Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2006 del 4 ottobre 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 2006/XIII - Reiezione di risoluzione: "Esame in sede parlamentare del disegno di legge in materia di intercettazioni telefoniche".

Risoluzione

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

Vista l'improvvisa accelerazione imposta in sede parlamentare all'iter di discussione del Disegno di legge n. 1415-B (Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche), meglio noto come "Legge bavaglio";

Considerate le vivaci proteste che si sono levate contro di essa, sia nell'opinione pubblica che tra gli operatori della giustizia e dell'informazione, in provenienza da diversi schieramenti politici, che denunciano una grave violazione del diritto a informare e della libertà d'indagare insita nella proposta in questione;

Ritenuto gravissimo per la stessa democrazia il tentativo di vietare di pubblicare gli atti di un'inchiesta anche solo nel loro contenuto, superando di forza, con una norma oscurantista, pregiudicando la ricerca di una soluzione equilibrata a tutela dei contrapposti diritti all'informazione e alla riservatezza dei dati processuali, allo scopo di coprire situazioni che stanno emergendo da più parti di oggettiva e diffusa corruzione, anche ai vertici delle istituzioni;

Ritenendo che lo strumento investigativo deve essere usato nel e per il processo, e non a fini mediatici, ma che è diritto ineludibile della cittadinanza la conoscenza immediata e sostanziale di fatti di estrema rilevanza per la vita pubblica e per la salvaguardia dei meccanismi di funzionamento democratico delle istituzioni;

Esprime

la propria posizione a difesa del principio contenuto nell'articolo 21 della Costituzione secondo cui tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero e "La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure";

Impegna

la Presidenza del Consiglio a dare sostegno ad azioni immediate di informazione sui contenuti della legge in corso di discussione alla Camera;

Invita

i Parlamentari della Valle d'Aosta ad opporsi con forza all'inaccettabile violazione di diritti fondamentali per la nostra democrazia insita nel provvedimento in questione.

F.to: Louvin - Chatrian - Patrizia Morelli - Giuseppe Cerise - Bertin

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

La titolazione di questa mozione è stata decurtata per ovvie ragioni di brevità, ma il tema non è soltanto quello relativo alle intercettazioni telefoniche...alle intercettazioni telefoniche, telematiche, ambientali, alla modifica della disciplina in materia di astensione del giudice dagli atti di indagine, dall'integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche; in altri termini, è la complessa vicenda della riduzione delle possibilità di indagine da parte della Magistratura tramite le intercettazioni ambientali e soprattutto, nel versante di cui prevalentemente ci siamo occupati in questa risoluzione, di divulgazione dei contenuti di intercettazioni nella parte che può avere luogo prima di determinate fasi processuali.

Credo che nessuno fra di noi ignori cosa sta succedendo nel Paese su questo tema, credo che nessuno ignori che siamo alla vigilia di un redde rationem tra poteri dello Stato con un'accelerazione che risente di un'assoluta urgenza da parte del Presidente del Consiglio dei ministri e di una buona parte della sua maggioranza e del suo Governo di mettere il freno a vicende di comunicazione esterna, in qualche caso anche abusiva, ma il più delle volte di interesse collettivo e di interesse di adeguata informazione dell'opinione pubblica, e che questo vada dritto a cozzare contro una posizione ormai consolidata all'interno dell'autorità giudiziaria, che tende invece a difendere la possibilità di utilizzo di questi strumenti in sede di indagine, e di una parte cospicua del mondo dell'informazione, che chiede che non venga messo il bavaglio all'informazione stessa, che non venga vietata la comunicazione esterna - quanto meno in via di riassunto - su questioni che rilevano per quanto riguarda, fra l'altro, lo stato di detenzione di persone o di provvedimenti giudiziari.

Qui si tratta del versante delicatissimo dei rapporti fra il procedimento giudiziario e l'informazione, ma siamo anche al cuore di uno dei momenti cardine della nostra democrazia, che poggia sulla possibilità degli organi di informazione di dare liberamente comunicazione di quanto lecitamente siano giunti a conoscere, e quindi di metterne al corrente l'opinione pubblica. Di quanto vivace sia questo scontro credo che sia sufficiente capirlo dal contenuto della posizione assunta dal Ministro di giustizia di fronte al Consiglio Superiore della Magistratura nella giornata di ieri, e quanta difficoltà anche le parti più attente e caute del Parlamento abbiano nel frenare questa stretta che si vuole imprimere, in un procedimento nel quale fra l'altro il Senatore della Valle d'Aosta ha espresso, al momento dell'approvazione al Senato, un'opinione contraria al provvedimento già allora in discussione.

Qui siamo in una situazione di fortissimo attrito nel quale possiamo anche chiederci: in fondo, il Consiglio della Valle d'Aosta cosa sta ad occuparsi di queste quisquiglie, ha cose ben più importanti da fare! Ma ogni tanto non dispiaccia ai colleghi che si venga anche sui fondamentali...forse è utile che ci sia, almeno in un minuto della giornata, un pensiero che esce da Pont-Saint-Martin e ci fa condividere con un paese che ha ben altre priorità che mettere il bavaglio ai giudici, la forte preoccupazione perché si scardinino dei principi come quello dell'articolo 21 della Costituzione.

