Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1968 del 21 settembre 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 1968/XIII - Interpellanza: "Intendimenti in merito alla mancata diffusione televisiva del Premio Mogol".

Interpellanza

Richiamata la nostra precedente iniziativa avente per oggetto "Mancata diffusione televisiva del Premio Mogol";

Evidenziato anche l'articolo comparso sull'Espresso del 2 settembre 2011 dal titolo "Regioni sprecone: Mogol fa autogol. Premio Mogol 2011, la colonna sonora degli sprechi all'italiana.";

Ricordata la mancata messa in onda su Rai 1 del Premio Mogol, prevista giovedì 23 giugno 2011 alle ore 23.30;

Sottolineato che anche la generica indicazione sulla diffusione "posticipando la stessa ad una data entro il 10 settembre 2011" prevista dalla delibera n. 1494 del 24 giugno 2011 non è stata rispettata;

Ricordato che per il sopracitato Premio, istituito dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta ed intitolato all'"Amis de la Vallée d'Aoste" Giulio Rapetti in arte Mogol, è previsto un esborso di ben 348.000,00€ per il solo 2011;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per sapere:

1) quali sono le intenzioni della Giunta regionale riguardo al sopracitato Premio e se continua a considerare il Premio un efficace strumento di promozione della Valle d'Aosta;

2) se l'Amministrazione regionale è in grado di valutare il danno che la mancata diffusione nei termini previsti della trasmissione ha causato all'immagine della Valle d'Aosta;

3) se l'Amministrazione regionale intende considerare l'eventualità di una richiesta danni a carico del Centro Europeo Tuscolano che gestisce l'accordo con la Rai per la messa in onda del sopracitato Premio.

F.to: Bertin - Giuseppe Cerise

Presidente - La parola al Consigliere Bertin.

Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.

Avevamo già sollevato questa questione nel mese di luglio scorso con un'interrogazione riguardante la mancata diffusione televisiva del Premio Mogol, vicenda che si sta trasformando in una vera e propria "telenovela" di tipo sudamericano. Adesso ci sono le nuove puntate. Ci eravamo lasciati a luglio con la mancata messa in onda al mese di giugno della trasmissione e con una proroga fatta dall'Amministrazione regionale ai primi di settembre. Ricordo che il Mogol si è impegnato, attraverso una convenzione, a garantire la diffusione della trasmissione il 24 giugno; successivamente vi era stata una proroga da parte dell'Amministrazione regionale ai primi di settembre. Anche questa proroga, pur generica, visto che ci si limitava ad un'indicazione del 10 settembre, non è stata rispettata; anche le mie preoccupazioni sul fatto che la trasmissione potesse essere in onda il 15 agosto alle 14,30...per dire, quando è ovvio che non vi sono spettatori e neanche le famigerate "casalinghe di Voghera" guardano la televisione...non sono state prese in considerazione. Speriamo per Natale! Bisogna ricordare che questo premio costa all'Amministrazione regionale circa 350.000 euro e che è un investimento in termini assoluti notevole, tanto più in questo periodo di crisi finanziaria e di problemi economici.

Per questa ragione ci chiedevamo quali erano le intenzioni della Giunta regionale riguardo a questo premio, che - ricordo - è stato istituito dalla Regione ed intitolato a Mogol (cosa di per sé curiosa, perché di solito si intitolano i premi a delle persone non più viventi), e se l'Amministrazione regionale continuava a considerare questo premio un efficace strumento di promozione della Valle d'Aosta. Per quanto ci riguarda avevamo già espresso le nostre perplessità sul fatto che questo premio, facendo anche un'analisi costi-benefici, rappresenti uno strumento efficace. Ci chiedevamo anche se l'Amministrazione regionale era in grado di valutare il danno che la mancata diffusione della trasmissione ha prodotto all'immagine della Valle d'Aosta e, infine, se l'Amministrazione regionale intendeva avanzare una richiesta danni nei confronti del Centro Europeo Tuscolano, cioè sempre il solito Mogol, per la mancata messa in onda ed il mancato rispetto di questi accordi. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Laurent Viérin.

