita riguardo all'istituzione del contrassegno di origine e qualità previsto dall'articolo 9 della legge in oggetto;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per conoscere quali sono gli intendimenti del Governo regionale in merito alle preoccupazioni citate in premessa.

F.to: Giuseppe Cerise - Louvin

Presidente - La parola al Consigliere Giuseppe Cerise.

Cerise G. (ALPE) - Merci M. le Président.

Il 9 febbraio scorso, nel corso della discussione della legge che disciplina le attività connesse alla filiera delle piante officinali, avevamo espresso apprezzamento per l'iniziativa, in quanto, attraverso lo sviluppo di questa filiera, intravedevamo la possibilità di perseguire una serie di obiettivi sicuramente importanti: recupero di terreni abbandonati, sviluppo di pratiche agricole rispettose dell'ambiente, salvaguardia dei siti di accrescimento naturale - sempre più interessati dalla raccolta spontanea e a volte anche selvaggia -, mantenimento della biodiversità nell'ambito di tecniche culturali appropriate, creazione di una fonte di integrazione di reddito familiare, mantenimento della popolazione sul territorio, creazione di sinergia fra settore agricolo e agroalimentare, diversificazione delle produzioni locali, nascita di interessanti e promettenti nicchie di mercato, riduzione delle consistenti importazioni mediante lo sfruttamento del potenziale locale ed incremento delle colture a basso impatto ambientale. Queste potenzialità non sono frutto della nostra fantasia, bensì di un lavoro puntuale di ricerca e di indagine da parte dello IAR.

Avevamo allora cercato, come di consuetudine, di portare il nostro contributo sia in commissione che in aula, partecipando attivamente alla discussione, nonché con la presentazione di emendamenti, alcuni dei quali recepiti, non probabilmente nella misura che avevamo auspicato, ma in modo significativo da ottenere il nostro voto favorevole. Consenso questo influenzato anche da un passaggio della relazione del relatore Vicepresidente Lanièce, che aveva fatto alcune considerazioni perfettamente in linea con i nostri emendamenti, che credo avessero attinto alle stesse fonti, che erano, come già detto, la ricerca dello IAR e l'esperienza di associazioni e di operatori del settore. Rileggo questo passaggio del relatore: "di massima il pensiero e la filosofia che sovraintende il mondo delle piante officinali sono stati capiti, anche se, a dire il vero, alcune delle richieste presentate in commissione non sono state recepite nel testo, ma è stata espressa la volontà, da parte dell'Assessorato, di tenerle in considerazione in vista di un futuro approfondimento. In questa direzione penso vadano intesi anche alcuni emendamenti del gruppo ALPE, che ricalcano quasi alla lettera alcune considerazioni da me sollevate durante i lavori di commissione". Vi era dunque una linea di intesa fra il relatore e il nostro gruppo. Noi aspettiamo fiduciosi, ma sollecitiamo questo futuro approfondimento, al quale cercheremo di apportare il nostro contributo. Nel frattempo utilizziamo gli strumenti che ci sono concessi per richiamare l'attenzione dell'Assessore su alcune problematiche che potrebbero, a nostro avviso, penalizzare i soggetti interessati a tale attività.

A nostro giudizio e da informazioni assunte, i corsi non privilegiano i soggetti già praticanti questa attività e che hanno già dimostrato particolare interesse a tale settore, anche costituendosi in una specifica associazione. Riteniamo gli orari dei corsi poco compatibili con le normali attività dei soggetti interessati, in quanto, come detto in premessa, trattasi di attività complementari a quella principale, dunque persone che svolgono le più svariate attività lavorative. Crediamo inoltre che il requisito per beneficiare dei contributi previsti dalla normativa, ovvero dal 1° gennaio l'aver frequentato con esito positivo il corso, possa ingenerare qualche problema nella tempistica. Per ultimo, ma non per importanza, ma per elencazione, il fatto che la delibera di Giunta prevista all'articolo 11 della legge, si limita ad approvare l'elenco delle piante officinali, ma non dice nulla riguardo al contrassegno di origine e qualità, di cui all'articolo 9 della legge. Contrassegno che riteniamo determinante per promuovere un prodotto coltivato e raccolto in area esente da fonti inquinanti e con caratteristiche ambientali particolarmente apprezzabili. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.

Isabellon (UV) - Grazie Presidente. Questa interpellanza permette di fornire alcune delucidazioni e alcuni chiarimenti anche in merito alle attività in corso per quel che riguarda l'istituzione dei corsi, quindi ringrazio anche il collega interpellante, perché è un'occasione per illustrare al Consiglio quanto si sta facendo.