Non sono qui a fare comizi e non intendo dilungarmi oltre, ma intendo rappresentare ai colleghi la necessità che ci sia un'opinione nostra di Consiglio regionale a sostegno di un movimento fortissimo nell'opinione pubblica, negli organi di informazione e - direi - nel complesso del mondo della giustizia, a sostegno di ragioni di priorità dell'accertamento della verità, specialmente là dove questa riguarda le connivenze fra la criminalità organizzata ed il potere politico. Le vicende più strettamente personali e intime ci interessano molto meno di aspetti invece molto sostanziali, come quelli che hanno condotto pochi giorni fa ad un voto tutt'altro che onorevole da parte del Parlamento nei confronti della richiesta di sfiducia nei confronti di un ministro della Repubblica.

Chiediamo che si esprima una posizione a difesa del principio contenuto nell'articolo 21; vorremmo che la Presidenza del Consiglio assumesse in questo momento, visto che ha sensibilità per le problematiche della stampa e anche nei prossimi giorni sono previsti appuntamenti culturali importanti in questa Regione, un ruolo di guida nell'informazione della comunità valdostana sui rischi che sta correndo in questo momento la corretta informazione in Valle d'Aosta, ed esprimere un voto naturalmente tutto politico, tutto di indirizzo e di auspicio ai Parlamentari valdostani, affinché si oppongano in modo netto a questa violazione dei diritti fondamentali di informazione, che sono insiti in questo provvedimento. E, accanto ai diritti dell'informazione - forse è un versante che non abbiamo sufficientemente esplicitato nel documento scritto, ma credo che se ne debba essere tutti consapevoli -, anche la possibilità che la giustizia non abbia un Opinel arrugginito tra le mani, ma abbia qualche strumento in grado di contrastare sul terreno efficacemente la criminalità, il malaffare e anche le degenerazioni istituzionali che, a volte, si profilano. Grazie.

Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.

La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (PdL) - Grazie Presidente.

So distinguere il bene dal male, in questo sono presuntuoso. È evidente che le intercettazioni telefoniche sono uno strumento importante per la ricerca delle prove, ma - aggiunge - c'è stato un cattivo uso delle intercettazioni telefoniche da parte della Magistratura, ovvero da parte degli uffici del Pubblico Ministero a livello nazionale. Anch'io, da cittadino, leggendo sul giornale delle cose che non dovrei leggere, mi indigno. Nella conflittualità che c'è oggi nel nostro Paese, le conversazioni captate diventano uno strumento di lotta politica, ma fino a quando la conflittualità sarà così alta, non sarà possibile la serena autocritica di entrambe le parti, necessaria per sedersi attorno ad un tavolo e studiare un sistema giudiziario ad uso e consumo dell'utenza...così Ilda Boccassini, Capo della Procura di Milano, certamente non una berlusconiana! Sì, adesso non è che voi siete perfezionisti e non sbagliate mai, state sereni, che di cose inesatte ne leggiamo anche sui vostri giornali! Dico questo perché questo è un campo minato sia per i giornalisti sapienti, sia per i politici.

Devo dire, collega Louvin, che non ci ha stupito la vostra risoluzione...ne presentate una a Consiglio su temi di politica nazionale, perché è evidente che "nel teatrino della politica" è difficile resistere ad un minimo di visibilità su temi su cui il Consiglio regionale oggettivamente - a parte una bella chiacchierata che potremmo farci anche al Deorsola - fa fatica a trovare del costrutto. Citate in questa risoluzione la volontà di esprimere una difesa dell'articolo 21 della Costituzione, che parla del diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero e la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni e censure.

È evidente che su questo abbiamo pensieri diversi, perché se la stampa fosse la stampa, cioè semplicemente nella pluralità delle idee ci fossero le posizioni della cronaca politica piuttosto che di quella personale, non saremmo di fronte a quello che non è un concetto di libertà di stampa, ma di libertà di "sputtanamento", che è una cosa leggermente diversa, peraltro a fini politici, come diceva la dott.ssa Boccassini. Quando un Procuratore della Repubblica di Napoli autorizza 100.000 intercettazioni per sapere se il Presidente del Consiglio andava ad amiche o a prostitute, è evidente che il rilievo penale lo si vedrà forse fra qualche anno, ma quello politico è immediato! Lo si sa, ma quello che i cittadini hanno capito è che questi sono metodi eversivi, lo dico in maniera molto chiara, atti a dopare il sistema democratico ed il confronto democratico, e addirittura a sovvertire il pensiero dei cittadini, e magari anche il voto.