Viérin L. (UV) - Merci M. le Président.

Siamo felici di riprendere la telenovela che non si sviluppa solo su questi schermi, ma anche attraverso simpatici comunicati stampa negli ultimi tempi.

In premessa vorrei precisare, in merito all'articolo ed alle premesse enunciate dal collega Bertin e all'articolo de L'Espresso ripreso nelle premesse dell'interpellanza, che una serie di informazioni riportate come quelle che sono state citate in premessa non corrispondono al vero e rappresentano una ricostruzione faziosa ed errata della realtà, à savoir: il generoso contributo come definito da L'Espresso e anche la cifra citata di 288.000 euro per la messa in onda del premio non è inerente solo alla messa in onda, ma rappresenta i costi organizzativi e tecnici dell'intera cerimonia e promozione della serata, cifra che va ulteriormente scorporata dall'importo di cui sopra. Fra l'altro il "generoso contributo" - come è definito - nella sua parte inerente alla messa in onda, che per una trasmissione di 74 minuti su una rete nazionale in quella fascia, non è elevato secondo gli standard consueti, comunque, questa spesa è una voce che è strettamente legata alla messa in onda; quindi, se non esiste la messa in onda, non esiste neanche la spesa, pertanto è una concezione un po' strana di spreco. Come lo è l'approssimativa ed errata riproposizione delle cifre inerenti al premio stesso; sempre in questo articolo che citate come esempio, si dice che la giuria ha un compenso di 28.000 euro per tre giurati; i giurati - che sono tre personaggi molto importanti del mondo della comunicazione - percepiscono 3.500 euro netti, per un totale di 10.500 euro. Inviterei i colleghi ad attenersi ai fatti e non alle ricostruzioni artigianali che vengono a volte riproposte su certa carta stampata, spesso per dipingere - ne abbiamo parlato questa mattina - le Regioni, soprattutto quelle a Statuto speciale, come sprecone, e inviterei ad un'attenta riflessione sull'investimento del premio per la promozione della Valle d'Aosta. Su questo si può discutere, per carità ci possono essere opinioni discordanti, ma i dati sono i dati. Allora, prima di parlare di "sprechi" o di "investimenti azzardati", bisogna capire che l'investimento sulla messa in onda è legato alla messa in onda; senza questa non ci sarà neanche - lo dirò dopo - la spesa ad essa inerente...altra cosa è la cerimonia.

Per quanto riguarda invece la nostra visione di modello, un momento molto interessante di promozione culturale della Valle per questo, negli anni dal 2008 è stato più che efficace. Basta prendere visione delle rassegne stampa degli ultimi due anni, 2009 e 2010, che le ho portato, così le è possibile rendersene conto dal vivo, per capire che è stato un premio Mogol Valle d'Aosta, fra l'altro, che si chiama "Premio Mogol Valle d'Aosta", con un marchio registrato dall'Amministrazione regionale e, a parte le sottili ironie sui premi postumi, abbiamo avuto un'intuizione che, secondo me, va nella direzione di costituire in Valle d'Aosta un premio che va a premiare il miglior testo della canzone italiana, abbinando il nome della Valle al più grande nome del paroliere contemporaneo più importante che l'Italia abbia in questo momento. Quindi il Premio Mogol Valle d'Aosta su tutte le testate nazionali per il momento antecedente al premio e, a seguito del premio, ciò che si aggiunge alla messa in onda per il 2009-2010, con spese rapportate alla visibilità molto inferiori agli standard televisivi; per questo lei ha semplicemente da telefonare o da informarsi in qualsiasi palinsesto RAI o anche di altre emittenti nazionali, per vedere che i parametri non sono assolutamente sproporzionati, anzi...per avere 70 minuti, negli anni precedenti, in seconda serata, sulla RAI, un sabato sera...la spesa è stata inferiore ai parametri.