In merito al primo quesito, privilegiare i soggetti praticanti tale attività, occorre dire che si è scelto di proporre nel periodo autunnale, dal 24 ottobre al 7 dicembre, lo svolgimento dei corsi, individuando, in questo momento in cui le attività agricole sono ormai ferme per questo tipo di attività, due corsi riservati esclusivamente agli agricoltori con 40 posti disponibili sia per il corso A che per il corso B. Ad oggi sul SIAR sono iscritte 38 aziende con particelle già coltivate a piante medicinali e aromatiche, che quindi si potrebbero trovare nella condizione di frequentare il corso B per effettuare la prima trasformazione; sono aziende con prevalente indirizzo vegetale, quindi non soggette ai vincoli logistici imposti dalla conduzione di un'azienda zootecnica, di questo si è tenuto conto; 16 di queste 38 aziende si sono presentate alle iscrizioni che si sono aperte il 26 settembre e chiuse il 7 ottobre. Si precisa che le aziende con più di 500 metri quadrati dichiarati al SIAR - si tratta della coltivazione di piante medicinali e aromatiche - sono 31; inoltre cinque aziende hanno fra i 100 e i 500 metri quadri e due aziende hanno dichiarato meno di 100 metri quadri. Le domande totali pervenute sono state 50 per il corso A e 41 per il corso B. La selezione per il corso A è stata fatta con i seguenti criteri di priorità: richiedenti di aziende con particelle già iscritte al SIAR e con PMA (piante medicinali aromatiche); titolari di aziende agricole iscritte al SIAR; coadiuvanti di aziende iscritte al SIAR; coniuge di titolari di aziende iscritte al SIAR; familiari, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo, conviventi e non di aziende iscritte al SIAR; titolari di partita IVA iscritta con categoria di attività agricole. Per il corso B si è deciso di ammettere tutti gli iscritti aventi i requisiti, perché il corso era per 40, c'erano 41 iscritti e sono stati tutti inseriti. Tutti i richiedenti sono stati contattati telefonicamente, seguirà poi comunicazione scritta per avvisare del risultato della selezione.

Circa la scelta del periodo e degli orari, i produttori negli incontri svolti nel 2010 avevano chiesto di escludere i periodi concomitanti con le attività agricole, escludendo pertanto il periodo primaverile ed estivo. Si è quindi dato ascolto ai soggetti interessati e sono stati predisposti corsi che per la loro importanza hanno richiesto la definizione del programma come concordato con lo IAR (Institut agricole régional), che non poteva essere "predisposto" in orario serale, perché troppo impegnativo; questo è quanto già il collega Cerise ricordava, che il coinvolgimento dello IAR era importante anche per tali aspetti naturalmente. Si è ritenuto necessario non sottovalutare gli aspetti formativi, per i quali la giusta attenzione era stata posta anche durante l'approvazione del testo di legge.

In merito ad una proroga eventuale della scadenza per l'ottenimento di contributi, è importante chiarire che, per quanto riguarda la richiesta di proroga della data, si ricorda che il corso A non risulta obbligatorio (come da articolo 8, comma 3, della legge regionale n. 2/2011) e le domande di presentazione per la sistemazione e messa a coltura di nuovi impianti scadono il 30 giugno di ogni anno, mentre quelle per l'acquisto delle attrezzature non hanno scadenza, perché si ha una "procedura a sportello" fino all'esaurimento delle disponibilità finanziarie nel capitolo di bilancio e questo vale per tutti. È inoltre intenzione di questo Assessorato ripetere un'edizione del corso sempre per gli agricoltori a partire da febbraio 2012 e uno nel mese di maggio-giugno per gli altri operatori (hobbisti e interessati vari).

In merito infine all'istituzione del contrassegno di origine e qualità, durante l'anno in corso si è data priorità alla promozione del settore attraverso il convegno e il mercato dedicato alle piante officinali, realizzato il 25-26 giugno scorsi a Saint-Vincent, la definizione del previsto elenco di prodotti realizzato dall'Assessorato della sanità, che è stato citato, in collaborazione con l'Assessorato all'agricoltura, nonché l'organizzazione dei corsi opportunamente valutata e definita con l'Institut agricole régional. La definizione del contrassegno di origine e qualità, molto importante, pertanto sarà oggetto di successiva attenzione, trattandosi di materia delicata, poiché la definizione dell'origine presuppone l'applicazione dei contrassegni per i così definiti prodotti di qualità, regolamentati dalla normativa comunitaria. Vi sono quindi degli approfondimenti, ma questo evidentemente è un obiettivo che è da perseguire in tempi sufficientemente rapidi.

Presidente - La parola al Consigliere Giuseppe Cerise.

Cerise G. (ALPE) - Grazie Assessore per l'illustrazione molto puntuale su questa problematica, vorrà magari gentilmente farmi avere i dati in quanto comincio ad essere lento di riflessi e prendere nota di tutto presenta qualche difficoltà...ma sicuramente sono interessanti.

Avevamo sollevato questo problema dei corsi pur capendo che non è semplice avere degli orari che siano compatibili per tutte quelle persone che si avvicinano a tale materia. Ultimamente lei aveva escluso il discorso serale, in quanto creava tutta una serie di problemi e noi individuavamo per una parte...se si poteva diversificare, avere una maggiore flessibilità degli orari...probabilmente gli orari serali per coloro che hanno delle attività...in quanto, ripeto, questa sarà un'attività complementare all'attività principale, in qualche caso auspichiamo che diventi anche un'attività principale.

L'altra cosa era il discorso dei requisiti. Niente di particolare, il nostro timore era solo quello che...intanto lì il chiarimento...non so cosa si intende per trasformazione e prima trasformazione...di avere poi - so che questo aspetto è competenza dell'Assessore alla sanità - i requisiti per poter intervenire convenientemente in tale contesto. Ripeto: aspettiamo il discorso di un impegno per un eventuale futuro approfondimento, c'era una certa urgenza per taluni aspetti, specialmente per l'aspetto più di carattere igienico-sanitario in quel momento e questo adesso è stato normato...per affrontare tutte quelle problematiche che avevamo evidenziato. Ringraziamo comunque per le risposte che gentilmente ci ha voluto fornire.