A noi non piace, da liberali e da Popolo della Libertà, immaginare una legge che debba impedire la pubblicazione di notizie o di informazioni, ma il sistema è degenerato ed è evidente, e alle degenerazioni bisogna rispondere, purtroppo, con le restrizioni. Quando uno occupa una casa in maniera abusiva ed utilizza il diritto alla casa, è una violazione della legge; quando in nome della libertà economica qualcuno comincia a proporre la libertà di non pagare i propri debiti, è uno strano concetto della libertà, è eversione. Riteniamo che in una società realmente libera la politica dovrebbe dare degli spettacoli migliori, di questo siamo tutti concordi, ma non c'è dubbio che il ruolo della comunicazione...e in questo Paese sappiamo politicamente da che parte sta, perché di conflitto di interessi se ne parla da 17 anni, ma non c'è stato nessun Governo, neanche di sinistra, D'Alema compreso, che abbia messo mano in maniera seria al reale conflitto di interessi per un motivo semplice: perché il conflitto di interessi non c'è! Perché chi detiene il potere della comunicazione non detiene il potere di comunicare! E lo sanno tutti gli italiani e lo hanno dimostrato in tutte le possibili espressioni democratiche di voto, non facendosi condizionare dalla comunicazione che non ha mai influito sul voto, perché ha sempre, sempre, sempre tirato dalla stessa parte!

Oggi assistiamo a telegiornali, almeno sette reti televisive che sparano contro il Governo in maniera continuativa ogni giorno, l'80 percento dei giornali, anche quelli della nostra tribuna stampa fanno "oooh" quando un politico si permette di sbagliare una virgola, ma si guardano bene dal rettificare i loro errori in maniera intellettualmente onesta quando fanno dei titoli che sono manipolazione! L'ultima è stata un titolo fatto su un giornale locale con una dichiarazione dell'ALPE, di Louvin, e tutto l'interno del titolo...invece, su quello che avevamo detto noi, per cui il titolo era del tutto contrario a quello che avevamo detto nel giornale...per cui dopo ti guardano e dicono amichevolmente: "Io ho scritto quello che hai detto"! Peccato che quello che hai scritto non lo legge nessuno, il titolo lo leggono tutti e il titolo lo aveva fatto Louvin con le virgolette! Siccome di maestri della manipolazione - ormai ne siamo consapevoli - ne esistono da tutte le parti, riteniamo che in questo Paese un minimo di equilibrio si debba poter ottimizzare. Allora non so, nessuno di noi sa se il Parlamento riuscirà - e io spero anche di no - a partorire una legge che impedisca la pubblicazione delle intercettazioni, perché si entra in un campo oggettivamente minato. Non so se auspicarmi che questo in Parlamento nasca, ma una cosa è certa. Auspico, come credo tutti i cittadini, di non vedere più comunicazioni private sui giornali, che non hanno nessun rilievo penale, nessuno, ma hanno un chiaro intento di "sputtanamento" politico! Perché questa è la cosa che sta facendo vomitare il nostro Paese! Poi ci sono tante altre cose che fanno vomitare il Paese...magari a destra, a sinistra, reciprocamente, il teatrino della politica, tante cose, ma questa è una cosa che offende ed indigna le persone di buona volontà, che magari si alzano come tanti di noi tutte le mattine per andare a lavorare, per cercare di fare bene il proprio mestiere, per guadagnarsi uno stipendio che tutti dicono essere superlauto, molto grande, assolutamente da tagliare, perché alla politica quando si sarà ridotto lo stipendio a zero non basterà ancora, perché avremo dei giornalisti a 200.000 euro l'anno che ci spiegheranno che i costi della politica sono troppo alti, e dovremo scriverlo, e dovremo dirlo! Non ho problemi a riconoscere quelli che sono anche i nostri difetti.

Noi, probabilmente, il nostro stipendio ce lo dobbiamo guadagnare meglio, forse dovremmo lavorare meglio, così come i Parlamentari a Roma probabilmente devono dare delle risposte di credibilità a questo Paese, ma credo che in tutte le categorie, anche nella Magistratura, che passa sottobanco le veline delle intercettazioni senza nessuna finalità penale, ma solo ai fini dello "sputtanamento" politico...credo che questa sia una prassi che deve finire. Devono finire i comportamenti dei politici, deve finire la manipolazione della comunicazione, deve finire l'uso della Magistratura a fini politici, e magari anche cominciare ad assumersi delle responsabilità. Allora è giusto che il politico quando sbaglia paghi, è giusto che un giornalista quando sbaglia paghi, ed è giusto che un magistrato, quando ha fatto - come ieri - l'errore di tenere in galera quattro anni due ragazzi di 20 anni per una prova scientificamente sbagliata, paghi! In questo Paese, però, siccome tutte le caste dicono che bisogna cominciare dalle altre, ho il sospetto che ci vorrà ancora qualche anno prima che la gente sia così indignata dalle caste, da farle cambiare tutte e non solo la nostra!

Presidente - La parola al Consigliere La Torre.

La Torre (FA) - Grazie Presidente.