Detto ciò, tengo a sottolineare che l'Assessorato ha intrapreso fin dal 2007 una collaborazione con Mogol, che non è limitata al premio, ma è un progetto culturale più profondo, collaborazione con il CET per valorizzare intanto i giovani artisti valdostani e, in seguito, con una specifica promozione culturale della musica e della cultura popolare in generale - a nostro e a mio modesto parere la madre di tutte le culture -, ciò che ha portato alla realizzazione di una iniziativa che oggi è considerata - sta scritto negli articoli - come uno dei più grandi premi della canzone italiana, un premio letterario volto a valorizzare i migliori testi presenti nel panorama della musica popolare italiana, con l'intenzione di abbinare il nome di Mogol alla Valle d'Aosta per valorizzare la nostra Regione. Valorizzazione dei giovani artisti valdostani che, dal 2007 ad oggi, sono stati 63; 63 giovani che non avevano avuto opportunità di sbocco artistico, ai quali abbiamo dato almeno una possibilità non solo di crescita artistica, ma anche di inserimento nei circuiti nazionali, perché in quei posti ci sono le persone che decidono anche a livello artistico. Oggi vorrei solo citare tre di questi giovani che si sono recati, non sono gli unici, ma sono quelli forse più significativi: Naïf, i dARI e i Kymera, che sono stati i primi ai quali abbiamo dato l'opportunità di accedere a questo corso, il primo con il quale hanno partecipato al CET in collaborazione con gli allievi della Sicilia e Arisa è stata una di quelle che con i nostri ha partecipato al primo stage.

Dopo questa parte di formazione l'idea è venuta al sottoscritto di creare in Valle d'Aosta il primo premio del miglior testo della canzone italiana, che poi portasse la Valle alla ribalta delle iniziative per la promozione della musica superiore al livello regionale, che potesse far conoscere la Valle d'Aosta da un punto di vista culturale, di visibilità anche sugli schermi televisivi, se possibile, nel circuito dei grandi mezzi di comunicazione. Infatti il primo anno non è andato in onda, perché non abbiamo avuto alcun contatto, al secondo anno ci hanno proposto la messa in onda in seconda serata su RAI Uno che, per un prodotto culturale non è una cosa consueta, non è che si decide unilateralmente la messa in onda di una trasmissione!

Quindi secondo noi è stato un successo di visibilità per la Valle e queste rassegne stampa, i passaggi informativi sui media nazionali sono documentati nei press book, compresa quella del 2011, anche se non è andata in onda, ma che speriamo possa andare in onda (come le dirò), dimostrano ampiamente un apprezzamento positivo da parte di tutti i mezzi di comunicazione riguardo alle iniziative ed ai protagonisti. Quindi una promozione fuori dai nostri confini.

La trasmissione della cerimonia di premiazione su RAI Uno per il 2009-2010 ha costituito un elemento complementare di efficace promozione dell'iniziativa e sono stati 1.000.000 i telespettatori nel 2009, 1.870.000 nel 2010 con 18 percento dello share. Se poi consideriamo l'abbinamento dei luoghi agli eventi, quindi il Teatro Romano per il 2010-2011 e, per il 2009, il Forte di Bard, è una valorizzazione positiva dell'abbinamento di questo prodotto culturale che portiamo avanti. Ho tutti i dati per quest'anno, tutti i lanci del premio: Sky TG 24, RAI Uno mattina, RAI Uno, TG2, tutte le radio, tutti gli spot che sono stati messi in onda in previsione della trasmissione che poi non è andata in onda, e le notizie a seguito della conclusione del premio: TG5, TG1, Sky TG 24, MTV e cinque altre radio. Ad oggi sul Web sono 580.000 i contatti risultati con premio Mogol 2011 e, insomma, tutti gli articoli che le farò avere - che sono 37 - su quotidiani nazionali che parlano della Valle, fra l'altro.