Sarò brevissimo. Solo per chiarezza, perché siccome mi dicono che l'orientamento è quello di astenersi...io personalmente avrei votato contro, anche se mi asterrò. E avrei votato contro per le cose che ha detto il collega Lattanzi, ma senza bisogno di scomodare la politica o Berlusconi credo che ci debba essere in questo Paese un'equità fra accusa e difesa ed un'equità che dovrebbe passare dall'applicazione del diritto. Il diritto non è solo per quelli che lo subiscono, è anche per quelli che molte volte vengono investiti di colpe o di reati che nel tempo si dimostrano non veri. E queste persone molte volte vedono la loro vita rovinata, queste persone molte volte vedono la loro vita sconvolta, e molte volte ci sono persone che da questi sconvolgimenti ne traggono un profitto. Mi viene da pensare, sì, alla politica e a pensare come ha fatto carriera Di Pietro, per esempio: Di Pietro era un magistrato e la sua carriera politica l'ha fatta proprio su queste cose, sulle cose che non devono essere fatte da chi rispetta il diritto, cioè sulla capacità di pubblicizzare e di creare a volte dei mostri che, in realtà, mostri non sono, ma sono dei cittadini come tutti gli altri.

C'è una cosa che potrebbe starci nella vostra mozione, peccato che non si concluda nel modo giusto, quando si dice: "invita i Parlamentari della Valle d'Aosta ad opporsi con forza all'inaccettabile violazione dei diritti fondamentali per la nostra democrazia"...dovrebbe fermarsi lì, la vostra mozione, perché oggi sono violati questi diritti e sono violati - come ha spiegato bene il collega Lattanzi - tante volte in ambiti che dovrebbero essere invece ambiti di garanzia di quei settori, cosa che purtroppo non sempre accade. E sui giornali si leggono ancor prima delle intercettazioni le fughe di notizie, che non si sa da dove escono e lì la legge c'è, perché sono reati, perché quando una notizia esce da un'indagine che ancora non è stata terminata, quelli sono reati! Ma non ho mai sentito né di cancellieri, né di nessuno che sia stato condannato perché ha fatto uscire delle notizie durante delle indagini o degli accertamenti! È questo che lascia sbigottiti: come il diritto venga piegato a seconda degli interessi, a favore o a vantaggio di qualcuno, e questo non va bene! Ecco perché avrei votato personalmente contro la vostra mozione.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Quando si affronta una questione molto specifica e molto tecnica, che peraltro riguarda in modo particolare delle vicende anche di grande peso a livello nazionale e si parte da questa vicenda per arrivare ai costi della politica...ci mancava solo la crisi economica e si fa un pot-pourri di tutto per dire alla fine tutte le caste, eccetera...mi sembra di sentir parlare Beppe Grillo: a casa tutte le caste... Invece un po' più francescano è stato l'amico La Torre, non si è fatto prendere dall'impeto di Beppe Grillo e di mandare a casa tutti quanti e fare di tutta un'erba un fascio!

Bisognerebbe anzitutto fare chiarezza su quello di cui si sta parlando, perché il fatto di mettere dei limiti, e peraltro qualcuno correttamente ha citato che già esistono dei limiti alla pubblicazione di determinate intercettazioni, era oggetto di discussione in Parlamento, salvo che, ad un certo punto, è spuntato "l'emendamento Costa", guarda caso, un esponente del PdL che, nell'ambito di una discussione seria, motivata, ragionevole, pacata, ha fatto uno di quei soliti interventi che si direbbero, in gergo calcistico, "a gamba tesa". E l'intervento a gamba tesa consiste in un grave passo indietro rispetto al testo approvato in Commissione giustizia, quindi in commissione si vota un documento e poi si arriva in Parlamento e...trac! ficchi l'emendamento sorpresa! Perché l'obiettivo non è quello di questa recita che hanno fatto i due signori dello schieramento autonomista di destra della Valle d'Aosta...è tutto un altro, il loro obiettivo, l'obiettivo è il solito, cioè: bisogna far sparire certe cose dai giornali perché danno fastidio al nostro capo, che è diventato - scopro - capo anche della compagine valdostana e quindi bisogna intervenire duro anche in Consiglio regionale. Sono sorpreso di questo tema qui, pensavo che non avrebbero colto nel segno i colleghi dell'ALPE, invece vi faccio i complimenti per aver smascherato questa cosa qui, questa "simpatia latente" nell'autonomismo di destra della Valle d'Aosta, per dire: bisogna proteggere il nostro capo, è ancora lui! Nulla deve apparire sui giornali!

E torno a precisare che "l'emendamento Costa", state attenti, estende il divieto di pubblicazione del contenuto delle intercettazioni telefoniche anche a quelle che hanno già superato il vaglio di rilevanza e pertinenza del GIP e che sono riportate nelle ordinanze di custodia cautelare e nei decreti di perquisizione e sequestro; è quindi una inammissibile violazione del diritto di cronaca che lede i principi costituzionali e quelli della Corte europea dei diritti dell'uomo! La non pubblicabilità di fatti sostanzialmente pubblici, e quindi sono atti...guardate che non stiamo parlando della telefonata che non è registrata in un atto pubblico, sono atti pubblici...qui, il mio collega Louvin, che è più preparato di me, puntualizzerà meglio che tutta la tiritera che lei si è sparato qui non ha nulla a che vedere con quello di cui si sta parlando. Forse lei non era al corrente di questo emendamento che è stato presentato in gamba tesa e che ha tutto un altro obiettivo: quello di tacitare, di cancellare dalla faccia della terra tutti gli atti molto pesanti che riguardano queste persone. "La non pubblicabilità di fatti - leggevo - sostanzialmente pubblici rischia di alimentare un mercato nero delle notizie, rendere opaca l'informazione"; stia certo che noi siamo contrari a questa cosa qua, assolutamente!

Siamo perché se si vogliono mettere delle regole, siano regole chiare, trasparenti, va tutelata la privacy dei cittadini e su questo non c'è dubbio, ma quando una persona palesemente commette un reato, queste intercettazioni sono negli atti giudiziari di pertinenza, me lo spiega, questi atti vengono citati nelle aule di tribunale...cosa devo fare? Radio Radicale che metto il microfono e scrivo il giorno dopo quello che è stato detto in tribunale? Ma stiamo scherzando? C'è una differenza sostanziale fra la difesa del diritto alla privacy, che interessa tutti noi...e torniamo ad una discussione che è una discussione infinita: qualcuno, guarda caso, qualcuno della maggioranza di Governo, ha tentato addirittura di limitare le intercettazioni, quando sappiamo essere strumento fondamentale di indagini.

Se lei avesse letto per intero il concetto della Boccassini e che lei ha ribadito: "Guardate che le intercettazioni non le dovete toccare", è chiaro che poi soprattutto era intesa a difendere la possibilità dei magistrati, cioè la Boccassini temeva limitazioni anche sulla possibilità di fare intercettazioni, e ha detto: "Stiamo attenti a non pubblicare cose che non hanno diritto ad essere pubblicate" e fin qui siamo d'accordo, ma stiamo attenti a non cancellare - come avete tentato di fare - il diritto di intercettare anche esponenti autorevoli per tutelarli nelle loro nefande azioni! C'è bisogno di aria pulita e c'è bisogno che i giornali scrivano quando l'aria è infetta, immonda come in questo momento a Montecitorio ed a Palazzo Grazioli!

Presidente - La parola al Consigliere Caveri.

Caveri (UV) - In termini generali, non essendo la materia penale di nostra competenza...uno sarebbe portato a dire che tutta una serie di discussioni sono discussioni che si fanno più in una logica di scacchiere politico, quindi non sono così stupido da non capire la portata politica di questa discussione.

Vorrei dire che in termini generali non possiamo che rifarci, visto che lo avremo ospite nei prossimi giorni, all'alto magistero del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che nella sua veste di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura ha detto, a chiare lettere, che bisogna trovare un modo intelligente per limitare la diffusione di intercettazioni inutili. Mi riferisco ad intercettazioni che possono violare la privacy e anche il buon senso, perché esiste ed incombe su tutti attualmente il rischio di una gogna mediatica a cui si contrappone - lo dice uno che di mestiere ha fatto e fa il giornalista professionista - il ragionevole esercizio della libertà di stampa.

In questo Paese è molto difficile ragionare, perché purtroppo ci sono due opposti estremismi, che rendono tutto difficile. C'è la posizione A, verrebbe da chiamarla la posizione B, ma la chiamiamo la posizione A, cioè il rischio di un bavaglio ad personam, il rischio di buttare via il bambino con l'acqua sporca, innescando un fenomeno di silenzio e di censura per un contingente problema di qualcuno. Dall'altra esiste anche una posizione B, quelli che dicono, con spirito giacobino, che tutto deve essere pubblicabile con svilimento dell'uso di uno strumento prezioso contro una serie di reati come la criminalità organizzata, i reati corruttivi o reati delicatissimi contro la persona.

Può esistere una posizione mediana? Ritengo di sì, basta vedere il sistema di garanzie presente nel sistema di intercettazioni nelle grandi democrazie occidentali, che cerca di contemperare le esigenze di intelligence con le esigenze di rispetto della persona. Perché l'aspetto negativo di una serie di intercettazioni di Tizio, Caio e Sempronio è che non ci sono mai gli "omissis", cioè non vengono estrapolate quelle parti di intercettazioni che nulla hanno a che fare con le indagini che ci sono, per cui ci sono delle persone che finiscono, loro malgrado, nel tritacarne. Dunque, come già abbiamo fatto in passato, perché questa discussione l'abbiamo già fatta una volta, quindi periodicamente torniamo sul luogo del delitto, in quanto anche questa legge ha avuto degli stop and go, nessuna obiezione ad esprimerci. Ma a questo proposito vorrei dire che va fatto anche salvo il ruolo dei Parlamentari; peraltro il Senatore Fosson si è già espresso con un voto al Senato, perché credo che sia anche corretto da parte nostra non tirare troppo nei documenti la giacchetta ai Parlamentari valdostani, che agiscono senza vincolo di mandato, e quindi hanno una propria responsabilità personale nei confronti degli elettori che li hanno espressi.