Per l'edizione 2011, cosa che forse ci interessa di più, la mancata diffusione non dipende dalla nostra volontà, né da quella di Mogol e del CET, che ha intrapreso un'azione legale nei confronti della RAI per il mancato rispetto degli impegni presi. Stiamo lavorando a seguito della liberatoria ottenuta il 30 agosto dal CET da parte della RAI, alla possibilità di altre messe in onda su emittenti nazionali, quindi per l'edizione 2011 non ci risulta essere danno per la mancata messa in onda, in quanto la spesa impegnata per la messa in onda...se non c'è messa in onda non c'è spesa...ma noi speriamo che ci sia una messa in onda. Stiamo trattando con il CET e loro ci devono comunicare ulteriori possibilità di messa in onda della trasmissione libera da ogni diritto a seguito di questa procedura di cui le parlavo, su reti nazionali, mantenendo - questa è la nostra richiesta - inalterato il livello di importanza della rete che verrà individuata e le opportune promozioni. Come dice lei, non ci interessa avere una trasmissione che vada in onda in altri momenti. Quindi, in attesa di ulteriori comunicazioni che dovranno pervenire, ogni pagamento è sospeso e la spesa è fittizia, non c'è e non sussiste lo spreco di cui parlano questi organi di informazione.

Contiamo di andare in onda su emittenti nazionali, mantenendo l'importanza della promozione della Valle sui canali televisivi e sui media nazionali, che sarà aumentata se andasse in onda a causa della diatriba del famoso inedito fra la vedova Battisti e Mogol, che probabilmente - di questo non siamo certi - è alla base della mancata messa in onda del premio.

Presidente - La parola al Consigliere Bertin.

Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.

A parte l'"interessante" ricostruzione della filosofia che guida l'Assessorato in queste cose, sulle quali avrei qualcosa da ridire...ma spero sia possibile avere un diritto di critica rispetto alle iniziative dell'Assessore ed alla sua "filosofia", eccetera...mi pare curioso che si venga a dire che non c'è nessun danno. Bisogna anche capire che abbiamo speso una somma, togliamo la parte riguardante la messa in onda - circa più di 100.000 euro -, ne rimangono 250.000 che, a mio avviso, andavano spesi in funzione della messa in onda. Se spendiamo 250.000 euro per un premio che poi non mettiamo in onda, per far venire quattro persone al Teatro Romano o per gli spot - come dice lei - magari si può anche ridimensionare la spesa, immaginavo che la "filosofia" - come dice lei - fosse: spendiamo tanto perché andiamo in tivù, altrimenti si poteva spendere molto meno... Scopro che adesso la tivù non è così importante, mi pare una cosa curiosa ed uno spreco da questo punto di vista, perché se si organizza una cosa che comprende la messa in onda, poi se questa non c'è tutto cade.

L'altro giorno leggevo un articolo su La Vallée, dove la "filosofia" dell'Assessore era: l'importante è che se ne parli...da questo punto di vista, allora, non può che essere contento dell'articolo comparso su L'Espresso di settembre! In effetti, parlare ne parlano, non in termini positivi...da questo punto di vista, se l'intento è quello di far parlare, avrei dei suggerimenti per iniziative meno costose che raggiungerebbero l'obiettivo di farne parlare, in positivo o in negativo. Non credo che ci si possa porre come obiettivo quello di "comunque far parlare"...l'obiettivo deve essere quello di promuovere un'immagine della Valle corretta e non creare delle situazioni che all'esterno danno un'immagine di una Regione che non riesce a gestire bene le iniziative che fa!

In generale la mia valutazione sulla spesa e su questo premio l'ho già data l'altra volta; da un'analisi costi-benefici diventa difficile sostenere che questo è uno strumento efficace di promozione della Valle d'Aosta. In questi giorni sono stato sollecitato ad essere propositivo e, visto il periodo particolarmente critico per la finanza pubblica, un periodo di tagli per tutti, mi permetto di proporre di tagliare, se proprio si deve tagliare, su questo capitolo di spesa che, per quanto si sostenga, non dà i risultati in proporzione alle spese! Grazie.