Credo che oggi si debba aspettare il maturare esatto della legislazione in Parlamento, sapendo che bisogna essere pacati perché c'è una firma del Presidente della Repubblica sull'eventuale legge approvata in Parlamento, c'è una Corte costituzionale e, addirittura, in materia di libertà di espressione c'è un ruolo in Italia o sull'Italia della Corte europea, e persino, in materia di informazione, della Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo, visto che l'Italia si è adeguata ad una serie di accordi internazionali del Consiglio d'Europa.

Personalmente penso che su "intercettazioni sì-intercettazioni no" sia abbastanza difficile nascondere la polvere sotto i tappeti; tuttavia, credo che oggi sia una scelta di buon senso quella di un voto di astensione, attendendo di capire cosa capiterà in Parlamento. Oggi i giornali italiani erano pieni di un emendamento che è stato presentato, ma non ancora approvato da parte di alcuni Parlamentari del PdL. Capisco che la logica del "al fuoco, al fuoco" è più per posizionarsi rispetto all'opinione pubblica su temi che dividono profondamente, ma credo che oggi un voto di astensione non sia una logica ponziopilatesca, ma sia un'assunzione di responsabilità su un tema rispetto al quale, anche nel gruppo dell'Union Valdôtaine, ci possono essere posizioni diversificate; però lo ripeto: credo di interpretare tutti nel dire che siamo contro gli opposti estremismi.

Presidente - Se non vi sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Non eravamo del tutto ignari del fatto che ci si trovasse su un terreno alquanto scottante e che introdurre in quest'aula una problematica come questa, non per la prima volta, ma nuovamente per esigenze imposte dall'agenda politica e dal fatto che in queste ore, non fra un mese, ma in queste ore, si sta giocando la partita, e che fra poco il Parlamento si dovrà esprimere su questa problematica...era per noi un motivo di assoluta urgenza.

Noi ci vogliamo sottrarre allo scontro brutale e frontale. Abbiamo - e lo sappiamo - delle concezioni piuttosto distanti su queste problematiche, ma crediamo di leggere nella dichiarazione di Ilda Boccassini - e crediamo che fosse questo il senso di quel messaggio che riprendiamo anche noi dalle agenzie di stampa, come il collega Lattanzi -, una dichiarazione che mi sento peraltro di sottoscrivere pressoché integralmente, la preoccupazione per degli abusi che ci sono all'interno della Magistratura, delle violazioni anche reiterate di segreti, non sono questioni accidentali, sono delle storture assolutamente condannabili e, in questo, non abbiamo alcun problema a dichiarare che devono essere corrette. Ma uno è correggere, altro è imporre un bavaglio alla stampa ed esercitare un potere di interdizione nei confronti della Magistratura, che credo sia qualcosa che ad un magistrato come Ilda Boccassini non faccia particolarmente piacere, e non mi pare che lo stia richiedendo.

Nella conflittualità che c'è oggi nel nostro Paese, dice la Boccassini, le conversazioni captate diventano uno strumento di lotta politica; è vero, succede anche questo, da tutte le parti, e mi pare che il Premier sia anche indagato per avere passato, lui, delle informazioni riservate o tenute...

(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)

...in questo momento è indagato ed è stato chiesto anche il rinvio a giudizio per problematiche di divulgazioni di segreti! Quindi è una problematica sulla quale ci si può esercitare a tutto campo.

Ma dice Ilda Boccassini: fin quando la conflittualità sarà così alta, non sarà possibile la serena autocritica di entrambe le parti, necessaria per sedersi attorno ad un tavolo e studiare un sistema giudiziario ad uso e consumo dell'utenza. Benissimo, fermate questa operazione che non è un'accelerazione ordinaria dell'agenda parlamentare, ma è un autentico colpo di mano, e lo sanno benissimo i Parlamentari, che porta ad avere un morso imposto alla Magistratura ed un bavaglio imposto agli organi di stampa. Non diciamo né più né meno che questo; se ci sono atteggiamenti meno cerchiobottisti all'interno dell'Union Valdôtaine vengano allo scoperto per potersi sedere attorno ad un tavolo per una ridefinizione, anche in termini più puntuali, più equilibrati, di questa risoluzione, ben vengano tutti gli apporti.

Collega Caveri, con molta franchezza, la politica del non prendere posizione perché noi siamo ni droite, ni gauche, ni au-dessus de la droite, ni au-dessus de la gauche, non tiene più! Voi dovete prendere posizione come persone, come movimenti e come amministratori sui temi che vi riguardano, uscite allo scoperto, non continuate a stare sotto coperta, perché non funziona! La comunità non vi apprezza per questo tipo di atteggiamento, non si può dire: "noi non siamo con gli opposti estremismi"! Qui stiamo parlando di questioni di fondo, si può avere torto o ragione, si può sbagliare, si può nuancer, ma dovete uscire voi da questa posizione di totale ambiguità sui temi fondamentali della nostra politica e della nostra democrazia!

Riteniamo che sia opportuno un pronunciamento, lo chiediamo tranquillamente senza alzare i toni, chiediamo che ci si esprima su questo tema. Immaginiamo quello che potrà essere il posizionamento, le astensioni però di comodo, di sottrazione ad una decisione che deve essere presa su questi temi anche dai nostri Parlamentari, e noi ne abbiamo apprezzato le distanze che hanno saputo prendere anche il Senatore Fosson che non è della nostra parte politica su delle questioni di fondo, bisogna che siano sostenute dalla nostra comunità! Bisogna che i nostri Parlamentari sentano da che parte sta la posizione dei valdostani, che non vogliono gogne mediatiche, non vogliono abusi da parte della Magistratura, non vogliono funzionari corrotti, non vogliono fughe di notizie, non vogliono delle calunnie...vogliono solo che si possa parlare!

È stato ricordato l'emendamento Costa, è un emendamento molto problematico sul piano tecnico: fissare un'udienza filtro fino alla quale non si può dire niente sulla stampa è qualcosa che, se pensate, rispetto ad un caso che ha occupato su scala planetaria l'opinione pubblica come la vicenda Strauss-Kahn negli Stati Uniti, fa rabbrividire solo a pensare che non si possa parlare di dati acquisiti in sede giudiziale! Bisogna, nei limiti del necessario, che questa sia materia trattabile dai nostri organi di stampa.

Noi crediamo in questa stampa aperta, non a briglia sciolta, ma una stampa aperta, una stampa che non debba sentirsi sulle spalle la minaccia di sanzioni penali per diffusione di notizie, quando è un suo preciso dovere svolgere l'azione di informazione della comunità. Questo per noi è il ragionevole esercizio, collega Caveri, glielo dico con pacatezza; è un esercizio che non sottrae, che non fa tirare indietro questo Consiglio dall'assumere delle posizioni che, di fronte alla comunità, riteniamo che debbano essere assunte. Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi, per dichiarazione di voto.

Lattanzi (PdL) - Collega Louvin, non avremmo avuto alcun imbarazzo a votare contro. L'astensione è un atto dovuto, perché sarà il comportamento che attueremo ogni volta che ci saranno risoluzioni o mozioni che trattano argomenti di tipo nazionale, sui quali questo Consiglio può anche dire come la pensa, ma oggettivamente non può né esprimere più di tanto grandi pensieri, né impegnare il Presidente del Consiglio a fare chissà quali attività, né invitare i Parlamentari che non hanno bisogno di alcun invito, perché hanno già preso altre posizioni.

Per quanto ci riguarda, quindi, ci asterremo - come tutta la maggioranza - per rispetto verso questi argomenti, che sono molto tecnici, lei lo sa e anche il collega Donzel, citando gli emendamenti...cioè qui dovremmo stare delle ore per spiegare la nascita di quel provvedimento ed il tecnicismo che accompagna il provvedimento, la sottigliezza con la quale questo provvedimento nelle commissioni ha una faccia, poi in Parlamento ne ha un'altra, nella negoziazione fra i partiti di maggioranza e anche di opposizione ne hanno un'altra ancora...

La cosa bella di questo Paese è che l'abuso della diffusione delle intercettazioni senza rilevanza penale è normato, non è che manca la norma, c'è tanto di norma, con tanto di condanna; ma la domanda io la faccio: collega Louvin, lei ha mai visto un magistrato titolare di un'inchiesta, della quale le intercettazioni sono diffuse sui giornali o escono dal suo ufficio, aver ricevuto...non dico una condanna, ma almeno un avviso di garanzia dal CSM o da qualche collega? Mai! Provvedimenti disciplinari: zero! Lei ha mai visto un direttore di giornale che pubblica intercettazioni illegali, avute in maniera illegale, ricevere...non dico un avviso di garanzia, non dico neanche una condanna, ma dal proprio albo professionale un richiamo deontologico alla propria attività professionale? Vogliamo parlare di Repubblica? Mai, mai!

Allora vede il problema qual è, Louvin? Qui non è un problema di regole, è che in questo Paese le regole non le rispettano, e allora si arriva a non potersi sedere attorno ad un tavolo, caro Raimondo, per serenamente - come suggerisce la Boccassini - trovare un equilibrio come parlava Caveri prima, che comprenda questo Paese. Questo è un paese che fa 20 volte le intercettazioni della Francia, il Capo della Procura di Napoli, Lepore, ha fatto 100.000 intercettazioni su un solo individuo, che non le fa la Francia in tutto il Paese! In una sola inchiesta e per un solo individuo! Centomila intercettazioni! Lasciamo perdere i costi, la camorra e la mafia...a Napoli ci sono oppure no? Io voglio chiederlo: la camorra a Napoli c'è ancora o non c'è più? Non si possono più spendere i soldi per intercettare i camorristi, adesso i soldi vanno per intercettare i trasferimenti delle signorine alle feste!

Allora non ho letto, amico Donzel, nessuna intercettazione su Repubblica - per la verità neanche su altri giornali - del caso Penati, che è un caso di concussione...mi correggo, da garantista, presunta concussione, tangenti, abusi d'uffici e chi più ne ha più ne metta! Non le ho lette e sono stato contento di non leggerle, perché da liberale credo che le intercettazioni che immagino ci siano...perché non penso che possano mettere in quelle condizioni una persona di quel livello non molto distante dai vertici del Partito Democratico, se non ci fossero degli indizi di colpevolezza più che giustificati perlomeno dell'indagine...non abbiamo letto neanche una riga di intercettazioni del caso Penati! E io ne sono stato felice, sapete perché? Perché per me Penati, fino a prova contraria, è un presunto innocente; fino a prova contraria: cioè terzo grado di giudizio, il signor Penati, per quanto mi riguarda, è innocente. Se è colpevole, lo dovranno provare in primo grado, in secondo grado ed in terzo grado. Lì potremo magari andare a scoprire, quando ci saranno almeno i giudizi di primo grado, cosa si diceva Penati con i suoi amici, presunti soci d'affari, o magari scoprire che il signor Penati era una persona perbene, che è stato messo in mezzo da altri personaggi poco perbene, delle cui telefonate però non ne abbiamo letta neanche una!

Chi vuole questa legge, chiede semplicemente il rispetto di questa regola, che però è a senso unico: da una parte viene rispettata, dall'altra parte non viene rispettata! Ripeto: non siamo per le "leggi bavaglio", ci fanno schifo le "leggi bavaglio" da liberali convinti, ma non è possibile che in questo Paese ci sia una parte della Magistratura che utilizza questi strumenti, peraltro normati dalla legge, in maniera abusiva. Ecco perché purtroppo si parla di questa legge e, purtroppo, ho paura che il Paese ne abbia anche bisogno.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Non estenderò, come il collega, di nuovo l'analisi di questo provvedimento. Naturalmente lo ringrazio per le citazioni del caso Penati, che abbiamo affrontato con assoluta serenità, a differenza di quello che fate voi con i vostri inquisiti, che cercate di mascherare, ma le do due nominativi: il signor Feltri e il signor Farina sono stati condannati da una legge, perché chi pubblica il falso è punito severamente, lo sa? Allora è inutile che continui a dire di nuovo delle cose false in quest'aula, secondo cui non ci sarebbe una giustizia che punisce; chi pubblica il falso viene punito, è chiaro?

Rispetto a questo provvedimento, per rassicurare i moderati di quest'aula, non c'è alcuna volontà di estremismo. Se poi vi siete alleati con gli estremisti che vogliono abolire completamente la libertà di stampa, è un problema del suo movimento, Caveri! Travaglio non è iscritto al Partito Democratico per il momento, quindi non è che la cosa mi tocchi. Si è alleato lei con gli estremisti, è un problema suo di giustificare ai suoi elettori perché ha fatto quella scelta.

Noi rimaniamo del parere che invece la stampa debba esercitarsi in modo libero, ci sono a sostegno delle posizioni che sosteniamo noi, non gli estremisti, ma le associazioni dei giornalisti, cioè delle organizzazioni che chiedono di potersi esprimere liberamente sui giornali. E noi, fino in fondo, sosterremo le ragioni sia della Magistratura, che ha diritto di fare le intercettazioni, sia il diritto dei cittadini di essere correttamente informati quando questi atti diventano pubblici e, per legge, possono essere regolarmente pubblicati.

Nessuna intercettazione di straforo, o illegale, o cose di questo tipo, quindi, ma cose che stanno nell'ambito della legge, questo noi sosteniamo. Invece si sta tentando, in questo momento...è importante che anche da un Consiglio regionale, che per noi conta qualcosa...ci siamo espressi una volta su una mozione del Tibet votata anche dall'Union Valdôtaine, perché non possiamo esprimerci sulla "legge antibavaglio"? Quand'è che si va a correnti alternate? Quando ci esprimiamo sulla Catalogna che riguarda la Spagna, si può parlare di questioni internazionali e quando si parla di libertà di stampa bisogna astenersi, Lattanzi? Scusi, non ho capito; se parliamo del Tibet possiamo votare, se invece parliamo di Roma non si può votare? Lei ha detto una cosa di questo tipo: che su questioni che riguardano lei si tirerà sempre fuori; noi, invece, staremo dentro anche nel piccolo...

(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)

...staremo dentro anche alle questioni internazionali che riguardano la pace e la libertà, e anche la libertà di informazione, con molta umiltà, sapendo che non è che il Partito Democratico della Valle d'Aosta pensa di cambiare il mondo, ma con molta umiltà collaboriamo a quel grande movimento di libertà che è sempre importante difendere nelle democrazie. Ce lo insegnano quelli che l'hanno persa.

Voto assolutamente favorevole alla risoluzione.

Presidente - Pongo in votazione la risoluzione in oggetto:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 8

Astenuti: 23 (Agostino, Benin, Bieler, Caveri, Alberto Cerise, Comé, Crétaz, Empereur, Hélène Impérial, Isabellon, André Lanièce, Lattanzi, Lavoyer, Maquignaz, Marguerettaz, Prola, Emily Rini, Rollandin, Rosset, Salzone, Laurent Viérin, Manuela Zublena, Zucchi)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Con questo oggetto abbiamo terminato i nostri lavori. Vi ricordo che ci vediamo giovedì pomeriggio in quest'aula.

La seduta è tolta.

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L'adunanza termina alle ore 18,55.